Don Antonio Cioffi ancora non si capacita per il furto avvenuto nella sua Chiesa, quella del Gesù di Castellammare di Stabia.
Il bambinello appartenente alla statua settecentesca raffigurante la Vergine del Carmelo, è stato rubato probabilmente durante la nottata di Sabato.
Un gesto “davvero inqualificabile” ha commentato, quasi in lacrime, il parroco nell’omelia domenicale di ieri, annunciando così l’accaduto ai fedeli.
Le forze dell’ordine stanno indagando sul caso, ma i prelati e gli abitanti del centro antico stabiese continuano ad essere turbati per l’episodio, perché temono che non sia nè l’unico né l’ultimo.
La Chiesa del Gesù, infatti, fondata nel 1614, ha accumulato, nel corso della sua storia, opere d’arte dal valore inestimabile.
La comunità spera che la verità venga a galla al più presto.
sempre con stile e con amor combatteremo e vinceremo insieme a voi!”
Il coro della tifoseria “EsseErreArmy” porta in evidenza il grande amore del pubblico verso la squadra aretusea, che ha percorso un cammino tortuoso e non sempre in discesa.
Il Siracusa ha lottato in questi mesi in campo non solo contro le squadre avversarie, ma anche contro giudizi arbitrali non del tutto consoni. Malgrado ciò, sono riusciti nella grande impresa: scalare la classifica.
Altra vittoria meritatissima per il Siracusa che batte la Paganese 2-0. Gioco formidabile dei leoni di Sottil, ex allenatore della Paganese.
La difesa invalicabile della coppia Turati – Cassentino e l’abilità di Catania permettono alla squadra aretusea di battere gli ospiti accumulando ben 57 punti in classifica.
Una notizia data dalla società afferma che, con questa vittoria il Siracusa matematicamente si troverà a gareggiare, con il primo avversario dei play off, in casa. Grande vantaggio questo per i leoni che hanno accumulato nella propria “tana” ben 40 punti dei 57 totali.
La squadra aretusea in questa partita è sembrata un po’ lenta, forse si è adattata al gioco della Paganese o Mister Sottil ha deciso di risparmiare i suoi ragazzi in vista del derby del 30 Aprile.
Come gli antichi guerrieri corinzi, da cui la città proviene, i leoni preparano le armi contro il Catania.
Il derby avverrà il 30 Aprile e sicuramente sarà ricco di emozioni, infatti, il Catania dovrà lottare per conquistare punti utili per rimanere in zona play off. Mentre, il Siracusa, vorrà conquistare una vittoria che non avviene in terra etnea dal 1991.
Comunque vada, la squadra Siciliana porta alto l’onore della città, dei siciliani (perché in alto in classifica) e dei tifosi che non hanno mai mollato la squadra.
Juve Stabia, la competenza al servizio del settore giovanile: ai playoff Berretti, Under 17 e Under 15…è storia!
Perchè quando c’è un programma serio i risultati arrivano. Perchè quando c’è competenza, i risultati arrivano. Perchè quando al timone ci sono persone di calcio, allora i risultati arrivano. Il presidente Andrea De Lucia ha scelto, per il settore giovanile della Juve Stabia due persone che di calcio vivono 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno. Lo fanno con intensità e abnegazione, lo fanno con competenza e grande voglia di fare. Il direttore Alberico Turi e il responsabile Saby Mainolfi hanno scritto una pagina indelebile del calcio stabiese, portando le tre squadre nazionali, la Berretti, l’Under 17 e l’Under 15 ai playoff. Juve Stabia tra le migliori d’Italia, Juve Stabia ai playoff, ma non in modo causale, ma in maniera meritata, con successi su successi con spirito di sacrificio, con rose al massimo della competitività.
La Berretti – La Berretti di Domenico Panico vince il girone E del torneo con 16 vittorie, due pareggi contro Catania e Catanzaro, due gare con episodi dubbi e due sconfitte con Vibonese e Catania. Ben 43 gol fatti e solo 12 subiti, soltanto due nell’intero girone di ritorno, migliore difesa del torneo, in assoluto la meno battuta di tutti i gironi al pari solo del Lecce ma con la media punti realizzati migliore. Totalizzati 50 sui 60 punti disponibili e staccando di ben 5 il Catania che lo scorso anno arrivò quarta alla fine, perdendo la semifinale playoff. Una rosa che ha messo in mostra diverse individualità in ogni reparto: dal portiere Riccio, ai difensore Elefante, Borrelli, Strianese e Bisceglia, oltre alla scommessa Dan Berci, dal centrocampo pregevole con Mauro oltre che Scognamiglio e Vecchione e poi chi si è conteso la palma di bomber con Chirullo e Procida. Il 6 maggio si comincerà a fare davvero sul serio. Le diciotto squadre che si sono qualificate ai play-off si giocheranno l’accesso ai quarti di finale, in programma il 27 maggio (andata) e 2 giugno (ritorno).
