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Festival Franciacorta in Cantina • 16-17 Settembre 2017

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Il Festival Franciacorta in Cantina torna, per l’ottavo anno, nei giorni 16 e 17 settembre 2017.

Anche quest’anno un programma di eventi ricchissimo, tra cultura, natura, e food&wine!
I visitatori avranno la possibilità di conoscere la Franciacorta percorrendo la Strada del Franciacorta con i suoi castelli e monasteri, attraverso i moltissimi eventi, visite e degustazioni organizzati dalle cantine.
Un week end per tutti. Le cantine daranno vita ad un fine settimana originale e ricco di iniziative da non perdere.
La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Le cantine saranno aperte, salvo diverse indicazioni, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Tour gratuiti in bus
Il Festival Franciacorta in Cantina è un’occasione unica per conoscere i luoghi dove nasce il Franciacorta. Per andare comodamente alla loro scoperta, sabato 16 e domenica 17 saranno organizzati vari tour gratuiti in bus della durata di 3 ore circa, con partenza da Rovato e sosta in 2 o 3 cantine per visita guidata con degustazione.
I partecipanti saranno accompagnati da una guida turistica che illustrerà loro il territorio. Per chi arriva in treno è a disposizione una navetta dalla stazione di Rovato al Foro Boario, da cui partono i tour.

È possibile prenotare i Tour in Bus sul sito www.festivalfranciacorta.eventbrite.it

Eventbrite - Festival Franciacorta in Cantina 2017 - Tour in Bus

Ma non basta: i visitatori potranno scoprire il territorio anche attraverso le svariate attività proposte dalla Strada del Franciacorta: dai percorsi di trekking o in bicicletta, passando per le visite di abbazie, borghi, palazzi, ville, giardini e riserve naturali.
Per tutte le informazioni e il dettaglio degli eventi: www.festivalfranciacorta.it

Per richieste di informazioni: info@festivalfranciacorta.it

Acrobazie linguistiche: cià (ciao), xchè, xrò …..

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Ogni volta che parlo al telefono con alcuni dei miei amici, si saluta con un Cià (ciao)!
Un vero inarrestabile tormentone.
Ieri il mio amico mi scrive “Cià” e io rispondo “o” e lui “Che significa?”, “…ho completato, tutto qui”.
Inutile dire che quelli che usano “xché” o “xò” li radierei a vita dalla mia.
Mi sono interrogato sulla questione.
La prima cosa che vorrei dire è che il “Ciao” iniziale è simpatico, il “Ciao” finale è insopportabile, perché apre amichevolmente ma chiude distanziando.
Spesso un “Ciao” può equivalere a un vaffan…., detto nel modo giusto a un “Ciao” simpatico.
Il “Ciao” pare innocuo ma è spinoso. Soprattutto se utilizzato al posto della forma educativa del “Buongiorno”, “Buonasera” o “Buon pomeriggio” con chi non si conosce. Forse per questo l’epidemia linguistica popolare preferisce dire “Ciao”, per far diventare simpatica una chiusura antipatica.
Come quando ti dicono “Non puoi capire”, in discorsi in cui non c’è niente da capire o “Non ho parole” e parlano per ore e chissà che tante volte non l’abbia fatto anch’io!
Nei sentimenti poi si dice “Ti amo tantissimo” al di là dei t.v.t.b., senza capire che è meno di “Ti amo”, perché “Ti amo“ è totale, “Ti amo tantissimo” è relativo, significa che potresti amare di più.
Mentre l’odio è intatto. “Ti odio tantissimo” farebbe ridere.
Io saluto le persone che mi stanno simpatiche con “baci” o “un abbraccio” ma alcune/i ti rispondono con “Besos”, perché detto in spagnolo fa più chic o con “Kisses”, molti altri per sentirsi intimi mi chiamano “Vince”, “Vincent” o “Vì”, quando intimi non lo si è affatto.
Anche i “Sì” e i “no” sono diventati problematici, innanzitutto perché molti non sanno che il “Sì” affermativo è accentato, poi c’è questa necessità di ripetizione, è tutto un “Sì, sì, sì”, “No, no, no”.
Quindi “Ci vediamo per le otto?”, “Sì, sì, sì” oppure “Ti disturbo?”, “No, no, no” oppure “Come no!” che significa “Sì, sì, sì” e perfino l’affettività del “Cià” sta entrando in crisi e più di frequente nelle telefonate è rafforzato in “Cià, cià, cià”.
Le espressioni peggiori della lingua sono contagiose, come le canzoni che non sopporti e ti viene da fischiettarle lo stesso e ti detesti.
L’altro giorno, parlando con un amico che avrei visto da lì a poco, mi dice: “Ci becchiamo in centro”. Ci becchiamo? E mica siamo piccioni.
Senza contare quante cose sono diventate “ufficiali”. Tipo “È ufficiale, sono nella merda”.
Almeno che tu non sia “fuori come un balcone”, espressione che per esempio ricordo usava Simona Ventura ogni tre frasi e non ho mai capito perché proprio come un balcone e se con gerani o meno e perché l’essere fuori, che in genere mi dicono abbia un valore spregiativo rispetto all’essere dentro, quando appena possono vanno tutti fuori, al mare o in montagna o semplicemente fuori (e tra l’altro si “esce fuori” e si “entra dentro”, quasi fosse possibile “uscire dentro” ed “entrare fuori”), un po’ come il “giù da basso” o il “su di sopra”.
Giornalisticamente mi vengono poi in mente i continui “uomini di colore”, chissà quale? E le Emergenze, vogliamo parlarne? “Circostanza imprevista”, quando invece è diventato tutto molto prevedibile.
Intramontabili ed evergreen i “praticamente”, di cui spesso faccio abuso, in una civiltà che ha solo il senso del pratico! Gli “assolutamente”, in una società che non ha niente di assoluto. Infine l’immancabile “straordinario”, quando tutto in realtà, purtroppo, sta diventando “assolutamente” normalissimo.
Siamo talmente disabituati alle espressioni corrette che l’altro giorno al termine di una telefonata con un amico, lo saluto dicendo: “Ciao, buona giornata”, ma lui dopo tre minuti mi richiama per altro ed io riattacco con “Bene, Cià”, mi è scappato.

