Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport: “Possiamo dire che i regali siano finiti, manca quello più importante: il regalo da fare ai tifosi. Ogni evento è un Natale per noi. Pavoletti deve fare le visite, auguriamoci che sia in forma, forte e che possa darci quella complementarità che, però, a noi non manca visto che Mertens si è rivelato un vero nueve. Il Napoli ha una rosa molto ampia che non è stata ancora tutta scoperta ed allenata al punto giusto.
Sarri è molto furbo, guida la squadra per sé stesso e per la società essendo un toscano DOC. C’è negli allenatori quasi la paura di essere esonerati, mentre per me il tecnico deve essere uno dei punti di forza della società in un contesto di crescita. Giochiamo talmente tante partite, alcune anche inutili, e purtroppo ci sono alcuni momenti in cui uno è più in forma, visto che si gioca in undici, ci sta che qualcuno possa star fuori. Se fosse facile allenare e creare una squadra perfetta, i giornalista sarebbero nella c***a più assoluta! Il momento più bello del 2016? Sono stati tutti momenti belli perché questo Napoli, grazie a Sarri, si diverte e fa divertire. L’allenatore ha esportato queste sue capacità nella squadra, e quindi in virtù di ciò anche qualche distrazione ci può stare. Con il Napoli non ti puoi mai addormentare perché sono sempre partite spettacolari, a volte in Serie A ti addormenti. Ho sposato il regista giusto in tal senso perché ci fa divertire.
Non guardo mai al passato, sono sempre proiettato in avanti. La storia serve per correggere gli errori marginali, perché per le cose più importanti si interveniene subito. Il Real Madrid è un’occasione storica, è la prima volta che lo affrontiamo . E’ una grande squadra con una grandissima società con un fatturato 4 volte superiore al nostro. Voglio vedere Davide contro Golia. Lì va dimostrata personalità, non dovremo subire l’autorevolezza degli spagnoli, anche di facciata, come nel caso di Cristiano Ronaldo. Lì ci vorrà tenuta psicologica, mentre qui potremo dire la nostra con i tifosi.
A Doha abbiamo battuto la Juventus come ha fatto ieri il Milan, i rossoneri hanno anche alcuni calciatori che ammiro e che sono ben allenati. Il gap con la Juve è societario, loro hanno una struttura che dura da tantissimi anni. Agnelli era il re d’Italia, i bianconeri sono una goccia nell’oceano delle proprietà degli Agnelli: da un punto di vista di potere economico non ce n’è per nessuno, sono il top del top, ma non la vedo così forte. La sua forza sta nella continuità, noi abbiamo pochi italiani e quindi dobbiamo far capire agli stranieri cosa vuol dire Napoli. Mertens è uno scugnizzo, forse ancor più di Insigne. E’ spensierato, mentre Lorenzo è pensieroso. Non venderò mai il Napoli finché non mi stancherò del mondo del calcio visto che sono giovane da questo punto di vista. Per lo stadio dobbiamo ringraziare i Ministri degli Interni che non sono stati capaci di creare delle leggi efficaci per la costruzione di impianti nuovi. Con Malagò dovremo buttare a mare tutto ciò che è vecchio. Napoli è una testa di serie, va valorizzato. Faccio gli auguri a tutti i tifosi”.
De Laurentiis vuole ufficializzare Pavoletti dopo Natale
La Repubblica scrive su De Laurentiis e Pavoletti: “De Laurentiis ha altri piani sul mercato. «Prenderemo solo un centravanti», ha infatti avvisato il presidente, che conta di ufficializzare dopo Natale l’acquisto dal Genoa di Leonardo Pavoletti. Il via libera è subordinato al buon esito delle visite mediche del 27 dicembre. Al migliore attacco del campionato (40 gol) sta per aggiungersi un’altra pedina preziosa, aspettando il rientro di Milik. L’anno che verrà può vestirsi d’azzurro”.
Giancarlo Antognoni ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Il gol che ha segnato Bernardeschi contro il Napoli mi ha ricordato quello che realizzai io con la maglia della Nazionale contro la Grecia, nel dicembre del 1980. Uno strappo in verticale e una fucilata da fuori. Di diverso c’è solo il piede. Lui è tutto sinistro, io “picchiavo” con il destro”.
Chi le ricorda Bernardeschi?
“Lui è un dieci e mezzo. Ha la potenza e la precisione di tiro di Robben. Ma può funzionare anche da trequartista, partendo da una posizione più centrale. E’ stato bello vederlo con la fascia di capitano contro la Lazio. Un altro grande numero 10 nella storia della Fiorentina. Federico e Chiesa sono stati fantastici contro il Napoli”.
Passiamo ai centrocampisti.
