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FOTO ViViCentro – Attività di base, Tigers-Juve Stabia 0-10

FOTO ViViCentro – Attività di base, Tigers-Juve Stabia 0-10

Sotto gli occhi attenti del Direttore Turi e del responsabile Saby Mainolfi, alla ricerca di nuovi talenti, si è svolta una gara amichevole per i 2004 prima del torneo di Salerno contro la scuola calcio Tigers di Aversa sul campo di Trentola Ducenta. Partita finita per 9 a 0 per le vespette, le marcature sono di : Minasi (3) Fusco (2) Montella (1) Ferrara (1) Cavaliere (1) Di serio (1) Noviello (1).

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

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L’Angolo di Samuelmania – Pensiamo alla coppa Italia!

L’Angolo di Samuelmania – Pensiamo alla coppa Italia!

Napoli-Juventus per noi napoletani è la partita della vita- I bianconeri sono la rivale di sempre e quest’ anno è stata ancora più accesa la sfida perché a guidare l’attacco della Juventus è Gonzalo Higuain! La partita è stata molto bella, la Juventus con un’azione è andata a segno. Poi il Napoli è stato padrone del campo con un’ottima gara e con un gran gol di Marek Hamsik. Un po’ di rammarico perché meritavamo i 3 punti. Adesso pensiamo a mercoledì, c’è la coppa Italia: puntiamo a questa qualificazione. Forza Napoli!

a cura di Samuele Esposito

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Dopo la pioggia arriva il sole! Ma non a Castellammare, non al San Leonardo, non con il ridimensionamento

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Dopo la pioggia arriva il sole! Almeno così si dice!

A Castellammare, al San Leonardo e più precisamente nel reparto Urologia – un reparto storico e unico per autonomia e degenza in tutta l’AslNa3Sud, e quindi da Roccarainola a Massalubrense, non è così e alla pioggia, derivante dal temporale “ ridimensionamento ”, è seguita ancora pioggia ed ora siamo giunti a quella che si potrebbe definire un’alluvione da “ ridimensionamento ” che, come tale, tutto sta portando via.

Il caso era già scoppiato nello scorso febbraio quando scese in campo anche il sindacato “Nursind” (rappresentativo delle professioni infermieristiche) che spiegava l’importanza che rivestiva il reparto di Urologia nell’ospedale di Castellammare e, rimarcandone anche l’importanza nel comprensorio AslNa3Sud, argomentava:

“L’urologia del presidio ospedaliero San Leonardo è attualmente dotata di 12 posti letto che, in casi di emergenza, possono arrivare anche a 15 più 2 per il Day Hospital e, annualmente, vi vengono effettuate 2100 prestazioni di cui 681 sono ambulatoriali, 305 uro-oncologiche e 100 chirurgici.

L’unità operativa di urologia è provvista di sala endoscopica attualmente indispensabile per l’espletamento delle attività urologiche, ove vengono eseguite annualmente circa 550 cistoscopie, e 400 interventi di Day Surgery (cambio di nefrostomie, cateterismi operativi, cambio di sondini da Uro-stomia).

Oltre alle prestazioni in ambito urologico (24 ore al giorno) bisogna considerare che in tale reparto arrivano pazienti da Portici a Massalubrense, passando per Agerola e Sant’Antonio Abate , Scafati e Comuni limitrofi. Un bacino di utenza di circa 600.000 persone che a partire da marzo/aprile prossimo, vista la mancata integrazione di almeno tre dirigenti medici di urologia , per pensionamento e altro dell’organico attuale, rischia di essere accorpato ad altro reparto del nosocomio stabiese e cioè alla chirurgia”.

Questo a Febbraio quando, per proseguire nella metafora, “pioveva”. Brutta aria quindi, brutto tempo ma non catastrofe, non alluvione, eppure già se ne additava la dannosità visto che si discuteva sul fatto che, con l’allora paventato ridimensionamento, non sarebbero più stati garantiti i 12/15 posti letto esistenti, e nemmeno i 10 previsti dall’ultimo atto aziendale, ma soltanto 4/5 con uno sdoppiamento improprio del reparto che era previsto allocato al 4 piano con un “Day Hospital”, “Day Surgery”, medicheria infermieristica e stanze dei medici mentre al 3 piano era previsto la sistemazione di 4/5 posti letto di degenza urologica. Il tutto per il bacino di utenza di circa 600.000 pazienti che gravitava, e gravita, sul plesso di Castellammare.

