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Summit mercato tra Giuntoli e Bagni, ma De Laurentiis…

 Tuttosport scrive sul Napoli

“Tutto congelato in attesa del verdetto. Dopo aver vissuto una stagione da applausi ed essere stato in vetta alla classifica al giro di boa, non si può scendere più in basso del secondo posto. Il Napoli ha messo in cima alle priorità l’accesso diretto in Champions League e nemmeno la visita di Salvatore Bagni, consulente esterno di De Laurentiis, ha cambiato le gerarchie di casa Napoli. L’ex azzurro, ieri, nel giorno della ricorrenza del secondo scudetto del Napoli, si è recato nel centro tecnico di Castelvolturno e con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha fatto il punto della situazione studiando il modo migliore per rinforzare il Napoli. Al momento però, siamo fermi alle idee, il mercato del Napoli sia in entrata che in uscita decollerà ad obiettivo raggiunto”.

Albiol e Callejon, rinnovi in arrivo!

I dettagli sui contratti

Come riferisce Il Mattino è atteso in questi giorni a Castel Volturno Manuel Garcia Quillon, agente di Raul Albiol e Josè Maria Callejon per parlare dei rinnovi contrattuali. Entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2017, ma il Napoli vuole prolungare il rapporto. Per Albiol sono pronti altri due anni mentre per Callejon tre.

ESCLUSIVA – Gianello: “Il Napoli merita il secondo posto. Reina? Essere vice…”

Le sue parole in esclusiva
A L’Orda Azzurra, programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it, è intervenuto, in esclusiva, l’ex portiere del Napoli, Matteo Gianello:
 
La sconfitta di Roma ha permesso ai giallorossi di portarsi a soli due punti dal Napoli…
“Una sconfitta identica a quella maturata a Torino contro la Juventus, sicuramente la classifica si è accorciato ma la squadra ha le potenzialità di qualificarsi in Champions senza passare per i preliminari. Lunedì sera il Napoli deve scendere in campo con la Giusta tranquillità, affronterà  l’Atalanta che non ha più nulla da chiedere a questo campionato conoscendo il risultato della Roma a Genova. Sono, comunque, quelle partite che possono creare situazioni inaspettate ma ribadisco che questa squadra ha tutte le carte in regola per blindare il secondo posto”.
 
Come ti spieghi le troppe disattenzioni in apertura e chiusura di match?
“E’ difficile da spiegare. In partite come quella di Roma la tensione è altissima considerata la posta in palio ma, del resto, se andiamo ad analizzare nel complesso sia la trasferta dell’ Olimpico che quella di Torino, entrambe le sfide potevano finire in parità poiché il Napoli non ha demeritato. C’è tanto rammarico per non aver centrato lo scudetto, visto il campionato straordinario della Juventus, ma il secondo posto è alla portata”.
 
Con Reina, oltre al ruolo, condividi un legame profondo con la città di Napoli, nonostante tu sia nativo della provincia di Verona…
“Sono andato via da Napoli nel 2011 per situazioni che conosciamo tutti e di cui è meglio non parlare. Vi è il detto: quando arrivi a Napoli piangi due volte, quando arrivi e quando parti. A me è capitato questo: sono arrivato non piangendo perché avevo la possibilità di giocare in un grande club e non nego che, quando sono andato via, ho pianto una seconda volta: si è creato davvero un legame fantastico e tutt’ora ha ancora contatti con tante persone in città, in sette anni hanno avuto la possibilità di conoscermi sul piano umano. Il Napoli mi ha dato la possibilità di giocare a certi livelli e di vivere emozioni indimenticabili, la maglia azzurra è come una seconda pelle”.
 
Come si interpreta il ruolo di vice, soprattutto alle spalle di un portiere come Reina?
“Pepe è davvero un mostro, ha un’ enorme personalità. Per tanti anni sono stato un vice ed è un ruolo non facile da accettare: se si è presuntuosi bisogna cambiare aria perché è un ruolo in cui bisogna saper aspettare il momento giusto per mettersi a disposizione dell’ allenatore e del gruppo. Anche in panchina il Napoli non è messo male: Gabriel è un ragazzo talentuoso che ha fatto molto bene nella scorsa stagione, è normale che non è facile giocare solo un paio di partite all’ anno”.
 
