FOTO CLASSIFICA- Napoli ottavo dietro Atalanta e Torino
Si allontana il primo posto. Il Napoli pareggia con il Sassuolo e scivola al ottavo posto dietro Atalanta e Torino.
FOTO

Si allontana il primo posto. Il Napoli pareggia con il Sassuolo e scivola al ottavo posto dietro Atalanta e Torino.

E’ terminato 1-1 il monday match tra Napoli e Sassuolo. In gol Lorenzo Insigne per la seconda volta consecutiva in campionato, dopo la doppietta contro l’Udinese. All’azzurro risponde l’attaccante neroverde Defrel.
IL TABELLINO
Napoli (4-3-3): Reina, Hysaj, Koulibaly, Chiriches, Strinic; Allan, Jorginho (dal 77’ Diawara), Hamsik; Callejon, Gabbiadini (dal 64’ Mertens), Insigne (dal 86’ Giaccherini)
A disp.: Rafael, Sepe, Maggio, Maksimovic, Zielinski, Rog, Ghoulam, Tonelli, El Kaddouri
Sassuolo (4-3-3): Consigli, Gazzola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Mazzitelli (dal 61’ Pellegrini), Magnanelli, Missiroli; (dal 71’ Defrel), Politano (38’ Ricci), Matri, Ragusa.
A disp.: Pomini, Pegolo, Antei, Iemmello, Pierini, Lirola, Terranova, Dell’Orco, Adjapong
Arbitro: Valeri di Roma.
Marcatori: Insigne(N), Defrel(S)
Ammoniti: Allan(N), Mertens(N), Strinic(N), Peluso(S), Ragusa(S), Mazzitelli(S)
Espulsi: nessuno.
Bruttissime notizie per il Napoli che dovrà fare a meno di Dries Mertens contro l’Inter. Il giocatore salterà il match del Meazza a causa di un brutto sgambetto causato ai danni di un calciatore del Sassuolo.
Cosa dire di una gara rinviata per nebbia prima ancora che finisse il primo tempo? Bhe partiamo innanzitutto da alcune semplici, non per tutti evidentemente, considerazioni extra sportive.
La nebbia che si è abbattuta sullo stadio “XXI settembre” non è certo una novità e stupisce l’ostruzionismo che la richiesta della Juve Stabia di anticipare l’orario di inizio della gara ha trovato nel Matera.
La richiesta delle Vespe, giunta in settimana, non era certo uno “sfizio” finalizzato a fare un dispetto alla società lucana, ma si basava proprio sui prevedibili disagi che il calcio di inizio delle 20.30 avrebbe provocato. Quasi come se avesse immaginato quello che sarebbe successo, lo staff della Juve Stabia ha deciso di scendere in campo con la nuova maglia arancio fluo e quasi a prova di nebbia. Con un piccolo anticipo di un paio d’ore si sarebbe evitato l’enorme contrattempo ed imbarazzo di dover piazzare un recupero di gara in un calendario fittissimo di impegni.
Il diniego inaspettato del Matera si affianca all’assurda programmazione della Lega, che ha fissato una gara serale in una zona dove la nebbia non è certo una sconosciuta. A campi invertiti, magari, l’inizio alle 20.30 avrebbe trovato una sua ragion d’essere.
Spostandoci al rettangolo di gioco è giusto dire che per gran parte dei 37 minuti di gioco la Juve Stabia è stata in balìa degli uomini di Auteri.
Il traumatico finale della gara con il Lecce ha lasciato pesanti scorie psicologiche nei ragazzi di Fontana, che hanno comprensibilmente perso qualche certezza.
L’inizio della gara di ieri ha dimostrato che le Vespe stanno tentando nuovamente di spiccare il volo ma che non si tratta di un compito semplice.
Ad aiutare i gialloblù nel momento forse più duro della stagione è stato il leader, Capitan Capodaglio. Il direttore dell’orchestra gialloblè si è reso protagonista di un acuto che poche volte si ammira sui campi verdi.
La saetta mancina del centrocampista romano ha ridato vigore alla Juve Stabia, suscitando gli “ooh” stupiti dei tifosi presenti a Matera e di quelli seduti avanti alla TV. A ben vedere, nella semi oscurità di Matera, il sinistro di Capodaglio è stato un lampo che squarcia la nebbia.
