Le parole di Fulvio di Giuseppe al Pungiglione Stabiese
Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Fulvio di Giuseppe collega di Foggia Città Aperta; con lui si è parlato del match di sabato pomeriggio tra Juve Stabia e Foggia.
Ecco le sue dichiarazioni.
Il Foggia è reduce dalla vittoria contro il Martina Franca per 4-0. Ai rossoneri basterebbe un punto per ottenere il secondo posto matematico: Il Foggia giocherà per vincere. Con un pari si, i rossoneri sarebbero matematicamente secondi nel proprio girone non a livello globale. Quindi è giusto che a Castellammare si giochi per vincere senza fare calcoli. La squadra ha dimostrato di vincere e perdere contro tutti. Già alla vigilia contro il Martina, il tecnico De Zerbi ha spronato la squadra ad ottenere 6 punti in queste ultime due gare, per entrare di diritto nella griglia come migliore seconda. Tra l’altro De Zerbi in sala stampa al termine della partita contro il Martina ha voluto sottolineare di essere intenzionato di giocarsi la partita per avere poi la certezza di giocare in casa l’eventuale semifinale/finale la gara di ritorno, sfruttando così il fattore ambientale da parte dei rossoneri. Discorsi leciti, ma indubbiamente sarà comunque difficile espugnare il catino del Menti, visto che non ci saranno tifosi rossoneri al seguito.
La debacle inattesa al San Vito di Cosenza è stata fatale per il primato: In parte si, non proprio se guardiamo i risultati altrui, visto che il Benevento non ha perso colpi. I satanelli hanno tramontato il sogno di agganciare il primato dopo le due sconfitte in esterna contro la Fidelis Andria e in casa del Messina. Il Benevento invece pur vincendo di misura, è stata dunque, la squadra più costante del campionato. A mio giudizio il Foggia è la compagine che gioca meglio a calcio nel girone, dimostrando di poter giocare tranquillamente in serie B visto che ha perso un grappolo di partite per assenza di cattiveria pur disponendo un organico superiore alle altre compagini.
Il Foggia è forte dal centrocampo in su, ma la retroguardia lascia qualche varco di troppo: Si esattamente. Ha alternato momenti da squadra solida e imbattuta per diverse partite, pagando poi una mini crisi di risultati. Il tecnico ha cambiato anche diversi schieramenti in corso d’opera alternando la difesa a quattro o a tre qualora decideva di spostare Coletti sulla mediana. Ha inciso anche l’assenza del portiere titolare Narciso, sostituito con Micale non proprio esente da varie colpe; tanto da beccarsi diverse critiche dagli addetti ai lavori. I rossoneri hanno sempre dimostrato di poterci fare in area di rigore, dotati di un attacco esplosivo con Iemmello che è il bomber del girone. La difesa è il vero tallone d’achille; non sempre la retroguardia riesce a reggere gli urti, e sistematicamente la squadra viene punita ad ogni piccola disattenzione.
Chi reputi possa essere la squadra più temuta nei play-off: Il Foggia tenendo in considerazione il suo atteggiamento, senza voler peccare di presunzione. Ripeto il concetto che ho già espresso, durante l’anno la squadra ha dimostrato di poter vincere e perdere contro chiunque. Staremo a vedere, spero che si faccia trovare in forma ottimale e in campo possa giocare con grinta e cattiveria. D’altronde contro il Cosenza pur dominando la partita, non ho visto la giusta cattiveria, i silani ci hanno punito di misura realizzando gol concretizzando l’unico tiro in porta. È mancata la convinzione dei propri mezzi, la superiorità non si è notata ed infatti Iemmello e compagni non hanno avuto la forza di rimettere in sesto la partita.
