Home Blog Pagina 5751

Blitz di Macron sulla Libia

0
Il blitz diplomatico di Emmanuel Macron disegna il futuro della Libia, riunendo a Parigi il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Sarraj e il leader ribelle Khalifa Haftar. L’intesa si basa su tre punti: cessate il fuoco, impegno a fermare i flussi di migranti e garanzia sulle elezioni nella primavera del 2018.

L’intervento della diplomazia francese relega l’Italia a un ruolo secondario nel Paese nordafricano: l’Italia poteva avere l’inviato Onu in Libia ma ci ha rinunciato, causando stupore al Palazzo di Vetro. 

Ecco perché l’Italia ha rinunciato ad avere l’inviato Onu in Libia

Roma non ha appoggiato la candidatura del nostro diplomatico Lamberto Zannier. La motivazione ufficiale: il passato coloniale. Stupore a Palazzo di Vetro

NEW YORK – Qualunque seguito abbia il vertice di Celle Saint-Cloud tra Fayez al-Sarraj e Khalifa Haftar, emerge l’intento di Emmanuel Macron di infilarsi sul terreno libico dove l’Italia ha cercato di ritagliarsi un ruolo di interlocutore privilegiato negli ultimi anni. E lo fa anche sfruttando gli spazi vuoti lasciati dalla stessa Italia in merito al dossier del Paese maghrebino, come ad esempio l’incarico di rappresentante del segretario generale delle Nazioni Unite in Libia. Incarico oggi ricoperto da Ghassan Salamè, politico e diplomatico libanese con vigorosi legami proprio con la Francia, ma che poteva essere di titolarità italiana. A confermarlo sono funzionari del Palazzo di Vetro tanto quanto fonti vicine agli ambienti governativi di Roma e Tripoli. «Antonio Guterres aveva preso in seria considerazione la persona di Lamberto Zannier quale inviato per la Libia – spiegano – e lo aveva inserito nella rosa ristretta dei finalisti, forte anche della conoscenza che i due avevano sviluppato nei rispettivi incarichi operativi proprio in ambito Onu».

LEGGI ANCHE: Il blitz diplomatico di Emmanuel Macron: doccia fredda per Roma

Tutto questo accadeva proprio quando Zannier, proveniente dai ranghi della Farnesina, ma fuori ruolo in organismi internazionali per gran parte della carriera, era prossimo a completare il suo mandato di segretario generale dell’Osce. Già rappresentante speciale di Ban Ki-moon per il Kosovo, il diplomatico italiano appariva all’attuale numero uno del Palazzo di Vetro la scelta forse più opportuna per sostituire il tedesco Martin Kobler, per il suo profilo e per le connessioni di carattere politico, sociale e geostrategico che il Paese maghrebino ha con l’Italia, a partire dalla questione dei migranti. La tempistica inoltre giocava a suo favore visto che avrebbe terminato di lì a poco il suo incarico alla guida dell’Osce iniziato nel 2011.

Le cose però hanno seguito un corso diverso visto che l’incarico in Libia è stato affidato dapprima al palestinese Salam Fayyad e poi al libanese Ghassan Salamè. A Zannier è stato invece assegnato l’Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali per l’Osce, incarico assunto qualche giorno fa. «Sembra che Guterres sia rimasto sorpreso dalla posizione defilata di Roma al Palazzo di Vetro per quanto riguarda la Libia – spiegano fonti Onu – così come Ban Ki-moon rimase interdetto osservando lo stesso atteggiamento qualche anno prima», quando a farsi avanti per la Libia fu Romano Prodi. L’ex premier italiano era visto come la persona che aveva tutte le carte in regola per «tentare l’impresa», anche per la conoscenza della regione circostante sviluppata durante il suo incarico di inviato speciale per la crisi nel Sahel, dal 2012 al 1° maggio 2014. «Opportunità mancate del tutto incomprensibilmente» affermano fonti vicine all’esecutivo di Roma, e «quand’anche Prodi fosse stato ritenuto troppo “politico” avremmo potuto lanciare un diplomatico di frontiera in uscita dal secondo mandato alla guida dell’Osce».

