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Ciao, mio presidente!

Il mio ricordo personale del presidente Roberto Fiore

Lo so, è un qualcosa di particolare, ma non voglio usare un messaggio sui social per ricordarla. Sono qui a scrivere il mio personale ricordo ad una parte del mio recente passato, ad un presidente che ha scritto pagine e pagine di storia calcistica. Amato da una città intera, Castellammare di Stabia, amato da Napoli che l’ha adottato. Storia, semplicemente questo era per me presidente.

Lì dall’alto di quella collina, apriva la sua finestra e mi indicava la mia terra, la sua terra, Castellammare di Stabia: quella città che l’ha adottata, che l’ha resa quasi mito. Un uomo di calcio, la storia del calcio… Ho avuto il privilegio di poter essere ospitato a casa sua, ormai con Mario Vollono eravamo a casa nostra: ci faceva sentire a nostro agio. ‘Volete un caffe’? Prendete un cioccolatino’, poi quell’affanno, e noi lì ad ascoltarla. Ma con me era differente, mi chiamava, mi cercava, avevamo progetti da voler realizzare insieme. ‘Novellino’, con la sua voce forte, mi dava consigli, mi raccontava tutto, mi ha rivelato la sua storia calcistica, la sua vita privata, episodi che vengono raccontati solo ad ‘amici’, perchè Presidente io ormai la ritenevo tale. La notizia mi è arrivata così, non ci credevo, in cuor mio speravo non fosse vero.

Mi ha chiamata l’ultima volta 5 giorni fa, mi cercava, aveva bisogno di me. La richiamai, era a pranzo, mi disse: “Novellino, richiamami appena finisco”, lo feci ma era andato a riposare e non ho insistito. Ricorderò per sempre le lunghe chiacchierate, anche i rimbrotti per farmi crescere professionalmente, soprattutto le gioie che però mi ha regalato nell’ascoltare la sua vita. E’ qui presidente, lo porto con me sempre…il suo regalo, la sua dedica unica per me: “Al mio miglior giornalista…”, mi scrisse così. Resterà sempre nei miei pensieri, sempre nel mio cuore, così come momenti indimenticabili passati insieme…

Ciao, mio presidente!

a cura di Ciro Novellino

 

Mercatelli e il ricordo del presidente Fiore: “Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto: un immenso dolore”

Mercatelli e il ricordo del presidente Fiore: “Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto: un immenso dolore”

Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto, perde il suo più grande Presidente. La scomparsa di Roberto Fiore lascia la nostra città, la nostra Juve Stabia in un immenso dolore. Per anni è stato il Presidente, un uomo sincero e fortemente passionale al quale tutti, proprio tutti, siamo legati da un profondo affetto. Tanti gli aneddoti, tante le storie…..ma personalmente voglio ricordarlo con una sua frase. Nella festa dei cento anni del calcio stabiese, il Presidente, insieme al fraterno amico Nicola Colonna, volle scendere in campo, sull’erba sintetica dello Stadio Romeo Menti, e quando giunse sotto la curva sud dichiarò: “Io vi amo….e posso dire con certezza che i soldi che ho speso per la JuveStabia sono benedetti….io vi amo”.

Questo era e questo resterà per noi tutti IL PRESIDENTISSIMO ROBERTO FIORE. Grazie e….per sempre….per tutto quello che ci hai dato….e per quello che mi hai insegnato.
Giuseppe Mercatelli.

Il cordoglio della S.S. Juve Stabia per la scomparsa dell’amato presidente Roberto Fiore

Il cordoglio della S.S. Juve Stabia per la scomparsa dell’amato presidente Roberto Fiore

Roberto Fiore, presidente indimenticabile, protagonista della nostra Storia, la notizia della tua morte lascia in tutti noi un vuotoincolmabile. A te, che “hai fatto innamorare questa gente” e che poche settimane fa sei stato al “Menti” per testimoniare ancora una volta il tuo Amore per i nostri colori, va il più sentito ringraziamento per quanto hai fatto per la Juve Stabia. Ai tuoi cari vanno le più sentite condoglianze da parte di tutti noi, da parte del presidente Franco Manniello, del dg Clemente Filippi, del segretario generale Raffaele Persico, da parte di tutti i collaboratori, del mister Gaetano Fontana, dello staff e di tutta la squadra.

