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Cavani: “Napoli spregiudicato, non ha bisogno di me”

Le sue parole

Edinson Cavani  ha rilasciato alcune dichiarazioniai microfoni del Corriere del Mezzogiorno:

Cavani, le piace Mertens?
“Un grande calciatore, molto forte. Intelligente e furbo. Ma secondo me non è un centravanti”

Infatti, è un esterno. Come lo era lei quando arrivò a Napoli. E come lei è diventato centravanti.
“Non abbiamo le stesse caratteristiche, lui fa anche gol da punta centrale ma secondo me non lo è. È una questione di centimetri”

Sarri gli ha cambiato ruolo, un po’ come fece Mazzarri con lei.
“Da ragazzino giocavo a centrocampo, ma i gol li ho sempre avuti nel sangue. Nella mia testa c’era il centravanti. Ho lavorato tanto e poi a Napoli ho avuto tanta fiducia, Mazzarri mi motivava molto, gli sono molto grato. Il mister mi aveva voluto e credeva nelle mie capacità. Sapeva che dovevo migliorare, ma mi diceva sempre che mi ammirava e credeva in me. Mertens probabilmente ha la stessa fiducia del suo allenatore, ma i suoi movimenti restano da esterno”

Vede il Napoli in tv?
“Quando posso non perdo una partita. Mi piace molto il gioco che sta proponendo, è una squadra forte che gioca in maniera spregiudicata”

La Juve è avanti. Vincerà ancora il campionato?
“Non lo so, ci sono tante partite da giocare. Ma poi io guardo soltanto il Napoli, sulle altre squadre non posso dare giudizi”

Una città che le è rimasta nel cuore?
“Ho avuto la fiducia dei tifosi e dei miei compagni. I miei figli vivono ancora lì e si trovano benissimo”

Ogni sessione di mercato, c’è almeno una voce che parla di un suo ritorno. Le piacerebbe?
“Sto molto bene qui al Psg, ma il futuro può riservare qualsiasi cosa. Oggi sono così forti, non hanno bisogno di me!”

Forti al punto da poter competere con il Real Madrid in Champions?
“Perché no? Io immagino cosa sarà il San Paolo nella partita di ritorno. Mamita! Da brividi”.

Non solo assist-man, ma anche talismano: dato impressionante per Zielinski

Non solo assist-man, ma anche talismano: dato impressionante per Zielinski

La Gazzetta dello Sport scrive su Piotr Zielinski: “Il suo score da titolare ne racconta l’importanza, racchiusa in quei numeri che Piotr Zielinski potrà far valere nel momento delle scelte. E tra una settimana, Maurizio Sarri non potrà sbagliarle, perché a Madrid ci sarà bisogno del miglior Napoli per poter sfidare i campioni in carica del Real. La Champions League è una bell’avventura, che l’ambiente sta vivendo con esaltazione e, dunque, si aspetta quel qualcosa in più che possa tenere in piedi il sogno della grande impresa. Con Zielinski in campo, dal primo minuto, il Napoli ha vinto 9 volte, ne pareggiate 2 e persa 1, per un totale di 29 punti. Cifre per niente casuali, che evidenziano le caratteristiche di una squadra che abbina qualità a determinazione, doti che distinguono, appunto, il centrocampista della nazionale polacca che Maurizio Sarri continua ad alternare con Allan. Un mini turnover a centrocampo, dove l’allenatore si affida al gioco delle coppie”

El Kaddouri: “Sarri? La scelta di farmi fuori dalla lista Champions non l’ho presa bene”

Le sue parole

Omar El Kaddouri ha rilasciato una lunga intervista al Il Mattino:

Pochi giorni fa ha scelto l’Empoli: come mai? “Avevo bisogno di riprendere un po’ di fiducia dopo questo tempo trascorso senza giocare e qui mi hanno fatto capire che mi volevano davvero”.

Quando è andato via, il suo procuratore Mino Raiola si è beccato con Sarri. “Raiola ha un carattere diverso dal mio: è più caldo e dice sempre tutto quello che pensa. Per questo ha avuto questo screzio con Sarri, sono cose che capitano nel calcio”

E invece con Sarri che rapporto ha avuto? “Sempre corretto, forse quest’anno un pochino meno…”

In che senso? “Credo che avrei potuto meritare più spazio e se poi avessi fatto male sarei stato in panchina. Ma invece non ho fatto una partita da titolare in campionato in un anno e mezzo e mi sembra pochissimo”.

Altro? “La cosa che mi ha deluso di più è stato non essere inserito nella lista Champions. Ci tenevo molto perché l’anno scorso ho dato un contributo anche io per arrivarci. La scelta di avermi fatto fuori non l’ho presa bene».

Litigi? “Mai, perché ho sempre rispettato le sue scelte”.

Ci racconti la sua Napoli. “Una città bellissima con dei tifosi straordinari che ti danno tantissimo affetto”.

Nello spogliatoio? “Ho un buonissimo rapporto con Jorginho, Mertens, Reina, Koulibaly e Ghoulam. Stavamo spesso insieme. Dopo le triplette di sabato sera ho mandato un messaggio a Marek e Dries. Avevamo un grande gruppo e sono legatissimo a tutti”.

Roma Fiorentina 4-0|Roma aggressiva, poker giallorosso con doppietta di Dzeko, Fazio e Nainggolan

Roma Fiorentina 4-0. Roma brillante nella ripresa, affonda la Fiorentina all’Olimpico con un poker calato da  Dzeko (doppietta), Fazio e Naiggolan

Roma- Allo stadio Olimpico la Roma affronta i viola di Paulo Sousa. L’imperativo per i giallorossi, in questo posticipo valido per la 23esima giornata di campionato, era vincere per riappropriarsi del secondo posto in classifica temporaneamente occupato dal Napoli dopo la goleada di domenica scorsa contro il Bologna. La Roma non è stata da meno: obiettivo centrato, secondo posto riconquistato e chiude la serata con 4 gol all’attivo senza subire reti in questo stadio magico in cui continua a rimanere imbattibile. Dopo la gara di stasera, gli uomini di Spalletti hanno dimostrato di essere una squadra brillante e competitiva, in grado di guardare avanti con ottimismo e di meritare i posti alti della classifica.

Primo Tempo

Dopo una partenza aggressiva della Roma, il primo passo falso arriva al 13’: i viola in contropiede arrivano in area e Chiesa prova la conclusione con un pallonetto che scavalca il portiere, il prodigioso Fazio salva il risultato  spazzando via la palla del possibile vantaggio.

Al 16’ El Shaarawy guadagna il primo calcio d’angolo dopo una bella giocata. Il faraone viene fermato da Tastarusanu che allontana la sua conclusione con un piede.

Al 20’ brivido per la difesa viola: Bruno Peres, con un  tiro a giro, sfiora il palo. È una Roma abbastanza aggressiva che domina la metà campo avversaria ma non riesce a trovare la conclusione.

Al 29’ Bruno Peres si divora il gol del vantaggio lanciando all’aria un prezioso tiro filtrante di Nainggolan dal centro. Ma l’azione continua e un minuto dopo è Dzeko a colpire una velenosa palla a distanza ravvicinata che però viene intercettata e bloccata dal portiere. Continua il pressing in area viola ma il risultato rimane fermo sullo 0-0.

Bisogna atttendere il 39′ per ottenere il “sorpasso”: Dzeko, servito brillantemente da De Rossi, stoppa di petto e scarica il suo destro in rete, alle spalle dell’incolpevole Tatarusanu. Roma in vantaggio!

Roma Fiofrentina 1-0.

Finisce così il primo tempo, con la Roma in attacco e uno scatenato Nainggolan

Secondo Tempo

Nella ripresa la Roma tiene alta la guardia rendendosi sempre pericolosa.

Al 56’ giallo per De Rossi, un minuto dopo Rodriguez  pareggia i conti facendosi ammonire anche lui.

Al 59’ arriva il raddoppio giallorosso sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da De Rossi: Fazio stacca più in alto di tutti e la sua zuccata finisce prima sul palo e poi in rete!!!

Roma Fiorentina 2-0.

