Home Blog Pagina 5976

Eccellenza- Procida che stangata! Squalifiche pesanti per Mottola e Annunziata

isola di procida eccellenza

Nell’ultima partita disputata contro il Real Albanova, allo stadio “Spinetti” la squadra biancorossa si è vista espellere due giocatori. Il primo è stato il terzino Romolo Mottola, a fine primo tempo per comportamento antisportivo verso il difensore Di Ruocco dell’Abanova. Il direttore di gara ha estratto direttamente il cartellino rosso. Il terzino del Procida è stato fermato addirittura per sei turni. Questa la motivazione della squalifica scritta nel referto dal Giudice Sportivo: “Con comportamento altamente sleale ed antisportivo, a gioco in svolgimento, avvolgeva e stringeva con il braccio il collo di un avversario; per tale motivo veniva espulso dal direttore di gara, al quale, reiterando il comportamento di cui sopra, rivolgeva frasi offensive ed ingiuriose”. Nel secondo tempo invece è stato espulso dalla panchina Emanuele Annunziata. Il centrocampista a pochi minuti dalla fine della partita ha rimediato un espulsione, ma addirittura è stato squalificato per quattro gare. La motivazione della squalifica per il giovane centrocampista: “Entrava in campo, interrompendo il gioco e con comportamento altamente antisportivo giocava il pallone”.

La società biancorossa in merito a queste squalifiche pesanti inflitte ha emesso un comunicato: in tutti questi anni, ha sempre condannato i propri tesserati in casi di episodi antisportivi. In questa situazione, però, si tratta di un evidente errore del Giudice Sportivo e dell’arbitro Mirabella di Napoli che ha diretto la gara tra Procida ed Albanova. Le espulsioni già sembravano ingiuste, le sanzioni sopra descritte sono quindi ancor più esagerate. Per questo motivo la società insieme al direttore generale Nicola Crisano, si è rivolta all’avvocato Edoardo Chiacchio per presentare ricorso contro questa doppia squalifica, al fine di ridurla fortemente.

Di Simone Vicidomini

Raggi-Romeo, il nuovo fronte. Due nomi per il dopo Berdini

Dopo le critiche alla sindaca Virginia Raggi svelate da un nostro articolo l’assessore romano Paolo Berdini è vicino a lasciare l’incarico. In Campidoglio sono iniziati i colloqui per trovare un successore e i favoriti sono due docenti universitari.

Roma, due nomi per il dopo Berdini

La giunta prende tempo e valuta un pool di esperti per l’assessorato all’Urbanistica. Poche speranze per Montini, in corsa per la poltrona restano due professori universitari

ROMA – Paolo Berdini è fuori. Anzi no, resta. Va via dopo o forse subito. Quasi quasi, meglio un «gruppo di affiancamento», è l’ultima trovata del Campidoglio. Nella girandola di soluzioni, dalle più originali a quelle addirittura inedite, come la «riserva», ancora da sciogliere, sulle dimissioni di Berdini dall’assessorato all’Urbanistica, si consuma il tentativo di prendere più tempo possibile.

Il desiderio di vendetta è un sentimento che può essere infiocchettato con mille logiche spiegazioni e altrettanti validi motivi. Eppure, caduti gli orpelli, quel che resta è sempre una cruda vendetta. La sindaca di Roma Virginia Raggi, nei confronti di Berdini, che le ha riservato frasi poco lusinghiere, avrebbe tutte le ragioni per nutrire un rancore risolutivo. E invece, qualcosa sta prolungando un addio che pare inevitabile.

Nella serata in cui esplode il caso c’è stato un momento in cui l’addio all’assessore è stato ad un passo dall’essere sancito con un comunicato che, intorno alla mezzanotte, stavano concordando con Beppe Grillo. Poi, all’improvviso, tutto si ferma. Viene deciso di prendere ancora del tempo; forse, per non lasciarsi trasportare dagli eventi, per poter ragionare a mente fredda.

La notte porta consiglio. Il mattino seguente in Campidoglio viene suggerito a Raggi di mantenere quella «riserva» sulle dimissioni presentate da Berdini. Grillo, e da dietro le quinte anche Davide Casaleggio, che però nelle ultime ore si è defilato dalla questione, vorrebbero che prima di far cadere l’assessore ci fosse già sul piatto il nome del sostituto, anche perché Raggi si sarebbe opposta all’ipotesi di farsi carico delle deleghe di Berdini ed è stata persuasa a trasformare la sua cacciata in una decisione collegiale. Anche per questo, vengono coinvolti gli assessori e i consiglieri capitolini, questi ultimi convocati per una riunione notturna. Sul banco degli imputati c’è naturalmente Berdini, ma non tutti i consiglieri grillini sono convinti che lasciarlo andare sia la giusta soluzione: «La preparazione e le sue battaglie contro le speculazioni edilizie non sono in discussione», è il pensiero di più di uno di loro. Ma sono le accuse di non essere in linea con alcune pratiche di condivisione delle scelte, così come certi atteggiamenti considerati troppo anarchici rispetto alla linea del M5S, a pesare in modo significativo sul piatto della bilancia. Tanto da far arrivare un «pool di esperti», a quanto si apprende dal Campidoglio, per verificare possibili negligenze nel lavoro portato avanti fino ad oggi da Berdini alla guida del suo assessorato.

Si cerca una scusa per scaricarlo meglio, mentre si vagliano i primi nomi di chi dovrà sostituirlo. I rumors che circolano sin dal mattino fanno rimbombare il nome di Emanuele Montini, già in forza all’amministrazione comunale. L’impressione, però, è che sia una carta che copre un altro nome. Troppo avverso, Montini, alla costruzione dello stadio della Roma, uno che ha paragonato il presidente della Roma, James Pallotta, a «Totò mentre cerca di vendere la Fontana di Trevi». Insomma uno che piacerebbe ai costruttori meno di Berdini, quando invece la giunta Raggi appare più propensa a un compromesso politico per la realizzazione del progetto. Dietro il nome di Montini, inviso anche ai parlamentari M5S che lo ricordano per i «modi troppo severi» all’ufficio legislativo della Camera, invece, sembrerebbero due i nomi più forti. Quello di Carlo Cellammare, ingegnere e docente di urbanistica all’università La Sapienza di Roma e quello di una donna, Paola Cannavò, docente di ingegneria dell’ambiente, sulla quale cadrebbero le predilezioni della Raggi e che era già entrata in una lista del Campidoglio per andare alla guida del nuovo assessorato ai Lavori pubblici, che sarebbe nato da quello spacchettamento del dipartimento di Berdini che è prossimo a essere realizzato ma che in realtà era già in programma da più di un mese.

vivicentro.it/centro/politica
vivicentro/Raggi-Romeo, il nuovo fronte. Due nomi per il dopo Berdini
lastampa/Roma, due nomi per il dopo Berdini FEDERICO CAPURSO, ILARIO LOMBARDO

Draghi-Merkel: tregua nell’anno delle elezioni francesi e tedesche

0

Marco Zatterin definisce la svolta di Berlino, con Mario Draghi e Angela Merkel che chiudono la porta all’idea di “una moneta a due velocità”, una “tregua” che prelude a “una controffensiva nell’anno delle elezioni francesi e tedesche potenzialmente fatali per l’Unione”.

Una tregua con Francoforte per riscrivere le regole Ue

SuperMario e Frau Angela sono pronti a fare squadra. Guideranno la riscossa degli europeisti contro la deriva scissionista

La controffensiva è avviata. Nell’anno delle elezioni francesi e tedesche potenzialmente fatali per l’Europa, Angela Merkel e Mario Draghi abbozzano le nuove tavole della legge dell’Unione e della sua moneta, firmano una tregua e tornano a chiedere una rivoluzione del governo economico continentale.

