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Berretti, Scognamiglio è il man of the match di Siracusa-Juve Stabia: sul podio Del Prete e Strianese, la classifica

Berretti, è il man of the match di Siracusa-Juve Stabia: la classifica

Una vittoria importante, una vittoria che può significare tanto su un terreno di gioco difficile. Vince la Juve Stabia, Berretti, contro il Siracusa e lo fa per 1-0 grazie ad un autogol arrivato su calcio d’angolo di Del Prete. Vincenzo Scognamiglio è il man of the match, guadagna 3 punti in classifica. Secondo Simone Del Prete, 2 punti per lui, e terzo Domenico Strianese, che guadagna 1 punto.

 

Classifica di giornata:

1  Scognamiglio 3 punti

2  Del Prete 2 punti

3  Strianese 1 punto

 

La classifica:

1 Mauro 11 punti

2 Vecchione 10 punti

3 Scognamiglio 9 punti

4 Procida 8 punti

5 Chirullo 6 punti

6 Elefante 5 punti

7 Sorrentino F., Servillo, Del Prete 4 punti

8 Matassa, Berci, Strianese 3 punti

9 Bisceglia, Fibiano, Borrelli E. 2 punti

10 Contieri, Manna, Spavone 1 punto

a cura di Ciro Novellino

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Berretti, Siracusa-Juve Stabia 0-1: il tabellino del match e le parole di Panico

Berretti, Siracusa-Juve Stabia 0-1: il tabellino del match e le parole di Panico

Una vittoria importante, una vittoria che può significare tanto su un terreno di gioco difficile. Vince la Juve Stabia, Berretti, contro il Siracusa e lo fa per 1-0 grazie ad un autogol arrivato su calcio d’angolo di Del Prete. Consolida, in attesa degli altri risultati, il primo posto in classifica, con il Catania e le altre costrette a rincorrere. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Domenico Panico: “E’ stata una vittoria molto importante. Nel ritorno tutte lo saranno. Peccato non aver concretizzato tutte le occasioni da gol che abbiamo avuto. Potevamo e dovevamo chiuderla prima e dobbiamo crescere sotto questo aspetto. Un risultato bugiardo. Nel primo tempo hanno fatto bene, hanno creato qualche occasione da gol, ma noi non siamo rimasti a guardare. Nella ripresa li abbiamo chiusi nella loro metà campo. Abbiamo giocato bene, creato e fatto gol: potevamo farne altri 3. Su qualche calcio lungo e punizione esterna potevamo rischiare. Riccio? Non è stato impeganto tanto, ma ha fatto una bella parata nel primo tempo. Un paio di punizioni centrali, ma era pronto. Ha fatto bene, ma anche i tre centrocampisti lo hanno fatto, così come Del Prete, come Matassa con il suo lavoro per la squadra. Era una partita importante in una trasferta lunghissima”.

Così in campo:

SIRACUSA – Incatasciato, Vannucci, Messina (Morales), D’Agostino, Di Filippa, Nitto, Rapisarda, Rizza, Cutrali, Manuli (Aiello), Zabatino (Nania). A disp. Ganci, Caldarella, Zammitti, BAffo, Baiocco, Midolo. All. Aloschi

JUVE STABIA – Riccio, Rubino, Elefante, Vecchione, Bisceglia, Borrelli E., Strianese, Scognamiglio, Matassa (Langella), Sorrentino F. (Del Prete), Procida (Spavone). A disp. Borrelli, Chirullo. All. Panico

GOL – 51′ aut Nitto

AMMONITI – Vannucci (S), Rubino (J)

ESPULSI

a cura di Ciro Novellino

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Castellammare di Stabia, Scuola Postiglione: liberata la casa del custode

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Castellammare di Stabia. Nella mattinata di oggi, sabato 4 febbraio, gli agenti della polizia municipale, coordinati dal comandante Antonio Vecchione, hanno provveduto a sgombrare i locali della casa del custode del plesso scolastico di Postiglione, da anni occupati abusivamente per provvedere alla messa in sicurezza dell’edificio.

“Come preannunciato nel corso dell’incontro avvenuto con i genitori e gli insegnanti della scuola giovedì scorso*, nella mattinata di sabato abbiamo provveduto a liberare la casa del custode” – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Antonio Pannullo e l’assessore con delega all’edilizia scolastica Pino Rubino.

“I locali sono stati definitivamente liberati e già nella giornata di lunedì i tecnici comunali provvederanno ad effettuare un primo sopralluogo per valutare la possibilità, così come richiesto dai genitori, di poter allocare alcune aule all’interno della struttura, ovviamente dopo aver effettuato i lavori di adeguamento e messa in sicurezza dell’edificio. Un altro passo avanti verso la risoluzione definitiva di una problematica che da troppo tempo caratterizza la vita del quartiere” – afferma l’assessore Rubino.

* Scuola Postiglione. Incontro amministrazione cittadini

Castellammare di Stabia. Tutte le aule della scuola primaria in un unico plesso a Postiglione entro settembre 2017 e portare al termine l’ampliamento della struttura entro la fine del 2018: è l’impegno preso dal sindaco Pannullo e dalla sua amministrazione comunale nel corso dell’incontro avvenuto con insegnanti e genitori della scuola del popoloso quartiere di Castellammare di Stabia.

Il fattivo e sereno confronto è avvenuto alla presenza di una nutrita rappresentanza di genitori. Presenti oltre al sindaco Antonio Pannullo, il vicesindaco Andrea Di Martino, l’assessore con delega all’edilizia scolastica Pino Rubino, il consigliere comunale Rosanna Esposito e il dirigente architetto Francesco Cannavale.

“Il confronto e il non fuggire alle responsabilità è da sempre stata la linea di condotta della nostra amministrazione e per questo motivo abbiamo accettato di buon grado di incontrare la rappresentanza del quartiere Postiglione. Abbiamo atteso fino ad ora perché volevamo dare risposte certe e concrete. I lavori di adeguamento del plesso per reperire nuove aule saranno ultimati al massimo per settembre 2017, mentre per quanto concerne i lavori di consolidamento e ampliamento saranno pronti entro la fine del 2018. Tra due mesi torneremo qui per relazionare sullo stato dei lavori” – ha dichiarato il sindaco Pannullo. Inoltre nel corso dell’incontro l’assessore Rubino ha annunciato che “sabato prossimo si provvederà al liberare la casa del custode e valutare la possibilità di poter utilizzare quei locali per allocare altre aule” come quelle delle materne che oggi sono allocate nelle aule del quartiere CMI.