Under 17 all’utimo respiro – Un cammino complicato, un girone di andata che ha tenuto lontano dalla vetta i ragazzi di mister Nunzio Di Somma che non riuscivano ad esprimersi al meglio e che sembravano bloccati. ‘Un vero peccato’ era la frase che si ripeteva spesso. Una squadra che ha cambiato marcia nel girone di ritorno e che ha inanellato risultati positivi consecutivi che hanno permesso di raggiungere la terza piazza. Il Fondi è scappato, il Monopoli era alla portata ma il pari a reti inviolate del ritorno non ha permesso di effettuare il sorpasso, poi il pari con la Fidelis Andria del penultimo turno ha complicato le cose, ma il pareggio raggiunto con la Paganese, grazie a Capasso, ha regalato quel punto che è bastato per toccare quota 37 punti al pari della Sambenedettese ma che per gli scontri diretti è dietro in classifica. Sono 10 le vittorie finali, 7 i pareggi, 5 le sconfitte: 34 gol fatti, Pio Del Prete il cannoniere di squadra, 19 i gol subiti con uno straordinario Casella. Bozzaotre, Fibiano, Ceparano i fiori all’occhiello al pari di altri tasselli della rosa e un Pistola in più che con la maglia degli Under 16 ha realizzato ben 25 reti in stagione. Si attende di conoscere l’accoppiamento ufficiale, ma il Prato dovrebbe essere l’avversaria nel doppio match di andata e ritorno del 7 e 14 maggio.
Under 15 – Poi scendi di categoria, ma trovi una squadra, l’Under 15 allenata da Alfonso Belmonte che ha dominato il campionato che ha vinto su vinto e strappato il campionato. Anche le ‘piccole’ Vespette hanno ottenuto 50 punti in classifica, frutto di 22 partite, con 15 vittorie, cinque pareggi e due sole sconfitte. Sono 43 i gol messi a segno, sono solo 10 quelli subiti che la rendono la migliore difesa in assoluto nei cinque gironi di categorie che lanciano la Juve Stabia ai playoff e la rendono squadra difficile da battere. La Paganese, per esempio, seconda in classifica, nell’ultimo turno di campionato non è riuscita a vincere, impattando su un pari per 1-1, grazie al gol di Pascale, ma con in campo ben 7 classe 2003 al debutto che mostrano come sia importante il lavoro del duo Turi-Mainolfi sempre attenti a scoprire nuovi talenti. Ragazzi che giocano sotto età, che lo fanno in un campionato Nazionale e con qualità importanti, rende soddisfatti, soddisfa l’intero settore giovanile. Tanti i nazionali di questa squadra: da Esposito a Guarracino, passando per gli sfortunati De Blasio e Costanzo, passando per capitan Pulcino e Zaccariello, ma ancora Masotta e Guastella, finendo con Gaudino e potendo citare l’intera rosa. Una Juve Stabia da primato e, anche qui, attendiamo la conferma dell’avversaria da affrontare nella doppia sfida del 7 e 14 maggio.
E allora le chiacchiere le porta via il vento, i fatti danno ragione ad un settore giovanile, quello stabiese, che fa luccicare gli occhi, che fa grattare il capo a tanti addetti ai lavori che vorrebbero avere le stesse qualità, che vorrebbero avere calciatori forti come quelli che indossano la maglia delle Vespe. Ragazzi, calciatori del futuro, alcuni già pronti al salto, piccole Vespette crescono per diventare le grandi Vespe del futuro ed essere al servizio della prima squadra. Juve Stabia tra le uniche 10 squadre in Italia ad aver portato tutte e tre le categorie ai playoff: presente tra società che hanno disputato campionati anche di serie A. E adesso lavorare, testa sul manubrio, comincia un nuovo campionato, quello dei playoff…
Ps. Gli Under 16, fuori classifica, sono in testa al proprio campionato…
Il piano di Macron: “Farò da argine ai nazionalismi”
Il liberale mostra la bandiera Ue: «Hanno perso i partiti tradizionali»
PARIGI – «Vogliamo ottimismo e speranza per il nostro Paese e per l’Europa». Quando, alle dieci di sera, Emmanuel Macron interviene, per ultimo tra i candidati di testa, davanti a una folla adorante, in un tripudio di tricolori francesi e cori entusiasti, quando si augura tra le grida di approvazione «di diventare il vostro presidente», consapevole che i due partiti maggiori che hanno governato la Francia nella Quinta repubblica, Ps e destra neogollista, sono per la prima volta fuori gioco, sottolinea: «Oggi si volta pagina».