“Benassi è un piccolo Tardelli, Locatelli in futuro può diventare un Pirlo, ma ancora non ha il suo piede. E attenti a Gagliardini, Cataldi e soprattutto Grassi. In chiave azzurra, però, non dimenticate Verratti. Lui è già vicino a Pirlo. E’ un giocatore che mi fa impazzire. E dire che la Serie A se lo è fatto scappare. Che errore”.
Lo scudetto?
“Non scopro certo io la forza della Juve, ma attenti alla Roma. Ha ancora grandi margini di crescita. E mi piace il lavoro di Sarri. Lui è venuto dal basso e non ha perso la sua semplicità. Giovedì sera, a fine gara, si è fermato nel tunnel del Franchi per salutare il ragazzino Chiesa. Veramente un bel gesto”.
Maksimovic bocciato? Appare incerto nelle letture…
La Gazzetta dello Sport boccia la prestazione di Maksimovic: “Toccherà dunque a Nikola Maksimovic, che giovedì ha sofferto molto la vivacità di Kalinic. Il contributo dell’ex torinista sin qui è stato al di sotto delle aspettative: appare incerto nelle letture e anche nelle uscite. Ora però potrà giocare con continuità ma dovrà anche adattarsi a compagni di volta in volta diversi. A partire da Tonelli che a sorpresa potrebbe essere titolare nella prima gara del 2017. Pagato 9 milioni in estate, fin qui l’ex empolese si è visto solo in Primavera perché dopo un problema al ginocchio durante il ritiro non è mai entrato nelle rotazioni di Sarri. Ora, complice l’emergenza, sta per arrivare il suo momento”.
FOTO ViViCentro – Maistrello al 92 toglie il primato alla Reggiana
Reggiana-Bassano è una partita densa a centrocampo, con tanto ritmo e tanta voglia di portare a casa i tre punti che però nessuno riesce a sbloccare fino al minuto 81′ quando, un contrasto vinto nella trequarti del Bassano, innesca il contropiede granata con Marchi che di prima intenzione serve Manconi in profondità ritrovandosi a tu per tu con Rossi e, dopo averlo saltato con un splendida finta, serve “il mago” Cesarini che, a porta vuota, segna. Il vantaggio granata però non fa demordere il Bassano che prova in tutti i modi a cercare il pareggio e lo trova al minuto 92′ con Maistrello appena subentrato a Soprano.
La partita finisce dunque 1-1 con tanto rammarico per la Reggiana che stava assaporando il primato ed esce tra i fischi del pubblico probabilmente ancora scottati dal derby perso con il Parma meno di una settimana fa. In sala Stampa il mister Colucci annuncia le sue dimissioni per problemi personali, destabilizzando ancor di più i vertici della Reggiana.
Reti: 35′ st Cesarini, 47′ st Maistrello.
REGGIANA – Perilli; Pedrelli, Spanò, Sabotic, Ghiringhelli; Bovo, Calvano (13′ st Maltese), Nolè; Cesarini, Marchi (41′ st Rozzio), Falcone (26′ st Manconi). A disp. Narduzzo, Angiulli, Giron, Mecca, Lombardo, Bonetto, Guidone, Rizzi. All. Leonardo Colucci.
BASSANO – Rossi; Formiconi, Soprano (37′ st Maistrello), Pasini, Bizzotto, Lancini, Falzerano, Laurenti (41’st Candido), Minesso, Fabbro, Grandolfo (49′ st Cavagna). A disp. Bastianoni, Tronco, Bortot, Mazzon. All. Luca D’Angelo.
Arbitro: Fabio Pasciuta di Agrigento (assistenti Gnarra di Siena e Cecchi di Pistoia).
Note – Ammoniti: Soprano al 22′, Laurenti al 31′, Marchi al 40′; Fabbro al 17′ st, Nolè al 23′ st. Calci d’angolo: 1-6. Recupero: 1′ pt, 4′ st.
Da Catania al Catania.. il percorso iniziato nella città siciliana, solo per ora, terminato con la goleada del Menti contro la stessa squadra di Rigoli, descrive perfettamente lo splendido lavoro iniziato a luglio da Fontana ed i suoi ragazzi.
L’entusiasmo iniziale, però, sembrava essersi frantumato dopo pochissimi giorni; la sconfitta del Massimino aveva gettato immediatamente nello sconforto buona parte della piazza, subito pronta a puntare il dito su un organico non all’altezza, un allenatore inesperto ed una preparazione inadeguata.
Per placare i malumori, strigliando giustamente l’ambiente, si rese necessario addirittura l’intervento del Patron Manniello. Il presidente della Juve Stabia ci chiamò dopo la gara catanese, “usandoci” come sua voce. Manniello non vacillò un attimo, né si fece assalire da qualsiasi dubbio; il numero 1 confermò le sue sensazioni positiva in vista della stagione, all’epoca appena iniziata, dando appuntamento agli “esperti” del settore a metà stagione.