Vincenzo Vanacore

Enzo Avitabile in concerto alla Festa della Pasta (VIDEO)

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Enzo Avitabile in concerto a Gragnano per l’11esima Edizione della Festa della Pasta

Gragnano- In occasione della tradizionale Festa della Pasta, la sera del 9 settembre Gragnano è stata letteralmente invasa da una folla incontenibile: persone provenienti dai paesi limitrofi ma anche tanti “turisti per caso” provenienti da altre regioni, sono accorsi per degustare i tradizionali piatti di pasta napoletana ma anche per ascoltare uno dei più grandi musicisti e cantautori della musica Jazz & Soul, Enzo Avitabile.

Vincitore di due David di Donatello nell’ultima edizione del premio cinematografico (per miglior brano e migliore colonna sonora del film “Invisibili” di Edoardo De Angelis), il cantautore napoletano ha sempre portato la sua musica in giro per il mondo bissando un successo dietro l’altro. Dal Belgio alla Francia, dall’Austria alla Svizzera, dal Canada all’America “nera”, il sassofonista e polistrumentista partenopeo è il “musicista del mondo” e vanta una lunga carriera iniziata come solista nel lontano 1982 con l’album “Avitabile”.

Enzo Avitabile ha girato il mondo, ma quando Napoli lo chiama lui è sempre presente, e venerdì sera ha risposto con il suo inconfondibile stile alla chiamata arrivata dal Paese della Pasta. L’artista, molto amato per la sua professionalità e il suo impegno anche nel sociale (con iniziative a favore delle fasce più deboli e a difesa del mondo), si è esibito alle 22.00 davanti a un pubblico entusiasta e partecipe.

VIDEO: I Bottari presentano Enzo Avitabile in concerto a Gragnano

Nonostante la “concorrenza” del suo collega Gigi D’Alessio, che nella stessa serata si esibiva nel vicino Comune di Sant’Antonio Abate, oltre settemila persone erano lì, a Gragnano, sotto il palco dove l’artista partenopeo si è esibito insieme ai Bottari di Portico, che aprono i suoi concerti da circa 13 anni, un connubio  divenuto ormai inseparabile. Una musica calda e coinvolgente ha trascinato il pubblico presente, dai grandi ai piccini, tutti rapiti dal ritmo soul del carismatico cantautore.

Non sappiamo se la sfida sia stata vinta da Gigi o da Enzo, ma i momenti più toccanti ce li ha regalati proprio lui, Enzo Avitabile, prima della chiusura dello spettacolo: Enzo ha voluto dedicare uno spazio musicale al suo compianto e fraterno amico Pino Daniele. Nel celo buio di Gragnano si sono accese tante luci al ritmo delicato e struggente di Terra Mia, la canzone scelta dal cantautore partenopeo per omaggiare l’artista scomparso prematuramente appena due anni fa.

 VIDEO: Omaggio a Pino Daniele

Maria D’Auriacopyright-vivicentro

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#PoiNonTiLaMenti, prosegue la campagna abbonamenti della Juve Stabia: i vantaggi

#PoiNonTiLaMenti, prosegue la campagna abbonamenti della Juve Stabia: i vantaggi

S.S. Juve Stabia ringrazia i tifosi gialloblù che hanno già sottoscritto l’abbonamento per la stagione 2017/18.
Mancano sempre meno giorni a Juve Stabia-Trapani, la prima partita in casa del nostro campionato, e la campagna abbonamenti #MaCheBelloè si arricchisce delle vignette #PoiNonTiLaMenti.
È un modo per illustrare in modo più simpatico, semplice e diretto i vantaggi che offre l’abbonamento a tutti i tifosi che vorranno sottoscriverlo.
PERCHE’
#PoiNonTiLaMenti perché abbonandoti aiuti la Juve Stabia, la squadra della tua città, sai di aver fatto qualcosa di concreto affinché la passione per i nostri colori continui, forte e travolgente, come avviene dal 1907, di generazione in generazione.
VANTAGGI
– un notevole risparmio economico rispetto all’acquisto, di volta in volta, del singolo biglietto;
– accesso più semplice e veloce allo Stadio, senza doversi sottoporre a file nei punti vendita per acquistare il tagliando;
– possibilità di acquistare a prezzi vantaggiosi la card Sportube per non perdersi la diretta delle partite in trasferta della Juve Stabia.
RISPARMIO
#PoiNonTiLaMenti perché abbonandoti risparmi dal 50 al 70% rispetto all’acquisto dei biglietti per i singoli incontri.
AGEVOLAZIONI
L’abbonamento per la Curva San Marco, la Tribuna Quisisana e la Tribuna Monte Faito sarà disponibile ad un prezzo speciale RIDOTTO per donne, ragazzi dai 6 ai 15 anni e over 65, che potranno sottoscrivere la propria tessera al prezzo unico di 50 €, spendendo in media meno di 3 euro a partita.
COME FARE
Per l’emissione dell’abbonamento è necessario essere possessori della Tessera del Tifoso ed esibire un valido documento d’identità. Coloro che al momento non dispongono della Tessera potranno sottoscriverla contestualmente all’abbonamento.
S.S. Juve Stabia si riserva di indire durante la stagione la “Giornata Gialloblè” e di realizzare iniziative che porteranno talvolta all’apertura della Tribuna Varano.
ORARIO BOTTEGHINI
Dal lunedì al sabato dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle ore 16,00 alle 20,00.
CONTATTI – Stadio “Romeo Menti”, via G. Cosenza, 283. Tel. 0818717727 E-mail: biglietteria@ssjuvestabia.it Sito web: www.ssjuvestabia.it