Ed arriviamo ad oggi quando, a quanto si evidenzia, ci si ritrova in una vera e propria tempesta che, a quanto sembra, porterà via addirittura tutto spostando la “specialità” o a Nola o a Nocera (ancora non è chiaro). Intanto, quanto c’era, sta degradando sempre di più vuoi per incuria (derivante dal pensiero che tanto ….) che, comunque, per mancanza di personale visto che, alla fin fine, la “ristrutturazione” stabiese si è palesata in un taglio selvaggio di personale, attrezzature e competenze.

E’ quanto denuncia un nostro lettore, Tommasino Raffaele, che lamenta anche i disagi in cui si ritroverà lui, e quanti come lui, che abbisogna di cure ed assistenze continue per la sua malattia: “….. e se dovessi (ri)sentirmi male di notte? Che faccio? A chi mi rivolgo? Dove vado? Che forse dovrò recarmi a Nola o a Nocera?”

Il disagio, e la dispersione di esperienza, unitamente alla distruzione di una ECCELLENZA del San Leonardo, ci è stata confermata anche dai Dottori M. Coppola, D. Ferrari, A. Tammaro.

Confidiamo che la direzione del San Leonardo, come anche dell’AslNa3Sud, seguano la strada del vero risanamento, intelligente ed operoso, portato avanti altrove (una per tutte nella zona di Milano) dove si è risparmiato migliorando efficienza ed organizzazione e non tagliando il ramo su cui si è seduti come sta facendo l’AslNa3Sud e la direzione del San Leonardo. Un’eccellenza stabiese buttata a mare, peraltro nemmeno (ancora) tanto pulito.

I convocati di Carboni per Lecce Vs Juve Stabia, quattro sono gli indisponibili

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Guido Carboni ha reso nota la lista dei nr.22 calciatori convocati per il match Lecce vs Juve Stabia, valevole per la 33^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma domani, mercoledì 5 aprile 2017, con inizio alle ore 20,45 presso lo Stadio “E.Giardiniero-Via del Mare” di Lecce.

Portieri: Bacci, Russo e Tabaglio Difensori: Allievi, Camigliano, Cancellotti, Giron, Morero e Santacroce

Centrocampisti: Esposito, Izzillo, Mastalli, Matute e Salvi Attaccanti: Cutolo, Kanoute’, Lisi, Manari, Marotta, Paponi, Ripa e Rosafio

Indisponibili: Atanasov e Montalto

Squalificati: Capodaglio e Liviero S.S. Juve Stabia

Careca: “Rimonta? Il Napoli ci deve credere, servono 90 minuti perfetti”

Antonio Careca, ex attaccante azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:

 

“Rimonta in Coppa Uefa contro la Juve? All’ epoca potevamo puntare su una grande squadra e su Diego. Abbiamo eliminato i bianconeri dopo la gara d’ andata, speriamo che la storia possa ripetersi anche domani. La Juventus è in vantaggio nel punteggio ma può contare anche sulla solidità difensiva. Il Napoli deve provare a compiere l’ impresa, serve la partita perfetta per tutto l’ arco della gara. Insigne può essere decisivo, se entra subito in partita può fare la differenza. Per caratteristiche mi ricorda Salvatore Bagni.

Scudetto? Mi auguro che De Laurentiis punti a rafforzare ancora di più la squadra e che gli azzurri possano acquisire la giusta mentalità per puntare al titolo”.

Higuain: “Juve? Decisione difficile ma sono contento della mia scelta. Squadra con una mentalità vincente”

In vista del doppio confronto dei quarti di finale di UEFA Champions League tra Juventus e Barcellona, UEFA.com ha incontrato Gonzalo Higuaín per un’intervista esclusiva. In questa anteprima il Pipita inquadra la sfida contro i catalani, spiegandoci le sue ambizioni e quali sono stati i motivi che lo hanno spinto a scegliere di giocare per la Juventus.

La scorsa estate hai deciso di cambiare maglia, passando dal Napoli alla Juventus

“Quando la Juve mi ha acquistato, pagando la clausola rescissoria, ho dovuto prendere una decisione difficile. Ho spiegato più volte i miei motivi e sono molto contento della mia scelta. Ho conosciuto persone con una mentalità vincente e penso sia proprio per questo che la Juve sia al top da così tanto tempo. Scegliere una squadra di successo faceva parte della sfida: sono venuto per aiutare la squadra a vincere ancora”.