Al 70’ la Roma sfiora il terzo gol con Rudiger che, servito da Emerson, colpisce a giro la palla che finisce di poco fuori a lato. Ma l’appuntamento è solo “rimandato” al 74’, quando Radja Nainggolan insacca la formidabile rete del 3 a 0! Strootman, su passaggio di De Rossi, fa filtrare la palla dalla fascia sinistra per il Ninja che con un controllo perfetto, la piazza in rete.

 Roma 3-Fiorentina 0

All’80’ El Shaarawy cede il posto a Capitan Totti.

All’84’ Dzeko trova il gol del 4 a 0. Fiorentina affondata con un destro impeccabile del bosniaco che riesce a infilare la palla nell’angolino della porta.

Roma 4- Fiorentina 0

C’è spazio anche per Paredes che sostituisce De Rossi all’85’. La gara si chiude con una straripante vittoria dei giallorossi su una Fiofrentina piuttiosto dimmessa nella ripresa.

TOTALE SPETTATORI: 25.394

TOTALE INCASSO: 829.362,00

FORMAZIONI UFFICIALI

ROMA (3-4-3-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Rudiger; Bruno Perers, DE Rossi, Strootman, Emerson; El Shaarawy, Nainggolan; Dzeko.

 A disp.: Alisson, Lobont, Juan Jesus, Mario Rui, Paredes, Gerson, Grenier, Totti, Perotti, Salah.

Allenatore: Spalletti

Fiorentina: Tatarusanu; G. Rodriguez, Astori, Sanchez; Maxi Oliveira, Badelj, Vecino, Bernardeschi; Chiesa, Babacar, Borja Valero.
A disp.: Sportiello, Satalino, Tomovic, De Maio, Salcedo, Milic, Cristoforo, Maistro, Hagi, Toledo, Mlakar, Ilicic, Tello.
Allenatore: Paulo Sousa

Arbitro: Irrati di Poistoia

Maria D’Auria

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L’occhiolino al populismo di: Michele Emiliano (Pd), Matteo Salvini (LN) e Mara Carfagna (FI)

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Trump, la Brexit, Marine Le Pen: il mondo e l’Europa fanno i conti con una massiccia ondata di proteste. In Italia i partiti provano a intercettare la richiesta di cambiamento rispondendo al populismo.

Nelle interviste che pubblichiamo Michele Emiliano (Pd) spiega che “con banche e finanza ci siamo dimenticati di chi è rimasto escluso”, Matteo Salvini (Lega Nord) assicura che “con noi famiglie e lavoro tornerebbero prioritari” e Mara Carfagna (Forza Italia) aggiunge: “Ignorare il malessere è l’aiuto migliore a chi cavalca la rabbia”.

Emiliano: “Con banche e finanza ci siamo dimenticati di chi è rimasto escluso”

Il governatore della Puglia: l’Europa non è la causa di tutti i mali

ROMA – Michele Emiliano ritiene possibile scrivere una programma di sinistra che riesca a contrastare e battere i populisti. «È doveroso. È arrivato il momento farlo. Non possiamo lasciare chi soffre, chi è stato impoverito dalla crisi economica e dalle tasse alla mercé degli oratori di piazza, degli arruffapopoli. Dobbiamo essere vicini alle persone, difendere chi non conta nulla, dedicarci ai luoghi di sofferenza».

Il rischio non è di contrapporre un populismo di sinistra a quello di destra?  

«Esiste pure un populismo intelligente, concreto, non velleitario che una volta esprimevano partiti come il Pci e la Dc. Le loro sezioni erano luoghi dove non si facevano solo le liste elettorali. Si studiava, si insegnava a leggere a scrivere a chi non poteva andare a scuola, si discuteva e si faceva solidarietà. È ovvio che questo mondo non può tornare, ma è necessario ricostruire il senso di una comunità politica».

Comunità che il Pd non è più?  

«Peggio: è diventato il partito dei banchieri, dei finanzieri, dell’establishment. Un partito interessato solo ai potenti e non al popolo. Il governo Renzi ha usufruito di una grande flessibilità dall’Europa ma non ha saputo utilizzarla per invertire il ciclo economico».

Ci dica cosa farebbe concretamente. Sul lavoro.

«Intanto bisognerebbe riagganciare la formazione scolastica ad un percorso che porti alla certezza del lavoro. Lo Stato dovrebbe stringere accordi con le imprese affinché queste assumano almeno i più meritevoli. È quello che fanno le università private con le aziende».

Riduzione della pressione fiscale: cavallo di battaglia della destra e dei populismi di oggi. Anche la sinistra deve cavalcare questo tema?  

«Non c’è dubbio. Chi lo ha detto che sia un tema dei populisti e della destra? Attenzione però agli slogan e far finta che non ci sia un problema di debito pubblico. Si può abbassare la pressione fiscale riducendo i costi della Pubblica amministrazione. Vanno garantiti i diritti essenziali come la salute, la giustizia, la formazione, la sicurezza, ma se una multinazionale deve dirimere una complessa procedura, ad esempio di verifica ambientale, perché non dovrebbe pagare di tasca propria il servizio che gli offre la Pubblica amministrazione? Sarebbe stato possibile trovare molte risorse per ridurre l’Irpef e le tasse alle imprese, se Cottarelli con la sua coraggiosa spending review non fosse stato impacchettato e spedito a casa».

Le piace il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle?  

«Sono d’accordo con il reddito di cittadinanza solo per i casi di povertà assoluta. Semmai bisognerebbe evitare che le famiglie cadano in stato di povertà o di precarietà a causa di una situazione debitoria. Ad esempio, di fronte a chi è in difficoltà a pagare il mutuo e non ce la fa più, il Comune, la Regione o lo Stato dovrebbero subentrare nel rapporto debitorio con la banca, diventare proprietario della casa dove quella famiglia in difficoltà potrà continuare a vivere. E magari in futuro riscattarla. Il Pd invece ha fatto una legge che accelera la procedura di vendita dell’immobile per chi è moroso».

Lei presuppone uno Stato pieno di soldi.  

«No, penso ad uno Stato che non faccia pagare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e che compri beni e servizi agli stessi costi di un privato».

Immagino che lei ritornerebbe all’articolo 18 sui licenziamenti modificato dal Jobs act?  

«Sarebbe cosa sacrosanta ripristinarlo ed estenderlo a tutte le aziende. Non si può distruggere la vita di una persona, licenziandola senza giusta causa e dandole una manciata di soldi».

L’Europa è il focus di tutti i populismi. Hanno ragione a criticarla?  

«L’Europa, da meravigliosa costruzione di pace e benessere, sembra diventata origine di ogni nefandezza. Si rischia il sonno della ragione che in passato ha portato ai totalitarismi e alle guerre. Ecco perché deve tornare a parlare e difendere i popoli e non le banche e i finanzieri».

Salvini: “Ma quale voto di paura. Con noi famiglie e lavoro tornerebbero prioritari”

Il segretario della Lega: l’euro non è irreversibile
MILANO – L’esordio è da populista: «Parliamo di Milan…». Ma ci vuole niente, davanti a Palazzo Marino e a telecamere spianate, a riportare Matteo Salvini al tema politico mondiale. Quello che passa da Donald J. Trump negli Usa a Marine Le Pen in Francia, alla Lega che i sondaggi danno in crescita in Italia.

Segretario dicono che con voi vince la paura? Pure Romano Prodi dice che i populismi alla Trump e alla Le Pen sono pericolosi…  

«Quell’uomo è una sciagura. Il padre dell’euro, il tifoso dell’Unione europea ha ancora la faccia tosta di parlare. Se loro sono quelli pericolosi lui cos’è?».

Torniamo alla paura: la crisi economica, gli immigrati, tutto concorre a scegliere chi dice di avere le ricette pronte. Non crede?  

«Chi ha votato Trump negli Stati Uniti o Le Pen in Francia non si è fatto condizionare dalla paura. Ha fatto una scelta di speranza. Di chi vuole che cambino le cose sulla famiglia, sul lavoro, per la tranquillità economica. E lo stesso sta accadendo in Italia con noi. È un voto di speranza contro la conservazione espressa dal Pd, dalla Merkel, da Hollande e dalla Clinton. Si tratta del popolo che in prima persona decide di contrastare i poteri forti».

