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Lettera aperta a Crocetta. Autorità portuale, sì alla moratoria di 36 mesi

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                                             Lettera aperta a Rosario Crocetta

Riceviamo e pubblichiamo, Lettera aperta al Presidente della Regione Rosario Crocetta: “Caro Crocetta, ora tocca a te!”

Presidente Crocetta,

come a Lei ben noto, l’Autorità Portuale di Messina viene soppressa dal decreto sulla “riorganizzazione delle Autorità portuali e il piano strategico della portualità e della logistica”.

In occasione della Conferenza Unificata e la Conferenza Stato-Regioni del 31 marzo, dalle quali è arrivato il via libero allo stesso decreto, un emendamento, sponsorizzato da Liguria e Campania, proroga “in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall’entrata in vigore del decreto, l’autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 184″. Messina, quindi, rientra di diritto in tale eventualità.

Per accedere a tale moratoria, le Regioni che intendono farvi ricorso, dovranno formalizzare motivata richiesta al Ministero dei Trasporti, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il quale, a seguito di adeguata valutazione, potrà di conseguenza proporre uno specifico decreto del Presidente del Consiglio.

A questo punto, l’iniziativa spetta a Lei caro Crocetta, chiamato a mettere in pratica la previsione contenuta nell’emendamento, perché Messina non può permettersi di lasciarsi scappare un’opportunità come quella offerta dal Governo.

Si tratta della concreta possibilità di tenere in vita l’Authority e la sua autonomia per 36 mesi in modo tale che Messina possa avere tempo e possibilità di lavorare sulla definizione del futuro assetto dello scalo in termini di governance e di azioni di rilancio, tanto sul fronte del traffico dei passeggeri che su quello del traffico delle merci.

Inoltre, elemento non secondario, ci sarà il tempo perché si definiscano, in loco, i percorsi del bando per la Cittadella fieristica e la riqualificazione della zona falcata.

In caso contrario, qualora cioè tale strada non dovesse essere seguita, il futuro della città di Messina e del suo sistema portuale, sarebbe in mano, da subito, a una neonata struttura cogestita da Gioia Tauro e un numero imprecisato di piccoli porti calabresi.

Ecco il motivo per il quale Le chiediamo, nell’interesse del nostro territorio, di inoltrare immediata istanza al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

  • CapitaleMessina:
  • Il Presidente Arch. Pino Falzea
  • Il Vicepresidente Dott. Gianfranco Salmeri

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  • Rosario Crocetta è un politico italiano. Il 28 ottobre 2012 venne eletto Presidente della Regione Siciliana, entrando in carica il 10 novembre successivo. Dal 28 gennaio 2013 è inoltre membro del Comitato delle Regioni

PROGETTO SMONTA IL BULLO

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                                              SMONTA IL BULLO, il manifesto

PROGETTO “ SMONTA IL BULLO ” a cura dell’Associazione Città dei Bambini (componente dell’Osservatorio Permanente per l’infanzia e l’Adolescenza di San Benedetto del Tronto)

L’Associazione Città dei Bambini, con il patrocinio del Comune e dell’Osservatorio Permanente di San Benedetto del Tronto per la prossima (VII) Festa dei Bambini, intende realizzare un percorso laboratoriale di approfondimento sul tema del bullismo. Sono pertanto previsti una serie di incontri con professionisti della “Didattica Teatrale”, una metodologia operativa: metodologia operativa prevalentemente ludica che permetterà ai minori partecipanti di produrre uno spettacolo recitato e danzato.

L’Associazione Città dei Bambini da sempre si pone come obiettivo Il miglioramento della qualità di vita dell’infanzia e dell’adolescenza, favorendone la socializzazione e la crescita. Essa non poteva quinditralasciare di porre l’attenzione ad uno dei più sentiti ed ahinoi diffusi problemi che affliggono i bambini in età scolare, ovvero il bullismo.

Da quasi due anni la nostra associazione si è dedicata ad una profonda riflessione sul tema, cercando di individuare un modo efficace con il quale contribuire ad un approccio costruttivo, informativo e formativo dei diretti interessati che non fosse un convegno, una conferenza o qualcosa che comunque, data l’età in questione, non si presentasse come scarsamente fruibile proprio da coloro che maggiormente ne dovrebbero essere coinvolti.

Si è quindi pensato alla produzione di uno spettacolo di teatro-danza con i bambini protagonisti attivi, come per altro è nostro costume in ogni iniziativa da noi promossa, seguiti da due realtà locali di comprovata esperienza e professionalità, e la compagnia teatrale 7/8 chili (Giulia Capriotti, Davide Calvaresi) di Offida per il teatro e la Scuola di danza Prima Musa di Adriana Posta per la danza di San Benedetto del Tronto.

Tali compagnie, basandosi sull’interpretazione delle bambine e dei bambini produrranno uno spettacolo recitato e danzato da offrire ad un pubblico loro coetaneo. In particolare la compagnia teatrale opererà con questo percorso: 12 incontri di 2 h ciascuno con un gruppo di 20/ 30 elementi in età compresa tra gli 8, 9 e i 10 anni, durante i quali si affronterà il tema del bullismo attraverso una serie di esercizi e giochi teatrali liberamente ispirati alla loro interpretazione. Tale laboratorio è tenuto nella struttura scolastica IscCentro di via Asiago 7 – (Classe 3°A insegnante Taffora Maria), dotata di una sala di dimensioni adeguate.

La Scuola di ballo Prima Musa inserirà invece il balletto a tema nella propria programmazione interna.

Lo spettacolo teatrale con balletto sarà rappresentato al Palariviera di San Benedetto del Tronto il 12 aprile 2016 dalle ore 10 alle ore 11,30.

Lo spettacolo sarà ripetuto al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto il 28 aprile ore 9.

La Festa dei bambini è un grande evento culturale promosso dall’Associazione Città dei Bambini e patrocinato dall’amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto, ed è rivolto alle bambine, ai bambini, alle giovane e ai giovani dai zero ai 100 anni. Dedicato al mondo della scuola, al turismo, alle famiglie e a tutti quelli che amano la cultura e i linguaggi delle arti. La festa si articola in vari appuntamenti tra il Teatro e la Palazzina Azzurra: dal concorso “Se S. Benedetto fosse mia” alla Mostra Mercato dei libri invisibili, dalla lettura alla musica, allo sport e ai giochi, dal teatro al cinema e alla danza, in un’emozionante atmosfera piena di palme, colori, magie e suggestioni

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Zavettieri: In settimana voci infondate sul confronto tra me ed i tifosi. Domani l’imperativo è vincere..