Da uefa.com

Prandelli: “Napoli squadra che esprime il miglior calcio in Europa. Domani sarà una partita bella da vedere”

Cesare Prandelli, ex allenatore della Nazionale, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte nel corso di ‘Marte Sport live’. Ecco quanto evidenziato:

 

“Dalla sfida di domenica è emerso che la Juventus in questo momento sta pensando soltanto a portare a casa il risultato. Alla fine dell’anno è anche la cosa che conta di più. Credo che il Napoli sia la squadra che gioca il miglior calcio a livello europeo. Domani sarà una partita bella da vedere. Se la Juve proverà a fare qualcosa in più rispetto alla gara di campionato sarà ancora più spettacolare.
Panchina d’ Oro a Sarri? La migliore soddisfazione per un allenatore in quanto è un premio assegnato dai colleghi. Considerazione importante frutto dei risultati maturati”.

Sky – Maggiore ottimismo per Reina ma non si esclude la sua assenza anche domani

A Radio Gol, in onda su Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Massimo Ugolini, giornalista di Sky Sport. Ecco quanto evidenziato:

 

“Reina? C’è maggiore ottimismo riguardo le sue condizioni. Attendiamo ancora un po’ ma non è esclusa la sua assenza anche domani. Gli esami strumentali hanno avuto esito negativo, questo ha tranquillizzato il calciatore. Sappiamo quanto può essere importante la sua presenza in campo, ciò non vuol dire che Rafael abbia fatto male”.

Allegri: “Dobbiamo scendere in campo con l’ obbiettivo di fare gol. Napoli simile al Barça”

Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno di Tim Cup contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni riportate da Juventus.com:

“Sarà diverso da domenica: quello era campionato, domani sarà una sfida da dentro o fuori. Il nostro è un obiettivo importante, raggiungere per la terza volta consecutiva la finale di Coppa Italia, andare a Roma e cercare di vincerla. Domani non sarà semplice, sarà una partita molto aperta, ma abbiamo tutte le carte in regola per arrivare in finale”.
Tre giorni dopo, cosa dovrà cambiare?

“Domenica abbiamo sbagliato molto tecnicamente, non riuscivamo a sviluppare gioco, e abbiamo sbagliato qualche palla, subendo tiri su qualche nostro errore gratuito. Anche se la fase difensiva è stata meno “incasinata” di quanto era sembrato nel corso della gara. Sicuramente da questo punto di vista dobbiamo fare una partita diversa, giocare tecnicamente meglio, avere di più la palla, per difendere meno”.

Si parte dal 3-1 dell’andata allo Stadium.

“Il 3-1 è un risultato diverso dal 2-0: nel 2-0 per essere eliminato devi perdere 2-0, col 3-1 basta il 2-0. Domani dovremo fare gol per passare il turno, questo è poco ma sicuro. Ci aspettiamo un Napoli pronto a fare una partita importante, così come avvenuto domenica. Noi siamo stati bravi a dare una prova di forza: quando non riesci a giocare bene, devi difendere. Ci sono anche gli avversari, non si gioca mica contro le sagome. Nel calcio ci sono due concetti fondamentali: se hai la palla attacchi, se non hai la palla ti difendi.

Ci può stare una partita in cui la palla ce l’hanno di più gli altri: il Napoli gioca molto bene, è terzo in classifica, e peraltro è una squadra che gioca in modo abbastanza simile al Barcellona. Quindi per noi si può dire che sia stato l’inizio di un percorso di avvicinamento. Le caratteristiche di palleggio del Napoli non cambieranno. E’ normale che se gioca Milik o Pavoletti è un discorso, se gioca Mertens è un altro, come caratteristiche dei singoli giocatori, ma una cosa è certa… Noi dobbiamo scendere in campo con l’obiettivo di fare gol”.

Risorse da dosare.

Domenica abbiamo speso tanto, giochiamo sabato col Chievo e poi martedì col Barcellona. Praticamente abbiamo una partita ogni due giorni e bisogna gestire le forze: non posso guardare soltanto alla singola gara, ma pensare all’intero arco della stagione. I ragazzi fortunatamente stanno bene, e questo mi consente di poter cambiare qualcosa. Potrebbero esserci anche sette o otto cambi domani, devo valutare. Per arrivare in fondo non devo spremere tutti, e devo considerare anche che abbiamo davanti a noi alcune partite di campionato che siamo obbligati a vincere”.

Al San Paolo, una gara molto corretta.

“I tifosi del Napoli sono stati molto corretti, domenica la partita è scivolata via bene, indipendentemente dai fischi, che ci possono stare. Bisogna fare i complimenti alla Questura, che ha organizzato bene la nostra trasferta. Anche se mi è sembrato un po’ eccessivo per una partita di calcio vedere la squadra ‘blindata’ per trasferirsi dall’albergo allo stadio, e questa è una cosa che deve far riflettere tutti noi. La partita, comunque, è stata bella su tutti i piani: tecnico, tattico e fisico, gestita molto bene da Orsato e dalla sua squadra. A proposito, visto che molti parlano degli errori degli arbitri, è bene che si dica anche qualcosa a loro favore, quando gestiscono bene una partita così come hanno fatto domenica”.