È quello l’attimo da cui ripartire. La Juve Stabia deve riacquisire l’autorevolezza e quel pizzico di follia viste perfettamente nella conclusione del suo Capitano e in alcune ottime iniziative di Del Sante, tra i più positivi nonostante la ferita sanguinante alla testa. La paura che quanto successo contro il Lecce possa accadere di nuovo deve essere sgombrata quanto prima dalla testa dei gialloblù. Il Fontana “psicologo” dovrà affiancarsi al Fontana allenatore.
Ora testa al Francavilla, contro cui si giocherà al Menti sabato alle 14.30; tutti noi speriamo nel tempo clemente ma se dovesse arrivare un altro fulmine, questa volta a ciel sereno, come quello di ieri di Capodaglio non potremo che esserne contenti.
Raffaele Izzo
Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 28 novembre 2016 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:
DIRETTA
DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)
In questa puntata in studio ci sarà Salvatore Sorrentino (ViViCentro).
Parleremo della gara con il Matera sospesa per nebbia al 38′ del p.t. sul risultato di uno a uno. Le Vespe reagiscono ai primi minuti da incubo e riescono a pareggiare i conti con un bolide dalla distanza di Capodaglio, Al 38 entrambe le formazioni devono arrendersi alla nebbia che impone la sospensione con il rinvio della restante parte di gara a data da destinarsi.
In virtù di questo evento le Vespe vedono allontanarsi la vetta con il Lecce che vince tra mille polemiche a Taranto, e il Foggia pareggia in casa con la Casertana.
Questa sera avremo come ospite telefonico Pasquale Logiudice Direttore Sportivo della Juve Stabia.
Ci collegheremo telefonicamente con la collega Cristina Cavallo di Canale 85 con la quale presenteremo il prossimo avversario delle Vespe che sarà il Virtus Francavilla dell’ex De Angelis.
Ci collegheremo telefonicamente con Mario Turi attuale allenatore del Sorrento con il quale parleremo del settore giovanile della Juve Stabia e non solo.
Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.048.73.45 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.
Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.
“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!
Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.
DA MARTEDI’ 29 NOVEMBRE a GIOVEDI’ 1° DICEMBRE 2016 (ore 20.30) Arca Azzurra Teatro e Ottavia Piccolo presentano: ENIGMA niente significa mai una cosa sola di Stefano Massini, regia di Silvano Piccardi, scene di Pierluigi Plantanida, luci di Marco Messeri, musiche originali Mario Arcari; con Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi – Durata dello spettacolo: 1.10 (senza intervallo)
Da martedì 29 novembre a giovedì 1° dicembre 2016 alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia sarà in scena il dramma ENIGMA niente significa mai una cosa sola di Stefano Massini, uno degli autori più quotati nel panorama italiano e internazionale, per la regia di Silvano Piccardi, spettacolo prodotto da Arca Azzurra e da Ottavia Piccolo.
Lo spettacolo è interpretato da Ottavia Piccolo e da Silvano Piccardi, le scene sono di Pierluigi Plantanida, le luci di Marco Messeri, le musiche originali di Mario Arcari.
La chiave di lettura di Enigma sta nel sottotitolo: “niente significa mai una cosa sola”, ogni elemento reale, ogni dato di conoscenza si rivela poi ‘altro’ da ciò che pareva essere. Ci troviamo a Berlino circa vent’anni dopo quel fatidico 9 novembre 1989, in cui il Governo della Repubblica Democratica Tedesca decretò la soppressione del divieto, per i suoi cittadini, di passare liberamente dall’altra parte del ‘muro’ che fino ad allora aveva diviso in due la città, il paese e il mondo intero. Ed ecco che, caduto il muro, vite, esperienze, certezze, lutti e speranze, si frantumano, si incontrano, si mischiano.
Hilder, il padrone di casa e Ingrid, la donna cui presta soccorso. Un gioco di decifrazione dei loro caratteri e della natura complessa della loro relazione, perché niente significa mai una cosa sola. La posta in gioco non è soltanto la capacità di sbrogliare i piccoli misteri di due vite che si intrecciano sul palcoscenico, ma quello di penetrare il più grande degli enigmi: quello della Storia stessa.
A margine dello spettacolo, mercoledì 30 novembre alle ore 17.45 al foyer del Teatro Sociale, è programmato un incontro con Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi, interpreti dello spettacolo “ENIGMA” inserito ne “ POMERIGGI DEL CTB”, ciclo di incontri promossi dal CTB, a cura della prof.ssa Lucia Mor, dicente di letteratura tedesca Università Cattolica del Sacro Cuore, che verranno intervistati da Daniele Pelizzari.
