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Mertens, il Napoli alza l’offerta ma non basta

Mertens, il Napoli alza l’offerta ma non basta

Continuano le trattative per il rinnovo contrattuale dell’attaccante belga del Napoli Dries Mertens, sempre nel mirino dell’Inter. Come riporta Tuttosport, il Napoli ha ritoccato l’offerta di rinnovo per l’ex PSV Eindhoven arrivando a 2,750 milioni a stagione più altri 250 mila euro di bonus: la differenza è abbastanza minima con la richiesta economica (gli avvocati del diretto interessato ne reclamano 3 a stagione più bonus, fino al 2021), la questione è la clausola rescissoria perchè ne viene richiesta una per l’estero che non vada oltre i 30 milioni di euro. Sul calciatore ci sono anche Chelsea e Newcastle.

Kiss Kiss – Il rinnovo di Insigne potrebbe arrivare a breve: le parti continuano a lavorare

La redazione di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale della Ssc Napoli, ha riportato importanti aggiornamenti sul futuro di Lorenzo Insigne. Ecco quanto evidenziato:

“Le parti sono vicine ad un accordo, resta da limare qualche dettaglio legato ai diritti di immagine. La società e gli agenti del calciatore continuano a lavorare. Il rinnovo potrebbe arrivare a breve. C’è grande ottimismo riguardo la sua permanenza in azzurro”.

Barreca, l’agente: “Napoli? Prematuro parlarne, abbiamo rinnovato con il Torino”

Marcello Bonetto, agente di Antonio Barreca, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Tuttomercatoweb in merito al futuro del suo assistito.

 

Intanto ci sono voci di mercato che vogliono il ragazzo nel mirino di Inter e Napoli. Ci sono novità in merito?

“E’ assolutamente prematuro, in autunno abbiamo rinnovato il contratto col Torino fino al 2021. E’ stato bello, importante, perché il Toro l’ha blindato anche se il precedente contratto era in scadenza nel 2019. E’ stato un passo importante, voluto da entrambe le parti. In questo momento non ci sono novità sul mercato, esamineremo la situazione con calma in futuro. Al momento è davvero prematuro”.

Sky – Niente di preoccupante per Reina, le sue condizioni verranno monitorate anche domani

Destano un po’ di preoccupazione le condizioni di Pepe Reina. In mattinata il portiere azzurro, impegnato con la nazionale spagnola, ha accusato un fastidio muscolare in allenamento. Reina si è sottoposto a dei test clinici per capire l’ entità dell’ infortunio. Attualmente, stando a quanto riportato dalla redazione di Sky Sport, filtra un certo ottimismo: si escludono lesioni importanti. Controlli verranno effettuati anche domani ma il problema non dovrebbe compromettere la sua presenza per la doppia sfida contro la Juventus dopo la sosta.

Koulibaly, l’ agente: “Abbiamo rinnovato, resterà al Napoli fino al 2021”

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Bruno Satin, agente di Kalidou Koulibaly. Ecco quanto evidenziato:

“La Juventus non perde mai punti contro le piccole e anche contro le grandi riesce a portare a casa il risultato. Il Napoli gioca sempre allo stesso modo a prescindere dall’ avversario. A Empoli sullo 0-3 non si possono concedere quelle opportunità. Per migliorare e trattenere i campioni servono cose che il Napoli non ha. Per esempio un nuovo stadio di proprietà.
Speriamo che Kalidou si riposi un po’ con il Senegal. Non credo che giocherà entrambe le partite in programma. Posso dire che abbiamo rinnovato con il Napoli, resterà in azzurro fino al 2021. Non si muoverà da qui, è tutto in ordine con il club. Clausola? Non c’è, sono cose private tra calciatore e società”.

Castellammare di Stabia: Il video della Terza Edizione del Torneo della Legalità

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Lunedi 20 marzo 2017 è stato il giorno scelto dall’ITS “L.Sturzo” per dare continuità al Torneo della Legalità che da anni è l’epilogo del progetto scolastico inserito nel PTOF “Scuola & Legalità”.

L’amministrazione comunale, da sempre sensibile allo sviluppo di un senso di legalità sul territorio, ancora una volta ha dato il proprio assenso affinchè questo torneo si svolgesse all’interno della struttura sportiva cittadina del Romeo Menti.

Il triangolare si è concluso con la vittoria della squadra della Polizia, che per la cronaca ha perso per 1 a 0 con il Severi e ha vinto 2-0 con lo Sturzo. Il secondo posto è stato conquistato dal Severi, che ha perso con lo Sturzo per 1 a 0 e ha vinto con il medesimo risultato la partita con la Polizia. Il terzo e ultimo posto è stato assegnato allo Sturzo che ha vinto per 1 a 0 con il Liceo ma poi ha perso 2 a 0 con la Polizia.

Tutto è andato per il verso giusto e la giornata sarà sicuramente ricordata da tutti come una bella pagina di sport e aggregazione e soprattutto tanta legalità.

E’ possibile rivivere i momenti più importanti di questa manifestazione, grazie al contributo filmato realizzato dalla nostra redazione.

Buona visione

I segreti dell’acqua nella Giornata Mondiale

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Domani è la Giornata Mondiale dell’acqua. Qualcosa che ogni giorno beviamo e tocchiamo. Ma pochi sanno da dove proviene, come l’opera dell’uomo stia cambiando gli scenari ambientali e quanta ne viene sprecata. A spiegarcelo è il geologo Mario Tozzi.

La lezione che nasce nel sottosuolo

E’ l’unica formula chimica che ricordiamo per tutta la vita dal tempo della scuola, ma l’acqua non è certo così ben conosciuta come il suo quotidiano utilizzo ci indurrebbe a pensare. Anzi: probabilmente non molte persone sanno da dove viene l’acqua che beviamo al rubinetto o imbottigliata e rimarrebbero sorprese nel sapere che scaturisce dal sottosuolo, spesso dopo lunghi viaggi sotterranei.

E che, in molti casi, la beviamo fossile, come l’acqua delle oasi sahariane, che arriva a emergere dopo migliaia di chilometri ipogei vantando cinquemila anni di età. Di 36 milioni di chilometri cubi di acqua dolce sulla Terra quasi il 28% è l’acqua sotterranea delle falde, molta di più di tutta quella contenuta nei fiumi e nei laghi (0,36%) e molta meno di quella che riposa nei ghiacciai (oltre il 77% dell’acqua totale). L’acqua delle falde e dei ghiacciai dovrebbe preoccuparci molto di più di quella dei fiumi e dei laghi, anche se molte città moderne del mondo si approvvigionano direttamente da queste fonti dopo una laboriosa depurazione.

Non bisogna pensare però che l’acqua di falda sia contenuta in laghi sotterranei o caverne: questo accade solo nelle regioni carsiche. Più in generale, l’acqua impregna le rocce del sottosuolo piuttosto come una immensa spugna, che viene strizzata quando perforiamo un pozzo per emungerla. Gli stessi fiumi, come il Po o il Tevere, sono come canali drenanti delle falde sotterranee, vene della Terra che contribuiscono al grande ciclo idrogeologico. L’acqua sul pianeta è sempre la stessa, non può essere accresciuta da quando i vulcani e le comete l’hanno creata. Per questo il ciclo dell’acqua va tutelato, perché l’acqua alimenti le falde profonde dove costituisce la nostra riserva strategica più preziosa.

Ma le attività produttive dell’uomo alterano i tempi e le quantità di questo gigantesco ciclo. E il cambiamento climatico contribuisce a stravolgerlo. Un tempo l’acqua di pioggia cadeva con una certa regolarità annuale, per esempio i 1000 mm in Italia o in Gran Bretagna. Oggi, invece, in una giornata rischia di cadere tutta la pioggia che un tempo cadeva in sei mesi o addirittura in un anno. Quell’acqua non ha il tempo di infiltrarsi in profondità, come dovrebbe, confluendo nelle falde profonde, ma si riversa nei fiumi e finisce subito in lago o a mare, vanificando un ciclo millenario.

