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ESCLUSIVA-Donovan Maury” Un gruppo coeso può sovvertire ogni pronostico.Manniello? Presidente come in pochi”

L’intervento telefonico dell’ex Juve Stabia, Donovan Maury, al Pungiglione Stabiese
Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViViRadioWEB abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex gialloblè Donovan Maury. Con lui abbiamo fatto un’analisi di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.
Ciao Donovan, abbiamo avuto modo di intervistare diversi calciatori della Juve Stabia, che hanno lasciato il segno nell’ultima promozione in serie B, l’ultimo in ordine di tempo è stato Giorgio Corona. Con lui ci siamo intrattenuti sul discorso spogliatoio e abbiamo evidenziato che una squadra se davvero vuole e se è unita, puó ottenere davvero tutto. Giorgio diceva che quando c’erano le difficoltà, lui era sicuro che la vostra squadra anche attraverso i play-off sarebbe approdata in serie B. Qual è invece il tuo pensiero su quel campionato  in particolare, un tuo ricordo: Confermo ciò che ha detto Giorgio perché lo spogliatoio alla fine conta molto. In quell’annata di sicuro non eravamo assolutamente al livello delle altre squadre, però all’interno dello spogliatoio eravamo tutti uniti, ed infatti poi siamo riusciti nell’obiettivo di raggiungere un traguardo importantissimo. È vero che lo spogliatoio gioca tanto, ha influito ovviamente anche la qualità dei calciatori e di tante cose che vengono messe in mezzo. Se uno spogliatoio é davvero forte, può aiutare tanto.
Nello specifico stiamo notando che l’attuale Juve Stabia sta vivendo un momento particolare, soprattutto in questo inizio 2017: Noi evidenziavano proprio con mister Fontana, dopo l’ultima partita che lui ha diretto alla Juve Stabia, stiamo parlando della sconfitta in casa contro la Paganese, che mentre prima del mercato sui Social Network riuscivamo a vedere i calciatori festanti che si riunivano e comunque cenavano e stavano insieme al bar e si facevano vedere comunque sempre sorridenti, ora invece che sono andati via alcuni elementi come Liotti e Del Sante, queste manifestazioni non si vedono più. Secondo te è potuto succedere qualcosa nello spogliatoio, dovuto magari anche al mercato. Cioè le cosiddette “invidie” nei confronti dei nuovi arrivati hanno potuto destabilizzare l’unione dello spogliatoio e del gruppo: A volte ci vuole poco per rompere gli equilibri, se parliamo del secondo anno di serie B quando a Gennaio siamo andati via un po’ tutti, con i vari Danilevicius, Erpen, si disse che si era rotto un po’ qualcosa all’interno di quel gruppo. Sono delle piccolezze e non penso che sia vero, il gruppo era formato da ragazzi comunque intelligenti sia in quell’anno quando siamo andati via noi e sia quest’anno. Ci sono delle piccole cose che poi vanno risolte, non credo che poi possa cambiare qualcosa in uno spogliatoio solo perché un paio di elementi sono andati via.
In questa Juve Stabia secondo un nostro parere, manca un calciatore alla “Maury”, in quanto abbiamo avuto modo di apprezzare nel corso degli anni, soprattutto il tuo modo di fare e di agire. Hai convinto una persona scettica qual’era mister Braglia. In pratica tu eri il classico calciatore che catalizzava un po’ tutte le negatività e cercava di tenere il gruppo unito insieme ai vari Corona, Molinari, Cazzola. Da veterano eri il simbolo e soprattutto conoscevi un po’ l’ambiente. In questo momento alla Juve Stabia può mancare un calciatore dalle tue caratteristiche, visto che i cosiddetti leader carismatici in questo momento sembrano non esserci: Non so se adesso mancano calciatori con determinate individualità, però magari ho vissuto determinate situazioni e tenevo proprio a cuore la causa Juve Stabia per il fatto che avevo un rapporto forte con i presidenti Giglio e Manniello. Ci tenevo alle sorti della Juve Stabia, avvertivo la fiducia, anche inizialmente quando le cose sono andate male e quindi c’era ancora di più dopo quella voglia di riscatto, era diventata così forte e determinante. Un rapporto di fiducia che si sente dentro, a volte è difficile dirlo, ci sono state tante persone preziose in quel gruppo, su tutti, Corona, Molinari che insieme abbiamo creato un gruppo fantastico e soprattutto c’era l’amalgama. Personalmente non conosco nello specifico i ragazzi di quest’anno che giocano nella Juve Stabia. Conosco Ciccio Ripa, una persona eccezionale, un grandissimo calciatore, che però di carattere personalmente non  conosco. Se continueranno a mantenersi su questi livelli e visto che comunque le qualità ci sono in questo gruppo, credo che faranno un bel fine di campionato sperando che anche questa squadra possa raggiungere la promozione in serie B.
Guardando un po’ l’attuale classifica, 13 punti di distacco dalla prima, pensi che il campionato sia tutto chiuso o si può nutrire qualche piccola fiammella considerando che comunque il Foggia adesso ha vinto contro il Lecce: Penso che il primo posto sia andato, credo che devono cercare di posizionarsi nel miglior modo possibile, anche se alla fine non vuol dire niente perché noi nell’anno della promozione abbiamo vinto con la peggiore posizione possibile e alla fine siamo saliti lo stesso attraverso i play-off. Tredici punti penso però che siano tanti per il primo posto.
Avendo vissuto l’ambiente e lo spogliatoio stabiese, credi che questo cambio di allenatore possa aver fatto giovato ai calciatori? Non credo. Alla fine penso che Fontana abbia fatto bene. Il cambio di allenatore forse può comportare problemi nel tempo ad abituarsi ai cambi tattici, però non credo che è possa aver cambiato qualcosa, anzi semmai dovrebbe dare una svolta e far capire che magari non c’è più l’alibi e quindi bisogna chiudere il campionato in positivo.
Prima hai detto che eri molto legato al duo Giglio-Manniello, adesso al timone é rimasto il solo Manniello. In questo momento particolare, cosa vorresti dire al Presidente che comunque a distanza di anni resta un po’ da solo al comando di questa società da diversi anni: Franco è una persona eccezionale, di cuore, l’unico suo difetto è che essendo tifoso, a volte si lascia un po’ trasportare ed è per quello che servono delle persone che fanno da tramite tra i suoi commenti, che, a volte non sono molto “positivi” per un ambiente, visto che sono troppo istintivi e poco ragionati. Conosco benissimo Franco, ha il difetto di far comandare il cuore. Penso che un Presidente così sia uno spettacolo, perché quello che ti dà è quello che ti fa avvertire, non si percepisce altrove. Spero per lui e per tutti i tifosi che possa continuare ancora per molti anni alla guida della Juve Stabia.
Per quanto riguarda il capitolo tifosi, tu che li hai conosciuti e hai avuto modo di apprezzarli per tanti anni, noi sabato abbiamo avuto modo di apprezzare la festa organizzata da loro per i 110 anni del club che ci puoi dire di loro: La Juve Stabia senza i suoi tifosi non sarebbe mai la stessa. La tifoseria stabiese ti dà una carica in più, che altrove in altri piccole piazze dove ho giocato, non riescono a trasmettere. Il popolo stabiese sia nei momenti positivi, che nei momenti negativi ti trasmette fiducia. Adesso mi sento di dire che se seguono questi ragazzi come sono abituati a fare loro, sono convinto e credo ci possa essere un bel finale di campionato.
In chiusura cosa ti porti  con te della tua esperienza con la Juve Stabia. É stato brutto quando sei andato via ma altrettanto bello sapere che hai lasciato Castellammare in maniera molto malinconica. Quali sono i tuoi ricordi e se in futuro a distanza di 10/ 20 anni un  tuo nipote dovesse chiederti un tuo ricordo, tu cosa gli racconteresti? Adesso sto giocando in un club del Lussemburgo, nella mia carriera italiana le uniche cose che ricordo bene sono le presenze con la Juve Stabia. Tanti bei ricordi in quei 5 anni vissuti a Castellammare è successo un po’ di tutto, con una squadra che doveva stravincere e a fine campionato siamo retrocessi, poi quando abbiamo fatto la squadra contestata in serie C/2 siamo riusciti a vincere quel campionato e soprattutto l’anno successivo con la promozione in serie B. In cadetteria poi Pierino Braglia che non mi voleva e tante altre cose.  A distanza di anni sono rimasto molto amico con Adriano Mezavilla, con la maglia della Juve Stabia ho realizzato il primo gol in Serie B a Bergamo contro l’Albinoleffe. Alla fine eravamo un gruppo di amici, prendevamo in giro Pierino che ci rompeva le scatole quotidianamente, però in campo chi giocava dava l’anima, tutti eravamo uniti per il raggiungimento di un obiettivo e per questo quel gruppo ha vinto con nessuno che immaginava tale epilogo. Tra di noi si è creato un forte legame. Adesso con Thomas e Adriano ci vediamo spesso, spesso sento anche gli altri, mi riferisco ai vari Zito, Cazzola, tutti siamo rimasti molti legati. Spero di venire quanto prima a Castellammare per poter vedere la Juve Stabia prima che finisca questo campionato.
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CASTELLAMMARE: Terzo Torneo della Legalità – ITS “Sturzo”,L.S. “Severi” e Polizia di Stato

