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Juve Stabia: Zhivko Atanasov convocato in nazionale viene seguito anche da un club di serie A

Zhivko Atanasov dopo l’ottimo campionato disputato fino a questo momento, comincia a raccogliere i frutti del suo lavoro e della sua caparbietà.

Un premio. Conquistato, sudato, meritato. Un biglietto di ritorno per la Bulgaria, anche se solo per tre giorni. Sensazioni intense, emozionanti. Da Castellammare di Stabia verso l’Est, un passo breve per un salto grande così. Zhivko Atanasov, ci scommettiamo, in questo momento è il volto della felicità. Perché ne ha passate tante, e perché ora può gustarsi la chiamata più bella: quella della sua Nazionale. Il difensore classe 1991 della Juve Stabia è stato convocato, infatti, per uno stage che la Bulgaria di Hubcev terrà dal 20 al 22 febbraio. Applausi. Per chi nel febbraio dello scorso anno ha chiuso le valigie tra speranze e sogni e, dopo varie esperienze tra Levski Sofia, Cherno More e Slavia Sofia, è andato verso un futuro senza certezze.

Qualità indiscutibili, quelle di Zhivko: forza fisica (187 centrimetri), la giusta dose d’esperienza, la voglia di rispondere presente alla grande chiamata della Juve Stabia, che ha visto in quel ragazzone venuto dall’Est la luce del potenziale campione. Questione di dna, dato che lo sport non è proprio una novità in famiglia. La madre di Zhivko, Jordanka Donkova, è stata una meravigliosa campionessa nell’atletica leggera, con la medaglia d’oro nei 100 metri a ostacoli alle Olimpiadi di Seul nel 1988 e quella di bronzo a Barcellona nel 1992, oltre al primato mondiale di 12″21 che ha resistito per quasi 28 anni e battuto solo nel luglio del 2016 dall’americana Kendra Harrison.

Nonostante tutto, però, il destino ha provato a giocare brutti scherzi. Zhivko Atanasov, arrivato in prova al Menti, ha infatti dovuto fare i conti con un ginocchio che proprio non ne voleva sapere di dargli pace. Una prima stagione tormentata, solo due presenze e tanti, troppi rimpianti. Valigie pronte, da chiudere per tornare indietro, con il rammarico di non avercela fatta. E invece no. Perché il club del presidente Manniello ha continuato a credere in quel ragazzo. E lo ha aspettato.

I risultati, con pazienza e fiducia, arrivati: in questa stagione, Atanasov è diventato titolare indiscusso e grande protagonista della squadra di Gaetano Fontana che si sta giocando la vittoria del Girone C di Lega Pro con corazzate come Lecce, Foggia e Matera. I numeri parlano chiaro: 21 presenze complessive (18 in Lega Pro, 2 in Coppa Italia e 1 in Coppa Italia Lega Pro) con 1759 minuti giocati e un gol segnato il 14 settembre contro il Messina. Costanza, intelligenza, riscatto. Già, il riscatto. La convocazione per la Nazionale bulgara è un premio sia per Zhivko che per la Juve Stabia, che ci hanno sempre creduto, anche quando sembrava che tutto questo non dovesse accadere. Problemi fisici alle spalle, un rendimento ben al di sopra della sufficienza e le luci del mercato puntate addosso.

Già, perché le sue prestazioni non sono passate inosservate: il Chievo Verona del presidente Campedelli ha già appuntato nome e cognome sul taccuino e degli osservatori gialloblù lo hanno seguito durante la partita contro la Casertana dello scorso 13 novembre. Un futuro ancora tutto da scrivere, tra speranze e rivincite. Con il mercato sullo sfondo, Atanasov e la Juve Stabia si godono un riconoscimento come quello della convocazione nella Nazionale bulgara. Il premio per chi ha saputo aspettare. Per chi ha saputo crederci.

fonte https://gianlucadimarzio.com/it/atanasov-gioia-juve-stabia-la-bulgaria-chiama-il-chievo-lo-osserva

Assemblea PD: dialogo tra sordi

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Marcello Sorgi analizza il “ dialogo tra sordi ” che porta il partito a una scissione sempre più vicina. Bersani: “Renzi ha spinto il pulsante dell’autodistruzione”.

Alla direzione del Pd che dopo i risultati del referendum doveva decidere sui destini della legislatura, del governo, e di conseguenza del Paese, è andato in scena il più classico del dialogo tra sordi, tra Renzi e la sua maggioranza che ha lasciato avvertire qualche scricchiolio, da una parte, e gli avversari della minoranza dall’altra. Al di là di qualche pallido tentativo di ritorno alle buone maniere, tra gente che in molti casi non si rivolge più la parola da tempo e si parla solo attraverso interviste a giornali e tv, i due schieramenti, divisi in quattordici correnti, sono rimasti ciascuno sulle sue posizioni.

Renzi punta a far svolgere il congresso del suo partito in tempi brevi, entro aprile o maggio, per andare alle elezioni anticipate entro giugno, o al massimo settembre. Bersani ha chiesto che la legislatura arrivi alla sua scadenza naturale, in nome della necessità di dare al governo la possibilità di affrontare i più urgenti problemi italiani, e di posporre l’esigenza del Pd di rilegittimare il proprio vertice, misurando consensi e dissensi tra i propri iscritti ed elettori.

Ma poiché ridurre all’essenziale – Renzi sì o no – il dibattito interno, incarognitosi e giunto alle soglie di una scissione a meno di dieci anni dalla nascita del Pd, non sarebbe stato possibile, senza aggravare il penoso clima interno, e peggiorare in diretta tv l’immagine del più grande partito di governo, per quattro ore si è assistito a un confronto non del tutto mediocre sui destini della sinistra mondiale insidiata dal populismo arrembante, dalla destra trumpista e xenofoba vincente, dalla globalizzazione calante. Una discussione a tratti perfino interessante, per chi voglia farsi un’idea del panico e del senso di accerchiamento che accompagna una delle poche classi dirigenti di centrosinistra rimaste alla guida di un Paese importante come l’Italia, mentre tutt’attorno, dall’Inghilterra alla Francia all’Olanda, i nostri maggiori partners provano come possono a fronteggiare le proprie crisi politiche e quella più complessiva dell’Unione Europea. E una prova abbastanza esplicita – sebbene si sia trattato dell’inizio abbastanza estemporaneo di un dibattito destinato a proseguire – che anche il Pd, come quasi tutti i democratici e i socialisti nel mondo, di fronte alle sfide che tutt’insieme s’è trovato davanti non ha altre risposte che una sorta di indietro tutta, rispetto all’assunzione dì responsabilità che avevano caratterizzato le sinistre dell’inizio degli Anni Novanta, oggi guardati quasi come il momento di un grande errore e l’occasione di un tradimento delle idee e dei bisogni tradizionali del proprio elettorato. Dunque, basta mercati, privatizzazioni, liberalizzazioni delle regole del lavoro, terze vie tra capitalismo e socialismo, e via libera alle nostalgie d’altri tempi, statalismo, interventi pubblici, assunzioni (pagate con chissà quale capitolo del bilancio statale, oberato dal debito). Il tutto, coniugato con le parole-chiave del successo di Trump in America, declinate ovviamente a sinistra e nella lingua nazionale: «Prima l’Italia!» e «Protezione».