Il momento che il Presidente aspettava è arrivato, ed i fatti danno ragione proprio a Mammelle. La Juve Stabia 2016/17 è una squadra di qualità, compatta, fatta di calciatori che lottano non per se stessi ma per lo stemma che portano sul petto.
A guidare questo gruppo c’è lo stesso Gaetano Fontana tanto criticato all’inizio. Il tecnico ha mostrato una fame da leone unita ad una lucidità da allenatore navigato: un connubio perfetto.
I gialloblú così hanno riconquistato il Romeo Menti, in cui sono arrivate solo meraviglie, ad eccezione del rocambolesco finale col Lecce, ed hanno battuto il proprio record di punti fatti nel girone d’andata.
Se Fontana, in modo sornione, ama dire che la sua Juve Stabia è lì “per stuzzicare le corazzate” del campionato, possiamo dire senza mezze misure che in realtà i gialloblú non stanno solo stuzzicando, ma stanno davvero rompendo le scatole alle Big.
A questo punto conta poco chi è in testa, anche perché noi non abbiamo problemi a riconoscere i meriti del Matera, ma conta non smettere di correre.
Come ad agosto, dopo la sconfitta di Catania, era assurdo sparare a zero sul progetto, ora non bisogna pensare che la promozione sia a portata di mano.
Le Vespe devono lottare per continuare a stare lassù con le altre e solo alla fine si faranno i conti, fermo restando che questi ragazzi stanno facendo reinnamorare la città della propria squadra.
Con un presente così bello, inutile pensare al futuro. Testa al prossimo impegno, per continuare a sognare qualcosa di B..ellissimo.
Chiriches in forte dubbio per la Samporia: le ultime
Brutte notizie per Maurizio Sarri: dopo Koulibaly, si ferma anche Chiriches. Molto probabilmente, infatti, il difensore salterà il primo match dell’anno 2017 contro la Sampdoria, il 7 gennaio. Il calciatore, infatti, avrebbe accusato un risentimento al flessore della coscia sinistra. Prima del 31 gennaio, il ragazzo si sottoporrà ad ulteriori accertamenti. Prima di allora, Maurizio Sarri non potrà contare sul suo difensore. A riportalo, la Gazzetta dello Sport.
Gabbiadini, è addio: l’Inghilterra chiama il numero 23
Gennaio si avvicina mentre Gabbiadini prepara le vagile. Il bergamasco lascerà il Napoli in questa sessione di mercato. Su di lui Wolfsburg e Southampton pronti a mettere sul piatto 18 milioni di euro. Si aspetta solamente il sì di Maurizio Sarri, che tuttavia non dovrebbe tardare ad arrivare. A riportarlo, la Gazzetta dello Sport.
Zielinski: “Mi allenavo sempre per giocare con entrambi i piedi, adesso lavoro sulle punizioni”
Ai microfoni di una emittente polacca, Zielinski, centrocampista del Napoli, ha dichiarato: “Già dalle scuole elementari ho lavorato per questa caratteristica, mio padre all’età di 8-10 anni mi portava al campo e per ore perfezionavo la tecnica. Da quando ho iniziato a camminare mio padre mi ha sempre incoraggiato a giocare a calcio. Controllare la palla con entrambi i piedi ti dà grande flessibilità, sia in dribbling, che in corsa, ma anche quando sei attaccato. Ora voglio specializzarmi sui calci piazzati. In passato ho già segnato qualche gol”.
augurano Buon Natale di vero cuore, a chi non ha più un lavoro.
Buon Natale a tutti voi, soprattutto a chi lotta, soffre, si indigna, si batte per la legalità e per il giusto.
Auguri a chi vuole città diverse, migliori, sicure e alle associazioni e ai tanti movimenti del territorio che organizzano eventi per tenere vive le tradizioni e portano luce sul passato.
Buon Natale a chi sa ancora sognare, chi vive e chi è libero.
Buon Natale e Buon Anno a tutti voi, cittadini perbene, e in particolare ai nostri affezionati lettori.
Ed ora gli Auguri da Napoli con le poesie del nostro direttore artistico Luciano Somma
Su Bianca è caduta la neve
Bianca sa che il padrone non torna
Ma lo aspetta ugualmente
L’ospedale è a due passi da lei
Come il cibo
Che non vuol mangiare
Perchè la memoria sua è ferma
Alla mano callosa ma buona
Che la carezza la testa
Ed ora che resta?
A che serve il Natale
(perchè sa, lo ha capito
guardando
un albero peno di luci
ch’è festa)
se il suo amico più caro non c’è
eppure lo cerca caparbia
nel viso di ogni passante
ma l’odore di chi amava tanto
è ormai troppo lontano
l’aria attorno si è fatta di gelo
le si appannano gli occhi
su Bianca è caduta la neve.
