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Futuro Pepe Reina: tanti dubbi sul rinnovo, c’è il Newcastle di Rafa Benitez

Futuro Pepe Reina: tanti dubbi sul rinnovo, c’è il Newcastle di Rafa Benitez

Il futuro di Pepe Reina è in bilico: dopo le parole del patron che male sono state interpretate dal portiere azzurro, la situazione tra le parti sembra essersi inclinata. Secondo quanto riporta il Mattino, a breve arriverà a Napoli Quilon, agente dello spagnolo, per parlare del futuro del suo assistito. Gli azzurri non sarebbero intenzionati a rinnovare il contratto a Reina. Anche il portiere starebbe valutando altre ipotesi: il Newcastle di Rafa Benitez lo aspetta.

La Nuova Legge Elettorale e l’illusione della stabilità alla tedesca

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Gian Enrico Rusconi, nell’editoriale pubblicato oggi su La Stampa, mette in guardia “dall’illusione della stabilità alla tedesca” spiegando che in realtà, il modello elettorale della Germania “è più complicato di quanto non si dica perché include la sfiducia costruttiva e la figura del Cancelliere”.

L’illusione della stabilità alla tedesca

E’ improprio se non addirittura truffaldino identificare come «modello tedesco» la semplice adozione di un sistema proporzionale con lo sbarramento al 5%. Si lascia intendere che in questo modo si ottiene l’agognata stabilità e solidità del sistema politico nel suo insieme. Saremmo come la Germania, appunto, a prescindere dalle critiche che da molti mesi vengono sistematicamente rivolte a Berlino.

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Il modello elettorale tedesco è più complicato di quanto non si dica. Ogni elettore dispone di due voti: uno per il collegio uninominale (quindi nominativo), l’altro per il partito. Questo secondo voto determina, su base proporzionale con la soglia del 5 per cento, il numero di seggi spettanti a ciascun partito. In seguito a complessi meccanismi di aggiustamento, i consensi delle liste rimaste escluse possono andare a vantaggio dei partiti più grandi, mentre il numero dei deputati diventa variabile. E’ difficile far capire questi meccanismi nel nostro dibattito pubblico fissato esclusivamente sullo sbarramento del 5%, con discussioni astratte sulla equità di questa soglia rispetto ad una del 4 o del 3%. Senza contare la complicazione del premio di maggioranza, del tutto assente in Germania.

Insomma abbiamo una soluzione all’italiana contrabbandata per soluzione alla tedesca. I veri punti di solidità del sistema tedesco sono altri, primo fra tutti la «sfiducia costruttiva». Il Parlamento, cioè, non può sfiduciare un esecutivo se non è immediatamente disponibile un altro esecutivo in grado di godere della nuova fiducia. Assolutamente rilevante poi è la posizione, il ruolo e le competenze del cancelliere, che non sono omologhe a quelle del nostro presidente del Consiglio. Il cancelliere tedesco infatti nomina e revoca, di fatto, i singoli ministri, soprattutto decide in piena autonomia le linee guida della politica del suo governo. Decisivo poi è il ruolo del Bundesrat, il Consiglio federale, costituito dai rappresentanti dei Länder che hanno competenze legislative determinanti in settori attinenti le singole aree regionali (un autentico «Senato delle regioni», quale si sarebbe potuto istituire anche nel nostro sistema e ben diverso da quello prefigurato nella abortita riforma costituzionale).

Da non dimenticare infine è il ruolo della Corte Costituzionale, garante attiva della democraticità costituzionale dei partiti, che ha portato nel passato all’esclusione dalla comunità politica del partito neo-nazista ( e originariamente anche del partito comunista). Oggi è sotto osservazione la formazione cosiddetta populista «Alternative für Deutschland», anche se non sono ancora emersi motivi per interventi limitativi della sua azione. Non approfondisco qui ulteriormente gli aspetti istituzionali/costituzionali. Mi preme invece sottolineare altri fattori a fronte agli argomenti e allo stile del nostro dibattito pubblico.

Il primo aspetto riguarda la Grande coalizione evocata da alcuni quale destino quasi obbligato del sistema tedesco. «Grande coalizione» è sinonimo di cooperazione sistematica tra i due grandi partiti storici democratico-cristiani (Cdu e Csu) e la socialdemocrazia (Spd). Con la memoria corta di oggi, si pensa ai due ultimi governi guidati dalla cancelliera Angela Merkel e già si specula sulla possibilità che se ne formi una analoga dopo le elezioni del settembre 2017. Ma le possibilità di coalizione sperimentate in passato e possibili in futuro sono anche altre.

Non è il caso di ripercorrere qui la storia della Bundesrepublick. Non dimentichiamo che la prima Grande coalizione fu quella guidata da Kurt Georg Kiesinger dal 1966 al 1969, sostituita poi da una diversa coalizione tra socialdemocratici e liberali, guidati da Willy Brandt fino al 1974. Ad essa sono seguite altre esperienze, compresa quella verde-socialdemocratica di Schroeder e Josckha Fischer del 1998-2005, cui avrebbero fatto seguito i cancellierati della Merkel.

In breve, se c’è una caratteristica del «sistema tedesco» è la realistica disponibilità a prevedere coalizioni di diversi colori – tutte basate sulla piena lealtà costituzionale e sul reciproco rispetto tra i partiti di governo e l’opposizione. Coalizioni basate sulla cultura del consenso democratico. Tutto il contrario del clima di reciproco sospetto e denigrazione che sembra caratterizzare da troppo tempo la politica italiana.