Ora, è lecito dubitare che al di là di qualche slogan elettorale – non dissimile da quelli adoperati, per perdere, dal leader laburista Corbyn in Inghilterra o dall’aspirante e sconfitto dalla Clinton candidato democratico Sanders in Usa -, queste proposte possano trasformarsi in soluzioni per i pesanti e crescenti problemi italiani. Come manifesto per una sinistra che voglia tornare all’opposizione sono perfette, e può darsi che servano anche a recuperare una parte di voti perduti, ma non la maggioranza che serve a governare. E va da sé che se questo dovesse diventare il programma del Pd, Renzi non potrebbe più esserne il leader: al dunque, questo sembra il vero obiettivo dei compagni ritrovati.

L’accelerata verso il congresso dell’ex premier, e tra qualche giorno segretario dimissionario del Pd, nasce di qui: sarà il suo ultimo azzardo, per cercare di non soccombere alle sirene del passato, di certo il più rischioso della sua recente avventura.

vivicentro.it/opinione
vivicentro/Assemblea PD: dialogo tra sordi
lastampa/L’ultimo azzardo del leader MARCELLO SORGI

Real Madrid-Napoli, i convocati di Zidane: assente Bale

Il Real Madrid ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro il Napoli al Bernabeu. Gara valevole per l’ andata degli ottavi di finale di Champions League. Non figura tra l’ elenco il nome di Gareth Bale, l’ attaccante gallese  è rientrato in gruppo solo pochi giorni fa dopo un lungo stop.

 

Portieri: Keylor Navas, Kiko Casilla, Ruben Yanez.

Difensori: Carvajal, Pepe, Ramos, Varane, Nacho, Marcelo.

Centrocampisti: Kroos, James, Casemiro, Kovacic, Modric, Isco.

Attaccanti: Cristiano Ronaldo, Benzema, Lucas Vazquez, Morata

Champions League, Zidane: “Entrambe le squadre hanno le stesse possibilità di passare il turno. Sarri? Sta facendo benissimo”

Zinedine Zidane, allenatore del Real Madrid, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’ andata degli ottavi di Champions League contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Bale ha recuperato e ha lavorato già due volte con il gruppo. Sta bene e vedrete se sarà convocato. Bisogna essere cauti visto che è stato fuori due mesi. Siamo molto concentrati sulla sfida di domani. Entrambe le squadre hanno il 50% di possibilità per passare il turno. Sarri sta facendo un grande lavoro, il Napoli gioca molto bene e i risultati positivi sono una conseguenza.
Finale? La strada è lunga, prima abbiamo due partite difficilissime contro il Napoli. Crediamo molto in questa competizione, per vincere domani dovremo dare il massimo in campo.
Maradona? Da bambino lo veneravo ma con tutto il rispetto sono i giocatori che scenderanno in campo che temo maggiormente. Il Napoli ha tanti giocatori forti e rapidi, specialmente in avanti. Anche noi abbiamo le nostre armi, vedremo chi la spunterà.
Il Napoli gioca a ritmi elevati, sappiamo delle difficoltà cui andremo in contro in diversi momenti della gara. Dobbiamo limitarli sul piano offensivo e non esporci al loro contropiede. Per questo servirà la massima concentrazione per portare a casa il risultato”.

Attività di base, Virtus Palma-Juve Stabia 1-2: il tabellino

Attività di base, Virtus Palma-Juve Stabia 1-2: il tabellino

L’attività di base della Juve Stabia, categoria 2005/06, ha giocato contro la Virtus Palma e vinto con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Cioffi e Minasi.

Così in campo:

1 tempo:

Sacco, Provvisiero, Miele, Granatello, Maffei, Testa, Di Nardo, Cioffi, Rinaldi

2 tempo:

Galluccio, Coppola, De Curtis, Papa, Natale, Mottola,  Improta, Cioffi, Minasi

3 tempo:

Galluccio, Provvisiero,  Miele, Zaccariello, Maffei, Natale, Buzzo, Fabrizio, Testa

a cura di Ciro Novellino

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Champions League, Modric: “Gara difficile, il Napoli gioca bene. Speriamo di ottenere un buon risultato”

Luka Modric, centrocampista del Real Madrid, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Domani ci attende una gara difficile, il Napoli è un ottima squadra. Siamo fiduciosi in quanto giochiamo in casa. Possiamo fare bene e non concedere il gol all’ avversario. Mi aspetto una grande sfida, noi abbiamo una grande storia in Champions e i nostri tifosi ci supporteranno dall’ inizio alla fine. Maradona? Uno dei più grandi della storia. Siamo contenti che sia presente ma fortuna che non gioca.

Noi ci siamo allenati al meglio e siamo pronti a scendere in campo per centrare la vittoria. Il Napoli viene da una buona serie di risultati e gioca molto bene. Noi giochiamo in casa e dobbiamo subito partire a ritmi elevati. E’ una buona squadra che sa far bene   in attacco ma anche a centrocampo. Sarà difficile prendere in mano la partita ma speriamo di ottenere un buon risultato. Sono maturato molto e sono contento del mio rendimento, spero di continuare così per anni”.

Callejon: “Per me sarà una gara speciale. Napoli scelta giusta, devo ringraziare Sarri”

Josè Maria Callejon ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Onda Cero. Ecco quanto evidenziato:

“A Madrid ho tanti amici e al Bernabeu sono a casa, ora però sono un giocatore del Napoli e voglio dare il massimo per raggiungere la vittoria. E’ una partita speciale per me, se segno non esulto perché rispetto questo club e i suoi tifosi. Il mio sogno era di giocare col Real e ci sono riuscito. Poi c’ era poco spazio e Napoli è stata la scelta giusta per me.

C’ è tanta passione e anche domani ci saranno diecimila tifosi pronti a sostenerci. Il mio rendimento è soprattutto merito di Sarri che predilige il gioco in verticale. Spero che possa essere una bella partita e ricca di gol, specialmente nostri”.

Real Madrid-Napoli, i convocati di Sarri: 24 uomini a disposizione

Seduta mattutina oggi per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match del Bernabeu contro il Real Madrid per l’andata dell’ottavo di finale di Champions League in programma domani alle ore 20,45.

