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Hamsik: “Rapine in città? Ho capito che certi oggetti non vanno indossati”

Marek Hamsik è stato il protagonista del mensile slovacco “Break”:

Qual è stato il primo tatuaggio? 

“Qui sulla spalla. Sono tre caratteri cinesi che significano energia, onestà e talento. Simboli legati al calcio, quando me lo feci avevo sedici anni e i miei genitori ne furono all’oscuro”

Ritornasti a casa con la maglia a maniche lunghe? 
“Per fortuna mi trasferii già a Bratislava, se avessi ancora abitato con loro non l’avrei potuto fare. Quando lo videro la prima volta non mi dissero nulla. O mi tagliavano la mano, o accettavano il tatuaggio: scelsero la seconda” 

Ne faresti altri? 
“Non lo so, i tatuaggi mi sono sempre piaciuti. Già ne avevo qualcuno all’età di sedici anni, ed è così pure oggi. E’ la mia malattia, è una passione. Se potessi me ne farei altri, ma ho il corpo completamente pieno”

Chi te lo impedisce?
“Mia moglie Martina. Non vuole che io sia del tutto tatuato e si lamenta”

Dopo il primo tattoo, qual è stato il secondo che hai fatto?
“La scritta in caratteri cinesi sul collo. Significa passione e quindi ha un grosso valore. Poi dopo questo ne sono venuti uno dopo l’altro”

A quale dei tanti tatuaggi sei legato in particolar modo?
“Certamente a quello dei nomi dei miei figli e il cuore con la data del giorno del mio matrimonio. Ho anche una scritta in lingua italiana sulla mano (“Proteggi la mia famiglia”), le scarpette che mi regalò mio nonno e il nostro cane. Per il resto non tutti hanno un significato, alcuni li ho fatti perchè mi piacevano”

Chi è il tuo tatuatore?
“I primi due li ho fatti in Slovacchia, il resto a Napoli. Vado sempre e solo dallo stesso ragazzo. Abbiamo un grande rapporto, non ho mai aspettato per tatuarmi. Non lavora da solo, ci sono altri ragazzi che lo aiutano. Quando sto da lui nello studio ci sono sempre una decina di persone che mi fanno compagnia”

Il tuo club che ne pensa?
“Non sono l’unico che in squadra ha tatuaggi”

Gli allenamenti o le partite incidono sulla permanenza dei tatuaggi per quanto riguarda il colore? 
“Assolutamente no, non causano nessun problema. Si dice che il sole sia dannoso per loro, ma non è così”

Quali sono stati i più dolorosi?
“Sicuramente dove ci sono i muscoli, lì il corpo è molto sensibile. Oppure sulla spalle dove ci sono le ossa. Per quanto riguarda le altre parti il dolore è sopportabile”

Come scegli il tema da farti disegnare?
“Ho fatto sempre tutto in modo mirato. Il tatuaggio si progetta in modo molto facile, consultando riviste o facendosi consigliare dal proprio tatuatore. Nel mio caso li guardo su Internet o su Instagram. Poi ci pensa il tatuatore a fare il disegno”

Hai già qualche idea per il prossimo?
“Quando vincerò il campionato, mi farò disegnare lo scudetto sulla gamba. Ho già la Coppa Italia vinta col Napoli e la data della storica qualificazione al Mondiale in Sud Africa della Slovacchia”

Hai anche degli orecchini… Pensi di fare anche qualche piercing?
“No, non fa parte di me. Il mio modello del calcio è Pavel Nedved. Quando arrivò in Italia iniziò a vestirsi alla moda e i suoi compagni di squadra iniziarono a fare lo stesso”

Compri riviste di moda?
“No, ma con mia moglie giro spesso per i negozi. Andiamo insieme a fare shopping, ognuno sceglie cosa comprare” 

Ci sono cose che hai comprato e non hai mai indossato?
“Tutto ciò che compro subito lo indosso”

Hai un vestito speciale?
“Niente di speciale, una volta che acquisto qualcosa diventa speciale per me. Ho un guardaroba enorme: sessanta maglie, quaranta pantaloni e sessanta paia di scarpe”

Quali colori preferisci?
“Mi piacciono il bianco, il nero e il grigio, sono i colori classici. Indosso capi di qualsiasi colore, ne ho avuto qualcuno anche rosa”

Il massimo che hai speso.
“Forse una giacca di pelle. La pagai 2.500 euro”

Invece la cosa più economica che hai indossato?
“Un boxer”

Dove fai i tuoi acquisti?
“Ci sono due o tre negozi a Napoli dove vado spesso”

Qual è l’abito più strano che hai indossato?
“Era a Carnevale e mi vestii da prostituta”

La popolarità è un ostacolo?
“Non è sempre un vantaggio, ma bisogna fare i conti con essa. Quando vado in luoghi molto affollati i tifosi mi chiedono foto e autografi ed io li accontento”

Sei stato derubato in città…
“Due volte è successo, ma non li ho mai beccati i ladri. Alcuni oggetti in città è meglio non indossarli”

Il tuo look è famoso. Vai spesso dal parrucchiere?
“Ogni dieci giorni. Quando stavo in Slovacchia andavo da una signora a tagliarmi i capelli, poi col tempo li ho modificati giorno per giorno”

