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Roberto Amodio: “Momenti negativi possono capitare, ma non è giusto essere disfattisti”

L’intervento di Roberto Amodio al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come nostro ospite telefonico l’ex capitano della Juve Stabia Roberto Amodio per discutere con lui di questo momento negativo delle Vespe.

Questi sono stati alcuni passaggi della lunga intervista concessaci:

Ciao Roberto, la Juve Stabia sta attraversando un momento particolare sotto il profilo dei punti ma l’organico c’è e forse bisogna trovare solo un po’ di tranquillità dal punto di vista mentale. Qual’è il tuo pensiero in merito?

In questo momento si sta pagando un po’ lo sforzo profuso nel girone di andata e non sempre si riesce a mantenere i ritmi alti con qualche calciatore che magari ha perso un po’ di forma fisica. In più sono arrivati dei calciatori che devono ancora integrarsi, a questo aggiungiamo qualche infortunio di troppo che ha costretto l’allenatore a fare dei cambi forzati e la situazione è chiarita.

In particolare sugli infortuni posso dire che quelli di Atanasov e di Liviero, che doveva essere il titolare inamovibile, hanno creato qualche problema in più. Liviero a momenti sembrava essere recuperato ma poi ha subito una ricaduta ed è ancora fermo ai box. I nuovi arrivati sono stati buttati nella mischia anche per necessità senza dare a loro il giusto tempo per ambientarsi.

In queste prime 4 partite si è sofferto un pò, però penso che non dovrà mai mancare l’entusiasmo che ha caratterizzato l’ambiente nel girone d’andata. In questo momento sta venendo meno in virtù di qualche risultato non positivo e questo posso anche capirlo. Anche chi ci precede ha avuto il suo periodo negativo, vedi il Lecce, il Matera e il Foggia appena qualche settimana fa.

Va detto che la Juve Stabia è stata anche sfortunata, vedi proprio il gol contro il Fondi subito a 7 minuti dal termine, in altre circostanze poteva essere benissimo evitato, pur giocando contro una buona squadra, ma dobbiamo sempre comunque tener conto degli avversari e del girone di ritorno che è sicuramente diverso con molte squadre che si sono rinforzate, è proprio il Fondi è una di queste. La squadra laziale è di categoria e non ha troppa pressione dall’ambiente.

Domenica abbiamo visto che anche il Francavilla è una squadra ben organizzata, che è stata capace di andare a fare risultato pieno a Matera, lo stesso Foggia poi ha perso a Taranto. Questi momenti negativi nell’arco di un campionato possono capitare, però non bisogna essere disfattisti e non bisogna buttare all’aria tutto quello che di buono è stato fatto fino a questo momento. Non è giusto! Per vincere i campionati ci sono tante situazioni e anche momenti di fortuna che possono essere determinanti. Fa male sentire in giro che si è “rotto il giocattolo”. Non reputo giusto sentire critiche esagerate nei confronti dell’allenatore, è sicuramente un tecnico giovane avrà pure i suoi difetti, la sua mentalità, ma non bisogna essere disfattisti e mettere in discussione il suo operato. Siamo stati addirittura incolpati di aver preso calciatori provenienti dall’Eccellenza, quando in realtà alcuni di loro fino a 20 giorni fa giocavano in serie B e non vedo perché non potevano essere utili alla nostra causa, probabilmente avranno bisogno di rifiatare e forse non bisogna esercitare molta pressione ad alcuni giovani.

Se guardiamo a queste prime 4 partite dispiace aver perso a Siracusa, con una partita quasi perfetta dei siciliani, che poi a Lecce però sbagliano il rigore e perdono in virtù di un autorete. Sono episodi che succedono, in questo momento la dea bendata ha voltato le spalle alla Juve Stabia.

Per quanto mi riguarda ho visto un gruppo coeso, tant’è che al momento del gol di Izzillo, anche i panchinari sono andati ad abbracciare il gruppo. Bisogna stare tutti vicini e imprimere alla rosa quella spensieratezza che i ragazzi avevano nel girone d’andata, quando nessuno osava immaginare che la squadra potesse posizionarsi al primo posto in classifica al di sopra di tutte le altre corazzate. Ci sono ancora tantissime partite e non vorrei che iniziasse a serpeggiare un certo pessimismo nell’ambiente, e francamente sono convinto che alcuni calciatori devono ancora acquisire una condizione fisica importante, soprattutto per quanto riguarda i nuovi arrivati, per cui ci sono sicuramente margini di miglioramento.

La Juve Stabia su 25 partite ne ha vinte 13, 9 vittorie senza subire gol. Nel 2017 su 4 partite ha sempre subito gol. Può essere questo un fattore per tornare al successo, ovvero iniziare a non prendere gol?

Sicuramente tutte le squadre che lottano per un obiettivo importante sono quelle che prendono meno gol, perché prima o poi il gol lo trovi. Quindi la Juve Stabia deve preoccuparsi a non prendere gol, anche perché la squadra ha calciatori importanti che producono azioni da gol e puoi segnare in qualsiasi momento. Bisogna stare attenti a curare in particolare la fase difensiva. Sabato contro il Fondi posso dire che non ho visto un errore da parte della difesa, secondo me il nostro portiere, nell’azione che ha determinato il pari, pensava ad un cross di Giannone ed invece poi è stata sorpresa sul suo palo.Però dobbiamo anche ammettere che fino a quest’ultima partita Russo ha disputato un campionato importante, ci può stare che puoi prendere un gol magari per anticipare un movimento o una lettura di un cross.

Può sbagliare il portiere, cosi come può sbagliare anche l’allenatore nei cambi, e sicuramente anche lui dovrà ravvedersi. Sono cero che lo farà, lui che fino a tre anni fa giocava è ben conscio delle difficoltà di un campionato.

Da ex grande difensore, come ti spieghi il gol regalato dal Siracusa in quel di Lecce?

Non so cosa dire, loro hanno fatto la partita perfetta contro di noi pur perdendo 2-0 sono riusciti subito a fare gol e a vincere con un eurogol, poi la settimana dopo vanno a Lecce sbagliano un rigore e propinano un’autorete abbastanza clamorosa. Fa parte del calcio, ci possono stare degli errori da parte dei difensori e pertanto non voglio mai pensare a favoritismi.

Tu conosci molto bene lo spogliatoio della Juve Stabia, pensi che Fontana applicherà dei cambiamenti?

Sicuramente il tecnico farà i suoi accorgimenti, in verità già sabato sono stato colpito dalla reazione dopo il gol. I cambi sono nati da situazioni del momento con gli infortuni di Marotta e di Giron. Negli ultimi 5 minuti, la Juve Stabia ha giocato con il 5-3-2 con Cutolo a ridosso delle punte, modulo che aveva anche sortito gli effetti sperati, visto che lo stesso Cutolo aveva segnato un gol regolarissimo.

Ovviamente anche lo stesso Fontana è consapevole che le squadre hanno capito il nostro modo di giocare, tant’è che lo stesso Fondi, squadra ben organizzata, ha imposto il proprio gioco lungo le corsie per metterci in difficoltà.

È un ragazzo intelligente, e sbagliare è umano.

Mi auguro che la piazza lo lasci lavorare in pace senza esercitare tanta pressione, dandogli fiducia incondizionata visto che fino adesso la squadra ha giocato bene.