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Giornata di festa e di sport quella trascorsa allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, teatro della terza edizione del Torneo della Legalità.

Novità di questa edizione è stata la partecipazione del Liceo Scientifico “Severi” e della scuola Media “Bonito – Cosenza” di Castellammare di Stabia.

In particolare gli oltre 30 alunni della Scuola media hanno intrattenuto gli spettatori con balli e numeri acrobatici durante la pausa tra le partite.

“Scuola & Legalità” è da sempre il titolo affidato al progetto scolastico dell’ITS “L.Sturzo” e che ha avuto come epilogo anche quest’anno il consueto incontro di calcio di fine anno organizzato da diversi anni.

Lo scopo di questo progetto è stato quello di infondere il concetto di legalità e, con un’accezione più ampia, di civiltà a tutti gli alunni che frequentano lo Sturzo. In questo senso è stata fondamentale l’opera della Polizia di Stato, da sempre al servizio del cittadino nella repressione dei fatti delittuosi, ma che questa volta ha fornito un contributo fattivo nell’educazione dei giovani a fini di prevenzione.

L’incasso della manifestazione, generato dalla vendita dei biglietti agli alunni dei due istituti e dagli sponsor, è stato devoluto ancora una volta al fondo dello “Sturzo” per l’acquisto di materiale da destinare alle attività didattiche.

Durante la manifestazione sono stati estratti due biglietti per l’assegnazione di due telefonini “android”. Per la cronaca sono stati estratti i biglietti di un alunno dello Sturzo frequentante la classe 4G (Turismo) e un alunno del Severi frequentante la 3H.

La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 3000 persone che hanno gremito le scalee del Menti; nel settore distinti si sono accomodati gli alunni e alcuni genitori del Liceo “Severi”, mentre allo Sturzo e alla scuola Media “Bonito-Cosenza” è stato riservato la tribuna scoperta.

Il triangolare si è concluso con la vittoria della squadra della Polizia, che per la cronaca ha perso per 1 a 0 con il Severi e ha vinto 2-0 con lo Sturzo.

Il secondo posto è stato conquistato dal Severi, che ha perso con lo Sturzo per 1 a 0 e ha vinto con il medesimo risultato la partita con la Polizia.

Il terzo e ultimo posto è stato assegnato allo Sturzo che ha vinto per 1 a 0 con il Liceo ma poi ha perso 2 a 0 con la Polizia.

Grande soddisfazione da parte del Dirigente Scolastico dell’ITS “L.Sturzo” la Prof.ssa Cinzia Toricco che, grazie al contributo fattivo del Presidente del Consiglio di Istituto il Sig. Giovanni Savastano, è riuscita ancora una volta ad organizzare questa bellissima manifestazione.

Anche il Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “Severi” la Prof.ssa Marcella Sannoner si è dichiarata soddisfatta e contenta di essere stata invitata a questa manifestazione e ci comunica la volontà di continuare ad appoggiare l’idea che, tre anni fa, lo “Sturzo” decise di realizzare.

Tutto è andato per il verso giusto e la giornata sarà sicuramente ricordata da tutti come una bella pagina di sport e aggregazione e soprattutto tanta legalità.

Vogliamo ricordare che ben 52 attività del territorio hanno voluto sponsorizzare questa manifestazione, segno che quando si parla di legalità in tanti a Castellammare vogliono in qualche modo contribuire e partecipare.

In particolare la Buvette dello “Sturzo” ha voluto offrire gli integratori di sali minerali per tutti gli atleti.

Appuntamento al prossimo anno per raccontare ancora di questa bella iniziativa che è diventata una tradizione della nostra città, con la speranza che in futuro sempre più scuole del territorio possano parteciparvi.

 

Campo Dall’Orto interviene su ”le ragazze dell’est” e chiude il programma ”Parliamone sabato”

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Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, spiega in un’intervista a Francesco Bei cosa è successo e cosa si farà per evitare che riaccada una vicenda come quella in “Parliamone sabato”, il programma condotto da Paola Perego su Rai Uno, nella puntata in cui si è discusso del perché le donne dell’Est sono meglio delle italiane ed il tutto suscita il commento di Mattia Feltri che, nel suo Buongiorno su La Stampa, osserva come la condanna abbia unito il mondo politico.

Il dg Campo Dall’Orto: “Rete salva solo con la qualità. Basta pressioni degli agenti”

“Sabato si è rotta la fiducia con i telespettatori”

ROMA – Nessuna distrazione, nessun incidente, nel caso di “Parliamone sabato”, «è stata rispettata la catena di comando. Se vogliamo è ancora più grave, perché il problema non riguarda solamente la conduttrice, ma tutto un gruppo di lavoro. E chi doveva controllare evidentemente ha sbagliato». Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, difende la decisione di cancellare il programma “Parliamone sabato” dopo lo scivolone sulle donne dell’Est.

Ha capito cosa è successo? La responsabilità arriva fino al direttore di Raiuno Andrea Fabiano?  

«L’errore si è fermato prima. Ho ripercorso tutta la catena di controllo e purtroppo ogni passaggio è stato rispettato. Ma se vogliamo è ancora più grave, perchè chi doveva controllare ha dato via libera».

Perché è ancora più grave?  

«Io credo molto nel principio di responsabilità e nella delega. Ma per funzionare in un’azienda come la nostra, che è a contatto con il pubblico, questi due principi devono poggiare su una cultura forte e condivisa».

Quello che è mancato sabato scorso?  

«Esattamente, un errore lo possiamo fare tutti. Ma sabato è successa una cosa enorme: se si arriva a rompere il patto di fiducia con i telespettatori e a dare una rappresentazione completamente inaccettabile delle donne, significa che nessun campanello d’allarme è suonato. Per questo il programma è stato cancellato».

La Perego paga per tutti? Il trash in tv, specie nel daytime, abbonda sovente anche sulla Rai…

«Sarebbe sbagliato prendersela con lei, anche perché un programma è fatto di tante persone. In questo caso un gruppo di lavoro ha ritenuto che fosse accettabile un contenuto inaccettabile per il servizio pubblico».

Insisto, cosa state facendo per evitare il trash nelle trasmissioni destinate al largo pubblico?

«È da mesi che lavoriamo per cambiare i contenuti del daytime, quella parte di televisione che più di tutte, proprio perchè si rivolge a un pubblico largo, deve essere coerente con l’identità del servizio pubblico. Un’identità sempre più slegata dal modello di tv commerciale».

In concreto?  