Alla vigilia dell’importante match contro il Messina, il tecnico della Juve Stabia, Nunzio Zavettieri, si è soffermato ai microfoni di ViViCentro.

Ecco le dichiarazioni dell’allenatore.

Domani arriva il Messina in un match fondamentale in chiave salvezza: Sicuramente sì. Dopo il buon punto conquistato ad Andria, la squadra ha lavorato bene in settimana e tutti insieme ci siamo preparati per affrontare al meglio una partita nella quale l’imperativo sono i tre punti.
Il Messina è ormai salvo, quindi avrà probabilmente meno motivazioni della Juve Stabia: Il dato sulla classifica dei siciliani è vero ma non mi fido assolutamente del Messina. Si tratta di una squadra ben costruita e che sta facendo un campionato importante. Starà a noi mettere in campo tutta la grinta, tanta, che abbiamo dentro; senza una prova di carattere sarà impossibile fare risultato. Mi aspetto una Juve Stabia decisa e grintosa.
In settimana ci sono state voci circa un suo confronto con i tifosi durante gli allenamenti: Ci tengo a smentire categoricamente quanto affermato da una testata locale. Io non ho parlato con nessun tifoso né ho avuto confronti o discussioni con esponenti della tifoseria. Durante la partitella infrasettimanale i tifosi sono venuti a Casola ad incitarci in vista di questo match importante, tutto qui. Mi stupisco che ci siano spesso voci infondate con cui non si fa altro che destabilizzare l’ambiente.
Mancherà Obodo per squalifica, i tre centrali rimasti si giocano due maglie: Sì, rispetto ad Andria giocheremo in modo diverso e più offensivo. Vedremo solo due in campo dall’inizio tra Izzillo, Favasuli e Maiorano. Devo valutare chi far scendere in campo, ma mi aspetto grandi cose a prescindere dagli uomini.
In questo momento decisivo della stagione ci si aspetto qualcosa in più dai giocatori di maggiore esperienza: Certo, in questo gruppo ci sono giocatori dal grande spessore caratteriale e mi aspetto tanto da loro. Quello che voglio, però, è una squadra decisa a far bene in tutti i suoi elementi. Ognuno di noi deve dare il massimo per raggiungere l’obiettivo salvezza.
Le condizioni di Lisi, non al meglio e quindi entrato solo nella ripresa ad Andria: Francesco ha recuperato bene e domani scenderà in campo dal primo minuto. Il suo è un rientro importante per noi.

Raffaele Izzo

SCHERMA – Mondiali Giovani BOURGES2016 – Italia a quota 15

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                     Bourges2016 : squadra fioretto femminile under20

CAMPIONATI DEL MONDO CADETTI E GIOVANI BOURGES2016 BOTTINO AZZURRO A QUOTA QUINDICI: ARGENTO PER L’ITALIA DI SCIABOLA MASCHILE, BRONZO PER LE FIORETTISTE

BOURGES2016 – E’ iniziato oggi il programma riservato alle squadre under20 ai Campionati del Mondo Cadetti e Giovani Bourges2016. L’ottava giornata di gare porta altre due medaglie per l’Italia che sale quindi a quota quindici medaglie.

Bourges2016 : squadra sciabola maschile under20L’Italia di sciabola maschile conquista la medaglia d’argento, mentre la squadra azzurra di fioretto femminile sale sul terzo gradino del podio.

Giornata dall’amaro in bocca per i colori italiani. La Nazionale di sciabola maschile sfiora l’oro. Dopo il titolo  europeo continentale conquistato a Novi Sad, il quartetto composto da Dario Cavaliere, Federico Riccardi,  Leonardo Dreossi ed Eugenio Castello, si arrende in finale solo alla Russia col punteggio di 45-43, subendo la  rimonta degli avversari nell’ultimo parziale.

Gli azzurri avevano staccato il pass per la finalissima, grazie al successo contro la Cina col netto punteggio di 45-36.

La squadra azzurra, aveva iniziato il suo cammino vincendo il match del turno dei 16 contro Hong Kong per 45-28, proseguendo poi avendo la meglio ai quarti di finale contro l’Ucraina col punteggio di 45-34.

Bourges2016 : squadra fioretto femminile under20Medaglia di bronzo invece per l’Italia di fioretto femminile Giovani. La squadra azzurra composta dalla vicecampionessa del Mondo Erica Cipressa, da Camilla Rivano, Elisabetta Bianchin e Serena Rossini, dopo essere  stata sconfitta per 45-38 dagli Stati Uniti in semifinale, ha vinto per 45-30 la finale per il bronzo contro la Romania.

In precedenza, le azzurre avevano superato per 45-29 l’Ungheria nell’assalto dei quarti di finale, dopo aver esordito  nel turno dei 16 contro la Cina, superando la squadra asiatica per 45-33.

Domani, nella nona giornata di gara, prosegue il programma riservato alle gare a squadre, con le prove di spada  maschile e di sciabola femminile.

Nella prima l’Italia sarà in pedana col quartetto formato da Valerio Cuomo, Davide Canzoneri, Federico Vismara e Gabriele Risicato.

Nella sciabola femminile, invece, la squadra azzurra sarà composta da Flaminia Prearo, Rebecca Gargano, Michela Battiston e Lucia Lucarini.

CAMPIONATI DEL MONDO GIOVANI – SCIABOLA MASCHILE – PROVA A SQUADRE – Bourges, 08 Aprile 2016

Finale

  • Russia b. ITALIA 45-43
  • Finale 3°-4° posto
  • Cina b. Corea del Sud 45-31

Semifinali

  • Russia b. Corea del Sud 45-30
  • ITALIA b. Cina 45-36

Quarti

  • Russia b. Ungheria 45-43
  • Corea del Sud b. Francia 45-44
  • Cina b. Giappone 45-43
  • ITALIA b. Ucraina 45-34

Tabellone delle 16

  • ITALIA b. Hong Kong 45-28

Classifica (27): 1. Russia, 2. ITALIA, 3. Cina, 4. Corea del Sud, 5. Ungheria, 6. Ucraina, 7. Giappone, 8. Francia.

