APPROFONDIMENTO – Juve Stabia vincente, ma non ancora bella…come giusto che sia!
E anche la seconda è andata. La Juve Stabia batte per 3-0 la Rappresentativa Ciociaria. Una gara che ha visto tutti gli effettivi della rosa ruotare, come giusto che sia in questa prima parte di stagione e di ritiro in particolare.
Fabio Caserta ha mandato in campo due formazioni totalmente diverse nel corso dei due tempi, dai quali, però, è emerso il lavoro pesante dei giorni scorsi con gambe che, giustamente, non girano al meglio, appesantite dai carichi. Tranne qualche eccezione, con spunti degni di nota del duo esterno Strefezza-Berardi, si è vista la voglia di giocare matta di Esposito, che ha preso nella prima frazione di gioco il centrocampo in mano, mostrando le sue qualità in impostazione. Bene anche Crialese, i suoi cross tagliati, però, non sono stati sfruttati a dovere.
Dopo una prima frazione chiusa sullo 0-0, la ripresa diventa tutta altra storia con il risultato finale di 3-0 arrivato grazie ai gol di Rosafio, Lisi e Mastalli su calcio di rigore. Soddisfatto Caserta per l’attenzione e la voglia di lavorare dei suoi che, conunque, hanno mostrato alcune imperfezioni, a dire del tecnico stesso. Cancellotti e Atanasov, oltre a Mastalli e Lisi hanno dato qualità e quantità con il peso specifico che è aumentato a dismisura, facendo si che la gara venisse messa sul giusto binario.
C’è da lavorare ancora fino a sabato nel ritiro di Fiuggi, in attesa della coppa Italia di domenica contro il Bassano. La preparazione prosegue, nelle gambe serve mettere benzina utile per ciò che verrà ed è per questo che, al momento, non serve vedere il bel gioco, ma mostrare voglia di fare, questo si ed è ciò che si è visto nel mix di giovani-esperti che si sta creando.
L’Ensemble d’archi del Conservatorio San Pietro a Majella realizza un sogno di mezza estate ai Giardini La Mortella .
Gran pienone e standing ovation al teatro greco La Mortella di Forio D’Ischia per un concerto che ha entusiasmato il pubblico accorso da tutta Europa. I giovani ma esperti musicisti del Conservatorio San Pietro a Majella, guidati dal M° Antonio Colica, hanno accompagnato la violinista Anastasiya Petryshak, una fatina dal talento eccezionale, in un’esibizione da centellinare.
L’artista ucraina classe 94, reduce da successi internazionali, e che aveva già calcato la scena del teatro La Mortella due anni fa, ha esordito per la prima volta in felice connubio con l’Ensemble del Conservatorio napoletano riscuotendo il generoso plauso di un’attentissima platea.
Anastasiya Petryshak in concerto alla Mortella
Al suo attivo curriculum aggiunge una prestazione di alta qualità e conferma i successi ottenuti in precedenti esibizioni.
Dalle note dei giardini La Mortella si rileva, infatti: «Allieva del M° Salvatore Accardo, acquisisce una solida formazione nelle più importanti istituzioni musicali italiane ed europee, tra cui l‘Accademia Internazionale Walter Stauffer di Cremona, l’Accademia Chigiana di Siena, il Conservatorio di Parma, l’Istituto “C. Monteverdi” di Cremona, Con il M° Laura Gorna, si esibisce presso l’Accademia Internazionale di Imola. Diplomandosi e laureandosi ottiene il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Nel 2016 è ammessa nell’importante Accademia ZHdK di Zurigo, dove frequenta il Master in Specialized Music Performance Soloist, con il M° Rudolf Koelman. Contemporaneamente agli studi accademici si è perfezionata con Boris Belkin, Shlomo Mintz, Zakhar Bron, Pierre Amoyal e Felix Ayo. Vincitrice assoluta in numerosi concorsi nazionali e internazionali, è impegnata in un‘intensa attività concertistica come solista, suonando in alcune fra le più importanti istituzioni concertistiche italiane ed estere. Tra queste il Metropolitan Pavilion di New York, il Teatro Grande di Brescia, la sala Santa Cecilia di Roma, il Teatro Regio di Parma, il Teatro La Fenice di Venezia, il Duomo di Milano, il Teatro Ariston di Sanremo, il Teatro Verdi di Busseto e la spettacolare Basilica “Sagrada Familia” di Barcellona. Si è esibita al Santuario di Giovanni Paolo Il di Cracovia, e nella Basilica di Santo Stefano a Budapest. Ha collaborato con importanti orchestre, quali l’Orchestra sinfonica “Arturo Toscanini”, l’Orchestra Filarmonica Italiana, l’Orchestra Cantelli di Milano, l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra Rossini, l’Orchestra Carlo Coccia, l’Orquestra Simfònica del Valles e l’Orchestra Filarmonica Ucraina, sotto la guida di direttori come Marcello Rota, Gianluigi Gelmetti, Lorenzo Bizzarri, Alberto Orlandi e Andrea Battistoni. Suona in formazione cameristica con l’Orchestra da Camera Italiana, composta dai migliori allievi dell’Accademia Walter Stauffer di Cremona, diretta e fondata da Salvatore Accardo».
