Home Blog Pagina 6460

La Champions diretta spinge Higuain a restare a Napoli

La Gazzetta dello Sport rimarca l’importanza della Champions diretta per il Napoli e Higuain

“La celebre musichetta è fondamentale per trattenere Higuain. Certo, c’è un rinnovo di contratto da discutere e una clausola rescissoria che, seppur molto alta, lascia aperto un piccolo spiraglio alla cessione del Pipita, ma giocare o meno la Champions fa la differenza anche per lui e allora anche il novero di squadre che può accaparrarselo si riduce ulteriormente. Per capirci, il Bayern di Ancelotti potrebbe essere una eventualità qualora cedesse Lewandowski ma è più difficile immaginare Higuain al Chelsea, che non giocherà la Champions il prossimo anno, nonostante l’argentino piaccia molto ai Blues e a Antonio Conte. Inoltre, arrivando al 2° posto non ci sarebbe neppure bisogno degli oltre 94 milioni della clausola di Higuain per rinforzare la squadra”

I due punti fondamentali del ricorso di Grassani per Higuain

La Repubblica illustra il piano dell’avvocato Grassani per dimezzare la squalifica di Higuain

“Il dossier è molto corposo e proverà a smontare il dispositivo del giudice sportivo. Aspetto numero uno: secondo il Napoli, il «vergognoso» pronunciato da Higuain non era rivolto all’arbitro Irrati ma si è trattato di uno sfogo non ingiurioso causato dalla frustrazione. Aspetto numero due: le mani del Pipita sul petto di Irrati erano semplicemente dettate dalle necessità di allontanare l’arbitro. Il Napoli farà leva anche sul comportamento di Badu. Il centrocampista dell’Udinese è uno dei primi, nel parapiglia, ad allontanare Higuain. Una scena sarà sottoposta alla corte d’appello sportiva: Danilo richiama Badu e il mediano ghanese, in base alla ricostruzione dell’avvocato Grassani, mima a più riprese il calcio che il Pipita ha subito da Felipe, comportamento non sanzionato, a differenza della reazione dell’attaccante del Napoli che — nel momento in cui ha lasciato il campo — non è stato intimidatorio nei confronti del difensore brasiliano richiamandolo solo a rialzarsi. In allegato ovviamente ci sono le immagini televisive del parapiglia e i fotogrammi sequenza per sequenza. Grassani spera in una riduzione sostanziale: da quattro a due giornate, circostanza che consentirebbe ad Higuain di essere a disposizione già martedì con il Bologna. A quel punto mister 30 gol potrebbe raggiungere i compagni a Milano venerdì e poi allenarsi con la squadra domenica mattina”.

Comunicato Verona: “Chiediamo scusa ai tifosi per quanto successo a Napoli”

hellasverona.it

L’Hellas Verona FC, nel ringraziare i propri sostenitori per la vicinanza a squadra e staff in occasione della gara con il Napoli, intende tutelare tutti coloro che hanno seguito la squadra in Campania ribadendo che ancora una volta i tifosi gialloblù, nonostante fossero in possesso di regolare biglietto per il Settore Ospiti e si fossero presentati nelle tempistiche indicate, hanno potuto varcare gli accessi dello stadio ‘San Paolo’ solamente a gara iniziata. Al termine dell’incontro, come troppo spesso accade, i nostri sostenitori sono stati lungamente trattenuti all’interno dello stadio, complicando in tal modo il loro rientro a Verona.

A fronte di questa insostenibile situazione, l’Hellas Verona ritiene opportuno palesare la diversità di approccio all’evento sportivo nei confronti delle tifoserie ospiti che giungono allo stadio ‘Bentegodi’, dove viene assicurato l’ingresso con congruo anticipo e l’uscita in tempi ragionevoli, garantendo la sicurezza e con l’obiettivo di non penalizzare il tifoso ospite. Ci aspettiamo dunque che nell’immediato futuro il medesimo trattamento venga riservato ai nostri supporter.

Dalla Spagna, Chilet: “Dani Parejo-Napoli? L’agente mi ha confermato…”

Le sue parole

Vincet Chilet, collega di Levante EMV, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc: “Dani Parejo-Napoli? Tramite il suo agente so che c’è un interesse della serie A. Il Napoli ha visionato sia lui che Andrè Gomes. L’opportunità di comprare Dani oggi è buona perchè la sua situazione a Valencia non è più positiva e il club si accontenterà di una cifra leggermente inferiore alla clausola rescissoria. Più difficile è la situazione per Andrè Gomes perchè è ambito da top club perchè possono offrire più soldi del Napoli”.

Le sei scommesse azzeccate che hanno portato il Napoli in alto

La Repubblica

A sei giornate dalla fine, conti alla mano, i giochi sembrano ormai quasi fatti. Musica per le orecchie di Aurelio De Laurentiis, che si prepara a concludere la stagione in maniera trionfale, dopo averla cominciata tra un’infinità di dubbi e difficoltà. Tutte le scommesse estive del presidente si sono invece rivelate azzeccate, a partire dall’ingaggio di Maurizio Sarri: l’allenatore rivelazione della serie A. Ma ha pagato pure la mossa di togliere dal mercato i big, facendo un sacrificio economico (primo bilancio in rosso nella storia del nuovo club) soprattutto per confermare Gonzalo Higuain: che era uscito con le ossa rotte dallo scorso campionato. Nemmeno la sua esplosione a questi livelli era così scontata, dodici mesi fa. Come il rendimento ad alto livello di Hysaj e Allan: due colpi che si sono rivelati utili, almeno quanto il ritorno di Reina.

Di Marzio: “Napoli su Lapadula, ma la Juve ha un vantaggio”

Gianluca Di Marzio è intervenuto ai microfoni di Radio Marte

“Per l’estate bisognerà allestire una rosa lunga, così da permettere a Sarri di poter lavorare in ritiro con giocatori importanti nonostante le assenze dei giocatori per l’Europeo e la Coppa America. Gabbiadini? La sua media goal è alta, ma avrebbe bisogno di giocare con maggior continuità per migliorare ancor di più i suoi numeri. Ma Sarri lo vede come prima punta, è questo il problema. Farà le sue valutazioni a campionato concluso”.

