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Turi a Le Vespette: “Chiudiamo i giochi con i Nazionali: pensiamo poi ai playoff. I nostri ragazzi in giro per l’Italia”

Queste le sue parole….

A ‘Le Vespette’, programma dedicato al settore giovanile della Juve Stabia in onda su Vivi Radio Web, è intervenuto il direttore Alberico Turi.

Partita importante per gli Under 17…
“Gara fondamentale per i ragazzi di mister Di Somma che domenica affronteranno il Monopoli. Un risultato positivo ci permetterebbe di mettere una seria ipoteca sulla qualificazione ai play off a tre giornate dalla fine”.

Gli Under 15 e la Berretti hanno già raggiunto i play off, bastano pochi punti per avere la certezza del primato in classifica…
“Nel caso dovessimo raggiungere questo obiettivo, penso sia una stagione da incorniciare. Soddisfazioni del genere le abbiamo avute nei primi anni della Serie B, ci stiamo ripetendo a quei livelli”.

Gli Under 15 hanno sei punti di vantaggio, serve una vittoria perché la Paganese non molla…
“Battendo il Monopoli credo che il primato non ci possa più sfuggire, sarà importante non commettere errori di presunzione. I ragazzi sanno quello che si stanno giocando, stanno raggiungendo gli obiettivi in maniera esponenziale”.

Vivicentro seguirà l’intero programma, come sempre, del settore giovanile anche in questa giornata…
“Mi fa enormemente piacere, gli Under 15, 16 e 17 sono ragazzi che meritano questa vetrina. Credo che nessuno in Campania, se non Italia, possa vantare una telecronaca in diretta del settore giovanile con highlights e interviste in giornata per rendere questi ragazzi protagonisti e per proiettarli in una mentalità professionistica”.

Torto al Capua dalla Procura Federale: Juve Stabia, ancora una volta vince lo stile del settore giovanile…
“Non parlerei tanto di stile del settore giovanile, questo è lo stile della società Juve Stabia. Negli anni abbiamo sempre dimostrato di essere preparati anche fuori dal terreno di gioco porgendo attenzione alle carte federali senza commettere grossi errori. Qualche volta però qualcuno ha approfittato della buona fede e dei rapporti di amicizia. In linea di massima il tutto è andato per il verso giusto. Diverse volte la società sportiva Capua ha cercato di raggirare i regolamenti. Con Bravaccini hanno tentato una sorta di furbata che da persone di calcio non avrebbero dovuto neanche pensare minimamente. Si vantano di fare parte del gruppo Raiola, francamente non se di quale gruppo parlino. Certamente non sarà il grande Mino Raiola a seguirli. Noi sapevamo quello che avevamo fatto, non era possibile che la Federazione e la Corte Federale avessero potuto stravolgere la realtà delle cose. Penso che questo sia merito di tutti quanti noi ma soprattutto della società a partire da Lello Persico, segretario della prima squadra fino ad Esposito, segretario del settore giovanile, e tutti gli altri. Non abbiamo fatto grandi opposizioni, consigliati anche dal nostro avvocato De Vincentis, il quale sta ottenendo ottimi risultati nel mondo del calcio”.

Dopo le dichiarazioni rilasciate da Carboni, secondo lei qualche ragazzo del settore giovanile potrebbe essere utile alla causa della prima squadra?
“Non conosco Carboni di persona, ho la fortuna però di conoscerlo tramite Scalzi che mi ha parlato di un allenatore mirato ai calciatori di una certa età. Se la Juve Stabia avesse come obiettivo principale la vittoria del girone, condividerei appieno le sue dichiarazioni. Visto che probabilmente il Matera vincerà la Coppa Italia e accederà di diritto alla fase successiva, la squadra andrà ai play off con tutti i vantaggi della terza posizione. Se crediamo nel futuro di questa società e nella valorizzazione di giovani calciatori, senza farne polemica, allora è giusto andare a guardare una serie di discorsi. Creare magari qualche plusvalenza che nel mondo del calcio è importante. Creare qualche giocatorino per il prossimo anno. Forse il Sig. Carboni non sa che parecchi Berretti Juve Stabia, in questo ultimo periodo, anche se siamo primi in classifica e stiamo lottando per i play off nazionali nelle fasi finali, stanno girando l’Italia in prova a società di prima fascia e di categoria superiore. Se il sottoscritto viene chiamato da chi di dovere a dare delle spiegazioni, sono sempre ben disposto a collaborare con tutti, sempre con l’ausilio del presidente De Lucia e nel rispetto dei ruoli e delle persone. Non si deve mai denigrare il lavoro degli altri”.

Sulla rottura del gemellaggio tra le tifoserie di Juve Stabia e Casertana…
“Penso che questo non debba creare un problema. Vivo Caserta, ma un rapporto di amicizia tra due tifoserie non si può rompere a due giorni da un’importante partita di campionato solo perché qualcuno menziona episodi sporadici avvenuti nella gara di andata. Non so chi possa avere torto o ragione, ma credo che non fosse proprio il momento di innestare questa polemica. Molto probabilmente non tutti possono essere a conoscenza della rottura a due giorni dalla gara, questo potrebbe causare non pochi problemi. Faccio un appello ai tifosi stabiesi, non tutti, ripeto, possono sapere della rottura e magari si presentano in città con la sciarpa della Casertana fuori dalla macchina. Evitiamo che qualche stupido possa compiere un’azione pessima. Le due società avrebbero dovuto, a mio avviso, sedersi ad un tavolo e fare sì che questo evento fosse vissuto solo in ottica sportiva. Saper gestire situazioni del genere, questo significa fare il dirigente di società importanti. Sono ancora in tempo”.

“In chiusura voglio fare una precisazione. Ho letto un’intervista di Belardi che ha parlato della gara giocata contro di noi. Forse si dimentica che Castellammare ha una storia calcistica importante. Non può assolutamente dire di venire a giocare contro i ragazzi della Juve Stabia con le seconde, terze scelte. Ha snobbato i ragazzi stabiesi, non credo che con le prime scelte sia in testa alla classifica. Penso che non sia una bella cosa. Anche la scuola calcio di Nello Cutolo è venuta al Menti e non ci ha snobbato così come non hanno fatto le altre”.

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Il primo match tra Juve Stabia e Casertana risale ad oltre 90 anni fa. Tutti i precedenti

Nella scorso campionato furono i falchetti a prevalere sulle vespe al Menti

Stabia e Casertana, si sono affrontate in gare di campionato al vecchio campo “San Marco” di Castellammare tre volte senza mai pareggiare, una vittoria per i rossoblù e due per i gialloblù. Vediamo nei dettagli i tre precedenti:

– 1925 / 1926 – Campionato Nazionale di Prima Divisione – Lega Sud

20 dicembre 1925 – 4° giornata d’andata: STABIA – CASERTANA 1 – 2.

– 1947 / 1948 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ R ‘

13° giornata d’andata: STABIA – CASERTANA 1 – 0.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

15 aprile 1951 – 11° giornata di ritorno: STABIA 6 – 1.

Juve Stabia e Casertana, si sono affrontate in gare di campionato al campo “San Marco” prima e successivamente all’attuale stadio “Romeo Menti” dieci volte, quattro le vittorie delle vespe, tre i pareggi e tre le vittorie per i falchetti. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1956 / 1957 – Campionato Nazionale di IV° Serie girone ‘ H ‘

2° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 0 – 2.

Jidayi 1– 1960 / 1961 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘

8° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 0 – 1 il gol vittoria dei rossoblù si concretizzò con un autorete di D’Ambrosio a cinque minuti dalla fine.

– 1961 / 1962 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘

16° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CASERTANA 4 – 2 il poker delle vespe con gli attaccanti CECCOTTI e MANCUSO, poi il mediano RAVAGLIA e l’attaccante AVALLONE.

– 1962 / 1963 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘

11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CASERTANA 1 – 0 match winner per le vespe fu il mediano ORESTE.

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ F ‘

23 dicembre 1972 – 15° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 1 – 1 vantaggio dei falchetti con Pienti, pareggio delle vespe con lo stopper Paolo PIERBATTISTA a dieci dalla fine.

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

11 novembre 1973 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 0 – 0.

– 1977 / 1978 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘

10° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 1 – 0 per i gialloblù il gol della vittoria fu dell’attaccante Giovanni FUMAROLA.BiccioArcidiacono

– 2003 / 2004 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘

29 febbraio 2004 – 8° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CASERTANA 0 – 0 (arbitro Paolo Valeri di Roma 2).