«Solo per fare un paio di esempi, abbiamo tolto la cronaca nera dalla domenica pomeriggio, per evitare di scadere nel sensazionalismo e abbiamo investito molto nella divulgazione culturale, con esempi quali la prima della Scala in diretta su Raiuno, oppure Fuocammare in prima visione su Raitre. Adesso ripensiamo tutti i contenitori».

Polemica sulla Rai e le donne dell’Est. I vertici a chi devono fare le scuse?

Bufera su ''Parliamone sabato'': le donne dell'Est, perché sceglierle

Per fare cosa?  

«Il modello è un po’ quello di Uno Mattina, che sa tenere insieme contenuti di qualità, giornalismo e l’infotainment più leggero».

C’è anche il problema di manager esterni, come Lucio Presta (marito e agente della Perego), che nei programmi fanno il bello e il cattivo tempo. Farete qualcosa per contenerne lo strapotere?  

«La verità è che quanto più un’azienda ha le idee chiare sulla sua mission, tanto più è indipendente da figure esterne di questo tipo. I manager come Presta ci sono in tutte le tv del mondo, fanno il loro mestiere, ma sei tu azienda che devi avere la forza per decidere in maniera autonoma senza sottostare alle pressioni».

Intanto come tapperete il buco del sabato pomeriggio su Raiuno?  

«Non si tratta di tappare un buco. Ho chiesto ad Andrea Fabiano di sviluppare dei progetti che vadano nella direzione di una televisione sempre più scritta, con gruppi autoriali e giornalistici più strutturati. Tanto più il servizio pubblico è scritto, come con le fiction, tanto più è forte e difendibile. Vale anche per il varietà e lo dimostrano i casi di Bolle, di Mika su Raidue, o la Notte al Museo di Alberto Angela».

A che punto siete con il tetto agli stipendi delle star? Riuscirete a farlo saltare? 

«Siamo fiduciosi che le Istituzioni possano accompagnarci verso una soluzione positiva, altrimenti le conseguenze potrebbero essere significative. Per avere un’azienda forte e indipendente è indispensabile lasciare alla Rai la libertà d’azione per cercare i migliori talenti sul mercato».

Vista la situazione della Rai, qualcuno ha anche lanciato l’idea di mettere a gara la concessione di servizio pubblico. Si sente in pericolo?

«La concessione si giustifica proprio per il modo in cui stiamo portando avanti questa cultura che prova a unire qualità e ascolti. Siamo noi della Rai che dobbiamo provare tutti i giorni ad essere all’altezza della missione che ci è stata affidata».

Eccellenza-Real Forio,De Felice:”Devo ringraziare il mister,se ho segnato così tanto”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Simone Vicidomini

Nell’ultimo derby isolano in questo campionato di Eccellenza, il Real Forio al “don Luigi Di Iorio”, contro il Barano riesce a trovare il pari al 90′. Un derby dell’amicizia,se vogliamo dire anche perchè in panchina da una parte Billone Monti e dall’altra Franco Impagliazzo. Un’amicizia che dura ormai da anni. Due allenatori che hanno vinto diversi campionati,ed esperti per questa categoria. Il vero protagonista del match è stato l’attaccante Francesco De Felice classe ’96 che ha messo a segno un doppietta,raggiungendo quota 16 gol in campionato. Il giovane attaccante dopo l’addio di Gianluca Saurino nel mercato di dicembre passato poi alla Nuova Ischia in Promozione,non solo è diventato un punto fermo nello scacchiere di mister Impagliazzo,ma sta trascinando la propria squadra alla salvezza diretta,grazie ai suoi gol. Lo stesso Impagliazzo a fine partita aveva elogiato il suo calciatore:”De Felice è sprecato per questa categoria. E’ un giocatore che può fare tranquillamente la serie D e anche la stessa Lega Pro è sempre un 96′ e ha dei colpi fantastici”. La squadra biancoverde dopo essere andata in svantaggio nel primo tempo con un gol di Sogliuzzo,trova il pari nella ripresa al minuto 61′,proprio con De Felice:che riceve palla al limite dell’area, su una respinta corta della difesa del Barano,calciando da fermo e indirizzando il pallone all’incrocio dei pali,trovando un vero è proprio gol a “palombella” . Nel post gara abbiamo chiesto proprio un commento sul gol al giovane attaccante:”Ho visto che mi arrivava la palla e ho pensato a fare il tocco sotto e per fortuna mi è andata bene”. Un Real Forio che dopo il pareggio è andato di nuovo sotto con il gol messo a segno da Angelo Arcamone ex di turno,per poi trovare il definitivo pari al 90′. “E’ andata bene,perchè non ci tenevo a perdere contro il Barano”. Per De Felice è stato sicuramente un campionato molto importante,anche se manca ancora la matematica per la salvezza diretta. “Per me siamo salvi, ormai i punti li abbiamo fatti,il resto che arriverà nelle prossime partite sarà tutto un di più”.  Ti aspettavi di mettere a segno così tanti gol in questo campionato? “Su questo devo ringraziare il mister,perchè ha detto che solo con lui gli attaccanti vanno in doppia cifra”.

 

La condanna del programma su ”le donne dell’Est” ha unito il mondo politico

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Chiude “Parliamone sabato” il programma condotto da Paola Perego su Rai Uno, dopo una puntata in cui si è discusso del perché le donne dell’Est sono meglio delle italiane, adoperando scritte e tesi offensive. La condanna ha unito il mondo politico, osserva Mattia Feltri nel Buongiorno. Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, spiega in un’intervista a Francesco Bei cosa è successo e cosa si farà per evitare che riaccada.

Le ragazze dell’Est

Forse si può non avere un’opinione precisa su Paola Perego e Parliamone sabato, la trasmissione Rai in cui è stato presentato un elenco di qualità delle donne dell’Est: più belle, lavoratrici e sottomesse delle donne dell’Ovest. Una totale cretinata raccattata dal web e buttata nel mare delle cretinate televisive che non faceva nemmeno sorridere. Ma l’aspetto prodigioso della vicenda è che, attorno alla turpitudine di Paola Perego, i partiti politici hanno raggiunto una concordia sconosciuta dalla battaglia di Vittorio Veneto. Sinistra italiana e Lega, Pd e Forza Italia, Cinque stelle e Area popolare unanimi: la conduttrice è una farabutta.

Sospinta dalla marea furente dei purificatori social, la coalizione globale del decoro a buon mercato ha avuto un grido solo: «A casa!». Lo hanno detto veramente: «A casa!». Dev’essere stata una bella sensazione per leader e semileader riservare a un così alto obiettivo il linciaggio tanto spesso subito. E dunque, accerchiato da un popolo in armi, eletti ed elettori, dirigenti Rai e alte istituzioni, il programma è stato infine cancellato. Una grande vittoria dell’Italia civile, seguita da esultanza e brindisi online. Continueremo a essere il Paese derelitto di sempre, ma vuoi mettere il sabato pomeriggio senza Paola Perego?

vivicentro.it/opinione
vivicentro/Su ”le donne dell’Est” i partiti politici hanno raggiunto una concordia sconosciuta dalla battaglia di Vittorio Veneto
lastampa/Le ragazze dell’Est MATTIA FELTRI

Nell’Italia dei format l’M5S lancia l’ennesimo casting: ”mille esperti per Palazzo Chigi”

Grillo azzera il dissenso sul caso Genova («Chi non è d’accordo si faccia un partito») e il Movimento Cinque Stelle in versione governativa cerca il personale necessario per sbarcare a Palazzo Chigi: «Ci serviranno mille persone perbene – ha detto – E dobbiamo cercare i migliori». Da qui il casting per «non ripetere gli errori del comune di Roma».

