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Palazzo Caracciolo, il proprietario: “Il Real ha scelto un albergo ‘unico’”

Le sue parole

«Palazzo Caracciolo nel 1.500 era una fortezza. E ancora oggi ha un’aria inespugnabile che deve essere piaciuta a chi ha fatto i sopralluoghi per conto del Real Madrid». Costanzo Jannotti Pecci è l’amministratore unico di Palazzo Caracciolo, l’albergo che ospiterà i Merengues, e ha parlato al Corriere del Mezzogiorno.

Perché hanno scelto proprio questa sistemazione? “È un albergo unico, in una zona magica che forse ha fatto colpo sugli osservatori stranieri. Gli alberghi in gara, nel girone di andata, erano sei. Ai quarti siamo rimasti in tre. Noi abbiamo vinto la finale”.

Come ha conquistato i Blancos? “A nostro favore hanno giocato le condizioni organizzative interne dell’albergo, veramente straordinarie. Il Real ha preso tutto l’albergo, centocinquanta camere, e potrà contare su servizi di altissimo livello in una fortezza, cosa non scontata. Hanno verificato la tenuta del segnale wi-fi ovunque e si sono compiaciuti del fatto che abbiamo un impianto molto moderno, frutto di un investimento importante che abbiamo fatto alcuni mesi fa. Il punto debole delle strutture con le mura spesse è proprio la mancanza della rete. Poi certo c’è stata la capacità dei miei collaboratori a trattare con queste persone. Abbiamo nel nostro staff un esperto in questo settore ed è chiaro che questo lavoro è fatto di contatti e relazioni. Il Real si è mosso in manera autonoma, con visite e sopralluoghi, e il general manager è stato fondamentale”.

Palazzo Caracciolo è in una zona suggestiva, ma critica. “Noi siamo punto di sosta del City Sightseeing, via Carbonara è una strada molto ampia e — se vengono fatti rispettare i divieti di sosta — non c’è alcun problema. Di qui si arriva a Porta Capuana, via Foria, via Colletta: tutte strade larghe. Tutti gli alberghi napoletani hanno il traffico fuori dall’uscio, solo sul Lungomare il problema non esiste. Io abito a via Orazio e le squadre di calcio ospitate all’hotel Paradiso per muoversi hanno comunque bisogno delle forze dell’ordine”.

Quali altre squadre avete ospitato? “Fiorentina, Lazio, Verona, Chievo Verona…”

Cosa troveranno gli ospiti spagnoli in camera? “Volumi su Napoli e poi stiamo pensando a qualcosa di tipico che non scada nel folk. Dai pomodori del piennolo agli oggetti di artigianato abbiamo una scelta ampia: ma non vogliamo essere banali”.

Roma-Napoli, De Laurentiis sarà all’Olimpico per incontrare Sarri

Roma-Napoli, De Laurentiis sarà all’Olimpico per incontrare Sarri

Secondo Tuttosport, è quando il gioco si fa duro che il Napoli ha bisogno dell’appoggio di tutti: dell’ambiente, dei tifosi ma anche quello del presidente Aurelio De Laurentiis. Dopo la sfuriata in diretta televisiva a termine di Real Madrid-Napoli, finita amaramente per gli azzurri, il patron era partito per Los Angeles. Un periodo che ha visto i napoletani sconfitti tre volte di seguito: contro Real Madrid in Champions League, Atalanta in campionato e Juventus in Coppa Italia. Oggi farà ritorno in Italia e domani siederà nella tribuna dell’Olimpico per assistere al match contro la Roma, dare la carica al Napoli e fare anche chiarezza con l’allenatore Maurizio Sarri.

De Laurentiis il giorno dopo Real Madrid-Napoli: “Ma che ho detto?”

De Laurentiis il giorno dopo Real Madrid-Napoli: “Ma che ho detto?”

Come scrive Il Corriere dello Sport, il red carpet del campionato chiama e De Laurentiis, come da programma, risponde: arriva stasera da Los Angeles, atterra a Fiumicino, poi andrà direttamente all’Olimpico, perché nulla è cambiato dal «Santiago Bernabeu», il teatro di un’analisi profonda che ha lasciato strascichi ambientali negli altri, mica in lui, che l’ha liquidata sin dal giorno successivo con un «ma che ho detto?». E’ il momento in cui il dibattito interno resta ai margini del campo, perché adesso c’è in gioco il futuro (mica soltanto quello immediato) d’una squadra che ha incantato per l’espressione del proprio calcio e che improvvisamente, appannata dalla stanchezza, s’è accorta che deve realizzare due capolavori (almeno) per sentirsi viva su più fronti. Ma bisognerà attrezzarsi per i miracoli e Sarri ha provveduto di suo, liberando un po’ la squadra mentalmente, sottraendola a carichi di lavoro ulteriormente vibranti, alleggerendola nella testa con quell’ironia che gli appartiene.