La squadra ha svolto attivazione, seduta tecnico tattica e rifinitura. Nel primo pomeriggio partenza per la Spagna.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Maksimovic, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Strinic, Tonelli, Allan, Diawara, Giaccherini, Rog, Hamsik, Jorginho, Zielinski, Callejon, Pavoletti, Insigne, Mertens, Milik.

Da sscnapoli.it

Roberto Amodio: “Momenti negativi possono capitare, ma non è giusto essere disfattisti”

L’intervento di Roberto Amodio al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come nostro ospite telefonico l’ex capitano della Juve Stabia Roberto Amodio per discutere con lui di questo momento negativo delle Vespe.

Questi sono stati alcuni passaggi della lunga intervista concessaci:

Ciao Roberto, la Juve Stabia sta attraversando un momento particolare sotto il profilo dei punti ma l’organico c’è e forse bisogna trovare solo un po’ di tranquillità dal punto di vista mentale. Qual’è il tuo pensiero in merito?

In questo momento si sta pagando un po’ lo sforzo profuso nel girone di andata e non sempre si riesce a mantenere i ritmi alti con qualche calciatore che magari ha perso un po’ di forma fisica. In più sono arrivati dei calciatori che devono ancora integrarsi, a questo aggiungiamo qualche infortunio di troppo che ha costretto l’allenatore a fare dei cambi forzati e la situazione è chiarita.

In particolare sugli infortuni posso dire che quelli di Atanasov e di Liviero, che doveva essere il titolare inamovibile, hanno creato qualche problema in più. Liviero a momenti sembrava essere recuperato ma poi ha subito una ricaduta ed è ancora fermo ai box. I nuovi arrivati sono stati buttati nella mischia anche per necessità senza dare a loro il giusto tempo per ambientarsi.

In queste prime 4 partite si è sofferto un pò, però penso che non dovrà mai mancare l’entusiasmo che ha caratterizzato l’ambiente nel girone d’andata. In questo momento sta venendo meno in virtù di qualche risultato non positivo e questo posso anche capirlo. Anche chi ci precede ha avuto il suo periodo negativo, vedi il Lecce, il Matera e il Foggia appena qualche settimana fa.

Va detto che la Juve Stabia è stata anche sfortunata, vedi proprio il gol contro il Fondi subito a 7 minuti dal termine, in altre circostanze poteva essere benissimo evitato, pur giocando contro una buona squadra, ma dobbiamo sempre comunque tener conto degli avversari e del girone di ritorno che è sicuramente diverso con molte squadre che si sono rinforzate, è proprio il Fondi è una di queste. La squadra laziale è di categoria e non ha troppa pressione dall’ambiente.

Domenica abbiamo visto che anche il Francavilla è una squadra ben organizzata, che è stata capace di andare a fare risultato pieno a Matera, lo stesso Foggia poi ha perso a Taranto. Questi momenti negativi nell’arco di un campionato possono capitare, però non bisogna essere disfattisti e non bisogna buttare all’aria tutto quello che di buono è stato fatto fino a questo momento. Non è giusto! Per vincere i campionati ci sono tante situazioni e anche momenti di fortuna che possono essere determinanti. Fa male sentire in giro che si è “rotto il giocattolo”. Non reputo giusto sentire critiche esagerate nei confronti dell’allenatore, è sicuramente un tecnico giovane avrà pure i suoi difetti, la sua mentalità, ma non bisogna essere disfattisti e mettere in discussione il suo operato. Siamo stati addirittura incolpati di aver preso calciatori provenienti dall’Eccellenza, quando in realtà alcuni di loro fino a 20 giorni fa giocavano in serie B e non vedo perché non potevano essere utili alla nostra causa, probabilmente avranno bisogno di rifiatare e forse non bisogna esercitare molta pressione ad alcuni giovani.

Se guardiamo a queste prime 4 partite dispiace aver perso a Siracusa, con una partita quasi perfetta dei siciliani, che poi a Lecce però sbagliano il rigore e perdono in virtù di un autorete. Sono episodi che succedono, in questo momento la dea bendata ha voltato le spalle alla Juve Stabia.

Per quanto mi riguarda ho visto un gruppo coeso, tant’è che al momento del gol di Izzillo, anche i panchinari sono andati ad abbracciare il gruppo. Bisogna stare tutti vicini e imprimere alla rosa quella spensieratezza che i ragazzi avevano nel girone d’andata, quando nessuno osava immaginare che la squadra potesse posizionarsi al primo posto in classifica al di sopra di tutte le altre corazzate. Ci sono ancora tantissime partite e non vorrei che iniziasse a serpeggiare un certo pessimismo nell’ambiente, e francamente sono convinto che alcuni calciatori devono ancora acquisire una condizione fisica importante, soprattutto per quanto riguarda i nuovi arrivati, per cui ci sono sicuramente margini di miglioramento.

La Juve Stabia su 25 partite ne ha vinte 13, 9 vittorie senza subire gol. Nel 2017 su 4 partite ha sempre subito gol. Può essere questo un fattore per tornare al successo, ovvero iniziare a non prendere gol?

Sicuramente tutte le squadre che lottano per un obiettivo importante sono quelle che prendono meno gol, perché prima o poi il gol lo trovi. Quindi la Juve Stabia deve preoccuparsi a non prendere gol, anche perché la squadra ha calciatori importanti che producono azioni da gol e puoi segnare in qualsiasi momento. Bisogna stare attenti a curare in particolare la fase difensiva. Sabato contro il Fondi posso dire che non ho visto un errore da parte della difesa, secondo me il nostro portiere, nell’azione che ha determinato il pari, pensava ad un cross di Giannone ed invece poi è stata sorpresa sul suo palo.Però dobbiamo anche ammettere che fino a quest’ultima partita Russo ha disputato un campionato importante, ci può stare che puoi prendere un gol magari per anticipare un movimento o una lettura di un cross.

Può sbagliare il portiere, cosi come può sbagliare anche l’allenatore nei cambi, e sicuramente anche lui dovrà ravvedersi. Sono cero che lo farà, lui che fino a tre anni fa giocava è ben conscio delle difficoltà di un campionato.

Da ex grande difensore, come ti spieghi il gol regalato dal Siracusa in quel di Lecce?

Non so cosa dire, loro hanno fatto la partita perfetta contro di noi pur perdendo 2-0 sono riusciti subito a fare gol e a vincere con un eurogol, poi la settimana dopo vanno a Lecce sbagliano un rigore e propinano un’autorete abbastanza clamorosa. Fa parte del calcio, ci possono stare degli errori da parte dei difensori e pertanto non voglio mai pensare a favoritismi.

Tu conosci molto bene lo spogliatoio della Juve Stabia, pensi che Fontana applicherà dei cambiamenti?

