Ieri giornata importante per i Giudici di Pace di Torre Annunziata
Spero che almeno l’Associazione Forense si faccia carico di far cambiare il simbolo della Nazione.
Castellammare di Stabia li 04.06.2016
Spero che almeno l’Associazione Forense si faccia carico di far cambiare il simbolo della Nazione.
Castellammare di Stabia li 04.06.2016
Muhammad Alì le ha scolpite nella pietra le parole, con il suo carisma, la sua sensibilità, il carisma, l’impegno nella lotta per i diritti civili e nelle battaglie sociali in favore della comunità afroamericana.
Ecco le frasi più celebri di Muhammad Ali.
* “Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me”. 1964
* “Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Combatti ragazzo, combatti”. 1964, prima del match con Sonny Liston.
* “Sono il re del mondo, sono carino, sono cattivo. Ho scosso il mondo, ho scosso il mondo, ho scosso il mondo!”. 1964 dopo aver sconfitto Sonny Liston.
* “E’ difficile essere umili quando si è grandi come me”.
* “Non ho mai litigato con questi Vietcong. I veri nemici della mia gente sono qui”. 1966, sul perché si fosse rifiutato di arruolarsi nell’esercito americano e combattere in Vietnam.
* “Ho già festeggiato, ho pregato Allah”. 1971, dopo che la sua condanna per renitenza alla leva era stata annullata dalla Corte suprema.
* “L’ho detto a tutti quelli che mi criticano che sono il più grande di tutti i tempi…. Non datemi perdente fino a che non ho 50 anni” 1974, dopo aver sconfitto George Foreman nel celebre match a Kinshasa.
* “Tutto quello che posso fare è combattere per la verità e la giustizia. Non posso salvare nessuno. Lui è un personaggio di fantasia”. Alla presentazione del fumetto in cui Muhammad Ali sconfigge Superman.
* “La gente dice che parlo lentamente oggi. Sai che sorpresa. Mi sono beccato 29.000 pugni in faccia. Ma ho guadagnato 57 milioni di dollari e ne ho risparmiati la metà. Di pugni forti ne ho presi pochi. Sai quante persone di colore vengono uccise al giorno d’oggi da colpi di pistola o da coltellate senza incassare una lira. Magari parlo lentamente, ma la mia testa è a posto”. 1984, a Seattle.
* “Le mie sofferenze fisiche sono state ripagate da quello che sono riuscito ad ottenere nella vita. Un uomo che non è coraggioso abbastanza da assumersi dei rischi, non otterrà mai niente”. 1984, Houston.
vivicentro.it/terzapagina – repubblica/Muhammad Alì, le frasi celebri
L’indifferenza e a volte la noia che hanno circondato questa campagna elettorale potranno essere misurate domenica con il dato dell’affluenza. Ma, al di là dei numeri, c’è una questione che si può intanto affermare senza smentite e che ciascuno ha potuto sperimentare di persona nelle discussioni in famiglia o sul posto di lavoro: i sindaci non scaldano più i cuori. L’ultimo baluardo della «bella politica», quella più vicina ai cittadini, è un rudere.
Il declino è recente, recentissimo, per questo colpisce ancora di più. Appena un paio d’anni fa Matteo Renzi, un personaggio capace d’intercettare come un rabdomante i flussi del consenso, amava presentarsi come un sindaco prestato pro tempore alla politica nazionale. E sindaci o amministratori erano molti della prima linea scelta dal segretario, da Graziano Delrio (Reggio Emilia) a Matteo Ricci (Pesaro).
La retorica del sindaco trasudava in ogni discorso pubblico di Renzi. «Noi sindaci…», era la frase d’apertura in ogni occasione. Tanto che la prima versione della riforma del Senato, quella sognata dal premier, garantiva il laticlavio a ben sessanta primi cittadini.