Da Palazzo Chigi e dalla Farnesina, la linea di fatto seguita in materia è stata sempre quella del «siamo un’ex potenza coloniale, non è opportuno». O forse c’è dell’altro. In ogni caso però si tratta di un’impostazione che esclude Roma da un osservatorio, quello di inviato Onu, che ha una certa valenza per il Paese, e che lo vede ora nelle mani di Salamè, diplomatico di abilità e integrità indiscusse. Come indiscusse sono la sua formazione alla Sorbona, la sua presidenza della Scuola di studi internazionali di Parigi e, fra le altre, le onorificenze di cui è stato insignito in Francia, come quella di Cavaliere della Legione d’onore. Una candidatura la sua alla quale Macron non si è certo opposto.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Blitz di Macron sulla Libia
lastampa/Ecco perché l’Italia ha rinunciato ad avere l’inviato Onu in Libia

Il blitz diplomatico di Emmanuel Macron: doccia fredda per Roma

0

Il blitz diplomatico di Emmanuel Macron disegna il futuro della Libia, riunendo a Parigi il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Sarraj e il leader ribelle Khalifa Haftar. L’intesa si basa su tre punti: cessate il fuoco, impegno a fermare i flussi di migranti e garanzia sulle elezioni nella primavera del 2018.

“Le buone notizie per la Libia spiazzano l’Italia, tagliata fuori senza cerimonie dall’incontro malgrado l’impegno profuso negli ultimi dieci mesi”, commenta Stefano Stefanini.

Una doccia fredda per Roma

Da Parigi, le buone notizie per la Libia spiazzano l’Italia. La mediazione francese fra Fayez al-Sarraj e Khalifa Haftar può segnare una svolta nella crisi; come tutti gli accordi, i fatti conteranno più delle parole. Certo è un brusco risveglio per l’Italia, tagliata fuori senza cerimonie dall’incontro malgrado l’impegno profuso in Libia negli ultimi dieci mesi (siamo l’unico Paese europeo e occidentale ad aver riaperto l’ambasciata).

Le parole sono quelle giuste: cessate il fuoco e elezioni in primavera. L’attuazione sarà problematica. Non solo dal dire a Parigi al fare a Tripoli (e a Tobruk) c’è di mezzo il proverbiale mare. I due uomini forti della Libia non controllano tutte le varie milizie, fazioni, tribù sul terreno. Resta di positivo che l’accordo fa giustizia delle rispettive pretese di legittimità (internazionale di Al-Sarraj, elettorale del parlamento di Tobruk che sostiene Haftar) in favore di un reciproco riconoscimento delle principali forze in campo.

LEGGI ANCHE: Blitz di Macron sulla Libia

E’ realpolitik. Se poi dell’avvio di questo processo politico beneficerà anche il controllo delle porose frontiere libiche e dei flussi migratori, non possiamo che rallegrarcene. Per Roma il filtro all’immigrazione è una massima priorità. A caval donato non si guarda in bocca.

Ciò nonostante la giornata di ieri resta un boccone amaro per l’Italia. Il nuovo presidente francese si è praticamente impossessato, dal nulla, della gestione diplomatica della crisi libica; le due parti hanno accettato senza battere ciglio il nuovo ruolo di Parigi; l’Italia, a quanto risulta, non è stata né invitata né consultata, se non tardivamente. Questo è avvenuto mentre il ministro Jean-Yves Le Drian era invitato d’onore alla Conferenza degli Ambasciatori italiani, in corso in questi giorni, e alla vigilia del passaggio da Roma anche dello stesso presidente libico, Al-Sarraj. Entrambi si profonderanno in spiegazioni poco convincenti.

Il cambio di scenario e la rapidità con cui è avvenuto comportano tre considerazioni. La prima riguarda la Libia. La linea italiana sulla Libia, ribadita anche il giorno prima dal ministro Alfano, era sostanzialmente di appoggio alle Nazioni Unite che hanno riconosciuto in Fayez al-Sarraj il legittimo presidente della Libia. A più un anno di distanza dal suo insediamento a Tripoli questa legittimità internazionale mostra la corda.

