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Reina resterà il portiere del Napoli

Reina resterà il portiere del Napoli

Per Il Mattino Pepe Reina, in scadenza l’anno prossimo, resterà sicuramente il portiere anche per la prossima stagione: “Si attendono segnali per il rinnovo, il suo agente Quillon sonderà se c’è la disponibilità del club a prolungargli l’accordo anche dopo le bella parole riservategli da Sarri nel dopo partita contro il Cagliari“. Rafael e Sepe potrebbero andare via, ed il Napoli monitora diversi profili: Szczesny della Roma, di proprietà dell’Arsenal, Perin del Genoa, Skorupski della Roma e Sirigu del Paris Saint-Germain che quest’anno ha giocato in prestito in Spagna con l’Osasuna.

Macron, la ricetta contro i populismi

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“La vittoria di Macron dimostra che i populismi si possono battere”, scrive Marco Zatterin.  Intanto Emmanuel Macron inizia a preparare la squadra di governo, con François Bayrou in pole position come premier.

La ricetta che batte gli scettici

La vittoria di Emmanuel Macron dimostra che i populismi si possono battere. Il voto di domenica certifica l’esistenza di una maggioranza silenziosa di cittadini che vede ancora nel processo di integrazione europea la possibile soluzione alle esigenze di benessere, sicurezza e democrazia, anche se ne riconosce i limiti manifesti, ne contesta gli errori e gli egoismi, ne auspica una rapida riforma nel nome dell’efficacia.

Il giovane presidente francese ha conquistato l’Eliseo parlando di quello che gli elettori volevano sentire, del lavoro che non è più sicuro, della sicurezza che manca, delle diseguaglianze che crescono. In questo, ha fissato un precedente per i leader dell’Unione, necessario ma non sufficiente. Perché il difficile match con sovranisti e dintorni non è certo concluso. Il 33 per cento dei consensi raccolti da Marine Le Pen dimostra che gli arrabbiati sono tanti: al di là delle scelte ideologiche, il loro voto esprime la furia per le risposte insufficienti che le loro paure hanno ricevuto dai governi nazionali e dall’Ue. La minaccia all’Europa resta, sottolineata anche dall’abbondanza delle schede bianche e dall’astensionismo, quest’ultimo scelto come opzione per esprimere il rifiuto del modo in cui si esprime il sistema e non di negazione del sistema stesso. L’elezione di Macron invita ad aprire un nuovo cantiere per rendere subito l’Europa più efficiente, nelle sue istituzioni e nelle scelte collettive degli Stati membri. Ma le circostanze che hanno portato alla sua elezione ricordano che, fra cinque anni, il muro anti Le Pen (o simili) potrebbe non tenere. In Francia e non solo.

Si sentono frequentemente i politici raccontare cosa intendano fare fra due anni a chi li invita a spiegare come pensino di correggere le crisi dell’oggi. Tutto questo, in Europa, non è più possibile senza che si paghi un prezzo, anche salato. Chi sceglie Marine Le Pen, e gli schieramenti che si oppongono ai partiti tradizionali, ha buone ragioni per farlo. E’ preoccupato per i propri diritti, vede le differenze sociali dilatarsi, le certezze cadere, le speranze infrangersi. Non vota a destra o a sinistra, ma indica chi ritiene possa tirarlo fuori dai guai, anche a costo di mosse spericolate.

Macron si è ritrovato al centro del palcoscenico e ha dato il messaggio giusto. Ha sfidato il «populismo» senza usare gli argomenti dei «populisti», ha promesso soluzioni che ora deve dare, difficili al punto che il giovane Emmanuel potrebbe presto trovarsi a pensare che arrivare all’Eliseo sia stata la parte più semplice del suo lavoro. I governi che siedono nei palazzi di Bruxelles devono avere la stessa paura e il medesimo passo. Si impone di distrarsi per qualche tempo dai piani quinquennali e dai progetti di riforma di lungo termine per mettersi al lavoro sulle soluzioni concrete che la flessibilità dei Trattati consente. Inutile fare il verso ai populisti, è dalla maggioranza silenziosa (e critica) che bisogna partire.