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Neanderthal Vs Sapiens

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Così simili, così diversi

4 miliardi e 567 milioni di anni fa, dalla nebulosa solare, si è formata la terra.

2,5 milioni di anni fa fece la sua comparsa l’Homo.
Il genere di primati della famiglia degli ominidi fece la sua comparsa come Homo habilis e coincise con la presenza di utensili in pietra nei giacimenti fossili, con l’inizio del Paleolitico inferiore, con un’accresciuta capacità cranica rispetto agli altri ominidi.
Una ventina le specie, tutte estinte tranne una: l‘Homo sapiens, l’uomo moderno.

L’ultima, l’Homo neanderthalensis.
Scoperte fatte nel tempo suggeriscono che siano esistite altre specie più recenti: Homo Ercuts e l’Homo di Denisova con un Dna differente da quelli di Neanderthal e Sapiens.

L’Homo neanderthalensis, detto Uomo di Neanderthal, è un ominide strettamente affine all’Homo sapiens, che visse nel periodo paleolitico medio, compreso tra i 200 e i 40 mila anni fa.
I primi fossili furono ritrovati nella valle di Neander presso la città di Düsseldorf, in Germania, da cui prende il nome.
Homo evoluto, capace di scheggiare e dal comportamento sociale evoluto, ha convissuto, nell’ultimo periodo della sua esistenza, con l’Homo sapiens.
Scomparve, ed è questo che ad oggi non è ancora del tutto chiarito.

L’Homo sapiens, l’uomo sapiente, l’essere umano moderno, compare 200 mila anni fa in Africa orientale, probabilmente nella valle del fiume Omo in Etiopia e da lì partì alla conquista dell’intero pianeta, colonizzandolo.

La domanda è sempre la stessa: perché i Neanderthal si sono estinti e i Sapiens no?

Dove sono le differenze, considerato che studi recenti hanno dimostrato che gli esseri umani moderni e i loro cugini differiscono geneticamente solo per una frazione di punto percentuale?
Le domande spesso non hanno mai trovato precise risposte ma solo altrettante domande.

Si è assai dibattuto se l’uomo di Neandertal sia da considerare una sottospecie estinta di Homo sapiens (denominata Homo sapiens neanderthalensis), con la conseguente possibilità di incrocio e ibridazione tra i due, oppure se sia una specie autonoma (Homo neanderthalensis).

Studi recenti indicano che i due tipi umani, parzialmente contemporanei, apparterrebbero a due diverse specie.

Successivamente, altri studi, hanno indicato che appartengono alla stessa specie e che le differenze anatomiche e somatiche sarebbero dovute a differenze climatiche, ambientali, morfologiche e di alimentazione.

Oggi, l’analisi del DNA ha rivelato che il genoma dell’Homo Sapiens e dell’Homo Neanderthalensis è identico al 99,84% e che hanno meno di 100 proteine che differiscono nella loro sequenza strutturale.
Tutto ciò però non può portare ad una sola conclusione.

Nonostante l’importante somiglianza genetica, le due specie contano differenze fondamentali.
Nei Neanderthal una struttura scheletrica più massiccia, gambe e braccia più corte, mani e dita più grandi, ossa di braccia e gambe ricurve, assenza di mento, fronte sfuggente e arcate sopraccigliari più prominenti.
Nei Sapiens malattie e condizioni neurologiche non presenti nei Neanderthal.

Negli esseri umani risultano attivati circa 2200 geni che nei Neanderthal sono rimasti inattivi.

Quando un gene non viene attivato, infatti, non si producono variazioni nel tratto

Ma anche in questo caso ci sono dei limiti.

Ogni individuo, infatti, può mostrare variazioni notevoli l’uno dall’altro a causa dell’ambiente, della dieta o di altri fattori.

È quindi impossibile sapere se il modello dell’attivazione o meno di un gene trovato nei Neanderthal è tipico della specie globale, oppure se specifico dell’individuo studiato.
Certo è che resta un modello che rappresenta un primo passo verso una maggiore comprensione delle differenze tra esseri umani moderni e i nostri antichi antenati.

Ma l’ipotesi più accreditata e curiosa, per alcuni versi prevedibile, naturale, resta quella per cui fu il sesso con i sapiens a far estinguere i Neandertal.
Una questione di incroci.

Nei lunghi viaggi, costretti a condividere le limitate risorse e un clima sempre più rigido, gli incontri si fecero frequenti e così nacquero generazioni miste.
Ed è così che generazione dopo generazione, il DNA dei Neandertal si sarebbe disperso, assorbito da quello delle popolazioni di Homo sapiens, molto più numerose.
Oggi, uno studio ha dimostrato che negli europei permane circa il 2% del DNA neanderthaliano mentre negli asiatici il 2% del DNA denisoviano.
L’archeologo Michael Barton, della School of Human Evolution and Social Change dell’Arizona State University, dice: “Se si aumenta la mobilità dei gruppi nei luoghi in cui vivono, si finisce per aumentare il flusso genico tra le due diverse popolazioni, finché una popolazione scompare e non esiste più come gruppo chiaramente distinto”.
I Neandertal furono “geneticamente sommersi” dai sapiens.

Un giorno, grazie alle tecnologie, arriveranno le risposte alle diverse teorie.
Oggi, tante ipotesi ancora difficili da provare.
Ci restano le affinità, i continui incroci che fanno della sfida un’affascinante enigma scientifico.

Vincenzo VANACORE

Resa dei conti del Pd: Vince Renzi. Scissione più vicina nel Pd

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Resa dei conti del Pd. Alla fine di un’assemblea svoltasi in un clima teso è passata la linea del segretario Matteo Renzi: congresso subito ed elezioni dopo l’estate.

Patto con Franceschini, Renzi vince. Congresso subito e voto dopo l’estate

Sfida in Direzione, passa la linea del segretario. L’accordo: niente elezioni a giugno
ROMA – E alla fine dopo tanta attesa (mediatica), si è materializzato un Matteo Renzi un po’ diverso dal solito: l’ex premier è riuscito ad ottenere ciò che più desiderava (Primarie entro aprile), ma senza strappare in modo plateale con i suoi agguerriti avversari interni, per esempio evitando di stuzzicarli con nomignoli irrisori. Una piccola prova di stile che in realtà preannuncia un cruento duello dialettico sulla possibile scissione della minoranza. La Direzione del Pd era chiamata a decidere su due questioni: da una parte modalità e data del congresso del partito, dall’altra durata della legislatura e dunque del governo. Al termine di una riunione svolta in un clima teso ma senza cadute di stile da tutte le parti, Matteo Renzi è riuscito a far passare (con 107 voti a favore e 12 contrari) un documento che, attraverso vari passaggi vari statutari, apre la strada ad un congresso del Pd che culminerà nella sfida finale delle Primarie, quasi certamente il 30 aprile. Fa parte invece delle intese raggiunte dietro le quinte (col ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini), l’altra decisione strategica: quella di rinunciare all’ipotesi di elezioni anticipate a giugno.
 L’accordo dentro la maggioranza del Pd è che si andrà a votare comunque dopo l’estate: in autunno se sarà conveniente per il Pd o più probabilmente a scadenza naturale, nel febbraio del 2018. Renzi, come è naturale, ha tenuto coperto il patto con Franceschini e in direzione ha detto: «Se si voterà a giugno, a settembre o a febbraio non riguarda l’essenza del Pd». Ma quel che stava più a cuore a Renzi era riuscire a far partire l’iter per la convocazione di un congresso che, salvo colpi di scena, dovrebbe rieleggerlo leader del Pd per altri quattro anni, restituendogli il controllo pieno della “macchina del partito”. Ma proprio questo probabile ritorno di un Renzi con pieni poteri è destinato ad accelerare una decisione sulla permanenza del Pd da parte dei due personaggi che incarnano l’anima “post-comunista”, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. L’ex segretario, alla domanda se fosse probabile una scissione, ha risposto con un enigmatico: «Vedremo…».