Si è inoltre esibita nel 2014 nella Città del Vaticano in Panis Angelicus con Andrea Bocelli.Nel 2016 a Firenze al Teatro Niccolini; Pistoia, Cattedrale di San Zeno; Budrio, Teatro Consorziale; Varallo Sesia, Teatro Civico; Venezia, Auditorium Lo Squero; Milano, Basilica di Sant’Ambrogio. Nel 2017 aGstaad, Kirche Saanen; Firenze, Chiesa di Ognissanti; Cremona, Teatro Ponchielli; Mantova, Palazzo Te; Tashkent, (Uzbekistan), Istiqlol Palace Concert Hall con Andrea Bocelli e il M° Carlo Bernini.
La violinista Anastasiya Petryshak
Durante il concerto di giovedì 20 luglio 2017 (penultimo della stagione estiva ai giardini La Mortella mentre il prossimo giovedì 27 sarà la messa in scena del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini eseguita dall’Opera Studio Academy Umberto Giordano di Foggia), l’artista ucraina ha espresso le sue doti di violinista eseguendo un ricco programma incentrato specialmente sulla celebre composizione di Antonio Vivaldi: le quattro stagioni.
La sezione di Archi del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli che ha accompagnato Anastasiya, è l’espressione degli studi e della formazione che si svolgono all’interno di questa istituzione storica. Tutti i suoi membri sono attualmente studenti. Il leader in quest’occasione è il Maestro Antonio Colica che, dopo aver guidato la sezione dei secondi violini nella rinomata Orchestra Alessandro Scarlatti della RAI Radio e Televisione di Napoli, è attualmente Professore di Violino presso il Conservatorio.
Il teatro greco dei giardini La Mortella
Lo stupendo panorama del teatro greco, realizzato tra il 203 dalla signora Susana Valeria Rosa Maria Gil Passo, consorte del famoso compositore inglese Sir William Walton, ben si presta a questi eventi, sia per la magica atmosfera dell’ambiente immerso nel verde con intenso profumo di mirto, sia perché l’abbinamento visita al giardino botanico più concerto, è offerto dalla Fondazione Walton a prezzi vantaggiosi. Recandosi nel pomeriggio ai giardini La Mortella si possono, infatti, ammirare fiori e piante provenienti da tutto il mondo che in questo particolare angolo dell’isola d’Ischia hanno trovato il loro habitat ideale.
Il giardino fu ideato dal famoso architetto paesaggista Russell Page, cui si era rivolta Lady Susan nel 1956, lo integrò fra le pittoresche formazioni rocciose di origine vulcanica. La Mortella è divisa in due parti: un giardino più basso, nella valle, ed un giardino superiore sulla collina, terrazzato con muri a secco; si estende per un’area di circa due ettari ed ospita una vastissima raccolta di piante esotiche e rare, che viene arricchita di anno in anno; per varietà e ricchezza delle collezioni. L’ambiente è concepito con gusto e abilità, sfruttando al meglio lo spettacolare ambiente roccioso e i panorami sul mediterraneo, ed è arricchito da piscine, fontane, ruscelli, che permettono la coltivazione di una superba collezione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali. Le varie zone del giardino sono intrecciate da viali, sentieri, muri a secco, rampe e scalette, che permettono ai visitatori di raggiungere la zona più alta dove si godono splendide vedute sulla baia di Forio. Nel giardino ci sono tre serre tropicali: la ‘Victoria House’, dove viene coltivata la Victoria amazzonica, la Serra delle Orchidee ed il Tempio del Sole.
Altri punti d’interesse sono la Sala Thai, dove si realizzano costantemente incontri musicali di artisti internazionali. La Sala Thai è un luogo quieto per la meditazione, immerso un’atmosfera orientale, circondato da fiori di loto, peonie, bambù e aceri giapponesi. Altra attrazione è la Cascata del Coccodrillo, sempre nel giardino superiore, il cui corso d’acqua si snoda fra ulivi e agapanthus.
Da non perdere il Ninfeo, dal sorprendente disegno formale fra la vegetazione mediterranea, e la Roccia di William, dove sono custodite le ceneri del compositore. Il lavoro di Lady Walton nel creare La Mortella un giardino incantato è ben noto fra gli appassionati del mondo dei giardini e delle piante, al punto che un ibrido di orchidea nuovo ha ricevuto il suo nome: la Miltassia Lady Susana Walton che può essere ammirata nella Serra delle Orchidee a Forio d’Ischia.
Kabul continua a essere vittima dell’offensiva talebana. Questa mattina (alle 7 ora locale) un veicolo si è lanciato contro un bus che trasportava dipendenti del ministero delle miniere. Le vittime sarebbero almeno 37.
ATTACCO SUICIDA
L’attentato suicida ha colpito un quartiere a maggioranza sciita della capitale Kabul, dove abitano molti appartenenti alla etnia hazara, minoranza etnica di religione islamica sciita già colpita in passato.
