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Cosenza, Vincenzo Torrente ad un passo dalla panchina dei silani. Ecco quando potrebbe arrivare l’annuncio

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Oramai non ci sono più dubbi, Vincenzo Torrente sarà il nuovo allenatore del Cosenza. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla città silana, il presidente dei lupi, Guarascio, avrebbe scelto l’ex tecnico della Salernitana, dopo l’esonero di Gaetano Fontana (https://www.vivicentro.it/sport/juvestabia/news-juvestabia/ufficiale-ex-juve-stabia-gaetano-fontana-esonerato-dal-cosenza/ )avvenuto dopo la fallimentare sconfitta sul campo del Siracusa. Torrente ha vinto la corsa alla panchina del Cosenza, in volata su Aimo Diana, quest’ultimo sembrava il favorito, ma nelle ultime ore Guarascio ha optato per la grande esperienza del tecnico salernitano. L’annuncio dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Il Cosenza ha un nuovo allenatore.

Designazione Arbitrale Akragas-Siracusa

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Designazione Arbitrale

Akragras- Siracusa si disputerà sabato 30 settembre alle ore 16:30  allo Stadio “Nicola De Simone” a Siracusa. Il Match sarà arbitrato da Arbitri siciliani: Alberto Santoro di Messina.

  • Assistente 1: Alfio Conti di Acireale
  • Assistente 2: Roberto Fraggetta di Catania

Carriera di Alberto Santoro

Serie C Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 5 24 0 1
TOT. 5 24 0 1
       
Serie C Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 3 13 1 0
2017/2018 1 3 1 0
TOT. 4 16 2 0
       
Serie C Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 1 5 0 0
ToT. 1 5 0 0
       
Serie D Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 6 0 0
2015/2016 2 5 1 0
ToT. 3 11 1 0
Serie D Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 2 0 0
ToT. 1 2 0 0
Serie D Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 5 o o
ToT. 1 5 0 0
Serie D Girone D Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 0 0 0
2015/2016 1 6 2 0
ToT. 2 6 2 0
Serie D Girone E Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 3 0 0
 ToT. 2 3 0 0
Serie D Girone F Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 7 0 3
ToT. 3 7 0 3
Serie D Girone G Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 14 3 2
ToT. 3 14 3 2
Serie D Girone H Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 o o 1
ToT. 1 0 0 1

Hamsik: “Dovevamo vincere e ci siamo riusciti. Molto contento, vittoria meritata”

Il capitano azzurro Marek Hamsik ha commentato la vittoria con il Feyenoord sul proprio sito ufficiale:

“Dovevamo vincere dopo la sconfitta contro lo Shakhtar e ci siamo riusciti, sono contento. La nostra è stata una vittoria meritata. Sostituzione? A nessuno piace uscire dal campo ma accetto la decisione. La stagione è lunga e bisogna gestire le forze. L’importante era vincere e sono felice, questa è la nona vittoria in dieci partite. La dedichiamo a Milik che è stato operato al ginocchio”.

Avellino, Ferullo ammette: “Sono molto vicino a rilevare il 15% delle quote societarie”

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Dopo essere stato visto più volte al Partenio-Lombardi di Avellino, Angelo Ferullo, imprenditore laziale è pronto ad affiancare l’attuale patron dei Lupi, Walter Taccone. Ferullo, dovrebbe inizialmente entrare con il 15% delle quote societarie. Il tutto è volto ad una crescita societaria voluta da Taccone, per permettere all’Avellino di competere per obiettivi maggiori rispetto alla salvezza in Serie B. Ai microfoni di Prima Tivvu’ Ferullo ha confermato l’imminenza della chiusura: “La trattativa sta andando avanti, dovrei prendere qualcosa in piu’ del 15%, la trattativa è ormai chiusa, siamo alle battute finali. A breve si potrebbe sapere qualcosa di ufficiale” ha detto Ferullo. A giorni quindi l’Avellino potrebbe avere un nuovo socio da affiancare a Taccone.

Foto: latinasport

Fedele: “Insufficienza a squadra e allenatore. Hamsik in tribuna domenica!”

Enrico Fedele su Il Roma

Insufficienza piena a squadra e allenatore: hanno nuovamente dimostrato che non sono in grado di addormentare la partita al momento opportuno. Cosa che sanno fare solo le grandi squadre. E a questo Napoli manca ancora qualcosa per diventare davvero grande. Quella distrazione finale non mi va giù.

Se poi consideriamo gli interventi di Reina con il paratone sul rigore olandese (e subito dopo è arrivato il 3-0) e una prodezza sull’attaccante avversario, allora la vittoria azzurra non ci esalta eccessivamente. Anche perché a tratti il Feyenoord è apparsa squadra dilettantistica con una difesa che ha ballato in diverse occasioni. Diciamo un tulipano appassito. Non dimentichiamoci che due dei tre gol sono venuti su distrazioni difensive degli olandesi, ovviamente con tutto rispetto per il pressing asfissiante del Napoli, che ha cercato sempre di imporre il suo gioco anche se non ha lesinato il contropiede.