Madiba day 2017, Sabato 4 Febbraio a Brescia con ASD IMPERIUM team boxe (Diana Marcopulopulos)

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La neo nata ASD IMPERIUM team boxe , Sabato 4 Febbraio nella Palestra Popolare di Via Francesco Nullo 10 a Brescia , organizza la prima riunione pugilistica dell’anno 2017. In collaborazione con la Muay  Thai  per ricordare l’uomo sportivo  Nelson Mandela . Il quale è stato un grande protagonista dello sport e con lo sport ha cambiato il modo di fare politica. Amante del pugilato , lo ha praticato durante il periodo di prigionia . Diceva che il Pugilato è uguaglianza , sul ring non esiste né colore ne ricchezza ne età . Ciò che gli piaceva di più del pugilato era l’allenamento costante di tutti i giorni che ti faceva sentire fresco e rinvigorito . Il “Madiba Day” che si terrà tutti gli anni vuole ricordare attraverso lo sport questa importante  figura della politica internazionale.

Nell’occasione avremo  9 incontri di pugilato e altrettanti di Muay Thai . Tra i pugili della IMPERIUM team boxe allenati dai Tecnici Francesco Cecoro e Giovanni Pitrolo , ci sarà il mediomassimo imbattuto di Gussago Lorenzo Zacco che incontrerà il 24enne Tarantino Gabirele, che ha da poco ultimato gli studi universitari,della ASD Boxe Gorla Varese.

Tra i 73 kg Alberto Barone ,il generosissimo pugile bresciano  (IMPERIUM team boxe) che sul ring non si risparmia, affronterà Barrano di Crema .

Anche la ASD di Lumezzane collaborerà in questa manifestazione con il Massimo leggero RICHIEDEI residente in Valtrompia ed allenato dal maestro Sipontino La Torre ex Pugile professionista .

Ci sarà il Team Ruzze con il tecnico Gianni Rauseo con tre pugili bresciani : nei pesi kg 64 Inglima incontrerà Capogrosso Kevin di Milano , il combattivo Cerri Arlid Kg 75 si confronterà con il Cremasco Fugazza , Valenti sempre team Ruzze kg 77 verso XAHNI Marcus (Boxe Camacho)

Negli elite Carlin (Boxe Pugni e Pupe) allenato dall’ex campione d’Europa Belcastro contro MOLTENI (Boxe Suat)

Lo spettacolo inizierà alle ore 14,30 con i combattimenti di Muay Thai e proseguirà alle 17,00 con incontri di pugilato. Ci sarà un ristoro per drink e food , birra e panini.

Diana Marcopulopulos

LA NEBBIOSA di Pasolini al Teatro Franco Parenti di Milano dall’8 al 19 febbraio

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Teatro Franco Parenti
dall’8 al 19 febbraio 2017
LA NEBBIOSA
di Pier Paolo Pasolini

adattamento Paolo Trotti e Stefano Annoni
con Diego Paul Galtieri e Stefano Annoni
scene e costumi Giada Gentile
regia Paolo Trotti
produzione Simona Migliori per Linguaggicreativi
prima nazionale
special guest ogni sera:

Dave Bolo, Miss Freaky Candy, Gianna Coletti, Daniele Gaggianesi, Walter Leonardi, Davide Marranchelli, Miss Sophie Champagne e le allieve della Champagne Academy of Burlesque Education

La Nebbiosa di Pasolini va per la prima volta in scena, dall’8 al 19 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano. Un noir disperato e violento ambientato nella Milano degli anni ‘50. Un Pasolini inedito e inaspettato ci racconta di locali notturni, grattacieli, trani, motociclette, blue jeans, orge, botte e rivoltelle.

Nel 1959, poco dopo l’uscita di Una vita violenta, Pier Paolo Pasolini esplora Milano con la stessa furia e la stessa passione con cui nei primi anni cinquanta aveva esplorato Roma.

Decide di scrivere un film sui Teddy Boy che, come i ragazzi di vita, cercano di sopravvivere, galleggiando tra le rovine di una città in costruzione. Il film non si farà mai per problemi produttivi, ma resta la sceneggiatura de La Nebbiosa, che a teatro prende finalmente vita, con incalzante ritmo rock & roll.

Protagonisti due attori, Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri, una batteria e un telo bianco.

I personaggi prendono la parola, uno dopo l’altro, e vivono la loro storia mentre la batteria scandisce il tempo. Così sul palco appaiono il Rospo, il Teppa, il Contessa, il Toni detto Elvis, Mosè, Gimkana e le loro vittime.

Sullo sfondo Milano, dominata dal Pirellone e dalla torre Galfa, la stessa Milano che abbiamo imparato a conoscere con Testori, Gaber, Jannacci, Celentano e Rocco e i suoi fratelli. La Milano che si arricchisce durante il boom ma che a volte sembra perdere di vista il valore dei sentimenti.

Una città. Milano.

Strade e paesi galleggiano nella nebbia.

Moltitudini di goccioline inspessiscono l’aria.

Moltitudini di personaggi la abitano e nella nebbia sguazzano. Come i Ragazzi di vita, i Teddy Boy di Pasolini, cercano di sopravvivere. Galleggiando. Non sono ancora la mala, ma i suoi figli più piccoli, bande di ragazzi che vedono nei jeans e nei giubbotti di pelle un atto di rivolta.

