Home Blog Pagina 5947

Juventus-Napoli, le formazioni ufficiali: Milik e Rog dall’ inizio

Juventus e Napoli pronte a scendere in campo per l’ andata della semifinale di Coppa Italia. Diramate le formazioni ufficiali con diverse sorprese da una parte e dall’ altra. Allegri cambia modulo rispetto alle ultime uscite escludendo Cuadrado e proponendo la difresa a tre i quello che dovrebbe essere un 3-4-2-1. Sarri lancia Strinic, Rog e Milik dal primo minuto lasciando Zielinski e Mertens in panchina.

 

 JUVENTUS (3-4-2-1): Neto; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pjanic, Khedira, Asamoah; Dybala, Higuain, Mandzukic.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic; Rog, Diawara, Hamsik; Callejon, Milik, Insigne.

Juve Stabia, cambio di maglia a sorpresa per un ex pezzo grosso

L’ex Juve Stabia, Jan Polak, lascia la Cremonese

Annuncio sorprendete della Cremonese, che tramite i suoi canali ufficiali, ha annunciato la fine del rapporto con Jan Polak, difensore ceco arrivato in estate dalla Juve Stabia. Polak era stato uno dei colpi ad effetto in Lega Pro, tanto che la Cremonese era riuscita a strapparlo alle Vespe vincendo la concorrenza anche di alcuni club di Serie B. Per il difensore ceco solo 15 presenze e nessun gol all’attivo in questa prima parte di stagione, che vede la Cremonese seconda nel girone A di Lega Pro, a 6 punti dalla capolista Alessandria di Braglia, Cazzola e Mezavilla. Ricordiamo che Jan Polak nelle due stagioni in gialloblù ha fatto registrare 52 presenze e 2 reti, entrambe all’Akragas, che portarono alla prima vittoria della gestione Zavettieri.

Di seguito il comunicato della Cremonese:

L’U.S. Cremonese comunica di aver risolto consensualmente il contratto con il difensore Jan Polak.La Società ringrazia Jan per la professionalità dimostrata in questi mesi e gli augura le migliori fortune per il prosieguo della carriera.

Juve Stabia, seduta di allenamento all’insegna della contestazione

Ecco cosa è accaduto al Menti

Ore 16, la Juve Stabia scende sul terreno di gioco per cominciare la seduta di allenamento pomeridiana in vista della delicata trasferta di Foggia che vorrà dire tanto per il finale di stagione. Nel settore ospiti una cinquantina di tifosi stabiesi, lì ad assistere all’allenamento.

Ma all’ingresso in campo della squadra e del rispettivo staff, è partita la contestazione, forte, con toni anche accesi. Fermo a guardare, per diversi minuti, il tecnico Gaetano Fontana che non si aspettava una cosa del genere nella settimana che, come detto in precedenza, porterà ad un match delicato. COntestazione durata circa 15 minuti, prima che la maggior parte degli stessi tifosi lasciasse l’impianto.

Parole forti, di contestazione in un momento delicato della stagione, visti anche gli ultimi risultati.

RIPRODUZIONE RISERVATA

CLICCA SULLA FOTO per ingrandirla

 

 

Turi a Il Pungiglione: “Voglio la Juve Stabia in B. Basta chiacchiere su Manniello, quelle cose non sono vere”

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore del settore giovanile Alberico Turi.

“Avrei voluto ascoltare Salvatore Di Somma, stabiese Doc e grande conoscitore di calcio”.

Tornare a vincere?

“La speranza di tutti è che la Juve Stabia possa tornare a vincere presto. Il mercato è stato importante. Magari qualche calciatore non si è ancora ambientato, una cosa questa che può capitare nel calcio di oggi”.

Il ricordo del presidente Roberto Fiore

“Il settore giovanile è vicino alla famiglia Fiore. Roberto Fiore ha dato lustro alla città di Castellammare, gli sono grato per aver regalato risultati sportivi importanti. Credo che la piazza stabiese sia affranta per la scomparsa del presidentissimo. In questi momenti si spendono parole, ma per la famiglia Fiore e i suoi cari, penso sia doveroso spenderne d’oro per chi ha fatto tanto per Castellammare”.

La Berretti fa luccicare gli occhi: i gol arrivano dagli stabiesi

“Che i gol li facciano gli stabiesi fa piacere. Questa è una formazione importante, la categoria ci penalizza. Per me, questa è una squadra che se la può giocare alla grande contro società che giocano la Primavera”.

Di Somma esaltava la gestione Turi, con la mancanza di strutture si è fatto un lavaoro importante fin qui

“Dobbiamo scindere le cose. Se parliamo di strutture è un conto, se parliamo di potenzialità economiche è un altro conto. Poi dobbiamo vedere se una società sportiva vuole puntare sui giovani del proprio settore o se non ci crede. E’ vero che si può fare una squadra vincente e arrivare in alto. Ma se alla base non costruisci con un fondamento di giovani del tuo settore, arriverai alla banca rotta, a meno che non arriva un magnate cinese o americano, rischi tanto. Nei club del sud, il settore giovanile è arma vitale. Guardiamo l’Atalanta, Chievo e Empoli, società che investono sui giovani. Un calciatore in meno per la prima squadra e più soldi per il settore giovanile. Ci nascondiamo dietro un dito quando diciamo che mancano le strutture. De Marco era calciatore nostro e ha 70 presenze in lega Pro. Marano, Carrillo, Polverino, sono prodotti stabiesi e giocano. Abbiamo preso calciatori come Liotti, Nicastro che non sono stati valorizzati: serve mirare ai nostri e valorizzarli. Questo discorso andrebbe fatto dalle società meridionali. Con questo voglio solo dire una cosa: tutti sappiamo che ho avuto scontri con Manniello, ma da qui a dire che può essere accostato a certe cose non ci credo. Scommetterei un braccio, queste schifezze non fanno parte del costume di Franco Manniello. Gli si può dire che è vulcanico, che magari si circonda, a partire da me, di persone non brave ma non calpestiamo la sua onestà. Questa non vuole essere una sviolinata”.

Lo spostamento alle gare la domenica crea problemi al settore. Avete già trovato una soluzione alternativa?

“L’attività di base ha strutture sulle quali si allena sia sul sintentico che su erba naturale. Ci alleniamo a Torre del Greco e una volta a settimana al Menti con il settore. Certo avere una struttura a disposizione sarebbe ancora meglio”.