Formalmente la decisione di convocare in tempi accelerati il congresso spetta a fine settimana all’Assemblea nazionale del Pd, davanti alla quale Matteo Renzi si presenterà dimissionario, altra questione pacifica sebbene si sia molto ricamato su questa opzione. Ma nella discussione dei prossimi giorni e mesi peserà molto il dibattito che si è svolto ieri nella direzione, che era stata convocata fuori sede. Matteo Renzi aveva aperto le danze, provando a volare alto: sia nella ribadita autocritica per il risultato negativo del 4 dicembre («parlano di rivincita ma il referendum era una finale secca e purtroppo l’ho persa») ma anche nell’impostare le sfide del partito: «Improvvisamente è scomparso il futuro dalla narrazione politica italiana, l’Italia sembra rannicchiata nella quotidianità». Più di maniera l’annuncio che «si chiude un ciclo alla guida del Pd», così come gli attacchi in codice a Massimo D’Alema, quando Renzi ha auspicato una Commissione d’inchiesta sulle banche: «Per mesi si è parlato solo di due o tre banchette toscane» e invece per il segretario del Pd più interessanti sono i casi delle banche pugliesi o di Antonveneta. Tutta in chiave congressuale la rivendicazione del consuntivo politico: «Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell’unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8».

Ma ora per Renzi l’incognita sta nella capacità di tenere dentro il Pd l’ala “post-comunista”: perderla sarebbe uno smacco e per questo il segretario ha descritto in termini paradossali i recenti zig-zag della minoranza: «De Luca ha detto che siamo dei masochisti, io non posso essere sadico: va bene tutto ciò che serve per creare un clima per sentirsi a casa, ma quando si ha paura di confrontarsi con la propria gente, io credo che l’ennesimo passo indietro non sarebbe capito neanche dai nostri». Durante il dibattito si è candidato alla segreteria del Pd il governatore della Puglia Michele Emiliano, mentre quello della Toscana Enrico Rossi non ha ancora sciolto la “riserva”.

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lastampa/Patto con Franceschini, Renzi vince Congresso subito e voto dopo l’estate FABIO MARTINI

La redazione di Vivicentro.it augura, ”Buon San Valentino” a tutti gli innamorati (VIDEO)

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Auguri a tutti gli innamorati, con lo sfizioso video degli amici de “Il Terrone fuori sede” e, a seguire, alcuni brani del nostro direttore artistico Luciano Somma, non solo per la ricorrenza di San Valentino ma per tutti i giorni dell’anno, per sempre!

San Valentino Friarielli. What else?

Ultimo Piano Del Cielo

testo Luciano Somma Musica di Peter Ciani canta Flavia Stoica Ed. musicali italianan way music- Cusano milanino (milanino)

SAN VALENTINO

Tuffati nei miei sogni
Là dove
Vi è fragranza del pane
Ancora caldo
Il profumo del latte
Appena munto
Un cielo terso
Un volo d’aquiloni
Un mare calmo
Tra giochi di lampare
Tuffati nei miei sogni
Nelle onde d’un bene
Appena nato
Che lievita ogni istante
Carezze d’alba
In notti senza memoria
Di passeri impazziti
Tuffati nel mio calice d’immenso
Troverai un’ostia vergine
Sull’altare del mio amore
Sarà la nostra comunione
Vivere.

LUCIANO SOMMA

IL TUO SORRISO

Ovunque andrò
Qualsiasi cosa
Possa accadere
Lungo il corso
Della mia esistenza
Non potrò staccarmi
Dall’immagine nitida
Che ho nel mio cuore
Del tuo sorriso.
Non è possibile
Trovare un’altra
Che possa sorridermi
Come facevi tu.
In quelle ore fantastiche
Dove sogno e realtà
Formavano un connubio
Confidavamo i nostri desideri
Le nostre ansie, le nostre aspirazioni.
Tutto, tutto è legato a quei momenti.
Ogni attimo, ogni gesto,
ogni suono, ogni parola!
Ed è per questo
Che ovunque andrò
Ti vedrò accanto.

LUCIANO SOMMA

LUCIANO SOMMA

CORE MARENARO

Povero core mio, nu marenaro,
 
campa ‘int’all’acqua e nun è piscatore
 
cerca e nun trova ‘a luce ‘e na lampara
 
se sta cecanno ‘int’all’oscurità.
 
Vuleva ‘o ddoce ma ha truvato ‘o ffele
 
e tutto avesse dato pe’ n’ammore
 
sta vita na nemica assaje crudele
 
luntano ‘o puorto cu’’a serenità.
 
‘Ncopp’a chest’onne stenta ‘a varca a pprora
 
e ‘a sera lentamente s’avvicina
 
povero e scunzulato spera ancora
 
ca l’eco d’’e ssirene ‘o fa arrivà .
 
‘Mpruvvisamente ‘o cielo se fa scuro
 
nu lampo, po’ nu tuono, na tempesta!
 
senz’anema stu core comm’è annuro
 
ma sbatte forte, nun se vò fermà.
 
‘E rimme se so’ fatte cchiù pesante
 
‘a varca affonna e nun le pare overo
 
se vò salvà, ma nun ce stanno sante,
 
… e scunzulatamente se ne va… 
 
copyright-vivicentro

 

Sky – Al Bernabeu il Napoli indosserà la divisa nera, Hysaj si è allenato regolarmente

La partita che tutta Napoli aspetta fin dai sorteggi, quella del Santiago Bernabeu in programma mercoledì sera. Che secondo quanto raccolto dal corrispondente di Sky Sport, Francesco Modugno, la squadra di Sarri affronterà in maglia nera. Inoltre, per quanto riguarda l’11 che scenderà in campo a Madrid, c’è da registrare un miglioramento della condizioni di Hysaj, vittima di un trauma contusivo alla caviglia destra in allenamento nei giorni scorsi, che oggi si è allenato in campo regolarmente. Per essere pronto in vista di una partita che sta tenendo Napoli col fiato sospeso.

 

Da gianlucadimarzio.com

Reina: “A Madrid dovremo avere coraggio e personalità. L’ arrivo di Maradona ci motiva”

Il portiere azzurro Pepe Reina ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marca. Ecco quanto riportato da Sportmediaset.it:

 

“L’unico modo per uscire indenni da Madrid è giocare con coraggio.Siamo in un buon momento, al Bernabeu dovremo avere personalità e mantenere il nostro stile di gioco. L’arrivo di Maradona al Bernabeu ci motiva, speriamo di non deluderlo. Sono consapevole che ci aspetterà una gara difficile ma sono molto felice di esserci. Sono molto emozionato, Madrid è la mia città.
Sergio Ramos? Non è un caso che segni sempre nei minuti di recupero: il Real non molla mai, ha una grande determinazione e questo aspetto può fare la differenza. Noi in finale? Bisogna essere realisti e pensare all’oggi”.

