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Verissimo, Giacomo Giorgio: “Devo tutto a mia nonna, è riuscita a vedermi in tv prima di morire”

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Giacomo Giorgio ha raccontato, ospite oggi 25 gennaio a Verissimo, il rapporto speciale che aveva con nonna Melina, che lo ha supportato sin dai primi provini di recitazione.Il celebre volto della fiction italiana, targata Rai, 'Mare Fuori' si è raccontato nello studio di Silvia Toffanin per la prima volta.  Giacomo Giorgio ha raccontato di aver lasciato la sua città natale, Napoli, a soli 9 anni per trasferirsi a Milano dove ha ottenuto diversi ruoli in alcune compagnie teatrali.

A 17 anni, invece, si è trasferito a Roma per inseguire il suo più grande sogno, quello di fare l'attore. "Non c'avevo una lira – racconta Giacomo Giorgio nello studio di Silvia Toffanin – non sapevo dove stare, dormivo ovunque, però mia nonna prendeva una pensione minima e metà dei soldi li dava a me per permettermi di fare i provini.Grazie a lei anni dopo ho ottenuto il ruolo per 'Mare Fuori'".  E continua: "Devo tutto a mia nonna, lei è stata la mia prima fan.

A lei ho dedicato il nastro d'argento che ho vinto lo scorso anno".  Poi, Giacomo Giorgio spiega che la nonna è riuscita a vederlo in televisione prima di morire: "Nonna Melina è scomparsa la mattina successiva del finale di stagione di Mare Fuori, lo considero un segno del destino", ha spiegato il giovane attore.    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Jenny Guardiano dopo Temptation Island: “Tony mi ha lasciata quando è morto papà”

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Jenny Guardiano ospite, oggi 25 gennaio, a Verissimo è tornata a parlare della sua relazione, ormai terminata, con Tony Renda.La coppia aveva partecipato alla scorsa edizione di Temptation Island, programma che aveva permesso a entrambi di superare alcuni problemi di coppia.

Solo all'inizio. Jenny Guardiano ha raccontato che dopo aver terminato l’esperienza al reality di Canale 5 condotto da Filippo Bisciglia, Temptation Island, i rapporti con Tony sono peggiorati: “Siamo usciti dal programma facendoci delle promesse, pensavo di potermi fidare di lui, ma le cose non sono andate in questo modo”. “Quando la storia è finita, ho saputo che nel frattempo scriveva ad altre ragazze, chiedeva il numero e le invitava a uscire”, racconta Jenny che per un periodo si è sentita come lo “zimbello”, che accettava determinate condizioni pur di star vicino all'ex fidanzato Tony. Jenny, nello studio di Verissimo, non ha saputo trattenere le lacrime quando ha aperto il suo cuore parlando del papà Angelo, scomparso pochi mesi fa. “Io mi sento in colpa perché quando lui è volato in cielo io non c’ero, non sono riuscita a stargli accanto come volevo, ero sempre insieme a Tony.Oggi mi pento molto di questa cosa.

Tony non è stato in grado di starmi vicino, non è venuto nemmeno al funerale di mio papà Angelo”, conclude Jenny sottolineando di aver messo un punto definitivo al rapporto con Tony. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Curare la Repubblica, costruire il futuro, Mattarella 10 anni al Quirinale

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(Adnkronos) – “Aver cura della Repubblica per costruire il futuro”, con “quel senso del dovere che richiede a tutti coloro che operano in ogni istituzione, di rispettare i limiti del proprio ruolo.Senza invasioni di campo, senza sovrapposizioni, senza contrapposizioni”, perché “la Repubblica vive di questo ordine.

Ha bisogno della fiducia delle persone che devono poter vedere, nei comportamenti e negli atti di chi ha responsabilità, armonia tra le istituzioni”.E il "senso di responsabilità", come afferma il 29 gennaio 2022, dopo che i presidenti del Senato e della Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico gli comunicano la nuova elezione a Capo dello Stato, impone "di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati", che prevalgono "su altre considerazioni e su prospettive personali differenti". 
Lunedì 3 febbraio prossimo saranno dieci anni dall’insediamento al Quirinale di Sergio Mattarella, eletto la prima volta il 31 gennaio 2015 e poi riconfermato appunto sabato 29 gennaio di tre anni fa, dopo che nelle sette votazioni succedutesi durante la settimana era emersa l’impossibilità del Parlamento di convergere su un’altra personalità.

E questo nonostante nei dodici mesi precedenti il Presidente uscente avesse sottolineato di essere giunto alla conclusione del suo ruolo, richiamando anche le considerazioni di due suoi predecessori, Antonio Segni e Giovanni Leone, circa la necessità di prevedere la non rielezione del Capo dello Stato e la contestuale abolizione del cosiddetto semestre bianco. “Arbitro imparziale”, come si definì all’inizio del primo mandato, ma anche un “meccanico” che “interviene quando il sistema si blocca, per aiutare a rimetterlo in funzione”, utilizzando "la cassetta degli attrezzi contenuta nella nostra Costituzione".Accade in occasione della prima crisi di governo che si trova a gestire dopo le dimissioni di Matteo Renzi a dicembre 2016, poi in quelle che tra la primavera 2018 e l’estate 2022 segnano l’avvicendarsi degli Esecutivi Gentiloni, Conte 1, Conte 2 e Draghi, fino allo scioglimento anticipato delle Camere. Con l’avvento a palazzo Chigi di Giorgia Meloni, prima donna presidente del Consiglio della storia italiana e leader di un partito di destra, Mattarella si trova spesso tirato per la giacca da chi lo vorrebbe trascinare nello scontro politico, sovente acceso, ora come portavoce delle istanze delle opposizioni, ora come parafulmine delle scelte compiute dalla maggioranza. “Io -si trova a spiegare in varie circostanze- sorrido quando mi si fanno appelli a non promulgare una legge perché è sbagliata.

Se è palesemente incostituzionale, ho il dovere di non promulgarla, ma se è sbagliata, non sono io chiamato dalla Costituzione a giudicare se è giusto o no, ma il Parlamento.Oppure quando si dice: ‘questa legge l’ha firmata quindi vuol dire che è d’accordo’.

Non è così.Io registro che il Parlamento a cui è affidata dalla Costituzione la funzione di approvare le leggi, l’ha approvata e la promulgo.

Questo vale anche per alcuni decreti naturalmente”.  “Un giorno mi ha detto un ragazzo, non tanto ragazzo, era già avanzato: ‘Presidente non la promulghi questa cosa, perché lo fa a fin di bene’.Gli ho risposto: ‘Guai a violare le regole a fin di bene perché si abilita poi chiunque a farlo a fin di male’!

Le regole vanno rispettate sempre!Ciascun potere ha dei limiti che deve rispettare, accettando gli interventi altrui.

