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Tmw – Caceres svincolato di lusso, il Napoli continua a monitorarlo ma…

Martin Caceres sarà senza dubbio un profilo cercatissimo sul mercato di… novembre. Se qualcuno si chiedesse come mai l’uruguaiano è ancora sul mercato cinque giorni dopo la fine del mercato italiano, il motivo è da ricercarsi nelle condizioni fisiche del giocatore, ancora non pienamente recuperato dall’infortunio al tendine d’achille rimediato negli ultimi mesi vissuti con la maglia della Juve. Ma niente paura: ancora un paio di mesi e l’infortunio sarà solo un lontano ricordo.
A chi potrebbe servire – Si è parlato di Roma, che ha però poi virato su altri nomi per la difesa, lo ha cercato a lungo la Fiorentina, ma anche Corvino si è ritirato. L’Inter ci ha pensato fino all’ultimo, ma ha poi preferito aspettare, complici i problemi fisici di cui sopra, mentre il Napoli aspetta di capire quanto gravi e lunghi saranno i problemi fisici di Tonelli prima di fare qualsiasi mossa.

 

Da tuttomercatoweb.com

Milik risponde alle critiche: “Mancato gol? E’ solo colpa mia”

Milik alla stampa polacca

Ai microfoni della stampa polacca, Milk, dopo il match contro Kazakistan, ha dichiarato: “Ho avuto due buone occasioni, nella prima sbagliata la colpa è solo mia, mentre nella seconda c’era un fallo che non è stato sanzionato su di me. Eravamo venuti qui per vincere ed avevamo anche il controllo della gara, ma non abbiamo affondanto il colpo”.

Palermo-Napoli, dalle 13 parte la prevendita dei biglietti: le info

Saranno in vendita dalle 13 di oggi, lunedì 5 settembre, i biglietti per Palermo-Napoli, gara valida per la terza giornata della Serie A Tim 2016-2017 che si giocherà allo Stadio ”Renzo Barbera” sabato 10 settembre alle 20.45. L’incasso del match, per volontà del Presidente Zamparini, verrà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto nel Centro Italia. I biglietti potranno essere acquistati presso le rivendite Listicket autorizzate e presso gli Store Ufficiali rosanero.
TIFOSERIA SQUADRA OSPITE
– Il prezzo dei biglietti del Settore Ospiti, riservati ai soli titolari di Tessera del Tifoso del Napoli (non sarà consentito l’acquisto con altre tessere TdT) e fino ad un massimo di 1000 posti, è di 25 euro ciascuno: i possessori di TdT non aderenti al circuito Listicket devono registrarsi prima dell’acquisto del biglietto nell’apposita sezione di listicket.com. Soltanto dopo l’effettuazione di tale operazione potranno procedere all’acquisto del tagliando.
I residenti nella regione Campania in possesso di TdT del Napoli potranno acquistare esclusivamente biglietti del Settore Ospiti. Coloro i quali risiedano in Campania, possedendo invece una TdT di un altro Club, potranno acquistare esclusivamente tagliandi per gli altri settori dello stadio.
– Il termine della vendita dei biglietti del Settore Ospiti è fissato per le ore 19.00 del giorno che precede la gara. Non sarà dunque possibile acquistare i tagliandi il giorno della partita. In questo settore dello stadio non è previsto il prezzo ridotto Under 14.
Da Palermocalcio.it

Retroscena- Higuain ai compagni: “Ma qua non c’è nessuno che porta il caffé?”

Retroscena Gazzetta su Higuain

Higuain e il caffè: come a Napoli da nessuna altra parte. La Gazzetta dello Sport scrive: “Raccontano che in uno dei primi allenamenti a Vinovo a un certo punto Gonzalo Higuain si sia fermato e abbia chiesto ai nuovi compagni: Ma qui non c’è nessuno che porta il caffé?”, ricevendo in risposta silenzi e sguardi interrogativi. Quel giorno il Pipita ha capito che le abitudini di Castel Volturno fanno storia a sé e che a casa Juve non avrebbe trovato un altro Tommaso, il magazziniere di Vico Equense che gli aveva fatto prendere il vizietto. Tommaso più o meno a metà di ogni seduta si presentava con thermos e bicchierini per regalare un piacevole momento di relax a giocatori e allenatore e staff. Nessun dramma, a Torino Gonzalo ha ripreso la vecchia abitudine di dissetarsi con il mate, tipica bevanda sudamericana: dell’infusione preparata con le foglie verdi o tostate di un agrifoglio sempreverde di solito vanno matti tutti gli argentini e Dybala e Higuain non si sottraggono alla regola, come dimostra la foto postata sui social qualche settimana fa in compagnia di un altro connazionale, l’ex Pereyra”.

Pepe Reina: “Basta parlare di Higuain! Voglio dire una cosa ai tifosi”

Pepe Reina ai microfoni del Mattino

Intervistato dal Mattino, Pepe Reina, numero uno azzurro, ha dichiarato: “Non credo ci sia bisogno di parlare ancora di Higuain. Senza di lui magari sarà Callejon a dover fare più goal,come nel nostro primo anno insieme a Napoli… Tutti possono fare più reti e devono fare del loro meglio, soprattutto ora che non c’è più l’apporto realizzativo di Gonzalo. Milik? Credo che potrà aiutarci molto nell’immediato futuro. È un calciatore dall’ottimo carattere, con un comportamento esemplare e sicuramente farà molto bene. Rinnovo Koulibaly? Mi sembra una notizia fantastica che sia rimasto. Per noi che lottiamo lì dietro è un giocatore chiave. La difesa non è composta solamente dai quattro difensori e dal portiere. Alla fine difendiamo e attacchiamo tutti e logicamente può capitare che si cominci un po’ con qualche errore, nonostante l’anno scorso avessimo inanellato una serie di partite senza incassare alcun goal. Nel calcio le tendenze cambiano, la squadra non è ancora al top ma sono soddisfatto dei quattro punti conquistati finora e sono convinto che cresceremo. Sarà un anno impegnativo e con molte partite. Credo dunque che la rosa si sia rinforzata e le alternative potranno essere maggiori durante tutta la stagione. Champions? Si tratta di un gruppo sicuramente competitivo. Non vedo nel lotto una squadra chiaramente favorita e tutti possono vincere con tutti. Logicamente il Benfica, testa di serie, ha maggiori possibilità di passare sulla carta, ma in generale è un girone omogeneo. Ai tifosi dico che nel bene e nel male la maglia azzurra è l’unica cosa che conta e la onoreremo fino alla fine.” 