Gli Under 17 perdono un’altra gara, ma gli episodi l’hanno condannata

“Nel calcio ci sta. Due svarioni hanno permesso a loro di fare due gol. Si recupera, si sbaglia un rigore e non si fa gol. Nel calcio ci sta tutto. C’è rammarico per non aver sfruttato un turno casalingo che poteve portarci a Teramo con maggiore tranquillità. Mi aspetto la stessa reazione degli Under 15, sono convinto. Nulla è perduto. Andiamo a vincere nel recupero. Non è una cavalcata come la Berretti a cui mancano 3 punti per essere matematicamente ai play off. Ora loro se la giocano per stravincere il girone. Così come gli Under 15. Arrivare fino in fondo sarebbe una grossa soddisfazione per tutti”.

Under 15, che partita è stata?

“Abbiamo preso una svarione a Caserta per le condizioni atmosferiche. Quel campo di Santa Maria a Vico lo conosco bene. Ma una cosa è dirlo e cercare di trasmetterlo e un’altra è vederlo con i propri occhi. Gli addetti ai lavori della Casertana poi hanno fatto scomparire i palloni dal campo, ma ci sta nel calcio. Si impara sempre, bisogna essere più furbi calcisticamente parlando”.

Allievi regionali, 5-2 con lo Spes Battipaglia

“Pistola? Non fa più notizia il suo gol. Dopo un’annata strana la scorsa, è tornato ad essere quello che conoscevo. Sta ripagando tutta la fiducia che avevamo posto in lui. Questa è una squadra completa, servono solo piccoli ritocchi per poter poi fare la prossima stagione un campionato nazionale di alti livelli. Daniele? Un modo per premiare un ragazzo che si fa rispettare pur essendo un 2001. Avevamo problemi in difesa nella Berretti ed è stato premiato il suo attaccamento ai colori sociali”.

Giovanissimi regionali, 1-1 un pari che sta stretto

“I giovanissimi regionali stanno facendo un percorso importante per raggiungere la giusta maturità e ‘affrontare nella prossima annata un campionato nazionale”.

Attività di base?

“Il 9-1 dei 2005/06 è straordinario. E’ la mia arma in più. Poi ho ottimi collaboratori che mi danno una grossa mano come Saby Mainolfi, di lui sentiremo parlare tanto nel corso degli anni. 2004? Eravamo decimati, loro 2003 e noi 2004 con 5 2005 in rosa. Siamo soddisfatti del lavoro di mister Cocchiarella. Minasi? Cioffi, Minasi, Improta, la buttano dentro. Tanti ragazzini che non so quante società possono avere”.

La Primavera nelle tue mani?

“Vedremo. Per il bene della Juve Stabia mi auguro che possa arrivare la serie B. Poi ci siederemo ad un tavolo e valuteremo il da farsi. Gli altri sono bravi a salire sul carro dei vincitori: tanti intorno a Manniello lo fanno, non mi nascondo nel dirlo”.

Foggia-Juve Stabia?

“Quando incontri una grossa squadra, non devi motivare nessuno. La partita si carica da sola. Devi fare forse il pompiere per mantenere i ragazzi non sulla corda. Fare risultato a Foggia potrebbe dare una grossa scossa all’ambiente e alla squadra. Potrebbe far si che tu non arrivi dalla porta principale in serie B, ma ti consentirebbe di poterci provare dai playoff. Spero che tutta l’esperienza dello staff Fontana possa tirar fuori un risultato molto importante. Me lo auguro così come lo dissi quando si andò a Vibo. Può vincere anche dalla prossima gara lasciando a noi i tre punti”.

RIPRODUZIONE RISERVATA

I nostri sponsor:

 







 

Castellammare. Balneabilità e rete fognaria, incontro in Comune con Arcadis e Gori

0
Castellammare di Stabia. Balneabilità e completamento dei lavori della rete fognaria al centro del tavolo tecnico tenutosi a Palazzo Farnese tra Arcadis, Gori e Amministrazione Comunale alla presenza di Mario Casillo, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale.

“Un incontro operativo che ci ha permesso di fare il punto della situazione rispetto ai vari interventi da effettuare sulla città di Castellammare di Stabia ed anche per stilare un cronoprogramma che riduca al minimo i disaggi per la popolazione –  spiega il sindaco Antonio Pannullo. La presenza dei tecnici di Arcadis, così come quella dei vertici Gori e dei tecnici comunali ci ha permesso di sviscerare nel dettaglio le varie problematiche e di individuare soluzioni utili per superare alcune fasi di impasse registrate su determinati progetti. Il nostro obiettivo è ultimare tutti i lavori nel più breve tempo possibile. Rendere balneabile la linea di costa è uno dei passaggi strategici per il rilancio turistico della nostra Castellammare, così come andare ad ascrivere la parola fine all’annoso problema degli allagamenti che interessano alcune zone della città sprovviste al momento di un sistema fognario adeguato”.

Il tavolo tecnico ha affrontato nel dettaglio le varie problematiche che insistono sul territorio cittadino dalla questione di Privati agli interventi di Pozzano e via Fratte, senza dimenticare le importanti opere da realizzare in via Schito, via Fontanelle, Via Napoli e Ponte Persica. “Si tratta di vari interventi alcuni dei quali saranno operativi nel giro di poco tempo, mi riferisco ad esempio alla messa in funzione di alcune pompe di sollevamento che ci permetteranno di eliminare alcuni scarichi diretti a mare, con evidenti ricadute positive per tutto il tratto di costa” – conclude Pannullo.

Fanno da eco alle parole del primo cittadino quelle del consigliere regionale Mario Casillo: “La balneabilità del nostro mare è da sempre al centro della nostra attività di Governo. E’ uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità di vita dei cittadini ed allo stesso tempo favorire lo sviluppo turistico ed economico di questa area. La riunione di questa mattina a Castellammare va in questa direzione, anzi segna l’avvio di una nuova fase che ci ha permesso di fare una ricognizione sullo stato dei lavori e sui tempi previsti per il completamento delle varie opere”.
“E’ stato un primo incontro operativo che ci ha permesso di fare un punto della situazione forte e concreto rispetto allo stato dei progetti che insistono sulla città di Castellammare di Stabia – ha spiegato a margine dell’incontro il presidente di Gori, Michele Di Natale. Oggi sussistono tutte le condizioni, i progetti e le risorse economiche per portare a termine le opere. L’incontro con l’Amministrazione e gli altri soggetti è stato utile per armonizzare i tempi per il completamento dei lavori, ma anche per mettere insieme competenze ed esperienze,  sono sicuro che i primi risultati li avremo già prima dell’estate”.