Sicuramente il tecnico farà i suoi accorgimenti, in verità già sabato sono stato colpito dalla reazione dopo il gol. I cambi sono nati da situazioni del momento con gli infortuni di Marotta e di Giron. Negli ultimi 5 minuti, la Juve Stabia ha giocato con il 5-3-2 con Cutolo a ridosso delle punte, modulo che aveva anche sortito gli effetti sperati, visto che lo stesso Cutolo aveva segnato un gol regolarissimo.

Ovviamente anche lo stesso Fontana è consapevole che le squadre hanno capito il nostro modo di giocare, tant’è che lo stesso Fondi, squadra ben organizzata, ha imposto il proprio gioco lungo le corsie per metterci in difficoltà.

È un ragazzo intelligente, e sbagliare è umano.

Mi auguro che la piazza lo lasci lavorare in pace senza esercitare tanta pressione, dandogli fiducia incondizionata visto che fino adesso la squadra ha giocato bene.

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Neanderthal Vs Sapiens

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Così simili, così diversi

4 miliardi e 567 milioni di anni fa, dalla nebulosa solare, si è formata la terra.

2,5 milioni di anni fa fece la sua comparsa l’Homo.
Il genere di primati della famiglia degli ominidi fece la sua comparsa come Homo habilis e coincise con la presenza di utensili in pietra nei giacimenti fossili, con l’inizio del Paleolitico inferiore, con un’accresciuta capacità cranica rispetto agli altri ominidi.
Una ventina le specie, tutte estinte tranne una: l‘Homo sapiens, l’uomo moderno.

L’ultima, l’Homo neanderthalensis.
Scoperte fatte nel tempo suggeriscono che siano esistite altre specie più recenti: Homo Ercuts e l’Homo di Denisova con un Dna differente da quelli di Neanderthal e Sapiens.

L’Homo neanderthalensis, detto Uomo di Neanderthal, è un ominide strettamente affine all’Homo sapiens, che visse nel periodo paleolitico medio, compreso tra i 200 e i 40 mila anni fa.
I primi fossili furono ritrovati nella valle di Neander presso la città di Düsseldorf, in Germania, da cui prende il nome.
Homo evoluto, capace di scheggiare e dal comportamento sociale evoluto, ha convissuto, nell’ultimo periodo della sua esistenza, con l’Homo sapiens.
Scomparve, ed è questo che ad oggi non è ancora del tutto chiarito.

L’Homo sapiens, l’uomo sapiente, l’essere umano moderno, compare 200 mila anni fa in Africa orientale, probabilmente nella valle del fiume Omo in Etiopia e da lì partì alla conquista dell’intero pianeta, colonizzandolo.

La domanda è sempre la stessa: perché i Neanderthal si sono estinti e i Sapiens no?

Dove sono le differenze, considerato che studi recenti hanno dimostrato che gli esseri umani moderni e i loro cugini differiscono geneticamente solo per una frazione di punto percentuale?
Le domande spesso non hanno mai trovato precise risposte ma solo altrettante domande.

Si è assai dibattuto se l’uomo di Neandertal sia da considerare una sottospecie estinta di Homo sapiens (denominata Homo sapiens neanderthalensis), con la conseguente possibilità di incrocio e ibridazione tra i due, oppure se sia una specie autonoma (Homo neanderthalensis).

Studi recenti indicano che i due tipi umani, parzialmente contemporanei, apparterrebbero a due diverse specie.

Successivamente, altri studi, hanno indicato che appartengono alla stessa specie e che le differenze anatomiche e somatiche sarebbero dovute a differenze climatiche, ambientali, morfologiche e di alimentazione.

Oggi, l’analisi del DNA ha rivelato che il genoma dell’Homo Sapiens e dell’Homo Neanderthalensis è identico al 99,84% e che hanno meno di 100 proteine che differiscono nella loro sequenza strutturale.
Tutto ciò però non può portare ad una sola conclusione.

Nonostante l’importante somiglianza genetica, le due specie contano differenze fondamentali.
Nei Neanderthal una struttura scheletrica più massiccia, gambe e braccia più corte, mani e dita più grandi, ossa di braccia e gambe ricurve, assenza di mento, fronte sfuggente e arcate sopraccigliari più prominenti.
Nei Sapiens malattie e condizioni neurologiche non presenti nei Neanderthal.

Negli esseri umani risultano attivati circa 2200 geni che nei Neanderthal sono rimasti inattivi.

Quando un gene non viene attivato, infatti, non si producono variazioni nel tratto

Ma anche in questo caso ci sono dei limiti.

Ogni individuo, infatti, può mostrare variazioni notevoli l’uno dall’altro a causa dell’ambiente, della dieta o di altri fattori.

È quindi impossibile sapere se il modello dell’attivazione o meno di un gene trovato nei Neanderthal è tipico della specie globale, oppure se specifico dell’individuo studiato.
Certo è che resta un modello che rappresenta un primo passo verso una maggiore comprensione delle differenze tra esseri umani moderni e i nostri antichi antenati.

Ma l’ipotesi più accreditata e curiosa, per alcuni versi prevedibile, naturale, resta quella per cui fu il sesso con i sapiens a far estinguere i Neandertal.
Una questione di incroci.

Nei lunghi viaggi, costretti a condividere le limitate risorse e un clima sempre più rigido, gli incontri si fecero frequenti e così nacquero generazioni miste.
Ed è così che generazione dopo generazione, il DNA dei Neandertal si sarebbe disperso, assorbito da quello delle popolazioni di Homo sapiens, molto più numerose.
Oggi, uno studio ha dimostrato che negli europei permane circa il 2% del DNA neanderthaliano mentre negli asiatici il 2% del DNA denisoviano.
L’archeologo Michael Barton, della School of Human Evolution and Social Change dell’Arizona State University, dice: “Se si aumenta la mobilità dei gruppi nei luoghi in cui vivono, si finisce per aumentare il flusso genico tra le due diverse popolazioni, finché una popolazione scompare e non esiste più come gruppo chiaramente distinto”.
I Neandertal furono “geneticamente sommersi” dai sapiens.

Un giorno, grazie alle tecnologie, arriveranno le risposte alle diverse teorie.
Oggi, tante ipotesi ancora difficili da provare.
Ci restano le affinità, i continui incroci che fanno della sfida un’affascinante enigma scientifico.

Vincenzo VANACORE

Resa dei conti del Pd: Vince Renzi. Scissione più vicina nel Pd

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Resa dei conti del Pd. Alla fine di un’assemblea svoltasi in un clima teso è passata la linea del segretario Matteo Renzi: congresso subito ed elezioni dopo l’estate.