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lastampa/L’illusione della stabilità alla tedesca GIAN ENRICO RUSCONI

Cosa cambia con la nuova legge elettorale?

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Cosa cambia con la nuova legge elettorale?

Per esempio avremo due schede: una per i collegi uninominali e l’altra per il proporzionale.

Come voteremo?

Avremo due schede, una per i collegi uninominali l’altra per il proporzionale. Il governo si formerà in Parlamento

Con il sistema tedesco gli elettori avranno un «premier eletto»?  

No, anche se in Germania è stato così quasi sempre, in Italia il sistema tedesco, fortemente proporzionale, non garantisce in alcun modo che siano gli elettori a scegliere il governo e, anzi, dà quasi la certezza che l’esecutivo nascerà solo grazie ad accordi tra partiti dopo il voto. Le differenze principali sono due: il sistema dei partiti e il meccanismo della sfiducia costruttiva, che da noi non esiste.

In Germania nella maggior parte dei casi il leader del partito che ha vinto le elezioni è diventato capo del governo, ma solo grazie al fatto che da quelle parti il sistema politico è stato per lungo tempo polarizzato su due grandi partiti – la Cdu/Csu (sostanzialmente la Dc tedesca) e la Spd (il Partito socialista tedesco) – che grazie ad alleanze dopo il voto con i partiti minori (la Cdu con i liberali, la Spd con i Verdi o altri di sinistra) riuscivano a formare un governo. Solo tre volte, l’ultima nel 2013 (le altre due nel 1996 e nel 2005), è stato necessario dare vita ad una grande coalizione.

In Italia, però, il sistema politico è diviso in tre e con il proporzionale, stando ai sondaggi attuali, per formare un governo sarà probabilmente inevitabile un’alleanza tra partiti che sono stati radicalmente avversari alle elezioni: in base ai pesi attuali dei partiti, le soluzioni più verosimili sono un governo “di larghe intese” Pd-Fi-centristi, oppure uno “sovranista” M5s-Lega-Fdi.

Grazie alla sfiducia costruttiva, poi, in Germania si può far cadere un governo solo se esiste già una maggioranza a sostegno di un nuovo esecutivo. Per introdurre questo meccanismo servirebbe una riforma della Costituzione, che non è in agenda al momento.

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Come vengono distribuiti i seggi tra i partiti?  

Il sistema è proporzionale, ovvero: “tot voti, tot seggi”. Questo non significa che chiunque si presenti alle elezioni riesca ad entrare in Parlamento. In Germania c’è uno sbarramento del 5%, chi non raggiunge questa soglia non ottiene nessun seggio e i posti non attribuiti vengono redistribuiti tra chi supera il 5%. Per questo motivo la percentuale di seggi ottenuta da ciascun partito sul totale è sempre superiore alla percentuale di voti presi. Nel 2013 la coalizione di Angela Merkel, la Cdu/Csu, ottenne il 41,5% dei voti e il 49% dei seggi, comunque insufficienti per formare un governo. La Spd, invece, con il 29,4% dei voti ebbe il 30,5% dei seggi. Con questa soglia, in Italia, stando ai sondaggi attuali molti piccoli partiti rischierebbero di restare fuori.

I cittadini scelgono il proprio parlamentare?  

Solo in parte. Metà dei parlamentari sono eletti in collegi uninominali: ogni partito presenta un candidato in ogni collegio, se si vota il partito si vota automaticamente il candidato e viceversa e chi prende più voti viene eletto. L’altra metà dei parlamentari è eletta in liste bloccate, si può votare solo il partito e i candidati entrano in Parlamento nell’ordine in cui sono elencati, fino a coprire il numero di seggi spettanti a quel partito. La scheda è divisa in due parti, una per i collegi uninominali (con il nome del candidato e a fianco i simboli dei partiti che lo sostengono) e una per il proporzionale (con i simboli dei singoli partiti e l’elenco dei candidati “bloccati”), e l’elettore deve esprimere un voto per ogni parte.

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lastampa/Come voteremo? ALESSANDRO DI MATTEO

Legge elettorale contro i piccoli partiti: sbarramento al 5% e proporzionale

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Pd, Cinque Stelle e Forza Italia trovano un accordo per una legge elettorale sul modello tedesco che prevede uno sbarramento del 5%, il proporzionale e il voto anticipato a settembre. Lo scenario non piace al ministro degli Esteri Angelino Alfano che rappresenta Alternativa Popolare e in prospettiva rischia di restare fuori dal Parlamento.

Pd-M5S, intesa alla tedesca. Solo Alfano contro Renzi

I partiti minori estromessi, oggi i democratici all’incontro decisivo con Fi

ROMA – Direzione Berlino, ma tra Renzi e Alfano volano gli stracci. L’avvio degli incontri tra il Pd e le altre forze politiche segna una ulteriore accelerazione sulla legge elettorale. Ieri i democratici hanno visto alla Camera M5S e Mdp, mentre Renzi ha incontrato di persona al Nazareno la delegazione di Sinistra italiana guidata da Nicola Fratoianni e poi quella di Ncd-Ap con Angelino Alfano. Oggi tocca a Forza Italia, Lega e Fdi.

