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Pagavano 3 euro al mese di affitto, scandalo alla Reggia di Caserta

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Reggia di Caserta

Reggia di Caserta Nel mirino 15 inquilini delle abitazioni di pregio. Secondo la Corte dei Conti, il danno arrecato alle finanze pubbliche ammonta a 1,2 milioni di euro

Canoni di affitto mensili di appena tre euro per vivere in uno dei più prestigiosi musei d’Italia e del mondo, la Reggia di Caserta, dal 1997 inserita nella «World Heritage List» dell’Unesco. La Guardia di Finanza di Caserta, su disposizione della Procura della Corte dei Conti della Campania, ha notificato oggi quattro inviti a dedurre all’ex soprintendente pro-tempore Paola Raffaella David, e a tre dirigenti dell’Agenzia del Demanio della Campania, a cui viene contestato un danno all’Erario quantificato in circa 1,2 milioni di euro.

In alcuni casi, per le abitazioni, particolarmente prestigiose in virtù del contesto in cui si trovano, veniva corrisposto un fitto tra 70 euro e 140 euro ma, considerata l’ampiezza dell’immobile e la location, avrebbero potuto fruttare anche 1150 euro al mese. Dagli accertamenti eseguiti dai finanzieri è anche emerso che gli inquilini fruivano dei parcheggi che si trovano negli spazi interni della Reggia, accedevano e usavano le aree del Parco e, inoltre, i consumi idrici erano totalmente a carico della Soprintendenza.

In esecuzione di un provvedimento di sfratto divenuto esecutivo, oggi, solo un paio di inquilini hanno lasciato gli alloggi, mentre gli altri lo faranno nelle prossime settimane. Spiega l’attuale direttore della Reggia, Mauro Felicori: «Ho concesso un massimo di tre mesi, al termine dei quali, se gli alloggi non verranno liberati interverrà la forza pubblica. Ho mandato questi atti al prefetto e al questore. Stiamo parlando di 11 alloggi».

L’Agenzia del Demanio, in relazione al coinvolgimento di tre suoi dipendenti, ha annunciato, attraverso una nota, «piena collaborazione» con gli inquirenti. L’agenzia, inoltra, condanna «con fermezza qualsiasi comportamento negligente nella gestione del patrimonio pubblico e lesivo dell’interesse dello Stato e dei cittadini».

Le indagini contabili del sostituto procuratore della Corte dei Conti Ferruccio Capaldo, sono iniziati nel 2014, dopo l’accertamento da parte dei carabinieri che nessuno dei 12 inquilini – tutti ex dipendenti ora in pensione o parenti di ex dipendenti deceduti – possedeva il diritto di risiedere in quegli alloggi. Furono inoltrate le lettere di sgombero, impugnate dagli inquilini davanti al Tar. I magistrati però hanno dato ragione alla Sovrintendenza la quale ha avviato la procedura di sfratto oggi esecutiva. Dovrà lasciare gli immobili, tra gli altri, anche l’Associazione Storia Patria, i cui uffici saranno spostati, sempre nel complesso vanvitelliano, ma in un’altra sede. Il Demanio inviò le lettere di sgombero nel 2000 e nel 2005. Nel 2009 gli alloggi e la competenza sono passati dal Demanio alla Sovrintendenza.

Il danno erariale riguarda gli anni dal 2006 al 2011, quelli cioè relativi ai crediti non più esigibili, in quanto prescritti. Per evitare nuovi danni erariali, la Sovrintendenza può esigere i canoni del 2012, dopo averli adeguati al valore di mercato.

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Liste d’attesa, in 2 milioni costretti a pagare le mazzette

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FARAONE: davanti alla riduzione delle prestazioni e all’allungamento delle liste di attesa, si sono ritrovati a dare bustarelle (ndr: mazzette). CANTONE: mafia e corruzione negli ospedali. Bruciati più di sei miliardi.

MAZZETTE La sanità italiana è malata, ferita dalla corruzione che brucia ogni anno sei miliardi di euro. Una corruzione che mandando in fumo miliardi di fondi pubblici riduce le risorse, porta al taglio dei reparti ospedalieri e dei servizi al malato. E così anche i pazienti diventano corruttori, portano mazzette per essere visitati, curati in tempi utili. Due milioni di italiani, secondo il sottosegretario all’Istruzione Faraone, davanti alla riduzione delle prestazioni e all’allungamento delle liste di attesa, si sono ritrovati a dare bustarelle.

A fotografare una situazione di malcostume dilagante, lo studio Transparency international Italia, di Censis, Ispe e Rissc. Dove sono numeri, tabelle a raccontare «la sanità italiana che è il terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma, per l’enorme giro di affari che ha intorno ». Come ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone.

Un malaffare che prospera sulla pelle dei cittadini, provocando anche la riduzione degli investimenti nella ricerca che potrebbe salvarli. Corrotti e corruttori, tangenti e bustarelle costano cento euro in meno di assistenza medica a ognuno di noi: dai neonati ai novantenni.

A testimoniare che la corruzione prospera senza distinzione regionale tra ospedali e Asl, sono gli stessi uomini che ci lavorano: negli ultimi cinque anni in un’azienda sanitaria su tre ci sono stati episodi di corruzione: il 37 % delle Asl ne è stato vittima, sottolineano i 151 dirigenti sanitari che hanno partecipato allo studio. E che raccontano, numeri alla mano, quali sono i settori dove per la loro esperienza si annidano i rischi maggiori. Gli acquisti di beni e servizi è al primo posto per l’83%, degli esperti la realizzazione di opere e infrastrutture al secondo con 66% mentre per il 31 % dei dirigenti la corruzione potrebbe nascere nel tentativo di facilitare assunzioni.
Tutto questo sulla pelle dei pazienti che, ricorda l’Oms, potrebbero avere un’aspettativa di vita media di almeno due anni più lunga se quei soldi fossero spesi in maniera efficiente. E non ingoiati tra sprechi ed episodi di malversazione sempre più frequenti in un Italia dove la sanità è uno dei pochi settori che tira, con 110 miliardi di spesa pubblica annui.