Ma più del cambiamento climatico possono l’uso eccessivo e lo spreco. L’uso potabile dell’acqua non è certo il più importante (meno del 20%), ma la neve artificiale o i campi da golf nel deserto non appaiono fra le destinazioni più appropriate di una risorsa così preziosa, al di là delle perdite degli acquedotti che, nelle campagne, rientrano alla fine in falda. In agricoltura pratiche di irrigazione a canale come duemila anni fa non sono appropriate oggi, come non è stato un bene, per le acque italiane, passare dal frumento al kiwi, una delle colture più idrovore che esista. L’allevamento animale resta uno dei responsabili del depauperamento delle falde mondiali in generale: «finire» un solo bovino adulto richiede tanta acqua quanta quella che ci vuole per far galleggiare un incrociatore. Tutti questi processi sequestrano una parte importante del ciclo dell’acqua e il risultato è l’abbassamento costante del livello delle falde nel sottosuolo, mettendo in pericolo la riserva più preziosa.

vivicentro.it/l’esperto
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lastampa/La lezione che nasce nel sottosuolo MARIO TOZZI

Insigne: “Giocare nel Napoli è sempre stato il mio sogno fin da bambino. Ho rifiutato offerte importanti, se dovessi andare via non dipenderà da me”

Lorenzo Insigne ha parlato ai microfoni di Rai Sport dal ritiro della Nazionale italiana a Coverciano :

Il momento positivo è merito di tutta la squadra, dei miei compagni ma soprattutto del mister che mi ha dato fiducia e possibilità di mettermi in mostra. Sono sempre a disposizione di Sarri. Credo che sia un grande allenatore e ci sta insegnando tanto a livello di calcio. Esprimiamo un bellissimo calcio, siemo giovani e cerchiamo di mettere in campo tutto quello che dice il mister.

Quando ero con Zeman ero giovane. Sono cresciuto tanto anche con Benitez, ha dato tanto al mio percorso di crescita perché con lui ho iniziato a curare la fase difensiva. Con Sarri sto facendo bene entrambe le fasi, spero di continuare su questi livelli e dare ancora tanto.

Arrivare in nazionale è sempre bellissimo, trovi compagni con cui ho giocato in passato come Verratti e Immobile. Anche per questa maglia cercherò di dare sempre il massimo. Fa piacere essere visto come un punto fermo della nazionale, ma devo dimostrare ancora tanto. Spero di avere l’occasione di mettermi in mostra in queste partite, accetto comunque tutte le scelte del mister. Noi siamo qua e dobbiamo lavorare perché abbiamo una partita importante contro l’Albania, sappiamo che non sarà facile. Mister ventura ancora deve parlare con i singoli, io sono qui per dare il massimo e poi vediamo.

Buffon? Abbiamo scherzato sulle prossime sfide con la Juve dopo la sosta. Abbiamo scherzato su come sarà l’ambiente ma niente di che, adesso siamo concentrati sulla Nazionale. Lui è una leggenda del calcio mondiale, spero che ci darà una mano a noi giovani per crescere di più.

Io come sanno tutti vivo ancora a Frattamaggiore, faccio sempre le solite cose ma rispetto a prima in maniera più riservata. C’è chi ti guarda bene e chi ti guarda male, mi faccio voler bene da tutti. L’affetto che i tifosi hanno per i calciatori è enorme, sappiamo che i tifosi del Napoli ci amano. È vero che non usciamo tanto, ma ci vogliono bene e dè importante.

Il mio rapporto con Napoli città è bellissimo, soprattutto in questo periodo mi stanno apprezzando tanto. Gli anni precedenti pretendevano qualcosa in più, ma io ho sempre lavorato in maniera serena perché sapevo che un giorno avrei dato tanto. Darò sempre il massimo per questa maglia e questa gente, la gente di Napoli merita tutto il bene di questo mondo.

Rinnovo? Quest’estate che ci siamo incontrati con il Napoli, il primo incontro non è andato benissimo. Ma dal primo giorno ho sempre lavorato, fino a quando sarò a Napoli darò il massimo. Dei contratti ne parlano gli agenti. Io ho dato la mia piena disponibilità al presidente, spero la accolga. Rispetto all’ estate ho fatto dei passi indietro dal punto di vista economico. C’erano diverse società che mi offrivano di più anche nel settore giovanile, quando i giovani andavano all’ esterno ed offrivano anche lavoro alla famiglia. Non ho sentito la necessità anche se in quel periodo non avevamo nulla. Insieme a mio padre abbiamo deciso di non lasciare Napoli perché il mio sogno era giocare nel Napoli. Se poi il sogno dovesse infrangersi un giorno non dipende solo da me.

Il mio sogno era arrivare in Serie A a giocare nel Napoli e vincere un trofeo importante con questa maglia. Fino a quando la indosserò mi farò ammazzare. Se qualcuno vorrà infrangere questo mio sogno ci rimarrò male, ma poi bisogna andare avanti.

Fiducioso per il rinnovo? Attendo loro, ora penso alla Nazionale. Se mi vogliono incontrare darò sempre la mia massima disponibilità alla società.

Giocare alle 12.30? Finché ci dicono di giocare a quell’ ora dobbiamo fare i professionisti e scendere in campo. Da piccolo non si aspettava altro che la domenica alle 15:00 per vedere le partite. Se il calcio sta cambiando così, l’importante è scendere in campo e fare risultato.

Albania? Non si sa ancora chi gioca, dobbiamo essere tutti pronti perchè chiunque scenderà in campo dovrà dare il massimo. Servirà fare il risultato per andarci a giocare la qualificazione in Spagna. Ci sono tanti calciatori albanesi che giocano in Italia, noi dobbiamo restare sereni e fare la nostra gara. Ci sono tanti giocatori di qualità e possiamo giocare con qualunque modulo. È giusto che vengano tanti giovani in Nazionale, ce ne sono tanti che si stanno mettendo in mostra in campionato. Sta a noi dare continuità rispetto a quello che facciamo con i club.

A Palermo ci sarà anche la tua famiglia? Si, mia moglie mi segue spesso come mia mamma e mio padre. I miei genitori mi hanno dato tanto, quando ero piccolino ho avuto momenti difficili dal punto di vista economico. Avrei potuto fare altre scelte per stare bene, ho preferito restare a Napoli per coronare il sogno di giocare con la maglia azzurra. La mia famiglia non mi ha mai fatto mancare nulla. Ho lavorato con la mia famiglia, sono orgoglioso della scelta che ho fatto da piccolino perché il mio sogno si è coronato. Devo ringraziare anche mia moglie che mi sopporta, ad inizio campionato ero partito male e lei mi ha sopportato.

A De Laurentiis ho già detto abbastanza, non mi va di tornare sull’ argomento. Quello che dovevo fare l’ ho fatto, con la coscienza sono a posto. Ho espresso la mia posizione, se vuole continuare questo matrimonio bene. Altrimenti ognuno farà le sue scelte e andrà avanti per la propria strada”.

