Home Blog Pagina 5695

Gragnano: parte la kermesse della pasta con dodici rinomati chef

0

La pasta: si rinnova la tradizione della festa giunta alla sua undicesima edizione 

Si svolgerà da questa sera, venerdì 8 settembre fino a domenica 10, l’undicesima edizione della festa della pasta, denominata “Pasta, amore e…pomodoro” organizzata dal consorzio pasta di Gragnano IGP e patrocinata dal comune di Gragnano.

Ben dodici saranno gli chef che parteciperanno alla kermesse che si svolgerà dalla centralissima via Roma fino ai pressi della ferrovia dove è stato posizionato il palco per gli spettacoli.

Verranno preparati i piatti tipici della nostra cultura della cucina napoletana come la “pasta al pomodoro” a cui sarà dedicata la prima giornata, a partire da stasera con inizio alle ore 19 sino alle ore 24; “la pasta del giorno dopo” sabato 9 sempre dalle ore 19 alle ore 24 ed infine, nella giornata di domenica, sarà preparato il “ragù e la genovese” con inizio alle ore 11, fino alle ore 16 del pomeriggio.

Il ticket per la degustazione, ha un costo di euro cinque e prevede a scelta un primo piatto ed una bottiglina d’acqua.

Venerdì 8 Settembre – tema “Pasta al Pomodoro”

Chef Alfonso Caputo ( La Taverna del Capitano di Marina del Cantone) preparerà aglio e olio, pomodoro San Marzano e basilico, tipo di pasta: spaghetti;

Chef Luigi Salomone (Piazzetta Milù di Castellammare di Stabia) preparerà candela laccata di zuppa forte, yogurt di bufala e finochietto, tipo di pasta: candele spezzate;

Chef Giulio Coppola  (La Galleria di Gragnano) preparerà pasta al pomodoro d’oro, tipo di pasta: pasta mista;

Chef Andrea Napolitano (Il Bikini di Vico Equense) preparerà mischiato leggero con pomodori lampadina, raviulillo e friselle, tipo di pasta: mischiato leggero;

Chef Giacomo De Simone (Le Axidie di Vico Equense) preparerà il sole nel piatto, tipo di pasta: orzo o tubetti piccoli;

Chef Mario Cinque (Yacht Club di Castellammare di Stabia) preparerà pasta con fagioli arrecanati e nduja, tipo di pasta: pasta mista.

Sabato 9 Settembre – tema “la Pasta del giorno dopo”

Chef Peppe Guida (Osteria Nonna Rosa di Vico Equense) preparerà rigatoni alla norma affumicati, tipo di pasta rigatoni;

Chef Giovanni Sorrentino (Gerani di Santa Maria La Carità) preparerà “a frittat e maccarun”, tipo di pasta: pasta mischiata;

Chef Vincenzo Vaccaro (Cucina 82 di Gragnano) preparerà “pasta e patate…molto meglio il giorno dopo!”, tipo di pasta: archetti o pasta mista lunga;

Chef Pasquale Torrente (Il Convento di Cetara) preparerà Scammarro…a sinistra, tipo di pasta: spaghetti;

Chef Michele Deleo (Palazzo Avino di Ravello) preparerà pomodorini gialli, spadino fresco, capperi disidratati e sfusato amalfitano, tipo di pasta: mezzi rigatoni;

Chef Vincenzo Maresca (Il Cellaio di Vico Equense) preparerà O’ raù scarfato, tipo di pasta: candele spezzate o ziti spezzati.

Domenica 10 Settembre – tema “Ragù e Genovese”

Chef Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano di Marina del Cantone) preparerà genovese;

Chef Peppe Guida ( Osteria Nonna Rosa di Vico Equense) preparerà ragù.

Infine, questo il programma degli eventi delle due serate:

Venerdì 8 settembre, dalle ore 22, esibizione del comico fondamentalista napoletano Simone Schettino e dalle ore 23, spettacolo del giovane ballerino tedesco Sven Otten (foto) famoso per aver fatto impazzire il web con il suo balletto inserito in uno spot di telefonia mobile.

Sabato 9 settembre, dalle ore 22, esibizione del cantautore e sassofonista napoletano, Enzo Avitabile.

Durante le tre giornate saranno presenti artisti di strada.

Giovanni Matrone

 

Annoallestero.it – Semestre di scuola superiore all’estero da Gennaio 2018

0

Ultime settimane per partecipare alle selezioni con annoallestero.it

I benefici di un periodo di studio all’estero sono notevoli a tutte le età, e probabilmente ancora di più nel corso dell’adolescenza, quando gli studenti possono già pensare al proprio futuro formativo, all’università e al tipo di lavoro di interesse, ma spesso non hanno gli strumenti per farlo.

Andare quindi in un Paese straniero per un anno all’estero o per un semestre permette loro di confrontarsi con sistemi scolastici diversi da quello Italiano, con studenti provenienti da altri Paesi e con culture e modi di vivere differenti, trovando spunti di riflessione personale e culturale molto importanti.

Come indicato, appunto, questo vale indipendentemente dalla durata del periodo all’estero. Anche un solo semestre di scuola può cambiare la vita di un adolescente, e aiutarlo ad acquisire sicurezza e consapevolezza in se stesso e nelle proprie scelte.

Per gli studenti e le famiglie interessate a questa esperienza di Exchange all’estero, e’ ancora possibile iscriversi ad un semestre di high school estera con inizio Gennaio o Febbraio 2018 in diversi Paesi.

L’organizzazione New Lands srl per esempio permette le iscrizioni fino a metà ottobre 2017 circa. Gli studenti interessati devono avere i seguenti requisiti:

  • Età inferiore a 18 anni in arrivo, età superiori solo su richiesta
  • Buona media scolastica negli anni precedenti, almeno pari a 6 e mezzo
  • Un livello di conoscenza della lingua straniera del Paese ospite pari a B1-B2, in ogni caso da verificare con il colloquio di selezione
  • Motivazione e spirito di conoscenza di Paesi e culture diverse dal proprio, ed entusiasmo.