Pasolini, non giudica, si limita a guardare, a cucire una storia addosso ai giovani protagonisti. I Teddy Boy rubano, picchiano, amano, inseguono una “bella vita” che non arriverà mai, frequentano i night club. E proprio dal night parte lo spettacolo. PAOLO TROTTI

I grattacieli crescono ancora, crescono di più e non si chiamano Pirelli e Galfa, ma Bosco Verticale e Unicredit. Milano è cambiata, ma quanto in fondo? È cambiata la lingua, la musica, non ci sono più i Teddy Boy o forse le bande hanno solo cambiato nome e modo di vestire. Il punto fondamentale è capire se la speranza di allora, che sembra essersi persa, era reale o solo disperata illusione. Oggi che la Nebbia in città fatica a entrare, galleggiamo ancora? STEFANO ANNONI

BIOGRAFIE

Stefano Annoni, classe 1983, diplomato alla Paolo Grassi di Milano. Da poco ha terminato i lunghi e fortunati tour de La Scena di Cristina Comencini al fianco di Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti e di Bisbetica con la regia di Cristina Pezzoli. Ha lavorato e studiato con registi del calibro di Patrice Chereau, Gabriele Salvatores e Massimo Castri. Oltre ai ruoli da scritturato porta avanti con passione i propri progetti con le compagnie ArteVOX e Linguaggicreativi. Ricordiamo almeno il monologo AUT- un viaggio con Peppino Impastato, regia di Paolo Trotti e lo spettacolo Volo nove-ZERO- tre, che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano con la regia di Massimiliano Speziani.

Paolo Trotti, regista e autore, si forma alla Civica Paolo Grassi. Due volte segnalato dalla giuria del Premio Riccione, nel 2013 riceve la menzione speciale della giuria del Premio Internazionale “Teatro Nudo” Teresa Pomodoro per lo spettacolo Chi non lavora non, con lo stesso spettacolo vince il Premio della critica Ermo Colle nel 2016. I suoi spettacoli sono stati al Piccolo Teatro di Milano, Al Teatro Litta, al Teatro della Cooperativa, al Verdi, al Bellini di Napoli, al Dehon di Bologna ai festival di Santarcangelo e delle Colline Torinesi. Dal 2009 è direttore artistico del Teatro Linguaggicreativi di Milano, dove porta avanti un lavoro di promozione e diffusione della drammaturgia europea contemporanea.

Diego Paul Galtieri, classe 1984. Nasce in Francia, ma il suo sangue è metà italiano e metà spagnolo.

Musicista, suona ogni genere di strumento dalla batteria al flauto traverso, cantante eclettico, interpreta il pop ma anche l’operetta, insegna canto ai bambini. Entrando fin da subito nella compagnia Linguaggicreativi, lavorando in diverse produzioni dirette da Paolo Trotti e Amedeo Romeo (Shakespeare in love pop, Due uomini, Per mangiarti meglio). Amante dell’opera, ha ricoperto diversi ruoli da baritono in molti teatri italiani.

PER INFO E BIGLIETTERIA

TEATRO FRANCO PARENTI

via Pier Lombardo 14, Milano

martedì h 21.00 / mercoledì-venerdì h 19.15 / giovedì h 20.30 / sabato h 21.00 / domenica h 16.15

intero: 15 euro / over65 e under26: 12 euro

info e prenotazioni: tel 02 59995206 – biglietteria@teatrofrancoparenti.it

www.teatrofrancoparenti.it

Analizzando l’avversario – Bologna, un campo difficile

Analizzando l’avversario – Bologna, un campo difficile

Dopo il deludente pareggio con il Palermo il Napoli si trova di fronte alla sfida con il Bologna. Gli emiliani si trovano attualmente in dodicesima posizione, a più quattordici punti dalla zona retrocessione. Gli ultimi tre risultati dei rossoblu dimostrano un periodo positivo, due vittorie e un pareggio. Gli uomini da tener d’occhio sono senza dubbio la punta Mattia Destro e l’ex Dzemaili, entrambi a quota 5 gol in campionato.

Donadoni schiererà il seguente 4-3-3: Mirante; Torosidis, Gastaldello, Maietta, Masina; Dzemaili, Pulgar, Nagy: Di Francesco, Destro, Krejci.

L’anno scorso il match a Bologna vide uscire il Napoli sconfitto con un sorprendente 3-2.

a cura di Andrea Bosco

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CONSOLI, GIORGIA E ORA PATTI SMITH: LE DONNE DI CANTAUTORI DOC

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Ventisettesima edizione di CANTAUTORI DOC. Due concerti già annunciati. Due cantautrici italiane. Due donne appunto. Era necessario arricchire la programmazione con un artista che desse completezza alla rassegna. Il tassello mancante di un progetto che da sempre persegue la valorizzazione dell’essere cantautore, nell’accezione originaria del termine, senza rivisitazioni o sconti. Ecco allora che dopo Carmen Consoli (27 febbraio, Teatro Filarmonico) e Giorgia (20 aprile, AGSM Forum), si vola oltre i confini italiani per attingere all’internazionalità di Patti Smith, al Teatro Filarmonico l’8 maggio.

A distanza di tre anni dal tour acustico “The Smith’s’ Family”, la “sacerdotessa” del rock torna in tour a presentare il suo nuovo spettacolo “Patti Smith – Grateful”, dove sarà accompagnata dai figli, dal bassista, chitarrista e direttore musicale Tony Shanahan.

Cantante, cantautrice e poetessa, Patti Smith, nella sua carriera di oltre quaranta anni, ha voluto ed è riuscita ad analizzare il mondo in tutte le sue forme d’arte, attraverso la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura, lasciando un segno indelebile in ogni sua espressione.

Amata, discussa, idealista, Patti Smith è tra gli artisti più influenti di sempre, citata spesso come fonte di ispirazione e punto di riferimento da artisti del calibro di Michael Stipe (R.E.M.), Morrissey, Johnny Marr (The Smiths), Madonna, U2 e tanti altri.

Patti Smith ha saputo trasformare quella bambina timida che racconta di essere stata, in una donna dalla forte personalità, sfociata in un’artista senza tempo, già destinata a segnare le generazioni future con brani che hanno già influenzato quelle contemporanee: “People Have The Power”, “Gloria” (cover del brano dei Them di Van Morrison), “Dancing Barefoot” e “Because The Night” (scritta insieme a Bruc Brani come “People Have The Power”) sono e saranno il racconto di una leggenda che non smetterà mai di scrivere il  rock internazionale.

Biglietti in vendita da oggi sui circuiti Ticketone, Geticket presso le filiali Unicredit.