Lo spettacolo rientra nella Rassegna IMPRONTE TEATRALI, rassegna teatrale a carattere multidisciplinare inserita nel progetto Circuiti Lombardia Spettacolo dal vivo, promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.
La stagione di Prosa 2016/2017 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A, e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.
Vendita biglietti singoli:
TEATRO SOCIALE
I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Biglietteria tel. 030 2808600 biglietteria@centroteatralebresciano.it
PUNTO VENDITA CTB
È possibile acquistare i biglietti al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza della Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi)-Tel. 030 2928609
ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it
LIBRERIA SERRA TARANTOLA
Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171
Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)
Prezzo dei biglietti singoli:
Platea Intero € 27,00 – Ridotto gruppi 24,00 – Ridotto speciale 19,00
Galleria centrale Intero € 19,00 – Ridotto gruppi 17,00 – Ridotto speciale € 14,00
Galleria laterale Intero € 13,00 – Ridotto Gruppi € 12,00 – Ridotto speciale € 11,00
INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano
Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928617 – fax 030 2928619
(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)
e-mail: info@centroteatralebresciano.it
Sei sconfitte di fila, unica squadra a non avere vinto nel massimo campionato di serie A nemmeno una gara sul campo (a proposito, entro la metà dicembre si dovrebbe discutere il ricorso del Sassuolo davanti al CONI, che chiede la restituzione dei 3 punti, sebbene in sede di appello sia stata confermata la vittoria a tavolino del Pescara per 3 – 0, dopo il 2-1 maturato sul campo per gli emiliani), e appena 7 punti in classifica: peggio hanno fatto solo il Crotone e il Palermo, che con 6 punti accusano una lunghezza di ritardo sugli abruzzesi.
Eppure, sebbene i numeri siano implacabili, e la matematica non ci risulta essere un’opinione, i trombettieri prezzolati locali, sempre fedeli al ragioniere Sebastiani, presidente del Pescara, mai troppo tenero con chi la pensa in maniera diversa da lui, trovano il motivo per sorridere.
Certo, il campionato è ancora lungo, e se Atene piange, Sparta non ride. Oltre alle già citate Crotone e Palermo, anche l’Empoli, che ha annientato all’Adriatico il Pescara con un perentorio 4 – 0, non può certo dirsi soddisfatto, dal momento che le lunghezze di vantaggio nei confronti degli abruzzesi sono rimaste tre, e che negli ultimi due turni casalinghi i toscani hanno rimediato due pesanti poker , rispettivamente contro la Fiorentina e contro il Milan. Poi, c’è il Sassuolo a 13 punti che ha pagato lo scotto del fascino dell’Europa League, e, per questo, non solo si è ritrovato fuori dalla seconda competizione continentale per importanza, dopo la fase a gironi, ma si ritrova in una zona di classifica, se non proprio pericolosa, da non sottovalutare. Come dire: sic transit gloria mundi.
Tornando al Pescara, la squadra di Oddo ha sciorinato solo a tratti discrete prestazioni – checchè se ne dica – contro squadre come il Milan, l’Inter e la Roma, cedendo sempre sul più bello. A proposito delle gara disputato contro i giallorossi, a nostro avviso gli uomini di Spalletti hanno peccato un po’ di presunzione, credendo di avere il match in tasca dopo la doppietta di Dzeko arrivata dopo 12’, tirando i remi in barca, prestandosi così al palleggio del Pescara.
Da qui è nata la vana gloria del Delfino, che non ha permesso alla truppa di Oddo, sempre più convinto dei propri mezzi e della bontà del suo lavoro e della sua squadra, di conquistare punti, ma ha dato modo ai fedelissimi del presidente la possibilità di elogiare una squadra che sul campo ha conquistato la miseria di 4 punti in 14 gare. Veramente troppo poco per potere ambire ad una salvezza, ancora possibile, sia chiaro, a patto che si rimedi agli errori clamorosi di mercato fatti in estate (ci riferiamo alle cessioni di Lapadula e Torreira, e, soprattutto, al fatto che non sono stati adeguatamente rimpiazzati, così come non sono stati fatti i giusti innesti nel pacchetto arretrato, già vulnerabile ai tempi della B, che andava puntellato a dovere ndc).