E se la corruzione avviene soprattutto tra appalti e acquisti, nessuno è esente dal malcostume della mazzetta: pazienti compresi. Lo dice convinto Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione: «Ben 2 milioni di italiani hanno pagato bustarelle per ricevere favori in ambito sanitario e 10 milioni hanno effettuato visite mediche specialistiche in nero ». Come dimostrano i dati della finanza che tra gennaio 2014 e giugno 2015 ha scoperto frodi e sprechi nella spesa sanitaria che hanno prodotto un danno erariale per 806 milioni di euro.

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GORI – Nuove modalità di pagamento

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PROSEGUE LA RIVOLUZIONE DIGITALE DI GORI PAGAMENTI ON-LINE E POS PRESSO GLI SPORTELLI

GORI – Dopo l’app gratuita scaricabile da Google Play ed App Store e la nuova versione del sito web, l’azienda prosegue nell’utilizzo di nuove tecnologie per fornire all’utenza un servizio di maggiore qualità.

Lo sportello online di GORI presente nel sito web www.goriacqua.com, che già alcuni mesi fa era stato  implementato nelle funzionalità, da oggi consente il pagamento on-line. I cittadini accedendo al proprio profilo nella sezione Area Clienti potranno visualizzare le fatture insolute e provvedere al pagamento attraverso i circuiti VISA, MasterCard e VISA Electrom V Pay, senza l’aggiunta di alcuna commissione.

Inoltre, GORI ha attivato il pagamento tramite POS presso gli sportelli al pubblico di Anacapri, Castell ammare di Stabia, Ercolano Nocera Inferiore, Nola, Ottaviano, Piano di Sorrento, Pomigliano d’Arco e Torre Annunziata. I POS accettano pagamenti con carte di credito o di debito appartenenti ai circuiti PagoBancomat, VISA, MasterCard e VISA Electrom V Pay. Oltre alle fatture, presso gli sportelli sarà possibile anche effettuare il pagamento relativo ai preventivi per nuove forniture idriche, con una conseguente considerevole riduzione dei tempi per l’attivazione del servizio.

Restano attive le altre modalità di pagamento delle fatture: domiciliazione bancaria, bollettino postale allegato, bonifico bancario, esercizi commerciali della rete LOTTOMATICA ItaliaServizi e circuito bancario CBILL.

“Le nuove modalità di pagamento – spiega l’amministratore delegato di GORI, Claudio Cosentino – rispondono in pieno alle mutate esigenze dei cittadini, che ci spronano a proseguire sulla strada dell’evoluzione digitale. GORI sta investendo in innovazione tecnologica sia sotto il profilo tecnico e organizzativo che nel rapporto con l’utenza, con l’unico obiettivo di fornire un servizio efficiente e costantemente moderno”.

vivicentro-sud-economia / GORI – Nuove modalità di pagamento

* GORI S.p.A. è l’azienda che gestisce il Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione e distribuzione agli utenti della risorsa idrica, collettamento e raccolta delle acque reflue, depurazione) nei Comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 della Campania, denominato “Sarnese Vesuviano”, ed ha tra i suoi scopi primari la salvaguardia dell’ambiente. GORI garantisce al cittadino-utente: la distribuzione di acqua potabile, la realizzazione di opere idriche e fognarie, la gestione di impianti di depurazione che puntino ad un processo di depurazione sempre più efficiente.

L’ENTE D’AMBITO SARNESE VESUVIANO è il consorzio obbligatorio dei 76 comuni ricadenti nei confini dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Sarnese Vesuviano, costituitosi in base alla Legge n. 36 del 1994. L’Ente ha lo scopo di organizzare il Servizio Idrico Integrato e di provvedere alla programmazione, all’organizzazione ed al controllo della gestione del servizio secondo i principi di efficienza ed economicità. Nel suo ruolo di controllo il Consorzio rappresenta i Comuni (i soggetti consorziati) e i cittadini (utenti).

A.T.O. 3 Campania

 

Comuni: 76

 

Abitanti: 1.450.225

 

Utenti: 508.000

 

Rete Idrica Km 4.021

 

Rete Fognaria Km. 2.212

Sotto la Lente – Juve Stabia: Stefano Del Sante

Nuovo appuntamento con la rubrica “Sotto la Lente”, con la quale sveliamo tante curiosità sui calciatori della Juve Stabia.

Conosciamo meglio il bomber della Juve Stabia, Stefano Del Sante, arrivato a Castellammare nel mercato di gennaio. L’attaccante è nato il 13 gennaio 1987 a Perugia. Del Sante è un attaccante moderno, forte fisicamente ma con ottime doti tecniche; proprio le sue caratteristiche avvicinano il nuovo attaccante gialloblù a Samuel Di Carmine, il capocannoniere delle Vespe nella scorsa stagione che Del Sante non dovrà far rimpiangere in questo finale di stagione e nella prossima, in virtù di un contratto che lo lega alle Vespe anche per il prossimo campionato.

Le similitudini tra i due attaccanti non finiscono qui; come Di Carmine, infatti, anche Del Sante ha iniziato la carriera nella Fiorentina, guidata nel 2005 da Cesare Prandelli. Dopo la maglia viola, Del Sante ha vestito le casacche, tra le altre, di Mantova e Vigor Lamezia; proprio le ultime stagioni vissute con queste maglie hanno segnato la consacrazione per l’attaccante, che è andato a segno complessivamente 40 volte negli ultimi quattro campionati.