Si potrebbe fare un parallelismo con il secondo Foggia targato Zeman tecnico che disponeva di un forte attacco composto dal tamdem Insigne-Sau, ma poco efficace coralmente: Non direi. Zeman gioca un calcio spregiudicato, mister De Zerbi invece predilige la fase difensiva, poi purtroppo la difesa subisce gol su situazioni particolari. Sicuramente ci sono stati momenti del campionato dove c’era molto equilibrio, si segnava tanto con pochi gol subiti. Ma il calcio di De Zerbi è nettamente differente dal credo e dall’impostazione tattica di Zeman. Poi si tende a fare confusione quando si da un’occhiata ai tanti gol messi a segno e quindi per forza di cose, visto che anche questo Foggia ha offerto spettacolo, qualcuno ritiene opportuno fare un simile parallelismo.
Qualche news sulla formazione foggiana, quale sarà lo schieramento: Il tecnico ha sciolto solo quei pochi dubbi che aveva a riguardo le condizioni atletiche di calciatori preferibilmente da non rischiare proprio per evitare ulteriori infortuni in ottica play-off. Ha già detto che non farà calcoli, sarà intenzionato a schierare i titolari. Bomber Iemmello in attacco sarà assistito da tre mezzepunte. A centrocampo giocherà di sicuro Agnelli. Angelo è infortunato, ha dei problemi fisici e De Zerbi ha già detto di non voler rischiare il calciatore sul campo in erba sintetica. Stesso dicasi anche per Vacca che oltre ad avere problemi fisici è anche in diffida. La formazione potrebbe essere influenzata da questi particolari e ovviamente anche tenendo conto delle scelte di Zavettieri.
Arcidiacono e Lazzaro due ex gialloblu, entrambi approdati in puglia al termine della sessione invernale di mercato. Sono stati funzionali al progetto: Arcidiacono ha dimostrato di essere molto importante per la squadra, è stato fermo per infortunio ma determinante contro il Melfi. Biccio si è ritagliato poco spazio nonostante abbia indiscusse qualità. Al contrario Lanzaro è stata una mina vagante, inizialmente prometteva bene, pur giocando pochi minuti. Poi ha decisamente deluso le attese, dispiace perché con la sua esperienza poteva dare molto al cammino del Foggia. Ci auguriamo che possa riscattarsi e magari risultare determinate proprio nei play-off.


Accanto a Franco Branciaroli, nel ruolo di Macbeth, Valentina Violo vestirà i panni di Lady Macbeth. Gli altri interpreti sono Tommaso Cardarelli (Malcom), Enzo Curcurù (Banquo), Stefano Moretti (Ross), Fulvio Pepe (Macduff), Livio Remuzzi (Lennox), Giovanni Battista Storti (Re Duncan).
“ Il Macbeth inizia da un mondo esterno in guerra, dove caratteristiche come efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. La violenza che si applica all’esterno non vale per l’interno, altrimenti tutto salta e tra il dentro e il fuori non c’è più differenza, tutto diventa guerra. Macbeth a un certo punto sceglie di portare la violenza all’interno e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Al caos generato da donne che sono uomini (ovvero da una natura femminile perversa) solo un “non nato di donna” potrà porre fine. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro. Il Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali.

In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti)
Serata Stravinsky è un dialogo a distanza tra il compositore russo ed il coreografo veronese, ma non mancano i legami anche con Djagilev, che con il suo lavoro ha saputo sottolineare l’importanza della danza nel mondo della cultura.
Alcuni giorni fa invece vi abbiamo informato del viaggio che lo stesso Carlo avrebbe intrapreso, direzione Imola, per onorare ancora una volta la memoria del pilota brasiliano deceduto il 1 maggio del 1994.
Carlo ci racconta di aver incontrato tanti tifosi e addetti ai lavori che si sono complimentati con lui per la sua opera editoriale. Di tutte le persone incontrate, Carlo però non dimenticherà mai l’abbraccio con Angelo Orsi, fotografo ufficiale di Ayrton Senna, immortalato da un’istantanea che resterà come prova di quello che è accaduto inaspettatamente nella Trattoria del Sig. Paolo Liverani.