Franciacorta (BS): ‘Festival in Cantina’ 17-18 settembre 2016

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Il Festival Franciacorta in Cantina torna, per il settimo anno, nei giorni 17 e 18 settembre 2016.

I visitatori avranno la possibilità di conoscere la Franciacorta percorrendo la Strada del Franciacorta con i suoi castelli e monasteri, attraverso i moltissimi eventi organizzati dalle cantine. Un week end per tutti. Le cantine daranno vita ad un fine settimana originale e ricco di iniziative da non perdere.

La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Le cantine saranno aperte, salvo diverse indicazioni, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Per informazioni info@festivalfranciacorta.it – 1701 Franciacorta, Piazza Marconi, 6 – 25046 Cazzago San Martino

Franciacorta Food & Wine

Medici in campo per il sociale

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Medici e calcio, una bellissima simbiosi per il sociale.

E’ ormai dal 2002 che esiste una bellissima Associazione Onlus che vede la partecipazione di medici provenienti da diverse regioni Italiane e che periodicamente organizza un campionato Nazionale e la Coppa Italia di calcio.

Con l’occasione di ogni torneo si svolge sempre anche un congresso di carattere scientifico che ha visto negli anni la partecipazione di esponenti illustri sia del mondo scientifico che di quello del calcio professionistico.

Lo scopo principale di questi tornei è quello di raccogliere e devolvere denaro in Beneficienza ad Associazioni o persone svantaggiose in ragione di condizioni fisiche, psichiche ed economiche.
L’attività dell’Associazione viene inoltre supportata da una squadra Nazionale, che organizza partite di calcio con altre rappresentative, contribuendo sempre a portare avanti gli obiettivi e gli scopi statutari dell’Associazione stessa.

L’Associazione Nazionale Medici Calcio ONLUS (A.N.M.C.), questo il nome, è quindi un’Associazione di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza fini di lucro, che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, mediante lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica soprattutto nel settore del calcio.

Il prossimo evento organizzato è il Torneo delle Due Sicilie che si terrà a Catania dal 23 al 25 settembre prossimi. Le squadre che parteciperanno sono l’Associazione Medici Calcio Catania, l’Associazione Medici Calcio Palermo, l’Associazione Medici Calcio Cosenza FC e l’Associazione Medici Calcio Napoli.

L'Associazione Medici Calcio Napoli vincitore della coppa Italia 2015
L’Associazione Medici Calcio Napoli vincitore della coppa Italia 2015

Un grazie ai medici, i professionisti più vicini alle persone bisognose, che con il calcio sanno divertirsi, fanno divertire e aiutano il prossimo.

 

L’invasione dei robot-lavoratori

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Segretarie, portantini e fattorini, avvocati, perfino i medici: quanti posti di lavoro nell’immediato futuro saranno coperti da robot? Secondo un rapporto girato al “World Economic Forum” di Davos saranno addirittura 5 milioni nei prossimi 4 anni. E se in passato i robot sostituivano gli operai, ora cominciano a proporsi come alternative ai colletti bianchi. Gabriele Martini ha raccolto le caratteristiche di sei lavoratori-tipo del futuro. Rigorosamente robot.

I robot all’assalto dei colletti bianchi

Dall’androide che prenderà il posto dei telefonisti, all’algoritmo che aiuta a riconoscere le malattie. Stasera il programma “Presa diretta” racconta su Raitre il mondo dei nuovi androidi. Con l’incognita occupazione

La ragazza che ruberà il lavoro a qualche decina di migliaia di segretarie è bionda, ha un sorriso docile e parla tutte le lingue del mondo. Si chiama Amelia e possiede svariati pregi che – dal punto di vista delle imprese – la rendono parecchio competitiva: impara tutto e subito, non si ammala mai, non ha cali di produttività, lavora ventiquattr’ore su ventiquattro e non percepisce stipendio. Amelia non è umana: è un’intelligenza artificiale prodotta dalla Ipsoft, società americana che si occupa dell’automatizzazione delle aziende. Gli ingegneri ci hanno lavorato per quindici anni e adesso l’assistente virtuale è pronta a cambiare (per sempre) il mondo dei servizi alle imprese. Un settore che soltanto in Italia conta circa due milioni e mezzo di addetti.

I modelli produttivi si modificano. Se ieri i robot sostituivano i colletti blu, oggi rimpiazzano quelli bianchi. Attenzione: non si parla di un futuro remoto. Sta succedendo qui e adesso. Lo racconta il reportage «Il pianeta dei robot», realizzato da Lisa Iotti ed Elena Marzano per il programma di Riccardo Iacona «Presa diretta», in onda stasera su Raitre. Un viaggio tra Stati Uniti, Europa e Italia alla scoperta delle applicazioni più sorprendenti. Perché gli androidi possono essere operai, ma anche medici, centralinisti, addetti alle vendite, operatori call center, cuochi, giornalisti.

Cinque milioni di posti persi entro il 2020: questo sarà l’effetto della diffusione delle macchine intelligenti secondo il rapporto diffuso al World Economic Forum di Davos. Mentre un recente studio della Bank of England afferma che digitalizzazione, automazione ed informatizzazione metteranno a rischio addirittura un posto di lavoro su tre. Basti pensare alle banche: un italiano sue quattro effettua operazioni in rete e il taglio del personale (auspicato anche da Renzi) è in cima all’agenda degli istituti di credito.

La sfida non è fermare il progresso, ma trovare possibili soluzioni per rendere sostenibile il sistema produttivo. Da una parte l’evoluzione dei mercati e delle competenze innescherà nuove opportunità: i lavori creativi saranno quelli meno sostituibili dai robot e certi settori quali nanotecnologie, stampa 3D, genetica e biotecnologie sono già oggi i più gettonati. Dall’altra, seppur timidamente, prende piede l’idea che lo Stato dovrebbe garantire a ogni cittadino un reddito annuale. Un’ipotesi allo studio di politici, economisti ed esperti dall’Europa agli Stati Uniti. Rimane una domanda, per adesso senza risposta: con quali soldi?