Tre veicoli civili e 15 negozi sono stati distrutti o danneggiati a causa della deflagrazione, ha riferito il ministero dell’interno in un comunicato. La polizia ha già isolato la zona colpita, vicina all’abitazione del leader politico e ex signore della guerra Mohammad Mohaqiq.
RIVENDICAZIONE
In una dichiarazione rilasciata sull’app Telegram, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha parlato di un’esplosione che ha colpito due autobus della Direzione nazionale della sicurezza – il servizio dell’intelligence operante in Afghanistan – uccidendo 37 persone.
UN PAESE NELLA MORSA DEI TALEBANI
L’intero Paese è alle prese, in questi giorni, con una violenta offensiva talebana: venerdì, nella turbolenta provincia di Kandahar, sono state rapite 70 persone, di cui una trentina sono state liberate e altrettante disperse, fa sapere la polizia di Kandahar.
Inoltre, lo scorso 31 maggio un camion-bomba si è fatto esplodere proprio nel quartiere diplomatico di Kabul, uccidendo 150 persone e ferendone 300. Si tratta dell’attentato più sanguinoso da quando, nel 2011, è cominciata l’invasione statunitense nel paese.
Aurelio De Laurentiis pazzo di Federico Chiesa. Il gioiellino viola potrebbe essere al centro di un colloquio nei prossimi giorni tra il presidente azzurro e Della Valle. La Fiorentina ha ribadito di non volerlo cedere ma De Laurentiis potrebbe gettare le basi quest’estate e concludere la trattativa nella prossima. Occhio a Zapata e Giaccherini che potrebbero essere gli apripista visto che piacciono tanto a Pioli. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.
A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista della Rai ed esperto di calciomercato. Ecco quanto evidenziato:
“Rinnovo Ghoulam? L’algerino resta, ormai siamo ai dettagli e l’ufficialità potrebbe arrivare entro questa settimana. Zapata? Su di lui resta forte l’interesse di Torino e Fiorentina, tuttavia va detto che De Laurentiis preferirebbe cederlo in Premier League. Per quanto riguarda Tonelli c’è da registrare una frenata con il Torino, il difensore però è in uscita”.
Juve Stabia, Dentice e quella curiosità che arriva dalle scarpette…
La Juve Stabia lavora sul campo di Fiuggi, prosegue il suo ritiro agli ordini di Fabio Caserta e Ciro Ferrara. Si suda, si lavora, ci si prepara al meglio per la stagione che ci verrà. Tra i nuovi incuriosisce molto Pietro Dentice, esterno tuttofare sia dell’out destro che sinistro, senza differenza.
Una curiosità, appunto, osservando da vicino, dal ritiro che abbiamo seguito a Fiuggi nella giornata di ieri (CLICCA QUI per rivedere le immagini dell’amichevole), le scarpe indossate dal calciatore, ci siamo accorti di due lettere ‘PG’ e ci siamo incuriositi. Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro, quelle due lettere stanno per ‘Pietro e Giacomo’, il nome dello stesso Dentice e del suo agente, Giacomo Ferrara con il quale ha un rapporto di amicizia che va oltre il lavoro. Lo stesso agente ha confermato il rapporto umano che esiste tra loro prima di ogni altra cosa.
a cura di Ciro Novellino
RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione obbligatoria della fonte www.vivicentro.it
A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, esperto mercato della Rai. Ecco quanto evidenziato:
“Facundo Fraga, agente di Rulli e intermediario nella trattativa, ha presentato alla Real Sociedad un’offerta di 15 milioni da parte del Napoli. Il club spagnolo non vuole neanche considerare questa proposta, la richiesta è di 26 milioni. Giuntoli, invece, continua a trattare con il City nel tentativo di ridurre la percentuale da corrispondere agli inglesi. Il ds partenopeo chiederà a De Lareuntiis un extra budget in modo da arrivare a 20 milioni cash. Napoli che comunque continua trattare con Reina e con Karnezis nel caso la trattativa non dovesse andare in porto”.
A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol’, è intervenuto il conduttore Diego De Luca rilasciando alcune dichiarazioni:
“Il Napoli ha fatto un tentativo per Rulli nelle ultime ore. La Real Sociedad chiede i 40 milioni della clausola rescissoria, mentre la società partenopea fa leva sulla volontà del ragazzo che vuole vestire l’azzurro. Sarebbe davvero molto felice ma vorrebbe fare il titolare. La trattativa, però, prescinde totalmente dalla questione contrattuale di Reina”.
Rivivi le emozioni della seconda amichevole stagionale con la nostra sintesi curata da Ciro Novellino e montata da Mario Vollono i nostri due inviati a Fiuggi per seguire il ritiro della Juve Stabia.
Caserta carica i suoi, dalla tribuna si sente: “Date il 101%!”