Le scelte di formazione, partendo dalla difesa.

“Sicuramente gioca Neto. Dovrebbe rientrare anche Alex Sandro, ma valuterò dopo l’allenamento di oggi. Difficilmente partiremo con una difesa a tre, che potrebbe però essere un’idea a partita in corso. Domenica, contro uno come Callejon che fa cinquecento scatti a partita e si inserisce di continuo, sia Asamoah che Chiellini hanno fatto molto bene”.

Il punto sul centrocampo.

“Vediamo come hanno recuperato da domenica Pjanic e Marchisio. Non so se giocheranno tutti e due, o uno solo, oppure nessuno dei due. A Napoli, Lemina ha fatto una buona partita, considerate le sue caratteristiche. E’ chiaro che non gli si possono chiedere le cose che fa Cuadrado, sono giocatori differenti, anche come struttura”.

… E sull’attacco.

“Dybala e Cuadrado hanno recuperato in pieno e sono a disposizione. Mandzukic, invece, difficilmente sarà della partita: valuteremo oggi dopo l’allenamento. Se non ci sarà Mario, lì può giocare Alex Sandro con Asamoah basso, oppure Sturaro”.

A breve distanza di tempo, torna al San Paolo anche Higuain.

“Gonzalo domenica ha fatto una buona prestazione, sia sul piano fisico, sia su quello tecnico. E’ stato lasciato un po’ solo dalla squadra, che ha creato poco. Ma mi aspettavo una prestazione peggiore da parte sua. A livello mentale, invece, ha fatto molto bene e non era semplice. Certo, i tifosi l’hanno fischiato, provando a metterlo in difficoltà. Ma credo sia normale quando si fa una scelta professionale diversa dopo tre anni insieme. Higuain è stato molto sereno, e lo sarà anche domani”.

Le diffide di Alex Sandro, Asamoah, Bonucci, Lichtsteiner, Mandzukic e Pjanic influenzeranno le scelte di formazione?

“Assolutamente no. L’importante domani è raggiungere la finale: l’anno scorso non l’ha giocata per squalifica Bonucci, due anni fa l’ha saltata Marchisio. Non è un problema: ho una rosa importante a disposizione, e se mancherà uno, ci sarà qualche compagno pronto a sostituirlo”.

Infine, il punto sul momento positivo per la Juventus.

“Siamo in un momento bello. Manca un mese e mezzo alla fine della stagione, siamo primi in classifica in campionato e ci stiamo giocando la possibilità di raggiungere la finale di Coppa Italia e la semifinale di Champions. Più di questo non potevamo fare! La negatività è una cosa che detesto: negli ultimi anni la squadra ha raggiunto la finale di Champions League, ha vinto due Coppe Italia e due Scudetti ed è pienamente in corsa per tutto anche quest’anno. Se una volta pareggi non succede niente, l’importante alla fine è raggiungere i propri obiettivi. Vincere è qualcosa di straordinario, non è la normalità, perché vince una sola squadra. Nelle stagioni possono esserci momenti in cui giochi meno bene ma l’importante è avere obiettivi ben chiari.

Vincere sempre è impossibile, ma la crescita della squadra a livello italiano e internazionale credo sia stata importante. In questo momento, la Juventus in Europa è una squadra rispettata, ed è questo quello che conta. Quando sento dire che la Juve ha perso sette finali di Champions League, vorrei si rovesciasse la cosa: la Juve ha giocato nove finali, ed è ben diverso. Poi le finali puoi perderle, ma intanto le giochi… Preferirei si vedesse tutto in positivo”.

Il Pungiglione Stabiese – La Juve Stabia al Menti non si sente più a casa

Ritorna in onda ” Il Pungiglione Stabiese “

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 04 aprile 2017 dalle ore 19:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci sarà in studio Andrea Alfano (ViViCentro) e l’opinionista Francesco Maresca.

Ci collegheremo telefonicamente con l’ex D.S. gialloblè Fabio Lupo. Con lui discuteremo di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.

Presenteremo il prossimo match con il Lecce. I salentini distano ora sei punti dal Foggia capolista e non vivono un buon momento di forma. Peggio sta messa la Juve Stabia che non è ancora riuscita a vincere una gara tra le mura amiche in questo 2017 e ha raccolto solo due punti nell’ultimo doppio turno casalingo.