Per partecipare occorre prenotare il colloquio di selezione linguistico e attitudinale, effettuabile su skype o presso la sede dell’organizzazione a Roma. Ampio spazio viene dedicato alla formazione e alle informazioni sul programma all’estero per studenti e genitori interessati.

Si può scegliere il Paese in cui andare?

Si, lo studente che desidera partecipare ad un semestre o anno all’estero può sempre scegliere il Paese estero in cui studiare. I Paesi in cui è ancora possibile andare per il semestre da Gennaio sono Canada, Australia, Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

Si può anche scegliere in molti casi sia la città o la regione in cui andare, all’interno del Paese di preferenza, che la scuola estera da frequentare. Inoltre, per Paesi come Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Francia, è possibile spesso valutare insieme in fase di iscrizione le materie da seguire, gli sport e le attività scolastiche e scegliere la scuola in base a queste richieste.

Alloggio in college o in famiglia?

L’alloggio è solitamente presso una famiglia locale ospitante selezionata. In alcuni casi (Stati Uniti, Regno Unito, Francia) è anche possibile scegliere di soggiornare in college. I costi tuttavia sono spesso più alti del programma in famiglia in quanto i college sono scuole private, e quindi la retta è maggiore. Le scuole sono pertanto o pubbliche o private.

Assistenza locale, riconoscimento al rientro e alternanza Scuola- Lavoro

Gli studenti all’estero possono contare su assistenza locale 24h su 24, e su un tutor locale che li aiuti nelle piccole difficoltà di inserimento iniziali, supporto pratico e consigli.

L’esperienza all’estero, indipendentemente dalla durata, è sempre idonea per le circolari ministeriali sulla mobilità internazionale e permette il rientro in Italia senza perdere l’anno.

Infine, rispetto all’alternanza scuola-lavoro, durante l’anno all’estero ci sono numerose occasioni per gli studenti partecipanti di partecipare ad attività di volontariato nella scuola estera o esternamente ad essa che possono essere considerati validi per le ore di alternanza richiesta dalla normativa italiana, che già dalla primavera 2017 dà in ogni caso la possibilità di riconoscere come valida la stessa esperienza di studio all’estero come alternativa alle ore di alternanza vera e propria, per il suo alto valore formativo.

Per informazioni sulla scuola superiore all’estero, per le partenze di Gennaio di un semestre e per prenotare il colloquio di selezione, fino ad esaurimento posti e prima della scadenza, basta consultare il sito dedicato a questa opportunità (CLICCA QUI)

Non solo semestre all’estero, tuttavia: è infatti già possibile partecipare alle selezioni per il nuovo anno scolastico all’estero con partenze nel 2018/19.

Eccellenza-Barano: tesserato il giovane Filosa classe 2000

L’As Barano Calcio comunica di aver tesserato il classe 2000 Giovanni Filosa, l’anno scorso in forza alla Nuova Ischia. Il giovane neo calciatore del Barano, che già da un po’ si allena con la squadra, arriva per rinfoltire il reparto degli esterni d’attacco a disposizione del tecnico Monti.

Politica in Sicilia: farsi male (ancora) a sinistra

0

In politica contano le intenzioni, «quello che vuoi fare», ma non è ininfluente la capacità di costruire qualcosa che metta in condizioni di farle, quelle cose

Farsi male (ancora) a sinistra

Un risultato, comunque, in Sicilia la sinistra radicale l’ha ottenuto: Cinque stelle, centrodestra, Pd hanno scelto il loro candidato; gli ultrasinistri sono lì che si dedicano alle consuete dispute cifrate attorno alla presentazione — peraltro ancora non del tutto certa — di Claudio Fava. Il quale Fava, essendo accreditato di percentuali assai modeste, in ogni caso non correrebbe certo per la presidenza della Regione. E — a quanto è dato di sapere — non godrebbe nemmeno del consenso di tutte le forze collocate a sinistra del Pd. Il suo unico apporto alla competizione (forse neanche necessario) sarebbe quello di garantire la sconfitta del candidato del Pd e di Leoluca Orlando, il rettore palermitano Fabrizio Micari.

Ha un senso tutto ciò? Sì. Purtroppo, sì. Ed è probabile che qualcosa del genere si riproporrà anche al momento delle prossime elezioni politiche. Da circa un anno, dal momento cioè in cui i sondaggi unanimi hanno annunciato unanimi quale sarebbe stato l’esito del referendum del 4 dicembre, nel Paese è ripreso a soffiare il vento del proporzionale che impone alla politica tre regole assai diverse da quelle che hanno dettato legge nell’ultimo venticinquennio. Prima regola: le elezioni sono pressoché ininfluenti rispetto alla determinazione di maggioranze di governo. Seconda regola: esse stabiliscono esclusivamente la consistenza di partiti e movimenti. Terza regola (conseguenza della precedente): in una competizione elettorale la cosa che più conta è recar nocumento ai partiti collocati ai propri confini.

A meno dell’eventualità che con tali partiti confinanti ci si possa successivamente alleare per dar vita al futuro esecutivo (come era nella Prima repubblica tra la Dc e i partiti laici minori). I Cinque Stelle non hanno di questi problemi perché di queste alleanze non vogliono neanche sentir parlare. Silvio Berlusconi ha fin qui giocato la sua partita in modo davvero eccellente dal momento che pur soffrendo di evidente (e ricambiata) avversione nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha saputo accantonare gran parte dei motivi di contrasto. Nel centrosinistra invece le cose sono tuttora assai complicate, soprattutto a sinistra del Pd. Qui, per il futuro, convivono (si fa per dire) due opzioni: la prima è quella che fa capo a Giuliano Pisapia e che consiste nel dar vita ad un raggruppamento molto, molto, molto diverso dal Pd, che ottenga il maggior numero di voti per poi avere un adeguato peso in una coalizione di governo, la quale non può che avere come principale interlocutore lo stesso Pd; la seconda, che ha come riferimento Bersani e D’Alema, è quella che mira ad arrecare al Pd il maggior danno possibile nella speranza di scalzarne il leader per poi eventualmente riprendere il dialogo con i suoi successori.