Bionda, gentile, preparata: è Amelia, la segretaria ologramma

Amelia è un’intelligenza artificiale prodotta dalla Ipsoft, società Usa che si occupa di automatizzazione aziendale. «È il primo vero robot cognitivo perché comprende il linguaggio umano – spiega Ergun Ekici, capo innovazione Ipsoft -. Il suo cervello crea una rete semantica, questa rete è la comprensione. Amelia non memorizza parole, ma si fa un’idea». Chissà se in futuro esisteranno ancora telefonisti e segretarie: «Per risolvere un problema Amelia fa come farebbe un umano: studia e legge, ma utilizza anche l’esperienza». A maggio scorso la multinazionale Accenture – la più grande società di consulenza aziendale al mondo – ha annunciato che proporrà la piattaforma ai suoi clienti.

Il supercomputer-dottore che non sbaglia diagnosi

Watson è un supercomputer che cambierà il destino di medici e pazienti rivoluzionando il futuro della diagnostica. È stato sviluppato nello lo storico centro Thomas Watson di Ibm, uno dei laboratori di ricerca più importanti al mondo. Si tratta di un algoritmo in grado di elaborare quantità immense di dati, studi, pubblicazioni, immagini. Watson può capire se ci troviamo di fronte a una patologia aggressiva o trascurabile e indica la cura più adatta per il paziente. Le “predizioni” statistiche del robot sono particolarmente accurate nel campo dell’oncologia. Watson non sostituirà il dottore, ma diventerà un aiuto diagnostico prezioso, molto più efficace di trattati e riviste.

L’avvocato è virtuale ma sa vincere le cause

L’epicentro di questa storia è San Francisco. Qui due ragazzi californiani hanno creato il robot avvocato. Si chiama “Ross” ed è la prima intelligenza artificiale sviluppata per comprendere e affrontare le cause legali. Lavora già da un anno presso grossi studi negli Stati Uniti. Costa al mese quanto guadagna un avvocato in un’ora ed è in grado di elaborare una mole enorme di informazioni su ogni singolo caso. Basta porre una domanda e “Ross” elabora la risposta tenendo conto di decine di leggi, centinaia di sentenze e migliaia di casi simili. Ora sta per fare il suo debutto in Italia, in un prestigioso studio milanese.

Il portantino d’ospedale smista pasti e farmaci

All’ospedale Morgagni di Forlì parte del lavoro degli inservienti viene svolto da otto robottini. Trasportano farmaci, rifiuti, biancheria e pasti. Effettuano 350 viaggi al giorno per 400 chili di carico ciascuno. All’occorrenza prendono l’ascensore e chiedono permesso quando incontrano ostacoli sul loro cammino. Ognuno di questi robot svolge il lavoro che prima facevano tre dipendenti. La stessa cosa succede all’ospedale di Mountain View, nella Silicon Valley: «Abbiamo 18 robot, non sono qui per rimpiazzare i lavoratori ma per rendere la gestione più efficiente», spiega il direttore Ken King. «La sanità costa molto e dobbiamo ridurre le spese».

Il ristorante automatizzato dove non ci sono camerieri

Il primo ristorante completamente automatizzato d’America si trova a San Francisco. Niente camerieri, né cassieri, né lavapiatti. Da “Eatsa” fanno tutto i robot. Il menù si sceglie su un tablet, dove si possono leggere gli ingredienti e i valori nutrizionali. Si ordina con un clic, si paga con carta di credito e dopo qualche minuto si ritira il pasto da uno sportello trasparente dove appare il nome del cliente. Veloce ed economico. Gli affari vanno così bene che in un anno è stato inaugurato un secondo locale nella città del Golden Gate Bridge, uno a Los Angeles e adesso la società punta ad aprire ristoranti nelle principali città d’America.

Il robottino napoletano che sa impastare la pizza  

L’hanno chiamato “RoDyMan”, che sta per robotic dynamic manipulation. È uno dei primi robot al mondo a maneggiare oggetti deformabili, anche se per ora si limita alla pizza. Il creatore dell’androide è il professor Bruno Siciliano (uno dei maggiori esperti internazionali) dell’università Federico II di Napoli. Se il robot è in grado di sfornare una margherita potrà fare qualunque lavoro comporti l’uso delle mani. «RoDyMan – spiega il docente – è in grado di vedere, interpretare, ripetere i movimenti umani e lo ha imparato da un maestro pizzaiolo a cui hanno infilato una tuta biocinetica. Quindi non è stato programmato per fare le pizze, lo ha imparato da solo».

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lastampa/I robot all’assalto dei colletti bianchi GABRIELE MARTINI

Dalla Libia in Italia, i piani dell’Is

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“Arriveremo dalla Libia in Italia e conquisteremo Roma”. La minaccia porta il marchio dello Stato islamico ed è affidata a un video nel quale un adepto di Abu Bakr al-Baghdadi, forse tunisino, minaccia espressamente la capitale italiana. La conferma dei piani di sfondamento sulle sponde del Mediterraneo sulla direttrice Libia-Italia emerge con evidenza man mano che Sirte viene liberata.

E da Sirte arriva la minaccia all’Italia. “Partiremo alla conquista di Roma”

Trovato il video di un jihadista tunisino: ponte per occupare l’Europa

SIRTE – «Arriveremo dalla Libia e conquisteremo Roma». La minaccia porta il marchio della bandiera nera dello Stato islamico che campeggia in alto a destra in un video mai pubblicato di circa sei minuti dove un adepto di Abu Bakr al Baghdadi, un terrorista di primo pelo forse tunisino, minaccia espressamente la capitale italiana.

È la conferma dei piani di sfondamento sulle sponde del Mediterraneo da parte dell’Isis in Libia che emergono sempre più evidenti man mano che Sirte è liberata. Un risultato ottenuto grazie agli sforzi e al sacrificio delle «katibe» libiche alleate di Fayez al Sarraj che hanno appena ripreso il controllo del Quartiere 1 pagando con 12 morti e circa 60 feriti. Progressi compiuti grazie all’aiuto dei raid americani e delle forze speciali britanniche e Usa, a cui si aggiungono gli italiani nelle retrovie.