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

24 gennaio 2015 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CASERTANA 1 – 0 (arbitro Claudio Lanza di Nichelino (To)) dopo poco meno di dieci minuti William JIDAYI siglò il gol vittoria per i gialloblù.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

4 ottobre 2015 – 5° giornata d’andata: JUVE STABIA – CASERTANA 1 – 2 (arbitro Niccolò Baroni di Firenze) nel primo tempo vantaggio dei falchetti con Negro e pari delle vespe di Pietro ARCIDIACONO. Nella ripresa a dieci dalla fine, l’ex De Angelis regalò la vittoria ai casertani.

Giovanni MATRONE

Le origini del pesce d’aprile: da dove e come nasce?

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L’uomo e la sua voglia di burlarsi in modo bonario di altri uomini, lo ha indotto a decretare il primo aprile come la giornata ufficiale dello scherzo. Ma dove e come nasce il pesce d’aprile? Le sue origini non sono note, ma ci sono varie ipotesi. Quella più accreditata riguarda il cambiamento avvenuto dopo l’assunzione del calendario gregoriano nel 1582. Prima di questa data, infatti, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo e il 1 aprile. Con la sua entrata in vigore alcuni continuarono imperterriti a festeggiare secondo la vecchia usanza, venendo così additati come gli “sciocchi d’aprile”. I meno distratti cominciarono a sbeffeggiarli consegnando loro dei regali assurdi o senza contenuto. Da qui la conseguenza burlesca del primo aprile.
In Italia la tradizione marinaresca vuole che in passato era vietato uscire in mare il primo aprile, perché era il giorno in cui la sirena Partenope avrebbe trasformato per scherzo i marinai in pesci. Per compensare la perdita di un giorno di lavoro, ai pescatori venivano dati pesciolini di cioccolata, una tradizione che a  Napoli sopravvive ancora.

Si può aggiungere la storia del beato Bernardo di San Genesio, patriarca di Aquileia nel XII secolo, il quale miracolosamente avrebbe salvato un papa che stava soffocando a causa di una spina di pesce e che, per riconoscenza, il pontefice avrebbe decretato il primo aprile come il giorno in cui la cittadina in provincia di Udine, non avrebbe mangiato pesce.

Negli anni gli scherzi si sono sempre più evoluti e sembrano aver svelato il binomio indispensabile per la loro riuscita: assurdità-credibilità. Potrebbe apparire un controsenso, ma basta dare un’occhiata ai pesci di aprile più riusciti della storia per cambiare idea. Sono tantissime le burle diffuse dai moderni mezzi di comunicazione, tanto che si può parlare di “bufale del primo aprile”. Una tendenza che, almeno in questo 2017, è in diminuzione considerato che alcune testate giornalistiche europee ci hanno rinunciato per non incrementare le “fake news”.
(Approfondimento nell’ articolo correlato: https://www.vivicentro.it/nazionale-24h/attualita/primo-aprile-2017-morte-del-pesce-daprile-fagocitato-dalle-fake-news/ )

L’ Orda Azzurra, Luisi: “Il Napoli asfalterà la Juve in entrambe le gare, ne sono fermamente convinto”

Vincenzo Luisi, presidente del Club Napoli Rimini Azzurra, è intervenuto a L’ Orda Azzurra, in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web. Ecco quanto evidenziato:

 

“Cavani e Higuain appartengono al passato. Preferirei concentrarmi sul presente e su queste due sfide che saranno due lezioni di calcio. Son fermamente convinto che il Napoli le vincerà entrambe anche con un risultato vistoso. Quando un club cerca di fare una furbata facendo rientrare anzitempo i propri calciatori dalle Nazionali, staopreparando la gara perfetta per prendere quattro palloni. Li attenderà un ambiente infernale, saranno due sonore vittorie che metteranno in discussione l’ intero cammino della Juventus. Difficilmente mi espongo ma ho la netta convinzione che il Napoli farà molto bene, giocheremo la partita migliore della stagione.
Rapporto Sarri-De Laurentiis? Ci saranno sicuramente sorprese, al presidente piace fare le cose in maniera un po’ spavalda. Qualcosa sta scricchiolando ma in cuor mio non voglio neanche pensarci. Prima di lasciare Napoli il mister ci penserà molto a meno che non ci sia la volontà di De Laurentiis di mandarlo via. Sarri mi piace tantissimo, può diventare uno degli allenatori più importanti a livello europeo. Deve cercare di capire che come possono migliorare i calciatori può farlo anche lui.
Higuain? Il disappunto con i tifosi è troppo grande, l’ accoglienza di sicuro non sarà delle migliori. A Napoli ha dimostrato di essere un ottimo calciatore, tecnicamente non è mai stato messo in discussione. Grazie al Napoli è arrivato a questi livelli ma è un mercenario. Come tutti i mercenari va accettato per quello che è. Magari se avesse fatto una comunicazione ufficiale dicendo di voler cambiare aria per vincere qualcosa, le cose sarebbero andate diversamente. Alla Juventus vinci lo Scudetto e basta, qualcuno parla di possibile ‘Triplete’. I bianconeri lo hanno già fatto: calcio scommesse, doping e ora ndrangheta”.

Primo Aprile 2017: morte del Pesce d’Aprile. Fagocitato dalle Fake News

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Vagone di un convoglio di metropolitana che sembra emergere dal sottosuolo in seguito a un bizzarro incidente: in realtà, si tratta di un’installazione che mette in opera uno scherzo per il 1º aprile 2001, organizzato durante i lavori di costruzione della Metropolitana di Copenaghen.

Se “post-verità” è la parola dell’anno 2016 per il dizionario Oxford, se la Casa Bianca di Donald Trump si basa su “fatti alternativi”, se i social media pullulano di “ fake news ” globali di ogni genere che si diffondono alla velocità della luce, la vita si fa dura per per il buon vecchio sano pesce d’aprile.

Alcuni quotidiani norvegesi e svedesi hanno annunciato che da quest’anno rinunceranno a pubblicare il pesce d’aprile, per non alimentare la confusione nell’era delle “fake news”. “Conoscendo la facilità con cui le notizie false si diffondono, non voglio vedere il nome dello Smålandsposten macchiato da una storia potenzialmente virale e falsa” ha scritto in un editoriale il direttore dello svedese Smålandsposten, Magnus Karlsson. “Lavoriamo, come ho detto, su informazioni autentiche. Anche il 1 aprile” ha aggiunto.

L’agenzia TT afferma che hanno scelto la stessa linea anche i giornali del gruppo Hallpressen (Jönköpings-Posten, Värnamo Nyheter e altri), il Västerbottens-Kuriren e il Dalarnas Tidningar. “Lo scriveremo sul numero di domani. Ne abbiamo parlato in redazione, ci abbiamo pensato molto e abbiamo preso questa decisione” ha detto il direttore del Jönköpings-Posten, Erik Berger. “Abbiamo avuto l’impressione, seguendo il dibattito sulla credibilità dei media che si è aggiunto alle notizie false, che quest’anno sia meglio non farlo” ha detto quello del Västerbottens-Kuriren, Ingvar Näslund.

In Norvegia i principali media nazionali (la tv pubblica NRK e i quotidiani Aftenposten, VG e Dagbladet) hanno già abbandonato da anni la tradizione. E secondo NRK anche i quotidiani locali quest’anno vi rinunceranno. “Nel clima in cui siamo, con la diffusione delle false notizie, sarebbe un errore da parte di noi che viviamo della nostra credibilità dare notizie false solo perchè il calendario dice che il 1 aprile” ha detto il direttore di Bergens Tidende, Øyulf Hjertenes. “Penso che dovremmo fare attenzione con l’idea di trarre in inganno le persone. Quel che è scritto in Drammens Tidende devee ssere vero” spiega la direttrice di Drammens Tidende, Kristin Monstad.

Ma ora diamo un’occhiata alla storia del Pesce d’Aprile ed alle più famose “bufale” del 1° Aprile:

Il primo ad accennare agli scherzi d’aprile fu addirittura il padre della lingua inglese Geoffrey Chaucer nei suoi Racconti di Canterbury del 1392, ma autorevoli studiosi ritengono che il 1 aprile sia diventata la giornata delle burle ai danni dei creduloni non prima del XVI secolo, quando l’inizio dell’anno fu spostato nei calendari di molti paesi europei dall’inizio della primavera al 1 gennaio: chi si ostinava a festeggiare Capodanno tra fine marzo e inizio aprile era considerato uno sciocco e deriso.