Patto con Franceschini, Renzi vince. Congresso subito e voto dopo l’estate

Sfida in Direzione, passa la linea del segretario. L’accordo: niente elezioni a giugno
ROMA – E alla fine dopo tanta attesa (mediatica), si è materializzato un Matteo Renzi un po’ diverso dal solito: l’ex premier è riuscito ad ottenere ciò che più desiderava (Primarie entro aprile), ma senza strappare in modo plateale con i suoi agguerriti avversari interni, per esempio evitando di stuzzicarli con nomignoli irrisori. Una piccola prova di stile che in realtà preannuncia un cruento duello dialettico sulla possibile scissione della minoranza. La Direzione del Pd era chiamata a decidere su due questioni: da una parte modalità e data del congresso del partito, dall’altra durata della legislatura e dunque del governo. Al termine di una riunione svolta in un clima teso ma senza cadute di stile da tutte le parti, Matteo Renzi è riuscito a far passare (con 107 voti a favore e 12 contrari) un documento che, attraverso vari passaggi vari statutari, apre la strada ad un congresso del Pd che culminerà nella sfida finale delle Primarie, quasi certamente il 30 aprile. Fa parte invece delle intese raggiunte dietro le quinte (col ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini), l’altra decisione strategica: quella di rinunciare all’ipotesi di elezioni anticipate a giugno.
 L’accordo dentro la maggioranza del Pd è che si andrà a votare comunque dopo l’estate: in autunno se sarà conveniente per il Pd o più probabilmente a scadenza naturale, nel febbraio del 2018. Renzi, come è naturale, ha tenuto coperto il patto con Franceschini e in direzione ha detto: «Se si voterà a giugno, a settembre o a febbraio non riguarda l’essenza del Pd». Ma quel che stava più a cuore a Renzi era riuscire a far partire l’iter per la convocazione di un congresso che, salvo colpi di scena, dovrebbe rieleggerlo leader del Pd per altri quattro anni, restituendogli il controllo pieno della “macchina del partito”. Ma proprio questo probabile ritorno di un Renzi con pieni poteri è destinato ad accelerare una decisione sulla permanenza del Pd da parte dei due personaggi che incarnano l’anima “post-comunista”, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. L’ex segretario, alla domanda se fosse probabile una scissione, ha risposto con un enigmatico: «Vedremo…».

Formalmente la decisione di convocare in tempi accelerati il congresso spetta a fine settimana all’Assemblea nazionale del Pd, davanti alla quale Matteo Renzi si presenterà dimissionario, altra questione pacifica sebbene si sia molto ricamato su questa opzione. Ma nella discussione dei prossimi giorni e mesi peserà molto il dibattito che si è svolto ieri nella direzione, che era stata convocata fuori sede. Matteo Renzi aveva aperto le danze, provando a volare alto: sia nella ribadita autocritica per il risultato negativo del 4 dicembre («parlano di rivincita ma il referendum era una finale secca e purtroppo l’ho persa») ma anche nell’impostare le sfide del partito: «Improvvisamente è scomparso il futuro dalla narrazione politica italiana, l’Italia sembra rannicchiata nella quotidianità». Più di maniera l’annuncio che «si chiude un ciclo alla guida del Pd», così come gli attacchi in codice a Massimo D’Alema, quando Renzi ha auspicato una Commissione d’inchiesta sulle banche: «Per mesi si è parlato solo di due o tre banchette toscane» e invece per il segretario del Pd più interessanti sono i casi delle banche pugliesi o di Antonveneta. Tutta in chiave congressuale la rivendicazione del consuntivo politico: «Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell’unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8».

Ma ora per Renzi l’incognita sta nella capacità di tenere dentro il Pd l’ala “post-comunista”: perderla sarebbe uno smacco e per questo il segretario ha descritto in termini paradossali i recenti zig-zag della minoranza: «De Luca ha detto che siamo dei masochisti, io non posso essere sadico: va bene tutto ciò che serve per creare un clima per sentirsi a casa, ma quando si ha paura di confrontarsi con la propria gente, io credo che l’ennesimo passo indietro non sarebbe capito neanche dai nostri». Durante il dibattito si è candidato alla segreteria del Pd il governatore della Puglia Michele Emiliano, mentre quello della Toscana Enrico Rossi non ha ancora sciolto la “riserva”.

LEGGI ANCHE: Renzi alla direzione Pd: il suo intervento in 15 ‘pillole’

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lastampa/Patto con Franceschini, Renzi vince Congresso subito e voto dopo l’estate FABIO MARTINI

La redazione di Vivicentro.it augura, ”Buon San Valentino” a tutti gli innamorati (VIDEO)

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Auguri a tutti gli innamorati, con lo sfizioso video degli amici de “Il Terrone fuori sede” e, a seguire, alcuni brani del nostro direttore artistico Luciano Somma, non solo per la ricorrenza di San Valentino ma per tutti i giorni dell’anno, per sempre!

San Valentino Friarielli. What else?

Ultimo Piano Del Cielo

testo Luciano Somma Musica di Peter Ciani canta Flavia Stoica Ed. musicali italianan way music- Cusano milanino (milanino)

SAN VALENTINO

Tuffati nei miei sogni
Là dove
Vi è fragranza del pane
Ancora caldo
Il profumo del latte
Appena munto
Un cielo terso
Un volo d’aquiloni
Un mare calmo
Tra giochi di lampare
Tuffati nei miei sogni
Nelle onde d’un bene
Appena nato
Che lievita ogni istante
Carezze d’alba
In notti senza memoria
Di passeri impazziti
Tuffati nel mio calice d’immenso
Troverai un’ostia vergine
Sull’altare del mio amore
Sarà la nostra comunione
Vivere.

LUCIANO SOMMA

IL TUO SORRISO

Ovunque andrò
Qualsiasi cosa
Possa accadere
Lungo il corso
Della mia esistenza
Non potrò staccarmi
Dall’immagine nitida
Che ho nel mio cuore
Del tuo sorriso.
Non è possibile
Trovare un’altra
Che possa sorridermi
Come facevi tu.
In quelle ore fantastiche
Dove sogno e realtà
Formavano un connubio
Confidavamo i nostri desideri
Le nostre ansie, le nostre aspirazioni.
Tutto, tutto è legato a quei momenti.
Ogni attimo, ogni gesto,
ogni suono, ogni parola!
Ed è per questo
Che ovunque andrò
Ti vedrò accanto.

LUCIANO SOMMA

LUCIANO SOMMA

CORE MARENARO

Povero core mio, nu marenaro,
 
campa ‘int’all’acqua e nun è piscatore
 
cerca e nun trova ‘a luce ‘e na lampara
 
se sta cecanno ‘int’all’oscurità.
 
Vuleva ‘o ddoce ma ha truvato ‘o ffele
 
e tutto avesse dato pe’ n’ammore
 
sta vita na nemica assaje crudele
 
luntano ‘o puorto cu’’a serenità.
 
‘Ncopp’a chest’onne stenta ‘a varca a pprora
 
e ‘a sera lentamente s’avvicina
 
povero e scunzulato spera ancora
 
ca l’eco d’’e ssirene ‘o fa arrivà .
 