Roma-Napoli, Mertens rientra dall’inizio: Zielinski favorito su Rog

Roma-Napoli, Mertens rientra dall’inizio: Zielinski favorito su Rog

Per la Gazzetta dello Sport, la buona notizia di ieri per Maurizio Sarri è rappresentata dalle condizioni di Allan, che si è allenato in gruppo e potrebbe andare in panchina a Roma, ma soprattutto giocare contro il Real. Le scelte in vista dell’Olimpico non saranno comunque condizionate dalla sfida Champions. Anzi, probabile che domani scenda in campo il Napoli dei «titolarissimi», dunque con il rientro in difesa rispetto alla gara di Coppa Italia con la Juve di Hysaj e Ghoulam. Zielinski è favorito su Rog per il ruolo di mezzala destra mentre Mertens sarà il terminale offensivo. A riposo il solo Tonelli.

Mertens infastidito dallo sfogo di De Laurentiis post Madrid

Mertens infastidito dallo sfogo di De Laurentiis post Madrid

Come scrive la Gazzetta dello Sport, sembra essere passata una vita dalla tripletta di Bologna che aveva lanciato Dries Mertens in testa alla classifica cannonieri, invece era meno di un mese fa, il 4 febbraio. Non solo da allora è rimasto a secco, ma di lui si ricordano essenzialmente un paio di clamorose occasioni fallite con Real e Atalanta. Eppure, Dries resta di gran lunga il miglior cannoniere del Napoli e anche il candidato numero uno per giocare dall’inizio la sfida di domani in casa della Roma. Tuttavia, è innegabile che qualcosa è cambiato di recente non solo nel rendimento di Mertens, ma anche un po’ nella sua testa.

Eccellenza-Real Forio,ridotta a tre giornate la squalifica all’attaccante Castagna

Nel pomeriggio di ieri è arrivata la decisione della Corte Sportiva d’Appello Territoriale in merito al ricorso presentato dalla società del Real Forio contro la squalifica inflitta all’attaccante Luigi Castagna,fermato per quattro turni. Il giovane classe ’97 fu espulso ingenuamente nella gara casalinga con la Mariglianese. Una protesta troppo plateale e qualche parola di troppo detta all’arbitro gli costò il rosso e soprattutto ben quattro giornate di squalifica. La scorsa settimana, la società ha deciso di presentare il ricorso. Nel pomeriggio di ieri  è stato accolto parzialmente, riducendo a tre le giornate di squalifica per Castagna che sarà in campo a partire dalla gara casalinga con il Mondragone (in programma il 12 marzo). Di seguito il comunicato della Corte Sportiva Territoriale d’Appello.

La Corte Sportiva di Appello Territoriale, visti gli atti ufficiali, letto il ricorso, rileva la infondatezza dello stesso. Invero, dalla lettura degli atti della proclamante e del referto arbitrale al quale questa Corte attribuisce fonte privilegiata di prova, si rileva che l’applicazione dell’art. 19 C.G.S. comma 4 comporta come sanzione minima di squalifica di due giornate per il calciatore che si rivela responsabile di una condotta ingiuriosa nei confronti degli ufficiali di gara. Nella specie, il comportamento del calciatore Castagna appare lesivo ed irriguardoso, come risulta dal referto arbitrale. Ciò nonostante, la Corte ritiene di ridurre la squalifica del calciatore Castagna a tre giornate di gara. P.Q.M. la Corte Sportiva d’Appello Territoriale DELIBERA di accogliere parzialmente il reclamo proposto dalla Asd Atletico Casalnuovo e riduce la squalifica al calciatore Luigi Castagna a tre giornate di gara effettive; nulla per la tassa reclamo, non versata”.

Spuntino con la frutta e i bambini mangiano più volentieri

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I risultati della sperimentazione nelle elementari di Milano, che ha coinvolto 21.500 gli alunni: la frutta non viene più servita alla fine, e gli avanzi diminuiscono. Il livello del gradimento dei pasti è salito dal 63 al 74%

Scuola, uva e mele non merendine: con la frutta a metà mattina, a pranzo i bimbi mangiano di più

I bambini mangiano più volentieri una banana o un grappolo d’uva durante la ricreazione che a fine pasto. E quando si siedono a tavola, avanzano meno cibo nei piatti. È il risultato di un monitoraggio di Milano Ristorazione nelle scuole che hanno aderito al progetto “Frutta a metà mattina”. Un esperimento partito all’inizio dell’anno scolastico nelle elementari, dove (su richiesta) mele, pere o arance non vengono più servite durante la pausa dei bambini in refezione ma durante l’intervallo come merenda.