Cosa è rimasto di tutto questo? Se si pensa alla fatica che ha fatto Renzi per convincere Roberto Giachetti a candidarsi, oppure alle difficoltà che il M5S sta incontrando nel trovare professionisti che accettino di entrare in un’eventuale giunta Raggi a Roma, per non parlare dell’affanno di Berlusconi per scovare qualcuno da contrapporre a Piero Fassino, sembrerebbe molto poco. Soprattutto se paragoniamo la depressione e la malinconia di oggi ai fasti del passato. Alla gloriosa stagione dei sindaci del ’93, che davvero interpretarono la volontà di rinascita di un Paese messo in ginocchio dalla corruzione e dal crollo di un’intera classe politica. Bianco a Catania, Orlando a Palermo, Rutelli a Roma, Bassolino a Napoli, ma anche il leghista Formentini a Milano, e poi Cacciari a Venezia e tanti altri. E quando Mariotto Segni provava a convincere gli italiani della bontà dell’elezione diretta del premier, gli bastava pronunciare la formula magica perché tutti capissero: il presidente del Consiglio sarà come «un sindaco d’Italia». Fu del resto grazie alla popolarità conquistata come amministratore della Capitale per sette anni che Walter Veltroni trovò la forza per lanciarsi come segretario Pd e poi candidato premier.
Di quegli anni non sembra rimasto più nulla. In fondo, sempre per restare a Roma, il discredito che ha colpito l’esperienza amministrativa di Gianni Alemanno e la paralisi che alla fine ha travolto Ignazio Marino – due esperienze diverse ma accomunate da un destino fallimentare – sono l’esempio di quanto sia finita male quella «bella politica». Lo stesso Giuliano Pisapia, che ha ben amministrato, si è guardato bene dal ricandidarsi.
Certo, le ragioni di tutto questo sono molte. E molte hanno a che fare con lo svuotamento ope legis di una figura un tempo quasi onnipotente. Tra spending review e patto di stabilità interno, lo Stato centrale ha chiuso i rubinetti da anni e impedito anche alle città virtuose di investire. Senza fondi, terrorizzati per un avviso di garanzia, i sindaci sono tornati a essere i taglianastri che erano nella prima Repubblica. Prima cioè della riforma elettorale che li rese i padroni delle città. Non ha tutti i torti Massimo Cacciari quando dice che per fare il sindaco oggi «bisogna essere dei pazzi». Per cui facciamo gli auguri domani a tutti quei «pazzi» a cui daremo il nostro voto. Sperando, per loro e anche per noi, che serva a qualcosa.
vivicentro.it/editoriale – lastampa/Il fascino smarrito del sindaco FRANCESCO BEI
Dev’essere un destino dei toscani, perché oggi tocca a Benigni passare nel breve volgere di un’intervista da genio comico che prendeva in braccio Berlinguer e in giro Berlusconi a Johnny Lecchino, approfittatore e voltagabbana, cantore non più di Dante ma di Renzi e addirittura di Verdini. Tutto perché ha detto che a ottobre voterà sì al referendum sulle riforme costituzionali. Come se un premio Oscar avesse bisogno di baciare le natiche al potere del momento per ottenere uno strapuntino di visibilità. Hanno persino cercato maldestramente di prenderlo in castagna sulla Costituzione, fingendo di ignorare che la sua esaltazione televisiva della Carta si riferiva ai principi fondamentali e non al ruolo del Senato.
Benigni ha dato voce a un pensiero assai diffuso a sinistra: questa riforma non sarà un granché, ma dopo quarant’anni di dibattiti sterili anche il poco è meglio del nulla. Opinione discutibile, però legittima. E invece per il comitato di liberazione da Renzi chiunque la pensi in modo diverso dev’essere per forza un traditore e un venduto. La visione della politica come lotta tra clan, che gli antirenziani attribuiscono al premier, appartiene anche a loro. In Italia c’è sempre un tiranno da abbattere o da osannare, una squadra da applaudire o da fischiare. E nemmeno Benigni può concedersi il lusso di avere un’idea in contrasto con la maglia che indossa.
vivicentro.it/opinione – lastampa/Benigni e maligni MASSIMO GRAMELLINI
Ogni giorno Paolo Fox racconta, con il suo oroscopo in TV (Fatti vostri) e su Lattemiele, cosa le stelle hanno in serbo per noi, come andrà il lavoro, la salute, l’amore…
Questo il suo oroscopo per oggi, tratto da Lattemiele:
CHI E’ PAOLO FOX:
Paolo Fox (Roma, 5 febbraio 1961) è un astrologo, pubblicista e personaggio televisivo italiano.
