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Rohani sfida Trump: «Non minacciamo mai nessuno, ma non tolleriamo minacce»

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«Non minacciamo mai nessuno, ma non tolleriamo minacce». A parlare è il presidente iraniano Hassan Rohani davanti all’Assemblea Generale dell’Onu, rispondendo con toni di sfida al presidente Usa Donald Trump che il giorno prima aveva accusato Teheran di “aggredire i Paesi vicini”. Rohani replica in maniera sprezzante «Si tratta solo di intimidazioni».

Rohani contro Trump sul nucleare: “Non tolleriamo minacce dagli Usa”

La risposta alla possibilità che la Casa Bianca cancelli l’accordo di Vienna. E il presidente avverte: l’Iran continuerà a produrre missili e armi difensive

NEW YORK – «I leader europei sono dalla nostra parte, appoggiano i nostri sforzi nel preservare l’accordo sul nucleare». Il presidente iraniano Hassan Rohani, esce dai lavori della 72
Assemblea generale rafforzato, almeno nella fiducia, dopo la conferma giunta dal Vecchio Continente di voler preservare l’accordo sui programmi di proliferazione atomica di Teheran. Preservare da Donald Trump che considera l’intesa la «peggiore possibile» asserendo, di concerto con l’alleato israeliano, Benjamin Netanyahu, che l’Iran violi sistematicamente i patti, almeno dal punto di vista morale. «Ogni Paese che compie il primo passo, uscendo da questo accordo non mostra solo che ha rotto un patto, ma apre le porte a sospetti e mancanza di fiducia», chiosa Rohani nel colloquio con un ristretto numero di giornalisti.«Anche gli alleati degli Stati Uniti non avranno coraggio a sostenere l’America su questa scelta prosegue -, perché sono consapevoli che rompere l’accordo è indifendibile». E se gli Usa decideranno di «cambiare le carte in tavola» daranno implicitamente mandato all’Iran di attuare «ogni azione necessaria a tutelare il nostro Paese e il nostro popolo».

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Questa la riflessione nella sostanza e che fa seguito al monito dei giorni scorsi dell’ayatollah Sayyed Ali Khamenei, nei confronti dei «rottamatori». Sulla forma Rohani è ancora più duro: «Gli Stati Uniti porgano le loro scuse per le parole offensive dette» da Donald Trump «contro il popolo iraniano». Lo aveva detto poco prima dal scranno più alto dell’Assemblea generale, spiegando che quelle pronunciate dal presidente Usa sono «parole ignoranti e sgradevoli, accuse odiose e senza fondamento, inadatte per l’Assemblea generale». Ma qual è il peso reale che i leader europei possono avere nel convincere Trump? «Ho affrontato la questione con molti di loro, Emmanuel Macron e Theresa May, ma anche con i colleghi di Belgio, Norvegia e tanti altri. Ognuno è d’accordo nell’affermare che il Joint Comprehensive Plan of Action è il migliore degli accordi, e che lo avrebbero difeso ad ogni costo all’Onu. È quello che è avvenuto qui in questi giorni», spiega con soddisfazione Rohani secondo cui il vero rischio lo corre Trump, in termini di credibilità e isolamento. E ancora: «L’accordo sul nucleare è un accordo multilaterale tra 7 parti, che ha richiesto tempi lunghi e ha avuto ratificazione da molti altri Paesi». Di modifiche poi, nemmeno a parlarne: «L’accordo è un palazzo, se togli un mattone crolla la struttura. Pertanto non ci saranno assolutamente cambi o emendamenti, questo deve esser chiaro agli americani».

Incalzato da chi gli chiede se pur di preservare il Jcpa Teheran sia disposta a negoziare su altri punti, Rohani si irrigidisce. «È impensabile, l’accordo vive di vita propria». Il riferimento è al programma balistico di Teheran, quello che più impensierisce l’America e i suoi partner nel Golfo, Arabia Saudita ed Emirati Arabi in primis. Oltre al sostegno (bellico e finanziario) alle forze sciite nella regione, quelle pro-Damasco in Siria, Hezbollah in Libano e gli houthi in Yemen.

Nessun passo indietro quindi: «L’Iran continuerà a produrre missili e armi difensive, perché la più grande responsabilità del governo è difendere la gente e la sicurezza nazionale». Del resto lo scenario regionale è quello di una guerra per procura in continua evoluzione come dimostra il recente cambio di passo del Qatar, con Doha ora più vicina a Teheran. Pertanto «la nazione iraniana non esiterà a rafforzare le proprie capacità di difesa contro lo scenario delle minacce regionali e globali». Intanto Trump va avanti per la sua strada e dice, forse non a caso a margine del bilaterale con il presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen, di aver già deciso: «Vi farò sapere», a tempo debito. L’attesa non sembra impensierire Rohani il quale si congeda dal Palazzo di Vetro ricordando la vittoria contro l’Isis in Iraq e Siria delle «forze del bene», «il silenzio assordante sulle armi usate quotidianamente contro i civili innocenti in Yemen», «la pulizia etnica della minoranza musulmana Rohingya» in Birmania.