La fase tempestosa impone di investire insieme, essere solidali insieme, difendersi insieme, archiviando i giochini fra le capitali e sposando gli interessi nazionali con quelli della collettività, dicendo la verità senza tronfi ottimismi, pensando ai tanti e non ai pochi. Deve cominciare la stagione europea della concretezza, ispirandosi anche al successo di Macron. Altrimenti, tempo pochi anni, non potremmo fare altro che scrivere la storia della fine di un’Unione spazzata via dalla giusta vendetta dei cittadini delusi.

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lastampa/La ricetta che batte gli scettici MARCO ZATTERIN

Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Come riporta Tuttosport, dopo il rinnovo di Insigne il club di Aurelio De Laurentiis è disposto a fare un sacrificio pur di trattenere Mertens. C’è la volontà comune di continuare insieme, manca però da limare qualche dettaglio circa i bonus e la clausola rescissoria” che il calciatore vorrebbe inserire, ma ad una cifra inferiore rispetto a quella richiesta dal Napoli. L’annuncio, comunque, dovrebbe essere questione di giorni.

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

Secondo Il Corriere dello Sport, se ci fosse una possibilità per arrivare a Tolisso (23 ad agosto) De Laurentiis si siederebbe a parlare con il presidente del Lione, Aulas, e cercherebbe di chiudere, finalmente per entrambi, un affare. L’esterno, di destra che abbia anche competenze per esprimersi a sinistra, è l’Idea che si prende la scena ed i pensieri di Giuntoli: Castillejo (22) del Villarreal ha espresso talento, però il Napoli non ha fretta, aspetta, osserva, studia, gira l’Europa, magari sogna che Denis Suarez (23) scelga di salutare il Barcellona per provare altrove o che con l’Athletic Bilbao sia possibile parlare di Inaki Williams (23 a giugno). Perché le favole hanno bisogno di eroi probabili.

Cannavaro: “Insigne e lo scudetto? Lo spero! 30 anni fa inseguii Carnevale”

Le sue parole

Fabio Cannavaro, ex difensore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino: “Chiedevo ripetutamente a mister Scarpitti di essere convocato come raccattapalle. Volevo vivere da vicino l’emozione delle partite di Maradona, Giordano, Carnevale, Bruscolotti, Ferrara“.

Come fu il 10 maggio di un ragazzino che sarebbe diventato campione del mondo?
“Il mio unico sogno, allora, era indossare la maglia del Napoli e ripercorrere il cammino di difensori come Bruscolotti e Ferrara, che a vent’anni vinse il primo scudetto nella squadra della sua città”.

La notte prima di Napoli-Fiorentina come fu per il piccolo Cannavaro?
“Poche ore di sonno. La domenica misi la tuta sociale marchiata Nr e uscii presto di casa. Cercai di rispettare la raccomandazione del mister”.

Quale?
“Ragazzi, ci aveva detto negli spogliatoi, se il Napoli vince dovete andare piano. Mi misi ad inseguire Carnevale che faceva il giro di campo col bandierone tricolore”.

C’è il rimpianto per non aver vinto a Napoli lo scudetto?
“C’è. Ma quando andai via nel 1995, dopo appena due stagioni in serie A, la società aveva problemi finanziari e cedermi fu una necessità. Ero cresciuto pensando alle vittorie di Ferrara e al record di presenze di Bruscolotti…”.

Ora c’è Insigne che sogna il terzo scudetto. 
“Lo auguro a lui e a tutti i giovani calciatori del Napoli. E intanto mando un abbraccio ai campioni che festeggeranno il 10 maggio, purtroppo non al San Paolo per problemi organizzativi da quanto ho capito: grazie per le emozioni che regalaste trent’anni a me e a tutti i ragazzi di Napoli”.

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Nella giornata di ieri hanno fatto piuttosto scalpore le dichiarazioni dell’ex attaccante del Napoli Edinson Cavani, adesso al Paris Saint-Germain, che a Fox Sports ha detto “Vorrei finire la mia carriera a un livello alto e vorrei finire quando lo dirò io e non quando lo diranno gli altri. Dopo Parigi vedremo che cosa succederà. Magari passare per Napoli, dove ho vissuto un periodo dove tutte le cose sono cambiate. Vedremo”.

La Gazzetta dello Sport aggiunge: “Nostalgia? Può darsi. Ma a sentire le dichiarazioni di Cavani c’è qualcosa in più della nostalgia che lo spingerebbe a ritornare a Napoli dove, peraltro, vivono i suoi figli e la ex moglie. Un ritorno che appare comunque improbabile e che non troverebbe d’accordo De Laurentiis che lo ha ceduto al club parigino per 60 milioni di euro”.