‘Mpruvvisamente ‘o cielo se fa scuro
 
nu lampo, po’ nu tuono, na tempesta!
 
senz’anema stu core comm’è annuro
 
ma sbatte forte, nun se vò fermà.
 
‘E rimme se so’ fatte cchiù pesante
 
‘a varca affonna e nun le pare overo
 
se vò salvà, ma nun ce stanno sante,
 
… e scunzulatamente se ne va… 
 
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Sky – Al Bernabeu il Napoli indosserà la divisa nera, Hysaj si è allenato regolarmente

La partita che tutta Napoli aspetta fin dai sorteggi, quella del Santiago Bernabeu in programma mercoledì sera. Che secondo quanto raccolto dal corrispondente di Sky Sport, Francesco Modugno, la squadra di Sarri affronterà in maglia nera. Inoltre, per quanto riguarda l’11 che scenderà in campo a Madrid, c’è da registrare un miglioramento della condizioni di Hysaj, vittima di un trauma contusivo alla caviglia destra in allenamento nei giorni scorsi, che oggi si è allenato in campo regolarmente. Per essere pronto in vista di una partita che sta tenendo Napoli col fiato sospeso.

 

Da gianlucadimarzio.com

Reina: “A Madrid dovremo avere coraggio e personalità. L’ arrivo di Maradona ci motiva”

Il portiere azzurro Pepe Reina ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marca. Ecco quanto riportato da Sportmediaset.it:

 

“L’unico modo per uscire indenni da Madrid è giocare con coraggio.Siamo in un buon momento, al Bernabeu dovremo avere personalità e mantenere il nostro stile di gioco. L’arrivo di Maradona al Bernabeu ci motiva, speriamo di non deluderlo. Sono consapevole che ci aspetterà una gara difficile ma sono molto felice di esserci. Sono molto emozionato, Madrid è la mia città.
Sergio Ramos? Non è un caso che segni sempre nei minuti di recupero: il Real non molla mai, ha una grande determinazione e questo aspetto può fare la differenza. Noi in finale? Bisogna essere realisti e pensare all’oggi”.

Renzi alla direzione Pd: il suo intervento in 15 ‘pillole’

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Sul palco ci sono: Gentiloni accanto a Renzi, i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e il presidente del partito Matteo Orfini.

“Credo che sia buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l’invito a fare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio scissioni e se le voglio le vorrei sulla base di una discussione, se ci dovrà essere una scissione, e io spero di no, che sia senza alibi, non con l’alibi del calendario. Lo ha detto Matteo Renzi, alla direzione nazionale del Pd, ed ha aggiunto: “Improvvisamente è sparito il futuro dal dibattito politico. L’Italia sembra rannicchiata nella quotidianità”. “La caduta di un uomo è il momento più bello da chi sa vivere le proprie difficoltà: hanno detto che non c’è stata analisi della sconfitta. Ti giudicano da come sai portare le tue cicatrici, ma io credo che abbiamo fatto analisi del voto, autocritiche, ci siamo cosparsi il capo di cenere. Svelo un segreto, non sono più a Palazzo Chigi perché quando uno perde una sfida è giusto che paghi il pegno. Ma vorrei depersonalizzare il post referendum”

Questi gli altri punti trattati da Renzi:

Finisce l’American dream
“Non è il muro la novità in America. C’era già. Quello che cambia è che ora si propone una America diversa, dove si scommette sulle paure”. Lo dice Matteo Renzi parlando della politica internazionale aprendo la direzione del Pd. “Finisce l’America dream, comincia un’era in cui l’altro diventa il volto della paura. è un processo culturale enorme, con una ricaduta pazzesca”, fa notare l’ex presidente del Consiglio. Il segretario dem parla del protezionismo che, a suo dire, “metterebbe in ginocchio la politica italiana”. “La globalizzazione è un’arma per combattere la povertà ma sta mettendo in crisi il ceto medio”

Vorrei Europa che si muova
“In questo scenario nasce l’idea di una Europa a due velocità. A me basterebbe vedere una Europa ‘eppur si muove’, visto che appare ferma. A cinque anni dal fiscal compact avremmo dovuto verificare se quel sistema funziona. Non voglio violare le regole europee ma voglio discuterle e se possibile cambiarle. Non è facile, non è semplice, ma è un dovere morale”.

Buon senso accettare congresso
“Credo che sia buon senso da parte di chi è responsabile” della comunità del Pd “di accettare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio le scissioni, ma se scissione deve essere sia senza alibi. Certamente senza l’alibi del calendario”

Straordinaria comunicazione Le Pen
“Guai a sottovalutare quello che potrà accadere in Francia, dove il partito socialista francese sembra destinato all’irrilevanza”. Così Matteo Renzi alla direzione del Pd. “Avete visto come si presenta Marine Le Pen? è straordinario dal punto di vista comunicativo”, dice il segretario dem che aggiunge di voler marcare “una distanza siderale” rispetto alle sue idee.

A minoranza, mai vostro avversario
“Agli amici e compagni della minoranza voglio dire che mi dispiace se costituisco il vostro incubo, ma voi non sarete mai il mio avversario, gli avversari non sono in questa stanza, ma fuori da essa”.

Identità valore costitutivo
“La parola identità non è un valore di destra, ma è un valore costitutivo di una comunità. La cultura e’ elemento qualificante. Nei prossimi mesi con la presidenza Trump sarà scontato che la Nato modifichi il suo atteggiamento. In quella discussione dobbiamo portare la battaglia per fare in modo che le spese culturali siano equiparate alle spese militari”.

Anche spese cultura fuori da Patto
“Volete tenere fuori dal Patto di Stabilità le spese militari? Vi chiediamo di tenere fuori anche le spese culturali”, ha aggiunto Renzi. “I fondi del piano Juncker vadano in via preferenziale nel cuore delle nostre periferie”. “Se vogliamo discutere di Europa parliamo dell’Europa delle cattedrali, delle start up, ma l’Europa non può essere solo la maestrina”, afferma Renzi, “solo da noi questa trattativa” sull’aggiustamento dei conti, aggiunge Renzi – assume una sfida all’ok Corral”. “Ovvio che troveremo un punto di intesa, ma l’Europa non sia solo questa roba qui”, conclude Renzi.

Europa, è finito tempo doppiezza
“A questa Europa bisogna dire che è finito il tempo della doppiezza per cui si chiudono gli occhi di fronte a quello che succede in Italia, ma si alza la voce per quello che fa Trump”.

Pd, è il momento di sporcarsi le mani
“Bisogna sporcarsi le mani, dire qualche Sì oltre ai No, e questo vale anche per il Pd”. “Noi non possiamo più prendere giro la nostra gente, potete prendere in giro me, ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Chi perde non scappi col pallone
“Chi perde non scappi con il pallone”. Lo dice Matteo Renzi, parlando alla direzione del Pd. “Io scelgo il mare aperto”, dice l’ex premier annunciando il congresso prima delle elezioni.  “Chiediamo il congresso perché non io non sono il custode di caminetti”.