E concedendosi un sorriso: presidente ritiene che Trump sappia veramente cosa dice l’accordo sul nucleare? «Non saprei, ditemelo voi che ci avete a che fare ogni giorno».

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vivicentro/L’Iran sfida Trump: «Non minacciamo mai nessuno, ma non tolleriamo minacce»
lastampa/Rohani contro Trump sul nucleare: “Non tolleriamo minacce dagli Usa” FRANCESCO SEMPRINI – NEW YORK

Giudice sportivo, ammenda di 10 mila euro alla Roma

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NOTIZIE AS ROMA – La scure del giudice sportivo si abbatte sulla società giallorossa. Come si apprende dal sito della Lega di Serie A, in arrivo a Trigoria una multa da 10 mila euro per “lancio di un petardo e di vari bengala sul terreno e nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 14 n. 5 in relazione all’art. 13, comma 1 lettera b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”. Ovviamente il riferimento è alla condotta del pubblico di tifo romanista accorso al Ciro Vigorito di Benevento per assistere al match tra la Roma e la neopromossa squadra campana, poi battuta con il risultato di 0-4.

Claudia Demenica

Roma-Udinese, sarà Massa il direttore di gara. Di Francesco in conferenza domani alle 15

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ARBITRO ROMA-UDINESE – È già tempo di tornare in campo per la Roma di Eusebio Di Francesco che tra meno di 2 giorni scenderà sul prato dell’Olimpico per disputare la gara contro l’Udinese di mister Del Neri (che ha totalizzato finora 3 soli punti in classifica).

Sono arrivate puntuali le designazioni arbitrali in vista di questo sesto turno del campionato di Serie A sulla sezione AIA del sito ufficiale FIGC. Il direttore di gara individuato per R0ma-Udinese è MASSA della sezione arbitrale di Imperia. Gli assistenti saranno Paganessi e Liberti. Ros il quarto uomo, mentre gli ufficiali designati per il VAR e l’AVAR sono rispettivamente Di Bello e Serra.

DI FRANCESCO – Il tecnico giallorosso risponderà come di consueto alle domande dei cronisti che accorreranno nella sala stampa del Fulvio Bernardini di Trigoria domani alle ore 15.

Claudia Demenicacopyright-vivicentro

 

Castellammare – orari e disservizi della biblioteca. Il Movimento 5 Stelle sbotta

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Il tema delle condizioni della biblioteca comunale Filangieri è sempre molto sentito a Castellammare. La struttura è da sempre luogo di ritrovo essenziale per le ore di ripasso e studio di universitari e non.

Il recente cambiamento in peius dell’orario di chiusura pomeridiana, fissato ora alle 17.15, così come i tanti disservizi della struttura sono stati evidenziati da Luigi Cirillo, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e membro della commissione istruzione, che ha oggi effettuato un sopralluogo presso la biblioteca.

Queste le parole di Cirillo: “Abbiamo constatato l’assenza del wifi, tanti disservizi nelle toilet, segnali di umidità nella struttura ed anche barriere architettoniche che impediscono l’accesso dei disabili alla struttura.”

Cirillo prosegue “Tanti studenti stabiesi, a causa del risicato orario di apertura, sono stati costretti a spostarsi in biblioteche di altri paesi della zona, sobbarcandosi non poche spese e perdendo il diritto di poter studiare nella propria città.”

Obiettivo è quello di far discutere la mozione in consiglio comunale, così da portare l’orario di chiusura alle 20, migliorando inoltre i servizi offerti.

Juve Stabia, lavori al Menti al rilento: fatta richiesta per un altro impianto, ecco quale

Juve Stabia, lavori al Menti al rilento: fatta richiesta per un altro impianto, ecco quale

Proseguono i lavori di rifacimento del manto erboso dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Gli stessi hanno costretto la Juve Stabia a giocare a Caserta il match interno col Trapani e, visti i tempi allungati, probabilmente sarà costretta a giocare lontano dai propri tifosi altre due gare: quella con il Racing Fondi (in programma il 1 ottobre) e quella con il Lecce (8 ottobre).

Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, è stata richiesta la disponibilità per lo stadio di Frattamaggiore Pasquale Ianniello e se dovesse esserci l’ok definitivo dalla Lega di serie C, per le prossime due gare interne sarà la casa delle Vespe.

a cura di Ciro Novellino

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Rajoy riapre in modo drammatico la questione dei nazionalismi in Europa

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«La scelta brutale del premier spagnolo Mariano Rajoy riapre in modo drammatico la questione dei nazionalismi in Europa» scrive Cesare Martinetti nel suo editoriale.

La partita che si gioca in Europa

La scelta brutale del premier spagnolo Mariano Rajoy di bloccare il referendum catalano con l’arresto di un politico indipendentista e alti funzionari del governo regionale riapre in modo drammatico la questione dei nazionalismi. Dopo la vittoria di Brexit, la netta sconfitta di Marine Le Pen alle presidenziali francesi aveva illuso i custodi dell’Europa, quasi fosse il sigillo a uno scampato pericolo.

