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Scardina: Ottima prestazione, peccato per le decisioni arbitrali (VIDEO)

Al termine del match tra Juve Stabia e Messina abbiamo ascoltato l’attaccante dei siciliani Filippo Scardina.

Ecco le parole del calciatore.

Sono contento per il gol fatto, dispiace non aver portato punti alla squadra con la mia realizzazione.

In campo, nonostante la salvezza acquisita, abbiamo dato tutto; è giusto che sia così perché per la maglia deve essere sempre dato tutto.

La partita di oggi è stata condizionata dalle decisioni arbitrali ma la nostra prestazione è stata positiva.

Due rigori concessi ai gialloblù sono eccessivi secondo me, anche perché ci sono stati episodi dubbi anche per noi ma non sanzionati.

Ora torniamo a Messina e prepariamo bene la prossima partita per rifarci da questa sconfitta.

Raffaele Izzo

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
Capienza: 13.000
Data di apertura: 1984
Telefono: 081 872 7887
JUVESTABIA

La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Castellammare di Stabia che milita in Lega Pro. Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.
Anno di fondazione: 1907

MESSINA
L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina, in Sicilia. Wikipedia
Anno di fondazione: 1 dicembre 1900

Juve Stabia 2 – Messina 1: la diretta web

Diretta web: JuveStabia-MessinaDIRETTA WEB – La Juve Stabia, dopo il buon punto conquistato ad Andria, cerca la vittoria casalinga contro il Messina. Zavettieri si affida alla formazione tipo, con l’eccezione del solo Favasuli che sostituisce lo squalificato Obodo. Tra i siciliani sono presenti gli ex stabiesi Mileto, Burzigotti e Martinelli. In tribuna anche l’ex D.S. delle Vespe, Pavarese.

Juve Stabia 4-4-2: Russo, Cancellotti, Contessa, Maiorano, Polak, Romeo, Lisi, Favasuli, Del Sante, Nicastro, Diop.

A disposizione di Mister Zavettieri: Polito, Navratil, Atanasov, Carillo, Liotti, Rosania, Izzillo, Carrotta, Grifoni, Gatto, Mascolo, Gomez.

ACR Messina 4-3-3: Berardi, Barilaro, Zanini, Baccolo, Fusca, Mileto, Fornito, Giorgione, Tavares, Vagenin, Scardina.

A disposizione di Mister Di Napoli: Addario, Burzigotti, Martinelli, Russo, Biondo, Masocco, Bossa, Salvemini, Longo.

Ammoniti: Favasuli (JS), Giorgione (M)

Primo Tempo

Minuto 1: Subito occasione per le Vespe; sponda di testa di Del Sante per Dop, che vede ribattersi due volte la conclusione a pochi passi dalla porta.

Minuto 6: GOL MESSINA. 0 – 1. Lancio di Giorgione per Scardina che insacca in diagonale col sinistro. Gli stabiesi protestano per un presunto fallo di mano dell’autore dell’assist.

Minuto 9: Risposta della Juve Stabia con Polak, che impatta di testa la punizione di Contessa. Palla alta.

Minuto 12: Clamorosa palla gol per le Vespe. Incornata di Polak che si stampa sul pallo; sullo sviluppo dell’azione ancora Diop fermato a pochi metri dalla porta.

Minuto 18: Occasione incredibile per la Juve Stabia; gran cross basso di Del Sante ma Diop e Nicastro, centrano prima il portiere e poi il palo da pochi centimetri.

Minuto 31: Messina vicino al raddoppio; esterno sinistro a volo di Vagenin che va sul palo. Sul calcio d’angolo susseguente grande respinta bassa di Russo.

Minuto 38: Bel sinistro a volo di Nicastro su punizione di Contessa, palla alta di poco.

Minuto 43: Azione travolgente di Lisi sull’out mancino, l’esterno si accentra e tenta il tiro a giro ma la palla pizzica il palo e va sul fondo.

Secondo tempo

Minuto 3: La Juve Stabia ci prova con Diop, ma il colpo di testa della punta è troppo debole per impensierire il portiere ospite.

Minuto 4: Grandissima palla gol per il Messina con Vagenin, il cui diagonale sfiora il palo alla destra di Russo.

Minuto 6: La Juve Stabia sostituisce Maiorano con Izzillo.

Minuto 8: Azione in velocità di Del Sante che salta Burzigotti e fa partire il destro, ancora respinto sulla linea.

Minuto 20: Stacco di testa di Nicastro, palla che sfiora la traversa.

Minuto 24: Juve Stabia vicinissima al pareggio: Nicastro manca la palla da pochi metri e cade, Lisi arriva e calcia a botta sicura ma colpisce proprio Nicastro rimasto a terra.

Minuto 29: GOOOOOOOOOL JUVE STABIA 1-1! Calcio di rigore per l’atterramento di

Diop. Dal dischetto Favasuli spiazza Addario e firma il pareggio delle Vespe.

Minuto 30: Izzillo deve lasciare il campo causa problemi muscolari, al suo posto entra Carrotta.

Minuto 33: GOOOOOOOOOL JUVE STABIA 2-1!!!!! Ancora rigore per le Vespe,

questa volta per fallo di mano di Fusca su tiro di Nicastro. L’arbitro decreta la seconda ammonizione per il difensore ed il rigore per i gialloblù. Favasuli è ancora freddissimo dal dischetto e porta in vantaggio la Juve Stabia.

Minuto 41: Ultimi minuti in campo per Gatto, che prende il posto di Diop.

Minuto 42: Girata mancina meravigliosa di Nicastro, ma Addario toglie il pallone dall’incrocio dei pali.

