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Uccide la madre e tenta di ammazzare anche il padre, strage di famiglia in Sicilia

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Strage della follia, stamani, alle 7,30, in un’abitazione di via Livorno, a Gela. Un uomo di 54 anni, Giuseppe Di Dio, da tempo sofferente di disturbi mentali, ha ucciso (forse con un bastone) la madre, Nunzia Minardi, 75 anni, e ha tentato di ammazzare il padre, Emanuele Di Dio. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia, agli ordini del dirigente Francesco Marino, il pm Andrea Sodani e il medico legale che sta eseguendo l’ispezione cadaverica

I vicini che hanno sentito le grida degli anziani e poi dato l’allarme, raccontano che il figlio ha aggredito la madre in cucina, forse con un bastone. Tracce di sangue sono state trovate a terra e su un ventilatore. Poi l’avrebbe strangolata con le mani, prima di avventarsi contro il padre, che è fuggito in strada, mettendosi in salvo grazie anche al sopraggiungere della polizia. Giuseppe Di Dio è stato arrestato e trasferito in ospedale, sotto scorta.

/ANSA

Milano: rubavano e rivendevano auto di lusso, 17 arresti

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Una banda specializzata nei furti e nella vendita di auto di lusso, è stata scoperta dai carabinieri del Comando provinciale di Milano che, a seguito ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e patrimoniali emessa dal gip del Tribunale di Monza, questa mattina hanno arrestato 17 persone nelle province di Milano, Monza Brianza, Bergamo, Chieti e Pavia.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dalla “transnazionalità” e finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio di autovetture di lusso.

Gli investigatori calcolano che il gruppo criminale, attivo prevalentemente nelle province di Milano e Monza-Brianza, abbia rubato veicoli per un valore stimato di 1,75 milioni di euro.

FOTO ViViCentro – Tre punti firmati Riverola: Reggiana batte Vicenza 1-0

Tre punti firmati Riverola: Reggiana batte Vicenza 1-0
E’ stata una partita tra 2 squadre che avevano paura di perdere, poche emozioni e molte botte a centrocampo. Nella prima fase di gioco un Vicenza propositivo ha creato molto mettendo in serie difficoltà la difesa della Reggiana ma Facchin ha fatto buona guardia. E’ infatti l’occasione di Comi, al minuto 8, a far tremare i tifosi ma Facchin respinge sulla riga. La Reggiana nel primo tempo si limita a guardare e a colpire in contropiede. Nella Ripresa la Reggiana entra con un piglio diverso e cerca subito di fare una partita aggressiva costringendo il Vicenza a chiudersi e a ripartire. Al minuto 22 entra Cesarini che da vivacità all’attacco e proprio da una sua incursione da sx nasce l’azione che poi porta al goal del Vantaggio grazie ad un tiro splendido dalla Distanza di Riverola. Il Vicenza accusa il colpo e attacca senza lucidità e sprecando molti palloni. La partita si conclude così, con una Reggiana che nonostante avesse assenze pesanti e venisse da un  brutto periodo riesce, con una partita gagliarda, a battere una delle prime della Classe. Mentre il Vicenza torna a casa con la consapevolezza che per rimanere in alto c’è ancora tanto da lavorare.
Reggiana (4-3-1-2): Facchin, Ghiringhelli (29’st Spanò), Bastrini, Crocchianti, Manfrin (37’st Panizzi), Riverola, Bovo, Bobb, Carlini, Altinier (37’st Cianci), Napoli (22’st Cesarini). A disp. Viola, Narduzzo, De Santis, Lombardo, Zaccariello, Rocco. All. La Rosa
Vicenza (4-3-3): Valentini, Turi, Crescenzi, Milesi, Giraudo, Tassi (24’st Salifu), Romizi (35’st Di Molfetta), Isnik, De Giorgio, Comi (17’st Ferrari), Giacomelli (17’st Lanini). A disp. Fortunato, Costa, Di Molfetta, Magri, Ferchichi, Bangu. All. Colombo
Arbitro: Mantelli di Brescia (LiVolsi di Firenze e Bercigli di Valdarno)
Reti: 34’ Riverola
Note: Ammoniti: Crocchianti, Cianci (R), Giraudo (V). Tiri: 13-6. In porta: 6-2. Angoli: 10-3.
dal nostro inviato, Christian Mastalli

Hysaj: “Insigne, meglio averlo come compagno di squadra che come avversario”

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Le parole di Elseid Hysaj nel post partita Albania-Italia

Elseid Hysaj, difensore della nazionale albanese e del Napoli, al termine della gara di ieri contro l’Italia, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di SuperSport: “Avremmo meritato di più contro l’Italia, abbiamo giocato bene per tutti i novanta minuti creando diverse azioni goal. Ma il calcio è così purtroppo. Abbiamo subito il goal nel nostro momento migliore, è questo il rammarico. Insigne? Meglio averlo come compagno di squadra che come avversario. In questa stagione è in una forma ottima“.

Blitz a Napoli, truffe ad anziani in tutta Italia: in manette finti poliziotti e avvocati

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Si fingevano carabinieri, poliziotti o avvocatati per truffare gli anziani. Un’organizzazione criminale composta da tanti individui partenopei con le ore contante grazie al lavoro delle forze dell’ordine di Napoli.