Ma quello che conta è il presente, o meglio il futuro. La truppa di Massimo Oddo sarà chiamata a un mini-torneo di 4 giornate, dove incontrerà nell’ordine: Cagliari in casa, Crotone fuori casa, Bologna in casa, Palermo fuori casa. Poi ci sarà la sosta natalizia, e il girone di andata si chiuderà con la sfida interna contro la Fiorentina. Il Pescara dovrà cercare di trarre il massimo da queste 4 sfide. Se non proprio un en – plein di vittorie, almeno 3 su 4. Altrimenti, anche il più ottimista dei trombettieri prezzolati, compatti, uniti e pronti a difendere la causa da loro perorata d’ufficio, come mai negli anni passati, sarà costretto a rivedere le proprie opinioni…
CHRISTIAN BARISANI

Poco meno di un mese fa, alcune “testate giornalistiche” leccesi accusarono la Juve Stabia di presunti aiuti arbitrali a favore dopo il rigore concesso a Ripa in occasione di Juve Stabia- Cosenza al Menti. Le suddette testate indicarono i gialloblu come la stra favorita del campionato proprio grazie a questi presunti aiuti da parte degli arbitri, sbandierando ai quattro venti di come le terne arbitrali favoriscano le campane in lotta per la promozione (chiaro riferimento al Benevento, ndr). Evidentemente spendere milioni di euro per anni e anni senza riuscire mai a vincere il campionato e a tornare in serie B deve aver offuscato la vista e la mente al giornalismo, e non solo, in terra salentina. Partecipare alle competizioni da favorita senza mai vincere deve aver provocato degli isterismi che si vogliono sfogare attaccando, ingiustamente, gli altri. Voler far passare come “grande vittoria” quella di ieri sera del Lecce a Taranto con un GOL REGOLARISSIMO non concesso agli ionici è sintomo di scarsa professionalità e di malafede. Noi stabiesi, però, siamo signori. Non attacchiamo gli altri e guardiamo in casa nostra ma sappiamo difenderci da questi attacchi gratuiti e inopportuni. Inoltre, in occasione di Juve Stabia- Lecce di una settimana fa, nella probabile formazione stabiese furono inseriti alcuni nomi errati e talvolta impronunciabili dei giocatori stabiesi, quasi a voler sbeffeggiare l’avversario. Anche in occasione del blitz leccese al Menti ci sono state alcune defezioni da parte dell’arbitro ma sicuramente non ci siamo appigliati a questi per giustificare una sconfitta. Se alla fine il Lecce dovesse riuscire a vincere il campionato, con merito, noi ci inchineremo. Fino ad allora noi esprimiamo massima solidarietà al Taranto e ai tarantini che hanno subìto uno scippo del genere in un sentito derby. Anche noi ci siamo passati in prima persona con il gol annullato a Gomez al 119′ in quel di Bassano ai play off di due stagioni fa. Per noi è stato sicuramente più duro digerire e ripartite perchè quel gol regolare non concesso fu un rubare alle vespe il sogno chiamato Serie B, un sogno che si poteva realizzare grazie alla grinta, al coraggio e alla caparbietà. Non certamente con gli aiuti arbitrali. Come fanno gli altri…
In risposta ai numerosi appelli giunti al WWF Terre del Tirreno e al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia attivate nuove operazioni investigative e di pattugliamento del territorio nell’Area del Parco Regionale dei Monti Lattari.
Assieme agli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia, coordinati dal I° Dirigente dott. Sergio Costa e agli ordini del Comandante Ass. Capo Gioacchino Cascone, anche volontari del WWF Terre del Tirreno che continuano ad essere destinatari di segnalazioni dei cittadini Castellammare di Stabia circa l’attività di numerosi cacciatori a cui sono state contestate violazioni in materia di mancata annotazione della giornata sul tesserino regionale venatorio e caccia in orario non consentito, elevando decine di sanzioni amministrative.
I controlli si sono intensificati sul Monte Faito per tutelare la preziosa fauna selvatica in migrazione.
Gli interventi mirati in località Monte Faito hanno infatti portato al sequestro di un fucile e di munizioni e alla denuncia a piede libero di un cacciatore per introduzione di armi per attività venatoria all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari.
Ma i controlli continuano senza sosta anche negli altri territori: sulle montagne di Gragnano dove è stato individuato un cacciatore fuorilegge che esercitava l’attività venatoria con l’ausilio di un richiamo elettroacustico riproducente il verso del tordo. Nelle campagne di Pompei invece è stato individuato un noto trafficante di uccelli protetti. Nella sua dimora sono stati rinvenuti circa 50 cardellini detenuti illegalmente, assieme ad altre specie protette, in condizioni incompatibili con la loro natura
Nei giorni scorsi, invece, durante le operazioni di pattugliamento notturno per lo smantellamento di postazioni di richiami elettroacustici, sempre nel comune di Vico Equense, i Forestali hanno denunciato la proprietaria di un fondo per detenzione illegale di fringuelli. Gli uccelli idonei al volo sono stati immediatamente liberati in natura alla presenza dei volontari del WWF.