La realtà è quella di un Paese diviso con una spaccatura principale fra Tripolitania e Cirenaica. A Tobruk il parlamento rivendica la legittimità interna di essere stato eletto e il generale Haftar ha il contro-potere militare, nonché l’appoggio di Egitto (fondamentale) e di altre potenze esterne, fra cui Russia e Francia. In effetti anche l’Italia aveva sensibilmente modificato la posizione iniziale facendosi promotrice del dialogo fra le parti libiche, ma l’iniziativa di Emmanuel Macron ci ha scavalcato mettendo le due parti sullo stesso piano. Sarà difficile per Roma rimanere abbarbicata all’inefficace linea Onu. Il nostro ruolo in Libia resta forte: proprio per questo va aggiornato al nuovo scenario. La seconda riguarda la politica estera francese. Con Macron all’Eliseo la Francia torna alla tradizionale politica internazionale assertiva e tutto campo che François Hollande aveva messo in sordina. Il nuovo presidente è senz’altro europeista, ma ha ben presente l’obiettivo di ridare alla Francia un ruolo trainante – non solo in Europa, vedi l’accoglienza riservata a Donald Trump il 14 luglio. In ambito Ue questo significa puntare sull’asse con Berlino e riequilibrare l’inferiorità economica nei confronti della Germania con il dinamismo politico e le capacità militari. E’ inevitabile che questo tentativo di bilanciamento porti la Francia ad affacciarsi sul Mediterraneo occidentale.

Infine, nei rapporti internazionali conta la solidità del quadro interno. Questo è quanto oggi manca a Roma. La nostra voce è più debole; quella francese senza timidezze. Macron cavalca l’onda di una doppia vittoria elettorale. In questo momento è in una posizione più forte di qualsiasi altro leader europeo o occidentale: Donald Trump ha la palla russa al piede, Theresa May un governo di minoranza che deve negoziare Brexit, Angela Merkel è relativamente tranquilla ma non può distrarsi dalla campagna elettorale. Non si può rimproverare al governo Gentiloni di aver trascurato la Libia dove l’Italia è riuscita a mantenere, senza danni, una costante presenza. Tuttavia la fragilità della politica interna ha un prezzo e l’Italia lo sta pagando.

Dall’incontro di Parigi l’Italia incassa la possibile svolta positiva della crisi libica. La discesa in campo francese può anche condurre a un maggiore impegno della latitante Unione europea; non sarebbe mai troppo tardi. Ne traiamo però una lezione: la Francia del nuovo, giovane, presidente è sicuramente un partner per il rilancio europeo ma anche un concorrente sul piano degli interessi nazionali. Eni e Total non vanno sempre d’amore e d’accordo pur avendo interessi comuni (ad esempio prezzo degli idrocarburi, rapporti con la Russia); perché aspettarsi un rapporto completamente diverso fra Roma e Parigi?

vivicentro.it/opinioni
vivicentro/
lastampa/Una doccia fredda per Roma STEFANO STEFANINI

Procida Calcio: ingaggiato il difensore Giorgio Russo

isola di procida eccellenza

L’ISOLA DI PROCIDA CALCIO è lieta di comunicare di aver trovato l’accordo con il difensore classe 1994, Giorgio Russo. Cresciuto nel settore giovanile del Monteruscello Calcio, si è poi fatto le ossa in Eccellenza, indossando le maglie di ASD Nuova Itri, Quarto, Puteolana, per poi cimentarsi nella Promozione laziale, con l’Atletico Formia e Sperlonga Calcio.
Lo scorso anno ha disputato il campionato di Eccellenza con la maglia di Neapolis prima e Mondragone poi.
Proprio con la maglia del Mondragone ha affrontato da avversario proprio il Procida, rimanendone folgorato.
“Sono emozionatissimo per questa nuova avventura, da avversario ho sempre ammirato il Procida, non solo per la squadra, ma per l’intero ambiente, davvero perfetto per fare calcio. Non vedo l’ora di poter dare il massimo per questi colori e sono sicuro che in una realtà così seria e affascinante, sudare la maglia e lottare per questi colori sarà un dovere e onore!”, dichiara il neo acquisto Russo.
Sul ruolo che predilige, afferma: “naturalmente non sarò io a decidere. Posso dire che sono un difensore centrale di fisico e che non ha paura di giocare con i piedi, all’occorrenza posso anche adattarmi come terzino, ma ripeto, darò il massimo ad ogni allenamento e sarò a completa disposizione della causa biancorossa, poi sarà il mister a decidere!”

