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L’Amerigo Vespucci lascia il porto di Castellammare. L’arriverderci dei cittadini

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L’Amerigo Vespucci sta andando via dal porto di Castellammare di Stabia, lasciando una scia di malinconia nella città che le ha dato i natali.

Due giorni di permanenza nelle acque stabiesi, due giorni intensi. Solo ieri a salutare il veliero oltre 5mila persone, questa mattina ancora tanta affluenza.

La città, nelle ore in cui era possibile visitare la nave-scuola, é stata paralizzata dal traffico che partiva del lungomare per terminare proprio all’ingresso del porto. Tanto entusiasmo nei cittadini che anche ora sono andati a dare il loro “arriverci” al veliero.

L’Amerigo Vespucci, il ricordo di un passato glorioso che ritorna e poi va via.

Fidelis Andria-Paganese, i convocati di mister Massimiliano Favo

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Ultimo allenamento questa mattina prima della partenza, dopo pranzo, per il ritiro pregara che vedrà impegnati gli azzurrostellati domani sera alle 18:30 al “Degli Ulivi” di Andria.

Mister Massimiliano Favo recupera Negro e Picone dai rispettivi acciacchi: non convocato il centrocampista Baccolo che sta recuperando da un trauma contusivo al ginocchio. Fabinho, ieri, ha lavorato sul campo insieme al massofisioterapista Bisogno.

Portieri: 1 Gomis, 22 Galli
Difensori: 3 Della Corte, 6 Carini, 13 Meroni, 18 Piana, 20 Pavan, 23 Picone, 26 Dinielli
Centrocampisti: 4 Bensaja, 5 Carcione, 8 Ngamba, 19 Bernardini, 27 Tascone, 28 Grillo
Attaccanti: 9 Maiorano, 10 Scarpa, 11 Regolanti, 14 Talamo, 15 Negro, 21 Buxton, 25
Cesaretti
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Fabinho, Baccolo

/Ufficio StampaPaganese Calcio 1926 srl

Commissione Giovani, aggiornamento per l’evento Erasmus in Galleria Principe di Napoli

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La commissione Giovani, presieduta da Claudio Cecere, ha fatto il punto questa mattina sull’evento che, con una due giorni di eventi e workshop da tenersi nella Galleria Principe di Napoli i prossimi 21 e 22 ottobre, affiancherà l’Erasmus Day, la tradizionale giornata di benvenuto per gli studenti Erasmus a Napoli, il prossimo 18 ottobre

Particolarmente significativa, quest’anno, l’iniziativa rivolta agli studenti che saranno a Napoli per l’Erasmus in quanto si celebra il trentennale del progetto. La commissione – oltre al presidente Cecere, Menna (Mov. 5 Stelle), Ulleto (Misto) e Arienzo (PD) – ha discusso dell’iniziativa che la commissione stessa ha inteso promuovere nella galleria Principe di Napoli per il 21 e 22 ottobre.

Sono intervenuti alla riunione Lorena Matteo dello staff dell’assessorato ai Giovani, Luciano Griffo del Centro Europeo di Informazione Cultura Cittadinanza del Comune di Napoli, Federica Tessitore dell’Erasmus Student Network di Napoli.

Scambio con gli studenti napoletani e possibili servizi da attivare per rendere più gradevole il soggiorno degli studenti stranieri sono stati l’oggetto di altre riunioni dedicate dalla commissione, nelle scorse settimane; il presidente Cecere ha riassunto le proposte che hanno già ottenuto una concretizzazione, come lo sconto di 1,5 euro sulla tariffa dei radiotaxi chiamati degli studenti Erasmus, concordata con i consorzi dei tassisti, e la possibilità di usufruire di trasporti gratuiti vista la disponibilità di massima offerta dal Consorzio Unico Campania. Iniziative, queste, che potrebbero partire quest’anno ed arricchirsi via via di nuove offerte e disponibilità.

Sul progetto di un evento/concerto nella Galleria Principe di Napoli che preveda anche momenti di scambio e conoscenza con gli studenti delle scuole e delle università napoletane, oltre che una esposizione delle opportunità che l’Europa offre per la mobilità degli studenti, Lorena Matteo dello staff dell’assessora Clemente ha comunicato che ai primi della prossima settimana sarà pubblicato un avviso per raccogliere la disponibilità di associazioni, operatori commerciali e culturali, a partecipare alla progettazione e organizzazione dell’evento.

/Ufficio Stampa

Maradona day, le storiche maglie del Pibe: i dettagli della magica serata

Maradona day, le storiche maglie del Pibe: i dettagli della magica serata

Una serata all’insegna del collezionismo, all’insegna dell’amicizia e della passione per i colori azzurri. L’amore incondizionato per Diego Armando Maradona, è questo lo scopo della serata evento che si terrà Giovedì 12 ottobre dalle ore 20:30 al Phoniex Club di Pozzuoli. Una cena-evento dove i più grandi collezionisti mostreranno ai presenti le storiche maglie del Pibe e tutti i loro cimeli.

Organizzatore e ideatore dell’evento è Samuele Esposito (Samuelmania). Gli altri collezionisti presenti saranno: Francesco Cammarota, Renato Pavone, Dino Alinei, Nino Mosca, Antonio Vincolo, Enzo d’Orta, Salvatore Aiello, Salvatore Esposito, Paride Perrone, Ciro La Monica e tantissimi altri. Ospite d’onore Diego Armando Maradona jr. Ci sarà anche l’attore Genny Guazzo e tanti altri.

Juve Stabia – Lecce, i convocati dei tecnici Ferrara e Caserta

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Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio Comunale di Casola, i tecnici Ciro Ferrara e Fabio Caserta hanno reso nota la lista dei nr.25 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Lecce, valevole per l’ottava giornata del campionato di Serie C Girone C, in programma domani, sabato 7 ottobre 2017, con inizio alle ore 16,30 presso lo Stadio “Pinto” di Caserta.

Portieri: Bacci, Branduani e Polverino.

Difensori: Allievi, Bachini, Boccardi, Crialese, Dentice, Gaye, Morero e Nava.

Centrocampisti: Awua, Calò, Canotto, Capece, Mastalli, Matute, Viola e Zarcone.

Attaccanti: Costantini, D’Auria, Lisi, Paponi, Simeri e Strefezza.

Squalificato: Redolfi.

Indisponibile: Berardi.

S.S. Juve Stabia

In vendita i biglietti Roma-Napoli, divieto di acquisto per i residenti in Campania. I dettagli

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Per gara Roma – Napoli sono in vendita i biglietti. La società giallorossa informa sul proprio sito che ci sono delle prescriozoni: “Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, con conseguente sospensione del programma di fidelizzazione della S.S.C. Napoli.
Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, anche se possessori di Tessere del Tifoso diverse da quelle della S.S.C. Napoli; Incedibilità del titolo d’accesso”.

Qui di seguito i prezzi dei biglietti:

Juventus, Marotta: “Non siamo nervosi. Ora siamo i cacciatori ed il Napoli è la lepre!”

Juventus, Marotta: “Non siamo nervosi. Ora siamo i cacciatori ed il Napoli è la lepre!”

Niente ansie, né preoccupazioni in casa Juventus. Lo assicura l’amministratore delegato Beppe Marotta, che a Sky risponde a De Laurentiis che proprio in mattinata aveva avanzato l’ipotesi di un nervosismo bianconero: “Non siamo assolutamente nervosi come hanno detto, siamo in una fase interlocutoria del campionato. Ogni tanto è bello anche fare il cacciatore che insegue, non soltanto la lepre che scappa in testa. Ora possiamo sparare (ride ndr)”.