E anche, naturalmente, rispettare i limiti che ha lui stesso.E io cerco costantemente di rispettarli”, preoccupato di "lasciare al successore 'immuni da ogni incrinatura le facoltà che la Costituzione attribuisce'", come affermato da Luigi Einaudi, Presidente eletto dal primo Parlamento repubblicano. Certo in alcune circostanze “l'arbitro interviene per regolare quando le cose non vanno.

Questo è un po’ il mio compito, questo avviene spesso con due attività: esortazione e suggerimenti, cioè attraverso la persuasione.Quindi è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami.

La persuasione è più efficace se non viene proclamata in pubblico". Anche se Mattarella non manca di ricordare pubblicamente, ad esempio, che "la magistratura" deve essere "consapevole di esser chiamata -in piena autonomia e indipendenza– a operare e a giudicare secondo le norme di legge, interpretandole, anche, correttamente secondo Costituzione, e tenendo conto che le leggi le elabora e le delibera il Parlamento, perché soltanto al Parlamento –nella sua sovranità legislativa- è riservato questo compito dalla Costituzione.Allo stesso modo, ovviamente, va garantito il rispetto del ruolo della magistratura nel giudicare, perché soltanto alla magistratura questo compito è riservato dalla Costituzione".  Il Capo dello Stato poi non esita ad intervenire in prima persona quando occorre difendere l’interesse e il prestigio dell’Italia: "Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà", afferma dopo che il premier britannico Boris Johnson, durante la pandemia, aveva sottolineato che nel suo Paese ci sarebbero stati "più contagi che in Italia perché amiamo la libertà".  "L'Italia sa badare a sè stessa nel rispetto della sua Costituzione e dei valori dell'Unione europea", sono invece le parole che arrivano dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, dichiara: “non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro".

Concetto ribadito da Mattarella perentoriamente quando prima la ministra francese Laurence Boone annuncia una vigilanza della Francia sull’attuale Governo italiano, poi Elon Musk attacca i provvedimenti dei magistrati del nostro Paese sulla questione immigrazione. "Non si può prescindere dall'Italia", ricorda ancora il Capo dello Stato all’indomani delle ultime elezioni europee e in vista della formazione della nuova Commissione.E nella fase cruciale delle trattative tra i partiti, quando sembra tornare in forse l’assegnazione a Raffaele Fitto della vicepresidenza, non esita a riceverlo al Quirinale, formulandogli “gli auguri per l’affidamento dell’incarico, così importante per l’Italia”.

E in un'altra circostanza ricorda che “vi sono interessi nazionali che richiedono la massima convergenza”.  
Mattarella si spende in prima persona durante i drammatici mesi del Covid, condividendo angosce, timori e speranze dei suoi concittadini. "So che molti italiani trascorreranno il giorno di Pasqua in solitudine.Sarà così anche per me", afferma in un videomessaggio alla vigilia della "ricorrenza di maggior significato per la Cristianità e festa tradizionale importante per tutti".  Resta scolpita nella memoria l’immagine dell’omaggio reso da solo, pochi giorni dopo, all’Altare della Patria in occasione dell’anniversario della Liberazione. “Anch’io non vado dal barbiere”, ricorda al suo portavoce in un ‘fuori onda’ galeotto prima della registrazione di un messaggio agli italiani.

Quindi si reca all’ospedale Spallanzani per la vaccinazione.E a chi giustifica la violazione delle regole di cautela sanitaria come espressione di libertà, il Capo dello Stato chiarisce che “non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà.

Naturalmente occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto far ammalare altri”. La fine della pandemia lascia spazio purtroppo a nuove angosce e preoccupazioni.Non è passato neanche un mese dalla rielezione e il Presidente della Repubblica il 24 febbraio del 2022 deve convocare il Consiglio supremo di Difesa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa.

Da subito “l’Italia ribadisce il pieno sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina” e “l’imposizione alla Federazione Russa di misure severe vede” il nostro Paese “agire convintamente nel quadro del coordinamento in seno all’Unione europea”. “Quel giorno -afferma due mesi dopo il Presidente della Repubblica in occasione dell’anniversario della Liberazione- ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione.A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati.

E, pensando a loro, mi sono venute in mente –come alla senatrice Liliana Segre- le parole: ‘Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor’.Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole.

Sono le prime di ‘Bella ciao’.Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale”. 
Mattarella non si stanca di ripeterlo. “A nessuno –comprensibilmente – piace un’atmosfera in cui la guerra abbia prolungata presenza, anche se non vi si è coinvolti.

Come non lo è l’Italia.Ma chi ne ha la responsabilità?

Chi difende la propria libertà -e chi l’aiuta a difenderla- o chi aggredisce la libertà altrui?Le cosiddette potenze europee del tempo –Gran Bretagna, Francia, Italia– anziché difendere il diritto internazionale e sostenere la Cecoslovacchia, a Monaco, senza neppure consultarla, diedero a Hitler via libera.

La Germania nazista occupò i Sudeti.Dopo neppure sei mesi occupò l’intera Cecoslovacchia.

E, visto che il gioco non incontrava ostacoli, dopo altri sei mesi provò con la Polonia (previo accordo con Stalin).Ma, a quel punto, scoppiò la tragedia dei tanti anni della Seconda guerra mondiale.

Che, verosimilmente, non sarebbe scoppiata senza quel cedimento per i Sudeti.Historia magistra vitae". “L’Italia, i suoi alleati, i suoi partner dell’Unione sostenendo l’Ucraina difendono la pace, affinché si eviti un succedersi di aggressioni sui vicini più deboli.

Perché questo –anche in questo secolo- condurrebbe a un’esplosione di guerra globale”. E gli scenari di guerra purtroppo aumentano, dopo gli attacchi terroristici di Hamas ad Israele del 7 ottobre 2023, inizio di una drammatica catena di violenza e orrore che in questi ultimi giorni sembra potersi arrestare.Perché ciò avvenga, esorta Mattarella “è più che mai importante l’impegno della Comunità internazionale per garantire la progressiva e piena applicazione della tregua, creando le condizioni per porre definitivamente fine alla spirale di violenza ed avviando al tempo stesso un percorso politico che porti ad una pace duratura.