Marine Le Pen ha detto che quando salirà al potere farà uscire il Paese dalla Nato e dall’Europa. È pronto a fare la stessa cosa?

«Se io fossi presidente del Consiglio chiederei un tavolo a tutti i primi ministri d’Europa per rivedere tutti i trattati internazionali. Se il tavolo non ci fosse ce ne andremmo. Il ruolo della Nato va ridiscusso. La Nato nasce come alleanza difensiva ma non ci difende da niente. Litiga con la Russia invece di occuparsi di terrorismo e immigrazione che sono le due vere emergenze. O queste istituzioni cambiano, e ci metto dentro pure l’Onu che costa miliardi e anziché aiutare chi dovrebbe aiuta i propri dirigenti, oppure non ha più senso parteciparvi».

Sarebbe pronto a seguire Trump? Negli Stati Uniti e in Europa le sue scelte sull’immigrazione sono molto contestate…  

«Se fossi ministro dell’Interno in 6 mesi cambierei molte cose. A partire soprattutto da sicurezza e immigrazione. Dopo 500 mila sbarchi e 10 mila morti non si può sentire Angelino Alfano dire che “abbiamo salvato migliaia di vite e difeso l’Italia”. Trump dice “pensiamo agli americani”. Marine Le Pen dice “pensiamo alla Francia” e per lei contano solo i cittadini e non i banchieri. Io dico pensiamo a casa nostra».

Uscire dall’euro nel senso della moneta è il ritornello di tutti i populisti europei. Il presidente della Bce Mario Draghi dice la moneta unica è una scelta irreversibile. Allora come si fa?  

«Non è vero che è irreversibile: spiace che sia proprio un italiano complice della Ue che sta massacrando gli italiani e la nostra economia. Al centro della nostra politica ci sono i cittadini. L’economia e la moneta devono essere al servizio dei cittadini non il contrario. Chiunque voglia allearsi con noi deve da partire da questo: dal controllo della moneta, dei confini e delle banche. Un’Europa a due velocità come dice la Merkel? Non mi sento di serie B ma non è pensabile che i tedeschi abbiano incassato tutto l’incassabile e ora salutino e ringrazino».

Pronto per andare a votare?  

«Come negli Usa con Trump e in Francia con Marine Le Pen siamo di fronte a un voto di speranza. Si tratta del popolo che si muove contro i poteri forti. La mia preoccupazione è che i poteri forti, da noi tengano in ostaggio il Parlamento e gli italiani per un altro anno senza fare nulla».

Carfagna: “Ignorare il malessere è l’aiuto migliore a chi cavalca la rabbia”

La deputata di Forza Italia: l’Europa si salva solo con veri leader
ROMA – «Ridurre il populismo a un insulto è quanto di più sbagliato», avverte Mara Carfagna, ministro nell’ultimo governo Berlusconi, esponente «azzurro» di prima fila.

È un fenomeno che approva?  

«Chiariamoci su cosa si intende per populismo. È un modo spregiudicato di cavalcare le paure collettive con soluzioni semplicistiche, o consiste invece nel dare ascolto a quelle ansie per fornire risposte vere? È il falso antagonismo tra un popolo depositario di tutte le virtù e le oligarchie ricettacolo di ogni vizio, o populismo significa prendere atto di una frustrazione diffusa nei confronti di élite sempre più chiuse e autoreferenziali?».

C’è una certa differenza.  

«Infatti siamo di fronte a un fenomeno complesso e sfuggente. Un conto, per esempio, è additare l’immigrato come causa di tutti i mali, e questo io lo considero populismo d’accatto. Altra cosa è proteggerci contro l’annacquamento della nostra identità di fronte a culture poco rispettose dei valori altrui. O tutelare dalla concorrenza un posto di lavoro che 4 giovani su 10 si sognano (nel Sud sono 6 su 10). Non considero populista farsi carico del milione e mezzo di famiglie sotto la soglia di povertà assoluta e dell’insicurezza che comporta la crescita delle diseguaglianze nella cosiddetta economia globale. O dare risposte alla paura di un terrorismo asimmetrico, molecolare, penetrato in Occidente e in Europa».

La discriminante qual è?  

«Tra chi grossolanamente specula sul malessere e chi indica soluzioni capaci di creare più posti di lavoro, di aggiornare il modello del welfare, di dare protezione sociale e sicurezza ai cittadini. Se non vuole alimentare le forme più rozze del populismo, la politica deve affrontare i problemi nuovi con metodi nuovi».

Quelli incarnati negli Stati Uniti da Donald Trump?

«Il neo presidente usa spesso toni che non aiutano. Ma quando accusa l’Europa di essere a rimorchio della Germania, mette il dito su una piaga vera. Idem quando sostiene che la Nato è obsoleta, e invece di farsi ossessionare da Putin dovrebbe occuparsi maggiormente del fronte Sud».

Marine Le Pen promette ai francesi che, se vincerà le elezioni, lasceranno l’Ue. Anche Salvini la pensa allo stesso modo. Voi di Forza Italia?  

«Se Bruxelles continua a intralciare la vita dei cittadini con regole assurde, e a soffocare le imprese con una burocrazia asfissiante, è chiaro che di un’Unione così si può, anzi si deve fare a meno. Basti dire che fino al 2020 l’intera Europa ha pianificato di destinare alla sicurezza la cifra irrisoria di 2 miliardi e mezzo l’anno, meno di quanto noi da soli spendiamo per l’emergenza sbarchi».

Quindi siete d’accordo con la Le Pen?  

«No, perché saremmo i primi a voler lasciare l’Unione se aiutasse a risolvere i nostri problemi. Ma temo che l’Italia si troverebbe più isolata di fronte alle crisi globali. Quando piuttosto si tratta di costringere l’Europa a occuparsi di tutto quanto non sta facendo. Servono nuovi Trattati e ci vogliono nuove leadership, statisti in grado di negoziare nelle sedi opportune. Come Berlusconi nel 2005, quando riuscì a introdurre una flessibilità per i tempi di crisi. Non come Renzi che nei vertici Ue stava allineato e coperto, salvo alzare la voce nelle conferenze stampa successive per strappare qualche voto in più. Oppure usava quella stessa flessibilità per distribuire mance come gli 80 euro. E’ così che si alimenta il populismo, quello peggiore».

vivicentro.it/politica
vivicentro/L’occhiolino al populismo di: Michele Emiliano (Pd), Matteo Salvini (LN) e Mara Carfagna (FI)
lastampa/Emiliano: “Con banche e finanza ci siamo dimenticati di chi è rimasto escluso” AMEDEO LA MATTINA
lastampa/Salvini: “Ma quale voto di paura. Con noi famiglie e lavoro tornerebbero prioritari” FABIO POLETTI
lastampa/Carfagna: “Ignorare il malessere è l’aiuto migliore a chi cavalca la rabbia” UGO MAGRI

Ugolini: “Sostituto Callejon contro il Genoa? La soluzione più logica sarebbe Giaccherini ma…”

Massimo Ugolini, giornalista di Sky Sport, è intervenuto ai microfoni di ‘Radio Gol’ in onda su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:
“Contro il Genoa gli azzurri non avranno le stesse difficoltà riscontrate nella gara contro il Palermo. E’ un avversario che ti lascia giocare ma nulla toglie che si tratti di una sfida complicata. Dovrebbe giocare Maggio al posto dello squalificato Hysaj. Ma chi prenderà il posto di Callejon? La logica sarebbe Giaccherini ma lo stesso Pavoletti ha buone chance di partire dall’ inizio. Considerato il match contro il Real Madrid, uno tra Insigne e Mertens dovrebbe rifiatare. Ecco perché se non giocasse Giaccherini, diventerebbe un problema”.

Castel Volturno, doppia seduta per gli azzurri: ancora differenziato per Tonelli

Doppia seduta per il napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano la partita contro il Genoa di venerdì sera (20,45) per l’anticipo della 24esima giornata di serie A.