Biografia
Fin dagli anni novanta si occupa di astrologia nei mass media, proponendo il suo oroscopo nelle trasmissioni televisive della RAI e anche in radio, su LatteMiele e Radio Deejay; le sue prime apparizioni televisive sono state nelle trasmissioni di Rai 1 Per tutta la vita, In bocca al lupo! e Domenica In.
E’ iniziato a diventare noto al grande pubblico a partire dal 1997 quando ha iniziato la collaborazione con il network Lattemiele dove conduce uno spazio dedicato all’oroscopo giornaliero alle ore 7.40 e 19.40.
Il lunedì mattina il mago dell’oroscopo è presente anche su Radio Deejay. Per quanto riguarda il mondo della televisione, è apparso per le prime volte nei programmi televisivi Per tutta la vita, In bocca al lupo! e Domenica In.
Ha partecipato come ospite a tantissimi altri programmi tv: Festa di classe, Speciali di fine anno, Tutto Benessere, Furore, Uno Mattina, Speciale Grande Fratello, Piazza Grande, Aspettando cominciamo bene e tanti altri. Dal 2002 è una delle colonne portanti del programma tv di Raidue, I Fatti Vostri, dove legge il suo oroscopo. Negli ultimi anni risulta essere uno dei personaggi maschili più cliccati dell’anno sul web!
Annualmente cura per la RAI la serata dedicata alle previsioni astrologiche per il nuovo anno, trasmessa a fine dicembre.
È attivo anche sulla carta stampata, curando l’oroscopo per diversi settimanali
Nel 2014 ha interpretato sé stesso nel film di Natale Ma tu di che segno 6?.
Per quanto riguarda la sua vita privata non si sa praticamente nulla. E’ sposato? E’ fidanzato? Dove va in vacanza? Lui non ha mai rilasciato dichiarazioni o commenti sulla sua vita sentimentale anche perché grazie agli astri vuole indovinare quella del suo numeroso pubblico che non l’abbandona mai!
L’ex pugile Muhammad Ali è morto nella notte all’età di 74 anni. Lo ha reso noto la famiglia con una dichiarazione. L’ex campione del mondo dei pesi massimi e oro olimpico a Roma ’60 era stato ricoverato giovedì 2 giugno per «precauzione». Le sue condizioni non erano state giudicate gravi, ma data l’età e il morbo di Parkinson, di cui “il Più Grande” era malato da trent’anni, i medici avevano scelto la strada della prudenza.
L’ex Cassius Clay, che aveva lasciato la boxe nel 1981, era stato in ospedale diverse volte negli ultimi anni. L’ultima nel gennaio 2015, per una grave infezione alle vie urinarie, sebbene in un primo momento gli fosse stata diagnosticata una polmonite.
Pochissime da anni le sue apparizioni pubbliche, e nelle più recenti era apparso sempre più sofferente e fragile. Anche l’ultima volta, lo scorso 9 aprile, quando aveva voluto partecipare alla “Celebrity Fight Night” a Phenix, un evento annuale che è anche occasione per una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson. Era tuttavia in evidenti difficoltà fisiche, sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri. Prima di allora aveva preso parte ad un tributo a lui dedicato nella sua città natale, Louisville in Kentucky.
Il morbo di Parkinson di cui soffriva fu palese al mondo per il tremore delle mani mentre accendeva la torcia olimpica nel 1996, ai Giochi di Atlanta. Eppure Muhammad Ali era rimasto attivo a lungo come figura pubblica. Nonostante la sofferenza soltanto negli ultimi anni si era del tutto ritirato a vita privata. Alcuni esperti sostengono che la malattia possa essere stata causata dai colpi presi sul ring nel corso della carriera.
La sua traccia resta indelebile, non solo in quanto sportivo e campione, ma anche come una delle personalità più rilevanti e influenti del ventesimo secolo, forse una tra le figure oggi più riconoscibili in tutto il mondo.