S.S. Juve Stabia

Si è spento Roberto Fiore, lo storico presidente della Juve Stabia

Si è spento Roberto Fiore, lo storico presidente della Juve Stabia
Si è spento all’età di 93 anni il presidente più amato della storia della Juve Stabia, Roberto Fiore. La storia, praticamente, delle Vespe passa per le sue mani. Anni indimenticabili che hanno fatto innamorare tutta la città di Castellammare arrivando ad un passo dalla promozione in serie B. Calciatori di livello unico, come lo stesso Gaetano Fontana, oggi allenatore delle Vespe, ma anche Amodio, Feola, Musella, solo per citarne alcuni.
 
Se ne va un pezzo di storia della Città delle Acque e la redazione di Vivicentro.it si stringe nel dolore della famiglia, ricordando quanto fatto, ricordando un grande uomo, porgendo le più sentite condoglianze.
Patrizia Esposito

Juve Stabia, addio al presidente Roberto Fiore: il comunicato del settore giovanile

Juve Stabia, addio al presidente Roberto Fiore: il comunicato del settore giovanile

Se ne va una parte, tra le più importanti, della storia della Juve Stabia. Questo pomeriggio si è spento il presidente Roberto Fiore, storica bandiera della nostra vita a tinte gialloblè. Il settore giovanile della Juve Stabia, dal presidente Andrea De Lucia, il direttore Alberico Turi, il responsabile Saby Mainolfi e gli staff tutti si stringono nel dolore della famiglia Fiore e porgono le più sentite condoglianze alla moglie e alle figlie.

Comunicato Settore giovanile Juve Stabia

Juventus-Napoli, i convocati di Sarri: assenti Allan e Tonelli

Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri, poi, partiranno per Torino.

La squadra ha svolto attivazione e successivamente allenamento tecnico tattico.

Chiusura con partitina a campo ridotto

Differenziato per Allan e Tonelli.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Maggio, Koulibaly, Maksimovic, Strinic, Milanese, Jorginho, Zielinski, Diawara, Hamsik, Rog, Giaccherini, Callejon, Insigne, Mertens, Pavoletti, Milik.

 

Da sscnapoli.it

Il Pungiglione Stabiese – La Juve Stabia si trasforma da Vespa a Pollo!

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 27 febbraio 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci saranno in studio Mario Di Capua (Radio S.Anna), Andrea Alfano (ViViCentro) e l’opinionista Armando Russo.

Ci collegheremo telefonicamente con l’ex D.S. Salvatore Di Somma per discutere con lui di questo momento del campionato di Lega Pro.

Presenteremo il prossimo match con il Foggia degli ex Figliomeni, Martinelli, Agnelli e Pompilio. I pugliesi sono a -2 dal Lecce in seconda posizione e vengono dalla vittoria, se pur di misura, con l’Akragas. La Juve Stabia invece viene dal pareggio rocambolesco casalingo con la Reggina, che ha aperto ad una dura contestazione nei confronti del tecnico e della società.

Avremo come ospite telefonico Fulvio Di Giuseppe di Foggia Città Aperta che ci presenterà la squadra pugliese in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Gabbiadini, l’agente: “Non ha mai avuto problemi con Sarri a Napoli: vuole la Nazionale”

Le sue parole

In diretta a “4-4-2”, il programma trasmesso in live streaming sul sito www.sportmediaset.it tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle ore 14.30, è intervenuto il procuratore sportivo Silvio Pagliari: “L’esplosione di Manolo in Inghilterra me l’aspettavo: ha avuto un impatto importante e si trova molto bene, quindi siamo contenti della scelta che abbiamo fatto. Cos’è cambiato rispetto a Napoli? L’impatto fu ugualmente devastante: anche a Napoli i primi sei mesi fece benissimo. Non c’è stato un problema con Sarri: ogni allenatore ha le sue metodologie. A Napoli stanno facendo grandi cose, al di là di quello che è successo con Manolo, e io auguro agli azzurri di continuare a fare bene, non c’è rancore. Gabbiadini era semplicemente pronto mentalmente per un trasferimento internazionale: ha trovato un ambiente che l’ha coccolato dal primo giorno, ma siamo solo agli inizi e bisogna continuare così. Se c’è stata amarezza nel constatare di non poter rimanere in Italia? È un problema che non è mai esistito, perché De Laurentiis in Italia non lo avrebbe venduto e, anche se ci fosse stata la possibilità, avremmo ugualmente scelto l’estero. Manolo ha l’età giusta per provare un’esperienza del genere, inoltre vuole giocare perché ha l’obiettivo di fare parte della spedizione Azzurra per i Mondiali del prossimo anno. Ma non deve porsi troppi obiettivi, deve solo pensare a fare bene perché ha le capacità per andare lontano”.