Dopo il biennio molto positivo trascorso alla Vigor Lamezia, Del Sante ha accettato la chiamata del Pavia dove, però, lo spazio per lui non è stato molto. Nei mesi trascorsi in Lombardia l’ex regista delle Vespe, Giovanni La Camera, ha fatto da sponsor per la Juve Stabia, facilitando il passaggio dell’attaccante al club del Presidente Manniello.

Fin’ora la parentesi in gialloblù di Del Sante, condizionato in questi mesi anche da due problemi muscolari che ne hanno compromesso l’utilizzo, conta 11 presenze e 3 gol. Speriamo che l’attaccante si sia conservato i gol più pesnati e decisivi per il finale di stagione.

Ultima curiosità: il procuratore di Del Sante è Andrea Cattoli, lo stesso di Riccardo Cazzola, uno che a Castellammare non ha fatto male..

Raffaele Izzo

CPI di Castellammare – Employers Day: Jobs Act e non solo

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CPI di Castellammare

CPI di Castellammare – Visibilità ai servizi offerti dalle imprese, rafforzamento della collaborazione tra datori di lavoro e servizi pubblici per l’impiego, abbattimento delle distanze tra domanda e offerta di lavoro.

Siamo al Centro per l’Impiego di Castellammare di Stabia dove, nell’ambito dell’Employers day lanciato dall’Unione Europea, si tiene uno dei tanti eventi che nel corso della giornata odierna si dispiegano sul territorio nazionale.

Il seminario si focalizza sull’ottica di rete tra servizi pubblici e servizi privati per l’impiego, oltre al sistema delle convenienze per le aziende nel mercato del lavoro. Mentre il recruitment day rappresenta un’occasione per i disoccupati per candidarsi e presentare il proprio curriculum.

TIME VISION nella persona della Presidente dell’agenzia, Daniela Sabatino, assicura che “si tratta del primo passo verso l’integrazione dei servizi pubblici con quelli privati, in vista di una sinergia che non potrà che fare bene ai giovani, creando diverse opportunità”.

“È ora di rimboccarsi le maniche e ripartire – esordisce così Nicola Marrazzo, Presidente della Commissione regionale per le Attività Produttive –. La Campania è impegnata nella stesura dei programmi riguardanti i fondi europei 2014-2020, l’ultimo treno utile per dare a questa regione la sterzata giusta. Bisogna investire su giovani, formazione e innovazione in tutti i settori. Mettiamoci in gioco!”.

Riguardo al Jobs Act, pur ritenendolo “inadeguato all’attuale mercato del lavoro”, Marrazzo si dice “ottimista sulle possibilità che i contratti in vigore non durino solo per la durata delle incentivazioni alle imprese (3 anni) ma vadano ben oltre, creando sin da ora le condizioni per una maggiore e duratura tutela del lavoratore”.
Dall’Europa all’Italia, dalle aziende ai servizi per l’impiego, fino ad arrivare alle scuole.

All’evento hanno contribuito il Forum dei Giovani del Comune di Castellammare di Stabia, l’associazione Unimpresa,  Antonio Esposito ex Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Castellammare di Stabia, le agenzie private per il lavoro del territorio, la fondazione Oiermo e l’Istituto Alberghiero R. Viviani di Castellammare di Stabia.

vivicentro.it-sud-terza-pagina / CPI di Castellammare. Nicola Marrazzo all’Employers day: “Ecco la mia sul Jobs Act…”

Sky – Reina non molla, sarà lui a decidere se giocare domenica

Ancora problemi per Pepe Reina, ancora quel fastidio al polpaccio. La sua assenza contro l’ Udinese si è sentita molto e per la prossima sfida contro il Verona il portiere spagnolo è ancora in dubbio.
Le sue condizioni destano sempre preoccupazione, anche ieri ha svolto lavoro ridotto e qualche ora in palestra. Stando però a quando riportato da Sky Sport vi è stato qualche lieve miglioramento per lo spagnolo che farebbe ben sperare.
Reina farà di tutto per scendere in campo domenica, tutto dipenderà esclusivamente da lui.

Ischia Isolaverde – Monopoli: aperta la prevendita. Attivo il porta un amico

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In occasione della gara ISCHIA ISOLAVERDE-MONOPOLI, in programma domenica 10 Aprile 2016 alle ore 14.00, presso lo Stadio “Enzo Mazzella” di Ischia, valida per la 30^giornata del girone C di Lega Pro, i tifosi ospiti in possesso della tessera del Tifoso potranno acquistare il tagliando unico al prezzo di € 10,00+2,00 di diritti di prevendita. Si comunica che per questa partita, la S.S. Ischia Isolaverde ha aderito all’iniziativa “PORTA UN AMICO ALLO STADIO”, mediante la quale un possessore di Tessera del Tifoso può acquistare un tagliando per un amico non fidelizzato al prezzo di €13.00+2,00 di diritti di prevendita. Le due persone dovranno entrare allo stadio insieme.

Ischia Isolaverde- Monopoli Info e Costi 

Si comunicano le modalità e i prezzi dei tagliandi per la partita contro il Monopoli in programma domenica 10 Aprile alle ore 14.00 presso lo stadio “Mazzella”. 