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Notevoli i passi avanti sul sistema tedesco, con il M5S che ha ribadito il Sì dopo la votazione sul blog, il via libera di Sinistra italiana, anche sullo sbarramento al 5%, e la non belligeranza dei bersaniani, che tuttavia hanno chiesto un nuovo incontro con gli ex compagni di partito dopo la direzione Pd, fissata oggi alle 18. «Aspettiamo una proposta formale sul tedesco», spiega Alfredo D’Attorre. «I dettagli sono fondamentali». Renzi nella sua E-news serale ne fissa due, di dettagli: lo sbarramento al 5%, come in Germania, «per limitare il numero dei partitini». «E i nomi sulla scheda: voglio sapere chi voto». Il leader Pd spiega che la soluzione trovata «non è la mia preferita» e anzi è sponsorizzata dalle forze del No al referendum del 4 dicembre. «Ma il Pd non ha i numeri da solo».

No da Giuliano Pisapia, che si dice «negativamente colpito dalla convergenza di tanti su un sistema proporzionale che condurrà alle larghe intese».

Gelo tra Pd e Ncd. L’incontro tra Renzi e Alfano, prima annullato e poi confermato a sorpresa, ha confermato le distanze tra i due alleati. I nodi principali di scontro sono la soglia al 5% e il voto anticipato all’autunno. «Renzi ci ha ribadito che la soglia resta al 5, così 1.250.000 cittadini che votano per noi non avrebbero il diritto di cittadinanza in Parlamento», rivela Lupi. E il ministro degli Esteri rincara: «Le posizioni restano molto distanti. Da noi nessuna minaccia, ma sarebbe stato naturale per il Pd cercare prima un accordo con il suo alleato di governo e poi con le opposizioni». Ncd deciderà il da farsi alla direzione di dopodomani.

Oggi gli incontri tra il Pd e Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Poi la direzione dem, che darà l’ok ufficiale all’intesa sul sistema di voto di Berlino. L’obiettivo resta l’approdo in Aula alla Camera il 5 giugno. Ma potrebbe essere solo una toccata e fuga, con rinvio al 12 giugno, dopo le amministrative.

Sfumato l’incontro tra Renzi Berlusconi, a vedersi oggi saranno solo le delegazioni per discutere i dettagli di un’intesa che ieri è stata ribadita dai due leader al telefono. L’ex Cavaliere avrebbe insistito per un faccia a faccia, magari a palazzo Grazioli, ma il leader Pd ha declinato. In questa fase, spiegano fonti dem, «è fondamentale trovare un accordo largo tra le principali forze politiche». E non dare l’idea di un «asse privilegiato con Berlusconi».

Domani pomeriggio parte in commissione alla Camera l’esame degli oltre 400 emendamenti presentati per modificare il “Rosatellum”, testo base voluto dal Pd. Ce ne sarà anche uno del relatore dem Emanuele Fiano, con l’obiettivo di germanizzare il vecchio testo. Solo Ncd minaccia di mettersi di traverso.

Al Nazareno si ragiona sull’ok definitivo del Senato entro metà luglio. La finestra per il voto anticipato, secondo i dem, potrebbe oscillare tra il 24 settembre e l’8 di ottobre.

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lastampa/Pd-M5S, intesa alla tedesca. Solo Alfano contro Renzi ANDREA CARUGATI

Spalletti: “Il Napoli gioca un calcio paradisiaco, ma non parli dei nostri rigori”

Spalletti: “Il Napoli gioca un calcio paradisiaco, ma non parli dei nostri rigori”

(ANSA) – ROMA, 29 MAG – “Totti? Gli devono far fare il vicepresidente della Roma, è quello che lui vuole. I fischi di ieri? Mi hanno fatto pagare il conto”. Così Luciano Spalletti, in una intervista che andrà in onda integralmente in serata (alle ore 21) nel corso della trasmissione di Sportitalia ‘La Partita Perfetta’. Il tecnico della Roma annuncerà il suo futuro domani in una conferenza stampa: “Dirò cose molto importanti, la prima di tutte è che la Roma è in Champions. Di Francesco? Ne parlerò domani…” aggiunge l’allenatore toscano, rifilando una stoccata al collega Sarri: “Il suo Napoli gioca un calcio da paradiso, ma non parli dei nostri rigori”.

 

FOTO- Jorginho: “Questa immagina rappresenta il momento di felicità che sto vivendo ora”

FOTO- Jorginho: “Questa immagina rappresenta il momento di felicità che sto vivendo ora”

Dopo Diawara, anche Jorginho ha voluto condividere la sua felicità per questo finale di stagione, un po’ amaro a causa del mancato accesso alla Champions diretta, ma comunque sereno, per la consapevolezza di aver dato il massimo. Il centrocampista, attraverso Instagram, scrive: “Credo che questa immagine rappresenti bene il momento di felicità che sto vivendo ora. #momentosespeciais”.

