Sarri contro il suo cuore: ad Empoli per mettere fine al tabù
Lo stadio Castellani di Empoli per l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri è un posto del cuore, mentre per il club azzurro è invece un luogo «maledetto» viste le zero vittorie in dieci partite.
Come riport La Gazzetta dello Sport, il bilancio per la società partenopea è tanto sorprendente quanto imbarazzante: il pari dell’anno scorso venne raggiunto da quello che “non era ancora il Napoli di Sarri, anzi era troppo simile proprio al suo Empoli: così il 4-3-1-2 andò in soffitta dopo la sfida del Castellani. Lì domenica si troveranno di fronte tanti vecchi amici, alcuni in campo e altri sugli spalti”.
Championships Braila 2017 Day 3: Arecchia 69 Kg e Mouhiidine +91 Kg volano ai quarti #Itaboxing
9 i boxer selezionati da Emanuele Renzini, Head Coach ItaBoxing Under 22, per l’Europeo di categoria in programma da oggi al 22 marzo pv a Braila in Romania. Kermesse cui prendono parte 190 atleti, provenineti da 30 nazioni. Tre gli Azzurri impegnati oggi nella terza giornata del Torneo: 8° 69 Kg Arecchia vs Banys LTU 3-2; 8° 49 Kg D’Alessandro vs Hovhannisyan ARM 0-5; 8° +91 Kg Mouhiidine vs Hovhannisyan G. ARM 5-0. Il primo a combattere è il 49 Kg D’Alessandro che, pur tenendo testa al suo validissimo avversario, perde 5-0 con l’armeno Hovhannisyan, che ha alle spalle già una partecipazione olimpica e che battè nelle qualificazioni olimpiche 2016 il nostro Manuel Cappai. Sudata ma mertitata la vittoria per 3-2 di Arecchia sul lituano Banys. Vincenzo vola così ai quarti dove, sabato 18 marzo, sfiderà il georgiano Madiev. Passa ai quarti (+91 Kg) Mouhiidine che supera per 5-0 l’armeno Hovhannisyan G. Abbes sarà nuovamente sul ring sabato 18 nel match con in palio la zona podio in cui si confronterà con il bosniaco Simenuovic.
“Buonissima la prova” queste le parole di Coach Renzini ” di Arecchia, che si è trovato di fronte un pugile tosto e ostico. Purtroppo Vincenzo ha riportato una piccola ferita al sopracciglio, che comunque non dovrebbe dar problemi per sabato. Mi sento di fare i complimenti a D’Alessandro, che ha dato del filo da torcere al forte armeno che rispetto al nostro, può vantare una partecipazione alle Olimpiadi e che a Samsum superò in semifinale Manuel Cappai. Gran prova di Abbes che domina il match con l’armeno. Anche lui dopodomani si giocherà la zona podio”
5 gli azzurri che combatteranno domani nella 4° giornata della competizione: 8° 81 Kg Antonaci vs Kazakis GER; 8° 60 Kg Iozia vs Bucsa MDA; 8° 75 Kg Cavallaro vs Cassidy IRL; 8° 64 Kg Di Lernia vs Kurginian ISR; 8° 56 Kg Di Serio vs Walker IRL
ELENCO ATLETI ITABOXING Europeo Under 22 Braila
Kg 49 D’ALESSANDRO FRANCESCO (Pug. Di Giacomo)
Kg 52 ZARA CRISTIAN (Accademia Boxe Torres)
Kg 56 DI SERIO RAFFAELE (CS Esercito)
Kg 60 IOZIA FRANCESCO (ASD Eagle)
Kg 64 DI LERNIA PAOLO (Excelsior Boxe)
Kg 69 ARECCHIA VINCENZO (GS Fiamme Oro)
Kg 75 CAVALLARO SAVATORE (GS Fiamme Oro)
Kg 81 ANTONACI FEDERICO (Pol. Vivere Solidale)
Kg 91+ MOUHIIDINE AZIZ ABBES (Olympic Planet)
ItaBoxing Staff
Emanuele RENZINI
Giovanni CAVALLARO
Lorenzo DI GIACOMO
Ghoulam che intrigo internazionale: sei top club europei pronti all’asta
Per Ghoulam si scatena una vera e propria asta. Il calciatore, che è in scadenza nel 2018 e non sembra vicino alla firma per il rinnovo, è conteso da club di prima fascia. Ci pensa il Bayern Monaco che potrebbe fare anche un’importante offerta economica. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, piace all’AtleticoMadrid di Simeone che sarebbe pronto a un investimento importante gia’ a partire da quest’estate. Il ds Berta ha mandato un suo osservatore al San Paolo anche in occasione dell’ultima match di Champions League contro il Real Madrid.
La stampa algerina parla di una cessione gia’ scritta proprio al Real Madrid. Insomma un vero e proprio intrigo internazionale, visto che per Ghoulam si e’ registrata anche la voce dell’interessamento del Manchester United in testa, anche se e’ diffusa l’ipotesi pure del City. Nel gruppone c’è anche il Psg. Una vera e propria asta che spinge l’algerino lontano da Napoli.
TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri
Contrada S. Chiara 50/a – Brescia
RASSEGNA LA PALESTRA DEL TEATRO
Drammaturgie del presente
LUNEDI’ 20 MARZO 2017 (ore 20.30)
Produzione Idiot Savant /Ludwig
presenta
IL COMPLESSO DI TELEMACO
di Mauro Lamantia e Filippo Renda
ispirato a Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati
regia Filippo Renda
con Mauro Lamantia e Simone Tangolo
Durata dello spettacolo: 1 h. (senza intervallo)
Per la rassegna teatrale LA PALESTRA DEL TEATRO – Drammaturgie del presente, promossa dal Centro Teatrale Bresciano, realizzata grazie al contributo di Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia e inserita nei CIRCUITI Lombardia Spettacolo dal Vivo, lunedì 20 marzo alle ore 20.30 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri va in scena il secondo dei tre spettacoli che fa parte del focus: Questioni di famiglia dal titolo “Il complesso di Telemaco, di Mauro Lamantia e Filippo Renda.
La rassegna – nata per dare spazio espressivo a giovani artisti di grande talento, e a contenuti di grande attualità, con l’obiettivo di coinvolgere nuovo pubblico e creare occasioni di confronto e crescita civile – è articolata in sette spettacoli: una produzione del CTB e sei spettacoli che saranno ospiti al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri dal 15 dicembre 2016 al 24 marzo 2017 e che sono organizzati in tre focus tematici: Genere/Umano, Radici, Questioni di famiglia.
Il complesso di Telemaco è il nuovo spettacolo teatrale della Compagnia Idiot Savant. Si tratta di una sceneggiatura originale scritta da Mauro Lamantia e Filippo Renda – lo stesso Renda ha curato anche la regia – e vede in scena Mauro Lamantia nei panni del ragazzo e Simone Tangolo nel ruolo dell’adulto.
