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Napoli-Juventus, Conte: “Grande prestazione. I nostri numeri sono da mal di testa”

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Il Napoli non sbaglia più.Dopo l’Atalanta, gli azzurri battono per 2-1 anche la Juventus.

Ad analizzare la vittoria del Maradona, arrivata in rimonta, è l’allenatore del Napoli Antonio Conte che ha parlato così ai microfoni di DAZN.Sulla vittoria: “È stata una grande prestazione, arrivata contro una grande squadra che, oltre a essere imbattuta, ha un’ottima rosa e sta intervenendo sul mercato. È la dimostrando che il lavoro paga e per questo provo grande soddisfazione.

Tutto questo è anche la prova di un gruppo che riesce a sopperire anche nelle difficoltà dell’ultimo momento, basti pensare all’assenza di Olivera”.Sulla stagione: “Le due vittorie contro Atalanta e Juventus ci danno autostima e fiducia.

Ho sempre insegnato al gruppo di non piangere mai.Spesso si chiede cosa manchi a questa squadra… Secondo me, chi è leader di un gruppo deve pensare a cosa ha e come farci la differenza”.

Sulla classifica: “Sono numeri che fanno venire mal di testa, in particolare se pensiamo a quelli che c’erano lo scorso anno.Dall’inizio dell’anno siamo cresciuti in maniera esponenziale, ma non arriva tutto per grazia divina, solo col lavoro.

A volte sento i commenti sulle altre, che sono più belle, più carine e più pettinate; io dico che questo è un Napoli che gioca un calcio europeo”.

Kimbal, il fratello di Elon Musk incontra il sindaco di Roma Gualtieri in Campidoglio

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(Adnkronos) – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a quanto apprende l'Adnkronos, ha incontrato oggi in Campidoglio Kimbal Musk, fratello di Elon Musk.Quest'ultimo ha illustrato al primo cittadino capitolino l'idea di uno spettacolo musicale da realizzare, attraverso sponsorizzazioni private, con i droni e da organizzare in occasione del Giubileo.

Il tutto sarà presentato a breve al Vaticano.  Kimbal Musk nella giornata di ieri ha incontrato, inoltre, a Palazzo Chigi il ministro della Cultura Alessandro Giuli e salutato velocemente la premier Giorgia Meloni.Tra gli incontri del fratello minore di Elon Musk anche quello con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Langella: “Folino via per una clausola rescissoria di cui non ne conoscevo l’esistenza”

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La Juve Stabia vince con la Carrarese, in conferenza stampa sono intervenuti tutti i protagonisti e anche il Presidente Andrea Langella che ha commentato la vittoria, la presenza di Daniela McClory della Brera Holding e le operazioni di calciomercato.

“Abbiamo coronato questa sera un lungo weekend fatto insieme alla Brera Holdings con il presidente che è arrivato tre giorni.  Ha visitato lo stadio Menti, gli abbiamo presentato tutti i membri del Consiglio d’amministrazione e la squadra.

Siamo stati al comune e da diversi sponsor.  Era giusto che il presidente fosse a conoscenza delle nostre attività e del nostro lavoro giornaliero.Abbiamo coronato il weekend con una straordinaria vittoria”.

Sul mercato, invece, Langella ha detto:

“Ho sempre detto che come presidente ho cercato di creare una grande organizzazione.  Ognuno al proprio posto con le proprie deleghe: abbiamo un direttore sportivo che ha tutta la fiducia per organizzare le cose”.

E sulla cessione di Folino:

“Se fosse stato per me, non sarebbe mai uscito.

Purtroppo aveva una clausola rescissoria da 400mila euro.  Con la pec della Cremonese e la spinta del giocatore non abbiamo potuto fare niente.

L’unica cosa positiva è che siamo riusciti ad aggiungere 200mila euro in più spalmati in due anni, quindi 100 quest’anno e 100 il prossimo.  E’ spiacevole che è andato via, ma se fosse stato per me sarebbe andato via in estate, così come faranno gli altri.Se poi spunta qualche clausola rescissoria a mia insaputa non possiamo fare niente.”

Sull’arrivo di Peda

“Inoltre abbiamo già preso il sostituto: è un giocatore che ha bisogno di tempo.  E’ chiaro che dobbiamo trovare altri giocatori.

Se riuscissimo a mandare via chi non sta giocando e che ha un ingaggio alto potremmo fare qualcosa.  Dobbiamo sempre pensare al bilancio.

Per arrivare a una storia di risanamento dobbiamo pensare sempre al bilancio”.

McClory battezza la Juve Stabia con una vittoria: Mi sono piaciuti Adorante, Mussolini. La squadra è unita

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Al termine di Juve Stabia-Carrarese, in conferenza stampa sono intervenuti Andrea Langella, presidente delle Vespe, e Daniel McClory, nuovo azionista della Juve Stabia e presidente del gruppo Brera Holdings.

Di seguito dichiarazioni di McClory:

“E’ stato un piacere essere qui e partecipare a una partita per la prima volta.E’ stata una cosa molto emozionale.Chiaro che vincere è l’obiettivo e siamo molto contenti di essere in partnership con Andrea (Langella ndr)”.

Sulle sue impressioni sulla squadra:

“Mi sono piaciuti sicuramente Adorante e Mussolini.Ma il bello della Juve Stabia a loro funzionano come una squadra.

Questa è stata la cosa più importante”, ha detto McClory.

Napoli-Juventus 2-1! Conte non fa sconti alla sua Vecchia Signora!

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Ennesima rimonta per gli uomini di Antonio Conte, che battono la Juve in casa per 2-1 dopo essere andati in svantaggio a fine primo tempo.Così come contro l’Atalanta, ad essere decisivo è ancora Lukaku, decisivo dal dischetto per il 2-1.

Vittoria pesantissima in ottica scudetto, gli azzurri dopo aver vinto a Bergamo, battono anche i bianconeri di Thiago Motta, testa ora alla sfida in programma settimana prossima all’Olimpico contro la Roma di Claudio Ranieri.

Primo tempo

Il primo tempo parte subito con una palla gol clamorosa per la Juve, Yildiz sul secondo palo fa sedere Spinazzola e Meret, calcia verso l’angolino del palo opposto, ma Meret da terra si oppone con una parata pazzesca.La partita prosegue equilibrata fino al 43′, quando Anguissa anticipa Koopmeiners fuori area, ma spedisce la palla verso la porta di Meret, dove tutto solo c’è Kolo Muani; che rientra in gioco grazie al tocco del centrocampista azzurro, il francese si gira e calcia siglando lo 0-1 ed il primo gol in carriera in Serie A, dopo appena 6 tocchi.

Incolpevole totale Meret che nulla poteva.

Napoli Bologna
FOTO: Ssc Napoli – X

Secondo tempo

Nel secondo tempo il Napoli cambia faccia, la squadra di Conte ha fame di riacciuffare la gara.Al 49′ Lukaku va vicinissimo al gol del pareggio, Di Gregorio para dietro la linea ma la palla non è entrata.