Renzi alla direzione Pd: il suo intervento in 15 ‘pillole’

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Sul palco ci sono: Gentiloni accanto a Renzi, i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e il presidente del partito Matteo Orfini.

“Credo che sia buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l’invito a fare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio scissioni e se le voglio le vorrei sulla base di una discussione, se ci dovrà essere una scissione, e io spero di no, che sia senza alibi, non con l’alibi del calendario. Lo ha detto Matteo Renzi, alla direzione nazionale del Pd, ed ha aggiunto: “Improvvisamente è sparito il futuro dal dibattito politico. L’Italia sembra rannicchiata nella quotidianità”. “La caduta di un uomo è il momento più bello da chi sa vivere le proprie difficoltà: hanno detto che non c’è stata analisi della sconfitta. Ti giudicano da come sai portare le tue cicatrici, ma io credo che abbiamo fatto analisi del voto, autocritiche, ci siamo cosparsi il capo di cenere. Svelo un segreto, non sono più a Palazzo Chigi perché quando uno perde una sfida è giusto che paghi il pegno. Ma vorrei depersonalizzare il post referendum”

Questi gli altri punti trattati da Renzi:

Finisce l’American dream
“Non è il muro la novità in America. C’era già. Quello che cambia è che ora si propone una America diversa, dove si scommette sulle paure”. Lo dice Matteo Renzi parlando della politica internazionale aprendo la direzione del Pd. “Finisce l’America dream, comincia un’era in cui l’altro diventa il volto della paura. è un processo culturale enorme, con una ricaduta pazzesca”, fa notare l’ex presidente del Consiglio. Il segretario dem parla del protezionismo che, a suo dire, “metterebbe in ginocchio la politica italiana”. “La globalizzazione è un’arma per combattere la povertà ma sta mettendo in crisi il ceto medio”

Vorrei Europa che si muova
“In questo scenario nasce l’idea di una Europa a due velocità. A me basterebbe vedere una Europa ‘eppur si muove’, visto che appare ferma. A cinque anni dal fiscal compact avremmo dovuto verificare se quel sistema funziona. Non voglio violare le regole europee ma voglio discuterle e se possibile cambiarle. Non è facile, non è semplice, ma è un dovere morale”.

Buon senso accettare congresso
“Credo che sia buon senso da parte di chi è responsabile” della comunità del Pd “di accettare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio le scissioni, ma se scissione deve essere sia senza alibi. Certamente senza l’alibi del calendario”

Straordinaria comunicazione Le Pen
“Guai a sottovalutare quello che potrà accadere in Francia, dove il partito socialista francese sembra destinato all’irrilevanza”. Così Matteo Renzi alla direzione del Pd. “Avete visto come si presenta Marine Le Pen? è straordinario dal punto di vista comunicativo”, dice il segretario dem che aggiunge di voler marcare “una distanza siderale” rispetto alle sue idee.

A minoranza, mai vostro avversario
“Agli amici e compagni della minoranza voglio dire che mi dispiace se costituisco il vostro incubo, ma voi non sarete mai il mio avversario, gli avversari non sono in questa stanza, ma fuori da essa”.

Identità valore costitutivo
“La parola identità non è un valore di destra, ma è un valore costitutivo di una comunità. La cultura e’ elemento qualificante. Nei prossimi mesi con la presidenza Trump sarà scontato che la Nato modifichi il suo atteggiamento. In quella discussione dobbiamo portare la battaglia per fare in modo che le spese culturali siano equiparate alle spese militari”.

Anche spese cultura fuori da Patto
“Volete tenere fuori dal Patto di Stabilità le spese militari? Vi chiediamo di tenere fuori anche le spese culturali”, ha aggiunto Renzi. “I fondi del piano Juncker vadano in via preferenziale nel cuore delle nostre periferie”. “Se vogliamo discutere di Europa parliamo dell’Europa delle cattedrali, delle start up, ma l’Europa non può essere solo la maestrina”, afferma Renzi, “solo da noi questa trattativa” sull’aggiustamento dei conti, aggiunge Renzi – assume una sfida all’ok Corral”. “Ovvio che troveremo un punto di intesa, ma l’Europa non sia solo questa roba qui”, conclude Renzi.

Europa, è finito tempo doppiezza
“A questa Europa bisogna dire che è finito il tempo della doppiezza per cui si chiudono gli occhi di fronte a quello che succede in Italia, ma si alza la voce per quello che fa Trump”.

Pd, è il momento di sporcarsi le mani
“Bisogna sporcarsi le mani, dire qualche Sì oltre ai No, e questo vale anche per il Pd”. “Noi non possiamo più prendere giro la nostra gente, potete prendere in giro me, ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Chi perde non scappi col pallone
“Chi perde non scappi con il pallone”. Lo dice Matteo Renzi, parlando alla direzione del Pd. “Io scelgo il mare aperto”, dice l’ex premier annunciando il congresso prima delle elezioni.  “Chiediamo il congresso perché non io non sono il custode di caminetti”.

“Chi non vince non scappi con il pallone, vinca il migliore e chi perde sostenga il vincitore”

Il 41% al referendum non è solo nostro
“E’ evidente che il 41%” al referendum “non è solo per noi. Il punto è che il no non ha una strategia condivisa ma è evidente che non possiamo fare affidamento su una proposta alternativa. Dobbiamo confrontarci, non dobbiamo scegliere scorciatoie”, dice Renzi che poi si sofferma sulla situazione interna al partito. “Mi e’ stato chiesto di fare uno sforzo unitario, di non fare una conta interna” ma  “potete prendere in giro me ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Quando si vota non lo decido io
“Il voto delle elezioni politiche e le elezioni sono due concetti divisi. Io non sono piu’ il presidente del Consiglio, non sono il ministro dell’Interno né il Capo dello Stato. Io tema di quando si vota non lo decido io”.

Ciclo finito
“Si chiude un ciclo alla guida del Pd”. “Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell’unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8. Era un partito che in Europa non aveva casa, aveva un problema di bilancio”.

Non possiamo spremere i cittadini
“Non possiamo spremere i cittadini. La riduzione delle tasse sta riportando l’Italia ad essere in condizioni simili agli altri Paesi. Il tema di non aumentare le tasse è un principio di serietà da parte nostra con i cittadini”.- “Va evitata la procedura d’infrazione. Sono d’accordo con Padoan. Il Pd ma anche gli altri partiti devono sostenere l’Italia” nel negoziato con l’Europa. Ma in Europa bisogna andare a gomiti alti e non essere in prima fila a fare distinzioni. I 3,4 miliardi si recuperano non aumentando le accise, ma con un disegno che permetta all’Italia di continuare la curva sulla crescita”.