Al mattino la squadra ha svolto attivazione e circuito di forza. Successivamente il gruppo dei difensori è stato impegnato sul campo 2 in un lavoro tecnico tattico specifica.

Nel pomeriggio il gruppo ha svolto esercitazioni atletiche e successivamente seduta tecnico tattica. Chiusura con partitina a campo ridotto.

Differenziato per Tonelli. Domani allenamento pomeridiano.

Da sscnapoli.it

Arch. Zavanella: “Nuovo stadio? C’era un buon progetto con De Laurentiis, poi è intervenuto il Comune”

L’ architetto Gino Zavanella ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

 
“De Laurentiis è un imprenditore che ha davvero tanto da insegnare. Il nostro progetto per il nuovo stadio era positivo, poi le cose sono cambiate in quanto il Comune voleva imporre le proprie volontà. Il vero problema in Italia quando si parla di nuovi stadi è la burocrazia, la quale vincola ogni decisione. Penso che il Napoli debba farsi il suo stadio, ma non si può pensare di non rendere partecipe il presidente. Sarebbe controproducente in quanto il tutto andrebbe fatto proprio secondo le esigenze della società”.

Presentata la Mille miglia 2017 (Diana Marcopulopulos)

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La MILLE MIGLIA, la gara più bella del mondo , per mutuare la frase  del grande Enzo Ferrari, compie 90 anni . Per l’occasione cambia abito. Infatti è nuovo il logo per celebrare il compleanno . Un logo che è stato ideato mettendo assieme tutti i simboli iconografici che ricordano la storica gara : i mozzi delle ruote a raggi dell”epoca,il simbolo del cronometro , la bandiera per indicare la nazionalità , la data della prima gara storia 1927 e quella dei novant’anni 2017 , il logo 1000 miglia , il tachimetro , anche il simbolo “infinito” legato al moto perpetuo e alla forma del circuito ad 8.

Alla conferenza stampa di presentazione  della 35esima edizione rievocativa  tenutosi in Loggia martedì 7 febbraio , nello sfarzoso salone Vanvitelliano, c’erano tutti : il Presidente di 1000 miglia Aldo Bonomi, il Vice Presidente Franco Gussalli Beretta,l’ Amministratore Delegato Alberto Piantoni,Giuseppe Cherubini Vicepresidente del Comitato Operativo, Piergiorgio Vittorini Presidente dell’automobile club  di Brescia,Il Sindaco di Brescia On.Emilio del Bono, il vice sindaco Laura Castelletti, ma anche le forze dell’ordine presenti con diversi Comandanti.

Oltre al marchio altra novità è rappresentata dall’aumento del numero di prove cronometrate, una delle quali verrà disputata sulla pista dell’aerobase militare dei Tornado di Ghedi .

Ci saranno anche delle “prove spettacolo” che verranno effettuate in alcune piazze di città storiche Italiane .

Le 440 autovetture accettate , su 695 domande, provenienti da 41 paesi , prenderanno il via giovedì 18 Maggio  alle ore 14,30 da viale Venezia altezza via Rebuffoni con arrivo a Brescia Domenica 21 Maggio , percorrendo una distanza di 1600 km.

La punzonatura avverrà alla Fiera di Brescia con tutte le vetture in esposizione per poi proseguire per piazza Vittoria.

Le tappe saranno quattro. Partendo da Brescia e toccando le città lagunare del Garda si attraversano le pianure del Mantovano per puntare poi su Verona con arrivo a Padova .

La seconda tappa sarà a Roma con la passerella tradizionale in Via Veneto intorno alle 21,15 di Venerdì 19 .

Dopo il soggiorno notturno Romano, la terza tappa si concluderà sulla via del ritorno a Parma la sera del 20 Maggio .

La Domenica mattina la carovana di auto storiche prenderà la via per Brescia attraversando la Pianura Padana nelle città di Cremona e Mantova .

Per mezzogiorno saranno a Rovato per gustare il tipico manzo all’Olio .

Dopo la pausa pranzo l’arrivo tra le solite ali di folla che le attenderanno in viale Venezia a Brescia.

Diana Marcopulopulos

foto: vivicentro/Redazione Lombardia/Francesco Cecoro

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Il patto Draghi-Merkel contro i populisti

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Draghi critica Trump sul protezionismo, schierandosi con la Merkel a difesa degli accordi multilaterali. Ne esce una sorta di “patto di Francoforte” con Draghi e Merkel in sintonia nella sfida ai populisti e nell’approccio alla Casa Bianca.

SuperMario contro Trump. Torna il patto con la Merkel

Il capo dell’Eurotower appare come l’ultimo baluardo europeista. Difende la cancelliera per sostenere Bruxelles: “Bisogna stare uniti”

ROMA – Come nell’autunno 2011, quando la Cancelliera accettò che fosse lui a salire all’ultimo piano del grattacielo di Francoforte e salvare l’eurozona dal disastro. Allora l’epicentro del problema era l’Italia ed erano i mercati a mettere in discussione la moneta unica. Oggi la situazione è persino più grave: le picconate arrivano da ogni dove, dalla politica e dalle piazze, dentro e fuori il Continente. Ecco perché dopo quattro anni di convivenza a tratti difficile, Merkel e Draghi si trovano di nuovo uniti nel tentativo di mettere in sicurezza la casa comune.
 All’Eurotower l’incontro di giovedì a Berlino viene derubricato come uno dei tanti e regolari scambi di vedute fra i due. Ma la situazione è tutt’altro che regolare. Ormai per far schizzare all’insù lo spread fra il Btp italiano e il Bund tedesco basta una frase di Marine Le Pen. Alla fine di quest’anno il panorama politico europeo potrebbe essere stravolto: si voterà in almeno tre Paesi fondatori dell’Unione, e nessuno sa con certezza chi e come ne uscirà vincitore. Ormai non c’è giorno nel quale l’amministrazione Trump non assesti un colpo contro l’Unione, poco importa che si parli del cambio della moneta unica o del destino della Nato. Quel «keeping us united» infilato da Draghi nelle prime righe del suo intervento a Bruxelles somiglia tanto ad uno dei motti cari alla retorica a stelle e strisce. Non è la prima volta che il governatore manda messaggi indiretti a Washington in pubblico. La stampa tedesca l’ha già ribattezzato «l’anti-Trump», l’ultimo europeista rimasto a riempire il vuoto pneumatico delle élite continentali.

Nell’agenda di Trump ci sono almeno tre cose che preoccupano Francoforte: i propositi protezionisti che si propagano come veleno nelle vene del mercato unico, la promessa di deregolamentare la finanza, le dichiarazioni che sembrano fatte apposta per mettere scompiglio nel mercato dei cambi. Se l’Unione in questi anni ha funzionato, è perché ha fatto l’esatto contrario: si è data regole comuni, ha imposto vincoli più severi alle banche, ha evitato scossoni all’euro.

Per Draghi questo è il momento in cui «stare uniti», dunque vanno difese soprattutto le ragioni di chi finora ha tenuto insieme i pezzi dell’Europa, ovvero quelle di Angela Merkel. Non è usuale sentire gli elogi di Draghi alla Germania che «fa le riforme», che «non specula sui cambi» e si è costruita «un’economia più forte e flessibile». Di fronte ad un Continente in ordine sparso, significa riconoscere che nonostante tutto se il sogno dei fondatori è ancora in piedi lo si deve anche ai tedeschi. Per paradosso in questo momento il tecnico Draghi ha le mani più libere della politica Merkel, sempre più costretta in una campagna elettorale in cui deve vedersela con la concorrenza populista di Alternative fur Deutschland.

Per il governatore Bce difendere Berlino significa anche difendere l’Unione dall’aggressività della nuova amministrazione americana, e in ultima analisi la tenuta dell’area euro da chi si è convinto possa davvero saltare da un momento all’altro. Qualche settimana fa nella risposta ad una interrogazione scritta al Parlamento di Strasburgo da parte di due deputati grillini Draghi diceva che in caso di uscita dalla moneta unica l’Italia dovrebbe «regolare i saldi finanziari», ammettendo implicitamente la sua reversibilità. Ieri nella risposta a voce è apparso quasi sprezzante: «I Trattati dicono che l’euro è irreversibile».