Al 56′ Politano crossa sul secondo palo, dove trova l’inserimento di Anguissa che spicca di testa e fa 1-1!Il Napoli non si accontenta e continua a spingere sull’acceleratore, infatti al 68′ Lukaku serve McTominay in area, finta di tiro che manda fuorigiri Locatelli che frana sullo scozzese e provoca un calcio di rigore.

Dal dischetto si presenta Lukaku, che spiazza Di Gregorio e fa 2-1!Gli azzurri continuano a mantenere alta l’intensità della partita, e nel finale vanno vicini due volte al 3-1, la prima con Simeone che ha provato a servire al centro Anguissa e la seconda con Ngonge.

Ma basta il 2-1, il Napoli vince e convince al Maradona contro la Juve e ora aspetta la risposta dell’Inter.

 

Napoli-Juventus 2-1, Conte vince in rimonta con Anguissa e Lukaku

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(Adnkronos) – Il Napoli di Antonio Conte supera 2-1 la Juventus al Maradona, in rimonta, nella gara valida per la 22esima giornata di Serie A, grazie alle reti di Anguissa e al rigore trasformato da Lukaku, dopo il gol del neo bianconero Kuolo Muani, e allunga in classifica.Gli azzurri si portano a 53 punti a +6 sull'Inter che insegue ma ha due gare da giocare, mentre la squadra di Thiago Motta resta ferma a 37 punti al quinto posto.

Thiago Motta in avvio punta, infatti, sull'ultimo arrivato, Kolo Muani dal Psg, al posto di Vlahovic che resta in panchina, supportato da Nico Gonzalez sulla destra e Yildiz sulla sinistra.In difesa McKennie preferito a Savona L'ex Conte, invece, opta per Politano e Neres ai lati di Lukaku, Lobotka in regia, e Spinazzola sulla fascia sinistra. La Juve è subito reattiva e sfiora il vantaggio al 7': palla dentro di Thuram, velo di Kolo Muani per Yildiz che scarta un difensore e conclude a botta sicura, ma Meret fa un super intervento e salva il Napoli.

Al 9' palla persa da Lobotka con Kolo Muani che prova a concludere ma é chiuso da Rrahmani.Il Napoli reagisce al 21'con Politano che conclude dal limite mandando di poco alto.

Al 30' ancora Juve pericolosa con Nico Gonzalez, ma il rasoterra dell'ex Fiorentina esce di poco.Al 32' arriva l'errore in impostazione del portiere della Juve, ma Locatelli salva tutto anticipando Lobotka solo in area.

Il Napoli cerca di alzare i ritmi nel finale di tempo ma è la squadra di Thiago Motta a trovare la palla del vantaggio.Al 43' è proprio Randal Kolo Muani a portare avanti i suoi grazie ad una grande girata al volo dopo una deviazione involontaria all'indietro di Anguissa.

La formazione di casa reagisce e al 47' ci prova Politano con una punizione a giro che però non trova di poco la porta.  Il Napoli parte molto forte nel secondo tempo.Al 50' miracolo di Di Gregorio che toglie dalla porta per pochi centimetri un colpo di testa ravvicinato di Lukaku.

La Juventus si abbassa per il forcing del Napoli che al 57' trova il pareggio: Politano controlla in area un pallone toccato da Lukaku, trova lo spazio per il cross sul secondo palo dove Anguissa di testa beffa tutti e fa 1-1. Il Napoli vuole sfruttare il momento e al 63' è ancora Politano protagonista ma il tiro al volo a botta sicura trova la respinta casuale di Cambiaso in angolo.Al 69' però il Napoli raddoppia.

Gran palla di Lukaku per McTominay in area, finta su Locatelli che lo stende, è rigore.Sul dischetto va Lukaku che non sbaglia e fa 2-1.

Thiago Motta prova a cambiare la squadra e inserisce prima Savona e Mbangula, poi Douglas Luiz, Conceicao e Vlahovic ma la squadra non riesce comunque a rendersi pericolosa.Mentre il Napoli pressa forte fino alla fine e sfiora anche il terzo gol.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Carrarese, Calabro: E’ un periodo difficile, ma non molliamo. Abbiamo fatto gol troppo tardi

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Antonio Calabro, allenatore della Carrarese, ha parlato in conferenza stampa al termine della sfida tra Juve Stabia – Carrarese, conclusa sul punteggio di 2-1 per le Vespe.

Di seguito le sue dichiarazioni.

Vi siete svegliati tardi?

“Il gol è arrivato troppo tardi rispetto a quello che abbiamo provato a fare.Il secondo tempo mi è piaciuto molto, ma anche il primo.

I due gol non devono sviare la mia analisi.E’ ovvio che ce li siamo fatti da soli: il secondo arriva da un pallone che parte da Thiam.

Sono errori che di solito non facciamo.Tolta la partita con il Pisa, la squadra ha sbagliato solo una gara che è quella di settimana scorsa, che non deve pesare oltremodo su una squadra che si deve salvare e che ha lottato sia nel primo che nel secondo tempo, nel quale abbiamo avuto la reazione che mi aspettavo.

Conosco il valore umano dei ragazzi: gli avevo chiesto di avere e ottenere una reazione”.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, cosa le ha convinto?

“Mi ha convinto il fatto di voler andare a prendere la Juve Stabia alta fin dall’inizio.Ho visto tutte le partite della Juve Stabia e ha avuto sempre la palla.

Noi siamo stati bravi a costringere loro a lanciare sempre lungo”.

E’ un periodo nel quale non le sta girando niente bene.

“Sì, ho questa sensazione.Non dipende dal fato: contro il Pisa ci siamo fatti male da soli.

Non posso dire le stesse cose contro lo Spezia, mentre oggi i due gol sono figli della poca tranquillità che abbiamo ritrovato nel secondo tempo.E questo è un aspetto importante”.

Oggi i tifosi della Carrarese hanno chiesto: vogliamo restare in serie B.

Cosa può dire loro?

“I tifosi della Carrarese sono encomiabili.Vogliono quello che vogliamo anche noi.

Posso metterci la faccia: la squadra, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di lottare.Siamo una squadra giovane che paga nelle piccole difficoltà.

Veniamo da un inizio di campionato nel quale abbiamo fatto 5 sconfitte in 6 partite e abbiamo giocato le prime partite del 2025 a Pisa, contro lo Spezia e a Castellammare.Dobbiamo avere la lucidità mentale nel saper uscire da questa situazione.

In Serie B esistono le difficoltà, ma sappiamo come affrontare le tempeste.Sono fiducioso”.