Da settembre, sono 76 le primarie che hanno deciso di partecipare, per un totale di 21.500 bambini. La metà degli iscritti nelle scuole elementari milanesi. Il test della controllata del Comune, che ogni giorno serve 80mila pasti al giorno nelle scuole, ha coinvolto mille alunni degli istituti interessati. E i risultati parlano di un aumento del consumo di frutta pari al 15 per cento. Non tutti i frutti sono ovviamente amati allo stesso modo. Guardando i cinque più serviti da ottobre a oggi, al primo posto del gradimento dei più piccoli c’è senza dubbio la banana, seguita dall’uva. Seguono a metà classifica la mela e in fondo arancia e pera.

Oltre all’aumento del consumo di frutta, però, c’è anche un altro dato interessante. In questi istituti dove, in piccola parte, sono cambiati i ritmi delle abitudini alimentari, gli avanzi del pranzo sono diminuiti. Il livello di gradimento dei pasti, secondo le rilevazioni, è aumentato del 17 per cento, passando dal 63 al 74 per cento. Tradotto: piatti più vuoti e meno sprechi.

“C’è una progressiva minore abitudine al consumo di merendine registrata con soddisfazione da insegnanti e genitori”, spiegano dall’azienda. La lettura che viene data è questa: sostituendo le merendine con la frutta, i bambini arrivano all’ora di pranzo con una fame “giusta” che li porta ad avanzare meno pasta, riso o carne.

“Quello che è certo è che i bambini mangiano la frutta durante l’intervallo molto più volentieri. Dopo un pasto composto da un primo, un secondo e un contorno difficilmente ne hanno voglia e la lasciano lì”, commenta Chiara Mazzali, maestra della primaria di via Vespri Siciliani. “Una bella abitudine – aggiunge Giovanna Mezzatesta, preside della Rinnovata Pizzigoni – da noi ci sono perfino insegnanti volenterose che durante l’intervallo si portano lo spremiagrumi e preparano la spremuta di arance per tutti”.

E se le quantità di frutta distribuita nelle scuole non cambia (in totale, dagli asili alle medie, si parla di circa 2.500 tonnellate all’anno), la variazione di orario comporta un aumento dei costi. Il progetto, fino a oggi, è costato circa 350mila euro, fra spostamenti e personale. Un investimento che Milano Ristorazione è pronto ad aumentare: l’obiettivo è coinvolgere più scuole possibili. “È un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo investendo risorse consistenti – precisa l’amministratore unico Fabrizio De Fabritiis – perché convinti che avrebbe contribuito a un cambiamento di abitudini importante in un percorso di educazione al gusto e di salute”.

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repubblica.it/Scuola, uva e mele non merendine: con la frutta a metà mattina, a pranzo i bimbi mangiano di più TIZIANA DE GIORGIO

Pedofilia, risarcimento record per Salvatore, il figlio di Matilde Sorrentino

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Ottocentomila euro per Salvatore, la madre denunciò gli uomini che avevano abusato di alcuni minori

Pedofilia, arriva risarcimento record per il figlio di Matilde Sorrentino, mamma coraggio di Torre

Oggi ha trent’anni, quando lo violentarono a scuola ne aveva sette. Riceverà un risarcimento di 800 mila euro perché gli hanno negato «il diritto all’infanzia». Uno status che tocca a tutti i bambini del mondo, e che orchi pedofili e camorra che spadroneggia sull’hinterland vesuviano avevano tolto a Salvatore e a suo fratello Giuseppe, che gli ha fatto da tutore dopo la morte dei genitori.

Una sentenza emessa ieri dalla Corte d’Appello di Napoli rimette – almeno dal punto di vista civilistico – le cose a posto sulla brutta storia del Rione Poverelli di Torre Annunziata, dove alcuni bambini di una scuola elementare finirono nelle mani di una banda di pedofili che a lungo li violentò dopo averli storditi con whisky e minacciati con siringhe e li filmò in pose raccapriccianti. Sono passati più di vent’anni e quella brutta storia è arrivata alla conclusione processuale. La sentenza è uscita a chiusura del procedimento seguito in tutti questi anni dagli avvocati Elena Coccia e Marco Ferrara.

PEDOFILIASalvatore all’epoca dei fatti, che ebbero inizio nel ‘95, aveva 7 anni, a stento ricorda quei giorni tremendi. Tre madri coraggio del paese in cui Giancarlo Siani si era occupato degli affari del clan Gionta, denunciarono i fatti. Una di loro era Matilde Sorrentino, la madre di Salvatore: a 49 anni nel 2004 fu uccisa a bruciapelo sulla porta di casa sotto gli occhi del figlio, che riconobbe il killer. La vendetta degli orchi che sette anni prima la donna aveva consegnato alla giustizia. Intanto i processi andavano avanti e il piccolo Salvatore, che perse anche il padre, stroncato da un infarto, fu affidato al fratello maggiore. Solo lui aveva subito violenza, ma quel dolore i due ragazzi lo condivisero, insieme con altre privazioni: quella di dover scappare da casa loro, per non subire altre minacce, quella di non poter andare a scuola e oggi di essere impossibilitati perciò a lavorare.

