Home Blog Pagina 5935

Respinta la sfiducia a Lotti: ma il voto di Ala imbarazza il Pd

0

Il Senato boccia la mozione di sfiducia contro il ministro dello Sport Luca Lotti che parlando in aula contrattacca, dice di “non accettare lezioni di moralità” dai Cinque Stelle e accusa i suoi avversari di voler “colpire una stagione politica”. Tra i 161 voti a favore del ministro ci sono anche quelli dei parlamentari fuoriusciti da Forza Italia e vicini a Verdini. Per questo motivo secondo Marcello Sorgi si tratta di “un salvataggio che costa molto caro”.

Lotti si salva grazie anche a Verdini

Bocciata la mozione presentata dai Cinque Stelle. Ma il voto di Ala imbarazza il Pd. Il ministro interviene in aula e contrattacca: “Si vuole colpire una stagione politica”

ROMA – La mozione grillina contro Luca Lotti non ha travolto il ministro, come era facile scommettere. Il braccio destro di Renzi ha raccolto al Senato perfino più fiducia di quanta ne potesse desiderare: 161 voti, oltre la maggioranza assoluta, solo 52 sì. Se fossero stati 14 sostenitori in meno non gli sarebbe dispiaciuto. Il Pd infatti ha tentato di convincere i verdiniani che del loro apporto non ci sarebbe stato bisogno, dunque meglio avrebbero fatto a scomparire per ragioni estetiche (Verdini si è ritagliato un ruolo pure nella vicenda Consip). Ma è stato tutto inutile: invece di uscire dall’aula, come ha fatto Forza Italia nel nome del garantismo, il gruppo di Ala ha manifestato aperto sostegno al titolare dello Sport, che si è difeso nel suo discorso con passione, respingendo l’accusa di avere messo sul chi vive gli indagati. Porterà in Tribunale chi lo ha calunniato, promette. Proprio ieri suo figlio ha compiuto 4 anni, e difendersi in Senato (ha voluto far intendere) non è stato il modo migliore per festeggiare.
Lo scontro con Gotor

Chi s’immagina un duello vibrante, gonfio di pathos e dai toni elevati, sbaglia di grosso. Gentiloni non c’era perché impegnato a Pistoia «Capitale della cultura». Idem la Boschi. Padoan si è affacciato all’inizio ma poi, evidentemente, aveva altro da fare. Emiciclo pieno, molti sguardi per la ministra Lorenzin con spolverino giallo, per la Cirinnà tutta in rossa, per la Pelino borchiata d’oro. Proteste e ironie dai banchi Pd quando la grillina Taverna ha tirato in ballo le indennità che i senatori perderebbero se cadesse il governo. I Cinquestelle hanno messo a segno alcuni colpi facili, ma pure loro ne hanno incassati per via della Raggi, del loro codice etico e delle disgrazie penali di Grillo, che Lotti si è spinto a bollare come «un pregiudicato» (sui banchi M5S qualcuno faceva gestacci del tipo «dopo vengo e ti sistemo io»). Si è celebrato il trionfo dell’ipocrisia, Pd e M5S impegnati a rinfacciarsi la doppia morale del giustizialismo nei confronti degli avversari, e del garantismo peloso quando i pm indagano gli amici. Per cui a conti fatti non è semplice stabilire chi le abbia buscate di più. Idem per quanto riguarda l’altro duello pieno di rancore tra il Pd e quelli che se ne sono appena andati.

Tra Pacciani e Cutugno

Come se mai fossero stati insieme nello stesso partito, il bersaniano Gotor ha consigliato a Lotti di dimettersi, o perlomeno di restituire le deleghe in campo economico. L’attacco è stato condito con velenosi riferimenti al «familismo amorale» renziano, al «groviglio di potere» cresciuto a Rignano sull’Arno, al «giro tosco-fiorentino degli “amici miei” in salsa governativa» (i leghisti, meno raffinati, hanno evocato addirittura il Mostro di Firenze). Mentre Gotor parlava, dai banchi del governo partivano sguardi carichi di odio verso l’esponente di Mdp. Ha provveduto più tardi Marcucci a bastonarlo, denunciandone «lo spirito vendicativo, provocatorio, insoddisfatto e minaccioso». Ma tanto è bastato per scatenare l’ironia di Gasparri, berlusconiano. «Eravate venuti da Firenze a miracol mostrare», si è rivolto ai renziani, «ma non avete innovato un bel tubo. Bervenuti nell’Italia di Toto Cutugno».

vivicentro.it/politica
vivicentro/Respinta la sfiducia a Lotti: ma il voto di Ala imbarazza il Pd
lastampa/Lotti si salva grazie anche a Verdini UGO MAGRI

I Paesi Bassi mostrano di essere ”alti”: vince Rutte, sconfitto Wilders

0

Marco Zatterin commenta il risultato parlando di “assedio sventato” e sottolinea come gli olandesi siano rimasti “fedeli al loro pragmatico calvinismo, aperti agli altri e al commercio”.

L’Europa batte un colpo

Il voto Orange sventa l’assedio dell’antislamico Geert Wilders all’Europa e proietta l’Unione verso la difficile semifinale del campionato continentale contro populisti e scettici. «Noi siamo i quarti di finale», aveva annunciato alla vigilia delle elezioni il premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte. Era una metafora calcio-politica che immaginava un altro turno intenso alle presidenziali francesi e una finalissima autunnale in Germania. I primi risultati suggeriscono che gli olandesi hanno votato per restare olandesi e al contempo europei, fedeli al loro pragmatismo, aperti agli altri e ai commerci, perché questo è il Dna dell’ex Regno di Batavia.