S.S. Juve Stabia

‘Il piccolo tifoso’ – Bologna-Napoli, soddisfatto si, ma solo a metà

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‘Il piccolo tifoso’ – Bologna-Napoli, soddisfatto si, ma solo a metà

Ieri, alla terza giornata di campionato, contro il Bologna abbiamo assistito ad un Napoli molto stanco, con una difesa molto aperta e un centrocampo inesistente, ma dopo lo stupendo gol di José María Callejón, su cross favoloso del mitico Lorenzo Insigne, gli azzurri hanno trovato la strada giusta.

Con le altre due reti di Dries Mertens e Piotr Zieliński, gli azzurri hanno finito l’incontro vincendo per 3 a 0.

Soddisfatti si, ma solo a metà.

Un piccolo tifoso.

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‘Visto dalla panchina’ – Il nostro Magnifico si galvanizza, ho preparato così la gara…

‘Visto dalla panchina’, la nuova rubrica di ViViCentro

Questo clima uggioso e umido mi ricorda la mia Toscana, i campetti di periferia che tanto mi hanno insegnato; so bene quanto siano difficili certe partite, in cui le cosiddette piccole tendono a chiudersi e a ripartire a razzo. E poi questi hanno il dente avvelenato, dopo le sette scoppole e gli “olé” della volta scorsa. L’ho detto ai miei ragazzi, mi raccomando, concentrati dietro, Allan ti voglio a tutto campo, corri dietro al portatore di palla, Jorginho, tu accorcia e cerca di velocizzare la manovra. Il mio collega meneghino, però, ha studiato bene il mio Napoli: i suoi terzini pressano alto, giocano da attaccanti esterni, non mi fanno scendere Ghoulam e Hysaj. Calma ragazzi, facciamoli sfogare, non potranno tenere tutto il tempo questo ritmo infernale. Dobbiamo imparare anche a soffrire, non si vince una competizione lunga come il campionato facendo sempre spettacolo. Certo che questo Verdi è una spina nel fianco, corre a perdifiato, e questa punizione mi provoca un brivido. Pepe, meno male che ti ho convinto a restare… la tua manona ci salva! Dries, invece di invocare moviole e altre diavolerie moderne, punta il difensore!!! Ecco, ci mancava solo Vlad e la sua spalla infortunata. Meno male che Albiol scalpita come un mastino furioso, è quello che ci vuole contro questo rinato Palacio.

Intervallo, almeno riordiniamo le idee. Ragazzi, questi adesso si abbasseranno, il campo è pesante, cerchiamo il nostro gioco.
Pronti via, ecco il nostro ritmo; velocizziamo la manovra, anzi tra poco inserisco anche il glaciale Zielinsky. Lorenzo serve un tuo assist, Callejon è lì che lo aspetta. E puntuale, il nostro Magnifico si galvanizza, avvolto nell’azzurro che più lo contraddistingue, quello partenopeo. Nemmeno serve saltare all’ala destra, tanto preciso è il ricamo di Insigne. Palla dieci centimetri più alta del difensore, e comoda comoda da appoggiare in rete, passando tra le gambe di uno sfortunato Mirante. L’episodio che ci voleva, che fa da apripista all’opportunismo del folletto belga: ruba palla su un’indecisione di Pulgar, e si invola verso la porta felsinea. Ancora sotto le gambe del povero stabiese Mirante. Bene così, una partita che si poteva rivelare una trappola, domata grazie alla pazienza e alla maturità di questo gruppo. Manca il sigillo di colui che ha dato il “la” al cambio di passo, ed eccolo qui, un cioccolattino servito da Callejon al centro per Zielinsky, che deve solo appoggiare in rete. 0 – 3, e tutti a casa. Risultato troppo pesante per il Bologna? Sicuramente sì, ma lo avevamo detto che avevamo imparato la lezione. Napoli nuovo, spettacolo e cinismo da vendere.

a cura di Fabiano Malacario

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Maradona: “Il Napoli sta giocando benissimo, per il campionato è ancora presto. Mertens incredibile”

Diego Armando Maradona torna a parlare del Napoli nel corso di una diretta sul proprio profilo Instagram:

“Il Napoli sta giocando benissimo con un Mertens incredibile. Mi sono piaciuti anche Jorginho, Koulibaly e Allan che entra bene. Mi fa molto piacere per Milik che è tornato in attacco. Per il campionato però è presto, ora c’è anche la Champions”.