ESCLUSIVA-Donovan Maury” Un gruppo coeso può sovvertire ogni pronostico.Manniello? Presidente come in pochi”

L’intervento telefonico dell’ex Juve Stabia, Donovan Maury, al Pungiglione Stabiese
Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViViRadioWEB abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex gialloblè Donovan Maury. Con lui abbiamo fatto un’analisi di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.
Ciao Donovan, abbiamo avuto modo di intervistare diversi calciatori della Juve Stabia, che hanno lasciato il segno nell’ultima promozione in serie B, l’ultimo in ordine di tempo è stato Giorgio Corona. Con lui ci siamo intrattenuti sul discorso spogliatoio e abbiamo evidenziato che una squadra se davvero vuole e se è unita, puó ottenere davvero tutto. Giorgio diceva che quando c’erano le difficoltà, lui era sicuro che la vostra squadra anche attraverso i play-off sarebbe approdata in serie B. Qual è invece il tuo pensiero su quel campionato  in particolare, un tuo ricordo: Confermo ciò che ha detto Giorgio perché lo spogliatoio alla fine conta molto. In quell’annata di sicuro non eravamo assolutamente al livello delle altre squadre, però all’interno dello spogliatoio eravamo tutti uniti, ed infatti poi siamo riusciti nell’obiettivo di raggiungere un traguardo importantissimo. È vero che lo spogliatoio gioca tanto, ha influito ovviamente anche la qualità dei calciatori e di tante cose che vengono messe in mezzo. Se uno spogliatoio é davvero forte, può aiutare tanto.
Nello specifico stiamo notando che l’attuale Juve Stabia sta vivendo un momento particolare, soprattutto in questo inizio 2017: Noi evidenziavano proprio con mister Fontana, dopo l’ultima partita che lui ha diretto alla Juve Stabia, stiamo parlando della sconfitta in casa contro la Paganese, che mentre prima del mercato sui Social Network riuscivamo a vedere i calciatori festanti che si riunivano e comunque cenavano e stavano insieme al bar e si facevano vedere comunque sempre sorridenti, ora invece che sono andati via alcuni elementi come Liotti e Del Sante, queste manifestazioni non si vedono più. Secondo te è potuto succedere qualcosa nello spogliatoio, dovuto magari anche al mercato. Cioè le cosiddette “invidie” nei confronti dei nuovi arrivati hanno potuto destabilizzare l’unione dello spogliatoio e del gruppo: A volte ci vuole poco per rompere gli equilibri, se parliamo del secondo anno di serie B quando a Gennaio siamo andati via un po’ tutti, con i vari Danilevicius, Erpen, si disse che si era rotto un po’ qualcosa all’interno di quel gruppo. Sono delle piccolezze e non penso che sia vero, il gruppo era formato da ragazzi comunque intelligenti sia in quell’anno quando siamo andati via noi e sia quest’anno. Ci sono delle piccole cose che poi vanno risolte, non credo che poi possa cambiare qualcosa in uno spogliatoio solo perché un paio di elementi sono andati via.
In questa Juve Stabia secondo un nostro parere, manca un calciatore alla “Maury”, in quanto abbiamo avuto modo di apprezzare nel corso degli anni, soprattutto il tuo modo di fare e di agire. Hai convinto una persona scettica qual’era mister Braglia. In pratica tu eri il classico calciatore che catalizzava un po’ tutte le negatività e cercava di tenere il gruppo unito insieme ai vari Corona, Molinari, Cazzola. Da veterano eri il simbolo e soprattutto conoscevi un po’ l’ambiente. In questo momento alla Juve Stabia può mancare un calciatore dalle tue caratteristiche, visto che i cosiddetti leader carismatici in questo momento sembrano non esserci: Non so se adesso mancano calciatori con determinate individualità, però magari ho vissuto determinate situazioni e tenevo proprio a cuore la causa Juve Stabia per il fatto che avevo un rapporto forte con i presidenti Giglio e Manniello. Ci tenevo alle sorti della Juve Stabia, avvertivo la fiducia, anche inizialmente quando le cose sono andate male e quindi c’era ancora di più dopo quella voglia di riscatto, era diventata così forte e determinante. Un rapporto di fiducia che si sente dentro, a volte è difficile dirlo, ci sono state tante persone preziose in quel gruppo, su tutti, Corona, Molinari che insieme abbiamo creato un gruppo fantastico e soprattutto c’era l’amalgama. Personalmente non conosco nello specifico i ragazzi di quest’anno che giocano nella Juve Stabia. Conosco Ciccio Ripa, una persona eccezionale, un grandissimo calciatore, che però di carattere personalmente non  conosco. Se continueranno a mantenersi su questi livelli e visto che comunque le qualità ci sono in questo gruppo, credo che faranno un bel fine di campionato sperando che anche questa squadra possa raggiungere la promozione in serie B.
Guardando un po’ l’attuale classifica, 13 punti di distacco dalla prima, pensi che il campionato sia tutto chiuso o si può nutrire qualche piccola fiammella considerando che comunque il Foggia adesso ha vinto contro il Lecce: Penso che il primo posto sia andato, credo che devono cercare di posizionarsi nel miglior modo possibile, anche se alla fine non vuol dire niente perché noi nell’anno della promozione abbiamo vinto con la peggiore posizione possibile e alla fine siamo saliti lo stesso attraverso i play-off. Tredici punti penso però che siano tanti per il primo posto.
Avendo vissuto l’ambiente e lo spogliatoio stabiese, credi che questo cambio di allenatore possa aver fatto giovato ai calciatori? Non credo. Alla fine penso che Fontana abbia fatto bene. Il cambio di allenatore forse può comportare problemi nel tempo ad abituarsi ai cambi tattici, però non credo che è possa aver cambiato qualcosa, anzi semmai dovrebbe dare una svolta e far capire che magari non c’è più l’alibi e quindi bisogna chiudere il campionato in positivo.
Prima hai detto che eri molto legato al duo Giglio-Manniello, adesso al timone é rimasto il solo Manniello. In questo momento particolare, cosa vorresti dire al Presidente che comunque a distanza di anni resta un po’ da solo al comando di questa società da diversi anni: Franco è una persona eccezionale, di cuore, l’unico suo difetto è che essendo tifoso, a volte si lascia un po’ trasportare ed è per quello che servono delle persone che fanno da tramite tra i suoi commenti, che, a volte non sono molto “positivi” per un ambiente, visto che sono troppo istintivi e poco ragionati. Conosco benissimo Franco, ha il difetto di far comandare il cuore. Penso che un Presidente così sia uno spettacolo, perché quello che ti dà è quello che ti fa avvertire, non si percepisce altrove. Spero per lui e per tutti i tifosi che possa continuare ancora per molti anni alla guida della Juve Stabia.
Per quanto riguarda il capitolo tifosi, tu che li hai conosciuti e hai avuto modo di apprezzarli per tanti anni, noi sabato abbiamo avuto modo di apprezzare la festa organizzata da loro per i 110 anni del club che ci puoi dire di loro: La Juve Stabia senza i suoi tifosi non sarebbe mai la stessa. La tifoseria stabiese ti dà una carica in più, che altrove in altri piccole piazze dove ho giocato, non riescono a trasmettere. Il popolo stabiese sia nei momenti positivi, che nei momenti negativi ti trasmette fiducia. Adesso mi sento di dire che se seguono questi ragazzi come sono abituati a fare loro, sono convinto e credo ci possa essere un bel finale di campionato.
In chiusura cosa ti porti  con te della tua esperienza con la Juve Stabia. É stato brutto quando sei andato via ma altrettanto bello sapere che hai lasciato Castellammare in maniera molto malinconica. Quali sono i tuoi ricordi e se in futuro a distanza di 10/ 20 anni un  tuo nipote dovesse chiederti un tuo ricordo, tu cosa gli racconteresti? Adesso sto giocando in un club del Lussemburgo, nella mia carriera italiana le uniche cose che ricordo bene sono le presenze con la Juve Stabia. Tanti bei ricordi in quei 5 anni vissuti a Castellammare è successo un po’ di tutto, con una squadra che doveva stravincere e a fine campionato siamo retrocessi, poi quando abbiamo fatto la squadra contestata in serie C/2 siamo riusciti a vincere quel campionato e soprattutto l’anno successivo con la promozione in serie B. In cadetteria poi Pierino Braglia che non mi voleva e tante altre cose.  A distanza di anni sono rimasto molto amico con Adriano Mezavilla, con la maglia della Juve Stabia ho realizzato il primo gol in Serie B a Bergamo contro l’Albinoleffe. Alla fine eravamo un gruppo di amici, prendevamo in giro Pierino che ci rompeva le scatole quotidianamente, però in campo chi giocava dava l’anima, tutti eravamo uniti per il raggiungimento di un obiettivo e per questo quel gruppo ha vinto con nessuno che immaginava tale epilogo. Tra di noi si è creato un forte legame. Adesso con Thomas e Adriano ci vediamo spesso, spesso sento anche gli altri, mi riferisco ai vari Zito, Cazzola, tutti siamo rimasti molti legati. Spero di venire quanto prima a Castellammare per poter vedere la Juve Stabia prima che finisca questo campionato.
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CASTELLAMMARE: Terzo Torneo della Legalità – ITS “Sturzo”,L.S. “Severi” e Polizia di Stato

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Giornata di festa e di sport quella trascorsa allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, teatro della terza edizione del Torneo della Legalità.