– 29 marzo 1962: ritrovata in Olanda una statua dell’isola di Pasqua. Un uomo a passeggio su una spiaggia di Zandvoort, in Olanda, riferisce di una bizzarra scoperta: sulla riva una piccola statua dalle sembianze identiche ai famosi megaliti dell’Isola di Pasqua, forse trasportata dalle correnti dal sud del Pacifico all’Olanda. La scoperta finisce sui giornali di tutto il mondo e un esperto norvegese conferma l’autenticità del manufatto. Ma il 1 aprile l’uomo che ha trovato la statua, un artista locale, Edo van Tetterode, confessa di averla realizzata e messa sulle spiaggia. L’anno successivo Tetterode fonda la Società nazionale del pesce d’aprile che assegna una piccola replica in bronzo della statua al miglior pesce d’aprile dell’anno e resta attiva fino alla sua morte nel 1996.

– 1 aprile 1972: trovato il cadavere del mostro di Loch Ness. I giornali di tutto il mondo riportano la sensazionale notizia del ritrovamento del corpo del mostro di Loch Ness a opera di un gruppo di zoologi dello zoo Flamingo Park dello Yorkshire. Gli zoologi tentano di portare il corpo in Yorkshire, ma la polizia scozzese li blocca, a causa di un’antica legge che vieta di rimuovere “creature non identificate” dal Loch Ness. Il cadavere risulta poi essere quello di una grande foca elefante che vive nel nord Atlantico. Ma come è arrivata nel lago scozzese? Il mistero viene svelato il giorno dopo quando John Shields, funzionario del parco, confessa lo scherzo. La foca era morta una settimana prima allo zoo di Dudley. Shields aveva rasato i baffi della foca, ne aveva riempito le guance di sassi e l’aveva congelata per una settimana prima di gettarla nel lago per fare uno scherzo ai colleghi. L’uomo ammise che la cosa gli era sfuggita di mano con l’intervento della polizia.

– 1 aprile 1992: Nixon for President. La radio pubblica statunitense rivela che Richard Nixon, a sorpresa, è pronto a correre di nuovo per la Casa Bianca con lo slogan “non ho fatto nulla di sbagliato e non lo farò di nuovo”. La notizia è accompagnata da un clip audio di Nixon che annuncia la candidatura. Gli ascoltatori rispondono inondando la radio di proteste. Solo nella seconda parte dello show il conduttore John Hockenberry rivela che si tratta di uno scherzo con l’aiuto dell’imitatore Rich Little.

– 31 marzo 1989: un Ufo atterra a Londra. Migliaia di automobilisti sconvolti sull’autostrada alla periferia di Londra assistono alla discesa di un disco volante luminoso sulla città.

L’oggetto atterra in un campo nei pressi della capitale britannica e gli abitanti del luogo chiamano immediatamente la polizia per avvertirla dell’invasione aliena. Gli agenti arrivano e uno di loro si avvicina coraggiosamente al mezzo con il manganello in mano. Quando il portello si apre e ne esce un omino con una tuta argentata il poliziotto fugge. Emerge che il disco volante è una mongolfiera e che l’omino è Richard Branson, 36 anni, presidente di Virgin Records. Lo scherzo unisce la sua passione per la mongolfiera e quello per le burle: l’idea era quella di atterrare ad Hyde Park il 1 aprile, ma venti contrari lo hanno costretto ad atterrare un giorno prima nel posto sbagliato.

– 1 aprile 1976: l’allineamento planetario riduce la gravità.

L’astronomo britannico Patrick Moore annuncia alla radio della Bbc che quella mattina alle 9.47 si sarebbe verificato un evento astronomico straordinario. Plutone sarebbe passato dietro a Giove e questo allineamento avrebbe controbilanciato la gravità terrestre. Moore spiega agli ascoltatori che se in quel momento avessero fatto un salto avrebbero sperimentato una fluttuazione.

Alle 9.47 la Bbc riceve centinaia di telefonate di ascoltatori che dicono di aver sperimentato la sensazione. Una donna riferisce che con un’amica ha addirittura fluttuato per la stanza. Ma quello di Moore è solo uno scherzo.

– 1 aprile 1977: San Serriffe. E’ uno scherzo del quotidiano The Guardian che inaugura una tradizione tutta britannica di pubblicare notizie false e inverosimili il 1 aprile. Il quotidiano pubblica un supplemento speciale di sette pagine dedicato al piccolo arcipelago di San Serriffe, costituito di varie isolette a forma di punto e virgola nell’Oceano indiano.

Una serie di articoli descrive affettuosamente geografia e cultura dell’oscura nazione. Tutti i toponimi sono relativi a caratteri tipografici, ma nessuno tra le centinaia di lettori che telefonano per sapere di più sull’idilliaco arcipelago se ne accorge.

– 1 aprile 1978: l’iceberg di Sydney. Una chiatta che traina un grosso iceberg compare nel porto di Sydney. Dick Smith, avventuroso milionario locale, propaganda da qualche tempo il progetto di portare in Australia un iceberg dall’Antartico e sembra esserci riuscito. Il piano è di fare a cubetti il ghiaccio e di venderlo a dieci centesimi al cubetto per migliorare con le purissime acque antartiche il gusto di qualunque drink.

Lentamente l’iceberg avanza nel porto e le radio locali fanno una cronaca minuto per minuto dell’evento. Ma inizia a piovere e la montagna di schiuma antincendio e di schiuma da barba si scioglie rivelando i teli di plastica che compongono la struttura dell’iceberg.

– 1 aprile 1974: l’eruzione del monte Edgecumbe. Gli abitanti di Sitka, in Alaska, si svegliano terrorizzati e corrono in strada: dalla sommità del monte Edgecumbe, il vulcano dormiente vicino al Paese, esce del fumo. Non è la natura a scatenarsi però, ma l’uomo: un burlone locale, Porky Bickar, ha gettato centinaia di pneumatici nel cratere e ha dato loro fuoco. Quando sei anni dopo erutta il monte St. Helens, un abitante di Sitka scrive a Bickar “stavolta hai esagerato!” – 1 aprile 1962: la tv a colori istantanea. La tv svedese porta al telegiornale il suo esperto di tecnologie Kjell Stensson per informare il pubblico che è possibile convertire i televisori per avere immagini a colori: basta mettere una calza di nylon davanti allo schermo e la luce viene rifratta in modo che le immagini diventano a colori. Stensson esegue una dimostrazione in diretta e migliaia di svedesi lo imitano. La tv a colori arriverà in Svezia il 1 aprile 1970.

– 1 aprile 1957: il raccolto svizzero di spaghetti. la trasmissione tv della Bbc Panorama annuncia che grazie a un inverno molto mite e alla scomparsa del temuto moscerino degli spaghetti, gli agricoltori svizzeri stanno realizzando un raccolto di spaghetti straordinario. Sullo schermo passano le immagini di contadini che raccolgono mazzi di spaghetti dai rami degli alberi. Molti telespettatori chiamano la Bbc per sapere come coltivare un albero di spaghetti e la tv pubblica britannica replica diplomaticamente “porre un germoglio di spaghetti in un barattolo di salsa di pomodoro e sperare per il meglio”. E’ il più famoso pesce d’aprile di tutti i tempi.

redazione con info dal web e da askanews

La guerra commerciale di Trump (Bannon)

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (ndr: Trump-Bannon), firmando due ordini esecutivi sul commercio ha detto: “Siamo in una guerra commerciale per questo firmo questi due ordini per porre fine a tutti questi abusi”. L’obiettivo è quello di seguire i dettami che Steve Bannon ha dato a Trump per eliminare le pratiche commerciali che avrebbero danneggiato l’economia nazionale, aumentando il deficit commerciale e riducendo i posti di lavoro per i cittadini statunitensi. Allo stesso tempo Trump vuole porre fine alla mancata riscossione delle multe anti-dumping e anti-sussidi sulle importazioni.

La guerra di Trump

Questa, lanciata oggi dal Presidente americano Donald Trump, non è una della solite zuffe commerciali che periodicamente investono i rapporti fra le economie e delle quali la storia abbonda.

Questo è il primo salvo di una guerra incruenta voluta dall’ideologo che guida la Casa Bianca e non è il miliardario impulsivo e vanesio o che vediamo apporre la propria firma sui decreti, ma è Steve Bannon, l’uomo che tiene le chiavi di cassetti e della testa di Trump.

