Home Blog Pagina 5801

UFFICIALE – Il Napoli partecipa all’Audi Cup 2017: sfiderà Atletico Madrid, Bayern Monaco e Liverpool

UFFICIALE – Il Napoli partecipa all’Audi Cup 2017: sfiderà Atletico Madrid, Bayern Monaco e Liverpool

Il Napoli parteciperà ufficialmente all’Audi Cup 2017: sfiderà Atletico Madrid, Bayern Monaco e Liverpool.

L’evento si terrà l’1 e 2 agosto all’Allianz Arena.

Questo il programma del mini torneo:

  • L’1 agosto gli azzurri sfideranno alle 17.45 l’Atletico Madrid. Mentre alle 20.30, il Bayern sfiderà il Liverpool.
  • Il 2 gosto si terranno finale terzo posto e finale primo e secondo posto.

L’inferno nel grattacielo di Londra: un incubo diventato realtà

0

Un incendio alla Grenfell Tower di Londra si trasforma in tragedia. Il grattacielo viene divorato dalle fiamme e il bilancio è di almeno 12 morti.

Londra, incubo nelle fiamme

Incendio alla Grenfell Tower: almeno 12 i morti. Farnesina: due italiani tra i dispersi. I testimoni: la gente si buttava nel vuoto

LONDRA – Seduta su un muretto, appena fuori dalla chiesa di St Clement, c’è una anziana donna di colore, un paio di ciabatte e un pigiama rosa. Stringe in mano un bastone di legno. Guarda fisso davanti a sé e piange in silenzio. Le lacrime le rigano il volto ma non fa niente per asciugarle. Piccoli sussulti le muovono le spalle. Inizia a parlare.

LEGGI ANCHE
Gloria e Marco, i due italiani dispersi nell’incendio alla Grenfell Tower di Londra
Incendio alla Grenfell Tower di Londra: polemica sulla sicurezza

Lo sguardo sempre fisso avanti. «Sentivo le grida. Grida terribili, come ululati di animali. Voci di bambini. Urlavano mamma, mamma. Altri chiedevano aiuto. Sentivo il crepitio del fuoco che si avvicinava. E poi una serie di scoppi. Esplosioni di gas ho pensato». Le lacrime continuano a scendere. Chiedo: «Lei ha visto tutto da vicino?», «Mi piacerebbe poter vedere. Sono cieca. Ma è come se avessi visto tutto. E ho questa voce nella testa: aiuto aiuto, ho un bambino. Siamo qui. Non potrò mai dimenticarla. Ce l’ho qui» e si tocca con il dito contro la tempia. «Ho sentito che una signora si è buttata dal decimo piano ed è morta sul colpo. Altri gettavano i bambini dalla finestra, per salvarli. Un’altra donna ha lasciato il figlio disabile dentro».

Si chiama Leila, è una delle sopravvissute. Lei è stata portata fuori dai vigili del fuoco. Abita nello stesso blocco di case popolari, un complesso di appartamenti «molto etnici», come si dice qui. Un eufemismo per dire immigrati da tutto il mondo, tra cui molti musulmani, accomunati da una sola cosa: la povertà. Si chiama Lancaster West Estate. La Grenfell Tower fa parte del complesso, costruito negli Anni 70. Siamo a North Kensington, a due passi dalle strade del glamour di Notting Hill e al mercatino di Portobello Road. Ma è tutta un’altra Londra. È la Londra delle gang, dello spaccio fuori dalla Tube Station di Latimer Road, degli adolescenti coi coltelli. Povera gente che non potrebbe mai permettersi una casa nel quartiere, dove i prezzi medi si aggirano sui due milioni di sterline. Sono per lo più famiglie con bambini. Ma anche disoccupati, disabili o ragazze madri: le sfortune della vita fanno punteggio nell’assegnazione di questi alloggi a prezzo ridotto.

Marilyn e il marito si tengono per mano. Parla lui: «Ci hanno svegliato i colpi alla porta. Ho aperto e c’era un pompiere in ginocchio con un idrante puntato contro di noi che ha urlato: fuori fuori. Via via». Parla lei: «Abbiamo preso le bambine e il cellulare. Fuori era un delirio di urla, fiamme e un odore fortissimo di plastica bruciata». Tutti racconti così, racconti fotocopia dell’orrore. Urla, fumo, fiamme, scoppi e richieste di aiuto.

Le bambine di Leila sono dentro la chiesa. Giocano per terra, sotto l’altare. Qualcuno ha messo un computer su una sedia, con un cartone animato. Il parroco ha aperto le porte per dare un tetto alle centinaia di sfollati. I parrocchiani hanno allestito un punto di ristoro. Offrono caffè, frutta e biscotti.

C’è una calma operosa e surreale, come se ognuno sapesse perfettamente cosa fare, anche se sono tutti volontari, arrivati alla spicciolata, carichi di generi di prima necessità, teiere (il tè non manca mai) e addirittura una macchina del caffè.

Si organizza l’assistenza. Un angolo per medici e infermieri. In un altro si prendono i nomi di chi è vivo, di chi è disperso, di chi ha bisogno di una casa. Al fondo della navata iniziano ad accumularsi montagne di abiti, scarpe e sacchi di viveri. «Sto andando a lavorare, ho pensato che possa servire» dice un signore «posh», snob, in abito blu e consegna quattro sacchi a pelo. È il cuore di Londra che si apre, quando succedono queste tragedie.

Come quello di Tarek Gotti, mezzo libanese e mezzo italiano. È gigantesco, in sovrappeso da junk food, le enormi braccia piene di tatuaggi fuori dalla canottiera bianca. «Sono qui dalle due di stanotte. Ho portato questo carrellino con acqua e patatine. Ho aiutato decine di persone, siamo una comunità. Ci conosciamo tutti». Offre acqua a chiunque passi, pompieri coperti di fuliggine, sudati e neri. Polizia con le pettorine gialle. Un ragazzo si avvicina e gli allunga una sterline: «Quanto costa l’acqua?». «No fratello, è gratis».

Viene avanti una donna nera, urla al telefono. Poi attacca e si sfoga: «Le hanno detto di rimanere dentro. Io l’ho chiamata, le ho detto di scappare. Poi non ha più risposto al telefono. Sono sicura che è morta». Piange di rabbia. Sua cugina è dispersa. «È colpa loro». Loro chi? La polizia, i pompieri. Non si capisce.