Su Donnarumma: “Da quel che so, andrà agli Europei. Dispiace non vedere un giocatore napoletano così promettente in azzurro. Mi auguro che il Napoli punti di più sul settore giovanile in futuro, servono investimenti importanti poiché parliamo di un top club”.

Su Lapadula: “Interessa al Napoli, è vero, anche perché il rapporto con il Pescara è ottimo. Ma la Juventus ha un’opzione, il che non vuol dire che l’ha già preso ma ha comunque una corsia preferenziale”.

Con la Champions diretta il Napoli progetta un mercato imponente

La Gazzetta dello Sport scrive sul mercato futuro del Napoli in caso di Champions

Il prossimo mercato sarà decisivo per affrontare da protagonisti tanto il campionato quanto la Champions. La celebre musichetta è fondamentale per trattenere Higuain. Certo, c’è un rinnovo di contratto da discutere e una clausola rescissoria che, seppur molto alta, lascia aperto un piccolo spiraglio alla cessione del Pipita, ma giocare o meno la Champions fa la differenza anche per lui e allora anche il novero di squadre che può accaparrarselo si riduce ulteriormente. Per capirci, il Bayern di Ancelotti potrebbe essere una eventualità qualora cedesse Lewandowski ma è più difficile immaginare Higuain al Chelsea, che non giocherà la Champions il prossimo anno, nonostante l’argentino piaccia molto ai Blues e a Antonio Conte. Inoltre, arrivando al 2° posto non ci sarebbe neppure bisogno degli oltre 94 milioni della clausola di Higuain per rinforzare la squadra. Si investirà a centrocampo e in difesa (guarda caso i reparti dove la Juve è meglio attrezzata). Il d.s. Giuntoli stravede da tempo per il difensore Mammana del River Plate e a breve tornerà alla carica. Un’altra operazione imbastita è quella relativa a Klaassen dell’Ajax, in gol anche domenica. È il primo obiettivo per la mediana, non l’unico perché comunque servirà probabilmente anche un altro innesto in quel settore (ieri dalla Spagna rimbalzava il nome di Dani Parejo del Valencia). Occhio pure alle fasce visto che Maggio potrebbe salutare Napoli dopo una lunga militanza. Proposto Caceres della Juve in scadenza di contratto, ma si valutano molti altri profili. Dietro Reina, invece, tornerebbero utili anche per ragioni regolamentari due prodotti del vivaio: il giovane Sepe e l’esperto Coppola”

Grassani pronto a tutto per ridurre la squalifica di Higuain

I dettagli

L’avvocato della SSC Napoli Mattia Grassani è pronto a giocare tutte le carte possibili in sede d’appello per ridurre la squalifica di quattro turni inflitta a Gonzalo Higuain: ad esempio, come si legge sull’edizione odierna de Il Mattino, c’è il principio della continuazione ovvero “i vari reati, dalle mani sul petto al vergognoso, sono legati tra di loro da un unico filo. E determinano una sorta di attenuante. Chiaro che il legale azzurro punterà sulla posizione di Irrati, sul suo passo veloce verso Higuain. L’arbitro potrebbe essere contattato per ulteriori chiarimenti sulla vicenda”. Detto questo, il Napoli potrebbe anche ricorrere con procedura d’urgenza all’Alta Corte del Coni, secondo il quotidiano.

Higuain, Koulibaly, Albiol, Callejon e Insigne: ecco quanto chiedono per rinnovare

Il Roma scrive sui rinnovi in casa Napoli

“La conferma di Higuaìn, e a ruota quella di Albiol, Callejon e Mertens. Sono questi i giocatori che sembrano essere in cima alle preferenze dell’allenatore. Koulibaly, invece, ha lasciato intendere che senza un nuovo contratto chiederà di andare via perché ci sono offerte notevoli. Forse per questo il ds Cristiano Giuntoli è al lavoro per cercare un altro difensore centrale. E i soldi? Per trattenere Higuaìn serviranno fino a tre milioni a stagione, mentre ad Albiol e Callejon dovrebbero andare due milioni complessivi. Koulibaly chiederà circa un milione in più (stipendio raddoppiato), stessa cifra che ha chiesto Insigne”

De Laurentiis: “Ricorso? Stiamo valutando. Ecco le date del ritiro”

Oggi alle 12.30 a Castelvolturno si è tenuta la presentazione del ritiro precampionato stagione 16/17. Sono intervenuti il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, l’amministratore unico di Trentino Marketing Maurizio Rossini, l’ex sindaco di Dimaro e vice-presidente APT Val di Sole Romedio Menghini, il presidente di APT Val di Sole Luciano Rizzi ed il direttore APT Val di Sole Fabio Sacco. Inoltre saranno presenti anche Marco Dalla Riva (area sport Trentino Marketing) e Vittorio Menghini (marketing e referente ritiro Napoli APT Val di Sole):

12.50 – Prende la parola Maurizio Rossini: ”Siamo contenti di quello che il Napoli sta facendo in campionato, per il Trentino è un onore ospitare il Napoli, che porta l’immagine del Trentino nel mondo. Il Napoli è per noi un grande prodotto turistico, sempre presenti tantissimi tifosi, sarà un ritiro lungo molto importante ed impegnativo. Se il Napoli dovesse rimanere secondo il ritiro sarà dal 9 al 30 Luglio.  Misurare la ricaduta del Napoli nel periodo di ritiro è una cosa che facciamo, tante manifestazioni sportive hanno fatto si che questa regione potesse crescere dal punto di vista turistico’.’
12.55 – Parla Aurelio De Laurentiis: ”Vorrei sapere cosa vi serve per migliorare la qualità dei servizi (si rivolge ai giornalisti n.d.r). Napoli ha tutti i turisti che sta avendo il Trentino? Noi dobbiamo creare il filo della continuità in un mondo in cui il calendario è sempre mal organizzato, direi di fare dal 7 al 12 un’estrazione con 20 giornalisti che potranno vincere una settimana bianca in Trentino.”

13.00 – Romedio (ex sindaco di Dimaro): ”Si dovrà dire che il ritiro sarà a Dimaro-Folgarida, ho fatto una grandissima esperienza con voi e vi ringrazio tutti. Grazie al presidente De Laurentiis per aver realizzato tutto questo.”