 

Pasquale Tina: “Domani ADL a Roma, meeting con Sarri per discutere sul contratto del tecnico”

Pasquale Tina: “Domani ADL a Roma, meeting con Sarri per discutere sul contratto del tecnico”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto Pasquale Tina, giornalista di Repubblica, il quale ha dichiarato: “Anche De Laurentiis sarà presente domani a Roma per la premiazione di Sarri. I due potrebbero poi incontrarsi per affrontare vari temi a partire dalla situazione contrattuale del tecnico. L’attuale contratto di Sarri scade nel 2020, anche se dall’anno prossimo entrerà in vigore una clausola da 8 milioni che permetterebbe al tecnico di liberarsi. Il presidente potrebbe decidere di togliere questa clausola dal contratto a patto di riconoscere a Sarri uno stipendio più alto. Sarebbe utile iniziare una nuova stagione con un tecnico che non andrà poi a scadenza, o quasi. Si parlerà anche di mercato. Sono vari i nomi sulla lista. La priorità è il portiere anche se tutto dipenderà dal futuro di Reina. In lizza ci sono sempre i soliti con Szczesny e Skorupski in testa. C’è anche Berenguer che il Napoli ritiene di poter utilizzare anche come terzino. Poi si parlerà anche di amichevoli con il Napoli che pianificherà l’avvicinamento ai preliminari di Champions League ad agosto”.

Diawara: “Stagione esaltante frutto del lavoro di un gruppo magnifico”

Diawara: “Stagione esaltante frutto del lavoro di un gruppo magnifico”

Attraverso il suo profilo instagram, Diawara, centrocampista azzurro, scrive:  “Termina una stagione esaltante frutto del lavoro di un magnifico gruppo. Un grazie particolare ai nostri tifosi, sempre pronti a supportarci. Buone vacanze a tutti”. 

Segmenti di Senso, oggi la presentazione del libro di Leo Annunziata (VIDEO)

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La Mandadori di Castellammare di Stabia ha ospitato nel pomeriggio la presentazione del libro di Leo Annunziata: Segmenti di Senso. Un testo introspettivo che medita sul senso della vita, i suoi continui mutamenti e ricco di riflessioni filosofiche.

A coordinare l’evento il professore Pierluigi Fiorenza, presente anche il Sindaco Pannullo il quale si è detto orgoglio di accogliere l’autore, anche lui sindaco ma di Poggiomarino. “L’amico Leo ha un taglio completamente diverso da quello che caratterizza i politici ‘normali’, ha un target culturale che si eleva dall’ordinario” riferisce il primo cittadino stabiese e aggiunge di essere soddisfatto del lavoro svolto dalla Mondadori di Castellammare perché, negli ultimi tempi, ha svolto un percorso letterario che ha visto una presenza notevole dei cittadini, a dimostrazione di un forte fervore culturale.

Leo Annunziata, laureato in filosofia, nel suo taccuino di pensieri si sofferma su diversi argomenti, dall’amore alla sofferenza, sul senso del bello al fluire del tempo. Un libro che invita alla riflessione come ha spiegato lo scrittore ai nostri microfoni.

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Sky – Non solo Berenguer, il Napoli pensa anche a Verdi del Bologna

L’interesse per Simone Verdi, come principale alternativa ad uno degli elementi del tridente offensivo di Sarri, e non solo. Il Napoli continua a guardare ad Alejandro Berenguer, giovane esterno classe ’95 dell’Osasuna, come talento sul quale puntare per il presente ed il futuro: trattativa in stato avanzato per il calciatore, sul quale resta presente una clausola da 9 milioni di euro (alzata a 10 dal 1° luglio) che la società del presidente De Laurentiis sta cercando di abbassare, tentando di chiudere l’affare attorno ai 7 milioni di euro bonus compresi.

L’unico motivo che sta portando il club azzurro a temporeggiare, tuttavia, è (paradossalmente) la giovane età del giocatore, non ancora B Under: un discorso legato anche alla situazione di Marko Rog, dalla prossima stagione non più contraddistinto dallo status di Under, per cui bisognerà incastrare Berenguer con altre, nuove operazioni. Di fronte ad un Napoli che, oltre a Verdi, guarda fortemente a Berenguer per rinforzare il reparto d’attacco a disposizione di Sarri. Lo riferisce Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di calciomercato, tramite il proprio sito ufficiale.

 

Da gianlucadimarzio.com

“Il Pungiglione Stabiese 2.0”: con la Reggiana si riapre la ferita di Bassano

Ritorna in onda ” Il Pungiglione Stabiese “

Domani sera (martedì 30 maggio 2017) alle 19:30 andrà in onda la sesta puntata de “Il Pungiglione Stabiese 2.0” in diretta facebook, sul profilo facebook di Mario Vollono e sulle pagine Vivicentro.it e Magazine Pragma Sport – Notizie 24h e sul canale Youtube ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/ViViCentroNETWORK).

Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. 

Vi ringraziamo per la stima e l’affetto che ci avete mostrato anche nella seconda puntata con oltre 5000 persone collegate.

In studio ci saranno Gianluca Apicella che aiuterà nella conduzione del programma.

Come ospite in studio ci saranno il Presidente del settore giovanile Andrea De Lucia e il Direttore Alberico Turi.

Avremo in collegamento telefonico il Presidente Francesco Manniello con il quale commenteremo l’eliminazione dai play off delle vespe.

Poi ci collegheremo telefonicamente con Mister Marco Savini (attuale allenatore della Primavera della Salernitana ed ex allenatore della Juve Stabia) e l’ex Presidente Gianni Improta che all’epoca della partita con il Bassano hanno vissuto la decisione assurda dell’arbitro Serra di Torino.