Speranza
Quest’anno non voglio regali
Rinuncio stavolta agli auguri
I troppi episodi mortali
Mi rendono i giorni insicuri
Qui l’aria è infuocata dal male
È mina che esplode la terra
Dove anche il respiro è fatale
Si vive ogni giorno una guerra.
Non voglio più un mare di sangue
Né rabbia dal cielo in tempesta
La gente che trema e che langue
Ma un senso di vita più onesta.
Dov’è che sei Cristo mio Dio
Nessuna ferita è guarita
È tutto soltanto un oblio
Dov’è quella fede infinita
Che nasce guardando il tramonto
Galoppa l’immenso universo
Portando al Natale ch’è pronto
Un nuovo domani diverso.
HOPE
This year I do not want gifts
I will also forego greetings
Too many fatal incidents
Make my days insecure.
Here evil heats up the air
Like a mine that blows up the ground
Where the breathing is even fatal
Every day is a new war.
I no longer desire a sea of blood
Nor anger from a stormy sky
People who tremble and languish
But the feeling of a honest life.
Where are you Christ my God
No wound has healed
And all is just an oblivion
Where is all the endless faith.
That is birth by watching the sunset
The immense universe gallops
Bringing to the ready Christmas
A different new tomorrow. Traduzione di Speranza a cura di PAMELA ALLEGRETTO FRANZ
Mancava nu mese a Natale
Mancava nu mese a Natale
Filuccio sunnava ‘o presebbio
Assunta penzava ‘a befana
Nannina filava e cantava
attuorno che cujeta ce steve
pareva ‘e sentì già ‘ a nuvena…
Sta ggente mo è sola nu cunto
suspesa tra ‘o cielo e na terra
ch’ha avuto cchiù lutte ‘e na guerra
rusarie ‘e ferite arapute
na scossa l’è stata fatale
mancava unu mese a Natale…
E’ Natale
‘O palpito ‘e mille campane
che sonano p”a mezanotte
‘a gioia che da’ st’ammuina
anticipa nu quarantotto.
Aunite,c”o sciato ‘e ll’affetto,
ce sta’ tutta quanta ‘a famiglia
e’ doce a campa’ stu mumento
ch’astregna sti core,atturciglia.
Miraculo ‘e n’attimo ‘e pace
na sosta pe’ l’anzia ‘e l’affanno
pe’ nuje,ca pasture ‘e presebbio,
avimmo campato nat’anno.
Vurria ca stu tiempo nemico
putesse ferma’ sti minute,
sti ffacce,sti vvocche,sti mmane.
Na voce ch’allucca: Salute!
Chist’uocchie che guardano ‘a cimma
‘e n’albero addo’ l’abbundanza
sta dint”e ggranate d”e lluce
ch’appicciano ‘o ffuoco ‘e st’ausanza.
Chist’uocchie ca cercano ‘o bbene
tra mille culure ‘e biancale
stunate e ‘mbriacate p”o vino
mo so’ lampe ‘e vita,e’ Natale!
Un Natale da Favola
…e poi venne il mattino
(dopo una notte insonne
la memoria stordita
ancora ferma all’ora del tramonto)
nel risveglio col sole
i sensi stanchi
e tu compagna dal russare lieve
la bocca semiaperta
tra le lenzuola umide d’amore
a ricordarmi
la tua pazienza
da raffrontare
ai primi infami segni
dell’età .
Il cardellino
Sul davanzale
Beccava una mezzo chicco di caffè
Risvegliando la voglia
E il desiderio
D’un Natale da favola
Per noi .
Natale D’oro
Nuvole, tanta nuvole, p’‘o cielo,
addo’ na luna avara sta’ durmenno,
cummogliono sta Napule c’‘o velo
‘e na cuperta arricamata argiento.
Pe’ ll’aria ‘o suono doce ‘e na zampogna
pare dicesse «‘O vvi’, stammo a Natale»
cercammo ‘e cancella’ d’‘a mente ‘e guaje
pienze a fa’ bbene, scòrdate d’‘o mmale.
Fore a’ na chiesia ride nu pezzente
ringrazia a chi l’ha dato mille lire
e tene mente a chi nun ce da’ niente
comme pe’ di’ «Stò cca’,che d’è nun vide?»
Chesta città ch’ha sbalurdito ‘o munno
è sempe bella, è tutta nu splennore
comme a chi dorme e fa’ nu bellu suonno
‘e nu Natale arravugliato d’oro.
N’at’Alba
L’eco luntano
ca chiano se perde
d’‘o suono ‘e nuvena,
ce porta na nota
‘ntunata d’‘a musica
doce ‘e Natale.
Pe’ ll’aria,
prufumo ‘e Dicembre,
l’addore d’‘e ppigne.
P’‘e vvie,
frasturnate ‘e rummore,
na smania ‘e sereno.