Chi fa sua questa seconda opzione non contempla una realistica prospettiva di governo (se non, forse, come supporto ad una maggioranza grillina): gli aderenti a Mdp e consimili si accingono a prender parte alle elezioni per riportare in Parlamento alcune personalità che non avrebbero (o già non hanno) trovato collocazione nelle liste renziane, personalità che, una volta entrate in una delle due Camere, darebbero quotidiana, vivace testimonianza della propria identità. Lo ha ben spiegato con la consueta franchezza (in un’intervista a Il fatto quotidiano) Tomaso Montanari — leader della formazione più intransigente di tutte — rinfacciando a Pisapia di non aver occultato la sua volontà di costruire una coalizione «vincente»: come se il suo fine, insinuava lo storico dell’arte, fosse «il potere, il governo» da raggiungere «con qualsiasi mezzo» (cosa che ad ogni evidenza Pisapia non ha mai neanche adombrato). «Io non dico che bisogna voler perdere», aggiungeva Montanari, «ma la vittoria non può essere un fine in sé, conta quello che vuoi fare».

Ma è vero questo? In politica contano, sì, le intenzioni, «quello che vuoi fare», ma non è ininfluente la capacità di costruire qualcosa che ti metta in condizioni di farle, quelle cose. Anche soltanto in parte. E dovrebbe essere considerato disdicevole che, per eccesso di «purezza», tu contribuisca alla vittoria di forze che quelle cose non le faranno mai. Nessuna. Anzi, ne faranno di contrarie. Con il rischio di arrivare ad un punto che, dopo le ultime elezioni presidenziali statunitensi, un celebre giurista di Yale, Stephen L. Carter, commentando la defezione di alcuni seguaci oltranzisti di Bernie Sanders dal voto per Hillary Clinton, ha descritto in questi termini. Abbiamo di fronte anni nel deserto, ha detto, «l’esilio dei democratici rischia di essere lungo». Troppi anche tra i miei amici sono diventati «esperti di condanna, derisione e scherno». Erano molto bravi a spiegare il motivo per cui «nessuno potrebbe mai avversare le loro posizioni politiche se non per i più vili dei motivi». La sinistra, ha sostenuto il giurista, enunciava le proprie posizioni con zelante solennità quasi suggerendo «che i propri punti di vista siano la Sacra Scrittura» e chi dissente debba essere «confinato nelle tenebre». La sinistra americana a lui è parsa «piena di arroganza» e «la hybris nella letteratura classica preannuncia sempre una caduta». I liberal di oggi, concludeva Carter, dovrebbero riscoprire le virtù del liberalismo vincente dagli anni Cinquanta agli anni Settanta che includevano tolleranza per il dissenso, uno sforzo per evitare di «ridurre problemi seri a ricerche dell’applauso facile» e fondamentalmente un atteggiamento di umiltà nel governare. Voleva forse dire che i liberal di un tempo non credevano nel profondo di avere ragione? No, voleva ricordare come quei liberal accettassero «che la loro nazione fosse un luogo diverso, che gli avversari avessero il diritto di dire la loro, che il governo non dovesse cercare di fare tutto in una volta e che la politica dovesse essere frutto di un lavoro condiviso». Il che, almeno in parte, è vero.

Inutile star qui a precisare quante e quali siano le differenze tra la sinistra italiana e quella americana costretta un anno fa ad assistere esterrefatta alla vittoria di Donald Trump (del che ancora non si è riavuta). Qualcosa però ci dice che il pur importante tema della collaborazione con Angelino Alfano — accettabile a Palermo ma non nel resto della Sicilia e, per carità, mai un domani in tutta Italia — non valga lo spettacolo di incertezza e litigiosità offerto dai nemici dell’ex primo cittadino di Milano. Il quale, ormai è chiaro, non è un attore adatto alla commedia politica così come va in scena di questi tempi. Ha un passato di garantista che lo rende antipatico a molti suoi futuri compagni d’avventura, è tormentato dai dubbi delle persone intelligenti, dalle incertezze e dai ripensamenti di chi non è mai stato un politico di professione. Qualsiasi amico sincero lo avrebbe sconsigliato in partenza di avventurarsi nel campo minato dove si è andato a ficcare. Ma adesso, in vista delle elezioni politiche, quel che resta fuori dal Pd deve scegliere: o si unisce attorno all’ex sindaco accettando che possa metter becco in materia di alleanze e candidature (ed è quest’ultima la vera materia del contendere) o non troverà più qualcuno capace di prenderne, credibilmente, il posto. Con il che dovrebbe poi procedere in ordine sparso. E, diciamocelo, non sarebbe una pagina degna di passare ai libri di storia quella che racconta come degli ex big della Dc e del Pci, ex ministri, ex presidenti del Consiglio (o aspiranti tali), non essendo riusciti ad eliminare Matteo Renzi, si accontentarono un giorno d’autunno del 2017 di aver fatto fuori Pisapia.

 

Roma, domani il presidente Pallotta sbarca nella capitale. Karsdorp convocato per la sfida contro la Samp

PALLOTTA PER STADIO E CHAMPIONS – Domani mattina o al più tardi sabato, per la prima volta dal giorno dell’addio al calcio giocato di Francesco Totti (28 maggio 2017), il presidente Jim Pallotta sbarcherà nella capitale. Sull’agenda del tycoon numerosi impegni istituzionali e non tra la vicenda nuovo stadio (a breve un nuovo capitolo relativo alla conferenza dei servizi in Regione Lazio) ed esordio casalingo in Champions League contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Ancora incerta la presenza del patron a Genova.

TERZINO DESTRO RECUPERATO Rick Karsdorp vede finalmente la luce in fondo al tunnel dopo l’intervento di pulizia del menisco esterno del ginocchio destro. Il terzino olandese sarà convocato per la prima volta da mister Di Francesco in occasione della sfida di sabato al Marassi contro la Sampdoria del presidente Ferrero. A rivelarlo è Sky Sport.