Minuto 43: Maiorano espulso direttamente dalla panchina per proteste. Dopo quattro minuti di recupero ed una grande parata di Russo la Juve Stabia conquista tre punti di capitale importanza nella corsa salvezza.

vivicentro.it-juvestabia / Juve Stabia 2 – Messina 1: la diretta web (Raffaele Izzo)

Copyright vivicentro

Diretta web: JuveStabia-Messina

 

Di Napoli: Risultato pesantemente condizionato dall’arbitro.. (VIDEO)

Al termine del match tra Juve Stabia e Messina abbiamo ascoltato il tecnico dei siciliani, Raffaele Di Napoli.

Ecco le parole dell’allenatore:

Siamo stati molto vicini alla vittoria e, proprio per gli episodi che hanno condizionato il risultato, mi viene da sorridere.

Avremmo dovuto chiudere prima la partita perché poi, si sa, il Menti è uno stadio che può condizionare gli arbitri. Spero che la Società si faccia sentire nelle sedi opportune per evitare che si ripetano episodi del genere.

La Juve Stabia è stata brava a reagire e chiuderci nella ripresa, ma la responsabilità è nostra perché non abbiamo chiuso la partita nonostante ble tante occasioni avute.

Abbiamo ormai raggiunto la salvezza ma onoreremo ogni partita fino alla fine come fatto oggi.

 vivicentro.it-juvestabia / Di Napoli: Risultato pesantemente condizionato dall’arbitro.. (VIDEO) Raffaele Izzo

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
Capienza: 13.000
Data di apertura: 1984
Telefono: 081 872 7887
JUVESTABIA

La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Castellammare di Stabia che milita in Lega Pro. Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.
Anno di fondazione: 1907

MESSINA
L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina, in Sicilia. Wikipedia
Anno di fondazione: 1 dicembre 1900

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VIDEO ViViCentro – Bigon: “Qui a Napoli sono stato benissimo”

Le sue parole

Il Napoli passeggia sull’Hellas Verona e porta a casa il risultato con un rotondo 3-0. In gol sono andati Gabbiadini, Insigne su rigore e Callejon. Una prestazione importante per tutti gli azzurri e un Verona ormai con più di un piede in serie B. In mixed zone, ai nostri microfoni, ha parlato il ds dell’Hellas, Riccardo Bigon e queste sono le sue parole.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

VIDEO ViViCentro – Il Club Napoli Rimini Azzurra protesta per le squalifiche

Il video

Una protesta pacifica, le quattro giornate di squalifica inflitte a Gonzalo Higuain non vanno per niente giù e, allora, il club Napoli Rimini Azzurra, appoggiando anche la nostra iniziativa con la maglia di Higuain in bella mostra, ha mostrato una ‘panolada’ all’interno della sede del club. In mostra anche uno striscione sul tetto della sede. Ringraziamo il presidente Vincenzo Luisi e tutti i componenti del club a noi amico.

CLICCA SUL PLAYER per vedere il video

 

Migranti, Salvini: ” Mattarella contro le frontiere? Complice e venduto ”. Ma il presidente parlava di vino

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                   Sergio Mattarella all’inaugurazione di Vinitaly a Verona (lapresse)

Il segretario della Lega Salvini attacca il capo dello Stato Mattarella, che però si riferiva all’export. Pioggia di critiche per il leader del Carroccio. Zanda: “Eversore che non ama l’Italia”. Colaninno: “È vilipendio”. Grasso: “Inaccettabili offese”

ROMA – Il segretario della Lega Nord attacca il presidente della Repubblica sul tema dei migranti e delle frontiere.  La polemica, però, nasce dall’estrapolazione di una frase da un contesto più ampio: Sergio Mattarella, aprendo Vinitaly a Verona, infatti, ha detto: “Da prodotto antico a chiave di modernità, il vino italiano, col suo successo nell’export, conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”, riferendosi evidentemente all’export dei prodotti.

Matteo Salvini ha utilizzato solo parte della frase, riferendola ai migranti e, suFacebook, ha indirizzato dure accuse al presidente: “È come dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque… Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto”, ribadendo la sua posizione in materia, dopo che nei giorni scorsi ha proposto di ripristinare le frontiere e di abolire il trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini in Ue.

Matteo Salvini

Mattarella al Vinitaly: “Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”.
Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque…
Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e VENDUTO.

Le reazioni. Le parole del leader della Lega hanno scatenato una pioggia di critiche. “Quelle di Salvini su Mattarella sono parole di un eversore che detesta l’Europa e non ama l’Italia”, ha commentato il presidente dei senatori del PdLuigi Zanda.
Duro il presidente del Senato Pietro Grasso, che con un tweet definisce “offese inaccetabilli” le accuse del leader leghista:

Inaccettabili offese al Presidente Mattarella. È ora che impari a rispettare la frontiera che separa la politica dall’insulto.

Per la presidente della Camera Laura Boldrini la questione frontiere è tema delicato, da non strumentalizzare: “Attacco scomposto e rozzo da parte del leader della lega. La questione delle frontiere, sia per le merci che per gli esseri umani, è una delle questioni centrali del nostro tempo. Talvolta drammatica, come confermano in queste ore le notizie di scontri con feriti che arrivano da Idomeni, al confine greco-macedone. Un tema così complesso non può certo essere affrontato attraverso semplificazioni o slogan, o peggio ancora con gli insulti, come fa matteo salvini”.

Mentre Matteo Colaninno giudica le offese rivolte da Salvini al presidente della Repubblica inaccettabili: “Vanno condannate con fermezza: non si possono utilizzare espressioni che si configurano come vilipendio – ha scritto in una nota -. Se Salvini è ossessionato dalle sue idee xenofobe in materia di immigrazione se le tenga per sé e non si permetta di scrivere insulti e falsità. Il capo dello Stato, che anche oggi ha fatto un’analisi lucida e responsabile sul tema dei migranti, ha la totale fiducia degli italiani e merita rispetto”. “L’aggressione al Capo dello Stato è ormai la cifra di chi non ha nulla da dire. Ed è la prova che Salvini e Grillo sono fatti della stessa pasta, di populismo volgare, urlo e intolleranza: il contrario della democrazia”, ha aggiunto la vicesegretaria dem Debora Serracchiani.
Prende posizione anche  il candidato sindaco del centrosinistra a Milano,Giuseppe Sala che pubblica un tweet riconducendo la polemica sul campo della sfida elettorale.