È in corso nel capoluogo campano una vasta operazione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, che vede impegnati i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone nella cattura delle persone dedite alla commissione di truffe ai danni di persone anziane in tutto il territorio nazionale.

Ulteriori informazioni verranno fornite nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la Prefettura di Frosinone.

/Fonte, il Mattino

Mertens: clausola bassa per l’estero, quattro big europee sulle tracce di Dries

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La clausola di Dries Mertens si avvicina a 30, per la precisione è di 28 milioni di euro, ed è valida solo per l’estero. Squadre del calibro di Manchester United, Arsenal, Chelsea e Barcellona sono già sulle tracce di Mertens, un centravanti duttile, che in qualsiasi momento può ritornare sulla fascia, suo ruolo originario. Il Napoli intanto si gode il suo campione, amato in città anche per i comportamenti fuori dal campo, per la sua capacità di entrare nel vissuto quotidiano di Napoli. Lo racconta Il Corriere del Mezzogiorno.

Sarristi contro Allegristi, il continuo duello tra Napoli e Juventus

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Sarristi contro Allegristi, il continuo duello tra Napoli e Juventus

Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano Tuttosport, la sfida fra Napoli e Juventus sta diventando ancora più calda. Da sempre lo sport italiano nutre la propria passione di dualismi: da Coppi e Bartali in giù, sono sempre le spaccature a contenere il sapore più intenso dei duelli. E se il Pallone d’Oro ripropone su un palcoscenico internazionale Dybala contro Mertens, qui si infiamma il dibattito fra sarristi e allegristi. Due schieramenti che si danno battaglia ovunque si parli di calcio, perché il tema suscita discussioni fiammeggianti: il bel “giuoco” del Napoli contro il pragmatismo della Juventus, roba antica che rimanda a un tema fondamentale del calcio che storicamente ha spesso contrapposto quelli che “giocavano bene ma non riuscivano a vincere” contro quelli che “pur giocando male vincevano”. La letteratura sportiva generalmente si schiera con i primi, pur dovendo affrontare un problema da non sottovalutare: perché nello sport sono molto più letti gli albi d’oro delle critiche ed è nell’algido elenco dei vincitori che la differenza fra aggettivo e oggettivo scolpisce in modo indelebile i risultati, l’unica unità di misura con la quale confrontare due allenatori. Il resto sono chiacchiere che permettono di riempire lo spazio fra una partita e l’altra, ma chiacchiere, destinate inesorabilmente a evaporare. Oltretutto, bisognerebbe diffidare delle sintesi concettuali pronte all’uso che riempiono la bocca, ma non saziano la conoscenza. «Sarri gioca bene, Allegri gioca male» è una di queste, disponibile in tutti i negozi di opinioni, confezionata nel formato più comodo per le esigenze del tifoso. Di per sé non è una cosa falsa, perché il Napoli di Sarri è meccanismo calcistico perfetto, un orologio del pallone nel quale il talento dei suoi piccoletti rende oltremodo frizzante la manovra mandata a memoria. Ma la Juventus di Allegri meriterebbe più attenzione quando attraverso l’enorme qualità di alcuni suoi interpreti fabbrica momenti di calcio entusiasmante come è accaduto nella ripresa contro il Genoa (il gol di Cuadrado prodotto di una manovra splendida), contro il Sassuolo (i gol di Dybala) o contro il Torino, per tacere della seconda parte della scorsa stagione, quando il 4-2-3-1 ha portato la Juventus a dominare con eleganza il Barcellona a Torino e il Monaco a Montecarlo. Juventus e Napoli hanno bellezze diverse che derivano da diverse filosofie, sostenere la superiorità intellettuale dell’una sull’altra è pretenzioso, ma lecito, non lo è invece ignorare completamente i tabellini, le classifiche e gli albi d’oro. Sarri contro Allegri è una partita che si giocherà da qui a maggio in tutti i bar, da quelli mediatici fino a quelli dei social, passando da quelli veri con il bancone e il bianchino, ma l’unico parere che conta, sarà quello inciso sulla targhetta alla base della coppa scudetto.

Juve Stabia, Filippi a Il Pungiglione: “Con il Rende al Menti, altrimenti rischiamo grosso. Siamo stanchi, non vogliamo più ‘elemosinare'”

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Le sue parole a Il Pungiglione

C’è una questione che sta preoccupando un po’ tutti a Castellammare, ovvero la questione “Romeo Menti”. Un campanello d’allarme l’ha lanciato il DG Clemente Filippi sabato scorso, dopo la sconfitta casalinga delle Vespe contro i Lupi al Pinto di Caserta: “La partita del 28 ottobre contro il Rende deve giocarsi a Castellammare altrimenti saranno guai, e chi ascolta queste parole sa a cosa mi riferisco”.

