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Castellammare di Stabia
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Da oltre venticinque anni il Catanzaro non vince Castellammare. Tutti i precedenti

Nella scorso campionato fu pari tra gialloblù e giallorossi

Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato quattro volte al “vecchio San Marco” di Castellammare di Stabia, i calabresi hanno vinto una sola volta (a tavolino), mentre una sola vittoria per lo Stabia e due pareggi. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1931 / 1932 – Campionato Nazionale di I° Divisione girone ‘ F ‘

22 maggio 1932 – 15° giornata di ritorno: STABIESE – CATANZARESE 0 – 2. (gara persa a tavolino per rinuncia).

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

22 maggio 1949 – 17° giornata di ritorno STABIA – CATANZARO 2 – 1.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

11 dicembre 1949 – 12° giornata d’andata: STABIA – CATANZARO 1 – 1 calabresi in vantaggio ad inizio ripresa con Pallaoro, dopo dieci minuti ci fu il pareggio stabiese dell’attaccante Bruno GERZELLI.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

8 aprile 1951 – 10° giornata di ritorno: STABIA – CATANZARO 1 – 1.

Juve Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato sei volte al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, una vittoria dei calabresi e quattro dei campani, l’unico pari è quello della scorsa stagione. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ C ‘

26 gennaio 1992 – 19° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 1 la rete della vittoria dei giallorossi fu realizzata da Minisi.

– 1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

14 marzo 1993 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Fiorenzo Treossi di Forlì) le tre reti tutte nella ripresa, aprì su calcio di rigore il terzino Silvio GORI, pareggiarono i giallorossi con Guzzetti e il gol vittoria fu siglato dal bomber Giorgio LUNERTI.

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

25 marzo 2001 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Daniele Lambertini di Cesena) la doppietta stabiese fu realizzata dall’attaccante Cosimo NOBILE nei primi dieci minuti della ripresa, poi a cinque dalla fine jonici in gol con Caggianelli.

– 2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

21 febbraio 2010 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Filippo Merchiori di Ferrara) Pasquale OTTOBRE regalò la vittoria alle vespe.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

10 gennaio 2015 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Marco Mainardi di Bergamo) per le vespe andò a segno Francesco NICASTRO oltre il novantesimo minuto.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

31 gennaio 2016 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 1 (arbitro Riccardo Panarese di Lecce) a fine tempo giallorossi in gol con Patti, pareggio gialloblù ad inizio ripresa di Abou DIOP.

Giovanni Matrone

Turi a Le Vespette: “Non conta il risultato, tireremo le somme alla fine in tutte le categorie”

Le sue parole

A ‘Le Vespette’, programma dedicato al settore giovanile della Juve Stabia, è intervenuto il direttore Alberico Turi:

“La festa dell’ attività di base tenutasi in settimana è stata davvero bella per il calore e l’ attaccamento nei confronti della Juve Stabia. A tutti questi ragazzini auguro che i nostri colori rimangano impressi nel cuore. Un augurio particolare a Ettore Ruggiero alle prese con un problema al ginocchio”.

Su Antonio Todisco: “Il suo è un problema legato alla crescita, lo stesso di Ruggiero. Il ragazzo è alto circa 1,86 mt, grazie al lavoro svolto da Rossi e Vincenzo Esposito sta compiendo passi da gigante. Speriamo che questo problema possa superarlo nel più breve tempo possibile”.

Torna in campo la Berretti, arriva la Casertana al Romeo Menti…
“Un match importante, non bisogna mai sottovalutare l’ avversario e a maggior ragione la Casertana visto che si tratta di un derby. Tutti vogliono fare bene contro noi, ci saranno diversi ragazzi che prima militavano tra le nostre fila. Ragazzi che sono stati in prova da noi ma che purtroppo non abbiamo potuto inserire nelle nostra rosa. Questo non per mancanza di bravura ma per una questione di numero”.

La squadra di mister Panico ha la media punti più alta tra tutti i campionati Berretti…
“Queste statistiche per me non fanno testo. A me interessa la crescita dei ragazzi come ho ribadito tante volte. E’ chiaro che questi numeri possono far piacere ma in un settore giovanile ciò non conta nulla. Conta la crescita dei ragazzi”.

Diomaiuta e Casella tra i convocati di Panico…
“Due ragazzi eccezionali di grande prospettiva. Casella ha la capacità di leggere le traiettorie, sa uscire bene palla al piede ed è straordinario in fase di impostazione. Diomaiuta è attento nella marcatura, negli anticipi ed è veloce nei recuperi. Due ragazzi che si compensano l’ uno con l’ altro, se saranno chiamati in causa svolgeranno il proprio dovere. Di sicuro non faranno rimpiangere chi è assente”.

Su Dan Berci:
“Il ragazzo sta recuperando ma non è ancora pronto per un eventuale impiego dal primo minuto. E’ ancora i fase di recupero, la convocazione è arrivata per farlo stare insieme ai compagni. Non vogliamo rischiare schierandolo dall’ inizio”.

Gli Under 15 di Belmonte qualificati ai play off con tre turni di anticipo, basta un solo punto per la certezza del primo posto…
“Non conta il risultato, dobbiamo affrontare queste tre partite con il massimo rispetto. Alla fine tireremo le somme”.

In 19 gare giocate, la squadra di Belmonte ha subito solo 8 reti. La crescita del gruppo parte da dietro…
“La forza di questo gruppo è la difesa, non dimentichiamo che abbiamo Esposito e Annibale in Nazionale. Lo stesso possiamo dire di Costanzo e Selvaggio a centrocampo. Con ciò non voglio togliere nulla a nessuno. In Nazionale sarebbero potuti andare benissimo anche Zaccariello, Boccia, De Blasio. E’ una squadra formata da ragazzi che danno il massimo, è giusto che raccolgono anche dei risultati. Per quanto riguarda le difficoltà dell’anno scorso devo dire che è stata solo colpa mia. Ho sbagliato qualche scelta tecnica, quest’ anno ci siamo rifatti alla grande con Magone e Belmonte. Forse curiamo l’ aspetto difensivo in un modo particolare, chissà può essere anche fortuna la nostra. Il lavoro parte dall’ attività di base, potremmo dire che è il lavoro di Mainolfi che viene avanti nel tempo. Saby è un ragazzo eccezionale ben inserito nel mondo del calcio. Allo stesso tempo è il più umile del mondo, a volte sono io a doverlo spronare. Questo non perché non sia capace, caratterialmente sa benissimo quelle che sono le gerarchie e le rispetta. Non c’è nessuno che possa insegnargli qualcosa, è nato pane e pallone”.

Su Dario Pistola…
“Molto probabilmente farà parte in pianta stabile degli Under 17. Giocherà con Del Prete, Esposito, Capasso, De Luca. Chiaramente tutto dipende dall’ accordo tra i rispettivi tecnici, noi operiamo in modo democratico e collettivo cercando di non rompere determinati equilibri. Tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile a partire da me”.

Daniele è stato aggregato alla Berretti. Potrebbe far parte degli Under 17 durante i play off?
“Tutto è possibile, bisognerà vedere come si svolgeranno le prossime giornate e dove ci sarà maggior bisogno. Daniele è un ragazzo pronto, a breve avrò un incontro con tutti i tecnici per fare determinate valutazioni. Programmeremo la fase dei play off, sarà ancora una volta un lavoro di equipe”.