LEGGI ANCHE: Rutte e la sua notte da salvatore dell’Europa

Una vittoria di Wilders, che comunque non sarebbe mai andato al governo, avrebbe segnalato il prevalere del desiderio di chiudersi in casa con le proprie incertezze e senza l’euro, magari favorendo un domino distruttivo per Bruxelles. L’affermazione dei partiti più tradizionali de L’Aja consente invece di non costruire muri, dunque di continuare a fare affari e prosperare come ai tempi della Compagnia delle Indie. La voglia di un benessere relativamente certo e di stabilità ha superato la paura dell’altro, e tanto basta per dare ossigeno all’Europa che sta per concedersi alla festa romana dei suoi sessant’anni di pace e benessere.

I Paesi Bassi sono una terra ricca, molto popolata, laboriosa e organizzata, che vive di export e di servizi, nonché della capacità di essere fiscalmente attraenti per le multinazionali. La campagna elettorale del 2012 si era combattuta sugli effetti della crisi, ora le cose sono cambiate: la disoccupazione è sotto il 6%, la crescita è oltre il 2%, il debito punta diritto al 60 per cento del pil. Lo choc seguito alla tempesta finanziaria del 2007 ha però aumentato le diseguaglianze fra ricchi e poveri, ed è qui che Geert Wilders e gli altri xenofobi hanno cercato di seminare la loro rivoluzione populista e antieuropea. E’ qui che hanno perso, perché gli elettori hanno preferito fidarsi di un establishment certo non travolgente invece che di politici dal linguaggio violento e dai programmi inattuabili di poche frasi.

Rutte e i suoi hanno rimesso in carreggiata l’economia e riaffermato i prodigi della diversità. Poi hanno tirato fuori gli attributi sfidando il turco Erdogan, evento cruciale a sentir tutti. Hanno ribadito e difeso l’identità nazionale. Si sono dimostrati olandesi sino in fondo per poter restare europei, prospettiva che ritengono offra loro la forza di essere piccoli e contare nel mondo globale. Tutto lascia pensare che ci vorranno settimane per formare il governo, tuttavia la strada è segnata. Il voto Orange dice che essere differenti non è necessariamente un problema, che la comunità fra le genti è una scelta che arricchisce, e che se si fanno le riforme giuste alla fine gli elettori lo capiscano e ti votano.

S’impone concretezza in questa stagione ancora gravida di insidie potenzialmente devastanti. Se c’è una lezione che arriva dalle urne olandesi è che i fatti hanno la straordinaria tendenza ad avere la meglio sulle parole. Non è una gran novità, però è stata lungamente trascurata dai governi nella gestione quotidiana della cosa europea. L’Ue che celebra i suoi Trattati il 25 marzo deve essere pratica e decisa. Rispondere alle paure dei cittadini, alla crisi sociale, alle minacce sul fronte economico e della sicurezza. Restare fedele a se stessa, agire con solidarietà e determinazione nel rispetto di tutti.

Così facendo, potrebbe andare bene anche in Francia, dove l’amore per La Patrie impone un collegamento col resto del mondo, se non altro per tentare di influenzarlo. Allo stesso modo potrebbe passare il turno la Germania di Merkel e/o Schulz, sempre forte quando il caso lo richiede. Il gioco è più difficile per l’Italia, che è uno Stato, ma non una nazione, diviso e ammaliato dagli uomini forti, anche se non hanno un vero programma o se non lo attuano. Per essere fino in fondo italiani può rivelarsi obbligatorio essere europei. Perché ognuno sia se stesso, l’Europa deve funzionare. E’ necessario perché, una volta che si saranno messi a lavorare insieme sul serio, gli europei possano affermare la loro identità e diventare qualcosa di più per affrontare le sfide globali e non essere travolti. Proprio come ci suggeriscono il voto olandese, la vittoria meritata di Rutte, la fresca volata dei verdi e la solita mezza affermazione di Geert Wilders.

vivicentro.it/opinione
vivicentro/I Paesi Bassi mostrano di essere ”alti”: vince Rutte, sconfitto Wilders
lastampa/L’Europa batte un colpo MARCO ZATTERIN

Rutte e la sua notte da salvatore dell’Europa

0

Marco Bresolin, inviato de La Stampa, racconta il personaggio Rutte e la sua notte da salvatore dell’Europa.

La notte da salvatore dell’Europa del premier che piace alla Merkel

Rutte ha sfidato il rivale anti immigrati sottraendogli voti proprio sul suo terreno

AMSTERDAM – «Dopo la Brexit e il voto americano, l’Olanda ha detto no al populismo. È una serata importante per tutta l’Europa». Da due ore gli exit poll mandano tutti lo stesso messaggio: l’anti-Wilders è Mark Rutte. Solo a quel punto, dopo tre rilevazioni e tanti messaggi di congratulazioni che arrivano dalle cancellerie europee, il premier salta sul palco davanti ai suoi sostenitori sulle note di «Uptown funk». Quella di Mark Rutte contro Geert Wilders era diventata una sfida sì personale, ma giocata su un terreno illuminato dai riflettori europei.

Una sfida al «cattivo populismo», per usare l’espressione del premier, da cui il Partito della Libertà esce sconfitto. Da domani Rutte potrà tornare in Europa e vantarsi di aver frenato l’ondata populista che minaccia di disintegrare l’Ue. E di aver riportato tanta gente alle urne in un’epoca di disaffezione verso la politica: ha votato l’82% degli aventi diritto, cinque anni fa solo il 74,6%. «Una festa per la democrazia – ha alzato le braccia al cielo il capo del governo – non accadeva da anni».

Esulta Berlino, esulta Bruxelles con Jean-Claude Juncker: «Un voto per l’Europa contro gli estremismi». Un ruolo determinante nell’arrestare Wilders lo hanno giocato anche i cristiano-democratici, ma soprattutto i liberali di sinistra (D66) e i Verdi. Tutte forze marcatamente pro-europeiste. «È vero, gli altri partiti hanno guadagnato seggi rispetto a cinque anni fa – ammette Klaas Dijkhoff, segretario di Stato per l’immigrazione -, ma siamo felici di essere ancora il primo partito».