PREZZI:

TRIBUNA CARPISA-YAMAMAY:  € 22,50 (+ 1,50 € di prevendita)

Ridotti: 10/15 anni più Donne: € 16,00 più Over 65 (+ 1,50 € di prevendita)

TRIBUNA GOLD:  € 18,50 (+ 1,50 € di prevendita)

Ridotti: 10/15 anni più Donne € 12,00 più Over 65 (+ 1,50 € di prevendita)

TRIBUNA SILVER: € 10,00 (+ 1,50 € di prevendita)

GRADINATA: € 5,00 (+ 1,50 € di prevendita)

Sarà possibile acquistare i biglietti presso i seguenti punti vendita:

Stuzzicheria” – Ischia,Via Fondobosso, adiacente lo stadio (solo domenica)

“Unpack” – Casamicciola Terme, Corso Luigi Manzi

 

Non concordo con la Carta dei Diritti promossa dalla Cgil (Lettere)

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                     Non concordo con la Carta dei Diritti promossa dalla Cgil (lettera di Celso Vassalini)
Lettere-alla-redazione-email.jpg - 45.92 kbViviamo in un momento storico caratterizzato dall’incertezza e della discontinuità. Oggi i lavori sono «tanti» ed è doveroso proteggere, oltre che i lavoratori dipendenti, anche quelli indipendenti caratterizzati da debolezza socio-economica. Confronto di discussione, che servirà a formulare ipotesi condivise di riforma del settore, mirando alla ripresa e a «produrre lavori di qualità», non dimenticando mai l’obbiettivo primario quella che io chiamo «antropologia positiva» che vuol dire innanzitutto avere fiducia nella persona e nelle sue proiezioni relazionali, dalla famiglia alle imprese ai corpi intermedi, e nella sua attitudine a potenziare l’autonomia capacità dell’altro. L’esatto opposto di quell’antropologia non evoluta delle organizzazioni Sindacali e, quindi, sulla malfidenza verso le persone che non la pensano come loro. Ereditiamo da loro uno stato pesante e invasivo che conosciamo e che vogliamo cambiare. La prima è quella relativa alla promozione del valore, anche economico, della vita dal concepimento alla morte naturale. Il riconoscimento, anche empirico, della ricchezza e dell’unicità della persona consente di individuarne l’attitudine alla socialità. E ciò conduce ad assegnare alla famiglia e a tutti i corpi intermedi il giusto rilievo per la coesione della società. Ciò comporta la realizzazione diffusa della pratica del principio di sussidiarietà secondo il quale lo Stato, le amministrazioni pubbliche centrali e locali, operano per sollecitare il libero gioco delle aggregazioni sociali. E ancor più nelle nuove condizioni prodotte dalla crisi, la crescita deve essere sostenuta non tanto dalla leva della spesa pubblica quanto dalla vitalità delle persone, delle famiglie, delle imprese, e delle forme associative. Si tratta insomma, di stimolare una sorta di rivoluzione nella tradizione quale risultato di comportamenti istituzionali, politici e sociali coerenti con la visione di «meno Stato, più società». È comunque la collaborazione tra governo e popolo, tra istituzioni e corpi intermedi, la fonte fondamentale dello sviluppo economico e civile del Paese. Liberare il lavoro significa esattamente liberare i lavori. Vale a dire, incoraggiare nelle imprese l’attitudine ad assumere e a produrre lavori di qualità. A cogliere ogni opportunità di crescita, ancorché incerta. A realizzare attraverso il metodo della sussidiarietà orizzontale e verticale, e quindi il flessibile incontro tra le parti sociali nei luoghi più prossimi ai rapporti di lavoro, le condizioni per «more jobs, better jobs». Il mio sogno che si arrivi presto ai fini del passaggio dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto dei lavori, è capire l’idea ispiratrice. Vorrei che rivivesse lo Statuto dei lavoratori nella realtà che cambia. Una parte del nuovo Statuto, attinente ai diritti fondamentali della persona e del lavoro, deve restare ferma come norma inderogabile di Legge. Un’altra parte, attraverso la contrattazione collettiva, si adeguerà meglio alle diverse condizioni e situazioni, così da rendere più efficaci quelle tutele. Il vecchio Statuto, che pure quarant’anni fa il nostro Paese la visse come una grande conquista, è stato costruito per un’Italia che oggi non c’è più e per un’economia fordista, della grande fabbrica e delle produzioni seriali. Oggi i lavori sono «tanti» ed è doveroso proteggere, oltre che i lavoratori dipendenti, anche quelli indipendenti caratterizzati da debolezza socio-economica. Quell’accordo rappresenta senza dubbio una svolta, come a suo tempo avvenne per la scala mobile. Il referendum di giugno 2010, e quello di gennaio 2011, così come quello per l’accordo di S. Valentino del 1985, ha chiesto ai lavoratori di dare il proprio consenso a scelte difficili. E anche questa volta i lavoratori hanno scelto con lungimiranza. E segna una svolta nel metodo più che nei contenuti, che dipendono in larga misura dalle singole realtà aziendali locali. Ma il caso dei due referendum sono innovativi nel metodo e resterà come pietra miliare nelle relazioni industriali. Meno Stato più società. Come diceva il Prof. Marco Biagi, «non c’è incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo regolatorio da norme o da contratti». Solo i lavoratori e le loro Organizzazioni possono determinare quella produttività che garantisce il ritorno dell’investimento. Insomma, se il Governo resiste, dovrebbe arrivare il tanto atteso nuovo Statuto dei lavori (dopo tanti rinvii il condizionale è d’obbligo). Avanti, avanti con le Riforme.
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insigne, l’ agente: “Basta discutere sugli episodi di Udine, testa al Verona”

Antonio Ottaiano, agente di Lorenzo Insigne, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:
“Basta discutere su quanto successo a Udine, ora bisogna che tutti siano concentrati sul Verona e su chi sostituirà Gonzalo Higuain, sicuramente Gabbiadini; per l’ argentino la riduzione della squalifica sarebbe il massimo. Lorenzo, come del resto tutti i suoi compagni, è sempre convinto di potere raggiungere l’ obbiettivo massimo; non molleranno nulla da qui alla fine. E’ giusto così: un calciatore deve sempre puntare al massimo  quando i giochi non sono ancora chiusi”.