Juve Stabia in maglia verde fluo, Ciociaria in maglia blu con decorazioni gialle
5′ Esposito batte un calcio di punizione in area, ma Viola non riesce ad agganciare per battere a rete
8′ Traversone di Crialese, palla troppo lunga che si spegne sul fondo
13′ Numero di Strefezza, palla in corner
16′ Ci prova Viola di testa, palla sul fondo: traversone bello dalla destra di Berardi
29′ Geck prova il gol da centrocampo ma Zanotti è attento e blocca
35′ Cambio per le Vespe: dentro Bacci e fuori Zanotti
SECONDO TEMPO
Juve Stabia in campo con: Bacci, Cancellotti, Atanasov, Bachini, Dentice, Matute, Mastalli, Osei, Lisi, Rosafio, Nabil
7′ Traversa di Rosafio: scucchiaia colpendo la parte alta della trasversale
14′ GOOOOOOOOOOL della Juve Stabia, Rosafio si libera in area e calcia a giro sul palo lungo
19′ GOOOOOOOOOL della Juve Stabia, Matute per Lisi che fa 2-0!
21′ GOOOOOOOOOOOL della Juve Stabia, Mastalli non perdona dal dischetto, dopo l’atterramento in area di Lisi lanciato a rete
34′ Clamorosa azione da gol fallita da Dimitri che a due metri dalla porta spara alto
Finisce 3 a 0 per le Vespe. La prossima settimana sarà l’ultima di preparazione prima del match di Tim Cup (primo turno eliminatorio) con il Bassano di domenica 30 luglio.
Juve Stabia, la Lega non concede deroghe: la coppa Italia non si giocherà al Menti
Ieri l’apertura ad una possibilità di vedere allo stadio Romeo Menti la Juve Stabia giocare contro il Bassano la propria gara di Coppa Italia. In attesa dei lavori al manto erboso che cominceranno intorno al 10 agosto, salvo complicazioni, l’idea era di quelle che facevano piacere a tutti, tifosi in primis con la società impegnata attivamente per rendere realtà questa ipotesi.
Purtroppo, però, questa mattina l’esito negativo. Infatti, secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione è difficile che si possa giocare a Castellammare di Stabia e al Menti in quanto la Lega di A non concede deroghe. Quasi sicuramente, la gara con il Bassano si giocherà al Pinto di Caserta.
Siracusa-Renate: le pantere si rivolgono alla Lega Pro
La notizia ormai sembra essere ufficiale, il Siracusa sembra essere stato costretto a rinunciare a trovare uno stadio in Sicilia e optare per lo stadio Lombardo.
I tifosi che decideranno di andare ad assistere alla gara dovranno affrontare ben 1432 km.
La notizia non è stata accettata con serenità dal pubblico Siracusano, che speravano di riuscire a vedere giocare la squadra in casa o in uno stadio vicino alla propria città.
La notizia di PianetaEmpoli.it riporterebbe il motivo di tale decisione:
Il Siracusa ha provato a chiedere da prima lo spostamento della gara e poi il campo neutro in una località vicina ma i nerazzurri lombardi si sono messi di traverso attaccandosi al regolamento ed innescando quindi un piccolo caso diplomatico.
A mettere tutti a tacere è stata la Lega che, vista la non disponibilità dello stadio “De Simone” di Siracusa, ha disposto che la gara si giochi domenica 30 luglio a Meda con inizio alle ore 16:00
Lo stadio delle pantere, Stadio Comunale “Città di Meda” – Via Icmesa 25, Meda (MB), dispone di un rettangolo di gioco in erba naturale (105 x 63 metri). Attorno al campo di gioco si sviluppa la pista di atletica leggera.
La capienza degli spalti è di circa 2500 posti tutti a sedere, suddivisi in tre tribune parzialmente coperte (totale sulla tribuna centrale, parziale sulle tribune laterali), poste una successiva all’altra.
La competizione avrà luogo il 30 luglio 2017 alle ore 16:00
Jorginho: “Tifosi ci stiano vicini anche nelle difficoltà. Scudetto? Dobbiamo vincerle tutte”
Intervista esclusiva per il centrocampista del Napoli Jorginho a Tv Luna: “Si è stato un ritiro diverso, abbiamo sentito il calore dei nostri tifosi ancora di più. Stiamo lavorando bene ma come sempre abbiamo da migliorare e stiamo cercando di farlo”.
Percepite un grande entusiasmo attorno a voi? “Sì, per noi questa è benzina. La carica che arriva dall’esterno ci da motivazione, sicuramente arriveranno momenti difficili perché la stagione è lunga ma speriamo che questo entusiasmo resti anche nei momenti difficili perché è lì che ne avremo bisogno. Vogliamo fare una grande stagione”.
Cosa fai quando senti parlare di scudetto? “Non sono scaramantico, noi dobbiamo pensare solo a vincere le partite e la somma si farà alla fine. In ogni gara dobbiamo avere la fame di vincere, anche nelle partitelle tra di noi. Scudetto? Noi lottiamo per vincere tutte le partite, lo scudetto sarebbe una conseguenza se riuscissimo a farlo. Non oso immaginare cosa potrebbe accadere a Napoli in caso di tricolore, sappiamo che è difficile. Serve umiltà, non possiamo pensare di vincere le partite senza soffrire. Non è solo con il bel calcio che si vince le partite, ci saranno gare difficili e lì dovremmo essere bravi a vincere lo stesso”.