INFO BIGLIETTI:

  • prima platea: € 52,00 + d.p.
  • seconda platea: € 45,00 + d.p.
  • balconata: € 40,00 + d.p.
  • prima galleria: € 30,00 + d.p.
  • seconda galleria: € 25,00 + d.p

Eccellenza- Barano,mister Monti:” Le partite si giocano per ottenere sempre il massimo”

Il 2017 non è incominciato nel migliore dei modi,per il Barano. Sono arrivate tre sconfitte consecutive con Procida,Mondragone e Casalnuovo. Nel pomeriggio di oggi la squadra bianconera affronterà al “Don Luigi Di Iorio” l’Afragolese ex capolista allenata da mister Suppa. Gli aquilotti di certo non godono di un ottimo momento,forse il peggiore da inizio stagione. “Già ci è successo prima della partita con il Real Forio,un momento del genere-commenta Billone Monti- il momento peggiore dipende se riguarda i punti,ed infatti sono tre partite consecutive che non facciamo punti. Nelle ultime due partite potevamo tranquillamente prendere un punto e portare a casa un risultato positivo. Purtroppo abbiamo commesso qualche ingenuità,che non ci ha permesso di portare a casa questi due punti a casa. Le prestazioni di certo non sono state negative,anzi anche il primo tempo con il Procida abbiamo fatto molto bene. Il momento non è buono perché non facciamo punti,però la squadra non ha subito nessun crollo”. Un Barano che aveva subito fin’ora troppi gol,soprattutto nel derby perso con il Procida. Nelle ultime due trasferte c’è stato qualche miglioramento. “Forse su questo siamo migliorati non abbiamo concesso tanto all’avversario. Il nostro portiere domenica non ha fatto nessuna parata”.  Al “Don Luigi Di Iorio “ arriva l’Afragolese,una delle tante corazzate di questo campionato,che forse arriva nel momento peggiore in cui si trova la squadra. Il calendario di certo non vi aiuta,però l’avversario di turno ha dimostrato che fuori casa stenta a portare a casa punti con prestazioni un po’ sottotono. “L’Afragolese ha 43 punti, una squadra che in tutte le partite ha segnato 1-2 gol,con giocatori di grandi qualità. Una squadra costruita per vincere. Ripeto noi giochiamo con l’Afragolese,così come tante altre squadre di questo calibro,però dovremmo cercare di fare punti e fare una prestazione degna delle nostre forze di cui disponiamo,senza il rammarico di aver perso o altro. Anche fare un errore e prendere un gol fa parte del gioco del calcio,ci può stare che loro sono più bravi di noi. Spero che i ragazzi si giochino la partita con grinta,agonismo ed una mentalità positiva. Vorrei un Barano come quello visto nel primo tempo col Procida. Se firmerei per un pareggio? Non posso dirlo,non si preparano le partite per pareggiarle,ma in base alle caratteristiche dei propri giocatori e degli avversari. Si scende in campo e si gioca cercando di ottenere il massimo “.

A cura di Simone Vicidomini

Auriemma: “Media gol subiti e assenza di Koulibaly: troppo importante per il Napoli”

Auriemma: “Media gol subiti e assenza di Koulibaly: troppo importante per il Napoli”

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “Tornerà titolare Koulibaly dopo due mesi fuori per infortunio e Coppa d’Africa, un rientro se possibile più importante di quello di Milik, se si considera che il Napoli ha subito almeno un gol nelle 6 gare di campionato giocate senza il senegalese. La media gol-subiti dalla squadra azzurra parla chiaro: 1,7 a partita, un’instabilità difensiva che continua ad essere l’unico vero neo di un reparto ancora alle prese con la difficoltà di mantenere la linea e seguire la palla, anziché l’uomo. Il vantaggio del Palermo al 6’ della gara giocata domenica scorsa, è stato l’esempio di come gli avversari abbiano studiato gli azzurri proprio nel loro punto debole”.

Cassano su Insigne: “E’ l’unico che con le mie stesse qualità e personalità”

Le sue parole

Antonio Cassano in una lunga intervista rilasciara al Corriere dello Sport vede in Lorenzo Insigne un suo erede: “Abbiamo dei ruoli diversi, però l’unico che oggi mi assomiglia, come inventiva, come qualità, come personalità è Insigne del Napoli. Ha genio, è terrone come me. Rivedo in lui tante cose di me”.

“Nessuna distrazione”, arriva l’ordine di De Laurentiis: non si pensa al Real Madrid

“Nessuna distrazione”, arriva l’ordine di De Laurentiis: non si pensa al Real Madrid
‘Sbagliare è umano, ma perseverare sarebbe diabolico’, scrive La Repubblica. L’anticipo di stasera a Bologna offre al Napoli un’altra opportunità per mettere pressione alla Roma, sei giorni dopo quella gettata al vento al San Paolo contro il Palermo: “I giocatori hanno avuto quasi una settimana per pensare agli errori commessi con il Palermo, concentrandosi esclusivamente sulla delicata gara di stasera contro il Bologna. «Nessuna distrazione», aveva ordinato a caldo Aurelio De Laurentiis, scegliendo senza indugio la strada del black out mediatico. Mancano appena 11 giorni alla super sfida con il Real Madrid e il presidente sa benissimo che l’effetto Champions League ha già cominciato a farsi sentire”.

Condò: “Sarri ricorda Sacchi, ma ha qualcosa anche di Guardiola e Mourinho”

Le sue parole

Maurizio Sarri ha rilasciato un’intervista, andata in onda su Sky al giornalista Paolo Condo’ ed è proprio lui, come riporta a Il Mattino a parlare delle sue impressioni sul tecnico azzurro: “Mi ha lasciato la sensazione di un personaggio diverso dal main stream del calcio. Ha una storia molto lunga nel calcio dilettantistico e non un passato da calciatore di spessore, cosa che fa emergere figura umana prima ancora che quella professionale dell’allenatore. Chi mi ricorda? Sacchi per il fuoco dentro e la passione che lo muove prima ancora dei soldi. Ma anche per il suo essere arrivato “vergine” dal punto di vista mentale al calcio giocato. Di Guardiola ha la stessa meticolosita’ nel lavoro: ore e ore trascorse a studiare video di azioni di gioco. Mentre, come Mourinho ha uno strano modo di di comunicare: dice tutto quello che gli passa per la testa. Mi sono chiesto quanto sia una strategia e quanto una non scelta perche’ non e’ mai banale”.