Una vera e propria trappola realizzata non dalla natura, ma dalla mano dell’uomo

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Come scrive Mario Tozzi, «quando in un luogo ci sono le abitazioni sott’acqua, nel posto sbagliato ci sono sempre le case, non il fiume»
 Una trappola costruita dall’uomo

Quando in un luogo ci sono le abitazioni sott’acqua, nel posto sbagliato ci sono sempre le case, non il fiume. Una considerazione che vale anche quando vengono colpite le città e i luoghi dove gli uomini vivono da sempre. Fatta questa doverosa assunzione di principio, il dettaglio di questi ultimi eventi alluvionali è tristemente lo stesso di quelli passati e comprende, nell’ordine: un’allerta meteo che viene spesso non compresa o sottovalutata, una perturbazione che evolve secondo meccanismi non esattamente lineari, un territorio complessivamente sempre più impreparato, cittadini che attuano comportamenti incomprensibili e contro-intuitivi e amministratori impreparati e spesso colpevoli.

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Per prima cosa si dovrebbe capire che le previsioni meteo, oggi molto più precise che in passato, non sono perfette, soprattutto quando si sviluppano perturbazioni a carattere violento come quelle v-shaped (a forma di V) che sembra si siano scatenate ieri notte. Sono temporali «autorigeneranti», cioè che trovano nuova alimentazione nel passaggio sopra mari caldi, come oggi è il Tirreno. E tendono a diventare la regola. Il caso di Irma e degli uragani del Golfo del Messico insegna che le previsioni vanno corrette in corso d’opera anche alle nostre latitudini. Cioè vanno seguite e «aggiustate», così come si fa per gli uragani, che cambiano più volte direzione, velocità e stima della forza sviluppata.

Poi non si dovrebbe dimenticare la lezione del passato: Livorno era stata duramente colpita, con modalità analoghe, nel 2009 e poco conta il confronto dei mm di pioggia di allora (poco meno di 100 in due ore) contro quelli di ieri (attorno a 200 nello stesso lasso). Le immagini di ieri sono le medesime di oggi. Esattamente le stesse, con le acque e il fango che invadono strade e ferrovia e con le persone in difficoltà nei piani bassi e nelle cantine. E’ davvero impressionante che si possa ancora oggi morire ad un piano basso per un’alluvione: è presto per comprendere la dinamica esatta, ma, se piove, le scale le dovresti salire fino al tetto, non scenderle. Sono i due tipici problemi del confronto degli italiani con gli eventi naturali che diventano catastrofici solo per colpa nostra: mancanza di esercizio della memoria e scarsa conoscenza dei fenomeni stessi. Come se i morti e i danni delle alluvioni dipendessero dal fato e non dal nostro atteggiamento.

Questo è il punto cruciale: quando in due ore piove la stessa acqua che un tempo cadeva in sei mesi si dovrebbe guardare piuttosto in terra che non al cielo. Soprattutto dopo un estenuante periodo di siccità, che ha reso praticamente impermeabile il suolo, e soprattutto dove cemento e asfalto hanno peggiorato la situazione, come in tutte le nostre città, ormai ostacolo alla naturale infiltrazione delle piogge in profondità (così che queste piogge rischiano anche di non ricaricare le falde sotterranee). Tutta l’acqua così resta in superficie e invade città, case e infrastrutture, visto che i corsi d’acqua sono sbarrati e spesso tombati e non possono evacuare tutto quel carico.

Chi amministra i territori a rischio naturale (ormai ben noti), terremoti o alluvioni che siano, non dovrebbe trincerarsi dietro il fatto straordinario o l’evento mai visto prima. Intanto perché, a guardar bene, di eccezionale non c’è quasi mai niente e l’evento che ieri accadeva ogni vent’anni, oggi avviene ogni anno. E secondo perché il cambiamento climatico in atto ha impresso ai fenomeni meteorologici un’accelerazione e un’imprevedibilità che impongono comunque un cambio di marcia significativo. Che va messo in opera durante tutto l’anno, perché la prevenzione si fa quando non piove e si fa con coraggio, attraverso una pianificazione che tenga conto degli eventi naturali, e arrivando fino a spostare le persone dai luoghi più pericolosi perché, in quei luoghi, il rischio lo hanno creato proprio loro. Non è questione di argini o barriere (sempre meno utili), ma di cultura.

vivicentro.it/l’esperto
vivicentro/Una vera e propria trappola realizzata non dalla natura, ma dalla mano dell’uomo
lastampa/Una trappola costruita dall’uomo MARIO TOZZI

Mertens: “Bella vittoria ieri, grazie per darci sempre il vostro appoggio”

Non poteva mancare la firma di Dries Mertens nel 3-0 del Napoli contro il Bologna ieri al Dall’Ara. L’attaccante belga ha commentato così la vittoria sul proprio profilo Twitter:

“Bella vittoria ieri , eravate tantissimi , grazie per darci sempre il vostro appoggio!”.

 

 

VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, non è il ‘Far West’ ma il ‘Pistolero’ non perdona…

VIDEO ViViCentro – Non è il ‘Far West’ ma il ‘Pistolero’ non perdona…

Quando il gol è nel sangue, non c’è avversario o campionato di una categoria, piuttosto che un’altra, che tenga. Se il gol è passione, è vita, non c’è posizione o momento particolare: c’è solo un’esplosione di gioia. Dario Pistola lo sa, il ‘Pistolero’ non perdona e mette a segno, nella prima gara stagionale degli Under 17 di mister Macone, una vera e propria Ferrari, ben guidata dal tecnico, una doppietta nel 2-0 contro il Bisceglie.