Molti bambini portano ci capelli come i tuoi, che ne pensi?
“E’ bello vedere bambini slovacchi e napoletani che mi prendono come esempio. Sono contento di essere il loro idolo”

Quali sono i tuoi hobby nel tempo libero?
“La moda, le auto e gli orologi. Ma queste cose vengono in secondo momento, al primo posto ci va sempre la famiglia. Cerco di stare il più possibile con loro, anche se il tempo a disposizione non è tanto”

I bambini hanno cambiato la tua vita, anche sul piano calcistico?
“Per quanto riguarda il calcio non è cambiato nulla. Prima di scendere in campo la concentrazione è sempre la stessa. Ora mi sto godendo di più la casa dopo la partita, mia moglie e i miei figli sono lì ad aspettare che io torni”

Hai svolto anche altri sport?
“Quando ero piccolo amavo sciare, a volte mi manca. Nel contratto c’è un divieto per il quale non posso sciare perché è uno sport pericoloso. Non possiamo nemmeno andare in bici o in moto”

Ti ricordi la tua prima auto?
“Una Peugeot 307 Coupé Cabriolet blu. Ce l’avevo quando agli inizi della mia avventura a Brescia”

E adesso?
“Ho realizzato un sogno: ho una Ferrari modello 488”

Rossa?
“Chiaro che è rossa. Se è una Ferrari non può che essere di tale colore”

Quali sono i tuoi relax?
“Amo viaggiare e guardare i film, li trovo su iTunes. Ho fatto anche una comparsa nel film “Colpi di Fortuna”. Il nostro presidente è anche un produttore cinematografico, sono state girate tre scene: una sul campo, una sotto la doccia e una nello stadio. Questo film è la storia di due ragazzi che vincono la lotteria ed uno dei due è un mio fan. Dopo aver vinto, vengono all’allenamento e si fanno una foto con me, lasciando il biglietto della vincita nella mia giacca. La scena continua con il loro inseguimento per recuperare il biglietto”

Hai mai pensato cosa potrebbe accadere a Napoli se vincete lo scudetto?
“Non provo ad immaginare, è possibile pure che esploda il Vesuvio. Quando abbiamo vinto la Coppa Italia, tutta la città ha festeggiato con noi. Ad aspettarci c’erano migliaia di persone con sciarpe e bandiere”

Che prospettiva hai per Euro 2016?
“Ci sono tante squadre competitive, ma per noi già partecipare è un grosso risultato. Anche in Sud Africa nessuno si aspettava che la Slovacchia superasse i gironi, perchè non potrebbe accare lo stesso pure in Francia. Siamo un grande gruppo, dobbiamo lavorare tanto per raggiungere buoni obiettivi. Lotteremo fino alla fine, ci crediamo”

Il tuo sogno da bambino era giocare il Mondiale?
“E’ il sogno di tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio. Ho fatto tutto il possibile per diventare un grande calciatore. Sono stato fortunato, ho lavorato sodo per arrivare dove sono ora. Quando ero ragazzo pensavo a me e alla mia carriera, poi crescendo inizi a pensare al bene del collettivo e non più solo a quello individuale”

Che consiglio senti di dare ai giovani calciatori?
“Di non mollare mai e di realizzare i propri sogni”

calcionapoli24

Il Punto 3 maggio

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Il Punto 3 maggio –  Analisi, approfondimento e commento di Cronaca, Poitica ed Economia della settimana a cura degli esperti de lavoce.info

Cosa accade se, andando oltre alle oscillazioni mensili che appassionano le opposte tifoserie, innestiamo i dati Istat sul lavoro del primo trimestre 2016 sulle dinamiche degli ultimi 12 anni? Semplice: si vede che siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi ma anche che gli occupati crescono e cala la disoccupazione.
È una giungla la legislazione per le indennità ai disabili. Date ad alcuni e negate ad altri, differenti importi per uguali invalidità oppure stessa somma a chi ha diverse necessità. Il Consiglio di stato aggrava l’iniquità stabilendo che questi aiuti non rientrano nel calcolo dell’Isee: un vantaggio per chi già riceve di più. Un’altra foresta normativa è il nuovo codice degli appalti. Sulla carta, uno strumento contro la corruzione e per migliorare i progetti di opere pubbliche. In pratica ci vorranno più o meno 50 decreti attuativi perché funzioni.
A sei mesi da elezioni che hanno prodotto un quadro politico frantumato, gli spagnoli torneranno al voto. È l’effetto di un sistema elettorale senza doppio turno né premio di maggioranza che rischia lo stallo e l’ingovernabilità. Almeno da questo esito l’Italicum ci dovrebbe preservare.
Il sovraffollamento delle carceri è un problema dei sistemi di detenzione in molti paesi europei. Da noi ci sono quasi 110 detenuti per ogni 100 posti. Meno che in passato. Non perché si sono fatte nuove strutture ma grazie a condanne alternative, sconti di pena e depenalizzazione dei reati lievi.

Un commento di Francesco Giubileo all’articolo di Daniele Fano “Salviamo la Garanzia giovani dai manichei

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  • Sguardo lungo sul mercato del lavoro
    03.05.16
    Bruno Anastasia
    La situazione sul mercato del lavoro italiano resta grave. Ma di sicuro non peggiora, anzi si intravedono segnali di miglioramento. L’andamento dell’occupazione dipendente permanente o a tempo determinato e la contrazione strutturale del lavoro autonomo. Effetti delle misure di incentivazione.