Il Napoli di Sarri è bello da vedere, ma sarebbe deludente non festeggiare nulla

Il Napoli di Sarri è bello da vedere, ma sarebbe deludente non festeggiare nulla

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro del campionato degli azzurri: “Il ritorno dell’Inter ha ristabilito un po’ le gerarchie di questo campionato. I nerazzurri sono a -3 punti dal Napoli e Sarri ha la necessità di vincere: intanto per superare la Roma, in attesa dell’impegno dei giallorossi di martedì contro la Fiorentina, poi per non compromettere la zona Champions. Anche perché l’avvicinarsi della sfida del Bernabeu comunque creerà apprensione e tensione nell’ambiente e, perché no, anche distrazione: un ottavo di Champions non ha prezzo, ma il podio in campionato è il primo obiettivo stagionale. E Sarri non può permettersi di restare fuori dall’Europa che conta. Il suo Napoli è bello da vedere, ma il bello sarebbe deludente se il 31 maggio ci fosse nulla da festeggiare”.

La reazione di Milik alla prima convocazione post-infortunio

La reazione di Milik alla prima convocazione post-infortunio

Dopo il brutto infortunio Arek Milik oggi ritorna a riassaporarre il campo, almeno in panchina, contro il Bologna. La Gazzetta dello Sport scrive sul rientro del polacco: “La notizia era nell’aria ma è stata accolta con grande soddisfazione dall’ex centravanti dell’Ajax che ha potuto così riassaporare il gusto di viaggiare con i compagni e stare in ritiro. Adesso gli resta da compiere soltanto l’ultimo passo, vale a dire tornare in campo. Difficile che accada già stasera al Dall’Ara. L’inserimento del polacco – sette gol tra campionato e Champions prima dell’infortunio – sarà graduale. Lo si potrà vedere per uno spezzone venerdì contro il Genoa o più facilmente domenica 19 a Verona quando il Napoli sfiderà il Chievo. Difficile che gli venga data fiducia, anche a gara in corso, a Madrid perché in Champions il ritmo è vertiginoso e quindi Milik potrebbe essere preservato”

MARINA MILITARE: MANCANO POCHI GIORNI ALLA CHIUSURA DEL BANDO DI CONCORSO PER I FUTURI UFFICIALI DELLA MARINA MILITARE

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QUEST’ANNO L’INGRESSO IN ACCADEMIA NAVALE E’ PIU’ ACCESSIBILE, SCOPRI COME

Con la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale (nr.2 del 10.01.2017 – 4a Serie Speciale), è iniziata la ‘campagna’ arruolamenti dei futuri ufficiali della Marina Militare, che avrà termine il  9 febbraio prossimo. Per l’anno 2017 sono 115 i posti a concorso per l’accesso alla 1^ classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, l’Università del Mare che, con sette corsi di laurea specialistica e svariati indirizzi professionali, offre un’opportunità formativa unica per ragazzi e ragazze che vogliono investire da subito sul proprio futuro per diventare professionisti del mare.

In quello che è considerato da diversi esperti il “secolo blu” il futuro è il mare. L’ambiente marittimo è quindi la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il pianeta. Nel mare occorre investire per essere competitivi negli scenari economici, commerciali e militari degli anni a venire.

Il mare rappresenta la vita, è protagonista della nostra storia e in questa ha scritto e continua a segnare il futuro con grande vigore ed intensità. L’Accademia Navale, cosi come tutta la Marina, è “palestra di vita” con codici comportamentali basati su valori imprescindibili, sullo spirito di squadra, sul rispetto dell’ambiente e sull’assistenza al prossimo e alla collettività.

Pilota di aeromobili, incursore, palombaro, fuciliere di Marina, sommergibilista, idrografo, ingegnere, tecnico specialista, medico, qualunque sia la specialità scelta, la formazione degli Ufficiali di Marina è incentrata sul patrimonio storico, culturale, morale e professionale che caratterizza il mestiere del marinaio e contraddistinta dall’innovazione continua degli strumenti e dei contenuti didattici, sviluppati in simbiosi con il mondo universitario, per consentire ai giovani di maturare la piena consapevolezza di costruire il futuro della Marina e del Paese.

Diventa un #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare.

​È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – n. 2 del 10 gennaio 2017 il bando di concorso per il reclutamento di 115 allievi 1^ classe dell’Accademia Navale per l’anno 2017.

I posti a concorso saranno così ripartiti:

     – 108 posti per i Corpi vari, così ripartiti:

  • 65 per il Corpo di Stato Maggiore;
  • 22 per il Corpo del Genio della Marina (*);
  •   6 per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo;
  • 15 per il Corpo delle Capitanerie di Porto.

(*) I 22 posti per il Corpo del Genio della Marina saranno ripartiti fra le seguenti tre specialità: 9 per la specialità del Genio Navale; 7 per la specialità delle Armi Navali e 6  per la specialità Infrastrutture.

     – 7 posti per il Corpo Sanitario Militare Marittimo.

Ciascun concorrente può chiedere di partecipare a uno solo dei precitati concorsi.

Approfondimenti: Gli Ufficiali conseguono lauree diverse a seconda del corpo di appartenenza: in Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore, in Ingegneria Navale, Ingegneria civile ed ambientale, Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina, in Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo, in Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo ed in Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Per saperne di più: 

A Torino, Cremona e Brescia le mostre per i 70 anni di Magnum

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Proprio 70 anni fa – si era nel 1947 – sulla terrazza del Museo d’Arte Moderna di New York, nacque l’agenzia fotografia Magnum. Si andava così concretizzando il progetto messo a punto da Robert Capa durante la guerra civile spagnola e discusso con altri fotografi come Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert. L’esigenza era quella di salvaguardare il lavoro del fotografo, rispettandone dignità professionale, sia dal punto di vista etico che da quello economico.
Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano così proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri servizi e mantenevano i diritti sui negativi, garantendo così una corretta diffusione delle loro immagini.
Alcuni dei protagonisti individuarono specifiche aree geopolitiche e culturali di interesse: Cartier-Bresson sceglierà l’Asia (una scelta che lo porterà a compiere diversi viaggi in Cina, India, Birmania e Indonesia), Seymour si concentrerà sull’Europa, Rodger sull’Africa, mentre Capa, dall’America, sarà pronto a partire per ogni dove. L’impegno in prima linea ha portato alla tragica scomparsa di due dei soci fondatori, Robert Capa e David Seymour, oltre che di un altro dei soci della prima ora, lo svizzero Werner Bischof, tutti vittime dei teatri di guerra degli anni Cinquanta.
Da quel giorno del 1947, le immagini di Magnum hanno connotato e cambiato la percezione della cronaca e della storia del mondo, narrando i grandi e i piccoli eventi dell’umanità per un settantennio. E ancora oggi Magnum, con sedi a New York, Parigi, Londra e Tokyo resta, nonostante le innovazioni del mondo dell’informazione, la fonte più autorevole di immagini del mondo.