“Chi non vince non scappi con il pallone, vinca il migliore e chi perde sostenga il vincitore”

Il 41% al referendum non è solo nostro
“E’ evidente che il 41%” al referendum “non è solo per noi. Il punto è che il no non ha una strategia condivisa ma è evidente che non possiamo fare affidamento su una proposta alternativa. Dobbiamo confrontarci, non dobbiamo scegliere scorciatoie”, dice Renzi che poi si sofferma sulla situazione interna al partito. “Mi e’ stato chiesto di fare uno sforzo unitario, di non fare una conta interna” ma  “potete prendere in giro me ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Quando si vota non lo decido io
“Il voto delle elezioni politiche e le elezioni sono due concetti divisi. Io non sono piu’ il presidente del Consiglio, non sono il ministro dell’Interno né il Capo dello Stato. Io tema di quando si vota non lo decido io”.

Ciclo finito
“Si chiude un ciclo alla guida del Pd”. “Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell’unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8. Era un partito che in Europa non aveva casa, aveva un problema di bilancio”.

Non possiamo spremere i cittadini
“Non possiamo spremere i cittadini. La riduzione delle tasse sta riportando l’Italia ad essere in condizioni simili agli altri Paesi. Il tema di non aumentare le tasse è un principio di serietà da parte nostra con i cittadini”.- “Va evitata la procedura d’infrazione. Sono d’accordo con Padoan. Il Pd ma anche gli altri partiti devono sostenere l’Italia” nel negoziato con l’Europa. Ma in Europa bisogna andare a gomiti alti e non essere in prima fila a fare distinzioni. I 3,4 miliardi si recuperano non aumentando le accise, ma con un disegno che permetta all’Italia di continuare la curva sulla crescita”.

Torniamo alla politica
Il congresso del Pd sarà fatto “nel pieno rispetto dello statuto, con le regole dell’ultima volta, ma torniamo alla politica. Vi aspettiamo lì. Siamo altrove dalle polemiche quotidiane”.
“Vinca chi ha le idee migliori e il giorno dopo chi perde dia una mano a chi ha vinto, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi ha vinto le primarie come è avvenuto negli ultimi anni, come è avvenuto a Roma quando qualcuno telefonava per gli assessori della giunta Ragg. Io non dico ‘vattene’ dico ‘venite’. Discutiamo, vediamo chi ha più popolo con sé. Aiutateci a cambiare, portateci le vostre idee. Lo dico anche a chi sta fuori. Siamo una forza tranquilla, vi aspettiamo nel confronto democratico non nella battaglia del fango”.

vivicentro/agi/aska/foto: frame da diretta

Eccellenza-Procida Calcio,Il d.g. Nicola Crisano:”Siamo stati ancora una volta penalizzati dagli errori arbitrali”

Nicola Crisano D.G Procida Calcio

Dal 3-1 al 90’ al 3-3 del 96’. Procida beffato dal Portici e… dall’arbitro! Il signor Russo di Salerno ha concesso sei minuti di recupero, una decisione esagerata visto che grosse perdite di tempo non ce ne sono state. Impedendo così al Procida di portare a casa un successo che sarebbe stato meritatissimo. Questo il duro commento del direttore generale Nicola Crisano al termine della partita di Ercolano: “Dire che siamo amareggiati è poco. La partita è stata preparata tutta la settimana a livelli importanti, ringrazio i ragazzi e Mandragora che sta facendo grandi cose. Da procidani siamo contentissimi, ci siamo emozionati nel vedere una squadra così: tutti gli addetti ai lavori che erano presenti al campo hanno visto un grande Procida. Al di là di questo, ora è arrivato il momento di dire basta. Siamo stanchi di ricevere questo trattamento. A partire dalle squalifiche in settimana di Annunziata e Mottola, che sono davvero vergognose ed infatti ci siamo mossi già per fare ricorso. Poi contro il Portici c’è stato un arbitraggio che ci ha sfavorito, l’ennesimo di questa stagione”. Sui sei minuti di recupero che hanno indirizzato la partita verso il pareggio: “Una decisione assurda, non sono state neanche effettuate tutte e cinque le sostituzioni e grosse perdite di tempo non ce ne sono state. Questo errore ci è costato due punti, va a sommarsi a tanti errori fatti contro di noi in passato. Ora basta, non ne possiamo più. Come Portici, Afragolese, Savoia e altre società, anche il Procida fa tanti sacrifici per restare ad alti livelli. Se non ci vogliono, perché magari l’isola e il mare danno fastidio, possono anche dircelo subito, eviteremmo di spendere soldi e fatica. Così veramente non si può più andare avanti”. C’è comunque soddisfazione per l’ottavo risultato utile consecutivo: “Avevamo battuto una grandissima squadra, che meritatamente lotta per la vittoria del campionato ed era la capolista alla vigilia di questa giornata. C’è grande amarezza, grande soddisfazione per la prestazione ma anche rabbia per i torti subiti”. Errori che vanno ad aggiungersi ai tanti subiti nel corso della stagione: “Sì, è vero. Più di qualche volta abbiamo subito queste ingiustizie, siamo stanchi. Contro l’Afragolese c’era un rigore sul nostro vantaggio, avremmo chiuso la partita e poi ci siamo ritrovati in parità ed in inferiorità numerica, alla fine abbiamo vinto con le nostre forze. Anche gare importanti come l’altra con l’Afragolese all’andata o quella contro il Savoia sono state condizionate da errori arbitrali, poi la settimana scorsa ci sono state quelle assurde squalifiche dopo la gara con l’Albanova. E sempre con il Portici siamo stati ingiustamente eliminati dalla Coppa Italia, con un gol arrivato a tempo scaduto e con una punizione a due in area inesistenti. Tutti episodi che pesano e che non possiamo più tollerare”.

Si continua ad andare avanti con fiducia: “Guardiamo avanti con grande entusiasmo, ci dobbiamo divertire e fare il campionato che stiamo facendo. Vedremo alla fine i punti che abbiamo, come dice Mandragora. Veniamo da otto partite consecutive, sabato verrà allo Spinetti il Savoia e sarà un’altra gara importante. Il calendario in questo momento ci sta mettendo contro tutte le squadre migliori del girone, ci stiamo dimostrando all’altezza della situazione. Nei prossimi mesi, invece, potremo fare anche qualcosa in più. Non credo che poi le squadre davanti continueranno a viaggiare con questo ritmo, anche loro dovranno affrontarsi negli scontri diretti e perderanno qualche punto. Noi andiamo avanti per la nostra strada, alla fine tireremo le somme”.