Ma si trattava di un’anestesia e il risveglio di ieri è stato altrettanto brutale: dai cosiddetti populismi alle indomate vene nazionaliste passano differenze lessicali, ma spesso nemmeno quelle. Per questo è parso a tutti fragoroso e clamoroso il silenzio registrato ieri a Bruxelles di fronte alla scelta di Madrid di inviare la Guardia civil a bloccare l’organizzazione del referendum del primo ottobre.

Tra i leader europei solo dall’entourage di Angela Merkel, impegnata nelle ultime ore di campagna elettorale, è arrivato un commento in favore del mantenimento della stabilità e dell’integrità statale spagnola. Le reazioni di ieri a Barcellona, per quanto pacifiche, non costituiscono certo il presupposto di una stabilizzazione. C’è da augurarsi che la prova di forza si risolva presto attraverso la politica. Arresti, perquisizioni e Guardia civil evocano la storia nera della Spagna, il muro che si è alzato ieri tra i «mossos» catalani e i gendarmi del governo centrale sono già un confronto non solo simbolico su quel che potrebbe accadere. I leader catalani parlano inevitabilmente di «totalitarismo» da parte di Madrid: noi vogliamo votare, loro hanno dichiarato guerra. Ma indipendentemente dalla svolta che prenderà la vicenda catalana che ha radici storiche e democratiche, essa si inquadra perfettamente nel diffuso senso di angoscia che soffia sul mondo occidentale e che si trasforma di volta in volta in rivolta, chiusura, ricerca di identità, sfiducia e diffidenza per i governi centrali.

È la domanda di una nuova sovranità, dopo che l’impalpabile anima europea si è persa nella crisi e nella irriconoscibilità dell’azione comunitaria di fronte alla crisi. Ed è un sentimento che attraversa sul piano orizzontale destra e sinistra, o almeno quello che una volta in politica si chiamava con questo nome. L’altro ieri all’Onu il presidente americano Donald Trump si è proposto come il campione di queste posizioni, sostenendo che il volano capace di unire gli Stati in un nuova strategia è la «difesa della propria sovranità». Il francese Emmanuel Macron si è contrapposto rilanciando la classica posizione multilaterale per affrontare crisi come quella coreana. Tra i due si è aperta una sfida che ha per posta la leadership ideale. Ma a ben vedere, proprio nella vicenda francese, esemplare e simbolica che si è consumata nel ballottaggio presidenziale del 7 maggio, si può distintamente riconoscere il fattore «nazionale» come motore dell’uno e dell’altro campo, di governo e di opposizione. Appena varcata la soglia dell’Eliseo, Macron ha marcato ogni suo atto con il sigillo della République, arrivando a promettere di ridorare la perduta «grandeur».

La celebrazione ostentata del 14 luglio – presente Donald Trump, a lungo inutilmente corteggiato da Marine Le Pen – è stato l’atto più teatrale; la schermaglia diplomatica con l’Italia per il controllo dei cantieri di Saint-Nazaire, quello più concreto. C’è dunque un nazionalismo antieuropeo e uno europeista, come quello di Macron o della Scozia che si ribella a Londra e Brexit. C’è quello che si esprime da tempo nell’Europa dell’Est, a Varsavia e con il suo governo eurodiffidente, a Budapest con Orban che considera Putin (altro campione del nazionalismo, ma su altra scala) come modello di democrazia autoritaria. Le elezioni tedesche di domenica, dove Angela Merkel è vincitrice annunciata, segneranno il ritorno dell’estrema destra (con sfumature neonazi) nel Bundestag e misureranno nell’ampiezza dei risultati i sentimenti dei tedeschi dopo la crisi degli immigrati di due estati fa. Ecco, intanto, in Cataluña, sta andando in scena una rappresentazione che ci riguarda tutti.

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Serie B, ecco gli anticipi e i posticipi dall’ottava alla tredicesima giornata

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Attraverso un comunicato, la Lega B, ha comunicato quali saranno gli anticipi e i posticipi del campionato cadetto dall’ 8a alla 13a giornata di andata:

8a GIORNATA DI ANDATA
Sabato 7 ottobre 2017 ore 18.00 SALERNITANA – ASCOLI
Sabato 7 ottobre 2017 ore 20.30 CESENA – SPEZIA
Domenica 8 ottobre 2017 ore 12.30 PESCARA – CITTADELLA
Domenica 8 ottobre 2017 ore 20.30 NOVARA – FROSINONE

9a GIORNATA DI ANDATA
Venerdì 13 ottobre 2017 ore 20.30 FOGGIA – PERUGIA
Domenica 15 ottobre 2017 ore 17.30 AVELLINO – SALERNITANA
Lunedì 16 ottobre 2017 ore 20.30 V. ENTELLA – EMPOLI

10a GIORNATA DI ANDATA
Venerdì 20 ottobre 2017 ore 19.00 CREMONESE – BRESCIA
Venerdì 20 ottobre 2017 ore 21.00 BARI – CITTADELLA