Ionita è l’uomo giusto per il centrocampo azzurro?
“Ho avuto modo di seguirlo nel derby contro il Chievo dove, tra l’ altro, ha realizzato un gol fantastico. Sicuramente è un buon centrocampista abile con entrambi i piedi, potrebbe essere un buon acquisto in prospettiva soprattutto considerando il fatto che il Napoli è impegnato su più fronti. Quest’anno gli azzurri hanno fatto un ottimo campionato e anche nella prossima stagione lotteranno per lo scudetto”.
a cura di Ciro Novellino
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I sovranisti che spaccano la destra

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I sovranisti che spaccano la destra: da Donald Trump allo Uk Independence Party, da Alternative für Deutschland a Marine Le Pen, per giungere infine alle nostre recenti vicende casalinghe, Berlusconi e Salvini, Marchini e Meloni: tutte le democrazie debbono vedersela con la crescita prepotente della destra che viene detta populista – ma che andrebbe invece chiamata sovranista, perché il nocciolo del suo programma è che sia restituita piena sovranità allo Stato nazionale. E dovunque le forze del centrodestra moderato subiscono l’impatto di questi nuovi cugini chiassosi e maleducati (politicamente, s’intende), e si chiedono quale sia il modo migliore di affrontarne la concorrenza, e se sia il caso di allearsi con loro.

Per cercare di capire un po’ meglio che cosa stia accadendo, potrebbe forse essere utile azzardare una comparazione, non ovvia, con i partiti comunisti che nacquero in Europa un secolo fa, dopo la rivoluzione russa dell’ottobre 1917.

Sia chiaro: non sto affatto sostenendo che i movimenti sovranisti di oggi siano simili a quelli comunisti di cent’anni or sono, tanto meno che lo siano ideologicamente, e il parallelismo non mi serve per benedire né maledire nessuno. Sto soltanto cercando nella storia qualche indicazione che ci aiuti a orientarci nel nostro presente e, possibilmente, futuro.

Tanto il comunismo quanto il sovranismo, in primo luogo, sono emersi a valle di crisi epocali. E, più precisamente ancora, del diffondersi della convinzione che l’ordine liberale – fondato sulla crescente e pacifica integrazione commerciale, produttiva, culturale, demografica del pianeta – non fosse più in grado di affrontare le sfide della storia. All’inizio del Novecento, naturalmente, la crisi del liberalismo fu ben più profonda, se non altro perché bagnata nel sangue della Grande Guerra. A noi del ventunesimo secolo è toccata «soltanto» una depressione economica devastante. Sarebbe tuttavia un errore imperdonabile sottovalutare la serietà della sfida demografica dei nostri tempi – l’abbinata fra l’invecchiare dell’Europa e il montare delle pressioni migratorie –, che per certi versi è ancora più grave e difficile da risolvere della crisi politica e sociale dalla quale cent’anni fa scaturì il comunismo.

Adesso come allora, in secondo luogo, le élite politiche tradizionali hanno durato gran fatica a conformare il proprio linguaggio alla nuova realtà, un po’ perché non l’hanno compresa, un po’ perché hanno sperato così di esorcizzarla. E nello iato crescente fra le esperienze quotidiane degli uomini qualunque e il linguaggio pubblico «ufficiale» – della politica, ma anche dei media e degli intellettuali – è maturato lo stato d’animo che chiamiamo antipolitico o populista, fatto di frustrazione, indignazione, fughe dalla realtà, utopie più o meno sconclusionate. Con la differenza non da poco che un secolo fa quello stato d’animo ha assunto forme attivistiche, creative, militanti, spesso violente; mentre oggi assume in genere il volto nichilista della depressione e dell’astensione. Alle domande da cui è scaturito l’atteggiamento populista ha dato allora risposta il comunismo, e oggi la dà il sovranismo.

L’uno e l’altro, in terzo luogo, hanno modificato profondamente i sistemi politici nei quali sono emersi. Ne hanno spostato il baricentro, costringendo le altre forze politiche a rispondere alla loro concorrenza sugli argomenti del giorno. Per indicare fino a che punto i sovranisti abbiano imposto la loro agenda, in Francia si parla di «lepenizzazione degli spiriti»; ma si pensi anche al ruolo che hanno avuto i comunisti nell’obbligare i propri avversari a confrontarsi coi temi del lavoro e la questione sociale. Hanno poi diviso profondamente e stabilmente l’emisfero politico nel quale si sono collocati: i comunisti hanno spaccato la sinistra per decenni; i sovranisti stanno adesso spaccando la destra. E hanno contribuito a generare fenomeni affini nell’emisfero opposto: il fascismo negli Anni Venti del secolo scorso; e oggi il «sovranismo di sinistra»: Podemos, Syriza, per certi versi il Movimento 5 stelle.