Numerose le iniziative nel mondo in occasione del settantesimo anniversario di Magnum Photos, e anche in Italia, ben tre città – Torino, Cremona e Brescia – renderanno omaggio alla più storica e autorevole agenzia fotografica internazionale.

A Torino, Camera – Centro Italiano per la Fotografia, festeggia la ricorrenza con la mostra L’Italia di Magnum. Da Cartier-Bresson a Pellegrin (2 marzo – 21 maggio 2017), a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Arianna Visani. Venti sono gli autori (tra cui Robert Capa, David Seymour, Elliott Erwitt, Herbert List, Ferdinando Scianna, Martin Parr) chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie iconiche e di altre meno note.

Al Museo del Violino di Cremona, a cura di Marco Minuz, i 70 anni di Magnum danno vita a “Life – Magnum. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia” (4 Marzo – 10 Giugno 2017). In mostra fotografie di Eve Arnold, Werner Bischof, Bruno Barbey, Cornell Capa, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Ernst Haas, Philippe Halsman, Inge Morath, Dennis Stock. La mostra, per la prima volta, analizza il racconto fra celebri reportage realizzati dai membri di Magnum Photos e il settimanale illustrato americano dove essi vennero pubblicati .

Terzo appuntamento a Brescia. Dove, dal 7 marzo, prenderà vita la prima edizione di “Brescia Photo Festival 2017” dove Magnum sarà raccontata da ben tre mostre: “Magnum First”, al Santa Giulia e sino al 3 settembre, ripropone, per la prima in Italia, le 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing. Sempre a Santa Giulia ci sarà anche “Magnum – La première fois” con i servizi che hanno reso celebri 20 grandissimi fotografi Magnum, tramite proiezioni e stampe originali. Inoltre, nella sede della Camera di Commercio di Brescia, sarà possibile ammirare per la prima volte le proiezioni di Brescia Photos, tre reportage su Brescia ed il suo territorio realizzati nel 2003 da tre celeberrimi reporter Magnum: Harry Gruyaert, Alex Majoli e Chris Steele-Perkins.

Soccorso a 10 gommoni, 2 barchini in legno ed 1 barcone: salvati 1300 migranti (VIDEO)

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Sono oltre 1300 i migranti tratti in salvo finora, nella giornata di ieri, nel Mediterraneo Centrale, in 13 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I migranti salvati si trovavano a bordo di 10 gommoni, 2 barchini in legno ed 1 barcone, e sono stati soccorsi dalle motovedette CP306, CP319 e CP324 della Guardia Costiera, dalla Nave Cassiopea della Marina Militare italiana, dalla nave britannica ECHO inserita nel dispositivo EunavforMed, dalla nave Aquarius della ONG “Sos Mediterranee”, dalla nave Golfo Azzurro appartenente all’ONG “Proactiva Open Arms”, nonchè unità mercantili presenti nello scenario operativo.

VIDEO in allestimento

DA NOSTRO ARCHIVIO: Alcuni Soccorsi precedenti

ISOLE – CRONACA

Torre Cavallo (RC): Incidente alla nave mercantile ”GUSTAV MAERSK” – VIDEO

Il data 10 gennaio 2017 alle ore 02.44 la nave mercantile “GUSTAV MAERSK” in navigazione da Rijeka e diretta a Gioia Tauro, durante le manovre per lo sbarco…

Operazione soccorso CP 289
ISOLE – CRONACA

CP 289, soccorso a gommone con 48 persone a largo di Chios VIDEO

Le immagini relative ad alcuni momenti dell’operazione di soccorso effettuata nella notte appena trascorsa dalla motovedetta CP 289 della Guardia Costiera, a…

Siracusa vs Juve Stabia, la presentazione del match

Oggi alle ore 14.30 allo stadio Nicola De Simone di Siracusa andrà in scena il match tra il Siracusa e la Juve Stabia, con una buona presenza di pubblico dovuta al solido gemellaggio tra le due tifoserie. I siciliani si sono ripresi dopo un inizio di stagione balbettante e ora sono a ridosso della zona play off. Sottil ha trovato la quadra e il Siracusa può rientrare nei play off senza problemi. I ragazzi allenati da Sottil sono reduci dal pareggio per 1-1 di Monopoli e stanno dimostrando di essere un’ottima squadra anche grazie alle presenze in rosa di alcuni giocatori importanti come l’ex Santurro, Scianname, Dentice, Valente, Azzi e Scardina, solo per citarne alcuni. Sottil dovrà fare a meno dello squalificato Spinelli. Le vespe, invece, hanno perso terreno a causa di una sciagurata rivoluzione nel mercato invernale e nelle ultime due hanno conquistato un solo punto tra Monopoli e Messina. Fontana dovrà fare a meno di Liviero, Kanoute e Atanasov infortunati e di Cancellotti squalificato. Subito a disposizione gli ultimi arrivi Allievi e Giron. Nel match d’andata al Menti, ci fu la vittoria per 2-0 delle vespe.

Ecco la probabile formazione del SIRACUSA  (4-3-1-2): Santurro, Brumat, Turati, Pirrello, Scianname, Toscano, Russo, Valente, De Respinis, Azzi, Scardina.

ed i convocati per la JUVE STABIA (4-3-3):

Portieri: Bacci, Russo e Tabaglio.
Difensori: Allievi, Camigliano, Giron, Morero e Santacroce.
Centrocampisti: Capodaglio, Esposito, Izzillo, Mastalli, Matute e Salvi.
Attaccanti: Cutolo, Lisi, Manari, Marotta, Paponi, Ripa, e Rosafio.
Squalificato: Cancellotti.
Indisponibili: Atanasov, Kanoute’, Liviero e Montalto.