Tale processo non può che poggiare sul convinto sostegno alla soluzione a due Stati, nel quadro di credibili garanzie per la sicurezza di Israele. È adesso più che mai imperativo un impegno rafforzato per risolvere alla radice un conflitto che da oltre settant’anni è ragione di sofferenza per le popolazioni e di profonda instabilità”. “La pace grida la sua urgenza”, ricorda il Capo dello Stato nel messaggio di fine anno del dicembre scorso, dinnanzi a “rilevazioni recenti” che “fanno registrare ben 56 conflitti in atto -il numero più alto dal tempo della Seconda Guerra mondiale”, in un contesto quindi “pieno di grandi incertezze e tensioni nella vita internazionale a causa dei conflitti e a causa di ritorni ottocenteschi a una politica di potenza”.  Tutto questo richiede una risposta fondata su “una governance globale e un rilancio urgente di un multilateralismo efficace che contribuisca allo sviluppo di un ordine mondiale, imperniato sulle Nazioni unite e portatore di pace e di giustizia, basato su istituzioni rappresentative, democratiche, trasparenti, responsabili, efficienti.Soltanto un’autentica collaborazione fra i popoli può consentire di affrontare con successo problemi di natura globale di giorno in giorno sempre più pressanti: dai cambiamenti climatici alla tutela della salute, dalla gestione dei flussi migratori alla protezione dei diritti umani”. E “il multilateralismo ispira il ruolo italiano nel mondo”, come dimostra “l’aspirazione della Repubblica italiana appena nata ad aderire all’Onu”, e “trova naturalmente espressione anche in altri contesti, dall’Unione europea, di cui siamo stati tra i Paesi fondatori, alle relazioni transatlantiche, nell’ambito di organizzazioni di autodifesa, nel G7 e nel G20, nelle altre organizzazioni internazionali”. L’Europa. “Il più imponente progetto di cooperazione concepito sulle macerie del secondo conflitto mondiale”, lo definisce Mattarella, “frutto dei processi di riconciliazione tra Paesi che durante la Seconda guerra mondiale avevano combattuto in schieramenti contrapposti”, e “l’acceleratore di indispensabili composizioni delle divergenze, retaggio del passato, e che abbiamo dimostrato di saper superare per costruire un effettivo e duraturo futuro di pace”.  Lo dimostrano, ad esempio, le ripetute iniziative tra i Capi di Stato italiano e sloveno per rimarginare le ferite del confine orientale, culminate quest’anno con la scelta di Gorizia e Nova Gorica capitali della cultura europea.

E le presenze congiunte del Presidente della Repubblica e dell’omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier, alle Fosse Ardeatine nel 2017, a Fivizzano nel 2019 e a Marzabotto nel settembre scorso. Un’Europa, sollecita a più riprese Mattarella, chiamata ad adottare “procedure decisionali più snelle e più veloci, più capaci di dare risposte ai problemi che nella comunità internazionale si presentano sempre veloci e richiedono risposte veloci.Se l’Unione non fosse in grado di fornirle, le fornirebbero altri protagonisti della vita internazionale, e verrebbe meno il contributo di civiltà, di senso della pace, della convivenza pacifica, della solidarietà che contrassegna l'Unione europea”. Non solo.

Bruxelles è chiamata a completare “il sistema finanziario.Una grande moneta unica, di grande rilievo nel mondo, non può che avere alle spalle un sistema finanziario completo, e non parziale”.

Infine “non appare più procrastinabile una vera difesa europea” e “dotare l’Unione europea di una autonomia strategica superiore consentirà alla Nato di essere più forte, proprio in ragione della complementarietà fra le due Organizzazioni, con il rafforzamento di uno dei suoi pilastri, oggi più fragile”. Considerazioni destinate a suscitare ulteriori riflessioni con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, con il quale Mattarella ha già avuto modo di confrontarsi tra il 2016 e il 2020, nell’ambito dell’”amicizia storica”, che lega Italia e Stati Uniti, “alimentata dalla convinta adesione ai valori di libertà, pace, democrazia e giustizia”.Senza però mai dimenticare quanto “dicevano i latini: ‘Amicus Plato, sed magis amica veritas’, più importante del mio amico è la verità”. Un approccio che può valere anche di fronte alle prospettive e soprattutto agli interrogativi che pone lo sviluppo tecnologico. “Mutamenti profondi, veloci, radicali, dalla Intelligenza Artificiale, alla grande intensità di strumenti di comunicazione e di connessione, mutano le condizioni della vita del mondo e vi è l’esigenza di individuare nuovi equilibri.

Vi è un’esigenza di richiamare la centralità della persona, dei suoi diritti, della sua libertà.Questo che in realtà è il centro, il perno, della civiltà europea: la persona al centro e, quindi, il dialogo, il rispetto reciproco, il confronto, l’attenzione alle altrui opinioni, il dubbio”.  “Con l’intelligenza artificiale -evidenzia il Capo dello Stato- è possibile produrre scenari virtuali apparentemente credibili ma totalmente ingannevoli. È concreto il rischio di trovarsi in futuro a vivere in dimensioni parallele, in cui realtà e verità non siano distinguibili dalla falsità e dalla manipolazione: ne risulterebbe travolto lo spirito critico.

E, con esso, la libertà che si trova alla base dei diritti di ciascuno.Il fenomeno deve essere, pertanto, regolato, necessariamente e urgentemente, nell’interesse delle persone, dei cittadini, ma sappiamo che questa esigenza fondamentale incontra difficoltà a causa delle dimensioni e del potere di condizionamento degli operatori del settore.

Pochi soggetti, non uno soltanto, come ci si azzarda a interpretare La cui presunzione di divenire protagonisti che dettano le regole, anziché essere destinatari di regolamentazione, si è già manifestata in più occasioni”. “Immaginiamo solo per un momento, applicando lo scenario descritto nel libro ‘1984’ di George Orwell, cosa avrebbe potuto significare -mette ancora in risalto il Presidente della Repubblica- una distorsione nell’uso di queste tecnologie al servizio di una dittatura del Novecento.Sono in gioco i presupposti della sovranità dei cittadini”. Luci ed ombre rispetto alle quali, è l’invito rivolto da Mattarella ancora nel recente messaggio di fine anno, occorre coltivare “una comune speranza che ci conduca con fiducia verso il futuro”, riprendendo quel richiamo che Papa Francesco ha fatto risuonare “nel mondo la notte di Natale”, aprendo il Giubileo.

Una coincidenza di toni che sembra rimandare al 27 marzo del 2020, quando in pieno lockdown uno dopo l’altro, il Sommo pontefice e il Capo dello Stato, lanciarono un messaggio di speranza ed incoraggiamento all’Italia e al mondo. La speranza come motore che in questi dieci anni ha aiutato il Paese trovare la forza per superare calamità naturali, alluvioni, incendi devastanti, ma soprattutto eventi che possono assumere anche una valenza simbolica: i terremoti che hanno colpito l’Italia centrale e l’isola di Ischia, il crollo del Ponte Morandi, la tempesta Vaia, le alluvioni che hanno devastato l’Emilia Romagna.Dimostrazione, nota il Presidente della Repubblica, che “la sicurezza delle infrastrutture, come dei territori, è fattore cruciale della qualità della vita e dei diritti personali”.  Un motore che ha consentito agli atleti azzurri di ottenere successi mondiali, europei, olimpici e paralimpici nel calcio, nell’atletica, nella pallavolo, nel ciclismo, nella scherma, nel tennis, solo per citare alcune discipline, di cui Mattarella è stato spettatore entusiasta, elogiando un esempio andato “ben oltre i confini dello sport”.  Un motore che ci deve spingere ad “ascoltare il disagio” dei giovani e a “dare risposte concrete alle loro esigenze, alle loro aspirazioni”; a “non dover più parlare delle donne come vittime”, ma a “parlare della loro energia, del loro lavoro, del loro essere protagoniste”; a prevenire “tutti gli incidenti mortali” sul lavoro.  “Siamo tutti chiamati ad agire, rifuggendo da egoismo, rassegnazione o indifferenza”, come fanno quei tanti cittadini e cittadine cui Mattarella ogni anno conferisce le Onorificenze al merito della Repubblica italiana, essendosi distinti per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità, del diritto alla salute e dei diritti dell'infanzia.