L’ideologia dichiarata di questo personaggio divenuto miliardario a Wall Street e poi trasformato in editore di un piccolo regno delle “fake news” di ultra destra chiamato “Breitnbart News” e che guarda a Dart Fener e a Satana come mirabili esempi di potenza, ha teorizzato la strategia della “Decostruzione”. Il suo obiettivo è demolire, pezzo dopo pezzo, l’edificio di rapporti politici ed economici che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale reggono quello che chiamiamo “Occidente” creando un panorama di rovine sulle quali si ergerà la potenza americana solitaria e non più incatenata come il Gulliver di Johnathan Swift ai Lillipuziani europei e asiatici. La Brexit che lui ha spinto evoluto coltivando l’amicizia e i favori dei secessionisti xenofobi di Farage e dell’Ukip, è stato soltanto il primo tassello del “Lego” euro americano che lui, attraverso la grande marionetta dai capelli color carota, vuole disfare.

La grottesca rappresaglia contro gli scooter, i formaggi e l’acqua minerale europea è, dal punto di vista economico e finanziario, una piccola vigliaccata, poco più di una provocazione. Una mini Danzica di gorgongzola e bollicine voluta per segnalare ai piccoli e, come farà domani Trump ai grandi come al presidente cinese ospite nel suo castello sull’oceano in Florida, che l’America di Steve Bannon, principale consigliere politico sempre fotografato al fianco di Trump e del suo neonazionalismo deve essere  guardata come a un avversario, per chi non si genufletta, o a un imperioso autocrate deciso a dominare sulle rovine della Unione Europea e della Nato, in perfetta solitudine e in accordo con l’ex avversario divenuto condomino del mondo dalla California agli Urali, la Russia di Putin attraverso l’Atlantico.

Bannon, manipolando l’inetto presidente che neppure si rende conto di quello che sta facendo ma annaspa per uscire dalla palude del “Russiagate” nella quale è sprofondato, vuole l’umiliazione dell’Europa, l’assoggettamento degli alleati di ieri presi uno per volta e quindi indeboliti come vogliono i suoi inconsci complici “sovranisti” in Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna e la “decostruzione” – parola sua – della pax americana dunque dell’Occidente come due generazioni hanno conisciuto per il più lungio periodo di pace che l’Europa avesse conosciuto dal XIX secolo al 1945. Questa, che sembra cominciare comicamente fra formaggi francesi e scooter italiani, è quella Terza Guerra Mondiale senza cannonante che sta muovendo, come il grande Ludwig Von Mise aveva profetizzato, dal “padre di tutte le guerre”: dal protezionismo.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Il presidente Usa approva due ordini esecutivi che aprono la guerra commerciale
repubblica/La guerra di Trump di VITTORIO ZUCCONI

Auriemma: “I 50mila fischi colpiranno nel segno Higuain”

Auriemma: “I 50mila fischi colpiranno nel segno Higuain”

Raffaele Auriemma su Tuttosport scrive: “Gli occhi puntati sul campo di gioco, aspettando che il grande ex spunti dalla scaletta degli spogliatoi. Accoglienza per Higuain? Ovviamente sonora, fatta di 50mila fischi che certamente colpiranno nel segno: nessun calciatore avversario che ha ricevuto identico trattamento, ha poi giocato una partita serena. Fischi, tanti, fragorosi e poco altro, perché nel tifoso napoletano alla fine prevale il senso dell’ironia e quello dell’appartenenza”.

Rinnovo Insigne, telefonata Chiavelli-entourage: c’è sempre il solito problema

Rinnovo Insigne, telefonata Chiavelli-entourage: c’è sempre il solito problema

Il rinnovo del contratto di Lorenzo Insigne è sempre un nodo da sciogliere. Il Mattino parla di una telefonata tra l’uomo dei conti, Chiavelli, in cui il trio di procuratori Andreotti, Ottaiano e Della Monica ha aperto alla possibilita’ di un rinnovo a 3 milioni di euro (la richiesta iniziale degli agenti si aggira intorno ai 4 milioni) ma con la cessione dei diritti di immagine, ora al 100 per cento nelle mani di De Laurentiis. Da parte del Napoli nessuna apertura all’idea di rinunciare ai diritti di immagine, ma e’ questa, a quanto pare, la richiesta attuale di Insigne per rinnovare.

Promozione-Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio:”Siamo nella condizione di non commettere più passi falsi”

Di Simone Vicidomini

La Nuova Ischia oggi alle ore 16:00 ospiterà al “Mazzella” la Virtus Ottaviano. La squadra isolana dopo la vittoria ottenuta in trasferta a San Gennaro per 3-1 , dovrà raccogliere un solo risultato:la vittoria. I gialloblù infatti da oggi fino alla fine del campionato,quando ormai mancano quattro partite non possono permettersi più passi falsi in virtù dell’unico punto di distacco che hanno sul Monte Di Procida terzo in classifica. Il tecnico dei gialloblù,Isidoro Di Meglio infatti non teme tanto l’avversario,ma ha paura di un possibile calo di tensione da parte della sua squadra,anche perchè in questo girone di ritorno ha commesso un po troppi passi falsi,pareggiando anche tre volte in casa con avversari inferiori sulla carta. “Si,sono preoccupato dalla mia squadra,non sono preoccupato dagli avversari che vengono qui a giocare. La mia squadra ha dimostrato con i fatti che quando ha voglia di giocare,è nettamente superiore alle altre squadre”. All’andata terminò con un pareggio sul risultato di 1-1,che squadra ti aspetti ? “Si all’andata fu una partita molto complicata,perchè dopo cinque minuti fu espulso Camorani. E’ una squadra abbastanza ostica con 40 punti in classifica. Mi aspetto una partita difficile,domenica non a casa hanno pareggiato con la Sibilla e forse meritavano qualcosa in più”. I gialloblù nella gara di oggi dovranno fare a meno di Ciro Saurino ed Errichiello fermi ai box,con quest’ultimo che da dicembre lotta per un problema alla schiena. Mister Isidoro però non sembra essere preoccupato per queste due assenze,nonostante siano due pedine fondamentali nell’undici titolare anche perchè dispone di una rosa ampia e in quei due ruoli ha diverse soluzioni. “Ho ancora qualche dubbio su possibile modulo da schierare in campo,perchè voglio vedere se la squadra riesce a similare il 4-4-2 oppure giocare con il solito 4-3-3. In questo momento dato che dobbiamo vincerle tutte fino alla fine potrei schierare le due punte Saurino ed Arcobelli”. La Nuova Ischia quindi dovrà ottenere 12 punti in queste quattro partite. Una classifica che alla fine potrebbe far sorridere gli isolani. Dopo il primo posto ormai accantonato,si potrebbe sfruttare il margine di punti dal San Giuseppe quinto in classifica con appena sette lunghezze dagli isolani. La squadra napoletana se dovesse steccare ancora una volta,gli isolani si potrebbero portare a dieci punti di vantaggio evitando i play-off ,andando così a giocare la finale per accedere nel campionato di Eccellenza. ” Non sono preoccupato dal San Giuseppe,ma dall’unico punto di vantaggio che abbiamo sul Monte Di Procida. Purtroppo siamo nella condizione di non commettere più passi falsi. Anche perchè loro hanno un calendario più agevole,rispetto al nostro. Il mio obiettivo sarebbe quello di fare la miglior seconda di tutti e quattro gironi e di poter giocare gli eventuali scontri in casa”.

 

Vialli: “Non invidio Higuain, l’amore del San Paolo è finito”

Le sue parole

“Higuain e’ tra i piu’ forti centravanti, ma domani non vivra’ una serata semplice: un conto e’ affrontare i fischi di uno stadio che ti teme, un altro i fischi di uno stadio che ti ha amato e ora ti odia e dove fino a poco tempo fa andavi sotto la curva a saltare e cantare”, sono le parole dichiarate da Gianluca Vialli ai microfoni de Il Mattino: “Non lo invidio. Quando capisci che l’amore si e’ tramutato in altro, o sei un robot o dentro scatta un tumulto di emozioni che non aiutera’ certo a giocare nel migliore dei modi”.

Puo’ riaprire il discorso scudetto la partita di domani sera?

“Si, direi proprio di si. Il calendario delle prossime settimane e’ piuttosto complicato per la squadra di Allegri. C’e’ il Barcellona, c’e’ l’altro scontro diretto con la Roma all’Olimpico. C’e’ un discreto cuscinetto tra la Juve e le inseguitrici, pero’ una caduta al San Paolo puo’ riaprire i giochi per il primo posto”.