Terzo posto in classifica a più tre sulla Sambenedettese per gli Under 17. La settimana prossima contro il Monopoli sarà la partita più importante?
“Gara importante che non so ancora dove si disputerà. Difficile che il match possa essere anticipato al sabato, di domenica dobbiamo lasciare il Menti alla prima squadra. Ecco perchè avevamo pensato di anticipare la gara ma l’ allenatore del Monopoli ha rotto un po’ le uova nel paniere. Cercheremo comunque un campo che esalti le nostre caratteristiche e che possa metterli in difficoltà. Giocare nel nostro stadio era molto importante per noi, cercheremo comunque di ovviare a questo fattore”.

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F1, Gp Australia: Hamilton in pole

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GP Australia: secondo miglior tempo per Vettel, in seconda fila Bottas e Raikkonen

F1, Gp Australia: Hamilton in pole

MELBOURNE – Due i verdetti che arrivano da Melbourne (GP Australia) dopo le prime qualifiche della stagione. Il primo: la Mercedes è ancora la macchina da battere. Il secondo: la Ferrari ha fatto un ottimo lavoro, ha recuperato molto del gap che aveva lo scorso anno e, di fatto, ha raggiunto l’obbiettivo che si era preposta: quello di spaventare la Mercedes. A dire la verità ci sarebbe anche un terzo verdetto e riguarda Bottas. Il finlandese chiamato a sostituire Rosberg ha fatto troppi errori nei momenti decisivi e con la Ferrari in queste condizioni è rischiosissimo per il mondiale Costruttori visto che a Maranello hanno due piloti fortissimi (almeno sulla carta, visto che Raikkonen ha deluso almeno quanto Bottas, rimediando alla fine sei decimi dal compagno di squadra, un distacco poco giustificabile).

Il sabato australiano era cominciato con una grande notizia per la Ferrari e per il motorsport italiano, tutto: il pilota Sauber Pascal Wehrlein è stato costretto a dare forfait – ancora non si è ristabilito del tutto dall’incidente avuto quest’inverno alla Race of the champions – e così il team svizzero ha chiamato il pilota italiano Antonio Giovinazzi, terza guida della Rossa. Domani sarà il primo pilota italiano al via di una gara di Formula 1 dopo cinque anni.

La buona giornata della Rossa è continuata poi con la terza sessione di prove libere. Un’ora di lavoro in pista durante la quale è stato chiaro a tutti che le impressioni invernali erano fondate, che la macchina è veloce e che Vettel si trova a suo agio. Qualche difficoltà invece l’ha trovata Hamilton che, rientrato ai box, si è lamentato con i meccanici di una macchina un po’ troppo scivolosa.

L’intervento del box Mercedes è stato efficace. Tornato in pista per la qualifica, Hamilton è stato capace di trovare sempre il tempo, finendo con lo staccare Vettel di quasi tre decimi. Una distanza di sicurezza, si potrebbe dire. Anche perché ottenuta su un circuito tutto sommato corto.

La Ferrari è comunque molto vicina. Molto di più di quanto ci si potesse aspettare solamente tre mesi fa. “Sono molto soddisfatto del mio giro – sorride Vettel di colpo tornato alle sensazioni del 2015 – Soprattutto di come l’ho chiuso, un po’ di meno di come è cominciato, ho perso molto tempo per un mio errore. Non credo che comunque avessimo il potenziale per fare la pole. Però domani in gara qualcosa la possiamo dire”.

L’impressione è che, al di là di come andrà la gara di domani, a Maranello dovranno stare attenti a non ripetere gli errori della scorsa stagione. Anche un anno fa, qui a Melbourne, le Rosse andarono piuttosto bene, poi però si persero per strada.

larepubblica/ F1, Gp Australia: Hamilton in pole – MARCO MENSURATI

Trattati Roma, in Campidoglio l’arrivo dei 27 capi di Stato

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I 27 leader europei nella sala degli Orazi e Curiazi, davanti al documento originale del ’57, firmeranno un testo chiamato a restituire slancio nei prossimi 10 anni all’integrazione europea anche con Paesi che vanno avanti a piccoli gruppi, l’Europa a più velocità, come avvenuto per euro e Schengen

ROMA – I leader europei sono arrivati in Campidoglio per firmare la dichiarazione di Roma. A 60 anni dal Trattato di Roma, l’Europa è in città, a rinnovarsi, a farsi bella.

Nella sala degli Orazi e Curiazi, davanti al documento originale protetto in una teca del Trattato siglato a Roma nel 1957, ad aspettare la firma dei 27 c’è la Dichiarazione di Roma, un testo chiamato a restituire slancio nei prossimi 10 anni all’integrazione europea anche con Paesi che vanno avanti a piccoli gruppi – l’Europa a più velocità o delle cooperazioni rafforzate – come avvenuto per euro e Schengen.

I leader dei paesi europei – che ieri hanno incontrato papa Francesco – dopo la commemorazione solenne dei Trattati, andranno al Quirinale dove alle 13,30 saranno ospiti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Intorno a loro la Capitale, che si è svegliata sotto al sole, è sotto strettissima sorveglianza. Cinquemila uomini delle forze dell’ordine tra le vie, e servizi che monitorano eventuali tentativi di infiltrazione da parte di terroristi, per scongiurare qualsiasi rischio di attentato, dopo l’attacco a Londra l’allerta è massima. I cieli sopra Roma sono chiusi.

MAPPA ZONE DI SICUREZZA, CORTEI E SIT-IN

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Papa Francesco in visita a Milano

Arrivato poco dopo le 8 nell’aeroporto di Linate, avvolto dalla nebbia, il Papa è accolto dal cardinale Scola e dalle istituzioni. Primo fuori programma con il saluto ai fedeli dietro le transenne. Trasferimento alle “Case bianche”: ad attenderlo dall’alba circa 10mila persone

Francesco arriva a Milano, prima tappa nelle periferie

CITTÀ DEL VATICANO – 9.05 – Sul piccolo palco allestito nel piazzale delle Case Bianche, si intona il ritornello di “Jesus Christ you are my life”, mentre Papa Francesco compie un giro sulla papamobile per salutare i fedeli presenti. Intanto sventolano bandiere di vari Paesi del mondo. Il Pontefice scende poi dalla vettura e si dirige ad abbracciare personalmente i disabili e gli ammalati, le famiglie rom e immigrate. Salito sul palco, dove è posizionata una statua della Madonnina, Bergoglio riceve i doni da alcuni bambini, tra cui una stola, e rivolge un saluto ai presenti che ringrazia per «l’accoglienza calorosa». Sono queste le prime parole che pronuncia durante la sua visita a Milano.

8.37 – Cori e applausi all’arrivo del Papa, alle 8.37, alle “Case Bianche” nel Quartiere Forlanini, luogo periferico costruito intorno agli anni ’70 e oggi abitato da oltre 420 famiglie per un totale di poco più di 1.100 persone, italiane e straniere. Il primo a salutare il Pontefice è don Augusto Bonora, parroco di San Galdino, dove si svolge il primo appuntamento della visita. Francesco si ferma poi coi presenti nella piazza, alcuni piangono, altri gridano: “Grazie per non dimenticarci mai”. Quindi, accompagnato dal cardinale Scola, si reca negli appartamenti di tre famiglie: due anziani Dorotea e Stefano di 81 e 82 anni; una coppia musulmana originaria del Marocco, Mlhoual e Tardane, con i loro tre bambini e un disabile gravissimo assistito dai parenti.