Se il parallelismo che ho disegnato ha un senso, possiamo allora provare a trarne qualche indicazione per il futuro. Con grande cautela, s’intende, considerate le enormi differenze dalle quali i due fenomeni storici restano comunque separati. Indicazioni su tre sfide, in particolare. La prima è una sfida a tutti noi: i fenomeni politici che affondano le radici in crisi epocali vivono a lungo. Il comunismo è stato con noi per settant’anni. Non è detto che il sovranismo durerà altrettanto, ma con ogni probabilità s’illude chi spera di sbarazzarsene in tempi brevi. La seconda è una sfida ai sovranisti: in settant’anni di vita, fatalmente limitati dal loro isolamento e dalla loro posizione estrema, i partiti comunisti non sono mai riusciti a vincere un’elezione libera in nessun Paese europeo. La terza è una sfida a tutta la metà destra del sistema politico. I comunisti hanno diviso la sinistra e intrattenuto rapporti assai difficili con le altre sinistre. Così facendo – basti pensare all’Italia e alla Francia – hanno finito per regalare decenni di egemonia ai partiti moderati e conservatori. Grazie ai sovranisti, questo destino fortunato potrebbe toccare oggi ai progressisti.

vivicentro.it-editoriale / lastampa / I sovranisti che spaccano la destra GIOVANNI ORSINA

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Conti e De Roon al Napoli, c’è il parere positivo di Reja a De Laurentiis

La Gazzetta dello Sport scrive in ottica di mercato su Conti, Sportiello e De Roon al Napoli

“Conti in primis, che il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli ha individuato quale alternativa a Elseid Hysaj per la fascia destra. Lo aveva visto all’opera a Lanciano in B lo scorso anno, lo ha valutato positivamente in questa stagione al primo impatto con la Serie A e lo reputa all’altezza del grande salto. Ne ha parlato pure con il collega Giovanni Sartori, al quale è legato da vecchia e profonda amicizia. Inoltre, su Conti c’è anche il parere positivo di Reja, che per Aurelio De Laurentiis conta sempre tanto e che Edy è pronto a ribadire lunedì sera al suo vecchio presidente, quando si incroceranno a Fuorigrotta ai margini della sfida di campionato che per il Napoli vale il secondo posto e la Champions diretta. Giuntoli stravede per Marco Sportiello, ma a Napoli tornerà Luigi Sepe e la porta è affollata. C’è meno traffico a centrocampo, così il club azzurro sin da gennaio ha messo gli occhi sull’olandese Marten De Roon. La concorrenza con il passare del tempo si è fatta agguerrita, ma De Laurentiis è in vantaggio su tutti perché si è mosso in anticipo e lo stesso calciatore di recente si è detto onorato dell’interesse del Napoli”.

Un gol di Hamsik in Napoli-Genoa 1-0 del 2011

I dettagli

Il giorno 30 aprile il Napoli ha giocato dodici partite, nove in serie A, due in serie B ed una in coppa Italia, ottenendo cinque vittorie e cinque pareggi, con due sconfitte.

Ricordiamo l’1-0 al Genoa nella sedicesima di ritorno della serie A-2010/11

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Campagnaro (90′ Santacroce), Cannavaro, Aronica, Maggio, Pazienza (60′ Yebda), Gargano, Dossena, Hamsik (86′ Mascara), Lavezzi, Cavani

I gol: 83′ Hamsik

Dopo trentaquattro giornate il Napoli era terzo in classifica alle spalle di Milan ed Inter, una posizione che il Napoli ha saputo confermare anche a fine stagione.

L’1-0 al Genoa porta la firma di Marek Hamsik che ha segnato 97 gol (quinto bomber della storia) in giusto 400 partite con la maglia del Napoli: è il terzo azzurro di sempre.

Io non ho paura MASSIMO GRAMELLINI

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MASSIMO GRAMELLINI – A dispetto del nome ecologico, il Parco Verde di Caivano è un conglomerato orrendo di case attaccate l’una all’altra per farsi coraggio. A un certo punto da uno di questi palazzacci sono cominciati a cadere i bambini. Prima Antonio da una finestra. Poi Fortuna dal terrazzo, perdendo una scarpetta nel volo. La signora dell’ultimo piano ha negato di avere visto la bimba sul suo pianerottolo: in seguito si è scoperto che la scarpetta l’aveva nascosta lei. Ma tutta l’indagine è stata un rosario di reticenze e connivenze, di adulti che coprivano i colpevoli nel timore di ritorsioni, perché la paura è il veleno che hanno respirato per tutta la vita e il silenzio omertoso la migliore garanzia di sopravvivenza. Persino quando il reato da nascondere è il più abietto che si riesca a immaginare.