L’insufficienza a Sarri la do perché avrei colto l’occasione per vedere all’opera, nella ripresa, Ounas, un giocatore che avrà un ruolo importante in questa fase del torneo, dopo l’infortunio a Milik.

E veniamo ad Hamsik: non riesco proprio a capirlo, eppure ha avuto un paio di ottime imbucate ma al momento del tiro è apparso privo di lucidità, quasi in affanno. Allora al mister non resta che concedergli un turno di riposo domenica, sotto il sole di mezzogiorno, contro il Cagliari. Nemmeno in panchina, direttamente in tribuna.

Presidente Confapi jr Napoli: “La Regione Campania ha intrapreso azioni concrete per aiutare le imprese a superare momenti di criticità”

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«Finalmente una buona notizia: la definizione delle aree di crisi industriale complessa da parte della Regione Campania».
A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.
«Quando il mercato non riesce a guarire da solo e soffre di una congiuntura negativa che riguarda l’intera Europa – aggiunge Marrone – è giusto che intervengano gli strumenti dello Stato per iniettare non solo risorse ma soprattutto fiducia negli operatori economici».
«La Regione Campania, d’intesa col Governo, ha intrapreso azioni concrete e positive per aiutare le imprese a superare momenti di criticità – prosegue – ma è chiaro che l’obiettivo è riuscire a fortificare, dal punto di vista imprenditoriale, queste aree di crisi».
«La richiesta è quella di sempre – conclude Marrone –: non bastano le defiscalizzazioni e i contributi per le nuove assunzioni, ma bisogna creare le condizioni infrastrutturali per rendere attrattivo il Sud Italia e la Campania in particolare. Migliorando, anzitutto, il sistema della logistica e dei trasporti e guardando, con maggiore convinzione, all’hi-tech».

Oggi avvenne – Il 2-0 al Villarreal che aprì la porta per gli ottavi di Champions

Lo riporta il sito ufficiale del Calcio Napoli

Il giorno 27 settembre il Napoli ha giocato sedici partite, nove in serie A, tre in serie B, una in Champions League e tre in coppa Uefa, ottenendo otto vittorie e quattro pareggi con quattro sconfitte.

Ricordiamo il 2-0 al Villarreal nella seconda giornata del gruppo A della Champions League-2011/12. Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Zuniga, Inler, Gargano, Dossena, Hamsik (79′ Mascara), Lavezzi (88′ Santana), Cavani (71′ Pandev). I gol: 15′ Hamsik, 17′ Cavani (rig).

Quel Napoli, con 11 punti, ha saputo conquistare il secondo posto del girone alle spalle del Bayern Monaco (13), Il Manchester City di Roberto Mancini e di Balotelli, terzo a quota 10, è sceso in Europa League. Quarto è arrivato, a quota zero, il Villarreal. Il gol che ha sbloccato la partita è stato di Marek Hamsik. Lo slovacco è il terzo azzurro di sempre alle spalle di Giuseppe Bruscolotti e di Antonio Juliano.

Salernitana, Di Vaio” Vi racconto il mio ricordo di Salerno. Ecco le mie favorite alla vittoria”

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Parma-Salernitana non sarà una partita qualunque per Marco Di Vaio. L’attaccante è un doppio ex di giornata ed ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Ecco un estratto: “Ricordo eccome quella partita, non la prendemmo mai . Era inizio stagione, fu dura andare da neopromossa in uno stadio importante contro una squadra incredibile che a fine stagione avrebbe vinto Coppa Uefa e Coppa Italia. Facemmo fatica ma al ritorno fu diverso, anche se perdemmo ugualmente. Fa piacere ritrovare questa sfida, anche se sarebbe stato meglio in A. Sono contento per il Parma che è riuscito a rientrare in poco tempo nel calcio che conta ma anche per la Salernitana che ha un pubblico meraviglioso. Una gara per me speciale, tra la squadra che mi ha dato la possibilità di farmi vedere in A con continuità e quella che mi ha consacrato negli anni successivi”. “I ricordi dei gol realizzati con la Salernitana sono tutti indelebili. Forse quello d’esterno di prima in casa col Pescara resta il più spettacolare. L’anno successivo segnai più nella seconda parte, ne feci di importanti per me, purtroppo poco per la squadra. Quello con la Juve davanti a 40mila persone fa venire ancora i brividi. A Parma fu un crescendo, ero poco più che ragazzino in una squadra di altissimo livello. Arrivai in punta di piedi, giocai poco il primo anno ma pian piano feci gol e conquistai la continuità che mi proiettò a un livello ancora superiore. Tre anni formativi in un ambiente bellissimo. “Decifrare il torneo di B è complicato. In passato le neopromosse sono riuscite a fare doppio salto grazie alla continuità tecnica. Molti invece decidono di cambiare di anno in anno, prendendo anche tanti giovani di qualità. Però poi c’è poca pazienza. In B la storia non basta, servono sostanza, passione, giocatori. La Salernitana ha una buona squadra ma forse l’anno scorso aveva qualcosa di meglio. Può fare un campionato di media classifica. Il Parma viene ha cambiato tanto ma ha qualità in mezzo al campo, credo possa agguantare i playoff. A Rodriguez e Bocalon servirà continuità. Lo spagnolo ha fatto una bella doppietta ma, per ora, quel che c’era l’anno passato garantiva più certezze. Le partenze di Coda e Donnarumma pesano. D’altra parte il Parma ha gente di comprovata esperienza e affidabilità. Giudicare da fuori è difficile, non mi piace farlo. Dispiace vedere poca gente allo stadio, poca rispetto ai numeri che può fare potenzialmente Salerno ma non se rapportata ad altri stadi. Ho toccato con mano la passione salernitana, però i miei anni sono stati unici ed è difficile paragonarli all’attualità. C’è poca fiducia, tuttavia Lotito ha fatto cose egregie: anche a Roma non è amato ma ha salvato la Lazio dal fallimento e l’ha riportata in Europa. Però la tifoseria s’aspetta sempre quel passo in più, lo Scudetto. Okwonkwo? Abbiamo voluto trattenerlo e abbiamo fatto bene. Non ce l’ha chiesto solo la Salernitana ma pure altri in B. Anche in A c’è un numero limitato di giocatori in lista: restando qui, l’anno prossimo sarà tra i calciatori formati in casa. Deve crescere ma ha qualità tecniche e atletiche, oltre che un rapporto qualità-prezzo importante”.