Questi i numeri di maglia scelti dai nuovi arrivati in casa gialloblè: 11 Manari, 14 Giron, 20 Allievi e 32 Tabaglio.

Cavani: “Il Napoli è stato fondamentale per la mia carriera. Hamsik? E’ un top player”

Cavani: “Il Napoli è stato fondamentale per la mia carriera. Hamsik? E’ un top player”

Ai microfoni del sito ufficiale della Uefa, è intervenuto anche l’ex bomber azzurro Cavani, il quale ha rilasciato qualche battuta anche in merito alla sua vecchia esperienza qui a Napoli: C’è stata una combinazione di fattori che mi hanno aiutato ad esplodere come calciatore. La fiducia credo sia fondamentale, non solo per quanto riguarda il calcio, ma nella vita in generale. Quando hai fiducia nella gente che ti circonda, hai più forza per lavorare bene. A Napoli giocavo per un allenatore (Walter Mazzarri) che mi aveva voluto e che credeva ciecamente nelle mie capacità. Sapeva che dovevo migliorare sotto certi aspetti ma mi diceva anche che mi ammirava e che credeva in me. Il Napoli mi ha acquistato dal Palermo e mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere a livello mondiale. I tre anni passati a Napoli sono stati fondamentali per la mia carriera. E’ stata una grande esperienza per me, un grosso passo avanti nella mia carriera rispetto a Palermo”. 

SU MAREK HAMSIK “Credo che Marek debba essere davvero felice per quello che sta facendo. E’ un top player. E’ una vera icona del Napoli. Marek è al Napoli da tanto tempo e ha già espresso più volte il desiderio di restare a tempo indefinito. Deve essere davvero felice ed orgoglioso di essere tra i migliori marcatori nella storia del club. Se lo merita perché è una persona meravigliosa, e un professionista modello. Lo ammiravo molto quando era a Napoli per come si allenava e per l’influenza positiva che aveva su club e compagni. E’ un ragazzo fantastico. Si merita tutti questi successi e spero che il calcio continui a premiarlo per tutto quello che ci mette.” 

Sarri a 360 gradi: “Io al Napoli? Era destino. Higuain? Scelta discutibile, ma è come un figlio”

Sarri a 360 gradi: “Io al Napoli? Era destino. Higuain? Scelta discutibile, ma è come un figlio”

Ai microfoni di Sky, intervistato da Paolo Condò, ha parlato il tecnico del Napoli Maurizio Sarri, in una lunga ed interessante chiacchierata: “Lasciare un lavoro sicuro? Sentivo meno la responsabilità di dirlo a mia moglie che a mio padre. Per fortuna ho una famiglia che è stata completamente d’accordo con me, da subito. Mia moglie mi ha detto che se ritenevo questo un modo per avere serenità, allora dovevo farlo e mio padre mi disse le stesse parole. Sono arrivato in un momento in cui mi sentivo allenatore e volevo pensare al calcio dalla mattina alla sera, era una scelta inevitabile. Lavoro alla banca? A volte giravo l’Europa per qualche settimana o un mese, il mio lavoro era divertente. Ero in una sala cambi, non con le persone o i turisti, era un lavoro con operazioni di somme rilevanti, per le grandi aziende a scopo di lucro con prezzi che cambiavano continuamente. Per anni mi sono divertito. Lavoravo alla Banca Toscana che fa parte del Monte Paschi Siena, che era una grande realtà, importante per tutta la Toscana. Se penso a tutti i ragazzi che lavoravano con me… non so se la storia sia finita benissimo. Primo risveglio da allenatore professionista? Lo facevo a tempo pieno, ma quell’anno ero ancora in serie D. Vincemmo la Coppa Italia di D, arrivammo secondi e vincemmo i play-off andando in C2. E’ stata una scalata, due anni fa eravamo in Eccellenza. Portare un paesino di 7mila persone in C2 era gratificante, poi sono diventato professionista e facemmo un altro secondo posto e siamo andati in C1. In quel momento iniziai a pensare ‘è facile, posso farlo veramente’. Già la serie D di 15 anni fa era al limite del professionismo, molti facevano solo quello. Io lavoravo quasi allo stesso modo di adesso. La richiesta di applicazione c’era anche in quel momento. Ho avuto gruppi straordinari, professionali anche senza essere professionisti. Ho avuto invece anche giocatori professionisti poco professionali. Ho bisogno di avere vicino a me persone che stimo, che voglio bene. Il lavoro devo farlo anche per loro, mi sento più responsabilizzato per loro che per me. Se mi affeziono ad una persona in modo forte, mi sento obbligato a fare bene per lui. Quando questo mi succede, come ad Empoli, mi fa rendere di più. Mi piace il senso di responsabilità, mi sento obbligato con chi mi vuole bene. “

SULL’IDOLO SACCHI- “Arrigo è uno che ha vinto tutto, si possono paragonare solo gli esordi nei dilettanti. Il paragone mi onora, io se faccio questo lavoro è perché mi sono innamorato del suo gioco e dei suoi metodi e glielo dico sempre. La passione nasce da lui, quindi essere paragonato a lui è una soddisfazione. Poi spero di riuscire a vincere qualcosa. Registravo il suo Milan, lo guardavo in VHS, poi rivedevo i movimenti difensivi. Mi piaceva il senso di ordine che aveva la sua squadra, rispetto alle altre. L’ordine nel difendere, l’organizzazione offensiva, era sconvolgente e nei libri ormai si parla di un calcio prima e dopo Sacchi. Sono tre momenti importanti, io ho studiato però il Milan di Sacchi ed ho analizzato il Barça, hanno portato grandi cambiamenti. Chi porta cambiamenti significa che ha inciso in modo importantissimo. Sarebbero stati ricordati anche senza vincere, come l’Olanda che poi non vinse”.