Anche i bambini del condominio, debitamente ammaestrati, hanno negato l’evidenza. Finché tre di loro, tre fratellini, sono stati strappati al Parco e presi in custodia dai servizi sociali. All’inizio non riuscivano nemmeno a giocare. Ma dopo qualche tempo si sono lasciati sedurre dall’ambiente amico e hanno iniziato a vivere, quindi a parlare. Rivelando gli orrori a cui avevano assistito e da cui si erano dovuti difendere, non sempre con successo. Se due coppie di orchi sono state messe nelle condizioni di non nuocere, lo si deve a quei bimbi che, a differenza dei grandi, hanno imparato a non avere paura. Il riscatto delle zone marce di questo Paese passa dal coraggio dei più piccoli. E da quello dello Stato di strapparli a famiglie perdute che hanno perso il diritto di allevarli.

vivicentro.it-opinioni / lastampa / Io non ho  paura MASSIMO GRAMELLINI

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La SS Ischia Isolaverde svela i futuri rapporti con la stampa

Dopo aver interrotto il silenzio stampa nella giornata di ieri, l’Ischia Isolaverde con un comunicato stampa fa chiarezza sul proprio rapporto con la stampa.

Di seguito il comunicato stampa apparso sul sito istituzionale dell’Ischia Isolaverde:

“La S.S. Ischia Isolaverde comunica che i dirigenti sono sempre a disposizione della stampa e che i tesserati sono liberi di rilasciare o meno dichiarazioni agli organi d’informazione. Si chiarisce che nessun divieto è stato imposto ai propri tesserati e che mancate partecipazioni a conferenze stampa o interviste sono fa considerarsi decisioni a titolo personale.”

Link al comunicato ufficiale

 

L’ ORDA AZZURRA – Sparnelli: “Non scherziamo! Il Napoli merita il secondo posto”

Ai microfoni di Vivicentro.it, nel corso della trasmissione L’Orda Azzurra, è intervenuto il giornalista Massimo Sparnelli. Queste le sue dichiarazioni:
“Nutro profonda stima per Paolo Cannavaro che è stato davvero un grande capitano molto attaccato alla maglia azzurra ma devo dire che le sue esternazioni non mi hanno entusiasmato. Sembra che si sia diffusa una cattiva comunicazione nei confronti del Napoli: Higuain non è un leader in campo, Sarri non cambia il modulo, Hamsik non è un giocatore all’ altezza…. Non scherziamo! Il Napoli, in questa stagione, non ha subito il predominio di nessuna squadra:  nella trasferta di Roma poteva vincere, è stato beffato da un episodio nel finale. Anche a Udine alla fine la sfida è stata decisa dagli episodi: è strano che vengano concessi due rigori contro, nel giro di pochi minuti, a una squadra in piena lotta per lo scudetto.
Noto, mio malgrado, che anche dei mie colleghi stanno conducendo questa campagna diffamatoria nei confronti del Napoli condizionando i tifosi azzurri e temo che ciò possa destabilizzare l’ ambiente: si corre il rischio di perdere il secondo posto laddove la squadra meritava il primo. Il Napoli ha fatto un grande campionato ed il secondo posto è imprescindibile, è assurdo sentire persone che dicono che la squadra sia da terzo posto solo perché, alla fine, la Roma ha fatto maggiori investimenti e deve obbligatoriamente andare in Champions. La Juventus ha fatto qualcosa in più anche se il distacco in classifica è bugiardo, la squadra di Sarri avrebbe potuto giocarsi il titolo fino all’ ultima giornata. Con questo non voglio fare del vittimismo, perché alla fine noi napoletani passiamo per vittime: non è così, dobbiamo essere orgogliosi di essere napoletani e non cadere in queste trappole di comunicazione. E il presidente, che ha diramato il silenzio stampa, si sarà accorto della pericolosità di questa trappola mediatica. In questi anni ho imparato a conoscerlo: quando parlerà al termine del campionato, ne vedremo delle belle”.

L’ ORDA AZZURRA – Luisi: “Sarri? Un solo difetto: fondamentalista come Benitez”

A L’Orda Azzurra, programma in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it, è intervenuto Vincenzo Luisi, presidente del Club Napoli Rimini Azzurra. Queste le sue dichiarazioni:
“ Sono contento che anche in Italia si giocherà durante il periodo natalizio sul modello inglese, è meraviglioso vedere tante famiglie presenti allo stadio a godersi lo spettacolo anche se gli stadi in Inghilterra sono tutt’ altra cosa. Con ciò mi auguro che anche in Italia, prima o poi, vengano trovate delle soluzioni perché la maggior parte degli impianti è veramente fatiscente”.
Sarri, nonostante qualche carenza, ha collezionato più punti rispetto a Benitez durante il suo primo anno…
“Premetto che sono un grande estimatore di Sarri; ero un po’ contrariato con Benitez per il semplice motivo che era un fondamentalista e non cambiava mai idea nel modo di operare. Sarri ha comunque raccolto l’ eredità del tecnico spagnolo sul piano del gioco ed ha cercato di migliorare la fase difensiva che era carente. Ciò che mi è dispiaciuto è il fatto che anche lui, alla fine, si è mostrato troppo rigido nei suoi schemi: aveva la possibilità di svariare e in partite bloccate tatticamente, come quella al San Paolo contro il Milan, doveva sicuramente cambiare qualcosa. Il gioco del Napoli è stato spumeggiante fin quando non vi è stato un leggero calo fisico, purtroppo nel rallentare la manovra si diventa prevedibili”.