11a GIORNATA DI ANDATA
Lunedì 23 ottobre 2017 ore 20.30 BRESCIA – BARI

12a GIORNATA DI ANDATA
Domenica 29 ottobre 2017 ore 15.00 PARMA – AVELLINO
Domenica 29 ottobre 2017 ore 17.30 PRO VERCELLI – FOGGIA
Lunedì 30 ottobre 2017 ore 20.30 TERNANA U. – CARPI

13a GIORNATA DI ANDATA
Venerdì 3 novembre 2017 ore 20.30 PESCARA – PALERMO
Domenica 5 novembre 2017 ore 17.30 EMPOLI – SPEZIA
Lunedì 6 novembre 2017 ore 20.30 PERUGIA – AVELLINO

Lazio, ecco la situazione infortunati in casa biancoceleste dopo la sfida col Napoli

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Dopo la partita con il Napoli, la Lazio è uscita dal campo decimata. Il primo ad abbandonare il terreno di gioco è stato il difensore Bastos. Alla fine del primo tempo è stato De Vrij a dover dare forfait, l’autore del momentaneo vantaggio laziale era già in forse per la gara con gli Azzurri di Sarri, ed è stato costretto a chiedere la sostituzione, a causa del riacutizzarsi di un problema fisico che si portava avanti da tempo. Nella ripresa è stata la volta di Dusan Basta che tra i tre sembra quello col problema più serio, infatti il terzino biancoceleste rischia almeno 50 giorni di stop a causa di una presunta lesione di secondo grado. Di certo non buone notizie per i tifosi della Lazio e dei tanti fantallenatori che hanno puntato su questi tre elementi.

Pompei, traffico in tilt a Via Ripuaria: ecco perchè

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Pompei, traffico in tilt a Via Ripuaria: ecco perchè

Traffico in tilt a Via Ripuaria a Pompei. All’incrocio tra la suddetta via e la Strada Statale, la Polizia Stradale ha fermato per un lungo controllo un carro attrezzi, fermo sulla carreggiata. Essendo al confine tra Castellammare, Torre Annunziata e Pompei, la strada è uno snodo fondamentale che accoglie migliaia di auto al giorno. Il carro attrezzi fermi sulla strada per il controllo ha quindi bloccato la circolazione con la lunga coda di auto che si è formata dopo pochissimi minuti.

Impresa di Valentino Rossi, ad Aragon tornerà in sella alla moto

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E’ ufficiale: Valentino Rossi correrà ad Aragon. Impresa del pilota di Tavullia, che a solo poco più di 20 giorni dall’operazione a seguito dell’incidente in Enduro, tornerà a correre in Spagna. Dopo i test a Misano dello scorso weekend, Rossi ha lasciato ben sperare i medici, che hanno dato l’ok per il ritorno in sella del dottore. A questo punto la corsa al mondiale non è ancora chiusa, il dottore potrebbe ancora riagganciare la vetta della classifica piloti, seppur le gare da qui alla fine del motomondiale non siano tantissime.

ItalVolley femminile, domani l’esordio negli Europei contro la Georgia

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La nazionale femminile italiana è pronta a esordire nei Campionati Europei 2017 che prenderanno ufficialmente il via domani con le prime gare in programma a Baku (Pool A e C), Tbilisi (Pool C) e Ganja (Pool D). Le azzurre di Davide Mazzanti scenderanno in campo alle ore 15 (diretta su Rai Sport + Hd) per affrontare le padrone di casa della Georgia (prima volta in assoluto).

In mattinata Chirichella e compagne hanno preso confidenza con il New Sport Palace di Tbilisi che ospiterà tutte le gare del girone B. In dubbio per la partita di domani è la schiacciatrice Lucia Bosetti che nel corso dell’allenamento odierno ha riportato una leggera distorsione alla caviglia sinistra.

Il match contro la Georgia segnerà l’esordio assoluto all’Europeo per sette giocatrici azzurre: Alessia Orro, Carlotta Cambi, Sara Bonifacio, Anna Danesi, Sara Loda, Paola Egonu e Beatrice Parrocchiale.

Anche per il ct Davide Mazzanti si tratterà della prima panchina azzurra in una gara della rassegna continentale: “Ho delle buone sensazioni perché negli ultimi giorni ho visto delle cose belle da parte della squadra. Durante il corso della preparazione abbiamo fatto dei passi in avanti molto importanti dal punto di vista del gioco, e ora bisognerà continuare a crescere nel corso del torneo perché già a partire dalla pool il livello di difficoltà sarà graduale. Avremo l’occasione di migliorare partita dopo partita sia dal punto di vista tecnico che tattico.”