Il direttore generale ieri è intervenuto al programma sportivo Il Pungiglione Stabiese e ha chiarito tutti i punti della faccenda, dal rischio che la Juve Stabia resti senza impianto sportivo perché quello di Caserta non sarà più disponibile, ai vari ritardi e rinvii dei lavori al manto erboso del rettangolo di gioco di Castellammare, fino allo spettacolo della nuova curva Sud. Queste le sue parole:

“Innanzitutto dobbiamo ringraziare Caserta e la Casertana Calcio che aveva previsto una semina per questa settimana sul manto erboso, per venire incontro alle nostre esigenze, avete visto le pessime condizioni Pinto. Quindi dobbiamo ringraziarli per la comprensione, la disponibilità e l’ospitalità. I lavori al Menti dovevano cominciare l’11 di agosto, ma sono iniziati il 28, poi ci sono stati altri ritardi e rinvii e, di partita in partita, si é arrivati a disputare l’ottava gara di campionato con il Lecce ancora a Caserta, e questo sta creando problemi alla Juve Stabia e a Castellammare. Per questo motivo ci sono stati lunghi colloqui con la ditta che si occupa dei lavori di adeguamento del manto erboso, oltre i tecnici comunali, perché questa situazione è durata troppo.

Abbiamo dovuto giocare a Caserta perché qualcuno, non sappiamo chi, cercava di dirottare la gara in altri stadi ma ci siamo opposti, e con le poche nostre forze abbiamo scongiurato il pericolo di giocare a Salerno dove saremmo stati ancora più penalizzati. Per questi problemi contro il Rende, il 28 ottobre, si deve giocare al Romeo Menti: lo Stadio di Caserta non ci potrà essere più concesso perché sarà sottoposto alla semina del manto erboso, altri stadi disponibili in Campania non ce ne sono. Ma la cosa fondamentale è che ci siamo stancati di girovagare e pretendiamo di giocare nel nostro stadio. È vero che sono stati degli intoppi, come una variazione del progetto perché il sottosuolo del manto erboso ha dovuto subire delle modifiche. Però adesso siamo stanchi, bisogna capire le nostre esigenze e quelle dei tifosi. Sabato con il Lecce lo stadio di Caserta era diventato una bolgia perché i tifosi sostenevano a gran voce la squadra, hanno trascinato gli 11 in campo nel tentativo di recuperare la partita.

Chiediamo che tutti facciano uno sforzo ancora maggiore e siano capaci di consegnare una settimana prima della gara col Rende lo stadio alla città e alla Juve Stabia. Castellammare deve tornare ad avere il suo impianto sportivo, i tifosi sono costretti ad essere dei pellegrini nelle altre città e noi dobbiamo andare ad “elemosinare” cercando di sfruttare le nostre amicizie per nuovi impianti. Non è un alibi ma disputare le prime nove giornate fuori dal tuo stadio è un disagio non da poco. Stamattina il rettangolo di gioco è stato coperto di sabbia, ora tocca ai tecnici che saranno interessati ad effettuare il vero collaudo, cioè quello che possa dare l’ok al lavoro e quindi procedere con l’installazione dell’erba.

Oggi ho visto quello che stanno realizzando i ragazzi della curva e stanno facendo un lavoro egregio. Nessuno li ha costretti a fare una cosa del genere, ma con passione si sono autofinanziati e questa è la dimostrazione di un senso di appartenenza ai colori stabiesi. Penso che da giovedì possa iniziare la messa all’opera del prato sintetico Quello che chiedo è sensibilizzare chi deve operare in questo campo, di fare l’impossibile. Ci saranno anche doppi turno di lavoro. Ci aspettano due trasferte in Sicilia con due squadre che cercheranno di fare punti, abbiamo bisogno del Menti”.

L’affannosa corsa degli Azzurri ai mondiali di Russia

L’Italia ritrova con fatica la vittoria in Albania: sono punti utili ma ora la sfida è quella dei play off per la qualificazione ai mondiali di Russia del 2018 ma intanto cresce la nostalgia dell’Italia che fu: Buffon c’è ancora ma …. manca tutto il resto, manca la squadra

L’Italia agli spareggi da testa di serie: “Era l’obiettivo”

Il 17 i sorteggi. Ventura: «Un piccolo passo avanti»

SCUTARI – L’Italia vince in Albania (1-0), cementa sul suo rating davanti alla Fifa e andrà agli spareggi Mondiali da testa di serie: «L’obiettivo prefissato», secondo Giampiero Ventura, «il minimo sindacale», per Marco Parolo. Già compilato il menù da cui uscirà il nemico, il 17 ottobre dalla riffa di Zurigo: una tra Grecia, Irlanda, Irlanda del Nord e Svezia. In condizioni normali, nulla di proibitivo, ma viste le ultime tre partite c’è da stare in campana. Morale: questa Italia non basta, quella che ritroveremo a novembre, magari con il recupero dei degenti, chissà.

LA FIDUCIA DEL CT 

Alla fine della sfida di Scutari, il ct azzurro si tiene le cose positive: «Credo che abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti perché sul piano della gestione buttiamo ancora via diversi palloni». Diciamo che il risultato è stato la cosa migliore, anche se qui in Albania, al contrario che con la Macedonia, gli azzurri non sono crollati nella ripresa. «Sono contento perché c’era la ricerca di leggere certi tempi – dice ancora Ventura – e sono contento per i ragazzi». Non troppo per lui, almeno a scrutarne la postura al gol decisivo di Candreva, su cross di Spinazzola e, soprattutto, regalo della difesa albanese. «Ma io non ho esultato perché ero contento dentro, ma lo ero per loro. E’ un gruppo importante, anche se abbiamo qualche limite a causa di qualche assenza». Sostiene di non aver mai perso la fiducia, e così va verso il duello che vale i Mondiali: «Ero fiducioso prima quando c’erano momenti definiti drammatici e lo sono ora».