Ischia- Monopoli fischietto affidato a Paolini di Ascoli

Ischia-Monopoli fischia Paolini di Ascoli

La Lega Pro ha diramato le designazioni arbitrali per la 30^ giornata di campionato del girone C. La gara tra Ischia Isolaverde- Monopoli, in programma domenica 10 Aprile alle ore 14:00 presso lo stadio “Mazzella”, sarà diretta da Edoardo Paolini di Ascoli Piceno. C’è un precedente tra il fischietto marchigiano e l’Ischia, che fa sorridere. Si tratta del match casalingo contro il Lecce della scorsa stagione, dove i gialloblu vinsero per 2-1 in rimonta grazie ad una doppietta di Nicola Ciotola che trasformò due calci di rigore. Domenica al “Mazzella” il Sign. Paolini arbitrerà una gara molto delicata in ottica play-out,per meglio dire un vero è proprio scontro salvezza con il Monopoli. A coadiuvarlo ci saranno i due assistenti Andrea Dessena di Ozieri e Luca Bianchini di Cesena

 

I POMERIGGI al CTB – Medea di Euripide: percorsi di lettura

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 CTB : “La canzone di Giasone e Medea”: Elena Bucci e Marco Sgrosso

Riprendono da Venerdì 8 aprile alle ore 17.45 nel foyer del teatro Sociale (via Felice Cavallotti 20) gli  appuntamenti  de ”I POMERIGGI al CTB” , ciclo di incontri promossi dal CTB Centro Teatrale Bresciano e a cura della prof.ssa Lucia Mor, docente di Letteratura tedesca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che vogliono offrire al pubblico un’occasione di riflessione e approfondimento con la guida di personalità del mondo accademico e culturale, legati ad alcuni degli spettacoli che verranno rappresentati nella stagione di prosa 2015/2016.

Due incontri, correlati a “LA CANZONE DI GIASONE E MEDEA”, spettacolo prodotto dal CTB che è in scena fino al 30 aprile al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri.

Medea di Euripide: percorsi di lettura “ è il titolo dell’argomento di questo primo incontro, condotto dal prof.ssa Maria Pia Pattoni, docente di Letteratura greca Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, cui seguirà una conversazione con Elena Bucci e Marco Sgrosso, registi e interpreti de “La canzone di Giasone e Medea”.

FOYER TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

VENERDI’ 8 APRILE 2016 ore 17.45

I POMERIGGI AL CTB

METAMORFOSI DI MEDEA

Coordinamento scientifico della prof.ssa Lucia Mor

Il prossimo appuntamento venerdì 15 aprile 2016, la prof.ssa Lucia Degiovanni, docente di Letteratura latina della Scuola Normale Superiore di Pisa, parlerà di “Medea nel cinema”.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI

INFO:

CTB Centro Teatrale Bresciano

Tel. 030 2928617 organizzazione@ctbteatrostabile.it

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti, 20

Tel. 030 2808600

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Sky, Marchetti: “Il Napoli con Sarri vale di più, ecco perché”

Luca Marchetti, noto giornalista Sky, nel corso del suo lungo editoriale per Tuttomercatoweb, ha rivelato un particolare interessante che fa sorridere Aurelio De Laurentiis: “Anche il Napoli ha visto crescere i valori di mercato dei suoi giocatori più forti. Esempi? Koulibaly, Hamisk, Higuain, Jorginho. Anche Hysaj e Allan, arrivati nel mercato invernale. Insomma Sarri è riuscito a far rendere al meglio anche chi era stato acquistato dalle precedenti gestioni sportive”.

L’ex arbitro Iannone: “Irrati resta valido, ma su Higuain…”

Ai microfoni di Radio Punto Zero, è intervenuto l’ex arbitro Iannone: “Irrati resta un valido e qualificato arbitro, ma la tensione e l’emotività di domenica era ai massimi livelli. Il secondo rigore era difficilissimo da vedere ma c’era, lo si vede bene dalle immagini, anche se Widmer cerca a tutti i costi il contatto con Ghoulam. C’è stata gestione troppo frettolosa da parte del guardalinee e dell’assistente di Irrati nell’espulsione a Sarri: tutto nasce da quell’episodio. L’epilogo c’è stato con l’espulsione di Higuain. Sul secondo giallo Irrati ha sbagliato: il regolamento dice che se un giocatore colpisce un avversario a palla lontana c’è l’espulsione diretta, non l’ammonizione. Higuain non tira la maglia ad Irrati, c’è un minimo contatto, non c’è violenza nel suo gesto. Conosco pochi casi di giocatore espulso che non palesino il loro disappunto in una trans agonistica. Se guardiamo alla platealità delle cose dovremmo ricordare tantissimi precedenti”.

Delio Rossi: “Napoli, basta vittimismo! Non è finita”