Si forma un capannello. «La colpa è di questi bastardi della società che ha ristrutturato la torre» dice Joe, Est europeo, in tuta da ginnastica. «So che un comitato di cittadini aveva protestato perché non erano rispettate le orme antincendio». Voci di quartiere che rimbalzano. Interviene Junaird, nero, cappellino da basket e tuta di acetato: «Dicono che è stato un frigorifero, una presa che ha fatto cortocircuito. Ma io non ci credo. La torre era una trappola. Dieci milioni di ristrutturazione ma hanno solo rifatto il rivestimento esterno. Dentro è rimasto una merda. C’era una sola uscita d’emergenza. Loro si prendono i soldi e noi ci fanno morire qui dentro».

vivicentroit/cronaca
vivicentro/L’inferno nel grattacielo di Londra: un incubo diventato realtà
lastampa/Londra, incubo nelle fiamme CATERINA SOFFICI – LONDRA

Ischia: ritorna il Footvolley, dal 1 luglio il torneo al “Lido Mattera”

0

Anche quest’anno il footvolley sbarca sull’isola d’Ischia e in particolare a Forio. Si tratta a tutti gli effetti di partite di calcio-tennis in spiaggia, ma la rete è fissata ad un’altezza più alta, ovvero quella della pallavolo; da qui il termine “footvolley”.  E’ tutto ormai pronto per la terza edizione del Torneo “Lido Mattera” che si svolgerà ovviamente alla Chiaia (Forio) presso, appunto, il lido a cui fa riferimento il titolo della manifestazione. Si partirà il 1 Luglio con una cerimonia di apertura in grande stille. Ricorderete – dalla passata edizione – la presenza della troupe di Sky e in particolare del giornalista Massimo Ugolini, il quale intervenne in diretta nella trasmissione sul calciomercato con un collegamento proprio dalla spiaggia foriana. In quell’occasione, infatti, c’erano ospiti illustri quali mister Giovanni Martusciello, Emanuele Calaiò, con gli ischitani  Peppe Mattera, Enrico Buonocore e Nicola Mora (ormai foriano DOC) a fare gli onori di casa. L’obiettivo della terza edizione è sicuramente quello di migliorare quanto fatto nell’edizione precedente. Dunque, pure quest’anno ci sarà la presenza di numerosi ospiti provenienti dal calcio che conta. Essendo ancora in una fase iniziale, l’organizzazione non ha potuto ufficializzare i nomi degli illustri ospiti, ne’ tantomeno la presenza della troupe di Sky  che, comunque, non dovrebbe mancare. Al momento le uniche certezze riguardano l’organizzazione del torneo che, come detto, partirà il 1 Luglio con le prime due partite (in programma subito dopo la gara “Stelle VS Stalle” a cui parteciperanno gli ospiti di cui sopra), dopodiché si entrerà nel vivo della competizione. Le iscrizioni sono ufficialmente aperte ed è possibile contattare l’organizzazione tramite la pagina Facebook “Torneo Footvolley Lido Mattera” oppure contattando telefonicamente Vincenzo o Nicola (i numeri di cellulare li troverete sempre sulla pagina Facebook), oltre a poter chiedere informazioni anche presso lo stesso “Lido Mattera” o in alternativa al Bar/Ristorante “Seasons”. Il numero massimo delle squadre partecipanti sarà bloccato a dodici, in modo da poter dividere le squadre in due gironi da sei. Dopo la fase a gironi che prevede gare di sola andata, avranno accesso ai quarti di finale le prime quattro di ciascun girone che si andranno ad affrontare ad incrocio; dopodiché si proseguirà con le semifinali e le finali. Tutte le gare saranno giocate al meglio dei tre set e si aggiudicherà il set la squadra che per prima arriverà a 15 punti. Saranno messi in palio premi per le prime tre squadre classificate oltre al premio per il miglior giocatore del torneo.

La grande novità della terza edizione riguarda il coinvolgimento all’interno alla manifestazione dei bambini dai 6 ai 10 anni. Per loro ci sarà la possibilità di partecipare ad un mini torneo di beach soccer (4vs4) che avrà inizio il 5 Luglio e la durata sarà stabilita in base al numero dei partecipanti. Sarà possibile iscriversi con  una squadra già completa oppure singolarmente con la possibilità di essere inseriti nelle squadre miste composte appunto da tutti i bambini iscritti singolarmente. Le iscrizioni per il torneo dei bambini saranno aperte in occasione della cerimonia di apertura del 1 Luglio, durante la quale sarà dato il via anche alla lotteria di beneficenza in cui saranno messe in palio le maglie originali delle squadre più importanti della serie A (con tanto di autografo!), oltre ad una serie innumerevole di gadget sportivi. Durante la durata dell’intera manifestazione, non sono da escludere altri eventi che saranno man mano comunicati dall’organizzazione. Quanto ufficializzato fino adesso sembra comunque già molto interessante e non resta quindi che mettersi in contatto con la pagina Facebook e procedere all’iscrizione.

Donald Trump sotto inchiesta (Special counsel is investigating Trump …)

0

Il “Washington Post” rivela che il super procuratore Robert Mueller avrebbe aperto un’indagine a carico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ipotizzando il reato di “ostruzione della giustizia” in merito al licenziamento del capo dell’Fbi James Romney che stava indagando sul Russiagate. L’avvocato del presidente parla di “vergognosa campagna basata su fughe di notizie”.

Russiagate, Washington Post rivela: “Trump sotto inchiesta per ostruzione alla giustizia”

NEW YORK – Nell’ambito delle indagini sul Russiagate, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sarebbe sotto indagine per possibile ostruzione alla giustizia. A rivelarlo è il Washington Post, secondo cui il procuratore speciale Robert Mueller ha già interrogato alcuni leader delle agenzie americane di intelligence, per verificare se il presidente ha violato la legge, licenziando il capo dell’Fbi James Comey con l’obiettivo di bloccare l’inchiesta sulle collusioni tra la sua campagna elettorale e la Russia. Mueller sta anche indagando su reati finanziari commessi da persone vicine al capo della Casa Bianca.

L’inchiesta sugli attacchi degli hacker manovrati dal Cremlino, che avevano penetrato gli archivi del Partito democratico per boicottare la candidatura presidenziale di Hillary Clinton, era cominciata nell’estate scorsa. Lo scopo era accertare gli assalti, e verificare se erano stati coordinati con la campagna di Trump.