“Il calendario del torneo – prosegue Mazzanti – ci permetterà di poter aumentare progressivamente la qualità del nostro gioco e entrare sempre di più nell’Europeo per vedere dove possiamo arrivare. Mi sta piacendo davvero molto il percorso che le ragazze stanno facendo, anche nell’ultimo periodo di lavoro in Azerbaijan sono emerse tante cose davvero positive. Secondo me la squadra ha compiuto un ulteriore step e credo che tutti ne siamo consapevoli. Il nostro motto per l’Europeo è sempre lo stesso: stupire e stupirci.”

 

LE 14 AZZURRE – Alzatrici: Alessia Orro, Carlotta Cambi. Centrali: Sara Bonifacio, Cristina Chirichella, Anna Danesi, Raphaela Folie. Schiacciatrici: Caterina Bosetti, Lucia Bosetti, Sara Loda, Valentina Tirozzi. Opposti: Paola Egonu, Indre Sorokaite. Libero: Monica De Gennaro, Beatrice Parrocchiale.

IL CALENDARIOPool A (Baku): 22 settembre Ungheria-Azerbaijan (ore 16), Polonia-Germania (ore 18.30).

Pool B (Tbilisi): 22 settembre Italia-Georgia (ore 15), Bielorussia-Croazia (ore 18).

Pool C (Baku): 22 settembre Ucraina-Russia (ore 13.30).

Pool D (Ganja): 22 settembre Serbia-Rep. Ceca (ore 15), Olanda-Belgio (ore 18).

LA FORMULA – Le sedici formazioni partecipanti sono state suddivise in quattro gironi composti da quattro squadre ciascuno.

Pool A Baku: Azerbaijan, Germania, Polonia, Ungheria.

Pool B Tbilisi: Georgia, Italia, Croazia, Bielorussia.

Pool C Baku: Russia, Turchia, Bulgaria, Ucraina.

Pool D Ganja: Serbia, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca.

Le prime classificate di ciascuna pool accederanno direttamente ai quarti di finale (28 e 29/9 a Baku). Le seconde e le terze si affronteranno invece negli spareggi per passare ai quarti (26 e 27/9 a Baku). La fase finale che assegnerà le medaglie si giocherà a Baku il 30 settembre (semifinali) e il 1 ottobre (finali).

GLI EUROPEI IN TV – Nella fase a gironi dell’Europeo tutte le partite delle azzurre saranno trasmesse in diretta da RaiSport + Hd (canale 57 del digitale terrestre). L’Italia scenderà in campo venerdì 22 settembre contro la Georgia (ore 15), sabato 23 contro la Bielorussia (ore 18) e nell’ultima gara della pool domenica 24 con la Croazia (ore 18).

Sempre la Rai seguirà tutti i turni successivi della rassegna continentale e il palinsesto verrà comunicato al termine della fase a gironi.

22 settembre Italia-Georgia (ore 15, DIRETTA RaiSport + Hd)

23 settembre Italia-Bielorussia (ore 18, DIRETTA RaiSport + Hd)

24 settembre Croazia-Italia (ore 18, DIRETTA RaiSport + Hd).

L’AVVERSARIA DELL’ITALIA: LA GEORGIA – Nessun precedente con le azzurre. Ranking Cev: 37esimo posto. Ranking Fivb: 115esimo posto. Nessuna partecipazione ai Campionati Europei.

Fonte: federvolley

Novara- Avellino : parte la prevendita per il settore ospiti

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Si comunica che la vendita dei biglietti del settore ospiti (2500 posti), senza obbligo di carte di fidelizzazione, per la gara di campionato di Serie B ConTe.it 2017/2018, Novara-Avellino in programma allo stadio “Piola” di Novara sabato prossimo, 23 settembre alle ore 15, sarà attiva fino alle ore 19 di venerdì 22 settembre.

 

Il costo del biglietto del biglietto è di euro 13 (più diritti di prevendita).

 

I tagliandi sono disponibili presso i punti vendita del circuito VivaTicket.

 

Ad Avellino e provincia:

TABACCHERIA SANT’ANTONIO

via Sant’Antonio, 38 Ariano Irpino (Av)

 

MUSIC POINT

Via Cristoforo Colombo, 15 Avellino

 

BAR TABACCHI DI TRIVELLI DOMENICO

via XXIII Luglio, 132 Bisaccia (Av)

 

DS SERVICE

Via Sant’Angelo, 124 Mirabella Eclano (Av)

 

BAR ATLANTIC

contrada Greci – Montoro (Av)

 

CIVICO 1912

via Nuova, 88 – Banzano – Montoro (Av)

 

TABACCHERIA ROMANO

via Roma, 1 Solofra (Av)

 

  • Filiali Banco Popolare (ad Avellino, via Mancini 44);
  • Canale di prevendita Viva Ticket.
  • Punti vendita abilitati consultabili dal sito www.vivaticket.it .