13.05 – De Laurentiis : ”Non voglio andare negli Stati Uniti, dove sono stato tantissime volte invitato, a fare il ritiro poichè la differenza di fuso orario può influire troppo sulla stanchezza dei giocatori. Bisogna trovare un accordo democratico tra le varie entità, in base a un negozio decideremo dove andare. Abbiamo deciso in questi giorni un silenzio stampa per evitare di creare difficoltà sulla decisione della corte d’appello importantissima per noi, non mettetemi in condizione di parlare di certe cose. Ho letto tantissime cose giuste, chapeau alla vostra intelligence.”

13.10 – Rizzi (a.t.p Trentino) : ”Il presidente si è dichiarato un gran commerciante ad offrire la settimana bianca per i giornalisti, tra tutte le squadre che abbiamo avuto in Val di Sole il Napoli è stata tra le migliori sono contento di proporre al club di De Laurentiis un gemellaggio che possa durare tanto tempo.”

13.15 – Sacco (nuovo direttore a.t.p Trentino) : ”Stiamo facendo di tutto per accogliere al massimo tutti gli ospiti che verranno in Trentino, ci sarà un accordo tra l’università di Napoli ”La Partenope” e il ritiro in Val di Sole.”

13.20 – Higuain presente a Roma? De Laurentiis: ”Stiamo valutando la sua e la mia presenza.”

De Laurentiis : ”Non ho ricevuto nessuna offerta per Higuain poi se ci saranno offerte che rispettino i valori della clausola rescissoria le valuteremo. Noi oramai abbiamo il dovere di partecipare alla Champions League. Cosa chiedo alla squadra? Rispondo solo alle domande sul Trentino. Esigenze di marketing non ce ne sono, noi possiamo stare lì dai 15 giorni ai 21 giorni, per quanto mi riguarda sono contrario a questi continui spostamenti, in Trentino si sta bene e adotterei questa regione come base estiva della mia squadra, mettendo a disposizione di quest’ultima un aereo per spostarsi per andare a giocare le amichevoli, non sapete quante volte ho pensato di portare la sede del Calcio Napoli a Ginevra.
Il problema del mercato è un problema prematuro, c’è chi deve comprare e chi deve vendere quando queste due opportunità si incontrano allora si può giungere ad una conclusione, se uno deve fare il mercato per sfasciare uno spogliatoio allora è sbagliato, io avrei potuto farlo come lo ha fatto la Roma ma non era il caso. Se io ogni mercato ne comprassi tre alla fine, dopo un pò di anni, avrei 30 giocatori, questo è un gioco al massacro.
Avete fatto un cazzeggio su Sarri che non finiva mai, mi sono divertito in questi mesi, sul tecnico azzurro dette tantissime str…”

Zika, Usa: “Virus più preoccupante del previsto”

0
Zika, l’allarme degli esperti: “Risorse inadeguate”

IL VIRUS di ZIKA è più preoccupante del previsto e il suo impatto negli Usa potrebbe essere superiore a quanto atteso finora. E’ l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie d’Oltreoceano, che sottolineano come “un’ampia serie di difetti congeniti è stata associata all’infezione”, nota Anna Schuchat dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani. Inoltre, “le zanzare vettrici del virus potrebbero diffondersi in più Stati del Paese, rispetto a quanto stimato finora”.

Durante un briefing che si è svolto l’11 aprile alla Casa Bianca, l’esperta ha avvertito: “Tutto quello che abbiamo appreso su Zika non è rassicurante, e sembra più spaventoso di quanto si poteva pensare inizialmente”. Finora i casi di infezione confermati negli Stati Uniti sono stati 346, riportano i Cdc, tutti associati a viaggi in Paesi a rischio.

INFOGRAFICA Ecco come nasce e si diffonde il virus Zika

All’inizio del 2016 il presidente Barack Obama aveva chiesto al Congresso Usa di accantonare 1,9 miliardi di dollari per combattere l’emergenza Zika. Nel frattempo sono stati messi in campo 589 milioni di dollari rimasti inutilizzati dalla lotta all’Ebola. Ma secondo Anthony Fauci del National Institute of Allergy and Infectious Diseases servono più risorse, per contrastare la diffusione della zanzare portatrici e finanziare la ricerca e lo sviluppo di farmaci e vaccini. “Al momento – ha precisato al Bbc World Service – nelle migliori delle ipotes un vaccino potrebbe essere disponibile entro l’inizio del 2018”.

Nella regione delle americhe, la distribuzione geografica del virus Zika si è ampliata costantemente da quando la presenza di questa malattia è stata confermata nel 2015. La trasmissione attraverso la puntura di zanzare è stata segnalata in 33 paesi e territori americani.

INTERATTIVO – Zika, il governo del Brasile: “Tutto quello che c’è da sapere sul virus”
V
IDEOSCHEDA

Nuova malattia negli adulti. Intanto è stata scoperta una nuova malattia associata a Zika negli adulti che colpisce il cervello e il midollo spinale. E’ quanto ha stabilito un team di neurologi del Restoration Hospital di Recife (Brasile) che hanno presentato i risultati al congresso dell’American Academy of Neurology di Vancouver, in Canada. La patologia, una sindrome autoimmune ribattezzata encefalomielite acuta disseminata (Adem), dimostra che ora Zika può generare un attacco del sistema immunitario rivolto al sistema nervoso centrale. La ricerca ha preso in considerazione 151 pazienti colpiti da arbovirus, la famiglia di virus che comprende Zika, Dengue e chikungunya, assistiti dall’ospedale tra dicembre 2014 e giugno 2015.

I dati. Dal 1 gennaio 2007 al 6 aprile 2016 la la trasmissione del virus Zika è stata documentata in 62 paesi. Cinque di questi hanno segnalato un focolaio che si è concluso. Attualmente, sei paesi hanno notificato casi autoctoni dell’infezione attraverso contatti sessuali (Argentina, Cile, Francia, Italia, Nuova zelanda e Stati Uniti d’America (Usa). Il Vietnam è il paese che più recentemente ha notificato la trasmissione attraverso la puntura di zanzare.