La parte finale come sempre sarà dedicata al settore giovanile della Juve Stabia.

Potete fare le vostre domande tramite i commenti alla diretta facebook, oppure utilizzando i messaggi whatsapp al 3389405888.

ALLEGATA LA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’ULTIMA PUNTATA (5 puntata)

Vi aspettiamo in tanti anche oggi…. “Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie ed ora rinnovata nella grafica.

Fiorino in Fiamme sulla A14 all’altezza di Marotta Mondolfo, direzione Fano

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Incidente attorno alle ore 15.15 di lunedì 29 giugno sull’autostrada A14, ed ancora una volta ci troviamo  all’altezza di Marotta di Mondolfo e Senigallia dove, non tanto tempo fa, – era il 2 maggio -, ci fu un grave incidente derivante dal tamponamento tra  due autocarri che necessitò dell’intervento delle squadre VVF di Senigallia e Fano che, solo con l’uso di pistoni, divaricatore e cesoie idrauliche, riuscirono a liberare dalle lamiere e consegnare ai sanitari il guidatore del mezzo più piccolo che, tamponando l’altro, si era incastrato sotto il più grande.

Questa volta l’incidente è avvenuto senza scontro e, come già segnalato, ad andare in fuoco (da solo) è stato un Fiorino, con a bordo una coppia, che viaggiava in direzione Nord, verso Fano, ad un 10 Kilometri da questa.

Il conducente e la compagna sono comunque riusciti ad uscire dal mezzo e a porsi in salvo senza necessità di aiuto.

AGGIORNAMENTO:

Sul posto Pompieri e Polizia Stradale.

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Hamsik: “A Napoli il calcio è come una religione. Aver giocato qui per dieci anni è un onore, mi sento parte di una famiglia”

Una lettera d’amore da brividi quella di Marek Hamsik per il portale The Player’s Tribune:

“A Napoli, non abbiamo un solo allenatore. Ne abbiamo tre milioni. Ogni uomo, donna e bambino sa cos’è meglio per il Napoli. Ogni bimbo di quattro anni sa come potremmo segnare più gol. Ogni donna novantenne che si occupa del suo orticello ti sa dire come e perché’ dobbiamo cambiare la formazione in campo. Quel sentimento, quella passione, è nel loro sangue. A Napoli, il calcio è come una religione e lo Stadio San Paolo è la sua chiesa. Il Napoli è l’unica società calcistica della zona e i napoletani se ne sentono parte – perché’ lo sono.

Il calcio è ciò a cui pensano quando si svegliano, quello di cui parlano tutto il giorno, è quello che sognano di notte. Spesso si ha l’impressione che il calcio sia l’unica cosa che conta. Io ci sono abituato. Il calcio è la mia vita da ventinove anni. Perciò, quelle sensazioni che scorrono nelle vene dei napoletani, beh, scorrono anche nel mio sangue. Le ho da quando in Slovacchia a sette anni ho guardato due brasiliani correre come dei matti in California.

Nel 1994 i mondiali si giocarono negli Stati Uniti e a Banská Bystrica, la città in cui vivevo le partite erano trasmesse alle undici di sera. I miei genitori troppo stanchi dopo una giornata di lavoro mi lasciavano solo davanti al televisore in salotto. La televisione slovacca trasmetteva tante partite del Brasile. Quella squadra era velocissima. Non avevo mai visto niente di simile.

Il Brasile aveva due attaccanti, Romario e Bebeto. Io ero incantato da loro. Dal loro palleggiare, dai loro passaggi di palla, dalla loro velocità – ho visto tutte le loro partite. Il calcio che giocavano i brasiliani era diverso da quello che avevo visto giocare in Slovacchia o dalle squadre europee che passava la televisione. Era a flusso libero ed era creativo.
Giocavo da tre anni allora e i miei genitori mi avevano comprato scarpe da calcio prima ancora che cominciassi a giocare. Quando cominciai a giocare l’allenatore mi mise a centrocampo. Mi disse che voleva che attaccassi spesso. Da allora non ho mai cambiato posizione. Ho amato il ruolo del numero 10 da subito. Mi permetteva di essere creative e potevo vedere l’intero campo.

Quando guardavo le partite in televisione osservavo sempre i giocatori che giocavano la mia posizione. Ho visto Zinadine Zidane e Pavel Nedved. Erano veloci, ma non troppo, proprio come me. Erano grandi passatori e sapevano impostare il gioco. Io volevo essere come loro e con ogni squadra con cui ho giocato, ho voluto mantenere la posizione da centrocampista.

A quindici anni mi sono trasferito a Bratislava, la capitale della Slovacchia per giocare nello Slovan Bratislava. Era un club più grande e il livello agonistico della squadra era molto più alto. Non mi sono fermato a Bratislava a lungo. Due anni dopo mi sono spostato di 800 kilometri, a una nuova squadra, un nuovo paese, un nuovo stile di vita: in Italia.

Ero lontano da casa ma vicino al mio obiettivo: essere un calciatore professionista.