Juve Stabia, arriva l’ufficialità del tesseramento di Carlo Crialese

Castellammare di Stabia – Ne avevamo parlato già nei giorni scorsi e soprattutto vi avevamo raccontato delle prestazioni di Carlo Crialese con la maglia della Juve Stabia durante le prime due amichevoli stagionali. L’operazione di tesseramento era in fase di stallo solo perchè bisognava aspettare il tesseramento del difensore da parte della Pro Vercelli (quattro gli anni di contratto n.d.a.) che lo prelevava dal Parma, per poi dare seguito all’accordo tra la squadra piemontese e le Vespe. La Juve Stabia si aggiudica le prestazioni di un difensore dal discreto bagaglio di esperienza ma che appartiene alla categoria degli Over (dal 1995 in poi sono under n.d.r) ora c’è da aspettarsi la cessione di un altro calciatore in rosa.

Questo è il comunicato ufficiale della società gialloblè:

S.S.Juve Stabia rende noto di aver raggiunto l’accordo con la F.C.Pro Vercelli per l’acquisizione, con la formula del prestito, del diritto a ricevere le prestazioni sportive del difensore Carlo Crialese, classe ’92.
Il terzino sinistro, nativo di Roma, ha vestito in Lega Pro le maglie di Vigor Lamezia, Nocerina, U.S.Cremonese e Bassano Virtus. Lo scorso anno, con i veneti, ha fatto registrare 33 presenze con una rete all’attivo.
S.S.Juve Stabia

fonte foto: Juve Stabia

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

Juve Stabia, Calò: “Perchè Castellammare?Avevo bisogno di una piazza calorosa”

0

A Fiuggi sede del ritiro della Juve Stabia abbiamo incontrato tra i tanti calciatori anche Giacomo Calò. Dopo la gara amichevole vinta contro la Rappresentativa Ciociaria si è concesso ad una breve intervista raccolta dal collega Francesco Sabatino di Metropolis presente con noi al ritiro di Fiuggi, queste sono state le sue parole:

Cosa ti ha spinto a scegliere Castellammare?

Inizialmente stavo per andare alla Pistoiese, dove avrei ritrovato mister Indiani, ma quando è arrivata la chiamata dalla Juve Stabia non ho saputo resistere, ho bisogno di una piazza cosi bella e calorosa come quella di Castellammare e credo che giocare alla Juve Stabia sarà l’ideale per crescere professionalmente.

Spesso ti paragonano a Veron e Pirlo, tu cosa ne pensi?

Ovviamente mi piace ispirarmi un pò a tutti i centrocampisti, specialmente a quelli di alto livello come Xavi, Iniesta e Pirlo. Spero un giorno di poter arrivare ai loro livelli, ma per il momento mi dedico a far bene con la maglia della Juve Stabia.

Cosa ci puoi dire riguardo alle tue caratteristiche da calciatore?

Sono un regista basso e mi piace giocare davanti alla difesa, anche se a Pontedera ho giocato sia come trequartista che come mezzala, sono a completa disposizione del mister e spero di ritagliarmi un posto nella rosa titolare e di fare quante più presenze possibile.

A cura di Andrea Alfano.

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

 

 

UFFICIALE – Juve Stabia, Sorrentino al Campobasso: presto altre Vespette?

UFFICIALE – Juve Stabia, Sorrentino al Campobasso: presto altre Vespette?

Un’altra Vespetta saluta il settore giovanile. Si tratta del classe ’99 Fabio Sorrentino che oggi ha firmato per il Campobasso. Si tratta di un centrocampista che si è messo, ritagliandosi il suo spazio, in mostra con la Berretti di mister Panico nella passata stagione.

Secondo quanto raccolto da ViViCentro, anche altri ’99 potrebbero presto far parte di questo progetto che, con ogni probabilità, si attende solo la fumata bianca, vedrà anche il classe ’98 Mario Elefante aggregarsi al gruppo che domani comincerà il ritiro a Serino agli ordini di mister Fogliamanzillo.

a cura di Ciro Novellino

Mercato Roma, la Juventus ha l’accordo con Manolas

NOTIZIE AS ROMA – La lista dei partenti illustri in casa giallorossa potrebbe presto allungarsi. Secondo Sportitalia, infatti, la Juventus avrebbe trovato l’accordo per portare Kostas Manolas alla corte di Allegri. Ora, ovviamente, forti della volontà del ragazzo, i dirigenti bianconeri si siederanno al tavolo con la Rima per trovare l’intesa anche con il club detentore del cartellino. Si parte dai 30 milioni di euro a salire.