Segre: “Rischio Shoah dimenticata una volta spariti ultimi superstiti”

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(Adnkronos) – Una volta spariti gli ultimi superstiti, "sia per la questione di come è stato finora, sia per le falsità che verranno dette", c'è il rischio che la Shoah venga completamente dimenticata.Queste le parole della senatrice a vita Liliana Segre contenute in una intervista che sarà pubblicata online lunedì prossimo, 27 gennaio, alle 11, sui profili della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e su Corriere.it, in occasione del Giorno della Memoria. In un dialogo con Marco Vigevani, presidente del comitato Eventi Memoriale della Shoah, Liliana Segre affronta, tra letteratura, cultura contemporanea e politica e religione, il futuro della Memoria, il suo senso e le evoluzioni, anche alla luce degli ultimi anni, a partire da una frase che la senatrice, testimone della Shoah, ha spesso ripetuto, affinché non sia una riga nei libri di Storia. "Io sono di natura pessimista – afferma la senatrice a vita in un passo dell'intervista – e questo certamente non aiuta in questo mio giudizio, ma sono così sicura dentro di me che una volta spariti, e ormai manca poco, gli ultimissimi superstiti e quando sarà finita la generazione dei figli dei superstiti, e dei nipoti forse, man mano che il tempo passerà, sia per la questione di come è stato finora sia per le falsità che verranno dette, così come in 1984 di Orwell, che secondo me dovrebbe essere adottato nelle scuole".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Piscopo: Felice per la prestazione. Il gol lo dedico alla mia compagna, l’assist alla famiglia

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Kevin Piscopo, autore di un gol e di un assist nel match contro la Carrarese, ha parlato in conferenza stampa al termine della sfida della Juve Stabia contro la squadra di Calabro, conclusa sul punteggio di 2-1 per le Vespe.

Di seguito le sue parole:

Quale giocata ti ha dato più soddisfazione il gol o l’assist?

“Segnare un gol è un’emozione unica, anche se mi piace tantissimo anche fare gli assist.Godo far segnare anche il mio compagno”.

Quando il mister esprime parole di elogio nei tuoi confronti, si vede sempre la tua prestazione.

Quanto influisce il mister?

“Le sue indicazioni sono fondamentali.E’ normale che fa piacere avere la sua stima”.

Oggi hai giocato un po’ più libero, è questo il tuo vero ruolo?

“Posso fare più ruoli.

Mi trovo molto meglio sull’esterno perché sono più libero.C’è anche la fase difensiva che deve essere fatta per il bene della squadra e non solo”.

Una dedica per l’assist e una per il gol?

“Dedico il gol alla mia compagna mentre l’assist alla mia famiglia”.

Come analizzi la prestazione’

“Sapevamo che questa era una partita importante.

Abbiamo un po’ sofferto dopo il 2-1, ma credo che abbiamo giocato molto bene.Siamo molto contenti di questa prestazione”.

Quanto coraggio dà questa vittoria pensando alla sfida contro il Sassuolo?

“Prepariamo la partita con il Sassuolo come tutte le altre.

Dobbiamo solo essere concentrati sul lavoro in settimana e riportarlo in campo la domenica”.

E’ stata la discontinuità il tuo grande problema?Cosa può servirti per avere un rendimento più costante?

“Sono sempre stato abbastanza discontinui.

Devo ricercare questa continuità durante la settimana, durante gli allenamenti”.

Malore durante immersione, fotoreporter Massimo Sestini in rianimazione

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(Adnkronos) – Paura per il fotoreporter Massimo Sestini, ricoverato in rianimazione all'ospedale di Trento, dopo un malore nelle acque del lago ghiacciato di Lavarone, dove si trovava per un'immersione.Le sue condizioni sono definite gravi, ma uno dei più famosi fotoreporter italiani non sarebbe in pericolo di vita.  Il fiorentino Massimo Sestini, 62 anni, stava partecipando a un raduno di istruttori subacquei per le immersioni sotto il ghiaccio.

Poco prima delle ore 13 si era immerso in compagnia di uno degli istruttori e qualcosa non avrebbe funzionato con l'erogatore dell'aria delle bombole, così che il fotografo sarebbe svenuto qualche metro sott'acqua rimanendo senza respiro.L'istruttore che era con lui avrebbe tentato di rimettergli il boccaglio, ma il fotografo non avrebbe reagito.

Una volta riportato a riva, Sestini è stato subito rianimato dai soccorritori.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Lavarone e la Croce Rossa degli Altipiani Cimbri.

Poi il fotografo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Trento.Secondo un primo bollettino, i suoi polmoni sarebbero pieni di acqua e sono iniziate le manovre per liberarli. Con i suoi scatti, Massimo Sestini in quarant'anni di carriera ha fotografato fatti di cronaca italiana, gossip, costume, politica e società a partire dal 1978.

I suoi primi scoop risalgono alla metà degli anni Ottanta: da Carlo d’Inghilterra fotografato a Recanati mentre dipinge un acquerello, a Licio Gelli ripreso a Ginevra, mentre è portato in carcere, appena costituitosi dopo la fuga in Argentina.Le sue fotografie sono uscite sulle prime pagine dei principali giornali italiani e internazionali.

Ha fotografato le stragi di terrorismo e mafia fino al naufragio della Concordia all'isola del Giglio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Carrarese, Tarantino: Oggi una prestazione importante. Abbiamo rischiato solo nel finale

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Al termine della gara vinta dalla Juve Stabia sulla Carrarese, abbiano ascoltato il vice allenatore della Juve Stabia, Nazzareno Tarantino, che ha analizzato la gara.

Queste le sue parole in sala stampa:

“Faccio i complimenti ai ragazzi per la prestazione maiuscola, contro un avversario che sta facendo cose importanti e composto da calciatori di livello.

Abbiamo fatto bene ma quando l’arbitro ci ha annullato il terzo gol, per motivi che non abbiamo compreso, è subentrata un po’ di paura.Abbiamo arretrato un po’ il baricentro, soffrendo anche ma facendo bene fino alla fine.

Penso che la vittoria della Juve Stabia sia meritata, siamo stati compatti e abbiamo giocato da squadra.

Fa piacere per Piscopo, che merita il gol e la prestazione, ma il merito è del gruppo.

L’unico rammarico è per il finale sofferto ma penso che Thiam non abbia fatto una parata.

Dopo Palermo eravamo arrabbiati e abbiamo tramutato questa rabbia nel giusto atteggiamento.”

Soddisfazione personale?

“C’è ma va rimarcato quanto mister Pagliuca è importante per questa squadra, anzi fondamentale.I ragazzi rispecchiano il suo carattere e tutto il lavoro che sotto la sua direzione facciamo durante le settimane.

Abbiamo fatto del nostro meglio oggi ma è un bene che il mister torni a guidarci dalla panchina.”

Addio a Giorgio Trombetta, l’imprenditore romano del caffè

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(Adnkronos) – Si è spento ieri, all'età di 92 anni, l'imprenditore romano Giorgio Trombetta, presidente del Gros – Gruppo Romano Supermercati.Lo annuncia una nota diffusa dal gruppo. "Il consiglio di amministrazione, il Collegio dei Revisori, i dipendenti e i collaboratori del Gros – Gruppo Romano Supermercati si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Trombetta – si legge – e, con enorme commozione, rendono omaggio a Giorgio Trombetta il quale ha lasciato un segno importante nella storia dell'economia italiana e in particolare di quella romana grazie alle sue qualità di grande uomo e straordinario imprenditore che si è sempre distinto per modernità e visione d'impresa.