De Magistris: “San Paolo? In estate inizieranno i lavori”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il sindaco del capoluogo campano, De Magistris, che ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è realizzare i lavori più urgenti durante questa estete in questi giorni siamo realizzando il piano per gli interventi a bagni, spogliatoi e seggiolini. Nell’attesa che gli altri prendessero decisioni definitive abbiamo ottenuto il finanziamento di 25 milioni dal credito sportivo. Poi con la società lavoreremo per il progetto di intera riqualificazione dello stadio. Colore dei seggiolini? E’ una bella idea far decidere ai tifosi. E’ lo stadio della città, sarebbe carino lanciare una sorta di referendum popolare. Concerti in estate? Quella partenopea è una città che viene scelta dai grandissimi artisti internazionali, è una città che vuole vivere di cultura. Oggi gli artisti vengono gratis o addirittura pagano per cantare a Napoli. Prima gli artisti dovevano essere pagati a peso d’oro perché l’immagine della città era legata al problema dei rifiuti”.

Migliaccio: “Grassi farà cambiare idea a Sarri”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il centrocampista dell’Atalanta, di origini napoletane, Migliaccio, che ha dichiarato: “Seguo sempre il Napoli perché è la squadra della mia città. Domenica scorsa abbiamo raggiunto la salvezza. Di sicuro non verremo con l’acqua alla gola ma vogliamo comunque fare bella figura e chiudere dignitosamente il campionato. Grassi? Mi dispiace che non sia stato ancora preso in considerazione. Il Napoli ha un grandissimo organico, si è giocato lo scudetto fino a qualche giornata fa. Il Napoli ha fatto un grandissimo investimento. Grassi, però, avrà tempo per far cambiare idea a Sarri. Conti? A lui consiglieri di stare almeno un altro anno a Bergamo. E’ difficile imporsi nelle grandi squadre, non ti aspettano, non ti permettono di poter sbagliare. De Roon? E’ un giocatore più esperto, un professionista incredibile. Io stravedo per lui, ha sorpreso tutto il calcio italiano. Reja? Il mister è fantastico. Ha un entusiasmo e un’apertura mentale incredibile. Insieme parliamo spesso di Napoli, per entrambe guai a chi ce la tocca“.

Zaza: “Lo scudetto? Il mio gol contro il Napoli fondamentale”

Ai microfoni di Sky Sport, Simone Zaza, attaccante della Juventus, ha dichiarato: “E’ stato il gol che ha portato alla vittoria e quindi all’inizio della cavalcata. Ci ha permesso di staccarci dal Napoli, perché è stato secondo me una forte batosta dal punto di vista psicologica per loro e per noi in modo positivo”.

Scotto: “Klaassen nome caldo. Caceres? Potrebbe arrivare, ma attenzione ad Albiol”

Ai microfoni di Radio Punto Zero, è intervenuto il giornalista de Il Roma, Giovanni Scotto: “Nessun giocatore è vicino al Napoli, i nomi che circolano vengono monitorati costantemente dagli azzurri ma non esiste ancora nessuna trattativa. Quelli più caldi sono Klaassen, nonostante le sue dichiarazioni recenti, e Caceres, che potrebbe arrivare a parametro zero. Resta calda anche la pista Maksimovic, le due società ne riparleranno a campionato finito. Koulibaly piace a diverse società, ma tra i due centrali è Albiol quello che potrebbe partire: per lui è arrivata un’importante offerta dal Valencia ed avrebbe piacere di tornare in Spagna. Su Gomes non c’è più nulla, la verità è che in inverno il Napoli lo ha chiesto al Valencia ma ora è destinato ad un top club”.