PREAMLETO. Al Teatro Sociale di Brescia, mercoledì 1 marzo (Diana Marcopulopulos)

0

In Preamleto , viene rappresentato  tutto ciò che è accaduto prima della morte di Re Amleto . Ciò che ha significato e non la semplice e pura storia. Raccontato da Michele Santeramo.  Il quale analizza il concetto di “Potere”attraverso un’interpretazione contemporanea. Partendo dall’Amleto di Shakespeare viene sviscerato il tema del “POTERE”. Potere come atteggiamento , come comando,che si insidia in chi lo detiene  fino alla morte . Santeramo assieme alla regista Veronica Cruciani , partendo dal tema del potere sono giunti ad una riflessione sulla famiglia , la mafia ,la politica .La scenografia e’chiara , tutto si svolge in un bunker di cemento armato dove vive il Re Amleto, oramai malato,con un declino cognitivo molto importante ma senza perdere il comando.

Re Amleto è malato: non ha più memoria. Non ricorda niente, nemmeno chi siano sua moglie, suo figlio Amleto e suo fratello Claudio. Non ricorda niente ma comanda ancora, con potere di vita e di morte su tutti. “Il potere a questo serve: a continuare a comandare. Siede in poltrona, da solo, in un bunker di cemento armato. Quel grigio e solido contenitore lo protegge da nemici e dagli occhi impietosi di chi non lo rispetterebbe più come capo…

…In bilico tra malattia e lucidità, tra realtà e finzione, il re decide di scavalcare un invisibile ring, che è il palcoscenico, ed uscire di scena. Sceglie in tutta coscienza di morire, o meglio di diventare un fantasma, in un gioco metateatrale che pone il suo ultimo ordine da capo come la dimostrazione del fatto che chi ha avuto potere continua ad averlo, anche nell’atto che lo libera dalla schiavitù del dover comandare…

Accanto a Massimo Foschi e Manuela Mandracchia troviamo Francesco Villano, Lino Musella, Matteo Santucci.

Le scene e i costumi sono di Barbara Bessi, il disegno luci di Gianni Staropoli, suoni e alle musiche di Paolo Coletta che hanno il compito di traghettare i personaggi da un quadro all’altro, descrivendo attorno a loro un’atmosfera sempre diversa, specchio del loro mondo interiore.    

TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20  Brescia

Da mercoledì 1 a sabato 4 marzo 2017 (ore 20.30)

Domenica 5 marzo 2017 (ore 15.30)

Diana Marcopulopulos 

copyright-vivicentro

Coppa Italia Juventus-Napoli, le probabili formazioni di Gazzetta

Coppa Italia Juventus-Napoli, le probabili formazioni di Gazzetta

La Gazzetta dello Sport pubblica le probabili formazioni di Juventus-Napoli. Allegri conferma il 4-2-3-1 con Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. A centrocampo si rivede Khedira, in difesa sugli etserni ci saranno Asamoah e Lichtsteiner. Anche Sarri cambierà qualcosa. In difesa Maggio rileverà lo squalificato Hysaj. A centrocampo fuori a sorpresa Hamsik, al suo posto Rog. Il croato sarà affiancato da Diawara e Zielinski. In attacco fuori Mertens e dentro Pavoletti.

De Laurentiis ha fissato il tetto massimo per il rinnovo di Insigne: accordo vicino

De Laurentiis ha fissato il tetto massimo per il rinnovo di Insigne: accordo vicino

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Lorenzo Insigne che non ha rinnovato ancora il suo contratto in scadenza nel 2019: “Nulla è cambiato nelle ultime settimane, perché De Laurentiis è ancora a Los Angeles da dove dovrebbe rientrare per fine settimana. In agenda, non ha fissato alcun appuntamento coi procuratori dell’attaccante, ma ci sarebbe da entrambe le parti la volontà di arrivare ad un accordo che possa fare di Lorenzo il futuro capitano e bandiera di questo Napoli. D’altra parte, restare è l’obbiettivo primario del ragazzo di Frattamaggiore. La richiesta iniziale è stata di 5 milioni di euro a stagione, presentata nella scorsa estate e respinta senza alcuna esitazione dal presidente. Da allora, le parti non si sono più incontrate: De Laurentiis sarebbe disponibile ad andare oltre i 2,5 milioni all’anno fino al 2021 della prima offerta e arrivare fino a 3,5 milioni, oltre no. Ed è intorno a questa cifra che sta riflettendo l’entourage di Insigne, forte anche dell’interessamento di alcuni club della Premier League, tra cui l’Arsenal. Nel giro di un paio di settimane, in ogni modo, si dovrebbe arrivare ad un accordo”.

Sarri deluso e arrabbiato, ha provato a tirare su la squadra

Sarri deluso e arrabbiato, ha provato a tirare su la squadra

La Gazzetta dello Sport scrive su Maurizio Sarri: “Ci ha provato a tirarlo su il suo Napoli, dopo la sconfitta rimediata dall’Atalanta. Un’operazione psicologica, soprattutto, perché a livello di campo ha avuto poco tempo a disposizione per analizzare e valutare i motivi della brusca frenata nell’anticipo di campionato. Maurizio Sarri è un uomo arrabbiato, sotto certi aspetti persino deluso per quanto accaduto nelle ultime due settimane. La batosta di Madrid ha aperto alle critiche di Aurelio De Laurentiis, un vero tornado che si è abbattuto sull’allenatore e sulla squadra: avrebbe potuto lasciare macerie più consistenti, ma il legame tra allenatore e squadra dovrebbe essere una garanzia per l’ambiente”.