Chi sa cosa hanno in mente racconta che la cancelliera tedesca e il presidente della Bce pensano che l’euro sia «irreversibile», ma riconoscono che non potranno difenderlo all’infinito se non risponderanno concretamente alla crescente furia populista. Nasce qui l’esigenza di ricette che rendano la comune valuta stabile, dunque credibile sino in fondo. Non solo. E’ netta la convinzione comune che si debba preservare l’unità ormai a Ventisette, dare un comando serio all’Eurozona, con politiche di bilancio che si facciano rispettare e stimoli ben mirati che favoriscano gli investimenti e rilancino l’occupazione. Davvero, questa volta.

Il silenzio pesante caduto dopo l’incontro di Berlino, il primo bilaterale dal gennaio 2016, è gravido di significati. «Si parla quando si deve parlare», dice una fonte che frequenta Francoforte, e «adesso è ancora presto». Così ora si lavora e basta. Il presidente della Bce e la cancelliera concedono di essere i candidati più forti per guidare la riscossa della maggioranza silenziosa che ancora non s’è convinta a buttare via l’Ue. Fra i due non vi sono mai stati scontri alla luce del sole, anzi la tedesca ha in diverse occasioni fatto da sponda all’italiano, anche quando i suoi ministri lo attaccavano. Ora serve un patto per ripartire, suggellato dalla passione per l’Europa che sgorga dalla consapevolezza della pericolosità delle alternative.

Dicono che si sono accordarti per fare squadra, parlano di una «tregua», circostanza che sarà facile verificare, basterà misurare i toni prossimi venturi del fumino Wolfgang Schaeuble, il ministro delle Finanze che ha preso a bacchettare la Bce come se il nemico fosse lei. Frau Merkel deve vincere le elezioni e riprendersi entro l’autunno il consenso che il socialista Schulz sembra averle rubato, senza offrire il fianco ai populisti di Afd. L’obiettivo è lo stesso per tutti, Draghi compreso. Battere l’ascesa degli estremismi, garantire la sicurezza dei cittadini e dei confini, rimettere armonia in un ordine globale sempre più incerto. Come? Tornando a un’Europa che si dimostri motore di soluzioni e non sia vista come la madre di tutti i problemi.

Questione di linguaggio e di strategie. In televisione c’è chi fa spettacoli di prima serata per dire che l’euro ha reso la casa Ue più povera di quanto non sarebbe stata per colpa della crisi. Merkel e Draghi concordano che sia necessario spiegare con determinazione come si sarebbe stati senza, ricordare che la moneta unica, e la sua prospettiva, hanno contribuito ad una crescita aggiuntiva di oltre dieci punti dagli Anni Ottanta. Senza l’Unione saremmo a rischio, è il messaggio, come lo saremmo se il libero scambio fosse imbrigliato «alla Trump» o «alla Le Pen».

La strana eurocoppia insegue un nuovo modo di raccontare le cose europee, multilaterale e locale allo stesso tempo, ma anche nuove cose europee. Draghi è apparso poco entusiasta per il ritorno in voga dell’opzione più velocità, se non altro perché non la trova comprensibile allo stadio attuale. La rassicurazione di Frau Merkel sui cerchi concentrici che non riguardano l’euro deve averlo rassicurato: non pensa a due monete. Effetto analogo deve averlo fatto l’apertura confermata ad un rafforzamento dell’Unione con cui dimostrare che sono stati i buchi nell’architettura a renderla inefficace e non il progetto in quanto tale che, se completato, avrebbe potuto funzionare.

Ecco l’intesa della coppia. Ricalibrare le istituzioni e far rispettare le regole. «La colpa del dissenso è la cattiva gestione del Patto di Stabilità e non il Patto di Stabilità», osservano fonti della Cdu, il partito della cancelliera. Detto fatto. Angela Merkel intende seminare il suo pensiero, che si spinge sino alle cooperazioni rafforzate per Difesa, Migrazioni e Sicurezza, negli incontri preparatori per il vertice per i 60 anni dell’integrazione europea in programma il 25 marzo a Roma. In cambio, la Bce potrà amministrare senza disturbo eccessivo il suo stimolo a non violare le regole. Le ultime parole della Bundesbank sulla politica di Francoforte indicano che Draghi potrebbe avere meno disturbi tedeschi nei prossimi mesi.

L’idea è di gestire l’ordinario sino al voto in Germania a settembre, nella speranza che in Francia non ci siano brutte sorprese. Nel frattempo, si potrebbe provare a programmare il futuro a breve. Un’Europa più forte e inclusiva, più vicina alle esigenze dei cittadini e ai loro problemi reali. Si può ripartire da Roma. Rafforzando l’arsenale di misure comuni e riducendo i lacci alla loro attuazione. «Rafforzare la governance economica dell’Unione e, soprattutto, dell’Eurozona», dicono nel partito della Merkel. Ecco «la fine della fine». Non si lascia, si raddoppia. Però in modo più democratico e comprensibile.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Draghi-Merkel: tregua nell’anno delle elezioni francesi e tedesche
lastampa/Una tregua con Francoforte per riscrivere le regole Ue MARCO ZATTERIN

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segui gli Under 16 in diretta su ViViRadioWeb

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segui gli Under 16 in diretta su ViViRadioWeb

Sarà un fine settimana con diverse gare in meno per il settore giovanile che vedrà la sosta dei campionati nazionali. Ci saranno, comunque, dirette radiofoniche su ViViRadioWeb. Questo il programma gare del prossimo fine settimana:

Berretti: riposo

Under 17: riposo

Under 15: riposo

Under 16: Juve Stabia – Sportin Club Picentia domenica ore 10 stadio Menti (diretta radiofonica su ViViRadioWeb dalle ore 09:45)

2003: riposo

2004: Juve Stabia – Aquilotti domenica ore 11.30 stadio Menti

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:

 







Juve Stabia, Dan Berci convocato dall’Under 18 rumena

Juve Stabia, Dan Berci convocato dall’Under 18 rumena

L’esterno sinistro della Berretti della Juve Stabia, allenata da mister Domenico Panico, Dan Berci, è stato convocato dalla Nazionale della Romania, Under 18, per il torneo Roma Caput Mundi che si giocherà dal 26/2 al 03/3. Con la propria rappresentativa, avrà modo di affrontare il Galles, la Grecia e la Lazio.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:

 







Patto Merkel-Draghi per l’euro: nessuna doppia velocità

0

Dopo un lungo incontro a Berlino con Mario Draghi, Angela Merkel chiude la porta all’idea di “una moneta a due velocità” e stringe un patto a difesa dell’euro con il presidente della Banca centrale. La Cancelliera lancia un appello all’unità e auspica che “le decisioni vengano sostenute da tutti i Paesi Ue”.

Merkel-Draghi: “Niente serie A e B, l’Eurozona deve restare unita”

Vertice tra la cancelliera e il presidente Bce: no a velocità diverse all’interno dell’Ue Dopo gli attacchi tedeschi all’Eurotower si rafforza il patto sulla moneta unica

BERLINO – È un netto no a un euro di serie A e uno di serie B quello che Angela Merkel ha pronunciato poche ore dopo un lungo faccia a faccia con Mario Draghi. Ore 20, primo piano della cancelleria federale, Merkel ha appena concordato coi governatori regionali un piano per accelerare le espulsioni dalla Germania dei migranti senza diritto d’asilo quando, rispondendo a una domanda de La Stampa, torna sull’incontro del pomeriggio col numero uno dell’Eurotower. «Non sono solita riferire di questi colloqui, è sempre interessante parlare col presidente della Bce», esordisce. Ma la cancelliera ci tiene – «per evitare fraintendimenti» – a puntualizzare l’idea di un’Europa a più velocità che ha lanciato al vertice di Malta.