Un tipico ufficio pubblico di una tipica provincia della tipica Italia. In questo luogo prende vita il dialogo tra due uomini che tanto ricordano gli Ulisse e i Telemaco della mitologia.
Un uomo rassegnato che custodisce tra le mani un malloppo di carte, fogli e certificati e un ragazzo più sconvolto che sconvolgente. Il ragazzo in questione cerca il padre, o meglio, un padre, e lo cerca disperatamente, dentro una sala d’attesa. Attesa e azione, si miscelano, così sul palco.
L’uomo attende il suo turno allo sportello, ha tutti i documenti in regola per ottenere il sussidio, risarcimento per un incidente sul lavoro avvenuto dieci anni prima, e che gli ha fatto perdere l’olfatto. Il ragazzo dieci anni prima ha perso il padre, che è sparito senza fare più ritorno.
Quel padre che il ragazzo ha atteso per anni (crescendo a frittini e televisione, accudendo una madre malata che ha fermato tutti gli orologi), e la cui presenza si fa necessaria per rimettere tutto a posto. Le tubature di casa intasate come il cortocircuito nell’esistenza del figlio.
VENDITA BIGLIETTI
Ingresso spettacoli singoli
Intero € 16,00 · Ridotto € 13,00
E’ possibile inoltre ancora acquistare :
CARTA PALESTRA DEL TEATRO
2 SPETTACOLI:
IL COMPLESSO DI TELEMACO – IL MARTEDI’ AL MONOPRIX
2 spettacoli € 25,00
TEATRO SOCIALE
I biglietti e le carte sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.
Ada Gentile, che da anni ci onora della sua amicizia, ci scrive:
Finalmente il terremoto è scemato d’intensità anche se continua a farsi sentire con scosse di minore intensità e così riusciamo finalmente a dormire dopo circa 6 mesi di paure notturne e di sonni precari. Dopo il letargo invernale ho ripreso i miei viaggi di lavoro andando a Madrid dove ho tenuto una conferenza al “Real Conservatorio Superiore” il 7 Marzo. Mercoledi prossimo riparto per Praga.
In aprile avrò due concerti importanti: l’8 a Ravenna, al Teatro Alighieri (esecuzione di 2 miei pezzi insieme a brani di Ennio Morricone, Luis Bacalov ed Aaron Copland) ed il 23 a Roma, al Parco della Musica (dove avrò la 1^ esecuzione di un pezzo da camera in un concerto dedicato ad Irma Ravinale, Docente di Composizione e Direttore per oltre 15 anni del Conservatorio di S.Cecilia, scomparsa 4 anni fa).
Grazie e cordiali saluti ADA GENTILE
Nel ringraziarla ancora per la sua costante attenzione nei nostri confronti riportiamo, a seguire, anche un articolo di Palmerini che argomenta proprio sulla sua prossima partenza per Praga e sul quanto ne conseguirà.
Ma prima ancora vi riproponiamo una delle ultime interviste che ebbe a concederci in occasione della sua partecipazione al “Concerto per la Pace” per aiutarvi a farne migliore conoscenza:
Ascoltiamola anche come gradita ospite nella nostra trasmissione: Parole&Musiche tratta dall’archivio del palinsesto della nostra web-radio ViViRadio-Web
Ed ora eccovi l’articolo di Goffredo Palmerini, altro nostro amico che non manca mai di gratificarci con suoi articoli ed annotazioni
Una primavera intensa e impegnativa per Ada Gentile
Per la compositrice abruzzese conferenze, incontri e concerti in diverse capitali europee
ASCOLI PICENO – Finalmente va passando l’inverno, con il suo carico di freddo, neve e gelo. E quest’anno anche la terribile sequela di scosse telluriche che ha martoriato le Marche, il Lazio, l’Umbria e l’Abruzzo, continuando con l’implacabile sciame a tormentare le popolazioni colpite dal terremoto. Ne ha sofferto e ne sta patendo anche la splendida città di Ascoli Piceno, dove da alcuni anni si è trasferita da Roma la compositrice Ada Gentile, nel “buen retiro” che le permette di vivere lontana dai parossismi della grande città, nell’incantevole quiete d’una città di provincia armoniosa d’architetture e ricca di storia, nonché di salde tradizioni musicali.
Un luogo d’elezione, dunque, che consente alla feconda musicista e compositrice d’origine abruzzese – è nata ad Avezzano, in provincia dell’Aquila – di dare libero corso al talento creativo e all’organizzazione di un festival di musica contemporanea prestigioso, “Nuovi Spazi Musicali”, da lei stessa fondato e diretto da oltre 37 anni. E’ vero, Ada soffre un po’ il freddo, come ci confessa, ma il disagio del clima esterno induce al tepore della casa e all’operosa preparazione dell’intenso programma di appuntamenti e di eventi musicali in giro per il mondo, che la buona stagione inaugura, tra conferenze, lectio magistralis nei conservatori e nelle università, incontri e concerti. E per assistere alle “prime” esecuzioni delle sue opere.
Ada Gentile
Ora, con l’incipiente arrivo della primavera, con i primi tepori e il risveglio della natura, già la compositrice si prepara a lasciare Ascoli per riprendere il ricco calendario d’iniziative che la vedono protagonista giramondo. Tanti gli incontri che quest’anno presentano la sua conferenza “Il linguaggio musicale di Ada Gentile nel panorama generale della musica italiana d’oggi”. Dunque una primavera molto impegnativa per la compositrice, invitata in diverse città e capitali europee. Il primo appuntamento il 7 marzo prossimo in Spagna, a Madrid, dove sarà ospite al Conservatorio Superiore di Musica su invito del Capo Dipartimento di Composizione, Teresa Catalan.
Il 23 marzo sarà invece a Praga, nella Repubblica Ceca, dove è stata invitata all’Academy of Performing Arts dal Direttore del Dipartimento di Composizione, M° Hanus Barton. L’8 aprile a Ravenna,al Teatro Alighieri, sarà invece di scena il Gruppo da Camera “ROMA SINFONIETTA”, diretto dal M° Michele Reali, che terrà un concerto nell’ambito della stagione concertistica dell’Associazione Amici della Musica, eseguendo due brani della Gentile, “Ho scritto una canzone” e “Supplica a mia madre”. Quest’ultimo pezzo “Supplica a mia madre” si avvale di un testo di Pier Paolo Pasolini, che verrà declamato dall’attoreArmando De Ceccon. Il programma del concerto comprende, inoltre, opere di Morricone, Bacalov e Copland.