SI ALZA L’ASTICELLA PER MAHREZ – Intanto, sul fronte entrate, da Trigoria non sono disposti ad arrendersi sul fronte Mahrez e secondo il Daily Mail l’offerta sarebbe stata alzata. Ora sul piatto del Leicester Monchi è disposto a mettere 34 milioni anche se il ricco club di Premier sembra inamovibile rispetto alla pretesa iniziale di 50 milioni (e quindi la distanza tra le due società sarebbe ancora notevole.

SECONDA SFIDA DA TOURNÈE – Stanotte alle 2.00 ci sarà il secondo impegno ufficiale di questa tournée americana: i giallorossi sfidano il Tottenham.

Claudia Demenica

Crc – Per Rulli trattativa difficile, De Laurentiis preferirebbe un altro profilo

Ai microfoni di Radio Crc è intervenuto il conduttore Raffaele Auriemma rilasciando alcune dichiarazioni:

“Rulli? Si tratta di una trattativa molto complicata. De Laurentiis non è disposto ad arrivare a quelle cifre e soddisfare così Real Sociedad, City ed Estudiantes. Il presidente vorrebbe prendere Meret ma Sarri non lo considera pronto. Motivo per il quale il tecnico non lo impiegherebbe con continuità”.

Juve Stabia, cambia l’avversario per il test di giovedi

Cambia l’avversario della Juve Stabia per il test amichevole di giovedi 27 luglio in programma a Fiuggi, sede del ritiro pre campionato delle vespe. I ragazzi a disposizione del tandem Caserta- Ferrara, avrebbero dovuto disputare un test in famiglia per rodare i movimenti e gli schemi in vista del primo impegno ufficiale (domenica sera al Pinto di Caserta contro il Bassano, gara valevole per il primo turno di Coppa Italia). Ecco il comunicato ufficiale dei gialloblu:

“S.S.Juve Stabia rende noto che giovedì 27 luglio, con inizio alle ore 17.30 a Fiuggi Campo I Prati, le vespe effettueranno il test amichevole con la Vis Subiaco, squadra militante nel campionato di Promozione del Lazio. Pertanto il test in famiglia non verra’ svolto. S.S.Juve Stabia”

 

UFFICIALE – Capece è un nuovo giocatore della Juve Stabia

UFFICIALE – Capece è un nuovo giocatore della Juve Stabia

Vi abbiamo anticipato la notizia nella serata di ieri, poi questa mattina l’arrivo a Fiuggi. Ora è ufficiale, Giorgio Capece è un nuovo calciatore delle Vespe: “S.S.Juve Stabia rende noto di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione del diritto a ricevere le prestazioni sportive del centrocampista Giorgio Capece. L’esperto centrocampista, nato a Fermo il 5.3.1992, vanta importanti esperienze in Lega Pro con le maglie di Virtus Lanciano, Ascoli ( con i marchigiani ha esordito in serie B facendo registrare 25 presenze ), Spal, Arezzo e Cosenza. La scorsa stagione, tra le fila dei calabresi, ha totalizzato 21 presenze. Giorgio Capece si è già  aggregato al gruppo, nel ritiro di Fiuggi, a disposizione dello staff tecnico”.

Foto SS Juve Stabia

Rulli, l’agente: “Parliamo con il Napoli ma è una trattativa complicata”

In attesa di chiarire definitivamente il discorso rinnovo con Pepe Reina, il Napoli continua a sondare il terreno a caccia di un portiere. In particolare, proseguono i contatti con Rulli. “Parliamo col Napoli, ma è una trattativa complicata”, ha spiegato Facundo Fraga, l’agente dell’estremo difensore della Real Sociedad.