Novità di questa edizione è stata la partecipazione del Liceo Scientifico “Severi” e della scuola Media “Bonito – Cosenza” di Castellammare di Stabia.

In particolare gli oltre 30 alunni della Scuola media hanno intrattenuto gli spettatori con balli e numeri acrobatici durante la pausa tra le partite.

“Scuola & Legalità” è da sempre il titolo affidato al progetto scolastico dell’ITS “L.Sturzo” e che ha avuto come epilogo anche quest’anno il consueto incontro di calcio di fine anno organizzato da diversi anni.

Lo scopo di questo progetto è stato quello di infondere il concetto di legalità e, con un’accezione più ampia, di civiltà a tutti gli alunni che frequentano lo Sturzo. In questo senso è stata fondamentale l’opera della Polizia di Stato, da sempre al servizio del cittadino nella repressione dei fatti delittuosi, ma che questa volta ha fornito un contributo fattivo nell’educazione dei giovani a fini di prevenzione.

L’incasso della manifestazione, generato dalla vendita dei biglietti agli alunni dei due istituti e dagli sponsor, è stato devoluto ancora una volta al fondo dello “Sturzo” per l’acquisto di materiale da destinare alle attività didattiche.

Durante la manifestazione sono stati estratti due biglietti per l’assegnazione di due telefonini “android”. Per la cronaca sono stati estratti i biglietti di un alunno dello Sturzo frequentante la classe 4G (Turismo) e un alunno del Severi frequentante la 3H.

La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 3000 persone che hanno gremito le scalee del Menti; nel settore distinti si sono accomodati gli alunni e alcuni genitori del Liceo “Severi”, mentre allo Sturzo e alla scuola Media “Bonito-Cosenza” è stato riservato la tribuna scoperta.

Il triangolare si è concluso con la vittoria della squadra della Polizia, che per la cronaca ha perso per 1 a 0 con il Severi e ha vinto 2-0 con lo Sturzo.

Il secondo posto è stato conquistato dal Severi, che ha perso con lo Sturzo per 1 a 0 e ha vinto con il medesimo risultato la partita con la Polizia.

Il terzo e ultimo posto è stato assegnato allo Sturzo che ha vinto per 1 a 0 con il Liceo ma poi ha perso 2 a 0 con la Polizia.

Grande soddisfazione da parte del Dirigente Scolastico dell’ITS “L.Sturzo” la Prof.ssa Cinzia Toricco che, grazie al contributo fattivo del Presidente del Consiglio di Istituto il Sig. Giovanni Savastano, è riuscita ancora una volta ad organizzare questa bellissima manifestazione.

Anche il Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “Severi” la Prof.ssa Marcella Sannoner si è dichiarata soddisfatta e contenta di essere stata invitata a questa manifestazione e ci comunica la volontà di continuare ad appoggiare l’idea che, tre anni fa, lo “Sturzo” decise di realizzare.

Tutto è andato per il verso giusto e la giornata sarà sicuramente ricordata da tutti come una bella pagina di sport e aggregazione e soprattutto tanta legalità.

Vogliamo ricordare che ben 52 attività del territorio hanno voluto sponsorizzare questa manifestazione, segno che quando si parla di legalità in tanti a Castellammare vogliono in qualche modo contribuire e partecipare.

In particolare la Buvette dello “Sturzo” ha voluto offrire gli integratori di sali minerali per tutti gli atleti.

Appuntamento al prossimo anno per raccontare ancora di questa bella iniziativa che è diventata una tradizione della nostra città, con la speranza che in futuro sempre più scuole del territorio possano parteciparvi.

 

Campo Dall’Orto interviene su ”le ragazze dell’est” e chiude il programma ”Parliamone sabato”

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Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, spiega in un’intervista a Francesco Bei cosa è successo e cosa si farà per evitare che riaccada una vicenda come quella in “Parliamone sabato”, il programma condotto da Paola Perego su Rai Uno, nella puntata in cui si è discusso del perché le donne dell’Est sono meglio delle italiane ed il tutto suscita il commento di Mattia Feltri che, nel suo Buongiorno su La Stampa, osserva come la condanna abbia unito il mondo politico.

Il dg Campo Dall’Orto: “Rete salva solo con la qualità. Basta pressioni degli agenti”

“Sabato si è rotta la fiducia con i telespettatori”

ROMA – Nessuna distrazione, nessun incidente, nel caso di “Parliamone sabato”, «è stata rispettata la catena di comando. Se vogliamo è ancora più grave, perché il problema non riguarda solamente la conduttrice, ma tutto un gruppo di lavoro. E chi doveva controllare evidentemente ha sbagliato». Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, difende la decisione di cancellare il programma “Parliamone sabato” dopo lo scivolone sulle donne dell’Est.

Ha capito cosa è successo? La responsabilità arriva fino al direttore di Raiuno Andrea Fabiano?  

«L’errore si è fermato prima. Ho ripercorso tutta la catena di controllo e purtroppo ogni passaggio è stato rispettato. Ma se vogliamo è ancora più grave, perchè chi doveva controllare ha dato via libera».

Perché è ancora più grave?  

«Io credo molto nel principio di responsabilità e nella delega. Ma per funzionare in un’azienda come la nostra, che è a contatto con il pubblico, questi due principi devono poggiare su una cultura forte e condivisa».

Quello che è mancato sabato scorso?  

«Esattamente, un errore lo possiamo fare tutti. Ma sabato è successa una cosa enorme: se si arriva a rompere il patto di fiducia con i telespettatori e a dare una rappresentazione completamente inaccettabile delle donne, significa che nessun campanello d’allarme è suonato. Per questo il programma è stato cancellato».

La Perego paga per tutti? Il trash in tv, specie nel daytime, abbonda sovente anche sulla Rai…

«Sarebbe sbagliato prendersela con lei, anche perché un programma è fatto di tante persone. In questo caso un gruppo di lavoro ha ritenuto che fosse accettabile un contenuto inaccettabile per il servizio pubblico».

Insisto, cosa state facendo per evitare il trash nelle trasmissioni destinate al largo pubblico?

«È da mesi che lavoriamo per cambiare i contenuti del daytime, quella parte di televisione che più di tutte, proprio perchè si rivolge a un pubblico largo, deve essere coerente con l’identità del servizio pubblico. Un’identità sempre più slegata dal modello di tv commerciale».

In concreto?  

«Solo per fare un paio di esempi, abbiamo tolto la cronaca nera dalla domenica pomeriggio, per evitare di scadere nel sensazionalismo e abbiamo investito molto nella divulgazione culturale, con esempi quali la prima della Scala in diretta su Raiuno, oppure Fuocammare in prima visione su Raitre. Adesso ripensiamo tutti i contenitori».