Le idee di Macron per l’Europa: ”I vecchi partiti sono morti”

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Emmanuel Macron inizia a preparare la squadra di governo, con François Bayrou in pole position come premier, mentre l’Europa discute delle sue idee su diritti e lavoro, lotta a diseguaglianze e terrorismo, difesa dell’ambiente e rilancio dell’integrazione Ue.

Francia, l’ex premier socialista Valls si candida con Macron: “I vecchi partiti sono morti”

Correrà nella lista di Republique en marche per le legislative di giugno. I vertici del movimento: la sua candidatura non è automatica

Manuel Valls correrà nella lista del movimento «Republique en Marche!» del presidente eletto Emmanuel Macron alle elezioni di giugno per il nuovo Parlamento. L’ex premier francese socialista lo ha rivelato alla radio francese: «I vecchi partiti stanno morendo o sono morti. «Il partito socialista è morto. Non i suoi valori e la sua storia, ma ormai è il passato», ha detto.

Valls ha anche invitato tutti «i deputati uscenti, progressisti, quanti hanno esortato a votare Macron prima del primo turno, quanti auspicavano una sua vittoria», a fare altrettanto. «Tutti quelli che si riconoscono nel progetto riformista di Emmanuel Macron dovrebbero impegnarsi pienamente», ha detto.

La candidatura di Valls, però, non è automatica. Lo ha detto il comitato per le investiture di Republique en Marche, sottolineando che nella circoscrizione dell’ex premier è «già stata scelta una candidata». «L’investitura non è automatica» e sarà fatta in «totale indipendenza», ha aggiunto. Su Twitter, Christophe Castaner, uno dei fedelissimi di Macron, ha detto che Valls dovrà «fare atto di candidatura».

Allo stesso tempo, su Europe 1, Benjamin Griveaux, portavoce del movimento di Emmanuel Macron faceva notare che l’ex premier non è iscritto sulle liste di «La République en marche». «Ha ancora due giorni», ha sottolineato, riferendosi alla scadenza per la presentazione delle liste.

LEGGI ANCHE – Macron si prepara a vincere anche a Giugno: nasce ”Republique en marche”

La «Republique en marche» è il movimento politico appena costituito da Macron sulla base della forza che lo ha portato a vincere le elezioni presidenziali domenica. Il nuovo movimento nasce con l’obiettivo di dare una maggioranza parlamentare al futuro presidente nell’Assemblea Nazionale, grazie alle elezioni di giugno. I nomi dei candidati nelle 577 circoscrizioni saranno annunciati giovedì.

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Macron si prepara a vincere anche a Giugno: nasce ”Republique en marche”

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Nasce “ Republique en marche ”. Lunedì sarà svelato il nome del capo del governo Per portare avanti le riforme il presidente dovrà avere il controllo dell’Assemblea

Macron, un partito e un premier per vincere anche il voto di giugno

PARIGI – La prima giornata da presidente eletto di Emmanuel Macron è cominciata al fianco di chi lo ha scoperto e portato in politica, il capo dello Stato uscente François Hollande. Insieme, hanno partecipato alle celebrazioni per la festa nazionale dell’8 maggio, una lunga cerimonia uno accanto all’altro sotto l’arco di Trionfo. Archiviata la netta vittoria su Marine Le Pen, per 66,1 contro 33,9, senza festeggiamenti pubblici (memore delle critiche dopo la cena in occasione del primo turno in una brasserie chic), dopo aver trascorso la giornata a rispondere a complimenti da ogni parte del mondo, dal presidente americano Trump (che incontrerà al vertice Nato di Bruxelles del 25 maggio) alla cancelliera Merkel al nostro presidente Mattarella, per il giovane quasi inquilino dell’Eliseo si apre una settimana di incontri pubblici – come domani, la commemorazione per l’abolizione della schiavitù – e lavoro privato alla definizione del suo governo.