Dal 2010 Giorgio Trombetta, tra i fondatori del Gros – Gruppo Romano Supermercati, ha assunto la carica di presidente contribuendo con le sue spiccate doti allo sviluppo dell'azienda". "Il Gros intende rivolgere alla Famiglia del presidente Giorgio Trombetta le più sentite condoglianze e ricordare e ringraziare il presidente Giorgio Trombetta per tutto ciò che ha fatto in questi anni, coniugando le scelte imprenditoriali all'umanità espressa per applicarle.Lascerà un grande vuoto che il Gros cercherà di colmare con impegno e dedizione, nella consapevolezza di essere custode dei suoi preziosi insegnamenti e proseguendo nell’attuazione delle strategie di sviluppo e di crescita condivise fino agli ultimi istanti della sua esistenza", conclude la nota. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Carolyn Smith: “Lotto da 10 anni contro il tumore, ma ora è stabile”

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(Adnkronos) – “Sto bene, mi sto prendendo cura di me stessa”, così Carolyn Smith ospite oggi, 25 gennaio, a Verissimo ha parlato delle sue condizioni di salute e dei dieci anni di lotta contro il tumore al seno, diagnosticato nel 2015.  Sono trascorsi dieci anni da quando Carolyn Smith lotta duramente contro questo "intruso": "Ogni tre settimane devo fare la chemio, ma ormai ci sono abituata", racconta la coreografa e giudice di Ballando con le stelle nello studio di SIlvia Toffanin.  “Ho avuto un momento buio della mia vita, non sapevo come reagire.Il 2024 è stato l’anno più duro di questi lunghi dieci anni di lotta contro il tumore.

Ma poi mi sono resa conto della mia forza, di tutti i cicli che sono riuscita a chiudere e ho ripreso in mano la mia vita”.Poi, spiega: "La situazione ora è stabile, i medici sono contenti.

Ma hanno trovato un linfonodo ai polmoni, ma non è nulla di grave". Carolyn Smith ha perso nel 2024 il suo cagnolino, Sir Scotty: “È stata una tragedia per me.Ha avuto un tumore al fegato ed è scomparso dopo un arresto cardiaco.

Ho deciso di cremarlo, è sempre vicino a me e non mi abbandonerà mai”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pentagono, arriva Hegseth: “Freneremo aggressione Cina, metteremo fine a guerre”

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(Adnkronos) – Confermato nella notte dal Senato alla guida del Pentagono, il nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth ha inviato il suo primo messaggio alle Forze armate nel quale ha enunciato la sua 'missione' in America e nel mondo.  E nel mondo, l'ex anchorman di FoxNews si è rivolto anzitutto a Pechino: "Lavoreremo con gli alleati e i partner per scoraggiare l'aggressione della Cina comunista nell'Indo-Pacifico".E poi, il Pentagono sosterrà "la priorità del presidente di porre fine alle guerre in modo responsabile e di riorientarsi verso le principali minacce". "Saremo al fianco dei nostri alleati e i nostri nemici sono avvisati", afferma Hegseth. "E' il privilegio di una vita guidare i guerrieri del dipartimento della Difesa, sotto la leadership del nostro comandante in capo Donald Trump.

Metteremo l'America per prima e non indietreggeremo mai", le parole dopo aver giurato nelle mani del vice presidente Jd Vance, da cui ha avuto il voto decisivo per la sua conferma al Senato. "Il presidente ci ha dato una missione chiara – ha scritto l'ex anchorman di FoxNews – raggiungere la pace attraverso la forza, ricostruire le nostre Forze armate e ristabilire la deterrenza".  "Faremo rivivere l'etica del guerriero – ha affermato Hegseth – e ripristineremo la fiducia nelle nostre forze armate.Siamo guerrieri americani.

Difenderemo il nostro Paese.I nostri standard saranno alti, senza compromessi e chiari.

La forza dei nostri militari è la nostra unità e i nostri scopi condivisi".  Un 'Restauratore' dalle mille incognite al Pentagono.Hegseth è stato confermato dal Senato sul filo di lana – decisivo il voto del vice presidente -, ma i suoi piani per quella che è una delle posizioni chiave dell'amministrazioni sono ancora vaghi.  Le uniche certezze sono che con l'ex anchorman della Fox verrà dichiarata guerra alla cultura 'woke' con cui – secondo l'underdog scelto a sorpresa da Donald Trump – i democratici avrebbero contaminato il Pentagono e che i militari, almeno in questa prima fase, saranno chiamati a dare il loro contributo al programma di deportazione dei migranti. Durante la sua udienza di conferma davanti ai senatori, Hegseth ha affermato che le truppe "gioiranno" per la cancellazione delle politiche a favore dell'inclusione dell'era Biden e ha promesso di riportare al Pentagono la "cultura dei guerrieri".

I militari "vogliono concentrarsi sulla letalità e sulla guerra, e liberare l'esercito di tutte le prerogative politiche woke e del politicamente corretto in termini di giustizia sociale", ha scandito. I democratici hanno già attaccato Hegseth per alcune dichiarazioni controverse del passato in cui criticava la presenza delle donne in ruoli di combattimento e i gay che prestano servizio nell'esercito.Il nuovo segretario alla Difesa – nei confronti del quale sono emerse accuse di comportamenti violenti, spesso sotto l'influenza dell'alcol, nei confronti dell'ex moglie – ha fatto marcia indietro su questi punti, almeno pubblicamente.  I suoi oppositori hanno anche sostenuto che Hegseth, che ha prestato servizio in Iraq e Afghanistan e ha lasciato la Guardia nazionale dell'esercito con il grado di maggiore nel 2021, non abbia il carattere e una carriera militare alle spalle a livello tale per dirigere la più grande agenzia del governo.

Hegseth ha respinto le accuse, sostenendo – riporta Politico – che la sua mancanza di esperienza sia un aspetto positivo e che la burocrazia trarrebbe vantaggio da un leader "con la polvere sugli stivali". Poco si sa delle posizioni del giornalista su politica estera e difesa, a parte l'aderenza all'ortodossia Maga di scetticismo verso la Nato, con gli alleati criticati come deboli, e l'allarme per la Cina.Per quanto riguarda l'Ucraina, subito dopo l'invasione difese Trump per aver definito Vladimir Putin "un genio".  Dalla sua, l'anchorman ha però la qualità più importante per Trump, la completa e assoluta fedeltà al tycoon.