L’intervento faceva seguito ad un ulteriore blitz che aveva portato all’individuazione e all’immediata denuncia in flagranza di reato di un altro bracconiere dedito alla cattura di cardellini con reti e richiami vivi.
Quello dell’uccellagione e del traffico di cardellini sono fenomeni di palese illegalità duri a morire. In questo periodo gli uccellatori si dedicano alla facile cattura dei cardellini utilizzando trappole e reti. I volontari del WWF e i Forestali si sono specializzati nella lotta a questo fenomeno di bracconaggio, seguendo le segnalazioni dei cittadini e le proprie indagini, ogni anno organizzano controlli mirati, poiché il fenomeno del bracconaggio sta crescendo in maniera impressionante.
“E’ assolutamente impossibile confondere un’Aquila con qualsiasi altra specie cacciabile – ribadisce Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno – “Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente, e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad imbracciare indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco, incentivati dalla scarsità di controlli repressivi e dalla certezza di restare impuniti”.
redazione/ info da agenzie e web /qadisha/Anna Giusti
Antonio Corbo scrive nel suo editoriale su La Repubblica: Più che spiegare la partita con il Sassuolo, oggi a Sarri basta mostrare la classifica. Correrà un brivido sulla schiena di giocatori che si dividono 75 milioni netti di ingaggi, 150 lordi. Settimo posto, appena 24 punti, a 9 dalla Juve più vulneravbile degli ultimi anni, 5 dal secondo posto. Vale davvero così poco il Napoli quest’anno? Di sicuro no, ma dolcemente affonda nella sua vanità. Non si preoccupa di segnare più gol e prenderne meno, ma di apparire bello nel gioco. Non cerca punti e vittorie, ma alibi alla sua fragilità. Più che lottare e correre, rallenta per guardarsi meglio allo specchio. Vincere giocando sotto ritmo è un’utopia. Era arte del vecchio Santos. Vi riusciva il Napoli lo scorso anno: ma dominava con la frenetica rapidità dei passaggi corti e dei movimenti senza palla. Sarebbe bello analizzare questi temi con un allenatore esperto di tattiche come Sarri, ed averne anche una spiegazione contraria. Ma Sarri purtroppo è cambiato: è muto come una sfinge, annullata anche ieri la conferenza prepartita. Ne subisce il disturbo solo per la Champions, nel rispetto delle norme Uefa. Questo rende più malinconico lo scenario, senza voce questo Napoli sembra triste e vuoto come un arenile d’inverno, manca l’intervento della società per tutelare l’immagine del club, manca il professionale indirizzo dell’ufficio comunicazione, manca a Sarri la voglia di spiegare le sue contraddizioni. Non si scende dal secondo al settimo posto solo perché si bloccò il giovane Milik.
Giuseppe Savoldi ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino: “La Juve è davanti a tutte ma non sta giocando bene già da tempo: secondo me è la conseguenza di un dispendio di energie supplementare visti gli impegni con la nazionale azzurra. Evidente il calo soprattutto dei tre difensori che hanno pagato a livello fisico anche con degli infortuni. Sarri si è ritrovato senza una prima punta vera ma adesso il Napoli deve guardare avanti e pensare al Sassuolo che ha avuto un periodo di difficoltà in campionato per la fatica di Europa League ma resta pericoloso. La Juve negli ultimi anni è stata aiutata da qualche episodio fortunato, invece quest’anno qualcosa sta girando in maniera diversa. Anche contro il Genoa ad esempio ho visto che ha avuto qualche occasione nel finale senza riuscire a concretizzarla, magari in passato partite come queste potevano finire 3-3. Il Napoli deve crederci però ha lasciato già troppi punti per strada e adesso non può permettersi più di perdere”.
Il premier per spostare dalla parte del Sì gli elettori di Forza Italia ha scelto ieri la platea di Canale 5, dove s’è calato nei panni di Berlusconi.