Anche a loro si rivolgono gli anatemi contenuti nel video girato a Bengasi e ritrovato a Sirte, rara testimonianze audiovisiva di minaccia espressamente rivolta all’Italia. Sul momento della registrazione ci sono dubbi, forse l’inizio del 2016 anche se una data al termine del filmato sembra indicare ottobre 2015. Il protagonista è molto giovane, molto probabilmente appartenente al vivaio della jihad tunisina che in Libia rappresenta la cupola dell’Isis, e alterna una tunica blu ben rifinita alla mimetica, e in testa sempre il consueto copricapo. Si presenta come Abu Omar al-Magrebi, forse uno studente di medicina visto che in un tratto del filmato indossa un camice bianco e insegna a un gruppo di jihadisti sudanesi procedure di pronto soccorso e rianimazione, con tanto di medicinali, garze e strumenti medicali. Il monologo in arabo si alterna a immagini di repertorio con la musica ininterrotta che assomiglia a una danza di guerra. Appare il pulsante rosso di un radio-detonatore, esplosioni, cadaveri, battaglie.

Dal minuto 3 e 45 iniziano le invettive contro i nemici del califfato libico. «Infedeli vi raggiungeremo ovunque voi siate e vi faremo saltare in aria. Delle membra faremo brandelli», dice il giovane oratore: annunciando l’arrivo di kamikaze. «La Libia diventerà il ponte per l’occupazione di Africa ed Europa, con il permesso di Allah». A conferma di quanto l’intelligence libica ha più volte detto, gli sgherri del Califfo puntavano su Misurata e Tripoli per sfondare in Tunisia e prendere il controllo di tutta l’Africa settentrionale. Poi l’Europa, l’Italia in primis. Abu Omar si fa riprendere con il kalashnikov mentre un veterano della jihad, dalla lunga e folta barba nera, gli spiega come colpire gli infedeli: «Non vi è altra legge che quella di Allah». La campagna di espansione del califfato del Maghreb viene snocciolata nelle sue fasi, con l’annientamento di tutti i nemici, «infedeli e collaborazionisti degli Stati Uniti».

Quindi passa alla seconda fase della guerra di conquista. «Dalla Libia, da qui (Bengasi) daremo fuoco alle polveri che avvolgeranno l’Andalusia e Roma, se lo vorrà Allah». Lo sbarco nel Vecchio continente sembra articolarsi su due direttrici, come una sorta di manovra a tenaglia dalle pendici mediterranee dell’Europa Centro-occidentale, ovvero da Spagna e Italia. È chiarissimo quando pronuncia il nome di Roma, lo dice forte, è un chiaro avvertimento, che rimbalza quando il giovane jihadista appare in primo piano mentre scruta col binocolo l’orizzonte. Intorno Bengasi e il deserto, poi il nulla.

Gli ultimi trenta secondo sono l’epilogo del canto della guerra, il dottorino-jihadista allarga il suo campo di orizzonte riportando alle menti di chi lo ascolta l’inferno di Parigi, quello di Bruxelles e le esplosioni nelle altre città in giro per il mondo. «Ti dico fratello mio con tutta l’anima, metti le cinture esplosive, fallo per il tuo dio, attacca aeroporti e confini». È la chiamata alle armi dei martiri del califfato ai quali ricorda: «Da questo luogo in terra libica nonostante i loro muri ai confini, nonostante la loro intelligence e i loro mezzi, siamo arrivati nella terra del Califfato. E dal Califfato andremo a morire per la causa».

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lastampa/E da Sirte arriva la minaccia all’Italia. “Partiremo alla conquista di Roma” FRANCESCO SEMPRINI

Renzi pensa al salva-Stati per le banche

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Matteo Renzi lavora sull’ipotesi di chiedere un intervento dell’Esm, il meccanismo europeo salva-Stati, per stabilizzare il sistema bancario italiano. Si tratta, racconta Gianluca Paolucci, di un piano B che il governo per ora ha smentito, ma sarebbe pronto nel caso naufragasse la soluzione di mercato per Mps. La vera scommessa per la crescita però si gioca sui giovani, scrive Fabio Pammolli: che propone uno sgravio fiscale di 10 punti per i lavoratori under 25.

Ricorso al fondo salva-Stati Ue, prende forma il piano B per Mps

Il capo dell’esecutivo sonda gli istituti per valutare pro e contro. I timori sulla conversione delle obbligazioni subordinate

Un incontro con i principali istituti bancari per valutare pro e contro della richiesta di intervento dell’Esm (European stability mechanism, il cosiddetto fondo salva Stati) per stabilizzare il sistema bancario italiano. Secondo tre diverse fonti a conoscenza del dossier, il premier Matteo Renzi va avanti con l’ipotesi di un ricorso ai soldi del fondo che è già intervenuto in Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro e banche spagnole.

Si tratta, secondo quanto ricostruito, del «piano B» – finora smentito dal governo – nel caso che il piano per Mps si areni definitivamente.

Un’ipotesi anticipata da «La Stampa» nei giorni scorsi, che le difficoltà che stanno emergendo nell’implementazione del piano per Mps avrebbe reso ancora più d’attualità. Proprio l’utilizzo del fondo salva Stati da parte dell’Italia sarebbe stato uno dei temi dei colloqui tra Renzi e Angela Merkel nei vertici di Ventotene e Maranello nelle settimane scorse, dice una delle fonti.

Il nodo «sistemico» è rappresentato ovviamente da Mps. «Se risolvi quello riparte il sistema», spiega un banchiere d’affari, che conferma le valutazioni in corso citando proprio «l’intervento dell’Esm come la chiave» per stabilizzare l’istituto senese e con esso le banche italiane nel loro complesso, anche sulla base di quanto accaduto negli altri Paesi europei. «Un’ipotesi che abbiamo sottoposto da tempo a Palazzo Chigi e che adesso sta prendendo corpo», dice ancora il banchiere.

Una delle soluzioni sulle quali si sta lavorando prevede il «bail-in» delle «sole obbligazioni subordinate (pari a 5,5 miliardi di euro, ndr), sufficienti a coprire il deficit patrimoniale dell’istituto. Con il successivo rimborso con soldi pubblici dei piccoli risparmiatori, ai quali è stata venduta nel 2008 una obbligazione subordinata per 2,1 miliardi di euro, sulla base del «misselling» (la vendita di prodotti finanziari ad un pubblico non adeguato al rischio dell’investimento), spiega una seconda fonte. La terza fonte cita l’incontro con gli istituti bancari per la valutazione di queste ipotesi. Al momento si tratta appunto solo di ipotesi, spiegano le fonti, sulle quali si sta lavorando nel caso che il piano per Montepaschi si areni definitivamente.