Il primo è una perla, forse un cross venuto male, ma un gol sensazionale (CLICCA SUL PLAYER per vedere le immagini di ViViCentro.it). Pistola viene da una stagione incredibile, la passata, con ben 25 gol messi a segno in altrettante partite, prima di passare agli Under 17, oggi Berretti, della passata stagione, ma dove non era riuscito a ripetersi e a trovare la rete. Ora, pronti-via una doppietta che subito regala emozioni forti.

Un’arma da preservare, in attesa di un futuro roseo…il pistolero non perdona!

a cura di Ciro Novellino

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Castel Volturno, il report della seduta mattutina: lieve lussazione per Chiriches

Dopo il successo di Bologna, il Napoli ha ripreso subito questa mattina gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match con lo Shakhtar Donetsk di mercoledì in Ucraina per la prima giornata di Champions League (ore 20.45).
La squadra si è divisa in due gruppi. Corsa ed esercizi di scarico per chi ha giocato dall’inizio al Dall’Ara.

Gli altri uomini della rosa hanno svolto lavoro atletico e di seguito partitina a campo ridotto.

Chiriches si è allenato a parte per una lieve lussazione alla spalla che lo ha costretto all’uscita dal campo nella gara di Bologna.

Domani allenamento mattutino e partenza nel pomeriggio per l’Ucraina.

Da sscnapoli.it

Rai – Rinnovo Ghoulam, c’è ottimismo ma non sarà la settimana decisiva: si procede con serenità

Ciro Venerato, giornalista della Rai, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Ottimismo per il rinnovo di Faouzi Ghoulam. Ieri ho avuto nuovi aggiornamenti: non sarà questa la settimana decisiva ma c’è grande ottimismo e si procede con serenità. Segnali positivi erano emersi già in quella cena a Montecarlo tra Giuntoli e Mendes prima dei sorteggi di Champions League. Il ds del Napoli ha chiesto il dentro o fuori, la risposta dell’agente è stata positiva”.

Rai – La clausola di Sarri scade il 31 maggio, il Napoli dovrebbe blindarlo: servono 3-4 milioni all’anno

Ciro Venerato, giornalista della Rai, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Futuro Sarri? L’entourage mi conferma che la clausola scade il 31 maggio 2018. Entro quella data il Napoli, versando cinquecentomila euro, può rompere il contratto con il tecnico toscano. Il campionato finisce il 20 maggio, ci sarebbero undici giorni per decidere il futuro dell’allenatore.

Il tecnico è lusingato dagli elogi ricevuti, già questa estate ha avuto offerte importanti, rispedite tutte al mittente. Franco Baldini, prima di prendere Di Francesco, ha ha fatto un sondaggio importante per la Roma, poi c’è stato il corteggiamento reale dello Zenit prima di andare su Mancini. L’Atletico Madrid, prima del rinnovo di Simeone, pare che abbia espresso belle parole sul tecnico.

West Ham? Mi risulta che stimi molto Sarri ma non ha ancora chiamato Pellegrini. Anche in Italia ci sono squadre interessate, magari un grande club potrebbe cercare un nuovo allenatore in caso di fallimento. La clausola è bassa, con 8 milioni ti porti a casa un ottimo allenatore. Il Napoli dovrebbe blindarlo, Sarri potrebbe chiedere una cifra importante. A mio parere, a meno che De Laurentiis non offra uno stipendio di 3-4 milioni, non resterà a Napoli. In caso di Scudetto, invece, può aspirare a 7-8 milioni a stagione”.

Reina, l’agente: “Dimostra di essere tra i migliori portieri al mondo. Scudetto? Napoli tra le favorite”

Ottima la prestazione di Pepe Reina nel match di ieri sera contro il Bologna al Dall’Ara. Manuel Garcia Quilon, agente dello spagnolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:

“Ogni volta Pepe dimostra di essere uno tra i migliori portieri del mondo. Scudetto? Napoli è tra le favorite”.

UFFICIALE – Shakhtar Donetsk-Napoli, il tedesco Zwayer arbitrerà il match

Shakthar Donetsk-Napoli, prima giornata di Champions League, sarà diretta dall’arbitro tedesco Zwayer.

Assistenti: Schiffer-Archmuller; addizionali di linea: Siebert-Stegemann; IV uomo: Foltin.

Da sscnapoli.it

WEB TAX – FINE DEI PRIVILEGI FISCALI PER LE MULTINAZIONALI DELL’E-COMMERCE

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(di Virginia Murru)

‘L’unione fa la forza’, sulla scia del vecchio adagio comincia la sfida ai comportamenti elusivi delle web company, ovvero i colossi dell’economia digitale che fanno affari d’oro con le transazioni on line, ‘dribblando’ il fisco dei paesi europei in cui operano, e trasferendo gli utili nei cosiddetti paradisi fiscali.

Ormai queste multinazionali sono conosciute da tutti, perché si avvalgono della rete per i loro traffici commerciali. Si allude a Google, Facebook, Amazon, Airbnb, Apple, Booking, Ebay, tanto per citare le più note, ma l’elenco va oltre. Ora sono nel mirino dell’Unione Europea e dell’Ocse, e c’è da scommettere (che sia la volta buona..) che si riuscirà finalmente ad inchiodarle alle loro responsabilità nei confronti del fisco.

Intanto i paesi più forti dell’Eurozona, hanno preso accordi recentemente per indurre l’Ue ad approvare un disegno di legge sulla web tax, che non lasci scampo o vie di fuga alle multinazionali americane fedifraghe (la maggior parte sono proprio targate Usa), così che i loro profitti non transitino altrove, dopo avere realizzato ingenti fatturati nei paesi dell’Unione europea (ma non solo, ovviamente).