ITALIA: Dario Cavaliere, Eugenio Castello, Federico Riccardi, Leonardo Dreossi

CAMPIONATI DEL MONDO GIOVANI – FIORETTO FEMMINILE – PROVA A SQUADRE – Bourges, 08 Aprile 2016

Finale

  • Polonia b. Usa 43-42

Finale 3°-4° posto

  • ITALIA b. Romania 45-30

Semifinali

  • Polonia b. Romania 45-32
  • Usa b. ITALIA 45-38

Quarti

  • Polonia b. Giappone 41-26
  • Romania b. Russia 37-30
  • ITALIA b. Ungheria 45-29
  • Usa b. Francia 45-31

Tabellone delle 16

  • ITALIA b. Cina 45-33

Classifica (24): 1. Polonia, 2. Usa, 3. ITALIA, 4. Romania, 5. Ungheria, 6. Russia, 7. Francia, 8. Giappone.

ITALIA: Erica Cipressa, Serena Rossini, Elisabetta Bianchin, Camilla Rivano

vivicentro.it-sport / SCHERMA – Mondiali Giovani BOURGES2016 – Italia a quota 15: ARGENTO Sciabola maschile, BRONZO per le fiorettiste

Il Mezzogiorno di SuperMatteo

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                                             Il Mezzogiorno o Meridione d’Italia *

Supermatteo è tornato e protegge con il suo mantello la ancora fragile candidatura di Valeria Valente. Due volte a Napoli in quattro giorni: mai visto un Renzi così concentrato sul Sud. Trasuda adrenalina meridionale. Il Vesuvio ormai gli è familiare e dopo l’annuncio sulla nuova Bagnoli, alle elezioni comunali si apre una partita diversa, che potrebbe mutare pronostici e sondaggi, per quel che valgono. Mercoledì il presidente del Consiglio si è occupato della bonifica dell’ex area industriale, partecipando alla “cabina di regia” in prefettura.

Oggi a Pietrarsa, assieme al ministro Dario Franceschini, il capo del governo si dedica al turismo, la principale risorsa di cui dispone il Mezzogiorno. È la riconversione, lenta ma necessaria, dall’industria pesante, spazzata via dalla competizione globale, all’arte, alla cultura, al paesaggio, alla ricerca, alle imprese “leggere” dell’innovazione e del digitale, innestate nel già robusto tessuto delle piccole e medie aziende e dell’agricoltura.

L’assiduità di Renzi colpisce ma non sorprende. Non è storia di oggi. Da almeno un anno, per rispondere a chi lo accusa di guidare un governo sbilanciato sul centro-nord, il presidente del Consiglio ha lanciato l’offensiva Mezzogiorno. Sul palco della Leopolda non è salito il giovane sindaco di Ercolano, simbolo di una terra in bilico tra criminalità e desiderio di rinascita? Nulla è casuale nella regia mediatica renziana. Tra qualche tempo tornerà da queste parti per la rimozione dei primi carichi di “ecoballe” di rifiuti.

Il capo del governo sa che, se non si irrobustisce lo sviluppo nelle regioni più povere del Sud, l’Italia stessa non crescerà oltre una certa soglia. Dunque la battaglia di Renzi nel Mezzogiorno è cruciale e non si fermerà, almeno fino alle prossime elezioni politiche. Ora ci sono le tappe intermedie, anch’esse centrali nei disegni del leader. Ovvero le elezioni amministrative di giugno.

In questa strategia, la riconquista del Comune di Napoli non è affatto secondaria. Il Pd di Renzi considera già persa la sfida? Ha sacrificato la città più importante del meridione agli accordi tra le correnti del partito? Può darsi, ma i fatti sembrano andare in direzione esattamente contraria. Il premier è interessato a Napoli al punto da sembrare lui stesso il candidato sindaco, in contrapposizione a Luigi de Magistris. Il quale, consapevole del disegno, punta sull’anti-renzismo radicale e lo cavalca fino a commettere l’errore, di oscurare le questioni concrete e quotidiane della vita cittadina.

Sul risanamento dell’ex Italsider il premier ha “scavalcato a sinistra” il sindaco, gli ha spuntato le armi con una svolta ultra-ambientalista («Toglieremo la colmata») che ha sorpreso perfino il primo cittadino. Non a caso, nella raffica quotidiana di accuse e insulti a Renzi, de Magistris ha infilato il timido riconoscimento che, se questo è il piano per Bagnoli, allora con il presidente del Consiglio si può perfino dialogare. Ma non è lo stesso sindaco che, appena una settimana fa, aveva denunciato le nuove “mani sulla città”? Quello che prima infiammava la piazza e poi invitava a “protestare con tenerezza”? Al de Magistris “zapatista” il presidente del Consiglio ha contrapposto il piano per Bagnoli di Vezio De Lucia, incentrato sul grande parco urbano. Meno cemento, più verde.

Bisognerà verificare, ovvio, che tenga fede alla promessa. Che ci siano le risorse e che le scelte fatte sappiano generare ricchezza in tempi certi. Che vengano chiariti tutti gli aspetti, a cominciare da quelli, ancora vaghi, sull’area “industriale- servizi”, che passa da 165 mila a ben 506 mila metri cubi. Nulla è scontato, quindi. Tuttavia è la prima volta che un presidente del Consiglio si impegna così, in prima persona, per Bagnoli e per Napoli, mettendo a rischio la propria credibilità.

Dentro uno scenario che guarda con necessitato interesse al Sud, Renzi si comporta come se facesse la campagna elettorale accanto a Valeria Valente, anzi al posto suo. Combatte per se stesso quasi sostituendosi a lei. Le dissoda il terreno. Le indica la strada, nella consapevolezza che il germoglio piantato nel terreno politico con una candidatura tardiva può diventare una pianta robusta, ma anche appassire se la Valente non saprà dimostrarsi all’altezza. Renzi scandisce perfino cronologicamente le tappe fino alle amministrative di giugno: la “cabina di regia” per Bagnoli si riunirà da metà aprile a metà maggio, poco prima del voto. È come se il segretario del Pd volesse farsi perdonare il “peccato originale” di una classe dirigente democratica inesistente sul piano locale.