Il 18 aprile sarà in Serbia, a Belgrado, dove in mattinata, nella sala concerti dell’università, Ada Gentile terrà la conferenza per gli studenti del Dipartimento di Composizione. Alle ore 20, invece, in un concerto verranno eseguiti tre brani della compositrice – “Blue andante”, per fisarmonica, “Foglio d’album” per flauto e pianoforte, “Come un ricordo”, per pianoforte, violino e clarinetto – insieme ad altri brani di Autori serbi. Il 23 aprile, al Parco della Musica di Roma, verrà eseguito in Prima assoluta un brano della Gentile per gruppo da camera, dal titolo “Frammenti di luce”, nell’ambito del concerto “Omaggio ad Irma Ravinale”, docente di Composizione e per tanti anni direttore del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, scomparsa 4 anni fa. La conferenza sul linguaggio musicale di Ada Gentile verrà inoltre riproposta il 28 aprile al Conservatorio Duni di Matera e l’8 maggio in Portogallo, alla Escuela Superior de Musica diLisbona, su invito del M° Carlos Marescos, direttore del Dipartimento di Composizione.
Torniamo infine al concerto per Irma Ravinale, al Parco della Musica di Roma, per dare qualche dettaglio d’un evento molto significativo sul piano culturale e musicale. Domenica 23 aprile, alle ore 18, alla Sala Petrassi si terrà appunto il concerto “Omaggio adIrma Ravinale, organizzato dalla “Fondazione Adkins Chiti – Donne in Musica” nel quarto anniversario della sua scomparsa. Alcuni tra i più rappresentativi allievi della Ravinale – Ada Gentile, Marco Frisina, Mauro Cardi, Matteo D’Amico, Rosario Mirigliano, Edgar Alandia e Paolo Arcà – sono stati invitati per l’occasione a scrivere nuovi brani, che verranno eseguiti in Prima assoluta.
Irma Ravinale (Napoli, 1 ottobre 1937 – Roma, 7 aprile 2013), musicista e compositrice, è stata Direttore del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli dal 1982 al 1989 e poi, per oltre 10 anni, del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. E’ stata inoltre nel Consiglio Accademico dell’Accademia di Santa Cecilia e, unico compositore italiano, ha ricevuto da Giorgio Napolitano il “Premio del Presidente della Repubblica”. Il Presidente emerito Giorgio Napolitano è stato invitato al concerto, insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro della Cultura Dario Franceschini, al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e a Padre Federico Lombardi, Presidente della Fondazione Ratzinger. Il concerto verrà presentato dal M° Michele Dall’Ongaro, Presidente dell’Accademia di Santa Cecilia, e verrà registrato dalla Radio italiana (Radio 3 Rai) che lo manderà in onda anche nella rete europea e in filodiffusione. Le prenotazioni per il concerto e l’acquisto dei biglietti possono essere fatti anche on line sul sito del Parco della Musica, al prezzo speciale di 10 euro.
Ada Gentile è nata ad Avezzano (L’Aquila). Trasferitasi a Roma all’età di 15 anni, si è diplomata in pianoforte e poi in composizione al Conservatorio Santa Cecilia, frequentando successivamente il Corso di Perfezionamento in composizione tenuto presso l’Accademia Nazionale Santa Cecilia da Goffredo Petrassi. Si è affermata in vari Concorsi di composizione, nazionali ed internazionali – Gaudeamus 1986; SIMC Budapest 1988; Essen 1989 – e le sue opere sono state eseguite in luoghi prestigiosi come il Centre Pompidou di Parigi, il Lincoln Center di New York, il Teatro Real di Madrid, il Mozarteum di Salisburgo, l’Accademia Sibelius di Helsinki, la Rakmaninov Concert Hall di Mosca, il Sejong Center di Seoul, il Conservatorio Centrale di Pechino, il Gartner Platz Theater di Monaco, il Center of Performing Arts di Hong Kong, l’Art Institute di Chicago, il Teatro La Fenice di Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia e il Parco della Musica di Roma ed altri. Ha tenuto conferenze sulla sua musica in tutto il mondo, come presso Julliard, Columbia University, Manhattan School of Music, Accademia Sibelius di Helsinki, Northwestern University di Chicago, Haverford College di Filadelfia, Wayne State University di Detroit, Accademia Liszt di Budapest, la Turm Halle di Copenaghen, la Sala Che Guevara a L’Avana. Ha scritto oltre 90 opere – edite per lo più da Ricordi, Raitrade e Sconfinarte – molte delle quali sono state incise su Cd dalla Ricordi, da Raitrade, dalla EDT, da Stradivarius, dalla Tirreno e dalla canadese Unmus. E’ stata Consigliere della Biennale di Veneziadal 1993 al ’97 e Direttore Artistico del Teatro Lirico “Ventidio Basso” di Ascoli Piceno, dal 1996 al ’99. Da ben 37 anni è Direttore Artistico del Festival di musica contemporanea “Nuovi Spazi Musicali”.
Nella manovra correttiva il governo pensa di aumentare le accise su tabacchi e carburanti. Nessun taglio, invece, alla spesa pubblica. La decisione è stata presa dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che si sono visti ieri a Palazzo Chigi per mettere a punto il Def.
Manovra correttiva: spunta l’aumento sulle accise di tabacchi e carburanti
Nel decreto di Gentiloni e Padoan niente tagli alla spesa pubblica
ROMA – Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia, lo ha anticipato l’altra sera in commissione Ambiente della Camera: il governo intende inserire per decreto nella manovra correttiva alcune misure per la crescita. Un’anticipazione rispetto a quelle che ci saranno ad ottobre nella legge di stabilità. Adesso un antipasto, con un occhio particolare alla fiscalità di vantaggio per tutte le zone interessate al terremoto. Quello che però De Micheli non ha detto nella commissione presieduta da Ermete Realacci è che nello stesso decreto verrà previsto l’aumento delle accise su tabacchi e carburanti. Non sembra che ci sia invece un taglio alla spesa pubblica. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che si sono visti ieri a Palazzo Chigi per mettere a punto il Def.
Renzi dovrà dunque farsene una ragione: il rientro di 3,4 miliardi entro il 10 aprile, chiesto da Bruxelles per correggere i conti ed evitare la procedura d’infrazione, verrà fatto anche con l’aumento delle accise. E questo nonostante 37 deputati renziani, in un atto di indirizzo al governo, avevano precisato che le risorse per correggere i conti pubblici avrebbero dovuto essere reperite «unicamente dal taglio alla spesa pubblica improduttiva e dalla lotta all’evasione fiscale». Lo stesso Renzi, più volte pubblicamente, aveva posto dei paletti al Tesoro: nessun aumento delle tasse, nemmeno delle accise. «Non possiamo spremere ulteriormente i cittadini. Il tema di non aumentare le tasse – aveva detto nella Direzione del Pd a febbraio – è un principio di serietà nei confronti dei cittadini».