 

Da sportmediaset.it

FOTO – Juve Stabia, anche Sagliano firma per quattro anni col settore giovanile

Juve Stabia, anche Sagliano firma per quattro anni

Altra firma sul contratto, Danilo Sagliano resta alla Juve Stabia e al settore giovanile. Lo fa per quattro anni. L’accordo è arrivato questa mattina e il ragazzo resta così nelle fila del settore stabiese.

a cura di Ciro Novellino

Juve Stabia, Capece è a Fiuggi: si attende solo il comunicato ufficiale

Juve Stabia, Capece è a Fiuggi: si attende solo il comunicato ufficiale

Vi abbiamo parlato ieri sera dell’approdo possibile di Giorgio Capece alla Juve Stabia, una trattativa che avrebbe portato quest’oggi alla fumata bianca. Infatti, secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, il centrocampista centrale, classe ’92, proveniente dal Cosenza, è arrivato nel ritiro di Fiuggi. Si attende soltanto il comunicato ufficiale del club che sancirà il legame ufficiale con il club stabiese. Un altro tassello consegnato nelle mani di Fabio Caserta.

a cura di Ciro Novellino

RIPRODUZIONE RISERVATA

EDITORIALE: Juve Stabia – Bassano, non chiamatela rivincita

Ultimi sei giorni di idee, ipotesi, chiacchiere e voci, poi a parlare per la Juve Stabia sarà finalmente il campo. Domenica le Vespe affronteranno il Bassano nel primo turno, a eliminazione diretta, di Coppa Italia.

Inutile negarlo, non appena si è avuta la certezza circa il primo avversario stagionale, la mente di tutti i tifosi stabiesi è volata a quel Bassano – Juve Stabia, primo turno playoff della stagione 2014/15. Il gol annullato a Guido Gomez al minuto 119 fa ancora malissimo; sarebbe stata la rete dell’ 1 – 2, che avrebbe evitato i calci di rigore e che, soprattutto, avrebbe spalancato alla Juve Stabia il passaggio del turno.

Cross forzato ma preciso di Bombagi, stacco di Gomez, palla in rete; l’arbitro Serra che prima convalida la rete, salvo poi annullarla inspiegabilmente: è tutto stampato nella mente dei tifosi, di Cancellotti, unico reduce in campo di quella squadra, di Caserta, oggi allenatore delle Vespe, e di tutti i dirigenti. Probabilmente anche al Presidente Manniello sarà scappato un sorriso amaro, una volta scoperto di dover reincontrare il Bassano.

In questi giorni il termine rivincita è apparso un po’ ovunque per descrivere il match tra Juve Stabia e Bassano.
La vittoria del 17 maggio 2015 avrebbe avvicinato la Juve Stabia alla Serie B, avrebbe scatenato l’entusiasmo di una città intera, avrebbe fatto spiccare il volo alle Vespe. Il match di domenica è il primo turno di Coppa Italia, senza dubbio una gara importante, ma in cui una eventuale sconfitta non farebbe cadere nessuna delle due squadre nella disperazione.

Mettendo da parte i sentimenti del passato, il destino regala a Fabio Caserta la prima panchina proprio a Caserta. La voglia di vedere la nuova Juve Stabia è tanta, così come le ipotesi sulla formazione. Le curiosità maggiori riguardano il ruolo di numero 1, conteso da Bacci e Zanotti, il centrocampo, che ad oggi, continua ad avere in Mastalli il suo faro, e l’attacco, con Lisi, Rosafio e Sandomenico sinonimi di quantità e qualità sugli esterni. Finalmente sarà solo il campo a dare le giuste risposte e le giuste indicazioni.

Sarà giusto puntare sulla voglia di vendicare la sconfitta di Bassano e sulla rabbia per quell’ingiustizia subita ma il peso specifico della gara di due anni fa rispetto a quella di domenica è completamente diverso, quindi no, non chiamatela rivincita.

Raffaele Izzo

Sacchi: “Mettere pressione al Napoli potrebbe essere un problema, fa bene Sarri”

Le sue parole

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e della Nazionale, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: “Mettere pressione ai giovani azzurri potrebbe creare ansietà. Pertanto ha ragione Sarri a preoccuparsi perché se questo gruppo dovesse ridurre disponibilità, motivazione, entusiasmo, si troverebbe alle prese con l’aumento della superficialità e della presunzione. Elementi nocivi nella filosofia dei giochi di squadra e in particolare negli organici dove il collettivo deve compensare quello che le altre squadre hanno grazie agli investimenti per l’acquisto dei top player. E’ più giusto chiedere a questi ragazzi di dare tutto quello che possono e applaudirli qualunque sia il risultato finale. I tifosi napoletani hanno già dimostrato quest’anno di apprezzare, al di là del risultato, i comportamenti e la bellezza, dimostrando civiltà e cultura sportiva”

Ghoulam, il fratello tentenna sul rinnovo

Ghoulam, il fratello tentenna sul rinnovo

Faouzi Ghoulam sembrava molto vicino al rinnovo di contratto con il Napoli. L’esterno algerino ha avuto un’offerta di circa 1.8 milioni netti a stagione. Ma Il Mattino riporta di un tentennamento del fratello del calciatore. La sensazione è che Ghoulam tema di poter scivolare dietro Mario Rui.