Così torna SuperMatteo, che è certo un vantaggio per la Valente, ma può anche attestarne la debolezza politica, se la candidata non riuscirà a proporre un suo profilo robusto e autonomo. Antonio Bassolino fa trapelare ogni giorno sdegno per le contestate primarie del centrosinistra? Ecco Renzi offrirgli, incontrandolo, un riconoscimento impensabile per lo stesso Bassolino fino all’estate scorsa, quando maturò in lui il proposito di tornare in campo.

Tutto questo attenuerà l’ostilità di Bassolino verso gli ex figliocci Valente e Andrea Cozzolino? Lo spingerà ad impegnarsi? Presto per dirlo, intanto Bassolino ha abbandonato ogni proposito di rottura. Basterà per spodestare de Magistris? Renzi ha riaperto i giochi a Napoli, ma l’esito elettorale non è scontato. Di certo le sue sortite ridanno fiato alla Valente e perfino a Gianni Lettieri, candidato del centrodestra di fede renziana. Ma al premier e al nuovo sindaco, chiunque sarà, la città chiede in primo luogo che Bagnoli risollevi Napoli come l’Expo ha trascinato Milano.

vivicentro.it-sud-opinione / larepubblica /  Il Mezzogiorno di SuperMatteo di OTTAVIO RAGONE

*  Il Mezzogiorno o Meridione d’Italia è una macro-regione economica comprendente l’Italia Meridionale e quella insulare.

Storicamente corrisponde con buona approssimazione alle regioni comprese nell’ex Regno delle Due Sicilie (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia) più la Sardegna, ed includendo nella definizione storica anche una parte del Basso Lazio ed il Circondario di Cittaducale.

Renzi al Museo di Pietrarsa, e a Capodimonte con Franceschini

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                                              Museo di Pietrarsa

Il premier è atteso al Museo di Pietrarsa per le 11.30, imponente lo spiegamento di forze dell’ordine

Museo Capodimonte
Museo Capodimonte

PORTICI – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a Napoli a distanza di tre giorni. Il premier è partito da Roma alle 9, poco dopo le 10 è arrivato al Museo di Capodimonte*: insieme al ministro Dario Franceschini, il presidente del Consiglio ha visitato il museo in compagnia del direttore Silvayn Bellenger. Una tappa a sorpresa, prima dell’annunciato appuntamento al Museo ferroviario di Pietrarsa* gli Stati generali del turismo, inaugurati giovedì proprio da Franceschini. L’intervento di Renzi è previsto per le 11.30.

A Pietrarsa Renzi sarà ricevuto dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, dal sindaco di Portici Nicola Marrone, dal prefetto Gerarda Pantalone, dal sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, dall’eurodeputato Pina Picierno e da Mauro Moretti, presidente di Fondazione Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.

L’EDITORIALE/IL MEZZOGIORNO DI SUPERMATTEO di Ottavio Ragone

Imponente, fin dalle prime ore della mattina, lo spiegamento di forze dell’ordine: carabinieri, polizia e unità cinofile. Su alcuni tetti sono appostati dei tiratori scelti.

vivicentro.it-sud-cronaca / larepubblica / Renzi a Capodimonte con Franceschini, imponente lo spiegamento di forze dell’ordine OTTAVIO LUCARELLI

COLLEGATA:

MUSEO NAZIONALE DI CAPODIMONTE

Il Museo nazionale di Capodimonte è un museo di Napoli, ubicato all’interno della reggia omonima, nella località di Capodimonte: ospita gallerie di arte antica, una di arte contemporanea e un appartamento storico.

Indirizzo: Via Miano, 2, 80137 Napoli – Orari: · 08:30–19:30 – Telefono: 081 749 9111

MUSEO FERROVIARIO DI PIETRARSA 

Come arrivare al Museo di Pietrarsa

Il Museo ferroviario di Pietrarsa,  è uno dei fiori all’occhiello del quartiere di San Giovanni a Teduccio. Costituito da 7 padiglioni per un’estensione complessiva di circa 36.000 metri quadrati, ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in treno

A pochi passi dal museo c’è la stazione Pietrarsa-S.Giorgio a Cremano servita ogni giorno da quasi 50 treni.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in automobile

Per chi proviene dalla A1 Roma Napoli imboccare uscita Napoli Centro – Via Marittima direzione Portici, alla fine di Via San Giovanni a Teduccio svoltare a destra in Traversa Pietrarsa. Da Salerno, percorrendo l’autostrada A3, imboccare l’uscita Ercolano – Bellavista o S. Giorgio a Cremano in direzione Napoli. Per carenza di aree destinate a parcheggio (sono presenti solamente i posti auto sulle strade principali) Trenitalia sconsiglia l’uso delle automobili per raggiungere il Museo.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa in autobus

Per arrivare al Museo di Pietrarsa con i mezzi dell’Anm: da Piazza Garibaldi prendere gli autobus 254 e 256 direzione San Giorgio a Cremano; da Via Marina/Viale Amerigo Vespucci gli autobus 157, 254, 255 e 256 direzione San Giorgio a Cremano.

Come arrivare al Museo di Pietrarsa per i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta

Il Museo predispone di un accesso facilitato per tutti i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta. Per l’accesso al sito si prega di telefonare preventivamente al numero 081-472003 (opzione 1 o 2), per prenotare l’ingresso dedicato dal cancello carrabile, con attraversamento a raso, a cura del personale di stazione.

/diario partenopeo

Il Napoli crede nella rimonta e rimarrà in silenzio stampa

I dettagli

Il Corriere del Mezzogiorno scrive sul Napoli: “Il Napoli crede nella rimonta e rimarrà i silenzio stampa per ritrovare concentrazione e soprattutto il filo interrotto ad Udine, dove la squadra è apparsa in netto calo sia fisico che mentale. La rimonta non è poi tanto impossibile, visto che la Juventus sarà impegnata contro il Milan a San Siro, mentre gli azzurri avranno sulla carta una gara abbordabile”.

C’è Calzona dietro l’esordio di Sarri

I dettagli

Un curioso retroscena lega Maurizio Sarri e Francesco Calzona, il vice allenatore del Napoli che domenica guiderà la squadra contro il Verona. Il Corriere dello Sport riferisce nel lontano 1999-2000 fu proprio il secondo a consigliare al Tegoleto di ingaggiare il tecnico toscano. All’epoca Calzona ricopriva il ruolo di allenatore-giocatore e soprattutto lavorava come venditore ambulante di caffé: un binomio perfetto – scherza il quotidiano – con le sigarette del suo collega col quale proseguirà un percorso lungo 16 anni. Poi c’è una curiosità: Calzona insieme a Frustalupi, il vice di Walter Mazzarri, da ottobre ha cominciato a Coverciano il Master Uefa pro.