vivicentro.it/cronaca sportiva
vivicentro/L’affannosa corsa degli Azzurri ai mondiali in Russia
lastampa/L’Italia agli spareggi da testa di serie: “Era l’obiettivo” MASSIMILIANO NEROZZI – INVIATO A SCUTARI

Albarella: “Callejon, Mertens, Insigne e Reina non soffrono lo stress: devono sempre giocare”

Le sue parole

Eugenio Albarella, ex preparatore atletico del Napoli e della nazionale giapponese, ha parlato al Corriere dello Sport: «Troppe partite, e tutte di seguito, non rappresentano ormai più un problema fisico. La questione, semmai, è di carattere nervoso, perché gli individui sono tra di loro diversi e non tutti riescono a sopportare lo stress da prestazione che ormai si accavalla ogni tre giorni. Ma ci sono atleti – penso a Messi, a Cristiano Ronaldo, a Benzema, a Cavani – che sono esemplari di statura diversa. Loro hanno bisogno di esserci, si lasciano scivolare addosso la fatica – anche psicologica – e finito un appuntamento sono già proiettati a quello successivo. Visti dall’esterno, mi dànno la stessa sensazione Callejon, Mertens, Insigne e Reina: non li ferma nessuno».

Roma-Napoli: oggi la decisione per l’orario, De Laurentiis insiste ma le TV sono contrarie, i motivi

Roma-Napoli: oggi la decisione per l’orario, De Laurentiis insiste ma le TV sono contrarie

Il dubbio sull’orario di Roma-Napoli si scioglierà oggi. La pressione di De Laurentiis avrà fatto effetto sulla Lega per anticipare la partita alle 18? Le tv sono contrarie perchè alle 18 si giocherà un’altra gara importante: Juventus-Lazio. A Trigoria continuano a ripetere che «si gioca alle 20.45 ma tutto è possibile». La verità è che ai giallorossi due ore in più o due ore in meno cambiano poco. Basta che si giochi.

Sconcerti su Ventura: “Anche Sarri fu anche esonerato…”

Sconcerti su Ventura: “Anche Sarri fu anche esonerato…”

Scrive Mario Sconcerti nel suo editoriale per il Corriere della Sera: “Molto meglio che contro la Macedonia, almeno stavolta l’Italia ha corso e ha avuto un disegno di gioco. Tutto il resto non è colpa né merito di Ventura, un giorno dovremmo anche rassegnarci a capire quello che siamo. Sarri non era in testa alla classifica con l’Empoli e qualche volta nei campionati della periferia toscana è stato anche esonerato. Ognuno in sostanza dà quello che sanno dare gli altri. Giudicando così, tenendo questa direzione in un mare abbastanza nebbioso, c’è poco da lamentarsi dell’Italia nella fatale Albania. Non è questa una squadra finale, ci saranno molti cambiamenti, alcuni importanti, è velleitario per esempio sovrapporre Eder a Immobile se hai due mediani in mezzo al campo e sulla fasce due terzini (Darmian e Spinazzola) che partono forte ma che la lunghezza del campo rende prevedibili. Ma tutti stavolta hanno fatto quello che potevano. Bonucci è ancora lontano e lo si sapeva, c’era molta voglia di far vedere che i vecchi (Buffon, Chiellini, Parolo) tenevano per il collo gli altri, c’era una piccola commedia nella commedia; mi chiedo anzi se non sia un brutto segno quando i giovani accettano di farsi catechizzare troppo da vecchi che non mostrano molto più di loro. Ma tutti insieme hanno voluto vincere e ci sono riusciti. È successo quando l’Albania si è stancata e si è sparsa per il campo, metà in difesa e metà davanti, più nessuno nel mezzo, dove bisognava ancora correre. Diciamo che è venuto fuori almeno il nostro professionismo, un’abitudine all’ordine. Non c’è stato gioco, c’è stata foga, imprecisione, abbastanza corsa, una specie di buona stanza in disordine ma con un bel quadro in fondo alla parete e un po’ di tramonto che passa tra le tende. Il resto continua a mancare, non può esserci, si è esaurita la materia prima. Restano tre giocatori oltre la media: Chiellini, Insigne e Immobile. E gli ultimi due devono ancora imparare a essere decisivi in campo internazionale. Non discutete di schemi. Non c’è uno schema che non possa essere trasformato in trenta secondi nel suo opposto. È il calcio che conta e quello da noi è andato in vacanza”.