Nato Cassius Marcellus Clay Jr., cambiò il suo nome in Muhammed Ali nel 1964, dopo essersi convertito all’Islam. Divenne un simbolo per il movimento di liberazione dei neri negli Stati Uniti durante gli anni ’60, anche per aver sfidato il governo americano, opponendosi all’arruolamento nell’esercito per motivi religiosi. È stato sposato quattro volte e ha nove figli.
vivicentro.it/sport/cronaca – lastampa/Addio a Muhammad Ali, il re del pugilato mondiale
Il premier Serraj: non sarebbe una soluzione. E il suo ambasciatore a Roma spiega che non verrà permesso l’intervento della flotta europea nelle acque territoriali. Dove ogni giorno i migranti affogano senza possibilità di soccorso
Prima la Libia, poi i migranti. Nonostante le stragi, nonostante l’ondata di corpi che si riversa sulle spiagge del Mediterraneo, il governo unitario non intende permettere interventi stranieri nelle sue acque territoriali. E dice no alle azioni della flotta europea per colpire le basi degli scafisti. Fayaz Serraj, presidente dell’esecutivo voluto dalle Nazioni Unite, ha dichiarato che “distruggere le imbarcazioni dei trafficanti nei porti libici non sarebbe una soluzione”. Il problema – ha aggiunto – va risolto nei Paesi da cui partono i migranti.
Ancora più esplicito l’ambasciatore a Roma Ahmed Elmabrouk Safar, che ha sottolineato il punto di vista del governo di Tripoli: “Invitare forze navali straniere nelle acque libiche potrebbe essere visto come un importante progresso per diminuire il numero di persone che attraversano il Mediterraneo, ma in questo momento aiuterebbe a unificare la Libia?”.
Secondo il diplomatico, adesso è più importante trovare una “soluzione a lungo termine”: costruire consenso intorno all’esecutivo Serraj e ristabilire la sicurezza nell’intero Paese, superando le divisioni tra milizie e soprattutto i contrasti con il Parlamento di Tobruk che controlla la Cirenaica e non ha riconosciuto il governo unitario.
Le autorità di Tripoli quindi non chiederanno di estendere l’attività della flotta europea nella acque territoriali, né le permetteranno di colpire i rifugi dei trafficanti ma si limiteranno a domandare assistenza per addestrare la nuova guardia costiera libica. Un progetto già avviato, che comunque richiederà almeno quattro mesi prima di potere avere mezzi ed equipaggi libici in azione. E nel frattempo?
I naufragi della scorsa settimana, in cui hanno perso la vita più di ottocento persone, sono avvenuti a ridosso o all’interno delle acque territoriali libiche. Nonostante il rapido intervento delle navi militari italiane ed europee, non è stato possibile soccorrere tutti i migranti: a morire sono stati soprattutto i più deboli. Tra i 117 corpi recuperati sulle spiagge, 70 erano di donne e cinque di bambini.
vivicentro.it/cronaca – repubblica/Libia, il governo: le basi degli scafisti non saranno colpite GIANLUCA DI FEO

Grande successo per la cerimonia di inaugurazione dell’evento “Gli anni della storia”. La prima tappa ieri si è svolta presso l’ex carcere sulla spiaggia dei pescatori,dove all’interno sono state esposte fotografie e quotidiani di quegli anni,per far rivere al popolo gialloblù,quella gloriosa storia dell’Ischia.Presenti, calciatori,allenatori e dirigenti degli anni d’oro. L’evento è stato organizzato dallo storico tifoso ed ex dirigente sportivo Enrico Scotti. La manifestazione si è aperta con il discorso proprio di Enrico Scotti: Ho inserito in questa manifestazione che ho chiamato gli anni della storia,tutte le vittorie dell’Ischia. Non vi deve sfuggire che in dodici anni siamo riusciti a vincere ben tre campionati. Con tre presidenti diversi ma sopratutto con tre allenatori diversi”. L’ex dirigente ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa,verso gli altri imprenditori che fin’ora hanno gestito l’Ischia:” Quando qualche imbecille parla di programmazione,dovrebbe leggersi la storia dell’Ischia. C’è stato uno zoccolo duro,è vero. Ci sono stati dei comuni denominatori. Volete sapere di chi si tratta? Il magazziniere Luigi Fiore,il massaggiatore Fofò e calciatori come Impagliazzo e Billone Monti. Siamo riusciti grazie ad uomini