Polemica sulla Rai e le donne dell’Est. I vertici a chi devono fare le scuse?

Bufera su ''Parliamone sabato'': le donne dell'Est, perché sceglierle

Per fare cosa?  

«Il modello è un po’ quello di Uno Mattina, che sa tenere insieme contenuti di qualità, giornalismo e l’infotainment più leggero».

C’è anche il problema di manager esterni, come Lucio Presta (marito e agente della Perego), che nei programmi fanno il bello e il cattivo tempo. Farete qualcosa per contenerne lo strapotere?  

«La verità è che quanto più un’azienda ha le idee chiare sulla sua mission, tanto più è indipendente da figure esterne di questo tipo. I manager come Presta ci sono in tutte le tv del mondo, fanno il loro mestiere, ma sei tu azienda che devi avere la forza per decidere in maniera autonoma senza sottostare alle pressioni».

Intanto come tapperete il buco del sabato pomeriggio su Raiuno?  

«Non si tratta di tappare un buco. Ho chiesto ad Andrea Fabiano di sviluppare dei progetti che vadano nella direzione di una televisione sempre più scritta, con gruppi autoriali e giornalistici più strutturati. Tanto più il servizio pubblico è scritto, come con le fiction, tanto più è forte e difendibile. Vale anche per il varietà e lo dimostrano i casi di Bolle, di Mika su Raidue, o la Notte al Museo di Alberto Angela».

A che punto siete con il tetto agli stipendi delle star? Riuscirete a farlo saltare? 

«Siamo fiduciosi che le Istituzioni possano accompagnarci verso una soluzione positiva, altrimenti le conseguenze potrebbero essere significative. Per avere un’azienda forte e indipendente è indispensabile lasciare alla Rai la libertà d’azione per cercare i migliori talenti sul mercato».

Vista la situazione della Rai, qualcuno ha anche lanciato l’idea di mettere a gara la concessione di servizio pubblico. Si sente in pericolo?

«La concessione si giustifica proprio per il modo in cui stiamo portando avanti questa cultura che prova a unire qualità e ascolti. Siamo noi della Rai che dobbiamo provare tutti i giorni ad essere all’altezza della missione che ci è stata affidata».

Eccellenza-Real Forio,De Felice:”Devo ringraziare il mister,se ho segnato così tanto”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Simone Vicidomini

Nell’ultimo derby isolano in questo campionato di Eccellenza, il Real Forio al “don Luigi Di Iorio”, contro il Barano riesce a trovare il pari al 90′. Un derby dell’amicizia,se vogliamo dire anche perchè in panchina da una parte Billone Monti e dall’altra Franco Impagliazzo. Un’amicizia che dura ormai da anni. Due allenatori che hanno vinto diversi campionati,ed esperti per questa categoria. Il vero protagonista del match è stato l’attaccante Francesco De Felice classe ’96 che ha messo a segno un doppietta,raggiungendo quota 16 gol in campionato. Il giovane attaccante dopo l’addio di Gianluca Saurino nel mercato di dicembre passato poi alla Nuova Ischia in Promozione,non solo è diventato un punto fermo nello scacchiere di mister Impagliazzo,ma sta trascinando la propria squadra alla salvezza diretta,grazie ai suoi gol. Lo stesso Impagliazzo a fine partita aveva elogiato il suo calciatore:”De Felice è sprecato per questa categoria. E’ un giocatore che può fare tranquillamente la serie D e anche la stessa Lega Pro è sempre un 96′ e ha dei colpi fantastici”. La squadra biancoverde dopo essere andata in svantaggio nel primo tempo con un gol di Sogliuzzo,trova il pari nella ripresa al minuto 61′,proprio con De Felice:che riceve palla al limite dell’area, su una respinta corta della difesa del Barano,calciando da fermo e indirizzando il pallone all’incrocio dei pali,trovando un vero è proprio gol a “palombella” . Nel post gara abbiamo chiesto proprio un commento sul gol al giovane attaccante:”Ho visto che mi arrivava la palla e ho pensato a fare il tocco sotto e per fortuna mi è andata bene”. Un Real Forio che dopo il pareggio è andato di nuovo sotto con il gol messo a segno da Angelo Arcamone ex di turno,per poi trovare il definitivo pari al 90′. “E’ andata bene,perchè non ci tenevo a perdere contro il Barano”. Per De Felice è stato sicuramente un campionato molto importante,anche se manca ancora la matematica per la salvezza diretta. “Per me siamo salvi, ormai i punti li abbiamo fatti,il resto che arriverà nelle prossime partite sarà tutto un di più”.  Ti aspettavi di mettere a segno così tanti gol in questo campionato? “Su questo devo ringraziare il mister,perchè ha detto che solo con lui gli attaccanti vanno in doppia cifra”.

 

La condanna del programma su ”le donne dell’Est” ha unito il mondo politico

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Chiude “Parliamone sabato” il programma condotto da Paola Perego su Rai Uno, dopo una puntata in cui si è discusso del perché le donne dell’Est sono meglio delle italiane, adoperando scritte e tesi offensive. La condanna ha unito il mondo politico, osserva Mattia Feltri nel Buongiorno. Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, spiega in un’intervista a Francesco Bei cosa è successo e cosa si farà per evitare che riaccada.

Le ragazze dell’Est

Forse si può non avere un’opinione precisa su Paola Perego e Parliamone sabato, la trasmissione Rai in cui è stato presentato un elenco di qualità delle donne dell’Est: più belle, lavoratrici e sottomesse delle donne dell’Ovest. Una totale cretinata raccattata dal web e buttata nel mare delle cretinate televisive che non faceva nemmeno sorridere. Ma l’aspetto prodigioso della vicenda è che, attorno alla turpitudine di Paola Perego, i partiti politici hanno raggiunto una concordia sconosciuta dalla battaglia di Vittorio Veneto. Sinistra italiana e Lega, Pd e Forza Italia, Cinque stelle e Area popolare unanimi: la conduttrice è una farabutta.

Sospinta dalla marea furente dei purificatori social, la coalizione globale del decoro a buon mercato ha avuto un grido solo: «A casa!». Lo hanno detto veramente: «A casa!». Dev’essere stata una bella sensazione per leader e semileader riservare a un così alto obiettivo il linciaggio tanto spesso subito. E dunque, accerchiato da un popolo in armi, eletti ed elettori, dirigenti Rai e alte istituzioni, il programma è stato infine cancellato. Una grande vittoria dell’Italia civile, seguita da esultanza e brindisi online. Continueremo a essere il Paese derelitto di sempre, ma vuoi mettere il sabato pomeriggio senza Paola Perego?

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vivicentro/Su ”le donne dell’Est” i partiti politici hanno raggiunto una concordia sconosciuta dalla battaglia di Vittorio Veneto
lastampa/Le ragazze dell’Est MATTIA FELTRI

Nell’Italia dei format l’M5S lancia l’ennesimo casting: ”mille esperti per Palazzo Chigi”

Grillo azzera il dissenso sul caso Genova («Chi non è d’accordo si faccia un partito») e il Movimento Cinque Stelle in versione governativa cerca il personale necessario per sbarcare a Palazzo Chigi: «Ci serviranno mille persone perbene – ha detto – E dobbiamo cercare i migliori». Da qui il casting per «non ripetere gli errori del comune di Roma».

“Casting di mille esperti di governo per non ripetere gli errori di Roma”

Il capo partito: “Non possiamo più fidarci di chiunque”. Già iniziati colloqui con economisti, magistrati e funzionari

ROMA – Quanto è facile trasformare un sogno in un incubo? È la domanda che Beppe Grillo tiene bene in mente quando immagina il M5S al governo dell’Italia e al contempo guarda alle condizioni di Roma. Una è una possibilità, l’altra è già realtà e non gli fa dormire sonni sereni.