Ma Hegseth ha anche un'altra importante qualità, quella di parlare alla base Maga che ha riportato il tycoon alla Casa Bianca, soprattutto grazie alla crociata contro quelle che ha definito "le deformi politiche woke dell'attuale leadership militare" nel libro recentemente pubblicato intitolato 'The War on Warriors: Behind the Betrayal of the Men Who Keep Us Free', 'La guerra contro i guerrieri: dietro al tradimento degli uomini che ci mantengono liberi'.  Nel libro Hegseth si scaglia contro le nuove normative per assicurare nelle forze armate il rispetto della diversità, equità e inclusione e anche l'adozione della critical race theory, la teoria critica della razza, uno dei bersagli numero uno della destra trumpiana.Le sue idee potrebbero metterlo in rotta di collisione con il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale C.Q.

Brown, che Hegseth accusa di "seguire le posizioni estremiste dei politici di sinistra". Ma oltre alle guerre culturali e alla mossa simbolica di rimuovere da un corridoio del Pentagono il ritratto del generale Mark Milley, l'ex capo di Stato maggiore accusato di "tradimento" da Trump, la priorità dell'agenzia al momento è la "deportazione" degli immigrati, una delle promesse elettorali di Trump sbandierata sui social anche dalla Casa Bianca. Il Dipartimento della Difesa si è affrettato per tutta la settimana a inviare truppe ed equipaggiamenti al confine, in seguito alla dichiarazione di emergenza nazionale da parte del presidente.Lungi dal "combattere la guerra", tuttavia, i primi 1.500 soldati in servizio attivo schierati al confine "sosterranno gli sforzi di rilevamento e monitoraggio potenziati e ripareranno e installeranno barriere fisiche", ha affermato il Comando Nord in una dichiarazione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Novara, tifoso precipita dalla curva dello stadio: è gravissimo

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(Adnkronos) – Grave incidente questo pomeriggio allo stadio di Novara dove era in corso un incontro di calcio tra Novara Fc e Pro Patria Busto Arsizio.Per cause ancora in corso di accertamento, un tifoso 40enne è precipitato dalla curva in un fossato.

Immediatamente soccorso dai sanitari del 118 l’uomo è stato trasportato in codice rosso in ospedale.Le sue condizioni, a quanto si apprende sarebbero giudicate gravissime. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Giacomo Giorgio: “Devo tutto a mia nonna, è riuscita a vedermi in tv prima di morire”

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(Adnkronos) –
Giacomo Giorgio ha raccontato, ospite oggi 25 gennaio a Verissimo, il rapporto speciale che aveva con nonna Melina, che lo ha supportato sin dai primi provini di recitazione.Il celebre volto della fiction italiana, targata Rai, 'Mare Fuori' si è raccontato nello studio di Silvia Toffanin per la prima volta.  Giacomo Giorgio ha raccontato di aver lasciato la sua città natale, Napoli, a soli 9 anni per trasferirsi a Milano dove ha ottenuto diversi ruoli in alcune compagnie teatrali.

A 17 anni, invece, si è trasferito a Roma per inseguire il suo più grande sogno, quello di fare l'attore. "Non c'avevo una lira – racconta Giacomo Giorgio nello studio di Silvia Toffanin – non sapevo dove stare, dormivo ovunque, però mia nonna prendeva una pensione minima e metà dei soldi li dava a me per permettermi di fare i provini.Grazie a lei anni dopo ho ottenuto il ruolo per 'Mare Fuori'".  E continua: "Devo tutto a mia nonna, lei è stata la mia prima fan.

A lei ho dedicato il nastro d'argento che ho vinto lo scorso anno".  Poi, Giacomo Giorgio spiega che la nonna è riuscita a vederlo in televisione prima di morire: "Nonna Melina è scomparsa la mattina successiva del finale di stagione di Mare Fuori, lo considero un segno del destino", ha spiegato il giovane attore.    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Jenny Guardiano dopo Temptation Island: “Tony mi ha lasciata quando è morto papà”

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(Adnkronos) –
Jenny Guardiano ospite, oggi 25 gennaio, a Verissimo è tornata a parlare della sua relazione, ormai terminata, con Tony Renda.La coppia aveva partecipato alla scorsa edizione di Temptation Island, programma che aveva permesso a entrambi di superare alcuni problemi di coppia.

Solo all'inizio. Jenny Guardiano ha raccontato che dopo aver terminato l’esperienza al reality di Canale 5 condotto da Filippo Bisciglia, Temptation Island, i rapporti con Tony sono peggiorati: “Siamo usciti dal programma facendoci delle promesse, pensavo di potermi fidare di lui, ma le cose non sono andate in questo modo”. “Quando la storia è finita, ho saputo che nel frattempo scriveva ad altre ragazze, chiedeva il numero e le invitava a uscire”, racconta Jenny che per un periodo si è sentita come lo “zimbello”, che accettava determinate condizioni pur di star vicino all'ex fidanzato Tony. Jenny, nello studio di Verissimo, non ha saputo trattenere le lacrime quando ha aperto il suo cuore parlando del papà Angelo, scomparso pochi mesi fa. “Io mi sento in colpa perché quando lui è volato in cielo io non c’ero, non sono riuscita a stargli accanto come volevo, ero sempre insieme a Tony.Oggi mi pento molto di questa cosa.

Tony non è stato in grado di starmi vicino, non è venuto nemmeno al funerale di mio papà Angelo”, conclude Jenny sottolineando di aver messo un punto definitivo al rapporto con Tony. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Curare la Repubblica, costruire il futuro, Mattarella 10 anni al Quirinale

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(Adnkronos) – “Aver cura della Repubblica per costruire il futuro”, con “quel senso del dovere che richiede a tutti coloro che operano in ogni istituzione, di rispettare i limiti del proprio ruolo.Senza invasioni di campo, senza sovrapposizioni, senza contrapposizioni”, perché “la Repubblica vive di questo ordine.

Ha bisogno della fiducia delle persone che devono poter vedere, nei comportamenti e negli atti di chi ha responsabilità, armonia tra le istituzioni”.E il "senso di responsabilità", come afferma il 29 gennaio 2022, dopo che i presidenti del Senato e della Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico gli comunicano la nuova elezione a Capo dello Stato, impone "di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati", che prevalgono "su altre considerazioni e su prospettive personali differenti". 
Lunedì 3 febbraio prossimo saranno dieci anni dall’insediamento al Quirinale di Sergio Mattarella, eletto la prima volta il 31 gennaio 2015 e poi riconfermato appunto sabato 29 gennaio di tre anni fa, dopo che nelle sette votazioni succedutesi durante la settimana era emersa l’impossibilità del Parlamento di convergere su un’altra personalità.