È compiaciuto: «In anno – scandisce – abbiamo cambiato volto alla vita politica del Paese». E aggiunge ai «patrioti»: «Sarò presidente contro la minaccia dei nazionalisti». Era una scommessa, un azzardo, una sfida a cavallo tra presunzione e follia. Un candidato senza esperienza, mai eletto a niente, un outsider nemmeno quarantenne trascinato in politica da François Hollande e arrivato al voto col sostegno di un movimento nato giusto ad aprile dell’anno scorso. Ha osato e ha indovinato i tempi, benedetto dalle scelte degli altri che sembravano fatte apposta per aprirgli un’autostrada. E ha avuto ragione lui: sembra dirlo, dietro quel sorriso a tutta faccia, mentre alza le braccia al cielo tenendo per mano la moglie Brigitte, salita sul palco con lui.
Si aprono due settimane cruciali: Le Pen si autodefinisce «candidata del popolo» per sottolineare che il giovane pianista con studi all’Ena e esperienza di lavoro come banchiere da Rotschild, è il rappresentante delle odiate élites. Un’operazione favorita dal rassemblement che, da destra a sinistra, si sta già coagulando attorno al suo nome, il tutti contro la donna nera che lei cercherà di sfruttare a suo favore.
Popolo-élites. Sistema-antisistema. Frontiere chiuse o Europa unita. Protezionismo o liberismo. Sono due idee di Francia opposte quelle che si confrontano. Entrando nel suo blindatissimo comitato, ieri, alla Fiera di Parigi, supporter e militanti ricevevano magliette e spille griffate Macron, ma anche due bandiere: quella francese e il drappo blu con le stelle in circolo dell’Europa. E lui la cita varie volte nel suo discorso, e gli battono le mani quando parla di «rilanciare la costruzione europea», perché l’aveva detto in campagna elettorale: «Abbiamo bisogno dell’Europa e quindi la cambieremo».
Parla di una Francia più aperta e flessibile, riformata e svecchiata, senza carriere eterne (propone di mettere un limite ai mandati: «non sarò in politica tra vent’anni», dice di sé), capace di portare in politica volti nuovi, che per primi, promette, siederanno nella sua maggioranza. Vuole abbattere la spesa pubblica di 60 miliardi, tagliare i dipendenti pubblici, alleggerire le tasse sulla casa, inaugurare un grande piano di investimenti pubblici. Ai giovani che lo hanno seguito, ai ragazzi che ieri affollavano il comitato con t-shirt colorate col suo nome, promette speranza, futuro, scuole riformate. L’unico vero brivido, in campagna elettorale, l’ha vissuto quando il tema della sicurezza e del terrorismo hanno fatto violentemente irruzione, e le destre di Fillon e Le Pen sono più convincenti ad affrontarlo: ha provato a darsi un tono, a garantire chi pensa che non abbia le spalle abbastanza larghe che sì, ce la può fare.
Ora, la scommessa è il 7 maggio, ma ancora di più sarà a giugno. Quando ci saranno le legislative: perché senza un vero partito dietro, molti osservatori dubitano che possa, anche se eletto, avere una maggioranza. Lui allontana il sospetto e spiega che in tutte le 577 circoscrizioni ci saranno candidati di «En marche!», per metà donne, «e i francesi sono coerenti, ci daranno la maggioranza». Per ora, la prossima battaglia è fra due settimane.
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vivicentro/Macron vs Le Pen, il duello che trasforma la Francia: il piano di Macron
lastampa/Il piano di Macron: “Farò da argine ai nazionalismi” FRANCESCA SCHIANCHI – INVIATA A PARIGI
Il primo turno delle presidenziali francesi si chiude con Emmanuel Macron in testa, al 23,76% e Marine Le Pen, che passa al ballottaggio (21,58) ma non stravince. Per la prima volta i due partiti che hanno sempre governato la Quinta Repubblica, socialisti e neogollisti, sono fuori gioco.
Dazi e lotta alle élite, la strategia di Le Pen: “Sono una del popolo”
A Hénin-Beaumont ringrazia i suoi: «Basta globalizzazione selvaggia»
HÉNIN-BEAUMONT – L’attesa è nervosa, l’ansia palpabile nel complesso sportivo, alle porte di Hénin-Beaumont, cittadina del Nord profondo, dove il Front National comanda dal 2014. Arriva lentamente il popolo di Marine Le Pen: facce del Nord, operai e disoccupati, donne con il vestito della domenica. E un’atmosfera da sagra di paese, molto più rilassata e meno lugubre di tanti comizi della leader dell’estrema destra. Ma alcuni cori partono e si strozzano in gola: «On est chez nous!», siamo a casa nostra, uno degli inni della campagna, che stona un po’ su queste lande.