8.25 – Lasciato l’aeroporto di Milano-Linate, Francesco si trasferisce in auto nelle “Case Bianche”, zona di periferia di via Salomone-via Zama, dove si svolge il primo appuntamento della giornata nella parrocchia di San Galdino. Circa 10mila persone sono in attesa dell’arrivo del Vescovo di Roma dalle prime luci dell’alba con sciarpe bianche e gialle (i colori del Vaticano) e cartelloni realizzati appositamente per la visita. Francesco visiterà tre famiglie in condizioni di disagio sociale.

8.15 – Papa Francesco è arrivato a Milano. Partito questa mattina alle 7 dall’aeroporto di Roma-Ciampino, l’aereo con a bordo Bergoglio è atterrato intorno alle 8.15, con qualche minuto di ritardo, a Milano-Linate. Ad accogliere il Pontefice è una città avvolta nella tipica nebbia ma in un clima di festa alimentato dai rintocchi delle campane delle 1.107 parrocchie dell’arcidiocesi. Allo scalo dell’aeroporto sono presenti l’arcivescovo Angelo Scola e i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Beppe Sala, il governatore lombardo Roberto Maroni, la prefetta Luciana Lamorgese. Ma è presente anche un nutrito gruppo di milanesi che dietro le transenne grida i tipici “W il Papa” o “Francesco, Francesco”. Primo fuori programma di Bergoglio che, prima di entrare nella macchina che lo porterà alle Case Bianche, si avvicina a loro per salutarli, abbracciarli e stringere le mani, intrattenendosi in particolare con i fedeli disabili.

Il programma della visita di Papa Francesco 

Guarda la diretta TV

lastampa/ DIRETTA A CURA DI SALVATORE CERNUZIO

Folata Di …. Democrazia (Lo Piano – Saintred)

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Sono passati 6 anni dalla conclusione della guerra in Libia, la deposizione di Gheddafi non ha portato nel Paese quella folata di Democrazia tanto osannata dalla coalizione dei 19 Stati che presero parte al conflitto.

I combattimenti iniziati nel Marzo 2011, cessarono nell’ottobre dello stesso anno in seguito alla morte del Rais: l’immenso Paese che avrebbe dovuto rappresentare per il Mondo intero un modello di Democrazia, oggi risulta avere 2 Governi, 2 Parlamenti. 140 tribù, 230 milizie armate.

A queste forze in campo, bisogna aggiungere le tante migliaia di combattenti che “operano” sotto la bandiera del Califfato, altra spina nel fianco per un Paese dove regna un grande caos sia dal punto di vista politico che economico e militare.

Oggi la Libia rappresenta uno Stato fallito, le varie tribu’ che hanno rappresentano il passato, sono le stesse che hanno rotto quel “patto” che e’ stato uno dei pilastri fondamentali del quarantennale potere di Muammar Gheddafi.

Problema dei profughi :

Una parte di questo martoriato Paese, e’ un ‘territorio imbuto” un carcere a cielo aperto, dove vi “stazionano” per periodi piu’ o meno lunghi migliaia di disperati in attesa di essere trasferiti (tramite il pagamento di enormi somme di denaro), via mare sulle coste siciliane. Questo fiorente “traffico” e’ gestito dai mercanti di morte, criminali che per spietatezza non hanno nulla da invidiare agli Jihadisti.

In un reportage di Lucia Goracci, giornalista Rai, si e’ potuto vedere come gli scafisti fossero in combutta con i gendarmi libici, che hanno gli permesso di scorazzare indisturbati a pochi metri delle loro motovedette. Bisogna ancora aggiungere che queste piccole ma veloci imbarcazioni degli scafisti erano armate di tutto punto, una grossa mitragliatrice faceva bella mostra sulla loro prua. Tutto questo avveniva mentre un barcone di 50 disperati veniva intercettato e scortato verso il porto di Tripoli.

C’e’ da chiedersi che fine faranno? sicuramente la stessa fine di tutti coloro che non avranno mai piu’ la possibilita’ di trovare l’anelata salvezza sui barconi della morte.

Lo Piano – Saintred

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Koulibaly: “Mi piacerebbe giocare in Premier, ma testa al Napoli”

Koulibaly: “Mi piacerebbe giocare in Premier, ma testa al Napoli

Ai microfoni di Talk Sport, è intervenuto Koulibaly, difensore del Napoli, il quale ha dichiarato:  “Non posso parlare di questo adesso, ma mi farebbe piacere giocare in Premier League, ora devo pensare al Napoli. Nel futuro non si può mai sapere, ora sono concentrato sul mio club. Vedrò nella prossima stagione cosa fare, non posso parlarne adesso. Credo che resterò a Napoli ma non si sa mai, vedremo”.

De Magistris querela sindaco di Cantù che ora dice: Napoli splendida, mi scuso (VIDEO)

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“Una fogna infernale” queste le parole usate dal sindaco Claudio Bizzozero per descivere la città di Napoli sul proprio Facebook contrapponendosi alla linea politica del leader leghista Matteo Salvini che ha dichiarato dagli schermi di Quinta colonna su Rete 4: “Napoli è casa mia”. Ed è scoppiato il caso che ha aperto le porte a infinite discussioni sui social, querela di De Magistris e innumerevoli altre dichiarazioni dello stesso Bizzozero.

IL VIDEO REALIZZATO DALLA NOSTRA REDAZIONE

De Magistris querela sindaco di Cantù per post su Napoli

Vergognoso che un eletto dal popolo si permetta linguaggio simile

Napoli, 22 mar. (askanews) – Il Comune di Napoli querela per diffamazione il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, per il contenuto di un post su Facebook nel quale ha definito la città partenopea “fogna infernale”. A darne notizia, in una nota, il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris. “Già ieri pomeriggio, nell’immediatezza della notizia del delirante post del sindaco di Cantù, ho convocato nel mio ufficio il capo della nostra Avvocatura municipale per conferire ampio mandato per presentare all’autorità giudiziaria querela per diffamazione – ha spiegato il sindaco – . Ne do notizia solo oggi perché credevo che le parole di questo personaggio non meritassero una ribalta mediatica, che sta ora montando, ma solo gli atti formali della nostra Avvocatura e le aule di un tribunale per vederlo condannato al più presto”. “E’ davvero vergognoso che – ha proseguito de Magistris – un eletto del popolo possa permettersi di usare un linguaggio simile nei confronti della nostra città. La rozzezza umana di fronte alla nostra cultura e alla nostra bellezza. Prima di parlare di Napoli il Sindaco di Cantù prenda una brocca d’acqua pubblica bene comune e si sciacqui la bocca”, ha concluso il sindaco.

Bizzozero, ho voluto accendere riflettori su Italia Paese fallito

NAPOLI, 23 MAR – ”Napoli è una città splendida. Ho utilizzato Napoli per accendere i riflettori sull’intera Italia che è un Paese fallito, che ha tutte le caratteristiche che ho scritto nel post e non certo a causa del fatto che i napoletani sono geneticamente connaturati a un modo di essere. Ho usato un modo sbagliato, provocatorio e me ne scuso”. Lo ha detto il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozzero, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, parlando del post che aveva pubblicato sulla sua pagina facebook due giorni fa in cui definiva, tra le altre cose, ”Napoli una fogna”. Bizzozzero, la cui pagina facebook è stata bloccata, ha affermato che ”Napoli è l’emblema della condizione dell’Italia, è la punta avanzata e le altre città la seguono a ruota. Il presente dell’Italia e di Napoli è infernale. L’Italia è una fogna e il problema dell’illegalità – ha aggiunto – non è solo di Napoli, ma di tutti noi e la causa è uno Stato che ha distrutto prima il Meridione e ora anche il Settentrione”.