Altafini, Sivori e l’amico De Laurentiis: Napoli piange la scomparsa di Fiore

Lo riporta la Gazzetta dello Sport

Roberto Fiore, storico presidente del Napoli, si è spento ieri all’età di 93 anni. Da sempre tifoso azzurro, Fiore è stato un grande appassionato di calcio e ha vissuto stagioni importanti anche alla guida di Juve Stabia ed Ischia. Nel club azzurro, dopo essere succeduto a Lauro, ha portato grandissimi campioni tra i quali José Altafini e Omar Sivori, a metà degli Anni Sessanta. Sua la folle idea, poi non concretizzata, di provare ad acquistare Pelè. Nel 1999 accompagnò Aurelio De Laurentiis in città quando quest’ultimo presentò una offerta di acquisto del Napoli, allora nelle mani di Ferlaino.

Gabbiadini: “Sarri tra i migliori, ma preferisco chi parla in faccia. Meglio Benitez…”

Le sue parole

Manolo Gabbiadini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport:

Tre partite, cinque gol: ha conquistato l’Inghilterra in meno di un mese.

“Tutto bello, tutto fantastico, ma sono il primo a tenere i piedi a terra. Il calcio è strano: all’improvviso voli verso il cielo e altrettanto rapidamente vai giù in picchiata. Però sarei bugiardo se dicessi che mi aspettavo un inizio come questo”.

La chiave di lettura del suo avvio boom in Inghilterra?

“Ho capito subito che quassù ci sono meno rigidità. Dopo tre allenamenti, sono stato buttato nella mischia. In Italia c’è invece molta prudenza. Qui no, ti mandano subito al fronte”.

Che cosa non ha funzionato a Napoli?

“La mia esperienza a Napoli va divisa in due momenti. I primi 6 mesi con Benitez le cose funzionarono bene. Il gruppo era davvero unito. Benitez fece una scelta coraggiosa, ma importante: applicava in modo scientifico il turnover. Tra campionato e coppe varie, si giocava ogni tre giorni e c’era spazio per tutti. Le cose sono cambiate con l’arrivo di Sarri”.

Che cosa è successo con Sarri?

“Sarri ha scelto d’intraprendere un’altra strada: punta sempre sugli stessi. Gli altri devono fare anticamera. C’è una linea ben marcata tra titolari e riserve. E’ una politica anche questa, ma è chiaro che chi resta fuori alla lunga non può essere contento”.

Nel suo caso però deve esserci qualcosa di più.

“Considero Sarri uno dei migliori allenatori in assoluto con i quali ho lavorato, ma con lui non è mai scoccata la scintilla. Per me la sincerità e i rapporti umani vengono prima di qualsiasi altra cosa. Mi piacciono le persone che ti dicono le cose in faccia. Per me è una regola di vita fondamentale: vale non solo nel calcio, ma anche nella sfera privata”.

Traduzione: bene con Benitez, male con Sarri.

“La politica di Benitez ha portato al club una Coppa Italia e una Supercoppa. Non credo che la sua strategia fosse sbagliata”.

A Southampton è riuscito a mettersi alle spalle il periodo napoletano?

“Napoli resta un’esperienza fondamentale nella mia vita. Non la considero un fallimento, perché quando hai segnato 25 gol nelle mie condizioni sei in pace con la tua coscienza. Sul piano umano Napoli mi ha arricchito. Ho conosciuto una splendida città e mi sono creato rapporti di amicizia che resteranno nel tempo. Napoli mi ha lasciato qualcosa d’importante”.

I complimenti di José Mourinho?

“Quando un personaggio come lui ti viene incontro, ti stringe la mano e ti dice “Sei stato bravissimo, hai segnato due gol da fenomeno», senti qualcosa di particolare dentro di te. Mourinho è una persona speciale, e non solo per i successi ottenuti da allenatore. E’ carismatico”.

Di Somma a Il Pungiglione: “Non metto in discussione l’operato di Amodio, è merito di tutti. Turi? Un lavoro importante”

In esclusiva le dichiarazioni di Salvatore Di Somma

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Sportivo del Benevento, Salvatore Di Somma.

Il giudizio di Di Somma su questo momento, dopo che anche nel suo trascorso ci fu una problematica simile

“Le sorti della Juve Stabia le seguo sempre anche settimanalmente. Non ho visto l’ultima, ma posso dire che fino alla sosta la Juve Stabia viaggiava con grandissimi risultati e gioia per la città e la piazza. C’è qualche risultato che sta venendo meno, non conosco le cause. Può essere un calo mentale o fisico. Sono arrivati a gennaio colpi importanti come Paponi e Cutolo e speravo che potesse dare filo da torcere a Lecce e Foggia. Stanno perdendo terreno, ma una squadra che è in vanatggio 3-1 contro una squadra modesta non può farsi rimontare 2 gol. Lecce e Foggia si allontanano”.

Ha raggiunto i più alti risultati sportivi. Quando ha ascoltato Amodio e la sua voglia di rivendicare i meriti dei successi, cosa ha provato?

“Nessuno mette in discussione Amodio, ma ci sono rimasto male. Ho letto e ascoltato rancore nelle sue parole. Nessuno glieli vuole togliere. Giglio e Manniello hanno salvato la Juve Stabia con i loro soldi, non mi sembra che li abbia messi lui. I meriti della cavalcata, però, sono di tutti. Giglio e Manniello mi hanno dato l’opportunità di scegliere i calciatori con Braglia e costruire squadre importanti”.

Continuità del settore giovanile è il direttore Alberico Turi. Voglia e professionalità per costruire i campioni del futuro

“La gestione del settore giovanile è importante. Tra una marea di difficoltà sono stati raggiunti traguardi importanti. Va fatto un plauso a chi lo gestisce. Ricordo benissimo la famosa partita del torneo di Viareggio dove fu messa sotto la Juventus. Si vinse quella gara, io c’ero. La ciliegina sulla torta di chi ha lavorato fin qui bene”.

Il rapporto con Turi?

“Ha tanta pasisone e competenza. Sta facendo un lavoro importante con tantissimi giovani. Il lavoro fatto fin qui è straordinario”.

Contestato Manniello?

“Quando i risultati non arrivano succedono queste cose. Anche io ho avuto screzi con Manniello, cose poi chiarite. Non è giusto contestarlo, sta facendo cose egregie da solo. Dispiace che qualcuno mette in discussione il suo operato. Deve farsi affiancare da qualche persona più esperta e competente”.

Cosa si augura dalla Juve Stabia?