 

L’inchiesta sul presidente Trump rappresenta un’escalation della crisi. Se Mueller scoprirà reati potrà incriminarlo, oppure passare le prove al Congresso per avviare l’impeachment.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Trump sotto inchiesta
lastampa/Russiagate, Washington Post rivela: “Trump sotto inchiesta per ostruzione alla giustizia” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

COLLEGATE su Washington Post:

live and breathe it.” So opens Ivanka Trump’s pitch for Trump Tower Manila, a residential tower developed

June 12, 2017 @jaybookmanajc, tweeting after Ivanka Trump said on “Fox and Friends” on Monday that “there

First lady Melania Trump and son Barron Trump officially moved into the White House on June 11. They

Congressman’s shooting first test for Trump-era gun debate

baseball practice marked the first high-profile test of Trump-era gun politics: Republican control of Congress

Trump visiting Supreme Court as justices weigh travel ban

WASHINGTON – President Donald Trump is making his first Supreme Court visit at a moment of high legal

How the AP-NORC poll on Trump and Russia was conducted

Center for Public Affairs Research poll on Donald Trump and Russia was conducted by NORC on June 8-11. It

AP-NORC poll: Most in US think Trump meddled in Russia probe

for his firing. Now that Trump is president and Comey has emerged as a top Trump antagonist, some former

Linee di Nazca: teoria che porta alla svolta dell’enigma?

Linee di Nazca:  teoria che porta alla svolta dell’enigma?

Nel deserto di Nazca, in un’area tra le città di Nazca e Palpa (Perù) che si estende per poco più di 80 km, si dispiegano le famose figure incise sul terreno. Si identificano ben 800 diversi disegni che si estendono anche singolarmente per oltre 365 metri ciascuno. Gli studiosi  contano circa 13 mila linee, che viste dall’alto danno l’idea di forme come: animali,  figure geometriche, figure antropomorfe, flora e labirinti.

I geoglifi  (disegni sul terreno) sono stati creati esportando parte del suolo desertico,  carico di ossido di ferro, portando allo scoperto i ciottoli sottostanti rimasti intatti forse per il clima stabile della zona.

La loro straordinarietà e il mistero che si cela dietro queste raffigurazioni, gli hanno assicurato nel 1994 il riconoscimento come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

I misteriosi disegni si datano tra il 300 a.c.  e il 500 d.C. e si pensa che siano stati elaborati dai promotori della civiltà di Nazca.  A causa della difficoltà di datazione con il carbonio 14, agli studiosi è rimasta l’unica scelta di confrontare le figure del deserto con quelle vascolari della stessa cultura.

Alcune teorie ipotizzano che prima siano state elaborate le figure zoomorfe e poi le figure geometriche.

La prima identificazione avvenne durante la conquista spagnola, delineate poi con chiarezza con i primi sorvoli aerei intorno al 1927.

I tanti punti interrogativi legati a questo sito, hanno suscitato nel corso degli anni bizzarre teorie sulla loro origine e funzione. Molti immaginano che il sito sia una grande rampa di lancio o atterraggio di navicelle spaziali extraterrestri.

Uno studio recente condotto dal CNR di Roma portata avanti da Rosa Lasaponara identificherebbe il sito come un luogo legato alla diffusione di acqua sul suolo desertico e quindi ad un grande acquedotto. Questa teoria è avvalorata dal fatto che le linee sono tutte collegate a buchi a forma di spirale su cui confluiva l’acqua per poi essere convogliata in cunicoli sotterranei elaborando così preziosi acquedotti per la zona.

Il pensiero della dott.ssa Lasaponara però non è nuovo, infatti gli archeologi  Markus Reindel e Johnny Isla si avvicinarono tempo fa ad una teoria simile. I due studiosi erano convinti che le linee fossero state elaborate per dei rituali legati all’acqua. Come la Lasaponara pensavano che le cavità a spirale servissero per tale scopo, infatti all’interno sono state trovate offerte votive.

Il perché certo dell’esistenza di alcune opere archeologiche non sempre ci è dato sapere, ma possiamo comprendere comunque il grado artistico e intellettivo delle civiltà del passato. Un’opera che non viene capita non può essere sempre attribuita ad entità extraterrestri.

Non smettiamo di credere che l’uomo può far grandi cose.

Grenfell, grattacielo in fiamme: 2 italiani vivevano lì

0

Accertati 12 morti nel rogo di Londra e 74 feriti. 5 ipotesi sulle cause dell’incendio. La Farnesina conferma: 2 italiani vivevano lì. Non si conoscono ancora le loro condizioni. 

12 i morti accertati nell’incendio del Grenfell di Londra. Lo riferisce la polizia londinese. Mentre i feriti ricoverati in ospedale sarebbero finora 74. Le autorità del distretto di Chelsea e Kensington hanno fatto sapere che nel condominio divorato dalle fiamme abitavano 500 persone. Un agente immobiliare ha confermato al ministero degli Esteri  che all’interno della torre due appartamenti erano affittati da due famiglie italiane, con bambini. Ma al momento non si sa se erano all’interno della Grenfell ieri notte.

Quando è scoppiato l’incendio del Granfell? 

l fuoco è scoppiato poco prima dell’una di notte, i vigili del fuoco di Londra hanno detto di essere stati chiamati alle 00.54. Secondo diversi testimoni, le fiamme sarebbero cominciate da una parte laterale della torre al secondo-quarto piano dell’edificio, prima di avvolgerlo completamente fino ai piani alti. Circa quaranta camion dei vigili del fuoco sono stati coinvolti nelle operazioni. (Guardian).

Che cosa ha causato l’incendio?

La causa del fuoco è per adesso sconosciuta. I residenti ai cronisti accorsi sul luogo hanno parlato di un evento catastrofico e alcuni residenti hanno denunciato di aver più volte segnalato la pericolosità dell’edificio, che non avrebbe avuto le dovute misure anti incendio. Finora ci sono 5 ipotesi possibili sulle cause dell’incendio, ricostruite dal Telegraph.
  • Una fuga di gas: alcuni abitanti parlano di lavori di restruttutrazione fatti recenemente sulle tubature che portano gas agli appartamenti.
  • Frigo rotto: altri parlano di una famiglia che avrebbe lamentato il malfunzionamento di un frigorifero nelle ultime settimane.
  • Problemi agli impianti elettrici: sarebbero stati evidenziati più volte dagli inquilini della torre problemi ai cavi di cablaggio.
  • Rivestimento in zinco: altra ipotesi è che i recenti rivestimenti in zinco fatti in una operazione di ristrutturazione della palazzina avrebbero aiutato il diffondersi delle fiamme.
  • Mancanza di uscite di sicurezza: i residenti ricordano di aver protestato duramente di recente contro il rischio di incendi nell’edificio, un problema apparentemente causato da una ristrutturazione non compiuta secondo le norme un paio di anni fa, dove non sarebbero state previste sufficienti uscite di sicurezza.
Anche il consolato italiano a Londra ha fatto sapere di essere al lavoro per prestare assistenza. Secondo le ricostruzioni dei giornali, pur trattandosi di un quartiere bene di Londra, il palazzo sarebbe uno di quelli costruiti negli ultimi decenni per rispondere alle esigenze abitative della popolazione più povera londinese. Il sindaco di Londra Sadiq Kahn ha infatti detto che ‘I cittadini hanno bisogno di risposte su quanto accaduto’.