La mossa contro Ankara  

Il colpo di reni di Rutte è arrivato negli ultimi giorni. La sfida alla Turchia ha permesso al leader dei liberal-conservatori di scavare il terreno sotto i piedi dell’estrema destra. Wilders ci aveva provato a dire che l’idea di fermare i comizi dei ministri di Ankara era stata sua, ma il volto di questa battaglia non ha la chioma bionda bensì gli occhialini da Herry Potter di Rutte. Pur senza mostrare pubblicamente entusiasmo, nessun altro partito si è azzardato a criticare la mossa del premier. Nemmeno da sinistra. Con un elettorato così sensibile al tema, sarebbe stato troppo rischioso. Rutte l’ha capito e così ha guadagnato credibilità, mostrandosi un capo di governo sicuro di sé e protettivo nei confronti del Paese.

Il tentativo di sedurre gli elettori con le stesse armi di Wilders, però, era iniziato da tempo. L’immagine-simbolo è quella lettera inviata ai giornali a gennaio, in cui invitava «chi non rispetta le regole ad andarsene». Un cambio di atteggiamento totale rispetto al passato, ma dal suo punto di vista necessario per dare tranquillità ai cittadini e frenare la valanga del Pvv. Giocando sullo stesso terreno. I risultati dicono che c’è riuscito, nonostante i cinque anni di governo abbiano lasciato parecchie cicatrici. I numeri dicono che i deputati persi sono almeno dieci. Ma poteva andare molto peggio.

L’uomo di Stato  

Cinquant’anni, single, il premier Rutte è riuscito a presentarsi come un uomo di Stato. Estimatore di Reagan e della Thatcher, ha proposto rigide misure economiche per uscire dalla crisi. Il suo governo ha saputo trovare la ricetta per la ripresa, che ha portato la disoccupazione ai minimi (meno del 6%) e il tasso di crescita attorno al 2%. Certo le misure di austerità hanno lasciato sul campo parecchi feriti, soprattutto nelle classi più povere. Ma Rutte è stato molto abile nel far pagare il conto politico agli alleati laburisti. Il partito del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e del vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans è crollato al 6% e gli exit poll dicono che non dovrebbe portare in Parlamento più di 9 deputati (erano 38 nella scorsa legislatura). «Un colpo durissimo, un graffio sulla nostra anima» ha detto un Dijsselbloem affranto ieri sera dal quartier generale del Pvda. «Ci dispiace molto che l’elettorato vi abbia puniti per il lavoro fatto insieme» ha provato a consolarlo Halbe Zijlstra, leader dei liberal-conservatori in Parlamento.

La terza volta  

Ora Rutte proverà a formare il suo terzo governo. Sette anni fa, appena nominato primo ministro, aveva cercato il patto con il diavolo. L’alleanza con i cristiano-democratici non poteva garantirgli la maggioranza, per questo era riuscito a ottenere un appoggio esterno da parte di Wilders. Il patto è durato due anni, dopodiché il Paese è tornato alle elezioni. Nel 2012 la maggioranza si è allargata e Wilders è stato messo nell’angolino. Rutte gli ha promesso di non volere più i suoi voti. Solo i suoi slogan.

vivicentro.it/attualità
vivicentro/Rutte e la sua notte da salvatore dell’Europa
lastampa/La notte da salvatore dell’Europa del premier che piace alla Merkel MARCO BRESOLIN – INVIATO AD AMSTERDAM

L’Olanda frena i populisti, vincono i liberali. Mark Rutte esulta

0

I liberali vincono le elezioni in Olanda e il premier Mark Rutte esulta: “La gente ci ha dato fiducia”. Il partito xenofobo, populista e anti-europeista di Geert Wilders avanza nei seggi ma non sfonda. Decisivo il successo dei Verdi che hanno intercettato la protesta, togliendo voti ai populisti.

Olanda, i populisti non sfondano. Rutte sbarra la strada a Wilders

Vittoria dei liberali, delusione per gli xenofobi . Bene i Verdi, intercettano la protesta. Il leader: “La gente ci ha dato fiducia”. Il rivale: “Non ti sei ancora liberato di me”

Il temuto tsunami populista non c’è stato e l’Europa può tirare un sospiro di sollievo. I liberali di Rutte (Vvd) si avviano a vincere le elezioni olandesi con un largo vantaggio e allontanano l’incubo Wilders. «Gli elettori ci hanno dato ancora fiducia», hanno esultato dallo staff del premier che cercava il terzo mandato di fila.

LEGGI ANCHE: Rutte e la sua notte da salvatore dell’Europa

Gli ultimi exit poll di ieri sera davano il Vvd in testa con un largo margine (31 seggi). Il Partito della Libertà (Pvv) del leader xenofobo e anti Ue si è invece fermato al secondo posto insieme ai cristiano democratici (Cda) e ai progressisti di Democraten 66, tutti e tre a 19 seggi. Wilders ha comunque provato a mostrare il bicchiere mezzo pieno: «Abbiamo guadagnato quattro seggi, il primo obiettivo è raggiunto. E Rutte non mi ha fatto fuori».

Boom dei verdi di GroenLinks, che ottengono 16 seggi (12 in più rispetto a cinque anni fa) mentre il vero sconfitto è il Labour (PvdA), che governava in coalizione con Rutte forte di 38 seggi: il partito del presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem è crollato a 9. In tutto la compagine di governo ha lasciato sul terreno 38 deputati, la stragrande maggioranza proprio laburisti. Il sistema proporzionale puro olandese senza sbarramento – basta lo 0,67% per ottenere un seggio – impone ora un governo di coalizione di quattro o cinque partiti. Ma tutti, alla vigilia, avevano già escluso alleanze con Wilders.