Esempio di una preoccupazione “del bene comune, degli altri”, che “non è un’espressione buonista, da libro ‘Cuore’”. Esempi da ricordare mentre in questo 2025 “celebreremo gli ottanta
anni dalla Liberazione. È fondamento della Repubblica e presupposto della Costituzione, che hanno consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità.Una ricorrenza importante.

Reca con sé il richiamo alla liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia".  "Sono valori che animano la vita del nostro Paese, le attese delle persone, le nostre comunità.Si esprimono e si ricompongono attraverso l’ampia partecipazione dei cittadini al voto, che rafforza la democrazia; attraverso la positiva mediazione delle istituzioni verso il bene comune, il bene della Repubblica: è questo il compito alto che compete alla politica”. “Siamo chiamati -sono ancora le parole pronunciate il 31 dicembre scorso da Mattarella- a consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. È un’impresa che si trasmette da una generazione all’altra.

Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa.La speranza siamo noi.

Il nostro impegno.La nostra libertà.

Le nostre scelte”. (di Sergio Amici)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic, l’infortunio e i dubbi: “Ecco i risultati degli esami”

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic prova a rispondere a critici e detrattori.Il serbo, che nella semifinale degli Australian Open contro Alex Zverev, pubblica su X la foto della risonanza magnetica cui si è sottoposto per verificare l'entità dell'infortunio muscolare. "Credo che la lascerò qui per tutti gli 'esperti' di infortuni", scrive Djokovic pubblicando sui social il referto che documenta la lesione muscolare alla coscia sinistra.

Djokovic ha accusato il problema nei quarti di finale, vinti contro Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, in campo, non ha nascosto un pizzico di ironico scetticismo nei confronti della reale entità dell'infortunio del rivale.Il ritiro di Djokovic dalla semifinale è stato accolto con polemiche dai tifosi e da alcuni media. L'ex numero 1 del mondo, è l''accusa', tenderebbe a ingigantire gli acciacchi.

Il post pubblicato sui social dovrebbe mettere a tacere le voci più critiche, ma tra i commenti non mancano i messaggi che gettano benzina sul fuoco: "Dove sono i referti del 2021 e del 2023?", chiede qualcuno facendo riferimento alle edizioni dell'Australian Open che Djokovic ha vinto nonostante, anche in quel caso, infortuni assortiti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Como-Atalanta 1-2, doppietta Retegui e nerazzurri vincono in rimonta

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(Adnkronos) – L'Atalanta vince in rimonta 2-1 a Como, grazie alla doppietta di Mateo Retegui nella ripresa, trova la prima vittoria in campionato del 2025 e sale a 46 punti in classifica, al terzo posto.La squadra di Fabregas gioca una buona gara per larghi tratti ma subisce due reti simili ed è costretta al ko che lascia la squadra a 22 punti.

Nel Como Fabregas sceglie dal 1' in difesa Engelhardt, Kempf e Dossena, mentre Da Cunha e Perrone agiranno in mediana.Sulla trequarti torna dal primo minuto Nico Paz con Strefezza alle spalle di Diao.

Mentre Gasperini davanti a Carnesecchi schiera Scalvini, Djimsiti e Kolasinac.Tandem d'attacco formato da Lookman e Retegui con Samardzic a supporto.  Il Como parte bene e al 30' passa: Fadera dalla sinistra mette un pallone teso in mezzo, Nico Paz di prima calcia con il mancino e la piazza sotto la traversa per l'1-0.

L'Atalanta prova a reagire ma non riesce a trovare la porta.Il Como ci prova ancora con Nico Paz ad inizio ripresa ma senza successo.

Al 56' i nerazzurri trovano il pareggio: sul cross dalla sinistra di Brescianini, Retegui calcia al volo all'angolo alla sinistra di Butez e trova l'1-1.L'Atalanta continua a spingere e al 69' va in gol Lookman su un'invenzione di Ederson ma l'arbitro Pairetto annulla per fuorigioco. Il gol del sorpasso arriva un minuto dopo.

Al 70' Brescianini pesca uin area Retegui che controlla e con il destro trova l'angolo per il 2-1.Il Como accusa il colpo e rischia di subire il tris.

All'80' Ederson in profondità trova De Ketelaere che solo davanti a Butez gli calcia addosso, vince due rimpalli e alla fine calcia in rete ma il gol viene annullato dopo un check al Var per un tocco di mano dell'attaccante.Nel recupero ci prova ancora Nico Paz dal limite ma il pallone viene deviato e finisce in angolo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e il tabù Zverev: il dato che non fa sorridere Jannik

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(Adnkronos) – Sulla strada di Jannik Sinner, a caccia del secondo trionfo consecutivo agli Australian Open nella finale di domenica 25 gennaio 2025, c'è il tabù Alexander Zverev.Sì perché il tennista tedesco, qualificatosi alla finale di Melbourne dopo il ritiro di Novak Djokovic in semifinale, è uno dei pochi giocatori del circuito ad avere un saldo positivo nei precedenti con Jannik Sinner. Gli scontri diretti tra i due infatti sorridono a Zverev, che nel 2024 è riuscito a salire al secondo posto nel ranking Atp e spera di avvicinare il primo di Sinner, magari battendolo proprio a Melbourne.

I due si sono affrontati sei volte e il tedesco è riuscito a trionfare in quattro occasioni, lasciando soltanto due vittorie all'azzurro.  Il primo match tra i due risale al Roland Garros del 2020, quando Sinner riuscì ad imporsi negli ottavi di finale in quattro set.Poi però è cominciato il dominio di Zverev, che ha battuto Jannik anche sul cemento, la sua superificie preferita.  Il tedesco si è infatti imposto nella semifinale di Colonia, nel settembre 2020, e per due volte agli ottavi degli US Open, una volta nel 2021 e un'altra nel 2023.