Che campionato sarà per Jorginho? “Il livello personale è in secondo piano, la mia stagione sarà buona se la squadra farà una buona stagione. Perché io possa fare bene serve che tutti i miei compagni e lo staff facciano un buon lavoro. Jorginho viene in secondo piano, al primo posto c’è la squadra. Io sono comunque orgoglioso di quello che ho fatto e di quello che farò. Cerco sempre di crescere perché non mi accontento mai”.
Chi è il vostro avversario principale? “Noi stessi, dobbiamo cercare di migliorarci rispetto allo scorso anno. Dobbiamo provare a fare sempre meglio, se riusciamo ad andare oltre i nostri limiti possiamo fare grandi cose.
Come si fa a convincere Sarri a tenere Diawara in panchina e Jorginho in campo?“Bisogna chiederlo a lui (ride, ndr). La verità è che tutti vogliono giocare, ma in un gruppo tutti devono dare il suo contributo. Io vorrei sempre giocare, ma quando gioca Amadou io spero sempre che possa dare una mano per portare la squadra alla vittoria”.
A Fiuggi sede del ritiro della Juve Stabia abbiamo incontrato tra i tanti calciatori anche Salvatore Sandomenico. Dopo la gara amichevole vinta contro la Rappresentativa Ciociaria si è concesso ad una breve intervista raccolta dal collega Francesco Sabatino di Metropolis presente con noi al ritiro di Fiuggi, queste sono state le sue parole:
Hai già avuto un incontro la società e il presidente Manniello?
Sono in attesa di una chiamata dal presidente Franco Manniello. Ma penso e spero che si possa raggiungere un accordo per la mia permanenza.
Quali sono le tue sensazioni di questa prima settimana di ritiro?
Qui ho trovato un gruppo bellissimo, con alcuni vecchi amici come Nava e Matute, e a dire il vero ho legato un po’ con tutti. Poi il mio carattere mi porta ad essere un ragazzo molto socievole.
Cosa vuoi dire ai nostri tifosi?
Ai tifosi voglio dire di dimenticare lo scorso campionato, bisogna voltare pagina e fare meglio di prima.
Cosa ne pensi riguardo ciò che è accaduto la scorsa stagione?
Per quanto riguarda ciò che è andato storto l’anno scorso posso solo dire che se in una squadra prima in classifica togli 4-5 persone che pur giocando poco fanno gruppo è chiaro che il giocattolo si rompe. Adesso bisogna aspettare la scelta di Sandomenico, se accetterà la proposta del presidente Manniello di ridursi l’ingaggio e prolungare il contratto, o se cercherà spazio in altre squadre.
Ancora una volta il ponte alla periferia di Castellammare, sulla strada che collega la città stabiese e Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate crea problemi di viabilità.
Pochi minuti fa un tir ha rischiato di impattare il ponte, a causa del rimorchio troppo alto. Fortunatamente il conducente dell’articolato si è reso conto del problema prima di urtare il ponte, ed ha arrestato la sua corsa, bloccando inevitabilmente il traffico.
Il camionista ha chiamato i Carabinieri, che sono giunti sul posto per regolarizzare il traffico e consentire alle autovetture, nel frattempo incolonnate, di proseguire in entrambi i sensi di marcia.
A rendere più complessa la situazione, la presenza di vari camion colmi di pomodori, anch’essi bloccati nel traffico e in preda a difficoltà di manovra.
Ennesimo episodio problematico circa questo ponte ormai famoso a Castellammare e che in passato ha causato anche ribaltamenti di camion e tir.
Oltre all’altezza inadeguata, tra i problemi vi è la assenza di segnalazione, che non consente ai camionisti di venire a conoscenza con sufficiente anticipo del possibile problema.
“Momento o motivo della vita affettiva caratterizzato da uno stato di violenta e persistente emozione, spec. in quanto riconducibile a un ambito erotico-sentimentale o in contrasto con le esigenze della razionalità e dell’obiettività”. Questo il significato della parola ‘PASSIONE’ almeno secondo il dizionario Zanichelli. Daniele De Rossi è senza dubbio un passionale. Gli indizi? Molteplici: bacia la maglia giallorossa (l’unica che abbia mai vestito, se si esclude quella bianca e viola dell’Ostiamare, società nella quale ha militato fino all’età di 16 anni prima con il ruolo di terzino, poi di attaccante) e gli si gonfia la giugulare quando esulta. La giugulare è quella vena che riporta il sangue carico di anidride carbonica dalla testa al cuore affinché venga drenato. Testa-cuore è il dualismo spesso irriducibile che dà corpo alla passione, anche a quella per i due colori di una casacca. Tutto torna.