Claudia Demenica

Sicilia, Renzi blinda l’asse con Alfano: tour in sei tappe, da Taormina a Marsala, per blindare la candidatura di Fabrizio Micari

Ma quale ticket, quali primarie. Matteo Renzi non ci pensa proprio ad azzerare i suoi piani in Sicilia. Il leader del Pd si è convinto di poter conquistare l’isola proprio con quelle «alleanze innaturali» che Giuliano Pisapia gli ha  rimproverato. Determinato a non mollare Alfano, domani l’ex premier inizierà il suo forsennato tour in sei tappe, da Taormina a Marsala, per blindare la candidatura di Fabrizio Micari, stringendo mani e firmando copie di Avanti.
E avanti, proprio come il titolo del suo ultimo libro, Renzi intende andare anche in Sicilia. Lo conferma Lorenzo Guerini, che ieri si è trovato a dover riprendere in mano i fili delle trattative dopo l’ultimatum di Pisapia. L’ex sindaco ha chiesto ai dem di ripartire da zero per salvare il centrosinistra e non regalare la Sicilia a Grillo o alla  destra, ma al Nazareno l’allarme rosso non è scattato.

«Tiriamo dritti — conferma Guerini da un divanetto di Montecitorio, dove si è concesso una pausa per ricaricare il cellulare —. Micari è il nostro candidato, non c’è nessun tandem con Claudio Fava. Le primarie? Ma su, non ci sono i tempi. Lo sanno che si vota il 5 novembre?». Sì, ma se andate divisi rischiate di perdere. «Rischiamo di vincere — smentisce i “gufi” Guerini — correremo con cinque liste e ci sarà anche Alfano».

Il ministro ieri ha incontrato Micari a Palermo e ha dato il via libera alla candidatura, ma Pisapia e Bersani hanno messo il veto su Alfano. «Noi abbiamo fatto la coalizione modello Palermo come ci era stato chiesto da Leoluca Orlando, loro punto di riferimento — chiarisce Guerini —. Abbiamo ottenuto il passo indietro da Crocetta, cos’altro possiamo fare?». Correre senza le bandiere di partito? «No, non esiste».

A ricucire il centrosinistra non è servito nemmeno l’incontro (casuale) in un corridoio di Montecitorio tra Guerini, Pier Luigi Bersani e Bruno Tabacci, vicino a Pisapia.

Colloquio intenso, ma infruttuoso. «Come possiamo spiegare ai nostri che siamo usciti dal Pd per ritrovarci a braccetto con Alfano?», è il mantra dell’ex segretario. Altrettanto inquieti restano i rapporti tra Mdp e Campo progressista. Bersaniani e dalemiani si interrogano sul perché il progetto unitario non decolli e sulla riluttanza di  Pisapia nell’esercitare la leadership. «Quest’estate non ha battuto un colpo su lavoro, migranti, economia, condoni», lamentano in via Zanardelli. Nella sede di Mdp, ma sottovoce, si fa il nome di Pietro Grasso come sogno proibito se mai Pisapia dovesse sfilarsi.

E a sera da Reggio Calabria D’Alema invita Pisapia a sintonizzarsi sulla Sicilia: «Forse non ha seguito tutti gli sviluppi, avrà modo di approfondire. È il Pd che ha rotto il centrosinistra siglando il patto con Alfano, non noi». E qui l’ex premier tira giù il sipario: «La vicenda è chiusa, mi sembra difficile recuperare».

/corrieredellasera/Sicilia, il Pd blinda l’asse con Alfano. Rapporti tesi tra Mdp e Pisapia di Monica Guerzoni

La mappa dei Comuni in bancarotta: a rischio anche Napoli, Roma e Torino

0

Oltre cento Comuni italiani sono rimasti senza soldi, altri 163 sono sotto tutela. I numeri sono drammatici e dicono che ogni 12 giorni c’è un’amministrazione che finisce i fondi. Come scrive Paolo Baroni la colpa è delle spese troppo alte e delle entrate insufficienti. Adesso anche le grandi città (Napoli, Roma e Torino) rischiano il default.

Sindaci in bancarotta

Oltre cento Comuni in dissesto e altri 163 sotto tutela. Ogni 12 giorni ce n’è uno che finisce i soldi. La colpa è dei tagli e delle gestioni poco virtuose. E ora anche le grandi città rischiano il default

ROMA – Napoli sembra non farcela a rispettare i piani di rientro pattuiti nel 2012, anche a Torino i conti non tornano e la Corte dei Conti ha già sollecitato adeguate contromisure. E poi c’è Roma, dove il debito monstre dell’Atac (1,3 miliardi) rischia di far saltare anche i conti dell’azionista Comune. Insomma per i municipi italiani, sempre più in affanno coi bilanci, le prossime settimane potrebbero essere molto complicate. Intanto nei primi 5 mesi dell’anno sono già state avviate 12 nuove procedure di «predissesto», una ogni 12 giorni.

Sino ad oggi, tra le città sopra i 250 mila abitanti, solamente il capoluogo campano ha chiesto l’attivazione delle norme salva-bilanci, ma di qui a breve Napoli potrebbe non restare più sola. La lista potrebbe allungarsi e includere altre grandi città aggravando una situazione di per sé già molto pesante. Alla fine del 2016, secondo uno studio della Fondazione nazionale dei commercialisti, in Italia si contavano infatti ben 107 enti in dissesto e 151 in predissesto, poi saliti a fine maggio a quota 163 secondo la contabilità dell’Ifel, l’Istituto per la finanza locale che fa capo all’Associazione nazionale dei Comuni. In pratica, in pochi mesi, alla lista se ne sono aggiunti 12. A questi elenchi vanno poi sommati altri 67 Comuni che sempre a fine 2016 risultavano «deficitari», ovvero ad un passo dal default perché non rispettavano una serie di precisi parametri economici. «Non so se la situazione stia peggiorando – commenta il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che presiede il Consiglio nazionale dell’Anci e che da tempo segue le trattative col governo su questi temi -. Certamente però non sta migliorando».