importanti che ci guidavano come: Gigetto Cantone, Roberto Fiore e Bruno Basentini,che ci hanno permesso di arrivare fin dove siamo ora. Per quanto mi riguarda io mi sono fermato al 2006, quindi non posso e non voglio parlare di ciò che è venuto dopo”. Come citato sopra alla manifestazione oltre ai protagonisti, un’occhio e caduto sopratutto sull’isolano Giovanni Martusciello,il nuovo allenatore dell’Empoli. Il direttore sportivo Scotti ha voluto così elogiare il nuovo tecnico della formazione toscana. ” E partito da Lacco Ameno, entrato nel settore giovanile dell’Ischia. Lungo il suo percorso ha trovato anche qualche allenatore che non lo poteva vedere. Ma non si è mai rassegnato,anzi mettendosi d’impegno, e con la forza e con la giusta determinazione e riuscito a completare un percorso splendido. E’ diventato il primo allenatore in Seria A dell’isola d’Ischia”. E’ bastato usare tre aggettivi: applicazione,serietà e sacrificio. Facendo un bilancio possiamo dire che : ” Ha giocato 150 partite nell’Ischia,con sette-otto gol segnati. Poi il grande salto nel calcio passando dalla B alla Seria A, dove ha segnato a squadre del calibro di Juventus,Inter. Questa è la chiara dimostrazione che con i giusti sacrifici si può arrivare a conquistare grandi traguardi. Infine l’ex direttore conclude- Grazie a Giovanni Martusciello per quello che ha fatto e ha dato all’isola d’Ischia”. Una favola quella di Martusciello che subito è entrata nel cuore del popolo gialloblù. Il neo tecnico della squadra toscana,dopo essere sempre stato il secondo di Sarri,quest’anno avrà l’occasione di mettersi in mostra e poter raggiungere traguardi importanti anche come allenatore. Oltre a Martusciello, era presente l’ex presidente Bruno Basentini,che tra ricordi ed emozioni ne ha approfittato per lanciare un’idea sul futuro dell’Ischia Calcio. “Se il comune mi dà lo stadio Mazzella,rifaccio una grande Ischia”. Dichiarazioni quelle dell’ex presidente,che fin da subito hanno colpito i tanti tifosi storici presenti all’evento. Dopo una stagione che ha visto l’Ischia retrocedere e ritornare nell’inferno della serie D,grazie anche a scelte sbagliate da parte di una società assente. Che il futuro dell’Ischia si chiami ancora una volta Bruno Basentini ? L’evento si concluderà sabato sera alle 21:00 presso l’hotel Re Ferdinando,ospiti dello storico Salvatore Di Meglio.

LA RAGIONE Mio caro amico, con il tuo messaggio mi hai posto diverse domande e hai concluso dicendomi che la sfiducia nella politica non ti consente di attribuire il tuo voto con la certezza di non sbagliare e, quindi, di non dovertene pentire, come già ti è capitato. Per questo, mi hai detto che dipenderà dalle condizioni meteorologiche se andrai al mare o in campagna.
Non mi sono mai sottratto al dovere della risposta e lo faccio senza alcuna difficoltà a fartela pervenire, secondo il tuo invito, attraverso Facebook, volendo tu acquisire anche il possibile, eventuale altrui pensiero.
Ebbene non posso cominciare senza dirti che ciò che intendi fare non è paragonabile a quello del filone che marinava la scuola per sottrarsi, non essendo preparato, all’interrogazione di latino o di greco.
Quello che intendi fare tu è sottrarsi a un dovere ineludibile perché riguarda il tenore che assumerà, non per i prossimi cinque giorni ma per i prossimi cinque anni la vita cittadina, le cui vicende non ti consentiranno di guardarle dalla finestra, come comoda postazione dello spettatore.
Non potrai rimanerne estraneo perché, per i loro riflessi umani e sociali, ne sarà coinvolta la tua stessa vita, secondo le scelte che avrai consentito agli altri di fare con la conseguenza di trovarti, qualunque sia stato il risultato o il fine del loro operato, con la bocca tappata. Ogni tuo sorriso sarà assimilato a quello di chi vive a scrocco; ogni tua lacrima sarà considerata come normalmente si considera la lacrima del coccodrillo.
Poiché conosco la tua sensibilità non mi fermo qui; per non rimanere con lo scrupolo di non aver offerto alla tua riflessione il ragionamento che ho fatto con me stesso e che riguarda la scelta di chi sarà il destinatario del mio voto.