Brescia è una piccola citta nel nord dell’Italia. Abituarmi alla vita lì non mi è stato difficile – mi sono subito sentito a mio agio. Le persone erano cordiali e accoglienti ed io mi sentivo di casa. Ho cominciato scuola e per i primi mesi ho avuto difficoltà perché’ non parlavo italiano, ma i compagni di scuole mi volevano bene e mi hanno fatto sentire uno di loro; mi hanno invitato spesso a cena a casa loro e mi hanno fatto conoscere la citta spiegandomi come meglio potevano i cibi che mangiavamo e i posti che vedevamo.

Col tempo lo stile di vita italiano è diventato il mio stile di vita. E in campo il mio stile di gioco ha avuto un’evoluzione. Ho cominciato a giocare per la prima squadra e il livello di gioco era il migliore che abbia conosciuto.

Tre anni dopo ero di nuovo in marcia. Questa volta il cambiamento non era drammatico, almeno all’inizio perché’ sono rimasto in Italia. Il Brescia mi aveva venduto al Napoli nel 2007.
Il mio primo giorno a Napoli cominciò insieme ad Ezequiel Lavezzi. I funzionari della squadra ci portarono a vedere lo stadio e ci presentarono alla stampa. Dalle prime ore avevo capito che lo Stadio San Paolo era diverso da qualsiasi altro posto del mio passato e futuro.

Vidi le foto dei grandi giocatori del Napoli sui muri dello stadio. Leggende come Maradona, Ferrara e Bruscolotti. Vidi i trofei della serie A e delle Coppe Italia – era evidente che Napoli era una città speciale e il Napoli una organizzazione speciale.

Quando cominciai la ricerca della prima casa in città mi sono accorto che tutte le persone che incontravo conoscevano il mio nome e la mia storia. Ero incredulo. L’affetto che avevo sentito a Brescia era poca cosa in confronto alla passione dei tifosi napoletani. A Brescia ero un ragazzo giovane che nessuno conosceva, mentre a Napoli non potevo fermarmi a prendere un caffè senza incontrare tifosi.

Ho visto Zinadine Zidane e Pavel Nedved. Erano veloci, ma non troppo, proprio come me.

Tifoso napoletano è ridondante. Se sei di Napoli sei un tifoso napoletano.

Quando abbiamo vinto la Coppa Italia nel 2012, ho capito che cosa era veramente Napoli. La città non aveva vinto un trofeo da venticinque anni e dopo la nostra vittoria a Roma ho visto una nuova Napoli. Sembrava una città impazzita. Credo di poterla descrivere come una follia bellissima, la migliore delle pazzie. Al nostro ritorno da Roma c’erano folle che si riversavano sulle strade dagli appartamenti, bandiere sventolanti da tutte le finestre: era magico. Quando vinci a Napoli, è la vittoria più bella del mondo perché’ non sono solo i giocatori a vincere, ma è la città e la sua gente che vince. E’ questo che la rende speciale.

Da allora, le partite della Champions League e dell’Europa League mi hanno svelato un altro lato di Napoli. Le squadre dal resto del continente che vengono a giocare qui sono sorprese dalla passione dei tifosi, dall’assordante volume del tifo. Non avremo lo stadio più grande d’Europa – o dell’Italia, ma i nostri sostenitori lo fanno sembrare enorme.

Per me l’eco dell’inno della Champions League allo Stadio San Paolo è la melodia della perfezione.Napoli e l’Italia mi hanno dato tutto quello di cui ho bisogno.

Il calcio è importante per me e aver giocato per il Napoli per dieci anni è stato l’onore più grande della mia vita ma la ragione per cui sono rimasto a Napoli va oltre il calcio. A Napoli mi sento parte di una comunità, di una famiglia che ha un posto speciale nel mio cuore. Nella vita ho bisogno non solo di uno stipendio e di trofei, ho anche bisogno di sentire profondamente nella mia anima. Napoli mi ha dato questo ed io le sarò grato in eterno. Grazie”.

 

Da theplayerstribune.com

Giaccherini, l’agente: “A Napoli sta benissimo, resterà qui. Zerbin? Ipotesi prestito”

Furio Valcareggi, agente di Emanuele Giaccherini e Alessio Zerbin, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:

“Per quanto riguarda Emanuele, credo che dopo le parole di De Laurentiis a Villa d’Angelo sia incedibile. Il presidente lo ha riempito di complimenti, il ragazzo ha dimostrato di poter stare in questa squadra. Resta a Napoli a meno che non arrivino richieste da club importanti.
Zerbin? La Primavera non è utile per lui in questo momento. Stiamo valutando l’opzione di mandarlo in prestito, magari un club di B o Lega Pro. Con Giuntoli c’è piena sintonia, al momento non abbiamo ricevuto richieste”.

Kiss Kiss – Futuro Reina, previsto un incontro in settimana tra la società e l’agente del portiere

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol‘, è intervenuto il direttore Valter De Maggio rilasciando alcune dichiarazioni:

“Si fanno tanti nomi in casa Napoli. Si parla di Szczesny o Schick, anche se quest’ultimo mi risulta sia già della Juve. De Laurentiis, Chiavelli e Giuntoli hanno intenzione di confermare tutti. Le attenzioni del ds questa settimana saranno per il rinnovo di Ghoulam e Strinic. La società vuole blindare entrambi gli esterni sinistri.
Reina? Ha ancora un anno di contratto, di sicuro vuole completare il suo percorso in azzurro. Tra mercoledì e giovedì è previsto un vertice a Roma tra De Laurentiis, Giuntoli e l’agente dello spagnolo Quilon”.