Altissima l’affluenza (82%), di sette punti più alta del 2012 e vicina al record assoluto del 1977 (88%). In tutto il Paese c’erano novemila seggi, alcuni ospitati in location singolari: come il drive-in di Zuidplas (nord di Rotterdam) o l’isola disabitata sul lago Markermeer. Fin dalla mattinata di ieri i seggi sono stati presi d’assalto, con centinaia di persone in coda nelle principali città: donne con il velo, giovani studenti e sostenitori di Wilders con la scritta «Nexit» sulla maglietta arancione, a evocare il divorzio dall’Ue, che ora è scongiurato. Ma ieri il leader anti Islam aveva comunque avvisato Olanda ed Europa davanti a taccuini e cameramen di mezzo mondo: «Qualunque sarà il risultato, il genio non tornerà nella lampada. Questa rivoluzione patriottica non si fermerà».

Per esprimere il voto sulla «scheda-lenzuolo» – 28 partiti in corsa per un totale di 1116 candidati – è stata usata una matita rossa. Le schede elettroniche e il conteggio digitale sono state accantonate per dribblare il rischio hacker. Si è andati avanti con la conta manuale fino a tarda serata, ma già il primo exit poll aveva indicato una tendenza netta ribadita poi dalla rilevazioni delle 22.

Il primo round sulla tenuta dell’Europa mette insomma un argine ai populisti che puntano a picconare l’Ue. Il premier Rutte aveva paragonato il voto olandese a un quarto di finale degli Europei, un mese prima delle semifinali in Francia (si vota il 23 aprile) e della finale in Germania (elezioni il 24 settembre). Ora bisogna attendere le altre «partite».

vivicentro.it/politica
vivicentro/L’Olanda frena i populisti, vincono i liberali. Mark Rutte esulta
lastampa/Olanda, i populisti non sfondano. Rutte sbarra la strada a Wilders FILIPPO FEMIA

Zapata: “Sto trovando continuità, cerco di sfruttare tutte le occasioni”

Zapata: “Sto trovando continuità, cerco di sfruttare tutte le occasioni”

Ai microfoni di una emittente colombiana, Zapata, attaccante del Napoli in prestito all’Udinese, ha dichiarato: “All’interno del nostro stile di gioco, cerco di sfruttare tutte le condizioni che il campo mi offre, cerco solo di fare buone presentazioni. Ho avuto continuità ultimamente ed è stato fondamentale per la mia crescita sportivo. Colombiani in Italia? Cuadrado lo vedo molto bene, sta facendo una grande stagione con la Juventus. Muriel? E’ inarrestabile, è sempre stato un giocatore decisivo con grande tecnica e grande forza”.

Dal Portogallo- Il Napoli interessato a Grimaldo: le ultime

Dal Portogallo- Il Napoli interessato a Grimanldo: le ultime

Il Napoli guarda in Portogallo per migliorare la rosa: secondo quanto riporta il quotidiano portoghese A Bola, Giuntoli avrebbe messo gli occhi sul giovane terzino classe 93  Alejandro Grimaldo del Benfica. Sul ragazzo ci sarebbe forte anche la Juventus.

Gabbiadini: “Il Napoli ha dimostrato di potersela giocare con tutti, Sarri grande allenatore”

Gabbiadini: “Il Napoli ha dimostrato di potersela giocare con tutti, Sarri grande allenatore”

Ai microfoni di Premium Sport, è intervenuto l’ex attaccante del Napoli Manolo Gabbiadini, il quale ha dichiarato: “Mi piace vedere le partite di Champions League, competizione in cui farò il tifo per la Juventus perché sono italiano e voglio che il calcio italiano abbia un posto di rilievo. In generale tifo Napoli e non Juve perché ho giocato lì, ma spero che i bianconeri vadano avanti e possano far bene. Real Madrid? E’ un peccato, perché hanno giocato come sanno e hanno messo in difficoltà dei campioni incredibili. Non meritavano di uscire, sono stati subiti gol per sfortuna e da calci d’angolo. Potevano fare qualcosa di davvero importante, ma hanno dimostrato che ci sono. Per gli anni che verranno se ne vedranno delle belle. Sarri? Non è successo nulla, è un grandissimo allenatore. L’ho sempre detto: se il Napoli gioca così bene il merito è suo”.

Saurini: “Viareggio? E’ bello fare questo torneo. Leandrinho? Fermo ai box”

Saurini: “Viareggio? E’ bello fare questo torneo. Leandrinho? Fermo ai box”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, è intervenuto il tecnico della primavera azzurra Giampaolo Saurini, che ha commentato così l’esperienza degli azzurrini a Viareggio: “E’ molto bello fare questo torneo, perché ti lascia sempre grande esperienza. Quella di ieri è stata una bella partita maschia, tosta, su un terreno di gioco che secondo me non era adeguato alla cornice e che ha favorito la loro aggressività rispetto alle nostre caratteristiche. Sono stati due innesti importanti. Noi seguiamo quasi alla lettera i dettami della prima squadra, e inserire i giocatori non è molto semplice. Qualitativamente, però, sono giocatori importanti. Peccato per Leandrinho che ora è fermo ai box. Non rischiamo un giocatore così importante, in un torneo che serve comunque per farci crescere. Marie-Sainte? Inserirsi nella nostra linea difensiva non è facile, ma è un giocatore di grande prospettiva e fisicità. Il nostro compito è far crescere tanti giocatori e farli arrivare tra i professionisti. La nostra vittoria è far arrivare giocatori in prima squadra”.

Cannella: “Mertens deve ringraziare Sarri, ma è normale che si guardi intorno”

Cannella: “Mertens deve ringraziare Sarri, ma è normale che si guardi intorno

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto l’operatore di mercato Giuseppe Cannella, il quale ha dichiarato: “Mertens sta facendo benissimo e deve ringraziare Sarri, è ovvio che sia all’ultimo anno importante della sua carriera e che cerchi un quadriennale importante. Le offerte per lui possono arrivare, importanti, dall’Oriente, e il Napoli se vuole restare con lui deve blindarlo con un grande contratto”.