Referendum, la partita degli elettori in bilico
Chi ha seguito ieri in tv Renzi e Berlusconi, apparsi in rapida successione nel salotto di Barbara D’Urso, avrà certo notato lo strano paradosso emerso a sorpresa dallo studio di Canale 5. Il vero Berlusconi, infatti, era Renzi: con il talento istrionico che tutti gli riconoscono, il presidente del Consiglio s’è rivolto agli elettori di Forza Italia citando le previsioni, puntualmente avveratesi, dell’ex Cavaliere, quando giusto dieci anni fa difendeva le sue riforme, somiglianti, e in parte sovrapponibili a quelle in discussione oggi, e ammoniva il popolo del centrodestra del rischio che, se bocciate, non avrebbero rivisto la luce prima di un decennio. È esattamente questo il tempo trascorso tra la campagna referendaria del 2006, che portò alla sconfitta della Costituzione riformata dal centrodestra, e quella attuale, giunta ormai alle soglie del verdetto popolare, previsto tra una settimana, sui cambiamenti costituzionali renziani.
LEGGI ANCHE: Referendum, Renzi alla campagna finale
Con i voti del centrosinistra – tra l’altro non tutti, dato che la minoranza Pd continua a far propaganda per il «No» -, e con il solo aiuto degli alleati centristi, Renzi sa di non potercela fare.
Ha bisogno di spostare dalla parte del «Sì» almeno una parte degli elettori forzisti. Ecco perché s’è calato nei panni di Berlusconi al punto da far sembrare l’imitazione perfino più forte dell’originale, specie quando ha concluso improvvisandosi conduttore della rete ammiraglia Mediaset, e annunciando il cantante Gigi D’Alessio che di lì a poco avrebbe preso la scena. Quanto a Berlusconi, s’è presentato con un inaspettato tono sommesso, e dopo aver detto qualche giorno fa che Renzi è attualmente l’unico leader esistente sulla piazza, a tratti, parlando di seguito al premier, sembrava quasi chiedere scusa del suo essersi schierato con il «No», e non finiva di promettere, quale che sia il risultato del 4 dicembre, di esser pronto a sedersi a un tavolo con il governo per dare una mano a cambiare la legge elettorale.
La caccia agli indecisi – che Renzi ieri ha cercato platealmente di attirare, e Berlusconi svogliatamente di trattenere – sarà dunque il motivo prevalente degli ultimi giorni di campagna. Al momento in cui la pubblicazione dei sondaggi è stata sospesa ce n’erano almeno un quarto, vale a dire da dodici a quindici milioni di cittadini, incerti tra «Sì» e «No» e tra l’andare o meno a votare. Un numero in grado di capovolgere qualsiasi previsione della vigilia e di determinare una sorpresa finale nelle urne di domenica prossima. Ma non sarà facile trovare gli argomenti giusti per convincerli: gli astensionisti, o gli indecisi, sono per lo più elettori esausti, che non credono più alle parole della politica e dei politici, e che una campagna referendaria così lunga, ripetitiva e rissosa difficilmente può aver scosso dalla propria indifferenza.
Non a caso negli ultimi giorni il contenuto delle riforme è destinato a scemare negli appello al voto dei due fronti, del «Sì» e del «No». La partita finale sarà tra chi non vuol perdere l’occasione, fornita dal referendum, di mandare a casa Renzi, e chi invece comincia a chiedersi, giorno dopo giorno, se sia davvero un buon affare provocare una crisi di governo su una scelta così delicata come la riforma della Costituzione.
vivicentro.it/opinione
vivicentro/Renzusconi a Canale 5 per il Sì degli elettori di Forza Italia
lastampa/Referendum, la partita degli elettori in bilico
Guarda le foto di Matera vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo che ci racconta così la gara della Juve Stabia con i ragazzi di Mister Gaetano Auteri allo stadio “XXI Settembre – Franco Salerno” di Matera.
La gara è stata sospesa definitivamente al 38′ del p.t. sul risultato di uno a uno a causa della fitta nebbia che impediva la visione delle due porte di gioco.
Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it
Per vedere tutte le foto CLICCA QUI
Quindicesima giornata di campionato per la Juve Stabia di mister Gaetano Fontana che è impegnata al XXI Settembre- Franco Salerno di Matera contro il Matera di Auteri. Serata fresca in terra lucana, con il XXI Settembre- Franco Salerno che registra un buon numero di tifosi materani, discreta presenza di tifosi giunti da Castellammare per sostenere i ragazzi di Fontana. I lucani vogliono svoltare dopo due pareggi e una sconfitta. Le vespe, invece, devono vincere per restare in vetta alla classifica, dopo la bruciante sconfitta interna con il Lecce. Il manto erboso dello stadio materano sembra in discrete condizioni.