Rai – Il Napoli prende tempo per Berenguer: domani summit tra Giuntoli e De Laurentiis

Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Berenguer? Poche ore fa Giuntoli ha chiamato l’intermediario italiano chiedendogli di pazientare fino a giovedì. Martedì e mercoledì infatti il ds avrà un incontro con De Laurentiis perché dovranno fare alcune valutazioni sul mercato. Bisognerà vedere se sarà possibile tesserare un ’95 per le questioni di lista. Da quest’anno i ’96 sono iscrivibili in maniera illimitata mentre i ’95 sono legati ad alcuni vincoli.
Il Napoli spera di prendere giocatore senza pagare la clausola di 10 milioni. Si parte da una base di 6 milioni più bonus legati alla qualificazione alla Champions e al piazzamento finale in campionato. Non si esclude una possibile percentuale su una futura vendita. Al ragazzo andrebbe un milione a stagione per i prossimi 5 anni”.

Juve Stabia, chi va e chi resta?

La stagione sportiva della Juve Stabia è terminata da pochi giorni con l’eliminazione dai play off per mano della Reggiana di mister Menichini.

Tanti i dubbi sul futuro delle vespe, con il patron Manniello che non si è ancora pronunciato sul suo futuro a capo del sodalizio stabiese o su una sua eventuale partenza.

La situazione è ferma e le basi per la prossima stagione non sono ancora state gettate.

È ancora tanta l’amarezza per il finale di stagione, con l’ennesimo torto arbitrale subito. In attesa di news sul fronte societario, è possibile fare chiarezza sulle situazioni contrattuali dei giocatori che hanno vestito la maglia stabiese in questa stagione.

Ovviamente il seguente discorso ha valore prettamente contrattuale e non tiene conto di eventuali scelte di mercato che potrebbero portare via i giocatori sotto contratto.

I portieri Russo e Bacci sono ancora sotto contratto con le vespe e dovrebbero esserci nella Juve Stabia del futuro. Stesso discorso per Cancellotti, Liviero, Morero e Atanasov.

In bilico le posizioni di Santacroce, Allievi e Giron, anche loro sotto contratto.

Tornerà all’Udinese, invece, Agostino Camigliano.

A centrocampo, sono sotto contratto il capitano Capodaglio, Mastalli, Salvi, Izzillo, Esposito e Matute.

Tornerà all’Ascoli Manuel Manari, utilizzato pochissimo.

Ripa è in scadenza e la sua situazione è da monitorare.

Paponi, Cutolo, Lisi, Marotta e Rosafio sono ancora legati alle vespe.

Kanoute tornerà al Benevento, mentre torneranno dai rispettivi prestiti Sandomenico e Zibert.

Tante incognite, ma la base per la Juve Stabia del futuro c’è e si può ripartire da coloro che hanno fatto bene in questa stagione, fermo restando che alcuni tasselli hanno richieste da categorie superiori…

Salvatore Sorrentino

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De Maggio: “Reina ha un contratto, vuole completare il percorso. In settimana l’incontro”

De Maggio: “Reina ha un contratto, vuole completare il percorso. In settimana l’incontro”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il giornalista, e direttore dell’emittente, Valter De Maggio, il quale ha dichiarato: “Reina ha un contratto, ci sia augura che ci sia grande armonia, anche lui vuole completare il percorso. In settimana, tra mercoledì e giovedì, vertice De Laurentiis, Giuntoli e Quillon, quest’ultimo procuratore di Pepe Reina”.

”Sogno proibito” (Lo Piano – Saintred)

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A distanza di 9 mesi dal sisma che nel Centro Italia ha causato la morte di 299 persone, il crollo di centinaia di edifici, la distruzione di numerose aziende agricole, sembra un sogno proibito che da parte dello Stato si possa iniziare e ultimare una seria e veloce ricostruzione.

Dopo le omelie, le promesse, i solenni giuramenti, una volta spente le luci della ribalta, tutto e’ tornato nel dimenticatoio, nell’oblio. I politici del Governo renziano che le avevano pronunciate con tanta enfasi, e ululate ai 4 venti, a distanza di mesi le loro false promesse sono diventate stantie come acqua marcia.

E’ un copione visto e rivisto tante volte, come spesso e’ accaduto per altre calamita’ naturali, ci vorranno anni forse decenni perche’ si possa tornare alla normalita’, basti ricordare i terremotati dell’Irpinia ancora aspettano…..

Torniamo al presente con il pensiero rivolto al passato : Dopo 9 mesi solo il 5% delle “casette” sono state consegnate agli aventi diritto, manca ancora un 95%, che con le promesse da marinaio, dovrebbero essere ultimate in tempi brevi.

Una sola domanda vostro “onore”, dove sono finiti i soldi stanziati per la ricostruzione?, quelli mandati dall’UE?, quelli racimolati nella sottoscrizione pro terremoto? Aver costruito uno sparuto numero di casette, non puo’ aver prosciugato le finanze dello Stato, i conti non tornano.

Triste realta’ : tra le macerie si odono ancora campane che suonano a morto, fanno da cornice alle belle parole dei politici che si dovevano “prendere cura” di un territorio interamente devastato dal sisma.

Lo Piano – Saintred

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Festival di Cannes: la Palma d’oro va a The Square – VIDEO (Debora VELLA)

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And the winner is… The square.