La microcefalia e altre malformazioni fetali potenzialmente associate con l’infezione da virus Zika o suggestive di infezioni congenite sono state segnalate in Brasile (1046 casi), Capo Verde (2 casi), Colombia (7 casi), Polinesia francese (8 casi), Martinica (3 casi) e Panama (1 caso). Due ulteriori casi, ognuno dei quali collegato ad una permanenza in Brasile, sono stati rilevati rispettivamente negli Usa e in Slovenia.

vivicentro.it-salute / larepubblica / Zika, Usa: “Virus più preoccupante del previsto”

Poletti, pensioni: arriva il part-time agevolato per i lavoratori vicini all’uscita

0

Il ministro Poletti ha firmato la norma destinata ai lavoratori del settore privato che raggiungono entro fine 2018 i requisiti per andare in pensione. Prevede una riduzione dell’orario tra il 40 e 60%, il versamento esentasse dei contributi previdenziali in busta paga e quello dei contributi figurativi per non intaccare l’assegno del futuro

MILANO – Al via il part-time agevolato in uscita per i lavoratori ai quali mancano meno di tre anni alla pensione. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha firmato il decreto che dà attuazione alla norma introdotta nella legge di Stabilità del 2016 e che riguarda i lavoratori del settore privato – assunti a tempo indeterminato e orario pieno – che abbiano versato 20 anni di contributi (requisito minimo per la pensione di vecchiaia) e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Come spiega una nota del dicastero, costoro potranno concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time, con una riduzione dell’orario tra il 40 ed il 60%, ricevendo ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part-time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato. Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo da salvaguardare l’intero importo della pensione quando scatterà l’età per ritirarsi definitivamente dal lavoro.

Il decreto sul cosiddetto “invecchiamento attivo” è stato trasmesso ieri alla Corte dei Conti e diventerà operativo dopo la relativa registrazione.

Per accedere al part-time agevolato, il lavoratore interessato deve richiedere all’Inps – o attraverso i patronati, o via web se si ha il Pin oppure ancora agli sportelli dell’Istituto – la certificazione che attesta il possesso del requisito contributivo e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Una volta ottenuta la certificazione da parte dell’Inps, il lavoratore ed il datore stipulano un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” nel quale viene indicata la misura della riduzione di orario. Il contratto sarà di durata pari al periodo che manca al lavoratore per arrivare alla pensione di vecchiaia.

Una volta siglato il contratto, nel giro di cinque giorni devono arrivare prima il nulla osta della Direzione territoriale del lavoro e quindi, in altri cinque giorni, l’autorizzazione conclusiva da parte dell’Inps. Le risorse stanziate dal governo per coprire la contribuzione figurativa, commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, sono 60 milioni per il 2016, 120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018.

Poletti è tornato anche a tranquillizzare circa le pensioni di reversibilità, che secondo l’impianto del ddl sulla Povertà – confermato dal Def – sarebbero a rischio taglio: “Siamo pronti a presentare un emendamento del governo alla delega povertà che chiarisca in maniera assoluta e definitiva questo tema”, ossia escludere interventi sulle reversibilità, ma anche sulle integrazioni al minimo.

vivicentro.it-economia / larepubblica / Pensioni, arriva il part-time agevolato per i lavoratori vicini all’uscita

Uccise Vanessa Russo con l’ombrello, sospesa semilibertà a Doina Matei dopo foto su Facebook

0
La decisione del giudice di sorveglianza di Doina Matei, Venezia. L’omicidio avvenne in un tunnel della stazione Termini di Roma nel 2007

È arrivato nella tarda serata di martedì, intorno alle 20.30, nello studio dell’avvocato Nino Marazzita il decreto con cui il giudice di sorveglianza di Venezia ha disposto una sospensione temporanea della semilibertà per Doina Matei. La 30enne romena che il 26 aprile del 2007 uccise Vanessa Russo conficcandole la punta dell’ombrello nell’occhio dopo una lite nei tunnel della metro di Roma, dovrà attendere la fissazione della prossima udienza per sapere se la misura sarà confermata o meno.

“Chiederemo di ripristinare la semilibertà ovviamente – spiega il legale – in fondo si tratta solo di una sospensione, una decisione che fortunatamente non ha un peso schiacciante. Aspettiamo che venga fissato l’incontro con il giudice”. A scatenare il web, tra insulti e minacce di morte, e l’indignazione dei parenti della 22enne uccisa 9 anni fa erano stati gli scatti di Doina Matei su Facebook: al mare in laguna, dove lavora per una coop che si occupa di assistenza ai turisti, in pasticceria e in top e calzoncini. Sempre e comunque sorridente. “Al giudice – conclude l’avvocato – chiederò di imporre una minore esposizione mediatica per la mia assistita”.

Appresa la notizia della sospensione della semilibertà, il padre della vittima: “Ho controllato questa mattina e non c’è più quel profilo Facebook. Se torna in carcere è già qualcosa. Ma ho i miei dubbi. Stiamo a vedere cosa succederà. Per essere una vera vittoria, dovrebbe farsi i 16 anni com’era stato deciso in Cassazione”

vivicentro.it-centro-cronaca / Uccise Vanessa Russo con l’ombrello, sospesa semilibertà a Doina Matei dopo foto su Facebook di LORENZO D’ALBERGO

Bologna, donna uccisa in casa con un taglio alla gola

              Casa della donna uccisa, a Molinella (foto Michele Lapini/Eikon studio) (eikon)
Donna uccisa a Bologna L’avrebbe trovata il marito nel soggiorno. L’uomo è finito in ospedale per alcune tumefazioni e sotto interrogatorio

BOLOGNA – Una donna italiana di 51 anni, è stata uccisa nella notte nel Bolognese, a Molinella, nella frazione di San Martino in Argine. L’allarme è stato dato verso le 4: dalle prime informazioni si apprende che la donna uccisa era nel soggiorno di casa e l’avrebbe trovata il marito. Il cadavere ha una profonda ferita alla gola.