 

  • Tra disabilità e nuovo Isee una questione di equità
    03.05.16
    Gianfranco Cerea
    La sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che le indennità per disabilità non possono rientrare nel calcolo dell’Isee. Persone con indennità diverse avranno perciò lo stesso trattamento, avvantaggiando chi riceve di più. E non necessariamente sono quelli che hanno i maggiori bisogni e costi.
  • Codice degli appalti nuovo, ma complicato come prima
    03.05.16
    Luigi Oliveri
    Servirà tempo per stabilire se la riforma del codice degli appalti avrà raggiunto gli scopi che si prefiggeva. Ma già ora si può dire che non riesce nell’intento di semplificare e rendere più agili le regole. La norme sulla lotta alla corruzione e per il miglioramento della qualità dei progetti.
  • Il rebus spagnolo è rimasto senza soluzione
    03.05.16
    Paolo BalduzziNell’impossibilità di formare un governo, la Spagna torna al voto dopo appena sei mesi. Troppo frantumato il parlamento perché i tentativi di creare coalizioni più o meno grandi potessero avere successo. Prima delle elezioni la probabile apertura di una procedura di infrazione per deficit elevato.
  • Carceri ancora troppo affollate
    03.05.16
    Simone LonatiNonostante una leggera flessione nel numero di detenuti, in Europa le carceri continuano a essere occupate al massimo delle loro capacità. In Italia il problema è particolarmente grave. Anche se ci sono netti segnali di miglioramento per gli interventi seguiti alla condanna della Corte di giustizia.

vivicentro.it-terza-pagina / lavoce.info / Il Punto 3 maggio

Domenica per superare l’ostacolo Toro, 11 leoni per scrivere la fine

Questo il commento della SSC Napoli al termine della sfida vinta 2-1 contro l’Atalanta

“Golzalo” bum-bum. Il Pipita segna la doppietta decisiva sull’Atalanta e infila la sua 32 perla in campionato. Il Napoli batte il record assoluto di vittorie al San Paolo con il 15esimo successo che vale anche il 48esimo punto in casa, altro primato stabilito dalla squadra di Sarri. Gli azzurri lottano, dominano, creano una decina di palle gol e sanno anche resistere all’irruenza finale della “Dea” nerazzurra. Higuain apre la serata con una spaccata di destro e la chiude con un colpo di testa di classe immensa. Nel mezzo anche una traversa di Allan ed un tiro al bersaglio alla porta bergamasca che solo Sportiello, un piena assonanza col suo nome, riesce a respingere in tutti i modi. Napoli che con i grandi numeri legittima il secondo posto in classifica e si lancia verso il rush finale. Domenica sera si va a Torino per gettare il cuore azzurro oltre l’ostacolo del cuore Toro. Undici leoni ed un intero popolo per scrivere l’epilogo di un altro splendido romanzo…”

I successi nelle finali di coppa Uefa (1989) e coppa Italia (2014)

Oggi avvenne

Il giorno 3 maggio il Napoli ha giocato tredici partite, dieci in serie A, una in serie B, una in coppa Uefa ed una in coppa Italia, ottenendo cinque vittorie e due pareggi, con sei sconfitte.

Ricordiamo i successi nella finale d’andata della coppa Uefa-1988/89 e la conquista della coppa Italia-2013/14

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi il 3 maggio 1989 per Napoli-Stoccarda 2-1:

Giuliani; ferrara, Francini; Corradini (46′ Crippa), Alemao, Renica; Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale

I gol: 17′ Gaudino, 68′ Maradona (rigore), 87′ Careca

Questa è, invece, la formazione schierata a Roma da Rafael Benitez il 3 maggio 2014 per Napoli-Fiorentina 3-1:

Reina, Henrique, Albiol, Fernandez, Ghoulam, Inler, Jorginho, Callejon, Higuain (70′ Pandev), Insigne (81′ Behrami), Hamsik (63′ Mertens)

I gol: 11′ e 17′ Insigne, 28′ Vargas, 92′ Mertens

Sartori: “Sportiello, Conti e De Roon? Siamo disponibili a trattare con il Napoli”

Le sue parole

Giovanni Sartori, ds dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli: “Dopo aver segnato la rete del 2-1, abbiamo sperato in un appagamento del Napoli, magari un po’ di stanchezza fisica e mentale. Invece la squadra ha retto e ad essere onesto ha vinto meritatamente la partita. Ma siamo soddisfatti della nostra partita. Nelle ultime settimane abbiamo incontrato sia la Roma che il Napoli: sarà una bella lotta per il secondo posto. Sono due ottime squadre, il Napoli ha un Higuain in più ma c’è stato un gran risveglio di Francesco Totti. In 180 minuti ci sarà una bella volata.