LEGGI ANCHE: Il patto Draghi-Merkel contro i populisti

Un’Europa a diverse velocità esiste già, ribadisce: «già il fatto che non tutti Paesi della Ue siano nell’Eurozona costituisce un’Europa a velocità diverse: alcuni hanno una moneta comune, altri no». Diverso invece il discorso per quanto riguarda l’Eurozona: «non ci tengo ad avere velocità differenti all’interno dell’Eurozona, bensì l’Eurozona deve restare unita nella sua interezza e quello che viene deciso in quel formato, come l’Esm e altri temi, deve essere sostenuto da tutti i Paesi dell’euro insieme, non devono esserci contraddizioni». Parole che fanno il paio con quel «keeping us united» che Draghi aveva pronunciato lunedì a Bruxelles al Parlamento europeo. Eccolo il patto di Francoforte Merkel-Draghi per tenere insieme l’euro e l’Europa in temi di burrasca, uscito da un vertice che sigla l’accordo tutto strategico dopo i ripetuti attacchi tedeschi alla Bce. Fonti vicine alla Cancelliera parlano di uno scambio di opinioni come ce ne sono tanti tra i due, in realtà segna un passaggio importante sul piano politico.

Al centro dei colloqui, durati un paio di ore, la situazione nell’Eurozona, il riemergere delle difficoltà della Grecia e il ruolo del Fondo monetario, ma anche le tentazioni protezionistiche della nuova amministrazione Usa e agli attacchi di Trump agli squilibri del modello tedesco (proprio ieri l’Ufficio federale di statistica ha comunicato che il surplus commerciale della Germania ha toccato nel 2016 il valore record di 252,9 miliardi di euro). Un patto preceduto da importanti aperture di Berlino: prima il no del presidente della Bundesbank Jens Weidmann a una brusca frenata della politica monetaria espansiva, poi le parole del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble che, in un talk show della tv pubblica tedesca, mercoledì sera si era pronunciato a favore di un’«uscita cauta» dalla politica accomodante «inusuale» della Bce, per evitare che si giunga «a grossi sconvolgimenti». E aveva spiegato con inedita chiarezza che la Germania trae «enormi vantaggi» dall’unione monetaria e dall’integrazione economica. «La Germania non ha, al pari degli altri, nessun interesse a che si giunga a una situazione incontrollabile, per questo sono contento che la Bce stia provando a seguire una politica monetaria prudente e ponderata con cura», aveva affermato Schäuble.

Il no di Merkel all’euro a due velocità va letto anche alla luce di un’altra frase del suo ministro delle Finanze: se Marine Le Pen dovesse vincere le presidenziali francesi e mantenere le sue promesse, aveva notato Schäuble, allora la Ue e l’Eurozona come la conosciamo oggi sarebbe «alla fine, ma non sarebbe morta: ci sarà un nuovo tentativo» e la moneta unica verrebbe condivisa da quei Paesi che sono pronti a rispettare le regole comuni. Tuttavia «ciò comporterà modifiche sostanziali». La cancelliera ha chiarito di non volere club esclusivi nella Ue: «tutto quello che viene fatto nella Ue sul fronte della cooperazione rafforzata oppure di ulteriori passi per l’integrazione deve essere aperto a tutti». Non è possibile insomma che un paio di Stati decidano di intraprendere qualcosa escludendo gli altri, «bensì bisogna fare un’offerta a tutti, ma se qualcuno non vuole intraprendere questo passo comune, come ad esempio la Danimarca sulla politica della giustizia, ciò deve essere possibile».

vivicentro.it/economia
vivicentro/Patto Merkel-Draghi per l’euro: nessuna doppia velocità
lastampa/Merkel-Draghi: “Niente serie A e B, l’Eurozona deve restare unita” ALESSANDRO ALVIANI

Ferrara su Sarri: “Lavoro eccellente, è il più europeo del campionato

Le sue parole

Ciro Ferrara, allenatore del Wuhan Zall ed ex calciatore del Napoli e della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport:

Il Napoli?

“Sarri mi piace tantissimo. Ha fatto un lavoro eccellente, dimostrando di essere bravissimo soprattutto in due situazioni. All’inizio dello scorso campionato, quando capì che con le caratteristiche dei suoi giocatori, schierarsi col trequartista non era la cosa migliore. E poi in questa, quando ha cambiato movimenti e tipo di giocate per supplire all’assenza di Higuain. E i risultati sono lì a dargli ragione. Oggi gioca un bellissimo calcio ed è la squadra più europea, come mentalità, della A”.

Ma ora c’è il Real da affrontare.

“Che il mio amico Zidane ha già italianizzato, trovando i giusti equilibri per la fase difensiva. Al Bernabeu i blancos faranno la partita, non c’è dubbio, ma se lasceranno troppi metri alle ripartenze del Napoli, allora ci sarà da divertirsi. Sono convinto che Zizou sarà ancora più… italiano in questa sfida che non vedo così sbilanciata. Secondo me due uomini saranno fondamentali per gli azzurri, non solo tecnicamente: Callejon, abilissimo negli spazi, e Albiol per la fase difensiva. Entrambi, avendo giocato nel Real, possono far capire ai compagni cosa sia il “miedo escenico”, per superare tensioni e paure di una grande partita. E poi un po’ in Albiol mi rivedo, come difensore. Con Raul mi posso permettere anche una confidenza: “Gioca bene e porta avanti il Napoli, se no ti caccio da casa”, visto che è mio inquilino a Posillipo…”.

Analizzando l’avversario – Napoli in cerca di conferme contro il Genoa

Analizzando l’avversario – Napoli in cerca di conferme contro il Genoa

La sfida importante con il Real Madrid è alle porte, l’ultima sfida prima della trasferta spagnola è contro i genoani, in un momento non proprio stellare. I rossoblu infatti non vincono da nove giornate di campionato, dal 27 novembre contro la Juventus, da allora sono arrivate anche sconfitte pesanti come quella contro il Palermo e quella contro il Cagliari. Questo periodo ha infatti visto il Genoa scivolare sempre più giù in classifica, attualmente al sedicesimo posto a soli undici punti dalla zona retrocessione. Questo periodo negativo è dovuto anche all’infortunio di Mattia Perin, che ha condizionato le prestazioni e il morale della squadra. L’uomo più pericoloso è sicuramente Simeone, el cholito al suo primo anno di Serie A ha già dimostrato di essere all’altezza, ha ammutolito i più scettici segnando dieci gol.

Il Genoa scenderà in campo al San Paolo con il seguente   3-4-3: Lamanna, Burdisso, Munoz, Gentiletti, Edenilson, Cataldi, Hiljemark, Laxalt, Pandev, Simeone, Palladino.

L’anno scorso la partita si concluse con un emozionante 3-1.

a cura di Andrea Bosco

RIPRODUZIONE RISERVATA

Rinnovo Insigne, incontro col Napoli la prossima settimana

Rinnovo Insigne, incontro col Napoli la prossima settimana

Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport con Lorenzo Insigne si potrebbe ripetere la storia potrebbe di Cannavaro, anche se di addio per ora non se parla: “Lorenzo non digerisce il fatto che molti dei mugugni che lo accompagnano dipendono della trattativa per il rinnovo di contratto che deve essere ancora definito. La prossima settimana ci sarà un incontro tra le parti ed all’orizzonte, finalmente, si intravede una schiarita”.

Il Tempo insiste: “Sarri-Juve, incontro svelato da un dirigente di un club del nord Italia!”

Il Tempo insiste: “Sarri-Juve, incontro svelato da un dirigente di un club del nord Italia!”

“Un giornale ha scritto che mi sono incontrato con la Juve, ma ho già contattato il mio avvocato. E’ una notizia falsa, farò causa a questo giornale”. Nella giornata di ieri, in conferenza stampa, l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha risposto così alla notizia lanciata da Il Tempo.