Lo sponsor di Parisi dá del venduto al Presidente Mattarella. Milano merita di meglio.

Per Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo centrodestra,”Salvini, in crisi di popolarità, oggi ha deciso di spararla grossa alzando il tiro. Le sue affermazioni sul capo dello Stato dimostrano una totale assenza di rispetto delle istituzioni e una prospettiva provinciale che è da sempre il suo limite. L’apertura delle frontiere e la libera circolazione sono una  grande conquista del mondo moderno”.

Demagogia di Salvini contro Pres Mattarella è contro interesse nazionale Italia. Se salta Schengen, noi più penalizzati di tutti gli altri.

Dello stesso avviso è il candidato sindaco di Roma ed esponente di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, che su Twitter scrive: “La demagogia di Salvini contro il presidente Mattarella è contro l’interesse nazionale dell’Italia. Se salta Schengen, noi siamo più penalizzati di tutti gli altri”. A lui fa eco il capogruppo del partito, Arturo Scotto: “Per raccattare voti vuole alzare muri, butta benzina sul fuoco dell’intolleranza e ora prende di mira il Capo dello Stato. Giusto invece il riferimento su Italia paese dell’accoglienza e del dialogo. Salvini non si permetta di utilizzare questo linguaggio con il presidente Mattarella”. Sempre sul social networl la reazione del deputato di SI, Alfredo D’Attorre: “Le parole di Salvini sul presidente Mattarella sono vergognose. Se l’alternativa a questa Europa è affidata a lui, povera Italia”.

“Salvini ci stupisce sempre di più per la sua ‘impeccabile’ cultura istituzionale. Le sue osservazioni al capo dello Stato sono ‘corrette’, segno di una ‘profonda cultura giuridica’ e di una ‘grande capacità di dialogo’. Evidentemente al peggio non c’è mai limite”, ironizza Fabrizio Cicchitto.

Di nuovo all’attacco. A distanza di ore, Salvini ribadisce il concetto, convinto della sua interpretazione e interpellato dai giornalisti a margine di un comizio a Porto Recanati, dice: “La mia non è una frase contro Mattarella: io difendo il diritto dell’Italia e degli italiani. Il presidente non può invitare i clandestini di tutto il mondo a venire in Italia”. Quanto al Vinitaly, il leader della Lega ha chiosato: “Ci sono stato anche io, si beve tanto e bene”.

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Il Napoli commenta: “La passione è viva, l’emozione continua”

Tridente vincente. Il Napoli spinge giù il Verona con la sentenza dei suoi tre attaccanti di giornata. Gabbiadini segna la sua settima rete stagionale, Insigne il suo 12esimo gol in campionato e Callejon mette la sua 12esima firma di stagione. Gli azzurri vincono la 21esima partita in Serie A e allungano il primato di punti della nostra storia dopo 32 partite. Siamo lì, nel ventre della Champions ed in scia verso nuovi record che fanno di questa squadra una falange dai grandi numeri. Manolo “il freddo” si scalda nell’urlo del San Paolo ed infila di testa il gol che apre la strada. Poi Insigne chiude il tempo con un rigore glaciale e Callejon, quando da poco si è superata l’ora, la mette dentro a rimorchio con un inserimento fulmineo che è il suo marchio d’autore. Il Napoli mette la testa nei 70 punti. Si ricomincia a Milano, per il sabato del Villaggio di San Siro. Inter-Napoli: la prima delle ultime sei finali. La passione è viva, l’emozione continua…” 

FONTE: SSC.Napoli 

Gigi DelNeri: “Albiol aggredisce l’arbitro, era espulsione!”

E’ intervenuto, ai microfoni di Mediaset Premium, il tecnico del Verona Gigi DelNeri: “Il Napoli ha giocato bene, anche se ci sono stati degli episodi. Quello sul primo gol è stato decisivo ai fini della partita, anche se non toglie niente a quello che hanno fatto gli azzurri. In partite del genere ci vuole anche la componente della fortuna per questo sottolineo l’accaduto, la vittoria comunque è meritata. Albiol toglie la maglia ed applaude l’arbitro inoltre gli mette le mani addosso, questa è un’espulsione. Su un fallo che era nostro,hanno segnato loro. Le situazioni del campo sono difficili perché noi siamo rimasti in 10 e forse poteva cambiare.” 

Sky- Higuain assente in tribuna nel secondo tempo: ecco il motivo

E’ stato supportato Gonzalo Higuain tutta la settimana, dopo la squalifica e la debacle ad Udine. Oggi, al San Paolo, lui c’è stato, ma solo in tribuna, nemmeno per tutti i 90 minuti. Secondo quanto riporta Sky Sport, infatti, il giocatore, dopo aver assistito in compagnia di ADL il primo tempo, avrebbe preferito continuare a godersi la partita in una saletta all’intero, per seguire il match con più calma.

L’ex Bigon: “Partita proibitiva, merito al Napoli”

E’ intervenuto, ai microfoni di Mediaset, al termine della partita, l’ex ds azzurro Bigon, ora al Verona: “Una partita così difficile diventa proibitiva con l’uomo in meno. Quell’episodio determina la gara, ma ovviamente non abbiamo nulla da recriminare. Restare in undici ci avrebbe permesso di lottare, con uno in meno e la qualità del Napoli non si può recuperare. Oggi non abbiamo perso per l’arbitro, ma tutta una serie di piccole mancanze di attenzione da parte del direttore di gara c’è stata. Abbiamo match decisivi adesso, ma le speranze sono poco. Dobbiamo onorare la nostra maglia e oggi nella prima mezz’ora l’abbiamo fatto, creando dei pericoli al Napoli. Bisogna ovviamente rifare la settimana al meglio, sperando poi di avere un po’ più di attenzione da parte degli arbitri. Tornare qui è uno spettacolo, ho tanti amici. E’ sempre un piacere, ho risalutato tantissimi amici e questo fa del mio ritorno una cosa doppiamente bella”.