Leggi anche: Le idee di Macron per l’Europa: ”I vecchi partiti sono morti”

Mentre per le strade di Parigi va già in scena la prima manifestazione anti-Macron, al grido di «lo Stato non è un’azienda», lui si prepara alle prossime tappe: domenica si terrà il passaggio dei poteri; lunedì prossimo dovrebbe rivelare il nome del primo ministro. «Ho in mente il suo nome, ma lui ancora non lo sa», ha detto in una delle ultime interviste prima del voto. Una scelta che non è slegata dal prossimo appuntamento cruciale: le legislative di giugno. Ieri, Macron si è dimesso dall’incarico di presidente del suo movimento, «En marche!», che cambia nome in «La République en marche»: giovedì saranno svelati i nomi dei candidati nelle 577 circoscrizioni, che per metà verranno dalla società civile e per metà dalla politica. E potranno avere in tasca anche la tessera di un altro partito, purché si adeguino a una sorta di disciplina di gruppo: «Ci sono tra loro persone con sensibilità socialista, altre con sensibilità dei Repubblicani, altri che non si sono mai impegnati prima», rivela Richard Ferrand, braccio destro di Macron, deputato ex socialista.

Proprio lui è uno dei nomi che girano nel toto-premier di questi giorni, leale e non così noto ai francesi da poterlo presentare come nuovo. Accanto al suo girano i nomi di François Bayrou, il leader del partito centrista Modem alleato di Macron, e, per l’autorevolezza che gli viene riconosciuta, quello di Jean-Yves Le Drian, attuale ministro della Difesa. O, ancora, quello dell’europarlamentare Sylvie Goulard, favorito dal fatto che, in passato, il presidente disse che gli sarebbe piaciuto nominare una donna.

Si fa anche il nome della presidente del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che pare però troppo connotata come donna della finanza. E non è nemmeno escluso che possa essere un uomo del centrodestra, dei Repubblicani. Una scelta da fare comunque con attenzione, per non urtare fasce di elettori: secondo un’indagine Ipsos, lo ha votato il 52 per cento degli elettori della sinistra di Mélenchon accanto al 48 per cento di quelli di Fillon. Rimangono pochi giorni per svelare il nome.

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Al Senato Blackball per l’ autodifesa? Probabile! Molto Probabile! Quasi certo! (Lo Piano Saint Red)

La Camera in questi giorni ha approvato un timido disegno di Legge sulla possibile autodifesa del cittadino in particolari casi in cui si dovesse trovare in pericolo, al Senato dove i numeri per la ratifica finale mancano, verra’ lanciata una blackball ( palla nera alias: ostracismo , voto contrario) per demolire questa proposta.
In Italia in questi ultimi anni si sono moltiplicati i saccheggi, le aggressioni selvagge,  in ville e abitazioni private, tante le persone che sono rimaste per ore in balia dei loro aggressori, subendo torture e vessazioni di ogni tipo, alcune hanno pagato con la vita per non essere riuscite a soddisfare le “aspettative” dei loro carnefici.
Nonostante cio’, fin quando a pagare il conto sono i delinquenti, la Giustizia fara’ il suo lungo corso, i guai saranno di competenza del cittadino che ha avuto l’ardire di difendere se stesso e la propria famiglia.
Dovra’ spiegare con dovizia di particolari come si sono svolti i fatti, i motivi per cui ci si e’ difeso, sara’ difficile dimostrare da dove sia iniziata e finita la legittima difesa, se l’offesa sia stata proporzionale alla difesa: e’ come aver dato il proprio fianco alla Giustizia.
L’Associazione Nazionale dei Magistrati e’ contraria a questo disegno di Legge presentato alla Camera, sarebbe come se venisse data una licenza di uccidere; solo che in Italia questa “autorizzazione ” sembra che la abbia solo chi delinque.
Il rapinatore seriale, le bande di delinquenti che scorazzano nel nostro territorio, una volta arrestate, sono  sempre fuori dalla cella, oppure entrano ed escono con grande facilita’; fra permessi, sconti di pena per buona “condotta carceraria”…. una volta fuori? sono sempre pronti a riprendere il “discorso interrotto”.
Par Condicio :
Con quest’ultimo disegno di Legge, “dovrebbe” essere lo Stato a farsi carico delle spese legali sostenute in un processo da un Cittadino che abbia avuto l’ardire di difendersi, sarebbero stati stanziati 295 milioni di euro.
Amara Verita’
Spesso ci si rende conto della totale mancanza di raziocinio di alcuni nostri politici. Sicuramente questi “emeriti”, non hanno mai subito violenza dentro il loro focolare domestico, nè hanno avuto bisogno di accertarsi che l’intruso fosse armato, né tantomeno di capire, tramite una telefonata al proprio psicologo, per prevedere le future mosse del malintenzionato.
I Cittadini Italiani si sentono giorno dopo giorno sempre piu’ indifesi davanti al dilagare di una criminalita’ sempre piu’ spavalda, prepotente, aggressiva e tracotante.
Un freno bisognerebbe darlo, armare i Cittadini forse per certi versi sara’ pure sbagliato, ma non e’ neppure giusto lasciarli alla merce’ di quattro delinquenti: per chi delinque la differenza fra giorno e notte non esiste.