Benigni dice: ” andate sempre a votare. Chi non sceglie lascia il potere alla folla. La folla sceglie Barabba. …sempre. ”
Noi, tra i candidati alla carica di Sindaco, non abbiamo nessun Barabba; verso la persona di ognuno di loro va espresso il massimo rispetto senza farlo dipendere dalla condivisione o meno del loro pensiero politico o dalla rispondenza della loro visione elettorale e programmatica con l’entità e la complessità delle problematiche cittadine.
Rispondenza che, anche considerata a parità qualitativa, fa emergere quel Punto in più che, per essere stato già Sindaco di Castellammare, induce a votare Salvatore Vozza che, con il prezioso e voluminoso carico delle sue esperienze, è la risposta giusta per le attese degli stabiesi.
Esperienze messe l’una sull’altra lungo un percorso durato, fin qui, circa quarant’anni e questo mi ha portato a considerare inesatta la scheda che, riguardandolo, risulta pubblicata su Metropolis dell’Otto Maggio scorso: ” Professione: Politico.”
No! Il suo essere politico, il suo essere arrivato al Parlamento per le sue dotazioni personali, non può che assumere il significato e il valore di una vera e propria vocazione se, giovanissimo, esce dalla Fabbrica, dove lavorava, per rispondere alla chiamata della Città.
Con lo stesso spirito di allora ha assecondato le sollecitazioni ricevute e ha risposto alla nuova chiamata dando vita, disimpegnandosi dai vincoli ideologici, al Movimento per Castellammare nel quale si riflette la sua dichiarazione programmatica e la sua capacità, che non è millanteria, di poter liberare la Città dalle sabbie mobili in cui è stata fatta sprofondare. Questo accentua la differenza con gli antagonisti che per colmare il gap hanno moltiplicate le liste di accompagnamento nell’errata convinzione di poterla spuntare con l’incetta e la forza dei numeri. Anche questo è un richiamo per gli indecisi; perché abbiano a liberarsi di ogni perplessità e a sostenere, con il loro voto, la forza della ragione contro la ragione della forza.
Al voto, dunque, nel segno del Gonfalone!
Flavio di Martino
La contraccezione durante l’ allattamento
Domanda. Ho partorito da circa 10 mesi, ma ancora non ho avuto il ciclo: è normale? Premetto che non sono incinta, ma allatto ancora. Inoltre, vorrei sapere quando posso iniziare a riprendere la pillola.
Risposta. E’ normale non avere il ciclo allattando, ma si può rimanere incinta perché il corpo può riprendere ad ovulare, soprattutto se si allunga il tempo tra le poppate durante lo svezzamento del piccolo. L’unica pillola che si può prendere però durante l’allattamento è quella che non contiene estrogeni, la cosiddetta POP (in passato nata come minipillola). Altre alternative possono essere la spirale medicata al progesterone o l’impianto sottocutaneo, ma queste sono scelte che implicano la volontà di non rimanere più incinte almeno per un po’, dal momento che durano tre anni anche se possono essere rimosse comunque prima del tempo.
Rapporti sicuri in pre-menopausa
Domanda. Tra poco compirò 49 anni e ho sempre avuto il ciclo regolare, mentre negli ultimi 4-5 mesi invece è anticipato e posticipato, quindi credo di essere in pre-menopausa. Finchè ho avuto cicli regolari evitavo i rapporti nei periodi a rischio, ma siccome voglio evitare una gravidanza indesiderata, mi rendo conto che ora non posso più fare dei calcoli “precisi”. Potrebbe essere utile fare gli esami per valutare i dosaggi ormonali?
Risposta. Eseguire un dosaggio ormonale per valutare approssimativamente quanto dista dalla menopausa può essere una buona idea, anche per escludere eventuali altre cause, piuttosto improbabili perchè stante l’età siamo senza dubbio in presenza della premenopausa come lei giustamente dice. Purtroppo questi esami non l’aiuteranno a predire la data dell’ovulazione che potrebbe essere erratica se tuttora presente anche se è assai difficile avere una gravidanza spontanea in questa fascia di età perché la qualità degli ovociti è davvero al lumicino potrebbe valere la pena di discutere con il suo ginecologo di fiducia la possibilità di assumere alcune terapie a base di estrogeni naturali che possono aiutarla nel passaggio della menopausa e nel contempo evitare i rischi di un concepimento non desiderato perché svolgono un’azione contraccettiva.