A due passi, nelle gallerie delle miniere abbandonate negli Anni Settanta, un tempo 27 nazionalità diverse (tanti gli italiani, ma anche polacchi, spagnoli, marocchini, algerini) lavoravano insieme come fratelli, quando il lavoro c’era, eccome. Alla fine le cifre piombano su un’assemblea surriscaldata, a tratti confusa. La tensione si allenta: Marine è passata al ballottaggio. Ma non ha stravinto.
Eccola, sale sul palco. Vestita di blu, colore assortito alla bandiera francese (o il rosso ultimamente): lei, che nella vita di tutti i giorni adora Desigual, si traveste da «presidenziabile», come ripetono da mesi in maniera ossessiva i suoi collaboratori. Parla Marine di un «risultato storico». E aggiunge: «Il sistema ha cercato di soffocare il grande dibattito politico, che adesso finalmente avrà luogo». Era quello che sperava da tempo, affrontare Macron, che pure è il candidato più ostico da battere: impossibile, secondo alcuni. Ma che le permette di opporre una volta per tutte «patriottismo» a «mondializzazione». «La posta in gioco – dice – è la mondializzazione selvaggia, che mette in pericolo la nostra civiltà. E che significa deregulation totale e senza frontiere, le conseguenti delocalizzazioni, la concorrenza internazionale sleale». Propone «l’alternanza, ma quella vera, la grande alternanza. E non l’erede di François Hollande». La chiosa è inevitabile: «Bisogna liberare il popolo francese. E io sono la candidata del popolo».
È chiaro, è in atto un’altra virata nella sua campagna. Da una decina di giorni, presa dall’ansia per i sondaggi che davano un calo nel sostegno alla candidata (confermato dal dato effettivo del primo turno), l’équipe della donna aveva deciso di non insistere più sull’uscita dall’euro, che fa molta paura ai francesi. Bisognava mettere da parte quel filone gollista-sovranista ed economicamente sociale e quasi operaista, che Marine ha sposato da alcuni anni, spinta da Florian Philippot, laureato all’Ena diventato vicepresidente dell’Fn. Sì, bisognava ritornare ai «fondamentali» del partito, quelli del vecchio Jean-Marie, vedi l’avversione senza vergogna all’immigrato e la promessa del pugno duro nella gestione della sicurezza. La donna aveva spinto il piede sull’acceleratore dopo l’assalto sugli Champs-Elysées.
Ora, però, si ritrova di fronte l’ex banchiere di Rothschild: la musica cambia. Jean Messiha, altro laureato all’Ena e altro ex funzionario dello Stato, attirato nel girone della Le Pen, è l’economista che ha coordinato la preparazione del suo programma. Sua è l’idea di un «patriottismo economico» e di una tassa sistematica sull’import per aumentare i sussidi di disoccupazione e i salari più bassi. Ecco, Messiha, scomparso da un po’ di tempo, ieri si è di nuovo materializzato sul palco, a Hénin-Beaumont, mano nella mano con Marine, un po’ impacciato, con il suo completo da economista. Perché ora la Le Pen avrà di nuovo bisogno di lui e di Philippot, per fare a tratti «quelli di sinistra», che lottano contro le élite e il capitale. Per attirare il popolo che crede nelle chimere di un populismo sociale. Un popolo lontano da Parigi e dalle banche d’affari. Che non sa più dove guardare.
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Under 17, Juve Stabia-Paganese 1-1, il racconto in scatti del match
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma, che abbiamo ascoltato, ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso. Questo il racconto in scatti del match.
a cura di Ciro Novellino, foto di Antonio Gargiulo
Un incidente tremendo è avvenuto sabato notte sulla statale sorrentina, prima dell’imbocco della galleria, tra un Suv e un’utilitaria.
Il violento impatto ha reso necessario il ricovero d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dei tre feriti, due uomini e una donna, tutti sulla cinquantina e originari di Sorrento.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine intervenute sul posto, entrambe le automobili procedevano ad alta velocità. Il Suv avrebbe azzardato un sorpasso, nonostante il divieto, travolgendo in pieno l’altra vettura che proveniva dalla direzione opposta.
Restano gravi le condizioni dei tre feriti, soprattutto quelle del conducente dell’utilitaria, rimasto bloccato tra le lastre di metallo fino all’arrivo tempestivo delle due ambulanze.
Under 15, Juve Stabia-Paganese 1-1, il racconto in scatti del match
Finisce 1-1 il derby giocato al comunale di Casola tra gli Under 15 della Juve Stabia e quelli della Paganese. Una gara che per la squadra di Belmonte serviva soltanto in previsione dei playoff. Nella mischia tanti debuttanti classe 2003 che hanno ben figurato. I gol sono di Grimaldo che apre le marcutere nella prima frazione di gioco e di Pascale che fissa il pari nella ripresa. Questo il racconto in scatti del match.
a cura di Ciro Novellino, foto di Antonio Gargiulo
Dublino, pieno centro, un gruppo di uomini armati irrompette in un ufficio postale, il General Post Office, e lo trasformò nel cuore della rivolta, la “rivolta di Pasqua”.