Derubati dell’infanzia e di ogni altro diritto, perché perennemente in fuga, come prevedeva il programma di protezione dei testimoni di giustizia.
L’11 giugno ‘97 era scattato il blitz: 17 arrestati. Due indagati – un bidello e il fotografo – vengono prosciolti, gli altri condannati in primo grado. Ma nel ‘99 escono dalla galera per scadenza dei termini. Una libertà che dura poche ore: a un giorno di distanza engono giustiziati dalla camorra Ciro Falanga e Pasquale Sansone, condannati a 15 e 13 anni per gli stupri ai bambini.

Al centro della sordida vicenda c’era una scuola elementare, il III circolo di Torre Annunziata, ma gli insegnanti furono assolti dalla responsabilità penale. Dai difensori dei ragazzi fu sottoposta alla giustizia civile l’ipotesi della mancata vigilanza. Comune e ministero dell’Istruzione avrebbero dovuto sorvegliare quanto accadeva nei bagni e nella cantine dell’edificio scolastico dove gli orchi avevano la meglio sui bambini. I mandanti dell’omicidio di Matilde non sono mai stati scoperti. I responsabili secondo i giudici non avevano a che fare con i clan, quindi i figli di Matilde Sorrentino, esclusi dal programma di protezione, non furono riconosciuti vittime di camorra.

Rischiava di cadere anche la responsabilità civile: Comune di Torre Annunziata e ministero presentarono appello contro la sentenza di primo grado. Ora invece la Corte d’Appello ha sostenuto nella nuova sentenza che ogni bambino stipula un contratto con la scuola e che il ministero ha quindi la responsabilità su tutto quello che succede nella scuola durante l’orario delle lezioni. L’obbligo di «vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo» e affinché «nei locali scolastici non si introducano persone che possano arrecare danno agli alunni» è stato riconosciuto per il ministero, ma non per il Comune: era stato riconosciuto colpevole un Lsu, contrattualizzato con il Comune, ma è intervenuta la prescrizione.

La sentenza penale di primo grado afferma: «Dall’intero processo scaturisce un atto di accusa nei confronti dell’istruzione scolastica che è stata incapace di tutelare i bambini che le erano stati affidati, incorrendo in sottovalutazioni e acquiescenze che non dovrebbero far parte del bagaglio etico e culturale degli educatori». Salvatore e il fratello maggiore riceveranno un risarcimento di mezzo milione di euro, che con gli interessi calcolati dal 1995, salirà a 800 mila euro. «Naturalmente – dicono i difensori Elena Coccia e Marco Ferrara – stiamo valutando anche l’altra strada finora chiusa, quella del riconoscimento dello status di vittime della criminalità organizzata per Salvatore e Giuseppe. Abbiamo fatto ricerche d’archivio e risulta che tutti i coinvolti nella vicenda di Rione Poverelli di Torre Annunziata avevano ricevuto condanne per reati di camorra. Tutti ci risultano legati a doppio filo con l’organizzazione criminale dei Gionta e altri clan».

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repubblica.it/Pedofilia, arriva risarcimento record per il figlio di Matilde Sorrentino, mamma coraggio di Torre STELLA CERVASIO

Nove anni a Verdini per bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino

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Bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino, guidato per vent’anni Interdizione perpetua da pubblici uffici. A Palazzo Chigi risarcimento di 2,5 milioni di euro

Verdini condannato a nove anni

Il Credito cooperativo fiorentino «risultava fortemente incentrato sulla figura del presidente, promotore del sostegno al comparto immobiliare e direttamente interessato a iniziative editoriali, affidate dalla Bcc e in difficoltà». Il presidente era Denis Verdini e quel giudizio redatto dagli ispettori di Bankitalia nel luglio del 2010, al termine di una lunga indagine della procura di Firenze, è costato al senatore di Ala una condanna in primo grado a nove anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per bancarotta fraudolenta.

Era tutto scritto lì, nella relazione di Bankitalia. I rapporti con i costruttori, i prestiti concessi sulla base di informazioni false o su contratti preliminari mai finalizzati, la struttura della banca piegata ai voleri dell’ingombrante presidente.