Ai microfoni del Roma, è intervenuto l’ex mister di Manolo Gabbiadini quand’era alla Sampdoria, Delio Rossi, che ha commentato così l’espulsione di Gonzalo Higuain e non solo: “Da allenatore non so cosa passi nella testa degli arbitri, non ho mai capito il processo mentale per il quale una persona voglia diventare arbitro. Le quattro giornate sono esagerate, serviva un pizzico di buon senso nell’interpretare la reazione di Higuain. L’argentino a Udine faticava e il Napoli non girava, si sentiva un po’ frustrato. Quando Irrati gli ha fischiato quel fallo contro che non c’era, ha reagito in maniera scomposta, ma se un calciatore si comporta così è solo perché pensa di aver subito un torto. Per questo serviva buon senso nel comprendere una reazione sicuramente esagerata e da punire, ma le quattro giornate sono troppe anche pensando al passato del calciatore che non aveva mai sbroccato in quel modo. Se lo ha fatto è solo perché pensava di aver subito un torto. Andava punito ma anche capito, non ha dato un cazzotto a nessuno. Sono sicuro che dopo il ricorso la squalifica sarà ridotta. Sudditanza psicologica degli arbitri verso la Juve? Questi sono vecchi discorsi, sono in questo ambiente da tanto tempo e la sudditanza psicologica c’è sempre stata e ci sarà sempre. Ho allenato grandi squadre ma non Juve, Milan e Inter e quindi l’ho captata. Non c’è un disegno dietro, ma è insito nella natura umana andare incontro al più potente, nel calcio come nella vita in generale, magari a livello inconscio. Non vorrei però che a Napoli venisse fuori l’aspetto vittimistico, perché la Juve indipendentemente da tutto sta dimostrando di essere forse più abituata a lottare su questi livelli. Era dietro non so di quanti punti e ora è a +6, non credo sia solo questione di arbitri. Non bisogna spendere energie con frasi del tipo “è inutile che continuo a lottare tanto non mi fanno vincere”, sembra la storia della volpe e l’uva. Dando per scontato che c’è questa sudditanza bisogna essere più forti, perché lamentarsi e vedere complotti ovunque dà alibi all’ambiente e ai giocatori per non dare il massimo. La gente è abituata sempre ad analizzare l’ultimo periodo. Faccio un esempio, se una squadra fa 10 punti nel girone di andata e 30 in quello di ritorno è considerata favolosa, se accade il contrario è disastrosa ma alla fine i punti sono gli stessi. Non bisogna dunque dimenticare che la Juve era tanti punti dietro ai primi posti fino a qualche tempo fa, se ha recuperato è stato anche per demerito di chi era davanti e ha frenato. Il Napoli è leggermente meno brillante nell’ultimo periodo, magari questo nervosismo generale deriva dal fatto che prima riuscivano in campo delle cose che ora riescono meno bene. I giocatori si intestardiscono e tutto diventa più difficile.  L’allenatore ha i giocatori sotto gli occhi tutti i giorni e soprattutto non fa mai delle scelte se non ne è convinto. Se Sarri fa giocare sempre gli stessi significa che gli danno le migliori garanzie, lui si assume le responsabilità e sceglie per il meglio della squadra. Poi in base a quello che succede si fanno le analisi, ma se avesse vinto a Udine nessuno avrebbe parlato degli impegni con le nazionali di Higuain, Koulibaly e Ghoulam. Lo stesso discorso non lo si è fatto quando ha vinto e la rosa era gestita alla stessa maniera. Gabbiadini? L’ho voluto io alla Sampdoria nel 2013, sono molto legato a questo ragazzo per la sua serietà e le sue capacità. Non è Higuain ma è un giocatore da Napoli, secondo me renderebbe meglio come esterno anche se lui preferisce giocare punta centrale. Gabbiadini farà sicuramente la sua parte se sarà supportato dalla squadra, parliamo di un grande giocatore e non di un ragazzo della Primavera o uno che viene dalla B, dipenderà molto dalla bravura dei suoi compagni nell’esaltare le sue caratteristiche. Manolo è generoso e talentuoso, ha un sinistro educato e inoltre se la squadra è un po’ stanca, ora lui che ha giocato meno avrà la possibilità di dimostrare il suo valore, potrà essere molto utile. Sei punti sono tanti con una squadra come la Juve davanti, ma con sette partite da giocare si può ancora lottare. Sei punti sono due partite, come è inciampato il Napoli può inciampare anche la Juve. Sono abituato a pensare positivo, la corsa scudetto non è finita, non bisogna arrendersi agli alibi degli errori arbitrali e pensare solo al secondo posto. Le partite vanno giocate, poi se la Juve vincerà sempre ci sarà poco da fare. Mollare adesso però sarebbe da sciocchi.” 

Internet veloce ultima chiamata

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Ultima chiamata per il convoglio della banda ultralarga con destinazione il futuro.

Oggi a Palazzo Chigi si vara il piano per recuperare il ritardo del nostro paese su Internet veloce, che ci vede al terzultimo posto nell’Europa a 28 per la digitalizzazione dell’economia e della società. Obiettivo, entro quattro anni, raggiungere tutta la popolazione con una connessione a 30 megabit, e almeno la metà con una a 100. Ma stamane è anche la giornata in cui va in soffitta il rapporto preferenziale tra governo e Telecom. Il monopolista di un tempo diventa anche dal punto di vista politico un operatore come tutti gli altri e va per la sua strada: 3,6 miliardi di investimento nella banda ultralarga, 1,2 nel mobile, 12 nel complesso entro il 2018. Si archivia il tentativo che il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva compiuto di favorire un accordo pubblico-privato tra Metroweb (partecipata da Cassa Depositi e Prestiti) e Telecom, ormai a trazione francese, per accelerare la posa della fibra.

Il progetto che invece oggi riceverà la benedizione dal premier, prevede un intervento congiunto di Enel, Vodafone e Wind. L’azienda elettrica quotata in Borsa, ma il cui primo azionista è il ministero dell’Economia, porterà la fibra fino al pianerottolo delle famiglie in oltre 200 città, offrendo a parità di condizioni a tutti gli operatori la possibilità di utilizzare le proprie apparecchiature per trasmettere il segnale ottico. Tre circostanze avvalorano l’ipotesi che non si tratti solo di un’intesa industriale e commerciale ma di un preciso segnale politico: la sede istituzionale, l’improvvisa convocazione dell’appuntamento decisa dal presidente del Consiglio – un’accelerazione maturata qualche giorno fa nel Nevada – e l’annunciata presenza a Palazzo Chigi dei sindaci di cinque delle città coinvolte nel piano: Venezia, Perugia, Cagliari, Bari e Catania. Anche la prevalenza del Sud è simbolica e sottolinea l’attenzione del governo al Mezzogiorno.

Ma andiamo con ordine. Dopo anni di attese, gli investimenti complessivi sul tavolo per realizzare il sistema connettivo del Paese ammontano a circa 12 miliardi. La Penisola è stata divisa in due: le aree nere, in cui esiste già oggi una richiesta da parte di famiglie e aziende per spingere gli operatori a farsi concorrenza, e quelle bianche, a fallimento di mercato, in cui è necessario l’intervento dello Stato. Nelle prime, quelle di cui si parlerà oggi, in sostanza le città più ricche, gli operatori affermano di essere pronti a spendere nei prossimi quattro anni oltre 5 miliardi.