Ricerca Censis: più di cinque milioni di italiani a rischio povertà alimentare

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Negli ultimi anni, quelli della crisi economica, il dibattito sulle nuove forme di povertà si è arricchito di nuove prospettive e realtà.

Secondo una recente ricerca Censis su come mangiano gli italiani, è risultato che più di cinque milioni di persone (oltre due milioni di famiglie) vivono in condizioni di povertà alimentare, cioè possono spendere per l’acquisto di generi alimentari risorse inferiori rispetto a una soglia standard accettabile. E la percentuale è in continua crescita, infatti l’indigenza e la deprivazione materiale sono aumentate del 57% negli ultimi 10 anni. Molti invece, mangiano di tutto un po’ e, nonostante i tagli alla spesa negli anni della crisi, sprecano ancora tanto cibo.

I DATI CENSIS

In dieci anni 800.000 nuclei famigliari in più si ritrovano a non avere soldi sufficienti per mangiare in alcuni periodi dell’anno (+57%, pari a 2,2 milioni di persone). E sono aumentate dell’87% le famiglie che non possono permettersi un pasto a base di carne o pesce almeno una volta ogni due giorni (1,4 milioni di nuclei familiari in più, pari oggi a 3 milioni).

I dati pubblicati indicano inoltre che la povertà alimentare è più diffusa al Nord-Est (il 9,2% delle famiglie) e al Sud (9%), tra le famiglie con oltre tre figli (6,5%) e con capofamiglia straniero (il 14,1% contro il 7,5% di quelle con capofamiglia italiano). E colpisce di più le famiglie dei millennial (il 14%) rispetto a quelle dei baby boomer (8,3%) e degli anziani (6%).

ANCORA TANTI SPRECHI

Ancora in troppi – rileva infine la ricerca – sprecano il cibo: sono complessivamente 36 milioni gli italiani che buttano il cibo avanzato in tavola o rimasto inutilizzato oltre la data della scadenza (4,9 milioni lo fanno regolarmente). Lo spreco indiscriminato riguarda soprattutto i millennial (80,2%), le persone laureate (78,3%) e i benestanti (72,7%).

TUTTOFOOD2017

L’allarme del Censis giunge proprio in occasione dell’inaugurazione di TuttoFood, la rassegna specializzata di Fiera Milano in corso fino all’11 maggio. TuttoFood2017 riprende le tematiche tanto care a Expo: il problema dello spreco e della qualità del cibo, la mancanza di cibo in molte zone del pianeta e la corretta alimentazione. A Milano sono attesi ospiti importanti, come l’ex presidente Usa Barack Obama, per discutere sul grande tema del cibo e della vita.

Debora VELLA

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Hoverboard o Monopattino elettrico sul marciapiede? Multa di 1.200 euro

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La vicenda è avvenuta a Trento. La sanzione è prevista dall’art. 190 del Codice della strada

Se siete amanti di hoverboard e monopattini elettrici attenzione a dove li utilizzate, il rischio è infatti una multa molto salata. Lo sa bene un giovane di Trento che è stato multato di 1.200 euro e ben 5 punti sulla patente per aver utilizzato sul suolo pubblico un hoverboard, a bassissima velocità, per spingere un passeggino. Oltre alla multa i vigili hanno disposto pure il sequestro del mezzo. L’hoverboard, molto di moda soprattutto tra i ragazzi, per chi non lo sapesse, è sostanzialmente uno skateboard elettrico che il codice della strada considera un “acceleratore di andatura“.

Gli acceleratori di andatura secondo il codice della strada

Dunque l’articolo 190 del codice stabilisce che “la circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade – e ancora – sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti”. La sanzione prevista è compresa tra 25 e 99 euro. I modelli che superano i 6 km/h sono considerati come motorini di 50 cc e quindi necessitano di targa, immatricolazione ed assicurazione, che comunque nel nostro Paese non si possono fare perché questi mezzi non sono omologati.