Chiesa, De Laurentiis costretto a lavorare a fari spenti

Chiesa, De Laurentiis costretto a lavorare a fari spenti

Aurelio De Laurentiis ha una lista di ben venti nomi su cui lavorare, tutti under 21. Ma quello in cima alla lista si chiama Federico Chiesa, esterno di talento della Fiorentina. Il patron del Napoli è costretto a lavorare a fari spenti per questo giocatore. Non vuole mettere in difficoltà l’amico Della Valle che ne sta passando di cotte e di crude con la piazza viola in subbuglio. Per Il Mattino i due presidenti potrebbero avere anche un accordo per parlarne nella sessione di mercato invernale in ottica estiva.

Modena, Minarini piace al Catanzaro: si cerca di trovare l’accordo

Modena, Minarini piace al Catanzaro: si cerca di trovare l’accordo

Filippo Minarini, calciatore del Modena, terzino sinistro classe ’94 piace al Catanzaro, è quanto appreso dalla redazione di ViViCentro in esclusiva. Il club calabrese, in caso di ripescaggio si farebbe avanti per cercare di chiudere la trattativa in poco tempo e assicurarsi il calciatore. Anche la Vibonese sarebbe interessata e cercherà di portarlo nel proprio organico.

a cura di Christian Mastalli

RIPRODUZIONE RISERVATA

Reina-De Laurentiis, una chiacchierata per arrivare al rinnovo

Reina-De Laurentiis, una chiacchierata per arrivare al rinnovo

Pepe Reina è uno dei nodi da sciogliere di questo Napoli. Il portiere azzurro vorrebbe un rinnovo di contratto da De Laurentiis, rinnovo che adesso sembra più vicino. La Gazzetta dello Sport scrive: “Passi avanti per Reina. Ieri c’è stata una chiacchierata distensiva tra il portiere e il presidente De Laurentiis. Primi concreti segnali per una possibile intesa sul rinnovo di un anno”.

Higuain: “Ho sofferto per l’addio a Napoli, ma oggi è diverso”

Le sue parole

Gonzalo Higuain ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “L’estate passata è stata dura e stressante. Non è stato semplice lasciare Napoli, cambiare squadra non è come comprare un panino. Ho sofferto per la città che mi ha dato tanto, per la gente, perché lasciavo un grande gruppo e un grande staff. Oggi è un’altra cosa, sto meglio a livello mentale e fisico: ho trovato tifosi incredibili, ho vinto, ho raggiunto serenità ed equilibrio”. 

Higuain, il passaggio di Leonardo Bonucci al Milan ha fatto rumore esattamente come la sua scelta di lasciare Napoli per Torino: che pensa? 

“Penso che ognuno debba fare ciò che lo rende felice, che ritiene possa farlo crescere. E’ stata una scelta sua e va rispettata, ognuno proprietario della sua vita”. 

Bonucci a parte, il Milan ha investito moltissimo: una rivale in più per lo scudetto… 

“Il mio pensiero è che i primi rivali siamo noi. Dobbiamo confermare ciò che la Juve fa da sei anni. Ogni volta si parla di altre squadre favorite ma alle fine vince la Juventus. Guai rilassarci, però: quest’anno sarà ancora più difficile”. 

Il “suo” Napoli si ricandida per il titolo… 

“Ha cambiato poco nulla e qualche colpo lo farà: sarà un avversario durissimo come sempre in questi anni, ma la nostra squadra ha le qualità per lottare su tutti i fronti”. 

Le hanno dato più fastidio i fischi del San Paolo o sentir dire che non fa gol in Champions… 

“A me dà fastidio quando un mio familiare o un mio amico ha un problema di salute. Molta gente non sa di calcio, eppure tutti danno giudizi, dai 5 ai 70 anni. Io non so di cucina e non ne parlo: ascolto chi sa di cucina…”. 

A che punto è la causa con il presidente De Laurentiis? 

“E’ tutto in mano agli avvocati, io mi occupo di calcio”.