AB INITIO – Il ragazzino biondo oggi capitano, nasce il 24 luglio del 1983 (che è anche l’anno in cui al cinema esce Scarface e l’anno della scomparsa di Emanuela Orlandi oltre che del caso Enzo Tortora) e ben presto comprende che la sua vita sarà fatta di pane e calci ad un pallone. Dicevamo delle prime esperienze calcistiche nella squadra della sua città, Ostia, e poi a 17 anni l’approdo nel settore giovanile giallorosso dove il padre Alberto era già allenatore della Primavera. È Bencivenga a ritagliargli il ruolo che farà le sue fortune sul rettangolo di gioco: lo prova come centrocampista ed il ragazzino va. E come se va…nel 2001 Daniele viene convocato in prima squadra. Sembra un sogno: nell’anno dello scudetto, lui appena diciottenne ha la possibilità di giocare gomito a gomito con mostri sacri come Batistuta, Montella, Totti, Samuel, Cafu, Zago, Del Vecchio, Aldair, Emerson e lo stesso Eusebio Di Francesco, che oggi a distanza di 16 lunghi anni, si ritrova come allenatore. A piccoli passi, già nella stagione 2001-2002 riesce ad accumulare 194′ giocati tra Coppa Italia e Champions League (in cui entrò al 70′ della sfida contro l’Anderlecht che finì con il risultato di 1-1). Stagione 2002-2003, 344′ giocati in totale tra tutte le competizioni, 4 presenze in Serie A e le prime 2 reti segnate con la maglia della sua amata Roma, una contro il Torino il 10 maggio 2003 ed un’altra il 23 maggio contro l’Atalanta (entrambe all’Olimpico, davanti al suo pubblico, per iniziare ad educare la giugulare). Da allora, una crescita esponenziale, tanto che nel 2003-2004 sfonda il tetto dei mille minuti disputati sul campo, nel 2004-2005 sono più di 3000 i minuti totalizzati con 38 presenze complessive e 4 gol. Nella stessa stagione arrivano anche le prime gioie legate alla Nazionale, alla quale De Rossi tiene tantissimo: vince l’Europeo Under 21. Nell’anno successivo va a segno addirittura per 6 volte, un bottino considerevole per uno di soli 22 anni che ormai di mestiere fa il mediano. Del resto, a stare a sentire Ligabue il mediano è quello che “segna sempre poco, che il pallone deve darlo a chi finalizza il gioco“. Il 2006-2007 l’anno campale: si laurea campione del mondo con la spedizione azzurra guidata da Lippi e conquista il primo trofeo vinto da vero protagonista con la sua Roma: la Coppa Italia. Nella finale di andata di quella competizione, segna un gol decisivo contro l’Inter, sempre all’Olimpico, sempre davanti al suo pubblico che lo acclama come figlio di Roma di cui potersi vantare. Nel 2007-2008 arrivano la seconda Coppa Italia e la Supercoppa Italiana da mettere in bacheca. Anche in Supercoppa, il gol decisivo, sempre contro l’Inter, porta la sua firma. Nel 2009/2010, la sua stagione più prolifica, con ben 11 reti all’attivo. Ad oggi, le statistiche contano 561 gare ufficiali e 419 partite giocate in Serie A, 41 reti complessive in Serie A e 59 totali tra Coppa Italia, Champions League, Europa League, Coppa Uefa, qualificazione Europa League e Supercoppa Tim, tutte con un’unica maglia. Dal 30 giugno 2017, con l’addio al calcio giocato di Francesco Totti, capitan futuro è diventato ufficialmente capitan presente a 34 anni di età compiuti quest’oggi.
ODI ET AMO – Dopo Roma-Inter del 27 marzo 2010, disse: “La Roma la amo troppo, viene dopo mia figlia. Non è ruffianeria. Mi viene da baciarla la Roma.” Ma si sa, questa è una città particolare. Se ne era già accorto Goethe agli inizi dell’800, quando, strabiliato dalla bellezza dell’Urbe, scriveva che “solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma”. E forse Daniele De Rossi dalla sua Roma non è mai stato compreso fino in fondo. Il malumore per uno stipendio elevato e le chiacchiere da bar di una parte della tifoseria e degli addetti ai lavori sulla sua vita privata si sono fatte negli anni insistenti e fin troppo indiscrete. Male, perché il pollice verso non dovresti mai riservarlo ad un figlio che fa di tutto per renderti fiero, ad un ragazzo di quelli a cui si gonfia il petto pensando a “mamma Roma”. Ora tutto questo rappresenta un capitolo concluso e da fine agosto in poi quella fascia al braccio di Daniele cancellerà ogni asprezza passata, presente e futura. Lui, nonostante tutto, è rimasto sempre fedele a sé stesso e a quella passione che forse soprattutto quando ti fa soffrire merita di essere vissuta. Ma questa è una cosa che non a tutti è concesso di comprendere. Forse, solo agli stessi che si sono lasciati rigare il volto da una lacrima quando Daniele ha detto: “Ho un unico rimpianto, quello di poter donare alla Roma una sola carriera“.
Gli scatti del ritiro precampionato della Juve Stabia presso il Centro Sportivo Comunale di Fiuggi
Per le Vespe è stata come sempre una giornata intensa nella città laziale, dove si stanno preparando per affrontare la stagione calcistica 2017-2018.
Dopo una sequenza di riscaldamento e preparazione atletica, con tanta corsa e palestra. la squadra, sotto lo sguardo vigile del duo Caserta-Ferrara, ha provato gli schemi su calci di punizione e calci d’angolo. L’allenamento mattutino è terminato verso le ore 12. Dopo un breve spuntino a base di frutta fresca, la comitiva gialloblè a bordo di un pulmino hanno raggiunto l’Hotel Italia dove hanno pranzato alle 12:45 prima del riposino pomeridiano.