La replica del quotidiano non si è fatta attendere:

“La smentita era scontata. Perché la sola idea di vederlo seduto sulla panchina della Juventus il prossimo anno ha messo in subbuglio i tifosi napoletani, com’è normale che sia, dopo il «tradimento» di Higuain dell’estate passata.

1) La notizia dell’incontro tra Sarri e la Juve è giunta alla nostra redazione una settimana fa e poi verificata con la necessaria accurarezza nei giorni successivi;

2) Che l’appuntamento SarriJuve sia effettivamente avvenuto lo ha svelato un dirigente di un importante club del nord Italia (non della Juve) durante una cena a Milano davanti a diversi interlocutori;

3) Lo stesso Sarri, come chiunque faccia l’allenatore a certi livelli e nella piena legittimità, due estati fa ha parlato piu volte, con tanto di scambio di email, con un dirigente della Roma prima di accettare la proposta del Napoli

Non ci troviamo nulla di scandaloso se un tecnico, che fino a due anni fa allenava l’Empoli, accetti di parlare con una società così quotata. Ma questo non significa, come abbiamo già scritto ieri, che sarà lui il prossimo coach bianconero. Anzi, sarà molto difficile: servirebbe infatti l’ok, tutt’altro che scontato, di De Laurentiis per liberare Sarri dal contratto fino al 2020 firmato appena pochi mesi fa con il Napoli. Ecco perché la Juve non si è fermata a quel colloquio e sta valutando altri candidati, compresi Spalletti e Paulo Sousa

Ancelotti sul Napoli: “Chi fa sette gol in trasferta in A è fortissimo! Per il Real non sarà facile”

Le sue parole

Carlo Ancelotti, allenatore del Bayern Monaco, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport:

Lei parla di un nuovo equilibrio e in questa prospettiva il Napoli può essere la grande novità? 

“Il Napoli non mi sorprende, lo sto seguendo e vedo che gioca molto bene. Quello che sorprende, semmai, è che sia riuscito a mantenere la sua straordinaria qualità offensiva anche senza il suo giocatore più importante, Milik. Ma rientra adesso?”. 

E’ tornato in panchina a Bologna, ora tutto è nella mente di Sarri. A proposito, ha visto il 7-1 di Bologna? 

“Ho visto i gol. Una squadra che in trasferta, nel campionato italiano, fa 7 gol vuol dire che è fortissima”. 

Azzurri e merengues, il gioco contro i giocatori, o meglio, il gioco stupendo contro i giocatori stupendi. 

“Posso dirle questo: giocare contro il Real Madrid è sempre difficile, ma anche giocare contro questo Napoli non è facile”.

Paolo Russo: “L’Unicusano Fondi non ha mai perso contro le big”

Paolo Russo responsabile dell’ufficio stampa dell’Unicusano Fondi ci parla della squadra laziale

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese” abbiamo avuto come ospite telefonico Paolo Russo responsabile dell’ufficio stampa dell’Unicusano Fondi che ci ha presentato la squadra laziale in vista della partita con le vespe.

La Juve Stabia si appresta ad affrontare l’Unicusano Fondi, gara che diventa di vitale importanza. La società ha indetto il silenzio dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime tre partite. Gara importante anche per il Fondi che con i suoi 34 punti farà il possibile pur di portare punti a casa per risalire quanto più in alto in classifica, qual’è il tuo pensiero?:

In effetti il silenzio stampa non è mai bello ma è anche la spia di un momento non facile, del resto la Juve Stabia in questa 2017 non è riuscita ancora a vincere. Proprio di questo ne parlavamo sabato scorso in sala stampa dopo il match contro il Melfi, in quanto siamo consapevoli di affrontare, sabato sera al Romeo Menti, una Juve Stabia avvelenata e ancor di più motivata . L’Unicusano Fondi dal canto suo ha vinto contro il Melfi, era una partita da vincere contro una formazione decisamente alla portata, e di fatti la squadra si è fatta valere nei 90 minuti. Vittoria importante dopo avere ottenuto due pareggi in precedenza contro l’Akragas e prima ancora contro il Catania. L’obiettivo è quello di consolidarsi in zona play-off. Fino a questo momento la squadra è sempre stata nella parte medio alta della classifica, e poi anche alla luce degli interventi fatti nel mercato di gennaio l’obiettivo è quello di ottenere la miglior posizione possibile, in vista della seconda fase che darà la possibilità di giocare in casa la gara del primo turno dei play-off.

Il Fondi è una terribile matricola, squadra che è posizionata nella zona centrale della classifica. All’andata la gara terminò 2-2. A fine gara non mancarono le polemiche dovute al pareggio della Juve Stabia in extremis, contro un Unicusano Fondi che dimostrò di potersela giocare ad alti livelli. Ci puoi dare un quadro generale, e soprattutto che Fondi troveremo rispetto al girone d’andata?

Rispetto al girone d’andata le novità sono scaturite dal mercato invernale con l’ arrivo di Luca Giannone ex Casertana che tra l’altro sabato è andato già a segno contro il Melfi, e dal centravanti Giuseppe Gambino che ha iniziato la stagione con il Cosenza, ma non ha giocato contro i lucani, perchè fermo ai box per influenza. Se le condizioni lo permetteranno credo che domani sera sarà regolarmente in campo. È andato via il difensore centrale Fissore, che però all’andata non giocò contro la Juve Stabia, quella gara fu ricordata anche per il grave infortunio accorso a Giuseppe Mucciante che adesso sta recuperando solo in questa settimana dall’infortunio accidentale che ha subito al ginocchio proprio contro le vespe. Inoltre a centro della difesa è arrivato Daniele Marino dall’ Akragas che ha già totalizzato adesso tre presenze, e sicuramente è un difensore di un certo spessore. La volontà è quella di confermarsi come squadra su buoni livelli, se andiamo a vedere paradossalmente contro le prime 5 della classifica i rossoblù non hanno mai perso. Le cose sono andate peggio contro le squadre di medio-bassa caratura e sotto questo aspetto Sandro Pochesci con i suoi calciatori temevano la partita contro il Melfi perché magari era un avversario considerato semplice e facile da essere sottovalutato. Contro la Juve Stabia il Fondi è consapevole di non aver nulla da perdere, lo stesso allenatore l’ha sottolineato sabato sera che non teme la squadra campana.

Quale modulo potremmo vedere in campo contro la Juve Stabia? Qualche news in merito alla probabile formazione?

Il tecnico solitamente adotta un 4-3-3 che poi può variare a seconda delle situazioni. Sabato scorso ad esempio dopo che il Melfi rimase in dieci il tecnico propose il 4-2-3-1. Penso che comunque confermerà il 4-3-3 con Gambino che dovrebbe giocare al centro dell’attacco, ad affiancare Diego Albadoro, l’ex di turno che è rientrato appena sabato scorso dopo un lungo infortunio. Per quanto riguarda gli esterni sono pronti a giocare Calderini, Giannone e Tiscione in caso dovesse puntare ad un attacco a tre. Per il resto credo che la formazione non dovrebbe discostarsi di molto rispetto a quello che abbiamo visto nelle ultime uscite.