UFFICIALE – Tim Cup, Juventus-Napoli affidata a Valeri

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti e dei IV Ufficiali che dirigeranno le gare valide per le Semifinali di andata della TIM CUP 2016/2017.

JUVENTUS – NAPOLI 28/02 h. 20.45
VALERI
COSTANZO – PASSERI
IV: ROCCHI

LAZIO – ROMA 01/03 h. 20.45
IRRATI
DI FIORE – MANGANELLI
IV: MASSA

 

Da aia-figc.it

FABO: un DJ inonderà di musica il Paradiso (Antonella Paparelli)

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DJ FABO è finalmente libero!

La storia del DJ FABO, raccontata da lui stesso al programma Le Iene, ha aperto di nuovo uno squarcio sulla mancanza di una legge che renda liberi di scegliere di vivere o morire nel caso di grave malattia e menomazione. Ho seguito il servizio andato in onda nelle scorse puntate delle Iene piangendo. Guardavo il contrasto tra tutte quelle foto sui muri in cui DJ FABO sorrideva felice, cavalcava il mondo con passione, con amore, con rispetto e comprendevo dentro l’anima che quel LUI non era più qui e che quel maledetto incidente lo aveva già portato via per sempre.

Ora restava solo Fabiano che nonostante fosse tetraplegico e cieco ha avuto la forza di appellarsi ai Parlamentari di questo Stato immobile, cieco e sordo ad un dolore fisico e mentale che non ha pari, per chiedere di morire liberamente a casa sua… da italiano. Ma il disegno di Legge per il testamento biologico viene rimandato di anno in anno, di mese in mese, di giorno in giorno!

Oggi alle 11:40 DJ FABO si è spento nella clinica Dignitas di Forck, ad una decina di chilometri da Zurigo ed io mi sono emozionata con gioia sapendolo finalmente libero di tornare ad essere ciò che è stato.

Leggo: «Se i malati terminali potessero paralizzare l’Italia per settimane la legge sul biotestamento sarebbe stata approvata 20 anni fa»

Ma io aggiungo che se i malati terminali non possono scendere in piazza per far approvare questa legge dobbiamo farlo NOI cittadini affinché non ci siano più FABO costretti ad emigrare per morire fuori dalla propria Nazione e lontani dalla propria famiglia.

Ciao DJ FABO e grazie da tanti di noi per la lezione di libertà e dignità che ci hai dato.

Ora tocca a noi rinnovare il tuo appello allo Stato

Allegri: “Troveremo un Napoli rabbioso, servirà la migliore formazione. Higuain? Più gioca e più entra in condizione”

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida in Coppa Italia contro il Napoli:

“Troveremo una squadra rabbiosa dopo la sconfitta di sabato scorso contro l’Atalanta. E sarà una partita complicata, come è normale che sia in una semifinale di Coppa. La cosa più importante, considerato che giochiamo l’andata in casa, sarà non prendere gol. Vogliamo creare i presupposti per arrivare in finale, e sarebbe la terza di seguito, e poi cercare di vincere.
Avere una rosa importante, con ragazzi tutti in buona condizione, mi dà una mano e mi dà la possibilità di cambiare, far recuperare tutti e farli riposare quando serve. Abbiamo già giocato circa 35 partite, tutte di grandi intensità, e non avrei potuto far giocare sempre gli stessi. Posso certamente dire che domani scenderà in campo la miglior formazione per battere il Napoli.
Scelte per domani?Oggi valuterò tutta la squadra, ieri quelli che non hanno giocato sabato hanno svolto un buon allenamento e stanno tutti bene. In porta gioca Neto: finora ha fatto ottime partite, è un grande portiere che alla Juventus fa il secondo soltanto perché ha davanti Buffon. Di difensori centrali, ne ho cinque a disposizione. Sicuramente riposa Rugani, dopo l’allenamento di oggi dovrò scegliere tra Bonucci, Chiellini, Barzagli e Benatia. Sulle fasce, rientrano Asamoah e Lichtsteiner. Valuteremo Pjanic e Khedira; Marchisio va gestito nel migliore dei modi, mentre Rincon e Lemina stanno bene ed oggi deciderò chi far giocare.
Quando è entrato sabato sera, Dybala ha fatto molto bene. E’ un giocatore che raccorda i due centrocampisti con gli attaccanti. Con lui abbiamo maggiore geometria, più linee di passaggio e maggiore qualità tecnica, che alla fine è quello che conta. E’ normale, però, che non posso farlo giocare sempre, e la cosa più importante è non la compattezza di squadra. Sturaro ha caratteristiche differenti da Mandzukic quando gioca da esterno, ma è un elemento importante: quello che conta è non perdere la solidità. Higuain ha bisogno di giocare, più gioca e più entra in condizione, è un giocatore importante, sta facendo bene e siamo molto contenti. Per quanto riguarda Pjaca, oggi valuterò se farlo giocare dall’inizio: domani i cambi saranno fondamentali, perché abbiamo giocato due giorni fa e le forze fresche in panchina sono molto importanti”.

da juventus.com

Dj Fabo ”libero ed in pace”: ha scelto l’eutanasia

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Rinvii, discussioni ed emendamenti. La corsa a ostacoli del biotestamento

È morto dj Fabo, ha scelto l’eutanasia

L’annuncio di Marco Cappato, che l’ha accompagnato nella clinica svizzera: «Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo»

«Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo». L’annuncio diffuso su Facebook è di Marco Cappato, l’esponente radicale che ha accompagnato l’uomo in una clinica Svizzera, dove ha scelto di mettere fine al dolore con l’eutanasia.

L’ultimo messaggio del dj di 39 anni rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale era stato registrato poche ore prima. «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille».

Negli ultimi giorni dj Fabo (Fabiano Antoniani) aveva lanciato appelli allo Stato italiano e accuse contro un Paese «che mi ha lasciato solo con la mia tortura infinita». La decisione di scegliere «la dolce morte» in Svizzera è maturata dopo il terzo rinvio della legge sul testamento biologico. Con la poca mobilità della bocca che gli restava, Fabo ha accusato i parlamentari, sostenendo che «è una vergogna» che nessuno di loro «abbia il coraggio di mettere la faccia per una legge che è dedicata alle persone che soffrono» e li obblighi a essere «schiavi di uno Stato che ci costringe ad andare all’estero per liberarci di una tortura insopportabile e infinita».

vivicentro.it/attualità
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Coppa Italia Juve-Napoli, Sarri cambia: non solo Rog, altre 4 novità

Coppa Italia Juve-Napoli, Sarri cambia: non solo Rog, altre 4 novità

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport in merito alla formazione che domani Maurizio Sarri potrebbe schierare a Torino contro la Juventus: “Ma non è il caso e nemmeno ci sarebbe il tempo per rimuginare sulla sconfitta patita per mano di una squadra che ha perso solo tre delle ultime 21 gare di campionato. Sarri vuole ritrovare in fretta il rendimento della squadra attraverso l’ampio utilizzo della rosa. Domani sera a Torino, nella semifinale d’andata di Coppa Italia in casa della Juventus, ci sarà un largo utilizzo del turnover, con Pavoletti dall’inizio al posto di Insigne che gioca ininterrottamente titolare da 17 partite in campionato e da 6 di Champions: deve fermarsi per non restare a secco sul rettilineo finale. Chiriches e Strinic dovrebbero prendere il posto di Maksimovic e Ghoulam, con Giaccherini e Rog in predicato di giocare titolari sulla linea di centrocampo oppure da esterni d’attacco”.