Nel mezzo c'è stata la sfida sulla terra rossa di Monte Carlo, quando Zverev si impose, nei quarti di finale del 2022, in tre set.Ora un nuovo capitolo da scrivere a Melbourne, con uno Slam in palio. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Nessun braccio di ferro o imbarazzo su Santanchè”

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(Adnkronos) – "Sgomberiamo il campo, non c'è nessun braccio di ferro" sul caso Santanchè".La presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde ai cronisti sul caso Santanchè a margine della sua visita sul veliero Amerigo Vespucci, ormeggiato al porto di Gedda in Arabia Saudita. "Non c'è preoccupazione, non c'è un imbarazzo che addirittura mi porterebbe a non presentarmi al Consiglio dei Ministri, a spostare la data della mia visita in Arabia Saudita per non incontrare il ministro Santanchè.

C'è una riflessione che deve tenere conto del quadro generale in un clima assolutamente sereno".  "Io non credo che un semplice rinvio a giudizio dia si per sé motivo di dimissioni, penso anche che il ministro Santanchè stia lavorando ottimamente, dopodiché la valutazione che semmai va fatta è quanto tutto questo possa impattare sul suo lavoro di ministro.E questa è una valutazione che va fatta col ministro Santanchè e che forse deve fare soprattutto il ministro Santanchè, ma è quello su cui io attualmente non ho le idee chiare". Se vedrò Santanchè? "Penso che la incontrerò", per ora "non sono riuscita.

Avete visto che le mie giornate non sono state serenissime, non era una mia priorità rispetto alle cose delle quali mi sto occupando" ma "sicuramente parlerò con Daniela". "Rispetto al cancan dell'opposizione" sul caso Santanchè, dico che "essere garantisti con la sinistra e giustizialisti con la destra anche no.Ho Giuseppe Conte che mi dice che devo far dimettere un ministro che non è mai stato condannato quando ha un vicepresidente del partito condannato in via definitiva; ho Elly Schlein che invoca le dimissioni del ministro Santanchè per un rinvio a giudizio, ma non chiede le dimissioni al presidente della provincia di Salerno agli arresti domiciliari per corruzione.

Quindi, lezioni da questi pulpiti anche no".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nazionalisti europei, raduno domani in nuova sede Forza Nuova a Roma

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(Adnkronos) – Sciolta la riserva sul luogo definito per il raduno dei nazionalisti europei a Roma.Dopo il forfait da parte dell'albergo originariamente scelto per ospitare l'iniziativa, a quanto apprende l'Adnkronos gli organizzatori hanno deciso di ripiegare sulla nuova sede di Forza Nuova nel quartiere Tuscolano.

L'appuntamento, dunque, con i leader europei dell'Alliance for Peace and Freedom è alle 11 di domani in via Genzano 164.  L'incontro segue una prima riunione che si è svolta oggi nel viterbese e arriva successivamente allo scambio di mail tra l'hotel nel cuore di Roma, individuato in una prima fase per ospitare l'Afp, e gli avvocati di Forza Nuova.Nella mail inviata dal front office manager della struttura, infatti, si dichiarava l'improvvisa inagibilità del centro congressi a causa di un 'guasto' avvenuto il giorno stesso.

Da lì la pronta diffida, da parte degli avvocati del movimento di Roberto Fiore, ad adempiere all'accordo "eliminando le problematiche rappresentate".Diffida finita in un nulla di fatto, con il convegno costretto a spostarsi al Tuscolano. (di Silvia Mancinelli)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, sfuma sogno Bolelli-Vavassori: vincono Heliovaara-Patten in rimonta

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(Adnkronos) – Niente da fare per gli italiani Simone Bolelli e Andrea Vavassori che, finalisti l'anno scorso, sono stati battuti anche quest'anno nella finale del torneo di doppio maschile agli Australian Open.La coppia azzurra, numero 3 Atp, alla terza finale in uno Slam, ha perso subendo la rimonta della coppia, formata dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten, campioni di Wimbledon in carica, e teste di serie numero 6 del seeding australiano, in tre set con il punteggio di 7-6 (18-16), 6-7 (5-7), 3-6 in poco più di tre ore di gioco. Bolelli e Vavassori avevano vinto il più recente confronto diretto, l'anno scorso in finale a Pechino, prima del ko di oggi nello Slam australiano, mentre Heliovaara e Patten si erano imposti nel primo duello in un major, al primo turno a Wimbledon, lanciando il cammino che li avrebbe portati al loro primo titolo Slam in carriera.  Nel primo game della partita arriva subito la palla break per Bolelli-Vavassori che la trasformano senza giocare, grazie al doppio fallo di Patten.

Poi gli azzurri salvano 3 palle break e vanno sul 2-0, si va avanti fino al 5-4 per gli azzurri con varie palle break da una parte e dall'altra.Nel decimo game con Bolelli al servizio, Vavassori manca il primo riflesso sotto rete (0-15).

Sul 30-30 commette invasione per un centimetro, colpisce la volée quando la palla è ancora nella metà campo di Heliovaara e Patten.Da set point, dopo lunga review, si cerca di salvare una palla break ma Heliovaara stampa la miglior risposta del set e trova il controbreak per il 5-5, per poi salire 6-5 per gli avversari degli azzurri.

Gli italiani 12esimo game concedono tre set point ma le salvano tutte per poi arrivare alla volée di rovescio risolutiva di Bolelli li tiene in vita sul 6-6.Nel tie break succede di tutto e alla fine gli azzurri si impongono al sesto set point 18-16, cancellando 10 set point a Heliovara-Patten e andando avanti 7-6.  Il secondo set va avanti rispettando il servizi con una sola palla break salvata da Heliovaara/Patten nel secondo game.

Poi si arriva anche in questo caso al tie-break che però Heliovara-Patten si aggiudicano 7-5 alla prima palla set.Nel terzo set gli azzurri partono male, perdono il servizio con gli avversari avanti 3-0, poi 4-1 e 5-3 con la coppia italiana che si procura due chances di controbreak ma senza fortuna, per poi perdere dopo una lotta di oltre tre ore la terza finale Slam con tanti rimpianti.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Rossi: “Ostiamare non sarà la copia romantica della Roma del passato”

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(Adnkronos) – "Non è giusto far diventare questa realtà una copia di ciò che romanticamente è stata la Roma, non facciamo diventare l'Ostiamare la Roma vecchie glorie né una sua succursale, nonostante il mio amore eterno".Daniele De Rossi, nuovo proprietario dell'Ostiamare, si presenta così nella conferenza stampa che apre la nuova era del club.

L'ex calciatore è nato è cresciuto nella società ostiense e ora torna alle origini con la carica di presidente.La 'mission' è prima di tutto consolidare il legame con il territorio, con un progetto sostenibile e realistico. "Ho letto che avrei sentito Kevin Strootman e che verrà domenica a vedere l'Ostiamare: per me è come un fratello ma non verrà a giocare qui.