L’obiettivo fino adesso è stato rispettato? La società è contenta dell’andamento della squadra o si voleva qualcosa in più? A Fondi sono arrivati calciatori importanti per la categoria, anche alla luce degli investimenti importanti effettuati a gennaio:

Da neopromossa, in estate la società si è voluto avvicinare in punta di piedi ad un campionato che si annunciava difficilissimo con la presenza di grandi società. Poi man mano, visto che sul campo la squadra è risultata competitiva, adesso l’obiettivo è quello di confermarsi in zona play-off, e anzi c’è qualche rammarico per aver perso qualche punto contro squadre di media bassa classifica che probabilmente avrebbe potuto dare una classifica migliore, a ridosso delle prime 4 in classifica che di sicuro fino adesso hanno dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Nel lungo periodo, l’obiettivo della proprietà dell’Unicusano Fondi proverà poi l’assalto alla serie B. Si guarda lontano e chissà magari con certe scelte messe a segno già in questa finestra di calciomercato invernale non possa essere una squadra sulla quale lavorare nel corso di questi tre quattro mesi che restano, per prepararsi ad un campionato importante l’anno prossimo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Festival di Sanremo: nel giorno delle cover, ecco la Grande Insalata Mista

0

Sanremo. E finalmente alla terza serata si ascoltarono delle belle canzoni: infatti, non sono quelle del Festival. Si sa: il giovedì, a Sanremo, è il giorno delle «cover», con i concorrenti che interpretano, e talvolta straziano, i classici della canzoniere nazionale. Ecco il racconto di Alberto Mattioli, inviato de La Stampa

Bambini, cori, comici: al Festival di Sanremo c’è posto per tutti

Nel giorno delle cover, ecco la Grande Insalata Mista

E finalmente alla terza serata si ascoltarono delle belle canzoni: infatti, non sono quelle del Festival. Si sa: il giovedì, a Sanremo, è il giorno delle «cover», con i concorrenti che interpretano, e talvolta straziano, i classici della canzoniere nazionale. Per fortuna: finora la musica migliore ascoltata in loco era il Te Deum di Charpentier della sigla all’Eurovisione. Peccato solo che all’Ariston l’intonazione sia per molti sconosciuta, ma Amara terra mia di Modugno cantata da Ermal Meta ha strappato alla sala stampa due applausi a scena e falsetto aperti.

Per il resto, il Sanremone di Conti-De Filippi continua a scorrere impeccabile e implacabile. E anche interminabile: la durata ormai è degna dei Baudo più alluvionali, chissà l’invidia da lassù di quell’altro mago della sintesi di Wagner. L’Abbronzatissimo è di un’efficienza mostruosa: mai un’esitazione, un’incertezza o una papera, e dire che sarebbe l’unico modo di rendere divertenti le scempiaggini degli autori. A questo punto, però, anche «Maria» (sempre solo così, basta la parola) si aggira per il famigerato palco emozionale ed emozionante dell’Ariston come se fosse nel tinello di casa sua, bravissima a spiegare i casi umani e/o edificanti proposti al pubblico. Insomma, Carlo & Maria sono due veri professionisti. Il resto è davvero solo letteratura, e nemmeno della migliore.

Gli ascolti confermano. La seconda serata ha fatto uno share medio del 46,58%, in calo fisiologico rispetto al favoloso 50 e rotti della prima. Successe anche con il Conti I, nel ‘15, non al Conti II dell’anno scorso, che infatti fu considerato l’eccezione che conferma la regola. Fonti Rai fanno notare che mercoledì era l’ultima serata di cinema a 2 euro. Come biasimare allora chi ha scelto la libertà: ci sono più battute buone in cinque minuti di La La Land che in cinque giorni di Sanremo. Sempre a proposito di voci, si continua a parlare di un clamoroso passaggio di Conti da mamma Rai a matrigna Mediaset: lui smentisce, la Tivù di Stato pure, quella di Berlusconi no, chi vivrà vedrà.

Tornando a ieri sera, cover a parte, la formula resta quella, la Grande Insalata Mista. C’è posto per tutti, come nella Dc di una volta (la Rai è costituzionalmente democristiana). Il Coro dell’Antoniano di Bologna, con i 44 gatti regolamentari. L’ostetrica novantaduenne che dal 1945 ha fatto nascere 7.642 bambini, e insiste. L’Orchestra dei Reciclados, che non è la banda dell’Ncd come si potrebbe pensare, ma un complesso paraguayano che suona su strumenti fatti con i rifiuti. Il solito Crozza, stavolta nei panni bianchi di Papa Francesco, che «copre» il Festival sul fronte un po’ sguarnito della risata intelligente e «di sinistra».

Non basta? Beccatevi LP (non è un disco ma una cantautrice americana bravissima), Annabelle Belmondo e Anouchka Delon, rispettivamente nipote e figlia di (non pervenuti eventuali altri meriti), Alessandro Gassman e Marco Giallini per fare un po’ di promozione, Luca e Paolo per fare un po’ ridere, o almeno provarci. Ma la vera ospitata importante è quella di Mika che regala anche un omaggio a George Michael, e qui francamente ci voleva un collegamento con casa Adinolfi per vedere la faccia. Ah, per l’appassionante gara dei «gggiovani», bocciati Tommaso Pini (era quello vestito da Cappellaio Matto di Alice nel paese delle meraviglie) e Valeria Farinacci, promossi Maldestro e Lele. Il non meno appassionante ballottaggio fra i sei sedicenti «big» a rischio eliminazione si è concluso con quelle delle due coppie, Nesli & Alice Paba e Raige & Giulia Luzi. Ce ne faremo una ragione.

vivicentro.it/spettacolo
vivicentro/Festival di Sanremo: nel giorno delle cover, ecco la Grande Insalata Mista
lastampa/Bambini, cori, comici: al Festival di Sanremo c’è posto per tutti ALBERTO MATTIOLI – INVIATO A SANREMO

L’ Orda Azzurra, Iezzo: “Real Madrid? Servirà essere perfetti ma sarebbe un errore pensarci domani”

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, è intervenuto a L’ Orda Azzurra in onda sulle frequenze di ViVi Radio Web, la radio ufficiale di Vivicentro.it.

Sembra strano vedere il Napoli senza Callejon?
“Non vedere in campo Callejon è di sicuro una cosa rara. Al di là del discorso della sua presenza, quello che mancherà è l’ automatismo che riesce a dare in entrambe le fasi. Questo Napoli, però, ci fa ben sperare dopo la bella gara di Bologna”.
Giaccherini al posto dello spagnolo o Pavoletti al centro dell’ attacco?
“Siamo tutti curiosi di vedere chi prenderà il posto di Callejon. Giaccherini è il sostituto naturale per Sarri. Io vedrei bene anche Zielinski e lo stesso Rog in quella posizione, credo che il tecnico non voglia stravolgere  l’ assetto”.
Sarri ritiene Rog una mezzala, può diventare un esterno?
“A Bologna, nei pochi minuti in cui ha giocato, mi è piaciuto tanto da esterno. E’ normale che l’ allenatore vuole avere due giocatori per ruolo e lo vede da centrocampista. A mio avviso ha le qualità per ricoprire più di un ruolo”.
Testa al Genoa, ma quanto pesa la sfida con il Real Madrid nella testa dei calciatori?
“Credo che i ragazzi un pensierino a questa sfida alla fine lo fanno tutti giorni ma hanno anche raggiunto una certa esperienza per pensare partita dopo partita. Sarebbe un grandissimo errore pensare al Real domani. Il Genoa, nonostante un periodo non proprio brillante, ha un grandissimo allenatore. La curiosità è quella di capire con quale mentalità si presenterà la squadra ligure. In questo campionato ha sempre giocato a viso aperto ma contro questo Napoli è un grande rischio. La partita di Bologna ne è una riprova”.
Che cosa troverà il Napoli a Madrid?
“Il Napoli deve fare il suo calcio in virtù di un avversario che gioca e concede spazi. Sarà fondamentale la fase di non possesso, sono gare in cui non puoi sbagliare nulla. Quando affronti una squadra di campioni devi essere perfetto per avere qualche speranza. In fase di possesso gli azzurri hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque”.
Mertens o Pavoletti al Bernabéu?
“Penso che verrà proposto il tridente tipo. Tra l’ altro sarebbe un errore fare grossi cambiamenti perché ormai lì davanti si trovano a memoria”.