Si aspettava questa esplosione di Mertens?

“Il belga ha una predisposizione a imparare e a una grande velocita’ ad apprendere. Si e’ rimesso in discussione a 30 anni. Ma non sono sorpreso dal suo boom: io penso che se mettessi Caressa ad allenarsi con Sarri per un mese, alla fine qualche gol lo farebbe pure Fabio in una simile organizzazione di gioco”.

Che cosa si augura per la gara di domani?

“Tanto spettacolo e nessuna polemica arbitrale. Tutti sono convinti di subire dei torti arbitrali, ma se si entra in uno spogliatoio, troverete sempre giocatori sicuri di essere stati danneggiati dalle decisioni arbitrali: questo ti regala carica. Ma la squadra più forte, proprio essendo la più forte, si guadagna sul campo delle decisioni a suo favore, proprio perché sei la più forte. Io con la Samp ho avuto rigori a favore contro Juve, Inter e Milan e lo stesso succedeva al Napoli di Maradona”.

Man Utd al San Paolo, a Mertens piace la corte di Mourinho

Man Utd al San Paolo, a Mertens piace la corte di Mourinho

Secondo la Gazzetta dello Sport in tribuna al San Paolo ci saranno osservatori del Barcellona (spieranno la Juventus) e del Manchester United. Gli inglesi saranno a Fuorigrotta per vedere da vicino invece Dries Mertens: “In tribuna ci saranno emissari del Barcellona, prossimo avversario della Juventus, nei quarti di Champions e alcuni osservatori del Manchester United, il club inglese interessato a Dries Mertens. L’esterno belga, che non ha ancora rinnovato il contratto col Napoli, potrebbe essere attratto dalle proposte di José Mourinho che è un suo estimatore. Insieme alle problematiche familiari, potrebbe esserci anche l’interesse del Manchester a far riflettere il giocatore sull’opportunità di restare”.

Dubbio Reina, Sarri è preoccupato per la Juve

Dubbio Reina, Sarri è preoccupato per la Juve

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Maurizio Sarri è preoccupato dalle condizioni del suo portiere: “Pepe Reina si è allenato in disparte, non ha ancora recuperato dal problema muscolare che gli ha impedito di restare in ritiro con la Spagna. Sarri è preoccupato, oggi ne valuterà le condizioni e soltanto domani deciderà se rischiarlo o impiegare il secondo, Rafael. Intanto, dopo la rifinitura, stasera la squadra resterà in ritiro, nell’albergo di Castelvolturno”.

Grazie alla dieta mediterranea gli italiani sono i più sani al mondo

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E’ l’Italia il Paese in cui si mangia meglio al mondo, e non è una questione di palato: la dieta mediterranea, che detta le regole in tavola, rende gli italiani il popolo più in salute in assoluto. E’ quanto emerge dal “Bloomberg Global Health Index” che passa al microscopio le abitudini alimentari di 163 Paesi, concludendo che un bambino nato in Italia ha un’aspettativa di vita di oltre 80 anni contro i 52 anni di un bimbo della Sierra Leone.

La dieta mediterranea fa vivere fino a 80 anni

La crescita economica italiana è stagnante da decenni – sottolinea Bloomberg -, il 40 percento dei giovani è disoccupato e il Paese si ritrova con un debito pubblico tra i più alti al mondo rispetto alla sua economia. Tuttavia “gli italiani sono molto più in forma degli americani (che si attestano al 34esimo posto), dei candesi (17esimi) e dei britannici (23esimi), impegnati a combattere con pressione alta, colesterolo e problemi mentali. Il perché è da ricercare nel piatto: vegetali, frutta, olio di oliva, carne e pesce sono alla base della dieta. Tutti alimenti sani, spiega Adam Drewnowski, direttore del Center for Public Health Nutrition dell’Università di Washington. A conferma di ciò arriva anche il buon piazzamento della Spagna, che è sesta.


La TopTen:

  1. Italia
  2. Islanda
  3. Svizzera
  4. Singapore
  5. Australia
  6. Spagna
  7. Giappone
  8. Svezia
  9. Israele
  10. Lussemburgo

Islanda e Svizzera chiudono il podio. Ben diversa, ma ugualmente salutare, l’alimentazione degli islandesi che ha fatto guadagnare al Paese dei Ghiacci il secondo posto nella classifica. Seguono Svizzera, Singapore e Australia. Gli Usa sono penalizzati dal tasso di obesità.

Dal Porramatur islandese al formaggio svizzero, i piatti dei Paesi più sani

Ma quali sono i piatti tipici dei Paesi più virtuosi? In Islanda, pesce, patate e pecora la fanno da padrone, ma gli islandesi non disprezzano il muschio – proprio così – che fanno essiccare  e che utilizzano nelle minestre e nel pane. Il piatto forte è il Porramatur, un mix di pesce e carne d’agnello accompagnato da pane di segale e burro. Si prepara testicoli di montone, marmellata  di testa di pecora, sanguinaccio di ovino e pesce essiccato.

Nel rispetto di tutti gli stereotipi, sulle tavole svizzere non mancano mai i formaggi. Segue la polenta. Mentre tra i piatti tipici troviamo il fegato alla griglia. Tra i dolci, il re è il cioccolato, in buona compagnia con i dolci alle mele.

Anche la cucina di Singapore, come quella mediterranea, è ricca di pesce e frutti di mare e risente delle influenze di tradizioni diverse: dal laksa, una ricca zuppa di noce di cocco, arricchita da spaghetti di riso, vongole e gamber; al ayam golek, piatto a base di pollo cotto in un’abbondante salsa speziata, arricchito con cipolle, pomodori, aceto e l’onnipresente latte di cocco.

Alimentazione dieta mediterranea benefici errori

SALUTE E SCIENZE

Dieta mediterranea: benefici ed errori di quella odierna.

(Marta Albè)

Osannata, ma nello stesso tempo travisata. E’ la dieta mediterranea, quella vera, che nel 2010 è diventata Patrimonio…

Alimentazione dieta Mediterranea

SALUTE E SCIENZE

La dieta della longevità

aumento della frutta

SALUTE E SCIENZE

Diabete 2, piccole modifiche alla dieta riducono il rischio del 20%. ELVIRA NASELLI*

Al congresso internazionale dell’Ada riuniti 14 mila esperti da tutto il mondo. L’attenzione puntata sui pre-diabetici e sul regime alimentare. Il…

/vivicentro/agi

Report lunedì 3 aprile 21.30 Rai3

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Gentili lettori, vi comunichiamo che lunedì 3 aprile alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

Le inchieste di questa settimana:

“DIO COCA COLA”
di Claudia Di Pasquale

La Coca Cola è la più venduta al mondo: circa due miliardi di bottiglie al giorno, cinquecento marchi distribuiti in duecento Paesi. Per capire come è diventata la numero uno abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti, nella sede storica di Atlanta, dove c’è la cassaforte che conserva la sua formula magica, il primo segreto del suo successo.
L’inviata di Report ha viaggiato tra Canada, Messico, Colombia, Mauritania e poi negli stabilimenti italiani di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e nella Sibeg di Catania.
L’uso delle concessioni delle falde, il braccio di ferro con le autorità sanitarie che tentano di limitare i danni dello zucchero introducendo la tassa sulle bevande gasate e zuccherate, i finanziamenti e le sponsorizzazioni, le spy stories: sotto la lente di Report sono passate tutte quelle strategie che hanno consentito alla Coca Cola di mantenere il primato per centotrenta lunghi anni. Report ha poi fatto analizzare il contenuto della Coca Cola, e di alcuni degli altri duecento prodotti di punta dell’azienda di Atlanta. I risultati nell’inchiesta.

“BIBERON A TUTTO GAS”
di Emanuele Bellano

Cinquecentomila neonati italiani ogni anno succhiano, direttamente dai biberon dell’ospedale, residui di ossido di etilene, un gas cancerogeno secondo l’Oms. Oltre un anno fa, la direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute aveva raccomandato di non utilizzarli se non in casi particolari, ma alle Asl italiane non è stato comunicato e nel frattempo gli appalti sono andati avanti. Sette milioni di biberon e tettarelle trattati con l’ossido di etilene continuano ad essere utilizzati negli ospedali italiani, anche se in Europa già dal 2007 è vietato sterilizzare con questo gas i contenitori ad uso alimentare. Com’è possibile?