L’ex premier deve vincere il congresso e poi affrontare una lunga campagna elettorale che lo porterà al voto nel 2018, se nel frattempo non succederà qualcosa che faccia precipitare verso elezioni anticipate. Una volata, quella dell’ex premier, che non prevede aumenti di tasse di alcun genere, accise comprese: «Sarebbe un errore politico». Ma a via XX Settembre non trovano una soluzione migliore per reperire una parte delle risorse necessarie per centrare l’obiettivo che ci viene chiesto da Bruxelles. Ma allo stesso tempo Padoan anticipa, rispetto alla legge di stabilità, alcune misure di crescita che sono necessarie anche per abbattere il debito pubblico: quel macigno che non consente di liberare risorse da destinare agli investimenti. È il problema dei problemi che tutti i governi hanno dovuto affrontare, senza mai risolverlo, e che ieri Piero Fassino nell’intervista alla Stampa ha posto a Gentiloni come prioritario. Il punto è che l’ex sindaco di Torino, tra le possibili soluzioni, indicava le privatizzazioni, mentre nel Pd c’è una componente robusta che non le vuole. Nella stessa Direzione del partito dello scorso mese Matteo Orfini aveva detto che non si può ricominciare con «la stagione delle privatizzazioni: serve al contrario una grande strategia di investimenti pubblici». Anche il ministro Graziano Delrio ha bloccato ogni ipotesi di vendita di asset pubblici, in particolare delle Ferrovie dello stato: «Ho dei problemi a privatizzare le Frecce con dentro il trasporto pubblico regionale». Quel giorno ad ascoltarli in platea c’era proprio Padoan.
Gli scissionisti demoprogressisti si godono lo spettacolo e il senatore Miguel Gotor parla di «braccio di ferro tra il partito di Gentiloni-Padoan e quello di Renzi che vuole una manovra elettorale: questo è visibile su molte questioni, compresa quella delle privatizzazioni». Se ora arriva pure l’aumento delle accise su tabacchie carburanti non sarà una passeggiata approvare in Parlamento il decreto che serve alla manovra correttiva.
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vivicentro/Cetriolo in azione: Aumenteranno tabacco e carburanti
lastampa/Manovra correttiva: spunta l’aumento sulle accise di tabacchi e carburanti AMEDEO LA MATTINA
I Cinque Stelle si preparano a sbarcare a Palazzo Chigi confezionando il proprio “governo ombra” guidato da Di Maio premier, con Manlio Di Stefano agli Esteri e Danilo Toninelli alle Riforme.
Il governo dei grillini: Di Maio premier Di Stefano agli Esteri
Squadra pronta: una rosa di tecnici all’Economia. Toninelli alle Riforme, un ministero anti-povertà
ROMA – Alla fine hanno creato un ceto politico, hanno una classe dirigente e la democrazia dell’uno vale uno non vale più. E così tutto era pronto già a gennaio, quando sembrava che la situazione sarebbe precipitata, che le pulsioni di sopravvivenza politica di Matteo Renzi avrebbero portato al voto in primavera. Il M5S ha un piano che è stato affinato fino a questi ultimi giorni. Sta accelerando i lavori sul programma affidato alla Casaleggio tramite la piattaforma Rousseau, e ha disegnato il primo vero organigramma della squadra di governo che è stato anche annunciato, assieme ai punti più forti del programma, in diversi colloqui con ambienti diplomatici di ambasciate straniere. Molti dei nomi di questa sorta di governo ombra sono noti, sono le stelle più brillanti nel firmamento mediatico del Movimento, allevati attraverso l’imponente macchina comunicativa gestita anche con una cura massiccia di ospitate tv.
Alcune caselle sono ancora da riempire ma il grosso è stabilito. Sarà un governo politico, con ministri del M5S, scelti tra chi si è creato una competenza ed è diventato il frontman nel settore. Ovviamente verrà premiato il livello di fedeltà ai vertici. Qualche poltrona, tra le più pesanti, sarà destinata invece a figure tecniche di alto profilo. Di sicuro il ministero dell’Economia, per il quale si studia una rosa di nomi, ma forse anche il Viminale a cui potrebbe finire un magistrato, sempre che non venga conservato per Alessandro Di Battista.
Ma andiamo con ordine. Candidato premier sarà Luigi Di Maio. E questo ormai non fa quasi più notizia. A Palazzo Chigi, il deputato si ritroverebbe i colleghi della cerchia più fidata. Per Di Battista, l’unico che davvero potrebbe insidiare la sua candidatura, si sta pensando a un ruolo speciale: affiancare Di Maio come vicepremier e avere così le mani libere per poter fare quello che sa fare meglio: andare in tv, tra la gente, mantenere alto il tasso di movimentismo. Dipenderà da lui, perché spiegano fonti M5S, «sarà lui a decidere se fare il ministro». Più che per gli Esteri, però, il suo nome è stato fatto per gli Interni. Alla Farnesina sono in pochi a dubitare che ci andrà Manlio Di Stefano, nonostante le preoccupazioni di chi, tra gli strateghi pentastellati, lo considera «troppo di sinistra, troppo sdraiato su posizioni terzomondiste», anche se sulla ridefinizione della Nato e sui rapporti favorevoli alla Russia è il perfetto portavoce del grillismo.
Se al Viminale dovesse andare un tecnico si potrebbe pescare un nome tra i molti magistrati a cui guardano i grillini. Nino Di Matteo, per esempio, definito l’altra sera «un nostro punto di riferimento» da Di Maio che ha poi svicolato alla domanda se stava pensando al pm per un ruolo da ministro.
Alla Giustizia invece, per evitare accuse di compromissioni con il potere giudiziario, dovrebbe andare Alfonso Bonafede, deputato-avvocato e già fidatissimo commissario degli Enti locali con licenza di salvare la giunta Raggi a Roma. Quando scherzosamente in Transatlantico lo chiamano ministro, Bonafede fa le corna per gli scongiuri. Nello stesso dicastero avrebbe un ruolo Giulia Sarti mentre per l’altro commissario in Campidoglio, Riccardo Fraccaro, potrebbe essere creato un ministero ad hoc che sarebbe piaciuto a Casaleggio padre: il ministero della Democrazia diretta, che a oggi suona quasi come un omaggio simbolico ai sogni fondativi del M5S. Per Danilo Toninelli, il volto della legge elettorale, la destinazione non può che essere quella delle Riforme.
Alla Sanità il nome scelto- con qualche dubbio – è quello di Giulia Grillo, medico legale di professione. Amatissima dai vertici e dalle folle, anche Paola Taverna, autrice della legge sullo screening neonatale (la prima M5S approvata in Parlamento), verrebbe premiata con un sottosegretariato alla Salute. Come concessione all’ala più ortodossa non viene escluso l’attuale presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico alle Telecomunicazioni, per la grande riforma di Viale Mazzini a cui tiene tantissimo Grillo. Mentre è ancora da capire se verranno recuperate con un qualche ruolo governativo le due deputate non più nelle grazie del comico, Carla Ruocco (che è comunque tornata a scrivere sul blog di temi finanziari) e Roberta Lombardi, che ha ricucito con Davide Casaleggio, con il quale di recente ha affrontato i temi della sicurezza.