FOTO ViViCentro – Under 17, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

FOTO ViViCentro – Under 17, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

Dopo il pari esterno contro la Casertana di settimana scorsa, i ragazzi di mister Nunzio Di Somma, l’Under 17 della Juve Stabia, affrontano la capolista Unicusano Fondi al Menti di Castellammare di Stabia. Arriva una sconfitta per 2-1 grazie alle reti Lampis, Capasso e Mirti. Da segnalare anche un rigore fallito per le Vespette da Pio Del Prete. Il racconto in scatti di Antonio Gargiulo.

a cura di Ciro Novellino

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“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita!”, patto tra Sarri e la squadra

“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita!”, patto tra Sarri e la squadra

La sconfitta contro l’Atalanta, nell’ambiente Napoli, certo non ha fatto bene. Né per come è arrivata, né per la situazione classifica che vede la Roma distante cinque punti. Il Corriere dello Sport riferisce che l’allenatore Maurizio Sarri ha voluto parlare allo spogliatoio ed il quotidiano riporta quelle che sono state le sue parole: “Non facciamo drammi, ma lavoriamo. Vale quello che abbiamo fatto” ovvero i quattordici risultati utili consecutivi.

“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita” ha detto Sarri, stringendo una sorta di patto con la squadra.

Sarri-De Laurentiis, dialogo al minimo storico: senza trofei potrebbe finire il rapporto

Sarri-De Laurentiis, dialogo al minimo storico: senza trofei potrebbe finire il rapporto

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Sarri a Napoli: “La lezione gliel’ha impartita per bene, Gian Piero Gasperini. Sul piano tattico e fisico. Nel doppio confronto gli ha lasciato zero punti (e zero gol) e qualche interrogativo a cui Maurizio Sarri dovrebbe rispondere, per spiegare i perché di una sconfitta e, soprattutto, il perché di tanta testardaggine nelle scelte. Ma lui è in silenzio, così come gli è stato imposto dal presidente Aurelio De Laurentiis, il suo primo accusatore. Un trittico di partite che potrebbe dare maggiori indizi sul futuro di Sarri a Napoli. Dopo la Juve, ci sarà l’anticipo di sabato pomeriggio, all’Olimpico, contro la Roma, mentre il 7 marzo si giocherà la gara di ritorno, al San Paolo, contro il Real Madrid. Tre gare che potrebbero dare indicazioni anche su quanto di concreto potrà ottenere il tecnico. Il suo rapporto con De Laurentiis è al minimo storico, non riescono più a prendersi e chiudere la stagione a mani vuote potrebbe spingere il presidente a chiudere il rapporto”.

FOTO ViViCentro – Under 15, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

FOTO ViViCentro – Under 15, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

Serviva una vittoria per cancellare la sconfitta di Caserta, serviva una vittoria per allungare sul Fondi e vittoria è stata per i ragazzi di Alfonso Belmonte. Vince la Juve Stabia al Menti di Castellammare di Stabia, categoria Under 15, contro l’Unicusano Fondi per 2-1 grazie ai gol di Pulcino e Cautero. Gol del 2-1 degli ospiti di Mosella. Il racconto in scatti di Antonio Gargiulo.

a cura di Ciro Novellino

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Mondo Politico sempre più italiota

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La scissione consumata la scorsa settimana nel Pd dà vita a un nuovo partito: Mattia Feltri ci ricorda le scelte più bizzarre nel variegato mondo politico italiano, dagli alberi agli ossimori.

Alberi, ossimori e un tocco d’italianità. Quando il partito scivola sul nome

L’ultimo nato è Democratici e progressisti: il Pd al contrario

ROMA – Le bizzarrie sono già state sottolineate. E cioè, chiamare un nuovo partito Dp, in semplice inversione delle lettere del partito da cui ci si è scissi, il Pd. E chiamarlo come Democrazia proletaria, la creatura di rimpatrio di cento sigle comuniste nata nel 1975, di cui il sessantottino Mario Capanna fu leader nella fase finale. Non è soltanto la collocazione ideologica rievocata, senza molti altri appigli, e il successo di consenso, visto che quella Dp si barcamenò per un decennio fra lo 0.2 e l’1.6 per cento: fosse tutto qui, saremmo in zona strano ma vero. È il nome in sé, Democratici e progressisti, a denunciare la stanchezza e la vaghezza delle idee diffuse nella politica italiana.