Intorno alle 17:40 inizia il match amichevole della Juve Stabia, in maglia verde, contro la Rappresentativa Ciociaria, in maglia blu con decorazioni gialle, che termina con il risultato 3-0 per la compagine stabiese: hanno segnato nel corso del secondo tempo Rosafio, Lisi e Mastalli su calcio di rigore.
Di seguito le foto scattate dal nostro fotografo ufficiale Antonio Gargiulo che durante questa giornata del ritiro gialloblè ha immortalato i momenti più significativi.
UFFICIALE – Juve Stabia, Spina si lega ancora di più al settore giovanile
Arriva la firma che lo legherà ancora alla Juve Stabia anche per Alberto Spina, portiere classe 2003. L’estremo difensore, che lo scorso anno ha disputato parte della stagione con l’Under 15 Nazionale, ha messo nero su bianco e resterà con le Vespe per le prossime stagioni.
Che il settore bancario – nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – non fosse propriamente solido, già si sapeva, visto che il governo negli ultimi anni ha lanciato a diversi istituti di credito sulla via del default i suoi salvagente.
Del resto un infallibile indicatore della crisi finanziaria del comparto sono stati gli esuberi presentati nei vari piani industriali da istituti anche solidi; ma la coda del serpente non sembra ancora in vista, visto che i dati riguardanti il primo semestre del 2017, in termini di esuberi, sono piuttosto allarmanti: 17.500. Entro il 2020 si stima un’impennata che potrebbe arrivare a circa 30mila.
E’ noto che salvare Banca Marche, Popolare Etruria e CariChieti, per rimetterle sulla carreggiata della redditività, si deve agire con interventi pesanti sull’occupazione, il che significa non solo ottimizzare i piani di spesa amministrativa, ma anche operare tagli dolorosi, eliminando 140 sportelli e oltre 1.500 dipendenti.
Numeri che non descrivono orizzonti liberi da tempeste occupazionali, ed è proprio l’Ufficio Studi della First (Federazione italiana Reti dei Servizi del Terziario) Cisl, a darne conto; con questi prospetti la gestione degli esuberi diventa veramente una sofferenza per il comparto. La First Cisl definisce l’ascesa degli esuberi ‘un’ecatombe occupazionale’. Dichiara al riguardo Giulio Romani, Segretario Generale:
“Gli accordi che abbiamo sottoscritto da gennaio ad oggi, i piani industriali presentati in corso d’anno e gli annunci pervenuti portano intorno a 17.500 i nuovi esuberi decisi solo in questa prima parte del 2017. Un’ecatombe occupazionale, cui come sindacato abbiamo fatto fronte con responsabilità, utilizzando gli ammortizzatori di sistema e, nel caso delle popolari venete, anche l’intervento dello Stato”
Per gli istituti di credito significa, in termini di oneri, ben 2 mld di euro. Da questi numeri vanno estrapolate le uscite di Intesa Sanpaolo, considerato che vi è il supporto del Governo (diretto al salvataggio delle banche venete), per un importo di 1,2 mld di euro.
Sergio Romani non nasconde le preoccupazioni per l’aumento degli esuberi, che sembra incontrollabile, e aggiunge:
“Non si può continuare così, e soprattutto è ora di smetterla di pensare che il taglio del personale sia diretta conseguenza delle problematicità del credito o della digitalizzazione. Il vero problema è che le banche intervengono sui processi organizzativi senza investire su prodotti e servizi, che invece sono la leva necessaria per agire sul versante dei ricavi e per rilanciare la fiducia della clientela e anche l’occupazione del settore”.
Secondo le analisi dell’Ufficio studi (First Cisl), la parte più consistente degli esuberi è da attribuire agli istituti più blasonati. A febbraio, UniCredit, aveva sottoscritto un accordo che metteva in conto l’uscita di quasi 4mila dipendenti, il che significa il ricorso scontato al Fondo solidarietà del comparto, con un limite di 54 mesi.
E sempre secondo il rendiconto di questi studi, Intesa Sanpaolo, nel corso della travagliata integrazione delle banche venete, ha chiesto un’estensione dell’utilizzo del Fondo che si protrarrà fino a 84 mesi, e riguarderà i primi mille esuberi. Mentre per le ulteriori uscite (che sono circa 3 mila), l’utilizzo sarà a 60 mesi..
Puntando l’osservatorio su Monte dei Paschi, altro importante istituto, gli esuberi ruotano intorno a 5.500, soggetti però a trattative con il sindacato. E il repertorio è ancora lungo, oltre alle già citate uscite di Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria, ci sono le 340 di Cariferrara, condizione per l’acquisizione nella ‘famiglia’ Bper.
E a Carige, dopo i 600 esuberi già prospettati, se ne aggiugono altri 150, ma secondo le analisi della First Cisl, si potrebbe arrivare a 900 uscite. E’ recente anche l’accordo raggiunto dall’Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, dove gli esuberi sfiorano i 350.