Un capitolo a parte è riservato all’Economia. L’unica certezza è che sarà un tecnico. Qui il M5S si gioca tutto: perché il programma prevede misure forti come il reddito di cittadinanza e il referendum sull’euro, con il grosso delle prime fila dei parlamentari che tifa per l’ uscita se non ci saranno concessioni dalla Germania e dall’Ue. Tra i nomi degli economisti c’è per le sue critiche alle politiche Ue Luigi Zingales, che già un anno fa smentì di lavorare al programma dei 5 Stelle. Per vicinanza di tesi, gli altri nomi sondati sono Nino Galloni, Antonio Maria Rinaldi e il solito economista enti-euro Alberto Bagnai. A questi si aggiunge Leonardo Becchetti, professore che ha già lavorato con il Movimento sul lavoro e sulla «biodiversità bancaria». Potrebbe essere a lui che il Movimento affiderà la suggestiva idea di creare un dipartimento Anti-povertà (sotto il ministero del Lavoro) per comporre la legge sul reddito di cittadinanza, la legge su cui Grillo e Di Maio si giocano la vittoria.
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vivicentro/Il governo ombra dei Cinque Stelle con Di Maio al timone
lastampa/Il governo dei grillini: Di Maio premier Di Stefano agli Esteri ILARIO LOMBARDO
Come osserva Francesco Bei, capo della redazione romana de La Stampa, è «uno strappo che va oltre la politica» perché una cosa è criticare un atto del Parlamento, altra è giustificare il ricorso alla violenza.
Strappo che va oltre la politica
Si possono legittimamente criticare i senatori che, votando contro la decadenza di Augusto Minzolini, hanno di fatto svuotato di senso la legge Severino. Si può certamente attaccare il Pd, accusarlo di consociativismo con Forza Italia, denunciarne il doppiopesismo quando si trattò di cacciare dal Senato Silvio Berlusconi. Si possono fare e dire molte cose e il Movimento Cinque Stelle, nella conferenza stampa di ieri, ha detto tutto quello che c’era da dire e anche di più.
Ciò che tuttavia non si può fare – e spiace ricordarlo a un giovane che da quattro anni ricopre (grazie ai voti del Pd) la carica di vicepresidente della Camera – è lasciare libertà di caccia ai picchiatori. Perché di questo stiamo parlando. Quando Luigi Di Maio sostiene che i senatori a favore di Minzolini non si devono lamentare «se poi qua fuori i cittadini manifestano in maniera violenta», bisogna dire chiaro che il limite è stato sorpassato. Il limite della convivenza civile, quello che dovrebbe imporre a tutti, specie a chi rappresenta le istituzioni parlamentari, di fermarsi prima della soglia dell’incitamento indiretto al linciaggio. Ogni giustificazionismo della violenza è sbagliato. Di Maio è un moderato, domani potrebbe persino avere l’onore di rappresentare l’Italia nel mondo. Quelle parole non gli appartengono e farebbe bene a riconoscerlo. E anche il gesto di stracciare una legge dello Stato, altamente simbolico, appare del tutto fuori luogo.
Tra i senatori messi alla gogna da Di Maio e Di Battista c’è anche la giornalista antimafia Rosaria Capacchione, sotto scorta, un garantista a 24 carati come Luigi Manconi, un antirenziano doc come Massimo Mucchetti, fino al filosofo dell’operaismo Mario Tronti. Tutti eversori e venduti? Di Maio è un politico capace e siamo certi che saprà emendarsi da questo scivolone. Nel frattempo, lo invitiamo a riflettere su queste tre righe. «Le istituzioni parlamentari, con tutti i loro difetti, hanno una funzione: proteggere un minimo di libertà politiche e di diritti personali contro il dispotismo, mentre i fascisti intendono fare uso della forza di strada per abolire le istituzioni parlamentari». Lo scriveva Gaetano Salvemini a Carlo Rosselli. Sappiamo com’è finita.
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vivicentro/Bei: l’atto di Di Maio è ”uno strappo che va oltre la politica”
lastampa/Strappo che va oltre la politica FRANCESCO BEI
La legge Severino non regge alla prova in Parlamento. Pd e Forza Italia salvano Augusto Minzolini che resta in carica come senatore dopo la condanna a due anni e mezzo per peculato. Il voto scatena la reazione del M5S che parla di «voto di scambio» fra Renzi e Berlusconi. Luigi Di Maio strappa il testo della legge e afferma che «adesso si rischiano reazioni violente».
Il Pd salva Minzolini, Di Maio choc
Respinta la decadenza del senatore condannato per peculato. Lui: mi dimetto comunque. Il deputato M5S strappa il testo della legge Severino: «Poi non lamentatevi della violenza»
ROMA – Nessuno scommetteva un cent sulla sorte di Augusto Minzolini. Alla vigilia sembrava quasi certo che il Senato lo avrebbe cacciato per via della condanna definitiva a 2 anni e 6 mesi (abuso della carta di credito Rai quando era direttore del Tg1). Invece l’Aula di Palazzo Madama ha rovesciato il pronostico, con una decisione che travalica di molto la sorte dell’esponente berlusconiano. Si fa largo il principio secondo cui le sentenze della magistratura non sono meccanicamente applicabili ai membri del Parlamento, come vorrebbe la legge Severino sulla decadenza (e l’incandidabilità) dei condannati: occorre che non ci siano sospetti di manipolazione. Nel caso in oggetto, 19 senatori Pd hanno annusato tracce di «fumus» persecutorio, altri 20 si sono astenuti. Grazie a loro, la bilancia si è spostata dalla parte di “Minzo”. E subito si è scatenato l’inferno.
I grillini non credevano ai loro occhi: mai si era materializzata un’occasione così ghiotta di mettere tutti nello stesso mazzo, da Renzi a Berlusconi passando per Lotti e, appunto, Minzolini. Sullo slancio sono andati parecchio in là. Davanti alle telecamere, Luigi Di Maio ha fatto teatralmente a pezzi una fotocopia della Severino: «Ora non esiste più, fate prima a riaprire le patrie galere». E poi, con un linguaggio incendiario: «Non vi lamentate se i cittadini vengono a manifestare in maniera violenta». Quasi una giustificazione preventiva. Addirittura il blog di Grillo ha pubblicato i nomi dei sostenitori di Minzolini, mettendoli nel mirino peggio che in una pubblica gogna. Compresi personaggi di spessore come Pietro Ichino, Luigi Manconi , Mario Tronti, Giorgio Tonini e perfino Rosaria Capacchione, cronista giudiziaria costretta a vivere sotto scorta per le minacce della camorra.