Visto dalla panchina – Sembrava averla chiusa, eppure…

Visto dalla panchina

La seconda è già decisiva; succede così quando parti male, e allora non bisogna sbagliare niente stasera. La Champions mette un’adrenalina addosso particolare, e questa squadra ha ormai la maturità giusta per capirlo. Continuità con Maksimovic, visto che Raul Albiol non è al massimo, e centrocampo di qualità e quantità con la vecchia guardia Jorginho, Marek, Allan. Davanti, nemmeno a dirlo i tre ragazzi terribili, Mertens, Lorenzo, Callejon. Pronti via, riusciamo a tenere palla tra i piedi con facilità, anche se il Feyenoord pressa alto. Ci dà possibilità di penetrare con facilità, con Allan e le sue percussioni; ecco che Lorenzo trova il varco giusto, preciso rasoterra dal limite ed è 1 a 0! Partenza perfetta, proprio come volevo. Questo ci consente di ripartire in contropiede, ma ci mettono quasi sempre in fuorigioco. Spesso arriviamo davanti alla porta, sia con Lorenzo, che con Jorginho, ma è Marek ad avere la migliore occasione: la palla attraversa tutta la porta ma niente, non entra. Accidenti, il raddoppio ci serve più che mai, per poter gestire una superiorità di gioco per adesso solo in parte sfruttata. L’ultima occasione è per il piede di Lorenzo, tiro a volo che però non centra il bersaglio. Fine primo tempo. Ragazzi l’approccio è stato giusto, però dobbiamo concretizzare! Sulla sinistra nostra sono sempre in ritardo, sfruttiamo Ghoulam e la sua progressione! Lorenzo e Mertens, meno bellezza e più concretezza: ricordatevi che Callejon è spesso libero, i loro terzini sono muscolari ma lenti. Possiamo sorprenderli in avvio! Detto fatto, un erroraccio della difesa e Mertens ne può approfittare, da lì non perdona! 2 a 0, adesso sì che possiamo amministrare. Sempre con la propensione offensiva però, che in difesa rischiamo troppo. Nemmeno lo sapessi, Ghoulam scivola su un attaccante e l’arbitro, generoso, concede il penalty: GRANDE PEPE REINA, parata a terra, e pericolo scansato! La regola non scritta del calcio è presto applicata: gol mancato, gol subìto: Callejon! Mancava il suo sigillo, ed eccolo qui!!! 3 a 0, partita chiusa! E’ il momento di inserire forze fresche per far rifiatare i compagni: Zielinsky per Hamsik, partita di sacrificio e trame intelligenti per lui, e Rog per Callejon, sempre letale. Solo un tiro dalla distanza per loro, e Diawara può sostituire Jorginho. Sembra proprio che possiamo chiudere questa partita senza beccare il solito gol per disattenzione; ecco, SEMBRA! Perché a 12 secondi dalla fine riusciamo a regalare un gol assurdo agli olandesi… 3 a 1, in una competizione in cui la differenza reti può fare la differenza, siamo stati proprio dei polli a regalare questo gol. Speriamo non sarà decisivo, altrimenti altro che la panchina, butto giù lo stadio!!!

a cura di Fabiano Malacario

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Cragno: “Napoli avversario proibitivo, dobbiamo cercare di andare a fare punti al San Paolo”

Alessio Cragno, portiere del Cagliari accostato in estate al Napoli, è stato ospite della trasmissione ‘Videolina Sport’. Tra i vari temi trattati anche la prossima sfida contro gli azzurri al San Paolo:

“Contro il Chievo c’era un po’ di stanchezza dopo tre partite in sette giorni. Questo però non può essere un alibi. Non possiamo essere al top della condizione dopo sei gare di campionato, la classifica è comunque buona. Guardiamo avanti e domenica ci aspetta un impegno quasi proibitivo contro il Napoli. Dobbiamo cercare comunque di di andare lì a fare punti”.