Radio Marte- Mertens piace in Cina, ma il Napoli non può prescindere dal Belga

Radio Marte- Mertens piace in Cina, ma il Napoli non può prescindere dal Belga

I dolori del giovane Mertens non si placano: il futuro del ragazzo in maglia azzurra è in bilico. Pasquale Tina, giornalista della Repubblica, ai microfoni di Marte Sport Live mette chiarezza in merito alla situazione del belga: “Il Napoli non può fare a meno di campioni come Mertens. Nonostante Milik e Pavoletti, lo terrei sempre anche perché permette al Napoli di giocare in modo diverso in attacco. La sua volontà farà la differenza e spero che possa risolvere anche i suoi problemi personali. Fino all’anno scorso veniva etichettato come un giocatore discontinuo, mentre quest’anno ha conquistato la ribalta a suon di numeri. Ha grande appeal ed è normale che sia così anche alla luce del cambio di procuratore. Piace in Cina, ma anche in altri campionati. C’è l’Inter, ma non penso che il Napoli andrebbe a rinforzare una diretta concorrente. Certo, la situazione rinnovo si è complicata rispetto a tre mesi fa”.

I dolori del giovane Mertens

Zazzaroni: “La gara con l’Empoli non sarà semplice, vietato perdere punti”

Zazzaroni: “La gara con l’Empoli non sarà semplice, vietato perdere punti”

Ai microfoni di Marte Sport Live, il giornalista Ivan Zazzaroni ha dichiarato: “La gara di Empoli non sarà assolutamente facile, va affrontata con grande serietà. Non si potrà pareggiare, la Roma ha un calendario troppo semplice e non si può perdere altro terreno, la difficoltà è quella. Crotone? Non c’è stata partita, i crotonesi non hanno digerito le decisioni arbitrali, ma ci può stare”. 

Carlo Ametrano: Buon 57 compleanno Senna (VIDEO)

Oggi abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare Carlo Ametrano autore del libro Ayrton Senna per sempre nel cuore.

Carlo da sempre è un fan del pilota brasiliano di Formula Uno deceduto oltre 20 anni fa ad Imola durante il Gran Premio di San Marino.

Oggi lo scrittore stabiese ci vuole ricordare che il prossimo 21 marzo se fosse stato ancora vivo l’asso brasiliano avrebbe compiuto 57 anni, per celebrare questa data ci sarà una festa a Sorrento organizzata presso la gelateria di Sorrento al Corso Italia. Carlo poi ci illustra i suoi prossimi appuntamenti per continuare ad onorare la memoria di Senna.

ARCHIVIO: 

Carlo Ametrano Premio Bruno Grotti

MOTORI

Carlo Ametrano premiato da Bruno Grotti per il suo libro

Castellammare di Stabia – Alcuni giorni fa vi avevamo già parlato del premio (clicca qui) che Carlo Ametrano avrebbe ricevuto ad Imola durante il suo annuale…

Lasagna, l’agente: “Non c’è nessuna trattativa con il Napoli, ne sarei a conoscenza”

Massimo Briaschi, agente di Kevin Lasagna e Christian Maggio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Il Napoli ha dimostrato d’esser una grande squadra e di avere una grande rosa. Chiunque viene chiamato in causa dà sempre il massimo. Il Napoli deve saper sfruttare i possibili passi falsi della Roma. Entrambe le squadre però devono anche guardarsi le spalle, Lazio e Inter possono insidiarle fino all’ ultimo.

Lasagna? Ho un ottimo rapporto con il direttore Giuntoli, ma non c’è nessuna trattativa con il Napoli. Se ci fosse qualcosa ne sarei a conoscenza. Per quanto riguarda Maggio è ancora troppo presto per capire cosa farà la prossima stagione”.

Kiss Kiss – Napoli già proiettato sul mercato estivo: occhi puntati su Klaassen e Keita

Stagione non ancora terminata ma il Napoli ha già gli occhi puntati sulla prossima sessione di calciomercato. Stando a quanto riferito dal direttore Valter De Maggio ai microfoni di Radio Kiss Kiss, sarebbero già due gli obbiettivi per la prossima stagione finiti nel mirino di Giuntoli. La società sta infatti valutando i profili di Klaassen e Keita per rinforzare ulteriormente l’ organico.

Venerato: “Rinnovo Mertens? La situazione è complicata ma il Napoli non vuole perderlo”

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 

“Per quanto riguarda il rinnovo di Mertens la situazione è davvero complicata. A fine dicembre la trattativa sembrava cosa fatta. Il Napoli non vuole perderlo ed è disposto ad arrivare a 3 milioni netti a stagione. Circolano diverse voci riguardo un interessamento del Manchester United mentre la società partenopea non lo darebbe mai all’Inter. Magari con l’ aggiunta di vari bonus e in un momento più sereno dal punto di vista familiare, l’ accordo può arrivare. De Laurentiis ha garantito a Sarri la permanenza dell’ attaccante”.

Rai – Rinnovo Insigne, la trattativa prosegue: possibile accordo entro un mese

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc in merito al rinnovo di Lorenzo Insigne. Ecco quanto evidenziato:

 

La trattativa per il rinnovo procede bene nonostante le smentite che arrivano dalla società e dall’ entourage del calciatore. Alla fine l’ accordo verrà raggiunto. Il Napoli spera di concludere il tutto entro un mese, sul piatto un prolungamento di altri cinque anni. Insigne potrebbe rinunciare totalmente ai diritti di immagine andando a guadagnare 3,5 milioni a stagione, più il 5% che spetterebbe ai procuratori. Le parti sono in continuo contatto, potrebbe essere inserita anche una clausola. La cifra proposta dal Napoli era stata valutata troppo alta dai procuratori del ragazzo”.