Roma-Napoli, trasferta vietata per i residenti in Campania, i dettagli

Roma-Napoli, trasferta vietata per i residenti in Campania

Iniziata la vendita dei biglietti per Roma-Napoli. Il sito ufficiale del club giallorosso precisa poi: “Per la gara ROMA-NAPOLI del 14/10/2017 sono adottate, al momento (eventuali ulteriori e/o diverse disposizioni, saranno comunicate in seguito), le seguenti prescrizioni: Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, con conseguente sospensione del programma di fidelizzazione della S.S.C. Napoli. Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, anche se possessori di Tessere del Tifoso diverse da quelle della S.S.C. Napoli; Incedibilità del titolo d’accesso

Università degli Studi di Salerno, Beatrice Benocci presenta: “La Germania necessaria”

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La Merkel ha vinto ancora. All’indomani delle elezioni tedesche, una riflessione socio-politica a partire dal libro “La Germania necessaria”

In occasione della presentazione del libro di Beatrice Benocci “La Germania necessaria, L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale (FrancoAngeli, 2017)”, il Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Conflitto in Età Contemporanea – CIRCEC, in collaborazione con il Dottorato in Studi letterari, linguistici e storici e il Seminario Permanente di Storia e Storiografia dell’Università di Salerno, promuove un incontro/dibattito sul ruolo europeo e internazionale della Germania all’indomani delle elezioni tedesche del 24 settembre.

Coordina: Lucia Perrone Capano, Coordinatrice del Dottorato in Studi letterari, linguistici e storici.
Intervengono: Carmine Pinto Direttore del CIRCEC, Roberto Parrella Università di Salerno, Massimo Pendenza Università di Salerno.
Discutono: Antonluca Cuoco – Il Denaro – Strade on Line, Edoardo Toniolatti – Sole24ore (via Skype), Francesco Maselli – Il Foglio.
Partecipa ai lavori l’autrice, giornalista e storica, Beatrice Benocci.
L’evento sarà seguito in diretta dalla Radio di Ateneo Unisound ed è patrocinato da Associazione Scienze Politiche – ASP.

 

/Precultura comunicazione

Ma la Catalogna ha un futuro nella Ue?

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Mentre sale la tensione con Madrid, si può ragionare sul fatto che una Catalogna stato sovrano potrebbe contare in Europa più di quanto conta ora. Ma, piccolo problema, prima dovrebbe essere riammessa nella Ue. Con il consenso della Spagna e delle altre nazioni che vogliono scoraggiare nuove secessioni.

Se la Catalogna lasciasse la Spagna, avrebbe meno peso politico in Europa e nel mondo? No, anzi avrebbe una maggiore influenza politica nella Ue. Certo, l’Unione potrebbe rifiutarsi di riammetterla tra gli stati membri. Ma è una minaccia poco credibile.

Globalizzazione e domanda di autonomia

La crisi politica e istituzionale che si è sviluppata in questi giorni in Spagna con il referendum indipendentista della Catalogna è un altro esempio di come la globalizzazione aumenti la domanda di autonomia e la spinta verso la decentralizzazione.

Le ragioni furono spiegate nel 2011 da Alberto Alesina, Enrico Spolaore e Romain Wacziarg in un visionario articolo dal titolo “Economic Integration and Political Disintegration”. In estrema sintesi, la liberalizzazione degli scambi internazionali e la creazione di un nuovo ordine politico ed economico mondiale riducono i benefici dell’essere parte di uno stato nazionale di grandi dimensioni. Il motivo è che con la globalizzazione si guadagna l’accesso al mercato mondiale, quindi l’accesso a quello nazionale è relativamente meno importante. Ma ci sono costi nell’appartenere a uno stato grande? Sì, e questi non si riducono. Per la Catalogna, consistono nel subire la sovranità di Madrid, pur avendo profonde differenze economiche e culturali con il resto del paese.

Qual è il peso politico di Barcellona nella Ue

Si potrebbe contro-argomentare che qualora lasciasse la Spagna, la Catalogna avrebbe meno peso politico in Europa e nello scenario internazionale. Cercherò qui di dimostrare che questo non è vero. La ragione è proprio l’appartenenza all’Unione Europea, che per il momento do per acquisita.

È possibile “misurare” il peso politico di un paese nell’Ue? Si tratta di un concetto vago, spesso ritenuto non-quantificabile. Tuttavia, nel 1954 Martin Shubik e Lloyd Shapley(quest’ultimo insignito del premio Nobel nel 2012) proposero di misurare il potere politico con la probabilità di un paese di dare il voto decisivo, quello che permette a una coalizione di paesi di raggiungere la maggioranza richiesta. Quindi misurarono il potere con un valore percentuale. La forza di questo metodo consiste nel fatto che deriva da un approccio “assiomatico” e si fonda su ipotesi assolutamente ragionevoli. In altre parole, è difficile sostenere che abbia dei difetti. In un lavoro con il mio coautore Jason Barr (“Who has the Power in the EU?”, Mathematical Social Sciences, 2009, 57/3), abbiamo misurato il peso politico dei membri della Ue, dopo che il nuovo sistema di voto a doppia maggioranza è entrato in vigore nel Consiglio della Ue. Il sistema dà molto peso ai paesi più grandi, perché il potere di voto riflette la loro popolazione. Però dà peso anche ai paesi piccoli, perché per raggiungere la maggioranza occorre che un minimo numero di stati siano d’accordo.

Vediamo cosa succede con questo sistema di voto alla Catalogna. Oggi la Spagna, con 42 milioni di persone inclusa la Catalogna, ha un potere di voto pari all’8 per cento. I catalani sono circa un sesto della popolazione. Se la Catalogna fosse indipendente, con i suoi 7 milioni di abitanti e un proprio voto in Consiglio, avrebbe un potere in Europa di circa il 2 per cento. Quindi l’influenza politica in Europa dei cittadini catalani aumenterebbe del 50 per cento se a rappresentarli fosse direttamente Barcellona invece di Madrid. A questo si aggiungerebbe il fatto che Barcellona userebbe il suo peso per difendere gli interessi dei catalani, facendo meglio di quanto oggi faccia Madrid.

Sarà ancora uno stato membro

Essere piccoli e autonomi conviene, perché ci pensa l’Europa a difendere i propri interessi nello scenario internazionale e perché il proprio peso in Europa di fatto aumenta, grazie al sistema di voto nel Consiglio dei ministri della Ue. Vale non solo per la Catalogna, ma anche per le regioni dei paesi membri in cui spinte autonomiste sono alimentate da diversità culturali ed economiche. Ci sarebbe quindi da aspettarsi che le tensioni verso la frammentazione si ripetano sempre più frequenti in futuro. Ma l’Europa e i suoi stati nazionali non possono permettersi la frammentazione. Ecco perché i Trattati prevedono che se una regione raggiunge l’autonomia, allora viene di fatto esclusa dall’Unione e può rientrare solo se l’unanimità dei membri è d’accordo, compreso il paese da cui quella regione si è staccata. Nel caso della Catalogna, la riammissione alla Ue richiederebbe il voto favorevole della Spagna.

Molti ritengono che la Spagna voterebbe contro per ritorsione e che il resto dell’Unione la supporterebbe per non creare pericolosi precedenti. Ma sarebbe davvero così? Potremmo davvero immaginare uno scenario in cui la Catalogna viene tenuta fuori dall’Unione Europea solo perché ha voluto staccarsi dalla Spagna? Personalmente trovo difficile crederlo. All’Europa converrebbe avere la Catalogna come membro, piuttosto che avere una seconda Svizzera. Molto più verosimile è che si tratti solo di una minaccia (in sé poco credibile) fatta per aumentare l’incertezza attorno allo scenario della secessione della Catalogna, e per prevenire pericolosi effetti di imitazione.