Milik, nelle prossime ore saranno rimossi i punti: tra un mese a Villa Stuart

Milik, nelle prossime ore saranno rimossi i punti: tra un mese a Villa Stuart

Come riferisce Il Corriere dello Sport, tutti liberi per due giorni tranne uno: Arek Milik. Paradossale? Soltanto la normalità per uno che, giocoforza, sarà costretto a guardare le partite della sua squadra dal divano o dalla tribuna per un po’. Forza e coraggio, comunque: le primissime tappe sono bruciate e lui, il coraggioso Arkadiusz, non può fare altro che insistere per chiudere più in fretta possibile il secondo capitolo di una saga sfortunate come poche. E il lavoro è servito: sabato, domenica e anche ieri, mentre i reduci delle Nazionali rimasti in città smaltivano stress e tossine in vista della ripresa in programma oggi a Castel Volturno verso la Roma. Settimana di grandi sfide, questa, per il Napoli. E anche per Milik: nelle prossime ore, infatti, saranno rimossi i punti al ginocchio destro operato il 25 settembre. Il prologo verso la prima visita in programma a fine mese. In totale, insomma, Milik ha lavorato le canoniche quattro ore quotidiane. Equamente divise tra mattina e pomeriggio. Il menù: terapia e null’altro. Trattamenti per lenire il dolore, rinforzare i muscoli e la struttura e velocizzare il pieno recupero della funzionalità dell’arto e dei movimenti. Proprio come è già accaduto un anno fa alla vigilia di un’altra sosta e di un’altra sfida con la Roma: corsi e ricorsi tristemente beffardi. Il prossimo step, ora, è la rimozione dei punti applicati dopo l’intervento del 25 settembre: tutto da copione, dopo due settimane. E come accadde la prima volta, anche questa fase dovrebbe andare in scena a Napoli. Il ritorno a Roma, a meno che il dottor De Nicola non decida di agire diversamente nelle prossime ore, è in calendario a fine mese: ovvero, a trenta giorni dall’intervento.

Contro la Roma quattro giocatori del Napoli sono in ballottaggio

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Contro la Roma quattro giocatori del Napoli sono in ballottaggio

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, a Piotr Zielinski, sembrerà tutto finalmente vero e sarà possibile lanciarsi verso un 2018 in cui c’è il Mondiale da assaporare da protagonista. La Nazionale dà pure altro: perché questa è energia rinnovata, è la forza di sentirsi  subito pronto (e immediatamente) per rilanciare l’amichevolissimo braccio di ferro con Allan, l’omologo della mediana di destra, in un «contenzioso» che per un anno ha premiato il polacco ed ora è invece ad appannaggio del brasiliano.
Le Nazionali lasciano qualcosa: per esempio Jorginho e Diawara si giocheranno la cabina di regia contro la Roma, in una sfida che finirà per rappresentare il leitmotiv dell’intera stagione, un duello sereno, senza veleni, com’è stato in passato e come sarà in futuro. Partendo dall’Olimpico, dove a marzo, contro la Roma, di Spalletti, ha giocato per un’ora Jorginho e per gli altri trenta minuti (circa) Diawara. E’ un indizio, piccolissimo, magari anche significativo.

Ronaldinho: “Napoli da scudetto. Peccato non essere stato allenato da Sarri”

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Ronaldinho, l’ex campione del Milan e del Barcellona, ha parlato al quotidiano Il Mattino:

Che ricordo ha della serie A?

«Un bellissimo campionato che ha in questi ultimi anni sta ritornando ai grandi livelli del passato».

Quando lei indossava la maglia del Milan, il Napoli lavorava per diventare una big. Ora il club di De Laurentiis e’ primo dopo sette giornate: puo’ vincere lo scudetto?

«Si, sta facendo un grandissimo lavoro. Sono anni che sta facendo bene e penso che quest’anno possa lottare con la Juventus per vincere».

Come le sembra il lavoro di Sarri?

«Si sta dimostrando un grande allenatore e non mi stupisce che sia apprezzato così tanto anche in Europa».

Le sarebbe piaciuto essere allenato da lui?

«Certo, a chi non piacerebbe? E’ un allenatore che propone un gioco molto divertente: perfetto per i calciatori di grande fantasia».

A proposito di allenatori, il suo maestro?

«In Europa e’ stato sicuramente Guardiola. Siamo rimasti grandi amici».

Guardiola ha ammesso che il Napoli fa il gioco piu’ bello d’Italia e tra i migliori d’Europa: cosa si aspetta dalla sfida di Champions?

«Un partita spettacolare, una sfida da sogno tra due squadre che giocano un calcio bellissimo e molto divertente. Un vero spot per il cacio europeo».

Mertens e Dybala sono stati inseriti nella lista dei candidati al prossimo Pallone d’oro: se lo aspettava?

«Sono due grandi giocatori e fanno cose straordinarie. Rappresentano uno dei volti piu’ belli del campionato italiano».

Le è piaciuta l’idea di Sarri di reinventare Mertens centravanti?

«Ha dimostrato di meritare questo ruolo. I numeri sono tutti dalla sua parte. L’allenatore ha fatto un lavoro fantastico per dargli le dritte giuste, ma non dimentichiamo le caratteristiche del giocatore. Anche io ho fatto a volte la punta centrale, quindi posso capire quanto sia stato bravo ad adattarsi a questo ruolo».