Ecco le formazioni ufficiali:
MATERA (3-4- 3): ALASTRA, MATTERA, INGROSSO,DE FRANCO, DI LORENZO, IANNINI, ARMELLINO, CASOLI, STRAMBELLI, CARRETTA, NEGRO. A DISP: D’EGIDIO, BIFULCO, SCOGNAMILLO, PICCINNI, MEOLA, LOUZADA, DELLINO, SARTORE, GIGLI.
JUVE STABIA (4-3- 3): RUSSO, CANCELLOTTI, AMENTA, ATANASOV, LIOTTI, CAPODAGLIO, MASTALLI, IZZILLO, KANOUTE, DEL SANTE, SANDOMENICO. A DISP. BACCI, MORERO, PETRICCIUOLO, CAMIGLIANO, ESPOSITO, SALVI, LISI, MAROTTA, MONTALTO, RIPA, ROSAFIO.
8’ GOL DEL MATERA: Iannini sugli sviluppi di un calcio d’angolo di testa supera Russo
28′ Gol della Juve Stabia: Capodaglio riceve palla da Kanoutè, guarda la porta avversario, prende la mira e scaglia un bolide di esterno sinistro che si infila alla destra di Alastra quasi all’incrocio.
38’: GARA RINVIATA A CAUSA DELLA NEBBIA
Dopo 30 MINUTI l’arbitro decide di sospendere definitivamente la partita che sarà recuperata in una data da destinarsi, presumibilmente a Gennaio visto il tour de force del calendario per dicembre.
Renzo Ulivieri, presidente degli allenatori italiani, ha dichiarato a Il Mattino: “L’Atalanta merita un applauso convinto: è la testimonianza più bella del cambio di mentalità del calcio italiano. Adesso le piccole, vedi l’Atalanta e il Genoa, se la giocano a viso aperto anche con le grandi e non stanno li’ solo a difendersi. Napoli? Dopo aver perso in estate Higuain, il Napoli ha accusato pesantemente l’infortunio di Milik che si stava integrando da prima punta, pero’ c’è tutto il tempo per potersi reinserire. Per me la favorita resta la Juve e subito dopo ci sono sempre Roma e Napoli sullo stesso piano. Gli azzurri sono una squadra che gioca molto bene ma deve imparare a vincere qualche partita sporca in piu’ proprio come fa la Juve che in questo è ancora superiore a tutte quante”.
Paolo Cannavaro torna a Napoli con il suo Sassuolo, ed è pronto per godersi l’ovazione che gli tributerà Fuorigrotta: effettivamente succede ogni volta e certo non per caso, perchè è stato il simbolo della risalita del Napoli dalla B alla Champions. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Cannavaro è “capitano da lontano”. Si sente spesso con Pepe Reina, con il quale trascorre pure le vacanze estive. Conosce tutto o quasi dello spogliatoio azzurro, manda messaggini per incitare i suoi vecchi compagni e farà un tifo sfegatato per gli azzurri in occasione del match con il Benfica“. Stasera sarà in campo contro il suo Napoli, in un match che – nel primo faccia a faccia dopo l’addio – lo vide uscire dopo venti minuti per un problema fisico.
In mixed zone, nel post Roma-Pescara, Daniele De Rossi: “Era una partita che sembrava quasi addormentata dopo pochi minuti. Sono stati bravi loro a crederci”
Roma- I giallorossi battono il Pescara e accorciano le distanze sulla Juventus. Una vittoria sofferta fino alla fine, nel post Roma Pescara Daniele De Rossi prova a spiegare cosa succede a questa Roma che va in tilt dopo aver conquistato il vantaggio. (VIDEO)
“C’è stata un po’ di apprensione verso la fine, abbiamo perso qualche palla di troppo. Era una partita che sembrava quasi addormentata dopo pochi minuti (doppietta di Dzeko in 9 minuti, ndr), invece loro sono stati bravi a crederci e un po’ meno bravi noi a concedergli e a permettergli di crederci”.
Sul motivo per cui si soffre dopo il vantaggio, spiega: “Non credo sia un motivo mentale ma neanche fisico, forse non siamo ancora così bravi a gestire il vantaggio in fase difensiva ma soprattutto anche in fase di gestione e possesso palla.
Il Pescara ha giocato una buona partita soprattutto per quello che è il loro campionato, hanno provato a prendere punti qui”.
In vista del Derby: “Se giochiamo così, l’equazione è abbastanza semplice: la Lazio gioca meglio del Pescara, quindi è ovvio che dovremmo fare meglio perché la Lazio quest’anno è una squadra molto forte”.