Visualizza l'immagine su Twitter

: @ItalyinUK con consolato al lavoro per prestare ogni possibile assistenza. Segnalazione dispersi @metpoliceuk n:08000961233

Centinaia di pompieri hanno combattuto per portare via le persone dai loro appartamenti distrutti dalle fiamme nella Torre su Latimer Road, poco distante da Notting Hill.

Come è nato l’incendio di Grenfell

Il rogo ha inghiottito rapidamente tutti i 24 piani dell’edificio. Quasi dieci ore dopo stava ancora bruciando e un fitto strato di fumo scuro era visibile in tutta la capitale.

“So heartbreaking. We can still see residents coming to their windows.”

Eyewitness horror from fire: https://bbc.in/2s947gN pic.twitter.com/zMYJ5P9BLN

There have been “a number of fatalities” in the fire, but cause not yet known, fire chief sayshttps://bbc.in/2szisWD 

Poco prima delle 8 del mattino, il comandante dei vigili del fuoco di Londra, Dany Cotton, ha confermato che erano c’è “un certo numero di morti” e che si è trattato di un incendio “senza precedenti”. “Sono nei pompieri da 29 anni” ha detto, “e non avevo mai visto nulla di simile”.
Una testimone ha riferito di aver visto una donna lanciare un bambino da una finestra dell’edificio in fiamme

Just spoke to a woman that she saw a mother throw her baby out of the window. This is horrific

redazione/agenzie/agi

Da domani addio ai costi di roaming, in Europa come a casa propria

0

Da giovedì 15 giugno scompaiono i supplementi per l’utilizzo di smartphone e tablet all’interno della Ue. Ecco tutti i dati della rivoluzione tariffaria

Roaming addio: in Europa telefonare costerà come in Italia. Ma è tutto vero?

REQUIEM PER IL ROAMING
Partiamo dalla base. Nonostante le resistenze dei gestori telefonici, l’Unione Europea è riuscita a imporre a partire dal prossimo 15 giugno l’applicazione del cosiddetto Roam Like At Home (RLAH). Ogni cittadino europeo può spostarsi di Paese in Paese senza preoccuparsi della propria tariffa telefonica, visto che servizi voce, sms e dati continuano a essere calcolati con i medesimi costi applicati quando si trova a casa propria.

Di fatto, l’Unione Europea si trasforma in uno spazio telefonico unico, dove ogni cittadino può chiamare e ricevere chiamate senza preoccuparsi del Paese in cui si trova.

IN QUALI PAESI IL ROAMING VA A ZERO?

I Paesi dello spazio economico europeo coinvolti dall’iniziativa RLAH sono 28: oltre al nostro, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito (Gibilterra compresa). L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue al momento non mette in discussione il rispetto della normativa comunitaria alla base della RLHA.

Entro fine giugno, inoltre, si aggiungeranno Islanda, Liechtenstein e Norvegia che fanno parte della European Economic Area. Restano comunque esclusi Svizzera, Isole Faroe e Isola di Man che non fanno parte dell’Ue. Al contrario, sono coinvolti anche territori “lontani” dal Vecchio Continente come per esempio isole Azzorre, Réunion e Guadalupa in quanto dipendenze di Portogallo e Francia.

I VANTAGGI PER IL TURISTA
Due le conseguenze più immediate per chi è in partenza per una vacanza nei Paesi Ue, al di fuori dell’ovvio vantaggio dell’abolizione dei balzelli di roaming su telefonate e sms in arrivo dall’Italia o diretti in Italia.

Il primo è che prenotare un tavolo al ristorante dalla propria camera d’albergo a Parigi, giusto per fare un esempio, non farà più scattare il costo delle chiamate internazionali. In pratica: fino al 15 giugno pagavo la chiamata come una telefonata Roma-Parigi, dal 15 in poi è una banale conversazione compresa nel mio forfait di minuti.

L’altro è che cessa ogni addebito sul fronte della navigazione internet; in questo caso chi ha contratti con tariffe particolarmente basse potrebbe vedersi ridotto il quantitativo di dati utilizzabile all’estero oppure essere chiamato a pagare al massimo 0,77 euro per Megabyte, destinati a calare fino a 0,25 euro/Mb entro il 2022. Ma sono costi in genere marginali.

TUTTI I DETTAGLI IN 25 PUNTI
Confermata l’attivazione del roaming gratuito, senza che i clienti debbano comunicare alcunché al proprio operatore, i dettagli tecnici dell’iniziativa RLAH lasciano comunque spazio a una casistica parecchio articolata, in particolare per chi risiede all’estero per lunghi periodi di tempo.

Proprio per questo l’Unione Europea ha predisposto un vademecum in 25 punti che, almeno in teoria, dovrebbe raccogliere tutti i dubbi degli utenti. Lo trovate qui.

A questi link le pagine dedicate al tema dai tre principali operatori telefonici mobili italiani:
vivicentro/agenzie

Prima conferenza stampa di Eusebio Di Francesco per l’As Roma

0
Eusebio Di Francesco, nuovo tecnico giallorosso, in conferenza stampa a Trigoria

Roma – Dopo la firma del contratto biennale che lo lega alla Roma fino al 2019, il nuovo tecnico giallorosso, Eusebio Di Francesco, torna oggi a Trigoria dove è stato presentato ufficialmente alla stampa e, nella conferenza tenutosi alle 14.00, ha risposto alle domande dei cronisti.  

Di seguito, le parole del nuovo allenatore dell’As Roma.

Prende la parola Monchi che dopo aver esternato la sua felicità per la nuova presenza nell’assetto giallorosso, afferma: “Sono contento che abbia accettato questa proposta. Una volta che Spalletti mi ha annunciato che se ne andava il mio obiettivo era unico e chiaro: Eusebio Di Francesco”.

Poi tocca a Di Francesco che inizia con i ringraziamenti.

“Volevo ringraziare il presidente Pallotta, l’amministratore Gandini, Baldissoni e il direttore MOnchi. Occasione unica che mi fa piacere raccoglierla e volevo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini al Sassuolo. In particolar modo al dottor Squinzi, una pagina indelebile di sport che rimarrà per sempre nel mio cuore”

Di seguito, le risposte alle domande dei cronisti presenti in sala.

Che idea si è fatto della Roma in questi anni?

“Una squadra top che gli anni scorsi ha trovato solamente una Juve fortissima”.