E ll’uocchie
s’aizeno ‘ncielo
cercanno na lampa cchiù nova
ca desse a stu munno
cuncreta certezza,
ca desse a nu suonno,
vacante ‘e speranza,
chiarore ‘e n’at’alba,
n’at’alba ‘e Natale.
Pecchè Sulo a Natale?
‘O suono ‘e na zampogna
na smania ‘e vulè bbene,
N’albero chino ‘e luce
nu desiderio ‘e pace.
Se stenne ‘a mano pure
a n’antico rivale
se sprecano l’augurie,
è ggià, pecch’è Natale.
Sarrà p’‘o clima ‘e festa
che porta ‘a ricurrenza,
‘o core cagna veste
ritrova na cuscienza.
‘Sta vita, pe’ nu juorno
diventa na livella
e ‘a ggente tutt’attuorno
chisà, pare cchiù bella!
Pure n’ommo ‘nfamone
carezza n’animale
nun fà cchiù ‘o fetendone
le pare naturale.
‘O popolo ‘e stu munno,
arravugliato ‘e male,
diventa bbuono ‘nfunno…
Pecchè sulo a Natale?
24 Dicembre
E’ nu ricamo ‘o suono ‘e na zampogna
ca vene ‘a miez’’a via, fredda e sulagna,
e dint’a chesta casa chiena ‘e luce,
quanti ccose se stanno appriparanno.
Nannina sta facenno ‘e zeppullelle
‘e cavule e ricotta mentre ‘o nonno
smiccéa scapuzzianno ‘ncopp’‘a seggia
‘o nennillo ca ‘o tira p’’o cazone.
Mammema sta taglianno ‘o capitone.
Papa’ sbarianno attuorno a stu presebbio,
smanea pa’ fa’ appiccia’ na lampadina
senza addunarse ca s’e’ fulminata.
E pe’ tramente ‘o viento tuppettea
‘nfaccia ‘e llastre, io sento dint’’o core
nu tremmulio, nu spànteco, na freva,
n’arteteca me frezzechèa ‘int’’e vvene.
E sfrenneséo, guardanno chistu vico,
me pare d’‘o vedè ammantato ‘e janco
isso, ch’è stato sempe puvieriello,
all’uocchie mieie mo pare nu rignante.
‘A campana d’‘a chiesia d’‘a Cuncordia
mo gia’ se fa’ senti’, sunanno a ffesta,
manca nu quarto d’ora a mezanotte,
sorema guarda fore a’ na fenesta…
«‘O pranzo e’ pronto!» – Nanninella allucca
v’arraccumanno stu giarrone ‘e vino
si non po’ doppo cca’ se fa ‘a cummeddia;
pirciò cercammo ‘e nun ce ‘ntusseca’.
Ninno mo dorme ‘mbraccio a mammarella
dint’’a stanza tutto è silenzio attuorno,
io guardo chesta scena,comm’è bella!
Sta pace ‘int’’a famiglia comm’è doce!
Ma ‘o nonno rompe stu silenzio ‘e ggelo
è ‘o cchiu’ abbasato e dice cose sante:
«È nato ‘o figlio ‘e Ddio, Nostro Signore!»
…E ce facimme ‘a croce tutte quante.
L’Uurdema Nuvena
‘E zampugnare
sempe cchiù raramente
se vedono p’‘e vvie
addò ‘a folla pe’ correre
nun tene manco ‘o tiempo
‘e risciatà.
Pe’ ll’aria, ‘nzieme a nu prufumo ‘e pigne,
se spanneno ‘e nnote, letania ‘e Dicembre
‘e na nuvena scurdata…
Quanta suspire vedenno
na sporta ‘e legnasante…
Fore a na chiesia
miez’‘o tanfo d’‘a gente,
esce ‘o coro ‘e n’Ave Mmaria
mentre na mana se stenne…
Natale nun è pe’ tutte quante
na festa, nu mutivo d’alleria,
è quase sempe na malincunia
pe’ chi tene ‘int’‘o core na poesia.
Addò sta cchiù chella canzone antica
ca parlava d’ammore ‘e nu cafone
pe’ na signora, ch’era tutta Napule,
chien’‘e ricchezza, tutta nu splennore.
E mo sti pasturielle,
luntane d’‘a famiglia pe’ nu mese
accummneciano quanno è ‘a Mmaculata
cercanno ‘a carità pe’ na sunata.
Dint’‘e vascie
addò na vota steveno ‘e madonne,
o na figura ‘e Sante, o Giesù Cristo
truneggia grossa ‘na televisione.