Il processo fiorentino, iniziato il 13 ottobre del 2015, vedeva imputati 43 persone e 2 società e aveva riunito una serie di inchieste che coinvolgevano Verdini e l’istituto da lui guidato. Una banca che al momento del commissariamento nel 2010 aveva 7 sportelli, 67 dipendenti e un migliaio di soci e che era di fatto il «bancomat» di Verdini, secondo la ricostruzione dei pm Luca Turco e Giuseppina Mione. Da un lato i finanziamenti per gli investimenti immobiliari del gruppo Fusi-Bartolomei, legati a Verdini da «relazioni d’affari». Dall’altro il buco della società editrice de Il Giornale della Toscana, che ha portato la presidenza del consiglio – parte civile in questo processo – a chiedere un risarcimento di 42 milioni di euro (2,5 milioni la provvisionale decisa dal tribunale, in attesa del giudizio civile). Al crac della piccola Bcc è stato collegato anche il complesso meccanismo ideato per accedere senza averne diritto – sulla base di una sorta di fatturazione circolare tra le varie società per prestazioni e servizi – ai contributi per l’editoria di alcune testate locali.

La sentenza di condanna è arrivata ieri nell’aula bunker di Santa Verdiana dopo 70 udienze. Accanto al crac del Ccf erano state legate le accuse di truffa allo stato per i fondi dell’editoria da parte della Ste, la Società Toscana di Edizioni che pubblicava il Giornale della Toscana e il crac del gruppo immobiliare Btp di Riccardo Fusi (già condannato nel processo sulla cricca degli appalti per i lavori alla Scuola Marescialli di Firenze) e Roberto Bartolomei, entrambi condannati a 5 anni e mezzo. Finanziati attraverso uno schema contratti preliminari basati su operazioni fittizie o comunque viziati da irregolarità di vario tipo. Un sistema che nel tempo avrebbe favorito una galassia di società – alcune fallite – contribuendo a svuotare il patrimonio del centenario istituto di credito, guidato da Verdini dal 1990 fino al commissariamento del 2010. Per i giudici non c’è stata però associazione per delinquere, come richiesto dai pm.

Immediato l’annuncio dei ricorsi in appello, pur in attesa delle motivazioni, dai difensori. Per tutti l’avvocato Franco Coppi, legale di Verdini («Ci aspettavamo ben altra sentenza. Per fortuna il nostro ordinamento prevede l’appello»), e del difensore di Riccardo Fusi, l’avvocato Sandro Traversi («Faremmo appello, continuiamo a credere che non esista il reato di bancarotta fraudolenta contestato a tutti» e, «tanto più, per un esterno» come Fusi). Verdini, una lunga militanza a fianco di Silvio Berlusconi, era «l’uomo che per l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi meritava di diventare Padre Costituente», ha commentato subito Michela Montevecchi, capogruppo M5s al Senato.

L’inchiesta era partita nel 2012, dopo la dichiarazione di fallimento dell’istituto. A salvare correntisti e dipendenti arrivò ChiantiBanca.

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lastampa/Verdini condannato a nove anni GIANLUCA PAOLUCCI

Gianni Sasso Superstar all’attacco di Barcellona

 

La presentazione di Gianni Sasso

Domenica dodici marzo 2017 è il giorno tanto atteso da Gianni Sasso e dall’intera comunità sportiva. Il primatista isolano tenta un’impresa ardua ma non impossibile, quella di abbattere il tempo da lui stesso detenuto nella maratona, alla Zurich Maratò di Barcellona.

L’avventura di Gianni Sasso parte da lontano e s’incrocia con il futuro per cercare di scrivere la Storia: quella di un campione, non solo dello Sport ma anche della vita. Tutto comincia a sedici anni quando Gianni Sasso, studente e promessa calcistica, subisce un duro colpo in un incidente stradale. La gamba sinistra frantumata gli è amputata e comincia un calvario che lo seguirà per tutta la vita. Gianni non si perde d’animo, la sua resilience, la sua capacità di far fronte in maniera positiva a quel traumatico evento, gli permette di riorganizzare positivamente la propria esistenza e supera mille difficoltà. Anche grazie allo sport, trova una sua identificazione e si ricostruisce, restando sensibile alle opportunità positive che la vita gli offre. Appena uscito dal decorso clinico, Gianni Sasso comincia ad allenarsi. Certo è difficile farlo con due gambe, figuriamoci con una. Ma la tenacia, la voglia di non darsi per vinto è forte e cominciano ad arrivare i risultati positivi. Come lui stesso dichiara nella conferenza stampa di presentazione per la prossima gara, presso il Ristorante Oasis, Sorriso Resort, la disabilità sta nella mente, non nel fisico.