Da una parte il poeta e insegnante Patrick Pearse, che lesse il proclama del governo provvisorio della Repubblica irlandese: “Il diritto del popolo irlandese al possesso della sua terra e al pieno controllo del destino dell’Irlanda”.
Dall’altra il sindacalista marxista James Connolly, che dichiarò: “un solo unico esercito, l’Esercito repubblicano irlandese”, l’Irish republican army, ovvero l’Ira.
Due leader, due comandanti e due anime, era il 24 aprile 1916, i repubblicani socialisti e nazionalisti dichiararono l’indipendenza dell’isola.
Con l’Inghilterra impegnata nella grande guerra contro la Germania, si sperò in un aiuto militare dei tedeschi.
Busto di Patrick Pearse
Roger David Casement, noto per le sue denunce degli orrori coloniali in Africa e dello sfruttamento degli indigeni in Sud America, non esitò a recarsi presso i nemici tedeschi per cercare di arruolare tra i prigionieri irlandesi una legione che sarebbe dovuta intervenire nell’isola per combattere.
Così, nella Pasqua d’insurrezione, confluirono le diverse sfaccettature della vicenda irlandese: dallo spirito di resistenza a una plurisecolare oppressione alla lotta, in nome della ragione illuministica, contro l’intolleranza religiosa; dalle rivendicazioni degli operai e contadini al tentativo di costruire uno Stato indipendente e sovrano per una nazione che era un mosaico di culture e tradizioni differenti, che andavano salvaguardate dal conformismo imposto dai britannici.
Il manifesto di proclamazione della Repubblica irlandese fu firmato da sette uomini e una donna.
Oltre a Pearse e Connolly, il giornalista Sean MacDiarmada, il suonatore di cornamusa Eamonn Ceannt, il poeta e giornalista Joseph Plunkett, il più giovane a morire, il principale organizzatore della rivolta Thomas Clarke, il poeta e drammaturgo Thomas MacDonagh e la passionaria Constance Markievicz, che si batté per il voto alle donne, fu condannata a morte e graziata, poi amnistiata.
Nel 1918 fu la prima donna eletta al Parlamento di Londra.
Statua di Connolly
La rivolta durò 6 giorni, 1250 uomini effettivi a Dublino e circa 3000 nelle altre zone.
Il 29 aprile Pearse dichiarò la resa per evitare un ulteriore spargimento di sangue.
Alla fine, i britannici applicarono la legge marziale e fucilarono Pearse il 3 maggio e Connolly il 12 su una sedia, non riusciva a stare in piedi per le gravi ferite subite nei combattimenti.
Casement, convertitosi al cattolicesimo in prigione, fu impiccato il 3 agosto.
Nello stesso periodo gli altri firmatari della dichiarazione d’indipendenza vennero fucilati insieme a qualche ufficiale dell’Esercito repubblicano.
La “Settimana di sangue” costò tra gli insorti 64 morti, numerosi feriti e 16 condannati a morte. 132 morti nella polizia e tra le truppe britanniche e circa 400 feriti.
Tra i civili ci furono 254 morti e 2217 feriti.
Pearse di fronte alla corte disse: “Non riuscirete mai a spegnere il desiderio di libertà degli irlandesi: se non ce la faremo noi, ce la faranno i nostri figli”.
Nel giro di pochi anni i repubblicani riuscirono a tramutare quella sconfitta in un’epopea.
Roger David Casement
Una rivolta che dal 1919 al 1921 portò l’Irlanda alla suddivisione.
Furono capaci di sostituire all’insurrezione aperta una micidiale guerriglia, che portò al trattato del 6 dicembre 1921.
Questo concedeva a 26 contee di costituirsi in uno Stato libero d’Irlanda, mentre 6 contee dell’Ulster formarono la cosiddetta “Irlanda del Nord”, unita alla Gran Bretagna sotto il dominio della corona.
La trasformazione dello Stato libero in una vera entità politica autonoma, l’Eire, risale al 1937; il nome di Repubblica d’Irlanda è stato adottato nel 1948.
Oggi Pearse e Connolly non si riconoscerebbero nella non facile coesistenza delle due realtà irlandesi e guarderebbero con orrore alla pretesa contrapposizione dei cattolici e protestanti.
Ma certamente resterebbero affascinati da come il seme della libertà gettato in quella Pasqua sia sbocciato tra i più diversi popoli della terra.
VIDEO ESCLUSIVO – Under 17, Juve Stabia-Paganese 1-1: gli highlitghts e i gol del match
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso. Queste le immagini del match.