Abbiamo bisogno di gente che voglia bene all'Ostiamare, andiamo a pescare i giovani nel Lazio, ce ne sono tanti che giocano bene", dice dettando la linea.  "Sono abituato alle conferenze stampa, ma forse è la prima volta da tanti anni che sono così emozionato.Negli ultimi anni sono venuto poco a Ostia, ma è un posto importantissimo per me, come il passo che stiamo compiendo, per me, per la città e per l'Ostiamare", afferma il neopresidente davanti ai giornalisti.

Secondo l'ex centrocampista "l'unica cosa sul tema che non è stata detta è che a me piace da morire questa avventura, non è stato difficile, so la responsabilità e so che ci saranno tanti aspetti.Mi piace il calcio, mi piace Ostia, mi piace l'Ostiamare, che ho sempre seguito, e non ho mai smesso neanche di amare la mia città.

L'importante per me è ritrovare l'appartenenza ad Ostia, cosa che si è persa da quando ero piccolo.Non farò miracoli, ma dovremo tornare a sentire l'appartenenza anche attraverso la squadra.

Come comunità, come cittadini".  
"Voglio tornare ad allenare – prosegue l'ex numero 16 giallorosso – e, per quando accadrà, sto organizzando una struttura, una famiglia calcistica con i miei stessi valori.Sarò sempre aggiornato, anche quando sarò lontano.

So che ci sono tante cose da fare, ma avere l'appoggio del sindaco, dell'assessore Onorato e del prefetto Giannini mi rende felice.Avevamo garantito che avremmo fatto le cose fatte bene, non posso permettermi scorciatoie né possiamo trovarne.

So che ci sarà da spendere e da aspettare i frutti – conclude De Rossi – e promettere qualsiasi cosa mi farebbe fare solo brutte figure". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caos treni, scatta l’esposto di Ferrovie contro sabotaggi: indaga l’antiterrorismo

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(Adnkronos) – Ci sarebbero "circostanze altamente sospette" dietro la serie di "incidenti anomali" delle ultime settimane sulla rete ferroviaria italiana.E' quanto ipotizza l'esposto delle Ferrovie dello Stato all'attenzione dei pm dell'antiterrorismo della procura di Roma.

La denuncia, depositata negli uffici della Digos della Questura di Roma, era stato poi trasmessa ai magistrati di piazzale Clodio, dove è stato assegnata al gruppo che si occupa dei reati contro il terrorismo.  La società aveva sottolineato come "in particolare, gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non può essere un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete),
il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo". "La situazione appare oggettivamente preoccupante", ma "l'Italia non si farà mai intimidire" ha detto martedì scorso il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, nel corso dell'informativa alla Camera sulla questione del caos treni. "Da anni la rete ferroviaria è oggetto di attacchi – aggiunge il ministro -.Lo ribadì anche un altro premier, nel 2014, affermando che 'è in atto un’operazione di sabotaggio contro le ferrovie, è evidente'". "Poi però a quelle parole non seguirono i fatti.

Io faccio parlare la realtà: abbiamo un quadro di incendi dolosi, guasti, rotture e problemi elettrici verificatisi con regolarità e che però proprio dopo gli esposti non si sono più verificate". "Faremo di tutto per garantire trasporti sempre più efficienti e sicuri", ha concluso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marylin Manson, cadono le accuse di violenza domestica

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(Adnkronos) –
Marilyn Manson non dovrà affrontare processi per una serie di aggressioni sessuali e violenze domestiche delle quali era stato accusato.Lo ha stabilito ieri, 24 gennaio, il pubblico ministero della contea di Los Angeles, dopo quattro anni di indagini.  Il musicista, al secolo Brian Warner, era stato indagato dal dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles nel 2021 dopo che diverse donne si erano fatte avanti denunciando presunti abusi.

Tra le accusatrici anche l'attrice Evan Rachel Wood, con la quale Marilyn Manson ha avuto una relazione durata fino al 2010, e tra le prime a puntare il dito contro il cantante.I due si erano conosciuti nel 2006, quando lui aveva 37 anni e lei 18. Il procuratore distrettuale Nathan Hochman ha spiegato in un comunicato stampa che le accuse di violenza domestica non cadono in prescrizione e che i pubblici ministeri non ritengono di poter provare le accuse di stupro oltre ogni ragionevole dubbio. "Riconosciamo e plaudiamo al coraggio e alla resistenza delle donne che si sono fatte avanti per denunciare e condividere le loro esperienze, e le ringraziamo per la collaborazione e la pazienza con le indagini – si legge nel comunicato -.

Pur non potendo formulare accuse in questa vicenda, riconosciamo che la forte difesa delle donne coinvolte ha contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sfide che devono affrontare le sopravvissute agli abusi domestici e alle violenze sessuali".  Inoltre, spiega il procuratore, "elogiamo loro anche per aver dato un importante contributo all'estensione dei termini di prescrizione per il perseguimento degli abusi domestici a livello locale e nazionale.Grazie ai loro sforzi, le vittime di violenza domestica hanno più voce in capitolo nel nostro sistema di giustizia penale e gli uffici giudiziari di tutto il Paese dispongono di strumenti migliori per ritenere gli autori di abusi domestici responsabili delle loro azioni”. L'avvocato di Manson, Howard King, in una nota, si è detto "molto soddisfatto" del fatto che, "dopo un esame approfondito e incredibilmente lungo di tutte le prove reali, il procuratore distrettuale abbia concluso ciò che sapevamo e abbiamo espresso fin dall'inizio: Brian Warner è innocente”.

Evan Rachel Wood aveva lanciato contro Marilyn Manson le accuse più pesanti, sostenendo di essere stata aggredita per la prima volta dal cantante durante una scena di sesso simulato sul set del video musicale di 'Heart Shaped Glasses' nel 2007.Marilyn Manson, stando alla testimonianza dell'attrice di 'Westworld', avrebbe continuato a esercitare su di lei un'influenza per anni. (di Federica Mochi)   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anno giudiziario, la protesta a Roma – Video

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(Adnkronos) – I magistrati, arrivati stamattina con toga indosso, coccarda tricolore e Costituzione in mano, hanno lasciato l'aula Europa dove, alla Corte di Appello di Roma, è in corso l'inaugurazione dell'anno giudiziario.Come da iniziativa lanciata dall'Associazione nazionale magistrati (Anm) in tutta Italia, i magistrati hanno abbandonato la cerimonia prima che iniziasse a parlare il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iraq, ambasciatore Fontana in visita a quartier generale Gksd a Baghdad

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(Adnkronos) – "Un grande piacere rivedere a Baghdad il presidente di Gksd Kamel Ghribi.Anche in Iraq il grande gruppo italiano da lui guidato si conferma all’avanguardia, con progetti in varie città del paese, abbinando innovazione tecnologica e saper fare italiano".