“Casting di mille esperti di governo per non ripetere gli errori di Roma”

Il capo partito: “Non possiamo più fidarci di chiunque”. Già iniziati colloqui con economisti, magistrati e funzionari

ROMA – Quanto è facile trasformare un sogno in un incubo? È la domanda che Beppe Grillo tiene bene in mente quando immagina il M5S al governo dell’Italia e al contempo guarda alle condizioni di Roma. Una è una possibilità, l’altra è già realtà e non gli fa dormire sonni sereni.

Ecco perché Grillo non vuole più commettere errori e vuole arrivare all’appuntamento elettorale in maniera impeccabile. Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle fiducia ostentata, Grillo sa che quanto accaduto con la sindaca Virginia Raggi è l’esempio lampante di quello che non va più fatto: «A Roma abbiamo sbagliato, siamo arrivati impreparati e non possiamo permetterci di farlo di nuovo se andremo al governo» ha ripetuto ieri a chi lo ha incontrato a Roma.

Il M5S in versione governativa cerca fuori dai propri confini tradizionali il personale che andrà a rinforzare la squadra di Palazzo Chigi. Sottosegretari, dirigenti, funzionari, consulenti, e anche qualche ministro di peso. Beppe Grillo spara un numero: «Ci serviranno mille persone perbene – ha detto – E dobbiamo cercare i migliori». I migliori magistrati, professori, avvocati, ingegneri che vogliano partecipare al primo governo dei 5 Stelle. Un governo che avrà in larga parte ministri politici come volti e portavoce, ma dietro ai quali si muoveranno quegli esperti che dalle diverse categorie si stanno già avvicinando alla causa di Grillo. Al netto degli opportunismi di carriera, di chi è pronto a salire su un carro lanciato verso la vittoria, il comico sa che questo interesse è crescente, annusa un clima diverso, meno ostile verso il Movimento. Lo aveva notato durante il convegno sul lavoro del futuro, organizzato dai deputati grillini, e ne ha trovato conferma ieri, seguendo gli interventi al dibattito sull’acqua pubblica che si è tenuto alla Camera.

C’è una fetta di accademici pronti a prestare le proprie competenze, come ci sono ex generali e alti ufficiali in cerca di un accreditamento verso i rampolli del M5S come Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Il casting è partito già da qualche mese, dalla fine del 2016, da quando il Movimento ha cominciato una serie di colloqui informali con economisti, magistrati, giuslavoristi, esperti di ambiente e di difesa, per sondare la loro disponibilità a dare una mano agli inesperti grillini che altrimenti arriverebbero al potere orfani di una classe dirigente e di una struttura di funzionari fedeli alla missione del Movimento. Esattamente come è successo a Roma. E il ribaltone sul ribaltone di Genova, deciso a tavolino da Grillo dal terrazzo della sua villa di Nervi, che ha mandato al diavolo anni di parole sulla democrazia partecipata, va letto tenendo presente il pasticciaccio della Capitale. Anche a Roma, come ha fatto a Genova la consigliera regionale Alice Salvatore contro Marika Cassimatis, c’era chi, la deputata Roberta Lombardi, aveva messo il leader genovese in guardia dalla vincitrice delle primarie, Raggi, e dagli uomini di cui aveva scelto di circondarsi, su tutti Raffaele Marra e Salvatore Romeo. Solo che a differenza di Salvatore, Grillo aveva scelto di lasciare fare alla sindaca, isolando Lombardi. Un rischio che non vuole più correre: e così per non mettere una toppa dopo – con assessori inviati dalla Casaleggio Associati, deputati spediti in Campidoglio a supervisionare il lavoro della giunta – ha preferito optare per lo strappo preventivo, liquidando la legittima candidata e la sua lista di consiglieri in odore di eresia.

Per tutti questi motivi, la frase che va ripetendo Grillo, «non possiamo più fidarci di chiunque», porta con sé diverse conseguenze in vista delle politiche: ci sarà sì una ristrutturazione dei meet-up, e verrà ripensato il metodo di selezione degli eletti, ma è pronto anche un lavoro di selezione dei nomi che dovranno affiancare i ministri scelti tra i 5 Stelle. Gente che sulle banche, sul reddito di cittadinanza, sull’immigrazione, sull’euro e sull’Europa, la pensa come il M5S e che può garantire a Grillo di non avere brutte sorprese dopo le elezioni.

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lastampa/“Casting di mille esperti di governo per non ripetere gli errori di Roma” ILARIO LOMBARDO

Stefanini: l’Italia fondamentale nella gestione dell’emergenza in Nord Africa

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Stefano Stefanini, nel suo editoriale su La Stampa, sottolinea il ruolo fondamentale dell’Italia nella gestione dell’emergenza in Nord Africa.

Cogliere la chance di far ripartire l’Europa

I pedaggi si pagheranno a Berlino o a Bruxelles. Ma tutte le strade portano ancora a Roma. Ieri vi hanno condotto i Paesi mediterranei dell’Ue e i loro dirimpettai nordafricani. Insieme, hanno fatto un passo avanti per gestire la rotta libica dell’immigrazione in Europa; sulla carta per ora, ma nella giusta direzione. Sabato 25 toccherà all’intera Unione Europea rinnovare i voti nel sessantesimo anniversario. L’Italia è il fulcro dei flussi immigratori; la regia del 25 marzo le dà fiato per farne un vertice politico di rilancio anziché una sterile celebrazione.

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Il Trattato del 1957 suggellò la rinascita dell’Italia repubblicana dalle macerie della dittatura fascista, dall’umiliazione della sconfitta e dalle ferite della guerra civile. Sessant’anni dopo i leader dei 27 Paesi dell’Ue tornano a Roma per far ripartire l’Europa dopo le battute d’arresto sull’immigrazione, sulla crescita e sul debito sovrano, dopo gli attacchi del terrorismo, dopo l’autoinflitta amputazione del Regno Unito.

La perdita di fiducia della gente in un’Unione che perda colpi è comprensibile. Le Pen, Salvini, Wilders, Farage sono effetti non cause. Per l’Ue gli ultimi due anni sono stati una corsa a ostacoli da una crisi all’altra, inciampando ma senza abbandonare. La sopravvivenza è una battaglia onorevole che non basta. Quando si riuniranno a Roma, per ridare fiducia alla gente e ritrovarla in se stessi i 27 leader e i tre presidenti dell’Ue dovranno dimostrare di guardare al futuro. Oggi non è tempo né d’indulgere a celebrazioni né di farsi prendere la mano da recriminazioni. Quello che conta è l’Europa di domani.

All’Europa di domani pensarono i sei Paesi fondatori nel 1957. Guai se si fossero fatti condizionare dalla congiuntura. Se fra quattro giorni ci sarà lo stesso coraggio la gente se ne accorgerà, a Bratislava come a Parigi. L’Italia ha una responsabilità non solo cerimoniale. Il lustro di fare da ospite è effimero. Essere Paese cerniera fra Nord e Sud, fra vecchi e nuovi membri, ponte verso i Balcani in credito di allargamento, frontiera mediterranea, è una responsabilità. Basta e avanza per far ben sentire la nostra voce, pur senza velleitarismi.

A fine mese, il primo ministro britannico annuncerà la decisione di Londra di uscire dall’Ue ex articolo 50 del Trattato di Lisbona. Non che ci sia da rallegrarsene, ma il dado è stato tratto nove mesi fa. Più presto si passa dal disagio della convivenza forzata a una seria e costruttiva trattativa sulla separazione e sulla futura relazione fra Uk e Ue, meglio è. Anche lì l’Italia avrà un ruolo da giocare e interessi nazionali da salvaguardare.

Usciamo bene dalla prima tornata della settimana europea. E’ stato un successo aver messo intorno allo stesso tavolo tutti i Paesi della sponda africana (tranne Algeria per disguidi) e di quella Ue. Ha corresponsabilizzato i primi al di là delle loro frontiere, impegnandoli a collaborare con la Libia per fermare l’emorragia prima degli imbarchi. Il governo Gentiloni persegue con costanza l’obiettivo di un filtro sulla sponda Sud, non diversamente da quanto avviene sulla sponda Est, in Turchia, in Giordania, in Libano. La situazione della Libia lo rende molto più difficile. Visto che la Libia, da sola non ce la può fare, è necessario avere a bordo l’intera regione. Bisognerà che l’intera Ue, non solo l’Italia, continui a stargli dietro.