La Roma ha trovato il sostegno della Curva Sud solo nella parte finale del campionato, quanto può essere importante? 

Avendolo vissuto in prima persona è fondamentale. Sono convinto che lo sarà, sarà il 12° uomo in campo. Chi vive questa maglia sa che da’ sensazioni uniche. Voglio portare un grande senso di appartenenza a questa maglia”.

Contraddizioni della stagione passata?

Dobbiamo lavorare sodo. Sono pronto per questa sfida, cercando di migliorare sotto tutti i punti di vista. Tanti record superati l’anno scorso: 87 punti e arrivare secondi con Dzeko che ha fatto oltre 30 gol nelle varie competizioni. Ma per raggiungere qualche traguardo dobbiamo fare qualcosina in più tutti insieme ed io sono qui per questo”.

Sullo stadio:  Penso sia il futuro per rimanere nei top club europei. La volontà è di tutti noi. Tutti vogliamo avere lo stadio e sono convinto che ce l’avremo e mi auguro di esserci”.

Monchi, sull’ipotesi di cessione di Rudiger e Salah: “ La Roma  non ha l’intenzione di vendere giocatori ma di costruire la migliore squadra. Salah? C’è una grande offerta di un club inglese (Liverpool) e decideremo noi il prezzo. Su Rudiger ad oggi ci sono zero trattative aperte e ci sono zero possibilità che Rudiger possa andare via dalla Roma”.

Di Francesco su Totti: “La società ha parlato con Totti per il suo futuro da dirigente. A breve dovrà dare una risposta. Un legame particolare, sarei contento di avere Francesco Totti e di continuare a lavorare con lui con un’altra veste”.

La Roma ha avuto 8 allenatori in 8 anni. Ha la sensazione di essere arrivato in una società che ha fretta? 

Ho la serenità e sono consapevole che nel calcio c’è sempre fretta. Sono convinto di poter trasmettere i valori di questo ambiente. Cercheremo di trasmettere l’entusiasmo che è la cosa più importante. Bisogna essere sinceri e allo stesso tempo fare risultato. Magari facendo anche divertire”.

Sei allenatori nella gestione americana. È difficile allenare a Roma?

I problemi adesso non me li sto ponendo, la cosa più importante è creare compattezza ovvero lavorare tutti insieme per insieme per un obiettivo comune. Ci saranno momenti difficili e altri facili, fa parte di questo lavoro, sapendo che questo può essere un ambiente particolare. Ma sono sereno”.

Sull’ipotesi di Berardi alla Roma: “Ha grandissimi mezzi, mi lega un avventura splendida ed è un giocatore di altissimo profilo. Ma questo non significa sia un obiettivo della Roma”.

Ieri la Roma ha annunciato Hector Moreno. In questa scelta, o in generale, lei concorda tutti gli acquisti o si adatta? 

Oltre il discorso di aziendalista o meno. E’ stata una scelta condivisa pienamente con il giocatore. Lavoro insieme al direttore per farla crescere. Quando le mie fortune sono le fortune della società non sono separate. Noi lavoriamo qui per il bene della Roma e penso sia il bene anche di tutti quelli che stanno qui dentro”.

Sul futuro di Manolas e Nainggolan, risponde Monchi.

“La Roma non è un supermercato. La Roma deve giocare il campionato italiano al massimo livello e rappresentare un paese in Europa. La nostra idea è mantenere la migliore squadra possibile. Non ci sono squadre che non vendono in assoluto. Ma come detto in precedenza, il problema”.

Sulla possibilità di riadattare il suo modulo:  “A Sassuolo sono sempre stato propositivo a prescindere dall’avversario. Sicuramente i principi di gioco saranno i medesimi anche a Roma, con un 4-3-3 di partenza che potrà essere adattato all’avversario (adattabile a un 4-2-4 o un 4-2-3-1) e alle peculiarità dei calciatori in campo. Il modo che ho fare di calcio non cambierà, propositivo e di fare la partita. Il mio calcio dicono che sia solo verticalità. Cercheremo di migliorare molto nelle varie gare”.

Domanda a Monchi: Ci dobbiamo aspettare un altro obiettivo nei prossimi giorni? 
Il mio obiettivo non è acquistare giocatori di cui non parlate. Come detto ci sono dei giocatori di cui adesso si fa il nome che potrebbero essere i nostri obiettivi. Conosco perfettamente il profilo dei giocatori che chiede Di Francesco e che posizioni necessitiamo rinforzare. Dobbiamo condividere nomi e situazioni. Siamo in fase avanzata, ma non credo che ci saranno sorprese nel brevissimo termine”.

Nainggolan lo scorso anno ha giocato da trequartista, come lo vedi nel 4-3-3. Ci sarà un ruolo per Pellegrini?

Pellegrini è un giocatore interessante, su cui la società sta lavorando. Un’ottima mezz’ala ed ha dimostrato tutte le sue qualità. Ha fatto una crescita impressionante. Per quanto riguarda Nainggolan, da mezz’ala può far benissimo 18 gol. Nel senso che può partire lateralmente può facilitare i suoi inserimenti con o senza palla. Il calcio lo può interpretare in qualsiasi sistema di gioco. Ci sta anche l’intelligenza delle situazioni capire dove e come cambiare qualcosina. Si può modificare l’assetto durante la gara in virtù delle caratteristiche. Io sono stato scelto ad un certo tipo di calcio, ed è fondamentale che sia così”.

Domanda a Monchi su eventuale trattativa in corso per un secondo portiere.
La Roma ha tre portieri. Alisson, Skorupski e Lobont. E siamo coperti perfettamente. Se non ci saranno modifiche il ruolo del portiere è apposto così”.

Hai sempre detto che hai bisogno di tanti attaccanti. Questo pensiero ce l’hai ancora?
Sicuramente si sta adoperando, è stata una delle prime cose di cui abbiamo parlato. Sapendo che a livello fisico spremo di più le mezz’ali e gli esterni. Abbiamo la necessità di essere competitivi con più giocatori di qualità”.

Sugli obiettivi che intende raggiungere: Dobbiamo avere un profilo basso. Non voglio fare proclami. Voglio grandissima umiltà nel lavoro. Con questo possiamo fare dei grandi passi. Viviamo di concretezza e di speranza. Sono convinto che partendo da questo. Uno dice che entusiasmo è tanto per dire. Quando si viene al campo e si crea un’atmosfera giusta è già un passo avanti”.