Attesi mille veronesi al San Paolo: domenica sfida tra la tensione

I dettagli

Il Corriere del Mezzogiorno scrive su Napoli-Verona: “Una sfida carica di tensioni: da una parte il pubblico napoletano a dir poco arrabbiato per la squalifica di Higuain (previste proteste civili allo stadio di Fuorigrotta), dall’altra i tifosi del Verona in ambasce per le sorti della squadra del cuore che è ultima a sei punti dalla zona salvezza. I supporters veneti sono attesi in mille, ma finora solo 200 sono stati i biglietti venduti in Veneto (la Digos ne prevede almeno 300)”.

A L’ Orda Azzurra si fa chiarezza: dossier sui favori arbitrali concessi alla Juventus

A L’ Orda Azzurra, programma in onda su Vivi Radio Web, il giornalista Ciro Novellino ha presentato un dossier sui favori arbitrali ricevuti dalla Juventus in questa stagione.
GIORNATA 3: Juventus-Chievo 1-1, arbitra Guida. Al minuto 62 viene annullato il gol del raddoppio del Chievo, regolare. Rigore inesistente concesso ai bianconeri per un tuffo di Cuadrado in area.
GIORNATA 4: Genoa-Juventus 0-1, arbitra Valeri. Mancata espulsione a Leminà, rigore inesistente fischiato
a Chiellini e rigore netto non concesso al Genoa.
GIORNATA 5: Juventus-Frosinone 1-1, arbitra Cervellera. Rigore per parata di Barzagli e mancata espulsione.
GIORNATA 7: Juventus-Bologna 3-1, arbitra Celi. Rigore inesistente assegnato ai bianconeri per il gol del 2-0.
GIORNATA 8: Inter-Juventus 0-0, arbitra Valeri. Rigore negato all’ Inter per fallo di mano di Bonucci.
GIORNATA 9: Empoli-Juventus 1-3, arbitra Massa. Mancata espulsione per Buffon che travolge fuori area Pucciarelli, terzo gol in palese posizione irregolare.
GIORNATA 13: Juventus-Milan 1-0, arbitra Mazzoleni. Rigore netto non assegnato al Milan con conseguente rosso a Bonucci.
GIORNATA 19: Sampdoria-Juventus 1-2, arbitra Mazzoleni. Altro rigore netto non concesso ai blucerchiati.
GIORNATA 26: Bologna-Juventus 0-0, arbitra Irrati. Mancato giallo a Bonucci, che era diffidato, e rigore netto non assegnato al Bologna per doppio fallo di mano.
GIORNATA 27: Juventus-Inter 2-0, arbitra Rocchi. Segna Bonucci che non avrebbe dovuto giocare per squalifica e rigore inesistente per il gol del 2 a 0.
GIORNATA 28: Atalanta-Juventus 0-2, arbitra Valeri. Mancata espulsione a Alex Sandro per gomitata.
GIORNATA 29: Juventus-Sassuolo 1-0, arbitra Celi. Espulsione non assegnata a Marchisio e rigore netto non assegnato al Sassuolo.
GIORNATA 30: Torino-Juventus 1-4, arbitra Rizzoli. Mancato secondo cartellino giallo con conseguente espulsione ad Alex Sandro per aver causato fallo da rigore, gol annullato al Torino per presunto fuorigioco ed espulsione non data a Bonucci per proteste.

Queste, al termine, le considerazioni del direttore Mario Vollono al riguardo:
Sbagliare è umano ma per dare una certa trasparenza al campionato bisogna abbandonare le designazioni e ritornare al sorteggio. Come emerge dal dossier sono sempre gli stessi gli arbitri designati per dirigere i match della Juve. Se fossi tifoso della Juventus tutta questa situazione mi darebbe anche fastidio: i bianconeri, su 18 elementi, sono superiori al Napoli; hanno delle risorse economiche superiori per creare una rosa ampia e competitiva. Tutti questi episodi vanno a sminuire il valore di una rosa che, anche senza “l’ aiutino”, avrebbe potuto raggiungere gli stessi risultati: c’è bisogno di uniformità. Nulla toglie che anche al Napoli sono stati concessi alcuni favori, ma non hanno influito in questo modo sulla classifica”.

La Chiesa non condanna il peccatore

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Ritengo sia lo stile e l’impianto generale l’aspetto più importante nel valutare a caldo un testo di 250 pagine riguardo al quale molti, nell’opinione pubblica dentro e fuori la chiesa, parevano interessati solo alla presenza o meno di poche righe su un paio di problematiche specifiche.

Ed è anche l’aspetto più originale per un documento papale, come già ci aveva abituato papa Francesco con la Evangelii gaudium e la Laudato si’. Frutto dell’ascolto e del discernimento da parte del Papa dei dibattiti e dei testi emersi da due sinodi dei vescovi che hanno ritrovato la loro natura di dialogo franco e fraterno, l’esortazione «sull’amore nella famiglia» riprende e approfondisce il paziente lavoro, proprio dei pastori.

«È comprensibile – annota papa Francesco – che non ci si dovesse aspettare dal sinodo o da questa esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico applicabile a tutti i casi» ma, piuttosto, «un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari» (§ 300). Così essa appare come il primo documento del magistero papale rivolto alla Chiesa universale presente ovunque nel mondo che non consegna un messaggio globalizzato, ma che tiene conto delle diversità delle aree culturali e della complessità degli itinerari di umanizzazione percorsi dai popoli. Il messaggio del vangelo richiede sempre di essere inculturato, come lo è stato già nei primi secoli: la Chiesa nell’annunciarlo deve quindi essere attenta alle tradizioni, alle sfide, alle crisi presenti nei diversi luoghi. Non ci sono infatti solo «segni dei tempi», ma anche «segni dei luoghi» da discernere con sapienza e impegno, perché in ogni cultura e nel suo evolversi sempre permangono dei semina verbi, la parola di Dio a livello di seme.