FOTO ViViCentro – Napoli-Feyenoord, il racconto in scatti del match: dalla parata di Reina, al gol di Callejon!

FOTO ViViCentro – Napoli-Feyenoord, il racconto in scatti del match: dalla parata di Reina, al gol di Callejon!

Il Napoli vince senza grossi problemi contro il Feyenoord, nella seconda giornata del girone di Champions League. Vittoria per 3-1 degli azzurri. Questo il racconto in scatti del nostro Giovanni Somma.

Aggiornamento – Allarme bomba a Nocera Inferiore, si ricerca l’ordigno esplosivo

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Tribunale di Nocera – allarme bomba questa mattina

Questa mattina il lavoro di giudici, avvocati e cancellieri del Tribunale di Nocera è stato bloccato da un allarme bomba.
Intorno alle 9.30, con l’ufficio in piena attività è stato dato l’allarme per un presunto ordigno probabilmente posizionato nella struttura.
Immediata l’evacuazione dell’intero edificio e l’arrivo degli artificieri e dei Carabinieri.
Le Autorità sono tutt’ora a lavoro per comprendere la veridicità dell’allarme ed eventualmente individuare l’ordigno.

Con L’Fdp la Germania va verso il protezionismo?

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Come scrive Andrea Montanino ora sulla Germania si affaccia il protezionismo con «l’Fdp che rivendica un forte controllo tedesco nei confronti dei Paesi che non hanno bilanci sani».

Sulla Germania si affaccia il protezionismo

Per tutto il 2017 ci si è preoccupati degli esiti delle elezioni olandesi, poi di quelle francesi, ha tenuto banco l’Italia, ma tutto sommato la Germania non era considerato un caso a rischio.

I risultati delle urne consegnano invece possibili coalizioni fragili e divise su molti temi. Due in particolare interessano da vicino noi italiani: la nuova governance economica dell’eurozona e le politiche commerciali.

In un discorso tenuto a fine maggio a Monaco, la Cancelliera Merkel disse che era finito il tempo in cui l’Europa poteva contare pienamente sugli altri, dove l’allusione era chiaramente agli Stati Uniti e al Regno Unito post Brexit. Per poter contare di più su se stessi, argomentava la Merkel, è necessaria maggiore integrazione economica europea, dove però il Paese più forte – la Germania – deve poter essere l’azionista di maggioranza.

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Con i liberali dell’Fdp nella coalizione, il tema dell’integrazione europea diventerà centrale, ed è probabile che verrà rivendicato un forte controllo tedesco nei confronti dei Paesi che non hanno bilanci sani. Il manifesto dell’Fdp parla di introdurre sanzioni automatiche per chi trasgredisce le regole di bilancio, chiudere il Meccanismo Europeo di Stabilità, e rendere più semplice uscire dalla zona euro.

Non è un caso che l’Fdp abbia avuto una posizione estremamente critica nei confronti del programma di aiuti alla Grecia concesso dall’Europa nel 2015, parlando anche recentemente in modo esplicito di Grexit come l’unica alternativa per accettare la ristrutturazione del debito greco.

Per l’Italia, questo significa che i negoziati per ottenere più flessibilità nelle regole europee di bilancio per tenere conto della dimensione del nostro debito pubblico saranno in salita ed è anzi probabile che la posizione tedesca nei nostri confronti si inasprisca. Sarà anche difficile immaginare l’emissione di bond per la crescita a livello europeo, in quanto la nuova coalizione tedesca potrà considerarla una mutualizzazione del debito piuttosto che uno strumento ulteriore a favore della crescita economica del continente. Il rischio allora è di una nuova governance economica con più poteri sanzionatori affidati a un ministro delle Finanze europeo, senza che questo abbia anche strumenti per favorire la stabilità economica o la crescita.

L’altro tema per noi rilevante riguarderà le politiche commerciali. L’export italiano è a livelli record e potrebbe raggiungere i 450 miliardi di euro a fine anno, più del 30 per cento del nostro Pil. Una spinta agli accordi di libero scambio negoziati dalla Commissione europea per conto degli Stati membri non potrà che favorire il nostro export di qualità, così come la ripresa delle discussioni con gli Stati Uniti per una riduzione delle barriere non tariffarie. Ma i verdi, la terza gamba di una possibile coalizione, hanno fortemente criticato il Ttip, l’accordo che era stato lanciato sotto la presidenza Obama. Così come hanno criticato il Ceta, l’accordo invece concluso tra Canada e Unione Europea.