Il Team Sasso

Nel suo ricco carnet di successi Gianni Sasso annovera decine di vittorie, podi, ottimi piazzamenti a livello internazionale. L’uomo dei record delle maratone di New York 2008, Chicago 2009, Amsterdam 2012 e bronzo a Yokohama e in Scozia, non finisce mai di stupirci e di affascinarci. Ma di là dall’atleta che colleziona vittorie, ottenute spesso su atleti normodotati, appare l’uomo Gianni Sasso. Per la sua carica positiva. A quarantasette anni ha lo stesso vigore mentale di un ventenne e le sue fatiche, sembrano non pesargli. Gli ultimi successi ottenuti alle paralimpiadi di Rio de Janeiro che l’hanno portato alla ribalta del grande pubblico, non l’hanno scalfito, continua ad allenarsi per dare il meglio. Ischia, dopo l’ottimo piazzamento nel triathlon, lo elesse Re e fu lui a impersonare Ferdinando II per la commemorazione del centosessantaduesimo anniversario del Porto. Il titolo di Ambasciatore isolano nel mondo per i suoi grandi meriti sportivi, ma anche per la capacità di comunicare ai giovani la sua verità, quella di non piangersi addosso ma stingere i denti e combattere, rivela come Gianni Sasso sia un Campione vero. Che in un’intervista rilasciata dichiara: “Non mi sono fermato, mai. In molti mi sono stati vicini, a cominciare da papà Ciro e mamma Angelina. Ritrovarsi così giovani senza una gamba, in una società assai meno inclusiva verso i disabili rispetto a quella odierna, non è stato semplice. Lo sport mi ha aiutato, eccome: è la molla attraverso la quale affrontare le sfide, una dopo l’altra. I veri ostacoli, le barriere più difficili da superare, sono quelli di una quotidianità che, soprattutto al Sud, si rivela complicata per chi ha disabilità”.

Gianni Sasso in una delle sue performance

Seguito da una folta schiera di amici, tra cui il suo personal trainer Emmanuel Scotto D’Abusco e finalmente dal Comune di Forio e dalla Feder Alberghi Ischia, Gianni Sasso si accinge a sentirsi fischiare il vento nelle orecchie, quella sensazione che solo pochi eletti sanno riconoscere, inseguendo il sogno, a Barcellona. Quello che tutti ci auguriamo, sia una meritata vittoria.

Altre notizie sul sito www.iltorrioneforio.it

Luigi Castaldi

Capello: “Battere il Real è complicatissimo, ma i blancos hanno un difetto”

Capello: “Battere il Real è complicatissimo, ma i blancos hanno un difetto”

Ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto l’ex tecnico del Real Madrid Capello, il quale ha commentato il prossimo match del Napoli in Champions contro i blancos: “Non sarà facile, questo Real, quando giocano tutti i titolari, è molto difficile da battere, anche se fuori casa, quando viene aggredito, va in difficoltà e lascia qualcosa. I partenopei dovranno essere aggressivi e non lasciare troppo spazio in contropiede ai Blancos”.

Insulti a Koulibaly, il Giudice Sportivo non sanzione la Juventus

Insulti a Koulibaly, il Giudice Sportivo non sanzione la Juventus

Il giudice sportivo, attraverso un comunicato ufficiale, ha reso noto la decisione di non prendere alcun provvedimento nei confronti della Juventus, in seguito agli insulti razzisti che i tifosi bianconeri hanno indirizzato al difensore azzurro Koulibaly: “Il Giudice Sportivo, letta la relazione dei collaboratori della Procura federale relativa alla gara in oggetto, nella quale si attestano cori di discriminazione razziale effettuati all’8° del secondo tempo, per circa cinque secondi, in occasione di un contrasto di giuoco, all’indirizzo del calciatore del Napoli Koulibaly; delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della soc. Juventus, atteso che il numero approssimativo dei sostenitori che hanno intonato il coro e la percezione riportata dai collaboratori stessi non sono tali da rappresentare, per dimensione e percezione reale, un fenomeno di rilevanza tale da giustificare la sanzionabilità dell’accaduto. Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc. JUVENTUS per avere suoi sostenitori, al 4° del secondo tempo, intonato per circa venti secondi, un coro espressivo di denigrazione territoriale; sanzione attenuata ex art. 13, comma 1 lett. a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”.

Verso Roma-Napoli, ritorna al lavoro Allan: domani partenza per la capitale

Verso Roma-Napoli, ritorna al lavoro Allan: domani partenza per la capitale

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match dell’Olimpico contro la Roma, anticipo della 27esima giornata di Serie A, in programma sabato alle ore 15.

La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente partitina a campo ridotto.

Chiusura con seduta tecnico tattica. Allan ha svolto lavoro completo col gruppo. Differenziato per Tonelli.

Domani seduta pomeridiana e poi partenza per Roma.

Fonte: SSC Napoli

Foggia vs Juve Stabia: novità importante per il settore ospiti

A conferma del divieto di trasferta per i tifosi della Juve Stabia per l’incontro Foggia vs Juve Stabia,  e considerata l’enorme richiesta di biglietti da parte dei tifosi rossoneri con un sold out che ha fatta valere la propria “legge” in pochissime ore, il settore ospiti dello stadio Zaccheria non resterà chiuso ma sarà disponibile per i tifosi di casa
Il GOS, per la sola partita del 5 marzo, stante la rilevante richiesta di biglietti da parte della tifoseria locale, decide di consentire la vendita dei tagliandi per l’ingresso al settore ospiti alla tifoseria del Foggia. Ricordiamo che in fase di acquisto non può essere dichiarato il falso relativamente ai dati inseriti (data e luogo di nascita e residenza) per ovviare alle limitazioni di ordine pubblico e che l’unico responsabile nei confronti della società di biglietteria, della società di calcio e della legge è l’acquirente.