Avremo come ospite telefonico Luigi D’Ambrosio di Colpo Di Tacco che ci presenterà il Lecce in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Auriemma: “Higuain a Napoli sembrava Ulisse: non potrà fuggire dal suo passato”

Il suo pensiero

Raffaele Auriemma sull’edizione odierna del Corriere dello Sport: “Il Napoli ha dato una lezione di calcio alla Juve e Napoli ne ha data un’altra a Higuain. Lo score del match è stato impietoso per il Pipita: una serataccia per l’ex idolo del Napoli e che Fuorigrotta ha trattato senza le temute offese. Il Pipita a Napoli sembrava Ulisse. Il Pipita e la sirena, Gonzalo e le sue peripezie che domani lo porteranno nuovamente al supplizio di un passato da cui non potrà mai più sfuggire. Anche stavolta non basteranno tappi e cuffie alle orecchie o pali ai quali legarsi per resistere al dissapore del San Paolo. Anche se somiglia a Ulisse, quelli sono fischi che sibilano e non sirene che cantano”.

Cannavaro: “Higuain è scappato di notte, senza salutare nessuno”

Le sue parole

Fabio Cannavaro, ex difensore di Napoli e Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Stampa: “E’ pericoloso andare al San Paolo a fare una partita solo difensiva: il Napoli attacca la profondità, ti buca tra le linee, e può mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Domani la Juve dovrebbe cercare di giocare meglio, perché già altre volte non l’ha fatto, pur vincendo: alla lunga, può essere un problema. L’organizzazione difensiva è importante, ovviamente, ma se poi devi vincere le partite? Lo dico anche pensando alla Champions”.

Higuain?
“Ai tifosi, del Pipita, non è piaciuto che sia andato via di notte, senza salutare i compagni e l’allenatore: dal giorno alla notte, appunto, se n’è andato. È stato un trauma”.

Da compagno, se la sarebbe presa?
“Ma no. Sono trattative che nascono così veloci che uno a volte non ci pensa. E poi ognuno è libero di fare quel che vuole. Alla fine, se la Juve l’ha comprato è perché qualcuno la clausola l’ha messa, e s’è fatto tanti soldi”.

Da tifoso, fischierebbe?
“Ovviamente. Ma il fischio è uno sfottò: se l’hanno fischiato tanto è perché aveva lasciato tanto amore. L’indifferenza gli avrebbe fatto molto più male”.

E quanto male farebbe un gol di Higuain al San Paolo?
“Dai tifosi verrebbe visto come un tradimento. Il problema è che un gol del Pipita ci può stare, ne fa così tanti. Però, giocare al San Paolo non gli è indifferente”.

Carnevale: “Fu un miracolo la nostra rimonta alla Juve, domani serve un’impresa”

Le sue parole

Andrea Carnevale ricorda alla Gazzetta dello Sport: “Il nostro fu un miracolo, adesso serve un’impresa”.

Carnevale, che cosa ricorda?

“Un’emozione indescrivibile, maggiore di quella provata in finale a Stoccarda. In Germania alzammo il trofeo, ma rimontare due reti alla Juve pareva fantascienza e invece…”

Consigli particolari da dare alla squadra di Sarri per emularvi?

“Attaccare sempre, a costo di rischiare qualcosa. Del resto mi sembra nel dna di questo Napoli e poi non vedo altra soluzione per provare a fare due gol ad una difesa granitica come quella della Juve”.

Lei ha giocato da ala e da centravanti. Chi sceglierebbe per domani tra Mertens e Milik?

“Sinceramente, oggi Mertens dà maggiori garanzie perché è diventato un attaccante vero. Mi sembrano perfetti i sincronismi del tridente del Napoli quando c’è lui in campo. Spostarlo più avanti si è rivelata una grande intuizione. I “piccoletti” quando ti puntano nei pressi dell’area di rigore sono pericolosissimi, è stato così anche per Alexis Sanchez che è diventato letale appena ha avanzato il suo raggio di azione”.

Higuain è stato accolto da caterve di fischi. Se lo aspettava?

“Sinceramente no, o almeno non pensavo che i fischi fossero così forti. Dalla tv mi è parso amareggiato e lo comprendo perché lui al Napoli ha dato tanto. Le scelte professionali non andrebbero giudicate ma immagino la rabbia del pubblico del San Paolo che voleva prendersi una rivincita”.

Napoli-Juve, il bacio di Higuain alimenta le tensioni

Napoli-Juve, il bacio di Higuain alimenta le tensioni

La contestazione a Gonzalo Higuain era scontata durante NapoliJuventus, eppure il Pipita ha dato lo stesso la sensazione di essere un po’ spiazzato, ma il peggio è arrivato alla fine, come rivela La Repubblica: “Il grande ex ha ceduto al nervosismo e ha risposto agli insulti della tribuna con un bacio furtivo e ironico, che ieri ha fatto il giro dei social network e ha alimentato ulteriori tensioni. Domani sera, nella rivincita di Coppa Italia a Fuorigrotta, farà di nuovo molto caldo”.