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vivicentro/De Magistris querela sindaco di Cantù che ora dice: Napoli splendida, mi scuso
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Berretti, Juve Stabia-Casertana, i convocati di Panico: segui la diretta su ViViRadioWeb

Berretti, Juve Stabia-Casertana, i convocati di Panico

Torna in campo la capolista Juve Stabia, categoria Berretti. La squadra di mister Domenico Panico affronta i pari età della Casertana con qualche problema di formazione viste le diverse squalifiche. Segui al diretta su ViViRadioweb dalle ore 11:15.

La lista completa:

Borrelli, Sorrentino A, Riccio, Rubino, Diomaiuta, Bisceglia, Casella, Berci, Scognamiglio, Mauro, Vecchione, Spavone, Sorrentino F, Servillo, Del Prete, Langella, Chirullo, Matassa.

a cura di Ciro Novellino

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Buon compleanno Europa (Celso Vassalini)

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Buon compleanno Europa (Celso Vassalini)

L’Unione Europea celebra in questo mese il sessantesimo anniversario del Trattato di Roma. I motivi per festeggiare sono indubbiamente tanti. Dopo secoli di guerre, sconvolgimenti politici e uccisioni di massa, per l’Europa si è aperti un periodo di pace e di democrazia. L’Europa torna a discutere di sé stessa. Se si ipotizzano forme diverse di integrazione, va evitato il rischio di ricadere nel modello intergovernativo. Mentre nell’Eurozona serve un equilibrio più ragionevole tra necessità di ridurre e quella di consentire una crescita più omogenea. “Non bisogna arrendersi a una narrazione negativa. Oggi serve più Europa sociale e più investimenti per la crescita e il lavoro, con l’obiettivo di andare verso un più efficace rafforzamento dell’Unione ed evitare qualsiasi sentimento di disgregazione. Un progetto europeo che, a partire da ‘visioni lungimiranti’, abbia il coraggio di ritrovare quella forza e quella efficacia necessarie ad affrontare le rinnovate sfide alle quali è sottoposto. Concordo al Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa, perché tutti abbiano la consapevolezza che il nostro impegno a sostegno di questo progetto europeo, infatti, è un progetto inclusivo che ha saputo garantire e tutelare per decenni i diritti e le opportunità di diverse generazioni, portando pace e sicurezza e migliorando la qualità della vita di tutti, senza distinzione tra Nord e Sud, centro e periferia. Da  questi principi occorre ripartire per far sì che questa visione ‘sociale’ dell’Europa s’imponga come centrale nel dibattito della politica e delle istituzioni dell’Unione. Un’aspirazione ambiziosa alla quale l’Italia dovrà continuare a dare il proprio fondamentale contributo, perché solo così – e non con gli opposti sentimenti nazionalistici – potremo assicurare il benessere della nostra popolazione e sostenere chi è più in difficoltà.

“Ed è importante riprendere i fili di questo discorso, proprio in occasione della celebrazione dei sessant’anni dalla firma dei Trattati europei. Da quella data è cambiato il mondo e si è profondamente modificato anche il nostro Paese: per rispondere alle nuove sfide è necessario un cambio di rotta. Spetta anche a noi come Italia cambiare l’agenda politica dell’Europa, per mettere a punto un nuovo welfare per favorire l’inclusione sociale e l’accoglienza dei profughi. Tutto questo per riprendere un rapporto di fiducia con i cittadini e riavviare il processo verso l’integrazione politica perché altrimenti saremmo condannati all’irrilevanza e alla marginalizzazione”. Un breve passaggio di papa Francesco durante la visita al Parlamento europeo. Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati, Persone che lavorano a titoli diversi in quest’emiciclo, Cari amici, Eurodeputati, è giunta l’ora di costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili; l’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. È giunto il momento di abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su sé stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L’Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l’Europa che guarda e difende e tutela l’uomo; l’Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità! Un breve passaggio di discorso di San. Giovanni Paolo II durante la visita al Parlamento europeo. Concludendo, enuncerò tre campi in cui mi sembra che l’Europa unita di domani, aperta verso l’Est del continente, generosa verso l'altro emisfero, dovrebbe riprendere un ruolo di faro nella civilizzazione mondiale: – Innanzitutto, riconciliare l'uomo con la creazione, vegliando sulla preservazione dell’integrità della natura, della sua fauna e della sua flora, della sua aria e dei suoi fiumi, dei suoi sottili equilibri, delle sue risorse limitate, della sua beltà che loda la gloria del Creatore. – Poi, riconciliare l’uomo con i suoi simili, accettandosi gli uni gli altri quali europei di diverse tradizioni culturali o correnti di pensiero, accogliendo gli stranieri e i rifugiati, aprendosi alle ricchezze spirituali dei popoli degli altri continenti. – Infine, riconciliare l’uomo con se stesso: sì, lavorare per la ricostruzione di una visione integrale e completa dell’uomo e del mondo, contro le culture del sospetto e della disumanizzazione, una visione in cui la scienza, la capacità tecnica e l’arte non escludono ma suscitano la fede in Dio.

Celso Vassalini Cittadino Europeo.

WSBVII 4° Giornata British Lionhearts vs Italia Thunder 5-0

La York hall è il proscenio dove ha luogo il match, valido per la 4 giornata del Gruppo B delle World Series of Boxing 2017, tra i British Lionhearts e l’Italia Thunder. Match, svoltosi a 24 ore dai delittuosi accadimenti che hanno colpito la capitale britannica cui sono stati testimoni anche i boxer dei due team, in cui si affrontano due delle tre capofila di questo raggruppamento. I Cuor di leone, in cerca di rivincita dopo la sconfitta all’esordio a Roma, possono contare sulla spinta del pubblico della storica York Hall di Londra, dal 1925 teatro della nobile arte capitolina. La franchigia d’oltremanica è alla quarta partecipazione alle World Series of Boxing (2013, ‘15, ‘16 e ’17, ndr) e, dopo la sconfitta del PalaVespucci, ha collezionato due belle vittorie: in Francia per 3-2 contro i Fighting Roosters; in casa contro i Marocco Atlas Lions, sconfitti con un sonoro 5-0.Rivincita che arriva in virtù del 5-0 finale a favore dei padroni di casa. Squadra d’Oltremanica che vola a 10 punti in classifica, mentre la Thunder rimane a 7.

A rappresentare l’Italia Thunder in riva al Tamigi ci saranno gli esordienti Manuel Cappai (52 kg) e Gianluca Rosciglione (81 kg), che affiancheranno Michael Magnesi (60 kg), Vincenzo Mangiacapre (69 kg) e Guido Vianello (+91 kg). I britannici, invece, schiereranno Muhammad Ali (52 kg), Calum French (60 kg), Pat McCormack (69 kg), Radoslav Pantaleev (81 kg) e Frazer Clarke (+91).