Guido Carboni: Juve Stabia squadra che mi è sempre piaciuta. Dobbiamo ritrovare coraggio! (VIDEO)

È andata in scena oggi al Romeo Menti la presentazione del nuovo tecnico della Juve Stabia, Guido Carboni. Di seguito riportiamo i tratti salienti delle dichiarazioni del neo allenatore gialloblù:
Sono contento di essere arrivato in una piazza ambiziosa come Castellammare. Già in passato sono stato vicino alla Juve Stabia, quindi mi fa piacere essere finalmente qui. La chiamata delle Vespe è arrivata lunedì, ho dato immediatamente la mia disponibilità e si è concretizzato tutto. Nonostante vivessi in Toscana, ho sempre seguito il Girone C di Lega Pro, quindi ho subito accettato la proposta. Ho avuto modo di vedere dal vivo la gara d’andata contro il Foggia e la Juve Stabia mi ha fatto una grandissima impressione. È un peccato che la situazione sia un po’ cambiata, ma puntiamo a rimetterci in carreggiata senza piangerci addosso. È imprescindibile ora remare tutti dalla stessa parte; è impensabile fare bene senza il supporto della piazza e dei nostri tifosi. Ho accettato la chiamata perché questa squadra mi è sempre piaciuta e ho difficoltà a credere che si sia perso tutto quanto di buono fatto. Non stravolgeró, almeno nei primi tempi, le dinamiche tattiche; conterà prima di tutto ritrovare grinta e determinazione. Sarà importante ritrovare equilibrio e certezze a prescindere dagli assetti tattici. Voglio vedere in primo luogo orgoglio così da tornare ad essere una squadra vera. Nei mesi scorsi sono stato contattato da due società di Lega Pro ed una di Serie B ma le situazioni non mi convincevano; a Castellammare invece vedo un progetto ambizioso nonostante il momento difficile e questo è stato un fattore importante per la mia scelta. Ora ci danno tutti per morti, cercheremo di far ricredere quante più persone possibili. Puntiamo ad azzerare tutto quanto detto e fatto fino ad ora, si dobbiamo solo a lavorare in silenzio. Non posso ancora soffermarmi sul modulo che useremo, devo prima valutare bene la rosa a disposizione; sarà importante l’atteggiamento con cui si scende in campo. Il problema principale ora sono gli infortuni; a Cosenza infatti, salvo miracoli, andremo senza Paponi, Ripa e Kanoute. Da valutare sono anche le condizioni di Atanasov. Sono qui per aiutare la squadra a uscire da questa situazione, e darò il massimo per riuscirci. Ciò che conta non sono io ma solo ed esclusivamente la Juve Stabia.
 
copyright-vivicentro

ESCLUSIVA – Paolo Specchia: ”Fontana ha sbagliato, mai parlare a caldo!”

L’intervento dell’ex allenatore della Juve Stabia Paolo Specchia al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex mister della Juve Stabia Paolo Specchia. Con lui abbiamo discusso di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale. Queste sono state le sue dichiarazioni

Buonasera mister, parliamo un po’ della Juve Stabia che stava facendo davvero un campionato importante fino alla sosta, ovvero fino all’apertura del mercato di gennaio. Poi un 2017 orrendo con 6 punti in 8 partite! In questi casi purtroppo una legge del calcio non scritta recita che se risultati non arrivano, per dare uno scossone all’ambiente, si manda via sempre l’allenatore. Lei cosa ha da dirci su questa “legge”?

Guardi, non posso dire che la soluzione si trova con l’esonero. Secondo me il lavoro di un allenatore va guardato al di là dei risultati, mi rendo conto che però se una squadra cade in una serie negativa di risultati, il proprio operato viene sempre discusso. Chiaramente è difficile essere apprezzati oggi e chi presidia l’area tecnica dovrebbe capire che al di là dei risultati c’è un buon lavoro, per cui mandare via un tecnico che ha fatto così bene all’inizio potrebbe essere un rischio e una conseguenza non giusta anche sul piano personale dello stesso allenatore, tant’è che risulta difficile trasmetterlo all’ambiente.

Capisco che soprattutto da noi in Campania e in Lega Pro contano le grandi ambizioni, quando i risultati non arrivano il primo pensiero e di cambiare la guida tecnica. Non sempre si tratta di una decisione giusta, bisognerebbe guardare un po’ oltre, per decidere se sia necessario farlo. Non conoscendo le vicissitudini di casa vostra e facendo un’analisi a largo spettro, ci sono anche dei casi in cui ci sono situazioni contingenti che ti portano a cambiare allenatore, a prescindere dal suo valore. L’avvicendamento non sempre risolve la questione, magari vieni un tecnico che va a peggiorare le sorti di una squadra, come spesso è capitato.  Non sempre si va a cambiare in meglio, molte volte si cambia perché sull’onda emotiva di volerlo fare. In alcuni casi però si butta a “mare” magari quanto di buono è stato fatto in quel momento. Spesso ho visto situazioni che sono peggiorate anche con il cambio dell’allenatore, però tante volte diventa quasi una “legge non scritta”, dettata da tutti e quindi diventa una legge.

Da pochi giorni è venuto a mancare il grande Presidente Roberto Fiore. Lei è stato un suo uomo, ci può dire qualcosa in merito ai ricordi del presidentissimo?