Da tempo anche le fonti battesimali sono sempre le stesse, secondo l’usanza: c’è stato il tempo dei vegetali (querce, margherite, ulivi), il tempo ancora attuale del centro orfano della Dc (Centro cristiano democratico, Unione di centro, Centro democratico), e il tempo che non finisce mai in cui ci si vergogna di usare il termine «partito», come se definirsi altro fosse di per sé una garanzia di estraneità alla palude. E così i Democratici e progressisti non sono un partito ma un Movimento, come i Cinque stelle ma anche come il Movimento italiani all’estero e il Movimento la Puglia in più, tutti così presi dalla folgorazione movimentista da dimenticarsi il progenitore toponomastico: il Movimento sociale italiano, erede del fascismo.

Altra moda è la doppietta: Democratici e progressisti, come Civici e innovatori (dalla frantumazione di Scelta civica), come Libertà e diritti (partito arcano del Gruppo misto), e soprattutto Conservatori e riformisti (dalla scissione di Raffaele Fitto da Forza Italia), che più di altri portano l’evidenza dell’ossimoro: conservare e riformare. E se non c’è ossimoro, sembra esserci la necessità di ampliare la proprie ambizioni, in realtà smisurate, per darsi un tono.

Libertà e diritti non vuole dire assolutamente niente di quello che si è e si vuole propugnare: la libertà e i diritti stanno a cuore a chiunque; sarebbe stato già più interessante un partito – pardòn, movimento – che si fosse chiamato Libertà e doveri. Democratici e progressisti è un carta d’identità senza confini in una democrazia in cui, per di più, c’è il Partito democratico, la Democrazia solidale, il Centro democratico. È che nascono formazioni una settimana sì e una settimana no, figlie di divisioni incomprensibili (per fortuna, perché quando le si comprende è peggio), che si buttano nell’anagrafe partitica prendendo una parola qui e una là, sempre le stesse: Area popolare, Azione popolare, Alleanza liberalpopolare, Alleanza nazionale, Alleanza per l’Italia, di modo che è diventato impossibile per chiunque, persino per topacci di palazzo, ricordare chi appartenga a un gruppo e in che si distingua dagli altri.

Ultimamente va molto forte la dichiarazione di italianità, che per un partito italiano dovrebbe darsi per acquisita: da Forza Italia a Fratelli d’Italia, oltre ad Alleanza per l’Italia, passando da Insieme per l’Italia, Centristi per l’Italia e naturalmente Sinistra italiana che apre l’infinito capitolo del titolo Sinistra, in mano per tutta la legislatura a Sinistra ecologia e libertà. Ma negli anni abbiamo avuto il Partito democratico di sinistra, i Democratici di sinistra, Sinistra democratica, Sinistra arcobaleno, e mille sinistre ancora. Insomma, oggi se si fonda un partito e si cerca di passare inosservati, è necessario prendere un paio dei seguenti termini – sinistra, Italia o italiano, democrazia, libertà, popolo o polare, progressisti o riformisti – associarli più o meno a caso – Popolo riformista, Democrazia e libertà, Italia progressista, Progresso popolare – e sperare che il copyright non sia già stato depositato. È proprio questo il punto: se non sai chi sei non riesci a definirti, e se sei nato a caso ti definisci a caso.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Mondo Politico sempre più italiota
lastampa/Alberi, ossimori e un tocco d’italianità. Quando il partito scivola sul nome MATTIA FELTRI

EDITORIALE – Juve Stabia, un pareggio che ha il sapore di un K.O.

La Juve Stabia che nella ripresa della gara con la Reggina si scioglie come neve al sole è forse una delle immagini più tristi di questa stagione. Lo è per tutti, in particolar modo per i tifosi. Non è un caso l’immagine scelta per il nostro editoriale: una sciarpa che un tifoso, a fine gara, preso dall’amarezza ha lanciato in campo e che, magari, poco prima sventolava festante.
È il triste segnale che un po’ tutti nell’ambiente gialloblù stanno lentamente gettando la spugna, come fa un allenatore di box che vede il suo ragazzo prendere colpi sul ring: getta l’asciugamano per chiedere di stoppare l’incontro.
Un qualcosa del genere era avvenuto già contro il Lecce, ma, ci perdoni la Reggina, capitolare contro i salentini ci può stare, subire invece la rimonta della penultima in classifica stride davvero troppo.
Nessuno conosce, forse, le cause che hanno portato a questa situazione; quello che si può dire con certezza è che sabato a gettare la spugna, a mezz’ora dal termine del match, sono stati i calciatori delle Vespe. Forse il doppio vantaggio e il cronometro che segnava il 65esimo hanno fatto illudere i ragazzi di Fontana che la pratica Reggina fosse ormai archiviata e che, magari, fosse giusto pensare già al Foggia (si spera) o a dove trascorrere il post partita.