Seguirà l’appuntamento del 25 marzo. In gioco la credibilità Ue alla vigilia di Brexit. Per quanto l’Italia possa fare serve una risposta collettiva. Per accontentare tutti la dichiarazione potrebbe cadere nello scontato. Più che le parole conteranno il comportamento e l’affiatamento dei leader. Capiremo subito se finalmente l’Europa riparte. Devono crederci, non solo dirlo.

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lastampa/Cogliere la chance di far ripartire l’Europa STEFANO STEFANINI

Migranti, l’ultimatum di Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo

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Nel giorno del summit di Roma sul problema della gestione dei migranti, Dimitris Avramopoulos va diretto al punto: «Tutti si devono rendere conto che far parte della famiglia europea impone una serie di obblighi morali e istituzionali». Nell’editoriale Stefano Stefanini sottolinea il ruolo fondamentale dell’Italia nella gestione dell’emergenza in Nord Africa.

“L’Europa sanzionerà i Paesi che rifiutano le quote”

L’ultimatum del commissario Avramopoulos: l’Italia non deve ritenersi sola in questa emergenza

ROMA – «La relocation dei migranti non funziona? Dopo un anno e mezzo di amare delusioni adesso le cose cominciano a cambiare, e i rifugiati giunti in Grecia e in Italia cominciano a essere spostati in altri Paesi. Ma tutti gli Stati membri devono fare la loro parte. Due settimane fa da Bruxelles abbiamo lanciato un segnale molto chiaro: tra qualche mese questo programma si concluderà, e allora sarà il momento per tutti noi di prendere nuove decisioni. Speriamo che non debba essere necessario far scattare delle procedure di infrazione per i Paesi che non avranno rispettato i loro impegni». Dimitris Avramopoulos, greco, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, ha partecipato ieri al summit centromediterraneo di Roma sul problema della gestione dei migranti. E – almeno a parole – sembra voler minacciare di sanzioni i tanti Paesi Ue che non stanno accogliendo le quote previste di profughi.

Commissario, che ne pensa del vertice a Roma? È stato un incontro utile?

«Sappiamo che la situazione è molto difficile, e che la pressione sull’Italia è fortissima. Questa iniziativa è da considerare utile per sostenere l’Italia, ma anche per mettere intorno a un tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda. Ne è emerso un forte impegno a lavorare insieme per affrontare il tema dell’immigrazione sul terreno, in concreto. Vogliamo tutti dare il massimo supporto alla Libia perché possa controllare meglio le sue frontiere meridionali e contrastare i trafficanti di migranti, e le forniremo tutti gli equipaggiamenti necessari, a cominciare dalle forze della guardia costiera. Ma bisognerà insistere in futuro».

Che ne pensa dei progetti del governo italiano di un sostegno anche militare al governo libico?  

«Ci congratuliamo con l’Italia per quel che sta facendo per la Libia. È un’iniziativa complementare con le altre già avviate dall’Europa. Ma affrontare il tema dei transiti dalla Libia deve essere una responsabilità condivisa di tutti Paesi europei. Perché quello che avviene in Italia – o in Grecia – in realtà poi si riverbera sull’intera Ue. L’Italia non è sola su questa emergenza».

Commissario, eppure sappiamo che molti partner Ue – nei fatti – di migranti non ne vogliono sapere. L’Europa ci vuole aiutare davvero, o sono solo parole?  

«È un fatto che alcuni governi non si impegnano o riluttano a compiere quello che invece è un preciso dovere comune: affrontare insieme il problema dell’immigrazione. Tutti si devono rendere conto che far parte della famiglia europea impone una serie di obblighi morali e istituzionali».

Obblighi che però, per adesso, non vengono rispettati, se non in minimissima parte. E così un fenomeno come quello dei rifugiati, che rispetto al totale della popolazione e del territorio europeo avrebbe un peso irrisorio, diventa un problema potenzialmente esplosivo.  

«Dopo una partenza deludente, lo schema di ricollocazione dei profughi ha cominciato ad essere applicato. Piano, ma qualcosa comincia a muoversi. Ma tutti gli Stati devono far parte della soluzione. Dall’autunno, come ho detto, non vorrei fossimo costretti a intervenire con procedure di infrazione, per chi non rispetta i suoi impegni».

Commissario Avramopoulos, si sente in grado di promettere che stavolta le regole sulla ripartizione dei migranti verranno rispettate?  

«Sono molto fiducioso, assolutamente fiducioso. Le cose vanno migliorando, ma non siamo arrivati dove vorremmo, perché qualche governo è molto riluttante nell’accettare quelli che sono in realtà obblighi ben precisi. Quello che è stato deciso è legalmente obbligatorio e vincolante per tutti i Paesi membri dell’Ue. Il programma in corso si esaurirà in autunno. E questo significa che tutti quanti, nessuno escluso, verranno considerati responsabili sulla base di quel che hanno fatto, e degli impegni che non avranno mantenuto».

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vivicentro/Migranti, l’ultimatum del Commissario europeo
lastampa/“L’Europa sanzionerà i Paesi che rifiutano le quote” ROBERTO GIOVANNINI

Russiagate: l’Fbi indaga sui legami tra Putin e il presidente Usa tra spie e ricatti a luci rosse

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L’Fbi conferma l’esistenza di indagini sui “legami tra lo staff di Trump e la Russia” e nega che Obama abbia ordinato intercettazioni sul tycoon.

Gianni Riotta spiega gli effetti sulla presidenza Trump, con Putin regista di una strategia di “scompiglio” in un’America dove aumentano gli elettori che sospettano del presidente

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I legami tra Putin e il presidente Usa tra spie e ricatti a luci rosse. Dalla caduta di Flynn ai dubbi su Sessions: così vacilla il potere

Come in una rissa da saloon dei vecchi film western, nessuno esce indenne dall’audizione alla commissione Servizi di Intelligence della Camera Usa, con il capo dell’Fbi James Comey e l’ammiraglio Mike Rogers, direttore Nsa. Il presidente Donald Trump incassa due durissimi uppercut, quando Comey conferma che l’Fbi sta indagando sulle «connections» tra la campagna repubblicana e fonti russe, e poi nega recisamente che ci sia del vero nelle accuse mosse a Obama di intercettazioni illegali.

Ma i democratici non piazzano il colpo del ko, perché i repubblicani si schierano come guardie del corpo fedeli della Casa Bianca, in una buona prova di squadra. Trump detta la linea di buon mattino via Twitter, concentrandosi sui «leaks», le soffiate ai giornalisti, e non sull’oscura manovra che dal Cremlino ha infiltrato il duello con Hillary Clinton.

Quanto a Comey, i suoi sforzi per tornare uomo al di sopra delle parti, carisma perduto con le rivelazioni premature sull’inchiesta contro le mail private della Clinton poi finita in nulla, hanno messo a segno qualche punto. Dando in pratica del bugiardo, o almeno del millantatore, al presidente, Comey recupera favori tra i democratici, che non lo incal zano su un tema cruciale.

Perché mai il direttore dell’Fbi ha richiesto esplicita autorizzazione al Dipartimento della Giustizia per rivelare le indagini in corso sui contatti tra staff di Trump e russi, quando, in piena campagna elettorale, ha reso pubblica l’inchiesta contro la Clinton, senza peritarsi di chiedere analogo permesso all’allora ministro della Giustizia democratica Lynch? Pesi diversi che – a lungo, in una saga che non sarà breve o indolore – torneranno a creargli guai. Tanto più che il direttore ammette: non è finita, «i russi hanno avuto successo e torneranno a ripetere la manovra nel 2018, e forse nel 2020», elezioni di midterm e presidenziali. Qui i democratici avrebbero potuto incalzarlo, chiedendogli conto del passo doppio Hillary-Donald, ma hanno preferito non antagonizzare un interlocutore che sperano infligga altri colpi a Trump. Malinconicamente, sono gli sconfitti della Clinton ad attaccare, via social media, Comey. Tace Obama, cui nessuno chiede ancora conto del silenzio impaurito: sapeva dall’estate dell’inchiesta Fbi su Trump e la Russia, ma tacque «per non sembrare imparziale».