SUL SOGNO NAPOLI- Da bambino ero tifoso del Napoli, ma anche dopo, ho visto delle gare di Diego al San Paolo, avevo già 26 anni. Tanti zii erano tifosi della Fiorentina, quindi vedevo anche i viola, sono le squadre della vita. Una rappresenta la città dove ho vissuto, mio nonno abitava a Piazza Alberti che è 400 metri dallo stadio di Firenze, e Napoli dove sono nato. Da bambino ero convinto che fosse logico tifare per la città dove si è nati. Quando ero piccolo ero l’unico tifoso del Napoli lì, ma poi sono venuti altri ed eravamo di più (ride, ndr). Mi sento di rappresentare quelli che vengono dai dilettanti. Per molti giocatori la differenza tra un giocatore di A ed uno di C è sottile, lo stesso per gli allenatori. Il pensiero sui dilettanti è strano, lì si gioca un calcio uguale, il campo è uguale, la testa è uguale, ma cambiano le qualità tecniche, ma lì le squadre sono organizzate tatticamente. L’enorme differenza che molti pensano ci sia invece non c’è. La pressione poi cambia da un posto all’altro e dipende dal carattere reggerla o meno. Chiamata del Napoli? Mi ha emozionato, all’elementare ero l’unico tifoso del Napoli di tutta la scuola nelle periferie di Firenze. Ritrovarmi ad allenare il Napoli è stato qualcosa d’emozionante, ho detto ‘allora è destino. Priva volta con i ragazzi? Erano silenziosi, era strano. Ho detto fermi tutti, che sta succedendo. Questo lavoro deve essere un divertimento. Mi dava la sensazioni di un gruppo quasi triste e gli ripetevo questa sensazione, per me se si fa una cosa con entusiasmo c’è un valore aggiunto importante. Chi va in campo e si diverte, allora si diverte. Una squadra triste può essere applicata, ma poi perde 1-0. Poi piano piano ho visto quello che volevo. Quando becchi chi ti fa l’imitazione… Insigne sicuramente, ogni tanto urla come faccio io nell’allenamento. Urla come me, lo fa uguale, lì capisci che l’aria è cambiata. Anche gli allenatori vincenti vengono studiati dai giocatori. Dopo un paio di mesi mi sono accorto che c’era stima totale, anche se all’inizio non arrivavano i risultati. Quando ti danno fiducia nel momento in cui non vinci, significa che cominci ad incidere. Dopo la terza gara vincemmo 5-0 col Brugge e poi un altro 5-0 con la Lazio, da lì arrivarono risultati importanti. Le basi come gruppo si sono create nelle difficoltà. Dubitavo Maradona mi conoscesse, quindi ho risposto in modo netto e sincero. Poi non riuscirei davvero a litigare con Maradona. Il primo anno erano in ritiro a Regello, vicino casa mia, andavo tutti i pomeriggi a vedere l’allenamento per lui. Non si litiga con un mito, poi in quel periodo non c’erano i risultati e le critiche ci stavano. Poi ha avuto belle parole per me e questo mi ha fatto contento. Il suo ritorno? Conoscendo Napoli, ogni volta che torna entri in un delirio collettivo, ha 2mila richiesta e impegni. Per Maradona entrare al San Paolo è complicato (ride, ndr). Sarebbe bello vederlo nel suo stadio, vedere la reazione della gente.”

SUL PRESIDENTE- Solitamente molto sereno, è un presidente che ha momenti di incazzatura improvvisi, ma brevi. Dopo pochi minuti torna quello di prima. Nelle riunioni o nelle telefonate con me è sempre tranquillo e contenuto. Accontentare? Io non ho chiesto nulla, non sono un tecnico di questo tipo, ma ormai in questo lavoro nessuno parla più di campo ma solo del mercato. Ci sono gli stadi vuoti, ma tutti parlano di mercato, significa s’è perso di vista la realtà. Secondo me si migliora col lavora ma per mentalità non sono uno che dice voglio questo o quello, anche perchè sono in un club in cui non è fattibile, altri in Europa hanno fatturati molto elevati. E’ giusto che ADL salvaguardi la società”. 

SULLA SQUADRA-Siamo piacevole da vedere, giochiamo con tecnica in velocità, con qualche limite perchè non sempre la prestazione corrisponde al risultato. Non otteniamo quello che meriteremmo, questo è un limite. Quest’anno siamo molto più giovani. Albiol-Koulibaly? Sono giocatori forti, Kalidou ha uno strapotere fisico mondiale, è migliorato tatticamente. Con Albiol abbiamo lavorato come reparto, individualmente era già su buoni livelli, posizionato bene con una buona postura, perdendo pochi palloni in impostazioni. Alcuni giocatori li senti tuoi, come per dire era un buon giocatore, l’ho fatto diventare ottimo, ma per i campioni dipende dal loro dna, non si costruiscono”.

SU HIGUAIN- Non ha mai avuto diffidenza. E’ un ragazzo particolare, ha bisogno di certe cose per rendere al meglio. Ho sempre detto che è il centravanti tipico più forte del mondo, a lui poco, ma gli chiedevo tanto in allenamento. Deve pretendere tanto da se stesso, erano più rimproveri che elogi, ma pubblicamente lo elogiavo. L’abbandono è stato un momento brutto, mi potevo aspettare la Premier, non la Juventus. Questo ha reso più pesante l’abbandono. Per un po’ non l’ho sentito, non volevo neanche sentirlo. Come un figlio che ti fa arrabbiare, lo sbraneresti per qualche giorno, ma resta un figlio. Ha fatto una scelta discutibile, ma questo non significa che non sia una persona a posto”. 

SU INSIGNE – “E’ un ragazzo solare, si sta bene con lui, ha sempre il sorriso. A volte va ricondotto al giusto modo di comportarsi e pensare, ma è uno a cui ti affezioni. Da lui pretendo molto, ha talento, ma può fare di più”.

CON IL REAL MADRID- “Il Real Madrid è una squadra che ti può ribaltare una partita anche nel giro di pochi minuti. C’è la soddisfazione di andare a fare una partita importante, contro la squadra forse più importante del mondo in uno degli stadi più importanti del mondo. C’è il timore che prende tutti, è inevitabile, nessuno è un super uomo e ti chiedi ‘saremo all’altezza di questi?’, io credo di sì alla fine, potranno avere qualcosa in più, ma in partita possiamo starci. Un giorno potrò dire ho giocato al Bernabeu una partita di Champions. “