In quest’aria nuova, che si arricchisce di contributi provenienti dall’intera cattolicità, due convinzioni evangeliche sembrano orientare l’intera riflessione: il primo è che non ci sono cristiani «irregolari» e cristiani cosiddetti «giusti», ma che tutti sono chiamati costantemente a convertirsi e a ritornare al loro Signore. L’altro è che «nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!» (§ 297). Ecco il cuore ardente che dovrebbe irrorare tutte le considerazioni di fronte all’avventura del matrimonio, alla realtà non sempre riuscita delle storie d’amore e della vita familiare e, più in generale, della vita umana e cristiana: «la logica del Vangelo». Le diverse situazioni, le singole persone, le stagioni culturali e i segni dei tempi, le sofferenze e gli errori, le fatiche e le incomprensioni, ma anche gli slanci generosi e la paziente fedeltà quotidiana, tutto dovrebbe essere riletto secondo «la logica del Vangelo».

È in questa ottica che papa Francesco chiede alla chiesa tutta di avere lo sguardo di Gesù anche sulle diverse situazioni dette «irregolari» (termine che non piace al Papa) o non conformi alla volontà di Dio: uno sguardo che non condanna in modo definitivo perché solo il Signore potrà giudicare nel giorno della sua venuta il peso delle responsabilità di ciascuno e la sua colpevolezza. La Chiesa non è autorizzata neppure a dichiarare qualcuno «in stato di peccato mortale», privo della grazia di Dio che può santificare anche chi oggettivamente vive una situazione contraddittoria al vangelo. Sì, come Gesù così la Chiesa giudica il peccato, condanna il peccato ma non condanna e non giudica in modo definitivo il peccatore. Ogni persona che pecca resta più grande del peccato commesso.

Allora il capitolo ottavo, che tenta di leggere le diverse contraddizioni – presenti nel mondo e nella vita cristiana stessa – al disegno divino sul matrimonio, offre novità di accenti ai quali il popolo cristiano non è abituato. Nella consapevolezza che tutti, anche i cristiani, restano peccatori per tutta la vita perché «non è il bene che vogliono fare che fanno, bensì il male che non vogliono» (come confessa per sé san Paolo nella Lettera ai Romani) la Chiesa non può far altro che annunciare la misericordia, non a basso prezzo, non svuotando la grazia, ma operando un discernimento e aiutando i cristiani a fare essi stessi discernimento attraverso la loro coscienza. Va riconosciuto: mai in nessun documento magisteriale si era giunti a evidenziare in modo così chiaro il ruolo della coscienza, una coscienza formata, che sa ascoltare la parola di Dio e i fratelli, ma una coscienza che è istanza centrale e ultima, patrimonio di ciascuno come luogo della verità cercata sinceramente. In questa prospettiva cade ogni muro tra giusti e ingiusti, tra peccatori manifesti e peccatori nascosti, e tutti stiamo come disobbedienti sotto il giudizio di Dio. E da questa operazione di discernimento, compiuta in modo serio, impegnato, ecclesiale, si potrà anche in casi personali particolari valutare l’eucaristia come alimento per i deboli, mendicanti dell’amore di Dio, e non premio per i giusti.

Questo e non altro mi sembra vogliano dire le ponderate e sapienti parole usate da papa Francesco per ricordare la logica del Vangelo e per narrare una sollecitudine che è quella di Gesù verso i suoi discepoli, tutti «duri di cuore e lenti a credere», tutti bisognosi di una misericordia più grande del loro pensare umano, più equa di ogni giustizia, più feconda di ogni rigidità.

In modo sintetico e lapidario potremmo affermare che con questa esortazione papa Francesco ha reso «gioiosa notizia», evangelo, la coppia, la sessualità, il matrimonio, la famiglia e la fedeltà. Chi temeva che il Papa cambiasse la dottrina o contraddicesse la grande tradizione cattolica e ha diffidato del suo magistero e dei sinodi, deve ricredersi radicalmente. Quello che è mutato, infatti, è lo sguardo della Chiesa: è caduta ogni visione cinica e angosciata della sessualità e l’annuncio dell’amore tra uomo e donna ha ripreso il suo splendore di verità senza abbagliare. Certo, questo testo spiacerà ai «giusti incalliti», a quelli che il Vangelo denuncia come sedicenti «vedenti» ma che in realtà sono «ciechi». Attirerà invece a Cristo, medico delle vite umane, quelli che si sanno peccatori, umiliati dai loro peccati, bisognosi della misericordia del Signore. La santità, infatti, non è una virtù che sta dietro a noi e che smarriremmo andando avanti, il cammino della santità è davanti a noi: è il cammino in cui, passo dopo passo, diventiamo più capaci di amare e di essere amati.

vivicentro.it-editoriale / lastampa / La Chiesa non condanna il peccatore ENZO BIANCHI

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Fare il DS a Napoli non è semplice, Giuntoli se ne sta accorgendo

La Gazzetta dello Sport scrive sul Napoli

“Fare il direttore sportivo nel Napoli non è affatto semplice. Se ne sta accorgendo anche Cristiano Giuntoli, l’unica figura dirigenziale vicina a Sarri nella gestione dello spogliatoio. De Laurentiis delega ma vuole essere messo a conoscenza dei dettagli di ogni affare, la contrattualistica del club è molto particolare. Non per questo, però, il d.s. ha un ruolo meno importante. Deve solo sapersi ritagliare con pazienza i propri spazi. Giuntoli ha cominciato a farlo ed avrà tempo per ampliare il raggio d’azione”.

Il numero svedese

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Componendo il numero +46 771 793 336, una voce registrata avverte che a breve ci risponderà un cittadino svedese, scelto a caso tra coloro che hanno aderito alla proposta del governo di diventare ambasciatori telefonici del proprio Paese. Chi telefona chiede dritte sugli alberghi e sugli itinerari, discute di immigrazione, cerca semplicemente compagnia. L’iniziativa sta riscuotendo un successo straordinario (più di seimila chiamate il primo giorno), tanto che qualcuno potrebbe essere tentato di introdurla in Italia, meta turistica per eccellenza. Sarebbe con ogni evidenza una sciagura.