Torniamo alla politica
Il congresso del Pd sarà fatto “nel pieno rispetto dello statuto, con le regole dell’ultima volta, ma torniamo alla politica. Vi aspettiamo lì. Siamo altrove dalle polemiche quotidiane”.
“Vinca chi ha le idee migliori e il giorno dopo chi perde dia una mano a chi ha vinto, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi ha vinto le primarie come è avvenuto negli ultimi anni, come è avvenuto a Roma quando qualcuno telefonava per gli assessori della giunta Ragg. Io non dico ‘vattene’ dico ‘venite’. Discutiamo, vediamo chi ha più popolo con sé. Aiutateci a cambiare, portateci le vostre idee. Lo dico anche a chi sta fuori. Siamo una forza tranquilla, vi aspettiamo nel confronto democratico non nella battaglia del fango”.

vivicentro/agi/aska/foto: frame da diretta

Eccellenza-Procida Calcio,Il d.g. Nicola Crisano:”Siamo stati ancora una volta penalizzati dagli errori arbitrali”

Nicola Crisano D.G Procida Calcio

Dal 3-1 al 90’ al 3-3 del 96’. Procida beffato dal Portici e… dall’arbitro! Il signor Russo di Salerno ha concesso sei minuti di recupero, una decisione esagerata visto che grosse perdite di tempo non ce ne sono state. Impedendo così al Procida di portare a casa un successo che sarebbe stato meritatissimo. Questo il duro commento del direttore generale Nicola Crisano al termine della partita di Ercolano: “Dire che siamo amareggiati è poco. La partita è stata preparata tutta la settimana a livelli importanti, ringrazio i ragazzi e Mandragora che sta facendo grandi cose. Da procidani siamo contentissimi, ci siamo emozionati nel vedere una squadra così: tutti gli addetti ai lavori che erano presenti al campo hanno visto un grande Procida. Al di là di questo, ora è arrivato il momento di dire basta. Siamo stanchi di ricevere questo trattamento. A partire dalle squalifiche in settimana di Annunziata e Mottola, che sono davvero vergognose ed infatti ci siamo mossi già per fare ricorso. Poi contro il Portici c’è stato un arbitraggio che ci ha sfavorito, l’ennesimo di questa stagione”. Sui sei minuti di recupero che hanno indirizzato la partita verso il pareggio: “Una decisione assurda, non sono state neanche effettuate tutte e cinque le sostituzioni e grosse perdite di tempo non ce ne sono state. Questo errore ci è costato due punti, va a sommarsi a tanti errori fatti contro di noi in passato. Ora basta, non ne possiamo più. Come Portici, Afragolese, Savoia e altre società, anche il Procida fa tanti sacrifici per restare ad alti livelli. Se non ci vogliono, perché magari l’isola e il mare danno fastidio, possono anche dircelo subito, eviteremmo di spendere soldi e fatica. Così veramente non si può più andare avanti”. C’è comunque soddisfazione per l’ottavo risultato utile consecutivo: “Avevamo battuto una grandissima squadra, che meritatamente lotta per la vittoria del campionato ed era la capolista alla vigilia di questa giornata. C’è grande amarezza, grande soddisfazione per la prestazione ma anche rabbia per i torti subiti”. Errori che vanno ad aggiungersi ai tanti subiti nel corso della stagione: “Sì, è vero. Più di qualche volta abbiamo subito queste ingiustizie, siamo stanchi. Contro l’Afragolese c’era un rigore sul nostro vantaggio, avremmo chiuso la partita e poi ci siamo ritrovati in parità ed in inferiorità numerica, alla fine abbiamo vinto con le nostre forze. Anche gare importanti come l’altra con l’Afragolese all’andata o quella contro il Savoia sono state condizionate da errori arbitrali, poi la settimana scorsa ci sono state quelle assurde squalifiche dopo la gara con l’Albanova. E sempre con il Portici siamo stati ingiustamente eliminati dalla Coppa Italia, con un gol arrivato a tempo scaduto e con una punizione a due in area inesistenti. Tutti episodi che pesano e che non possiamo più tollerare”.

Si continua ad andare avanti con fiducia: “Guardiamo avanti con grande entusiasmo, ci dobbiamo divertire e fare il campionato che stiamo facendo. Vedremo alla fine i punti che abbiamo, come dice Mandragora. Veniamo da otto partite consecutive, sabato verrà allo Spinetti il Savoia e sarà un’altra gara importante. Il calendario in questo momento ci sta mettendo contro tutte le squadre migliori del girone, ci stiamo dimostrando all’altezza della situazione. Nei prossimi mesi, invece, potremo fare anche qualcosa in più. Non credo che poi le squadre davanti continueranno a viaggiare con questo ritmo, anche loro dovranno affrontarsi negli scontri diretti e perderanno qualche punto. Noi andiamo avanti per la nostra strada, alla fine tireremo le somme”.

Al Jarreau – La scomparsa di un mito (Antonella Paparelli)

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Al Jarreau è morto! Una frase così piccola ma che ti schiaccia il cuore con violenza. Lascia un vuoto nel mondo della musica degli ultimi decenni e da parte mia non credo sarà possibile ci sia un altro artista così.

Nato a Milwaukee nel 1940 è stato uno degli artisti più eclettici del Jazz, del Pop e del R&B che faceva spaziare la sua voce in vocalismi assurdi, velocissimi e di eccezionale levatura tecnica naturale che gli valerono numerosi premi.

Ho iniziato a seguire la sua musica solo negli anni ’80 e conservo gelosamente ogni 33 giri in vinile che acquistavo. Ma, rapita dalla sua voce, dalla sua musica e dalla sua espressività, ho cercato ed acquistato anche quelli sin dall’inizio della sua carriera. Ogni qual volta mi è stato possibile sono andata ai suoi concerti e la foto qui sotto la scattai all’Umbria Jazz del 1996.

Nel 2005, sempre all’Umbria Jazz, non persi nemmeno una nota di quel memorabile concerto in cui lui e George Benson duettarono per ore. Mio figlio non aveva nemmeno 6 anni e lo portai con me ad assistere a quel meraviglioso duetto canoro. Ma i bambini scappano da tutte le parti nei posti più impensati e mi ritrovai poco prima dell’inizio a rincorrerlo dietro al palco sino a quando non mi ritrovai davanti a Jarreau e Benson che mi sorrisero prendendo in braccio il mio piccolo fuggitivo… peccato non avessi con me la fotocamera per immortalare mio figlio in braccio a quei due giganti della musica. Vidi ancora un altro concerto di Al Jarreau al Teatro Sistina di Roma ed ero seduta in prima fila ad ammirare, ascoltare, gioire innamorandomi perdutamente di questo grandissimo artista.

Con Al Jarreau se ne va una parte importante della mia passione per la buona musica ma la sua arte canora sarà per sempre nell’olimpo degli artisti più seguiti ed amati di tutti i tempi.

Ciao grande AL

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Juve Stabia serve la scossa: non ci resta che sperare!

La Juve Stabia in crisi di risultati? Non ci resta comunque che sperare!

La nostra analisi sul momento negativo che sta attraversando la Juve Stabia. Appunto “momento”… Allora non ci resta che sperare che finisca presto. Sperando in una ripresa netta da parte di tutto il gruppo, sperando quindi in una rinascita.