Sul posto il Pm di turno, Antonella Scandellari, e i Carabinieri. Il marito, anche lui italiano, 52 anni, è finito all’ospedale Maggiore per alcune tumefazioni, ma è stato dimesso già alle 6.45 con una prognosi lieve. I carabinieri stanno interrogando l’uomo, e sul posto sono in corso i rilievi della sezione scientifica.

vivicentro.it-nord-cronaca / larepubblica / Bologna, donna uccisa in casa con un taglio alla gola

Bari, la mensa scolastica per i bambini celiaci costa il triplo: da 1.100 a oltre 3mila euro l’anno

0
Mensa scolastica Il caso di due alunni del Cirillo è stato denunciato dall’Associazione italiana celiachia. La preside: “I genitori possono permettersi quelle somme. Se mi arriva un vegano, allora, che cosa faccio?”

Se sei celiaco e vuoi pranzare a scuola alla mensa scolastica paghi il triplo. Succede a Bari, al convitto Cirillo, dove nell’ultimo anno la retta per i bambini affetti da celiachia è schizzata dai 1.100 euro a 3.100 euro annuali. La denuncia arriva dall’Associazione italiana celiachia (Aic), che rappresenta il caso di due bambini, di otto e sei anni, iscritti alla scuola barese. La vicenda, riportata anche nel corso di un convegno regionale dell’Aic, è unica in Italia.

Tutto comincia a dicembre 2014, quando a un bambino di terza elementare viene diagnosticata la celiachia. I suoi genitori fanno richiesta alla dirigenza del Cirillo di somministrare, come impone la legge 123 del 2005, un menu senza glutine. Ma la cucina dell’istituto non è attrezzata e, tra dinieghi e ricerche di soluzioni alternative, si arriva a maggio 2015, quando il bambino finalmente pranza grazie a un pasto fornito (gratuitamente) dalla ditta Ladisa, che rifornisce con menu differenziati scuole e ospedali cittadini. Nell’anno successivo le cose si complicano, perché allo stesso istituto si iscrive un’altra bambina con la stessa malattia e che necessita dello stesso menu.

La Ladisa non è più disponibile a fornire i pasti, però, e per i mesi di settembre e ottobre i due bambini si devono accontentare, a mensa, di un menu normale, evitando i cibi potenzialmente pericolosi. A novembre, finalmente, la scuola sottoscrive un contratto con un laboratorio barese che produce prodotti da forno. Costo: 15 euro al giorno per ogni bambino. “Rispetto a tale soluzione – commentano i genitori dei due bambini – abbiamo manifestato le nostre perplessità relativamente non alla qualità del pasto, sicuramente eccellente, ma a una serie di annessi, come l’acqua in bottiglia o la frutta imbustata singolarmente con posate e bicchieri, inutili rispetto alla celiachia e rilevanti sul costo del pasto. Inoltre il pasto non è formulato da una dietista, come previsto dalla linee guida della ristorazione scolastica”.

E quei 15 euro giornalieri finiscono per pesare sul bilancio della scuola che, pur potendo accedere a finanziamenti regionali stanziati per tali necessità, adotta una delibera con la quale si triplica il costo della retta annuale, che passa da 1.100 a 3mila 100 euro. “Non posso non accettare i bambini celiaci, sarebbe discriminante – premette la dirigente del Cirillo, Margherita Viterbo – ma ci siamo dovuti fare i conti e aumentare le rette. Le famiglie pretendono che paghiamo noi, ma non è possibile perché useremmo i soldi delle altre famiglie. E poi già i celiachi ricevono un contributo mensile dalla Asl, non siamo noi che dobbiamo risolvere il problema. Comunque sono persone che se lo possono permettere”.

La dirigente si riferisce alla quota che il sistema sanitario distribuisce per l’approvvigionamento di prodotti a casa: “È la prima volta, in tanti anni, che ho a che fare con tali atteggiamenti – si indigna il presidente regionale dell’Aic, Michele Calabrese – La legge 123 del 2005 ha definito la celiachia una “malattia sociale”. Il comportamento del Cirillo è allucinante, discriminazione pura. Ne parleremo ancora con il Comune. Se le cose non dovesserocambiare, agiremo a livello giudiziario”.

E mentre il direttore generale dell’Uffico scolastico regionale, Anna Cammalleri, sollecitata da una lettera non prende ancora posizione, la preside Viterbo chiosa: “Se mi arriva un vegano, allora, io che faccio? Poi vengono tutti al Cirillo. Non intendo essere denunciata per distrazione di fondi. La nostra è una mensa collettiva, la possono usare tutti, ma se ci sono costi aggiuntivi li devono pagare loro”.

vivicentro.it-sud-cronaca / larepubblica / Bari, la mensa scolastica per i bambini celiaci costa il triplo: da 1.100 a oltre 3mila euro l’anno di MARA CHIARELLI

Alberico Turi è un fiume in piena, a fine campionato lascio

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

La Berretti ha perso 2-1 ad Avellino. La gara è stata decisa da un arbitraggio discutibile: Si, ancora una volta un arbitraggio di parte, e gli assistenti erano appunto di Avellino. Possono succedere queste cose nell’arco di un campionato. Devono ancora crescere, il problema è quando si nota che alla base c’è un campanilismo acceso. In casa, capita spesso che vengono arbitri di Salerno, Nocera, Torre Annunziata e di conseguenza anche i ragazzi vengono coinvolti da determinate situazioni. Viscusi ha subito un brutto fallo e nella circostanza l’arbitro non ha preso nessun provvedimento. Sbagliano tutti, capita ai calciatori e agli addetti ai lavori, quindi possono sbagliare anche loro durante lo svolgimento della gara. Va accettato finchè c’è buona fede.

Ecco, ci dica le condizioni di Viscusi: Il ragazzo ha subito questo trauma, stiamo aspettando l’esito delle analisi per valutare le condizioni e l’entità del danno che ha subito.

Mister Nicola Liguori è stato criticato per le sue scelte, l’importante però, è far crescere i ragazzi: Certo, è una filosofia che da anni regna nel settore giovanile della Juve Stabia. Bisogna prima riguardare il discorso educativo comportamentale del singolo ragazzo, e poi dopo guardare i risultati, e se si riuscirà ad acciuffare il sogno play-off.