FRANCESCO PASSARELLI Professore associato di economia all’Università di Torino

18 Commenti:

  1. Dario  
    mi permetto di sottolineare un’incongruenza logica nel paragrafo “sara’ ancora uno stato membro” di questo non riuscitissimo articolo di Francesco Passarelli. 1. si dice che l’Europa e i suoi stati membri non possono permettersi la frammentazione, quindi manca il movente politico, economico ed organizzativo per accettare uno stato neonato e poco influente nell’UE 2. si dice che i Trattati disciplinano in maniera chiara l’ingresso di uno stato secessionista nell’EU e si dice che molti ritengono (probabilmente anche lo stesso Passarelli) che la Spagna voterebbe contro l’ingresso della Catalogna in Europa, quindi manca il supporto legale all’ingresso della Catalogna in Europa 3. quindi e’ probabile che la Catalogna indipendente entri immediatamente in Europa… mah oltretutto adducendo come ragione di realpolitik il fatto che la Catalogna rappresenterebbe un’altra Svizzera, senza rimarcare che la Confederazione Elvetica esisteva ben prima della fondazione della CEE, che di entrare in Europa non ci pensa nemmeno e che ha fatto della sua storica terzieta’ ed indipendenza rispetto al resto del mondo la sua principale ragione di esistere
  2. Carlo  
    “Difficile sostenere che abbia difetti”? Le percentuali che lei cita hanno una qualche validità nel caso in cui un singolo paese faccia da ago della bilancia. Il suo ragionamento ignora completamente altri punti fondamentali: per qualunque argomento che stia più a cuore alla Catalogna che al resto della Spagna e dell’UE, la Catalogna ha più probabilità di influenzare le politiche europee facendo parte della Spagna che da sola. Ipotizziamo, tiro ad inventare, che una specifica normativa danneggi in maniera notevole quasi solo il porto di Barcellona. Io credo che sarebbe più facile per la politica catalana influenzare Madrid che Bruxelles, il che fa una notevole differenza perché il potere contrattuale e diplomatico di Madrid resta superiore a quella della sola Barcellona; inoltre Madrid avrebbe interesse a proteggere i lavoratori e le relative entrate fiscali se il porto di Barcellona continua a far parte della Spagna, altrimenti che gli interessa? Concnetrarsi in maniera così sterile su numeri e percentuali è l’atteggiamento tipico degli economisti che scambiano la matematica per la fisica, e gli esseri umani per dei protoni – peccato che gli esseri umani non obbediscano ai modelli degli economisti come i protoni obbediscono ai modelli dei fisici.
  3. Michele Lalla  
    L’argomento è coinvolgente, perché non siamo estranei a tale pericoloso fenomeno, e i sagaci commenti lo dimostrano. Mi fermo su un solo punto. L’autore dà per acquisito l’ingresso della Catalogna nell’UE. Se fosse cosí facile entrare, la Scozia starebbe già dentro; la Corsica si staccherebbe dalla Francia (lo vede possibile?), il Belgio si spaccherebbe in due (almeno, Vallonia e Fiandre?), eccetera. Da un lato, c’è una ragione politica di integrità nazionale che spinge a contrastare il fenomeno. Dall’altro lato, ci potrebbe essere la convenienza dell’asse franco-tedesco a polverizzare gli altri e spadroneggiare. Penso, tuttavia, che questa sarebbe una visione miope e ignorante la storia, perché le spinte secessionistiche stanno anche dentro di loro, solo che ora non affiorano a sufficienza. Che autorità avrebbe una UE regionalizzata? Una bella domanda, tra tante altre inquietanti e complesse.
  4. gregorio ignazi  
    Trovo l’analisi del Prof. Passarelli alquanto superficiale. Ad esempio non cita il problema di sostenere dei costi fissi da parte di un neo stato indipendente (burocrazia, esercito, infrastrutture, trasporti) ora tutte coperte dallo Stato centrale. Non si cita il problema di eventuali dazi che la Spagna potrebbe imporre alle merci catalane (se fuori UE) o (se dentro UE) ad un boicottaggio naturale da parte degli spagnoli (che sono i principali acquirenti di merci catalane). Né cita il problema del costo del debito catalano che molto probabilmente aumenterà in tale scenario. Pertanto, fuori o dentro la UE, non credo che a nessun nuovo stato piccolo e autonomo convenga un’indipendenza di questo tipo. Oltretutto questo spirito separatista credo contraddica quello europeista
  5. Henri Schmit  
    Ecco un estratto del lavoro del prof. Passarelli con Jason Barr citato nell’articolo pubblicato nel lontano 2006: Conventional wisdom holds that France and Germany, for example, are the big “players” in the EU arena. This is simply true from an a priori consideration due to their having the largest number of votes and consequently the largest Shapley-Shubik indices. But why is the same power not conventionally assigned to Italy and United Kingdom, who have the same weight in the Council? Saltando il lavoro econometrico degli autori, provo a dare una risposta intuitiva: l’UE è stata creata, sviluppata e continua a essere difesa da un patto preliminare fra F e D. Due giorni dopo le elezioni tedesche Macron parlando alla Sorbonne ha proposto alla D un nuovo trattato dell’Eliseo da firmare il 22 gennaio per rifondare l’UE. Qualche giorno dopo ha aggiunto (senz’altro dopo proteste diplomatiche) che anche l’Italia è un pilastro importante dell’UE (…). Chi è (per interesse, per convinzione, per tattica) allineato sulle scelte del binomio F-D sembra avere un peso maggiore nelle decisioni, chi rema contro, il contrario. Il fatto che, nonostante l’accordo UE per la ponderazione dei voti, le regole di decisione (a maggioranza appunto ponderata) danno più potere ai paesi membri piccoli, è per tutti gli stati membri una ragione in più per NON consentire né alla Catalogna né a nessun altra regione di uno stato membro di accedere all’UE come stato indipendente.
  6. Henri Schmit  
    In qualche misura l’UE bluffa, perché una Catalogna indipendente non potrebbe stare a lungo fuori. Non vedo l’alternativa CH, che non è una minaccia per l’UE ma semmai un rischio per la Catalogna. Però anche la Catalogna bluffa. Non ci sarà alcuna indipendenza da Madrid (a meno che la Spagna ridivenga una dittatura). Contrariamente a quello accaduto in UK con la Brexit, i Catalani capiranno presto che una vera secessione avrebbe più costi che benefici. La bolla presto si sgonfierà per ragioni di convenienza. Gli ingenui a Barcellona e i duri a Madrid ne usciranno male. Manca una teoria democratica delle autonomie e dell’autodeterminazione. Serve un potere superiore per fare rispettare eventuali regole. Sarà pensabile all’interno dell’UE, ma solo fra decenni, per il momento il potere vero è nelle mani degli stati nazionali, e prima di avere un ombrello superiore sicuro, faremo bene perfezionare la democrazia nello stato. I paesi vincitori saranno quelli efficienti, economicamente e democraticamente. Forse la Catalogna è attrezzata meglio della Spagna. L’Italia invece per ora è perdente su entrambi i registri.
    • Giuseppe G B Cattaneo  
      Infatti il problema nasce dalla crisi economica e dall’involuzione dell’autonomia catalana durante i governi del partito popolare. Adesso è diventata una questione di principio che mette in discussione l’Unione Europea, che come sempre si rivela incapace di mediare. Questo è il vero problema: a cosa serve questa Europa?
      • Henri Schmit  
        A che cosa serve l’Europa? L’UE serve AGLI STATI NAZIONALI per creare un grande mercato con benefici per tutti i cittadini e promuovere un certo numero di politiche comuni a vantaggio di tutti i cittadini. Non si occupa di tutto, e vige sempre il principio di sussidarietà. Se i singoli stati sono inefficienti (al loro interno o nella definizione delle politiche europee) i cittadini farebbero bene prendersela con i loro governanti, invece di biasimare Bruxelles dove detta legge il Consiglio dell’UE (ministri) sotto l’impulso del Consiglio europeo (capi di stato e di governo) (e in una certa misura insieme al PE). PS Con questo non ho detto che sono soddisfatto dell’UE.
  7. stefano fontana  
    Insomma, non è in alcun modo spiegato il motivo per cui il diniego della Ue all’ingresso della Catalogna sarebbe poco credibile. Vorrei proprio sapere sulla base di quale logica la Spagna voterebbe per la riammissione dei catalani.
  8. Filippo  