Incroci di mercato col Napoli? Ho incontrato ieri Cristiano Giuntoli, con il quale mi sono trattenuto sia prima che dopo la gara al San Paolo. Abbiamo parlato della partita. Avremo modo di sentirci e di rivederci a fine campionato. Sportiello? Ha fatto una gran partita dimostrando il suo reale valore. Le opzioni morali del Napoli per Sportiello,

De Roon e Conti? C’è un rapporto con il club partenopeo che speriamo possa consolidarsi nel tempo. Se il Napoli dovesse essere interessato, siamo più che disponibili a continuare questa grande colaborazione che è partita l’anno scorso e che con Giuntoli è iniziata quando il ds era al Carpi.

El Kaddouri e Dezi? Il Napoli ha svariati giovani che ci interessano, ma anche altri. Finiamo il campionato nel modo migliore, dal 16 maggio inizieremo a parlare in maniera più approfondita”.

SOPRAVVIVENZA – Il diritto di avere fame

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Rubare per fame, povertàSopravvivenza – Roman Ostriakov, senzatetto ucraino di trent’anni e novello miserabile alla Jean Valjean, si era preso sei mesi di carcere per avere rubato due pezzetti di formaggio e un pacchetto di würstel in un supermercato di Genova. Ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, sostenendo che non è punibile chi ruba piccole quantità di cibo spintovi dall’appetito. Come cantava Fabrizio De Andrè in «Nella mia ora di libertà» (ASCOLTA): «Ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame». 

Per i giudici supremi il diritto alla sopravvivenza prevale su quello di proprietà. In America sarebbe una bestemmia e anche qui qualche benpensante parlerà di legittimazione dell’esproprio proletario. In realtà la situazione è parecchio cambiata dagli Anni Settanta, quando a saccheggiare impunemente i supermercati in nome del proletariato erano i figli di papà, che infatti prelevavano caviale e champagne. Adesso non si ruba più per inseguire un’idea, ma per riempire lo stomaco. E a compiere gli espropri sono proletari veri. Veri e affamati. Anche in passato esisteva una quota di esclusi: sfortunati e balordi, disoccupati e inoccupabili. Ma grazie al benessere diffuso e a uno Stato materno e spendaccione, la società italiana riusciva a farsene carico. Non si era ancora sfaldata in tante solitudini, tenute a bada sempre più a fatica dalle associazioni di volontariato. La sentenza della Cassazione anticipa il reddito di cittadinanza e ricorda a tutti che in un Paese civile nemmeno il peggiore degli uomini può morire di fame.

vivicentro.it-opinione / lastampa / SOPRAVVIVENZA – Il diritto di avere fame (Massimo Gramellini)

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L’ass. Borriello: “Sediolini quasi certamente con la N del Napoli”

Le sue parole

Il Corriere del Mezzogiorno riporta alcune parole dell’assessore allo Sport Ciro Borriello sui sediolini dello stadio: “Saranno quasi certamente marchiati con la «N» del Napoli, per la fine di questa settimana l’approvazione della delibera”. Saranno necessari lavori all’impianto di illuminazione, ai bagni, agli spogliatoi e della tribuna stampa, nonchè un altro mezzo milione di euro sarà destinato alla verifica dei bulloni e di alcuni cupolini della copertura in plexiglass che, tuttavia, non sarà sostituito “perché solo per far quello occorrerebbero almeno 20 milioni”. Secondo il quotidiano, “la delibera per il via libera definitivo, che porterà poi alle gare d’appalto, quindi ai lavori che, a questo punto, cominceranno non prima dell’autunno, ieri ha fatto da spola tra i vari uffici del Comune di Napoli per le firme necessarie”.

FOTO ViViCentro – Napoli-Atalanta, il racconto del match

Le foto di Vivicentro

Vittoria doveva essere e vittoria è stata anche perchè bisognava rispondere alla Roma che prima aveva battuto, settimana scorsa gli azzurri, e poi, complice anche il successo sul Genoa del pomeriggio di ieri, era passata al secondo posto. Il successo è arrivato con la doppietta di Higuain, 2-1 il risultato finale e la corsa al secondo posto continua a due giornate dal termine. Questi gli scatti di Vivicentro.it.

 

La Repubblica – Una semplice ipotesi regala un altro comunicato

La Repubblica

Galeotto fu il romantico e sempreverde Televideo, restituito alla sua nobiltà mediatica e ai fasti dell’era ante web dalla sdegnata reazione di Aurelio De Laurentiis, che a quanto pare s’abbevera sempre al servizio di informazione teletext della Rai: lanciato nell’ormai lontano 1984. Alla pagina 243, nella sezione dedicata al calcio, il presidente ha letto ieri mattina poche righe che l’hanno fatto sobbalzare. “Se il Napoli non arriverà al secondo posto, De Laurentiis potrebbe congedare Sarri e puntare subito su un altro allenatore. Piace Montella…”. Apriti cielo. La semplice ipotesi è stata considerata dal presidente destabilizzante e passibile dunque di un’immediata smentita: che se non altro ha spinto la società a interrompere il suo silenzio, a poche ore dalla partita contro l’Atalanta. Comunicato numero 2, dopo quello contro Mediaset di due settimane fa, che era servito invece a confutare un servizio sgradito sul futuro di Higuain. Stavolta il Napoli si è infuriato con Televideo, “reo” di aver alzato un polverone sulla panchina e meritevole di una severa risposta. Parole chiare, finalmente: che metteranno fine alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane e favorite dal silenzio della società, al solito in ritardo e in affanno sul fronte mediatico. Basti pensare che solo ieri pomeriggio (con un simpatico tweet) sono arrivati da Castel Volturno i complimenti al Crotone per la sua promozione in A: un traguardo tagliato dalla formazione calabrese venerdì scorso. Meglio tardi che mai…