I NUMERI- Napoli, arriva il 28esimo successo in campionato

Nonostante il brutto stop di Udine, i numeri del Napoli sorridono ancora. Con questa vittoria, contro il Verona, gli azzurri centrano la 28esima vittoria in campionato, su 42 partite. Le reti siglate salgono a 92, nonostante l’assenza di mister 31 gol in campionato Gonzalo Higuain. Bene anche la difesa partenopea che ha subito solamente 33 gol.

Condó a sky: “Che stagione per il Napoli, Gabbiadini è un talismano”

Paolo Condó, opinionista di sky sport, al termine della vittoria per 3-0 del Napoli contro l’ Hellas Verona ha avuto modo di evidenziare alcuni numeri dei partenopei in questa stagione:

“Il Napoli quest’ anno ha collezionato ben 14 punti in più rispetto alla scorsa stagione: è record in questo campionato;  al secondo posto l’ Inter con 13 punti.

Gabbiadini è un portafortuna per la squadra,  con lui in campo dal primo minuto il Napoli non ha mai perso: 6 vittorie e 3 pareggi con la partita odierna”.

I NUMERI- Sesto gol in 13 partite per Callejon: meglio nel girone di ritorno

Una seconda metà di stagione migliore, in termini realizzativi, per José Maria Callejon, al sesto gol in tredici partite del girone di ritorno: nessuna rete per lui, invece, in diciannove presenze nell’andata. Con il Verona, la sesta rete, pesantissima, in chiave Champions League e secondo posto.

Napoli-Hellas Verona, i voti di Vivicentro: avanti così!

I voti di Vivicentro

Il Napoli batte l’Hellas Verona senza grossi problemi e mette in cassaforte 3 punti importanti. Questi i voti di Vivicentro.it:

NAPOLI (4-3-3) – Reina 6, Hysaj 6.5, Albiol 6, Chiriches 6, Ghoulam 6, David Lopez 6.5, Jorginho 6.5, Hamsik 7.5, Callejon 7, Insigne 6.5, Gabbiadini 7. A disp. Gabriel, Rafael, Strinic, Valdifiori, Maggio, Regini, Allan, Grassi, El Kaddouri 7, Chalobah 6, Luperto. All. Calzona 6.5

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

 

Come riparte la democrazia negli Usa

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campagna presidenziale americana

A sette mesi dall’Election Day la campagna presidenziale americana ci offre un panorama di novità politiche che descrive le trasformazioni in arrivo da Oltreoceano sul fronte delle democrazie rappresentative. La prima riguarda il terreno elettorale: le primarie sono in corso da 70 giorni ed ancora restano contese a dispetto della tradizione che vuole i primi Stati, dall’Iowa al South Carolina, decisivi nella selezione dei candidati e il Super Martedì pressoché definitivo nell’indicare il favorito per la nomination.

Quanto avevamo visto nel 2008 con la lunga maratona democratica Obama-Hillary ora si sta ripetendo in entrambi i partiti con la conseguenza di vedere gli elettori della liberal New York decisivi nella gara repubblicana e le consultazioni nelle roccaforti conservatrici di Alaska e Texas pesare in casa democratica. In altre parole, la sfida presidenziale vede protagonisti contee, elettori e Stati che raramente dal Dopoguerra hanno avuto tale ruolo. Il risultato è un maggiore coinvolgimento popolare e un più evidente entusiasmo politico non solo nel campo degli sfidanti – come avviene per tradizione – ma anche del partito che controlla la Casa Bianca da otto anni.

Alla radice di tale partecipazione – cardine della vitalità di ogni democrazia – c’è l’aspro contrasto che si registra negli opposti campi: Donald Trump e Ted Cruz da un lato come Hillary Clinton e Bernie Sanders dall’altro spaccano i rispettivi partiti su questioni identitarie, valori politici, radici culturali e approcci alla vita pubblica incarnando visioni radicalmente divergenti dell’idea di nazione, per non parlare della missione americana nel mondo. Se Trump promette la demolizione dell’establishment, Cruz crede nella forza della fede, Hillary incarna la realpolitik bipartisan e Sanders rigenera il socialismo delle origini è perché ognuno esprime uno dei tasselli che compongono il variegato mosaico dell’America del dopo-Obama. Per chi ha sfiducia in Washington non c’è alternativa al tycoon con il parrucchino, per chi si oppone ad aborto e diritti gay il paladino è il senatore del Texas, per chi vuole un’America rassicurante il riferimento è l’ex First lady così come chi sogna l’utopia dell’uguaglianza totale vota il senatore del Vermont. Sono ricette drasticamente divergenti ed è proprio il contrasto acceso che esprimono a suggerire la determinazione con cui l’America sta scegliendo il suo 45o presidente.