Un 2017 iniziato a dir poco negativo, che non lascia scampo a repliche, che doveva dare il là alla realizzazione di un sogno chiamato serie B anche grazie a colpi di mercato di primo piano, ma che fatta eccezione per qualche elemento nuovo, non sta affatto rendendo per quanto sperato.

Non ci resta che sperare, che la rinascita ci sia subito. Niente è perduto ma urge la svolta.

Nelle ultime quattro gare sono arrivate due sconfitte in trasferta e due pareggi interni per 1-1  con compagini non di primo piano, non con chi potrebbe sulla carta strappare qualche punto alle Vespe perchè in corsa per lo stesso obiettivo. Siracusa e Messina in esterna e Monopoli e Fondi in casa, non possono essere considerate squadre all’altezza di chi rincorre un sogno.

Urge un rimedio e deve arrivare subito, in quanto la Juve Stabia vista sabato contro il Fondi, fatta anche di sofferenza, e in grado di passare in vantaggio, non può farsi raggiungere ancora una volta! Non può arrivare un pari, ancora, interno al di là di quella che è stata la leggerezza di Danilo Russo che fin qui è stato impeccabile. Ora la sveglia deve suonare per tutti.

I tifosi intanto cominciano a preoccuparsi: i mugugni nei confronti di Gaetano Fontana cominciano a venir fuori, tanto che gli è stato chiesto di dimettersi. Il patron Manniello ha subito respinto le accuse al mister, rigettando tutto al mittente: “Non ci saranno dimissioni nè allontanamenti, Fontana resta qui”, più o meno questo è il succo di quanto comparso sui giornali.

Però i tifosi si sono esposti, hanno chiesto il perchè della scelta di allontanare il D.S. Logiudice a discapito di Polito. Nonostante il Patron Manniello lunedì scorso al Pungiglione aveva già chiarito la situazione sulle scelte di mercato, continua ancora ad aleggiare nei tifosi gialloblè il malcontento per l’allontanamento del D.S.

Le scelte le fa la società, come giusto che sia, ma la speranza ultima a morire si chiama rinascita.

Su Pochesci cosa possiamo dire? Beh, ognuno giudica la partita a modo suo, questo è il bello del calcio.

Sono 7 i punti di svantaggio sul Lecce capolista, 52 contro 45, la corsa play off continua, ma la preoccupazione cresce per questo: non ci resta che sperare!

Andrea Alfano

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Real Madrid-Napoli, è il momento delle scelte in panchina per Sarri

Real Madrid-Napoli, è il momento delle scelte in panchina per Sarri

Tuttosport scrive sul Napoli al Bernabeu: “Tutti a bordo per darsi coraggio, che si vada in campo oppure no. La regola della Champions costringe ad avere solo 7 calciatori in panchina e la lista dovrebbe essere composta da Rafael, Maggio, Maksimovic e due tra Rog, Jorginho e Allan. Quasi certamente Pavoletti e Milik saranno tra quelli da utilizzare a gara in corso. In certi momenti conta esserci, per dare coraggio a chi andrà in campo”.

Xavi Valero: “Reina uno dei portieri più completi della storia del calcio”

Xavi Valero: “Reina uno dei portieri più completi della storia del calcio”

Xavi Valero, ex preparatore dei portieri del Napoli ai tempi di Rafa Benitez, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino: “Reina e Navas? Tutti e due hanno dimostrato di poter essere decisivi in partite di alto livello. Navas può fare delle parate impossibili e Pepe può sostenere il gioco e l’animo di tutta la squadra. Sarà una bella sfida, una delle più spettacolari. Reina è un leader, io come allenatore ho imparato tanto da lui, uno dei portieri più completi della storia del calcio. Pepe è unico e in Italia avete la fortuna di poter godere della presenza di Buffon, un maestro sul campo. Io credo che tutte e due sono squadre con una chiara mentalità offensiva e hanno giocatori di grande qualità. A questo punto della competizione cercare l’equilibrio e non commettere degli errori in difesa penso che siano i fattori più determinanti. E Reina e Navas sanno come guidare le proprie difese” 

Su Sarri: “Ha colpito il calcio italiano con la sua proposta di gioco a Empoli e dopo è stato in grado di farlo ancora in una grande squadra come il Napoli. Questo è un suo grande merito. Il Napoli è una squadra bella da vedere e molto competitiva”

Cannavaro: “Col Real se la giocherà, può mettere in difficoltà chiunque”

Le sue parole

Paolo Cannavaro, ex capitano del Napoli attualmente al Sassuolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Repubblica: La missione? Stupire col bel gioco di Sarri pure in Champions League: il Napoli potrà giocarsela, ne sono convinto. Il confronto è aperto. Questa squadra può mettere in difficoltà chiunque”

Mertens segna gol a raffica. Se lo aspettava?
“Quando è andato via Higuain, è toccato a Milik. Quando si è infortunato il polacco è toccato a Dries e ci ha stupito. Parlo del ruolo perché le qualità non sono proprio da mettere in discussione. Altro che falso, è un attaccante coi fiocchi”

Su Insigne: “E’ migliorato in maniera esponenziale. Sente addosso il peso del giocatore che deve fare la differenza e ci riesce”.

Su Reina: “Critiche ingiuste ed eccessive. Pepe ha un grande carattere. E’ la sua arma principale e ha risposto come solo i campioni sanno fare. Onore a lui”.

Reina, il padre: “Il Napoli è uno squadrone, può battere chiunque!”

Reina, il padre: “Il Napoli è uno squadrone, può battere chiunque!”

Miguel Reina, papà di Pepe, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “Non posso perdermi questa partita. Il Napoli deve andare in campo senza alcun complesso. Con la velocità e la qualità la squadra di Sarri può far risultato ovunque. Nessun miedo escenico e a giocare come sanno. Devono credere in loro stessi e nella possibilità di vincere. Non c’è alcuna ragione per aver timori di sorta. Se il Napoli perde lo fa contro i campioni d’Europa, e non succede niente. Ma se passano dimostrano che sono dei fenomeni e la loro dimensione cambierà per sempre. Ripeto, hanno i mezzi e le qualità, devono crederci perché sono fortissimi, uno squadrone. Da questa partita mi aspetto il meglio: che il Napoli giochi, corra, soffra, lotti e si sacrifichi. Ma sempre credendo in se stesso perché può battere chiunque. Incluso il Madrid”.

FOTO ViViCentro – Modena-Ancona 2-1: tabellino, cronaca e commenti

FOTO ViViCentro – Modena-Ancona 2-1: tabellino, cronaca e commenti
La Partita è tesa e bloccata a centrocampo, entrambe le squadre hanno timore e le occasioni da goal si contano sulle dite di una mano. La prima vera occasione è la discesa sulla sx di Frediani che scappa ad Aldrovandi che per fermarlo lo atterra in area. Per l’arbitro Annaloro non ci sono dubbi ed è calcio di Rigore che Momentè trasforma spiazzando Manfredini. La partita si accende e il Modena prova a spingere sull’acceleratore e crea tanto ma solo alla fine del primo tempo trova il Pareggio con un bellissimo pallonetto di Nolè che trova impreparato Scuffia. Al rientro in campo il Modena sembra volere questa vittoria a tutti i costi e dopo pochi minuti una punizione conquistata da Popescu e battuta da Giorico trova, in area, Aldrovandi che con un colpo di testa prolunga sul secondo palo dove, a rimorchio, si inserisce Laner che insacca per il Vantaggio dei Canarini. L’Ancona si riversa tutto nella metà campo del Modena e ci prova con tutti gli effettivi, Del Sante dal limite dopo una mischia in aerea tira a botta sicura ma viene murato da Popescu, subito dopo tocca a Momentè ma Manfredini blocca. Il Modena risponde in contropiede e Schiavi si trova al limite ma spara alto. La partita termina con l’Ancona che ci prova fino alla fine ma la difesa del Modena regge e porta a casa i tre punti.
 