Il ruolo degli ormoni tiroidei in gravidanza
Domanda. Mia moglie è alla quinta settimana di gravidanza. Ha fatto l’esame per la tiroide e il Tsh è risultato 2.91. Il ginecologo che la segue ci ha detto che il valore è un po’ alto e quindi ha prescritto levotiroxina 25 mg da prendere per tutta la gravidanza. Mia moglie non è molto convinta. Qual è il suo parere?
Risposta. L’ottimizzazione della funzionalità tiroidea è un caposaldo oggi di una buona gestione delle prime fasi della gravidanza. E’ certamente utile approfondire anche la componente degli ormoni e l’eventuale presenza di anticorpi antitiroide. Credo naturalmente che il collega sappia bene quello che fa ma eventualmente nulla vieta chiedere un parere endocrinologico per avere anche spiegazioni aggiuntive sul ruolo degli ormoni tiroidei in gravidanza.
*Rossella Nappi è Professore Associato della Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo Università degli Studi di Pavia.
vivicentro.it/salute e scienze – repubblica/Allattamento, come evitare un’altra gravidanza (a cura di IRMA D’ARIA risponde ROSSELLA NAPPI*)
Quest’anno per la prima volta c’erano i Sindaci alla Festa della Repubblica ! La Costituzione si fonda sui comuni e non i carri armati. Mi sembra una cosa non da poco.
Per la prima volta 400 sindaci hanno sfilato insieme ai rappresentanti delle Forze Armate nella parata del 2 giugno. Un’immagine molto bella, che sottolinea l’importanza degli amministratori per le nostre comunità e dà un messaggio di forte unità a tutto il Paese.
Buona Festa della Repubblica a tutti noi!
Da un semplice, Cittadino Celso Vassalini.
Il Primo Ministro Renzi e’ un esperto sia nella preparazione che nella degustazione e somministrazione di svariate “pietanze politiche”. E’ come il cacio sui maccheroni, il peperoncino sugli spaghetti aglio e olio, il Condi..Renzi ideale per ogni insalata di riso.
vivicentro.it/blogger/lopiano-saintred – Condi….Renzi (Lo Piano – Saint Red)
Dopo decenni di emissioni incontrollate di Co2 nell’atmosfera da parte di alcune superpotenze economiche mondiali, alcuni Paesi emergenti hanno usato come fonte principale d’energia, l’elettricita’ rinnovabile.
In un solo anno sono stati installati ben 147 impianti di energia rinnovabile, anche se sembrava che dovesse essere un cattivo investimento, visto che il prezzo dei combustibili fossili, gas, petrolio e carbone, avevano perso piu’ di un terzo del proprio valore di mercato.
Secondo quanto riporta il sito spagnolo defensacentral.com, il Napoli sarebbe interessato a Nacho Fernandez, difensore del Real Madrid, già cercato in passato dal club azzurro. Il portale rivela che i partenopei sarebbero intenzionati a presentare un’offerta ai Blancos per accaparrarsi Fernandez, ben voluto da Zidane che non vorrebbe venderlo, nonostante non sia da lui considerato un titolarissimo.
Napoli forte su De Sciglio: a rivelarlo sportmediset. Il difensore, tuttavia, starebbe aspettando la Juventus che potrebbe perdere Lichtsteiner, richiesto insistentemente dal suo ex tecnico Antonio Conte, ora al Chelsea. Sul milanista ci sarebbe anche il Bayern Monaco. La concorrenza, dunque, di certo non manca per gli azzurri.
Vince Ghoulam e la sua Algeria nel match valido per la qualificazione alla Coppa d’Africa contro le isole Seychelles per 2-0. Il difensore, autore di un’ottima annata col Napoli, ha giocato per 90 minuti.
Il giorno 2 giugno, al Rione Trieste, la ditta Boccia e Nappi da Palma Campania (Na) ha deliziato con uno spettacolo pirotecnico notturno in onore di S. Maria Immacolata di Costantinopoli.