E questo nonostante nei dodici mesi precedenti il Presidente uscente avesse sottolineato di essere giunto alla conclusione del suo ruolo, richiamando anche le considerazioni di due suoi predecessori, Antonio Segni e Giovanni Leone, circa la necessità di prevedere la non rielezione del Capo dello Stato e la contestuale abolizione del cosiddetto semestre bianco. “Arbitro imparziale”, come si definì all’inizio del primo mandato, ma anche un “meccanico” che “interviene quando il sistema si blocca, per aiutare a rimetterlo in funzione”, utilizzando "la cassetta degli attrezzi contenuta nella nostra Costituzione".Accade in occasione della prima crisi di governo che si trova a gestire dopo le dimissioni di Matteo Renzi a dicembre 2016, poi in quelle che tra la primavera 2018 e l’estate 2022 segnano l’avvicendarsi degli Esecutivi Gentiloni, Conte 1, Conte 2 e Draghi, fino allo scioglimento anticipato delle Camere. Con l’avvento a palazzo Chigi di Giorgia Meloni, prima donna presidente del Consiglio della storia italiana e leader di un partito di destra, Mattarella si trova spesso tirato per la giacca da chi lo vorrebbe trascinare nello scontro politico, sovente acceso, ora come portavoce delle istanze delle opposizioni, ora come parafulmine delle scelte compiute dalla maggioranza. “Io -si trova a spiegare in varie circostanze- sorrido quando mi si fanno appelli a non promulgare una legge perché è sbagliata.

Se è palesemente incostituzionale, ho il dovere di non promulgarla, ma se è sbagliata, non sono io chiamato dalla Costituzione a giudicare se è giusto o no, ma il Parlamento.Oppure quando si dice: ‘questa legge l’ha firmata quindi vuol dire che è d’accordo’.

Non è così.Io registro che il Parlamento a cui è affidata dalla Costituzione la funzione di approvare le leggi, l’ha approvata e la promulgo.

Questo vale anche per alcuni decreti naturalmente”.  “Un giorno mi ha detto un ragazzo, non tanto ragazzo, era già avanzato: ‘Presidente non la promulghi questa cosa, perché lo fa a fin di bene’.Gli ho risposto: ‘Guai a violare le regole a fin di bene perché si abilita poi chiunque a farlo a fin di male’!

Le regole vanno rispettate sempre!Ciascun potere ha dei limiti che deve rispettare, accettando gli interventi altrui.

E anche, naturalmente, rispettare i limiti che ha lui stesso.E io cerco costantemente di rispettarli”, preoccupato di "lasciare al successore 'immuni da ogni incrinatura le facoltà che la Costituzione attribuisce'", come affermato da Luigi Einaudi, Presidente eletto dal primo Parlamento repubblicano. Certo in alcune circostanze “l'arbitro interviene per regolare quando le cose non vanno.

Questo è un po’ il mio compito, questo avviene spesso con due attività: esortazione e suggerimenti, cioè attraverso la persuasione.Quindi è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami.

La persuasione è più efficace se non viene proclamata in pubblico". Anche se Mattarella non manca di ricordare pubblicamente, ad esempio, che "la magistratura" deve essere "consapevole di esser chiamata -in piena autonomia e indipendenza– a operare e a giudicare secondo le norme di legge, interpretandole, anche, correttamente secondo Costituzione, e tenendo conto che le leggi le elabora e le delibera il Parlamento, perché soltanto al Parlamento –nella sua sovranità legislativa- è riservato questo compito dalla Costituzione.Allo stesso modo, ovviamente, va garantito il rispetto del ruolo della magistratura nel giudicare, perché soltanto alla magistratura questo compito è riservato dalla Costituzione".  Il Capo dello Stato poi non esita ad intervenire in prima persona quando occorre difendere l’interesse e il prestigio dell’Italia: "Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà", afferma dopo che il premier britannico Boris Johnson, durante la pandemia, aveva sottolineato che nel suo Paese ci sarebbero stati "più contagi che in Italia perché amiamo la libertà".  "L'Italia sa badare a sè stessa nel rispetto della sua Costituzione e dei valori dell'Unione europea", sono invece le parole che arrivano dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, dichiara: “non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro".

Concetto ribadito da Mattarella perentoriamente quando prima la ministra francese Laurence Boone annuncia una vigilanza della Francia sull’attuale Governo italiano, poi Elon Musk attacca i provvedimenti dei magistrati del nostro Paese sulla questione immigrazione. "Non si può prescindere dall'Italia", ricorda ancora il Capo dello Stato all’indomani delle ultime elezioni europee e in vista della formazione della nuova Commissione.E nella fase cruciale delle trattative tra i partiti, quando sembra tornare in forse l’assegnazione a Raffaele Fitto della vicepresidenza, non esita a riceverlo al Quirinale, formulandogli “gli auguri per l’affidamento dell’incarico, così importante per l’Italia”.

E in un'altra circostanza ricorda che “vi sono interessi nazionali che richiedono la massima convergenza”.  
Mattarella si spende in prima persona durante i drammatici mesi del Covid, condividendo angosce, timori e speranze dei suoi concittadini. "So che molti italiani trascorreranno il giorno di Pasqua in solitudine.Sarà così anche per me", afferma in un videomessaggio alla vigilia della "ricorrenza di maggior significato per la Cristianità e festa tradizionale importante per tutti".  Resta scolpita nella memoria l’immagine dell’omaggio reso da solo, pochi giorni dopo, all’Altare della Patria in occasione dell’anniversario della Liberazione. “Anch’io non vado dal barbiere”, ricorda al suo portavoce in un ‘fuori onda’ galeotto prima della registrazione di un messaggio agli italiani.

Quindi si reca all’ospedale Spallanzani per la vaccinazione.E a chi giustifica la violazione delle regole di cautela sanitaria come espressione di libertà, il Capo dello Stato chiarisce che “non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà.

Naturalmente occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto far ammalare altri”. La fine della pandemia lascia spazio purtroppo a nuove angosce e preoccupazioni.Non è passato neanche un mese dalla rielezione e il Presidente della Repubblica il 24 febbraio del 2022 deve convocare il Consiglio supremo di Difesa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa.

Da subito “l’Italia ribadisce il pieno sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina” e “l’imposizione alla Federazione Russa di misure severe vede” il nostro Paese “agire convintamente nel quadro del coordinamento in seno all’Unione europea”. “Quel giorno -afferma due mesi dopo il Presidente della Repubblica in occasione dell’anniversario della Liberazione- ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione.A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati.

E, pensando a loro, mi sono venute in mente –come alla senatrice Liliana Segre- le parole: ‘Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor’.Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole.

Sono le prime di ‘Bella ciao’.Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale”. 
Mattarella non si stanca di ripeterlo. “A nessuno –comprensibilmente – piace un’atmosfera in cui la guerra abbia prolungata presenza, anche se non vi si è coinvolti.

Come non lo è l’Italia.Ma chi ne ha la responsabilità?

Chi difende la propria libertà -e chi l’aiuta a difenderla- o chi aggredisce la libertà altrui?Le cosiddette potenze europee del tempo –Gran Bretagna, Francia, Italia– anziché difendere il diritto internazionale e sostenere la Cecoslovacchia, a Monaco, senza neppure consultarla, diedero a Hitler via libera.

La Germania nazista occupò i Sudeti.Dopo neppure sei mesi occupò l’intera Cecoslovacchia.