Un atteggiamento protezionista dell’Europa, alimentato dal nuovo governo tedesco, potrebbe portare a ritorsioni che penalizzerebbero le nostre merci, forse anche più di quelle tedesche: nei primi 6 mesi dell’anno, il 43,7 per cento delle merci italiane esportate sono andate verso Paesi extra Ue, mentre per le merci tedesche la parte extra Ue è il 41,2 per cento. Come dire, la Germania conta meno sul mercato extraeuropeo di quanto non facciamo noi italiani.

L’ambito dove potrebbero esserci convergenze è invece la politica commerciale nei confronti della Cina, dove i verdi potrebbero chiedere reciprocità rispetto ad alcuni standard ambientali e sociali, e l’Fdp spingere per una maggiore apertura del mercato cinese. In entrambi i casi, con benefici anche per l’Italia.

Se riuscirà a formare una coalizione, la Cancelliera inizierà il suo quarto mandato con una Germania più forte che mai: il tasso di disoccupazione è al 3,7 per cento, il surplus di bilancio è al suo record storico post riunificazione, la crescita del Pil reale stabilmente al 2 per cento. La sfida sarà aiutare il resto dell’Europa a diventare forte quanto la Germania.

@MontaninoUSA

vivicentro.it/opinioni
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lastampa/Sulla Germania si affaccia il protezionismo ANDREA MONTANINO

Champions League, vittorie importanti per Siviglia e Besiktas. Ecco il punto di questa giornata

Si è concluso il martedì di Champions League, in cui spiccano diverse sorprese. Andiamole a scoprire:

GRUPPO E

In questo raggruppamento c’è il Siviglia che domina al Sanchez Pizjuan contro il Maribor. Mattatore della serata è stato Ben Yedder protagonista assoluto con una tripletta. Il Liverpool continua a non vincere. Infatti gli inglesi non riescono ad andare oltre l’1-1 sul campo dello Spartak Mosca. I padroni di casa passano in vantaggio con una rete di Fernando, ma poi ci pensa una punizione magistrale di Coutinho a ristabilire gli equilibri della gara.

GRUPPO F

Il Napoli vince al San Paolo contro il Feyenoord ( ) per 3-1, grazie ai gol di Insigne, Mertens e Callejon. A poco serve il gol nel finale degli olandesi con Amrabat.  Vince anche il Manchester City, che va a 6 punti. Gli inglesi, vincono per 2-0. Protagonista del match è stato De Bruyne, il quale ha aperto le danze con un eurogol dalla distanza. Prima di mettere la partita in ghiaccio nel finale con Sterling, il Manchester City fallisce un rigore con Aguero.

GRUPPO G

A condurre questo raggruppamento c’è il Besiktas, che batte il Lipsia per 2-0, ipotecando la gara nel primo tempo con le reti di Talisca e Babel. Da registrare un black out della Vodafone Arena nel secondo tempo. L’altra partita vede un crollo netto del Monaco in casa contro il Porto. I lusitani passano nel Principato, con un ispiratissimo Aboubakar, che sigla una doppietta, mentre nel finale la gara viene chiusa da Layun.

GRUPPO H

Questo gruppo è senza ombra di dubbio il più bello di questa fase della Champions League. Il Real Madrid espugna il Signal Iduna Park di Dortmund per 3-1. Protagonista della serata? Ovviamente Cristiano Ronaldo che con una doppietta stende i tedeschi. L’altro gol dei galacticos viene siglato da Gareth Bale. Serve a poco il gol di Pierre Emerick Aubameyang per il Borussia. Nell’altra sfida, nessun problema per il Tottenham che vince agevolmente sul campo dell’Apoel Nicosia per 3-0 grazie alla tripletta di Harry Kane.c

VIDEO ViViCentro – Allan: “Champions difficile, pensiamo a noi. Abbiamo avuto un buono approccio”

Le sue parole in mixed

Allan, centrocampista del Napoli, ha parlato in mixed zone: “Il pressing alto è una nostra caratteristica, nel primo tempo abbiamo fatto fatica salvo poi perfezionarci nella ripresa. La Champions è una competizione difficile con tutte squadre di qualità. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e a vincere. Abbiamo avuto un buon approccio alla partita rubando tanti palloni nella loro metà campo”.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

 

Macron incalza la Merkel indebolita dal voto politico

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Il presidente francese incalza Angela Merkel, indebolita dal voto politico, ma sulla governance economica tiene un basso profilo per evitare la rottura.