Monopoli- Juve Stabia, la presentazione del match

Presentazione del match Monopoli- Juve Stabia.    Per la penultima giornata del campionato di Lega Pro girone C, si affronteranno al “Veneziani” i padroni di casa del Monopoli e la Juve Stabia. I biancoverdi sono reduci dalla preziosissima vittoria al 95′ in casa del Catanzaro che ha permesso loro di uscire dalla zona play out, mentre le vespe sono matematicamente salve dopo la vittoria, in rimonta, per 4-2 contro la Lupa Castelli Romani al Menti. Il tecnico dei pugliesi D’Adderio dovrà fare a meno di Croce squalificato e Ghosheh e Meduri infortunati. Zavettieri, invece, rinuncerà ad Izzillo, Romeo e Rosania per infortunio e a Favasuli, in permesso per la nascita del figlio. Curiosa è la storia del capitano delle vespe, il quale era squalificato all’andata e quindi in questa stagione non ha mai giocato contro la squadra ripescata dalla D lo scorso agosto. Sicuramente il gabbiano, com’è soprannominato il Monopoli, ha maggiori motivazioni delle vespe e cercherà, grazie alle qualità di giocatori come l’ex Pisseri o il bomber Gambino, di avere la meglio sulla Juve Stabia. Quella con i gialloblù sarà una gara decisiva per i biancoverdi, i quali la prossima giornata saranno di scena a Matera, mentre le vespe ospiteranno il Foggia. Lo scorso dicembre, al Menti, il match terminò 0-0. Qualche dubbio di formazione per entrambi i tecnici, con Zavettieri che potrebbe optare per il turnover, dando luce a chi ha giocato di meno. Ecco le probabili formazioni: MONOPOLI 3-4-3: Pisseri; Ferrara, Esposito, Bacchetti; Luciani, Romano, Viola, Pinto; Gambino, Di Mariano, Rosafio. JUVE STABIA 4-4-2: 4-4-2: Russo, Cancellotti, Polak, Carillo, Liotti, Lisi, Obodo, Maiorano, Grifoni, Diop, Gomez.

Monopoli-Juve Stabia, i convocati

I convocati di mister Nunzio Zavettieri 

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio Comunale di Casola, il tecnico Nunzio Zavettieri ha reso nota la lista dei nr. 20 calciatori convocati per il match Monopoli -Juve Stabia, valevole per la 33^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma sabato 30 aprile, con inizio alle ore 17.30 presso lo Stadio “Vito Simone Veneziani” di Monopoli.

Portieri: Mascolo, Polito, Russo

Difensori: Atanasov, Cancellotti, Carillo, Contessa, Liotti, Navratil, Polak

Centrocampisti: Carrotta, Maiorano, Obodo

Attaccanti: Del Sante, Diop, Gatto, Gomez, Grifoni, Lisi, Nicastro

Infortunati: Izzillo, Ripa, Romeo, Rosania

 

S.S. Juve Stabia

Ischia, Mister Porta : “Voglio salvare l’Ischia,ecco il mio piano”