Il caso della banca senese presenta infatti una serie di criticità. L’ipotesi di conversione dei bond, ma solo per gli investitori istituzionali e su base volontaria, è al momento al vaglio delle banche coinvolte e presenta una serie di ostacoli e problemi soprattutto di carattere tecnico e legale, secondo quanto ricostruito. Di certo c’è che un aumento di 5 miliardi di euro, come annunciato dalla banca lo scorso 29 luglio, incontrerebbe grosse difficoltà ad essere sottoscritto sul mercato.

Altro elemento di criticità per l’intero piano è lo scontro in corso tra banche e governo sui tempi dell’operazione. L’esecutivo, come ha detto lo stesso Renzi, punta a chiudere l’operazione prima del referendum sulla riforma costituzionale previsto per la fine di novembre. Le banche del consorzio che dovrà garantire l’aumento e assicurare un prestito da 6 miliardi per coprire l’operazione di cessione delle sofferenze (al momento undici, con Mediobanca e Jp Morgan capofila della complessa operazione) vorrebbero aspettare l’esito della consultazione per decidere se partecipare o meno, temendo l’incertezza politica che seguirebbe ad una bocciatura popolare del quesito referendario.

Sullo sfondo resta l’iniziativa di Corrado Passera, che in agosto si è recato nuovamente in Usa per incontrare potenziali investitori interessati dopo la bocciatura della sua proposta da parte del cda lo scorso 29 luglio.

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lastampa/Ricorso al fondo salva-Stati Ue, prende forma il piano B per Mps GIANLUCA PAOLUCCI – INVIATO A CERNOBBIO (COMO)

Rog: “Napoli grande club, scelta giusta”

Marko Rog ha parlato ai microfoni di Goal.com, edizione croata. Ecco quanto evidenziato:
“ Potrei accusare un po’ di stanchezza perché non ho mai staccato la spina dopo i preliminari di Champions giocati con la Dinamo, ma ho solo 21 anni e questo non deve essere un alibi per me. La mia avventura al Napoli è iniziata col piede giusto anche se non sono stato protagonista in campo: ho assistito alla vittoria contro il Milan e mister Sarri mi ha introdotto nello spogliatoio. Strinic sarà sicuramente fondamentale per me, mi sarà d’ aiuto nel processo di ambientamento.
Spero di restare a lungo qui, è un grande club e sono molto felice di aver fatto questa scelta”

Sarri ha deciso: c’ è una novità sui ritiri pre-gara

Un vero e proprio tour de force attende il Napoli in queste settimane. Secondo quanto riferisce l’ edizione odierna de Il Mattino, Maurizio Sarri avrebbe deciso di abolire il ritiro pre-gara nelle gare casalinghe che si disputeranno in notturna. Decisione presa per consentire alla squadra di rifiatare sia sul piano atletico che psicologico considerati i numerosi impegni ravvicinati.

Bruxelles attende con preoccupazione i prossimi voti in Italia, Austria e Ungheria

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Dopo la sconfitta di Angela Merkel, battuta dalla destra xenofoba dell’Afd nel Meclemburgo-Pomerania, il land del suo collegio elettorale, Bruxelles attende con preoccupazione i prossimi voti: il referendum anti-migranti in Ungheria e le presidenziali austriache nello stesso 2 ottobre, e il referendum italiano. La cancelliera paga la decisione, presa esattamente un anno fa, di aprire le frontiere della Germania ai profughi bloccati in Ungheria. La sua Cdu resta sotto il 20%, Alleanza per la Germania vola oltre il 21. I socialdemocratici restano primi ma perdono 15 punti.

L’ascesa dei populisti fa tremare le cancellerie europee: così Bruxelles cerca di arginarli

Sale la preoccupazione in vista del voto in Austria e del referendum in Ungheria

Le politiche migratorie e la solidità delle leadership nazionali. Negli uffici che contano di Bruxelles, l’interpretazione del voto di ieri in Meclemburgo-Pomerania è duplice. Perché l’affermazione dell’Afd, partito populista dell’estrema destra tedesca, ha un effetto su due fronti. Magari non sarà stravolgente nell’immediato, ma si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme. Nell’autunno europeo potrebbero suonarne parecchi e l’Ue – temono a Bruxelles – rischia di trovarsi a un punto di non ritorno. Il calendario è fitto. Le prossime date-chiave sono il 2 ottobre (referendum anti-migranti in Ungheria e presidenziali in Austria) e, soprattutto, il referendum italiano. A oggi, assicurano fonti vicine al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, è quello il vero verdetto-clou per l’Europa.

Il duplice effetto  

I due capitoli toccati dall’ondata populista in Germania sono ovviamente interconnessi: da un lato la politica di apertura ai migranti, avviata un anno fa dal governo tedesco e in linea con l’Europa, subisce un’altra bocciatura. Dall’altro la leadership di Angela Merkel, che continua a essere il capo di governo più influente a Bruxelles, è giorno dopo giorno più debole. Sul dossier migranti, l’Ue non è certo intenzionata ad arretrare. Barriere e respingimenti «tout court» non sono considerati la giusta soluzione per affrontare l’ondata di arrivi. L’Europa continuerà a difendere, finché potrà, l’accordo con la Turchia, avvierà un piano di investimenti nei Paesi di origine per frenare le partenze e continuerà nell’opera di persuasione sui singoli Stati per una maggiore solidarietà. C’è da completare l’avviato processo di redistribuzione dei richiedenti asilo, che avanza sempre più a rilento (in un anno meno di 4500 sono stati effettivamente trasferiti da Italia e Grecia, su un totale di 160 mila da rilocare entro settembre 2017).

Ricette in discussione  

Non cambia la linea, dunque. Ma con simili risposte dai cittadini nelle urne, ci si interroga se queste ricette siano quelle giuste. Il 2 ottobre sarà una data chiave per la questione immigrazione. In calendario ci sono le presidenziali austriache e un’affermazione di Norbert Hofer, che si gioca la rivincita dopo aver perso al ballottaggio contro l’ex verde Van der Bellen (voto contestato e poi annullato), metterebbe Vienna nelle mani di un Presidente che vuole «fermare l’invasione» dei migranti, ridurre l’assistenza minima garantita ai profughi e che considera l’Ue «un’unione di debiti e di responsabilità per conto terzi». E poi c’è il referendum in Ungheria, dove il premier Viktor Orban sta facendo un’intensa campagna per dire «No» al progetto dell’Ue che prevede un’equa ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri. La bocciatura delle quote da parte di Budapest sarebbe l’ennesima bocciatura all’Europa in una consultazione popolare, come è successo nell’aprile scorso in Olanda (respinto l’accordo di associazione Ue-Ucraina) e a giugno con la Brexit.