La multa per l’hoverboard

Ed è proprio quello che è successo al giovane di Trento, il mezzo è stato considerato un motorino e, per questo, nella sanzione sono stati computati: 849 euro previsti per la mancanza di assicurazione, 155 euro per il certificato di circolazione, 77 euro per la targa e 81 euro per il casco. In sintesi: nessun problema per gli hoverboard con velocità massima inferiore ai 6 km/h e potenza massima del motore che non supera 1 KW, ai quali si applicano le previsioni del codice stabilite per skateboard e biciclette. Per gli hoverboard che superano questi limiti, il codice vieta l’utilizzo su strade e piazze pubbliche.

Sostanzialmente con questo mezzo, tra l’altro molto costoso, si potrebbe circolare solo in luoghi privati. Gli stessi rivenditori del “mezzo” però sovente non avvertono i clienti di questa circostanza di non poco conto.

Gabriella Lax/StudioCataldi.it

Sky – Esterno d’attacco, il Napoli guarda in Spagna: contatti avviati per Oyarzabal

Giovane, un classe 1997, e nazionale spagnolo Under 21. Il Napoli mette nel mirino anche Mikel Oyarzabal, esterno d’attacco della Real Sociedad. Non solo Inaki Williams dunque come possibile rinforzo in quel ruolo per la prossima stagione. Il club azzurro infatti ha avviato i primi contatti per questo attaccante spagnolo, vista la necessità di trovare alternative giovani e forti ai titolari di Sarri (Insigne e Callejon). Lo riferisce Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di calciomercato, tramite il proprio sito ufficiale.

 

Vaccini: arriva la legge. Chi è senza non entrerà a scuola e il controllo spetterà ai dirigenti

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In cammino verso la definitiva approvazione il ddl vaccini all’esame della commissione igiene e sanità del Senato. Compatto il fronte del no, ieri la manifestazione

È iniziato da qualche giorno al Senato, in commissione Sanità, l’esame del ddl sull’obbligatorietà delle vaccinazioni per scuole e asili. Il disegno di legge recante “Disposizioni per la reintroduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’ammissione alle scuole di ogni ordine e grado“, è stato presentato da Francesca Puglisi (Pd) che ha rammentato come non sia più rinviabile «il momento di reintrodurre su tutto il territorio l’obbligatorietà dei vaccini per accedere alle scuole di ogni ordine e grado. In questo modo sarà possibile ammettere l’intera popolazione ai benefici derivanti dalle vaccinazioni». In sostanza chi è senza vaccini non entrerà a scuola e il controllo spetterà ai dirigenti.

Le novità del disegno di legge sui vaccini

L’impianto del testo consta di soli due articoli. Il primo modifica l’articolo 47 del Regolamento per l’applicazione del decreto del presidente della Repubblica del 1967 (n.1518), e chiarisce che «al fine di tutelare la salute dei cittadini, costituisce requisito necessario per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati e alle scuole di ogni ordine o grado, statali, paritarie private e degli enti locali, l’aver assolto gli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente».

A tal proposito i dirigenti scolastici dei servizi e delle scuole «sono tenuti, all’atto dell’iscrizione alla scuola o agli esami a richiedere la presentazione della relativa certificazione, comprovante l’adempimento degli obblighi vaccinali. Copia della certificazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni e delle rivaccinazioni è conservata nel fascicolo personale dell’alunno. La vaccinazione deve essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate».

Il secondo articolo stabilisce che, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano «istituiscano una banca dati delle vaccinazioni eseguite dalla popolazione in età scolare e in età adulta per raccogliere, in modo sistematico, i dati relativi ai vaccinati e sviluppare le attività di sorveglianza delle malattie suscettibili di vaccinazione e monitorare nel tempo gli eventuali effetti indesiderati dei vaccini per migliorarne i livelli di sicurezza e di efficacia». E ancora, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, al ministero della Salute deve essere istituita «l’Anagrafe vaccinale nazionale, con il compito di raccogliere i dati delle banche dati regionali e svolgere un’attività di monitoraggio dell’accesso alle prestazioni vaccinali da parte di tutti i cittadini».