    Francamente questo articolo mi sembra condizionato da un’ideologia di sfondo. Tanto per dirne una: definire “impossibile trovare difetti” in un algoritmo che calcola il peso politico di un paese nell’UE in base ai meccanismi di voto è talmente ingenuo da sfiorare il grottesco (provate a dirlo alla Merkel che il peso della Germania nell’UE è quello calcolato dall’algoritmo). La verità a me pare che sia che l’autore favorisce il regionalismo per principio, dando per assunto che gli interessi dei catalani possano essere meglio difesi se non soggetti a mediazione, e poi “ridimostrando” l’assunto. Purtroppo questo modo di ragionare non solo indebolirebbe gli stati nazionali, di cui all’autore nulla interessa, ma la stessa UE, estenuata da processi decisionali sempre più ingestibili, con le regioni che pretendono di pesare come staterelli e paralizzare ancor più la già farraginosa Europa (v. la vicenda della Vallonia). Veramente questo livello di approssimazione sarebbe da lasciare ai quotidiani online.
  9. Giuseppe G B Cattaneo  
    Condivido totalmente l’analisi del professor Passarelli, con una precisazione. Le istituzioni statali stanno diventando un doppione delle istituzioni europee (o viceversa) e quindi sono percepite sempre di più come un costo al quale non corrisponde nessun servizio. Le regioni con una tradizione di indipendenza come la Catalogna, la Scozia, etc. sono quelle dove, anche in conseguenza della crisi economica, questa percezione è maggiore. Mi sembra evidente che il problema non sia la tendenza a trasferire le competenze statali alle macroregioni economiche, ma la mancata presa di coscienza dell’esistenza del problema. In parole povere o si fa l’Europa, e allora si deve dare spazio alle nazionalità regionali, riducendo il peso degli Stati, o si trova un modello federativo fondato sugli Stati nazionali nel quale l’Europa conti meno e costi meno.
    • gregorio ignazi  
      Non capisco quale ulteriore spazio si possa dare alle “nazionalità regionali”, almeno non nel caso Catalano. L’autonomia di cui gode la Catalogna non ha pari in Europa ed è pressochè totale (per lingua, competenze, polizia, economia) e ben poco si può aggiungere (salvo l’indipendenza). Invece di portare questo come esempio di regionalismo positivo, si vuole alimentare una nuova era di separatismi che l’Europa di oggi non solo non è pronta ad affrontare, ma che non può tollerare visto che non è mai stata pensata come una federazione di regioni.
  10. Savino  
    Il popolo ha il dovere di manifestare il malcontento col suo vero nome e non può nascondersi dietro patriottismi e campanilismi di facciata. I problemi sono quelli della crisi, della disoccupazione, della corruzione, della eccesiva burocrazia. Si abbia il coraggio di scendere in piazza per questo e si lasci perdere la geografia che, con tutto questo, non c’entra nulla.
  11. Michela Nardo  
    Gentile prof. Passarelli, che la Spagna non ostacoli il rientro della Catalunya è tutto da vedere. Le ricordo che la Spagna non ha mai riconosciuto l’indipendenza del Kossovo e che si è opposta fermamente al rientro della Scozia nell’Unione Europea. Che cosa possa arrivare a fare la Spagna è chiaro: sta mandando l’esercito. E questo non è sintomo di ragionevolezza né di acume politico. Nell’altro lato, a proteggere un sentimento anti-spagnolo profondamente radicato nella popolazione ma che non ha riscontro storico (la Catalunya non è mai stata una nazione, anzi: Contea del regno di Arago’ è stata la protagonista della creazione del regno di Spagna alla fine del 400) ci sono un miscuglio eterogeneo di forze politiche prevalentemente di impronta anti-capitalista, con poche idee e nessun progetto economico serio, molto interessate a legare la loro permanenza al potere alla bandiera rivoluzionaria, quindi interessate a spingere il governo di Rajoy a gesti estremi. Insomma tutti gli ingredienti per un pessimo finale.
  12. bob  
    ” Il motivo è che con la globalizzazione si guadagna l’accesso al mercato mondiale, quindi l’accesso a quello nazionale è relativamente meno importante” Passarelli questo che Alesina sostiene è pura utopia. Basta analizzare i blocchi geo-politici della globalizzazione stessa. USA, Cina, India, Brasile a fronte di simili giganti quello che Alesina sostiene circa “l’accesso ai mercati” a me viene da ridere. Il punto è solo uno: come creare un blocco europeo o Stati Uniti d’ Europa chiamiamoli come vogliamo per “gareggiare” sul mercato del mondo. La Catalogna come altre cosidette ” minoranze” non sono altro che “interessi privati localistici in atto pubblico” lo dice anche lo scarso risultato ottenuto dalla farsa del referendum. Stride di per sé il concetto di gareggiare con tutto il mondo facendo castelli con il fossato e coltivando il proprio orticello.
  13. giuli 44  
    Fermo restando che, viste anche le condizioni in cui si è svolto il referendum, la dichiarazione di indipendenza sarebbe effettuato con un voto minoritario (il 90% del 42% dei votanti), la secessione della Catalogna è VS la Spagna, non VS Europa. E se gli ottocenteschi stati nazionali avessero fatto il loro tempo? Se le varie regioni, anche transfrontaliere, (non le nostre nano regioni, ma finalmente le macro regioni) aderissero ad una Federazione Europea con veri poteri politici sulle materie comuni (difesa, fisco, politica estera, istruzione, ecc.) sul modello degli Stati Uniti D’America, con l’abolizione dei vari Stati “nazionali”? Non si allenterebbero buona parte di quelle tensioni anti europeiste che montano in molte persone e partiti?
    • Marcomassimo  
      Gli Stati Uniti sono un melting pot storico e naturale e si parla una sola lingua, l’inglese; l’europa è un mosaico di nazionalità millenarie, è una babele linguistica e, per di più, ha in sè differenze di reddito medio di 1 a 20 tra le aree economiche più estreme; per fare un paragone in Italia, che è gia nota come terra di contrasti, la differenza fra nord e sud è di 2 a 1; a 150 anni dalla unità. Anche ipotizzando una europa federale i problemi non si allevierebbero: uno stato federale comporta una moneta unica e delle forme di trasferimento più o meno cospicue da regione a regione; a meno che non si verifichi una crescita economica costante ed equilibrata sia fra ceti sociali che fra regioni, in una compagine eterogenea la tentazione di buttare le colpe dello stecchetto sociale sugli altri sono sempre spiccate; e se lo sono per regioni che sono ad un tiro di schioppo e in cui le differenze antropologiche sono solo sfumature, figuriamoci come lo possono essere quando una regione vede il sole a mezzanotte mentre l’altra ha un caldo africano. La tendenza alla disgragazione sarebbe sempre presente, assieme al rancore e alle susseguenti rivendicazioni per le differenti impostazioni economiche o per il valore della moneta o almeno, come succede da noi, per i trasferimenti da regione a regione che “impoveriscono” le regioni più ricche: comunque la rigiri il malessere sociale si incrocia con quello etnico generando miscele esplosive di “tutti contro tutti” generalizzato.
  14. Bruno Gibbardo  
    Mi sembra un argomento un po’ tecnicistico per sostenere le istanze di indipendenza catalane. In pratica si sostiene che organizzare un referendum, dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, in sfida aperta alle leggi spagnole, non riconosciuto da nessuna organizzazione internazionale, e quindi dichiarare l’indipendenza unilaterale, sarebbe una sagaccissima mossa (popolare) per aumentare il peso nelle istituzioni europee dall’1 al 2%. Violare le leggi spagnole (la Costituzione è anche dei Catalani) per cavillare sui regolamenti europei? Se così fosse i Catalani sarebbero proprio sprovveduti! Chi li scrive i regolamenti europei, i piccoli stati da 5-10 milioni di abitanti? Si fa qualcosa senza Francia e Germania? A me sembra che la Brexit, l’indipendenza catalana, la crisi belga, le istanze pseudosecessisioniste italiane… se tutte avessero successo lascerebbero uno scenario di mini-stati polverizzati e ininfluenti intorno al gigante franco-tedesco (un po’ come l’effetto che esercita Giove sulla fascia di asteroidi o Saturno sui suoi anelli). Questo scenario mi sembra già presente a est: ex Jugoslavia, ex Cecoslovacchia, ex Ucraina tra un po’… L’Europa così configurata non può essere un modello perché sarebbe l’Europa delle periferie e dunque delle disuguaglianze. D’altra parte stati fortemente unitari e centralisti come la Francia non favorirebbero mai processi di devolution interna, per bilanciare il potere verso gli stati più piccoli, perché non convien