L’ammiraglio Rogers lancia un messaggio agli europei, «Quel che i russi hanno fatto nel 2016 da noi, fanno ora in Europa», usando disinformazione, leaks, hackeraggio e guerra informatica nelle elezioni in Francia e Germania, contro i candidati più anti Putin, Merkel e Macron, e a favore di candidati ritenuti più filo russi, Schulz, Fillon, Le Pen. Con grinta il presidente del Comitato, il repubblicano Nunes, ha seguito l’ordine di scuderia, insinuare – senza prove – che i pirati informatici di Putin abbiano gonfiato i voti democratici. Stato per stato, Nunes chiede conferma dei brogli, per sentirsi rispondere sempre di no. Poco importa, la domanda farà schiuma e il 37% degli americani (punto basso, finora della presidenza) che appoggia Trump sarà impressionato.

Dal Cremlino, Vladimir Putin può guardare il pestaggio al Saloon America con soddisfazione. Sia Comey che Rogers confermano che l’operazione dell’ex ufficiale dello spionaggio Kgb, condotta via Wikileaks (malgrado gli uomini di Assange siano lieti: «Nessun filo diretto tra noi e il Cremlino»), è stata la «manovra coperta più efficace di sempre», seminando «caos e discordia» negli Usa. Solo osservatori ingenui, o in malafede, potevano credere che Trump alla Casa Bianca avrebbe stretto un patto col presidente russo, forse temendo i famosi video che lo riprendono con belle ragazze russe, «le prostitute migliori al mondo» secondo Putin, di cui fonti di intelligence insistono a parlare. Non era questo il piano, Mosca voleva seminare zizzania e c’è riuscita: ora tocca a Parigi e Berlino, vedremo quando, e come, a Roma. La testa già caduta dell’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn, troppo avventato nel fidarsi dei russi, il ministro della Giustizia Jeff Sessions costretto a autosospendersi dall’inchiesta (facendo infuriare Trump) per non aver rivelato all’Fbi e al Senato, della sua personale Russian Connection, sono solo le prime vittime. Altre seguiranno.

Trump twitta astuto «non c’è prova di contatti tra Presidente e i russi», ma Fbi, Nsa e Cia – che la Casa Bianca ha, incautamente, paragonato «ai nazisti» e alla «caccia alle streghe» – seguono altre piste, cercando contatti tra collaboratori di Trump e russi: ieri, in Ucraina, si annunciavano rivelazioni contro Paul Manafort, ex capo dello staff trumpiano. La vittoria di Putin è la sfiducia che paralizza l’America, dove aumentano gli elettori che considerano Trump «presidente illegale», tra i giovani sotto i 30 anni il 57%. Questa discordia voleva seminare e la messe è alta.

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lastampa/Lo zar e l’Operazione scompiglio per paralizzare l’America GIANNI RIOTTA

Malfitano: “Il Napoli si è dimostrato brillante, ma attenzione alla condizione fisica”

Malfitano: “Il Napoli si è dimostrato brillante, ma attenzione alla condizione fisica

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto il giornalista della Gazzetta dello Sport Malfitano, il quale ha dichiarato: “La sofferenza nel secondo tempo credo sia figlia solo della condizione fisica. Anche nel primo tempo di ieri il Napoli si è dimostrato una squadra brillante. Sarri dovrà lavorare sulla condizione fisica anche perché lo stress fisico e mentale della Champions è lecito pagarlo in questo momento della stagione. Non dimentichiamo inoltre la gara d’andata di Coppa Italia con la Juventus che alla ripresa sarà doppiamente avversaria degli azzurri tra campionato e coppa. Tanto di cappello a Mertens per il gol su punizone, ma è giusto riconoscere la crescita di Insigne. Il Napoli non può farne a meno, nonostante una media gol inferiore al belga, ha già raggiunto il suo recordi di reti stagionale ed ha già fornito altrettanti assist vincenti”. 

Hysaj: “Italia vs Albania? Io contro Insigne, sarà un bella sfida”

Hysaj: “Italia vs Albania? Io contro Insigne, sarà un bella sfida”

Ai microfoni dei media albanesi, è intervenuto Hysaj, difensore azzurro, il quale ha dichiarato: “Con la mentalità giusta possiamo battere gli azzurri, cercheremo di fare il nostro gioco. Ho scherzato con Insigne a Napoli, giocheremo contro e ci ritroveremo sulla stessa fascia, sarà una bella sfida. Dopo aver battuto l’Empoli gli ho detto di non parlarmi più, perché da quel momento eravamo avversari. Il calcio è bello anche per queste cose. Palermo è lontana, ma mi aspetto tanti nostri tifosi a seguire la sfida”.

La fotogallery della gara Cosenza vs Juve Stabia (2-4)

Cosenza vs Juve Stabia foto di Pietro Russo

Guarda le foto di Cosenza vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo Pietro Russo che ci racconta così la vittoria delle vespe contro i ragazzi di Mister De Angelis.

La Juve Stabia torna alla vittoria dopo il cambio di allenatore nel giorno del 110 anno di vita. La partita complicata vede le vespe andare sul 3 a 0 per poi andare in difficoltà sul 3 a 2. La partita si chiude al secondo gol di Lisi che chiude il match sul 4 a 2. Ottime le prestazioni di Matute al suo esordio dal primo minuto in campionato e di Cutolo versione assist man (due passaggi determinanti).

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Juve Stabia: Russo, Cancelotti, Morero, Camigliano, Santacroce, Capodaglio, Izzillo, Matute, Kanoutè, Lisi, Cutolo.
a disposizione: Bacci, Tabaglio, Liviero, Marotta, Manari, Giron, Salvi, Allievi, Esposito, Mastalli, Rosafio.
Cosenza: Perina, Tedeschi, Blondett, Caccetta, Letizia, Statella, Baclet, D’Anna, Mungo, Calamai, D’Orazio.
a disposizione: Saracco, Corsi, Pinna, Capece, Criaco, Cavallaro, Meroni, Mendicino, Bilotta, Ranieri, Madrigali.
Arbitro: Sig. Viotti
Assistenti: Sig. Lacalamita, Sig. Antonacci.
Ammoniti: Cancellotti, Morero, Lisi
Il match a causa di uno sciopero indetto dai calciatori della Lega Pro inizierà con 15 minuti di ritardo.
29’ Gol della Juve Stabia con uno straordinario tiro a giro dalla sinistra da parte di Lisi che viene deviato da leggermente da D’Anna per poi terminare alle spalle del portiere.
32’ Ancora gol per la Juve Stabia ottimo cross dalla sinistra da parte di Cutolo che vede Kanuotè sul secondo palo il quale non sbaglia insaccando il pallone in rete con un ottimo colpo di testa.
48’ Ottimo recupero di Cutolo a centrocampo che serve Kanuotè con uno splendido passaggio in messo ai due centrali difensivi, Kanoutè in velocità si beve gli avversarsi, arrivando in area di rigore, per poi dribblare il portiere e mettere a segno il gol del 3 a 0.
55’ Bella azione del Cosenza che grazie ad un cross dalla sinistra di D’Orazio che serve Statelli, il quale di testa fa da sponda per un bel colpo di testa di Baclet che spiazza Russo.
67’ Matute perde palla a centrocampo contropiede del Consenza, palla per Statella che serve a centro dell’area per Baclet che non sbaglia il gol del 3 a 2 , partita riaperta.
81’ Progressione impressionante di Lisi che dribbla in velocità il difensore cosentino Blondett per poi spiazzare Perina con un tiro potentissimo dritto verso l’incrocio dei pali.