Primo match (Arbitro Abderahim) è quello che vede opposto il nostro Cappai e Alì nei 52 Kg. A spuntarla, in questo derby tra reduci da Rio 2016, è clamorosamente Alì, nettamente dominato (costretto anche a subire un conteggio, ndr) da Cappai. Risultato finale 3-0 per lui (49-45; 48-46; 49-45)

I 60 kg vedono sfidarsi French e Michael Magnesi. Il Boxer romano perde per 3-0 (Arbitro Szucs) con l’inglese, che così regala il secondo punto della serata ai Lionhearts (49-46; 50-45; 50-45)

Vincenzo Mangiacaore è protagonista dell’incontro dei 69 Kg (Arbitro Sanchez Lopez) . Suo avversario il forte Pat Mccormack, che ha preso parte a Rio 2016 e vinto un argento agli Europei di Samokov 2015. Pugile di origine irlandese che, superando 3-0 (50-45; 50-45; 50-45) il boxer delle fiamme Azzurre, porta il terzo punto della serata per la compagine di casa, che così conquista matematicamente la vittoria e tre punti in classifica.

Il debuttante WSB Gianluca Rosciglione incrocia i guantoni negli 81 Kg (Arbitro Abdrrahim) con Pantaleev. Sconfitta per l’atleta italiano, che viene sconfitto per 3-0 (49-46; 49-46; 48-47)

Ultimo match in programma è una sorta di rivincita della finalissima +91 Kg (Arbitro Kussmaul) dei Campionati UE 2014, nella quale l’azzurro Vianello perse contro Frazer Clarke. Vianello meriterebbe di vicnere questo match, in virtù anche di un conteggio al primo round per Clarke, che però alla fine s’impone per split decision 2-1 (48-47; 47-48; 48-47.)

Il Prossimo impegno della Thunder sarà il 7 aprile in Marocco contro i Morocco Atlas. Sfida valevole per la quinta giornata del Gruppo B WSB 2017

British Lionhearts vs Italia Thunder:

52 Kg: Muhammad Alì vs Manuel Cappai 3-0

60 Kg Calum French vs Michael Magnesi 3-0

69 Kg Pat McCormack vs Vincenzo Mangiacapre 3-0

81 Kg Radoslav Pantaleev vs Gianluca Rosciglione 3-0

+91 Kg Frazer Clarke vs Guido Vianello 2-1

Callejon: “Con il Real alla pari per 55′ minuti. Con la Juventus vogliamo un San Paolo gremito”

Callejon: “Con il Real alla pari per 55′ minuti. Con la Juventus vogliamo un San Paolo gremito”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, è intervenuto José Maria Callejon, il quale ha dichiarato: “Questa settimana ci vuole un po’ di divertimento e risate. Ad Empoli ho fatto un primo tempo meraviglioso, quasi tutti abbiamo fatto bene. Nel secondo tempo bisogna entrare con testa giusta, altrimenti succedono queste cose. Bisogna lavorare fino all’ultimo minuto”.

INSIGNE VS HYSAJ- “Si conoscono da tanto tempo e sarà difficile. Mi aspetto una partita bella, entrambi giocano bene e speriamo ci siano tanti gol”.

ITALIA VS SPAGNA- “Io sempre vorrei andare in nazionale, con la Spagna è sempre difficile perché ci sono tanti giocatori che fanno bene. Il mister stavolta ha deciso di non chiamarmi, io continuo a lavorare qui”.

PEPE REINA-Si, ieri è tornato, sta facendo dei test ma speriamo che domenica ci sia”

CHAMPIONS LEAGUE-“Certo, vogliamo il secondo posto e quello è il nostro obiettivo. Dobbiamo lavorare bene la prossima settimana, la Juventus è una squadra difficile. Dobbiamo uscire dal primo minuto con la testa giusta. Dobbiamo lavorare bene”.

SCUDETTO A NAPOLI “Sarebbe meraviglioso, un sogno per tutti. Vincere a Napoli è sempre difficile, Maradona ha vinto due Scudetto, noi ci proviamo ogni anno e speriamo di avere qualche chance in futuro. Speriamo di fare un paio di gol, un paio di inchini”.

IL RAPPORTO CON LA CITTA’- “Io amo Napoli, mi ha chiesto un aiuto per scriverla. La gente è meravigliosa e ti apre le porte di casa, cosi come in Spagna. Che dire di Napoli, lo ha detto già mia moglie”.

COL REAL-Per 55’ minuti abbiamo giocato alla pari con loro, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Queste partite di altissimo livello, i dettagli fanno la differenza. Dobbiamo imparare queste cose in futuro per arrivare il più lontano possibile. Uno dei primi tempi migliori di quest’anno, anche loro hanno detto che non avevano visto giocare una squadra come la nostra”.

SULLA SQUADRA-Noi sentiamo di essere una squadra importante, ma dobbiamo averne la consapevolezza perché penso che a volte non abbiamo intesta questo. Anche chi è in panchina o tribuna deve essere consapevole che siamo una squadra forte, possiamo vincere qualcosa”.

CON IL GRUPPO-In campo bisogna avere quel senso di divertimento, far divertire la gente e far divertire i compagni”.

IL TRIDENTE DEI “PICCOLETTI”-Mi incazzo io perché sono più alto (ride, ndr). Giochiamo da tanto tempo insieme, sappiamo come gioca l’altro e ci troviamo bene”.

AI TIFOSI- Volevo solo dire ai tifosi napoletani che vogliamo un San Paolo strapieno, tutti carichi per la Juve in campionato e per arrivare insieme alla fine della Coppa Italia e fare grandi cose con il Napoli.”

Vittorio Giummo: “Tira una brutta aria in casa Catanzaro “

L’intervento del collega Vittorio Giummo di Radio Catanzaro in diretta e in esclusiva al Pungiglione Stabiese

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Vittorio Giummo, collega di Radio Catanzaro; con lui si è parlato del match di domenica sera tra Juve Stabia e Catanzaro.

Ciao Vittorio, partiamo subito dalle condizioni generali in casa Catanzaro. Quest’anno sembra la continuazione, ancora più nera, degli ultimi campionati. Questo Catanzaro non riesce proprio a fare nulla di buono, sembra che davvero ogni anno bisogna soffrire per poter disputare un campionato all’altezza del blasone della squadra: Lo stato attuale del Catanzaro purtroppo si trascina già da qualche anno. Probabilmente la società capeggiata dal Presidente Cosentino non è fortunata anche nelle scelte inerenti le persone che compongono lo staff tecnico, che hanno il compito di allestire il mercato. Nulla da dire dal punto di vista umano, però dal punto di vista tecnico professionale il Presidente Cosentino ancora non ha avuto la fortuna di trovare la combinazione vincente. Sotto questo punto di vista, anche quest’anno il campionato del Catanzaro è molto travagliato, l’estate scorsa si è avuto l’esonero di Erra durante il ritiro precampionato, poi c’è stata una settimana con il vice allenatore Spader, è arrivato poi Mario Somma e successivamente Zavettieri prima del ritorno di Erra. Il Catanzaro sta vivendo una situazione davvero di grande crisi, c’è uno spogliatoio che probabilmente non è compatto. La conferma è arrivata anche dalle dichiarazioni profuse al termine della partita con il Monopoli da parte del difensore Prestia, in cui ha ribadito che i tifosi hanno ragione nel lamentarsi di queste prestazioni del Catanzaro. È una situazione molto difficile, gli ultras sono contro questa società, c’è stato anche l’episodio spiacevolissimo di Melfi della scorsa settimana, laddove al termine della partita, sono stati raggiunti e picchiati due calciatori del Catanzaro:  sicuramente non tira buon vento qui a Catanzaro.