Lo ha scritto su X l'ambasciatore italiano in Iraq Niccolò Fontana. (Video) L'incontro si è incentrato sui progetti che Gksd e Gsd stanno portando avanti nel settore della sanità. "Questi momenti non solo consolidano il nostro lavoro qui, ma creano anche un senso di inclusività e di unità tra l'Italia e l'Iraq", ha commentato Ghribi, dopo aver accolto l'ambasciatore.   —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex dipendente spegne sistemi informatici, British Museum parzialmente chiuso

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(Adnkronos) – Il British Museum a Londra è stato parzialmente chiuso ai visitatori dopo che un ex dipendente ha spento alcuni sistemi informatici, prima di essere bloccato e arrestato.Lo ha reso noto lo stesso museo, specificando che alcuni gallerie sono state chiuse ieri e che nel weekend l'accesso ai visitatori sarà limitato, dando la priorità a chi ha già comprato i biglietti.  Un portavoce del British Museum ha detto alla Bbc: "Un ex dipendente che era stato licenziato la scorsa settimana è entrato nel museo e ha spento diversi dei nostri sistemi.

E' intervenuta la polizia, che lo ha arrestato sulla scena.Stiamo lavorando per riportare il museo alla piena operatività, ma purtroppo le nostre mostre temporanee resteranno chiuse nel weekend".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘Dalla Strada al Palco’ su Rai 1 batte ‘Io Canto Senior’ su Canale 5

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(Adnkronos) – Vittoria di Rai 1 nel prime time di ieri sera. 'Dalla Strada al Palco', con Nek e Bianca Guaccero, è stato infatti visto da 2.696.000 telespettatori pari al 18,3% di share raggiungendo il gradino più alto del podio.Secondo posto per Canale 5 con 'Io Canto Senior' che ha ottenuto 1.964.000 telespettatori e uno share del 14,1%.

Terzo gradino per Italia1 con 'Transporter 3' seguito da 1.520.000 telespettatori (share dell'8,8%). Fuori dal podio 'Quarto Grado' su Retequattro ha realizzato 1.263.000 telespettatori e uno share del 9,2% mentre su La7 il programma 'Propaganda Live' è stato visto da 978.000 telespettatori (share del 7%).Su Rai3 'Far West' con Salvo Sottile, invece, ha interessato 544.000 telespettatori raggiungendo uno share del 3,5%.

Sul Nove 'I Migliori Fratelli di Crozza' ha registrato 557.000 telespettatori e il 3,1% di share.Chiudono gli ascolti del prime time Rai2 con il film 'Sul più bello' che ha ottenuto il 2,8% di share con 503.000 telespettatori e Tv8 con 'Cucine da Incubo' che ha conquistato 470.000 telespettatori e il 3% di share. Nell'access prime time sulla rete ammiraglia di viale Mazzini 'Affari Tuoi' ha totalizzato il 29,8% di share e 6.002.000 di telespettatori mentre 'Cinque minuti' di Bruno Vespa è stato visto da 4.557.000 telespettatori pari a uno share del 23,5%.

Su Canale 5 'Striscia La Notizia' ha ottenuto 2.763.000 telespettatori e uno share del 13,7%. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Carrarese: Finale 2-1 (12′ Piscopo, 27′ Adorante, 89′ Schiavi)

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Oggi sabato 25 gennaio 2025 alle ore 15:00, allo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, si disputa un match fondamentale per le ambizioni di entrambe le squadre: Juve Stabia e Carrarese si affrontano nell’ambito della ventitreesima giornata del campionato di Serie B 2024-2025.  Entrambe le formazioni arrivano a questo appuntamento con la voglia di riscattare l’ultima uscita e di conquistare punti fondamentali per la classifica.  La Juve Stabia cercherà di approfittare del fattore campo per allungare in classifica, mentre la Carrarese proverà a portare a casa un risultato positivo per scalare la graduatoria.  Si preannuncia una partita ricca di emozioni e combattuta, con entrambe le squadre che daranno il massimo per portare a casa i tre punti.  Non mancheranno le occasioni da gol e le azioni spettacolari, in una sfida che si preannuncia equilibrata e incerta fino all’ultimo minuto.

Probabili formazioni:

Juve Stabia (3-5-2): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich; Floriani Mussolini (67′ Baldi), Buglio (81′ Di Marco), Leone (73′ Meli), Pierobon (81′ Zuccon), Rocchetti; Adorante, Piscopo (81′ Sgarbi).

 

A disp.: Matosevic, Signorini, Quaranta, Morachioli, Gerbo, Maistro, Mosti.

 

All.: Tarantino (Pagliuca squalificato).

 

Carrarese (3-5-2): Chiorra; Coppolaro (45′ Oliana), Illanes, Imperiale; Zanon (82′ Bouah), Schiavi, Giovane, Palmieri (58′ Cherubini), Cicconi (75′ Belloni); Finotto (58′ Cerri), Shpendi.

 

A disp.: Mazzi, Ferrara, Melegoni, Maressa, Capezzi.

 

All.: Calabro.

 

Arbitro: Sig.  Alberto SANTORO della sezione di Messina

Primo Assistente sig. Marco TRINCHIERI della sezione di Milano

Secondo Assistente sig.  Eugenio SCARPA della sezione di Collegno

IV° ufficiale sig.Simone GAVINI della sezione di APRILIA

VAR sig.  Davide GHERSINI di Genova

AVAR sig.  Daniele RUTELLA di Enna

Marcatori: 12′ Adorante 27′ Adorante 89′ Schiavi

Angoli: 2 – 7

Ammoniti: 20′ Mussolini 44′ Rocchetti 57′ Bellich 86′ Cherubini 87′ Cerri

Espulsi: –

Recupero: 2 min.p.t. – 6 min s.t.Note: Terreno sintetico in discrete condizioni.  Presente in tribuna anche McCorly Charmain Executive della Brera Holdings che da pochissimo è entrata in società acquisendo circa il 34% delle quote societarie gialloblù.

PRIMO TEMPO

Squadre in mezzo al campo per le foto di rito.Fase di studio della gara con la Juve Stabia che dimostra già un predominio del campo.Tanti falli in questa prima fase con l’arbitro che non estrae nessun cartellino giallo nonostante qualche intervento meritasse la sanzione disciplinare.

12′ Juve Stabia in vantaggio: Azione velocissima dei gialloblù con Pierobon che prende palla e vede lo scatto sulla destra di Mussolini servendolo con un perfetto rasoterra, l’esterno stabiese vede e serve in profondità Adorante che di tacco serve Piscopo che insacca in rete per la gioia del pubblico di casa.

20′ Ammonito Mussolini per fallo in gamba tesa su Giovane

27′ Raddoppio Juve Stabia: Piscopo riceve palla e con la coda dell’occhio vede alle sue spalla Adorante servendolo con una bellissima giravolta.Andrea entra in aerea e con un doppio passo ubriaca la difesa avversaria che non riesce a fermarlo e per lui è un gioco da ragazzi battere Chiorra.