Problemi per Reina, non ce la fa: in coppa giocherà Rafael!

Problemi per Reina, non ce la fa: in coppa giocherà Rafael!

Come scrive la Gazzetta dello Sport domani sera ci sarà ancora Rafael in porta: “Il Napoli si è ritrovato ieri mattina a Castelvolturno per un allenamento leggero, dopo l’impegno di campionato. Sarri ha diviso i giocatori disponibili in due gruppi: palestra e scarico per chi ha giocato contro la Juventus domenica sera, mentre per gli altri della rosa lavoro di attivazione e partitina 7 contro 7, a campo ridotto. Oggi pomeriggio la rifinitura. Il portiere spagnolo continua ad allenarsi a parte, insieme con Tonelli. Reina non ha ancora recuperato dal malanno muscolare al polpaccio sinistro, che l’ha costretto a saltare la gara di domenica sera. Probabilmente salterà anche la sfida di Coppa Italia per evitare guai più seri. Non è la prima volta che Reina è costretto a fermarsi per problemi muscolari. Al suo posto verrà confermato Rafael”.

Higuain: “Ho dato tanto a questa squadra e alla città! Non mi aspettavo tutti questi insulti”

Higuain: “Ho dato tanto a questa squadra e alla città! Non mi aspettavo tutti questi insulti”

Al termine della partita contro il Napoli dove il San Paolo l’ha fischiato dal primo all’ultimo secondo di gioco, Gonzalo Higuain ha avuto il tempo di incrociare qualche sua vecchia conoscenza. Il Mattino riporta un virgolettato che si sarebbe lasciato scappare in una chiacchierata con qualche amico: “Ho dato tanto a questa squadra e a questa città. Non mi aspettavo tutti questi insulti”.

Rapina non vedente e disabile di denaro e gioielli: arrestato il malvivente. E’ caccia al complice

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Terrore nella periferia di Boscoreale (NA): giovane non vedente e con gravi handicap fisici era stato immobilizzato e derubato il 22 gennaio scorso. Il rapinatore finito in manette questa mattina non ha agito da solo ed è caccia su tutto il territorio al complice

Due rapinatori volevano portare via tutto dalla casa di un ragazzo cieco e disabile che, sorpreso solo nell’appartamento, non era certo in grado di difendersi. Ciò nonostante l’avevano legato e  immobilizzato impedendogli di chiamare aiuto. L’ha trovato così il padre ed è  stato proprio il rientro del proprietario di casa a fare fallire il piano di due romeni.  Gavril Ciurar, romeno di 49 anni, il 22 gennaio è stato costretto a fuggire con il suo complice. Ma prima di dileguarsi era riuscito a mettere in uno zaino duemila euro in contanti e i gioielli d’oro trovati nell’appartamento alla periferia di Boscoreale.

Dopo tre mesi i carabinieri, questa mattina, al termine delle indagini e in esecuzione del quanto disposto dal gip di Torre Annunziata, lo hanno arrestato, per rapina aggravata trasferendolo poi nel carcere di Napoli Poggioreale, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ora i carabinieri cercano ancora l’uomo che il 22 gennaio era con lui durante quel furto aggravato dalla crudeltà nei confronti del giovane disabile.
Ora è caccia al complice.

Lecce-Juve Stabia arbitra Carlo Amoroso della sezione di Paola

Seconda direzione in stagione con le vespe per l’arbitro calabrese Amoroso

Per la quattordicesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà mercoledì 5 aprile alle ore 20 e 30 allo stadio “Via del Mare” di Lecce è stato designato Carlo AMOROSO della sezione di Paola a dirigere la gara tra Lecce e Juve Stabia.

Carlo Amoroso di Paola

Amoroso, nato a Paola in provincia di Cosenza il 30 agosto 1986, è al suo quinto campionato in Lega Pro, in passato ha diretto tre volte gare dei gialloblù nel campionato Primavera e altrettante in lega Pro, questi i precedenti:

2012 / 2013 – Campionato Nazionale Primavera girone ‘ C ‘

– 14 ottobre 2012 – 6° giornata d’andata: JUVE STABIA – ASCOLI 2 – 2.

2012 / 2013 – Campionato Nazionale Primavera girone ‘ C ‘

– 8 febbraio 2013 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – PESCARA 4 – 1.