E poi ci sono quelli delle Casse di Risparmio di Rimini, Cariparma Crédit Agricole, la Popolare di Bari, che presenta un piano di tagli pari a 500 uscite. Sono numeri che impressionano, la crisi è sempre dietro la porta, come un’insidia che induce ad immolare decine di migliaia di posti di lavoro. Ma in definitiva è anche il prezzo che si paga alle scatole cinesi che presenta il fenomeno della globalizzazione, dove i conti non si fanno più tra le ‘pareti’ di casa, ma con quelle del ‘vicino’.
L’Ufficio studi della Cisl, infine punta l’attenzione alle società che Intesa Sanpaolo, nel corso dell’”operazione banche venete”, non ha assorbito. A questo riguardo puntualizza il Segretario Generale Giulio Romani:
“Non vorremmo che a breve ci dovessimo trovare ad affrontare una nuova emergenza, quella dei 726 lavoratori delle società escluse dal perimetro acquisito da Intesa Sanpaolo. Serve dare urgentemente una risposta a queste persone, evitando che si ripeta quanto purtroppo già successo in altre situazioni di difficoltà irrisolte negli ultimi anni, quali Hypo Alpe Adria o le società satellite di Banca delle Marche”
Ounas piccolo e sgusciante, potrebbe essere il jolly dell’attacco
Il Mattino, a firma di Mimmo Carratelli, dà i voti al ritiro del Napoli. Per il nuovo acquisto Ounas, addirittura un bel 7: “Vent’anni, piccolo (1,72) e sgusciante. Un gol “facile” ai dilettanti dell’Anaunia. Un gran gol contro il Trento sul lancio centrale di Jorginho, tocco filtrante da centravanti sull’uscita del portiere. Firma il pareggio col Chievo, rapido nel battere a rete. Tre assist, un palo. Gioca a destra subentrando a Callejon, ma potrebbe essere un jolly su tutto il fronte dell’attacco”.
Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica: “Che sia una trappola, l’ha capito solo Maurizio Sarri. Era già irritato per le troppe spie che osservano i suoi allenamenti per conto di altri allenatori. Il presidente aveva anche pensato di nascondere il campo con teloni, ma avrebbe deluso migliaia di tifosi, in Trentino si sono alternati in 60 mila intorno al Napoli. Ci si mettono gli avversari con ipocriti pronostici: “Al Napoli lo scudetto 2018”. Come se il campionato fosse alla fine, manca invece un mese all’inizio. Il Napoli vuol lottare per lo scudetto, certo. L’ha detto il presidente. Lo giura la squadra, illimitata come sempre nelle promesse. Ne sono certi i tifosi, eccitati da giustificato ottimismo. Ci proverà Sarri, come no, ma il suo Napoli è ancora da sistemare. L’immagine del primo bilancio: una squadra euforica e compatta, micidiale in fase offensiva, squilibrata in difesa. Facile pensare ad un’azione di depistaggio quindi, se tutti candidano il Napoli per lo scudetto, in testa persino Walter Sabatini, il manager chiamato dai cinesi a Milano perché facesse vincere l’Inter. Sarri si è accorto che il Napoli si è caricato di responsabilità, non si sottrae, ma che lo aiutino tutti, giocatori e tifosi. La conferma della squadra in blocco dimostra buon senso e coerenza, se il presidente sdogana la parola scudetto. Ma non basta trattenere i migliori se non si interviene sul settore più debole. Vista anche la partita di Trento, faticoso pareggio con il Chievo Verona dopo durissimi allenamenti, si rilevano gli stessi disguidi in difesa. L’anno scorso il Napoli ha segnato 96 gol. Più di tutti. Un record come il suo primato di punti: 86, il massimo nella sua storia. L’attacco è ancora più forte, pronto a ripetersi. Ha i tre scattanti motorini per entrare nei vicoli delle difese più strette (Mertens, Insigne e Callejon) in adorabile sincronismo ed ha in più un poderoso suv come Milik, restituito alla sua fama di bomber d’urto. Non è finita. Giuntoli ha scoperto un gioiello, Adam Ounas, franco-algerino, un mancino di stile e tempismo che si infila dalla destra. Peccato che Giuntoli abbia dovuto mollare Berenguer, uno spagnolo di velocità e resistenza, soffiato dal Torino ad un Napoli attendista. Non l’ha preso perché non aveva prima ceduto Giaccherini. In controluce con le magie di un attacco irresistibile, la difesa non progredisce. Dopo i 39 gol subiti va corretta se ha preso il 49% su palle alte. Sui calci piazzati ripete gli errori. Per Ghoulam c’è un ricambio, Mario Rui, terzino di proposta ma da recuperare. Almeno Hysaj meritava una robusta alternativa, che garantisse una migliore difesa del generoso Maggio. Una statistica infine invita a chiarire presto la gerarchia dei portieri. Reina sarà il titolare, ma non si sa altro per secondo e terzo. Il Napoli è stato secondo solo alla Juve per tiri ricevuti: 10,3 a partita contro 9,3. Ma il portiere è solo 11esimo nel rapporto tiri-parate: il 69,1. Ingeneroso mettere in croce solo Reina, ozioso parlare solo di “errori individuali”. Ma errori comunque, da evitare per non sprecare il tesoro di un fantastico attacco”.