Il peso di Berlino  

C’è poi la questione delle leadership nazionali. Tra un anno ci saranno le elezioni politiche a Berlino e non è certo che Merkel si ricandidi. Un’uscita di scena, anticipata da un declino della sua popolarità, è destinata a smuovere anche gli equilibri in Europa. Magari questo sarà un bene per chi contesta lo strapotere tedesco e vorrebbe una diversa distribuzione dei pesi dei vari Stati anche in vista dell’uscita di scena della Gran Bretagna. Ultimamente, fanno notare a Bruxelles, i rapporti tra Merkel e Juncker si sono raffreddati notevolmente. Ma l’idea di una Germania con una Afd forte fa paura a tutti.

La foto di Ventotene  

«Il tramonto di Merkel è vicino, Hollande è ormai praticamente finito. L’unico leader su cui ci sentiamo di puntare per il futuro è Matteo Renzi». Una fonte vicina a Juncker riassume così il pensiero del presidente della Commissione Ue, determinato a sostenere il referendum italiano sulle riforme istituzionali. A Bruxelles temono che una vittoria del «No» possa provocare un’instabilità politica in Italia, con importanti ripercussioni a Bruxelles. Nel giro di un anno la foto di Ventotene rischierebbe di diventare un cimelio del passato.

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lastampa/L’ascesa dei populisti fa tremare le cancellerie europee: così Bruxelles cerca di arginarli MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Il vero colpo di mercato del Napoli è Marko Rog

Sulla Gazzetta dello Sport si legge del neo acquisto del Napoli Marko Rog:
“Gli esperti raccontano che Marko Rog sia stato il miglior affare concluso dal Napoli nel mercato estivo. Su Rog si sono concentrate le attenzioni maggiori, di lui si parla come di un potenziale talento, che giocando in serie A potrà soltanto crescere e migliorare. Il mediano della nazionale croata ha appena compiuto 21 anni e Cristiano Giuntoli non ha avuto alcun dubbio nel concludere l’acquisto con la Dinamo Zagabria, avendone apprezzato le qualità, nel periodo in cui l’ha tenuto sott’ osservazione insieme ai suoi collaboratori. Il suo ingaggio, in ogni modo, è stato approvato, senza esitazioni, anche da Maurizio Sarri che, in precedenza, aveva proprio richiesto un giocatore con le sue caratteristiche, che sapesse assicurare al centrocampo qualità e forza fisica”.

Reina: “Higuain appartiene al passato, tutti devono fare del loro meglio”

Pepe Reina, impegnato con la propria Nazionale in vista delle Qualificazioni a Russia 2018, ha rilasciato un’ intervista al quotidiano Il Mattino. Di seguito alcuni tratti salienti.
Difesa troppo vulnerabile in questo inizio di campionato?
“La difesa non è composta solamente dai quattro difensori e dal portiere. Alla fine difendiamo e attacchiamo tutti e logicamente può capitare che si cominci un po’ con qualche errore, nonostante l’anno scorso avessimo inanellato una serie di partite senza incassare alcun gol. Nel calcio le tendenze cambiano, la squadra non è ancora al top ma sono soddisfatto dei quattro punti conquistati finora e sono convinto che cresceremo”.

Come vede l’ arrivo di Milik in squadra?
“Bene, credo che potrà aiutarci molto nell’immediato futuro. È un calciatore dall’ottimo carattere, con un comportamento esemplare e sicuramente farà molto bene”.

Addio Higuain?
“Non credo ci sia bisogno di parlare ancora di Higuain. Senza di lui magari sarà Callejón a dover fare più gol, come nel nostro primo anno insieme a Napoli… Tutti possono fare più gol e devono fare del loro meglio, soprattutto ora che non c’è più l’apporto realizzativo del Pipita”.

Per concludere, che messaggio vuol lanciare ai tifosi del Napoli per questa stagione?
«Un po’ quello che dico ogni anno: che nel bene e nel male la maglia azzurra è l’unica cosa che conta e la onoreremo fino alla fine».

La destra xenofoba umilia Merkel

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Angela Merkel battuta dalla destra xenofoba dell’Afd nel Meclemburgo-Pomerania, il land del suo collegio elettorale. La cancelliera paga la decisione, presa esattamente un anno fa, di aprire le frontiere della Germania ai profughi bloccati in Ungheria. La sua Cdu resta sotto il 20%, Alleanza per la Germania vola oltre il 21. I socialdemocratici restano primi ma perdono 15 punti. Bruxelles attende con preoccupazione i prossimi voti: il referendum anti-migranti in Ungheria e le presidenziali austriache nello stesso 2 ottobre, e il referendum italiano.

La destra xenofoba supera Merkel: sconfitta la politica dell’accoglienza

Alle regionali in Meclemburgo-Pomerania battuta la cancelliera nel suo Land. L’Afd vola al 20,8% la Cdu ai minimi storici (19%). Tengono i socialdemocratici ma perdono il 5%

BERLINO – A un anno esatto dalla notte tra il 4 e il 5 settembre 2015 in cui Angela Merkel decise di aprire le frontiere della Germania ai rifugiati rimasti bloccati in Ungheria, l’impopolarità delle politiche dell’accoglienza volute dalla cancelliera regala alla Cdu una bruciante sconfitta alle regionali in Meclemburgo-Pomerania.

Per la prima volta i cristiano-democratici vengono superati dai populisti di destra della AfD, che hanno fatto del no alle scelte di Merkel sui migranti un loro cavallo di battaglia. E il sorpasso avviene proprio nel Land in cui la cancelliera ha il suo collegio per il Bundestag: i suoi frequenti comizi nella regione – l’ultimo sabato prima di partire per il G20 – non sono bastati a evitare al suo partito un disastro destinato a rilanciare il dibattito all’interno della Cdu/Csu sui temi dell’accoglienza e della sicurezza. Il tutto alla vigilia di mesi politicamente delicati per Merkel, che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura a un quarto mandato alle politiche del prossimo anno.