Nessun accorgimento tattico avrebbe riacceso la lampadina, ma, ancora una volta, qualcosa non ha convinto anche nella gestione della gara ad opera dello staff tecnico. Il 4-3-3 da arma letale è diventato una prigione, una camicia di forza, di cui la Juve Stabia non riesce a liberarsi. Perché, quando si era ancora sul 3-1, la difesa gialloblù era altissima con Russo già costretto ad uscite spericolate sulla trequarti? Che senso ha giocare in tal modo quando si è in vantaggio di due gol? Ancora..perché dopo il doppio vantaggio non addormentare la gara con un semplice palleggio ed un occhio al cronometro? Lo stesso peccato originale, questo, fatto vedere a Siracusa. La Juve Stabia, e forse chi la guida, dimostra di non essere in grado di osservare con la giusta lucidità cosa avviene in campo. Il centrocampo a tre, una volta che la partita è stata bene indirizzata, potrebbe essere rafforzato con muscoli e dinamismo in luogo di uno degli esterni d’attacco ma questo, nonostante i ripetuti errori, non accade mai.

Altre considerazioni possono toccare il tanto criticato mercato; il campo ci ha detto che la vittoria di Vibo è arrivata con 10/11 della squadra pre mercato in campo e che anche sabato dei nuovi in campo è subentrato, con scarsi risultati, il solo Giron (sostituzione assurda quella di Liviero se non dettata da problemi fisici). Che piaccia o meno, le scelte di Fontana dicono non che il mercato sia da bocciare, ma solo che nei momenti difficili è meglio affidarsi ai vecchi. Per fare un esempio: come si possono lasciare ancora in panchina i Ripa ed i Marotta visti ieri?

Ripetiamo, forse nulla avrebbe dato la sveglia alla squadra ma sono accorgimenti che ci sembrano abbastanza palesi.
A questo punto, con Lecce e Foggia sempre più distanti, fare progetti è francamente inutile; si spera solo di vedere da qui a fine stagione una squadra che onori la maglia che indossa perché di rimonte e di ingenuità ne abbiamo già viste troppe.
Il gong non è ancora suonato e c’è ancora modo di riprendere le redini della stagione, ma con umiltà, lucidità e cazzimma da parte di tutti.

Raffaele Izzo

La notte degli Oscar: vince Moonlight. Statuetta anche per Bertolazzi e Gregorini

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Sembrava un’edizione senza sorprese, fino all’ultimo secondo, quando Warren Beatty ha annunciato La La Land come miglior film. Ma la busta era sbagliata: a vincere è stato Moonlight. L’Italia porta a casa la statuetta per il “miglior make-up” con Bertolazzi e Gregorini.

Clamoroso errore ai Premi Oscar: La La Land annunciato miglior film, ma vince Moonlight. Statuetta per il make-up a Bertolazzi e Gregorini

Aperta un’inchiesta per l’errato annuncio nel momento più importante della serata. Niente da fare per Fuocoammare. Miglior film straniero all’iraniano Farhadi

Sembrava un’edizione senza sorprese, fino all’ultimo secondo, quando Warren Beatty, salito sul palco insieme a Faye Dunaway per annunciare l’Oscar al miglior film ha indugiato sulla busta aperta, ha passato il foglio a Dunaway la quale ha annunciato il vincitore: La La Land. Sul palco sono saliti i produttori e hanno cominciato i discorsi di ringraziamento fino a quando qualcuno se ne è accorto:la busta consegnata a Beatty era sbagliata.
 Quella giusta, mostrata davanti alle telecamere, riporta un altro vincitore: Moonlight. Scortati giù dal palco tutti i protagonisti di La La Land, ecco salire i vincitori veri, ancora increduli che non sia tutto uno scherzo. Non lo è: l’Oscar per il miglior film va dunque a Moonlight con il colpo di scena più clamoroso che cerimonia ricordi. Un errore clamoroso, un lampo di dramma in un’edizione per il resto ultra prevedibile.
“Vince La La Land”. “No Moonlight”. Busta sbagliata, errore agli Oscar