“Di rivedere quella squadra vista fino alla sosta natalizia. L’allenatore fa giocare bene questa squadra, c’è bisogno di ricompattarsi per tornare ad essere squadra importante. E’ un momento che gira male, non credo che ci siano problemi interni. Mi auguro che possa vincere a Foggia per ripartire e dare fastidio a chi è davanti”.

In chiusura un pensiero su Logiudice…

“Ha fatto un lavoro sicuramente importante e ha valorizzato tantissimi giovani. Non entro nel merito. Non conosco i motivi di cosa sia successo, ma è un uomo di calcio, competente e persona seria. Ha sempre ottenuto grandi risultati sia in campo che fuori”.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Il piano di Renzi per i disoccupati

Renzi: un sostegno medio di cinquecento euro al mese per chi è in condizioni di povertà o disoccupato. Costo: fino a 4,5 miliardi di euro l’anno. È la proposta alternativa al «reddito di cittadinanza» con cui Matteo Renzi prova a sfidare il Movimento Cinque Stelle.

La sfida di Renzi al piano grillino. Un aiuto da 500 euro al mese

Il Pd prepara l’estensione del reddito di inclusione. In busta paga lo 0,3% che oggi trattengono le aziende

ROMA – Un sostegno medio di cinquecento euro al mese per chi è in condizioni di povertà o disoccupato. Costo: fino a 4,5 miliardi di euro l’anno. A volerla spiegare in estrema sintesi è questa la proposta alternativa di Matteo Renzi al «reddito di cittadinanza» del Movimento Cinque Stelle. Una regola base del marketing – perfettamente valida anche per quello della politica – è far credere di offrire gratis anche ciò che non lo è. Parlare di «lavoro» o «reddito» di cittadinanza equivale a promettere soldi a tutti, a prescindere da condizioni sociali, lavorative o familiari.

Non è così, semplicemente perché è impossibile farlo: secondo alcune stime costerebbe abbastanza da mandare immediatamente in default il debito italiano. È però vero che le due proposte sono diverse l’una dall’altra: quella di Renzi è realistica nei costi ma fin troppo ambiziosa negli obiettivi. Quella del Movimento Cinque Stelle è per certi versi più facile da introdurre ma pericolosissima per la tenuta dei conti pubblici: costerebbe – la stima è dell’Istat – 15 miliardi di euro l’anno. Non è un caso se il reddito di cittadinanza esista solo in due angoli freddi e ricchi del mondo: in Alaska, dove grazie alle royalties sul petrolio lo Stato concede un sussidio universale fino a 200 dollari, e in Finlandia, dove hanno appena iniziato una sperimentazione su duemila persone.

L’Italia – in compagnia della Grecia – è invece l’unico Paese europeo in cui non esiste un «reddito minimo», ovvero una misura in grado di garantire a chi ne ha effettivamente bisogno una soglia minima di sussistenza. Le proposte di Pd e M5S vanno entrambe in quella direzione.

Il piano Pd
Il responsabile economia del Pd Filippo Taddei si affida ad un antico proverbio cinese: «Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare». Il piano di Renzi non parte dal nulla: proprio questa settimana il Senato dovrebbe approvare in via definitiva il disegno di legge delega per la lotta alla povertà. L’approvazione di quella delega vale a regime 1,8 miliardi di euro, abbastanza per erogare fino a 400 euro al mese all’85 per cento delle famiglie con meno di tremila euro l’anno. Ovviamente le persone in condizioni di povertà sono molte di più, circa 4,6 milioni di italiani. Il piano di Renzi punta ad allargare quel sussidio fino a trasformarlo in un «reddito di inserimento» e a comprendere tutti coloro i quali hanno redditi inferiori agli ottomila euro l’anno.

Già oggi per ottenere il «Sia» – la versione «beta» del reddito minimo targato Pd – l’Inps impone una serie di condizioni: occorre presentarsi in Comune con la certificazione dei propri redditi (noto come modulo Isee), avere un minore in famiglia, non si può ricevere altri sussidi né possedere la moto o un’auto di cilindrata superiore ai 1300.

L’ambizione del progetto Pd al quale lavora il responsabile del programma Tommaso Nannicini è di superare tutti gli attuali strumenti di integrazione al reddito (sussidi di disoccupazione, aiuti alle famiglie) e unificarli, costruendo così uno strumento universale. Facile a dirsi, difficile a farsi, visto che nel frattempo alcune Regioni (Lombardia, Puglia, Friuli) si sono mosse in proprio introducendo altri sussidi, e contribuendo a complicare il già complicato «sistema Arlecchino» di aiuto ai bisognosi (il copyright è di Luca Ricolfi). Di buono c’è che il progetto Pd ha l’ambizione di riformare le cosiddette «politiche attive» sul lavoro e i centri per l’impiego, discretamente gestiti al Nord, fallimentari al Centro-sud. Una delle idee allo studio prevede di restituire ai lavoratori lo 0,3 per cento che oggi viene trattenuto dall’azienda per i corsi di formazione professionale: quei soldi alimenteranno un fondo «aggiornamento professionale» che ciascun lavoratore dipendente potrà spendere come crede.

Il piano M5S
Uno dei più noti filosofi del Novecento – John Rawls – si chiedeva spesso che senso avesse dare soldi «ai surfisti di Malibu». Ma le ragioni dei surfisti non sono nemmeno in cima ai pensieri di Grillo e dei suoi. La proposta di legge 1148 del M5S è più generosa di quella del Pd ma non somiglia per niente al reddito di cittadinanza. Anche la proposta dei grillini vincola la concessione del sussidio a diverse condizioni: occorre presentare l’Isee, se c’è un invalido occorre una visita per verificarne l’invalidità, se si è disoccupati bisogna fornire immediatamente la disponibilità al lavoro al centro per l’impiego. Il problema sono i costi: il piano Grillo-Di Maio promette fino a 780 euro a persona. Se però i componenti della famiglia sono sette, il massimo erogabile in un anno è di 37.440 euro. Moltiplicate per il numero di famiglie povere e si possono apprezzare rapidamente le conseguenze sui conti pubblici.

Twitter @alexbarbera

Il filo teso tra Dj Fabo, Cappato ed il Colle

0

Il leader radicale, Marco Cappato, pochi giorni fa informò il Quirinale. Da Mattarella “comprensione umana”, ma nessun intervento diretto.