Il Presidente Fiore è stato un uomo molto in gamba, per quello che ha fatto soprattutto con il Napoli, si è saputo ritagliare uno spazio importante nel calcio che conta, cioè ha fatto il presidente in serie A e quindi nessuno può parlare male. Nella mia valutazione della persona Fiore gli dò un voto altissimo, come Presidente della Juve Stabia nei miei confronti invece gli dò un voto meno alto, perché prima mi osannò come l’uomo della provvidenza, e poi in seguito cominciò a pensare che io giocassi a zona non accettando determinate scelte mie. Anche lui mostrò dei limiti presenti in tanti Presidenti. Quando i risultati non arrivano, mettono in discussione l’operato del tecnico e dei calciatori. Anche Roberto Fiore mi allontanò dalla guida tecnica della Juve Stabia.  Vi voglio però ricordare che ho portato a Castellammare calciatori importanti come Bachini che è stato un grande calciatore e sappiamo tutto il valore che aveva anche se poi ha chiuso la carriera in malo modo. La divergenza tra me e Fiore, che scatenò il mio allontanamento, si ebbe quando, per la partita con il Siena, mi disse che io senza conoscere bene Bachini lo avevo portato con me in panchina mandando Dell’Aquila in tribuna. Al di là di tutto io sono una persona che comunque non porta rancore contro nessuno e ho sempre apprezzato le qualità di Fiore a prescindere. Ci siamo incontrati successivamente, diciamo che l’ho perdonato, nel senso ritenevo mi avesse fatto un torto, e nella vita si riesce sempre a perdonare e quindi l’ho riscoperto anche dopo. È stato gentilissimo con me e io con lui, in sintesi è stato un grande Presidente, però come spesso capita “scivolava” un po’ in qualche piccola debolezza. Non ricordo poi dopo di me i cambiamenti che ci furono, però non è che ci fu un cambio in positivo, quindi in sostanza non è che i successori abbiano fatto parlare di sé nell’ambito della propria carriera futura. Quindi sono scelte che in quel momento sono fatte “di pancia e di petto” e non vengono mai approfondite con cura. Eppure Fiore, è stata una persona intelligente, molto competente di calcio, e ripeto il concetto che anche lui da presidente qualche volta non è che sia stato sempre esemplare non solo nel mio caso. Ricordo che pagava tantissimo Romei e quando io portai Nicodemo, che prima di Castellammare avevo già fatto benissimo, senza se e senza ma iniziò a mettere in dubbio le qualità di questa mia scelta, salvo poi rendersi conto che Attilio poi era davvero un ottimo calciatore. Tante volte diciamo che l’uomo prevale sulla competenza. Aldilà di tutto per me Fiore è stato un grande Presidente a prescindere di come mi ha trattato, perché l’ho conosciuto come un uomo di altissimo profilo sul piano generale, intelligente e pieno di generosità. Posso solo parlarne bene ma la perfezione è di Dio e non di questa terra, anche lui qualche volta ha avuto modo di sbagliare su determinate cose.

Della sua gestione ci ricordiamo la partita vinta contro il Lecce, e in particolare il titolo del Corriere dello Sport “Il Lecce scivola su Dell’Oglio”, tant’è che poi è stata l’ultima volta che la Juve Stabia ha vinto contro il Lecce:

Bisogna tener presente un fattore importante, sono ritornato spesso a Castellammare. Ho visto il campo sintetico che in questi ultimi anni ha permesso di fare risultati importanti a tanti colleghi che sono venuti dopo di me. Noi invece giocavamo su un campo pessimo che doveva essere rizzollato tante volte, e nonostante ciò, ho provato a far giocare la squadra con palla a terra. Ricordo però di non aver vinto solo contro il Lecce, in quell’occasione ci fu l’apoteosi, che in quell’annata perse solo contro di noi in trasferta. I salentini erano una squadra che fece un filotto di vittorie, eppure noi giocammo alla pari mostrando un calcio importante su un campo improponibile, mentre invece oggi il sintetico che c’è a Castellammare aiuta sul piano del gioco. Quest’anno ho visto la Juve Stabia giocare bene molte volte, avevo avuto un’ottima impressione di mister Fontana, poi non so come sono precipitati i rapporti, tant’è che ho visto la squadra giocare diverse volte nelle prime dieci domeniche, e mi è piaciuto molto il modo da parte del tecnico di saper gestire dalla panchina la sua squadra.

Dopo poche ore dall’esonero, Mister Fontana ha rilasciato un’intervista presso un giornale on-line. L’ex tecnico ha affermato che non è stato mandato via per una decisione della società, ma che in modo indiretto è stato esonerato dalle pressioni che ha esercitato la tifoseria. Dall’alto della sua esperienza lei avrebbe rilasciato una dichiarazione del genere dopo poche ore dall’esonero?

Assolutamente no. Queste sono cose  che non bisogna mai fare, non si deve mai parlare quando si va via, perché qualsiasi parola o dichiarazione fa sempre male, e può scatenare polemiche. Non so dirvi cosa abbia detto nello specifico Fontana e per questo non posso commentare nello specifico. Posso solo dire che in queste situazioni sicuramente si è distrutti dal dolore ma comunque in questi casi è bene trincerarsi nel silenzio. Il tempo, il futuro, sono galantuomini, e se un tecnico è capace sicuramente arriverà in alto, magari proprio Fontana prossimamente allenerà in serie B avendo modo di poter dimostrare di essere un grande tecnico e che è stato esonerato ingiustamente. A caldo è bene non parlare mai.

Lei ha avuto tante esperienze da allenatore, più di 40 anni su svariate panchine in Lega Pro, cosa pensa possa essere successo nell’ambiente e nello spogliatoio qui a Castellammare? Ci può essere qualche via d’uscita da questa situazione?

Non ho proprio idea e nè la possibilità di dire cosa sia successo, perché non vivo la realtà di Castellammare, e non avendo sempre la possibilità di vedere le partite, non posso assolutamente permettermi di giudicare e di fare ipotesi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si diffida dall’utilizzo e/o dalla riproduzione anche parziale del presente articolo senza citazione della fonte

METEO dal 15 al 21 marzo: alta pressione, ma con veloci temporali al Sud

0

Vediamo il tempo che fara per i Prossimi tre giorni, Una Previsione semplice date Che L’Alta Pressione di Primavera ha conquistato Ormai Tutta l’Italia.

SITUAZIONE – Un campo di Alta Pressione domina l’Italia, Oggi (mercoledì 15) un passaggio Veloce temporalesco interesserà parte del Sud. Un veloce impulso fresco interesserà quest’oggi il Sud portando qualche temporale

MERCOLEDI 15 – Bel tempo prevalente. Una nuvolosità maggiore interesserà Abruzzo, Molise, poi Calabria e Sicilia. Qualche pioggia mattutina tra Abruzzo e Molise, e veloci piogge o brevi temporali pomeridiani su Basilicata meridionale, Calabria e Sicilia orientale.

GIOVEDI 16 – Bel tempo su tutte le regioni.