Juve Stabia, Mainolfi: “Stanotte è venuto a mancare l’amico Domenico “Mimmo” Capobianco, è a lui che dedico il nostro traguardo”
Il respondabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi ha dichiarato ai nostri microfoni: “Stanotte è venuto a mancare l’amico Domenico “Mimmo” Capobianco, storico operatore campano di calcio giovanile, era legato da una amicizia ventennale con me e anche con il direttore Turi. Stavo collaborando con noi con La sua Real Vitulazio, dove piu volte siamo stati ospiti per amichevoli, tornei ed allenamenti; e stava portando a noi i migliori elementi della sua zona. Sono veramente rattristito e porgiamo le condoglianze alla famiglia. Ed oggi che per noi è un giorno di festa, da responsabile sono riuscito nell’intento di portare 3 squadre ai play off, è a lui che voglio dedicarlo”.
“Ciao Renzo” è lo striscione che oggi la Curva Sud ha mostrato al cielo, per commemorare il giovane siracusano Renzo Formosa, che pochi giorni fa si è spento in seguito ad un incidente stradale, a soli 16 anni. Renzo rimasto vittima di un incidente venerdì mattina in via Bartolomeo Cannizzo alla periferia di Siracusa è deceduto dopo diversi tentativi dei medici di strapparlo alla morte.
L’incidente stradale è avvenuto mentre Renzo Formosa era a bordo del suo scooter quando è stato travolto da una Fiat Panda. Secondo quanto si è appreso, il conducente della piccola utilitaria, pare fosse senza patente e di avere preso l’auto senza dire niente al padre.
Renzo Formosa frequentava l’istituto Nautico di Siracusa.
Alla dedica è seguito il coro “mio fratello è siracusano”, riconfermando che la solidarietà e la fratellanza tra le due tifoserie va oltre ogni distanza.
VIDEO ViViCentro – Under 17, Del Prete ed Espostio in coro: “Andiamo a vincere i playoff”
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso. Al termine del match abbiamo ascoltato Del Prete ed Esposito.
VIDEO ViViCentro, Under 17, Diomaiuta: “Siamo contenti, ora c’è da lavorare tanto per i playoff”
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso. Al termine del match abbiamo ascoltato Gigi Diomaiuta.
NOTIZIE AS ROMA – Come di consueto, alla vigilia del match previsto per la trentaquattresima giornata di campionato all’Adriatico contro il Pescara di Zeman, Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa del Fulvio Bernardini. Queste le parole del mister:
“Si fanno i complimenti alla Primavera per il risultato raggiunto, De Rossi è un allenatore che da più anni ha fatto vedere la sua qualità. Siamo vicini al dolore della famiglia Scarponi”.
La Roma ha giocato sabato, si giocherà domani. Questo ha permesso ad Emerson di tornare in gruppo… “Lavorare per tutta la settimana con tutti a disposizione può essere un vantaggio? Emerson fa vedere di essere quasi guarito, poi deve fare allenamenti continuativi per tornare al top ma siamo contenti del risultato attuale. Allenarsi con quasi tutta la squadra è un vantaggio perché un allenamento di qualità permette di andare a toccare dei tasti con delle scelte e delle frequenze migliori. Con 22 in campo hai la possibilità di lavorare sul concetto di squadra, è un valore in più. Abbiamo avuto questa settimana piena, quando hai tanto tempo i giocatori devono anche recuperare, ma è un beneficio per la squadra ed il lavoro”.
Le insidie di partite con squadre già retrocesse quali sono? Molte, prima di tutto perché non esiste una squadra che parte male e finisce malissimo senza mai avere dei risultati. Ci sono momenti in cui il grafico cambia, come è successo nelle ultime domeniche, e poi c’è una valutazione obiettiva della squadra che hai davanti. Si tratta di una squadra che non faceva risultati ma ha un target dato dal lavoro quotidiano dell’allenatore, come l’Empoli. Si è visto con il Crotone che è stato premiato. Il Pescara ha diversi ex, Zeman ha modificato qualcosa. Li ho visti meno sbarazzini, tornano bassi, fanno vampate di contropiede…Per cui le insidie ci sono sempre. Nella partita di andata abbiamo fatto una fatica enorme e poi abbiamo usato la qualità di alcuni nostri calciatori”.
Quali elementi possono fare la differenza per la corsa al secondo posto calendario a parte?
“Gli elementi sono diversi. Una squadra come Roma o Napoli deve contare sulle proprie qualità, su quello che sarà il premio a fine campionato. È lì che esibiremo la pagella del nostro lavoro, un obiettivo importante durante il lavoro di una stagione è che squadra sei diventato quando arrivi in fondo e noi abbiamo la possibilità di finirlo bene questo campionato nonostante il Napoli abbia il calendario un po’ più facile. Noi abbiamo portato quasi in fondo un campionato dove abbiamo avuto delle difficoltà e abbiamo anche rallentato ma mai siamo andati indietro. Bisognerà vedere cosa riusciremo a fare in questa ultima parte di campionato. Siamo nelle condizioni, visto che non ci sono altre competizioni, di allenarci nel migliore dei modi e fare dei risultati importantissimi.