La AfD, alla sua prima apparizione nella regione sul Baltico, centra secondo i risultati definitivi provvisori, il 20%, la Cdu perde il 4% e si ferma al 19%, uno dei peggiori risultati che abbia mai raggiunto in un’elezione regionale in Germania. Secondo un’analisi di Ard, il 78% degli abitanti del Land ritiene che le politiche di Merkel sui rifugiati abbiano danneggiato la Cdu e appena il 50% auspica una sua ricandidatura a cancelliera nel 2017. «Forse questo è l’inizio della fine del cancellierato di Angela Merkel», ha commentato ieri sera il candidato di punta della AfD in Meclemburgo-Pomerania, Leif-Erik Holm.

Primo partito si conferma la Spd del governatore uscente Erwin Sellering, che perde sì il 5%, ma raggiunge il 30,6%. I neonazisti della Npd escono dall’ultimo parlamento regionale in cui ancora sedevano: non sono infatti riusciti a scavalcare la soglia del 5%. Un risultato che si spiega in parte anche con la crescita della AfD.

Il partito guidato da Frauke Petry e Jörg Meuthen entra nel nono parlamento regionale (su sedici) in Germania e si avvia ora con rinnovato slancio verso le regionali in programma il 18 settembre nella città-Stato di Berlino. In campagna elettorale la AfD ha puntato soprattutto su due leve. Anzitutto il malumore anti-Merkel, riassunto in uno slogan («Merkel muss weg», «Merkel deve andarsene») scandito già negli ultimi anni alle manifestazioni di Pegida e ripetuto nelle scorse settimane dai sostenitori della AfD ai comizi in Meclemburgo-Pomerania. E poi il no all’«immigrazione di massa» e «all’islamizzazione» del Paese. Una richiesta che potrebbe sembrare a prima vista spiazzante in un Land che ha accolto appena 22.000 rifugiati e in cui gli stranieri residenti rappresentano all’incirca appena il 4% della popolazione.

Eppure, in una regione in cui l’economia, spinta dal turismo, ha ripreso a crescere, ma la disoccupazione, pur se in calo, resta superiore alla media nazionale (9% contro il 6,1%), il tema ha finito per monopolizzare la campagna elettorale. «Stop al caos dell’asilo politico» si legge sui manifesti con cui la AfD ha tappezzato le strade del Land, che conta appena 1,6 milioni di abitanti. «I cittadini non vogliono che il nostro Paese diventi un califfato», ha tuonato a più riprese Leif-Erik Holm, un ex presentatore radiofonico che in campagna elettorale si è fatto affiancare da Björn Höcke, numero uno della AfD in Turingia e principale esponente dell’ala più intransigente e a destra della AfD. Noi, ha spiegato Holm nei suoi comizi, «ci battiamo affinché la Germania resti il Paese dei tedeschi». Parole e slogan che richiamano alla mente quelli della Npd. Non a caso nei giorni scorsi sulla tv pubblica regionale Ndr il capogruppo della Npd al parlamento regionale del Meclemburgo, Udo Pastörs, ha protestato: «La AfD riprende pari pari quello che chiediamo da decenni e in questo modo ha evidentemente successo».

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lastampa/La destra xenofoba supera Merkel: sconfitta la politica dell’accoglienza ALESSANDRO ALVIANI

ESCLUSIVA – L’ex Alessandro Fabbro: Io, Braglia, Cazzola, Sau; vi racconto il mio Benvenuti al Sud

La nostra redazione ha intervistato in esclusiva Alessandro Fabbro, protagonista della scalata della Juve Stabia dalla C2 alla Serie B. Il difensore è ancora legatissimo a Castellammare ed alla Juve Stabia.