Sul recupero di Florenzi“Speriamo ci sia già dal ritiro di Pinzolo, può fare tantissimi ruoli però io voglio lavorare nella specificità dei ruoli. Può attaccare bene la porta, ma ha fatto anche il terzino. Voglio allenarlo prima di identificarlo in un ruolo”

Su De Rossi: “La prima persona che ho chiamato dopo aver trovato l’accordo con la Roma è stato Daniele De Rossi. Un emblema, mio figlio ha come idolo Daniele. Quando qualcuno fa gol il primo a correre ad abbracciarlo è sempre Daniele. Lui è il mio punto di riferimento”.

 L’ultima domanda su Paredes“Per me può anche fare la mezz’ala, lo tengo molto in considerazione”.

Cronaca testuale: Maria D’Auria

Premium Sport- Giuntoli a Milano, il Napoli tratta Meret: le ultime

Premium Sport- Giuntoli a Milano, il Napoli tratta Meret: le ultime

Ai microfoni di Premium Sport, è intervenuto l’esperto di mercato Bargiggia, il quale ha dichiarato: “Neto interessa anche all’Everton. Da ieri a Milano c’è il direttore sportivo Giuntoli. C’è questo dialogo con l’Udinese per provare a trattare Meret. Il Napoli, sulla valutazione di 20 milioni che l’Udinese fa del portiere, sta valutando l’idea di cedere Zapata interamente al club friuliano, che poi potrebbe girarlo anche al Watford”.

 

Rai- Retromarcia del Torino per Tonelli: i granata su Zapata, ma il Napoli spara alto

Rai- Retromarcia del Torino per Tonelli: i granata su Zapata, ma il Napoli spara alto

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista e esperto di mercato, il quale ha dichiarato: “Il Torino offre 10 mln più 2-3 di bonus per Zapata, il Napoli ne chiede 30 per averne 25. Mi fanno sapere poi da Torino che c’è stata una retromarcia per Tonelli, l’unica cosa certa per il momento sull’asse Napoli-Torino è la rata che gli azzurri devono per Maksimovic. Per quanto riguarda Koulibaly al momento le notizie arrivano solo dall’Inghilterra, per ora nulla di concreto, ricordiamo però che tra l’agente del senegalese e De Laurentiis c’è un accordo tra gentiluomini che prevede la partenza del calciatore in caso di un’offerta in grado di soddisfare pienamente il patron azzurro. Su Ghoulam? Non ci sono novità, ad oggi né Jorge Mendes né il fratelli procuratore hanno portato offerte concrete. Sperano di piazzarlo in Premier ma il Liverpool ha tanti nomi sulla carta. Sullo sfondo restano per il momento Mario Rui e Grimaldo“.

Giaccherini, l’agente: “Gli piacerebbe giocare di più, minutaggio bassissimo”

Giaccherini, l’agente: “Gli piacerebbe giocare di più, minutaggio bassissimo”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto l’agente di Emanuele Giaccherini, Fulvio Valcareggi: “Le presenze di Emanuele sarebbero discrete, ma il suo minutaggio è bassissimo. Quando mancò Callejon per squalifica giocò lui e fece anche gol, si era allenato durante tutto l’inverno come un titolare. Il Napoli lo ritiene incedibile, ma ovviamente ci piacerebbe giocare di più. In inverno si era mossa anche la Juventus, ma i partenopei non vollero privarsene. Gli azzurri sono fortissimi, Giaccherini aveva chiuso l’Europeo scorso da titolarissimo e nel Napoli non trova spazio: questo dimostra il suo immenso valore. Ha dipinto calcio su ogni campo d’Italia”.

Cragno, parla l’agente: “Il Napoli sta cercando di trattenere Reina, nessuna trattativa per Alessio”

Cragno, parla l’agente: “Il Napoli sta cercando di trattenere Reina, nessuna trattativa per Alessio”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Graziano Battistini, agente di Alessio Cragno, che tanto piace al Napoli. Battistini ha dichiarato: “Io credo che il Napoli stia cercando di trattenere Reina. Su Cragno non ci sono trattative, ad oggi resta a Cagliari, per me è più forte e più pronto di Meret, il tempo dirà chi riuscirà a giocare di più ad alti livelli. Micai al Benevento? Non c’è nulla al momento, anche se io lo ritengo un ottimo sostituto di Cragno. A oggi resta a Cagliari. Cragno meglio di Meret, più pronto ad oggi, il tempo dirà chi riuscirà a giocare più ad alti livelli”.

Rai- Napoli, arrivano conferme per Meret: prima offerta presenta all’Udinese

Rai- Napoli, arrivano conferme per Meret: prima offerta presenta all’Udinese

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai e esperto di mercato, il quale ha dichiarato: “Il Napoli sta parlando con l’Udinese per Meret, ad oggi l’offerta stanziata è sui 10 milioni, una cifra che non piace all’Udinese che lo valuta circa 20 milioni. Il Napoli vorrebbe inserire Pavoletti ma non c’è grande gradimento da entrambe le parti. L’ad del Milan Fassone nel frattempo, in attesa della risposta di Donnarumma, ha fatto una chiamata al procuratore di Meret per capire un po’ a cosa aspira l’Udinese. In ogni caso se Reina va in Premier il Napoli punterebbe su un portiere di esperienza, i nomi principali restano Neto o Leno. Per il tedesco ad oggi non ci sono le condizioni economiche per prenderlo, sul brasiliano ci sono anche Valencia, Lazio e Watford, ma smentisco la chiusura di ogni trattativa, è tutto in ballo. Ieri si vociferava la chiusura con gli spagnoli ma non dimentichiamoci che anche loro devono prima dismettere Alves”.

Radio Crc- Napoli lavora per Ounas: i dettagli sull’affare

Radio Crc- Napoli lavora per Ounas: i dettagli sull’affare

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Raffaele Auriemma, noto giornalista napoletano, il quale ha dichiarato: “Il Napoli continua a lavorare per Ounas. Cristiano Giuntoli recentemente ha sentito uno dello staff del mercato della Roma al quale avrebbe chiesto di non frapporsi nella trattativa per il calciatore. Una sorta di gentlemen’s agreement per evitare difficoltà col Bordeaux. Questa è la conferma che il Napoli vuole chiudere col Bordeaux a circa 12 milioni di euro”.