Zeman ha parlato benissimo di lei parlano di progetti che determinano dei cambiamenti. È questo alla base dei suoi dubbi sul futuro? “Io con la società ho parlato, ho accettato di lavorare nella Roma e lo faccio con tutto l’entusiasmo possibile. In queste partite può cambiare l’idea che ti sei fatto dell’altro e viceversa. L’obiettivo però è tenere duro fino in fondo, non darla vinta a quelli che ci hanno detto ‘non ce la farete ‘ o ‘siete dei mediocri’ poi ci si incontra e si traggono le conclusioni. Fare male 4-5 partite di fila sarebbe una novità, secondo me questa squadra ha fatto vedere una linearità di modo di lavorare e risultati. Dobbiamo finire così, non dobbiamo assolutamente abbassare un centimetro. Anche nelle ultime 10 partite mi sembra che la Roma ne abbia vinte 8, pareggiata una e persa una. Tutti abbiamo fatto il nostro dovere al massimo, abbiamo messo dei contenuti importanti nel nostro tragitto”.
Fazio ha detto che il pareggio contro l’Atalanta non cambia nulla. È questa la mentalità giusta per la sfida contro il Pescara?
“Ha detto che è una squadra forte e che rimaniamo convinti di poter continuare ad avere una sostanza importante di risultati. Tentiamo di andare a proporre la nostra qualità di giocatori e di gioco. Non sarà facile ma non solo in questa partita, anche in quelle successive”.
Nicchi ha detto che siamo pronti per la VAR. Tantissimi addetti ai lavori non sono d’accordo con la tecnologia in campo. Lei che ne pensa? “Io sono favorevole. È chiaro che ci sono motivazioni dove diventa fondamentale tirare le decisioni corrette, ce ne sono altre che rimarranno sempre dubbiose: la forza dell’impatto non potremo valutarla anche se sezionandola qualcosa di più si capisce. Si vedono a volte calci di rigore dati dove non c’è nessun tipo di contatto, il difendente non tocca proprio l’avversario. Quelli son duri da accettare”.
VIDEO ViViCentro – Under 17, Capasso: “Felice per il gol, strafelice per i playoff!”
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso. Al termine del match abbiamo ascoltato Gianluca Capasso.
Oggi si è giocata la partita Juve Stabia vs Fidelis Andria. Pubblichiamo le pagelle della Juve Stabia a cura della nostra redazione sportiva, dalle stesse si evince che la squadra oggi ha messo tutto quello che aveva in campo per battere la Fidelis Andria al Menti di Castellammare e conquistare la prima vittoria casalinga del 2017.
Questi sono i nostri voti:
Russo 5: Un suo errore riapre la partita che era saldamente nelle mani della Juve Stabia. Se la Juve Stabia sta facendo male in questo 2017 un po’ è anche colpa sua, da un buon girone d’andata in cui ha mostrato sicurezza e qualche piccola sbavatura, è passato ad un 2017 da Horror. L’errore di oggi ha del clamoroso per un portiere della sua esperienza.
Cancellotti 6: Solito stantuffo sulla fascia, con il 4-2-3-1 deve però badare più alla fase difensiva che offensiva, tant’è che riesce più di una volta a sbrogliare la matassa quando le cose si fanno complicate dalle parti di Russo.
Morero 5,5: Rientra dall’infortunio e si vede, la sua condizione appare non eccellente, a lui va il merito di adattarsi a destra.
Allievi 6: Fa a sportellate con gli avversari e riesce nel suo compito. Può essere utile per le prossime partite.
Liviero 5: rientra dopo la squalifica, ma praticamente non lo si nota in campo. Anche lui deve fare più attenzione alla fase difensiva, ma in avanti non si propone quasi mai.
Matute 5: Dovrebbe essere l’uomo di esperienza a centrocampo, ma si limita al compitino senza mai un acuto. Il più delle volte risulta lento e macchinoso.
Mastalli 6: Migliora dopo l’entrata di Capodaglio, il centrocampo della Juve Stabia riesce nel primo tempo a reggere gli avversari grazie al suo sacrificio, tant’è che deve correre anche per Matute. Peccato per quell’errore sotto porta quando non riesce per poco a trovare la via della rete.
Kanoute 6,5: Gol a parte di rapina, anche oggi mette in campo tanta grinta dando una mano sia in fase offensiva e sia in quella difensiva
Ripa 6,5: Timbra il cartellino con la sua 14 rete in campionato. E’ l’attaccante più prolifico delle Vespe e meriterebbe sempre un posto in squadra se non fosse per i suoi acciacchi che costringono il Mister a dosarne l’uso. E’ un po’ come un ingrediente segreto di una pietanza: Quando c’è lui è davvero tutto più buono.