VENERDI 17 – Sole su tutte le regioni.

TEMPERATURE – I valori termici resteranno sopra la media del periodo di qualche grado. I valori massimi potrebbero superare di ben oltre i 20° soprattutto al Nord, e a partire da metà settimana e soprattutto nel weekend 18/19 marzo..

Evoluzione generale

18-21 marzo:  è sempre l’alta pressione di Primavera che domina il Paese, portando tempo asciutto, prevalentemente soleggiato e clima mite su tutte le regioni.

Nel corso del weekend la nuvolosità tenderà ad aumentare un po’ su tutte le regioni, ma senza precipitazioni.

Un peggioramento più esteso è atteso per martedì 21 marzo, quando le piogge raggiungeranno il Nord e le regioni adriatiche.

Temperature in ulteriore leggero aumento.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

Nord
Valle d’Aosta
Piemonte
Liguria
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Centro
Toscana
Marche
Umbria
Abruzzo
Lazio
Molise
Sud e isole
Puglia
Campania
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna

ilmeteo.it

Torino, sedute spiritiche con stupri di gruppo

Curava il malocchio con pratiche sessuali in una mansarda di Torino. Paolo Meraglia, 69 anni, si spacciava per un maestro dell’occulto. Tanto bastava per convincere le donne a sottoporsi ai riti, che finivano in stupri di gruppo. Prima di essere arrestato, insieme a due complici, ha abusato per mesi di una ragazza di 17 anni.

Sedute spiritiche con stupri di gruppo. Abusi su una 17enne

Torino, arrestati il santone e due complici. Almeno 20 vittime

TORINO – «Sei vittima di forti negatività. Sei in pericolo di vita, per colpa dell’ostilità dei tuoi familiari. Dentro di te c’è il demonio. Così dicono le carte. Esse non mentono». Angela di quelle persone si fidava. Le dicevano che doveva farsi curare, sottoponendosi «ai riti liberatori». A 17 anni, come si fa a non credere al fidanzatino di quattro anni più grande, che lei chiamava amore, e alla madre di lui, all’apparenza così affettuosa. Insieme le hanno fatto conoscere il «professore». Un uomo anziano: diceva di conoscere il modo di guarirla, perché «maestro dell’occulto», di pratiche esoteriche, di magia nera.

Per oltre un anno e mezzo, Angela è diventata «una vestale», vittima di abusi di gruppo, in una soffitta di Torino – quartiere Crocetta, poco distante dalla stazione – «tempio» della setta casalinga, inventata da questo sedicente professore, compositore neomelodico con due soli dischi incisi negli Anni 70. Ora sono in cella in tre, su ordine di custodia cautelare, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo su una minorenne: il «santone», il fidanzatino che aveva il ruolo di «apostolo» e il proprietario della mansarda, consapevole delle violenze e «catalizzatore» degli incontri. Indagata la madre del ragazzo, anche lei in fondo un po’ vittima.

Setta fai da te  

Il maestro chiamava i riti «scambi di forza», diceva di riuscire a scacciare le negatività attraverso incontri che finivano sempre in atti sessuali. Lui è Paolo Meraglia, 69 anni, originario di Gioia Del Colle. Il complice, Biagino Viotti, classe ’43, non avrebbe mai partecipato attivamente alle «sedute» con Angela. L’ex fidanzato di lei, oggi ha 21 anni. Malgrado la gravità dei fatti commessi, la sua posizione, che si inserisce in un quadro familiare difficile, è al vaglio degli investigatori.

Questa storia emerge nel settembre scorso, quando Angela conosce un nuovo ragazzo. Lei vive con il padre e la sua nuova compagna, perché con la mamma non ha buoni rapporti. Al nuovo fidanzato confida tutto. Lui ascolta e comprende la gravità. La convince a parlarne con il padre e la sua convivente. Insieme si rivolgono al centro Antiviolenze della zona e denunciano tutto alla polizia. Da qui l’indagine della squadra Mobile, coordinata dai pm Fabiola D’Errico e Marco Sanini. Interrogatori, intercettazioni e sequestri di materiale esoterico permettono di ricostruire gli orrori di questa setta «fai da te». Una volta messa alle strette, anche la mamma «dell’apostolo» confessa tutto, descrivendo le manipolazioni del Meraglia.

La fama del maestro

Lui non usava i social network e internet. La sua fama è affidata al passaparola. In questa sua trappola sarebbero cadute altre donne, forse una ventina. Alcune, stando alle indagini, sarebbero rimasta incinta nel corso dei riti sessuali. Prima le carte, la divinazione, poi la profezia dei demoni e della negatività. Angela, al momento, sarebbe l’unica ragazza minorenne coinvolta in questa storia. Anche lei, la prima volta, si era fatta leggere le carte. E Meraglia le aveva ripetuto dettagli che aveva carpito dal suo fidanzatino. Per vincere la sue difesa, ai primi incontri, sarebbe stata drogata, con «pozioni magiche». Poi, le avevano detto che doveva essere lucida, mentre si sottoponeva agli «scambi di forza». Così, dagli abusi di gruppo, consumati anche alla presenza di più persone, si è passati alle minacce: «Se racconti quello che succede qui, facciamo vedere a tutti i tuoi video». Meraglia filmava gli incontri con un telefonino.

Nel corso delle perquisizioni, la polizia ha sequestrato computer, cd e vhs: trovati filmini dove compaiono altre vittime e materiale pornografico. Di Angela, per ora, non c’è traccia. E poi c’è il materiale esoterico: tarocchi, pozioni, amuleti. Due libri: «Magia pratica» e il «Grande libro della magia», evocazioni incantesimi e sortilegi «svelati a tutti». Altro che studi esoterici: in mezzo alle pagine c’era anche un foglio di scommesse della Sisal.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Torino, sedute spiritiche con stupri di gruppo
lastampa/Sedute spiritiche con stupri di gruppo. Abusi su una 17enne FEDERICO GENTA, MASSIMILIANO PEGGIO