Il caso Berlusconi
Paradossale la convergenza di giudizio tra la Taverna (M5s) e Brunetta (Fi): a questo punto sarebbe logico che tornasse in Senato pure Berlusconi, che ne fu espulso nel nome della legge Severino. Non si arriverà a tanto, ma il voto di ieri marca effettivamente una svolta. «Si apre il tema di un nuovo rapporto tra politica e magistratura», coglie il vento nuovo Bonaiuti, già portavoce del Cav ai tempi d’oro. Basta con il finto ossequio alle Procure, iniziato da Tangentopoli, si valuti caso per caso: i 19 senatori Pd pro-Minzolini considerano eccessivo che a condannarlo in appello, aumentandogli la pena rispetto alle richieste degli stessi pm, fosse stato un giudice molto impegnato a sinistra, tanto da essere eletto prima alla Camera e poi in Senato, salvo rientrare poi nei ranghi della magistratura (la legge lo consente, ma chi si farebbe giudicare da un avversario?). È un punto su cui Minzolini, abilmente, ha battuto nell’auto-difesa. Che forse non sarebbe comunque bastata a salvarlo, se subito dopo non avesse preso la parola una fresca fuoriuscita dal Pd, Doris Lo Moro: così accesa nei toni, talmente scatenata nelle conclusioni da causare per reazione nel suo ex partito un moto di simpatia verso il quasi ex senatore «azzurro». A voto palese è finita con 137 no alla decadenza contro 114 sì. Minzolini ha promesso che lascerà il Senato comunque. Ma dimettersi non è facile. Ci sono tre ex grillini che ci stanno provando da inizio legislatura, e le loro richieste vengono puntualmente bocciate.
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lastampa/Il Pd salva Minzolini, Di Maio choc UGO MAGRI
Fedele: “Mertens via per liberare spazio ad Ibrahimovic”
L’operatore di mercato Fulvio Fedele, ai microfoni di Canale 8, ha realizzato un breve intervento in merito al presunto interesse del Napoli per Ibrahimovic: “Ibrahimovic? Si sta sondando il terreno da dicembre, la cessione di Mertens sarebbe qualcosa in più di un’idea, con quei soldi si coprirebbe l’aspetto finanziario dell’operazione; soprattutto se Ibra riducesse il suo ingaggio che oggi é pari a 12 milioni.”
De Maggio: “Napoli? Si lavora col buono umore, gruppo unito”
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, Valter De Maggio, il direttore dell’emittente radiofonica, ha dichiarato: “Allenamento molto intenso, Sarri carica la squadra. La cosa che mi piace raccontare è che si lavora col buon umore. Ho trovato un gruppo sempre più unito, sempre più forte, con la voglia di lavorare. Spero con tutto il cuore che Pavoletti si sblocchi presto, perché è un ragazzo d’oro”.
Ferlaino: “Ibra al Napoli? ADL, lo avrei preso da tempo”
Accostare il nome di Ibrahimovic al Napoli è sempre suggestivo per i tifosi azzurri: nonostante l’età dell’attaccante, il costo dell’ingaggio, ed altri fattori che razionalmente impedirebbero un matrimonio felici tra le parti, il tifoso napoletano sogna all’idea che un giorno Ibra possa vestire la maglia partenopea. L’ex presidente del club azzurro Corrado Ferlaino ha commentato così la possibilità di un ipotetico passaggio dell’attaccante dello United al Napoli: “Fossi stato io in De Laurentiis sarei andato a prenderlo già da tempo”.
Il futuro di Ghoulam con la maglia del Napoli è in bilico: il passaggio dall’agenzia di Moggi a quella di Jorge Mendes potrebbe essere interpretato come il desiderio di cambiare aria. Secondo quanto riporta il quotidiano francese “Le Buteur”, il Real Madrid sarebbe molto interessato al ragazzo, che avrebbe già l’approvazione del tecnico Zidane. Su Ghoulam ci sarebbero forti anche Chelsea, Manchester City, Psg e Bayern.
Giaccherini, l’agente: “Vorrebbe giocare di più, non è felice di questo”
Ai microfoni della RAI, è intervenuto l’agente di Emanuele Giaccherini, Furio Valcareggi, il quale ha dichiarato: “Giaccherini sta benissimo al Napoli. La squadra sta andando bene, Emanuele vorrebbe giocare di più e non è felicissimo di questo ma accetta la situazione. Sapevamo che non sarebbe stato facile trovare un posto da titolare in una squadra così forte come il Napoli”.
95′ Finisce la partita con il risultato di 2-1 ma questo punteggio non basta per passare il turno: la Roma è fuori dall’Europa League. I ragazzi di Spalletti escono dal campo tra gli applausi
93′ Corner per la Roma all’ultimo respiro, sale anche Alisson
92′ Dzeko incorna bene ma è molto lontano dalla porta, lo stacco imperioso finisce fuori
90′ So no 5 i minuti di recupero
89′ Esce Valbuena, entra Rafael
88′ Ammonito Perotti che di peso aveva provato a far uscire Cornet dal campo che perdeva tempo
86′ La Roma si riversa in avanti. Ottiene un corner battuto da Totti, intercetta El Shaarawy che però spara alto
85′ Ammonito Lopes per perdita di tempo
84′ Alisson tiene in piedi la Roma: Cornet a tu per tu con il brasiliano si fa parare
83′ Arriva il terzo cambio per Spalletti: entra Totti al posto di De Rossi. La Roma si gioca il tutto per tutto
81′ Cambio per il LIone: Fekir entra al posto di Lacazette
76′ Tolisso tira una sassata dalla distanza, grandissima parata a due mani di Alisson. Intanto entra Yanga-Mbiwa al posto di Mammana.
75′ Secondo cambio tra le fila giallorosse: Perotti rileva Mario Rui, formazione super offensiva
73′ Gol di Dzeko annullato per fuorigioco inesistente
69′ Cartellino giallo per Mammana che ha dato una scarpinata sul volto di Salah
64′ Cornet si divora il gol del 2-2. Prima vera azione del Lione da inizio gara
63′ Giocata sublime di El Shaarawy, che poi non la prende bene e tita fuori di poco
61′ Cartellino giallo per Nainggolan
60′ GOL DELLA ROMA su autogol del francesi! Il cross di El Shaarawy viene buttato dentro da Jallet
58′ Esce Bruno Peres tra i fischi dell’Olimpico. Il brasiliano non dà la mano a Spalletti e getta a terra il giacchetto. Al suo posto entra El Shaarawy che agirà su tutta la fascia
56′ Punizione per il Lione da lontanissimo
48′ Episodio dubbio nell’area francese: u giallorossi reclamano un rigore per fallo su Salah, ma Kassai lascia correre
CRONACA PRIMO TEMPO
48′ Termina il primo tempo sul risultato di 1-1
47′ Tiro di Dzeko che ottiene una buona palla lavorata da Mario Rui e Salah ma non riesce ad imprimere abbastanza forza. Lopes para senza problemi
45′ Kassai assegna 4 minuti di recupero
44′ Strootman si prende una punizione dai 30 metri, ma il calcio piazzato non ha sviluppi
40′ Doppio miracolo di Lopes su Strootman!! La Roma ha vanificato il match point per passare 2-1 sulla prima bella giocata di Salah: l’olandese sceglie la potenza e si fa parare
37′ Kassai ammonisce Strootman per un brutto intervento su un avversario
35′ Palla filtrante di Dzeko per Strootman, ma la difesa francese intercetta
32′ La Roma sta dominando il gioco, provando costantemente ad impensierire Lopes anche con i tiri da fuori di Nainggolan ma non riesce a concretizzare
28′ Cartellino giallo per Tousart, autore di un brutto fallo su Dzeko
26′ Grande palla di Dzeko di nuovo per Salah. Il bosniaco sta giocando più da rifinitore che da prima punta effettiva. L’egiziano però si fa anticipare da Lopes
20′ Sponda perfetta di Dzeko per Salah, che però decide di usare il destro per calciare. Si vede che non è il suo piede, l’egiziano spara alto.