E, visto che il gioco non incontrava ostacoli, dopo altri sei mesi provò con la Polonia (previo accordo con Stalin).Ma, a quel punto, scoppiò la tragedia dei tanti anni della Seconda guerra mondiale.

Che, verosimilmente, non sarebbe scoppiata senza quel cedimento per i Sudeti.Historia magistra vitae". “L’Italia, i suoi alleati, i suoi partner dell’Unione sostenendo l’Ucraina difendono la pace, affinché si eviti un succedersi di aggressioni sui vicini più deboli.

Perché questo –anche in questo secolo- condurrebbe a un’esplosione di guerra globale”. E gli scenari di guerra purtroppo aumentano, dopo gli attacchi terroristici di Hamas ad Israele del 7 ottobre 2023, inizio di una drammatica catena di violenza e orrore che in questi ultimi giorni sembra potersi arrestare.Perché ciò avvenga, esorta Mattarella “è più che mai importante l’impegno della Comunità internazionale per garantire la progressiva e piena applicazione della tregua, creando le condizioni per porre definitivamente fine alla spirale di violenza ed avviando al tempo stesso un percorso politico che porti ad una pace duratura.

Tale processo non può che poggiare sul convinto sostegno alla soluzione a due Stati, nel quadro di credibili garanzie per la sicurezza di Israele. È adesso più che mai imperativo un impegno rafforzato per risolvere alla radice un conflitto che da oltre settant’anni è ragione di sofferenza per le popolazioni e di profonda instabilità”. “La pace grida la sua urgenza”, ricorda il Capo dello Stato nel messaggio di fine anno del dicembre scorso, dinnanzi a “rilevazioni recenti” che “fanno registrare ben 56 conflitti in atto -il numero più alto dal tempo della Seconda Guerra mondiale”, in un contesto quindi “pieno di grandi incertezze e tensioni nella vita internazionale a causa dei conflitti e a causa di ritorni ottocenteschi a una politica di potenza”.  Tutto questo richiede una risposta fondata su “una governance globale e un rilancio urgente di un multilateralismo efficace che contribuisca allo sviluppo di un ordine mondiale, imperniato sulle Nazioni unite e portatore di pace e di giustizia, basato su istituzioni rappresentative, democratiche, trasparenti, responsabili, efficienti.Soltanto un’autentica collaborazione fra i popoli può consentire di affrontare con successo problemi di natura globale di giorno in giorno sempre più pressanti: dai cambiamenti climatici alla tutela della salute, dalla gestione dei flussi migratori alla protezione dei diritti umani”. E “il multilateralismo ispira il ruolo italiano nel mondo”, come dimostra “l’aspirazione della Repubblica italiana appena nata ad aderire all’Onu”, e “trova naturalmente espressione anche in altri contesti, dall’Unione europea, di cui siamo stati tra i Paesi fondatori, alle relazioni transatlantiche, nell’ambito di organizzazioni di autodifesa, nel G7 e nel G20, nelle altre organizzazioni internazionali”. L’Europa. “Il più imponente progetto di cooperazione concepito sulle macerie del secondo conflitto mondiale”, lo definisce Mattarella, “frutto dei processi di riconciliazione tra Paesi che durante la Seconda guerra mondiale avevano combattuto in schieramenti contrapposti”, e “l’acceleratore di indispensabili composizioni delle divergenze, retaggio del passato, e che abbiamo dimostrato di saper superare per costruire un effettivo e duraturo futuro di pace”.  Lo dimostrano, ad esempio, le ripetute iniziative tra i Capi di Stato italiano e sloveno per rimarginare le ferite del confine orientale, culminate quest’anno con la scelta di Gorizia e Nova Gorica capitali della cultura europea.

E le presenze congiunte del Presidente della Repubblica e dell’omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier, alle Fosse Ardeatine nel 2017, a Fivizzano nel 2019 e a Marzabotto nel settembre scorso. Un’Europa, sollecita a più riprese Mattarella, chiamata ad adottare “procedure decisionali più snelle e più veloci, più capaci di dare risposte ai problemi che nella comunità internazionale si presentano sempre veloci e richiedono risposte veloci.Se l’Unione non fosse in grado di fornirle, le fornirebbero altri protagonisti della vita internazionale, e verrebbe meno il contributo di civiltà, di senso della pace, della convivenza pacifica, della solidarietà che contrassegna l'Unione europea”. Non solo.

Bruxelles è chiamata a completare “il sistema finanziario.Una grande moneta unica, di grande rilievo nel mondo, non può che avere alle spalle un sistema finanziario completo, e non parziale”.

Infine “non appare più procrastinabile una vera difesa europea” e “dotare l’Unione europea di una autonomia strategica superiore consentirà alla Nato di essere più forte, proprio in ragione della complementarietà fra le due Organizzazioni, con il rafforzamento di uno dei suoi pilastri, oggi più fragile”. Considerazioni destinate a suscitare ulteriori riflessioni con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, con il quale Mattarella ha già avuto modo di confrontarsi tra il 2016 e il 2020, nell’ambito dell’”amicizia storica”, che lega Italia e Stati Uniti, “alimentata dalla convinta adesione ai valori di libertà, pace, democrazia e giustizia”.Senza però mai dimenticare quanto “dicevano i latini: ‘Amicus Plato, sed magis amica veritas’, più importante del mio amico è la verità”. Un approccio che può valere anche di fronte alle prospettive e soprattutto agli interrogativi che pone lo sviluppo tecnologico. “Mutamenti profondi, veloci, radicali, dalla Intelligenza Artificiale, alla grande intensità di strumenti di comunicazione e di connessione, mutano le condizioni della vita del mondo e vi è l’esigenza di individuare nuovi equilibri.

Vi è un’esigenza di richiamare la centralità della persona, dei suoi diritti, della sua libertà.Questo che in realtà è il centro, il perno, della civiltà europea: la persona al centro e, quindi, il dialogo, il rispetto reciproco, il confronto, l’attenzione alle altrui opinioni, il dubbio”.  “Con l’intelligenza artificiale -evidenzia il Capo dello Stato- è possibile produrre scenari virtuali apparentemente credibili ma totalmente ingannevoli. È concreto il rischio di trovarsi in futuro a vivere in dimensioni parallele, in cui realtà e verità non siano distinguibili dalla falsità e dalla manipolazione: ne risulterebbe travolto lo spirito critico.

E, con esso, la libertà che si trova alla base dei diritti di ciascuno.Il fenomeno deve essere, pertanto, regolato, necessariamente e urgentemente, nell’interesse delle persone, dei cittadini, ma sappiamo che questa esigenza fondamentale incontra difficoltà a causa delle dimensioni e del potere di condizionamento degli operatori del settore.