Per la rubrica “ONORE AL MERITO”:
“PRESENZE INGIUSTIFICATE”

di Antonella Cignarale

Ai professori universitari la legge Gelmini aveva bloccato gli scatti di stipendio per cinque anni.  Allora per compensarli è stato stanziato un incentivo una tantum di 108 milioni che ogni Ateneo distribuisce ai più meritevoli con le proprie regole. A Perugia per esempio l’incentivo va da ottocento a cinquemila euro, ma capita che i soldi se li intasca anche il luminare che non si fa mai vedere in facoltà, mentre  i docenti che si impegnano restano esclusi

Video e trascrizioni delle inchieste saranno disponibili sul sito www.report.rai.it  e sulla nostra pagina RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/report/ pochi minuti dopo la fine della trasmissione.

Segnaliamo inoltre che sabato 1 aprile alle 16.30 su Rai3 andrà in onda in replica la puntata di lunedì scorso, con “Sotto le stelle“, l’inchiesta su ristoranti chef e guide di Bernardo Iovene e “Ricercatori e ricercati” di Giulio Valesini: come gestisce il suo budget il Cnr? Ci occupiamo anche di candeline pirotecniche e per la rubrica onore al merito: “La decadenza“, di Alessandra Borella

Buona visione,

La redazione

Otto radiotelescopi insieme per un’unica, grande foto

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Sarà davvero una foto molto speciale. Forse ineguagliabile. Sicuramente sarà la foto più incredibile che sia possibile concepire. Stavolta siamo alle prese non con una foto di uno straordinario panorama. Nemmeno abbiamo a che fare con una normale reflex. La lente sarà costituita da radiotelescopi che proveranno a fotografare – udite udite – l’orizzonte degli eventi.

Stiamo per scattare la foto del millennio (se ci riusciamo) di Emilio Santoro, Fisico Nucleare


Che cosa è l’Orizzonte degli Eventi

Un orizzonte degli eventi è, nell’accezione più diffusa, un concetto collegato ai buchi neri, una previsione della relatività generale. È definita come la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno.

Secondo la teoria della relatività, lo spazio e il tempo formano un unico complesso con quattro dimensioni reali (detto spazio-tempo), il quale è deformato dalla presenza di massa (o di energia).


Con questo esperimento, gli astrofisici dell’EHT (Event Horizon Telescope) puntano a mettere in luce l’ultimo punto, immediatamente prima del buco nero che è al centro della nostra galassia, la Via Lattea.

Un po’ come fotografare l’occhio del ciclone

In un certo senso, sarà come provare a fare una fotografia all’interno dell’occhio di un uragano, solo che, al posto delle nuvole ci sono le stelle, e i venti, saranno fiammeggianti lampi di plasma incandescente. Osservare da vicino il profilo di un uragano e quello di certe galassie, come la nostra Via Lattea, non può non stimolare una certa curiosità riguardante il fatto che entrambi gli oggetti presentano forti analogie morfologiche, con lo sviluppo spiraliforme che essi presentano alla stessa maniera.

E questo lo si deve peraltro alle magie di una certa successione matematica, quella di Fibonacci, che tanto peso ha in natura. Ma se al centro di un uragano troviamo una zona di bassa pressione ‒ l’occhio ‒, cosa si nasconde al centro di una galassia?

Il pozzo che tutto divora: il buco nero

Perché l’espressione giusta è proprio questa: nascondersi. L’occhio di una galassia del tipo che abbiamo menzionato (galassie ellittiche) è generalmente costituito da un oggetto particolare, una sorta di  ‒ mi sia concessa questa espressione ‒  “bassa pressione dello spaziotempo”, un pozzo che tutto divora senza far uscire nulla, neppure la luce: un buco nero.

Siamo alle estreme conseguenze di quella teoria che descrive la gravitazione in base a come la presenza di materia produca variazioni nella geometria dello spaziotempo: la Relatività Generale di Einstein. Dopo l’esaurimento del combustibile nucleare, alcune stelle esplodono in modo estremamente violento. Il residuo di ciò che resta può risultare tanto massiccio da curvare le linee dello spaziotempo fino a far scomparire, come in un gioco di prestigio, l’oggetto alla vista, dietro una cortina sferica detta “orizzonte degli eventi” (Event Horizon), la superficie di separazione tra ciò che è visibile e ciò che non può più esserlo: ecco formarsi il “buco nero”, un vorace oggetto che attrae materia per il forte campo gravitazionale di cui è dotato, triturandola e poi divorandola.

A caccia del lamento del Supermassiccio

Guardando verso la costellazione del Sagittario, è come se puntassimo gli occhi verso il centro della nostra galassia, dove si nasconde un mostruoso buco nero che ha però la massa non confrontabile con il residuo di una stella esplosa, bensì con quella di ben quattro milioni di stelle come il nostro sole, un buco nero come si dice “supermassiccio”. Si tratta della sorgente Sgr A* (Sgr sta per Sagittarius). Per definizione, un buco nero non risulta visibile, ma la materia che disgrega e che precipita in essa spiraleggiando sotto forma di gas surriscaldato emette una specie di “lamento” che alcuni ricevitori terrestri opportuni (i telescopi che raccolgono i rumori delle onde radio, i radiotelescopi) possono essere in grado di catturare.

Otto radiotelescopi insieme per un’unica, grande foto

Ai primi di aprile di quest’anno, se le condizioni climatiche contemporanee in alcuni siti sparsi sul pianeta lo consentiranno, otto radiotelescopi congiungeranno le loro forze per captare quei segnali della materia morente attorno a Sgr A* e definire, con la risoluzione più spinta possibile per ottenere una sorta di “fotografia” molto particolareggiata, l’estensione di questo enorme buco nero, la cui dimensione dovrebbe essere di oltre dieci milioni di chilometri. Si tratta del progetto EHT, Event Horizon Telescope, un sistema integrato di radiotelescopi sparsi sulla superficie terrestre quasi a far diventare il pianeta stesso un enorme ricevitore, al fine di raggiungere quell’altissima definizione nella trama dell’immagine che si vorrebbe ottenere.

Sarà un lavoro straordinario che, dopo l’elaborazione di tutti i dati raccolti, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo offrirà agli studiosi (e non solo!) una mappa di dettaglio di quest’area oscura ma fondamentale fornendo informazioni preziose sulla sua struttura e sull’influenza che esso ha sul resto della galassia. Non dimentichiamo che quest’ultima ruota attorno al suo centro e che anche il nostro sole, alla periferia di uno dei suoi bracci (il Braccio di Orione), si sposta nello spazio alla velocità di circa duecentoventi chilometri al secondo, con tutta la sua corte di pianeti, ruotando attorno al medesimo buco nero che è posto alla distanza di ventiseimila anni luce. Indirettamente, quindi, anche noi siamo interessati…

/agi/Stiamo per scattare la foto del millennio (se ci riusciamo) di Emilio Santoro Fisico Nucleare

A ogni età la sua imposta (Luca Micheletto)

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Ritorniamo al confronto sull’ipotesi di aliquote Irpef legate all’età del contribuente. Tra i possibili vantaggi indicati da alcuni studi c’è quello di legare la loro entità a una caratteristica certa del contribuente. E anche che il trattamento, alla lunga, riguarda tutti i cittadini.

A ogni età la sua imposta (Luca Micheletto)

La letteratura economica offre vari argomenti a sostegno di imposte sul reddito modulate in funzione dell’età del contribuente. Le obiezioni fondate su un presunto conflitto con il principio di equità orizzontale non appaiono molto convincenti.