Dal Colle “comprensione umana” ma nessun intervento diretto

I Radicali raccontano: i consiglieri di Mattarella ci hanno ricevuti e hanno ascoltato il nostro punto di vista

ROMA – Non è corretto dire che il Quirinale sia stato assente dalla vicenda di dj Fabo. Subito dopo la commovente lettera del giovane a Sergio Mattarella affinché il Presidente facesse qualcosa per sbloccare la discussione su un ddl dei Radicali che permette l’eutanasia assistita, dal Colle era giunta una telefonata a Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Venga a trovarci, gli hanno detto. Non sarebbe stato un incontro diretto con il Capo dello Stato, ma con due tra i suoi consiglieri più stretti, Giancarlo Montedoro, consigliere di Stato addetto agli affari giuridici, e Luisa Corazza, consulente del Presidente per le questioni di carattere sociale. Accadeva il 17 febbraio scorso.

Forse Marco Cappato si attendeva qualcosa di più. Forse si aspettava un segnale politico. In cambio, ha avuto vicinanza umana. E comunque i due funzionari che l’hanno ricevuto sono tra i consiglieri più vicini a Mattarella e si muovevano su suo indirizzo.

«Due funzionari ci hanno ricevuto – racconta ora Cappato – e ci hanno tecnicamente offerto un “ascolto”. Significa che hanno preso nota delle nostre parole, ma non è stata data alcuna risposta all’appello di dj Fabo. Né nel corso di quell’incontro, né in seguito. Il Quirinale non ci ha parlato».

L’incontro del 17 febbraio, insomma, è presto detto. I due consiglieri di Mattarella hanno ascoltato in silenzio le ragioni del tesoriere dell’associazione vicina ai Radicali e di dj Fabo, hanno preso nota delle doglianze sui ritardi della politica italiana nell’affrontare una questione così delicata come l’eutanasia assistita, e però secondo l’associazione così importante e urgente. La delegazione di Cappato ha fatto anche diversi esempi di legislazione in Europa sulla materia. In Italia, però, hanno detto amaramente, non è materia su cui si legifera.

Non ci sono reazioni ufficiali dal Quirinale. L’incontro dei due consiglieri con la delegazione dell’associazione Luca Coscioni è confermato, punto. Ma si sa che il Presidente ha dato lui l’indirizzo ai suoi consiglieri e gli è stato prontamente riferito l’andamento dell’incontro. E chi nei giorni seguenti ha ascoltato il Capo dello Stato, sa che Mattarella ha espresso la sua grande comprensione umana per il giovane dj, la vicinanza al suo dolore e anche personale partecipazione, unita però alla consapevolezza che in Italia non ci sono gli strumenti giuridici per dirimere la questione.

Quello che Montedoro e Corazza non hanno esplicitato è che il Presidente non sarebbe intervenuto pubblicamente sulla materia innanzitutto perché il suicidio assistito secondo la legge italiana è un reato, e mai il Presidente si sarebbe sentito di invitare chicchessia a commettere un reato. Secondo, i due consiglieri avevano chiaro che nemmeno il disegno di legge in discussione in Parlamento sul testamento biologico prevede una legalizzazione del suicidio assistito. Terzo, che il tema dell’eutanasia è sicuramente molto discusso nel Paese, e appassiona, ma è anche fortemente divisivo, ossia non c’è una corrente d’opinione prevalente, e quindi a maggior ragione Sergio Mattarella preferisce conservare il silenzio.

D’altra parte una costante di questi due anni è anche la non-interferenza del Quirinale nelle dinamiche politiche e parlamentari. Mattarella, come si è visto in tanti passaggi recenti e meno recenti, è assolutamente rispettoso del dibattito che si svolge alle Camere e ritiene corretto non intervenire in un senso o nell’altro.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Il filo teso tra Dj Fabo, Cappato ed il Colle
lastampa/Dal Colle “comprensione umana” ma nessun intervento diretto FRANCESCO GRIGNETTI

Filo Di Arianna tra ENEL e RAI (Lo Piano Saint Red)

0

L’escamotage, la trovata geniale, il colpo di coda renziano quando ricopriva la carica di 1° Primo Ministro, è stato quello di creare un gemellaggio fra l’Enel e la RAI. 

A distanza di un anno dal lieto evento, nessun “sacerdote politico”, e’ stato in grado di rompere il filo di Arianna.

E’ stato un vero e proprio matrimonio d’interessi che non si doveva fare, una vera e propria rapina per milioni di Italiani che hanno dovuto sborsare in qualita’ di “invitati” alla festa nuziale, la bella cifra di 100 euro.

Anno Astrale della Rapina :

Eravamo nel “lontano” 2016, Costellazione Italia, quest’anno per la Legge di Stabilita’ sempre modellata a pennello dal decaduto ma sempre presente Governo Renzi, si dovrebbe avere uno “sconto di pena” del 10% riguardo il pagamento del canone, a conti fatti “solo” 90 euro.

In compenso, per non lasciare sul piatto neppure le briciole di questo lauto pasto, a decorrere dal 2017 nel modulo di pagamento, debutta il “quadro C” che va riempito in caso di acquisto di un televisore in un giorno qualunque dell’anno. Inutile dire che dal momento dell’incauto acquisto verranno addebitate sulla bolletta dell’Enel 10 euro mensili.

Potranno essere esentati solo coloro che hanno compiuto i 75 anni con un reddito inferiore ai 7000 euro annui.

Per milioni di Italiani, questo gemellaggio ha rappresentato un duro scoglio da superare, ancora il Governo non ha preso piena coscienza delle condizioni di vita di moltissimi nostri concittadini.

Nelle prossime elezioni sempre che il Governo non cada prima, saranno gli Italiani a scegliere i candidati da portare nelle sedi giuste, non ci saranno sconti né saldi di fine stagione per i tanti politicanti che hanno ridotto in solo qualche decennio una Nazione al lastrico.

In tutt’Italia il teatrino politico continua, chi ha avuto il potere e non ha fatto nulla per meritarselo, vorrebbe tornare a governare promettendo nuovamente mari, monti e verdi praterie, purtroppo per loro la stagione e’ finita, ora dovrebbero restituire tutto quello che sono riusciti a rubare in tutti questi anni.