Pochi soggetti, non uno soltanto, come ci si azzarda a interpretare La cui presunzione di divenire protagonisti che dettano le regole, anziché essere destinatari di regolamentazione, si è già manifestata in più occasioni”. “Immaginiamo solo per un momento, applicando lo scenario descritto nel libro ‘1984’ di George Orwell, cosa avrebbe potuto significare -mette ancora in risalto il Presidente della Repubblica- una distorsione nell’uso di queste tecnologie al servizio di una dittatura del Novecento.Sono in gioco i presupposti della sovranità dei cittadini”. Luci ed ombre rispetto alle quali, è l’invito rivolto da Mattarella ancora nel recente messaggio di fine anno, occorre coltivare “una comune speranza che ci conduca con fiducia verso il futuro”, riprendendo quel richiamo che Papa Francesco ha fatto risuonare “nel mondo la notte di Natale”, aprendo il Giubileo.

Una coincidenza di toni che sembra rimandare al 27 marzo del 2020, quando in pieno lockdown uno dopo l’altro, il Sommo pontefice e il Capo dello Stato, lanciarono un messaggio di speranza ed incoraggiamento all’Italia e al mondo. La speranza come motore che in questi dieci anni ha aiutato il Paese trovare la forza per superare calamità naturali, alluvioni, incendi devastanti, ma soprattutto eventi che possono assumere anche una valenza simbolica: i terremoti che hanno colpito l’Italia centrale e l’isola di Ischia, il crollo del Ponte Morandi, la tempesta Vaia, le alluvioni che hanno devastato l’Emilia Romagna.Dimostrazione, nota il Presidente della Repubblica, che “la sicurezza delle infrastrutture, come dei territori, è fattore cruciale della qualità della vita e dei diritti personali”.  Un motore che ha consentito agli atleti azzurri di ottenere successi mondiali, europei, olimpici e paralimpici nel calcio, nell’atletica, nella pallavolo, nel ciclismo, nella scherma, nel tennis, solo per citare alcune discipline, di cui Mattarella è stato spettatore entusiasta, elogiando un esempio andato “ben oltre i confini dello sport”.  Un motore che ci deve spingere ad “ascoltare il disagio” dei giovani e a “dare risposte concrete alle loro esigenze, alle loro aspirazioni”; a “non dover più parlare delle donne come vittime”, ma a “parlare della loro energia, del loro lavoro, del loro essere protagoniste”; a prevenire “tutti gli incidenti mortali” sul lavoro.  “Siamo tutti chiamati ad agire, rifuggendo da egoismo, rassegnazione o indifferenza”, come fanno quei tanti cittadini e cittadine cui Mattarella ogni anno conferisce le Onorificenze al merito della Repubblica italiana, essendosi distinti per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità, del diritto alla salute e dei diritti dell'infanzia.

Esempio di una preoccupazione “del bene comune, degli altri”, che “non è un’espressione buonista, da libro ‘Cuore’”. Esempi da ricordare mentre in questo 2025 “celebreremo gli ottanta
anni dalla Liberazione. È fondamento della Repubblica e presupposto della Costituzione, che hanno consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità.Una ricorrenza importante.

Reca con sé il richiamo alla liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia".  "Sono valori che animano la vita del nostro Paese, le attese delle persone, le nostre comunità.Si esprimono e si ricompongono attraverso l’ampia partecipazione dei cittadini al voto, che rafforza la democrazia; attraverso la positiva mediazione delle istituzioni verso il bene comune, il bene della Repubblica: è questo il compito alto che compete alla politica”. “Siamo chiamati -sono ancora le parole pronunciate il 31 dicembre scorso da Mattarella- a consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. È un’impresa che si trasmette da una generazione all’altra.

Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa.La speranza siamo noi.

Il nostro impegno.La nostra libertà.

Le nostre scelte”. (di Sergio Amici)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic, l’infortunio e i dubbi: “Ecco i risultati degli esami”

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic prova a rispondere a critici e detrattori.Il serbo, che nella semifinale degli Australian Open contro Alex Zverev, pubblica su X la foto della risonanza magnetica cui si è sottoposto per verificare l'entità dell'infortunio muscolare. "Credo che la lascerò qui per tutti gli 'esperti' di infortuni", scrive Djokovic pubblicando sui social il referto che documenta la lesione muscolare alla coscia sinistra.

Djokovic ha accusato il problema nei quarti di finale, vinti contro Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, in campo, non ha nascosto un pizzico di ironico scetticismo nei confronti della reale entità dell'infortunio del rivale.Il ritiro di Djokovic dalla semifinale è stato accolto con polemiche dai tifosi e da alcuni media. L'ex numero 1 del mondo, è l''accusa', tenderebbe a ingigantire gli acciacchi.

Il post pubblicato sui social dovrebbe mettere a tacere le voci più critiche, ma tra i commenti non mancano i messaggi che gettano benzina sul fuoco: "Dove sono i referti del 2021 e del 2023?", chiede qualcuno facendo riferimento alle edizioni dell'Australian Open che Djokovic ha vinto nonostante, anche in quel caso, infortuni assortiti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Como-Atalanta 1-2, doppietta Retegui e nerazzurri vincono in rimonta

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(Adnkronos) – L'Atalanta vince in rimonta 2-1 a Como, grazie alla doppietta di Mateo Retegui nella ripresa, trova la prima vittoria in campionato del 2025 e sale a 46 punti in classifica, al terzo posto.La squadra di Fabregas gioca una buona gara per larghi tratti ma subisce due reti simili ed è costretta al ko che lascia la squadra a 22 punti.

Nel Como Fabregas sceglie dal 1' in difesa Engelhardt, Kempf e Dossena, mentre Da Cunha e Perrone agiranno in mediana.Sulla trequarti torna dal primo minuto Nico Paz con Strefezza alle spalle di Diao.

Mentre Gasperini davanti a Carnesecchi schiera Scalvini, Djimsiti e Kolasinac.Tandem d'attacco formato da Lookman e Retegui con Samardzic a supporto.  Il Como parte bene e al 30' passa: Fadera dalla sinistra mette un pallone teso in mezzo, Nico Paz di prima calcia con il mancino e la piazza sotto la traversa per l'1-0.

L'Atalanta prova a reagire ma non riesce a trovare la porta.Il Como ci prova ancora con Nico Paz ad inizio ripresa ma senza successo.

Al 56' i nerazzurri trovano il pareggio: sul cross dalla sinistra di Brescianini, Retegui calcia al volo all'angolo alla sinistra di Butez e trova l'1-1.L'Atalanta continua a spingere e al 69' va in gol Lookman su un'invenzione di Ederson ma l'arbitro Pairetto annulla per fuorigioco. Il gol del sorpasso arriva un minuto dopo.

Al 70' Brescianini pesca uin area Retegui che controlla e con il destro trova l'angolo per il 2-1.Il Como accusa il colpo e rischia di subire il tris.

All'80' Ederson in profondità trova De Ketelaere che solo davanti a Butez gli calcia addosso, vince due rimpalli e alla fine calcia in rete ma il gol viene annullato dopo un check al Var per un tocco di mano dell'attaccante.Nel recupero ci prova ancora Nico Paz dal limite ma il pallone viene deviato e finisce in angolo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)