NOTE, Aggiornamenti: ultimo ore 13:25 del 6 ottobbre 2017

Un “Belpasso” per ZUIKI: ampliato e rinnovato lo store catanese di ben 800 mq

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L’appuntamento con la re-opening del punto vendita ZUIKI di Belpasso, presso il Centro Commerciale “Etnapolis”, in provincia di Catania, è fissato per sabato 7 ottobre. Lo store di ben 800 mq si presenterà ai clienti rinnovato nello spazio e nell’immagine. Il concept architettonico è basato sulla centralità della luce. Al suo interno domina un’ambientazione in stile moderno, con arredi essenziali e minimal che esaltano la luminosità degli spazi.

Un restyling in linea con la nuova strategia aziendale che punta anche all’ampliamento dei punti vendita, per renderli più sofisticati ed accoglienti, in un’ottica di comfort-shopping per una maggiore libertà di movimento e una migliore e più funzionale selezione dei capi. Il nuovo layout ZUIKI, insieme al rebranding del logo e la riprogettazione del concept, si fa anch’esso portavoce dello stile giovane e assolutamente pop del marchio.
Più confortevole e glamour lo store di Belpasso (CT) regalerà una piacevole esperienza d’acquisto alle donne e agli uomini. Al suo interno saranno presenti, infatti, la collezione AI 2017-18 DONNA, con look “Fusion” sempre freschi ed attuali, che mixano colori tenui ed intensi, stili e stampe, floreali e geometriche, perfetti per ogni occasione; la linea YOU, dal gusto non convenzionale, casual che propone toni psichedelici, per uno stile vivace anche d’inverno, e la nuova linea UOMO con un’ampia varietà di proposte versatili, dai look street e sportswear ideali per un uomo dinamico e sempre all’avanguardia, a quelli più classici ed eleganti con dettagli chic e raffinati.
La re-opening dello store catanese si inserisce in un ambizioso piano di sviluppo per il brand, proiettato al 2018, che conta un totale di 35 new opening e 60 riqualificazioni di punti vendita esistenti.

Fondata nel 2003, ZUIKI è presente sul territorio nazionale con oltre 140 punti vendita, tra diretti, franchising e outlet. Un’affermazione straordinaria per una realtà tutta italiana che ha costruito il suo successo con una formula innovativa: un prodotto sempre nuovo realizzato in un’ottica friendly price; rapporto diretto con la produzione e continui flash di collezione con un sistema creativo e produttivo veloce, snello e capace di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato.

/Ufficio Stampa Zuiki

De Laurentiis: “Presto apriremo un museo itinerante sulla storia del Napoli, e ci sarà un’altra novità”

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L’ estratto dell’intervista di Aurelio De Laurentiis a Il Mattino: “Abbiamo un profondo rispetto verso il nostro pubblico. Presto apriremo un museo itinerante sulla storia del Napoli grazie alla collaborazione del Museo archeologico nazionale: in tre saloni sarà possibile rivivere il percorso che ha compiuto il club. E ci sarà presto un’altra novità: avremo una squadra di calcio femminile perché è il momento di dare impulso al settore così come è stato fatto in tanti Paesi con risultati molto apprezzabili. Le due squadre potrebbero giocare nello stesso giorno, uno spettacolo che durerebbe sei ore allo stadio“.

Juve Stabia, Caserta: Resettare quanto fatto a Bisceglie. Contro il Lecce col coltello tra i denti

Alla vigilia della gara di domani tra la sua Juve Stabia ed il Lecce, ha parlato ai nostri microfoni Fabio Caserta, allenatore delle Vespe.

Di seguito le dichiarazioni di Caserta:

Speriamo di aver resettato la prestazione di Bisceglie, perché di buono c’è stato ben poco. Domani ci attende una gara difficile contro un grandissima squadra; dovremo giocare col coltello tra i denti e fare la vera Juve Stabia. Inutile continuare a parlare del match scorso; fortunatamente il calendario ci dà la possibilità di mettere subito da parte l’ultima sconfitta ed ora dobbiamo pensare solo a domani. Se giochiamo con la voglia e con l’intensità che sappiamo dare possiamo mettere in difficoltà chiunque, anche il Lecce.

C’è tanta voglia di fare bene, anche perché sono un ex di questa gara. Auguro al Lecce di fare un grande campionato, ma possibilmente dalla prossima giornata. Domani conta solo la Juve Stabia. Penso che i pugliesi verranno a Caserta sapendo che troveranno di fronte una squadra affamata di punti e di voglia di rivalsa. Noi vogliamo resettare tutto quanto di negativo fatto martedì nonostante l’avversario di assoluto livello. Conosco Liverani, con cui ho giocato, e posso immaginare la carica che sta dando alla sua squadra.

Lecce con tante assenze? E’ un fattore relativo. Il Lecce ha una rosa talmente forte e completa che può sopperire ad ogni tipo di assenza. Guardo solo ai miei ragazzi, esigendo da loro che in campo diano tutto.

Le critiche dopo Bisceglie? Per la non prestazione che abbiamo messo in campo, è giusto che i tifosi siano arrabbiati. Detto questo, tutti noi, non dobbiamo abbatterci quando perdiamo né dobbiamo esaltarci dopo i risultati positivi. Conta essere uniti per il bene della Juve Stabia; è una annata particolare e questo non va dimenticato. Siamo a ottobre ed ancora non abbiamo potuto contare sul nostro stadio ed appieno sui nostri tifosi; abbiamo cambiato tanto rispetto al passato e credo che in qusto momento siamo nella media, nella posizione che tra l’altro ci garantirebbe la salvezza.