Lo Piano Saint Red

copyright-vivicentro

Dj Fabo: non ”suicidio” ma ”rifiuto di sofferenze” e scelta di ”pace e dignità”

0

Dj Fabo, cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale, ha scelto di porre fine alla sua sofferenza. Ieri alle 11.40, in una clinica svizzera, ha morso un pulsante e si è ucciso. Nella stanza i familiari e Marco Cappato. Il leader radicale pochi giorni fa informò il Quirinale. Da Mattarella“comprensione umana”, ma nessun intervento diretto.

Gli scherzi con gli amici, i saluti, l’ultimo grazie. Poi Dj Fabo si è ucciso

Il 40enne in Svizzera per il suicidio assistito ha azionato con un morso il pulsante che gli ha donato la morte

PFAFFIKON (SVIZZERA) – «Per favore, puoi ripetere ancora una volta il tuo nome?». L’infermiera ha più di cinquant’anni, non è la prima volta che si trova in questa situazione, ma sta piangendo. «Mi chiamo Fabiano Antoniani» risponde lui. «Fabiano Antoniani», dice ancora scandendo le sillabe per essere compreso. È un italiano di quarant’anni esule in Svizzera. Sono le undici di mattina. Il sole ha sciolto la neve sui prati lasciandoli lucidi e rigogliosi.

Davanti a un campo da pallone deserto, c’è questa casetta di lamiera azzurra. È nella zona industriale di Pfaffikon, a 20 chilometri da Zurigo e 240 da Milano. «La troverete a fianco della fabbrica di porte Lobag», dicono i residenti per spiegare la strada. E sta lì in mezzo, infatti, tutta protetta da una siepe. Nel piccolo giardino interno hanno costruito un laghetto artificiale. C’è un airone di legno fisso nell’acqua. Qualcuno ha lasciato un pacchetto di sigarette sul tavolo accanto all’accendino. Dentro la struttura, nella stanza grande, con quattro finestre e una stufa ad angolo, sopra un letto con le rotelle, ora è sdraiato Fabiano Antoniano detto Dj Fabo. «L’unica cosa di cui ho paura è di non riuscire a morire», dice all’infermiera.

Per la verità, per lui non è così facile parlare. Non lo è affatto. Ogni lettera è un rantolo cavato via dal petto, che sale dai tubi piantati nella trachea per permettergli di respirare. Ma gli hanno fatto ripetere il suo nome perché così vuole il protocollo. È una trafila obbligatoria che solleva ogni responsabilità da chi è presente, e quindi anche dalla Dignitas, l’associazione che si occupa dei suicidi assistiti in Svizzera. Perché è di questo che si tratta.

Di confermare la propria scelta e di essere, al tempo stesso, gli autori materiali del gesto che determinerà la morte. Ma Fabiano Antoniani non può bere autonomamente il bicchiere con dentro 15 grammi di pentabarbital di sodio, la pozione che placherà le sue atroci sofferenze. Non può farlo perché è tetraplegico e non può muoversi, ed è anche completamente cieco. Hanno preparato apposta per lui un comando da mordere, per attivare la somministrazione in via endovenosa.

Un modo per consentirgli di affermare la sua volontà oppure recedere, fino all’ultimo istante. Ma non è questo che vuole fare Dj Fabo, non vuole tornare indietro, l’unica cosa di cui ha paura è di non riuscire a morire. Chiede che gli venga somministrato il medicinale antivomito, è il primo passo. Acconsente anche al fatto che venga accesa una telecamera: servirà per chiarire e scagionare. Adesso è davvero tutto pronto. Al suo fianco restano la madre e la fidanzata Valeria. Dj Fabo può decidere ancora per la sua vita.

Arrivare fino qui è stato un supplizio. «Sono lunghe cinque ore di auto senza vedere e senza potersi rendere conto di quello che sta succedendo», dice Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni. È lui che ha organizzato il viaggio. «Sono io che mi assumerò ogni responsabilità», ripete in continuazione. Sono partiti domenica su un’auto grigia metallizzata, allestita per ospitare la sedia a rotelle. Tenerla legata saldamente, era il primo problema. Assicurare la respirazione di Fabiano Antoniani, il secondo.

È stato un viaggio al buio, in silenzio. Passata la frontiera a Chiasso, lui non ha potuto vedere questa primavera in anticipo, i trattori già al lavoro nei campi, i bambini in bicicletta, i laghi, le serre, le bestie al pascolo. Non ha potuto vedere niente. E niente ha detto. «Quando siamo arrivati, abbiamo dovuto sollevarlo in quattro per portato sul letto», dice ancora Marco Cappato. Domenica sera. Dopo la prima visita medica con il personale della Dignitas, Fabiano Antoniani ha mangiato mezzo chilo yogurt alla stracciatella. Poi ha scherzato con gli amici che erano venuti per accompagnarlo. Assieme hanno ricordato vecchie vacanze estive. «Voglio dirvi una cosa – ha detto a un certo punto -. Non prendetemi per scemo, ma mettete sempre la cintura, fatemi questa promessa».

La morte di Fabo pesa sulle coscienze di chi non ha saputo legiferare

Fino al 13 giugno del 2014, la vita di Fabiano Antoniani era stata una vita felice o almeno dignitosa, prima dell’incidente stradale. «Mettete sempre la cintura, ve lo chiedo ancora una volta. Promesso?». Poi ha registrato l’ultimo messaggio vocale, ancora trovando il fiato dentro se stesso: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille». La fidanzata Valeria ha scritto su Facebook: «Vorrei che questa notte non finisse mai».

Un altro yogurt a colazione, ma questa volta svizzero. «È molto più buono del nostro», ha detto scherzando Fabo. «Se non riuscissi a morire, almeno voglio portarne qualche barattolo a casa».

Proprio in quel momento, lì davanti, si avvicinava un’altra signora italiana, come in avanscoperta: «Mio marito ha un tumore in fase terminale. Siamo partiti da Venezia. Abbiamo prenotato una stanza nell’albergo qui accanto. Domani…». Morire in trasferta, sentendosi abbandonati dal proprio Paese. È questo che succede nella casetta azzurra di Pfaffikon.

Ma intanto questo era il giorno di Dj Fabo, quarant’anni compiuti il 9 febbraio. Era il giorno per ricordare i suoi viaggi in India, la passione per la moto, l’amore e gli amici, la musica sempre. E questa ostinazione. Questa forza straordinaria per arrivare fino a qui.