In quelle invece dove non sarebbe economico realizzare la rete veloce, 7.500 Comuni con 13 milioni di cittadini, ci saranno gli investimenti pubblici: cinque miliardi dello Stato, tre dei quali già disponibili, e due delle Regioni attraverso i fondi europei. La novità è che la rete è destinata a rimanere pubblica. Non accadrà più, osservano gli analisti, che «un operatore come Tim si ritrovi con una rete privata finanziata per il 60-70% dai cittadini attraverso bandi a fondo perduto». La stazione appaltante sarà Infratel, società del ministero dello Sviluppo economico. L’infrastruttura sarà poi disponibile per tutti gli operatori a parità di condizioni. Scatterà quindi la seconda fase: per incentivare le famiglie a passare alla banda ultralarga e stimolare l’adozione di nuovi servizi, ci saranno dei voucher statali, in sostanza dei bonus economici.

L’annuncio di oggi avviene nelle stesse ore in cui matura l’alleanza tra la francese Vivendi, prima azionista Telecom, e Mediaset per creare una piattaforma comune di produzione dei contenuti tv e di distribuzione online che ha anch’essa nella connettività, ma stavolta senza fili, uno dei punti di interesse. L’integrazione tra trasmissione dati e industria dell’intrattenimento è ormai un fatto compiuto in Europa. Il ritardo della banda ultralarga inchioda il prodotto lordo digitale italiano a un misero tre per cento, contro il 10 di un paese di grandezza comparabile quale il Regno Unito. Come la costruzione delle autostrade negli Anni 60 fu una delle chiavi per lo sviluppo della mobilità e dell’industria, così i canali dati ultraveloci lo sono per l’economia del presente: secondo alcune stime, ogni 10 punti di penetrazione della banda larga il Pil cresce di un punto. Il piano di oggi, se realizzato, è forse l’ultima occasione per non perdere il treno. Attendere ancora in stazione significa rinunciare all’appuntamento con la crescita.

@massimo_russo

 vivicentro.it-editoriale / lastampa / Internet veloce ultima chiamata MASSIMO RUSSO

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Vespa siamo

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Intervistare il figlio di Totò Riina è un colpo giornalistico Non come lo sarebbe una conversazione col padre, ma quasi Eppure, appena lo fa Bruno Vespa, diventa subito una cosa immonda. Rosy Bindi parla di negazionismo, la sorella di Falcone è costernata e Bersani per protesta annulla la sua presenza a «Porta a Porta», gettando sicuramente nella disperazione legioni di fan. Vespa ha tante colpe, dai risotti di D’Alema alla criminologa Bruzzone incombente sulle nostri notti come un incubo. Ma come già accadde coi Casamonica, incontrare il Male Assoluto fa parte del suo mestiere. Quale giornalista sarebbe così pazzo da rifiutare una chiacchierata col califfo dell’Isis? Fallaci, Biagi e Montanelli intervistarono tiranni e banditi alla macchia. Ora quelle interviste si studiano nelle scuole. La tv è uno strumento più potente della parola scritta e il pubblico della tv si presume più fragile di quello dei giornali. Ma l’importante resta non sdraiarsi sull’ospite e inquadrarlo in un contesto che non lo trasformi in eroe. Alla fine è questo il comprensibile lamento dei parenti delle vittime: che i «cattivi» intrigano più degli esempi positivi, di solito morti ammazzati e quindi nell’impossibilità di essere intervistati da Vespa.

Non è colpa sua, però, ma della natura umana. Al cinema si va più volentieri a vedere la storia di uno squalo di Wall Street che quella di un missionario d’Africa. Il bene stimola paragoni nobilitanti, ma anche maledettamente scomodi. Mentre il male ha questo di buono: che fa sentire dalla parte giusta e, al confronto, migliori.

vivicentro.it-opinioni / Vespa siamo MASSIMO GRAMELLINI

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Serie A, Napoli-Verona a Celi, c’è Orsato per Milan-Juve

La lista completa

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali e degli Arbitri Addizionali d’area che dirigeranno le gare valide per la tredicesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A.