Patrizia Esposito

L’ Orda Azzurra, Luisi: “Ora bisogna pensare al Genoa. Mi aspetto un impiego di Rog sulla destra”

A L’ Orda Azzurra, programma in onda su Vivi Radio Web, è intervenuto Vincenzo Luisi, presidente del Club Napoli Rimini Azzurra. Ecco quanto evidenziato:

 
“Come ha detto Sarri bisogna ragionare partita dopo partita. La squadra deve fare tesoro dei punti persi contro le piccole, bisogna ottimizzare tutte le risorse per portare a casa i tre punti. Nel momento in cui si scende in campo la mente resta concentrata sulla partita, soprattutto dopo partite come quella contro il Palermo gli azzurri abbiano raggiunto la giusta consapevolezza .
La Roma ha trovato una propria consapevolezza e ha ritrovato Dzeko, un attaccante che tanti davano per finito e che invece si sta dimostrando all’ altezza delle aspettative. Riguardando il match contro la Fiorentina devo dire che nei primi 25 minuti è stata molto equilibrato. La Fiorentina ha avuto anche la possibilità di andare in vantaggio, dopo il primo gol poi la Roma ha dilagato. Noi dobbiamo contare sulle nostre forze e provare a vincerle tutte. Solo in questo modo possiamo ottenere qualcosa di importante. Per la corsa scudetto credo sia quasi impensabile che la Juve possa perdere nove punti. La battaglia sarà per il secondo posto e la sfida decisiva sarà quella dell’ Olimpico.
Al Club stiamo lavorando da due mesi per la trasferta di Madrid nonostante i problemi logistici e legati ai biglietti. Sono finiti in un lampo, stranamente c’è stata anche la protesta degli Ultras. Agenzie a Napoli hanno organizzato charter senza biglietto. Noi ci siamo organizzati al meglio, saremo in 30 ad andare a Madrid. Non nascondo che abbiamo biglietti di altri settori ma ci hanno assicurato canali ufficiali che non ci sono problemi. Il club spagnolo ha emesso il solito comunicato per le gare internazionali, l’ importante e non esporre vessilli per evitare disordini con il pubblico di casa. A mio avviso si è creato solo un allarmismo inutile per cercare di vendere più pacchetti possibili. Basti pensare che i prezzi hanno sfiorato i 700 euro.

I biglietti non sono nominativi e possono essere ceduti a chiunque. Lo stadio apre alle 19:30, questo fa capire che è tecnicamente impossibile fare i dovuti controlli di identità. Chi ha l’ abbonamento lo può cedere a terzi senza cambio di nominativo.
Domani sarà una partita vera nonostante lo splendido gemellaggio tra le due tifoserie. Il gemellaggio è qualcosa di indescrevibile, è il clima che dovrebbe esserci in ogni partita di calcio. Sicuramente il Genoa verrà a fare la propria gara come ha fatto in diverse occasioni, è un avversario da non prendere sotto gamba.
Pavoletti? Può essere la sua partita, mi aspetto qualche cambio viste le squalifiche di Callejon e Hysaj. Tutti pensano all’ impiego di Giaccherini ma io a Bologna ho visto un super ingresso di Rog nonostante il risultato acquisito. Mi aspetto un suo impiego sulla destra”.

Napoli-Genoa, le probabili scelte di Sarri: chance per Maggio e Giaccherini

Napoli-Genoa è l’ anticipo che apre la ventiquattresima giornata di Serie A. Match in programma domani, alle ore 20:45, allo Stadio San Paolo.
Il Napoli scende in campo di venerdì in vista del ritorno delle coppe europee. La squadra di Maurizio Sarri sarà impegnata mercoledì nella super sfida contro il Real Madrid al Bernabéu, andata degli ottavi di finale di Champions League. Prima però arriva il Genoa al San Paolo, una test importane per dare continuità alla roboante vittoria di Bologna e per tenere il passo di Roma e Juventus.
LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA – Problemi sulla catena di destra per Maurizio Sarri che dovrà fare a meno degli squalificati Hysaj e Callejon. Non saranno della partita Tonelli e Strinic che anche oggi hanno svolto allenamento differenziato. Il quartetto difensivo, con ogni probabilità, dovrebbe essere composto da Maggio, Koulibaly, Albiol e Ghoulam. A centrocampo Zielinski/Allan e Diawara/Jorginho i soliti due dubbi. La certezza è capitan Marek Hamsik sulla sinistra. In attacco favorito Giaccherini sulla destra al posto di Callejon con Mertens centravanti e Insigne a sinistra. Non escluso del tutto un impiego dall’ inizio del grande ex Leonardo Pavoletti, pronto in ogni caso a subentrare a gara in corso.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Diawara, Hamsik; Giaccherini, Mertens, Insigne
ALLENATORE: Maurizio Sarri
SQUALIFICATI: Hysaj, Callejon
INDISPONIBILI: Tonelli, Strinic

RIPRODUZIONE RISERVATA

La prima 2 Cavalli non si scorda mai… Citroen Story

0

La prima 2 Cavalli non si scorda mai… Citroen Story – Mi ricordo di quando i mulini erano bianchi e i biscotti sapevano di latte e di grano e di un bambino che si muoveva saltellante nella piazza principale del paesello, un bambino decisamente vivace, iperattivo, sveglio e veloce, vissuto in una cittadina in cui le automobili erano rigorosamente italiane, piena di officine autorizzate rigorosamente italiane.

E mi ricordo di quando un forestiero in visita al paese, parcheggiava, per forza di cose, la propria automobile nella piazza principale. Quel bambino si fermava a fissarla e a studiarla per comprenderne al massimo le particolarità. A volte capitava anche qualche mezzo più particolare che sembrava un’auto assurda e, per certi versi, la negazione stessa del concetto di automobile.

Mi ricordo gli enormi occhi azzurri di quel bambino che ha sentito più volte nella sua vita ‘Che begli occhi’ di ‘Come ti chiami?’. Un fanciulletto brillante terribile e tremendo, seppur educato e responsabile, e di quanto si illuminassero di gioia i suoi occhi quando vedeva spuntare all’orizzonte quell’auto giallognola rumorosa e ondulante. Era l’unica cosa che riusciva a fermarlo.

La sua mamma è ancora convinta che l’amore per le automobili affonda le radici nella propria oramai leggendaria scoperta di essere incinta di quell’essere proprio durante l’esame di guida.

La giallognola non godeva di ottima salute. A volte non partiva e per tappo del serbatoio benzina aveva un tappo di sughero, ci pioveva dentro e gli sportelli non avevano una vera e propria chiusura. Era chiamata da tutti ‘Diana’, ed è la prima di cui quel bambino ha memoria e che ha imparato a venerare. La prima su cui era riuscito, nei tardi anni 80, a farci un giro, che poi nel tempo si sono moltiplicati. Il profumo dello ski, una leva del cambio discutibile e i movimenti da giostre di festa di paese ne facevano una vera e propria attrazione.

Spesso saliva a bordo con la proprietaria per il semplice saporito gusto di fare un altro giro per poi ritornare a piedi nel punto in cui era stato caricato a bordo. Ricordo ancora le facce del padre e della madre che lo deridevano perché provava ammirazione per un’auto così dismessa lenta e malandata pur avendo a disposizione auto nuove, belle ed eleganti a gogò. Il papà gli ripeteva in continuazione: ‘Dove vuoi andare con quella Rangashia?’. La rangasha, in vernacolo, non era altro che la carcassa del tamburo più grande di una banda, il più rumoroso e il meno aggraziato.

Quei giri però non sono durati abbastanza.