Così si è chiusa la notte senza fine di Dj Fabo, come lui stesso aveva definito la sua esistenza dopo l’incidente. Dentro un mattino limpido di sole, davanti a un campo di calcio con l’erba profumata.

«Mi chiamo Fabiano Antoniani», ha detto all’infermiera. Poi ha morso il pulsante. Erano le undici e quaranta di mattina. Si è addormento dopo pochi minuti. La sua stanza era piena di luce.

«Fabo adesso è libero» ha detto Marco Cappato. Ed era davvero un bel modo di chiamare la morte.

 

 

vivicentro.it/attualità
vivicentro/Fabo: non ”suicidio” ma ”rifiuto di sofferenze” e scelta di ”pace e dignità”
lastampa/Gli scherzi con gli amici, i saluti, l’ultimo grazie. Poi Dj Fabo si è ucciso NICCOLÒ ZANCAN – INVIATO A PFAFFIKON (SVIZZERA)

Juventus-Napoli, le probabili scelte di Sarri: turnover obbligato

Vigilia di Coppa Italia per Juventus e Napoli che domani saranno impegnate allo Stadium (ore20:45) per la semifinale di andata.
Gli azzurri devono subito svoltare pagina dopo il ko subito in campionato contro l’ Atalanta. Una sconfitta pesante che permette comunque alla squadra allenata da Maurizio Sarri di conservare il terzo posto in classifica. Due settimane decisive per i partenopei impegnati nel tour de force contro Juve, Roma e Real Madrid. Tre match che possono segnare le sorti di un’ intera stagione.

 
LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA – Troppi impegni così ravvicinati costringono Sarri ad attuare un certo turnover. Davanti a Pepe Reina torna Kalidou Koulibaly a fare coppia con Raul Albiol. Sulla destra Maggio prende il posto dello squalificato Hysaj, sulla sinistra Strinic insidia Ghoulam. In mezzo al campo più Diawara che Jorginho. Zielinski sul centro destra e ballottaggio Rog/Hamsik sul centro sinistra. In avanti chance per Leonardo Pavoletti in vantaggio su Milik, sugli esterni doppio ballottaggio Mertens/Insigne e Callejon/Giaccherini. Dunque possibile turno di riposo per Hamsik, Callejon e Insigne ma non è detta l’ ultima parola.
NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic; Zielinski, Diawara, Rog; Giaccherini, Pavoletti, Mertens.    All. Maurizio Sarri
A DISPOSIZIONE: Rafael, Sepe, Ghoulam, Chiriches, Maksimovic, Milanese, Jorginho, Hamsik, Callejon, Insigne, Milik.
SQUALIFICATI: Hysaj
INDISPONIBILI: Tonelli, Allan

RIPRODUZIONE RISERVATA

Juventus-Napoli, i convocati di Massimiliano Allegri

Juventus-Napoli, i convocati di Massimiliano Allegri

Sono 21 i giocatori convocati da Massimiliano Allegri per Juventus-Napoli di martedì sera, gara di andata delle semifinali di Coppa Italia.

Non convocati:  Marchisio a causa di un trauma contusivo al ginocchio destro rimediato durante la partita con l’Empoli; Sturaro per un risentimento ai muscoli dell’addome; Benatia per gastroenterite.

I giocatori verranno monitorati nei prossimi giorni

Questo l’elenco dei convocati, diramato dal tecnico:

 1 Buffon, 3 Chiellini, 5 Pjanic, 6 Khedira, 7 Cuadrado, 9 Higuain, 12 Alex Sandro, 15 Barzagli, 17 Mandzukic, 18 Lemina, 19 Bonucci, 20 Pjaca, 21 Dybala, 22 Asamoah, 23 Dani Alves, 24 Rugani, 25 Neto, 26 Lichtsteiner, 28 Rincon, 32 Audero, 38 Mandragora.
Fonte: www.Juventus.com

Sky- Fiducia a Rog, Hamsik fuori: Juventus-Napoli, Sarri sorprende

Sky- Fiducia a Rog, Hamsik fuori: Juventus-Napoli, Sarri sorprende

Ai microfoni di Sky Sport, il giornalista Massimo Ugolini ha fatto chiarezza sugli 11 azzurri che scenderanno domani in campo contro la Juventus, nel match valevole per l’andata di semifinale di coppa Italia. “Ecco quanto dichiarato: Dovrebbe giocare la formazione che ci aspettavamo con l’Atalanta, Sarri invece ci sorprese con dieci titolarissimi tranne Koulibaly che era in diffida. Domani ci sarà anche Maggio, per la squalifica di Hysaj, ma anche Strinic e la novità forte dallo spogliatoio sarebbe Hamsik in panchina e Rog dall’inizio, Giaccherini per Callejon e Pavoletti al centro al posto di uno tra Insigne e Mertens. Un turnover importante: puesto perchè la gara di domani non è definitiva essendoci un ritorno mentre dopo il ko con l’Atalanta mentre Roma e Real sono considerate partite da dentro o fuori. A Roma, dopo il ko con l’Atalanta, il Napoli rischia di essere risucchiato dalle squadre dietro”.

Gabbiadini: “Anni molto belli al Napoli. Italia? Prima o poi tornerò”

Gabbiadini: “Anni molto belli al Napoli. Italia? Prima o poi tornerò”

Ai microfoni di Sky Sport, Manolo Gabbiadini, a qualche settimana dal suo addio al Napoli, ha dichiarato: “Sono riuscito a fare due gol, un’ottima partita come squadra, ma resta il rammarico per aver perso la Coppa che va allo United. Resta la buona prestazione. Rammarico per l’addio al Napoli? Secondo me è andata bene, in due anni ho avuto una media altissima con 25 gol fatti. Tutti dicono che ho fatto male, ma ci sono stati tanti motivi che ormai si sanno. Sono contento dei due anni a Napoli, sono cresciuto tanto. Poteva finire meglio, ma ci prendiamo quello che è venuto, non mi piango di certo addosso. Sono felice della mia scelta e del buon inizio. Non ero adatto a Sarri? Non lo so, ci sono stati tanti fattori, dico solo che sono stati anni molto belli. Italia? Sono andato in Inghilterra, mica sono morto. Magari prima o poi tornerò”.