Il Catanzaro come ha operato nel mercato di gennaio, e che ci puoi dire del rinforzo Gomez. In questo momento come sta giocando il calciatore? Il mercato di gennaio secondo te ha indebolito o ha dato qualcosa di più a questo Catanzaro che soprattutto in casa non è riuscito a vincere contro Melfi e Monopoli? Adesso inizia davvero a farsi dura anche alla luce di questi risultati strani che provengono da altri campi: Sì esatto, in questo periodo si possono notare risultati davvero molto strani da altri campi che si stanno verificando e purtroppo ci fanno capire che non c’è trasparenza in questo campionato di Lega Pro. Per quanto riguarda Gomez, finora non sta giocando bene, ha disatteso le speranze dei tifosi del Catanzaro. Non vogliamo puntare le colpe sul calciatore, probabilmente è anche un problema di schemi gioco, di movimenti, probabilmente questo giocatore che aveva fatto bene ad Agrigento con la maglia dell’Akragas segnando anche sei reti, arrivando qui a Catanzaro ha trovato una situazione poco propizia per le sue caratteristiche tecniche e anche per le caratteristiche caratteriali. Ripeto è una fase di profonda crisi, un Catanzaro che non riesce a vincere contro avversari modesti come Melfi e Monopoli. A questo punto c’è da chiedersi allora con chi dovrebbe vincere? Adesso la formazione giallorossa sarà attesa da tre partite proibitive. Domenica contro la Juve Stabia a Castellammare, poi doppietta in casa contro Catania e Foggia. Il Catanzaro corre un grande rischio, visto che l’ultima in classifica é distante appena 5 punti.

Dicevamo una stagione tribolata soprattutto visto i continui cambi in panchina. Con l’ultimo ritorno di Erra, anche questo è un segnale che la società ormai non sa più cosa fare: Sì tanta confusione. Ci vorrebbe davvero tantissimo tempo per capire al 100% i mali che affliggono il Catanzaro. Per adesso c’è questa categoria da conservare, altrimenti bisogna sperare in qualche ripescaggio durante l’estate. Bisogna pensare alla partita contro la compagine stabiese. Per quanto riguarda la Juve Stabia, penso che sia stato difficile per un allenatore nel giro di 3-4 giorni incidere sugli schemi tecnici di una squadra. Probabilmente il discorso dell’era Fontana era arrivato al capolinea, perché forse l’allenatore non riusciva più a trasmettere le attenzioni, gli stimoli e la necessaria grinta e determinazione ad un organico come quello stabiese composto da calciatori di primissima qualità. Ho sempre considerato la Juve Stabia come una formazione comunque decisa a puntare alla promozione diretta. C’è stata questa fase di sconfitte che ha fatto perdere contatto per la primissima poltrona, dal punto di vista tecnico però non ha nulla da invidiare alla capolista Foggia. È una squadra che ha praticato un buon calcio, ha calciatori di categoria superiore, basta vedere Cutolo che è un attaccante di grande esperienza con tanti gol in serie B. Qui in Calabria lo ricordiamo quando ha vestito la maglia del Crotone, hanno Kanoutè, e soprattutto una panchina composta da tanti calciatori di primissima fascia. Qui a Catanzaro conosciamo bene il tecnico Fontana, una persona preparata, però ho sempre avuto l’impressione che si trattasse di un allenatore che quando andava a commentare la partita, prima doveva convincere se stesso e poi doveva convincere la squadra e quindi i giornalisti a seguire. Adesso sicuramente con l’arrivo di questo tecnico, che sicuramente è giovane e di qualità, la squadra può aver ritrovato quella serenità in campo, c’è da dire che non sempre un allenatore bravo riesce a trasmettere sicurezza all’interno di uno spogliatoio.

Ritornando a parlare del Catanzaro ci puoi abbozzare una probabile formazione in base allo stato attuale, considerando i vari infortunati e se ci saranno squalificati: Non ci sarà Zanini per infortunio, ne avrà ancora per qualche settimana. Non si sono squalificati, rientrerà il centrocampista Tchoutou, sarà indisponibile Icardi, il quale è uscito con tanto di polemiche al momento della sostituzione, e domenica probabilmente siederà in panchina per punizione. Per quanto riguarda la formazione, ci potrebbe essere la novità Mancosu dall’inizio sulla fascia destra, Ransbeeck sulla mediana, ci dovrebbe essere Basrak a sinistra forse in mezzo dall’inizio insieme a Giovinco che in questo momento insieme ai difensori Sirri e Prestia, rappresentano l’aspetto positivo di questo Catanzaro, un calciatore che davvero fa reparto da solo, non fisico ma molto rapido e bravo sui calci piazzati. Domenica si é procurato il rigore del momentaneo vantaggio, in questo momento é capocannoniere e soprattutto l’elemento più importante della formazione giallorossa. Oggettivamente domenica la vedo dura al Menti, perché affronterà una formazione che attualmente ha 52 punti con un tasso tecnico superiore, e soprattutto ha delle alternative superiori al Catanzaro non sarà facile.

In chiusura una considerazione su mister Zavettieri. Per quanto riguarda la parentesi dell’anno scorso qui a Castellammare, in cui fece il suo dovere, fu preso in un momento particolare, con la squadra che non aveva ambizioni di promozione, riuscì a chiudere un campionato tranquillo e di assestamento. Alla fine ha ottenuto quello che voleva, senza lode e senza infamia. Nel caso del Catanzaro che ricordi si hanno sull’operato di mister Zavettieri? Sempre difficile giudicare l’opera di un allenatore quando viene chiamato ad intervenire durante il campionato a lavorare con una rosa non scelta da lui. Quindi è difficile trarre delle conclusioni, per quello che abbiamo visto a livello di atteggiamento della sua gestione, sicuramente è un allenatore difensivistico, anche nei momenti in cui il Catanzaro passava in vantaggio, arretrava il baricentro in maniera paurosa, tant’è che permetteva alle squadre di guadagnare molti metri sulla trequarti, e soprattutto se un avversario era più forte dal punto di vista tecnico, il gol prima o poi lo prendevi. Non ha lasciato grandi tracce. Probabilmente un allenatore che forse è più portato a lavorare con i ragazzi, vedi le sue esperienze che ha avuto in passato con il settore giovanile dell’Udinese. Al momento non lo vedo come un allenatore vincente, o comunque come un allenatore in grado di prendere per mano una squadra che abbia ambizioni di alta classifica.

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Sepe e Rafael via, Giuntoli guarda in serie B per migliorare la porta azzurra

Sepe e Rafael via, Giuntoli guarda in serie B per migliorare la porta azzurra

Il Napoli è alla ricerca di un portiere in vista degli  addii ormai certi di Sepe e Rafael la prossima estate. La Gazzetta dello Sport scrive: Giuntoli ha visto tanta B e studiato da vicino sia Cragno che Meret (rispettivamente di proprietà di Cagliari e Udinese) ma serve qualcosa di più pronto. Una sorta di usato sicuro, possibilmente già con esperienza in Serie A e cosciente del ruolo che lo aspetta perché Reina rimarrà titolare”. 

RAI- Ghoulam via, il Napoli alla ricerca di un terzino: tutti i nomi sul taccuino di Giuntoli

RAI- Rebus esterni: Mertens e Insigne confermati, ma si valutano anche altri profili

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Ciro Venerato, esperto di mercato, il quale ha dichiarato: “Sul terzino sinistro si è entrati nell’ordine di idee di perdere Ghoulam, anche se dopo il caso Albiol lascerai sempre una porta aperta. Grimaldo piace tanto, ma la prima offerta al Benfica è stata rifiutata. Ha una clausola ma il valore è sui 40 mln. Ora ha un problema di pubalgia e si attende il suo ritorno in campo. Gaspar del Guiaras non è ancora pronto. Piace Mendy del Monaco, ma è improponibile per la Champions: la richiesta è 40 mln. Barreca del Torino è una via d’uscita se in Europa non si dovesse concludere niente.”