La Palma d’oro è infatti andata al provocatorio The square, opera del regista svedese Ruben Östlund: un ritratto della società contemporanea delineato attraverso il personaggio del curatore di un museo di arte moderna. Mentre lui sta preparando una mostra che vorrebbe essere un invito all’altruismo alla solidarietà, una serie di eventi surreali e imprevisti come il furto del suo cellulare, un gravissimo errore di comunicazione dei suoi collaboratori lo affonda in una crisi esistenziale. Il regista ha vinto due anni fa la sezione Un certain regard con il controverso Forza maggiore.

IL GRAN PREMIO DELLA GIURIA

Il gran premo della giuria è andato a 120 battements par minute (120 battiti al minuto) del francese di origine  marocchina Robin Campillo, che crea un film molto personale negli ambienti dell’attivismo gay contro l’Aids della Francia anni Novanta. Il regista, che ha messo nella storia di questi ragazzi la sua esperienza di militante del gruppo Act-Up, racconta il percorso del gruppo tra azioni dimostrative, difficoltà di convivenza fra spiriti diversi, storie d’amore e il dramma che la malattia non risparmia.

MIGLIOR ATTORE

Il premio per il miglior attore è andato a Joaquin Phoenix, già miglior attore alla Mostra di Venezia per The Master di Paul Thomas Anderson. Nel film della regista Lynne Ramsay You were never really here è un traumatizzato ex agente dell’FBI che ora si adopera a recuperare ragazze scappate di casa. Ma l’ultimo caso lo trascina in un giro di traffico sessuale di minorenni dove dovrà fare di tutto per salvare Nina, figlia adolescente di un politico più preoccupato per la sua campagna elettorale che per le sue sorti. Con evidente emozione e imbarazzo, Joaquin ritira il premio sul palco di Cannes… scusandosi delle scarpe da ginnastica sotto l’abito scuro.

MIGLIOR ATTRICE

Il premio per la miglior interpretazione femminile è andato a Diane Kruger, che dopo 15 anni di carriera ha  finalmente girato nella sua lingua madre conquistando così la giuria di Pedro Almodovar con il ruolo di una madre distrutta dal dolore e in cerca di vendetta per la morte del marito e del figlio, vittime una bomba neonazista nel film di Fatih Akin Aus dem nichts. “Grazie moltissime alla giuria e al festival per questo premio, sono sommersa dalle emozioni” – le sue parole dopo l’annuncio – e poi rivolgendosi a Fatih Akin “Fath, fratello, grazie di aver creduto in me e di aver pensato che io potessi avere la forza per questo ruolo, non lo dimenticherò mai. Non posso accettare questo premio senza pensare a chi è stato colpito da atti di terrorismo e lo dedico a chi riesce a trovare la forza di andare avanti”.

MIGLIOR REGIA

Il premio per la miglior regia è andato a Sofia Coppola (ed è la prima volta che viene attribuito a una regista donna) per il film L’inganno con Nicole Kidman, remake del film di Don Siegel del ’71, che nelle mani della regista americana si trasforma in un “revenge movie” femminista con un cast di sole donne(Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning) ad eccezione di Colin Farrell.

La giuria ha inoltre deciso di attribuire un premio speciale a Nicole Kidman per l’insieme della sua opera, d’altronde l’attrice era al festival con tre film e una serie tv. Kidman non era presente per cui il premio è stato accettato da Will Smith che prima ha tentato un’imitazione dell’attrice in falsetto e poi ha lanciato un video in cui Kidman da Nashville ha parlato dell’esperienza di Cannes “come un sogno”. “Mi spiace non essere lì con voi ma sono con la mia famiglia”. “Bonsoir, je t’aime e a presto” sono stati il suo saluto alla platea.

PREMIO DELLA GIURIA

Il premio della giuria è andato a Loveless) del regista russo Andrey Zvyagintsev (già Leone d’oro a Venezia con Il ritorno), film che racconta la storia tragica di un dodicenne nel pieno del divorzio dei suoi genitori, testimone di litigi violenti. Un ritratto familiare che è anche il ritratto di un paese – la Russia – in profonda crisi politica e sociale, mentre la terribile guerra in Cecenia fa capolino dai telegiornali.

PREMIO ALLA SCENEGGIATURA

Il premio alla sceneggiatura è stato attribuito ex aequo al greco Yorgos Lanthimos e all’americana Lynne Ramsay per You were never really here . Il regista greco Yorgos Lanthimos con The Killing of a Sacred Deer presenta un racconto di sottile violenza psicologica con Colin Farrell, chirurgo cardiaco con una buona carriera, una bella casa elegante, una moglie medico a capo di una clinica oculistica e due ragazzini. Nella sua vita però piano piano si insinua una presenza, Martin un sedicenne il cui padre è morto sul tavolo operatorio di Steven, fra loro si instaura una relazione ambigua. Martin sta mettendo in pratica un’assurda e razionalmente inspiegabile vendetta.

LA CAMERA D’OR

La Camera d’oro, il premio dedicato alle opere prime, è stato consegnato a Jeune Femme della giovane regista francese Léonor Serraille. Una giovane donna si trasferisce a Parigi nella speranza di riconquistare il suo vecchio amore , ma la città la travolgerà in un turbinio di emozioni.

Debora VELLA

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