17′ GOL DELLA ROMA che pareggia subito con Strootman. Inizia un’altra partita, tutta da disputare!
16′ GOL DEL LIONE alla prima giocata offensiva da calcio da fermo. Manolas si perde Diakhaby, autore di uno stacco imperioso di testa che spiazza Alisson. La punizione da cui è scaturito il calcio di punizione, però, è dubbia
11′ Bruno Peres imbecca Salah che non ha la lucidità di fare lo scavetto e si fa parare da Lopes
10′ Il Lione si affaccia per la prima volta nell’area giallorossa ma trova l’opposizone di un ottimo Fazio
6′ TRAVERSA INTERNA DELLA ROMA con Ruediger e sulla ribattuta miracolo di Lopes . Inizio a tambur battente dei giallorossi. Nel frattempo Diakhaby si rende autore di un brutto fallo su De Rossi, che però l’arbitro non sanziona.
5′ Primo corner della gara rimediato su un cross di Bruno Peres fatto carambolare da Mario Rui
4′ – Dzeko rifinisce da vero e proprio regista offensivo una buona palla ma nessuno arriva a rimoschio
NOTIZIE AS ROMA – Ci siamo. La super sfida di ritorno con il Lione dopo il 4-2 subìto all’andata è arrivata. Ai giallorossi l’arduo compito di compiere l’impresa della “remuntada” ed ai francesi di Genesio il match point per accedere ai quarti di finale. Per farlo, Spalletti e Genesio si affidano a questi uomini:
FORMAZIONI UFFICIALI:
ROMA (3-4-2-1): Alisson; Rüdiger, Fazio, Manolas; Bruno Peres, De Rossi, Strootman, Mario Rui; Salah, Nainggolan; Dzeko. A disp.: Szczesny, Jesus, Paredes, Perotti, Totti, Emerson Palmieri, El Shaarawy. All. Luciano Spalletti
LIONE (4-2-3-1): Lopes; Jallet, Mammana, Diakhaby, Morel; Tousart, Gonalons; Cornet, Tolisso, Valbuena; Lacazette. A disp.: Gorgelin, Yanga-Mbiwa, Ghezzal, Ferri, Darder, Fekir, Rafael. All. Bruno Genesio
Arbitro: Viktor Kassai (HUN) Assistenti: György Ring (HUN) – Vencel Tóth (HUN) Quarto Ufficiale: Peter Berettyán (HUN) Arbitri Addizionali d’Area: Tamás Bognar (HUN) – Ádám Farkas (HUN)
Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.
Berretti, vittoria con il Cosenza che lancia ai playoff. Mister Panico e i calciatori, perl, vogliono il primo posto
“Abbiamo fatto un campionato di vertice dalla prima giornata. Abbiamo costruito questo risultato con abnegazione e lavoro, con tanta organizzazione intorno ai ragazzi. Merito va al presidente De Lucia, al responsabile Mainolfi, al mister Panico, al prof. Vicidomini, al segretario Enzo Esposito. Questa è una squadra molto importante, è la dimostrazione che nel calcio l’organizzazione ti fa raggiungere risultati importanti. Mi auguro di poter finire primi, ma di arrivare anche fino in fondo”.
Cinque ragazzi, Under 15 in Nazionale: orgolgio per la città di Castellammare
“Motivo di orgoglio per tutto il lavoro svolto. Merito va anche a Vivicentro che ci regala visibilità. Mi dicono che ci seguono anche da Milano, Palermo, Genoa e altre città. Tutto questo fa si che i ragazzi siano motivati al punto giusto e non pensano ai sacrifici che fanno. Man of the match, Mauro in testa con Vecchione e Chirullo? Quando la prima squadra viaggia ad un ritmo alto fino a dicembre, diventa difficile far trovare spazio ai ragazzi. Poi le varie vicende societarie hanno fatto si che si rinforzasse la rosa: arrivano risultati negativi e la prima squadra li dimentica. Il settore giovanile è in funzione delle prime squadre. Carillo? La società deve decidere se voler puntare su squadre esperte oppure programmare nel tempo con giovani che diventano fiuore all’occhiello. Ogni società sceglie la propria strada. Per me il problema si risolve facendo, da maniera imprenditoriale, crescere il settore giovanile, qualunque sia la società”.
Under 17, vittoria che regala punti per i playoff
“Abbiamo vinto una gara fondamentale in chiave playoff. Non ci vogliam nascondere e nelle tre categorie nazionali, vogliamo raggiungere i play off. Se andiamo a guardare le classifiche nazionali, siamo nelle prime tre in Italia. Stanno facendo un grande recupero grazie al lavoro del preparatore Vicidomini che cura l’aspetto fisico”.
Under 15, 6-0 alla Lupa Roma
“Non è un caso che 5 ragazzi sono in Nazionale. Si possono avere incidenti di percorso durante l’anno come contro la Casertana ma il valore di questa squadra è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. Sono stati premiati 5 ragazzi, altri 5 potevano essere premiati. Il merito è di tutti: da Pulcino a Masotta, Gaudino e Zaccariello che danno l’anima in questo campionato”.
L’1-1 dei regionali, i 2003 contro i 2002…
“Si è giocato contro il Castel di Cisterna, uno dei serbatoi dell’Empoli. Anno sotto, ma ce la siamo giocata fino all’ultimo. Diverse occasioni da gol per chiudere la partita, due pali…non dobbiamo sottovalutare questo risultato. Così come non sottovalutiamo il 2-0 degli Under 16 contro la Nello Cutolo, sotto gli occhi proprio del calciatore della Juve Stabia che, insieme a Marotta, era con quel freddo e fino a tarda ora sull’impianto di Castellammare per assistere al match. Questo ha fatto si che i ragazzi fossero gratificati dalla loro presenza, anche se Cutolo veniva a vedere la propria scuola calcio. Vicidomini? Dovrebbe stare in categorie superiori, è un orgoglio per me averlo alla Juve Stabia. Ha scelto di restare a scuola e vicino alla propria famiglia, ma sta bene con i ragazzi. Lo conosco da anni, è stato preparatore delle Primavere. Mai avuti infortuni muscolari con lui, al di là dei traumi contusivi. E’ bravo anche nei recuperi negli infortuni”.