Auguri a Sarah Cecoro, oggi laureata in Psicologia con specialistica in Neuroscienze

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Oggi Sarah Cecoro, figlia del nostro direttore, il Dott. Francesco Cecoro, ha raggiunto un traguardo importante della sua vita: ha concluso un percorso fatto di sacrifici ma anche di tante soddisfazioni ed ha conseguito la laurea in Psicologia  con specialistica in Neuroscienze presso l’Università La Sapienza di Roma con 110 /110, con una tesi sperimentale  dal titolo “Funzioni cognitive  e comorbidità  psicopatologica nei disturbi dello spettro autistico”

Ora deve prepararsi a nuove sfide e nuovi obiettivi da raggiungere.

Siamo sicuri che riuscirà con costanza e perseveranza a realizzare tutti i tuoi sogni.

Auguri dottoressa, da tutta la redazione di Vivicentro

Imprese, Marrone: credito d’imposta? Sia meritocratico

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Il presidente Confapi jr: «Premiare chi migliora anche l’ambiente»

NAPOLI «Il credito d’imposta sugli investimenti è uno strumento importante, ma non deve trasformarsi in un assistenzialismo mascherato».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Napoli e il Sud Italia hanno bisogno di crescita e di occupazione, e questo può avvenire solo mettendo in condizione le imprese di operare e di scommettere sul territorio – ha aggiunto –. Il credito d’imposta sugli investimenti risponde a queste esigenze a patto che funzioni in maniera “meritocratica”».

«Invece di interventi a pioggia – ha proseguito l’esponente del Gruppo Confapi jr – potrebbe essere interessante studiare, e su questo magari il Governo e le Regioni potrebbero avviare una riflessione, un sistema “premiale” progressivo che tenga conto non solo degli investimenti tecnici ma del tipo di benefici apportati all’ambiente dalle imprese che investono».

«Differenziare e premiare, insomma, rispetto al “modo” in cui si investe e non solo rispetto a “quanto” si investe – ha concluso Marrone –. In questo modo, il credito d’imposta diventerebbe “selettivo” e porterebbe davvero rappresentare una risorsa per il nostro Sud».

Napoli, 2 marzo 2017

Parafrasando il comunicato di M5S sul tesseramento PD oso scrivere

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Ancora una volta un partito che nemmeno tale si definisce preferendo etichettarsi come Movimento – M5S -, sente il bisogno irrefrenabile di mettere mettere becco in casa d’altri per stigmatizzare e pontificare su cose per le quali non è proprio che essi stessi brillano o possano essere di esempio puro e cristallino per altri.

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Infatti, anche ad una lettura sia pur rapida si evidenziano subito almeno due punti che, del resto, sono distintivi del M5S:
1) Tesseramento: l’M5S stigmatizza il “tesseramento” in toto (ovviamente quello degli altri e del PD in particolare) visto che, scrivono, l’M5Snon ha bisogno del personaggio “portatore di voti e iscritti” 
Ma veramente?:  alla luce dello stato delle cose, di fatto, non è che possono stigmatizzare l’usanza visto che essi stessi sono ADDIRITTURA NATI da un ”personaggio portatore di voti e iscritti”: Beppe Grillo per cui: di cosa parlano?
Poi proseguono con un:
2) ”e soprattutto non ha bisogno di accordi e compromessi interni.”
Anche per questo punto non è che proprio loro siano i più adatti a dettare linea comportamentale visto che, in casa loro, TUTTO è dettato e gestito dal “portatore di voti e iscritti” di cui sopra: Beppe Grillo e che alla sia pur minima deviazione si scatenano battaglie virali con espulsioni ecc ecc
Sempre parafrasando: mi auspico che prima di razzolare in campo altrui, sia pur con sterpaglie, si provveda prima a ben seminare nel proprio. Se non altro per credibilità e licenza di parlare e giudicare (con decenza). Preciso inoltre che NON vuole essere un “attacco” al Movimento stesso in quanto tale, ma semplice esasperazione derivante da almeno 60 anni di ascolto di “Grilli” parlanti che, puntualmente, stigmatizzano gli altri pur se poi, alla fin fine, anch’essi non brillano e magari proprio nello stesso campo (o inciampo) di altri.
Questo è!
Stanislao Barretta

Niente trasferta a Foggia per i tifosi della Juve Stabia

Foggia vs Juve Stabia da sempre è stata una partita ad alta tensione per l’elevata rivalità storica tra i tifosi delle due squadre. Considerata la struttura dello stadio “Zaccheria” con spalti e distanze tra i settori molto elevata, è stata una partita a cui hanno potuto assistere entrambe le tifoserie. Questa volta non è stato così. In considerazione degli episodi di violenza manifestatesi al termine della gara d’andata, vinta dalle vespe con il risultato di 4 a 1, le autorità preposte alla sicurezza e all’ordine pubblico hanno deciso di vietare la trasferta per i tifosi della Juve Stabia. Quest’anno è la seconda volta, dopo la gara con la Paganese, che viene vietata un trasferta ai tifosi gialloblè.