Emergenza Mezzogiorno  

L’ultimo Comune di un certo peso entrato in crisi quest’anno è quello di Scafati, provincia di Salerno, 50.787 abitanti. Ma la lista, oltre a tanti piccoli municipi, concentrati per il 68,7% nel Mezzogiorno, conta due città con più di 250 mila abitanti (Napoli e Catania) e altri 9 capoluoghi (Savona, Pescara, Rieti, Benevento, Caserta, Foggia, Cosenza, Reggio Calabria e Messina), più un ricco drappello di Province (Asti, Novara, Verbania, Varese, Imperia, La Spezia, Ascoli, Chieti, Potenza e Terni, ultima arrivata nel 2016). In totale è interessata una popolazione pari a 4 milioni e 330 mila residenti.

Tutti questi enti, in virtù della legge entrata in vigore nel 2012, sono riusciti ad evitare il dissesto vero e proprio grazie al contributo dello Stato che attraverso un fondo di rotazione consente loro di evitare la bancarotta e continuare a pagare stipendi ed erogare servizi. Di contro, però, sono sottoposti ad un severo piano di riequilibrio pluriennale sotto la stretta vigilanza della Corte dei Conti che di norma porta l’ente ad aumentare le tasse. tagliare all’osso tutte le spese e dismettere immobili e quote societarie.

Crac e doppio crac  

La lista dei Comuni in dissesto, aggiornato dall’Ifel al 25 maggio di quest’anno, comprende altri 103 Comuni (contro i 106 censiti a fine 2016), per un totale di un altro milione e 200 mila abitanti. In questo caso si tratta di amministrazioni che magari a loro volta hanno gonfiato a dismisura le spese (a partire da quelle per il personale) o non sono riuscite a governarle, poco efficienti sul fronte delle entrate (dall’incasso delle multe a quello delle tasse), che negli anni hanno accumulato molti debiti spesso fuori bilancio, e che pertanto (complici anche i pesanti tagli di bilancio subiti) non sono più in grado di garantire nè l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili nè il pagamento dei loro crediti. Ben 27 sono concentrate in Campania, 28 in Calabria e 25 in Sicilia. Solo lo scorso anno sono stati 17 i Comuni che hanno dichiarato bancarotta, altri 6 lo hanno fatto nei primi mesi del 2017 a conferma di un trend che a partire dal 2012 ha visto impennarsi notevolmente i numeri degli enti in crisi, passati dai 3-5 all’anno del periodo 1999-2009 ai 18-24 dell’ultimo quadriennio. Nell’elenco da quest’anno sono entrate Benevento e Acri (Cs), in buona compagnia con Viareggio, Castellamare di Stabia, Vibo Valentia, Milazzo, Augusta, Bagheria, cui vanno poi aggiunte le amministrazioni provinciali di Caserta e Vibo. Non mancano le situazioni croniche visto che in ben 16 casi sui 106 censiti dai commercialisti ci si trova di fronte a situazioni di doppio dissesto. Ovvero l’ente in crisi, come ad esempio è capitato tra le altre alla città di Potenza, non ha ancora concluso la prima procedura che è costretta ad aprire un’altra.

Bianco: norme da rivedere  

«La disciplina degli enti in dissesto e predissesto è vecchia, risale a prima della riforma del bilancio e dei criteri di finanza locale ed andrebbe rivista – segnala Bianco -. Si tratta di un tema delicato che abbiamo già posto all’attenzione del governo ed in parte già affrontato positivamente: occorre infatti superare definitivamente il paradosso in base al quale a causa di una serie di formalismi i Comuni in predissesto che stanno attuando comportamenti virtuosi sono più penalizzati di quelli in dissesto. Per questo serve una revisione organica della materia che da un lato obblighi i Comuni spendaccioni a cambiar strada ma al tempo stesso consenta di aiutare gli enti che stanno cambiando strada rispetto agli errori del passato. Spero tanto che prima che si chiuda la legislatura si possa trovare una soluzione».

vivicentro.it/economia
vivicentro/La mappa dei Comuni in bancarotta: a rischio anche Napoli, Roma e Torino
lastampa/Sindaci in bancarotta PAOLO BARONI

Benevento, Vigorito: “De Laurentiis ci ha offerto Pavoletti ma non abbiamo trovato l’accordo, era fuori dal nostro budget”

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:

“Il Benevento non è completo nell’organico, ma è lo specchio di Baroni, che fa giocare bene le sue squadre. La Serie A è fatta di squadre forti e ne abbiamo subito un po’ lo scotto. Limitazione ai tifosi per Napoli-Benevento? Il calcio italiano sta andando verso una migliore regolamentazione delle trasferte e mi auguro che gli stadi siano sempre più aperti ai tifosi. Obiettivi? Restare in Serie A, che per noi sarebbe come conquistare la terza promozione consecutiva. Pavoletti? Ne abbiamo parlato con De Laurentiis, che è stato gentilissimo a chiamarci e a favorire una squadra campana. Non abbiamo però trovato un accordo economico. Ho ringraziato il presidente, apprezzando molto il suo gesto. Pavoletti era fuori dal nostro budget e siamo riusciti poi a prendere Iemmello”.

Koulibaly, l’agente: “Il Napoli ha grandi ambizioni, è rimasto per provare a vincere lo Scudetto”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol’, è intervenuto Bruno Satin, agente di Kalidou Koulibaly. Ecco quanto evidenziato:

Kalidou mi ha detto che già era a conoscenza della notizia di rigiocare la partita contro il Sudafrica. Il livello degli arbitri In Africa è scarso e lo sappiamo, ma non fino a questo punto. Adesso si rischia di rigiocare ogni partita in cui si verifica un errore arbitrale.
Kalidou è rimasto perché ha un contratto importante e sa che con questi compagni e questo staff si può puntare a grandi obbiettivi e provare a vincere lo scudetto. Ounas? S’è inserito bene, ha grandi colpi e poco a poco troverà sempre più spazio”.