Con il preciso intento di bloccare l’evasione fiscale di questi colossi, Italia, Francia, Germania e Spagna hanno programmato un incontro nella capitale dell’Estonia, a Tallinn, il 15 e 16 settembre prossimi, per discutere delle strategie che saranno messe in atto per porre fine all’’impunità fiscale’ di cui le multinazionali hanno finora goduto.

Il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, insieme ai colleghi Le Maire (francese), Wolfgang Schaeuble (tedesco), Luis de Guindos (spagnolo), hanno sottoscritto un accordo congiunto, un paper comune, al fine d’intraprendere i provvedimenti necessari per obbligare le grandi web company a corrispondere il dovuto al fisco nei paesi europei in cui fatturano miliardi.

Seguendo anche l’esempio della Francia, che ha presentato un conto salato a Google alcuni mesi fa, e ora a Microsoft, per gli incassi sulla pubblicità on line. Conti che vanno dai 600 mln al miliardo.

Il Mef, che proprio in questo periodo cerca di reperire ovunque risorse per fare fronte all’aggiustamento strutturale dei conti – in vista degli impegni assunti con l’Ue, dalla quale ha ottenuto il dimezzamento della correzione richiesta, ossia lo 0,3 punti (l’Ue chiedeva lo 0,6) di saldo strutturale del Pil nel 2018 (con la prossima legge di bilancio, in autunno) – potrebbe trarne vantaggio.

Padoan, sta pensando già di tassare gli utili sulla pubblicità delle multinazionali, attraverso un intervento fiscale che ha qualche attinenza con la ‘cedolare secca’.

In definitiva, le quattro principali economie dell’Eurozona, chiedono di equiparare sul piano fiscale il fatturato di competenza di ciascuno di questi stati, evitando le fughe rocambolesche dei profitti con espedienti illegali, tramite le società del gruppo. E basterebbe calcolare anche un’aliquota minima sul fatturato per rendere più equo il ritorno verso l’erario, certamente oltre gli importi quasi simbolici versati finora.

In gioco c’è la regolare residenza fiscale, visto che finora le multinazionali hanno contato proprio su questo stratagemma. Per questo i quattro ministri insistono sul fatto che si è transatto fin troppo sui loro adempimenti fiscali, veramente irrisori. Padoan sostiene che “non è più possibile la tolleranza, dato che le web company compromettono con i loro comportamenti iniqui i principi di sostenibilità ed equità fiscale dell’Ue”.

I ministri hanno provveduto a trasmettere una copia del documento al Commissario per la Fiscalità dell’Unione, ossia Moscovici, il più agguerrito nella lotta contro l’evasione.
Non siamo indietro solo in Italia in materia di lotta contro l’evasione, è un problema che attanaglia un po’ tutti i paesi europei, e non solo. Gli Usa, infatti, con la nuova amministrazione, vocata al protezionismo esasperato, non collaborerà con l’Ue per le misure fiscali in dirittura d’arrivo contro le “over the top” americane.

Hanno cominciato gli inglesi nel 2015 ‘aggredendo’ Google (la Google tax), alla quale hanno imposto il 25% sul fatturato superiore ai 10 mln. Ma anche l’Italia ha reagito, sui fatturati originati dalla pubblicità on line che superano i 50 mln.

Attraverso gli accordi comuni, i 4 principali paesi dell’Ue, intendono esercitare una maggiore pressione fiscale, e rendere più efficaci i provvedimenti legislativi che saranno adottati a breve. In fondo si tratterebbe di responsabilizzare questi colossi, e indurli ad una compliance spontanea, senza necessità di interventi coattivi, che andrebbero poi a scapito delle società stesse, le quali incorrerebbero in sanzioni non più soft, come finora è accaduto, ma piuttosto pesanti.

Tuttavia il 7 giugno scorso è stata firmata la convenzione multilaterale tra più di 60 paesi Ocse sulla web tax. La convenzione ha il fine di contenere l’evasione fiscale delle big web company, con iniziative giuridiche di carattere internazionale e accordi multilaterali, volti a rendere più efficace anche la normativa esistente.

Gli accordi presi a giugno (e firmati a Parigi), definiti con la sigla Beps, ossia ‘Base erotion and profit shifting’, stabiliscono che gli stati firmatari potranno avvalersi della loro autorità per indurre le multinazionali a versare le tasse nel paese in cui si generano i profitti derivanti dalle transazioni on line e relativa fatturazione.

Con la convenzione esiste già un argine per contenere gli slalom fiscali di questi colossi che finora hanno consentito di mettere al riparo miliardi su miliardi in paesi con una normativa compiacente. Come già si sapeva, gli Usa non hanno firmato.

Quello che conta per la convenzione è il trasferimento sul piano multilaterale, di un insieme di accordi che si propongono di combattere lo ‘shopping fiscale’ dei grandi gruppi nel web, e dunque la tendenza di tradurre altrove la base imponibile, nonché gli utili societari, dai paesi in cui si originano a quelli che hanno una normativa fiscale bassissima, quando non nulla.

Il fatto è che questo genere di elusione causa danni enormi agli stati di ‘competenza’ e alle loro finanze pubbliche. Secondo le stime dell’Ocse, i danni globali si aggirerebbero intorno ai 200 mld di dollari.
In Italia, paladino della webtax è stato, nel 2013, un esponente politico del PD, Francesco Boccia, che ha voluto la sua introduzione per obbligare le big web company a versare le imposte indirette sui loro profitti derivanti dai traffici commerciali nel nostro paese, e che non fanno regolare uso di partita Iva.