Sono il primo ad essere ambizioso ed a voler regalare vittorie e, magari, la Serie B, a questa piazza, ma ora va guardato al presente in modo obiettivo. Dobbiamo remare tutti in un’unica direzione per far sì che la Juve Stabia possa dare il massimo.
Il possibile ritorno di Improta? Non so se c’è effettivamente la possibilità di un suo ritorno. So che Improta è una persona per bene e che mi è stata sempre vicina; la sua è una figura competente e positiva. Spetta al Patron Manniello decidere su queste questioni e sono certo che insieme ad Improta sarà presa le decisione migliore nell’interesse della Juve Stabia.

Raffaele Izzo

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Napoli, uomo nudo davanti ai bambini. Arrestato nel centro storico della città

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Totalmente nudo nel centro storico di Napoli. Si tratta di un 58enne, già conosciuto nella zona per gli atti osceni compiuti. In particolare, quelli attuati nei pressi di una palestra frequentata da bambini. L’uomo era solito spogliarsi e una volta nudo cominciava a toccarsi i genitali davanti ai ragazzini.

Così ieri sera, dopo che si é verificato di nuovo l’episodio in via Vicoletto San Domenico Maggiore,
gli agenti del commissariato Decumani lo hanno arrestato.

Il 58enne inizialmente ha mentito sulla sua identità per depistare i poliziotti. Stamattina sarà giudicato con rito direttissimo e dovrà rispondere non solo degli atti osceni compiuti, ma anche delle false dichiarazioni.

Sequestrati 2,2 milioni in contanti a Gruppo Pellini

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Sequestrati 2,2 mln in contanti a Gruppo Pellini

La guardia di finanza di Napoli ha sequestrato una società fiduciaria, che ha sede al centro di Milano, appartenente fratelli Giovanni, Salvatore e Cuono Pellini, imprenditori di Acerra.

La società, intestata alle loro mogli, era usata come “cassaforte” e disponeva di un patrimonio di 2,2 milioni in denaro contante e titoli di Stato.

I Pellini titolari dell’ omonimo gruppo imprenditoriale, sono stati condannati per reati ambientali. Il 14 febbraio 2017, su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, i finanzieri avevano già eseguito nei loro confronti un sequestro del valore di circa 200 milioni di euro in beni immobili (250 fabbricati, 68 terreni) e mobili (50 tra auto e mezzi industriali, 3 aerei e 49 conti correnti bancari).

Fonte: Ansa

La seduta del Consiglio Comunale di Napoli è terminata dopo l’approvazione di 11 delibere e 2 ordini del giorno

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I lavori del Consiglio si sono conclusi dopo la discussione e approvazione di 11 delle delibere iscritte nell’ordine dei lavori della seduta odierna e di quella già convocata per lunedì 9 nella quale sarà trattato in apertura il bilancio consolidato relativo al 2016.

Secondo punto all’ordine dei lavori, la delibera 403/2017 sull’affidamento all’Agenzia delle Entrate dell’attività di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali del Comune per un anno; la delibera era all’attenzione di una precedente seduta che aveva registrato la mancanza del numero legale al momento della votazione. La delibera è stata approvata a maggioranza nella nuova votazione per appello nominale, con 23 voti favorevoli.

L’assessora all’Istruzione Palmieri ha quindi illustrato la delibera 131/2017 per il riconoscimento della spesa di circa 165 mila euro effettuata per lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza delle facciate dell’edificio scolastico di via Tommaso Campanella di proprietà comunale e sede delle scuole Fiorelli e Ruta. Sono intervenuti i consiglieri Moretto (Prima Napoli), riprendendo il tema della spesa per somme urgenze, che viene sottoposta al Consiglio solo dopo essere stata effettuata e senza che si adottino misure di precauzioni per evitare che si verifichino situazioni di pericolo. Nonno (Misto – Fratelli d’Italia)  sui controlli effettuati dai tecnici delle Municipalità alle strutture scolastiche, evidentemente effettuati con metodi non accurati vista la continua riproposizione di spese effettuate con ricorso alla somma urgenza. Brambilla (Movimento 5 Stelle) sulle modalità con cui vengono effettuati i lavori di somma urgenza, e sulla loro rendicontazione, sui tempi con i quali sono sottoposti all’attenzione dell’Aula, sulla mancanza della perizia giustificativa dell’aumento dell’importo di affidamento, sui criteri di scelta delle ditte che eseguono i lavori. Palmieri (Napoli Popolare) sui costi sostenuti per gli interventi urgenti che sono spesso superiori a quelli che potrebbero sostenersi in modo ordinario. Un bilancio ingessato privo di programmazione causa questi effetti. L’assessora Palmieri, nella replica, ha ricordato la responsabilità dei dirigenti nell’accertamento dei requisiti per ricorrere alla somma urgenza e della Giunta di accertare la regolarità contabile e amministrativa della procedura. La delibera è stata approvata a maggioranza col voto contrario dei gruppi PD, Movimento 5 Stelle, Misto-Fratelli d’Italia, Napoli Popolare e Prima Napoli.

Sulla delibera successiva, la 135/2017, sulla presa d’atto del verbale di somma urgenza ed approvazione della perizia relativa ai lavori minimi indispensabili prescritti dalla Asl Napoli 1 per la bonifica da amianto e il trattamento differenziato dei rifiuti presenti all’interno dell’area ubicata in via dell’Avvenire, all’incrocio con via Grottole, il consigliere Santoro (Misto-Fratelli d’Italia) ha illustrato una  “questione pregiudiziale”; ha chiesto di non discutere l’atto evidenziando, con una lunga ricostruzione della vicenda, irregolarità procedurali ed errori nel merito delle decisioni adottate dall’amministrazione; ha suggerito, in conclusione, alla Giunta, di riesaminare l’atto per correggere gli errori evidenziati nella ricostruzione.  Sulla pregiudiziale è intervenuto il consigliere Moretto (Prima Napoli) dicendosi d’accordo con la proposta di ritiro criticando inoltre la consuetudine di portare in Consiglio per la ratifica delibere adottate come somma urgenza anche laddove non ci sono le condizioni; anche il consigliere Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) si è detto d’accordo con la pregiudiziale aggiungendo che la bonifica dovrà essere necessariamente ripetuta una volta chiuso il cantiere; Palmieri (Napoli Popolare) ha ribadito la propria contrarietà all’atto criticando in particolare il metodo adottato del ricorso alla somma urgenza e, nel merito, ha rilevato la non oculatezza della spesa così effettuata; Brambilla (Mov. 5 Stelle) per richiamare l’attenzione anche sulle discutibili modalità dell’intervento di bonifica e di smaltimento dell’amianto effettuati, oggetto di discussione anche in commissione consiliare.

Dopo il parere negativo sulla questione pregiudiziale, l’assessore all’Ambiente Del Giudice è intervenuto per ribadire la correttezza dell’atto e della procedura seguita dall’amministrazione, obbligata ad intervenire per la salute pubblica quando si tratta di bonifiche da amianto, la questione pregiudiziale illustrata dal consigliere Santoro  è stata votata per appello nominale e respinta (22 no, 7 si, 2 astenuti).

La delibera 135 è quindi stata illustrata dall’assessore Del Giudice, che ha ricostruito le fasi della vicenda sin dal sequestro del 2015. Dopo gli interventi dei consiglieri  Gaudini (Verdi – Sfasteriati), Moretto (Prima Napoli), Nonno (Misto-Fratelli d’Italia), Santoro (Misto-Fratelli d’Italia), Palmieri (Napoli Popolare) , la dichiarazione di voto di Felaco (Dema) e la replica di Del Giudice, la delibera è stata  votata per appello nominale e approvata a maggioranza, dopo che era stato respinto un ordine del giorno presentato dal consigliere Moretto, primo firmatario,  sulla creazione di una commissione di indagine con compiti di controllo e trasparenza sugli interventi attuati nel rispetto del piano generale di protezione civile.