Ma che scennite a fà ‘a sti muntagne
d’‘o Mulise, Matese, d’Avellino,
nun v’accurgite c’ogge n’automobbile
nun v’accumpagna comme a nu traino…
Chiagneve ajere nu ciaramellaro,
core ‘e pueta, nu travaso ‘e bbene
mentre sunava, comm’a ffunerale,
‘e nnote triste ‘e ll’urdema nuvena…
Giusto o sbagliato rivelare le identità degli agenti che hanno fermato e ucciso il killer di Berlino Anis Amri? E’ polemica in queste ore per come è stata trattata la privacy e la sicurezza dei due giovani poliziotti che a Sesto San Giovanni hanno prima fermato per un controllo e poi aperto il fuoco contro il terrorista della strage del mercatino di Berlino.
Nelle concitate ore successive all’identificazione di Anis come l’uomo ucciso alle 3 del mattino nella sparatoria, il primo a fare i nomi di L.S. (colui che ha sparato) e C.M. (l’agente ferito) , forse per celebrare l’operato degli agenti, già diventati “eroi” sui social network con decine di pagine a loro dedicate, è stato, durante una conferenza stampa, il neo ministro dell’Interno Marco Minniti poi, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione da palazzo Chigi ha confermato le loro identità.
Dopo qualche ora invece, quando il questore di Milano Antonio De Iesu ha tenuto la sua conferenza per illustrare nel dettaglio l’accaduto, questi ha detto ai giornalisti: ”Non vi diamo i nomi”, con una chiara volontà di volerli proteggere ed ha chiesto ai due agenti di oscurare i loro profili facebook.
Comunque, sui social, subito dopo, è scoppiata la polemica e sono comparsi migliaia di tweet e commenti contro il governo, accusato di aver esposto i due poliziotti e le loro famiglie a possibili ritorsioni da parte dei terroristi. Polemiche amplificate anche dalle prese di posizione di diversi esponenti dell’opposizione e di alcuni sindacati della stessa Polizia: «è stata una follia».
Polemico anche il Coisp, uno dei sindacati di Polizia:
«È stata una follia – scrive il segretario Franco Maccari – rendere noti i nomi dei poliziotti . Si sarebbe dovuta tutelare la loro identità, così come avviene per i militari impegnati all’estero nelle attività di contrasto al terrorismo. È incredibile la superficialità con cui è stata gestita la vicenda da parte dello stesso Governo che ha dimostrato di sottovalutare il rischio di rappresaglie mettendo a rischio le vite dei nostri colleghi ed anche dei loro familiari».
Guarda le foto della gara Juve Stabia vs Catania realizzate dai nostri fotografi che ci raccontano così la vittoria schiacciante della formazione allenata da Mister Fontana su quella allenata da Mister Rigoli allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia.
Serata fredda, tipicamente invernale in terra campana, con il Menti che registra un basso numero di tifosi stabiesi, circa una decina i tifosi giunti da Catania per sostenere i propri beniamini.
La Juve Stabia vuole confermarsi tra le big del campionato. Gli elefanti vogliono continuare il loro momento positivo.
Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it
7’: GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLdella Juve Stabia. Izzillo recupera palla sulla trequarti e scaglia verso la porta di Pisseri un destro imprendibile: 1-0!
29’: GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLdella Juve Stabia. Kanoute porta via l’uomo a Lisi che taglia verso il centro e scarica su Izzillo: il talento in maglia 19 non perdona e fa 2-0, doppietta per lui!
38’: GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLdella Juve Stabia. Rigore trasformato da Ripa che supera Pisseri sulla sua destra e fa 3-0!
58’: GOOOOOOOOOOOOOOOOOLdella Juve Stabia. Scambio Lisi-Ripa, l’esterno a tu per tu con Pisseri fa4-0 sul palo lungo!
I gialloblu restano al terzo posto a meno 2 dalla vetta, agganciando in classifica il Lecce con la differenza che ora a comandare la classifica è una solo squadra: il Matera di Auteri. Appuntamento giovedì prossimo all’Arturo Valerio di Melfi per Melfi – Juve Stabia.
Asta Kessie, il Napoli deve vedersela con le top di Inghilterra
Si incendia il calciomercato: Franck Kessie è nel mirino di molti top club europei, compreso il Napoli. Sul giocatore dell’Atalanta ci sarebbero sia Arsenal che il Tottenham che avrebbero già offerto ai bergamaschi una cifra intorno ai 23 milioni di euro. Anche le due di Manchester vorrebbero con loro il Kessie, pronte a spingersi fino ai 25 milioni di euro per lui.
Callejon-Insigne, gol e sacrificio: il Napoli primo in una speciale classifica
Il Napoli chiude questo primo scorcio di stagione al terzo posto, a meno tre dalla Roma in seconda posizione. E’ nella classifica “palloni recuperati” che gli azzurri possono dirsi primi in graduatoria, con Callejon e Insigne davanti a tutti. Il primo, infatti, in questa speciale classifica è proprio lo spagnolo, con 163 palloni recuperati. Segue il Magnifico a 133. A riportarlo, Opta.