CHIEVO – CARPI Sabato 09/04 h. 18.00
FABBRI
VALERIANI – DI LIBERATORE
IV: LO CICERO
ADD1: ROCCHI
ADD2: LA PENNA

EMPOLI – FIORENTINA h. 12.30
DAMATO
TEGONI – PERETTI
IV: TONOLINI
ADD1: RIZZOLI
ADD2: AURELIANO

FROSINONE – INTER Sabato 09/04 h. 15.00
TAGLIAVENTO
MUSOLINO – PRETI
IV: PASSERI
ADD1: CALVARESE
ADD2: PASQUA

MILAN – JUVENTUS Sabato 09/04 h. 20.45
ORSATO
CARIOLATO – MELI
IV: GIALLATINI
ADD1: BANTI
ADD2: GIACOMELLI

NAPOLI – H. VERONA
CELI
BARBIRATI – VUOTO
IV: MARRAZZO
ADD1: MAZZOLENI
ADD2: CERVELLERA

ROMA – BOLOGNA Lunedì 11/04 h. 20.45
MASSA
DI FIORE – CRISPO
IV: DE PINTO
ADD1: IRRATI
ADD2: PINZANI

SAMPDORIA – UDINESE
RUSSO
PEGORIN – LA ROCCA
IV: ALASSIO
ADD1: DOVERI
ADD2: SACCHI

SASSUOLO – GENOA Sabato 09/04 h. 18.00
GAVILLUCCI
LONGO – CARBONE
IV: GAVA
ADD1: VALERI
ADD2 CHIFFI

TORINO – ATALANTA
DI BELLO
TASSO – GORI
IV: SCHENONE
ADD1: MARIANI
ADD2: RIPA

Rinnovo Sarri-Napoli, ecco la cifra del nuovo ingaggio

La Gazzetta dello Sport scrive sul futurodi Sarri

“A Napoli, invece, Maurizio Sarri si rimette al buon cuore di Aurelio De Laurentiis. La scorsa estate il toscano si è legato alla società azzurra per «appena» 800 mila euro. Adesso il presidente napoletano può automaticamente rinnovargli il contratto per un’altra stagione alla cifra prefissata di 1,5 milioni. Certo, Sarri un anno fa era contento di raddoppiare i suoi emolumenti. Ora, però, si rende conto che i suoi rivali in cima alla classifica guadagnano molto di più. Ovviamente lui si aspetterebbe un riconoscimento: gli verrà concesso? In questi giorni caldi l’argomento è passato in secondo piano, ma c’è attesa per il verdetto di Aurelio”.

Sarri irritato per aver dovuto gestire da solo il caso Higuain

Il Corriere della Sera scrive su De Laurentiis e Sarri

“Chi conosce bene il tecnico dei partenopei lo definisce irritato per aver dovuto gestire in solitudine la bufera Higuain, con il presidente De Laurentiis in vacanza alle Maldive e solo oggi di ritorno dagli atolli. Mentre la città ribolle di rabbia per la punizione al Pipita considerata ingiusta, Sarri lavora sul campo per preparare la sfida di domenica con il Verona: impegno sulla carta non certo proibitivo ma di fatto un Tourmalet da scalare se nella testa di tutti prevale la convinzione di aver già abdicato alla corsa al titolo. È pieno di pensieri l’allenatore toscano il cui contratto scade com’è noto il 30 giugno con la facoltà unilaterale del patron dei partenopei di rinnovarlo per un altro anno. Peccato che ADL abbia rinviato ogni discorso concernente al futuro della panchina alla fine del campionato. Proposito che spiazza l’allenatore che, dopo aver tenuto il passo della Juve fino alla frenata di Udine, si aspettava maggior riconoscenza da parte della società. Il club dal canto suo ritiene di essere nei tempi: contrariamente a quanto diffuso, la scadenza per esercitare l’opzione di prolungamento scade il 31 maggio e considera perciò prematuro ogni discorso sui progetti futuri. È vero che De Laurentiis si rilassa ai Tropici, ma il silenzio degli ultimi giorni non è sinonimo di disinteresse ma frutto di una tattica ben precisa. Del resto la strategia di comunicazione di Sarri imperniata eccessivamente sui lamenti (le nazionali che gli portano via i giocatori, la classe arbitrale, il pallone invernale della Lega e last but not least gli orari delle partite) non sempre hanno trovato d’accordo i vertici societari. Puntando l’indice sulla non contemporaneità delle gare fra Napoli e Juve, ha mandato in campo i giocatori domenica a mezzogiorno già con l’alibi di essere vittime di un torto. Aurelio e Maurizio si erano tanto amati. Probabilmente si ameranno ancora, ma prima ci sarà bisogno di chiarirsi”.

Guardia Costiera Soccorso 6-7 aprile a circa 300 migranti nel Canale di Sicilia (VIDEO)

                                Guardia Costiera Soccorso 6-7 aprile 2016

Prosegue, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, l’attività di soccorso da parte della Guardia Costiera* italiana a favore dei migrati nel Canale di Sicilia

Nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 06 aprile, è pervenuta alla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una segnalazione da un telefono satellitare che riferiva di un barcone in precarie condizioni, con circa 300 migranti a bordo, partito dall’ Egitto e diretto verso le coste italiane.

Sul punto è stato inviato dapprima un ATR42 della Guardia Costiera italiana che ha individuato i migranti e successivamente un velivolo spagnolo dell’agenzia Frontex che è rimasto in zona fin quando due unità della Guardia Costiera italiana non hanno raggiunto il barcone.

I migranti  di diverse nazionalità (siriani, egiziani, somali, eritrei, etiopi,palestinesi, libici, sudanesi, delle Isole Comore) sono stati inizialmente tratti in salvo da due  motovedette della Guardia Costiera, CP326 di Roccella Jonica e CP323 di Siracusa, ed in seguito sono stati trasbordati su Nave Dattilo CP940.

Ora il convoglio delle unità della Guardia Costiera con a bordo 314 migranti (156 uomini, 51 donne e 107 minori) sta facendo rotta verso le coste italiane dove arriverà nel pomeriggio di oggi.

vivicentro-isole-cronaca / Guardia Costiera Soccorso 6-7 aprile a circa 300 migranti nel Canale di Sicilia (VIDEO)

  • Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera svolge compiti relativi agli usi civili del mare ed è inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell’ambito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale si riconducono i suoi principali compiti istituzionali. Il Corpo, inoltre, opera in regime di dipendenza funzionale dai diversi Dicasteri, tra i quali il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio​ e del mare, e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche.

Tra le citate competenze, in primis, la salvaguardia della vita umana in mare, della sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, oltreché la tutela dell’ambiente marino, dei suoi ecosistemi e l’attività di vigilanza dell’intera filiera della pesca marittima, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. A queste ultime si aggiungono le ispezioni sul naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto, condotta anche sulle navi mercantili estere che scalano i porti nazionali.

Il corpo – storicamente erede delle antiche magistrature del mare degli stati preunitari italiani, alle quali era stata affidata l’amministrazione e la cura dei porti – venne istituito con l’emanazione del regio decreto 20 luglio 1865, n. 2438, subito dopo l’unità d’Italia. È competente in tema di sicurezza dei porti e delle spiagge, ed anche dei commerci che ivi si svolgono e vigila su tutte le attività che si svolgono in mare e sulle pertinenze del mare.

Al 2015 dispone di un organico di circa 11.000 unità, tra ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa

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