Sul fatto che la moneta unica costituisca un caso di successo a Francoforte non nutrono alcun dubbio. I numeri nel loro insieme gli danno ragione: l’area euro cresce da 14 trimestri consecutivi, la disoccupazione è scesa sotto il 10 per cento, la fiducia di consumatori e imprese è ai massimi da sei anni. Ma nonostante questo sembra salire un’onda inarrestabile. La speranza cui si attacca la politica europea è Martin Schulz, l’ex presidente dell’Europarlamento in grande crescita nei sondaggi dell’Spd. Se così fosse, le elezioni d’autunno in Germania saranno le uniche nel Continente in cui a fronteggiarsi per la Cancelleria saranno due leader europeisti. I nemici dell’Unione diranno che è una ragione in più per lasciarla.

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vivicentro/Il patto Draghi-Merkel contro i populisti
lastampa/SuperMario contro Trump. Torna il patto con la Merkel ALESSANDRO BARBERA

Il timore di Mario Draghi per il populismo che spazza l’Europa

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Davanti agli eurodeputati di Bruxelles, il governatore della Bce Mario Draghi esprime il timore per il populismo che spazza l’Europa e difende l’euro definendolo “irreversibile”. Lo spread fra Btp e Bund però continua a crescere e raggiunge quota 200 punti facendo segnare un record dal 2014.

Draghi: no al protezionismo Usa. Poi difende l’euro, ma lo spread vola

Il differenziale fra Btp e Bund tedesco supera i 200 punti. Male anche i francesi. Il presidente della Bce: molto preoccupanti i segnali che arrivano dall’America

BRUXELLES – Esprime timori per le minacce di protezionismo e deregulation che si alzano dalla Casa Bianca. Blinda l’euro (“è irrevocabile”), vero collante “in tempi di chiusure nazionali”. Fa quadrato attorno alla Germania per respingere le accuse di Trump, ma al tempo stesso difende le politiche dalla Bce dalle critiche di Berlino. In una giornata nera per i mercati europei, che forse hanno risentito degli annunci di Marine Le Pen («Se divento Presidente, la Francia uscirà dalla Ue»), Mario Draghi ha tenuto un discorso carico di significato politico al Parlamento europeo di Bruxelles. Ma l’effetto sui listini non si è visto. Tutte le principali Borse europee hanno chiuso in negativo, lo spread tra i Btp a dieci anni e i Bund tedeschi è schizzato oltre quota 200 punti, ai livelli più alti dal febbraio 2014. Anche quello francese è salito a 77 punti (+21,5%).

Davanti agli eurodeputati della commissione Affari Economici e Monetari, il numero uno della Bce ha definito “molto preoccupanti” i segnali che arrivano dalla nuova amministrazione Usa sulla deregulation finanziaria: “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è l’allentamento delle regole”. Altro campanello d’allarme – visto che “l’Ue è fondata sul libero scambio” – sono poi gli “annunci di potenziali misure protezionistiche”: Trump ha stracciato l’accordo commerciale trans-Pacifico (Tpp) e lasciato intendere un futuro simile per i negoziati del Ttip con l’Ue.

Ma se le trattative per gli accordi commerciali possono trasformarsi in carta straccia, lo stesso non si potrebbe dire dell’Euro. Per Draghi “è irrevocabile”. Lo ha ribadito in italiano e in inglese, rispondendo a una domanda dell’eurodeputato Marco Valli. Il parlamentare M5S ha evocato la prospettiva di un sistema Sme2, con monete nazionali uscite dall’euro, ma il presidente della Bce è stato netto: “Il mercato unico non sopravvivrà davanti a svalutazioni competitive”. La moneta unica resta quindi il pilastro, a maggior ragione in un’epoca in cui avanzano partiti anti-sistema che prospettano l’uscita dei loro Paesi dall’eurozona e la sua conseguente disgregazione: “L’euro ci tiene uniti in tempi di chiusure nazionali – ha aggiunto -. Possiamo e dobbiamo affrontare le fragilità a livello nazionale ed europeo”.

 

I governi, però, stanno iniziando a declinare questa necessaria unità in modo diverso. Si ritorna a parlare con insistenza di un’Europa a più velocità: nei fatti esiste già, ma Angela Merkel l’ha rilanciata venerdì scorso a Malta. Draghi non si esprime perché “credo ci sia una visione appena abbozzata” e “il concetto non è ancora sviluppato”. Pieno sostegno alla Merkel, invece, bersaglio delle accuse di Trump: “Noi non manipoliamo l’euro” ha scandito, citando un recente rapporto del Tesoro che di fatto dice la stessa cosa. Altra sponda a Berlino anche sulla questione del surplus commerciale: “Non è vero che la Germania lo usa per speculare”.

Però c’è anche una Berlino che critica. La politica monetaria della Bce è spesso nel mirino del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Draghi gli ha risposto parlando di critiche “pre-elettorali” e aggiungendo che “i banchieri centrali sentono i politici, ma non li ascoltano”. Quindi ha rivendicato il piano di Quantitative Easing, che proseguirà fino a dicembre al ritmo di acquisti pari a 60 miliardi al mese. Respinta al mittente l’accusa di aver favorito l’Italia: “Non ci sono diseguaglianze”. Infine un passaggio che è sembrato una retromarcia della Bce sulla bad bank europea per i crediti deteriorati. Secondo Draghi, «non sarebbe una panacea». Meglio gestire le situazioni «a livello nazionale».

vivicentro.it/economia
vivicentro/Il timore di Mario Draghi per il populismo che spazza l’Europa
lastampa/Draghi: no al protezionismo Usa. Poi difende l’euro, ma lo spread vola MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Trotta: “Callejon è insostituibile, Sarri non s’è mai posto il problema”

Trotta: “Callejon è insostituibile, Sarri non s’è mai posto il problema”

Ivano Trotta, ex calciatore del Napoli, ha parlato a Il Roma: “Callejon? Sarà dura sostituirlo, ma le alternative non mancano. La verità che è che Callejon è talmente insostituibile che l’allenatore non s’è mai posto il problema del suo eventuale sostituto. Senza di lui il Napoli perde tanto perché parliamo di un giocatore che ha caratteristiche uniche in organico. Potrebbe giocare Giaccherini che, in teoria, è la prima alternativa agli esterni, ma potrebbe anche giocare Pavoletti al centro dell’attacco con Insigne e/o Mertens sulla destra. Personalmente, però, non mi priverei del belga come centravanti. Sta facendo talmente bene che lo lascerei al suo posto”.

Cannavaro ricorda: “Ibrahimovic in vespa per Napoli!”

Cannavaro ricorda: “Ibrahimovic in vespa per Napoli!”

Fabio Cannavaro, ex calciatore del Napoli, della Juventus e del Real Madrid, ed attuale allenatore del club cinese del Tianjin Quanjan, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tiki Taka: “Confermo di aver girato su una vespa per Napoli con Zlatan Ibrahimovic, Ibra è sempre stato affascinato dalla città e dai tifosi. Chissà in futuro… In Cina stanno spingendo tantissimo nel calcio, investiranno sempre di più“.

Sarri sbotta: “Per le big non c’è una partita più importante della altre!”

Sarri sbotta: “Per le big non c’è una partita più importante della altre!”

“Ge-no-a!”. No, non è un coro dei tifosi rossoblu, ma il pensiero di Sarri. Il Mattino riporta che “c’è il forte sospetto, per nulla transitorio, che se qualcuno al Napoli, in questi giorni, dovesse accennare alla parola Real Madrid, rischierebbe di fare una brutta fine. Il concetto è stato smistato a più riprese ai giocatori: «Per le grandi squadre non c’è una partita più importante della altre: ora dobbiamo battere solo il Genoa»“.