Ecco perché Grillo non vuole più commettere errori e vuole arrivare all’appuntamento elettorale in maniera impeccabile. Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle fiducia ostentata, Grillo sa che quanto accaduto con la sindaca Virginia Raggi è l’esempio lampante di quello che non va più fatto: «A Roma abbiamo sbagliato, siamo arrivati impreparati e non possiamo permetterci di farlo di nuovo se andremo al governo» ha ripetuto ieri a chi lo ha incontrato a Roma.

Il M5S in versione governativa cerca fuori dai propri confini tradizionali il personale che andrà a rinforzare la squadra di Palazzo Chigi. Sottosegretari, dirigenti, funzionari, consulenti, e anche qualche ministro di peso. Beppe Grillo spara un numero: «Ci serviranno mille persone perbene – ha detto – E dobbiamo cercare i migliori». I migliori magistrati, professori, avvocati, ingegneri che vogliano partecipare al primo governo dei 5 Stelle. Un governo che avrà in larga parte ministri politici come volti e portavoce, ma dietro ai quali si muoveranno quegli esperti che dalle diverse categorie si stanno già avvicinando alla causa di Grillo. Al netto degli opportunismi di carriera, di chi è pronto a salire su un carro lanciato verso la vittoria, il comico sa che questo interesse è crescente, annusa un clima diverso, meno ostile verso il Movimento. Lo aveva notato durante il convegno sul lavoro del futuro, organizzato dai deputati grillini, e ne ha trovato conferma ieri, seguendo gli interventi al dibattito sull’acqua pubblica che si è tenuto alla Camera.

C’è una fetta di accademici pronti a prestare le proprie competenze, come ci sono ex generali e alti ufficiali in cerca di un accreditamento verso i rampolli del M5S come Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Il casting è partito già da qualche mese, dalla fine del 2016, da quando il Movimento ha cominciato una serie di colloqui informali con economisti, magistrati, giuslavoristi, esperti di ambiente e di difesa, per sondare la loro disponibilità a dare una mano agli inesperti grillini che altrimenti arriverebbero al potere orfani di una classe dirigente e di una struttura di funzionari fedeli alla missione del Movimento. Esattamente come è successo a Roma. E il ribaltone sul ribaltone di Genova, deciso a tavolino da Grillo dal terrazzo della sua villa di Nervi, che ha mandato al diavolo anni di parole sulla democrazia partecipata, va letto tenendo presente il pasticciaccio della Capitale. Anche a Roma, come ha fatto a Genova la consigliera regionale Alice Salvatore contro Marika Cassimatis, c’era chi, la deputata Roberta Lombardi, aveva messo il leader genovese in guardia dalla vincitrice delle primarie, Raggi, e dagli uomini di cui aveva scelto di circondarsi, su tutti Raffaele Marra e Salvatore Romeo. Solo che a differenza di Salvatore, Grillo aveva scelto di lasciare fare alla sindaca, isolando Lombardi. Un rischio che non vuole più correre: e così per non mettere una toppa dopo – con assessori inviati dalla Casaleggio Associati, deputati spediti in Campidoglio a supervisionare il lavoro della giunta – ha preferito optare per lo strappo preventivo, liquidando la legittima candidata e la sua lista di consiglieri in odore di eresia.

Per tutti questi motivi, la frase che va ripetendo Grillo, «non possiamo più fidarci di chiunque», porta con sé diverse conseguenze in vista delle politiche: ci sarà sì una ristrutturazione dei meet-up, e verrà ripensato il metodo di selezione degli eletti, ma è pronto anche un lavoro di selezione dei nomi che dovranno affiancare i ministri scelti tra i 5 Stelle. Gente che sulle banche, sul reddito di cittadinanza, sull’immigrazione, sull’euro e sull’Europa, la pensa come il M5S e che può garantire a Grillo di non avere brutte sorprese dopo le elezioni.

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lastampa/“Casting di mille esperti di governo per non ripetere gli errori di Roma” ILARIO LOMBARDO

Stefanini: l’Italia fondamentale nella gestione dell’emergenza in Nord Africa

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Stefano Stefanini, nel suo editoriale su La Stampa, sottolinea il ruolo fondamentale dell’Italia nella gestione dell’emergenza in Nord Africa.

Cogliere la chance di far ripartire l’Europa

I pedaggi si pagheranno a Berlino o a Bruxelles. Ma tutte le strade portano ancora a Roma. Ieri vi hanno condotto i Paesi mediterranei dell’Ue e i loro dirimpettai nordafricani. Insieme, hanno fatto un passo avanti per gestire la rotta libica dell’immigrazione in Europa; sulla carta per ora, ma nella giusta direzione. Sabato 25 toccherà all’intera Unione Europea rinnovare i voti nel sessantesimo anniversario. L’Italia è il fulcro dei flussi immigratori; la regia del 25 marzo le dà fiato per farne un vertice politico di rilancio anziché una sterile celebrazione.

LEGGI ANCHE: Migranti, l’ultimatum di Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo

Il Trattato del 1957 suggellò la rinascita dell’Italia repubblicana dalle macerie della dittatura fascista, dall’umiliazione della sconfitta e dalle ferite della guerra civile. Sessant’anni dopo i leader dei 27 Paesi dell’Ue tornano a Roma per far ripartire l’Europa dopo le battute d’arresto sull’immigrazione, sulla crescita e sul debito sovrano, dopo gli attacchi del terrorismo, dopo l’autoinflitta amputazione del Regno Unito.

La perdita di fiducia della gente in un’Unione che perda colpi è comprensibile. Le Pen, Salvini, Wilders, Farage sono effetti non cause. Per l’Ue gli ultimi due anni sono stati una corsa a ostacoli da una crisi all’altra, inciampando ma senza abbandonare. La sopravvivenza è una battaglia onorevole che non basta. Quando si riuniranno a Roma, per ridare fiducia alla gente e ritrovarla in se stessi i 27 leader e i tre presidenti dell’Ue dovranno dimostrare di guardare al futuro. Oggi non è tempo né d’indulgere a celebrazioni né di farsi prendere la mano da recriminazioni. Quello che conta è l’Europa di domani.

All’Europa di domani pensarono i sei Paesi fondatori nel 1957. Guai se si fossero fatti condizionare dalla congiuntura. Se fra quattro giorni ci sarà lo stesso coraggio la gente se ne accorgerà, a Bratislava come a Parigi. L’Italia ha una responsabilità non solo cerimoniale. Il lustro di fare da ospite è effimero. Essere Paese cerniera fra Nord e Sud, fra vecchi e nuovi membri, ponte verso i Balcani in credito di allargamento, frontiera mediterranea, è una responsabilità. Basta e avanza per far ben sentire la nostra voce, pur senza velleitarismi.

A fine mese, il primo ministro britannico annuncerà la decisione di Londra di uscire dall’Ue ex articolo 50 del Trattato di Lisbona. Non che ci sia da rallegrarsene, ma il dado è stato tratto nove mesi fa. Più presto si passa dal disagio della convivenza forzata a una seria e costruttiva trattativa sulla separazione e sulla futura relazione fra Uk e Ue, meglio è. Anche lì l’Italia avrà un ruolo da giocare e interessi nazionali da salvaguardare.

Usciamo bene dalla prima tornata della settimana europea. E’ stato un successo aver messo intorno allo stesso tavolo tutti i Paesi della sponda africana (tranne Algeria per disguidi) e di quella Ue. Ha corresponsabilizzato i primi al di là delle loro frontiere, impegnandoli a collaborare con la Libia per fermare l’emorragia prima degli imbarchi. Il governo Gentiloni persegue con costanza l’obiettivo di un filtro sulla sponda Sud, non diversamente da quanto avviene sulla sponda Est, in Turchia, in Giordania, in Libano. La situazione della Libia lo rende molto più difficile. Visto che la Libia, da sola non ce la può fare, è necessario avere a bordo l’intera regione. Bisognerà che l’intera Ue, non solo l’Italia, continui a stargli dietro.