Mentre ancora si discute, Codacons è pronta a fare guerra e battaglie legali contro un provvedimento che mira a reintrodurre «il requisito necessario per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati e alle scuole di ogni ordine e grado, statali, paritarie e degli enti locali, l’aver assolto agli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente, venuto meno con il decreto del Presidente della Repubblica 26 gennaio 1999, n. 355″. «Abbiamo scritto alla 12sima Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato chiedendo di bocciare il disegno di legge – si legge in una nota di Codacons – ciò non perché siamo contrari ai vaccini, che anzi riteniamo assolutamente indispensabili, ma perché l’obbligo di vaccinazione come requisito per accedere alle scuole si tradurrebbe, allo stato attuale, in una violenza e in un abuso nei confronti delle famiglie. In Italia non è possibile per le famiglie ricorrere alle sole 4 vaccinazioni obbligatorie per legge, poiché non è reperibile sul mercato il vaccino antidifterico in forma singola. Il requisito della vaccinazione per la frequentazione di scuole e asili costringerebbe i genitori a somministrare ai figli il vaccino esavalente, senza alcuna possibilità di scelta e nonostante tale vaccinazione contenga due vaccini facoltativi che, secondo gli stessi giudici italiani, in nessun caso possono essere imposti alle famiglie». Per questi motivi l’associazione giudica il ddl «di fatto inapplicabile, circostanza che ha portato oggi il Codacons a scrivere alla Commissione Sanità chiedendo di bocciare la norma”.

Ieri, intanto, il fronte del no (ndr. Comitato per la libertà di scelta vaccinale) ha organizzato una manifestazione a favore della libertà di scelta in ambito vaccinale, in contemporanea nelle città di Firenze, Milano e Treviso, con interventi durante il percorso e al termine del corteo un flash mob.

Gabriella Lax/StudioCataldi.it

Insigne, l’agente: “Sarri ha costruito un gruppo importante, ADL convinto di Insigne”

Insigne, l’agente: “Sarri ha costruito un gruppo importante, ADL convinto di Insigne”

Franco della Monica, uno degli agenti di Lorenzo Insigne, ai microfoni di Radio Crc, ha dichiarato: “Ghoulam è un grande giocatore e più passano gli anni, più matura. A volte lascia qualcosa in fase difensiva e Strinic da questo punto di vista garantisce maggiore copertura, ma in definitiva Ghoulam è un giocatore importante e in futuro può fare anche meglio. Questo Napoli credo sia il gruppo più unito, Sarri ha costruito un’unione importante e lo si vede anche in campo.  Probabilmente domenica sarà una giornata decisiva per il secondo posto. Il Napoli può vincere a Torino anche se non sarà facile, invece mi sembra inverosimile che la Juve possa non fare risultato con la Roma. De Laurentiis è stato molto convinto di rinnovare il contratto di Insigne e confermare il 90% di questa squadra significherebbe già fare un passo in avanti”. 

Pistocchi: “A Napoli per divertirsi basta il San Paolo, il gioco degli azzurri da impazzire”

Pistocchi: “A Napoli per divertirsi basta il San Paolo, il gioco degli azzurri da impazzire”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Pistocchi, opinionista Mediaset, il quale ha dichiarato: “La gente, a Napoli, ha capito che per divertirsi non c’è bisogno di andare al Circo Medrano, basta il San Paolo. Il gioco dei partenopei mi fa impazzire, ha il miglior attacco ma deve migliorare in difesa: il 75% dei suoi gol subiti per me sono figli di errori individuali, di posizionamento e di gestione della palla. Serve un miglioramento individuale dal punto di vista dei difensori”. 

Castelvolturno, il Napoli: “Domani la ripresa degli allenamenti in vista di Torino”

Castelvolturno, il Napoli: “Domani la ripresa degli allenamenti in vista di Torino”

Dopo il successo sul Cagliari, il Napoli riprenderà domani gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro il Torino per la 36esima giornata di Serie A, in programma domenica allo Stadio Olimpico.

Fonte: SSC NAPOLI

Paolo Del Genio: “Distanza con la Juve ridotta, gli ultimi 20 risultati la dimostrazione”

Paolo Del Genio: “Distanza con la Juve ridotta, gli ultimi 20 risultati la dimostrazione”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Paolo Del Genio, noto giornalista nel napoletano, il quale ha dichiarato:  “La distanza con la Juventus si è molto ridotta, non lo dico io ma i risultati delle ultime 20 giornate. Il 4-2-3-1 sarebbe spettacolare, ma sinceramente mi sembra quasi impossibile fare meglio di quello che si sta facendo ora, quindi il 4-3-3 non lo toccherei”.