De Laurentiis si esalta nelle difficoltà, il patron non sta nella pelle

De Laurentiis si esalta nelle difficoltà, il patron non sta nella pelle

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, viene elogiato da Tuttosport: “Non sta nella pelle, la Champions è motivo di orgoglio per un presidente che negli anni ha costruito una squadra sempre più forte e che non parte sconfitta neppure contro una corazzata come quella madrilena“. Il Napoli dovrà dimostrare di riuscire a concentrarsi già venerdì sera col Genoa: “Una grande soddisfazione per De Laurentiis che riesce a esaltarsi nelle difficoltà. Ci è riuscito anche quest’anno, rendendo il Napoli ancora più competitivo, nonostante la cessione di Higuain”.

 

Superlega europea, il Real Madrid vuole il Napoli

Superlega europea, il Real Madrid vuole il Napoli

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis potrebbe presto trattare, su invito del presidente del Real Madrid Florentino Perez, una possibile Superlega Europea. Lo riporta Il Mattino, il quale racconta come Real e Barcellona vogliano creare la Superlega europea contro una Uefa “preoccupata per questi movimenti (oltre ai due club spagnoli sarebbero al lavoro Bayern Monaco, Juventus e Paris St. Germain)“.

Come riporta il quotidiano, citando fonti spagnole, “le italiane che potrebbero entrare in Superlega sono Juventus, Milan, Inter e Napoli“. L’obiettivo principale sarebbe quello di elevare gli introiti televisivi: la Champions League garantisce 1,5 miliardi di euro, mentre il football americano della NFL raccoglie oltre 7 miliardi.

Rinnovo Mertens, c’è un problema clausola!

Rinnovo Mertens, problema clausola

Dries Mertens, attaccante belga del Napoli, è una delle più grandi sorprese stagionali. La Gazzetta dello Sport parla del suo rinnovo contrattuale. Se da una parte ci sarebbe già un accordo di massima per un ingaggio da 2,5 milioni di euro a stagione fino al 2021, dall’altra “il problema è rappresentato dall’entità della clausola che il presidente vorrebbe imporgli: 35 milioni di euro contro i 25 proposti dal giocatore. Intorno al quale sta crescendo l’interesse di diversi club europei, pronti a convincerlo a lasciare Napoli con un contratto da top player”.

”Faccio Bisticcio” (Lo Piano Saintred)

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In tempi non molto lontani, quando i compagni di giochi ci facevano uno sgarbo, si ricorreva prima ai dispetti, poi alle offese e in casi particolari si arrivava al ” faccio bisticcio ”. 
 
In politica, sembra che ancor oggi si usino gli stessi dispettucci, solo che i soggetti in questione, sono un po’ cresciuti e questi metodi puerili di ritorsioni sarebbero da evitare.
 
I Duellanti :

 
Fra il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta  e il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, pur appartenendo alla stessa fede, si stanno creando delle vere e proprie turbolenze politiche, il motivo di tale disputa sta nel fatto che :
 
Crocetta accusa Delrio di violare la Costituzione, in merito al conflitto di attribuzione dei poteri che dovrebbe coinvolgere le future strategie di autonomia del Porto di Messina e di Milazzo. 
 
Vengo e mi spiego : 
 
Crocetta, dopo quasi 4 anni di letargo politico, in vista delle prossime elezioni in cui ha deciso di ripresentarsi come candidato con una propria lista, vorrebbe dimostrare che la questione dell’autonomia economica amministrativa dei Porti di Messina e di Milazzo lo hanno sempre interessato. 
 
 
A riscontro di questa sua presa di posizione nei confronti del Ministro Delrio, mostra una lettera datata 16 Febbraio 2016, a cui ne seguirono delle altre in cui si chiedeva che il Porto di Messina e quello di Milazzo avessero i loro spazi di autonomia gestionale e che non fossero accorpati a quello di Gioia Tauro, che di fatto avrebbe tolto loro ogni potere decisionale.
 
In tempi non molto lontani, quando i compagni di giochi ci facevano uno sgarbo, si ricorreva prima ai dispetti, poi alle offese e in casi particolari si arrivava al ” faccio bisticcio”. 
 
In politica, sembra che ancor oggi si usino gli stessi dispettucci, solo che i soggetti in questione, sono un po’ cresciuti e questi metodi puerili di ritorsioni sarebbero da evitare.
 
I Duellanti :

 
Fra il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta  e il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, pur appartenendo alla stessa fede, si stanno creando delle vere e proprie turbolenze politiche, il motivo di tale disputa sta nel fatto che Crocetta accusa Delrio di violare la Costituzione, in merito al conflitto di attribuzione dei poteri che dovrebbe coinvolgere le future strategie di autonomia del Porto di Messina e di Milazzo. 
 
Vengo e mi spiego : 
 
Crocetta, dopo quasi 4 anni di letargo politico, in vista delle prossime elezioni in cui ha deciso di ripresentarsi come candidato con una propria lista, vorrebbe dimostrare che la questione dell’autonomia economica amministrativa dei Porti di Messina e di Milazzo lo hanno sempre interessato. 
 
A riscontro di questa sua presa di posizione nei confronti del Ministro Delrio, mostra una lettera datata 16 Febbraio 2016, a cui ne seguirono delle altre in cui si chiedeva che il Porto di Messina e quello di Milazzo avessero i loro spazi di autonomia gestionale e che non fossero accorpati a quello di Gioia Tauro, che di fatto avrebbe tolto loro ogni potere decisionale.
 
Staremo a vedere nei prossimi giorni cosa decidera’ il Ministro Graziano Delrio con i massimi dirigenti del suo staff, certamente Crocetta non e’ piu’ persona gradita al PD, di cavolate ne ha commesse tante, da non essere piu’ considerato il paladino dei Siciliani, forse per molti e’ retrocesso a livello di pupo.

Staremo a vedere nei prossimi giorni cosa decidera’ il Ministro Graziano Delrio con i massimi dirigenti del suo staff, certamente Crocetta non e’ piu’ persona gradita al PD, di cavolate ne ha commesse tante,  da non essere piu’ considerato il paladino dei Siciliani, forse per molti e’ retrocesso a livello di pupo.

Lo Piano Saintred

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Esclusiva – Manniello: “Ho scelto io gli acquisti in sintonia con Fontana. Ai critici vorrei dire…”

L’intervento di Franco Manniello in diretta e in esclusiva al Pungiglione Stabiese

Durante la puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma radiofonico a cura della nostra redazione, in onda ogni lunedì a partire dalle 19.30 su ViviRadioWeb, è intervenuto in esclusiva il patron della Juve Stabia Franco Manniello.

Presidente Manniello parliamo di questo momento particolare della sua squadra, non tutti ovviamente si aspettavano un momento così negativo e siamo sicuri che neanche lei che ha investito soldi a gennaio se lo sarebbe aspettato. Purtroppo questo inizio 2017 è davvero catastrofico:

Nell’arco di un campionato si può avere un periodo negativo e purtroppo a noi è avvenuto in questo mese di gennaio. Abbiamo comunque tutto il tempo per tentare di rifarci e certamente non può continuare questo momento nero.

Lei si è fatto un’idea di cosa sia successo in queste prime giornate:

No, diciamo che oggettivamente io ritengo che solo l’ultima partita sia stata sbagliata. Contro il Monopoli abbiamo attaccato per 85 minuti e non siamo riusciti a vincere, a Messina in quel “pantano” potevamo tranquillamente anche pareggiare perché abbiamo sbagliato parecchi gol. Incide invece molto la partita di sabato in quando vincevamo per 2-0 per cui il risultato finale in effetti lascia un pò l’amaro in bocca.

Presidente Manniello, possiamo dire che un sua caratteristica è di lasciare tanto, forse troppa, libertà di decisione ai suoi allenatori? L’ha fatto con Braglia e poi con Pancaro con alterne fortune. Lei in qualità di Presidente ci mette i soldi e la passione ma ha sempre voluto farsi da parte sotto l’aspetto tecnico, mettendo tutti a proprio agio, in alcuni casi questo però le ha creato problemi:

Credo che nella vita bisogna avere il proprio ruolo. È inutile non rispettare altri ruoli solo perché sono il Presidente, ovvero il finanziatore della squadra e quindi mi debba arrogare il diritto anche su questioni tecniche o altro. Va bene così, fino a 3 settimane fa eravamo i migliori, adesso però non siamo degli stupidi. Il calcio è questo, l’importante è non rilassarsi o abbattersi perché comunque sono convinto di avere un organico importante e quindi certamente ci riprenderemo.