E’ stata presentata dall’assessore alle Infrastrutture Calabrese la delibera 264 del 23.5.2017 con la quale la Giunta propone al Consiglio il riconoscimento del debito fuori bilancio generatosi per la spesa relativa ad espurghi fognari nel territorio della Sesta Municipalità. Dopo interventi dei consiglieri – Brambilla (Mov. 5 Stelle) che ha espresso contrarietà all’atto segnato da numerose incongruenze, anche in confronto con atti dello stesso periodo, Moretto (Prima Napoli), che ha riproposto le obiezioni sul ricorso alla somma urgenza per interventi che rientrerebbero nell’ordinario se ci fosse attenzione al funzionamento dei servizi e mezzi comunali – l’assessore Calabrese ha replicato ricordando che l’intervento ha richiesto l’urgenza per sollecitazione della Asl. L’atto è stato approvato a maggioranza (con la contrarietà di Mov. 5 Stelle, Prima Napoli, e l’astensione di Napoli Popolare).

La delibera seguente, presentatore l’assessore Del Giudice, (n. 301 del 01.06.2017), anche questa relativa alla spesa per lavori di somma urgenza per il ripristino idraulico del manufatto fognario in via Raffaele de Cesare nella Prima Municipalità, ha visto gli interventi critici di Brambilla (Mov. 5 Stelle), Moretto (Prima Napoli). Dopo la replica del vice Sindaco, l’atto deliberativo è stato messo in votazione e approvato con 21 voti favorevoli.

La delibera 352/2017, di presa d’atto del verbale di somma urgenza per lavori di messa in sicurezza di parti del ponte di Bellaria è stata illustrata dall’assessore alle Infrastrutture Calabrese. Sono intervenuti i consiglieri Brambilla (Movimento 5 Stelle), Moretto (Prima Napoli). L’atto è stato quindi approvato a maggioranza col voto contrario dei gruppi Movimento 5 Stelle e Prima Napoli.

L’assessora Sardu ha quindi illustrato la delibera 445/2017 di presa d’atto dei lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza del manufatto funerario denominato “Itinerari della Fede”. Sono seguiti gli interventi dei consiglieri Brambilla (Movimento 5 Stelle); Moretto (Prima Napoli). Dopo la replica dell’assessora la delibera è stata approvata a maggioranza.

La delibera 377/2017 del 13.7.2017  è stata illustrata dal vicesindaco e assessore all’Ambiente Del Giudice: riguarda l’approvazione del progetto definitivo di collettamento delle acque fognarie Camaldoli, previsto dall’accordo di programma sulle compensazioni ambientali della Regione Campania. Dopo gli interventi dei consiglieri Brambilla (Movimento 5 Stelle) e Moretto (Prima Napoli), che si sono detti contrari alla delibera, e di Cecere (Dema) e Rinaldi (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) che hanno invece annunciato voto favorevole, la delibera, in seguito alla replica di Del Giudice, è stata approvata a maggioranza (astenuti Prima Napoli e Movimento 5 stelle).

Dopo che il consigliere Capasso (Dema) ha proposto – proposta accettata dall’Aula – una ulteriore inversione dell’ordine dei lavori per anticipare la trattazione della delibera n. 513 del 22.9.2017, l’assessore alla Cultura Daniele l’ha illustrata; l’atto propone al Consiglio di prendere atto della delibera di giunta regionale relativa ai finanziamenti del Programma operativo complementare 2014/2020 (POC) per le politiche per turismo e cultura e di approvare la conseguente variazione del bilancio di previsione per il 2017 che consentirà di inserire in esso il finanziamento assegnato a Napoli di circa 400mila euro. Dopo gli interventi di Brambilla (Mov. 5 Stelle), che ha contestato l’iter seguito dalla Giunta nella ripresentazione dell’atto – decaduto nella precedente versione per mancata ratifica nei tempi previsti -, della presidente della commissione Cultura Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra), che ha invece contestato l’esiguità dei fondi regionali assegnati a Napoli nonostante il grande contributo della città nello sviluppo turistico; del consigliere Moretto (Prima Napoli) che ha auspicato un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale in questo tipo di tematiche, la delibera è stata approvata a maggioranza (con l’astensione di Prima Napoli e Movimento 5 Stelle).

Anche la delibera n. 475, sempre presentata dall’assessore Daniele, riguardante la ratifica della  variazione al bilancio di previsione 2017 / 2019 relativa al finanziamento di attività residue del Forum delle Culture, dopo intervento di Brambilla (Mov. 5 Stelle), e la replica dell’assessore Daniele, che ha confermato la chiusura con gli adempimenti residui di ogni attività connessa al Forum delle Culture, è stata approvata a maggioranza con l’astensione di Movimento 5 Stelle e Prima Napoli.

La delibera illustrata subito dopo dall’assessore Daniele riguarda la riprogrammazione del fondo dell’assessorato alla cultura e turismo per interventi di adeguamento di palazzo Cavalcanti, di proprietà del Comune, in vista della costituzione a Napoli della Casa del Cinema (delibera 476 del 7.9.2017);   dopo gli interventi di Menna (Mov. 5 Stelle), che ha chiesto di discutere del progetto in commissione, della consigliera Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) che ha ripercorso le molte iniziative che vedono protagonista la cinematografia napoletana e auspicato la riqualificazione del palazzo che dovrà ospitare la Casa, di Brambilla (Mov. 5 Stelle) che ha criticato la poca definizione delle modalità con cui si intende gestire la struttura; di Moretto (Prima Napoli) che ha chiesto di chiarire alcuni aspetti relativi alla competenza del Consiglio sull’atto, l’assessore Daniele ha replicato precisando che la delibera che poi istituirà la Casa del cinema sarà oggetto di approfondimento con il Consiglio, mentre all’attenzione odierna è il solo atto tecnico, propedeutico, di variazione di bilancio. La delibera è stata approvata a maggioranza con l’astensione di Prima Napoli e Mov. 5 Stelle.

Prima di concludere i propri lavori per oggi, il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, con primi firmatari i consiglieri Andreozzi e De Majo di Dema, sul mancato rispetto delle garanzie occupazionali previste dall’art. 7 CCNL da parte dell’ azienda G.S.P. s.r.l e a maggioranza (con l’astensione di Prima Napoli) un ordine del giorno, con primo firmatario Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra)  su tematiche ambientali e sulle cinture verdi della Città

Bolzano-Campania: divario di un anno tra gli studenti?