Cos’è dunque la web tax di cui si parla spesso negli ultimi mesi?

Semplicemente è un’iniziativa di carattere giuridico-fiscale che mira a regolamentare la tassazione sulle multinazionali che operano nel web, al fine di garantire ‘equità fiscale e concorrenza leale’.
E infatti la proposta di legge mira alla ‘ratio nel contrastare l’evasione delle transazioni on line, non registrate secondo le regole del paese di competenza dell’e-commerce, diretto o indiretto, e che pertanto sfugge al regolare regime di tassazione’.

E non è che queste ‘big’ non possano permetterselo. Si stima che grandi colossi come Facebook, Nintendo, Yahoo, eBay, Amazon, Expedia e tanti altri, nel complesso, capitalizzino circa 3mila miliardi di euro. Tanto per avere un’idea, si tratta di un importo sei volte superiore alla capitalizzazione della Borsa di Milano, del cui listino fanno parte circa 400 società..

Maltempo: dal 2010 al 2016 ci sono state oltre 145 le vittime e 7,6 miliardi di euro i danni 

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La violenza del maltempo porta morte e distruzione in un’Italia il cui territorio si dimostra sempre più fragile. Roberto Giovannini ricorda come, nel periodo dal 2010 al 2016, sono state oltre 145 le vittime e 7,6 miliardi di euro i danni per il patrimonio pubblico, privato e per le attività produttive.

Italia fragile: in sei anni si sono verificati 242 eventi catastrofici

Un’ecatombe dovuta all’incuria e alla scarsa programmazione

È bastata la prima forte pioggia – con vere e proprie bombe d’acqua, e precipitazioni fino a 250 millimetri in sole due ore – a riportare morte e devastazione in un territorio già fragile. Un recente studio di Legambiente ricorda che dal 2010 al 2016 in Italia si sono registrati 242 eventi meteo catastrofici: 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense, 56 giorni di stop a metro e treni urbani, 8 casi di danni al patrimonio storico, 44 casi di eventi tra frane causate da piogge intense e trombe d’aria e 40 esondazioni fluviali. Disastri che hanno causato la morte di oltre 145 persone e l’evacuazione di oltre 40mila. Un’ecatombe dovuta a incuria e scarsa programmazione, che ha un costo notevolissimo: tra il maggio 2013 e il dicembre 2016 per 56 casi di stato di emergenza sono stati accertati danni per circa 7,6 miliardi di euro per patrimonio pubblico, privato e attività produttive. Lo Stato ha stanziato solo circa il 10% di quanto necessario, 738 milioni di euro, erogandone fino ad oggi circa 618 milioni.

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Precipitazioni calate del 6% ma molto più violente  

Il territorio italiano è fragile, e amplifica gli effetti degli eventi meteo. Ma è anche cambiato il clima: meno “dolcezza” di piogge, temperature e calore, un maggiore numero di eventi estremi e, in generale, di maggiore intensità.

Secondo il recente rapporto dell’Ispra sugli indicatori del clima in Italia, nel 2016 sono state registrate temperature medie annuali sempre al di sopra della media storica (+1,35 gradi rispetto al trentennio 1961-1990), e soprattutto particolarmente alte durante l’inverno. Molto più scarse le precipitazioni: complessivamente inferiori alla media di circa il 6%. Tra i casi più estremi, i 334 giorni su 366 senza pioggia nei pressi di Nuoro, mentre Castellari, vicino Savona, ha avuto 125 giorni consecutivi asciutti. Nel Triveneto, in Lombardia, Marche e altre aree del Centro Sud, l’intero mese di dicembre del 2016 è stato praticamente asciutto. E l’estate 2017 appena terminata, è stata dappertutto all’insegna della siccità. Tuttavia, gli eventi meteo diventano più estremi e rovinosi: esemplare il novembre 2016 in Liguria e Piemonte, con piogge record pari a 583 millimetri in un solo giorno, e di 100 millimetri in una sola ora. Nel complesso l’umidità media sul territorio nazionale è diminuita del 2,4%, anche se non ci sono state ondate di calore. In superficie, la temperatura dell’acqua dei mari italiani ha segnato un’anomalia media di +0,99 gradi rispetto alle temperature medie storiche.

Il 21 per cento del Paese rischia la desertificazione  

Il 2017 è un’eloquente testimonianza: secondo gli esperti dello European Drought Observatory, l’ente europeo che monitora le situazione di siccità, dopo una delle primavere più asciutte degli ultimi 60 anni, in cui le precipitazioni sono calate anche dell’80%, in giugno e luglio si sono registrate importanti ondate di calore. Risultato: in agosto due terzi dell’Italia registravano livelli di siccità preoccupanti, con l’allargamento delle zone siccitose anche in aree del Paese come il Centro, che storicamente non avevano problemi. Le piogge, anche sconvolgenti, di queste ultime settimane non è detto che bastino a risolvere il problema. Anzi. Secondo gli scienziati, se piove dopo dieci giorni di bel tempo il terreno è comunque in grado di assorbire l’acqua; ma se la pioggia non si fa vedere per cento giorni il suolo diventa incapace di gestire il flusso idrico. E le piante stesse non sono in grado di gestire lo stress del passaggio dalla siccità alla massiccia presenza di precipitazioni. Secondo gli esperti, circa un quinto – il 21%, per la precisione – del territorio italiano è da considerare a rischio desertificazione. È il Mezzogiorno l’area più minacciata (Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia), ma il fenomeno coinvolge anche Emilia Romagna, Marche, Umbria e Abruzzo.