Rai- Berenguer ha l’accordo col Napoli: a breve offerta all’Osasuna

Rai- Berenguer ha l’accordo col Napoli: a breve offerta all’Osasuna

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai, il quale ha dichiarato: “Berenguer è un nome caldo, questi contatti continui con Vigorelli lo testimoniano. Molto probabile che Vigorelli e Giuntoli possano prendere un caffè più tardi a Milano per definire tutte le dinamiche contrattuali e stabilire tutti gli step da superare. Con il ragazzo c’è un accordo da tempo, contratto di 5 anni, poi Vigorelli partirà per la Spagna nei prossimi giorni in modo da riformulare un’offerta all’Osasuna,  che si aggirerà sui 6, 6 e mezzo più bonus. In ogni caso la trattativa si farà, il ragazzo vuole solo il Napoli, il Bilbao non fa paura, è fermo a 4 mln più bonus, e il Napoli lo ritiene già pronto per fare la spola tra titolarità e panchina. Per Ounas invece è un discorso simile a quello fatto per Rog lo scorso anno, si tratta di un under, il Bordeaux spara 12 mln per averne 10, anche il giocatore vede bene l’esperienza napoletana e credo che anche questa operazione andrà in porto”.

Napoli, Formisano: “Presentazione maglie a Dimaro in anteprima per i tifosi azzurri”

Napoli, Formisano: “Presentazione maglie a Dimaro in anteprima per i tifosi azzurri”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Nicola Formisano, the head of operations del Napoli, il quale ha dichiarato: “Abbiamo già fatto due sopralluoghi a Dimaro. Avremo un villaggio gratuito, con una serie di giochi e di animatori, che consentiranno ai genitori di assistere agli allenamenti. Abbiamo un programma intenso e fitto di appuntamenti, come i due allenamenti al giorno. Ogni giorno, al termine di ognuna delle sessioni, ci sono dei calciatori già programmati per essere lì fuori a firmare autografi. Arriveranno inoltre degli artisti. Ci saranno Gino Rivieccio, gli amici di Made in Sud, il talk con i tifosi. Presentazione maglia ufficiale? Il primo anno del nostro rapporto con Kappa usammo la location di Dimaro, quest’anno faremo lo stesso. I tifosi che saranno lì avranno la possibilità di vederla in anteprima assoluta. Sono convinto che le nuove maglie piaceranno moltissimo. Abbiamo lavorato con Kappa su tutta la gamma d’abbigliamento, se già oggi i tifosi del Napoli sono degli ottimi clienti da questo punto di vista lo diventeranno ancora di più perché abbiamo sviluppato idee molto belle. Legame con Kappa? Ricordo il luogo e la scena di quando gli uomini di Kappa ci hanno portato i primi prototipi. Quando il presidente ha visto quella maglia disse subito ‘La voglio’, avendo subito un intuito lungimirante. Abbonamenti? Da questo punto di vista non sono in grado di fornire date certe perché stiamo lavorando ad una idea. Abbiamo fatto due accordi importanti al di là del mondo del calcio, quelli con i musei, che sono stati molto apprezzati. Se il Napoli può essere un acceleratore di visibilità, deve essere anche un modo per accedere alle bellezze della città. Sponsor sulla maglia? Confermo che avremo ‘Lete’ come main sponsor, ormai sono 13 stagioni. Avremo poi ‘Garofalo’, che ci sta dando enormi soddisfazioni perché sta facendo dei numeri strepitosi”.

Meret, il ds dell’Udinese: “Il Napoli cerca il ragazzo, siamo ai primi approcci”

Meret, il ds dell’Udinese: “Il Napoli cerca il ragazzo, siamo ai primi approcci”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto il nuovo direttore sportivo dell’Udinese, Manuel Gerolin, il quale ha dichiarato: Abbiamo tre portieri forti considerando Scuffet, Karnezis e Meret, dobbiamo fare delle scelte, non vogliano compromettere le carriere dei giovani, stiamo valutando dunque le situazioni di Scuffet e Meret in particolare. Meret? L’interesse del Napoli c’è, sappiamo che stanno cercando un portiere, come anche altre squadre, siamo solo all’inizio del mercato, vedremo, siamo ai primi approcci. Widmer? È normale che il Napoli guardi con interesse a giocatori già consolidati come lui, quest’anno si è dimostrato un ottimo giocatore sia nella difesa a tre che a quattro, è molto eclettico, può essere una grande alternativa per una squadra come il Napoli, con Giuntoli mi sento spesso, ma ci sono anche altre squadre. Le contropartite possono essere difficili da inserire, noi abbiamo dei tetti. Zapata? Non ci sono margini per trattenerlo, stiamo cercando alternative”. 

Si addormenta con la sigaretta accesa e muore carbonizzato; dramma nel napoletano

0

Stava fumando una sigaretta quando il sonno l’ha colto di sorpresa, una piccola distrazione e dal mozzicone ancora acceso si è appiccato un incendio che è partito dal materasso del letto e si è poi diffuso nelle altre stanze dell’appartamento. Non c’è stato nulla da fare per Carmine Vecchiano, 76enne di Cicciano, comune della città metropolitana di Napoli, il quale è  stato ritrovato carbonizzato nella sua casa in via Antonio De Luca. Il dramma si è consumato ieri pomeriggio.

L’uomo era vedovo e senza prole, a farlo compagnia ed accudirlo era la sua badante, una presenza necessaria soprattutto dopo l’amputazione della gamba. La donna, però, al momento della tragedia non era con lui.

Nel quartiere il signor Carmine era ben voluto da tutti, per questo motivo l’episodio ha sconvolto maggiormente gli abitanti.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di Nola e i carabinieri di Cicciano, oltre il medico legale che ha effettuato l’esame esterno sul corpo ormai carbonizzato dell’uomo.

 

La beffa della benzina: cala ma non scende. Scende, ma non in autostrada

0

Il prezzo del carburante per auto scende, ma non per chi viaggia in autostrada. Il problema non è solo legato alle note tasse e accise che pesano sul prezzo finale, ma al sistema di distribuzione come evidenziano le associazioni di consumatori: «Da noi ci sono il doppio delle stazioni di servizio che in Europa».

Perché la benzina in autostrada costa sempre più cara

Il prezzo scende ma non per chi viaggia. I consumatori: enorme problema distributivo

MILANO – Cara benzina mi costi, ma quanto mi costi? Il calcolo lo hanno fatto il sindacato dei gestori Figisc e la Confcommercio. Il prezzo medio di un litro di benzina alla pompa nella settimana tra il 5 e l’11 giugno è stato di 1,512 euro. Con un certo entusiasmo l’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico fa sapere che lunedì scorso – 2 giorni fa quindi è il dato più aggiornato che c’è – il prezzo medio sarebbe sceso a 1,510 euro. Con un sostanzioso risparmio per noi consumatori di ben 0,002 euro. In calo anche se si fa fatica a definirlo vertiginoso è pure il prezzo del gasolio. Settimana scorsa era di 1,361 euro al litro. Che lunedì era in media di 1,353 euro.