Sull’assenza della tifoseria della Sud: “Provo un grande rammarico se penso che quando ho iniziato la mia carriera tutta l’Europa si fermava per guardare il derby, per vedere cosa succedeva dentro lo stadio, sulle tribune. Ora è diventata di una tristezza tale che fa quasi piacere non giocarlo il derby. Ovviamente io spero di giocare sempre tutte le partite ma, a parte le battute, spero che presto la tifoseria torni quello era un tempo, sia da una parte che dall’altra”.
Maria D’Auria

A una settimana dal referendum Renzi punta sulla paura del governo tecnico per convincere gli indecisi e ai suoi dice: «Vedrete che vinciamo largo». Il premier per spostare dalla parte del Sì gli elettori di Forza Italia ha scelto ieri la platea di Canale 5, dove s’è calato nei panni di Berlusconi.
Il premier Renzi lancia la volata per il referendum. E ai suoi dice: “Vedrete che vinciamo largo”
Tra sondaggi top secret e campagna permanente
Il presidente del Consiglio ci crede. Lo dice, perché deve dirlo, nei comizi. Ma lo dice anche nelle riunioni ristrette: «Vinciamo largo…». Training autogeno, certo. Motivazione delle truppe, certo. Ma Matteo Renzi, dopo aver fatto due mesi fa una apparente autocritica, dicendo che «è stato un errore personalizzare», da quel momento si è reso protagonista della più massiccia partecipazione personale di un presidente del Consiglio ad una campagna elettorale in tutto il dopoguerra. Una campagna permanente fatta di comizi in quasi tutte le province, di una partecipazione senza precedenti a talk show e Tg, di una presenza potenziata sui social network. Il tutto rafforzato da una presenza capillare, che sta sfuggendo ai media nazionali e che proseguirà anche negli ultimi cinque giorni: interviste a tappeto alle radio e alle tv locali. L’ambizione di una copertura totale, di un “total body”, al quale l’elettore medio è quasi impossibilitato a sfuggire.
Una campagna che ha fatto segnare una progressiva “grillizzazione” nei toni, nel modo di apostrofare gli avversari, per non parlare di un risvolto del tutto originale per un capo di governo: oramai nei comizi Renzi fa l’imitazione di Silvio Berlusconi, di Matteo Salvini, ma anche di un suo ministro, Dario Franceschini. Anche se negli ultimi cinque giorni di campagna, Renzi agiterà in modo ripetitivo tre concetti, quelli capaci di smuovere nel profondo l’elettorato: il più importante di tutti è la paura del «salto nel vuoto» (espressione che Renzi si è tenuta per gli ultimi giorni); lo sbandierare il pericolo del «governo tecnico», scommettendo sulla sua impopolarità; l’uno contro tutti, il Renzi contro la vecchia nomenclatura.
Messaggi espliciti e subliminali che non sono sfuggiti ad un personaggio come Mario Monti. Intervistato da Maria Latella a Sky Tg24, l’ex presidente del Consiglio ha detto: «Non credo ci sia la necessità di governi tecnici, senza che questo diventi un mantra in positivo o in negativo. Io nè auspico nè prevedo ci sia un governo tecnico. E prevedo che il capo del governo resterà Matteo Renzi».
E quanto al presidente del Consiglio in carica, negli ultimi cinque giorni, oltre ad una presenza massiccia in tv, continuerà a girare per il Paese. Anche venerdì 2 dicembre: per la chiusura quasi certamente Renzi sarà in due grandi città del Sud e la sera chiusura della chiusura nella sua Firenze.
vivicentro.it/politica
vivicentro/Referendum, Renzi alla campagna finale
lastampa/Il premier Renzi lancia la volata per il referendum. E ai suoi dice: “Vedrete che vinciamo largo” FABIO MARTINI
I calciatori azzurri nella lista dei convocati sono ben 24 (Reina, Rafael, Sepe, Maggio, Hysaj, Albiol, Ghoulam, Chiriches, Tonelli, Koulibaly, Maksimovic, Strinic, Jorginho, Diawara, Zielinski, Allan, Hamsik, Rog, Giaccherini, El Kaddouri, Callejon, Mertens, Lorenzo Insigne, Gabbiadini) e qui sorge un dubbio: chi andrà in tribuna? Perchè in panchina potranno andare massimo in dodici, perciò uno degli azzurri rimarrà fuori.
Secondo la Gazzetta dello Sport, la scelta ricadrà su Lorenzo Tonelli che, infatti, nel grafico formazione non viene posizionato tra i potenziali sostituti.