2013 / 2014 – Campionato Nazionale Primavera girone ‘ C ‘

– 14 settembre 2013 – 3° giornata d’andata: JUVE STABIA – PALERMO 1 – 2.

2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 21 settembre 2014 – 4° giornata d’andata: JUVE STABIA – BARLETTA 3 – 1 al vantaggio barese di Floriano, seguì la rimonta dei gialloblù con una doppietta di Francesco RIPA intervallata dalla rete di Samuel DI CARMINE.

2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 29 marzo 2015 – 13° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 le reti entrambe nella ripresa nel giro di centoventi secondi prima passarono in vantaggio i satanelli con Miguel Angel e subito dopo Potenza con un’autorete ripristinò il risultato di parità.

2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 27 novembre 2016 – 15° giornata d’andata: MATERA – JUVE STABIA 2 – 2 nel primo tempo vantaggio dei lucani con Iannini e pari stabiese di capitan Paolo CAPODAGLIO; la partita al ’38 fu sospesa per nebbia e rigiocata il 13 dicembre. Poco dopo l’inizio del secondo tempo vespe in vantaggio con Francesco LISI e a poco più di dieci dalla fine Casoli ristabilì le distanze per gli azzurri.

L’assistente numero uno sarà: Valerio VECCHI della sezione di Lamezia Terme;

l’assistente numero due Giuseppe MACADDINO della sezione di Pesaro.

Giovanni MATRONE

La Via Crucis di Castellammare di Stabia per la prima volta in abiti d’epoca. I dettagli dell’evento.

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Castellammare di Stabia – Domenica 9 aprile i quartieri della città faranno un salto all’indietro di oltre duemila anni con la messa in scena della morte di Gesù Cristo, in abiti d’epoca e fedelmente ispirata ai passi della Bibbia. Una rappresentazione storica dal titolo “A morte il Nazareno” realizzata dal comitato Quartieri Uniti in collaborazione con l’associazione GraniArt-Eventi.

Le aree interessate sono quelle di Ponte Persica, Schito e Fondo D’Orto. La periferia stabiese farà, dunque, da sfondo all’evento; un’ottima occasione per dar luce a zone molto spesso abbandonate dalle istituzioni, come ha sottolineato Carmine Sicignano, responsabile del comitato Quartieri Uniti.

La Via Crucis avrà inizio alle ore 18 con la riproduzione de “L’ultima Cena” e si concluderà alle ore 21:30 con quella della “Crocifissione”. Qui di seguito il programma dettagliato:

Locandina “A morte il Nazareno”

– Ore 18:00, Traversa Fondo D’orto (Scuola Luigi Denza): “L’ultima cena”
– Ore 18:30, Via Schito (Caseificio la Schitana): “L’orto degli ulivi”
– Ore 19:00, Ponte Persica (Chiesa di Santa Maria dell’Arco): “Il processo del Sinedrio”
– Ore 20:00, Parcheggio via Pozzillo (Ad. Farmacia): “La condanna del Nazareno”
– Ore 20:30, “La via della Croce”
– Ore 21:30, Traversa Fondo D’orto: “La Crocifissione”

Incubo Jihad a San Pietroburgo

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Un kamikaze fa strage nella metropolitana di San Pietroburgo causando un bilancio di almeno 14 morti e 47 feriti. Per gli agenti russi si tratta di un uomo dell’Asia centrale su cui ora si concentrano le indagini.

Come spiega Giordano Stabile su La Stampa, il duello fra jihadisti e Cremlino è ai massimi livelli dall’intervento russo in Siria di fine 2015 e oggi gli “ex sovietici” costituiscono il nucleo più robusto dei battaglioni del Califfo. Per Lorenzo Vidino se la matrice venisse confermata si tratterebbe di “un’evoluzione della parabola jihadista in terra russa”.

Dal Caucaso all’Asia, le legioni di ex sovietici fedelissimi del Califfo

BEIRUT – «Sono tutti russi». I civili in fuga dalla Città vecchia di Mosul, i pochi che riescono a sfuggire dai combattenti dell’Isis che li tengono prigionieri nelle case, bambini compresi, come scudi umani, e che li bersagliano con i cecchini quando cercano di scappare, ripetono la stessa cosa. «Russi». Sono i foreign fighter asserragliati attorno alla moschea di Al-Nouri al-Kabir, dove è stato proclamato il Califfato, decisi a morire e a uccidere più persone possibile prima che il luogo simbolo dello Stato islamico venga riconquistato dagli iracheni.