Fino a quel momento il super favorito La La Land – 14 candidature totali – aveva infatti vinto tutte quelle importanti: miglior colonna sonora, migliore canzone City of Stars, migliore regia a Damien Chazelle che a 32 anni è il più giovane vincitore della storia, miglior attrice protagonista a Emma Stone, ultra favorita alla vigilia. Soprattutto le ultime due statuette sembravano anticipare il trionfo di La La Land a miglior film.

Vince invece Moonlight indicato da tutti come l’outsider con possibilità di vittoria e infatti così è stato. Al film diretto da Barry Jenkins era andata la prima statuina assegnata durante la serata, quella per il miglior attore non protagonista a Mahershala Ali, oltre che quella per la migliore sceneggiatura non originale.

APERTA UN’INCHIESTA SULL’ERRORE NELL’ANNUNCIO  

PriceWaterhouseCooper la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar ha annunciato di aver aperto un’inchiesta su l’errore dell’annuncio del miglior film alla serata degli Oscar. «Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l’annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo».

GLI ALTRI PREMI: UN OSCAR ANCHE AGLI ITALIANI  

Senza sorprese invece la vittoria di Casey Affleck nella categoria miglior attore protagonista per il film Manchester by the sea, così come di Viola Davis nella categoria miglior non protagonista femminile per il film Barrire diretto da Denzel Washington. Miglior sceneggiatura originale è andato a super Manchester by the sea, miglior film di animazione a Zootropia. Niente da fare per di Gianfranco Rosi che nella categoria miglior documentario è stato sconfitto dalla storia tutta americana OJ Simpson: made in America.

L’orgoglio italiano è stato però tenuto alto dal duo Alessandro Bertolazzi, piemontese di Vercelli, e Giorgio Gregorini che con l’americano Christopher Nelson hanno vinto l’Oscar per il miglior make up con il film Suicide Squad.

«Sono un immigrato, vengo dall’Italia e lavoro in giro per il mondo. Questo (premio) è per tutti gli immigrati -. Così Bertolazzi ha commentato sul palco l’importante riconoscimento ricevuto -. Grazie, voglio parlare, devo parlare ho aspettato per 50 anni e forse di più».

Nessuna sorpresa anche per l’Oscar per il miglior film straniero che come previsto è andato all’iraniano The Salesman: come già anticipato il regista Asghar Farhadi non era presente alla cerimonia. Il suo boicottaggio è stato in segno di solidarietà verso i cittadini iraniani e degli altri sei paesi colpiti dal Muslim ban emanato dal Presidente Trump.

L’ELENCO DEI VINCITORI  

Miglior film Moonlight

Miglior attrice protagonistaEmma Stone per La La Land

Miglior attore protagonistaCasey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior regiaDamien Chazelle per La La Land

Miglior sceneggiatura non originaleBarry Jenkins e Tarell McCraney per Moonlight

Miglior sceneggiatura originaleKenneth Lonergan per Manchester by the sea

Miglior canzoneCity of Stars in La La Land

Miglior colonna sonora Justin Hurwitz per La La Land

Miglior fotografiaLinus Sandgren per La La Land

Miglior scenografiaSandy Reynolds-Wasco e David Wasco per La La Land

Miglior film di animazioneZootropolis

Miglior corto di animazionePiper

Miglior film stranieroIl cliente (Forushandeh) di Asghar Farhadi

Miglior attrice non protagonistaViola Davis per Barriere (Fences)

Miglior attore non protagonistaMahershala Ali per Moonlight

Miglior documentarioO.J.: Made in America

Miglior sonoroKevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori effetti speciali Il libro della giungla

Migliori costumi – Colleen Atwood per Animali Fantastici e dove trovarli

Miglior make-upAlessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per Suicide Squad

Miglior montaggioLa battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior cortometraggio documentarioThe White Helmets

Miglior cortometraggioSing

vivicentro.it/spettacolo
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