La tradizione politica dell’Unione americana suggerisce che spesso dopo una presidenza durata due mandati la nazione ripensa la direzione di marcia e quanto sta avvenendo oggi avviene con toni, argomenti e tattiche più divergenti del passato. Difficile dire oggi quale coalizione si formerà a favore di chi così come l’orizzonte della «brokered Convention», a fine luglio a Cleveland in Ohio, minaccia l’implosione del partito repubblicano. Ma possono esserci pochi dubbi sul fatto che la battaglia per la Casa Bianca sta riavvicinando alla politica milioni di americani che se ne erano allontanati sin dalla fine degli Anni Ottanta. Dimostrando come la battaglia fra forze anti-sistema ed establishment promette di rigenerare la democrazia in America per il semplice fatto che i contendenti, pur divisi su tutto e da tutto, condividono la volontà di rendere la nazione più unita, prospera e forte. Perché la sfida è fra ricette opposte per rinnovare l’eccezione americana, non per liquidarla. Ecco perché questa campagna presidenziale promette di far entrare alla Casa Bianca il 20 gennaio 2017 un presidente determinato a guidare l’America, e quindi la comunità delle democrazie, nell’affrontare le sfide mozzafiato del nostro secolo. È l’estrema vivacità della partecipazione politica alle elezioni a farci intuire che il motore della più vibrante democrazia rappresentativa del Pianeta è in pieno movimento.

vivicentro.it-opinione / lastampa / Come riparte la democrazia negli Usa MAURIZIO MOLINARI

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FOTO VIVICENTRO – Curva B: “Di abbattersi non è il momento, di questo schifo non mi meraviglio”

Questo il nostro scatto

Il tifosi azzurri fanno sentire così la propria voce, dopo l’ultima settimana infuocata, tra mille polemiche arbitrali e non. Ecco quanto manifestato dalla curva B, attraverso un lungo striscione: “Di questo schifo non mi meraviglio, il marcio viene tramandato di padre in figlio! Di abbattersi non è il momento, combattete con cuore, grinta e non sarà mai un fallimento”.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

 

tif

Valanga in Alta Valle Camonica (BS)

                                           Valanga in Alta Valle Camonica (BS)

PONTE DI LEGNO (BS – Alta Valle Camonica) – Nella tarda mattinata di oggi, domenica 10 aprile 2016, una valanga ha travolto nove alpinisti italiani che stavano risalendo il Canale Faustinelli, verso la Cima Salimmo.

Arrivati intorno a quota 2500 mslm, la massa di neve si è staccata. Sono usciti in poco tempo e in modo autonomo, solo due di loro sono rimasti feriti, non gravi; gli altri sono tutti illesi.

La richiesta di soccorso è arrivata verso le 11:30. Allertate le squadre territoriali del Soccorso alpino, V Delegazione Bresciana, pronte a partire a supporto dell’operazione. È decollata anche l’eliambulanza da Bergamo, che ha sempre a bordo un T.E. del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).

I due alpinisti feriti sono stati portati per accertamenti all’ospedale, con l’ambulanza.

Il personale del soccorso piste di Ponte Di Legno (Guardia di Finanza e Alpini) hanno verificato che nessun altro fosse rimasto coinvolto. L’intervento si è concluso poco fa.

Le nevicate delle ultime ore hanno fatto aumentare il rischio di caduta di valanghe. È sempre indispensabile consultare i bollettini meteo, prima di partire oer un’escursione in montagna. La prevenzione è fondamentale e può salvare la vita.

vivicentro-nord-cronaca / Valanga in Alta Valle Camonica (BS)

Napoli Comicon, ecco il Survival Kit 2016!

Comunicato Stampa Napoli Comicon 2016

Anche quest’anno il nostro Festival offre a tutti coloro che hanno acquistato l’abbonamento 4 giorni una serie di vantaggi e agevolazioni.
Per il ritiro del SURVIVAL KIT 2016 basterà mostrare l’abbonamento 4 giorni e il documento presso il Punto Ritiro Survival Kit che trovate in piantina.

Survival Kit
Survival Kit 2016 – Napoli Comicon

Ecco cosa troverete all’interno del Survival Kit 2016:

  • COMICON Bag, utile e comodo zainetto targato COMICON
  • COMICON CARD, darà agevolazioni presso partner e eventi targati COMICON durante tutto l’anno (vedi sotto)
  •  Albo speciale di Silver e Milo Manara offerto da Panini Comics
  •  Albo speciale Outcast offerto da SaldaPress
  • Cartolina The Walking Dead offerta da FOX
  • Targa in latta (cm 15×21) riproduzione di cover storica di Tex, offerta da Sergio Bonelli Editore
  • Un coupon di sconto laFeltrinelli di 2,00 € per l’iscrizione ai vantaggi Carta Più e di 4,00 € per la carta MultiPiù. Valido inoltre come buono sconto del 15% sui libri e 20% su Home Video e Musica presso tutte le librerie Feltrinelli
  • Un coupon di sconto Flixbus del valore di 5,00 €, utilizzabile su tutte le tratte
  • Card speciale offerta da Cars&Co. che permette la partecipazione al concorso che regalerà un gioco Travel Game, in caso di mancata vincita si potrà usufruire di uno sconto di 2,00€ presso lo stand (Pad.5)

VANTAGGI all’interno della manifestazione (mostrare sempre la COMICON Card)

  • Ingressi riservati per gli eventi a numero chiuso che si svolgeranno all’Auditorium CartooNa (segnalati in programma come “evento con invito”)
  • COMICON Edizioni (Pad.2): 10 % di sconto su tutti i prodotti dello stand
  • Bibi Cosplay (S51 – Pad.3): sconto del 10% su su gadget, abbigliamento e accessori cosplay
  • Krypton Comics (S26 – Pad.3): sconti dal 10% al 15% presso lo stand
  • La Taverna del Gargoyle (Pad.3 e Pad. 5): 10% presso lo stand
  • Presso lo Stand Bowling Oltremare (G05 – Pad.5): sconto del 50% immediato su una partita a bowling senza restrizioni di data e/o orario