RAI- Rebus esterni: Mertens e Insigne confermati, ma si valutano anche altri profili

RAI- Rebus esterni: Mertens e Insigne confermati, ma si valutano anche altri profili

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Venerato, giornalista Rai, il quale ha dichiarato: “Esterno offensivo cercasi. Si prenderà, a prescindere dai rinnovi di Mertens e Insigne, un altro giovane esterno. Secondo il club i due calciatori resteranno. In questi giorni, l’area tecnica azzurra ha proposto a Sarri alcune idee: il risultato è che è stato bocciato Muriel perché non ritenuto adatto agli schemi. Questa notizia fa capire che il prossimo anno il tecnico resterà. Il Papu Gomez piace, ma considerato troppo vecchio. Su Keita ci sono problemi di natura comportamentale, anche se piace tanto. Il calciatore chiede 2,5-3 mln, troppo alto. Si segue da un anno il calciatore del Vitesse, Rashica: ha il gradimento di tutti, ma è extracomunitario. Il nome nuovo è del Villarreal e corrisponde a quello di Samu Castillejo, resta da capire il proprio club quanto chiede. Il Napoli lo prenderebbe subito, piace a tutti, Sarri compreso.”

Bonus Di Gravidanza (Lo Piano – Saint Red)

La Legge di Bilancio 2017, prevede importanti novità per chi e’ in attesa di un figlio, infatti dal 1 Gennaio “sarebbe” dovuto entrare in vigore il cosiddetto Bonus mamme domani, altrimenti conosciuto come premio alla nascita, Bonus gravidanza o premio per chi adotta un minore.

Ma in cosa consiste nei dettagli  il ”bonus mamme domani 2017”, e cosa bisogna fare per richiederlo? al momento non sono ancora stati forniti dettagli su come inoltrare la richiesta (bisogna infatti attendere i decreti attuativi e la circolare INPS).

Molto probabilmente – come nel caso del bonus bebè e del voucher asilo nido, la domanda dovrà essere inoltrata all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale tramite modalità telematica, accedendo all’area riservata sul sito INPS con il codice PIN personale o grazie al supporto di un CAF o intermediario abilitato.

Il premio alla nascita rappresenta una misura volta a sostenere il reddito delle donne in gravidanza che si trovano ad affrontare spese notevoli sia dal punto di vista medico sia per quanto riguarda l’acquisto di articoli per l’infanzia.

Il bonus – si legge nel testo della Legge di Bilancio approvata a Dicembre dal Parlamento ‘dovrebbe essere’ corrisposto dall’INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione.

Davanti a questo Decreto Legge tutte le donne ricche o povere che siano, sono messe sullo stesso piano assistenziale, per la transitiva anche una parlamentare, una contessina, o discendente da un reale casato, potrebbero ricevere tale somma.

In Italia, complice una crisi economica senza fine, le nascite in questi ultimi anni sono notevolmente diminuite, estinte le famiglie patriarcali di un tempo, al massimo una coppia mette in “cantiere” uno o due figli.

Con queste 800 euro i grandi pensatori politici sperano che si possano incrementare le nascite? sembra di essere ritornati all’epoca fascista, quando lo Stato faceva da madre, padre e grande fratello.

Lo Piano – Saint Red
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Torino, il caso della coppia gay: ”Niente figli, niente affitto”

Due uomini sono una famiglia? Secondo Simone Schinocca, 39 anni, torinese, sì: “Io e il mio compagno viviamo insieme da otto anni”. Gigliola Galli, una signora altrettanto torinese che di anno ne ha qualcuno in più non è d’accordo: “Quando parlo di famiglia parlo di qualcuno con dei figli, qualcuno che voglia essere stanziale”. Fatto sta che Gigliola ha rifiutato di dare il suo appartamento in affitto a Simone. Inutile aggiungere che è scoppiato un caso.

Torino, niente casa alla coppia gay: “Voglio solo famiglie con bambini”

L’inquilino mancato: “Viviamo insieme da 8 anni, a cosa servono allora le unioni civili?”. La proprietaria: “Non è discriminazione ma sono meno stanziali”. E scoppia la polemica

TORINO – Alla fine la questione ruota tutta attorno al concetto di famiglia. Il signor Simone Schinocca, 39 anni, ha la sua: «Lo siamo io e il mio compagno, con cui vivo da anni.

«Se non possiamo essere considerati una famiglia – continua – mi domando per quale ragione si continui a parlare di unioni civili». La signora Gigliola Galli, che di anni ne ha molti di più, ha un concetto differente: «Se parlo di famiglia penso a qualcuno con dei figli che voglia essere stanziale. Non una coppia, di che tipo sia non mi interessa, ma una famiglia con bimbi».

Ecco bisogna partire da qui, da questa interpretazione differente, per spiegare una storia dai confini non così netti, ma che sta facendo discutere e indignare il web. E occorre partire da via Cibrario, strada che inizia dal centro di Torino e arriva quasi in periferia. Con case eleganti e storiche. Del tutto identiche a quella che c’è all’imbocco di una traversa e che Simone Schinocca (e il suo compagno) volevano affittare.

Si erano rivolti ad un’agenzia che c’è lì a due passi «dall’appartamento negato». Hanno individuato l’appartamento e iniziato a fantasticare. La richiesta era di 680 euro al mese. Simone e Michele, come si fa in questi casi, hanno rilanciato a 650. È legittimo. «Ma dopo qualche giorno quelli dell’immobiliare ci hanno chiamati dicendo che la proposta era stata rifiutata. Che i padroni di casa cercavano una famiglia. Ma anche noi lo siamo, abbiamo detto. Viviamo nella casa attuale da 8 anni. Non vogliamo traslocare e poi andare via subito». Niente da fare. E Simone, scocciato, ha scritto su Facebook un lungo post nel quale parla di discriminazione: «Che non è un concetto astratto. È qui… è ora… È ovunque dietro l’angolo». Rifiutati perché gay? Possibile?

Alle cinque del pomeriggio del giorno in cui il caso divampa, la signora Gigliola Galli prende coraggio e parla senza nascondersi: «Io non voglio discriminare nessuno. E se ho detto no a quelle persone l’ho fatto esercitando ilmio diritto di padrone di casa». Per lei, Simone, è poco più che un bambino. Ha l’età più o meno della figlia, e sa che il web moltiplica ed espande ogni parola. E per questo adesso spiega: «Io volevo una famiglia con bambini. Non una coppia. Perché se la coppia si rompe, e magari se ne va quello più forte economicamente, mi ritrovo nei guai. Cioè con inquilini che magari non pagano più. È già accaduto. Non vorrei replicare».

A parlare qui, in questa casa molto borghese e molto torinese, di omofobia, di discriminazione, si ottiene soltanto una reazione stizzita: «Perché non è così. E chi lo dice mente. E chi mente va incontro a conseguenze». E allora perché ha detto no? «Perché anche dal punto di vista della solidità economica le garanzie che mi hanno dato non le ho giudicate soddisfacenti. Avrò pure il diritto di scegliere, no? Che reato ho fatto per finire sulla graticola in questo modo, e alla mia età?»