L’under 17 vince contro l’Ischia, diretta concorrente per il secondo posto: Si, senza dubbio. Mi complimento con i nostri Allievi, anche contro la compagine isolana, il mister ha schierato ragazzi classe 2000. Sono anni che cerchiamo di fare settore diversamente dalle altre società. In altre realtà campane c’è molto di approssimazione, sbagliano in modo categorico, il tutto a discapito dei ragazzi. Sono stanco di vedere personaggi che vogliono imporre il proprio credo, non ho peli sulla lingua nel dire che non ci sto, preferisco stare a casa piuttosto che fare calcio in Campania a queste condizioni. Provo tanta amarezza, per quanto mi riguarda la mia partecipazione al progetto è giunta ormai ai titoli di coda.

Un appello per cambiare idea sotto il profilo progettuale: Assolutamente no, non è questo il problema. Ancora una volta sono rammaricato. Sabato scorso allo stadio mentre allontanavo una quindicina di persone appartenenti al settore giovanile dell’Ischia da quest’anno gestito da persone di Torre del Greco, sono stato criticato aspramente da persone legate alla società Juve Stabia, mi fa capire che sono arrivato al capolinea della mia avventura in gialloblè. Basta, sono profondamente rammaricato.Non amo far polemiche, ma non posso più tollerare determinati comportamenti, visto che non è la prima volta che ciò accade e alla lunga mi sta dando molto fastidio. Qualcuno si è permesso anche di dire che il nostro segretario generale porta sfortuna e quindi non è gradito negli spogliatoi del Menti durante le partite della prima squadra, tant’è che proprio nella gara con il Messina è stato allontanato. Tutti possiamo sbagliare, ci mancherebbe. Sono stufo di determinate persone che allo stadio si permettono di assumere atteggiamenti “macchiavellici”, bravi a criticare o salire sul carro dei vincitori quando si ottengono determinati risultati. Sono solo dei giullari di corte. Do voce ai risultati, voglio ricordare che sotto la mia gestione, la formazione Primavera ha anche partecipato al Torneo di Viareggio, e per giunta eliminando un club blasonato coma la Juventus. Ne sono orgoglioso, è stato il punto più alto e prestigioso raggiunto tra mille difficoltà. Senza dimenticare che sistematicamente ogni anno la Berretti e gli under di categoria danno sempre battaglia per centrare i play-off. Con quello che è appena accaduto, dopo sette anni di attività, la mia avventura si interrompe qui. Sono 2-3 anni che il sottoscritto si sta “sobbarcando” di un lavoro immane. Con tutta sincerità e schiettezza, devo affermare che come unica soddisfazione e l’aver costruito qualcosa di importante insieme a collaboratori non compaesani, triste invece sottolineare stabiesi che non hanno apprezzato tutto il lavoro svolto. Non faccio nomi, perché mi vergogno io per loro, visto che siamo stabiesi e abbiamo a cuore le sorti di questi colori. Va bene così, andiamo avanti, spero finisca presto quest’annata con le ultime soddisfazioni che mi posso prendere. Non si può fare settore per tanti anni sempre allo stesso modo. Basta, esigo il rispetto, non la darò vinta a costoro, e difficilmente cambierò idea.

Armando Mandara

RIPRODUZIONE RISERVATA

Capitali da rafforzare e sofferenze da smaltire: ecco a cosa serve Atlante

0
Perché nasce il fondo Atlante ?
Il fondo si propone come una soluzione “di sistema” al problema delle banche italiane, in un contesto di loro grande fragilità sui mercati (-41% in Borsa da inizio anno, 34 miliardi di capitalizzazione bruciata). Atlante parte alla vigilia di due aumenti di capitale molto difficili, quelli della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. In tutto, si tratta di 2,5 miliardi a rischio: il timore è che una parte preponderante di questi aumenti non venga sottoscritta dal mercato, con effetti molto gravi per l’intero sistema finanziario e per i risparmiatori.
Cosa può fare Atlante per risolvere il problema?
Atlante interviene acquistando la parte non sottoscritta degli aumenti di capitale: il primo a partire dal punto di vista temporale (e quello più difficile) è quello della Vicenza (si attende l’ok della Consob intorno al 18-19 aprile); poi a ruota seguirà Veneto Banca. Ma non saranno i soli.
Il fondo servirà solo per gli aumenti di capitale?
No, l’altro obiettivo forte è quello di fare da supporto ad operazioni di cessione e gestione dei crediti deteriorati da parte delle banche italiane. Sono gli ormai noti Non performing loans (di cui le sofferenze sono la parte peggiore) che pesano come macigni sui bilanci delle banche italiane. Il compito del fondo è di aiutare il sistema a smaltire questo insieme di crediti in difficoltà, comprandone almeno una parte dalle banche.
Perché le banche non vendono questi crediti direttamente sul mercato, agli operatori specializzati?
Perché le valutazioni dei fondi specializzati sono spesso molto basse: per esempio nel caso delle quattro banche finite in “risoluzione” (Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara) sono stati valutati al 18% del loro valore nominale.
E il fondo quanto le pagherà?
Questo punto non è ancora stato determinato ma sembra ci sia la volontà di avvicinarsi al valore di carico delle banche (mediamente il 40% del valore iniziale del prestito). Il fondo punterebbe infatti solo a quei prestiti che hanno garanzie molto alte (da parte del debitore) e facilmente recuperabili, per non esporre il fondo a perdite potenzialmente elevate.
Ma di chi è Atlante?
Atlante è un fondo gestito dalla Società di gestione del risparmio (Sgr) Quaestio. Come tutti i fondi, avrà dei sottoscrittori che compreranno le quote. I soggetti che interverranno sono appunto in fase di definizione in queste ore. Ci saranno le banche, la Cdp, le assicurazioni, alcune Fondazioni e altri soggetti; anche Poste ci sta pensando: “Vedremo come si svolge”, ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Francesco Caio.
Utilizzerà soldi o garanzie pubbliche?
No, le risorse che utilizzerà – sono stati ipotizzati fino a sei miliardi – vengono tutti dai sottoscrittori del fondo.
Non si rischia che Bruxelles possa comunque considerarlo aiuto di Stato?
Il fondo si muove in base ad un intervento volontario e il coinvolgimento di soggetti partecipati dallo Stato (a cominciare da Cdp) è fatto in base ai principi dell’investitore privato di mercato.
Basteranno 4-6 miliardi per risolvere i problemi delle banche italiane?
La potenza di fuoco su cui potrà contare Atlante sarà più alta, perché il fondo potrà indebitarsi e raccogliere risorse sul mercato. Non potrà farlo per la parte che destinerà a sottoscrivere l’inoptato delle banche sotto aumento di capitale, ma potrà ricorrere alla “leva”, all’indebitamento, per comprare i pre- stiti in sofferenza dalle banche. Potrà indebitarsi fino ad una volta e mezza rispetto al patrimonio che impiega per questa voce.
A chi servirà questo secondo tipo di intervento?
A molte banche italiane, ma in cima alla lista c’è ovviamente il Montepaschi, la grande emergenza. Anche Carige ha molti crediti deteriorati in bilancio. Il Banco popolare ha appena varato un aumento da un miliardo, proprio per diluire il peso delle sue sofferenze.
Quando partirà operativamente?
Il progetto è in via di realizzazione (tra l’altro i cda devono approvare la scelta di aderire) ma l’obiettivo primario è di partire in tempo utile per l’aumento di capitale della Popolare di Vicenza.