Il 1991, infatti, è stato scenario di un grande trauma per quel bambino che dovette accettare che quella conosciuta ‘Diana’ era stata allontanata dal paesello per rifarsi una vita nel box di un amatore. E’ ancora vivissimo il ricordo di quella frase. La Diana fu sostituita da una dozzinale Y10.

Quel bambino oggi ha qualche anno in più, ha scoperto che quella non era una Diana ma più semplicemente una Citroen 2 Cavalli della quale ricorda solo la targa e un enorme adesivo a forma di papera sul baule posteriore.

Oggi quell’ormai uomo, ha ricevuto una bellissima sorpresa, una telefonata con la quale veniva informato di andare a ritirare un qualcosa a casa della vecchia proprietaria della celebre Diana.

E’ una fotografia scattata nel settembre del 1983, come appuntato a penna sul retro. Il regalo più caro ricevuto da sempre.

La prima 2 Cavalli non si scorda mai…

 

Quel bambino oggi ha ancora dei grandi occhi azzurri, è ancora tremendo e terribile e i suoi occhi azzurri, ancora grandi e apprezzati, sono rimasti per ore a fissare quell’immagine favolosa e oggi si è preso una rivincita. E’ riuscito a ridare una vita, seppur in modo diverso e in chiave moderna, alla ‘Rangashia giallognola’ diventando felice e orgoglioso proprietario di una bellissima 2 Cavalli. Ed è l’unica a cui è riuscito a volere più bene della ‘Rangashia giallognola’ che ha smesso di girare per le strade asfaltate nel maggio del 2001 avendo però una corsia privilegiata sulle strade del suo cuore.

Luigi Barbetta e la sua Citroen 2CV

Sarri: “Juve? Falso, farò causa a quel giornale. Parliamo del Genoa o vado via!”

Le sue parole

14.11 – Termina la conferenza.

14.11 – Lombardo interviene“Il risarcimento danni lo devolveremo in beneficenza”. 

14.10 – Sul rinnovo di contratto“A volte se devo andare in bagno vado in difficoltà perchè non ho tempo per pensare. Un giornale ha scritto che mi sono incontrati con la Juve, ma ho già contattato il mio avvocato. E’ una notizia falsa, farò causa a questo giornale”. 

14.07 –  “Io devo avere l’obbligo di far crescere questo organico. Mi farebbe piacere vincere qualcosa, ma anche far crescere un giovane resta una gran bella soddisfazione. Sono arrivati molti giovani talentuosi, ma devono costruirsi ancora una mentalità da grandi giocatori. Non farei mai restare un calciatore scontento, se il calcio italiano è ridotto male la colpa è un po’ di tutti. Abbiamo fatto finta di nulla, siamo tutti responsabili”.

14.04 – Sull’assenza di Callejon e le parole dello spagnolo recenti“E’ un giocatore importantissimo per noi, ma non solo nella mia gestione. E’ uno di quelli a cui si rinuncia sempre mal volentieri. E’ un diesel, ha dei tempi di recupero più rapidi rispetto agli altri calciatori. Mi fa piacere che si diverta, quando uno fa un tipo di lavoro del genere l’importante è divertirsi. Io sono uno da rapporti schietti, gli dissi in faccia che vedevo un gruppo triste. Hanno una fortuna incredibile, questo spogliatoio è diventato allegro in qualche settimana. Lui mi disse con franchezza ciò che pensava, non era sicuro di restare, poi venne da me a dirmi che voleva restare a tutti i costi”. 

14.03 – Su Simeone e Taarabt “Taarabt è rientrato in Italia da poco e sta giocando poco. Simeone è un attaccante giovane e che ha caratteristiche importanti. E’ un giocatore forte in area di rigore, sa attaccare la profondità e contende sempre ogni pallone. E’ uno dei prospetti più importanti ed è uno che può crearci difficoltà”. 

14.01 – Sulla fase difensiva “Il rendimento della squadra è di buon livello, abbiamo fatto sette o otto errori grossolani e questo è un qualcosa che può andare al di là del fatto che abbiamo perso Ghoulam e Koulibaly per quaranta giorni”. 

14.00 – Su Pavoletti“Sta crescendo, non è un calciatore leggero che in tre o quattro sedute già migliora. E’ forte fisicamente ed ha bisogno di un po’ di tempo. Avrebbe bisogno di minuti in campo e non possiamo concedere minuti a chi non sta benissimo. E’ sempre abbastanza difficile“.

13.58 – Sull’assenza di Callejon“Domani pensiamo al Genoa, poi penseremo a ciò che dobbiamo cambiare in vista delle prossime partite. Vedremo quale sarà la migliore soluzione, abbiamo ancora due allenamenti. Ho diverse soluzioni, posso decidere di cambiare ruolo a tutti gli attaccanti o optare per una sola sostituzione”. 

13.57 – Sulle aspettative di inizio stagione “Abbiamo un calendario mostruoso, ma ci penseremo partita per partita. E’ brutto che ci siano certe partite nel giro di sette giorni. Non sappiamo neanche noi quelli che saremo tra un mese”. 

13.56 – “Dobbiamo trasformare la supremazia in risultati e questo sarebbe frutto della determinazione, ma si chiama anche mentalità. Molto probabilmente non siamo maturi per certi traguardi. Vediamo se la crescita è ancora possibile”. 

13.55 – Sulla Juventus e la corsa scudetto“Non è pugilato, le vittorie a punti non si prendono e bisogna vincere sul campo. Noi siamo esteticamente più godibili, ma questo non vuol dire punti in classifica. La squadra più forte è sempre la prima in classifica”.

13.54 – Sulla gara col Bologna“Abbiamo concesso più di dieci tiri agli avversari, la fase difensiva non mi è piaciuta. Prendiamo qualche goal di troppo, facciamo errori grossolani che spesso ci costano qualcosa. Sono stato contento, però, della fase offensiva”. 

13.52 – Sarri stoppa il collega che si stava avviando ad una domanda sul Real: “O si parla di Napoli-Genoa oppure mi alzo e vado via!. Dobbiamo estranearci da tutto e preparare questa partita. Il Genoa è una squadra fisica, riesce a sporcare le partite perchè va a duelli uomo contro uomo. Ci vorrà una lucidità enorme e si trova solo essendo consapevoli dele difficoltà che si possono incontrare”. 

13.52 – Ecco mister Sarri accompagnato da Lombardo, Giuntoli e Pompilio, pronto a dare il via alla conferenza stampa.

Turi al Pungiglione: “Peccato per Logiudice, spero che tutto si risolva. E’ solo un periodo no”

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

Da stabiese e da tifoso della Juve Stabia cosa pensa di questo periodo particolare della prima squadra?: Per quanto concerne la prima squadra posso dire di essere amareggiato, come lo sono tutti i tifosi stabiesi. Come lo sono il presidente e tutti gli addetti ai lavori. Essendo noi stabiesi è normale che il nostro piacere è vedere la Juve Stabia lassù in vetta e fronteggiare queste grosse corazzate che ci sono nel girone. Bisogna essere obiettivi e sinceri e pensare che si sta affrontando un campionato di alta classifica contro società e squadre blasonate, è andata bene fino a due partite fa, adesso non penso che questa sia una formazione che stava in vetta alla classifica e adesso tutto in un colpo i ragazzi che sono rimasti, sono diventati dei brocchi. Sì c’è stata una la campagna acquisti ma i 9/11 della squadra sono comunque rimasti ancora a Castellammare. È solo un periodo no, dovuto anche ai campi pesanti. A Messina, su un campo naturale, si è sofferto un po’ il terreno pesante poi metti che vieni da un richiamo di preparazione per affrontare un finale di campionato ad alto livello, e allora lo paghi adesso. Sperando che poi ai primi caldi gli altri verranno meno mentre noi ne usciremo fuori alla grande.