Cosa dice la teoria

Alcune recenti proposte di modulazione delle aliquote Irpef in funzione dell’età anagrafica del contribuente (Fabio Marchetti e Luciano Monti, Dario Stevanato) si inquadrano nella cornice teorica della teoria della tassazione ottimale. Nella ricerca di forme di imposizione che riescano a coniugare il soddisfacimento delle aspirazioni di carattere redistributivo con la minimizzazione delle inefficienze dovute agli effetti distorsivi delle imposte, è stata così ripresa l’idea, originariamente formulata da George Akerlof, di ricorrere a forme di “tagging” dei contribuenti.
Nel caso della nostra Irpef, l’idea si traduce nel differenziare il carico tributario non più solo in funzione del reddito, ma anche in funzione di caratteristiche individuali (“tag”) che siano non alterabili (o poco) dal contribuente e al tempo stesso siano correlate con la capacità potenziale di generare reddito o con le modifiche che le variazioni dell’aliquota di imposta inducono sui comportamenti.
Tra le varie caratteristiche considerate, l’età anagrafica ha attratto a più riprese l’attenzione degli economisti (Michael Kremer; Sören Blomquist e Luca Micheletto; Matthew Weinzierl; Spencer Bastani, Sören Blomquist e Luca Micheletto).
Secondo James Banks e Peter Diamond, l’analisi di forme di differenziazione del carico tributario che tengano conto anche dell’età del contribuente rappresenterebbe uno dei campi più fecondi di indagine della teoria della tassazione. Innanzitutto, perché i guadagni in termini di benessere legati all’adozione di simili imposte sul reddito appaiono significativi. In secondo luogo perché rispetto ad altre forme di “tagging” proposte in letteratura, ad esempio imposte sul reddito differenziate per uomini e donne (Alberto Alesina, Andrea Ichino e Loukas Karabarbounis), questo tipo di tassazione è più in sintonia con il principio di equità orizzontale, secondo il quale gli individui che appaiono uguali negli aspetti economicamente rilevanti debbono essere trattati in modo uguale. Nell’attraversare le varie fasi della vita, infatti, tutti gli individui risultano via via assoggettati alle funzioni di imposta previste per le diverse classi di età (Daniel Hemel).

Gli elementi da considerare

Per capire le giustificazioni economiche di un’imposta che tenga conto dell’età del contribuente nella tassazione dei redditi da lavoro è opportuno considerare gli elementi da cui dipende la scelta ottimale delle aliquote marginali: elasticità dell’offerta di lavoro, distribuzione dei redditi e incertezza sulle prospettive future di reddito. Ciascuno di questi elementi tende a variare a seconda della fase del ciclo vitale e dunque ciò è una prima ragione a favore dell’introduzione di imposte differenziate in ragione dell’età. Per esempio, il fatto che l’elasticità dell’offerta di lavoro risulti maggiore per i giovani rispetto ai lavoratori di età intermedia (“prime-age”) suggerisce l’opportunità di applicare, a parità di reddito, aliquote marginali più basse per i giovani. Lo stesso ragionamento vale per il livello medio e la variabilità delle remunerazioni, che risultano più alte tra i lavoratori “prime-age” rispetto ai giovani così come l’incertezza sulle prospettive future di reddito tende a essere maggiore per i lavoratori giovani rispetto a quelli di età intermedia.
Per quanto riguarda invece i lavoratori anziani, il fatto che l’elasticità dell’offerta di lavoro risulti relativamente elevata (soprattutto rispetto alla scelta se proseguire o cessare l’attività lavorativa) porterebbe a giustificare l’applicazione di un’imposta caratterizzata da aliquote medie più basse rispetto a quelle applicate ai lavoratori “prime-age”.
Anche l’esistenza di vincoli per l’accesso al credito da parte dei giovani costituisce una ragione per prevedere imposte differenziate e caratterizzate da aliquote medie più basse per loro. E se si può dimostrare (Spencer Bastani, Sören Blomquist e Luca Micheletto) che solo un’imposta in funzione dell’età permette sempre di influenzare il livello di accumulazione del capitale senza produrre effetti indesiderati sul piano equitativo, sul piano pratico ciò permette di giustificare uno spostamento dell’onere medio del prelievo dai giovani ai lavoratori di età intermedia.
Tra l’altro, l’adozione di imposte age-dependent sui redditi da lavoro consente di replicare in larga misura gli effetti dell’ottima tassazione dei redditi da capitale. Di conseguenza, se l’imposta in funzione dell’età sui redditi da lavoro fosse scelta in modo ottimale, la tassazione dei redditi da capitale perderebbe rilevanza quale strumento di politica redistributiva.

BIO DELL’AUTORE

LUCA MICHELETTO – Professore ordinario di scienza delle finanze all’Università degli studi di Milano.

/lavoce.info

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato

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Torna un po’ di inflazione, e con essa i suoi effetti redistributivi poco visibili. A guadagnarci sono i debitori (che restituiscono denaro dotato di un minor potere d’acquisto) a discapito dei creditori. Da noi, il principale debitore è lo stato mentre i creditori sono le famiglie. Ecco perché l’inflazione è una tassa.

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato (Tommaso Monacelli)

L’inflazione non comporta solo l’aumento del prezzo di beni e servizi consumati dalle famiglie. Ha anche effetti redistributivi. Per questo una fiammata inflazionistica dovuta all’uscita dall’euro e al ritorno alla lira avvantaggerebbe soprattutto lo Stato.

Effetto redistributivo

Generalmente si pensa all’inflazione come mero aumento del costo di beni e servizi consumati dalle famiglie. In realtà i suoi effetti più importanti sono sottili, poco visibili, e sono di natura redistributiva.
In ogni economia esiste una distribuzione aggregata della ricchezza tra debitori e creditori. Un debitore detiene una posizione finanziaria netta (cioè la differenza tra attività, ad esempio depositi in banca, e passività, ad esempio un mutuo) negativa, mentre un creditore detiene una ricchezza finanziaria netta positiva. Poiché la quasi totalità della ricchezza finanziaria netta è espressa in termini nominali (cioè in Euro) è anche soggetta al rischio di vedere il proprio valore reale (espresso non in Euro ma in unità di beni) eroso dalla salita dei prezzi.  Ciò è positivo per un debitore, ma è negativo per un creditore. Perciò variazioni al rialzo nel livello generale dei prezzi determinano una redistribuzione reale di ricchezza dai creditori a favore dei debitori. Al contrario, periodi di deflazione, cioè di discesa del livello generale dei prezzi, determinano una redistribuzione che favorisce i creditori. Ecco perché la deflazione è un fenomeno particolarmente dannoso durante periodi di crisi causati da un eccesso di accumulazione di debito. Questo spiega anche la preferenza delle banche centrali per mantenere stabile l’inflazione, proprio per evitare redistribuzioni di ricchezza in una o nell’altra direzione.
Quanto è rilevante, dal punto di vista quantitativo, l’effetto redistributivo dell’inflazione? E soprattutto, quali agenti (settori) dell’economia colpirebbe e favorirebbe? Quali paesi della zona euro in particolare?
La tabella 1 presenta alcuni dati di sintesi sulla posizione finanziaria netta (riferita al 2010) dei due settori principali: “famiglie” e “settore pubblico”. I dati sono estrapolati da uno studio di Klaus Adam e Junyi Zhu e si riferiscono alla zona euro, nel dettaglio all’Italia e, come termine di paragone, alla Germania. La posizione finanziaria netta è riportata sia in termini di euro pro capite che in percentuale del Pil.

Tabella 1  Posizione finanziaria netta riferita al 2010

Fonte: Adam and Zhu 2014

Tre aspetti sono particolarmente rilevanti. Primo, la posizione finanziaria netta è espressa in termini nominali. Secondo, il settore pubblico, essendo generalmente un debitore (emette sistematicamente debito pubblico), ha una posizione finanziaria netta negativa; mentre il settore famiglie ha generalmente una posizione finanziaria positiva. In sintesi: il grande debitore, nell’economia, è lo Stato. Il grande creditore è il settore delle famiglie. Sarebbe quindi lo Stato a beneficiare in modo sostanziale da un incremento del livello dei prezzi e il settore delle famiglie invece a subirne una perdita. Terzo, esiste eterogeneità tra i paesi della zona euro. In termini netti il settore pubblico italiano è molto più indebitato di quello tedesco. E le famiglie tedesche hanno ricchezza nominale netta positiva più grande di quella delle famiglie italiane. Ecco perché le famiglie tedesche avversano così tanto l’inflazione.

Chi perde e chi vince

Quale sarebbe l’effetto sulla ricchezza reale di un inatteso incremento del livello dei prezzi del 10 per cento? Stiamo qui immaginando un rialzo una tantum del livello dei prezzi, con un tasso di crescita (l’inflazione) che dopo la momentanea accelerazione ritorna al livello precedente. In altri termini: l’aumento del livello dei prezzi è permanente, mentre quello dell’inflazione è puramente temporaneo.
Dalla tabella è immediato dedurre che in Italia il settore famiglie subirebbe una perdita pro capite di 810 euro (8100/10) mentre il settore pubblico avrebbe un guadagno di 2320 Euro pro capite (23200/10). I dati in percentuale del Pil sono ancora più significativi. Il settore famiglie subirebbe una perdita del 3,5% del Pil, cioè circa 58 miliardi di euro; mentre il settore pubblico otterrebbe un guadagno del 10% del Pil, cioè di circa 167 miliardi di euro. Una redistribuzione di ricchezza ingente. Una tassa occulta ben più grande di presunte patrimoniali mai ipotizzate finora.
È bene tenere conto di questi numeri quando si immaginano dilettanteschi scenari di uscita dell’Italia dall’euro. Piaccia o no, è pressoché inevitabile immaginare che il ritorno alla lira, e la conseguente svalutazione, porterebbero a una fiammata inflazionistica. Magari, nel migliore degli scenari, contenuta e puramente temporanea, esattamente come nel nostro esempio. Ma anche in questo roseo scenario, è bene essere consapevoli del fatto che i veri perdenti sarebbero le famiglie italiane; e il trionfatore più sardonico sarebbe, ancora una volta, lo stato.