Macron incalza la cancelliera ma evita la rottura con Merkel

Modificato il discorso dopo le critiche del governo tedesco: basso profilo sulle riforme economiche. Ma Berlino è scettica

BRUXELLES – Diversi tratti di penna sono passati sul discorso di Emmanuel Macron da domenica sera al primo pomeriggio di ieri. Perché il risultato delle elezioni tedesche lo ha costretto ad ammorbidire alcuni passaggi, a cancellarne altri e a mettere l’accento su alcune parole particolarmente apprezzate dalla parte opposta del Reno. «Convergenza» e «responsabilità», «regole» e «stabilità»: Macron sapeva bene che la parte dedicata alla riforma dell’Eurozona rischiava di innescare frizioni con gli storici alleati. E ha usato tutte le dovute precauzioni per evitarle («Nessuna condivisione dei debiti» ha assicurato). Del resto nei giorni scorsi il governo tedesco gli aveva recapitato messaggi ben precisi, lasciando filtrare lo scetticismo per le proposte che aveva ventilato in alcune recenti interviste e durante il suo discorso ad Atene al fianco di Alexis Tsipras.

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Per questo ieri ha rivisto lo schema di gioco. Sulla governance economica ha tenuto un profilo molto più basso, limitandosi ai titoli. Non ha spiegato che ruolo dovrebbe avere, per esempio, la controversa figura del ministro dell’euro. Ha evitato riferimenti troppo espliciti al parlamento dell’eurozona. Ma soprattutto ha relegato il tema all’ultimo dei suoi sei punti programmatici. Prima ci ha messo la sicurezza, i migranti, la difesa, il clima, le sfide del digitale. Perché su questi è molto più facile trovare una convergenza con la Germania.

Fonti dell’esecutivo tedesco, però, invitano alla calma: «Per certi versi Macron ci ricorda Sarkozy – fanno notare da Berlino -, ha la sua stessa impazienza». E Merkel, in questo momento, non ha alcun bisogno di qualcuno che le metta fretta. Né di un lungo elenco di belle proposte che probabilmente non vedranno mai la luce (Macron vuole che nel 2024 la metà degli eurodeputati sia eletta in liste transnazionali). «C’è molta retorica nei suoi discorsi, ma spesso poca sostanza. Troppa attenzione alle scenografie per i nostri gusti» confidava nei giorni scorsi una fonte del governo tedesco.

Sulla riforma dell’Eurozona, a Berlino ammettono che i gruppi di lavoro congiunti tra i due ministeri delle Finanze «non hanno un progetto in comune». Macron però non demorde. «Io non ho linee rosse, ma solo orizzonti»: è la metafora usata per criticare l’intransigenza tedesca quando si parla di un bilancio comune della zona euro. Ha insistito su quel punto, spiegando che lo strumento servirebbe per gli «investimenti» e per finanziare «i beni comuni europei», come sicurezza e difesa. «Ma non possiamo trasformare l’Unione europea in un’unione di trasferimenti permanenti» ha subito reagito Hans Michelbach, deputato della Csu, che nelle parole di Macron vede «il rischio di una divisione dell’Eurozona e non di una maggiore integrazione». Ancor più nette le critiche che arrivano dalla Fdp, probabile partner di coalizione della Merkel: «Il problema non è la mancanza di fondi, ma di riforme – ha replicato l’eurodeputato liberale Alexander Graf Lambsdorff –. Un bilancio della zona euro sarebbe l’incentivo sbagliato».

Ma senza agitare troppo le acque in casa Merkel, l’obiettivo di Macron è proprio quello di mettere sul tavolo una serie di proposte prima che inizino i negoziati di coalizione. I Verdi, che terranno alta la bandiera europeista nella (probabile, ma non scontata) maggioranza, sono certamente i più entusiasti. E non solo per la Carbon Tax. «La Germania dovrebbe prendere la mano tesa di Macron e spingere in avanti l’Europa» ha detto Cem Ozdemir, aspirante ministro degli Esteri e co-leader dei Verdi. Sono loro il cavallo di Troia di Macron nella coalizione «Giamaica». E dietro c’è lo zampino di Daniel Cohn-Bendit.

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lastampa/Macron incalza la cancelliera ma evita la rottura con Merkel MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Nocera, allarme bomba al Palazzo di Giustizia

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Allarme bomba al tribunale di Nocera Inferiore. Il Palazzo di Giustizia è stato evacuato pochi minuti dopo le 9. Avvocati, giudici e funzionari hanno dovuto lasciare l’edificio in uno stato di allerta. Sul luogo ora le forze dell’ordine e gli artificieri.

PRIMA PAGINA – Il Corriere dello Sport celebra la prestazione del Napoli

Prima pagina del Corriere dello Sport dedicata alla bella vittoria del Napoli sul Feyenoord in Champions League. Sul quotidiano si legge:

“Cuore Napoli: i tre tenori travolgono il Feyenoord e dedicano il 3-1 a Milik”.

Alla Sorbona il manifesto di Macron per l’Europa

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Nel discorso alla Sorbona Emmanuel Macron propone una raffica di riforme per rilanciare l’Ue: difesa comune, un ufficio sul diritto d’asilo e la procura anti-terrorismo.