MODENA (3-5-1-1): Manfredini; Ambrosini, Aldrovandi, Milesi; Basso, Schiavi (74′ Olivera), Giorico, Laner, Popescu (74′ Accardi); Nolè (88′ Ravasi); Diop. A disp. Costantino, Calapai, Guardiglio, Sakaj, Chiossi, Loi. All. Ezio Capuano

ANCONA (4-3-3): Scuffia; Barilaro (46′ Di Dio), Ricci, Kostadinovic, Daffara; Zampa, Vitiello (63′ Del Sante), Agyei (75′ Paolucci); Bariti, Momentè, Frediani. A disp. Anacoura, Cacioli, Forgacs, Bambozzi, Gelonese, Mancini. All. Fabio Brini

ARBITRO: Annaloro di Collegno

RETI: 19′ Momentè (rig.), 45′ Nolè, 47′ Laner

NOTE: ammonito Vitiello.

dal nostro inviato, Christian Mastalli

Il Pungiglione Stabiese – Si apre la caccia ai responsabili di questo momento negativo

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 13 febbraio 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci saranno in studio Mario Di Capua (Radio S.Anna), Andrea Alfano (ViViCentro) e gli opinionisti Antonio e Armando Russo.

Ci collegheremo telefonicamente con il l’ex capitano gialloblè Roberto Amodio per discutere con lui di questo momento negativo delle Vespe.

Presenteremo il prossimo match con la Vibonese degli ex Stefano Russo, Francesco Favasauli e Ali Sowe. I calabresi sono nelle posizioni di bassa classifica, ma hanno dato segnali di reazione con la vittoria esterna di Caserta. La Juve Stabia invece attraverso un periodo negativo con soli 2 punti in 4 partite.

Avremo come ospite telefonico Mimmo Famularo  direttore di Zoom24.it che ci presenterà la squadra calabrese in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Promozione-Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio:”Ripartiamo a lavorare proprio da questa vittoria”

La Nuova Ischia rinasce e ritorna alla vittoria. Gli isolani dopo quattro partite ritornano a segnare. I gialloblu nella trasferta di San Giorgio a Cremano battono 3-0 la Rinascita Sangiovannese,grazie ai gol di Cuomo,Matarese e Gianluca Saurino che trova finalmente il primo gol in campionato. La squadra ha risposto alla grande,con una prestazione molto positiva. Nella testa dei giocatori,finalmente si è sbloccata la voglia di ritornare a vincere,e lottare fino alla fine per la vittoria del campionato. I gialloblù escono da quel tunnel senza luce,dopo prestazioni sottotono e risultati negativi. Alla vigilia dell’incontro l’allenatore isolano aveva dichiarato: “Non possiamo più sbagliare,dobbiamo portare a casa i tre punti “. Al termine della partita abbiamo raggiunto telefonicamente ai nostri microfoni l’allenatore Isidoro Di Meglio. “Lo sapevamo che perdere un altra partita ci sarebbe costato,di uscire dalla lotta per la vittoria finale del campionato-commenta mister Isidoro-l’impatto alla partita è stato giusto,con un primo tempo ottimo. Ripartiamo a lavorare proprio da questa vittoria”. Dopo il pareggio casalingo con il San Giuseppe,si era parlato di un problema nella testa dei giocatori. Durante la settimana si è lavorato proprio sotto questo aspetto,con un risultato positivo,che visto la squadra non solo ritornare alla vittoria,ma disputare un’ottima partita sotto l’aspetto tattico e fisico. “I ragazzi avevano bisogno di  ritrovare la giusta serenità e la consapevolezza dei propri mezzi. La mia squadra ha disputato davvero un’ottima partita”. La Nuova Ischia è ritornata a segnare,e sopratutto si è sbloccato Gianluca Saurino. L’ex Real Forio arrivato nel calciomercato di dicembre,fin’ora a secco di gol. “ Le prestazioni di Gianluca per me sono sempre state positive,purtroppo gli è mancato solo il gol. A Bacoli è stato sfortunato,forse solo nella partita di domenica scorsa nel secondo tempo è stato un po sottotono. Lui cercava a tutti i costi questo gol,che non arrivava”. Nonostante la vittoria,il Monte di Procida e il Bacoli continuano a vincere. Gli obiettivi rimangono sempre gli stessi? ” Assolutamente si. Finchè la matematica non ci condannerà,continueremo a lottare per il primato”. 

Di Simone Vicidomini 

Papa: vittime dei preti pedofili pesano sulla coscienza della Chiesa

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Papa Francesco, nella prefazione scritta per il libro in cui lo svizzero Daniel Pittet racconta gli abusi subiti da un sacerdote, scrive: “Per chi è stato vittima di un pedofilo è difficile raccontare quello che ha subito, descrivere i traumi che ancora persistono a distanza di anni. Per questo motivo la testimonianza di Daniel Pittet è necessaria, preziosa e coraggiosa”. 

“Come può un prete arrivare a causare tanto male? Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio e finire invece per divorarli?”, scrive il Pontefice nella prefazione per il libro di Daniel Pittet anticipata da Repubblica
“Come può un prete arrivare a causare tanto male? Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli? Alcune vittime sono arrivate fino al suicidio. Questi morti pesano sulla coscienza di tutta la Chiesa”. Papa Francesco torna a denunciare con forza la piaga della pedofilia nella Ciesa nella prefazione scritta per il libro ‘La perdono, padre’ (Ed Piemme) e Libreria editrice vaticana, intitolata: “Ho svelato a Francesco i miei quattro anni di inferno e lui ha pianto insieme a me”, in cui lo svizzero Daniel Pittet racconta gli abusi subiti da un sacerdote anticipata da Repubblica in edicola.
Il Pontefice spiega che “chi è stato vittima di un pedofilo è difficile raccontare quello che ha subito, descrivere i traumi che ancora persistono a distanza di anni. Per questo motivo la testimonianza di Daniel Pittet è necessaria, preziosa e coraggiosa”. L’ex sacerdote svizzero, poi sposato e padre di sei figli, ha incontrato Francesco in Vaticano nel 2015 e gli ha raccontato la sua storia. “Non potevo immaginare che quest’uomo entusiasta e appassionato di Cristo fosse stato vittima di abusi da parte di un prete – scrive il Papa -. Eppure questo è ciò che mi ha raccontato, e la sua sofferenza mi ha molto colpito. Ho visto ancora una volta i danni spaventosi causati dagli abusi sessuali e il lungo e doloroso cammino che attende le vittime. Sono felice che altri possano leggere oggi la sua testimonianza e scoprire a che punto il male può entrare nel cuore di un servitore della Chiesa”.