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Stando a quanto scrivono Valentina Iorio e Roberto Russo sul Corriere del mezzogiorno, sembra che «Il divario di valutazione tra gli studenti della provincia di Bolzano e quelli della Campania equivalga a più di un anno scolastico» Questo è quanto sembra emergere dall’ulltimo studio dell’OCSE e questo è anche quanto emerge dal rapporto Invalsi 2017 dal quale si evince che questo divario comincia in terza media, per poi aumentare ulteriormente in seconda superiore. Eppure però, ad esempio, nove delle prime 10 scuole con più elevato «valore aggiunto» in italia sono meridionali. E questo al netto della preparazione «in ingresso» degli studenti e del livello socio-economico familiare e territoriale. Come si spiega la cosa? E’ solo questione di valutazione OCSE e/o INVALSI? Ma se così è, come sembra, allora basterà ottenere punteggi più alti al prossimo appuntamento Invalsi per cancellare l’anno? Si vedrà, intanto sembra che ci troviamo di fronte a un’Italia a due velocità anche sul piano scolastico. Un divario che puntualmente viene rappresentato, anno dopo anno, sotto varie forme e con vari “appoggi”: OCSE, Invalsi, “Cerebralità” e via di seguito eppure, epperò, un mistero offusca la mia mente e una domanda mi sorge spontanea: ma se gli studenti meridionali sono “più scarsi” e, se è vero come è vero, che i Prof sono “quasi” tutti meridionali, come è possibile che dei “somari” riescano poi (invece) ad istruire masse nordiche così bene da farle brillare e surclassare gli altri? Boh!  A me sembra che sia come dire che, ad esempio, i fiammiferi non sono buoni per accendere un incendio, ma poi li si appicca con i fiammiferi, e che incendi, anche da Nobel se ce ne fosse uno per essi.

Ma leggiamo ora l’articolo di Valentina Iorio e Roberto Russo sul Corriere del mezzogiorno dal quale abbiamo tratto spunto di riflessione.

L’Ocse: il livello di studio dei giovani napoletani è come quello di Cile e Bulgaria

I due Paesi sono ritenuti fanalino di coda al mondo nell’istruzione. La Campania agli ultimi posti in Italia, il divario con gli studenti di Bolzano equivale a un anno scolastico

«Il divario di valutazione tra gli studenti della provincia di Bolzano e quelli della Campania equivale a più di un anno scolastico». Una conclusione che somiglia a una condanna senz’appello quella dell’ultimo studio sulla «strategia delle competenze» dell’Ocse, l’organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico. Dati negativi sulla preparazione degli studenti campani e meridionali, in generale, sono già emersi a più riprese dai risultati delle contestate prove Invalsi. Inutile ricordare che molti professori mettono in discussione l’attendibilità di questo tipo di valutazioni, tuttavia il rapporto è impietoso e paragona la preparazione media degli studenti campani «a quelli di Cile o Bulgaria che in genere ottengono risultati più bassi nelle classifiche internazionali», al contrario dei loro coetanei bolzanini, paragonati ai coreani che invece riescono meglio nei test sulla preparazione.

Confrontare la realtà campana, notoriamente più complessa, con quella altoatesina, molto più piccola, può sembrare quasi ridicolo. Tuttavia anche in un contesto più articolato, come la Lombardia, i risultati sono nettamente superiori a quelli del Sud. E anche i programmi sembrano molto più aggiornati. «Da noi con la storia si arriva fino agli anni ‘70», racconta Domenico Guglielmo, preside del liceo Berchet di Milano, che aggiunge: « I nostri allievi sono orientati a rafforzare le competenze linguistiche e informatiche, che oggi sono indispensabili. Abbiamo anche creato da tempo un cloud d’istituto dove insegnanti e allievi possono scambiarsi materiale didattico e di approfondimento». Nel liceo milanese infatti si organizziamo i corsi per l’Ecdl (la patente europea del computer, ndr) e per la certificazione linguistica Cambridge English. «Questo tipo di prove consente ai ragazzi di misurare il proprio livello di preparazione», spiega Guglielmo, precisando: «Pur essendo un liceo classico, diamo grande importanza all’approfondimento delle materie scientifiche. Molti nostri studenti partecipano alle Olimpiadi della matematica e della fisica, alcuni di loro con ottimi risultati».

Proprio nell’ambito scientifico si registra la differenza più significativa tra Nord e Sud. Nella interpretazione di dati e fenomeni complessi infatti i ragazzi delle scuole del Mezzogiorno mostrano di avere difficoltà superiori a quelle dei loro coetanei settentrionali. A quanto emerge dal rapporto Invalsi 2017, questo divario comincia in terza media, per poi aumentare ulteriormente in seconda superiore. Unica eccezione, la scuola primaria, dove i risultati sono abbastanza uniformi in tutto il territorio nazionale. Nel Sud però non tutto va male. Ad esempio nove delle prime 10 scuole con più elevato «valore aggiunto» in italiano sono meridionali. E questo al netto della preparazione «in ingresso» degli studenti e del livello socio-economico familiare e territoriale. Insomma, a volte le difficolta spingono a fare di più e meglio. La strada però è ancora lunga. E così ci troviamo di fronte a un’italia a due velocità anche sul piano scolastico.

Secondo l’Ocse per accorciare questa distanza sono necessari interventi sulle politiche per le competenze che siano coordinati, ma al contempo differenziati sul territorio. Un passo avanti in questa direzione è stato fatto con la Buona scuola che, secondo il rapporto ha «conferito maggiore autonomia alle scuole, introdotto un bonus volto a valorizzare il merito degli insegnanti, rafforzato la responsabilità dei dirigenti scolastici e reso lo sviluppo professionale degli insegnanti obbligatorio, strutturale e permanente». Basterà a ottenere punteggi più alti al prossimo appuntamento Invalsi?

Foto – Il murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli cambia volto

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Il murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli cambia volto

Il famoso murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli ha cambiato faccia. In questi giorni l’artista Francisco Bosoletti ha eseguito in Via De Deo il murales de “La Pudicizia”,  che raffigura la statua di Antonio Corradini custodita nel Museo Cappella Sansevero. L’opera sarà inaugurata
domani. Gli abitanti dei Quartieri hanno chiesto a Bosoletti di ridisegnare anche il volto di Maradona. Volto fatto rinascere da Salvatore proprio in via De Deo, dandoci nuova vitalità al vecchio disegno di Mario Filardi. Bosoletti ha parlato con la padre di Filardi e con Salvatore Iodice e dopo il loro ok ha eseguito l’opera. A raccontarlo è Il Napolista.

Di seguito la foto del murales prima e dopo la modifica del volto da parte di Francisco Bosoletti

De Laurentiis: “Faremo una valutazion se Inglese verrà al Napoli”

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Aurelio De Laurentiis, intervistato dal quotidiano Il Mattino, risponde così sull’infortunio di Milik: “Mettere un altro attaccante dietro a Milik? E quando avrebbe giocato? Io, nel pomeriggio dell’ultimo giorno di mercato,ho avuto un’idea e ho dato al presidente del Chievo, Campedelli, 12 milioni secchi, senza bonus, per Inglese, con l’accordo che avrei potuto prendere il giocatore a gennaio se mi fosse servito. Ma dato che il rientro di Milik dovrebbe avvenire a metà gennaio, dunque un mese prima rispetto ai tempi della scorsa stagione, faremo una valutazione e decideremo se il giocatore debba venire o meno dal Chievo“.

Corbo: ” Il Napoli di Maradona vinceva in F1, oggi invece vince nel Rally. Sarri? farà da differenza”

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Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, è intervenuto durante Marte Sport Live su Radio Marte: “Voglio sfidare i professionisti del malumore che hanno accompagnato le vittorie del Napoli con una eccessiva euforia in passato. Questa volta c’è buonsenso, ma è gisuto che si sogni la vittoria finale dello scudetto. Questo Napoli arriva attraverso il gioco corale al risultato, quello scudettato era forte ma aveva il più forte in campo. Poi faceva parte del primo campionato più forte d’Europa. Oggi il campionato è inferiore a quel calcio. Quel Napoli vinceva in F1, questo vince oggi nel Rally. I calciatori forti oggi vanno all’estero, prima venivano tutti in Italia. Sarri? La sua volontà farà la differenza sulla sua permanenza. Il Napoli è primo perchè è maturato, è più forte. De Laurentiis se deve parlare lo faccia facendo in modo che intorno al Napoli ci sia tranquillità“.