Fonte: usavellino.club

Genoa, per Juric ultima chiamata. Sono già pronti tre papabili sostituti

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Non c’è solo la panchina del Benevento a traballare. In bilico c’è anche quella di Juric del Genoa. L’ex tecnico del Crotone, non è riuscito finora a timbrare il suo marchio alla sua squadra e la società di patron Preziosi starebbe pensando all’esonero. Il Genoa in questo momento, dopo il misero pareggio ottenuto tra le mura amiche del “Luigi Ferraris” contro il Chievo, si trova nei bassi fondi della classifica a soli 2 punti. I candidati a sostituire l’allenatore croato, nativo di Spalato, sono Walter Mazzarri, il quale sarebbe pronto a rituffarsi nel campionato di Serie A, dopo un’esperienza tutt’altro che facile alla guida del Watford, in Inghilterra. Un altro nome che circola con insistenza nell’ambiente genoano è quello di Massimo Oddo, libero dopo l’esperienza fallimentare di Pescara e pronto a riscattarsi. Più defilato il profilo dell’esperto Colantuono. Come  Baroni (https://www.vivicentro.it/sport/cronaca-sportiva/benevento-crotone-tecnico-baroni-si-gioca-la-panchina-probabili-sostituiti/ ), anche Juric è chiamato a compiere l’impresa per salvare la panchina. Nel prossimo turno il Genoa sarà chiamato al proibitivo impegno di San Siro, dove i rossoblu affronteranno l’Inter.

Serie A- la Flop 11 della quinta giornata

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Terminata ieri sera la quinta giornata di campionato di Serie A, è il momento di scegliere la formazione Flop11 con gli undici che hanno fatto peggio nella giornata numero 5. Ecco la formazione scelta:

SORRENTINO (CHIEVO): Tante indecisioni per lui nella partita di Genova.

BASTA (LAZIO): Gli attaccanti del Napoli gli fanno venire il mal di testa.

BIRAGHI (FIORENTINA): Uno dei peggiori della Viola nella gara di Torino con la Juventus.

PISACANE (CAGLIARI): Procura il rigore decisivo al Sassuolo commettendo un fallo evitabile su Sensi.

DI CHIARA (BENEVENTO): L’ex Foggia viene superato costantemente da Perotti e compagni.

HAMSIK (NAPOLI): Per la seconda volta consecutiva finisce nei Flop. In una serata in cui brillano quasi tutti, la sua luce resta la più opaca.

BADELJ (FIORENTINA): La sua espulsione toglie definitivamente ogni speranza di pareggiare ai suoi.

LUCAS LEIVA (Lazio): Tramortito dal gioco del Napoli, non gli riesce nulla.

PAVOLETTI (CAGLIARI): Altra gara a secco per lui, deve ritrovarsi.

CAPRARI (SAMPDORIA): Ha qualche buona chance ma la sciupa, condannando i suoi allo zero a zero.

ANDRE’ SILVA (MILAN): Si muove poco e male. Per sua fortuna Rodriguez e Kessie trovano il gol.

 

Serie B, ecco le designazioni arbitrali della sesta giornata

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Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali che dirigeranno le gare valide per la sesta giornata di andata della Serie B ConTe.it 2017/18 in programma sabato 23 settembre 2017 alle ore 15.00.

BARI – TERNANA
GHERSINI
PAGNOTTA – CIPRESSA
IV: CAMPLONE

BRESCIA – FOGGIA
NASCA
COLELLA – PAGLIARDINI
IV: ZUFFERLI

CESENA – ASCOLI Domenica 24/09 h. 17.30
ILLUZZI
OPROMOLLA – LUCIANO
IV: CARELLA

CREMONESE – PESCARA
FOURNEAU
CECCONI – ROBILOTTA
IV: PRONTERA

EMPOLI – CITTADELLA
RAPUANO
DEI GIUDICI – VECCHI
IV: D’ASCANIO

ENTELLA – CARPI
SACCHI
SORICARO – LOMBARDI
IV: TURSI

NOVARA – AVELLINO (https://www.vivicentro.it/sport/serie-b/novara-avellino-sara-larbitro-match/ )
SAIA
COLAROSSI – SECHI
IV: SOZZA

PALERMO – PRO VERCELLI Lunedì 25/09 h. 20.30
BARONI
FIORE – SCARPA
IV: RACITI

PERUGIA – FROSINONE
ABBATTISTA
TARDINO – ROSSI L.
IV: MEI

SALERNITANA – SPEZIA
GIUA
CALIARI – LANOTTE
IV: PASHUKU

VENEZIA – PARMA
BALICE
BELLUTTI – CHIOCCHI
IV: MARINI N.

Serie A- la Top 11 della quinta giornata

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Terminata la quinta giornata di campionato di Serie A, è tempo di scegliere la formazione Top11 che meglio si è comportata nella giornata di campionato terminata ieri sera. Ecco i nostri 11 Top.

CRAGNO  (Cagliari): Se la sua squadra perde solo 0-1 il merito è solo suo. Para un rigore a Matri, non si ripete sulla seconda esecuzione.

RODRIGUEZ (Milan): Sempre pericoloso per i difensori ferraresi. Segna anche un gol su rigore.

KOULIBALY (Napoli): Solita roccia difensiva, trova anche la via del gol.

CALDARA (Atalanta): Dopo la passata stagione su altissimi livelli, dimostra di essere tornato su quegli standard

KOLAROV (Roma): E’ la sorpresa più dolce di questo avvio di stagione romanista.