1)Ale innanzitutto cosa stai facendo ora; sono in corso trattative con qualche squadra o già pensi alla carriera da allenatore? Se non sbaglio hai concluso il corso Uefa B di Coverciano.
Ciao a tutti! Sono andato a Coverciano per fare un ritiro e non trovarmi impreparato. Il corso di allenatore è una cosa in più che ho fatto ma non ho intenzione di prendere in considerazione di smettere per il momento. Sto benissimo fisicamente e continuerò finché non cado a pezzi. Al momento sono a casa a Corno di Rosazzo. Ne approfitto per stare un po’ con la famiglia visto che negli ultimi anni l’ho vissuta poco. Qualche offerta è arrivata ma non mi lasciava contento. Aspetto qualcosa di interessante.
2)Segui ancora la Juve Stabia? La scorsa stagione è stata al di sotto delle aspettative mentre quest’anno Manniello ha allestito una rosa che possa puntare alle posizioni importanti della classifica.
La Juve Stabia la seguo meno da quando me ne sono andato. Andar via da li è stato un dispiacere e mi sono voluto distaccare volontariamente come si fa quando si rompe con una fidanzata (almeno penso visto che sono sempre single). Comunque non è facile tornare ai livelli a cui l’abbiamo saputa portare. Ci vuole pazienza, lavoro e un pizzico di fortuna.
3)Il nuovo allenatore è Gaetano Fontana; hai avuto modo di conoscerlo durante la tua carriera? Pensi possa essere l’uomo giusto per la panchina?
Il mister non lo conosco però ho letto commenti positivi della stampa e ho sentito nelle sue parole una grande carica. È la cosa giusta in una piazza calda come Castellammare.
4)Nei tuoi anni alla Juve Stabia hai giocato con tanti ragazzi che poi sono esplosi: Zaza, Pavoletti, Colombi, Mbakogu, Seculin, ecc si fanno valere in Serie A, senza citare Sau, ormai bandiera del suo Cagliari, e Cazzola, ancora amatissimo qui. C’è qualcuno di loro che ti ha sorpreso perchè non ti aspettavi potesse fare tanta strada e qualcuno invece che ti sembrava destinato ad una grande carriera già anni fa?
I nomi che hai fatto sono innanzitutto di persone per bene. Bravissimi ragazzi che si meritano tutto quello che hanno. Per me è stato un vero piacere giocare assieme a loro e condividere momenti importanti della mia carriera. Zaza (assieme al sottoscritto) ha vissuto veramente male l’esperienza con Braglia in B. Abbiamo condiviso lo stesso percorso e sinceramente non mi aspettavo potesse arrivare così in alto. Ribadisco: se lo merita tutto perché è un ragazzo straordinario dal cuore d’oro. Sau invece mi ha impressionato subito dopo il primo allenamento; mezzi di categoria superiore e intelligenza (dovuta forse al gioco di Zeman dell’anno precedente) che gli avrebbero sicuramente permesso di sfondare. E. così ha fatto.
5)Ci sono ex compagni, o uno in particolare, della Juve Stabia con cui è rimasto un legame particolare di amicizia? Riccardo Cazzola è certamente il ragazzo che più è rimasto nella mia vita. È un esempio per tutti. Come Uomo e come Professionista. I sacrifici che ho visto fare a lui in un anno e il suo modo scrupoloso per poter arrivare sono più unici che rari. L’anno seguente è stato giustamente premiato andando in serie A all’Atalanta. Continuo a sentirmi con lui e a gioire di ogni suo traguardo nel calcio e nella vita. Mi sento ancora con Jerry, Pavo, Raimondi, Maury, Gómes, Zito, Peluso, Dianda, Pezzella e qualche altro che seguo con piacere sui social, ma non sono uno che si fa sentire tanto
6)Ci racconti un aneddoto o un episodio che ricordi con piacere del tuo arrivo o della tua lunga esperienza alla Juve Stabia? Tu sei forse l’unico, insieme a Tarantino, ad essere stato protagonista di tutta la scalata di quella Juve Stabia, dalla C2 alla Serie B.
Ci sono tante ma tantissime cose che in due anni e mezzo ho conservato nel mio cuore, tra i ricordi e aneddoti innumerevoli. Posso dirti però che ci sono cose da spogliatoio che mi fanno ancora morir dal ridere, in particolare del primo anno. Appena arrivato non giocavo, alla sesta o settima partita si avvicinò Enrico Maria Amore, mi prese in uno stanzino e mi disse: “Ale continua così, tu sei importante per noi, vedrai che presto arriverà il tuo momento e ci aiuterai a vincere il campionato”. Così fu. Era la prima volta che lottavo per vincere un campionato, la prima volta che mi fecero sentire importante. In quel momento ho iniziato a essere il Fabbro che poi ha contribuito a raggiungere grandi risultati. Alla decima sono entrato contro la Cisco: cross di Capparella, testa gol. Non sono più uscito. Il resto è storia.
Ma potrei dirti anche di Braglia. Appena arrivato stava mandando via tutti tranne Maury. Io dovevo andare a Latina il martedì. Tutto fatto. La domenica mi fa giocare un’amichevole che non avrei dovuto fare essendo in uscita. Primo tempo Livorno 0 – Juve Stabia 2. Al 60′ chiedo il cambio ma mi urla: “Ma cosa vuoi? Pensa a giocare…tanto non vai da nessuna parte!”. Il burbero aveva deciso. E così raggiungemmo assieme la B. (Ps. A lui devo anche il contratto di B e il mio esordio)
7)Qui sei ancora amatissimo dai tifosi, non solo per le tue vittorie sul campo ma anche per la lealtà ed il rispetto che hai sempre dimostrato alla tifoseria. Quando nel 2012 tornasti al Menti da tifoso, insieme a Cazzola, i tifosi ti fecero sentire tutto il loro affetto. Se vuoi salutarli o dire loro qualcosa in particolare.
Inutile dirti come mi hanno fatto sentire a Castellammare. Nel film che credo rappresenti abbastanza bene la mia vita (Benvenuti al Sud) si dice che uno “straniero” quando viene al Sud piange due volte. Fu così per me andandomene da Castellammare; ero in treno e leggevo i messaggi che mi arrivavano su ogni social, non ti parlo di “tifosi”, ti parlo di “persone”. Me ne sono andato da lì passando sotto al cartello “Grazie Ragazzi – B”. La gente ha saputo riempirmi di orgoglio per i meriti sportivi. Ma ha anche saputo donarmi il suo affetto per come mi ha sempre accolto tra le vie della città.
8)Possiamo strapparti la promessa di un altro ritorno al Menti da tifoso nella prossima stagione?
Fammi trovare squadra, poi ti prometto che torno. Da noi si dice “prima il dovere e poi il piacere”, ma non è detto. Un abbraccio a tutti!

Raffaele Izzo

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Principito Sosa: “Milan e Napoli? Due esperienze diverse”

L’ex Sosa a Milan Tv

“Sono contento, è un onore poter giocare con la maglia il Milan. Il mio ruolo? Ne abbiamo parlato con il Mister durante la settimana e lo abbiamo provato. Io sono a disposizione dell’allenatore e posso giocare in qualsiasi posizione in mezzo al campo. Durante la stagione vedremo. Rispetto all’esperienza con il Napoli questa è sicuramente diversa. Adesso mi sento bene, sono soddisfatto della prestazione. Mi sto allenando per essere al top della forma”, ha dichiarato l’ex Sosa, ora al Milan di Montella, ai microfoni di Milan Tv.

Slovacchia-Inghilterra, Hamsik: “Sconfitta? Ce l’abbiamo messa tutta”

Prima sconfitta per la Slovacchia di Hamsik

Ai microfoni di alcune emittenti slovacche, Marek Hamsik, al termine del match della sua nazionale contro l’Inghilterra, ha dichiarato: “Era difficile in 11 contro 11 e ancora più difficile dopo l’espulsione di Skrtel, ce l’abbiamo messa tutta… l’arbitro è stato molto rigoroso nel caso del cartellino rosso, ma guardiamo avanti. Abbiamo comunque giocato con la favorita del nostro gruppo”

FOTO ViViCentro – Vultur Rionero-Agropoli, piccole ‘Vespette’ crescono: il tabellino del match

Questi il tabellino di Vultur Rionero-Agropoli

Vultur Rionero-Agropoli è anche la sfida tra due calciatori venuti fuori dal settore giovanile della Juve Stabia. Il capitano della Berretti dello scorso anno di Nicola Liguori, Christian Ioio affronta il portiere Giampaolo Montella. I due si sono salutati in maniera affettuosa prima del match terminato 0-0. Questo il tabellino:

VULTUR RIONERO – Landi, Asvestopoulos, Di Costanzo, Lordi, Schiavino, Montenegro, Silvestri, Petagine, Rabbeni, De Stefano, Mancini. A disposizione: Della Luna, Ioio, Pascali, Teta, De Rosa, Salvia, Natiello, Tandara. Allenatore: D’Urso.

AGROPOLI – Montella, Gagliardo, Ferrara, Lupo, Chiariello, Paviglianiti, Annese, Adiletta, Tiboni, Aliperta, Capozzoli. A disposizione: Rizzo, Maffongelli, Consiglio, Zucca, Palumbo, Bernardini, Rekik, Scilberto, Mauri. Allenatore: Santosuosso.

ARBITRO – Cavaliere di Paola

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