Presidente Manniello le volevamo chiedere innanzitutto un parere su queste prime tre partite di Aniello Cutolo, sicuramente uno di quei calciatori su cui la società ha puntato di più per accrescere in maniera esponenziale la qualità tecnica di questa squadra in attacco, ma che in queste prima partite non è ancora riuscito a dare il contributo che ci si aspettava:

Aniello Cutolo per adesso non è riuscito ad esprimersi al massimo, ma sono sicuro che prima o poi questo avverrà. Noi avevamo tre esterni di piede destro e uno di piede sinistro, abbiamo riequilibrato con Cutolo che è un mancino. Ora abbiamo due esterni di piede sinistro e due esterni di piede destro che sono Kanoute e Lisi. Purtroppo la lista è di 16 elementi e qualcuno doveva pure uscire, è uscito Sandomenico che diciamo dal suo punto di vista reclamava più spazio, e siccome i calciatori della Juve Stabia sono 24 e non possiamo garantire il posto fisso a nessuno, lui ha preferito cercare spazio altrove.

Abbiamo appreso da diversi giornali che lei ha intrattenuto una chiacchierata con Gaetano Fontana. Cosa vi siete detti ?:

Abbiamo fatto il punto della situazione e sviscerato quelle che potevano e che non potevano essere le cause di questi due sconfitte consecutive. Oggi per me è stata una giornata particolare, perché ho parlato con Fontana con i tifosi e con i calciatori.

Presidente Manniello, dopo il suo colloquio con tutte le parti in gioco, possiamo affermare che ora bisognerà essere tutti uniti verso una meta?

Sì ovvio, su questo non si discute, perché figuriamoci se il sottoscritto si lasci influenzare dai siti o dai giornali. Ho appreso che qualcuno ha detto che la Juve Stabia abbia stravolto la rosa, vorrei dire a queste persone che stavano aspettando il primo passo falso per gufare e fare la parte degli avvoltoi. Da loro vorrei sapere quale dei titolari è andato via, visto che ci mancavano calciatori che numericamente non avevamo: Amenta è andato via, su Montalto mettiamoci un velo pietoso, Petricciuolo non ha giocato un minuto, Liviero è infortunato da 4 mesi, Liotti purtroppo con 2/ 3 errori che ha fatto doveva andare via, Zibert e Del Sante invece hanno giocato poche partite. Non voglio far polemiche, ma certamente se qualcuno vuole dire che è stata stravolta la rosa, io sono a disposizione per dare tutte le delucidazioni, però mi dicessero chi titolare è andato via. Abbiamo la convinzione di aver preso calciatori che saranno più utili al nostro progetto, poi purtroppo la sfortuna in questo periodo ci si è messa contro, abbiamo perso due partite, ma vedrete che poi il tempo sarà galantuomo.

Dopo la prima partita persa Catania, anche ad Agosto dopo la prima di campionato ci furono polemiche. Noi siamo convinti che la risalita ci sarà:

Domenica ho sentito un Presidente di Serie A dire che per fare investimenti c’è bisogno di 30.000 persone all’Arechi. Noi Juve Stabia stiamo combattendo contro Foggia e Lecce. Sono polemiche strumentali fatte ad arte, siamo del posto e figuriamoci se non si viene a sapere l’autore. Accetto la critica costruttiva, ma in questo caso è soltanto cattiveria, ignoranza, essere avvoltoi perché quando ci vengono a dire che abbiamo stravolto la rosa a me non risulta che la squadra titolare abbia subito qualche defezione. Se poi vogliamo paragonare i nuovi con le riserve che sono usciti parliamone pure. Adesso è semplice criticare l’allenatore su alcune scelte, ma il tecnico ha tutta la settimana davanti, non è possibile dire, fino a 3 settimane fa che era preparatissimo, e cambiare versione ora dicendo che ha perso il senso della misura. Ci sta che si può perdere o magari sbagliare una partita o l’approccio, ma qui vedo che si fa una tragedia su ogni cosa. Non abbiamo mai detto che dobbiamo stracciare il campionato, ce la giocheremo fino alla fine senza perdere la calma. Se poi vogliamo metterci a discutere Marotta e Cutolo allora possiamo dire tutto e il contrario di tutto, tenendo presente che Marotta l’abbiamo preso noi dall’Interregionale.

Presidente Manniello, tra le tante critiche abbiamo appreso la diatriba su chi abbia fatto mercato. Ci può dire chi l’ha fatto: il Direttore Logiudice o Polito?

No, il mercato l’ha fatto il sottoscritto con l’allenatore Fontana. Il direttore Logiudice ad inizio mercato litigando con altre persone si è tirato fuori e quindi di conseguenza abbiamo fatto di necessità virtù non essendoci più lui. Qui si critica su tutto, ma a Castellammare il mercato si è sempre fatto col collaborazione, abbiamo sempre parlato con tutti. Con molta sincerità potrei dire cose buone e cose meno buone, però lascia il tempo che trova. L’alterco di divergenze di vedute, probabilmente scaturito anche dal caso Montalto, non lo so, ha creato questa spaccatura e quindi ne ho dovuto prendere atto. Mi sarei aspettato un altro comportamento però lasciamo perdere.

Secondo lei, qual’ è il calciatore che più le è piaciuto in questo mercato di riparazione in entrata?

Abbiamo preso Paponi che era il centravanti che ci mancava, ha sempre giocato in serie A e in serie B ed è un calciatore adatto per il 4-3-3 che pratica il mister. Dovevamo prendere un mancino e sulla carta meglio di lui non ce n’erano. Non dimentichiamo che pure sabato ci mancavano Cancellotti, Atanasov, Liviero e Kanoutè, quattro titolari non facili da sostituire. Questa è la mia risposta ai critici che si lamentavano della loro assenza rispetto alla gara di Melfi. Erano tutti infortunati e certamente non potevamo giocare in sette.

Ad alcuni non è piaciuto l’atteggiamento della squadra sul 2-0. In tanti si aspettavano un atteggiamento più prudente volto a mantenere il risultato:

Sono d’accordo con voi. Poi comunque tenete presente che il mio ruolo di Presidente non significa fare l’ultras e avendo dato la guida tecnica a Fontana è ovvio che le decisioni spettano al mister che fino a questo momento ha dimostrato di andare oltre.

In chiusura Presidente, una sua considerazione riguardo il silenzio stampa:

Ho indetto il silenzio stampa per un periodo definito, si devono tutti amalgamare, e poi onestamente ci sta chi tende a fare una polemica sterile che potrebbe creare solo altri problemi alla squadra.

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EDO DJ TIRA LE SOMME DEL 2016. “SPAZIO AI PROGETTI DEL NUOVO ANNO “

Si è da poco concluso il 2016, con un’annata fantastica dopo tante serate tra discoteche, piazze e varie feste. Edo Dj, al secolo Edoardo Messina ,ormai diventato un indolo indiscusso per tutti i ragazzi,nonostante la giovane età. Quando sale su un palco o arriva in consolle, il divertimento è assicurato è l’adrenalina pure. Ripercorriamo insieme il 2016: grazie alla Ellegi Spettacoli con cui collabori, Ischia è stata protagonista con delle novità assolute per il divertimento dei ragazzi: la prima è stata l’Holy Color Party, la festa dei colori dello scorso 8 giugno, alla quale hanno partecipato oltre 3000 persone. Un successo bissato il 18 agosto sempre a Casamicciola con l’aggiunta di quasi 1000 tiket  staccati in prevendita, infine l’evento del 3 agosto sull’isola di Graziella a Procida firmato sempre dalla Ellegi Spettacoli in collaborazione con i ragazzi del “Butterfly Effect “ Tre appuntamenti accompagnati da numeri strepitosi. Cosa ricordi e cosa ti hanno lasciato dentro?  