Sette milioni di italiani vivono con l’incubo frane e alluvioni 

Allagamenti, alluvioni, frane: l’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente a rischio per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. Secondo l’ultimo rapporto redatto dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per il 2015, ogni anno sono oltre un migliaio gli eventi franosi che colpiscono il territorio nazionale. Il che mette in pericolo circa 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio idrogeologico. Si tratta del 12 per cento della popolazione totale, che risiede nell’88 per cento dei Comuni, esposti al pericolo di frane e alluvioni. Di questi 7 milioni a rischio, circa un milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e 6 milioni in zone alluvionabili, classificate a pericolosità idraulica media. Le regioni più fragili sono Valle D’Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata. Le cause: consumo del suolo, cementificazione, disboscamento, mancata manutenzione del territorio. In particolare il suolo consumato con edifici, strade, parcheggi e così via è passato dal 2,7% della superficie totale del Paese negli anni ’50 al 7,6% del 2016. In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.039 chilometri quadrati del nostro territorio.

Mettere in sicurezza i territori e dare il via al piano casa 

Il problema del dissesto in Italia ha due facce: da una parte, la gestione di un territorio molto antropizzato, complesso, da sempre fragile, dove regnano l’abusivismo edilizio e l’abuso di consumo del suolo. Dall’altro, la necessità di affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, che moltiplica la potenza, l’intensità degli eventi meteo. Come spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, il nostro Paese non è tutto uguale rispetto ai rischi: «Ci sono alcuni territori che per ragioni morfologiche, geografiche, di come si è costruito, sono da sempre più a rischio e sempre più lo saranno. Di fronte a questi problemi di fatto non stiamo facendo nulla se non rincorrere le emergenze idrogeologiche, con risorse che spesso vanno a progetti pensati 20 anni fa». Il riferimento va ai circa 27 miliardi di euro che stanno finanziando i 9.400 cantieri del progetto #Italiasicura del governo. Risorse che peraltro vengono spese con eccessiva lentezza, e che come dichiara lo stesso ex coordinatore di #Italiasicura, Erasmo d’Angelis, non sono sufficienti a risolvere i problemi di prevenzione strutturale del Belpaese, anche in assenza delle mappe dei rischi in molte Regioni. E l’annunciato piano Casa Italia per l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio, per la riqualificazione del costruito e la riduzione del rischio idrogeologico è rimasto lettera morta.

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lastampa/Italia fragile: in sei anni si sono verificati 242 eventi catastrofici A CURA DI ROBERTO GIOVANNINI

Eccellenza,Barano-Savoia: durante la gara scontri tra tifosi ospiti e locali

Sabato pomeriggio allo stadio “Don Luigi Di Iorio” si è giocata la prima partita del campionato di Eccellenza girone B, tra Barano e Savoia. La gara è terminata sul risultato di 0-2 per gli ospiti con le reti di due ex Ischia Isolaverde: Galizia e Liccardo entrambe arrivate nel secondo tempo. Ma torniamo a quello che è accaduto sugli spalti durante la gara. Tutto è scaturito da un brutto fallo di Liccardo a centrocampo su Capone a far scatenare la contestazione dei tifosi locali con qualche protesta,ma solo verbale. Dal settore ospiti invece dove vi erano presenti i tifosi arrivati da Torre Annunziata, sono cominciate a volare bottiglie piene di acqua verso la parte del settore locale occupata dai tifosi baranesi. La reazione dei tifosi ospiti,con il rischio di far male davvero a qualcuno con le bottiglie d’acqua piene che volavano ha purtroppo portato alla reazione anche di qualche persona presente nel settore di casa. Inutile dire che ci è voluto l’intervento dei Carabinieri per calmare gli animi, ma solo nei riguardi dei tifosi di casa,con invece dall’altra parte continuavano ad arrivare minacce,offese e sputi. Di tutto questo resta da dire soltanto una cosa: ma per quale motivo ogni volta che arrivano sull’isola tifosi  dalla terra ferma al seguito per seguire la propria squadra,dobbiamo assistere a queste scene davvero brutte,ma sopratutto in un campo come quello di Barano che è sempre stato un ambiente abbastanza tranquillo. In più vale la pena aprire il settore ospiti per questi tifosi, per poi assistere a queste scene di un calcio violento ma senza alcuna passione per la propria squadra?

Di Simone Vicidomini

Allan: “Vittoria importantissima! Ora testa nella Champions”

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“Vittoria importantissima!! Bravi ragazzi, ora testa nella CHAMPIONS“, è il messaggio scritto da Allan sul proprio profilo ufficiale di Instagram dopo la vittoria ottenuta sul campo del Bologna per 3-0, grazie alle marcature di José Callejon, Dries Mertens e Piotr Zielinski.

“E’ un grande campione”, De Laurentiis esalta le qualità di Diawara

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Lo stadio Dall’Ara porta davvero bene a Aurelio De Laurentiis che ieri era sugli spalti con tutta la famiglia a vedere il Napoli. Non ha rilasciato interviste, ma prima della gara ha salutato Cristiano Giuntoli. Lasciando lo stadio si è detto molto soddisfatto della vittoria davanti ad alcuni tifosi che l’hanno fermato per foto e autografi come riporta Il Mattino. Su Diawara, beccato come non mai ieri dai tifosi rossoblu, il numero uno del Napoli ha detto: “E’ un grande campione”.