La Gazzetta su Insigne:”E’ lui il genio, ma la lampada resta spenta. Tanta fatica per Lorenzo”

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Il commento della Rosea sulla prestazione di Lorenzo Insigne nella partita Albania-Italia

Come racconta l’edizione di oggi del quotidiano sportovo la Gazzetta dello Sport, nei momenti di buio, è bene attaccasi a chi possiede la miccia per accendere il fuoco. Nel 4-2-4 di Gian Piero Ventura, il ruolo di incendiario spetta a Lorenzo Insigne, che parte largo a sinistra, ma ha la possibilità di accentrarsi per illuminare il gioco azzurro. Il folletto del Napoli riceve palla sul contro-movimento e ha in sostanza cinque opportunità: lo spunto personale, con conclusione in porta; il servizio in verticale per Immobile, che rispetto a Eder dà più profondità all’attacco; l’appoggio semplice al mediano che si propone, perlopiù Gagliardini; lo scarico in fascia per la corsa di Spinazzola, che ha polmoni a sufficienza per spingere in modo costante nello spazio liberato proprio dall’accentramento di Insigne; il cambio di gioco sul lato opposto per Candreva o per Darmian, in caso di sovrapposizione. Fin qui il piano tattico di Ventura è chiaro, poichè Insigne è nettamente il giocatore più tecnico delli undici azzurri schierati contro l’Albania, e cercare di servirlo il più possibile, dandogli pure più soluzioni per inventare, è comprensibile. Il problema è che per far funzionare una strategia offensiva, è necessario poi che le giocate riescano. Insigne è stato coinvolto, ma ha faticato a trovare lo spunto. Qualche tiro da lontano (uno a giro alto nel primo tempo, due bloccati bene in presa da Berisha nella ripresa), un bel cambio di gioco per Darmian, un’elegante serpentina chiusa al limite dell’area con un probabile fallo non visto dall’arbitro Moen. Tentativi a cui però è seguita la concretezza. Se Insigne ha il torto di non aver risolto, Candreva ha riscattato una gara confusionaria con il gol su cross di Spinazzola che ha steso la selezione di Panucci. Un episodio che però non cancella la sensazione che a destra nel 4-2-4 «venturiano» serva un mancino in grado di giocare a piede invertito, così come fa proprio Insigne dalla parte opposta o come faceva Cerci nelle versioni del modulo viste a Pisa e Torino con l’odierno c.t. in panchina.

Sicme Energy e Gas sponsor della prima stagione teatrale Enzo Sarno di Maiori

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Al via a Maiori la prima stagione teatrale “Enzo Sarno”, dove attori amatoriali e professionisti si alterneranno in un ricco cartellone di spettacoli. La rassegna, dedicata all’avvocato-mecenate, teatrante per diletto, scomparso prematuramente, è organizzata dell’associazione “Atellana”, e diretta artisticamente da Costantino Amatruda e Mario Maglio. Dieci gli spettacoli, di cui tre ad ingresso gratuito: si parte l’11 novembre con “Donne…In canto” di Antonella Morea; a seguire il 25 novembre Rosaria De Cicco in “Almost famous”; il 9 dicembre è la volta dell’associazione Principio Attivo in “Mio cugino Roberto”, di Massimo Caiazza. Sempre a dicembre, con data ancora in via di definizione, l’associazione Open Art presenta uno spettacolo di Natale. Il 3, 4 e 7 gennaio la Filodrammatica di Maiori porta in scena “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta; il 21, 27 e 28 gennaio l’associazione artistico-culturale Atellana sarà sul palco con “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo. Il 24 febbraio l’associazione Il Proscenio reciterà in “Stasera si ride così”, regia di Lucia Amato; il 17 marzo il Gruppo Teatrale La Ribalta va in scena con “Don Pasca’ mo pass a vacca e fa acqua a pippa”, liberamente tratto da A. Petito; il 6 aprile Nunzia Schiano e Myriam Lattanzio in scena con “Femmene”, regia di Niko Mucci. La rassegna chiude a maggio con il premio Artista professionista Premio Admaiori. Sponsor della rassegna è Sicme Energy & Gas, società leader nella vendita gas e power; l’amministratore delegato Pierluigi Punzi ha fortemente voluto sostenere l’iniziativa. “La Costiera amalfitana con il teatro e altre iniziative culturali, vince la sfida della destagionalizzazione: non solo mare nella Divina, ma tante iniziative culturali che mantengono viva la Costiera anche in autunno, inverno e primavera”.

/Comunicato stampa/Paracultura

Al Centro Pavesi in scena Volley S3 for the Cure, giornata dedicata alla pallavolo e alla prevenzione