Allievi regionali, torna Olando
“Ragazzo sfortunato, ha subito infortuni traumatici, è stato pochissimo impegnato. Sabato ha potuto giocare, l’ha fatto in maniera egregia e speriamo di recuperalo al top quanto prima”.
Attività di base, ospiti della scuola calcio Ciro Caruso
“Io e Saby siamo sempre in giro. Lo scouting in giro il sabato e la domenica, ci consente di andare durante la settimana a fare visite mirate. Il risultato con gli Azzurri è un altro risultato prestigioso per noi. La squadra di Stefano Cirillo, dietro di lui c’è Raiola, non l’ha spuntata contro di noi. “2005/2006? Altra vittoria. Vorrei chiudere con qualche risultato in meno ma vedere vincere la prima squadra. Le sorti del calcio stabiese passa per quella squadra”.
Avvicendamento Fontana?
“L’allenatore è sempre quello che paga. Bisognerebbe fare analisi più approfonditi, le responsabilità sono di tutti: addetti ai lavori e calciatori, non soltanto di dell’allenatore. Quando si vince, tutti sul carro dei vincitori, quando si perde tutti dimenticano o fanno finta di dimenticare le proprie responsabilità. A pagare nel calcio sono sempre due persone: l’allenatore e il presidente con i suoi soldini. Gli altri restano tutti al loro posto: i calciatori continuano a fare i propri comodi”.
Serata di festa?
“Per dare merito a questi ragazzi che tanto bene stanno facendo. Vogliamo dare lustro e immagine alla nostra città stabiese”.
Attimi di terrore quelli vissuti stamattina verso l’ora di pranzo all’istituto Tecnico Industriale Renato Elia di Castellammare di Stabia. Nella sala multimediale dell’istituto è divampato un incendio che ha fatto scattare l’allarme antincendio. Ottima l’organizzazione della sicurezza interna dai preposti a tutti i collaboratori che hanno fatto immediatamente evacuare tutti gli alunni ancora presenti in istituto conducendolo nel piazzale esterno dell’edificio e nella palestra come predisposto dal piano sicurezza.
Sul posto sono intervenuti gli automezzi dei vigili del fuoco che in pochissimo tempo sono riusciti ha spegnere le fiamme circoscrivendo l’incendio alla sola sala multimediale.
Come da prassi in questi casi, sono ora in corso le indagini per risalire alla causa che ha determinato l’incendio. Tutte le ipotesi sono al vaglio per non escludere nessuna pista, dall’ipotesi accidentale e imprevista all’azione umana di matrice dolosa.
Di questa situazione resta comunque un aspetto positivo della vicenda: la perfetta organizzazione interna per gestire questi casi, di cui si è dotata l’Istituto, e la celerità dell’intervento dei mezzi di soccorso, favorita in questo caso dalla vicinanza della stazione dei Vigili di Fuoco presente proprio nella città di Castellammare di Stabia.
Dopo l’accaduto abbiamo avuto il piacere di intervistare uno dei docenti presenti in istituto mentre si manifestava l’invendio:
È ACCADUTO ALLA QUINTA ORA, IO E IL COLLEGA DI TEORIA ERAVAMO NEL LABORATORIO D’INFORMATICA. INIZIALMENTE AVEVAMO PENSATO A UN’ESERCITAZIONE MA POI ABBIAMO AVVERTITO PUZZA DI BRUCIATO. COMUNQUE TUTTI SIAMO STATI VELOCISSIMI NELL’EVACUARE L’ISTITUTO E I RAGAZZI SI SONO ATTENUTI ALLE NOSTRE INDICAZIONI! TUTTO È FINITO NEL MIGLIORE DEI MODI
Storia e arte , piante e fiori un connubio ben riuscito.
La Rocca Viscontea di Lonato del Garda , dal 1912 è divenuto monumento Nazionale, anche quest’anno ospita l’evento floreale ” Fiori nella Rocca ” un importante appuntamento, che da dieci anni raccoglie un enorme successo. Una mostra mercato di piante rare e giardinaggio.
Per gli appassionati di arte sarà l’occasione per visitare la Rocca Viscontea ,una delle principali fortificazioni del nord Italia edificate nel 1400 ,ma anche la Casa del Podestà . Una vera casa museo, con venti stanze completamente arredate con mobili e suppellettili antichi e una prestigiosa Biblioteca con cinquantamila volumi e libri antichi .
Tornando alla mostra ,fiori unici e rari potranno essere apprezzati , saranno presenti vivaisti,coltivatori,ricercatori di essenze rare ,produttori Italiani di rose ,peonie,piante aromatiche,agrumi,ulivi,palmizi,piante acquatiche,piante grasse,frutti antichi. Non mancheranno stand con arredi e complementi per esterno,decorazioni per il giardino ma anche cosmetici naturali,olii ed essenze profumate .
Per chi vuole avvicinarsi alla pittura ci saranno lezioni di acquarello dal vero tenute da Alessandra Bruno. Per gli amanti della lettura ci saranno presentazioni di libri fra cui le novità della Collana-Collezione Giardini e paesaggio della storica Casa editrice Olschki di Firenze, ma anche lezioni gratuite di composizione floreale tenute dal Maestro Fabio Chioda dell’Atelier Nibel.
Le porte della Rocca apriranno al pubblico dal 7 al 9 aprile .
Duvan Zapata potrebbe lasciare definitivamente il Napoli a fine stagione. L’ attaccante colombiano, in prestito all’ Udinese, è finito nel mirino della Lazio. Igli Tare ha in mente il grande colpo in attacco e sta valutando seriamente il suo profilo. Lo riferisce l’ emittente laziale Radiosei.
INGV: Etna, attività eruttiva al Nuovo Cratere di Sud-Est, 15 marzo 2017
E’ stato il contatto tra la lava incandescente della colata dell’ Etna e la neve presente ad alta quota a provocare l'”esplosione freatica” a quota 2.700 metri del vulcano. Il fenomeno, conosciuto dagli esperti dell’Ingv di Catania, è avvenuto sul fronte della colata lavica, sul Belvedere dell’Etna, in territorio di Nicolosi. L’esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia. A spiegarlo è il vulcanologo Stefano Branca dell’Ingv di Catania: l’esplosione “è stata causata dal rapido scioglimento della neve”.
Una decina di feriti, tra questi anche un vulcanologo dell’Ingv
Dieci persone sono rimaste ferite dall’esplosione. Sono stati colpiti da materiale lavico, ma nessuno sarebbe in gravi condizioni. Tra questi un vulcanologo dell’Ingv. Il ricercatore “ha riportato solo lievi escoriazioni dovute alla caduta di pietre conseguente all’esplosione”. E quanto ha detto all’ANSA il vulcanologo Marco Neri dell’Ingv. “Sull’Etna attualmente ci sono diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere”. “Il fronte della colata lavica – spiega ancora – si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso al colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c’è la funivia”.