Sassuolo, l’Ad Carnevali: “Mai presa in considerazione nessun tipo di proposta per Berardi. Volevamo Zapata ma…”

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Riuscire a ottenere delle cariche a livello europeo è una gran cosa, ma un passo per crescere dovremo farlo anche nel nostro panorama. Ieri nell’assemblea di Lega ho visto qualche piccolo passo in avanti.

Lotta scudetto? Penso che Napoli e Juve siano le squadre più pronte, hanno fatto un ottimo lavoro in questo avvio di campionato e hanno un’identità ben precisa. Per me saranno quelle che lotteranno fino alla fine per lo Scudetto. Il nostro avvio di campionato è stato un po’ a rilento. Speriamo di recuperare presto, anche se abbiamo altre due sfide molto difficili con Atalanta e Juventus. Abbiamo cercato di non stravolgere quello che abbiamo fatto negli anni passati trattenendo calciatori come Berardi, Acerbi, Falcinelli e altri richiesti da tanti club.

Berardi? Ha avuto tante richieste sia da club italiani che dall’estero, su di lui non c’era solo il Napoli. Non abbiamo mai preso in considerazione nessun tipo di proposta che potesse essere legata a lui, neanche l’ipotesi di un’opzione. La nostra volontà è quella di essere liberi di poter scegliere e vedere quello che succede. Il Napoli non mollerà? Tra le due società c’è un ottimo rapporto, credo sia normale che il Napoli faccia richieste per giocatori di grande livello. Zapata? Eravamo interessati ma dovevamo stare attenti al fair play finanziario e non avevamo poi una necessità primaria. Abbiamo ritenuto che la richiesta fosse per noi eccessiva”.

A cura di Antonino Gargiulo

Hamsik: “Vincere lo scudetto è il nostro obiettivo!”

Le sue parole

Marek Hamsik, centrocampista e capitano del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al magazine tedesco Kicker:

“Ci spero tanto a battere il record. Maradona a Napoli è Dio. Sarebbe splendido stare davanti a uno così. Dai, vedere il nome “Hamsik” prima di quello “Maradona” deve essere meraviglioso. Però ovviamente non posso paragonarmi a lui

Sarebbe pazzesco ottenere il record e vincere lo scudetto col Napoli tutto in un’unica annata. Lo scudetto è l’obiettivo stagionale. Ma questa volta il campionato sarà molto più equilibrato. Siamo in cinque a puntare al primo posto. Al momento però mi basta strappare il record a Maradona

Non abbiamo pescato un girone di ferro, ma le squadre sono tutte buone. Gli ucraini hanno molta esperienza e il Feyenoord è campione d’Olanda, il che è significativo. La Champions non è il nostro obiettivo, ma se stiamo attenti e non sbagliamo le partite chiave possiamo far meglio dell’anno scorso

Sarri? In questi due anni siamo cresciuti tantissimo. È un motivatore perfetto, un ottimo psicologo, bravissimo nei rapporti. Un modo così minuzioso di preparare le partite inoltre non lo avevo mai visto. Sappiamo tutto degli avversari, ma ci ripete sempre che dobbiamo giocare comunque il nostro calcio. Perché solo così ci divertiamo davvero

Higuain? In molti pensavano che con il suo addio saremmo calati. Eppure ce l’abbiamo fatta. Mertens ha occupato la sua posizione giocando una stagione eccezionale. Spero che quest’anno faccia ancora meglio, ma è riuscito a rimpiazzare Higuain in tutto e per tutto

Futuro? Nel calcio è difficile perché non si sa mai cosa accade. Io comunque non penso a lasciare Napoli. In passato ho rifiutato offerte di Juventus e Milan perché non mi sentivo pronto. Ma sono contento di essere qui. Sia dal punto di vista professionale che da quello umano. Potrei anche finire la carriera qui, magari dopo aver vinto uno scudetto. Ma spero di non dover aspettare i 40 anni”

gazzetta.it

Kiss Kiss Napoli – De Laurentiis sarà al Dall’Ara domenica sera

Kiss Kiss Napoli – De Laurentiis sarà al Dall’Ara domenica sera

Valter De Maggio, direttore di Radio Kiss Kiss Napoli, ha rivelato una notizia nel corso della trasmissione Radio Goal: “Ho sentito Aurelio De Laurentiis che mi ha confermato che domenica sera sarà allo stadio Dall’Ara. Arriverà già in ritiro sabato”.

Bilancio della Polfer di Pescara relativo all’estate 2017

0

L’aggravarsi della  situazione internazionale per i gravissimi episodi di terrorismo che hanno colpito anche diverse nazioni europee, l’epocale fenomeno della migrazione che vede l’Italia impegnata in prima linea, hanno fatto innalzare notevolmente l’asticella della vigilanza e della prevenzione nelle stazioni ferroviarie che, come noto, costituiscono uno degli obiettivi sensibili per porre in essere attentati, essendo luogo in cui transitano giornalmente decine di migliaia di persone. Il treno, inoltre, è il mezzo di comunicazione più agevole per gli stranieri irregolari intenzionati ad eludere i controlli di Polizia e rendersi irreperibili nel territorio Nazionale.