VANTAGGI durante l’anno con la COMICON Card

  • Diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti abbonamento Napoli COMICON 2017
  • COMICON Edizioni: 10 % di sconto su tutti i prodotti sul sito shop.comicon.it
  • Snav: sconto del 30% sulle tratte del Golfo di Napoli, delle Isole Pontine e della Croazia, da utilizzare per gli acquisti effettuati nei periodi 02-8 maggio e dal 06-12 giugno
  • Krypton Comics di Casoria (Na): sconti dal 10% al 15% per tutto l’anno
  • Piscine Acquachiara di Napoli: sconto del 10% sull’iscrizione ai corsi di nuoto ed al nuoto libero in tutti gli impianti gestiti da Acquachiara
  • Sticker Mule: 20 euro di credito per la realizzazione di adesivi.
  • Concessionaria Ford F1 di Napoli: 25% di sconto su ricambi di manutenzione.
  • Accesso al biglietto ridotto presso il Cinema Vittoria di Napoli (salvo eccezioni segnalate)
  • 30% di sconto al nuovo Pub TEN presso Bowling Oltremare. Offerta estensibile al conto totale del tavolo

Questa lista di offerte è in costante aggiornamento.

fonte: https://www.comicon.it/survivalkit-2016/#!prettyphoto/0/

Cerimonia inaugurale della 50esima edizione di Vinitaly (Francesco Cecoro)

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Vinitaly: il Presidente della Repubblica Mattarella ed i presidente dell’Ente Fiera Danese

La Cerimonia inaugurale della 50 esima edizione di Vinitaly si apre, per la prima volta, con la presenza del Presidente della Repubblica Italiana  Mattarella.

Il presidente  di Verona Fiere Danese apre la 50esima edizione di Vinitaly. Ringrazia e da il benvenuto al Presidente Mattarella .
“…è di stimolo e gratitudine la Sua presenza Sig.r Presidente Mattarella alla 50 esima edizione di Vinitaly “. Con queste parole  Danese chiude il suo intervento.

La parola passa al Sindaco di Verona Flavio  Tosi che, con voce emozionata, ringrazia il Presidente per la sua partecipazione  a questo evento molto importante per l’economia Italiana, e di prestigio a livello internazionale.

” Buon compleanno” a Vinitaly , inizia il suo discorso il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Prosegue elencando le eccellenze della Regione Veneto. Sottolineando la tenacia dei Veneti: …sono stati scienziati italiani a scoprire il genoma della” Vite “

…il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina , sottolinea questa unicità Italiana , ...”genera nuova società e non solo nuova economia questa manifestazione…”

Chiude della Cerimonia Inaugurale di Vinitaly il Presidente Mattarella  che interviene  con l’esprimere il suo piacere ad essere presente alla 50esima edizione di questo unico evento a livello mondiale: “…produce ricchezza e cultura nella nostra società …”

Un accenno allo scandalo che fu dettato dal metanolo ,

…” da quel disastro si è potuto ripartire con forza e arrivare a produrre eccellenze … 
…”Il vino e’ simbolo di ospitalità e amicizia …”
“L’Italia ha dimostrato di avere risorse e ricchezze .”
“Gli oltre 500 marchi di qualità ci hanno portato ad essere i primi sul mercato internazionale “.
“La conoscenza del vino va di pari passo alla conoscenza del cibo , è cultura…”
“Il Vino è territorio …”

…”Il mio augurio è che Vinitaly dia un futuro ai nostri giovani ..” Con queste parole di augurio il Presidente degli Italiani chiude il discorso.

vivicentro.it-nord-cronaca / Cerimonia inaugurale della 50esima edizione di Vinitaly (Francesco Cecoro)

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Le vette di Francesco e la palude dove Renzi annaspa

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“L’affarismo c’è nel governo Renzi ed è un affarismo connesso con la corruzione. Non credo che riguardi Renzi personalmente, ma certo permea molto da vicino il governo da lui guidato”

DELL’ESORTAZIONE apostolica post sinodale di papa Francesco diffusa venerdì in tutto il mondo cristiano con il titolo “Amoris Laetitia” sull’amore nella famiglia, il nostro giornale ha ampiamente parlato. Ne hanno scritto Alberto Melloni, Marco Ansaldo, Paolo Rodari, cogliendone gli aspetti essenziali che distinguono quelle pagine ancor più di altre che le hanno precedute nei tre anni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio.

A me resterebbe ben poco da aggiungere perché condivido i resoconti di quel documento e l’analisi e l’interpretazione che quei colleghi ci hanno dato. Ma il significato, a mio avviso, è assai più ampio del tema ed è questo che desidero esaminare. Di papa Francesco sono amico e ancora quattro giorni fa ha avuto la bontà di telefonarmi poiché compivo i miei 92 anni e lui lo sapeva e ne ha detto delle parole molto affettuose; ma non è per questo nostro legame sentimentale che oggi scelgo la sua Esortazione come primo tema di cui occuparmi. Questo documento è un ulteriore passo avanti della Chiesa, che Francesco rappresenta e guida, verso l’ammodernamento, quello che lui chiama l’inculturazione. La citazione è questa: “Non tutte le discussioni dottrinali, morali e pastorali devono esser risolte con interventi del Magistero. In ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate perché le culture sono molto diverse tra loro, sicché perfino il modo di impostare e comprendere i problemi, al di là delle questioni dottrinali definite dal Magistero della Chiesa, non può essere globalizzato…”.

“Le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere, ma non possono assolutamente abbracciare tutte le soluzioni particolari che non si risolvono a livello d’una norma “. La prima e preliminare constatazione è che l’Esortazione parla il linguaggio dell’esperienza e della realtà così come Francesco la vede. Quasi tutti i suoi predecessori hanno usato lo stesso metodo ma, come la storia del Papato ci insegna, la loro realtà mirava soprattutto a rafforzare il potere di Pietro e l’episodio storicamente più rilevante lo dette Alessandro III quando ricevette Federico Barbarossa, da lui scomunicato nel corso della lotta per le investiture. Federico Barbarossa fu costretto a baciargli il piede in ginocchio davanti a lui e obbligato a quel bacio mormorò: ” Non tibi, sed Petro ” e Alessandro rispose: ” Et mihi et Petro “. Ebbene, al contrario papa Francesco usa la sua esperienza a favore della Chiesa missionaria, dei poveri, degli esclusi, della struttura orizzontale e sinodale da lui ascoltata e guidata. Questa è la conclusione preliminare che emerge dalla sua Esortazione: ascolta, non comanda ma guida verso il futuro.