Accordi prematrimoniali: le novità e il testo

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Il ddl sull’introduzione degli accordi prematrimoniali all’esame della commissione giustizia della Camera. Le novità e il testo

Ammettere i patti prematrimoniali, con cui i coniugi possono stabilire preventivamente le regole, soprattutto economiche, di un eventuale divorzio, prima del matrimonio. E’ questo lo scopo della proposta di legge depositata alla Camera più di due anni fa, che con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata (visto che doveva essere calendarizzata subito dopo la legge sulle unioni civili), ha iniziato in questi giorni l’esame in commissione giustizia a Montecitorio.

Il provvedimento, che vede come primi firmatari i deputati Alessia Morani (PD) e Luca d’Alessandro (ALA), ha l’obiettivo, si legge nella relazione al testo, di “riconoscere ai futuri coniugi nel momento che precede il matrimonio una più ampia autonomia al fine di disciplinare i loro rapporti patrimoniali e personali anche relativamente all’eventuale fase di separazione e di divorzio, attraverso accordi contenuti in un’apposita convenzione”.

Tale tipologia di accordi, ad oggi, “viene ritenuta nulla da costante giurisprudenza, in particolare con riferimento agli accordi di divorzio”, a differenza, invece, di quanto avviene in altri paesi europei (e d’oltreoceano) in cui i patti prematrimoniali sono pacificamente ammessi e regolamentati.

Riconoscere ai coniugi, la facoltà di gestire anticipatamente e consensualmente i propri rapporti patrimoniali e personali in relazione ad un’eventuale futura crisi del matrimonio, sostengono i relatori, “può costituire uno strumento molto utile, specialmente al fine di evitare che la fase di negoziazione di tali rapporti avvenga nel momento in cui il matrimonio è entrato già in crisi e sono particolarmente difficili il compimento di un accordo e il raggiungimento di un assetto che soddisfi entrambi i coniugi, in presenza di reciproche recriminazioni e rivendicazioni”.

I CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE

Gli accordi prematrimoniali

Il testo prevede che i futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare, in base al nuovo art. 162-bis del codice civile, “con la forma prevista dall’articolo 162”, ovvero mediante negoziazione assistita, da uno o più avvocati, “accordi prematrimoniali volti a disciplinare i rapporti dipendenti dall’eventuale separazione personale e dall’eventuale scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio”.

Se ci sono figli minori o economicamente non autosufficienti gli accordi dovranno essere autorizzati dal procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, laddove ritenga che i patti siglati non rispondano all’interesse dei figli, ne indica i motivi e invita le parti a un’eventuale riformulazione, ovvero, “qualora non ritenga autorizzabile neppure la versione eventualmente riformulata, nega definitivamente l’autorizzazione”.

Il contenuto

Secondo quanto prevede il disegno di legge, negli accordi prematrimoniali un coniuge può decidere di attribuire all’altro una somma di denaro periodica o una tantum, così come un diritto reale su uno o più immobili, anche con il vincolo di destinare, ai sensi dell’articolo 2645-ter, i proventi al mantenimento dell’altro coniuge o al mantenimento dei figli fino al raggiungimento dell’autosufficienza economica degli stessi. Il limite, in ogni caso, è quello di non poter attribuire all’altro più di metà del proprio patrimonio.

Negli accordi c’è spazio anche per la rinuncia da parte del futuro coniuge al mantenimento da parte dell’altro, facendo salvo solo il diritto agli alimenti ex artt. 433 e seguenti c.c.

Possono essere trasferiti all’altro coniuge o a un terzo anche “beni o diritti destinati al mantenimento, alla cura o al sostegno di figli disabili per la durata della loro vita o fino a quando permane lo stato di bisogno, la menomazione o la disabilità”.

Inoltre, può essere stabilito, previo accordo delle parti, un criterio di adeguamento automatico del valore delle attribuzioni patrimoniali predisposte con gli accordi.

Gli accordi possono essere stipulati o modificati in ogni momento, anche durante il matrimonio, e comunque prima del deposito del ricorso per separazione personale o della sottoscrizione della convenzione di negoziazione assistita o ancora della conclusione dell’accordo di cui, rispettivamente agli articoli 6 e 12 del d.l. n. 132/2014. I ricorsi di separazione e divorzio devono contenere il riferimento agli accordi prematrimoniali stipulati e, nelle sentenze, i giudici devono tenerne conto.

I patti successori

Rilevante nel disegno di legge è, altresì, la previsione che consente ai due futuri coniugi, in deroga al divieto dei patti successori e alle norme in materia di riserva del coniuge legittimario, di prevedere negli accordi prematrimoniali, anche norme per la successione di uno o di entrambi i coniugi, fatti salvi i diritti degli altri legittimari.

I patti possono essere modificati in ogni momento anche durante il matrimonio.

Tale previsione, evidenziano i relatori, “può favorire l’accesso all’istituto del matrimonio per le coppie che sono restie a compiere tale passo per non arrecare danni sotto il profilo successorio ai figli di primo letto” oltre a far venir meno l’alternativa a volte molto difficile, “tra la scelta di dare attuazione a princìpi etici e quella di prediligere contrarie esigenze di carattere economico e morale di natura successoria (quali, per esempio, evitare l’ingresso di soggetti estranei in compagini societarie con assetti già definiti o evitare conflittualità con i figli nati dal primo matrimonio)”.

Fonte: Marina Crisafi /Accordi prematrimoniali: in arrivo la legge (www.StudioCataldi.it)

Napoli: branco minori torna libero. Aveva stuprato e filmato una 15enne

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In dodici, tutti minorenni, un anno fa furono arrestati e portati in comunità per avere stuprato e filmato ripetutamente una 15enne, costringendola a sottostare alle violenze del branco con la minaccia di diffondere i video hard realizzati in un bosco. Accadde a Pimonte, paese dei Monti Lattari.

Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all’epoca era 13enne e quindi non imputabile) – tutti minorenni residenti tra Pimonte, Gragnano e Vico Equense, in provincia di Napoli – andranno a scuola o al lavoro, poi faranno faranno tutti attività di volontariato, sport e seguiranno un percorso di recupero psicologico con l’unica restrizione di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi perristabilire – mediante adeguati comportamenti e scuse – dei buoni rapporti con lei dalla quale devono ottenere il perdono.

All’udienza ha assistito anche la madre della vittima, mentre la ragazzina non era in aula. La messa in prova terminerà l’8 ottobre 2018, poi i ragazzi torneranno davanti al giudice per valutare l’esito del percorso

 

Il Pungiglione Stabiese – Juve Stabia da 110 e lode o rimandata a settembre?

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 20 marzo 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci saranno in studio Mario Di Capua (Radio S.Anna), Salvatore Sorrentino e Andrea Alfano (ViViCentro) e l’opinionista Armando Russo.

Ci collegheremo telefonicamente con l’ex Donovan Maury. Con lui discuteremo di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.

Presenteremo il prossimo match con il Catanzaro dell’ex Gomez. Il Catanzaro viene dal pareggio interno con il Monopoli che ha dato un’altra mazzata psicologica alla squadra di mister Erra in ottica obbiettivo salvezza. La Juve Stabia invece viene dalla vittoria di Cosenza della nuova era targata Mister Carboni ed è alla ricerca della prima vittoria tra le mura amiche.