Il manifesto di Macron per l’Ue: difesa comune e diritto d’asilo

Alla Sorbona il presidente francese lancia gli Stati Uniti d’Europa: «Così siamo deboli, uniamo gli eserciti e creiamo la polizia di frontiera»

PARIGI – Da giorni era previsto questo discorso sulla sua idea d’Europa, nello scenografico anfiteatro di fine Ottocento della Sorbona, con quel sapore da «grandeur». Ma dopo la vittoria sottotono di Angela Merkel, lui avrebbe osato così tanto? I collaboratori di Emmanuel Macron non avevano dubbi: sì, il Presidente avrebbe osato, eccome. Ora o mai più. «Lo ha limato fino alla fine, fa sempre così», assicurano nel suo entourage. Ma il discorso di Emmanuel Macron è stato forte, intenso, pure coraggioso, con una serie di proposte concrete, al di là delle teorie sull’Europa.

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Anche se, per arrivare al «sodo», ci ha messo almeno una quarantina di minuti (su un’ora e mezzo di parole, interrotto a tratti dagli applausi di studenti francesi e altri stranieri, a Parigi con il programma Erasmus, che alla fine lo hanno bombardato di domande, in un’atmosfera d’assemblea d’altri tempi, proprio lì, dove trionfò il ’68 francese). Sì, solo allora Macron ha osato toccare l’argomento Eurozona, per dire cose che non piaceranno ai liberali tedeschi dell’Fdp, probabili alleati della Merkel, assieme ai Verdi, nella futura coalizione a Berlino. «Ci vuole un bilancio più forte nel cuore della zona euro», che permetta di finanziare investimenti comuni. E anche un superministro e «l’eurozona deve sottoporsi a un controllo democratico» (accenno più o meno velato alla possibilità di un Parlamento ad hoc). Per poi sottolineare che «quel budget non servirà a mutualizzare i debiti pubblici accumulati dai singoli Paesi». E, tanto per mettere le mani avanti, ha ricordato che «noi francesi le riforme le stiamo facendo, a partire da quella del mercato del lavoro»: i decreti firmati pochi giorni fa in diretta tv dallo stesso Emmanuel. È un approccio diverso da quello di François Hollande, che nel 2012, appena eletto, chiese subito di rinegoziare le regole europee sui budget, senza portare nulla in dote.

Il nodo immigrazione  

«L’Europa è troppo debole, lenta e inefficace – ha aggiunto Macron -. Ma solo l’Europa può darci una capacità d’azione nel mondo rispetto alle sfide contemporanee». Nella difesa, ad esempio, «dove il disimpegno degli Stati Uniti è progressivo e inevitabile». Lui propone «una forza militare comune d’intervento» entro il 2020, un budget comune di difesa progressivo, un’accademia europea di intelligence e una procura europea anti-terrorismo. Si è spinto oltre, proponendo «una protezione civile che metta in comune i mezzi per rispondere a catastrofi come i terremoti e le inondazioni». Altro capitolo, l’immigrazione, «che non è una crisi temporanea, ma una sfida che dovremo affrontare ancora per molto tempo». Qui Macron non si è dimenticato delle paure dell’europeo medio, sottolineando che «accoglieremo degnamente i rifugiati e rinvieremo rapidamente a casa chi non può beneficiare dell’asilo politico». Anche qui, due obiettivi concreti: una polizia europea delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo politico, che armonizzi le procedure in ogni Paese e vada al di là (una buona volta) della convenzione di Dublino.

Il Presidente francese ha poi spaziato tra i settori più diversi: generalizzare a livello europeo la tassa sulle transazioni finanziarie (finora esiste solo in Francia e nel Regno Unito) per contribuire alla cooperazione allo sviluppo. Poi, entro il 2020, portare le imposte sulle società di tutti i Paesi entro una fascia ristretta di aliquote (e chi non rispetterà l’obbligo, non potrà usufruire dei fondi strutturali). O ancora una carbon tax sui prodotti di industrie inquinanti, importati da fuori dell’Europa. E la creazione di un’Agenzia europea per l’innovazione, per finanziare settori come quello dell’intelligenza artificiale. Mentre per i giovani, Macron punta a una classe d’età nel 2024 che per la prima volta, almeno per la metà, abbia trascorso sei mesi in un altro Paese europeo, nell’ambito dei propri studi o dell’apprendistato per la formazione professionale.

Modelli a confronto  

Le chiavi per realizzare il suo «libro dei sogni» sono principalmente due. Innanzitutto, un’Europa à la carte: «È già a più velocità: non abbiamo paura di dirlo e di farlo». E poi, bisogna ristabilire in tutto e per tutto l’asse franco-tedesco, «essenziale per l’Europa». Ha annunciato addirittura che «Francia e Germania integreranno completamente i loro mercati da qui al 2024, applicando le stesse regole per le imprese, il diritto degli affari e i fallimenti». Una studentessa dell’ultimo anno di un liceo scientifico parigino gli ha chiesto a bruciapelo: «Ma per lei la Germania è un modello?». «Sul mercato del lavoro sono più efficaci – ha risposto -, ma hanno anche più precari di noi. In ogni caso, non c’è un modello contro l’altro: proprio l’Europa deve segnare la fine di qualsiasi egemonia».