Porta Ischia

L’Ischia Isolaverde di certo non ha vissuto una grande stagione,motivo anche delle tante scelte e decisioni sbagliate prese da parte della società durante tutto l’arco del campionato. Dopo la parentesi con Nello Di Costanzo a cui era stata affidata la squadra dopo le dimissioni di mister Bitetto, la società ha deciso di richiamare in panchina Antonio Porta per cercare di salvare la squadra come fece già due stagioni fa. Dopo oltre due mesi di silenzio stampa, è ritornato a parlare il tecnico procidano. Porta in un intervista rilasciata al quotidiano “Il Golfo” ha pensato bene di buttare fuori tutto quello che ha accumulato in quest’ultimo periodo,sopratutto le critiche. Un rendimento di certo non positivo per l’allenatore,dove ha accumulato in sei partite,sei sconfitte consecutive,Porta commenta così la scelta di aver accettato quest’incarico. ” All’inizio della mia gestione è stato fatto un programma,considerato che ora ormai certa la partecipazione ai play-out. Questo prevedeva il raggiungimento della miglior condizione possibile dal punto di vista fisico per questa sfida, da parte di tutti i calciatori della rosa. Probabilmente continua il tecnico- sarebbe stato meglio puntare su 13-14 calciatori,come suggerito da qualcuno ,ma prima di certe cose bisogna innanzitutto conoscere la situazione. In questa squadra ci sono molti elementi che vengono da infortuni seri ed altri che invece non erano al top,era quindi impossibile per me puntare su dei titolarissimi certi”. Una squadra che in queste sei partite,ha visto più volte tanti cambiamenti in campo dal primo minuto con qualche giocatore titolare messo in panchina. ” Abbiamo deciso di provare a portare tutti i calciatori in condizione ai play-out. In questa direzione vanno i tanti cambi,come quello di Gomes, Il giocatore sa benissimo di essere il centravanti titolare della nostra squadra. Questi cambi erano preventivati,quindi,per permettere a tutti i calciatori di arrivare in condizione in modo da averli pronti in caso di emergenza che,considerati i tanti infortunati da cui sono reduci molti nostri elementi è sempre dietro l’angolo”. L’Ischia è certa di disputare i play-out in cui dovrà cercare di mantenere la categoria,dove mancano appena due partite alla fine della stagione. Porta commenta così la condizione in cui si trova la squadra: ” Ho ereditato una squadra che, a livello fisico era in uno stato pietoso. Non per colpa del mio predecessore,ma per una questione contigente. Se si prendono dei calciatori che vengono da grossi infortuni,tipo rotture di crociati o cose del genere,il preparatore ci può fare ben poco. Il mio programma è quello di portare la squadra in condizione ai play-out e ci stiamo arrivando. Al momento aggiunge Porta- non siamo al massimo,ma tra un mese staremo bene”. Un’Ischia vista in quella di Matera forse la più brutta della gestione Porta? “C’è stato un crollo mentale commenta il tecnico- non abbiamo mai approcciato così male alla partita. Abbiamo fatto dei grossi errori ma bisogna tenere contro del fatto che di fronte c’era una squadra di grande valore,tra le più forti del girone. All’andata vinse ad Ischia con  un netto 0-5 dove in campo c’era tutta un altra squadra rispetto ad oggi. A Matera è mancato Di Vicino,come lo stesso Iuliano,che per noi è fondamentale non solo tra i pali ma anche per come guida la difesa”. Nei giorni scorsi si è parlato più volte di un possibile ritorno sull’isola,per cercare di riavvicinare i tifosi che da mesi disertano il Mazzella. Il pensiero del tecnico :” Queste sono decisioni che spettano alla società perchè,oltre agli aspetti sportivi,subentrano altre cose che non sono di mia competenza. L’apporto dei tifosi,però sarebbe importante per noi in questo tipo partite”. Siamo quasi alla vigilia dell’impegno contro il Catanzaro,che tipo di partita vedremo e ci aspetteremo qualche cambio?  ” Sarà la nostra prima gara play-out – commenta Porta- vincendo saremmo quasi sicuri di affrontare il Melfi. Battere il Catanzaro per noi è determinante, i ragazzi lo sanno e ho detto che ci servivano delle partite per far giocare tutti ma a due partite dalla fine è giusto preparare la squadra per i play-out. In campo schiereremo la miglior formazione possibile”.

Ischia, tre recuperi fondamentali per il Catanzaro: i convocati

ischia-isolaverde-LOGO-CONVOCATI

Buone notizie in casa Ischia in vista dell’impegno casalingo di domani allo stadio “Mazzella”con il Catanzaro, in programma alle ore 17:30. Gara valevole per la 33^ giornata del girone C di Lega Pro. Dopo la sconfitta in quel di Matera,mister Porta per l’impegno contro le aquile recupera tre giocatori fondamentali: tra i convocati infatti ritorna il portiere Rino Iuliano dopo un attacco influenzale che lo ha costretto a saltare la trasferta in terra lucana; A centrocampo c’è il rientro dell’ex centrocampista del Napoli, Giorgio Di Vicino che dopo il pestone subito nella gara contro la Juve Stabia, aveva lasciato il campo alla fine del primo tempo. Dopo oltre un mese, rientra anche l’esterno ex messina Vincenzo Pepe. Se dall’infermeria arrivano buone notizie, purtroppo il tecnico procidano dovrà fare a meno del giovane attaccante senegalese Kanoute,fermato dal giudice sportivo per due turni,dopo l’espulsione rimediata nella trasferta di Matera. Assente il lungodegente difensore Liberato Filosa,che dovrebbe rientrare in vista delle partite dei play-out. Di seguito l’elenco dei convocati.

PORTIERI: IULIANO Rino, MODESTI Nicola.

DIFENSORI: BRUNO Francesco, FLORIO Filippo, GUARINO Vincenzo, MORACCI Leonardo, PORCINO Antonio, SAVI Davide, SIRIGU Giampaolo, VAN DAM Jerry.

CENTROCAMPISTI: ACAMPORA Gennaro, ARMENO Gennaro, BELMONTE Carmine, DI VICINO Giorgio, PALMA Giuseppe, PEPE Vincenzo, SPEZZANI Mattia.

ATTACCANTI: ALADJE GOMES DE PINA Alberto, BARBOSA MOREIRA BLAITNER Pablo, D’ANGELO Antonio, MANNA Giuseppe, RUBINO Gerardo.