Castellammare – giovedì 11 maggio interruzione di energia elettrica. Ecco le zone interessate

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Castellammare – giovedì 11 maggio interruzione di energia elettrica dalle 12 alle 16

E – distribuzione ha comunicato che a Castellammare di Stabia giovedì 11 maggio alcuni lavori di manutenzione renderanno necessaria l’interruzione di energia elettrica. I lavori e la conseguente non erogazione di elettricità dureranno dalle 12 alle 16.

Le zone della città stabiese interessate sono le seguenti: Via Marconi 44, da 48 a 56, da 60 a 62, da 39 a 41; Via Carducci da 2 a 4, da 10 a 12, 1; Via Virgilio da 9 a 13; Traversa mercato agricolo 2; Via Cosenza 23C; Viale Dante 3.

Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio:” La cosa più importante era passare il turno”

 

Di Simone Vicidomini

La Nuova Ischia pareggia in casa con l’Afro Napoli e accede al turno successivo dei play-off validi per l’Eccellenza,dove domenica affronterà il Monte di Procida in trasferta.  I gialloblu conquistano così la finale grazie a un gol del giovanissimo classe 2000′ Filosa,non che migliore in campo. Al termine della gara è arrivato in sala stampa il tecnico Isidoro Di Meglio commentando così la qualificazione al turno successivo.”La cosa più importante era il passaggio del turno e ci siamo riusciti con sofferenza e abnegazione. Se questo è quello che serve per arrivare oltre,siamo pronti”. Dalla prossima partita però la Nuova Ischia non avrà più il vantaggio di giocare le gare in casa e avrà a disposizione un solo risultato utile a disposizione,la vittoria per arrivare in Eccellenza. “Dobbiamo vincere perchè c’è lo impone il regolamento. Ci prepareremo ad una partita da vincere a tutti i costi”. Il migliore in campo è stato sicuramente Giovanni Filosa. Il classe 2000 non solo ha segnato il gol del pari ma si è reso spesso protagonista di giocate personali dimostrando grandi qualità nonostante la sua giovane età in questo campionato. “Su Filosa io non devo scoprire nulla-commenta Isidoro- quando ho avuto la possibilità l’ho buttato dentro e queste sono le risposte più belle che il ragazzo può dare. In queste partite quello che va sottolineata è la prestazione generale. Tutti hanno lottato per la stessa causa fino allo stremo delle forze. Va fotto loro un complimento per la partita di oggi e da domani (oggi) ripartiamo per andare a vincere a Monte di Procida. Per noi è iniziato un campionato nuovo. Di quello che è stato prima mi assumo ogni responsabilità:la colpa è mia,mentre nessuna colpa va data ai ragazzi,che hanno fatto il massimo. Oggi abbiamo raggiunto un primo obiettivo e da martedì cercheremo di preparare nel migliore dei modi la trasferta di Monte Di Procida”. In conclusione al tecnico isolano viene chiesto di commentare la sua espulsione e quella di Chiariello. “Per quanto riguarda la mia espulsione,c’era un giocatore dell’Afro Napoli che invece di riscaldarsi andava a togliere di mano la palla a tutti i raccattapalle. Io ho fatto notare queste cosa all’arbitro,ma lui ha ritenuto di buttarmi fuori. Per quanto riguarda Chiariello non ho visto perchè ero in tribuna dall’altra parte. Lui mi ha detto che gli hanno messo le mani al collo e l’arbitro, per non scontentare nessuno,ha scontentato solo noi. Non ho più voglia di pensare a quello che è successo oggi,perchè dal fischio finale che c’è stato della partita,penso già alla prossimo partita”. 

 

UFFICIALE – Cambia la data e l’ orario del match tra Napoli e Fiorentina: i dettagli

Cambia la data e l’ orario della gara che al San Paolo vedrà opposte Napoli e Fiorentina per la 37esima giornata di Serie A. Il match, che era in programma domenica 21 maggio,  è stato anticipato. Si giocherà sabato 20 maggio alle 20:45, la Roma scenderà in campo alle 18:00 contro il Chievo. Lo riporta il sito ufficiale della Lega Calcio.