 

Marò, si apre la fase più delicata della trattativa

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Marò – La soddisfazione di Matteo Renzi è pienamente giustificata, ma la partita per il ritorno di Salvatore Girone in Italia non è ancora chiusa. Aver ragione è una magra soddisfazione, soprattutto per Girone e per i suoi cari, se l’India riesce a insabbiarlo a tempo indeterminato. Qui entra in gioco non il diritto che ci da ragione, ma la nostra capacità di convincere l’India.

La decisione del Tribunale dell’Aia, di autorizzare il rientro di Salvatore Girone in Italia in pendenza dell’arbitrato internazionale sulla giurisdizione nel merito è un successo, politico e diplomatico oltre che giuridico, del nostro governo. Premia la scelta del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Esteri Gentiloni di adire le vie della giustizia internazionale, dopo aver esaurito quelle della diplomazia bilaterale con l’India. E la pazienza nei confronti degli eterni rinvii di Delhi. È anche il primo punto a nostro favore in una controversia nella quale l’Italia non aveva mai avuto buone carte da giocare. Bisogna adesso amministrare il vantaggio.

La reazione indiana a caldo non è incoraggiante ma nemmeno sorprendente. Punta sul vivo Delhi ha rivendicato la propria giurisdizione sovrana nel caso sulle modalità della libertà provvisoria di Girone.

Vuole che siano decise dalla Corte Suprema indiana. Vedremo cosa dice esattamente il testo dell’ordinanza del Tribunale. Se, come sembra, prevede che le «condizioni del rientro» siano «concordate fra Italia e India», Delhi vi trova un appiglio. Specioso quanto si vuole, ma sufficiente a procrastinare il rientro di Girone in Italia.

La giustizia internazionale è forzatamente salomonica. Affida l’esecuzione agli Stati; non ha strumenti per farsene carico. A concordare le condizioni del rientro dovrebbe bastare un’intesa con le autorità indiane: qualcosa in più di semplici pratiche burocratiche, ma senza ricorrere alla massima autorità giurisdizionale del Paese. Ci sono due motivi per cui Delhi la rivendica: primo, per mantenere il principio della giurisdizione indiana nel processo ai due marò, che è la materia principale del contendere nella vertenza fra Italia e India; secondo, per l’istintiva ripicca di mettere i bastoni fra le ruote all’immediato ritorno di Salvatore Girone in Italia.

L’Italia deve ora destreggiarsi fra questi due ostacoli. Fattibile, ma richiede un attento dosaggio fra prese di posizioni pubbliche e diplomazia bilaterale. L’India non può contestare la decisione del Tribunale dell’Aia sul rientro. Può, ad arte, rinviarne l’attuazione alle calende greche. Non è nuova a queste tattiche: nella lontana primavera del 2013 aveva promesso un processo «rapido e equilibrato» – senza nessun seguito. Il pericolo dunque è un’attesa in tempi biblici della Corte Suprema di Delhi. Chiedere al Tribunale arbitrale un’interpretazione autentica? Ammesso che sia sufficientemente tranciante a nostro favore, anch’essa richiederebbe tempi non brevi. Nel frattempo Salvatore Girone rimarrebbe a Delhi.

Ci vuole la collaborazione dell’India. Il sesto senso di Matteo Renzi ne ha colto subito la necessità col messaggio di amicizia rivolto direttamente al Primo Ministro indiano, Narendra Modi. Non è scontato che l’India si senta obbligata a un atteggiamento costruttivo. Bisogna cercar di condurcela per mano. Innanzitutto, svincolando il rientro «in attesa di arbitrato» dalla questione sulla giurisdizione e indicando che anche l’Italia non ne farà precedente nel merito.

In secondo luogo, l’India chiede garanzie che Girone e Massimiliano Latorre (il cui «permesso per motivi di salute» scade il 30 settembre) tornino per il processo, se l’arbitrato internazionale gli darà ragione (decisione attesa fra due anni). Non ci resta che dargliele – la decisione di ieri è una misura transitoria – in cambio di una rapida autorizzazione al rientro di Girone che, purtroppo, non è solo una procedura burocratica. Infine serve insistere sul messaggio politico di Renzi: cos’ha da guadagnare Delhi a intestardirsi?

L’Italia ha appena tagliato un Gran Premio della Montagna, ma di qui al traguardo ci sono altre salite. Intanto la priorità è consentire a Salvatore Girone di tornare a casa. Per ora.

vivicentro.it-opinione / lastampa / Marò, si apre la fase più delicata della trattativa STEFANO STEFANINI

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Higuain, non è esclusa la sua permanenza a Napoli

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Gonzalo Higuain

“Non sarebbe una follia pagare 94,7 milioni per questo Higuain ma non è nemmeno difficile immaginarlo il prossimo anno agli ordini di Sarri, visto che è con il tecnico toscano in panchina che il centravanti della Seleccion ha sublimato le sue qualità. Higuain è l’anima del Napoli, ma il gioco del Napoli mette Higuain in condizione di essere il terminale offensivo di ogni azione”.