Che ad alzare vertiginosamente i prezzi siano tasse e accise si sa. È bene ricordare qualche numero. L’Iva al litro sulla benzina è di 273 millesimi. Le accisa arrivano a 737 millesimi. Che fanno per lo Stato un introito, questo sì vertiginoso, di 1,010 euro per ogni litro. Se non bastasse il caro prezzi c’è l’ulteriore rincaro se la benzina si acquista in autostrada. Secondo Leonardo.itMoney la benzina in autostrada costa il 30 se non il 45% in più rispetto alla normale rete. Secondo Altroconsumo che ha fatto una ricerca molto dettagliata nel 2016 sulle autostrade nell’area di Milano la benzina costa il 9% in più, di Bologna il 6%, di Firenze l’11%, di Roma il 7% e addirittura il 12% a Napoli. Gestori e società autostradali si rimpallano la responsabilità su costo della benzina, addebitandolo alle royalties che queste ultime incassano per ogni litro venduto.

Marco Bulfon responsabile prezzi carburante di Altroconsumo ha pure un’altra idea: «Da noi c’è la benzina più cara d’Europa anche se l’Italia è uno dei massimi produttori al mondo di carburante. Questo avrebbe dovuto garantire prezzi più concorrenziali. Ma va a finire che il nostro carburante venduto in Francia là costa meno. Da noi c’è un gigantesco problema di distribuzione e di organizzazione». Per non parlare dei costi fissi. Delle royalties alle società autostradali e tutto il resto.

L’esperto risponde: «Fino a che lo Stato utilizza la benzina come salvadanaio siamo di fronte a una ingestibile follia. Da noi poi ci sono il doppio delle stazioni di servizio che in Europa». In Italia sono 24 mila solo sulla rete autostradale. Che vendono meno di 1 miliardo e 800 milioni di litri di carburante. Un dato sempre più in decrescita visto che l’oro nero è oramai caro come l’oro vero. E dal 2008 al 2013 la vendita sulla rete autostradale è crollata in media del 45%. Complice la crisi e non solo quella.

I BENZINAI: “COLPA DELLE ROYALTIES, A NOI RESTANO I CENTESIMI”  

Stefano Cantarelli, presidente della rete autostradale della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, perché fate pagare di più la benzina dopo il casello?  

«Intanto il costo di esercizio è più alto. Anche se è stato ridotto all’osso deve essere garantito personale 24 ore al giorno e non solo un servizio automatico alla pompa».

Basta per il salasso?  

«Il dato che incide molto sono le royalties che chiedono le società autostradali per assegnare alle compagnie petrolifere o ai gestori la singola area di servizio. Negli anni si è arrivati ad un costo che si aggira tra i 12 e i 13 centesimi al litro. Soldi che finiscono direttamente ai gestori».

In passato erano meno?  

«Fino al 2002, quando si è privatizzata la rete autostradale, le royalties arrivavano al massimo a 1 centesimo e mezzo al litro. Il problema che l’aggiudicazione è su base d’asta. Pur di accaparrarsi l’area di servizio anche le compagnie petrolifere offrono di più. Secondo un dato in nostro possesso le società autostradali incassano tra i 150 e i 160 milioni di euro l’anno».

Che Iva e accise siano tra le più alte in Europa lo sappiamo…  

«Sì, ma ricordiamo anche che al benzinaio, fatto un prezzo medio della benzina di 1,4 euro al litro, rimangono in tasca appena 5 centesimi».

C’è qualche anomalia su cui si potrebbe intervenire?  

«Bisognerebbe ristrutturare l’intera rete. Andrebbero chiusi il 30% degli impianti. Quelli che ci sono oramai sono decisamente troppi».

Si vende meno benzina?  

«La crisi ha picchiato duro anche in questo campo. Nel 2002 in autostrada si vendevano 4 miliardi di litri l’anno di carburante. Nel 2016 siamo a meno di 1,8 miliardi. Contro i 26/27 miliardi dell’intera rete ordinaria. Siamo sotto addirittura al 1979 quando la rete autostradale era grande la metà e si vendevano 2,5 miliardi di litri».

LE SOCIETA’ : “LE RESPONSABILI SONO LE COMPAGNIE PETROLIFERE”  

Luca Ungaro, lei è vicepresidente esecutivo di Autostrade per l’Italia e responsabile delle aree di servizio: i gestori degli impianti dicono che sia colpa vostra se la benzina in autostrada costa di più e costa troppo…  

«Noi facciamo le gare per le assegnazioni delle aree di servizio direttamente con le compagnie petrolifere. Sono loro poi, eventualmente, che le danno ai gestori».

Il presidente di Figisc dice che voi intascate 12-13 centesimi per ogni litro di benzina venduto sulla vostra rete.  

«Il nostro dato è diverso. Nell’ultimo biennio 2015-2016 abbiamo rinnovato i contratti con il 75% delle aree. Oggi le royalties valgono il 4% del prezzo al litro».

Sono le compagnie che offrono di più durante le vostre aste per accaparrarsi la singola area di servizio?  

«Le compagnie offrono royalties che sono in linea con gli altri punti vendita. Devono ovviamente trovare un equilibrio tra offerta e quanto puoi guadagneranno. Non avrebbe senso offrire troppo».

Però rimane troppo distante il prezzo tra benzina offerta in autostrada e quella venduta nelle altre aree di servizio. Perchè?  

«I differenziali alla pompa si stanno abbassando. Il Codacons farà comunicazioni sui prezzi nelle aree di servizio allineate con la rete stradale normale».

Non sono troppe le aree di servizio?

«Sono 24 mila. Andrebbero ridotte a 15 mila. Nel 2015 c’è già stato un ridimensionamento. Sull’intera rete autostradale sono state chiuse 30 aree di servizio e 15 sulle nostre reti. Ma le aree di servizio sono una ricchezza per l’utente. È vero che ce ne sono di più che in altri Paesi europei, ma questo garantisce una migliore assistenza. In media c’è un’area di servizio tra un casello e l’altro».

vivicentroit/economia
vivicentro/
lastampa/Perché la benzina in autostrada costa sempre più cara FABIO POLETTI

Juve Stabia, per la panchina una soluzione interna?

Juve Stabia, per la panchina una soluzione interna?

Mancano soltanto pochi giorni, poi si saprà dell’iscrizione della Juve Stabia al campionato, anche se il patron Manniello ha assicurato che non ci saranno problemi di alcun tipo. Bisogna, però, a questo punto, cominciare a pensare anche al futuro e a chi, soprattutto, affidare la panchina per la prossima stagione. Stando alle indiscrezioni, per la panchina la società stabiese starebbe pensando a Fabio Caserta, già vice di Gaetano Fontana e a Castellammare di Stabia da diversi anni.