INDISPONIBILI: FILOSA Liberato, KANOUTE Mamadou Yaye

V. Lanciano – Avellino: sfida salvezza al “Biondi”

                                                                                                    I frentani  e gli irpini si affrontano al Biondi.

Al Biondi, nella gara valida per la 18esima giornata di ritorno del campionato cadetto, sarà scontro – salvezza, tra la formazione di Maragliulo, penalizzata di ben 7 punti dalla giustizia sportiva per i ritardi nei pagamenti, e l’Avellino di Tesser, richiamato dopo la deludente esperienza di Marcolin sulla panchina irpina ( 1 punto in 5 gare per i lupi sotto la sua gestione). La formazione campana può essere considerata come una delle più grandi delusioni del campionato cadetto.

Gli irpini, infatti, partiti con gloriose ambizioni, si ritrovano a 4 giornate dal termine della stagione regolare costretti a guardarsi le spalle per non essere coinvolti nella lotta per non retrocedere, probabilmente, fino all’ultima giornata. La Virtus Lanciano, nonostante la fortissima penalizzazione patita, e le note vicissitudini societarie, ha ritrovato lo spirito dei tempi migliori, e, può ancora credere in una salvezza che avrebbe del miracoloso.

Per fare ciò, la formazione rossonera dovrà conquistare almeno 3 vittorie nelle ultime 4 gare da disputare, magari cominciando proprio dall’Avellino, il quale è reduce da un periodo piuttosto difficile. I rossoneri, invece, nelle ultime giornate hanno tenuto una media punti da squadra che lotta per i play – off, ed a Cagliari, con la rete di Ferrari, sono riusciti a guadagnare un prezioso punto contro la formazione di Rastelli, lanciatissima verso la promozione diretta, giocando una gare a viso aperto e praticamente alla pari contro gli isolani.

Proprio l’attaccante Ferrari, i cui goal saranno importantissimi per guadagnare una miracolosa salvezza, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni all’ufficio stampa della società virtussina: “Veniamo da un buon momento, anche se sarà una gara molto difficile, che dovremo sapere approcciare al meglio. Abbiamo un solo risultato a disposizione, ne siamo consapevoli e per questo avremo bisogno del supporto di tutto il nostro pubblico. La nostra rimonta è stata fantastica, ma ora dobbiamo fare del nostro meglio affinchè non sia vana. La squadra irpina è  sicuramente una formazione ostica, che cercherà di fare bottino pieno qui a Lanciano per chiudere il discorso salvezza. Il mio momento? Sicuramente è positivo, ma è merito di tutta la squadra, visto e considerato che siamo un collettivo molto compatto ed affiatato. Metto volentieri a disposizione la mia esperienza, ma il merito di questa rimonta è di tutta la squadra. Quello che conta è salvarci, e stiamo dimostrando di crederci.”

Nell’Avellino sarà assente l’ex Paghera, insieme a Castaldo, Pisano, Rea, Tavano e Migliorini.  Il tecnico rossonero Primo Maragliulo, per la sfida di sabato pomeriggio con gli irpini, ha convocato Casadei e Cragno; Amenta, Aquilanti, Di Filippo, Di Matteo, Rigione e Salviato; Bačinovič, Giandonato, Milinkovic, Rocca, Vastola e Vitale; Bonazzoli, Di Francesco, Ferrari, Marilungo, Padovan e Turchi. Sono diffidati Bačinovič e Rigione, e l’unico indisponibile per squalifica è Boldor. Arbitra Martinelli di Roma.

CHRISTIAN BARISANI

L’ORDA AZZURRA – Ore 20:00 con tanti ospiti: il mercato, Gianello, Sparnelli, Luisi…

Non mancate…

Questa sera non perderti l’appuntamento con L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Tutto quello che c’è da sapere sul Napoli, sempre live…

A condurre il programma, Ciro Novellino (giornalista di Vivicentro) e al suo fianco Mario Vollono (vicedirettore di Vivicentro). Tanti ospiti al telefono e in studio, ma i protagonisti siete voi, come sempre. Mandate i vostri messaggi sulla pagina Facebook della radio, o chiamate allo 081 048 73 45 oppure mandare un messaggio Whatsapp al 338 94 05 888.

Gli ospiti di questa sera: Matteo Gianello, il giornalista Massimo Sparnelli, oltre al presidente del Club Napoli Rimini Azzurra, Vincenzo Luisi e altri ancora… Approfondiremo anche le notizie esclusive lanciate oggi su Vivicentro.it che riguardano il Napoli che verrà.

Non mancate, L’Orda Azzurra sta arrivando…!

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

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dalle 20:15 e in differita due ore dopo la fine della trasmissione a questo indirizzo https://www.spreaker.com/show/tracce-di-lorda-azzurra