ILICIC (Atalanta): Per una sera torna sui livelli di Palermo e delizia il pubblico con un gol e due assist.

VERDI (Bologna): E’ imprendibile per i difensori dell’Inter, davvero ottima prova condita dal gol.

DE PAUL (Udinese): Nella ripresa accende la lampadina e crea tantissimi problemi al Torino.

MERTENS (Napoli): Abbiamo finito gli aggettivi. Altra grande prova e altro grande gol.

MANDZUKIC (Juventus): Regala la vittoria ai suoi con un gol di rapina. Prova di sacrificio per il croato.

GOMEZ (Atalanta): Prima doppietta della stagione per il Papu. Sta tornando ad essere decisivo come lo scorso anno.

Benevento, a Crotone il tecnico Baroni si gioca la panchina. Ecco i probabili sostituiti

Il Benevento dopo aver raccolto 5 sconfitte su 5 partite potrebbe cambiare la guida tecnica. Infatti dopo le due ultime pesanti sconfitte con Napoli e Roma, il sodalizio sannita sta pensando all’esonero del tecnico Marco Baroni, artefice della storica promozione in Serie A dei campani. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da Benevento, la società di patron Vigorito, avrebbe già individuato i possibili sostituiti. I profili indicati sono quelli dell’esperto Serse Cosmi e del giovane e ambizioso Roberto De Zerbi, che tanto impressionò quando era alla guida tecnica del Foggia. I due allenatori avrebbero dato entrambi disponibilità a sedersi sulla panchina giallorossa. Per quanto riguarda Baroni, sarà decisiva la partita di domenica, dove il suo Benevento affronterà il Crotone in trasferta. Se dovesse arrivare una nuova sconfitta, la decisione della società sannita sarebbe inevitabile.

La battaglia della Catalogna: “È regime”

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Tensione altissima in Spagna in vista del referendum per l’indipendenza della Catalogna proclamato per il 1 ottobre e sospeso dalla Corte costituzionale di Madrid. La Guardia Civil arresta 14 persone tra cui due stretti collaboratori del vicepresidente catalano Junqueras e sequestra 10 milioni di schede per il voto. La folla scende in piazza: «Madrid ci ruba la libertà».

Blitz in Catalogna contro il voto. Barcellona in piazza: “È regime”

La Guardia Civil arresta il braccio destro del vicepresidente e altri tredici dirigenti. Sequestrate milioni di schede elettorali. I manifestanti offrono garofani ai poliziotti

BARCELLONA – Le camionette della polizia, le manette, la rivolta. Eccolo qui lo scontro tra i treni in corsa che tutti aspettavano. Spagna e Catalogna si parlano ormai attraverso un linguaggio para bellico: arresti e disobbedienza. Uno scenario atteso, con paura da alcuni e con cinico calcolo politico da altri, che adesso spaventa l’Europa. A dieci giorni dal referendum indipendentista vietato, ma fortemente voluto, la Catalogna è diventata una polveriera difficilmente gestibile.

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Anche Barcellona adesso ha la sua breccia: il 20 settembre è cominciato al mattino presto, la Guardia Civil è entrata in nove diversi uffici della Generalitat, il governo catalano.

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Si cercano le “paperetas”, le schede elettorali del referendum diventate un simbolo persino goliardico della mobilitazione indipendentista («dove sono le schede?» è lo slogan di ogni corteo). Le perquisizioni sono fruttuose: milioni di foglietti con le temute opzioni “sì” e “no” vengono requisite. Ma il colpo, durissimo, alla logistica del referendum non basta: quattordici alti dirigenti del governo catalano finiscono in manette. Li vanno a prendere a casa, o per la strada. Nomi poco noti alle masse, ma decisivi per l’organizzazione del voto. Tra loro c’è anche Josep Jové, il più stretto collaboratore di Oriol Junqueras, leader di Esquerra Republicana e vicepresidente del “govern”. La reazione dell’indipendentismo scatta con grande rapidità, segno di una mobilitazione permanente e molto ben organizzata. Partono messaggi WhatsApp e post sui social: intorno a tutte le sedi si formano delle manifestazioni con le bandiere repubblicane e i cori di sfida: «Voteremo». Le scene possono far pensare al peggio, dentro ai palazzi la Guardia Civil a caccia di schede e registri elettorali e fatture che dimostrano l’utilizzo di fondi pubblici per l’organizzazione del referendum proibito, fuori il popolo che protesta. Ma l’assedio è pacifico, i manifestanti portano garofani agli agenti, simbolo di rivolte iberiche mai dimenticate.

All’incrocio tra la Rambla Catalunya e la Gran Via c’è il cuore delle dimostrazioni. Un sit-in formatosi al mattino e che piano piano prende la forma di un accampamento permanente. Qui arrivano tutti gli indignati e, brutto segnale per Madrid, non sono tutti indipendentisti duri e puri: «Non mi piacciono molte cose del secessionismo – racconta Montse, estetista – ma se la Spagna è questa allora meglio una nostra repubblica».