A Bigon offrirono Kantè, ma il Napoli disse no per il prezzo elevato

Calciomercato.com racconta un retroscena sul mercato del Napoli

“Al Napoli del ds Bigon, nel febbraio del 2015, è stato offerto N’Golo Kanté, oggi accostato ai top club europei tra cui la Juventus. All’epoca era al Caen, ritenuto troppo alto il suo prezzo; Ranieri invece ha spinto per prenderlo in fretta e ha avuto ragione, 8 milioni di euro benedetti, oggi il prezzo è quasi triplicato. “Gioca col motorino”, raccontava Claudio, sorpasso a Inler da subito nelle gerarchie”.

San Paolo e San Gonzalo, i protettori di Napoli

La Gazzetta dello Sport scrive sulla vittoria del Napoli contro l’Atalanta

“Se il Napoli già fra due settimane avrà la certezza di giocare la Champions League, non avrà dubbi sui veri protettori del suo secondo posto. San Paolo – inteso come il suo stadio, unico imbattuto in A – certo: 15 vittorie e 48 punti (record battuto) per dire di un bunker che anche ieri lo ha fatto sentire al sicuro, al di là delle sbandate finali. E ovviamente San Gonzalo Higuain, che appena rimesso piede a casa ha ricominciato da dove un cartellino rosso lo aveva fatto smettere e ha spalancato al Napoli prima la partita e poi la porta della vittoria, di testa su assist di Callejon, al minuto 32 della ripresa. Trentadue come i suoi gol in campionato (e sono 100 stagionali per il Napoli): solo 1 meno di Angelillo e 3 meno di Nordhal, gli uomini record davanti a lui. Ma è stato lì che si è capito perché questo Napoli non è ancora certo di un piazzamento che pure merita. Perché giocare con la pressione della Roma addosso, e in difesa di qualcosa (il 2° posto, appunto), non è nelle sue corde, come quando si tratta di disegnare il suo calcio. Perché non ha finito la benzina, ma patisce un po’ la prevedibilità di chi ha accumulato fatica (nelle gambe dei soliti undici, finora titolari esattamente in una partita su due), stanchezza (nella testa) e tensione (nei nervi). Perché crea tanto ma in proporzione concretizza poco, ieri anche nel suo stadio, dove pure nelle ultime 4 partite aveva segnato 15 gol, e mai meno di 3. Perché anche ieri, nonostante il poco fatto dal’Atalanta, non ha chiuso la partita anche per poca cattiveria (vedi Mertens, 5’ prima del 2-0), oltre che per la serata di grazia di Sportiello. Due no straordinari a Mertens e El Kaddouri nel finale, per costringere il Napoli a tenere in gola il cuore: già provato da un 2-1 evitabilissimo (cross da destra di Conti e deviazione decisiva di Albiol per stoppare Freuler) e nato da uno dei suoi non nuovi cali di tensione”.

Higuain sempre più napoletano: ecco due gesti emblematici

La Gazzetta dello Sport scrive su Gonzalo Higuain

“Higuain segna per il Napoli e per il suo futuro a Napoli. Ogni gol è una dimostrazione di attaccamento alla maglia, come lo è stata per certi aspetti la corsa a perdifiato, a fine primo tempo, che ha effettuato per marcare Diamanti quasi al limite dell’area di Reina. Un segnale lanciato ai compagni, lui è il primo a non mollare e a suonare la carica nel periodo decisivo della stagione. Al momento della sostituzione si è goduto la meritata ovazione dei tifosi, poi dopo il fischio finale si è sobbarcato un intero giro di campo, nonostante la pioggia incessante, per andare a ringraziare lui quel popolo che da tempo è ai suoi piedi”.

La Prefettura obbliga il Comune subito ai lavori: in ballo c’è il nullaosta col Frosinone!

I dettagli

Lavori urgenti al San Paolo a partire dai sediolini sul modello-Udine, mentre nella parte più visibile dalle telecamere saranno quasi certamente marchiati con la «N» del Napoli. Il Corriere del Mezzogiorno racconta due retroscena:

1) Ieri sera la copertura del San Paolo è stata attenzionata da tre tecnici nominati dalla Procura, presenti allo stadio durante la gara con l’Atalanta per indagare su eventuali danni provocati dalla vibrazione del San Paolo agli edifici circostanti

2) la Prefettura di Napoli ha obbligato Palazzo San Giacomo a investire in gran fretta 150mila euro per lavori immediati da eseguire per avere il nullaosta per la gara con il Frosinone nell’ultima giornata di campionato.

La mixed di Vivicentro – Sportiello: “Napoli? Non ci penso, voglio chiudere bene la stagione”

Le sue parole

Il Napoli porta a casa il bottino pieno contro l’Atalanta, ma lo fa in un San Paolo non proprio pieno di tifosi. Al termine del match, in mixed zone, ha parlato Marco Sportiello, portiere della squadra di Reja: “Higuain è un fenomeno, non ci sono parole per descrivere le sue qualità. Le mie parate sono dovute, niente in più. Abbiamo fatto la nostra gara ma qui è difficile fare punti per chiunque. La prossima sarà l’ultima in casa e dobbiamo onorare il campionato anche se ormai siamo già salvi. Napoli? Non ci penso, al momento voglio chiudere bene solo la stagione”.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Era il mio sogno impossibile e adesso diventerà realtà

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Sono abituato a cantare fuori dal coro, e ho sempre pensato che il mondo va sempre avanti. E sempre in meglio.