Seguirà l’appuntamento del 25 marzo. In gioco la credibilità Ue alla vigilia di Brexit. Per quanto l’Italia possa fare serve una risposta collettiva. Per accontentare tutti la dichiarazione potrebbe cadere nello scontato. Più che le parole conteranno il comportamento e l’affiatamento dei leader. Capiremo subito se finalmente l’Europa riparte. Devono crederci, non solo dirlo.

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lastampa/Cogliere la chance di far ripartire l’Europa STEFANO STEFANINI

Migranti, l’ultimatum di Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo

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Nel giorno del summit di Roma sul problema della gestione dei migranti, Dimitris Avramopoulos va diretto al punto: «Tutti si devono rendere conto che far parte della famiglia europea impone una serie di obblighi morali e istituzionali». Nell’editoriale Stefano Stefanini sottolinea il ruolo fondamentale dell’Italia nella gestione dell’emergenza in Nord Africa.

“L’Europa sanzionerà i Paesi che rifiutano le quote”

L’ultimatum del commissario Avramopoulos: l’Italia non deve ritenersi sola in questa emergenza

ROMA – «La relocation dei migranti non funziona? Dopo un anno e mezzo di amare delusioni adesso le cose cominciano a cambiare, e i rifugiati giunti in Grecia e in Italia cominciano a essere spostati in altri Paesi. Ma tutti gli Stati membri devono fare la loro parte. Due settimane fa da Bruxelles abbiamo lanciato un segnale molto chiaro: tra qualche mese questo programma si concluderà, e allora sarà il momento per tutti noi di prendere nuove decisioni. Speriamo che non debba essere necessario far scattare delle procedure di infrazione per i Paesi che non avranno rispettato i loro impegni». Dimitris Avramopoulos, greco, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, ha partecipato ieri al summit centromediterraneo di Roma sul problema della gestione dei migranti. E – almeno a parole – sembra voler minacciare di sanzioni i tanti Paesi Ue che non stanno accogliendo le quote previste di profughi.

Commissario, che ne pensa del vertice a Roma? È stato un incontro utile?

«Sappiamo che la situazione è molto difficile, e che la pressione sull’Italia è fortissima. Questa iniziativa è da considerare utile per sostenere l’Italia, ma anche per mettere intorno a un tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda. Ne è emerso un forte impegno a lavorare insieme per affrontare il tema dell’immigrazione sul terreno, in concreto. Vogliamo tutti dare il massimo supporto alla Libia perché possa controllare meglio le sue frontiere meridionali e contrastare i trafficanti di migranti, e le forniremo tutti gli equipaggiamenti necessari, a cominciare dalle forze della guardia costiera. Ma bisognerà insistere in futuro».

Che ne pensa dei progetti del governo italiano di un sostegno anche militare al governo libico?  

«Ci congratuliamo con l’Italia per quel che sta facendo per la Libia. È un’iniziativa complementare con le altre già avviate dall’Europa. Ma affrontare il tema dei transiti dalla Libia deve essere una responsabilità condivisa di tutti Paesi europei. Perché quello che avviene in Italia – o in Grecia – in realtà poi si riverbera sull’intera Ue. L’Italia non è sola su questa emergenza».

Commissario, eppure sappiamo che molti partner Ue – nei fatti – di migranti non ne vogliono sapere. L’Europa ci vuole aiutare davvero, o sono solo parole?  

«È un fatto che alcuni governi non si impegnano o riluttano a compiere quello che invece è un preciso dovere comune: affrontare insieme il problema dell’immigrazione. Tutti si devono rendere conto che far parte della famiglia europea impone una serie di obblighi morali e istituzionali».

Obblighi che però, per adesso, non vengono rispettati, se non in minimissima parte. E così un fenomeno come quello dei rifugiati, che rispetto al totale della popolazione e del territorio europeo avrebbe un peso irrisorio, diventa un problema potenzialmente esplosivo.  

«Dopo una partenza deludente, lo schema di ricollocazione dei profughi ha cominciato ad essere applicato. Piano, ma qualcosa comincia a muoversi. Ma tutti gli Stati devono far parte della soluzione. Dall’autunno, come ho detto, non vorrei fossimo costretti a intervenire con procedure di infrazione, per chi non rispetta i suoi impegni».

Commissario Avramopoulos, si sente in grado di promettere che stavolta le regole sulla ripartizione dei migranti verranno rispettate?  

«Sono molto fiducioso, assolutamente fiducioso. Le cose vanno migliorando, ma non siamo arrivati dove vorremmo, perché qualche governo è molto riluttante nell’accettare quelli che sono in realtà obblighi ben precisi. Quello che è stato deciso è legalmente obbligatorio e vincolante per tutti i Paesi membri dell’Ue. Il programma in corso si esaurirà in autunno. E questo significa che tutti quanti, nessuno escluso, verranno considerati responsabili sulla base di quel che hanno fatto, e degli impegni che non avranno mantenuto».

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lastampa/“L’Europa sanzionerà i Paesi che rifiutano le quote” ROBERTO GIOVANNINI

Russiagate: l’Fbi indaga sui legami tra Putin e il presidente Usa tra spie e ricatti a luci rosse

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L’Fbi conferma l’esistenza di indagini sui “legami tra lo staff di Trump e la Russia” e nega che Obama abbia ordinato intercettazioni sul tycoon.

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Come in una rissa da saloon dei vecchi film western, nessuno esce indenne dall’audizione alla commissione Servizi di Intelligence della Camera Usa, con il capo dell’Fbi James Comey e l’ammiraglio Mike Rogers, direttore Nsa. Il presidente Donald Trump incassa due durissimi uppercut, quando Comey conferma che l’Fbi sta indagando sulle «connections» tra la campagna repubblicana e fonti russe, e poi nega recisamente che ci sia del vero nelle accuse mosse a Obama di intercettazioni illegali.

Ma i democratici non piazzano il colpo del ko, perché i repubblicani si schierano come guardie del corpo fedeli della Casa Bianca, in una buona prova di squadra. Trump detta la linea di buon mattino via Twitter, concentrandosi sui «leaks», le soffiate ai giornalisti, e non sull’oscura manovra che dal Cremlino ha infiltrato il duello con Hillary Clinton.

Quanto a Comey, i suoi sforzi per tornare uomo al di sopra delle parti, carisma perduto con le rivelazioni premature sull’inchiesta contro le mail private della Clinton poi finita in nulla, hanno messo a segno qualche punto. Dando in pratica del bugiardo, o almeno del millantatore, al presidente, Comey recupera favori tra i democratici, che non lo incal zano su un tema cruciale.

Perché mai il direttore dell’Fbi ha richiesto esplicita autorizzazione al Dipartimento della Giustizia per rivelare le indagini in corso sui contatti tra staff di Trump e russi, quando, in piena campagna elettorale, ha reso pubblica l’inchiesta contro la Clinton, senza peritarsi di chiedere analogo permesso all’allora ministro della Giustizia democratica Lynch? Pesi diversi che – a lungo, in una saga che non sarà breve o indolore – torneranno a creargli guai. Tanto più che il direttore ammette: non è finita, «i russi hanno avuto successo e torneranno a ripetere la manovra nel 2018, e forse nel 2020», elezioni di midterm e presidenziali. Qui i democratici avrebbero potuto incalzarlo, chiedendogli conto del passo doppio Hillary-Donald, ma hanno preferito non antagonizzare un interlocutore che sperano infligga altri colpi a Trump. Malinconicamente, sono gli sconfitti della Clinton ad attaccare, via social media, Comey. Tace Obama, cui nessuno chiede ancora conto del silenzio impaurito: sapeva dall’estate dell’inchiesta Fbi su Trump e la Russia, ma tacque «per non sembrare imparziale».