Per questo, nei mesi di giugno, luglio e agosto la Sottosezione Polfer di Pescara, su disposizione del  Compartimento Polizia Ferroviaria di Ancona ha intensificato l’attività di controllo all’interno delle stazioni di competenza territoriale e sui convogli per garantire la sicurezza dei viaggiatori, attraverso la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni delittuosi e di degrado presenti in ambito ferroviario. In questo periodo sono state impiegate 322 pattuglie in stazione e 45 a bordo treno. Sono stati scortati complessivamente 90 convogli ferroviari  e identificate 1.105 persone. Grazie a tale dispositivo la Polfer di Pescara ha tratto in arresto ed indagato in stato di libertà, rispettivamente 3 e 15 persone. Sono stati inoltre rintracciati e riaffidati 5 minori. Nel mese di Agosto, in particolare, gli agenti della sottosezione Polfer di Pescara hanno denunciato all’A.G. tre cittadini Romeni per tentato omicidio posto in essere, in concorso tra loro, nei confronti di un cittadino Senegalese all’interno del tunnel stradale del sottopasso ferroviario. Sempre nel mese di agosto, gli stessi operatori di Polizia dopo accurate indagini, hanno denunciato un uomo per non aver ottemperato all’ordinanza del sindaco che gli imponeva di bonificare una zona a rischio incendi, in località Atri Pineto. Da quel terreno infatti si innescava la combustione che poi si   propagava in direzione della linea ferroviaria assumendo le vesti di un incendio di vaste proporzioni e mettendo a rischio la circolazione dei treni

Orsi: “Reina? Deve essere professionista”

Le sue parole

Nando Orsi ha parlato ai microfoni di Radio Crc durante Si Gonfia la Rete: “Non è la sola gestione di Insigne ma anche quella di Verratti e del modulo ad aver creato problemi alla Nazionale. Napoli? Per la reazione mi è piaciuto con l’Atalanta, al di là del gioco. La passata stagione queste partite le avrebbe perse. Poi il gioco resta quello e contro il Bologna la gara è sbilanciata. Non si sa cosa può accadere, le piccole sono pericolose all’inizio, ma il Napoli deve portarla a casa. Reina? In scadenza di contratto si può comunque fare una stagione importante. Non dico che De Laurentiis abbia fatto bene, ma Reina deve essere professionista fino in fondo”.

Udinese, Gerolin: “Abbiamo provato a prendere Pavoletti, ma la spesa era alta”

Le sue parole

Manuel Gerolin, direttore sportivo dell’Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Io 36 anni fa feci il gol salvezza all’ultimo minuto di campionato (24-5-1981 Udinese-Napoli). Quella palla non sarebbe entrata se non ci fosse stato anche l’aiuto della gente. Anche l’acquisto di Maxi Lopez va giudicato in questo senso. Si è preferito rinunciare a un elemento anarchico come Thereau. Abbiamo provato a prendere Pavoletti, ma una spesa tra cartellino e ingaggio di 25 milioni non è nel dna della società. Preferiamo costruire i giocatori in casa puntando su Perica, Bajic, Ewandro e Matos”.

Sarri pensa al Bologna: due ballottaggi e una possibile novità

Sarri pensa al Bologna: due ballottaggi e una possibile novità

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il Napoli potrebbe fare un po’ di turnover a Bologna in vista dell’impegno Champions contro lo Shakthar in Ucraina: “Sarà in campo Insigne nonostante le fatiche dell’ultima settimana: difficilmente Sarri farebbe a meno di lui. E un posto sicuro ce l’avrà anche Callejon, ignorato da Lopetegui, il c.t. spagnolo. Un ballottaggio potrebbe prospettarsi al centro dell’attacco, dove Milik potrebbe insidiare Mertens. A centrocampo, l’alternanza è strutturale: Sarri vi ricorre in ogni partita. In questa prima fase della stagione, Hamsik è stato il centrocampista più sostituito, ma a Bologna ci sarà, mentre potrebbe riposare Jorginho per fare spazio a Diawara, la cui evoluzione sta sorprendendo anche lo stesso allenatore. L’altro ballottaggio riguarda Allan e Zielinski, quest’ultimo reduce da doppio impegno con la Polonia con la quale non ha impressionato, mentre il rendimento col Napoli è sempre stato medio-alto. Allan dovrebbe essere l’escluso, domenica, in favore dell’ex Udinese, titolare in Ucraina”.

Reina ha deciso: attende fino a gennaio una chiamata da De Laurentiis

Reina ha deciso: attende fino a gennaio una chiamata da De Laurentiis

Il Roma si occupa della situazione contrattuale di Pepe Reina tracciando possibili scenari futuri: “La proposta per il prolungamento arriva: Quilon invitato in Trentino, ma l’offerta del Napoli non soddisfa: prolungamento di un anno a stipendio dimezzato. Il no stizzito di Quilon peggiora le cose. Per De Laurentiis il discorso è chiuso. Ma il manager di Reina deve fare il suo lavoro, non molla. Su richiesta di Pepe aspetta la fine dei play off per tentare l’ultima carta. Coinvolgere il Psg per portare un’offerta al Napoli. Piedi puntati per arrivare a un contratto simile: un anno con stipendio importante. De Laurentiis dice no: niente rinnovo e niente cessione. Reina ci pensa, riflette: forse medita anche all’addio. Ma è ancora una volta Giuntoli che media: il rinnovo si può fare. Serve aspettare la fine del mercato. De Laurentiis poi conferma, anche se indirettamente. Ora il Bologna dietro l’angolo, e una stagione da vivere come ultima in azzurro. Sperando in una chiamata del presidente. Prima, però, occorre “far pace”, e anche Reina deve fare il suo. Se non sarà rinnovo pazienza: Reina ha fatto una promessa e vuole mantenerla. Senza segnali positivi a gennaio comincerà a valutare offerte. Il regolamento gli consente di firmare già per luglio. Pochi mesi per provare a stare ancora insieme, ma di certo Reina resterà col Napoli per un’ultima straordinaria stagione. O forse ne arriveranno ancora”

Rende Siracusa: Una partita con il profumo di storia dal 1978

0

Rende Siracusa, non è una di quelle solite partite, le due squadre infatti, più volte hanno disputato in campo matchs importanti per la storia della propria società.

La partita che tutti ricorderemo è quella più vicina cronologicamente.

Era il 7 maggio 2016, l’allenatore, Andrea Sottil, era lo stesso di quando quella fatidica giornata portò gli aretusei in serie D.

A Rende fu portata l’intera rosa a disposizione, ben 25 giocatori furono convocati.

Le parole di Sottil furono:

“Che Rende mi aspetto? Non lo so”.

Nessuno si aspetta che il colore rosso dello Stadio del Rende fosse sovrastato dall’azzurro dei leoni, tutti però speravano nella vittoria aretusea.