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Milano – La pallavolo al fianco della Susan G. Komen Italia in una giornata dedicata alla prevenzione dei tumori. È stato questo il senso di Volley S3 for the Cure, manifestazione tenutasi oggi presso il Centro Federale Pavesi: un appuntamento aperto a tutti e durante il quale varie iniziative dedicate alla prevenzione hanno preceduto un evento sportivo di alto livello, l’amichevole tra il Club Italia CRAI femminile e la Nazionale Under 18 femminile campione del Mondo.
Proprio la pallavolo femminile e la lotta ai tumori del seno rappresentano ormai un binomio vincente che da anni promuove con successo la salute e il benessere delle donne. La stretta collaborazione tra la Federazione Italiana Pallavolo e la Susan G. Komen Italia, associazione che opera su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di combattere i tumori del seno, ha permesso la realizzazione di un’importante giornata come quella odierna; un’occasione di confronto tra diverse realtà che lavorano nel quotidiano per il benessere e la salute delle persone.
All’interno del Centro Federale è stata attiva la Carovana della Prevenzione* con due camper attrezzati all’interno dei quali sono stati eseguiti gratuitamente esami clinici per la prevenzione dei tumori: mammografie per donne oltre i 40 anni d’età, ecografie per under 40 e check-up ginecologici.
Nell’arco della mattinata si è tenuto poi il Convegno dal titolo “Sport e Prevenzione, un binomio di alto livello” durante il quale sono intervenuti il Prof. Riccardo Masetti – Presidente della Komen Italia -, il dott. Sergio Cameli – medico federale Fipav -, la dott.ssa Daniela Gioria – ex Nazionale di beach volley e ora psicologa dello sport – e la dott.ssa Erminia Ebner – medico nutrizionista.
Con loro il CT della Nazionale Femminile Davide Mazzanti, il tecnico della Nazionale Under 18 campione del mondo Marco Mencarelli, il tecnico del Club Italia Massimo Bellano e tre atlete della giovane formazione federale: Elena Pietrini, Sara Cortella e Chiara De Bortoli.
Diversi i temi affrontati, tutti con un denominatore comune: l’importanza della prevenzione (che passa anche attraverso la cura del proprio corpo), di un’alimentazione corretta e di una regolare attività fisica, tematiche che rientrano nell’ambito di una più generale cultura di una vita sana.
Alle 17, infine, le ragazze sono scese in campo nel Palazzetto dello Sport del Centro Pavesi per il primo Trofeo “Volley S3 For the Cure”: da una parte della rete il Club Italia CRAI, dall’altra la Nazionale Under 18 femminile, che nel mese di agosto in Argentina ha conquistato per la seconda volta nella sua storia la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali di categoria.
Prima della gara il Presidente Federale Cattaneo ha premiato le giovani campionesse del mondo. L’incontro amichevole, terminato con il punteggio di 2-1 (26-24, 21-25, 15-9) per la Nazionale, è stata l’occasione per una raccolta di fondi: le offerte volontarie contribuiranno all’acquisto di un bioimpedenziometro che andrà ad arricchire la Carovana della Prevenzione di Susan G.Komen Italia, garantendo la possibilità di effettuare ulteriori esami gratuiti su tutto il territorio italiano.
Presenti e intervenuti a vario titolo nell’arco della giornata il presidente federale Pietro Bruno Cattaneo, il vicepresidente Adriano Bilato, i consigliere federali Francesco Apostoli e Gianfranco Salmaso, il segretario generale Alberto Rabiti e il presidente del CR Lombardia Adriano Pucci Mossotti.
L’evento rientra nel quadro di Volley S3, il progetto della Federazione Italiana Pallavolo che ha rinnovato le proposte di gioco rivolte al mondo dei giovani sulla base di tre parole chiave: Squadra, Sport e Salute.

/Comunicato Stampa

L’autoproclamata fase zen di Renzi continua

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Se nel Centro destra c’è aria di dispettucci, nel centrosinistra si assiste invece a un momento inedito per il segretario del Pd Matteo Renzi: “L’autoproclamata fase zen di Renzi continua: e a trarne vantaggio non è solo il quadro generale, come si usa dire, ma forse lo stesso profilo del leader Pd”, osserva Federico Geremicca.

Quei leader in cerca di un’identità

Irriconoscibile. Quasi come un Achille che rinunci alla battaglia o un centravanti affamato di gol che ceda ad un compagno un calcio di rigore. Sia come sia, a qualche settimana dall’avvio dell’esperimento, l’autoproclamata «fase zen» di Matteo Renzi continua: e a trarne vantaggio non è solo il quadro generale, come si usa dire, ma forse lo stesso profilo del leader Pd.

Eppure, la fase è di quelle fatte apposta per polemiche cattive e soddisfazioni retroattive. Infatti, l’economia che migliora, la battaglia sullo Ius soli, la legge elettorale da varare e il sanguinoso regolamento di conti a sinistra del Pd, tratteggiano un quadro nel quale il «vecchio» Renzi sarebbe andato a nozze. Invece, niente. Che sia il successo del «modello Gentiloni» ad aver influenzato anche il leader democratico o che si tratti di altro, la novità è evidente, anche se non ancora consolidata.

La correzione di rotta renziana (se si vuole, più di forma che di sostanza) si inserisce in una fase politicamente assai interessante in ragione di un fenomeno ormai indiscutibile: la debolezza, la contestazione e la crisi delle leadership in campo. È un fenomeno – sia chiaro – non solo italiano, se solo si pensa alla parabola delle «tre M» (Merkel, May e Macron) considerate pochi mesi fa padrone d’Europa ed ora alle prese con diverse ma evidenti difficoltà.

Infatti, quasi come per contrappasso – rispetto ad una esasperata personalizzazione della politica – il peso della lunga fase di crisi si va impietosamente riversando – e personalmente, appunto – su leader e capi di governo. Ma mentre qua e là in Europa si intravedono alternative e antidoti, in Italia rischiano di farla da padrona l’incertezza e la confusione, visto che il fenomeno è tanto diffuso da apparire generalizzato.

Non è in buona salute, anche se appare in ripresa, la leadership di Matteo Renzi, che deve fare i conti con contestazioni interne e veti ed ostracismi esterni. Discorso simile per Silvio Berlusconi, il cui ruolo guida è apertamente contestato perfino da chi dovrebbe allearsi con lui. E la sorpresa sta nel fatto che addirittura la neonata leadership del Movimento Cinque Stelle – che pure si dice refrattario a correnti e cordate – è attaccata dai cosiddetti «ortodossi», insofferenti verso il troppo potere e la poca democrazia che avrebbero accompagnato l’ascesa di Luigi Di Maio.