Lisi 6: Sbaglia qualche conclusione, ma per il resto tanta corsa e grinta al servizio della squadra.
Paponi 6: Entra e sgomita subito con i difensori, non ha il fiuto del Killer come Ripa, ma ancora una volta mette a disposizione il suo fisico per tenere bassa la linea difensiva della Fidelis Andria.
Cutolo 6: Si mette al servizio della squadra. Mette lo zampino in tutte le azioni da gol della Juve Stabia. Ancora una volta in quella posizione può risultare utile al dispetto della condizione fisica che è migliorata ma non ancora soddisfacente.
Capodaglio 6: Pochi minuti per lui ma si nota subito che è quello dal piede felpato con aperture illuminanti e scambi con i compagni di qualità. La squadra è stata costruita su di lui e siamo sicuri che si farà trovare pronto per il prosieguo della stagione.
VIDEO ViViCentro – Under 17, Juve Stabia-Paganese 1-1: il tabellino e le parole di Di Somma, tutti ai playoff!
Bastava soltanto un punto per andare ai playoff, ne serviva soltanto uno per far si che anche gli Under 17, dopo Under 15 e Berretti arrivassero alle fase finali e così è stato. La Juve Stabia, allenata da mister Nunzio Di Somma, che abbiamo ascoltato, ha raggiunto il traguardo con l’1-1 arrivato contro la Paganese con gol di Romano e pari poi decisivo di Capasso.
Così in campo:
JUVE STABIA – Menzione, Maiorino, Matarazzo, Stallone (Massaro), Casella, Diomaiuta, Ceparano (Masi), Cucca, Del Prete (Pistola), Bozzaotre (Esposito), Capasso (Follo). A disp. Pezzella, Ranieri A., Sannino, Imperato. All. Di Somma
PAGANESE – Santangelo, Caruso, Esposito (Pecorella), D’Aniello, Fortunato (Castaldo), Crispo, Amatruda, Peluso (Salerno), Ferrara, Catalano, Pipolo (Romano). A disp. Scarano, Improta, Lanzillo, De Caro. All. Fusaro
AMMONIZIONI – Crispo (P), Romano (P), Diomaiuta (J)
Castellammare di Stabia – Dopo mesi di astinenza finalmente la Juve Stabia riesce a guadagnare la tanto desiderata vittoria al Menti, e ripagare i tanti sostenitori che non hanno mai smesso di incitare e supportare la propria squadra, nonostante i risultati per niente appaganti.
La Sud è stata sempre vicino ai gialloble anche se a volte ci sono state dure contestazioni, ma, c’è anche da dire, che spesso non sono mancati applausi persino quando i risultati non arrivavano.
Ciò significa che i supporters della Juve Stabia chiedono solo di lottare per la maglia e per quello che essa rappresenta, e sanno che il loro sostegno è fondamentale per accompagnare i ragazzi alla vittoria, come quest’oggi.
Forse non tutti sanno che gli ultras della Juve Stabia, prima di essere ultras, sono persone che lavorano, che hanno famiglie e che fanno sacrifici per non far mancare mai il loro appoggio ai giocatori in casa come in trasferta. Il minimo che la squadra possa fare è non mollare, sudare la maglia fino all’ultimo secondo.
E ora con il ritrovato entusiasmo per la vittoria casalinga e per l’avvicinarsi dei play off, così la Sud ha caricato la squadra per le prossime sfide “fate come noi, non mollate mai”.
A Castellammare può succedere di tutto, anche di imbattersi in un “mobilificio” improvvisato mentre si passeggia o si guida cercando parcheggio per la propria auto.
È quello che accade oggi, per l’ennesima volta, nel rione mercato. Ad occupare la strada sono oggi la struttura di un letto, materassi ed altri pezzi vari abbandonati senza alcuna cura in pieno centro.
Se tante volte ci si stupisce, giustamente, osservando buste di immondizia o rifiuti vari lasciati in strada, questo mobilificio di seconda, terza o quarta mano segna ancora una volta una sconfitta per la città e per gli stabiesi, o un punto di non ritorno.
Un comportamento del genere appare non soltanto irrispettoso ed incivile,ma anche stupido; anzichè fare fatica per portare impropriamente questi rifiuti in strada, si sarebbe potuto e dovuto facilmente prenotare il ritiro degli stessi chiamando il numero 0813914787.
C’è chi passeggiando per la nuova villa comunale raccoglie le carte cui si imbatte, pur se la lasciate per terra da altre persone, e chi, invece, non si fa il minimo problema ad abbandonare in strada un letto intero. Inutile, periodicamente, contestare l’Amministrazione di turno: il problema di Castellammare sono gli stabiesi.