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vivicentro/Il manifesto di Macron per l’Europa
lastampa/Il manifesto di Macron per l’Ue: difesa comune e diritto d’asilo

ESCLUSIVA – Capece: “Il derby ha un sapore particolare, volevamo la vittoria. Modulo? La differenza la fa l’atteggiamento”

Queste le sue parole a Vivicentro

Giorgio Capece è arrivato alla Juve Stabia portando con se tanta voglia di emergere e fare bene con la maglia gialloblè. Avvio più che positivo. La redazione di ViViCentro.it l’ha raggiunto in esclusiva e queste sono le sue dichiarazioni:

Pagani, una vittoria importante: la prima della stagione in campionato. Tre punti fondamentali che rialzano in classifica…

“E’ stato un successo importante. Dopo il risultato negativo col Trapani avevamo bisogno di una boccata d’aria. Aggiudicarsi un derby ha sempre un sapore particolare, una gara molto sentita dai tifosi e da tutto l’ambiente. Tre punti preziosi che ci fanno ritrovare il giusto entusiasmo”.

Centrocampo a tre, con Mastalli e Viola: nell’idea generale sarebbe quello titolare. Come ti trovi con loro?

“Mi trovo bene con tutti e tre. Siamo una squadra costruita con diligenza, composta da elementi di prospettiva che possono tranquillamente giocarsi al meglio le proprie carte”.

Il modulo classico è il 4-3-3, spesso però si prova anche il 3-5-2. Secondo te, quale il più adatto alle vostre caratteristiche?

“Per caratteristiche il modulo che ci rispecchia è il 4-3-3; uno schieramento che esalta maggiormente la velocità dei nostri esterni, capaci di saltare l’uomo. Il 3-5-2, invece, è un opzione che il mister prova all’occorrenza. Alla fine, secondo il mio modesto parere, lo schema tattico è relativo, in mezzo al campo ciò che fa la differenza è l’atteggiamento”.

Rientra Viola dalla squalifica, quanto è pesata la sua assenza?

“E’ pesata, ma chi è sceso in campo al suo posto non l’ha fatto rimpiangere. Gigi è un giocatore di valore, ha delle qualità invidiabili in questa categoria. Il suo ritorno sarà fondamentale, ci darà una grossa mano”.

Ma con il Trapani cosa è accaduto nella ripresa? Il primo tempo fu tutt’altra storia…

“Nel corso del primo tempo abbiamo disputato una discreta partita. Poi, purtroppo, a causa del nostro demerito e della loro bravura, non siamo riusciti più a reggere il ritmo. Gli avversari hanno preso il sopravvento, giocando meglio di noi”.

Ex Cosenza, hai lavorato con Fontana, ex Juve Stabia, per poco tempo. Ti aspettavi il suo esonero e una partenza così al rilento?

“No, non me l’aspettavo. Fontana è un allenatore in gamba, molto preparato e competente. Nel calcio, però, contano i risultati; sono quelli a decidere il destino in panchina”.

Capece-Calò, Calò-Capece, Caserta vi alterna: ti pesa un po’ questo dualismo?

“No, non mi pesa. Il mister fa le sue scelte ed io mi metto a disposizione del gruppo”.

Una settimana di festa l’ultima: la vittoria contro la Paganese, ma soprattutto sei diventato papà…

“Diventare papà è stata una gioia immensa, indescrivibile. Sono stracontento di aver coronato una settimana bellissima con la vittoria di sabato”.

Cosa ti ha portato a scegliere la Juve Stabia? Avevi anche altre richieste?

“Sì, mi erano pervenute varie richieste. A Cosenza stavo bene, c’era anche la possibilità di rimanere, ma sentivo la voglia di mettermi in gioco in una piazza calorosa proprio come quella di Castellammare. Non ci ho pensato un attimo a venire qui”.

Come ti trovi in città? Ma soprattutto quanto ti manca giocare al Menti? L’hai assaggiato solo in amichevole e con pochi tifosi presenti…

“Mi trovo bene, Castellammare è una città meravigliosa. Il Menti mi manca tantissimo. Sembra di giocare sempre in trasferta. Siamo stati ad Andria, Catanzaro e poi Caserta, ma quest’ultima non può paragonarsi all’impianto di Via Cosenza. Ritornare nel nostro fortino sarà l’arma in più”.

E con il Racing Fondi per…

“Quella con il Fondi sarà una gara difficile, da non prendere sotto gamba. Loro non rispecchiano realmente i punti conquistati finora. Una squadra di valore, composta da giocatori d’esperienza, quindi, vietati cali di tensione”.

a cura di Ciro Novellino

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