Ma non c’è solo la piazza: il presidente catalano Carles Puigdemont, un indipendentista della prima ora, riunisce il suo esecutivo d’urgenza e poi compare davanti ai giornalisti: «Lo Stato spagnolo ha superato la linea rossa che lo divideva da un regime autoritario. Hanno tolto la nostra autonomia». Parole durissime che di fatto sono una chiamata alla piazza, che infatti si riempie sempre più. A Barcellona girano voci di un passo indietro tattico, la rinuncia al referendum per manifesta impossibilità logistica, convocando elezioni anticipate con una campagna elettorale praticamente già fatta. Puigdemont e la presidente del parlamento catalano, Carme Forcadell però smentiscono: «Votarem», voteremo. Gli indipendentisti colpiti duramente da quella legalità spagnola che hanno sfidato, capiscono che l’operazione di polizia può essere un boomerang di immagine per Madrid e una conferma della tesi ripetuta da anni: a un problema politico, la Spagna risponde solo con tribunali e polizia. La scena della Guardia Civil in effetti colpisce e in Europa si alzano molte voci critiche, un appoggio indiretto che la Generalitat ha cercato invano per anni. Anche in Italia ci si mobilita, l’Arci fa girare un appello che in poche ore raccoglie migliaia di adesioni.

Un certo imbarazzo si registra anche a Madrid, più di un deputato ha l’impressione che al governo Rajoy sia scappata la mano. I socialisti, fino a oggi leali all’esecutivo sul tema dell’unità della nazione, sono in forte imbarazzo. Podemos ne approfitta per sfidare la destra e convoca una manifestazione nella capitale spagnola.

La situazione è tesa, i poliziotti sono costretti a dormire nelle navi da crociera al largo di Barcellona e Tarragona. Il premier decide di comparire a tarda sera con un appello dai toni drammatici agli indipendentisti: «Fermatevi, siete ancora in tempo per evitare guai peggiori» dice Rajoy. Nelle parole del capo del governo nessun passo indietro, «quella dello Stato è una risposta ferma, proporzionata e vigorosa». Ma quando compare la sua faccia sullo schermo della Rambla Catalunya, nessuno lo ascolta, «votarem, votarem». Il referendum forse non si farà, ma prima o poi qualcuno dovrà capire come recuperare tutta questa gente.

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Koulibaly: “Contenti per la vittoria, siamo forti. Ecco cosa penso sul gol di Dries…”

Il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Radio Goal, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni: “Abbiamo fatto un ottimo inizio di stagione, battere la Lazio non era semplice. Alla fine del primo tempo Sarri ci ha detto di continuare così, di cercare il gol e alla fine tutto sarebbe venuto da se. E così è stato. Mertens? Ha fatto un gran gol, ma lui pensa che sia una rete normale –continua Koulibaly – ma quando ho visto la palla entrare in rete sono rimasto veramente sorpreso. Siamo contenti di aver vinto tutte le partite finora, ma ora non bisogna perdere la testa e restare sempre concentrati. Siamo forti, ma possiamo ancora migliorare. Scudetto? Tutte le squadre vorrebbero vincerlo, e anche noi, ma parlarne ora è inutile, anche se vincerlo sarebbe veramente bellissimo. Sono soddisfatto di aver segnato, il Mister ci ha fatto lavorare molto sui calci piazzati e ne abbiamo raccolto tutte le indicazioni. Tra scudetto e Champions, preferisco lo scudetto. Immobile? E’ veramente forte”.

Il punto sulla Serie B- Colpi Frosinone ed Empoli. Frena il Perugia. Prima vittoria per il Foggia

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La quinta giornata di serie B ha riservato qualche conferma e qualche sorpresa. In vetta alla classifica c’è la vittoria in extremis del Frosinone ad Ascoli grazie a Terranova. Caputo e Simic regalano la vittoria all’Empoli a Parma (Lucarelli). Il Palermo con Nestorovski frena la corsa del Perugia, ora terzo. Il Foggia ribalta il vantaggio di Mbakogu con Martinelli, Chiricò e Beretta, ottenendo la sua prima vittoria in campionato a Carpi. Roboante vittoria per 4-0 del Cittadella al Tombolato contro il Cesena: sugli scudi Kouame autore di una doppietta, di Salvi e Iori gli altri due gol. Il Bari supera di misura la Cremonese al san Nicola grazie ad un gol di Improta. Il Pescara (Capone, Brugman) subìsce la terza rimonta consecutiva dall’Entella (Luppi, Diaw). Nell’anticipo del martedi al Partenio, termina 1-1 tra Avellino e Venezia per effetto dei gol di Moreo e D’Angelo. Termina con lo stesso risultato anche Pro Vercelli (Firenze) contro Salernitana (Schiavi). Lo Spezia batte 1-0 in casa il Novara grazie a Marilungo mentre è stata sospesa per pioggia la gara del Liberati tra Ternana e Brescia.