L’ammiraglio Rogers lancia un messaggio agli europei, «Quel che i russi hanno fatto nel 2016 da noi, fanno ora in Europa», usando disinformazione, leaks, hackeraggio e guerra informatica nelle elezioni in Francia e Germania, contro i candidati più anti Putin, Merkel e Macron, e a favore di candidati ritenuti più filo russi, Schulz, Fillon, Le Pen. Con grinta il presidente del Comitato, il repubblicano Nunes, ha seguito l’ordine di scuderia, insinuare – senza prove – che i pirati informatici di Putin abbiano gonfiato i voti democratici. Stato per stato, Nunes chiede conferma dei brogli, per sentirsi rispondere sempre di no. Poco importa, la domanda farà schiuma e il 37% degli americani (punto basso, finora della presidenza) che appoggia Trump sarà impressionato.

Dal Cremlino, Vladimir Putin può guardare il pestaggio al Saloon America con soddisfazione. Sia Comey che Rogers confermano che l’operazione dell’ex ufficiale dello spionaggio Kgb, condotta via Wikileaks (malgrado gli uomini di Assange siano lieti: «Nessun filo diretto tra noi e il Cremlino»), è stata la «manovra coperta più efficace di sempre», seminando «caos e discordia» negli Usa. Solo osservatori ingenui, o in malafede, potevano credere che Trump alla Casa Bianca avrebbe stretto un patto col presidente russo, forse temendo i famosi video che lo riprendono con belle ragazze russe, «le prostitute migliori al mondo» secondo Putin, di cui fonti di intelligence insistono a parlare. Non era questo il piano, Mosca voleva seminare zizzania e c’è riuscita: ora tocca a Parigi e Berlino, vedremo quando, e come, a Roma. La testa già caduta dell’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn, troppo avventato nel fidarsi dei russi, il ministro della Giustizia Jeff Sessions costretto a autosospendersi dall’inchiesta (facendo infuriare Trump) per non aver rivelato all’Fbi e al Senato, della sua personale Russian Connection, sono solo le prime vittime. Altre seguiranno.

Trump twitta astuto «non c’è prova di contatti tra Presidente e i russi», ma Fbi, Nsa e Cia – che la Casa Bianca ha, incautamente, paragonato «ai nazisti» e alla «caccia alle streghe» – seguono altre piste, cercando contatti tra collaboratori di Trump e russi: ieri, in Ucraina, si annunciavano rivelazioni contro Paul Manafort, ex capo dello staff trumpiano. La vittoria di Putin è la sfiducia che paralizza l’America, dove aumentano gli elettori che considerano Trump «presidente illegale», tra i giovani sotto i 30 anni il 57%. Questa discordia voleva seminare e la messe è alta.

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lastampa/Lo zar e l’Operazione scompiglio per paralizzare l’America GIANNI RIOTTA

Malfitano: “Il Napoli si è dimostrato brillante, ma attenzione alla condizione fisica”

Malfitano: “Il Napoli si è dimostrato brillante, ma attenzione alla condizione fisica

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto il giornalista della Gazzetta dello Sport Malfitano, il quale ha dichiarato: “La sofferenza nel secondo tempo credo sia figlia solo della condizione fisica. Anche nel primo tempo di ieri il Napoli si è dimostrato una squadra brillante. Sarri dovrà lavorare sulla condizione fisica anche perché lo stress fisico e mentale della Champions è lecito pagarlo in questo momento della stagione. Non dimentichiamo inoltre la gara d’andata di Coppa Italia con la Juventus che alla ripresa sarà doppiamente avversaria degli azzurri tra campionato e coppa. Tanto di cappello a Mertens per il gol su punizone, ma è giusto riconoscere la crescita di Insigne. Il Napoli non può farne a meno, nonostante una media gol inferiore al belga, ha già raggiunto il suo recordi di reti stagionale ed ha già fornito altrettanti assist vincenti”. 

Hysaj: “Italia vs Albania? Io contro Insigne, sarà un bella sfida”

Hysaj: “Italia vs Albania? Io contro Insigne, sarà un bella sfida”

Ai microfoni dei media albanesi, è intervenuto Hysaj, difensore azzurro, il quale ha dichiarato: “Con la mentalità giusta possiamo battere gli azzurri, cercheremo di fare il nostro gioco. Ho scherzato con Insigne a Napoli, giocheremo contro e ci ritroveremo sulla stessa fascia, sarà una bella sfida. Dopo aver battuto l’Empoli gli ho detto di non parlarmi più, perché da quel momento eravamo avversari. Il calcio è bello anche per queste cose. Palermo è lontana, ma mi aspetto tanti nostri tifosi a seguire la sfida”.

La fotogallery della gara Cosenza vs Juve Stabia (2-4)

Cosenza vs Juve Stabia foto di Pietro Russo

Guarda le foto di Cosenza vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo Pietro Russo che ci racconta così la vittoria delle vespe contro i ragazzi di Mister De Angelis.

La Juve Stabia torna alla vittoria dopo il cambio di allenatore nel giorno del 110 anno di vita. La partita complicata vede le vespe andare sul 3 a 0 per poi andare in difficoltà sul 3 a 2. La partita si chiude al secondo gol di Lisi che chiude il match sul 4 a 2. Ottime le prestazioni di Matute al suo esordio dal primo minuto in campionato e di Cutolo versione assist man (due passaggi determinanti).

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Juve Stabia: Russo, Cancelotti, Morero, Camigliano, Santacroce, Capodaglio, Izzillo, Matute, Kanoutè, Lisi, Cutolo.
a disposizione: Bacci, Tabaglio, Liviero, Marotta, Manari, Giron, Salvi, Allievi, Esposito, Mastalli, Rosafio.
Cosenza: Perina, Tedeschi, Blondett, Caccetta, Letizia, Statella, Baclet, D’Anna, Mungo, Calamai, D’Orazio.
a disposizione: Saracco, Corsi, Pinna, Capece, Criaco, Cavallaro, Meroni, Mendicino, Bilotta, Ranieri, Madrigali.
Arbitro: Sig. Viotti
Assistenti: Sig. Lacalamita, Sig. Antonacci.
Ammoniti: Cancellotti, Morero, Lisi
Il match a causa di uno sciopero indetto dai calciatori della Lega Pro inizierà con 15 minuti di ritardo.
29’ Gol della Juve Stabia con uno straordinario tiro a giro dalla sinistra da parte di Lisi che viene deviato da leggermente da D’Anna per poi terminare alle spalle del portiere.
32’ Ancora gol per la Juve Stabia ottimo cross dalla sinistra da parte di Cutolo che vede Kanuotè sul secondo palo il quale non sbaglia insaccando il pallone in rete con un ottimo colpo di testa.
48’ Ottimo recupero di Cutolo a centrocampo che serve Kanuotè con uno splendido passaggio in messo ai due centrali difensivi, Kanoutè in velocità si beve gli avversarsi, arrivando in area di rigore, per poi dribblare il portiere e mettere a segno il gol del 3 a 0.
55’ Bella azione del Cosenza che grazie ad un cross dalla sinistra di D’Orazio che serve Statelli, il quale di testa fa da sponda per un bel colpo di testa di Baclet che spiazza Russo.
67’ Matute perde palla a centrocampo contropiede del Consenza, palla per Statella che serve a centro dell’area per Baclet che non sbaglia il gol del 3 a 2 , partita riaperta.
81’ Progressione impressionante di Lisi che dribbla in velocità il difensore cosentino Blondett per poi spiazzare Perina con un tiro potentissimo dritto verso l’incrocio dei pali.