vivicentro.it-economia / Capitali da rafforzare e sofferenze da smaltire: ecco a cosa serve Atlante di Vittoria Puledda

Il passaggio più difficile per i grillini

0

La scomparsa di Gianroberto Casaleggio potrebbe condizionare in profondità il futuro del Movimento 5 Stelle, e con esso quello di tutto il sistema politico italiano.

Per i grillini non sarebbe potuta cadere in un momento peggiore. Fra il voto di domenica sulle trivelle, le elezioni comunali, il referendum istituzionale, le inchieste giudiziarie, la crisi del centrodestra, stiamo per entrare in una stagione politica cruciale, ricchissima di opportunità ma anche di pericoli.

E di tutto avrebbe bisogno il Movimento, tranne che di affrontarla in contemporanea con una transizione interna – o, magari, con un aspro conflitto di successione. Anche perché la storia ci insegna che raramente viene data una seconda chance a chi le opportunità non ha saputo coglierle nel momento in cui si sono presentate.

Il Movimento, per come lo aveva pensato il suo «guru», è stato pienamente figlio del suo tempo. Al tempo della crisi delle classi dirigenti, Casaleggio ha teorizzato che delle classi dirigenti si può fare benissimo a meno, proponendo la retorica dell’«uno vale uno» e la casalinga al ministero dell’Economia. Al tempo della crisi dell’intermediazione politica, ha offerto un modello alternativo di democrazia: la partecipazione diretta dei cittadini via web. Il successo del M5s non è stato affatto casuale: queste idee hanno fornito una risposta alle domande della nostra epoca; hanno dato una forma intellettuale alla rabbia e alle frustrazioni, cercando di metterle al servizio d’un processo di rigenerazione politica e sociale. Poteva essere realizzato, il piano di Casaleggio? In astratto, posso soltanto esprimere una convinzione personale: no, non aveva modo di essere realizzato. E in concreto, invece, che cosa è stato mantenuto delle sue promesse? A questa domanda, i fatti degli ultimi anni consentono di dare una risposta meno opinabile.

Le innumerevoli scissioni interne al movimento, l’opacità dei processi decisionali, le frequentissime eccezioni alla regola della democrazia diretta, il controllo che i vertici hanno esercitato sulla base, le regole ferree finalizzate a disciplinare quel controllo: il M5s ci ha somministrato tutto questo in così grande abbondanza da toglierci ogni dubbio sul fatto che l’utopia democratica grillina si sia convertita in un qualcosa che assomiglia molto al suo contrario. Stando a tutte le cronache, insomma, c’era almeno uno – Casaleggio, appunto – che valeva molto, ma molto più degli altri. Il Movimento era anch’esso un partito personale come tanti ne abbiamo conosciuti nell’ultimo quarto di secolo – pure se di natura peculiare, visto che il leader che disegnava le strategie e controllava la macchina non coincideva col leader mediatico, Beppe Grillo. E che fosse un partito personale lo confermano anche le voci secondo le quali Gianroberto avrebbe da ultimo passato la mano al figlio Davide.

È proprio sulla buona riuscita di questa successione «dinastica» che è lecito nutrire qualche dubbio. Soprattutto perché in questi tre anni dai gruppi parlamentari del M5s sono emersi vari leader ambiziosi, non sprovvisti d’un certo talento politico e comunicativo, e intenzionati con ogni evidenza a prolungare il più possibile la propria gratificante esperienza di personaggi pubblici. Leader che difficilmente si adatteranno a seguire le indicazioni di un capo il cui solo titolo di legittimità, per ora, è quello di essere «figlio di». Né vi sono, all’interno del Movimento, dei meccanismi «normali» coi quali si possano selezionare i vertici, prendere le decisioni, dirimere i conflitti – visto che si pensava, sbagliando, di potersi affidare ai meccanismi straordinari della democrazia via web. Tutte le premesse, così, lasciano intravedere all’orizzonte l’avvicinarsi d’una burrasca grillina, all’interno della più generale burrasca politica italiana.

vivicentro.it-editoriale / Il passaggio più difficile per i grillini GIOVANNI ORSINA

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

Mediterraneo, il nostro bivio tra affari e ideali

0

BIVIO Da sempre la politica estera Usa è divisa tra due scuole, gli «Idealisti», legati al presidente Wilson, contro i «Realisti» che hanno il loro campione nell’ex segretario di Stato Kissinger. Gli Idealisti credono che l’America debba affermare ovunque i suoi valori, i Realisti, scettici, preferiscono difendere gli interessi nazionali.

Dilemma antico, se è vero che Atene, presunta madre della democrazia, ai poveri isolani di Melo che rivendicano il valore della neutralità, riserba guerra e deportazione.

Torniamo ad affrontare quel bivio remoto, con le missioni del primo ministro Matteo Renzi a Teheran, dove ha incontrato il presidente riformista iraniano Hassan Rohani, e del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Tripoli, primo leader ricevuto dal premier libico Fayez al-Sarraj, dopo il rocambolesco sbarco del governo nella capitale. L’Italia deve limitarsi a sponsorizzare economia ed interessi nel Mediterraneo, come proporrebbero i Realisti alla Kissinger, o spingere perché gli ayatollah pongano fine alle esecuzioni, smorzino la propaganda anti Israele, concedano libertà a donne e dissidenti secondo la scuola di Wilson? In Libia e Iran, dopo le colonie e il coraggio di Enrico Mattei, dobbiamo parlare di pace, diritti, lotta al terrorismo o solo di affari?