TOMMASO MONACELLImonacelli

Tommaso Monacelli è professore ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano, e Fellow di IGIER Bocconi e del CEPR di Londra. Ha ottenuto il Ph.D. in Economia presso la New York University, ed è stato in precedenza assistant professor a Boston College e professore associato all’Università Bocconi. E’ associate editor di riviste scientifiche internazionali, tra cui il Journal of the European Economic Association, il Journal of Money Credit and Banking, e la European Economic Review. E’ stato adjunct professor presso la Columbia University, visiting professor presso la Central European University, e research consultant per Bce, Ocse, IMF, e Riksbank. I suoi interessi di ricerca riguardano la teoria e politica monetaria e la macroeconoma internazionale.

/lavoce.info

Alex Sandro: “Contro il Napoli partita importante come tutte le altre. Higuain? Saprà gestire la situazione”

Napoli-Juventus non sarà mai una partita come le altre. Soprattutto per uno che in maglia azzurra ha giocato e si è affermato come campione assoluto. Prima di cedere alle lusinghe (economiche ma non solo) del club di Torino. Stiamo parlando ovviamente di Gonzalo Higuain, che domenica tornerà per la prima volta al San Paolo dopo il tradimento estivo, ma che secondo Alex Sandro, intervistato in esclusiva da Sky Sport 24, non subirà alcun contraccolpo emotivo: “Gonzalo, oltre a essere un grande campione, è un giocatore esperto e sa gestire benissimo tutte le situazioni alle quali va incontro. E’ tranquillo, si sta preparando bene e sta facendo ottimi allenamenti”.
La partita col Napoli, oltre alla questione Higuain, sarà fondamentale per mantenere le distanze dallo stesso Napoli e dalla Roma, impegnata sabato sera nel posticipo contro l’Empoli, anche se, sempre secondo Alex Sandro, non sarà decisiva: “E’ una partita importante come tutte le altre, una sfida da 3 punti ma non decisiva. Giocheremo contro una squadra forte, che ha molta qualità. Sarà una partita molto bella. Il Napoli ha buoni giocatori, ha un’ottima struttura ed è una squadra di qualità. Però affronteremo il Napoli come affrontiamo le altre squadre”.

Tanti i giocatori del Napoli da temere. Ma Alex Sandro ne conosce uno in particolare, sin dai tempi in cui ancora giocava in Brasile: “Ho giocato molto con Allan nelle Nazionali giovanili, ha molta forza, qualità ed è un giocatore molto intelligente. Sarà una sfida tra due grandi squadre. Sarà emozionante. Sarà un clima caldo, perché la città vive con passione ed è tutta dietro alla squadra, partita che esalta i giocatori e anche la gente”.

 

Da sport.sky.it

Roma-Empoli, Spalletti? “Se non vinco un titolo non resto, mi è mancata la Curva Sud”

NOTIZIE AS ROMA – Tutta la città è in trepidante attesa del derby di Coppa Italia di mercoledì sera, ma prima c’è Roma-Empoli da giocare. é un momento nerissimo questo per la società toscana, che ha totalizzato la miseria di un solo punto nelle ultime 8 gare. Nonostante questo score negativo, mantiene una distanza di sicurezza dalla zona rossa della classifica ragguardevole (7 punti in più della terzultima) ma considerando il trittico infernale che attende gli uomini di Martusciello (con Roma, Fiorentina e Milan) c’è da attendersi che faranno tutto ciò che è possibile per portare a casa almeno un punto domani sera.
Come di consueto, Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti nella sala stampa di Trigoria alla vigilia di questo match. Queste le dichiarazioni del tecnico:

Uno dei rischi di Roma-Empoli potrebbe essere il pensiero del derby?
“Per me no, perché non cambierebbe il risultato di quella partita a seconda del risultato di Roma-Empoli. Quando confronti l’importanza di due squadre è il modo di prepararla bene che determina chi vince la partita. La mente è tutta lì”.

Molti nazionali sono tornati giovedì ed alcuni di loro hanno giocato 180’. De Rossi come sta?
“Stanno bene, Daniele ha un ematoma alla schiena ma non ci sono problemi nelle radiografie, cammina meglio ma è difficile che ci sia domani. Gli altri si sono allenati bene ieri ma bisogna valutare bene”.

Grenier può giocare o bisogna abbassare Nainggolan?
“Lui ha avuto questo problema al ginocchio nella settimana precedente, lo abbiamo lasciato fermo adesso che c’erano i nazionali fuori ed abbiamo fatto un allenamento prettamente atletico. L’ho rivisto ieri, lo valuto oggi ma in conseguenza di ciò che ci ha fatto vedere può essere presa in considerazione l’ipotesi di farlo giocare”.

Su Monchi? È una garanzia di crescita del club?
“Si va a parlare di cose future mentre per noi la cosa importante è la partita di domani. Non ho parlato con la società di niente di Monchi, il mio direttore è Massara. Bisogna avere rispetto per chi lavora. Lui è una persona squisita, si intende di calciatori e di calcio, ha la capacità di starti vicino in certi momenti per cui io se volete continuo su di lui. Su Monchi so che è un grande professionista ma l’ho solo letto”.

Cosa vi siete detti con Pallotta?
“È stata l’occasione di dirgli di persona ciò che ho sempre detto a voi. Gli ho ribadito ciò che vi ho sempre detto. Quello che ha detto lui bisogna chiederlo a lui, perché io non sono uno spione”.

Sempre in riferimento a quell’incontro, qual è il ruolo di Baldini ed è una figura di garanzia?
“L’organigramma della società non lo decido io, ma Pallotta. A me interessa la partita di domani. Niente deviazioni, dritti verso la partita di domani”.

Considerando l’assenza di De Rossi e Strootman, Nainggolan è giusto farlo riposare in vista del derby o farlo riposare?
“Sono considerazioni che mi tengo per me”.

Se la Roma dovesse vincere domani, si ritroverebbe a -6 dalla Juve e a -5 dal Napoli. Per chi tifa domenica sera?
“Devo essere competente per quello che mi riguarda, devo fare il mio fatto bene. Sarà una partita che guarderò sicuramente perché ci sono grandi allenatori, grandissimi giocatori dalle quali giocate ci sarà da riprendere degli schemi di gioco. Al San Paolo gremito sarà ancora più bello assistere e se posso ci vado”.

Ad oggi che tipo di partite può giocare Totti?
Dipende dal tipo di partita, dal risultato, dal momento che lui sta vivendo, come tutti gli altri calciatori. Lo considero come tutti gli altri”.

Lei ha sempre detto che sarebbe rimasto se avesse vinto. Se dovesse arrivare secondo ma facendo il record di punti?
Io se non vinco non rimango, e vincere significa vincere un titolo. Il mio è sempre stato quel discorso lì. Fare il record di punti sarebbe un piacere. Mi dicevano che la Curva ha deciso di entrare, spero di non leggere delle offese se faccio dei riferimenti alla curva. Ogni volta che la palla andrà fuori io mi girerò verso la curva, perché mi è mancata in questo periodo”.

È il calcio che decide che il secondo posto è un fallimento o è Roma che lo decide?
“In questa sala stampa sono sempre stato seguito da molte grandi firme, saranno loro a raccontare quello che gli sembra più giusto”.
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Sepe, l’agente: “Ha bisogno di continuità, andrà via l’anno prossimo. Mertens? Per me non resterà”

Mario Giuffredi, agente fra gli altri di Luigi Sepe, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TMW Radio. Dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.com:

 

“Sepe? Per due anni per vari motivi sta giocando poco. Lo reputo di grandissimo livello: l’anno prossimo andrà via dal Napoli per avere una continuità come a Empoli.
Mertens? Per me non resterà, Insigne invece rinnoverà: se lo merita, per il valore del ragazzo e del calciatore”.