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Il documento che stiamo esaminando parla molto della famiglia e di quest’aspetto che ha dato il tema ai due Sinodi del 2014 e 2015, i miei colleghi hanno già scritto ieri. Noterò soltanto, a questo proposito, che la famiglia ha una lunga storia, in parte biblica ed in parte scientifica e storica. Dalla Bibbia apprendiamo che Giuseppe e i suoi fratelli avevano due ed anche tre mogli. Quanto alle altre religioni, i musulmani prevedono due o tre mogli, i cinesi della classe dei mandarini prevedevano a quel tempo fino a cinque mogli.

Quanto alla scienza e alla storia, ricordo che il matriarcato, del quale si occupò anche Lévi-Strauss, prevedeva un “marito visitante” che metteva incinta la donna sposata, la quale viveva a casa della propria madre. Il figlio restava con lei e, avendo bisogno anche di un uomo che esercitasse la patria potestà, lo trovava nel fratello della madre. Il vero padre genetico poteva certamente vedere il proprio figlio ed amarlo, ma esercitava a sua volta la funzione di padre in favore dei figli della sorella, con il titolo di “avuncolo locato”. Era insomma lo zio a fare da padre al nipote. Questo fu (e ancora in varie tribù aborigene in America del Sud e nell’Asia delle grandi isole) il matriarcato.

Quanto alla civiltà classica greco-latina, tra i coniugi esisteva la cerimonia del “ripudio”, parzialmente analoga al divorzio con la differenza che soltanto l’uomo poteva ripudiare la donna, motivando con le più varie ragioni. La donna poteva coniugarsi ancora, ma non contestare il ripudio che aveva subito. La storia della famiglia, come si vede, è molto complessa. Quella sacramentale della Chiesa cattolica non somiglia a quella protestante così come i sacerdoti celibi non somigliano ai pastori che possono coniugarsi ed avere figli. Ma anche la famiglia cattolica, legata dal sacramento del matrimonio, non è quella dei primi secoli, dove infatti il celibato dei presbiteri non era ancora una condizione obbligata.

Infine voglio ricordare che Gesù di Nazareth aveva una singolare visione della famiglia. Ne parlava positivamente nella sua predicazione, ma per quanto riguardava gli altri e non se stesso. I Vangeli raccontano addirittura che un giorno, nei pressi di Tiberiade, mentre era riunito con i suoi seguaci in una casa ospitale fu avvertito che fuori di quella casa erano arrivati sua madre e i suoi fratelli perché da alcuni mesi lui aveva abbandonato la casa materna senza più dare notizie di sé. Gesù – dicono quei Vangeli – rispose che lui non aveva né madre né fratelli e che semmai i suoi parenti erano tutti quei seguaci lì riuniti e disse a chi l’aveva informato di rimandare a casa loro quelli che avrebbero voluto vederlo. In un’altra occasione – anch’essa riferita da alcuni evangelisti – ad uno dei suoi seguaci che gli aveva chiesto licenza di tornare a casa propria per un paio di giorni perché doveva partecipare al funerale di suo padre, negò solidarietà e volle che restasse con lui con la frase: “I morti debbono seppellire i morti”.

Detto tutto ciò bisogna aggiungere che amò con grandissimo sentimento la madre quando anch’essa abbandonò la propria casa e lo seguì fino alla morte sulla croce. Fu infatti Maria, stando alla tradizione e ai Vangeli, che lo seppellì insieme con le altre donne che facevano parte dei suoi fedeli. Inutile dire che nessuna donna aveva partecipato all’Ultima Cena con gli apostoli. Tutto ciò è perfettamente comprensibile: Gesù fondava una religione e questo era il compito che aveva assunto, essendo Figlio di Dio per la tradizione ma anche Figlio dell’uomo o Messia per gli apostoli o semplicemente uomo per i non credenti. Comunque fondatore d’una religione, cioè d’un Regno in un altro mondo, come si racconta abbia detto nel suo dialogo con Pilato.

L’Esortazione di Francesco parla molto anche di Cristo in vari capitoli di quel documento, a cominciare dall’inizio, e vorrei dire perfino dal titolo che comincia appunto con la parola Amoris. E che cos’è per la Chiesa e per Francesco l’Amore se non Gesù Cristo? Ecco. Qui siamo ad un punto fondamentale. Cristo è Amore, Cristo è l’articolazione cattolica dell’Unico Dio. Un’articolazione trinitaria condivisa anche da gran parte delle chiese protestanti, ma non da tutte. E non condivisa da nessun’altra religione monoteistica, ebrei e musulmani. In che cosa consiste quest’affermazione, anzi questa fede, per la Seconda Persona della Trinità? Se è il Figlio che partecipa in modo distinto al Dio Unico denominato Padre, significherebbe che il Padre, oltre all’Amore rappresentato dal Figlio, ha anche altre funzioni, altri attributi. Quali? Giudice del bene e del male? No, perché secondo la tradizione al Giudizio universale i tre elementi della divinità partecipano al completo e semmai è proprio Cristo che giudica, in presenza del Padre e dello Spirito Santo. Allora il Padre è vendicativo? No, la religione esclude questo attributo. È dunque il Creatore? Sì, il Creatore è il Padre e non il Figlio. Ma se il Figlio è soltanto un’articolazione della Divinità trinitaria, non può non essere anche lui partecipe della creazione. Né si può separare il perdono dalla Misericordia. Tutti questi attributi stanno insieme. La Misericordia soprattutto e l’Amore che ad essa è strettamente collegato.