Ecco i due concetti di famiglia: tradizionale e con figli e quella nata dalle unioni civili. E la discriminazione? Il titolare dell’agenzia immobiliare che si è occupato di gestire l’affitto dell’alloggio, il geometra Cesare Mosso, mette mille paletti prima di dire: «Non avevamo vincoli se non quello della famiglia. I gay rifiutati per discriminazione? Ma va là, queste sono tutte balle». E allora si torna alla parola famiglia. Che forse in questo caso andrebbe spiegata con o senza figli. Perché altrimenti si parla di coppia.

E mentre tutti gli attori di questa vicenda dicono la loro, arriva un tweet della sindaca Chiara Appendino: «Come ogni volta in cui una persona viene discriminata per qualsiasi motivo, oggi una parte della nostra comunità è stata sconfitta». E gli fa eco Alessandro Battaglia del Torino Pride che, dal suo punto di osservazione privilegiato, dice: «Torino non è una città chiusa».

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vivicentro/Torino, il caso della coppia gay: ”Niente figli, niente affitto”
lastampa/Torino, niente casa alla coppia gay: “Voglio solo famiglie con bambini” FABRIZIO ASSANDRI, LODOVICO POLETTO

Hamsik: “Il calcio e la mia famiglia: vi rivelo chi dei tre miei figli mi somiglia!”

Le sue parole

Il capitano del Napoli, Marek Hamsik ha rilasciato un’intervista a Sport24.sk:

Prima di Natale, è nato il tuo terzo figlio: la piccola Melissa. Come si fa a gestire?

“La parte più difficile è per mia moglie perché lei è ancora piccola. Io sono poco a casa per gli obblighi di calcio. Cerco di aiutarla. Io gioco con i bambini e mi dedico a loro”.

Quale dei bambini ti somiglia di più?

“Credo Christian. Il figlio più giovane è vivace, inventa sempre qualcosa. Mi diverto con loro. Una volta sono buoni, altre volte non obbediscono, ma il mio amore per loro è sempre lo stesso”.

Dopo due ragazzi ti aspettavi una figlia?

“Dalla mia esperienza posso dire che è vero quello che dicono. Le ragazze sono più calme e il sonno è più facile. Alimentazione? Non ho alcun problema per questo”.

Come hanno preso l’arrivo della sorella i bambini?

“Sono felici. Ora hanno trovato il coraggio di prendera per mano”.

Tua moglie è aiutata dalla baby sitter?

“Veramente gestisce tutto da sola, anche se abbiamo una domestica da cinque anni solo nelle esigenze particolari”.

Riesci a riposare?

“Dormiamo insieme nella camera da letto. Abbiamo piccoli posti letto, ma riusciamo a dormire bene”.

Sono ubbidienti?

“Ascoltano soprattutto me (ride,ndr). Io sono colui che li punisce quando non ascoltano”.

E’ meglio fare il papà o il calcio?

“Questo lo dovete chiedere a mia moglie. Penso di essere probabilmente un calciatore migliore da quando sono papà”.

Jihad a Londra: la vita spezzata di Aysha

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Alessandra Rizzo racconta Aysha e le vittime del jihadista mentre Francesca Paci, de La Stampa, ci accompagna nel quartiere in cui ha vissuto il 52enne britannico Khalid, autore dell’assalto di Westminister,  che la propaganda di Isis – rivendicando l’attacco – ha definito “un soldato del Califfato”. Viveva a Birmingham, dove ora si concentrano le indagini: ieri, otto arresti. Intanto, scrive Marco Bresolin, Londra  riprende il suo ritmo normale nel giro di mezza giornata. Solo a sera si trova in Trafalgar Square per una veglia. Il bilancio è di 5 morti, incluso Khalid.

Andava a prendere i figli, a scuola non è mai arrivata. La vita spezzata di Aysha

Con lei morti l’agente eroe, un turista Usa e un 75enne

LONDRA – Un’insegnante di origine spagnola che stava andando a prendere le figlie a scuola. Un turista americano in vacanza con la moglie per festeggiare i venticinque anni di matrimonio. Un agente di polizia con quindici anni di servizio sulle spalle. Le loro vite sono state spezzate nel giro di pochi minuti, nel primo pomeriggio di una giornata primaverile londinese: i primi due travolti sul Westminster Bridge dall’auto dell’attentatore, il terzo pugnalato a morte appena fuori dal Parlamento. Nell’attacco di mercoledì sono rimaste coinvolte circa quaranta persone provenienti da undici Paesi. Ieri in serata è morta una delle persone ricoverate in gravi condizioni, un 75enne. I feriti totali sono 29, di cui 6 gravi. Tra loro anche un’italiana, una turista romana colpita dal paraurti dell’auto, portata in ospedale e operata. Dovrebbe essere dimessa nel giro di tre o quattro giorni.

Aysha Frade, l’insegnante di 43 anni, era appena uscita dal college dove lavorava, a pochi passi da Westminster, e stava andando dalle figlie di otto e undici anni, un tragitto familiare per la donna, che aveva passaporto britannico ma parte della famiglia ancora in Galizia, nella Spagna nord-occidentale. «Ci mancherà moltissimo, era amata da tutti», ha detto Rachel Borland, il capo del Dld College London. Nella cittadina di Betanzos, dove era nata sua madre e dove le sorelle ancora abitano, parenti e amici sono rimasti sconvolti. Il consigliere comunale Andres Hermida ha detto alla Bbc che la comunità era sprofondata in «un dolore immenso».

Il turista americano, Kurt Cochran, aveva 54 anni ed era originario dello Utah, dove gestiva uno studio di registrazione. Lui e la moglie Melissa sarebbero dovuti tornare negli Stati Uniti ieri dopo una vacanza in Europa. Sono stati entrambi colpiti dall’auto di Khalid Masood: lui è morto in ospedale, lei è rimasta gravemente ferita. Il presidente Trump gli ha reso omaggio su Twitter, definendolo «un grande americano».

E tributi commossi sono arrivati da tutto il regno a Keith Palmer, l’agente di polizia colpito da Masood. «Era un vero eroe, le sue azioni non saranno dimenticate», ha detto Theresa May. I colleghi gli hanno reso omaggio con un minuto di silenzio di fronte a Scotland Yard alle 9 e 33 in punto, perché 933 era il suo numero identificativo di agente. Palmer, 48 anni, una figlia di cinque, lavorava al servizio di sorveglianza del Parlamento solo dall’aprile scorso. Molti deputati hanno chiesto di ricordarlo con una targa all’interno di Westminster, e i colleghi hanno organizzato una colletta online per la famiglia che nel giro di poche ore ha raccolto decine di migliaia di sterline. Il tributo più sentito è arrivato dal deputato James Cleverly, che lo aveva conosciuto nell’esercito. «Era un uomo coraggioso, un vero servitore dello Stato», ha detto ai Comuni, trattenendo a stento le lacrime.

Feriti tra gli altri anche tre studenti francesi in gita, un gruppo di sudcoreani, una donna romena finita nel Tamigi e immediatamente soccorsa, due cittadini greci. La donna italiana ferita ha perso conoscenza per una decina di minuti, secondo quanto raccontato da lei stessa all’ambasciatore Pasquale Terracciano che l’ha visitata in ospedale. Il compagno che era con lei invece è stato solo sfiorato. La donna è stata operata per ridurre una frattura alla gamba e ha riportato anche una lesione a due vertebre cervicali e un trauma alla testa, senza conseguenze gravi.

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lastampa/Andava a prendere i figli, a scuola non è mai arrivata. La vita spezzata di Aysha ALESSANDRA RIZZO