L’uomo, ingrato, finge di non accorgersene.

Quelli che hanno la mia età si dovrebbero ricordare che i loro padri sono stati coinvolti in una guerra mondiale, i loro nonni in due. E si dovrebbero ricordare anche che d’inverno andavano a letto con il freddo, perché non ci si poteva riscaldare.

Il mondo va avanti. E la macchina che si guida da sola in breve sarà molto più sicura di quella guidata dall’uomo.

Queste auto non avranno bevuto, non si saranno drogate. Non passeranno con il rosso, rispetteranno le strisce.

L’Uomo deve essere sereno: perché Colui che ha fatto il mondo lo ha fatto bene, e ha programmato che esso vada sempre meglio. Lo dico «perché credo in Colui che ha fatto il mondo», come recita il titolo del libro di Antonino Zichichi, che ho divorato.

Siccome l’uomo è una Sua creatura, nonostante i pessimi esemplari che si manifestano per farcelo dimenticare, e nonostante voi giornalisti facciate di tutto per far sapere soprattutto le cose brutte e non quelle belle che accadono, il mondo va sempre verso il meglio.

E io che sono fortunato dal punto di vista economico, sarò fra quelli che compreranno per primi quest’auto che va da sola. Non vedo l’ora di digitare l’indirizzo di dove vorrò essere portato. Se acquisteremo in tanti quest’auto, si abbasserà il prezzo, e sarà dunque a portata di più gente. Ricordatevi che un tempo l’aria condizionata e i vetri elettrici si trovavano solo sulle Rolls Royce, oggi ne sono dotate anche le utilitarie.

Bisogna ragionare in modo diverso. Non dimenticatelo.

Testo raccolto da Marinella Venegoni

 vivicentro.it-opinione / lastampa / Era il mio sogno impossibile e adesso diventerà realtà ANDREA BOCELLI

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Esclusiva – Filippi: “Battere il Foggia per la Tim Cup e sullo stadio…”

Il D.G. Clemente Filippi è intervenuto al Pungiglione Stabiese.

Nel corso de “Il Pungiglione Stabiese”, trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, abbiamo ascoltato il D.G. delle vespe, Clemente Filippi.

Ecco le sue dichiarazioni.

Il campionato volge al termine, ultima gara contro il Foggia. Lei immaginava questo epilogo: Non proprio, come sempre ogni anno ai nastri di partenza siamo ambiziosi avendo ben altri propositi al di la di una tranquilla salvezza. Quest’anno siamo stati sfortunati, la prima parte della stagione è stata caratterizzata dai troppi infortuni e sono venuti a mancare calciatori importanti. Il campionato è stato equilibrato sin dalle prime giornate, purtroppo gli infortuni ci hanno penalizzato in ogni modo senza poter fare affidamento su diversi titolari, e anche altri fattori che si sono aggiunti in seguito. Cercheremo di farne tesoro per l’imminente futuro.

A gennaio, la rosa è stata rivoluzionata, avrebbe sperato in qualcosa ben oltre una semplice salvezza: Si, non nascondo le mie ambizioni, sono ottimista per natura, anche perché gli investimenti sono stati importanti. La classifica non era proibitiva, io per filosofia personale ho sempre vissuto alla giornata sperando in 3-4 vittorie consecutive in modo tale da poterci mettere in carreggiata ed infatti il Matera per poco non è riuscito ad agganciare i play-off. Al di lá della cessione di Migliorini che andava fatta visto che il calciatore aveva ambizioni di giocare in serie B, sfidavo chiunque a trattenere un calciatore di prospettiva, rifiutando un’offerta da parte di un club cadetto. Indubbiamente il crocevia è stata la partita in casa contro l’Ischia. Quel pari, per come è maturato ha rovinato un po’ il tutto visto che in precedenza si era creato un certo entusiasmo, i presenti allo stadio erano felici della prestazione fino a dieci minuti dal termine. In seguito sono sorte tensioni e i rapporti con la piazza si sono incrinati ulteriormente. Siamo andati a Rieti rischiando di perdere, è mancato quindi l’entusiasmo nei successivi incontri casalinghi contro Monopoli e Melfi. Peccato perché si poteva vincere contro i lucani dando seguito all’ottima prestazione di Foggia, che ci avrebbe permesso di sperare in un aggancio alla zona play-off. Speranze che si sono spente definitivamente dopo la sconfitta di Pagani, rischiando anche di andare in crisi, visto che successivamente giocammo contro la Casertana e che un ulteriore sconfitta ci avrebbe tagliato le gambe. In quel momento di difficoltà si è visto il gruppo, ho avuto modo di apprezzare calciatori con senso di attaccamento alla maglia, bravi a gestire quel momento di difficoltà. Il gruppo era coeso e anche la tifoseria è stata esemplare, 600 persone a Caserta con la squadra impelagata nei play-out, ha dimostrato un segnale di maturità e di immenso amore. I tifosi non hanno mai smesso di crederci, alla fine c’è stato questo connubio e speriamo che possa rinsaldarsi anche per questa domenica, con l’augurio che la squadra abbia voglia di riscattarsi con una prestazione importante e congedarsi al meglio soprattutto per migliorare la classifica.