Ex Napoli, Di Fusco: “Male Pepe Reina sul tiro di Bernardeschi”
Ai microfoni di Marte Sport Live, è intervenuto l’ex portiere del Napoli Di Fusco, il quale ha dichiarato: “Il tiro di Bernardeschi era parabile. Nella circostanza ha fatto male Pepe Reina. Il portiere spagnolo quest’anno non sta difendendo degnamente la porta del Napoli. La squadra comunque nel secondo tempo è calata tantissimo.”
Enrico Fedele, ex dirigente, ha parato ai microfoni di TuttoMercatoWeb Radio:
“Ci può stare che arrivi un esterno che possa fare sia la fascia destra che sinistra, perché lo cercavano anche l’anno scorso. Si pensa a Darmian, in uscita dal Manchester United”. Si pensa anche al rinnovo di Mertens: novità? “C’è la questione clausola: lui la vuole e la società non la vorrebbe, anche se è un’abitudine ormai in questi ultimi mesi, una politica che non condivido. Potrebbe uscire anche Tonelli, che dovrebbe essere un obiettivo della Sampdoria. Silvestre infatti è nelle mire del Torino”. Gabbiadini ha segnato l’ultimo gol in maglia azzurra prima di sbarcare in Bundesliga? “Ieri ha dimostrato la sua freddezza, solo lui poteva fare un gol del genere. La porta la vede, la sua mancata valorizzazione è un appunto da fare a Sarri”. Quanto durerà il ciclo di Sarri al Napoli? “Dipende anche da come si classifica quest’anno, io sono molto scontento del campionato del Napoli e non credo che De Laurentiis sia soddisfatto”.
Niccolò Ceccarini, giornalista di Premium Sport ed esperto di calciomercato, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:
“Ieri sera abbiamo avuto modo di assistere a tantissime giocate di qualità. Il gol di Insigne è davvero spettacolare, non da meno la risposta di Bernardeschi. Per quanto riguarda Pavoletti, potrebbe svolgere le visite mediche con il Napoli già la prossima settimana. Dopo queste potrà essere a disposizione di Sarri. Gabbiadini? Al momento la pista più calda risulta essere Wolfsburg, dopo il gol di ieri lascerà un bel ricordo ai tifosi azzurro”.
La Società Sportiva Calcio Napoli informa che, in occasione della gara SSC Napoli vs Real Madrid FC del 7 marzo 2017, valida per gli ottavi di finale della UEFA Champions League, non saranno rilasciati biglietti a titolo gratuito o di omaggio.
La Società ha ritenuto doveroso assumere tale determinazione al fine di non concretizzare disparità di trattamento tenuto conto dell’elevatissimo numero di richieste già ad oggi pervenute e del limitato numero di posti disponibili nei settori abitualmente destinati ad accogliere ospiti invitati dalla Società.
Dopo il pareggio raggiunto in pieno over – time al “Renzo Barbera” di Palermo contro i rosanero di Corini, grazie ad un provvidenziale penalty trasformato da Biraghi, che ha permesso agli abruzzesi di fissare il punteggio finale sullo score di 1 – 1,( si tratta dell’unico penalty realizzato sui quattro concessi in questo campionato dal Pescara ndc), l’entusiasmo sembra essere tornato in casa Pescara, almeno in coloro i quali non hanno mai smesso di essere attaccati al carro societario, appoggiando sempre e comunque le scelte del ragioniere Sebastiani, il quale continua a rafforzare sempre più il suo “asse” con il tecnico Massimo Oddo. Il tecnico abruzzese si sta facendo notare più che per i suoi mediocri risultati ottenuti fino ad ora sul campo, per il suo particolare feeling con il ragioniere Sebastiani. Peccato che questo non produca concreti risultati sul campo.
Purtroppo per il ragioniere, e per i suoi “amici”, infatti, i numeri sono eloquenti: ultimo posto in classifica, e unica squadra a non avere mai vinto sul campo nei dieci campionati migliori del vecchio continente. 6 i punti conquistati sul rettangolo di gioco, anche se la classifica ne assegna 9 al delfino, grazie alla vittoria a tavolino concessa al Pescara contro il Sassuolo per le note vicende legate ad una PEC che risulta non essere mai stata inviata dagli emiliani alla Lega. (Il 9 gennaio del 2017 il CONI si pronuncerà in maniera definitiva sulla vicenda, discutendo il ricorso del Sassuolo, che già in appello si è visto rigettare la propria richiesta di restituzione dei 3 punti ndc).