35′ Timida reazione della Carrarese che con Shpendi arriva al limite dopo un errore di Varnier e calcia a rete con la conclusione che termina di poco a lato alla destra di Thiam.

40′ Leone serve Piscopo dalla parte opposta, l’attaccante calcia di prima intenzione con la palla che sibila la base del palo alla sinistra del portiere ospite.

42′ Ancora Juve Stabia: Mussolini riceve palla e se ne va in velocità, cross per Piscopo che di testa serve Adorante che di esterno impegna severamente Chiorra.

44′ Ammonito Rocchetti per aver calciato la palla lontana dopo il fischio dell’arbitro.

45′ Il Direttore di gara concede 2 minuti di recupero

Finisce il primo tempo

SECONDO TEMPO

La Carrarese sostituisce Coppolaro con Oliana

57′ Ammonito Bellich per fallo su Schiavi

58′ La Carrarese sostituisce Finotto con Cerri e Palmieri con Cherubini

66′ Occasione pericolosa della Carrarese con Cherubini che dagli sviluppi di un calcio d’angolo calcia a rete da fuori aerea con la palla che esce a lato

67′ La Juve Stabia sostituisce Mussolini con Baldi

73′ La Juve Stabia sostituisce Leone con Meli

74′ La Carrarese sostituisce Cicconi con Belloni

76′ Carrarese pericolosa con Belloni che calcia a rete dopo un batti e ribatti in aerea ma Thiam blocca a terra.

77′ Smanacciata di Thiam su tiro cross di Belloni

81′ Ammonito Pierobon che subito dopo viene sostituito con Zuccon.La Juve Stabia sostituisce poi Buglio con Di Marco e Piscopo con Sgarbi.

82′ La Carrarese sostituisce Zanon con Bouah

86′ Ammonito Cherubini.

87′ Ammonito Cerri per fallo in ritardo su Bellich

89′ La Carrarese accorcia le distanze: Schiavi si beve Di Marco entra in aerea e da posizione defilata calcia sul palo lungo dove Thiam non può arrivare.Il Direttore di gara concede 6 minuti di recupero.

Finisce con la vittoria della Juve Stabia che vince lo scontro diretto con la Carrarese e incamera tre punti d’oro fatti di qualità e bel gioco.Ora testa alla difficile trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo.

Juve Stabia. Ufficiale: Peda indosserà la maglia gialloblù

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Come anticipato nei giorni scorsi dalla nostra redazione è ufficiale il tesseramento, a titolo temporaneo, da parte della Juve Stabia di Patryk Peda che da oggi sarà a disposizione di mister Guido Pagliuca dopo l’esperienza con il Palermo di Mister Dionisi.Questo il comunicato stampa della S.S.

Juve Stabia:

La S.S.Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione delle prestazioni sportive, a titolo temporaneo, in prestito secco, dal Palermo, del difensore Patryk Peda che si lega alla nostra società con contratto fino al 30 giugno 2025.

Il calciatore, nato a Zalesie Górne, il 16 aprile del 2002, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Spal, ha poi vestito le maglie della stessa per tre stagioni (60 presenze con 4 reti) prima della sua ultima esperienza al Palermo dove ha disputato 3 gare, 1 in Serie B e 2 in Coppa Italia.Patryk vanta 3 presenze con la nazionale della Polonia e per questa sua avventura in gialloblù ha scelto il numero 45.

Arriverà a Castellammare nella serata di oggi per mettersi a disposizione di mister Guido Pagliuca e del suo staff da domani. “Sono molto contento di arrivare a Castellammare perché penso che la Juve Stabia sia un team con molta qualità e l’ha fatto vedere in questi mesi.Possiamo lottare e giocarci le nostre possibilità contro tutte le squadre in serie B.

Non vedo l’ora di giocare per la Juve Stabia.L’anno scorso sono stato allo Stadio Romeo Menti e so che i tifosi sono fantastici e aiutano la squadra in ogni momento”.

Sinner, quanto guadagna se vince la finale degli Australian Open

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(Adnkronos) – Gli Australian Open 2025 sono pronti a incoronare il proprio re.Quanto vale la corona di Melbourne?

Domani 25 gennaio in finale Jannik Sinner, dopo aver battuto Ben Shelton in semifinale, contro Alex Zverev vuole difendere il titolo conquistato a Melbourne lo scorso anno.In palio un titolo prestigioso, la gloria e – perché no – tanti soldi. Il tennista azzurro, che in carriera ha guadagnato 37,2 milioni di dollari di soli premi, ha già intascato una buona fetta dal ricco montepremi del primo Slam stagionale, che potrebbe ovviamente diventare ancora maggiore in caso di vittoria finale.

Quanto vale il trionfo?  L’Australian Open mette sul piatto nel 2025 un montepremi complessivo da 96,5 milioni di dollari australiani (intorno ai 58 milioni di euro), con un aumento di quasi 10 milioni rispetto all’edizione 2024.Sinner, vincendo a Melbourne, potrebbe incassare la bellezza di 3,5 milioni di dollari australiani, ovvero circa 2 milioni e 100mila euro.   Jannik Sinner, raggiungendo la finale di Melbourne ha conquistato già, comunque vada la partita contro Zverev, 1 milione e 140mila euro, che come detto possono arrivare a 2 milioni e 100mila euro in caso di trionfo. Per ogni passaggio del turno infatti ci sono delle cifre prestabilite.

Ecco quelle assicurate nei precedenti round: 
Semifinali: 1.100.000 dollari australiani (circa 661mila euro) 
Quarti di finale: 665.000 dollari australiani (circa 400mila euro) 
Ottavi di finale: 420.000 dollari australiani (circa 252mila euro) 
Terzo turno: 290.000 dollari australiani (circa 174mila euro) 
Secondo turno: 200.000 dollari australiani (circa 120mila euro) 
Primo turno: 132.000 dollari australiani (circa 79mila euro) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa del mondi di sci, super Brignone vince a Garmish, Goggia battuta di 1 centesimo

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(Adnkronos) – Una super Federica Brignone compie un'altra impresa in Coppa del Mondo e sulla Kandahar di Garmisch, dove 16 anni fa disputava la sua prima gara di velocità in Coppa del Mondo, vince una discesa libera incredibile con il crono di 1.35.83 battendo per appena 1 centesimo Sofia Goggia, seconda e di 19 la svizzera Corinne Suter, terza.  Per la campionessa valdostana è quinto successo in stagione e il 32° in Coppa del Mondo che le vale l'allungo in classifica generale a +105 su Camille Rast e anche nella classifica di discesa, ora a +29 su Sofia Goggia.La gara è stata interrotta a lungo per la caduta di Nina Ortlieb, finita nelle reti dopo una lunga scivolata. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)