La questione stadio minaccia il futuro e anche la disputa del prossimo match contro il Foggia: Bisogna aspettare le decisioni del GOS che si riunirà in serata, visto che è l’organo preposto alla sicurezza per i campionati professionistici. Siamo fiduciosi in merito, attendiamo buone notizie.

Contro il Foggia vige la storica rivalità tra opposte tifoserie. L’obiettivo della qualificazione alla Tim Cup non è utopia visto che alla Juve Stabia basterebbe un punto qualora la Casertana vinca contro la Paganese: Al di là di questo obiettivo, bisogna comunque sempre onorare il campionato non regalando niente a nessuno, lo sta dimostrando il Messina salvo da diverse giornate. I miei complimenti vanno anche alla Fidelis Andria che nel precedente incontro ha recuperato contro il Cosenza estromettendo quasi sicuramente i silani per un posto nei playoff, e poi soprattutto perché bisogna onorare la classifica e centrare la qualificazione alla Coppa Tim che ci consentirebbe di superare il primo turno della Coppa Italia di Lega Pro. Obiettivo importante e strategico perché dall’anno prossimo la vittoria del trofeo garantirà in automatico l’accesso ai play-off.

Si è già discusso sulle possibili conferme per l’anno venturo: Adesso è ancora presto, soprattutto perché bisogna ancora capire la situazione stadio che potrebbe condizionare la programmazione. Mi auguro che tutto questo sia solo un “brutto sogno”, confido anche nel commissario che in questi giorni si sta impegnando a risolvere la problematica. Sicuramente è ancora presto per intavolare questi discorsi, bisogna ancora chiudere la stagione, a bocce ferme si tireranno le somme per poi fare anche delle opportune valutazioni sui calciatori in scadenza, per i quale la società al di la delle critiche dei media, ha sempre cercato di intavolare trattative per il rinnovo. Un passo per volta, poi penseremo a programmare la prossima stagione, cercando di farci trovare ai nastri di partenza senza patemi.

È vero che il commissario Vaccaro ha concesso uno sconto sul canone di affitto dello stadio in queste ultime partite alla Juve Stabia? Noi puntualmente, da regolamento, prima di ogni partita effettuiamo il versamento per l’affitto delle gare casalinghe. Abbiamo disputato le ultime partite senza la presenza del pubblico ospite, pur pagando il costo di una struttura non completa. Dopo la gara contro il Messina abbiamo posto una richiesta al dottor Vaccaro facendo presente della problematica, visto che soprattutto contro Matera e Benevento abbiamo subito un danno rilevante in termini di incasso. Per compensare in minima parte il club, il commissario ha deciso di abbonarci l’affitto pari a mille euro a partire dalla gara contro la Lupa Castelli, un piccolo gesto, che ha dimostrato interesse e vicinanza circa le sorti della Juve Stabia. In chiusura vorrei ringraziare il Presidente Franco Manniello che tra mille difficoltà continua con investimenti copiosi, noi ci mettiamo l’impegno, la passione e le idee; lui ci mette i soldi e la faccia per amore di questi colori.

De Grandis: “A Torino non sarà facile per gli azzurri”

Battuta l’ Atalanta il Napoli sarà impegnato nel prossimo turno sul campo del Torino, una trasferta davvero ostica. Questa l’ opinione di Stefano De Grandis al riguardo nel corso di Sky Calcio live:
“ La trasferta di Torino non sarà facile per il Napoli soprattutto considerando il buon periodo di forma della squadra di Ventura. Anche domenica sera gli azzurri avranno la pressione sulle spalle visto che la Roma è impegnata nel lunch match. Stasera la squadra ha giocato bene anche se non ha finalizzato al meglio le numerose occasioni avute a disposizione”.

Reja: “Complimenti al Napoli ma sono contento della prestazione”

L’ ex Napoli ed attuale allenatore dell’ Atalanta Edy Reja è intervenuto, nel post partita, ai microfoni di Premium Sport. Ecco le sue dichiarazioni:
“Abbiamo fatto meglio nel primo tempo avendo anche delle opportunità, il secondo il Napoli ha avuto il pallino del gioco e con un Higuain così poi diventa tutto più complicato: ha qualità impressionanti.
Hamsik è un giocatore straordinario, sono contento per la sua crescita. E’ una bandiera di questo Napoli che ho avuto modo di allenare; l’ intuizione di portarlo in azzurro fu di Marino. È un centrocampista completo che ha nelle corde anche il gol. Ho provato ad arginarlo con la marcatura di De Roon anche se ho detto al mio mediano di essere cauto visto che era diffidato.
Complimenti al Napoli poiché ha fatto molto bene oggi e mi auguro possa blindare il secondo posto. L’ Atalanta non ha sfigurato: siamo riusciti a riaprire la partita ed abbiamo avuto anche l’ occasione di pareggiare con un colpo di testa di Borriello, sono contento per la prestazione”.