Intanto chi chiama troverebbe sempre occupato: gli italiani sono perennemente al telefono. Nei rari casi in cui la linea è libera, prende male e cade di continuo (solo le intercettazioni della ministra Guidi sembrano sfuggire a questa regola). Nell’eventualità mirabolante che al sedicesimo tentativo il turista riuscisse a stabilire un contatto, si troverebbe di fronte allo scoglio della lingua. Gli svedesi parlano tutti benissimo l’inglese. Gli italiani parlano tutti abbastanza male l’italiano. Qualcuno anche l’inglese. Ma se l’interlocutore straniero avesse la disgrazia di conoscere la nostra lingua, si sentirebbe rispondere con una di queste formule di cortesia a scelta: «Non ho bisogno di nulla, riprovi quando c’è mia moglie»; «Robé, sei tu? Basta con ’sti scherzi, dai»; «E a me che me ne viene in tasca?»; «Se cerca un ristorante le consiglio quello di mio cugino, dica che la mando io»; «Come ti chiami? Jessica… Ma quale albergo, vieni a dormire da me… Prima però per sicurezza mandami una foto».

vivicentro.it-opinione / lastampa / Il numero svedese MASSIMO GRAMELLINI

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ESCLUSIVA – Bordin: “Ionita che numeri e Jorginho è il top. Gabbiadini? Determinante”

Queste le sue dichiarazioni

L’ex calciatore del Napoli ed attuale allenatore della Triestina, Roberto Bordin è intervenuto, in esclusiva, a L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Queste le sue dichiarazioni:

Come si spiega questa scelta tecnica nei confronti di Luca Toni?

“Toni era ideale per il gioco di Mandorlini. Ho letto qualche intervista e non so se la sua esclusione sia per scelta tecnica. La squadra ha fatto una bella prestazione a Bologna riaccendendo qualche briciolo di speranza anche se sarà molto difficile raggiungere la salvezza”.

Ionita piace e tanto al Napoli, che calciatore è?

“Ionita sta facendo un grande percorso per raggiungere obbiettivi importanti, dalla Nazionale a squadre che lottano per grandi obbiettivi. E’ un centrocampista moderno: usa entrambi i piedi e ha il vizio del gol, cosa che non guasta mai per un centrocampista; sarebbe un grande acquisto”.

Jorginho, si aspettava questa esplosione?

“Mi aspettavo la crescita di Jorginho, è un ragazzo che vuole sempre maturare per ambire a grandi risultati. Negli ultimi anni ha fatto fatica in un centrocampo a due, ma diventa determinante nel centrocampo a tre perchè ha grandi doti sia in fase offensiva che difensiva. La sua crescita gli ha consentito di raggiungere anche la Nazionale”.

Non ci sarà Higuain ma a Napoli c’è un calciatore in grado di sostituirlo…

“Gabbiadini ha sempre dimostrato di essere determinante ma è sempre difficile sostituire un campione come Higuain. Al di là degli attaccanti Sarri ha fatto un grandissimo lavoro con tutta la squadra”.

Scudetto, la differenza la fa solo l’abitudine alle presioni?

“La Juventus ha vinto tanto ed è abituata a molte pressioni, hanno recuperato tanti punti contro i pronostici di tutti. Il Napoli ha le carte in regola per lottare fino alla fine, peccato per lo scivolone di Udine”.

La stagione negativa del Verona…

“Il Verona è partito molto male, ci sono stati diversi infortuni: questo ha condizionato molto il rendimento di tutta la squadra. Si è sentita molto la mancanza di una rosa più ampia”.

a cura di Ciro Novellino

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Tra De Laurentiis e Bigon c’erano frizioni diventate insanabili

I dettagli

La Gazzetta dello Sport racconta l’addio di Riccardo Bigon al Napoli: “Bigon ha avuto più libertà di azione con Benitez ed infatti il Napoli che domani scenderà in campo contro il Verona è ricco di calciatori scelti da lui e dai suoi collaboratori Micheli, Mantovani e Zunino. Bigon ha capito di dover andar via quando De Laurentiis ha preso, in prima persona, Valdifiori. Frizioni diventate insanabili: il divorzio è stato tribolato. E fortuna per il Napoli che Sarri e Giuntoli non hanno ceduto alle lusinghe proprio del Verona che si sarebbe ripreso con piacere quello che è attualmente uno dei migliori registi del campionato. Storie di calcio che si intrecciano, come quella tra Bigon, il Napoli e il Verona. Ma domani non potrà esserci per tutti il lieto fine: il pari serve a nulla”

Vittimismo sterile e quel sentirsi ostaggio di poteri forti

Il Corriere del Mezzogiorno scrive sul caso Higuain

“Nel calcio come in ogni campo della società sembra ci si trovi puntualmente di fronte all’impossibilità di vincere uno scudetto, quasi una congiura storica cui si reagisce con il frequente ricorso a un vittimismo sterile e orgoglioso al tempo stesso. È un po’ il nostro «complesso di Higuain»: capaci di grandi gesti e di buttare tutto all’aria; sentirci a ragione campioni incompresi, ma incapaci di metterci in discussione e di sentirci al centro delle nostre azioni. Ma la squadra e la città non sono giocatori di una partita impari, non sono il prodotto della loro situazione, ma delle loro decisioni. Inutile scadere nel vittimismo sentendosi ostaggio di poteri forti e occulti, insinuare sospetti sulla regolarità di un campionato che non solo il Napoli, ma Napoli più volte ha rinunciato a vincere. Quando ha scelto una classe politica incapace di rappresentare i suoi interessi. Quando a partire dai primi anni 90 si è lasciata progressivamente deindustrializzare. Quando ha immobilizzato la gestione del suo porto, limitando la luce della sua finestra sul Mediterraneo. Quando, e sono vicende di oggi, la sua rappresentanza industriale non ha votato il suo naturale candidato alla presidenza di Confindustria. Quando il sindaco antagonista dei poteri occulti ha scelto di tenerla fuori dalla cabina di regia per Bagnoli. Se c’è una lezione che viene dal dramma di Higuain è forse quella di imparare una buona volta che da soli non si può giocare”.