Durante la Guerra Fredda il nostro Paese aveva poca voce nel Mediterraneo e nessuna nel mondo, i governi si limitavano a piccoli cabotaggi, raccattando qualche contratto da regimi poco raccomandabili. Ora siamo nel G8, fondatori dell’Ue, membri autorevoli di Onu e Nato e l’impegno formidabile delle nostre forze armate nei contingenti multinazionali di pace, da poco anche in Iraq, sostenuto da una nuova generazione di diplomatici, dai cognomi meno altisonanti di un tempo ma assai preparati, ci ridà protagonismo.

Al seguito di Renzi in Iran c’erano i capi di importanti aziende, De Scalzi di Eni, Cao di Saipem, Castellano della Sace, Nagel per Mediobanca, Mazzoncini Fs e Benedetti della Danieli, le sanzioni sono cadute dopo il patto di Rohani con il presidente Obama sul nucleare, il Paese vuol rinnovare infrastrutture decrepite e ritrova accesso ad asset congelati nelle banche. L’Italia non cresce da una generazione e ha sete di lavoro, ma per ottenerlo non c’è motivo di abdicare ai valori della nostra Costituzione, che il tricolore difende, dal Libano all’Afghanistan con militari e civili. Perché la diatriba Realisti-Idealisti è superata nell’era dei social media e della e-diplomacy, dal costante lavorio tra vertice e base, accordi con i leader e consensi, o dissensi, in eco tra i cittadini. Considerate l’impegno che il governo Renzi ha messo, fino a richiamare l’ambasciatore italiano dal Cairo, sul caso del giovane studioso Regeni, torturato e ucciso in Egitto. L’Italia ha con il regime del generale al Sisi grandi prospettive di cooperazione, anche per lo sfruttamento di giganteschi giacimenti di idrocarburi, ma cercare giustizia, per arduo che possa rivelarsi infine, non solo non ci ha reso impopolari in Egitto ma anzi, malgrado le censure, ha fatto sì che tanti ragazzi ci guardino con ammirazione dal web.

Il mondo non è più, per noi italiani, mediocre bazar dove svendere merci, ma forum severo del nostro animo, di chi noi siamo davvero. I partner europei, dalla Germania alla Francia, detestano gli esami di coscienza e siglano, sereni, contratti con i peggiori regimi. Difficile far da soli le anime belle, ma anche pretendere di «fare i furbi, all’italiana» non pagherebbe. L’insediamento del governo di al Sarraj, spinto da Roma nel disinteresse cronico di Washington, è solo un piccolo, trepido, passo in un Paese lacerato da tribù ostili, miliziani Isis, interessi di potenze. Contiamo in Libia non già per il passato, ma per il presente, per quel che proviamo a fare. Non siamo stati convocati tra i Paesi che hanno trattato con l’Iran, malgrado il presidente G. W. Bush ci volesse, anche per il boicottaggio poco rispettoso di presunti alleati. Chiave decisiva è recuperare status, è agire insieme, sugli interessi e sui valori. Se invece l’opposizione depreca le intese di Teheran e Tripoli perché Renzi e Gentiloni sono di «sinistra», come una certa «sinistra» mina i contingenti di pace all’estero, considerati «di destra», se prevale l’ancestrale spirito fazioso, non firmeremo contratti né affermeremo ideali, restando la solita Italietta. Abbiamo due casi aperti, la disputa con l’India sui sottufficiali di Marina Latorre e Girone e l’inchiesta Regeni in Egitto. Saremo credibili se India ed Egitto sentiranno che, quando si tratta di cittadini italiani, siamo uniti. Nel 1983, il pilota americano Goodman fu abbattuto con il suo caccia sul Libano e tradotto prigioniero in Siria. Il reverendo afroamericano Jesse Jackson, rivale acerrimo del presidente Reagan, andò personalmente in missione dal dittatore Assad padre, ottenendo il rilascio dell’ostaggio. Reagan, felice, li accolse entrambi alla Casa Bianca. Interessi, ideali, difesa dei cittadini possono conciliarsi, a patto che l’Italia, finalmente, maturi.

Facebook riotta.it

vivicentro.it-opinioni / Mediterraneo, il nostro bivio tra affari e ideali GIANNI RIOTTA

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

Il caso Matei

0

Doina Matei è la ragazza romena che nell’aprile di nove anni fa uccise la coetanea Vanessa Russo sulla metropolitana di Roma, conficcandole la punta dell’ombrello in un occhio al culmine di un litigio banale su chi aveva spinto chi. Nove anni dopo, già fluttua in semilibertà tra i canali di Venezia e sul suo profilo Facebook posta foto di se stessa sorridente al mare. Nove anni di carcere per un omicidio rappresentano la vergogna del legislatore italiano, anche se mai come i cinque scontati, scontatissimi, dal pugile Alessio Burtone per avere ammazzato con un pugno un’infermiera romena alla stazione Anagnina, sempre a Roma. Oggi però la questione sono le foto di felicità diffuse dall’assassina. Doina Matei ha tutto il diritto di essere contenta, visto che la legge glielo consente. Ma ha diritto di mostrare la sua contentezza al mondo, e quindi anche ai parenti della vittima, attraverso un social network?

Quelle immagini indignano e il moralismo non c’entra. Neanche il desiderio di vendetta. C’entra la sensibilità. C’entra che se ammazzi una persona, dovresti almeno avere il pudore di tenere per te le tue emozioni gioiose, senza ostentarle e tantomeno condividerle con chi patisce ancora le conseguenze del tuo delitto. Chi uccide per futili motivi mostra scarsissima considerazione del prossimo. Nove anni di carcere dopo, Doina Matei continua a infischiarsene degli effetti delle sue azioni. Viene il sospetto che per lei la pena, oltre che breve, sia stata inutile.

vivicentro.it-opinioni / Il caso Matei MASSIMO GRAMELLINI

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.