Noi sappiamo benissimo il rapporto di stima che avevi con il direttore Logiudice, ai nostri microfoni è arrivata l’ufficialità da parte del presidente Manniello circa l’incomprensione fra i due con il direttore che ha deciso di prendere la propria strada: Mi auguro che sia una situazione che rientri. In questi tre anni di Logiudice a Castellammare penso che abbia costruito anche delle cose positive, poi nel calcio nascono sempre dei fraintendimenti, ma alla fine niente è insanabile. Me lo auguro per il bene della Juve Stabia per il bene di Logiudice e per il bene di tutti quanti, che si possa ricomporre questa collaborazione in quanto il mercato fatto fino a quest’estate, fino a quando Logiudice c’è stato, tutto è andato per il verso giusto. Forse qualche incomprensione ha rotto un pò gli equilibri, ma penso che nel calcio il tutto sia ricomponibile. Se questo non è possibile, auguro a Logiudice le migliori fortune, ma nello stesso tempo mi auguro che certamente non sia un vuoto incolmabile, nel bene e nel male sappiamo benissimo che le componenti messe insieme formano gruppo. Pavarese? Tra me e lui è un discorso particolare. All’epoca qualcuno era bistrattato da Pavarese e io ho cercato di mettere pace, ma non siamo mai arrivati alla rottura. C’era una persona che non voleva seguire le direttive di Manniello e Pavarese lo difendeva. Poi con Gigi è nato un grande rapporto.

Per quanto riguarda il settore giovanile, è stato un fine settimana positivo in quanto tutte le squadre hanno vinto anche con risultati clamorosi. Iniziamo a parlare di questa Berretti che riesce a vincere 1-0 a Siracusa: Abbiamo vinto con merito creando almeno 10 palle goal, ricordando un salvataggio sulla linea. Abbiamo capitalizzato tutto il potenziale che avevamo messo dentro poi ovvio in una partita dove non si riesce a segnare, un colpo di fortuna fa si che vince anche con un autogol. Bravo Del Prete che ha saputo capitalizzare dopo una deviazione su un calcio d’angolo. Si sa nel calcio c’è bisogno di quel pizzico di fortuna, e a differenza della prima squadra che vinceva per 2-0, se avessimo chiuso la prima frazione con questo risultato, sicuramente saremmo andati negli spogliatoi con maggiore calma e sicuramente poi la partita avrebbe preso una piega diversa. Questa è una squadra che non demorde mai sta sulla corda, dà filo da torcere a chiunque e lo dimostra il fatto che stiamo nuovamente prendendo il largo in classifica.

Stiamo recuperando invece posizioni con l’Under 17 punto un’altra vittoria netta, 3 a 0 alla Sambenedettese con doppietta di Del Prete che si dimostra sempre più bomber: Sugli scudi anche Costanzo con l’Under 15, il nostro ragazzo che fa parte della nazionale di categoria. Poi in gol è andato anche Bozzaotre. Siamo ritornati in testa alla classifica con 2 punti di vantaggio sul Fondi e una partita in meno che abbiamo ancora da recuperare contro il Teramo, con la squadra di Belmonte. Quello che c’è stato tolto nell’ultima partita del girone di andata, adesso ce lo stiamo riprendendo con i dovuti interessi. Come ho detto in passato, questa squadra adesso sta dimostrando il proprio valore la nostra forza e il gruppo di lavoro che abbiamo. Un gruppo coeso, con i tecnici che si aiutano a vicenda, tutti quanti insieme, non si risparmia nessuno da questo lavoro di gruppo, e da un grosso lavoro che viene dalle attività di base siamo riusciti a mettere su un una squadra veramente molto agguerrita. Under 15 e Under 17 sono due formazioni impostate per la programmazione futura.

Per quanto riguarda gli Allievi Regionali di mister Macone vincono addirittura 8-2 contro il San Giorgio. Pistola sempre più bomber adesso ne fa addirittura 4, in rete anche Fontanella e Massaro. Davvero bomber Pistola è pronto per il salto di categoria?: È un ragazzo che ha una grossa fisicità, spreca ancora tanto, però potrebbe fare ancora di più in una squadra impostata che gioca bene al calcio, che tiene bene il campo con ottime giocate e finalizzazioni. Qui bisogna dare atto a mister Macone che sta compiendo un lavoro davvero eccezionale, in una squadra dove ci sono 7/8 elementi di grandissimo spessore.

Anche Marrone sempre più leader del centrocampo: Lui è un centrocampista centrale di grosse qualità, l’anno scorso ebbe un po’ di problemi ma alla fine nel complesso tutti i 2001 accusarono un calo, dovuto probabilmente alla mancanza di una guida tecnica ed infatti non sono stato contento di chi ha guidato quella squadra. Pagammo dazio, ma comunque consapevoli di avere diversi elementi importanti tra cui Pistola, Marrone, lo stesso Fibiano che sta con l’Under 17, e altri come Spavone, Izzo, il portiere Todisco, o come il ritorno di D’Agostino. Quindi questa è una squadra importante che già viene da una formazione nell’anno scorso e penso che ci daranno ancora tante tante soddisfazioni.

Per quanto riguarda i Giovanissimi regionali ne fanno addirittura 7 contro l’Arci Scampia: Ci stiamo lavorando da due anni su questa squadra. Quando giochiamo al Menti siamo una squadra mentre quando andiamo su altri campi ne diventiamo un’altra perché avendo un tasso tecnico alto, siamo bravi a verticalizzare e a giocare palla, riusciamo comunque a fare bella figura pur giocando con i sotto età contro società blasonate come l’Arci Scampia. Abbiamo perso la settimana scorsa giocando su un campo più piccolo sebbene anche essa sia una squadra blasonata come la Promotion.

Per quanto riguarda le prossime partite, ci vuole dire qualcosa in più: Riposiamo con la Berretti e siamo fermi con l’Under 15 e con l’Under 17. Abbiamo 15 giorni di riposo dove cercheremo di ricaricare le batterie anche noi e di mettere dentro un po’ di carburante sperando di farlo nella maniera giusta, per ripartire poi alla ripresa nuovamente con il piede giusto in tutte le competizioni che stiamo affrontando in questo momento.

Quando verrà recuperata la partita contro il Teramo?: La gara sarà recuperata in occasione della prossima sosta di campionato e non adesso perché il Teramo recupera contro la Casertana. Consentitemi di ringraziare la società Juve Stabia che in questo momento ci sta consentendo di poter disputare qualche partita al Menti, visto che stiamo cercando di dare un po’ di lustro anche noi alla città di Castellammare.

Le critiche?: Nel calcio tutte le componenti sono utili e devono andare di pari passo. A Castellammare è sempre esistita la quinta colonna, non è una novità. Tutti i sacrifici di questo mondo che si fanno per la squadra cittadina, possono essere gettate. Ne abbiamo viste passare tante di società, presidenze ma ancora non riusciamo a capire che non bisogna essere tifosi solo quando si è sul carro dei vincitori. Non lo abbiamo ancora capito, nonostante per anni siamo rimasti senza calcio dopo l’era Fiore. Subito dopo Fiore c’è stato buio pesto. Questa è una situazione delicata, inutile rompere un giocattolo che può far togliere soddisfazioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA

I nostri sponsor:

 







Sarri, l’ agente: “Nessun contatto con la Juve, non commento cose che non esistono”

Alessandro Pellegrini, agente di Maurizio Sarri, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 
“Contatti con la Juventus? Non commento cose che non esistono. Non ha senso neanche continuare a parlare di ciò in quanto si mira solo a destabilizzare una squadra che inizia a fare paura. L’ ho già scritto su Twitter: le bufale non si smentiscono, si usano per farci le mozzarelle”.