Al Jarreau – La scomparsa di un mito (Antonella Paparelli)

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Al Jarreau è morto! Una frase così piccola ma che ti schiaccia il cuore con violenza. Lascia un vuoto nel mondo della musica degli ultimi decenni e da parte mia non credo sarà possibile ci sia un altro artista così.

Nato a Milwaukee nel 1940 è stato uno degli artisti più eclettici del Jazz, del Pop e del R&B che faceva spaziare la sua voce in vocalismi assurdi, velocissimi e di eccezionale levatura tecnica naturale che gli valerono numerosi premi.

Ho iniziato a seguire la sua musica solo negli anni ’80 e conservo gelosamente ogni 33 giri in vinile che acquistavo. Ma, rapita dalla sua voce, dalla sua musica e dalla sua espressività, ho cercato ed acquistato anche quelli sin dall’inizio della sua carriera. Ogni qual volta mi è stato possibile sono andata ai suoi concerti e la foto qui sotto la scattai all’Umbria Jazz del 1996.

Nel 2005, sempre all’Umbria Jazz, non persi nemmeno una nota di quel memorabile concerto in cui lui e George Benson duettarono per ore. Mio figlio non aveva nemmeno 6 anni e lo portai con me ad assistere a quel meraviglioso duetto canoro. Ma i bambini scappano da tutte le parti nei posti più impensati e mi ritrovai poco prima dell’inizio a rincorrerlo dietro al palco sino a quando non mi ritrovai davanti a Jarreau e Benson che mi sorrisero prendendo in braccio il mio piccolo fuggitivo… peccato non avessi con me la fotocamera per immortalare mio figlio in braccio a quei due giganti della musica. Vidi ancora un altro concerto di Al Jarreau al Teatro Sistina di Roma ed ero seduta in prima fila ad ammirare, ascoltare, gioire innamorandomi perdutamente di questo grandissimo artista.

Con Al Jarreau se ne va una parte importante della mia passione per la buona musica ma la sua arte canora sarà per sempre nell’olimpo degli artisti più seguiti ed amati di tutti i tempi.

Ciao grande AL

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Juve Stabia serve la scossa: non ci resta che sperare!

La Juve Stabia in crisi di risultati? Non ci resta comunque che sperare!

La nostra analisi sul momento negativo che sta attraversando la Juve Stabia. Appunto “momento”… Allora non ci resta che sperare che finisca presto. Sperando in una ripresa netta da parte di tutto il gruppo, sperando quindi in una rinascita.

Un 2017 iniziato a dir poco negativo, che non lascia scampo a repliche, che doveva dare il là alla realizzazione di un sogno chiamato serie B anche grazie a colpi di mercato di primo piano, ma che fatta eccezione per qualche elemento nuovo, non sta affatto rendendo per quanto sperato.

Non ci resta che sperare, che la rinascita ci sia subito. Niente è perduto ma urge la svolta.

Nelle ultime quattro gare sono arrivate due sconfitte in trasferta e due pareggi interni per 1-1  con compagini non di primo piano, non con chi potrebbe sulla carta strappare qualche punto alle Vespe perchè in corsa per lo stesso obiettivo. Siracusa e Messina in esterna e Monopoli e Fondi in casa, non possono essere considerate squadre all’altezza di chi rincorre un sogno.

Urge un rimedio e deve arrivare subito, in quanto la Juve Stabia vista sabato contro il Fondi, fatta anche di sofferenza, e in grado di passare in vantaggio, non può farsi raggiungere ancora una volta! Non può arrivare un pari, ancora, interno al di là di quella che è stata la leggerezza di Danilo Russo che fin qui è stato impeccabile. Ora la sveglia deve suonare per tutti.

I tifosi intanto cominciano a preoccuparsi: i mugugni nei confronti di Gaetano Fontana cominciano a venir fuori, tanto che gli è stato chiesto di dimettersi. Il patron Manniello ha subito respinto le accuse al mister, rigettando tutto al mittente: “Non ci saranno dimissioni nè allontanamenti, Fontana resta qui”, più o meno questo è il succo di quanto comparso sui giornali.

Però i tifosi si sono esposti, hanno chiesto il perchè della scelta di allontanare il D.S. Logiudice a discapito di Polito. Nonostante il Patron Manniello lunedì scorso al Pungiglione aveva già chiarito la situazione sulle scelte di mercato, continua ancora ad aleggiare nei tifosi gialloblè il malcontento per l’allontanamento del D.S.

Le scelte le fa la società, come giusto che sia, ma la speranza ultima a morire si chiama rinascita.

Su Pochesci cosa possiamo dire? Beh, ognuno giudica la partita a modo suo, questo è il bello del calcio.

Sono 7 i punti di svantaggio sul Lecce capolista, 52 contro 45, la corsa play off continua, ma la preoccupazione cresce per questo: non ci resta che sperare!

Andrea Alfano

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Real Madrid-Napoli, è il momento delle scelte in panchina per Sarri

Real Madrid-Napoli, è il momento delle scelte in panchina per Sarri

Tuttosport scrive sul Napoli al Bernabeu: “Tutti a bordo per darsi coraggio, che si vada in campo oppure no. La regola della Champions costringe ad avere solo 7 calciatori in panchina e la lista dovrebbe essere composta da Rafael, Maggio, Maksimovic e due tra Rog, Jorginho e Allan. Quasi certamente Pavoletti e Milik saranno tra quelli da utilizzare a gara in corso. In certi momenti conta esserci, per dare coraggio a chi andrà in campo”.

Xavi Valero: “Reina uno dei portieri più completi della storia del calcio”

Xavi Valero: “Reina uno dei portieri più completi della storia del calcio”

Xavi Valero, ex preparatore dei portieri del Napoli ai tempi di Rafa Benitez, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino: “Reina e Navas? Tutti e due hanno dimostrato di poter essere decisivi in partite di alto livello. Navas può fare delle parate impossibili e Pepe può sostenere il gioco e l’animo di tutta la squadra. Sarà una bella sfida, una delle più spettacolari. Reina è un leader, io come allenatore ho imparato tanto da lui, uno dei portieri più completi della storia del calcio. Pepe è unico e in Italia avete la fortuna di poter godere della presenza di Buffon, un maestro sul campo. Io credo che tutte e due sono squadre con una chiara mentalità offensiva e hanno giocatori di grande qualità. A questo punto della competizione cercare l’equilibrio e non commettere degli errori in difesa penso che siano i fattori più determinanti. E Reina e Navas sanno come guidare le proprie difese” 

Su Sarri: “Ha colpito il calcio italiano con la sua proposta di gioco a Empoli e dopo è stato in grado di farlo ancora in una grande squadra come il Napoli. Questo è un suo grande merito. Il Napoli è una squadra bella da vedere e molto competitiva”