«Russi» significa però tante cose. Molti ceceni, certo. Musulmani delle regioni a maggioranza islamica all’interno della Federazione russa. E poi kazaki, uzbeki, kirghisi, tagiki, come probabilmente uno degli attentatori di San Pietroburgo. Ex cittadini sovietici delle repubbliche centrasiatiche che ora costituiscono il nucleo più duro e irriducibile di quel che resta delle armate del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. L’ultima stima dei servizi di Mosca, a dicembre, parlava di almeno 7 mila foreign fighter arrivati in Siria e Iraq dalle nazioni dell’ex Unione Sovietica, duemila soltanto dalla Russia, la maggior parte caucasici. In totale, più della Tunisia, campione dei volontari della jihad con 6500 combattenti. È un fenomeno, quello dei foreign fighter, relativamente recente; affonda più nel passato invece il cosiddetto Emirato del Caucaso. Si tratta di una organizzazione jihadista attiva nella zona sudoccidentale della Russia che ha come obiettivo la cacciata dei russi dal Caucaso e la creazione di un emirato islamico. Molti dei più recenti attacchi sul territorio russo – dall’aereo precipitato a Sochi con a bordo il coro dell’Armata rossa, sino al treno Mosca-San Pietroburgo attaccato nel 2009 – sono stati rivendicati proprio dagli estremisti dell’Emirato. Ora i due fronti, quello dell’Isis e quello caucasico, potrebbero persino essersi saldati almeno a livello operativo.

I festeggiamenti  

Putin ha rivendicato più volte il suo intervento in Siria come una mossa tesa anche a eliminare i combattenti russi, prima che potessero tornare in patria a compiere attentati. E lo stesso Putin ha costruito la sua carriera politica sulla promessa di stroncare il terrore in Cecenia. Nella propaganda dell’Isis la Russia ha un posto privilegiato, secondo solo alle nazioni occidentali. Solo alcuni giorni fa i media jihadisti facevano girare un manifesto che recitava «Bruceremo la Russia». Poco dopo l’attentato di San Pietroburgo ne sono apparsi altri dove si evoca il ruolo dei russi nel conflitto siriano e si invita a «ucciderli dove li trovate», con la cattedrale di San Basilio in rovina sullo sfondo.

Il duello fra jihadisti e Russia putiniana è salito ai massimi livelli dopo l’intervento in Siria del 30 settembre 2015. Esattamente un mese dopo, il 31 ottobre 2015, l’Isis mette a segno il colpo più duro. Un aereo con 224 persone a bordo, tutti russi, viene abbattuto sopra il Sinai. Era diretto da Sharm al-Sheikh a San Pietroburgo. Due giorni dopo l’Isis rivendica. Poco dopo sulla sua rivista Dabiq spiega come ha fatto. Una lattina piena di esplosivo, piazzata vicino alla parete della carlinga, probabilmente da un complice all’aeroporto. È un doppio affronto sia a Putin che al presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, stretto alleato in Medio Oriente nella lotta al jihadismo.

Il bambino kazako  

Le minacce alla Russia erano però cominciate più di un anno prima. L’Amn al-Kharij, i Servizi esterni, avevano puntato sulle Repubbliche centrasiatiche per la propaganda e il reclutamento. Un terreno fertile, arato già ai tempi della jihad contro l’Urss in Afghanistan. Nel 2015 due video con un protagonista un bambino kazako, al massimo 10 anni, conquistano l’attenzione mondiale, e fanno orrore. Nel primo si vede l’addestramento alla guerra di bambini asiatici e il piccolo Abdullah, così si fa chiamare, promette agli «infedeli»: «Sarò uno di quelli che vi sgozzerà, kuffar». Nel secondo filmano il bambino si trasforma in boia e uccide con un colpo alla nuca due «spie russe», probabilmente kazake anche loro, ma di lingua russa.

L’attacco alla Russia serviva soprattutto a drenare nuove reclute. Il battaglione ceceno guidato da Tarkhan Tayumurazovich Batirashvili, un georgiano di etnia cecena, si era già distinto nelle offensive in Iraq della primavera del 2014. Batirashvili, conosciuto come Abu Omar al-Shishani, è promosso comandante militare delle forze del Califfato, una sorta di ministro della Guerra, viene inviato sui fronti più caldi in Siria e Iraq. Conosce bene le tattiche dell’esercito russo perché lo aveva combattuto da sergente delle forze armate georgiane nel 2008. Contrasta i russi a lungo sul fronte di Palmira ma all’inizio del 2016 il Califfo lo rispedisce in Iraq per preparare la difesa di Mosul. Al-Shishani viene però eliminato da un raid Usa a Shirqat, 80 chilometri a Sud di Mosul, il 30 marzo 2016.

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