La reazione del Napoli dopo il ricorso rigettato per Sarri

I dettagli

La Repubblica scrive sul ricorso rigettato dalla Corte d’Appello per Sarri: “L’ultima mazzata è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri quando la Corte d’Appello sportiva ha respinto il ricorso d’urgenza contro la squalifica di Maurizio Sarri. Il Napoli sperava che fosse accolta la sua tesi difensiva. Niente da fare, il “vergognoso” rivolto agli ufficiali di gara nel corso della sfida con l’Udinese ha avuto comunque un peso. Sarri era già diffidato e la recidiva lo ha condannato ad una gara in tribuna. Così lascerà il suo posto in panchina al vice Francesco Calzona, classe 1968, un passato da venditore ambulante di caffè. Sarri si accomoderà in tribuna d’onore o nel dirigibile della tribuna stampa e guarderà la partita dall’alto con l’immancabile pacchetto di sigarette”.

Del Piero: “Scudetto? Il Napoli è straordinario e reagirà”

Le sue parole

Alessandro Del Piero ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport:

Da tifoso, lo scudetto lo sente in tasca? Il Napoli lotterà fino all’ultima giornata?

“Assolutamente no. Può sempre capitare di tutto, ma certo mi sorprenderebbe se la Juve si lasciasse sfuggire lo scudetto. Il Napoli è una realtà straordinaria, ha giocato un calcio entusiasmante e reagirà. Ho ammirato il lavoro di Sarri, sarebbe un peccato che mollassero perché butterebbero via qualcosa di grande che stanno costruendo anche per il futuro. Ma non lo faranno”

Anche Napoli e Roma hanno fatto strisce importanti di vittorie. La A è poco competitiva?

“Di sicuro abbiamo un problema di competitività nella media e bassa classifica. Da gennaio in avanti alcune squadre che pensavano di essere salve hanno abbassato troppo la tensione, e questo non va bene. Ma le strisce positive sono merito dell’alto livello di chi le ha fatte”

Il Pescara è veramente tornato?

                                                                       Il Pescara è tornato quello di un tempo? Aspettiamo la gara contro il Cesena per dirlo.

Il Pescara è tornato. Questo il “tormentone” che si sente e che si legge dopo la vittoria per 3-1 ottenuta al Partenio-“Lombardi”, contro l’Avellino di Marcolin (appena 1 punto in 4 gare). La stampa locale celebra orgiasticamente la vittoria (la seconda consecutiva, dopo 5 ko di fila), ottenuta dalla squadra di Oddo, ai danni di un Avellino che in questo campionato ha dimostrato di non essere né carne e né pesce. La formazione irpina, infatti, partita come una delle sicure squadre destinate a conquistare almeno un posto nei play-off, continua ad arrancare in classifica, e sembra destinata ad una finale palpitante di stagione, sebbene i 44 punti nel carniere, non facciano presagire un concreto rischio di retrocessione in Lega Pro. Ma guai ad abbassare la guardia nel campionato cadetto.

La formazione di Oddo, con ben 8 assenti, ma con una difesa baby che si è molto ben comportata (leggasi le ottime prestazioni fornite da Vitturini e Ventola, due giovanissimi, oltre che l’ottimo contributo fornito da Mandragora, che nel “cuore” del reparto difensivo sembra veramente trovarsi a suo pieno agio), ha sciorinato una prestazione convincente in Campania, anche grazie ad un ottimo Aresti, autore di interventi magistrali, che hanno permesso al Delfino, in debito di ossigeno da qualche giornata a questa parte, di farsi prepotentemente avanti, rilanciando la proprie quotazioni in chiave promozione (ora gli abruzzesi sono terzi in classifica, in attesa che domani le dirette concorrenti per accedere alla sezione off-season, disputino i loro relativi impegni).

Buona anche la prestazione degli attaccanti biancazzurri, con Lapadula sempre più leader e bomber di questa formazione (a proposito, ad Avellino è arrivato il 21esimo sigillo griffato “Lapacadabra”, con l’attaccante la cui madre è di origini peruviane, protagonista di un’ottima gara anche in fase di finalizzazione, grazie anche ad un Caprari particolarmente ispirato nella trasferta irpina).

La squadra, alla luce di quanto visto e valutato nella trasferta contro i Lupi, sembra avere ritrovato quella brillantezza persa nelle scorse gare. Buon per Oddo, che dimostra di avere meritato la fiducia incassata dal presidente Sebastiani, a più riprese dichiaratosi suo grande estimatore. Ora, all’orizzonte c’è uno scontro diretto contro il Cesena di Drago, che si disputerà la prossima settimana in casa, in quell’Adriatico-“Cornacchia” che tutti si augurano sia gremito in occasione di una sfida così importante per la stagione del Delfino. Ecco: la gara contro i bianconeri di Romagna, ci dirà se questo Pescara è veramente tornato quello di qualche tempo fa.

CHRISTIAN BARISANI

Capodanno a L’ Orda Azzurra: “Quello che accade su altri campi non deve essere un deterrente per quanto successo a Udine”

Il collega Francesco Capodanno, di 100x100napoli.it, è intervenuto a L’Orda Azzurra, programma in onda su Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Ecco le sue dichiarazioni:
“Bella l’ iniziativa di Vivicentro per Higuain. Dal punto di vista del regolamento il secondo giallo ci poteva stare, l’ arbitro ha ritenuto quel tipo di condotta come  antisportiva. La reazione di Higuain, anche se comprensibile per gli episodi successi sugli altri campi, è stata eccessiva. Non bisogna fare confusione: i comportamenti di Bonucci e Higuain vanno distinti. Le 4 giornate inflitte da Tosel sono davvero troppe e fa bene la società a fare ricorso.
Ci sono due tipi di ricorso possibili: uno riguardo la questione del linguaggio irriguardoso del pipita, che non era rivolto all’ arbitro in questione ma in generale. L’ altro riguarda la lieve pressione su Irrati che, a mio avviso, non può essere ascritta in una condotta violenta: Higuain tenta di fermare l’ arbitro che va nella sua direzione. Stabilire la riduzione della squalifica è molto difficile, confido nell’ avvocato Graziani.
Quello che accade sugli altri campi, anche se sbagliato, non deve essere un deterrente per quello che è successo a Udine. Anche la prestazione di Irrati non è stata sufficiente, la situazione gli è sfuggita di mano; basti vedere gli episodi di Koulibaly, Kuzmanovic e Jorginho.
Può essere un’ opportunità per Gabbiadini, deve farsi trovare pronto; in quei pochi minuti che ha avuto a disposizione non si è espresso al massimo. Spero che Manolo abbia la giusta cattiveria per ritrovare la confidenza con il gol”.