Fu una di quelle trasferte che mobilitò una massa di tifosi, ben 1500 si recarono a Rende per un sogno atteso 4 anni, il ritorno in serie C.

La squadra come un unico possente animale giocò 90 minuti intensi, senza esclusione di colpi, concentrati in un unico obbiettivo: vincere sulla preda.

Quell’anno avvenne la promozione e dal 2016 la squadra combatte per successi ancora più grandi.

Rende e Siracusa però è una partita che ha sapori ancora più andati.

Correva la stagione 1978/79 quando il Rende e il Siracusa si contesero il primo posto in C-2 girone D.  In quella stagione l’allenatore era Carlo Facchin e nella rosa appariva un nome molto noto agli aretusei, Nicola De Simone.

In quella finale vide il Rende a 44 punti, 15 vittore e 37 goal; il Siracusa a 41 punti, 16 vittorie e 46 goal, entrambe furono promosse in C-1 e il Trapani retrocesse in serie D.

Il 1978/79 fu l’anno del Siracusa infatti, oltre alla promozione di categoria fu il primo club di C2 a trionfare nella Coppa Italia dei semiprofessionisti indossando la maglia color amaranto e portando alla gloria più di 7000 spettatori.

Oggi il Siracusa si prepara contro il Rende, primo in classifica, con un allenamento a porte chiuse, la sfida si disputerà allo stadio “Lorenzon” il 9 settembre alle ore 18:30.

È ancora presto per pronosticare la loro posizione in classifica o fantasticare su un ripetersi di un evento, speriamo che come nel 1979, quest’anno sia la stagione del Siracusa.

Ad Maiora!

Promozione-Procida Calcio: C’è il ritorno di Luca Esposito in difesa !

isola di procida eccellenza
Il Procida Calcio non dorme mai, neanche sul mercato. Complice soprattutto l’ottimo lavoro del suo Direttore Generale Lubrano Lavadera il quale al suo “esordio” nel ricoprire tale ruolo, si è dimostrato sempre operativo nonché serio e concentrato sul suo nuovo incarico ed i risultati sono palesi a tutti.
Il Procida Calcio non sembra solamente essere una rosa composta da validi elementi, bensì una rosa composta da validi elementi procidani! Per mantenere tale linea “made in Procida” il lavoro è stato ancor più certosino e la ricerca ancor più accurata, ma alla fine si è riuscito a consegnare a Mister Iovine e Mister Lubrano, un’ottima “macchina da corsa” e c’è bisogno solamente di un poco di tempo per sistemare i vari nuovi ingranaggi, dopodiché sarà pronta a partire e cercare di raggiungere traguardi importanti.
Ed ecco che si aggiunge un altro procidano DOC pronto a lottare per la causa biancorossa, questa volta si tratta di Luca Esposito! Difensore centrale classe 1994, ex Berretti Ischia e naturalmente Procida Calcio, è dotato di un buon fisico ed aggiungerà nuovi muscoli per la difesa della sua Procida.
A volte ritornano…e Luca Esposito è tornato a vestire la maglia biancorossa, pronto per nuove battaglie!

Bologna-Napoli: Sarri potrebbe schierare una coppia inedita in attacco

0
Dopo la pausa della Serie A, Sarri dovrà scegliere chi schiererà in attacco contro il Bologna, e ha in mente una coppia inedita

Secondo l’edizione di oggi del quotidiano Repubblica, la pausa del campionato di serie A è arrivata per il Napoli nel momento meno opportuno: bloccando la partenza sprint degli azzurri, usciti ottimamente dall’ impresa di agosto con quattro vittorie consecutive compreso il preliminare di Champions League. Dopotutto la preparazione estiva era stata progettata proprio per arrivare preparati alla doppia sfida contro il Nizza: un bivio importante per gli obiettivi e il prestigio della società di Aurelio De Laurentiis, che tiene molto alla vetrina internazionale. I sacrifici fatti questa estate da Sarri e dai suoi giocatori sono stati premiati anche dai successi contro Verona e Atalanta, che hanno proiettato  Hamsik e compagni in cima alla classifica: a pieno punteggio dopo le prime due giornate. Si capisce perchè a Castel Volturno non sia stato gradito lo stop: utile solamente per far mettere qualche minuto in più nelle gambe ad alcune delle seconde linee, da Chiriches a Maksimovic. Gli impegni internazionali hanno invece causato solamente uno stress in più per Hysaj, Koulibaly, Zielinski e in particolare Lorenzo Insigne: finito senza colpe nell’occhio del ciclone per le sue prestazioni insufficienti con la maglia dell’Italia di Ventura, che lo ha schierato in una posizione  poco congeniale al giocatore. Molto meglio è andata a Mertens e soprattutto a Milik, che sono andati a segno rispettivamente con il Belgio e la Polonia: la prima squadra già qualificata per il Mondiale e la seconda a un passo dal traguardo, pure per merito delle prodezze dei due attaccanti del Napoli, entrambi apparsi in grande forma nella parentesi internazionale. Dunque non sarà facile per Sarri lasciare in panchina uno dei due azzurri, che hanno proposto la loro candidatura per una maglia da titolare contro il Bologna. Finora il tecnico li ha sempre alternati al centro dell’attacco, senza mai utilizzarli in coppia. Ma Mertens ha dimostrato con la sua nazionale di non aver dimenticato come si gioca sulla fascia sinistra e potrebbe in caso di necessità tornare al suo vecchio ruolo, se Insigne non sarà al meglio dopo i soffertissimi 180’ giocati con l’Italia. Decisivo è il doppio allenamento previsto per oggi a Castel Volturno, che permetterà a Sarri di valutare le condizioni di tutti i suoi giocatori. In mattinata saranno messi sotto torchio i difensore. Nel pomeriggio toccherà al resto del gruppo, con Milik, Mertens e Insigne in ballottaggio per due posti a Bologna. Chi rimarrà fuori si rifarà mercoledì in Ucraina, dietro l’angolo c’è anche la Champions.