Lo ha stabilito nel pomeriggio di martedì u.s. il Prefetto di Foggia Maria Tirone che ‘su proposta del Questore e in conformità alle determinazioni assunte dal Comitato di Analisi per la Sicurezza sulla Manifestazioni Sportive, ha disposto per la gara Foggia-Juve Stabia, valida per il Campionato di Lega Pro ed in programma domenica 5 marzo 2017 alle ore 18:30 presso lo stadio Pino Zaccheria di Foggia, connotata con profili di rischio, il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti della Regione Campania, con contestuale sospensione del programma di fidelizzazione della S.S. Juve Stabia’.

Comunicato da M5S su tesseramento PD

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Riceviamo da M5S, e pubblichiamo, il comunicato che segue:
Ancora una volta la magistratura deve mettere mano al partito con più indagati d’Italia: il PD. Ed ancora una volta deve farlo nei confronti di quello stabiese. Questo ennesimo scandalo del Partito Democratico, non solo è a stampo camorristico (in altre città) ma soprattutto è di carattere immorale. Lo stesso regolamento del partito impone che ogni tesseramento deve essere fatto personalmente dall’interessato, sia in sede che online. Ed invece a Castellammare di Stabia, troviamo addirittura circa 200 tessere pagate dalla stessa carta di credito. Cosa spinge una persona ad investire tutti questi soldi per dei tesseramenti?
 
Chi è questo Consigliere implicato nella questione? Perché il Sindaco non fa il nome e non si libera delle mele marce? Questo è un comportamento irresponsabile e connivente. Ci risulta strano, inoltre, che il Presidente del Consiglio Comunale Eduardo Melisse si sia iscritto al partito solo la settimana scorsa. Eppure era candidato nella lista del Partito Democratico alle ultime elezioni, forse non era così tanto sicuro di voler abbracciare la “causa” PD e probabilmente la scelta di eleggerlo Presidente del Consiglio gli ha fatto cambiare idea.
 
Il MoVimento 5 Stelle non ha bisogno delle iscrizioni dell’ultimo minuto, non ha bisogno del personaggio “portatore di voti e iscritti” e soprattutto non ha bisogno di accordi e compromessi interni. La politica si fa alla luce del sole, insieme ai cittadini. Noi lo facciamo in assemblee pubbliche e nei gazebo domenicali, per rendicontare le nostre attività e recepire istanze. Noi, fortunatamente, siamo diversi
 
Ci auspichiamo che la verità venga a galla al più presto ed auguriamo un buon lavoro alla magistratura.

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Il sindaco di Castellammare Antonio Pannullo interviene sul ”Tesseramento Pd”

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Tesseramento Pd, il sindaco di Castellammare Antonio Pannullo: “Episodio grave, ma siamo intervenuti subito sospendendo le tessere”

“Questa è una storia diversa, fatta di passione politica e senso di appartenenza agli ideali e principi del Partito Democratico. A Castellammare abbiamo deciso di sospendere, in autotutela, il tesseramento al Pd quando dai vertici provinciali e regionali ci hanno segnalato alcune anomalie che stavano emergendo. Vogliamo e dobbiamo raccontare la verità dei fatti anche nel rispetto di coloro che in maniera ordinaria e/o on line hanno confermato la propria adesione al PD”.

Sono le parole di Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare di Stabia, in merito alla vicenda dei tesseramenti sospetti PD.

“Abbiamo vigilato sul tesseramento ordinario – ha continuato il primo cittadino stabiese – ed eravamo in costante contatto con i vertici provinciali e regionali che monitoravano l’andamento di quello online. Nel momento in cui ci hanno fatto notare alcune anomalie sull’acquisto di tante tessere online pagate con una sola carta di credito, abbiamo chiesto ed ottenuto di sospendere il tesseramento di concerto con i vertici provinciali e regionali. L’episodio accaduto è grave, ma la situazione è sempre stata sotto controllo da parte degli organi del Partito Democratico. Continueremo, come al solito, ad essere vigili e attenti – ha concluso Pannullo – affinché tutto quanto attiene alla vita politica del nostro partito, nella nostra città e nella nostra provincia, si svolga nel pieno rispetto della legalità”.

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