Tornando al calcio giocato, e concentrandoci sulle ultime 4 gare giocate, che sempre secondo Sebastiani e la stampa locale avrebbero dovuto rappresentare la svolta del campionato del Pescara, e ci riferiamo a quelle disputate contro Cagliari, Crotone, Bologna, e, appunto Palermo, vediamo che gli abruzzesi hanno raccolto la miseria di 2 punti, su 12 a disposizione, raggiungendo solo nei minuti di recupero sia il Cagliari che i rosanero. Il pareggio in terra sicula, che molti celebrano come un succulento pranzo natalizio, a nostro modesto e personalissimo avviso, è, invece, solo un misero brodino, che serve a gettare fumo negli occhi a chi, visti e considerati gli evanescenti risultati dell’ “asse” Sebastiani – Oddo, accumunati non solo dallo stesso spirito aziendalista, ma anche da una sicumera che non passa inosservata, aveva finalmente aperto gli occhi, e capito che l’organico costruito dagli abruzzesi in questa stagione, non era assolutamente adatto alla categoria.
Ora ci sarà la pausa natalizia, e il ragioniere, sempre molto bravo ad accontentare la folla con le parole, un po’ meno con i fatti, ha dichiarato che rinuncerà alle sue vacanza di fine anno per concentrarsi sul mercato, che aprirà i battenti il prossimo 3 gennaio. Ci sarà l’arrivo di elementi validi che colmeranno le immense lacune che questa squadra ha palesato, soprattutto, ma non solo, in attacco, e, finalmente, si potrà apprezzare una squadra competitiva che potrà giocarsi la salvezza che dista attualmente 5 punti, oppure il team della coppia Sebastiani – Oddo continuerà ad arrancare, facendo vivere ai suoi tifosi un’altra stagione degli “orrori”? Chi vivrà vedrà…
Una Juve Stabia perfetta e spettacolare sovrasta il Catania 4-0 al Menti, approfittando dei passi falsi di Lecce e Foggia.
PODIO
Medaglia d’oro: a Nicolas Izzillo, mattatore della festa del Menti. Il centrocampista sardi appare come un calciatore completamente diverso dalla bella promessa poco concreta arrivata dall’Ischia a gennaio. Nicolas è uno dei calciatori maggiormente rigenerati dalla cura Fontana; grazie al lavoro del tecnico calabrese il centrocampista ha acquisito maturità, concretezza e dinamismo. Da impazzire è la naturalezza con cui Izzillo ormai va al tiro non appena arriva nel raggio di 25-30 metri dalla porta avversaria. I tifosi della Juve Stabia, proprio come facevano quelli della Juventus con Pogba, non appena il loro centrocampista arriva sulla trequarti lo incitano alla botta dalla distanza..con ottimi risultati evidentemente.
Medaglia d’argento: a Francesco Lisi, cuore e anima di questa Juve Stabia. Dove lo trovate un calciatore che gioca in ogni ruolo con ottimi risultati, che in campo mette tutto se stesso e che ha anche un senso del gol invidiabile? Il tuttocampista gialloblù regala a Fontana l’ennesima prestazione di valore assoluto: gioca da terzino sinistro ma mette lo zampino in ogni azione pericolosa e sigla il quarto gol. Come se non bastasse, il 23 diventa anche assistman, regalando la palla del 2-0 a Izzillo dopo una sgroppata delle sue. E se le Vespe il loro terzino sinistro supplementare lo avessero già in casa?
Medaglia di bronzo: a Francesco Ripa, tornato Spider. Lo avevamo detto le scorse settimane, gli attaccanti vivono di periodi in cui gira tutto bene ed altri dove la sfortuna ha la meglio. La punta gialloblè mette alle spalle l’errore dal dischetto con il Francavilla trasformando il penalty da lui stesso conquistato con malizia e forza fisica. Ripa conquista una miriade di falli, determina la prima espulsione del Catania e manda in rete Lisi chiudendo un perfetto uno-due. Il Super Eroe gialloblù è tornato.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: al Romeo Menti semivuoto che ha ospitato la gara. Nemmeno lo spostamento della gara dal 26 dicembre, data festiva e magari scomoda, al 22 è servita a portare più tifosi allo stadio. L’indifferenza di gran parte della città non può che rafforzare ed accentuare quanto di straordinario sta facendo la squadra di Fontana.
Medaglia d’argento: a Mario Marotta, meno scintillante del solito. Pochi spunti nella gara del 10 stabiese, che però ha il merito di accendere la serata mandando in porta con un pregevole cross Kanoute dopo 48 secondi dal fischio iniziale. Poco altro nella gara di Marotta, che come tanti suoi compagni avrà bisogno della vicina pausa invernale per recuperare energie.
Medaglia di bronzo: solo perché dobbiamo occupare il terzo gradino del podio, ad Alessandro Mastalli. Il gioiellino scuola Milan non può giocare sempre da fenomeno, ovviamente; ieri Mastalli è stato il meno incisivo tra i tre di centrocampo gialloblù ma poco conta, la sua stagione resta straordinaria.