Il primo Holy Color

<< Per il primo Holy Color Party è stata scelta una data strategica: l’8 giugno è l’ultimo giorno di scuola per cui tutti i ragazzi hanno potuto partecipare, abbiamo raggiunto quasi le 3000 persone grazie anche al patrocino del comune di Casamicciola Terme. Abbiamo superato tutte le aspettative di quelle che erano alla vigilia dell’evento. I video girati nell’occasione, tra i quali il mio, hanno raggiunto 10 mila visualizzazioni. Per le scelte musicali ringrazio il mio amico Vincenzo Calise in arte Vin_Twin, speaker  e voice delle notti isolane, in consolle è stata la mia spalla destra, proprio come il countdown riuscito alla perfezione con l’esplosione dei colori sulle note della canzone di Alan Walker- Faded. Anche il secondo Holy Color che abbiamo fatto a Procida, ha avuto un enorme quanto inatteso successo. All’evento hanno collaborato i ragazzi di Procida del “Butterfly Effect” con Giuseppe Tizzano e Antonio Persico insieme con i loro Pr e le ragazze immagine. E’ stato bello ricevere i complimenti per le scelte musicali durante e dopo l’evento. Nel terzo Holy Color che poi abbiamo replicato a Casamicciola il 18 agosto, abbiamo superato il record in prevendita dell’agenzia che raggiunto con il concerto di Gianluca Capozzi al Jane. Il 2016 è stato davvero un anno incredibile per me! >> 

Holy Color Agosto

<< E’ stato in primis una novità per me, mi chiedevo come si sarebbe svolta la serata perché avevo solo sentito parlare di un evento così organizzato a Riccione. Ero un po’ ansioso ed è stato strano anche per me suonare senza un impianto audio esterno, quella sera eravamo tre dj in consolle con tre generi di musica diversi. E’ stata un’emozione unica quando durante la serata, mentre suonavo, ho alzato la testa e ho visto quasi 1000 persone che avevano il colore della mia consolle. Per me è stato un grande onore riuscire a mantenerla per tutta la serata perché vuol dire che il mio dj set stava piacendo. A fine serata mi trasformai anche in vocalist, interagendo con le persone, creando più volte coreografie. E’ stato un Dj Set molto bello e completo sotto tutti gli aspetti >>.

Un’altra data importante da cerchiare in rosso è quella del 31 ottobre- la notte di Halloween al Jane Disco Club Ischia Porto- con Luchè il rap napoletano più amato in questo momento, così come in passato sei stato al fianco di gente del calibro di Clementino e Rocco Hunt. Cosa si prova a collaborare con questi nomi?

<< Per me e’ un onore collaborare con questi nomi. In fondo sin da piccolo per esempio ascoltavo le tracce di Co’Sang, un gruppo fondamentale per l’Hip Hop e il Rap Napoletano. Dopo la loro scissione, sia di Ntò che Luchè hanno proseguito la carriera da rapper conquistando le vette delle classifiche e noi, il 31 ottobre, con un’esclusiva siamo riusciti a portare Luchè ad Ischia per un Dj Set. Non ci aspettavamo quel boom di persone al Jane Disco Club con una serata in concorrenza per giunta! Sembrava un capodanno anticipato con circa 950 presenze.  Dopo l’esibizione dell’artista principale,  la discoteca spesso tende a svuotarsi, in quel caso non è stato così: ho iniziato a suonare intorno alle 03:30 ed è terminato alle prime luci dell’alba, nella splendida cornice del porto di Ischia. Voglio ringraziare Francesco Di Costanzo della discoteca Jane che ci ha offerto questa possibilità >>

Arriviamo al Capodanno in Piazza Antica Reggia ad Ischia. << Il Capodanno è una festa che parla da sola, non si può paragonare alle altre serate. Con un’altra piazza aperta che festeggiava il Capodanno pensavamo che i numeri si sarebbero dimezzati …..invece abbiamo raggiunto le 4000 persone. Avevo programmato soltanto alcune sorprese, tra cui la collaborazione con il fotografo Daniel Conte, e il giovane artista emergente  isolano,Ludovico Romano,in arte Sholuro che si è esibito dal vivo, con l’intro che abbiamo registrato e missato nello studio di Salvatore Arcamone aka Overskillz “.

Edo Dj -Capodanno

Nella notte di Capodanno hai sfoderato la chicca della serata: il Mannequin Challenge, in poche ore il video caricato sui social ha fatto il giro del mondo. << Appena uscì questa moda on-line del “Mannequin Challenge” pensai subito che avrei dovuto farla anche io durante una serata importante. Avevo già studiato che per il capodanno sarebbe stata perfetta. Ne parlai pochi giorni prima dell’evento con il Dott. Gianmarco Balestrieri della Ellegi Spettacoli, il quale curava la direzione artistica del Capodanno in piazza ad Ischia, e mi diede subito l’ok. Questa chicca l’avevo tenuta solo per me. Il 31 dicembre incontrai la vocalist della serata, “Hilary Voice” e anche lei fu subito d’accordo nella realizzazione della performance del“Mannequin Challenge”. Così, intorno alle 03:20 abbiamo realizzato quello che tutti poi hanno visto tramite i social >>

Tra tutti gli eventi del 2016 che hai siglato, qual è quello che ti porti nel cuore o che conservi nel cassetto dei ricordi ?  << Due date conserverò nel cuore, sono quella del 26 novembre al “Blanco Disco Club” di Peppe Borsò, il quale ci ha dato la possibilità di suonare nel privè insieme al mio migliore amico Mattia Borriello in arte M.I.T.A., una serata in cui abbiamo riscosso un successo molto forte e per niente scontato. La seconda data importante è quella del 31 dicembre, la chiusura all’Eyes Dinner Club del patron Peppe Trani che, insieme ai suoi collaboratori, mi ha dato la possibilità di suonare in chiusura, con il mio dj set partito intorno alle 6. Ad essere sincero non mi aspettavo che potesse durare così tanto, abbiamo ottenuto una risposta del pubblico molto positiva. Ho suonato quasi due ore, con l’ultima traccia passata alle 8 del mattino. E’ stata un’emozione unica, non mi aspettavo che la gente a quell’ora potesse ancora ballare e divertirsi >>

 Il 2017 è da poco iniziato, a quali progetti stai lavorando oggi e quali sono quelli per il futuro?

<< Diciamo che questo inizio del 2017 è stato grandioso. Il 1° gennaio ho saputo che un’etichetta discografica spagnola ha accettato le mie tracce e prossimamente, il 27 febbraio, uscirà un mio EP con tre tracce con questa etichetta che si chiama Sonika Records fondata da due ragazzi venezuelani. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, farò parte del Miami Music Week con una compilation composta da venti artisti tra i quali un altro artista ischitano, M.I.T.A., e ovviamente questo per me è motivo di orgoglio. Inoltre sto lavorando ad un altro EP dove ho concluso già le tracce e sono in attesa di una risposta da parte di un’etichetta discografica molto importante nella musica Techno mondiale. La mia è una pura passione per la musica, che ormai è diventato un vero e proprio lavoro, da poco ho infatti iniziato a frequentare un’accademia musicale a Napoli che mi darà l’opportunità di ampliare le mie conoscenze sulla produzione musicale >>.

  I nuovi propositi per questo nuovo anno? Avere la possibilità tramite qualche aggancio di qualche casa discografica di poter far ascoltare la mia musica non solo in Italia ma anche all’estero. Proprio su questo ci stiamo lavorando, e per l’estate che verrà ci saranno grandi novità >>.

Come in ogni congedo che si rispetti non credo possano mancare i ringraziamenti.  << Ringrazio tutte le persone che mi hanno scelto come loro Dj non solo per le loro feste. Ringrazio La Ellegi Spettacoli, l’agenzia del Dott. Gianmarco Balestrieri, il quale mi ha dato la grande opportunità di suonare a questi grandi eventi. Ringrazio tutte le persone che mi sono vicine per qualsiasi tipo di evenienza e tra queste ci sono i miei  migliori amici, sempre presenti, la mia ragazza e la mia famiglia che sono il primo supporto personale per qualsiasi cosa. Infine ringrazio i gestori dei locali che mi hanno dato la possibilità di collaborare con loro >>.

A cura di Simone Vicidomini