Quanto Jorge Mario Bergoglio conosce Pittet, in Vaticano nel 2015, “non potevo immaginare – scrive – che quest’uomo entusiasta e appassionato di Cristo fosse stato vittima di abusi da parte di un prete. Eppure questo è ciò che mi ha raccontato, e la sua sofferenza mi ha colpito. Ho visto ancora una volta i danni causati dagli abusi sessuali e il lungo e doloroso cammino che attende le vittime. Sono felice che altri possano leggere oggi la sua testimonianza e scoprire a che punto il male può entrare nel cuore di un servitore della Chiesa. Come può – si interroga il papa – un prete, al servizio di Cristo e della sua Chiesa, arrivare a causare tanto male? Come può aver consacrato la sua vita per condurre i bambini a Dio, e finire invece per divorarli in quello che ho chiamato ‘un sacrificio diabolico’, che distrugge sia la vittima sia la vita della Chiesa? Alcune vittime sono arrivate fino al suicidio. Questi morti pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza e su quella di tutta la Chiesa. Alle loro famiglie porgo i miei sentimenti di amore e di dolore e, umilmente, chiedo perdono”.

“Si tratta – prosegue Francesco – di una mostruosità assoluta, di un orrendo peccato, radicalmente contrario a tutto cil che Cristo ci insegna. Gesù usa parole molto severe contro tutti quelli che fanno del male ai bambini: ‘Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccolo che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli gosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare'”. Il Papa ricorda la propria lettera apostolica ‘Come una madre amorevole’, per ricordare: “E’ nostro dovere far prova di severità estrema con i sacerodti che tradiscono la loro missione, e con la loro gerarchia, vescovi o cardinali, che li proteggesse, come già è successo in passato. Nella disgrazia – nota il papa – Daniel Pittet ha potuto incontrare anche un’altra faccia della Chiesa, e questo gli ha permesso di non perdere la speranza negli uomini e in Dio. Ci racconta anche della forza della preghiera che non ha mai abbandonato, e che lo ha confortato nelle ore più cupe. Ha scelto di incontrare il suo aguzzino quarantauqttro anni dopo, e di guardare negli occhi l’uomo che l’ha ferito nel profondo dell’animo. E gli ha teso la mano. Il bambino ferito è oggi un uomo in piedi, fragile ma in piedi. Sono molto colpito dalle sue parole: ‘Molte persone non riescono a capire che io non lo odii. L’ho perdonato e ho costruito la mia vita su quel perdono’. Ringrazio Daniel perché le testimonianze come la sua abbattono il muro del silenzio che soffocava gli scandali e le sofferenze, fanno luce su una terribile zona d’ombra nella vita della Chiesa. Aprono la strada a una giusta riparazione e alla grazia della riconciliazione, e aiutano anche i pedofili a prendere cosceinza delle terribili conseguenze delle loro azioni. Prego per Daniel e per tutti coloro che, come lui, sono stati feriti nella loro innocenza, perché Dio li risollevi e li guarisca, e dia a noi tutti il suo perdono e la sua misericordia”.

vivicentro/agi/aska

Kim Joang: test di razzo balistico a medio raggio della Corea del Nord (Lo Piano Sain Red)

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La Corea del Nord ha portato a termine un nuovo test missilistico, lanciando un razzo che ha viaggiato per circa 500 chilometri prima di cadere nel mar del Giappone. 

Questa piccola “Repubblica di Unita’ Popolare”guidata” da Kim Joang, giorno dopo giorno si sta armando con armi di distruzione sempre piu’ sofisticate e potenti; 2 giorni fa ha festeggiato il successo del nuovo test che ha portato un missile balistico il Pukguksong-2, capace di trasportare una testata nucleare fino a 1500 Km di distanza e di colpire gli alleati asiatici amici degli Stati Uniti.

Kim Jong-un, Corea del Nord, Test missilisticoE’ come se Kim Joang avesse voluto dare il benvenuto al nuovo inquilino della Casa Bianca, ma al tempo stesso e’ un monito contro il Giappone e la Corea del Sud. La notizia è giunta mentre il presidente Usa era a cena con il Premier nipponico Shinzo Abe in Florida.

I commenti non si sono fatti attendere :

Assolutamente intollerabile ha commentato il premier Shinzo Abe, in una video-dichiarazione congiunta col presidente americano Donald Trump.  “Voglio che tutti capiscano e sappiano che gli Stati Uniti sono al 100% al fianco del Giappone, un grande “alleato”, ha commentato il presidente Usa Donald Trump.

Anche la Farnesina ha appreso con grande preoccupazione la notizia del lancio del missile balistico lo afferma in una nota del Ministero degli Esteri in cui si denuncia che “I ripetuti test di missili, unitamente allo sviluppo di un arsenale nucleare costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”.

I rimproveri internazionali non sembrano destare alcuna preoccupazione in Kim Jang, ancora una volta l’intera Umanita’ restera’ impreparata ad affrontare questo problema?, o si dovra’ ricorrere all’uso delle armi per portare alla ragione questo “piccolo” ma tanto pericoloso dittatore?

La sola certezza e’ che il Mondo non avra’ mai pace fin quando dei piccoli uomini potrebbero essere in grado di cambire il destino di un’intera Umanita’.

Lo Piano Sain Red

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Nainggolan e il video del tifoso. Radja sotto accusa?

Sotto accusa le dichiarazioni di Nainggolan riprese da un video amatoriale

Roma- In questi giorni Nainggolan è stato protagonista di un video “amatoriale” diffuso sul web e passato nelle varie reti televisive in  breve tempo.
Il campione giallorosso, fermato in auto da un gruppo di tifosi, esprimeva il suo “pensiero sportivo” sulla sua diretta antagonista in classifica, la Juventus. Incalzato dalle domande di un tifoso (juventino?), il Ninja ha liberamente manifestato il suo “odio” per la Juventus, per la squadra che non si riesce a battere in campionato perché sa sfruttare bene “rigori e punizioni” a favore.

Le confidenze contenenti le battute a caldo, sono state riprese con un cellulare e il video è stato ignobilmente diffuso in rete ed è subito diventato virale. In poco tempo il popolo del calcio si è diviso tra moralisti, che sono insorti contro il calciatore belga invocando perfino il deferimento per le parole pronunciate, e i fautori della libertà di pensiero e di espressione.

C’è chi è passato alle offese pesanti contro il Ninja, anche sui social, per la pseudo-offesa ricevuta (passando di fatto dalla parte del torto, comportandosi allora peggio di colui che avevano accusato), c’è chi si è elevato a giudice giudicante, c’è chi lo ha difeso a spada tratta, c’è chi (anche tra le fila giallorosse) si è limitato a dire “è un calciatore, non si fa”.

Se è vero che non bisogna offendere il prossimo -e su questo non ci piove- è altrettanto vero che in ambito calcistico si può provare interesse o disinteresse, antipatia o simpatia, amore o odio per una squadra, purché il sentimento sia puramente sportivo. Se poi a provare questo sentimento è un calciatore, ricordiamoci che “l’abito non fa il monaco”, soprattutto in questo campo. Radja Nainggolan sotto accusa? Dopo questa analisi possiamo asserire che la sentenza potrebbe essere la seguente: il ragazzo è assolto perché il fatto non costituisce reato.

Maria D’Auria