A questo punto – ma qui esprimo un mio pensiero che non so se posso attribuire anche a papa Francesco – Cristo è semplicemente un modo di chiamare l’Amore. Amore degli uomini verso Dio e Amore di Dio verso gli uomini e Amore degli uomini verso il prossimo. Lo chiamano Cristo, ma è soltanto un nome che significa Amore. Papa Francesco la pensa così? Non gliel’ho mai chiesto e mai glielo chiederò ma secondo me sì, pensa questo poiché la sua ovvia verità e fede è nel Dio Unico. Non solo per i monoteisti ma per tutte le religioni esistenti. Per tutto l’universo del quale facciamo parte. La sua fede è il Creatore e le cose create, dalle stelle alle particelle elementari, allo spazio e al tempo, all’eternità e al costante mutamento, alla nascita e alla morte. Il Creatore è tutto e la fede, per chi ce l’ha, è nel Creatore. Mi azzardo a dire che se leggete con attenzione alcuni passi dell’Esortazione, questo è il pensiero e la fede di papa Francesco. Ed è questo tipo di fede che a tutti lo rende caro.

Affronterò ora, più brevemente, il secondo tema di questo mio esercizio domenicale, interamente diverso dal primo ma forse più vicino a ciò che accade intorno a noi: Matteo Renzi dopo le dimissioni della Guidi e quel che le ha precedute e seguite. Renzi è sempre forte? Sempre insostituibile? Sempre imbattibile? Oppure sta attraversando una fase di turbamento e indebolimento? Una fase che potrebbe determinare gravi sconfitte alle prossime elezioni amministrative, con conseguenze importanti anche sui referendum, sulle riforme, sulla popolarità del Pd e del suo Capo?

Ricordo che domenica scorsa parlai a lungo di questi problemi e anche di altri: l’Europa, il terrorismo, la Libia ma anche la corruzione, l’affarismo, le clientele. E paragonai per certe assonanze manipolatorie Renzi a Giovanni Giolitti. Quest’ultima parte del mio sermone domenicale è stata molto criticata soprattutto per la statura di padre della Patria che alcuni (studiosi?) attribuiscono a Giolitti. Ho già risposto ad alcuni di loro, ma poiché non si sono fatti vivi pubblicamente, eviterò di rispondergli oggi e qui. Riservo le risposte se formuleranno in pubblico le loro obiezioni.

Dunque il Renzi di questi giorni. È più debole? Sì, lo è. Per quale motivo? Direi con una parola l’affarismo che viene attribuito al suo modo di governare. Ne ha parlato Stefano Folli sulle nostre pagine e Antonio Polito sul Corriere della Sera di ieri. Sì, l’affarismo c’è nel governo Renzi ed è un affarismo connesso con la corruzione. Non credo che riguardi Renzi personalmente, ma certo permea molto da vicino il governo da lui guidato e per di più con uno stile di comando molto diffuso nell’Occidente democratico ma con scarsi e deboli contropoteri.

Al Renzi dopo oltre due anni di governo che ha attraversato varie fasi nel bene e nel male, meritando giudizi positivi e negativi (più i secondi che i primi) faccio oggi le seguenti osservazioni e pongo le seguenti domande: 1. È al corrente del malaffare che pervade alcuni settori del suo governo e delle sue immediate vicinanze. E perché se è al corrente, non ha preso i necessari provvedimenti? Il caso Guidi è parlante da questo punto di vista e non basta relegarlo in un episodio ben risolto dalla stessa protagonista. Sarà forse senza reato, ma non è certo senza peccato e la politica i reati li lascia ai magistrati ma i peccati spetta a lei impedirli e sanzionarli.
2. La politica della flessibilità ha raggiunto punte molto alte ma ormai non oltrepassabili. Era sembrato di capire che Renzi avesse accettato la creazione del ministro del Tesoro dell’Eurozona, con poteri propri ed una politica orientata verso la crescita. Renzi aveva accolto quella proposta e l’aveva anche “consacrata” in un apposito documento, inviato a tutte le Autorità europee e illustrato al Partito socialista europeo. Ma poi non ne ha più fatto cenno proprio nei giorni in cui Draghi ne ha riproposto la necessità e insieme a lui il governatore della Banca centrale francese in un’intervista di ieri sul nostro giornale. Come si spiega questo silenzio renziano?
3. Il dilagante terrorismo del Califfato richiede con la massima urgenza una polizia federale europea sul solco del Fbi americano e con un ministro dell’Interno europeo con tutte le attribuzioni che quella carica comporta. Renzi, da me interrogato domenica scorsa, non ha risposto, sembra che il tema non lo interessi. Come mai? Continuiamo ad andare avanti alla cieca sul terrorismo?
4. Renzi ha insultato più volte in questi giorni la procura di Potenza che sta indagando su eventuali reati inerenti alle trivellazioni e agli scavi per il petrolio in Basilicata e nelle costiere della Puglia. È un buon comportamento insultare la magistratura?
5. Infine: le notizie più recenti sull’andamento del deficit di bilancio, sull’occupazione, sul debito pubblico, non sono delle migliori. Molte previsioni ottimistiche sono state smentite dai fatti. Per quali ragioni? Con quali provvedimenti che consentano una via d’uscita?
Personalmente avevo registrato alcuni miglioramenti della politica interna ed estera di questo governo e ne avevo dato atto. Oggi vedo un logoramento che non dipende dagli avversari che sono sempre gli stessi, ma da un auto-affievolirsi della forza di spinta. Auguro necessari interventi che ridiano forza al Paese e all’Europa di cui facciamo e dobbiamo far parte perseguendone l’unità e la federazione, almeno nell’Eurozona. Dobbiamo ampliare il respiro della nostra politica nazionale per poter dire che siamo europei e sempre lo saremo e che su questo terreno chi non è con noi peste lo colga.

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