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dal nostro inviato, Gennaro Novellino
Dopo che il Collegio di Garanzia del Coni, nei giorni scorsi, ha respinto entrambi i ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d’appello federale che aveva restituito 3 punti ai rossoneri, ufficializzando, quindi, la doppia sfida in programma domani sera al “Biondi”, con il ritorno previsto l’8 giugno all’ ”Arechi”, tra il Lanciano e la Salernitana, al fine di decretare chi sarà la quarta squadra che farà compagnia l’anno prossimo in Lega Pro alle già retrocesse Como, Livorno ( che sperava nella restituzione dei 3 punti di penalizzazione agli abruzzesi per disputare il play – out proprio al posto dei frentani) e Modena, la formazione di Maragliulo è pronta per la gara di andata contro i granata, prevista per le ore 20:30 di domani sera – arbitra Manganiello di Pinerolo – Ritorno previsto sempre alla stessa ora, giovedì 8 giugno all’ “Arechi” di Salerno.
Ecco il pensiero di Maragliulo in vista della doppia sfida contro i campani: “Nell’ultimo week – end non abbiamo giocato e ne abbiamo approfittato per mettere maggiore benzina nella gambe, dal momento che si tratta di una sfida molto delicata e difficile. Dovremo fare a meno di pedine importanti per noi come Di Francesco, Ferrari e Giandonato, che tuttavia, sono sicuro di essere in grado di sostituire al meglio, dal momento che il nostro è un gruppo fantastico. Non credo di apportare delle modifiche tattiche, dal momento che Ferrari sarà sostituito da Bonazzoli, il quale ha le sue stesse caratteristiche tecnico – tattiche. La Salernitana è un’ottima squadra, molto attrezzata, con attaccanti di grandissimo livello come Coda e Donnarumma. I granata, inoltre, potranno contare su di un pubblico molto numeroso e caloroso. Ma noi siamo convinti di potercela giocare ad armi pari.”
Il regolamento prevede che sarà salva la squadra che nella doppia sfida avrà ottenuto il maggiore numero di punti. In caso di parità, sarà salva la squadra che nel doppio confronto risulta avere la migliore differenza reti – non vale la regola europea, dove il goal fuori casa vale doppio – in casa di ulteriore parità, eviterà la Lega Pro la squadra che in campionato si è meglio classificata: nel caso specifico, si tratta della Salernitana. Ecco che ai campani basteranno, quindi, due pareggi per evitare la retrocessione.
CHRISTIAN BARISANI
Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto il direttore tecnico del Bayern Monaco, Michael Reschke, il quale ha commentato così le voci che vedono Higuain vicino al club tedesco: “Higuain rientra tra i 3 o 4 migliori al mondo, ma al momento abbiamo il migliore, Lewandowski, ed è per questo che non c’è ragione di prendere un altro attaccante, non avrebbe senso per noi e nemmeno per il calciatore. Lewandowski giocherà nel Bayern Monaco anche nella prossima stagione e non c’è nessun dubbio in merito. Ha ancora 3 anni di contratto col club bavarese e sappiamo di avere in rosa il numero 9 più forte al mondo ed è per questo che non c’è nessuna possibilità che venga ceduto.”
Ne vinci cinque su sei senza mai perdere nel gironcino iniziale di Champions. In Liga resti vivo fino al tonfo casalingo contro il Barcellona. Ma alla fin fine non erano tanto i risultati quanto il feeling con la squadra, il metodo di lavoro, le sensazioni. A dicembre Rafa Benitez viene esonerato dalReal Madrid. Qualche mese dopo lo spagnolo torna in pista ma in un’altra dimensione: Newcastle, in lotta per la salvezza. Che non raggiungerà nemmeno. E dalla Premier passerà in Championship, il suo prossimo campionato. Eppure Rafa Benitez… è comunque vincitore della Champions con il Real Madrid. Esonerato ma con il premio in tasca, grazie alla cavalcata firmata Zizou Zidane. Dopo la vittoria dell’Undécima da parte del Real infatti, l’ex allenatore del Napoli ha ottenuto 600.000 euro scrive Mundo Deportivo, la medesima cifra che ha incassato ogni giocatore della rosa blanca. Zidane – come allenatore in carica – 1,2 milioni di euro. Retrocesso (in Premier) ma comunque premiato (per una Champions in parte anche sua). Ecco il curioso caso di Rafa Benitez.
Fonte: Gianluca Di Marzio.