Avremo come ospite telefonico Vittorio Giummo di Radio Catanzaro che ci presenterà il Catanzaro in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Jorginho, l’agente: “Si sta confermando anche quest’anno. Mancata convocazione? Questione di caratteristiche”

Joao Santos, agente fra gli altri di Jorginho e Leandrinho, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

 

Jorginho si sta confermando, quando il mister ha bisogno lui è sempre a disposizione. Nazionale? Ventura non lo convoca per una questione di caratteristiche, quando ne avrà bisogno lo chiamerà. Il ragazzo è uno dei migliori registi italiani. In questo momento è concentrato sulla doppia sfida con la Juventus. Ha ancora diversi anni di contratto con il Napoli e spero possa restare in azzurro anche la prossima stagione. Contro l’ Empoli per poco non è arrivato il gol.
Leandrinho? Il ragazzo sta facendo bene al Torneo di Viareggio. Ci auguriamo che possa seguire la prima squadra nel ritiro estivo a Dimaro. Date le sue qualità può giocare come vice Callejon”.

Atalanta, Sartori: “Conti al Napoli? Non parlo di mercato. Puntavamo molto su Grassi ma…”

Giovanni Sartori, direttore tecnico dell’ Atalanta, ha parlato ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 

“L’ Atalanta sta crescendo anno dopo anno. Stiamo puntando molto sui giovani e grande merito va dato anche al mister.
Grassi? Puntavamo molto su di lui. L’ esplosione di Gagliardini, però, gli ha impedito di esprimere al meglio le proprie qualità.
Futuro Conti? Non parlo di mercato in questo momento. In ogni caso posso dire che ci stiamo già muovendo in caso di eventuali partenze di Conti e Spinazzola.
Per quanto riguarda Kessié ho sentito di un forte interesse della Roma. Su di lui non ci sono solo Roma e Napoli. Il centrocampista ha attirato l’ attenzione di diversi club europei. Se dovesse partire lo sostituiremo con un calciatore altrettanto importante”.

Reina: “Juve-Barça? Partita difficile per entrambe le squadre”

Pepe Reina è già arrivato al ritiro delle Furie Rosse a Las Rozas. Prima di entrare nell’hotel, il portiere del Napoli ha parlato della prossima sfida di quarti di finale di Champions tra Juventus e Barcellona.

“È una partita difficile per entrambi”, si legge su Mundo Deportivo, “suppongo che nessuno dei 2 sia contento dell’l’accoppiamento. Sono 2 delle squadre più forti d’Europa. Nei quarti di finale è ciò che ci si aspetta, ci sono partite molto simili, come Bayern e Real Madrid. È complicata allo stesso modo, forse sono le 4 squadre, assieme all’Atletico Madrid, che hanno più possibilità di arrivare in finale. Saranno contenti anche gli spettatori, per qualsiasi giocatore vivere questi tipi di partite è stupendo”.

 

Da calciomercato24.com

Mixed Zone, Leandro Paredes: “Non è iniziata come volevamo ma l’importante è aver vinto” (VIDEO)

Tre domande per Leandro Paredes in mixed zone nel post Roma-Sassuolo

 Roma- La Roma all’Olimpico, dopo un inizio incerto contro il Sassuolo, torna padrona del campo e mette ko l’avversaria vincendo 3 a 1. La squadra di Spalletti, reduce dalla gara contro il Lione in cui ha vinto ma non è bastato per qualificarsi ai quarti di Europa League (ndr.: Andata Lione 4 Roma 2; Rit: Roma 2 – Lione 1), ha dato prova di concretezza e determinazione. Qualche incertezza in difesa che la costringe a subire un gol a pochi minuti dall’inizio della gara, sembra essere la costante di questa squadra che sa poi reagire e imporsi.

Nel post Roma Sassuolo, incontriamo in mixed zone Leandro Paredes che ha segnato il gol del pareggio con un tiro straordinario da fuori area. Di seguito le dichiarazioni del centrocampista argentino che si dice soddisfatto della sua prestazione. (VIDEO)

TRE DOMANDE PER LEANDRO PAREDES….

Cosa pensi di questa tua prestazione?

Una vittoria importante, non è iniziata proprio come volevamo ma alla fine siamo riusciti a vincere e questa è la cosa più importante. Sono contento per la vittoria perché, dopo essere usciti con il Lione, dovevamo usare la testa e lo abbiamo fatto.

È pesata questa eliminazione sull’umore e anche sull’approccio a questa partita?

Sicuramente è pesato perché è stata una sconfitta molto dura ma per fortuna siamo riusciti ad alzare la testa subito.

Un giudizio della tua stagione fino a questo punto…

Sono tranquillo, devo sempre migliorarmi, cercherò di dare do un giudizio quando finirà la stagione.

Per l’impiego…. sicuramente tutti vogliono giocare sempre, però ho due compagni di reparto che lo stanno facendo bene e quando mi tocca giocare cerco di dare il mio massimo.

Maria D’Auria

copyright-vivicentro

 

 

 

 

 

EDITORIALE – Juve Stabia, voltiamo pagina..

Se volessimo paragonare la stagione agonistica della Juve Stabia ad un libro, potremmo ottenere un romanzo ricco di emozioni e dal finale tutt’altro che scontato. L’arrivo di Guido Carboni, ed il suo ottimo esordio, condito dai 4 gol rifilati al Cosenza, rappresentano certamente i capitoli di maggior interesse del romanzo gialloblù.

I capitoli targati Fontana sono stati tanti ed hanno raccontato storie inizialmente bellissime. Protagonista è stata una squadra capace per mesi di sovvertire le gerarchie del campionato, riuscendo non solo a stare a contatto con le corazzate del girone, ma anche di precederle fino al termine della prima parte di stagione. Il romanzo avventuroso, da quel momento per i calciatori ed i tifosi della Juve Stabia, è diventato un racconto a tratti drammatico, in cui tutto nelle dinamiche gialloblù è andato storto. Conseguenza inevitabile è stato il cambio di “autore”, con Carboni che ha preso il posto di Fontana.

Proprio la prima gara del tecnico toscano sulla panchina della Juve Stabia può servirci da piacevole anticipazione sui prossimi capitoli.
Pochi fronzoli in campo, dove il gioco passa in secondo piano, in virtù della vittoria quale obiettivo primario da raggiungere. Si parte dalla semplicità, unico strumento attraverso cui ritrovare certezze; complicarsi la vita in un momento dove nemmeno le cose basilari riescono appare folle. Inoltre il nuovo tecnico ha dato un ulteriore input chiaro: nessuno schema imprescindibile, ci si adatta alle caratteristiche dell’avversario, della partita ed in base al momento della stagione. Così a Cosenza è andato in scena un 3-5-2 propositivo, con un Lisi versione Gareth Bale ed un Kanoute efficace quanto Mertens nel ruolo di falso nueve. Solo nella ripresa, con la squadra troppo schiacciata dal ritorno del Cosenza, Carboni è tornato al 4-3-3 così sa far salire le Vespe alla ricerca del gol sicurezza che poi è arrivato.

Conseguenza del cambio di guida tecnica è stata anche la verve e la voglia ritrovata da tutta la squadra, che ha giocato con un piglio pimpante e gagliardo fin dai primi minuti di Cosenza. Segno questo che, probabilmente, qualcosa si era rotto nell’equilibrio e nell’entusiasmo iniziale della gestione Fontana. Piacevole sorpresa è stata anche il “rispolvero” di Kelvin Matute, roccioso personaggio voluto da Fontana per il suo romanzo ma mai protagonista. Carboni ha invece subito lanciato i muscoli del centrocampista ex Casertana, autore di una prestazione monumentale per generosità ed abnegazione.

Certamente è eccessivo pensare che tutto i problemi siano ormai alle spalle ma le premesse per essere finalmente ottimisti cominciano a vedersi.
Una nuova grinta nella squadra, un allenatore voglioso di lavorare senza essere preda di un solo modulo o di una sola convizione, con le certezze dei calciatori che pian piano cominciano a ricomparire. Alla luce di tutte queste premesse, e di personaggi che devono tornare a recitare ruoli da protagonista (Ripa, Paponi, Mastalli e Liviero), è lecito sperare in un finale di stagione positivo.
Ora che è stata voltata pagina si può puntare ad un lieto fine.

Raffaele Izzo