Il quadro, inoltre, si fa più preoccupante se si getta uno sguardo al cosiddetto potere decentrato, spesso capace di supplire a difficoltà, lentezze e impacci nazionali. Tra sei mesi, magari, il quadro sarà diverso: ma oggi come oggi anche alla guida delle maggiori città italiane (da Roma a Milano, passando per Torino) ci sono sindaci discussi e poco amati. E lasciamo da parte, per carità di patria, lo stato di salute e il credito di cui godono magistratura, sindacati e altre organizzazioni di massa.

Questo è lo stato dell’arte a sei mesi – più o meno – dalle prossime elezioni politiche, che saranno il vero banco di prova per leadership contestate e affaticate. Saggezza vorrebbe che si tenesse conto di tutto questo, mentre si ragiona sul profilo della legge elettorale da varare: e il bivio, in fondo, è chiaro. Al punto in cui si è, infatti, la scelta è semplice: o si va avanti (rafforzando il sistema maggioritario fino a dare a leadership politiche e di governo un potere vero, che in fondo non hanno mai avuto) o si torna indietro, ai tempi in cui nessuno comandava sul serio ma nessuno pagava davvero.

Dopo aver finto per decenni – col Mattarellum prima e col Porcellum poi – che in Italia i cittadini potessero davvero eleggere il loro premier (cosa non prevista dalla Costituzione) sarebbe il caso di sciogliere definitivamente il nodo. Molto probabilmente non avverrà, e l’intero sistema continuerà a reggersi – dunque – su un equivoco di fondo. Il «vecchio» Renzi – per tornare all’inizio – avrebbe denunciato l’insostenibilità dell’imbroglio; il Renzi-zen, invece, si limita a lavorare per il meno peggio…

Ancora qualche settimana e vedremo l’approdo della discussione. E scopriremo anche se il «vecchio» Renzi si è davvero «gentilonizzato» o se la sua – come sussurra qualcuno – non è una trasformazione ma un semplice, passeggero e obbligato letargo.

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lastampa/Quei leader in cerca di un’identità FEDERICO GEREMICCA

Lo schiaffo di Berlusconi alla Lega

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Silvio Berlusconi sta preparando uno schiaffo alla Lega Nord che sembra voler preparare l’assetto di una possibile coalizione di centrodestra: il leader di Forza Italia non andrà a fare campagna elettorale per i referendum sull’autonomia di Lombardia e Piemonte voluti dalla Lega: snobberà i referendari per volare a Ischia.

Nel centrosinistra si assiste invece a un momento inedito per il segretario del Pd Matteo Renzi: L’autoproclamata fase zen di Renzi continua: e a trarne vantaggio non è solo il quadro generale, come si usa dire, ma forse lo stesso profilo del leader Pd”, osserva Federico Geremicca.

Uno schiaffo ai governatori leghisti. Berlusconi snobba il referendum

Maroni insiste e cerca di convincerlo, ma il Cavaliere non sarà in piazza. Nel giorno della manifestazione a Milano, kermesse di Forza Italia in Campania

ROMA – Non è chiaro a che titolo Roberto Maroni chiederà a Silvio Berlusconi di partecipare sabato prossimo alla manifestazione organizzata da Forza Italia a sostegno del referendum per l’autonomia. Ha però annunciato che telefonerà ad Arcore e, paradossalmente, lo «inviterà» ad andare ad un’iniziativa del partito dello stesso Berlusconi. «Sarebbe un bel segnale. So che è molto occupato, però ora non ha da fare con il Milan e magari un’oretta la trova», dice Maroni con una punta di sarcasmo che tradisce nervosismo sulla riuscita della consultazione. Non tanto sulla vittoria dei Sì, che sembra scontata, ma sull’affluenza alle urne: percentuali che faranno la differenza sulla forza che avrà il governatore quando dovrà trattare con Roma.

Roberto ha bisogno di Silvio, del suo appello al voto. Ma l’ex premier non sarà a Milano: ha confermato la sua presenza a Ischia dove questo fine settimana si riunirà tutta la Forza Italia del Sud. Una sorta di stati generali voluta dal coordinamento campano. È vero che il leader azzurro sarà già da quelle parti. Venerdì andrà a Ravello per fare da testimone di nozze alla sorella della sua compagna Francesca Pascale (anche lei testimone). Una cinquantina di invitati, per lo più amici e parenti di Carlo Pasquale Gargiulo e Marianna Pascale, nel prestigioso hotel Caruso. Tutti lì si aspettano che il Cavaliere canti, accompagnato da Mariano Apicella. Sabato mattina lascerà la Costiera Amalfitana per sbarcare a Ischia, visitare la zona terremotata e poi nel pomeriggio parlare a quel partito del Sud che gli ha sempre dato grandi soddisfazioni.

«Altro che andare a Milano per dare una mano a Maroni», spifferano gli azzurri meridionali. I quali ci tengono a ricordare che i voti Forza Italia ce l’ha soprattutto nelle Regioni del Sud. In Sicilia, dove sono sicuri di vincere con Nello Musumeci. In Campania, in Puglia e in Calabria, dove Fi viaggerebbe su percentuali tra il 18 e il 20%. «Quanto ha invece Forza Italia in Liguria e nella stessa Lombardia? Attorno o sotto il 15%. In alcuni casi ben al di sotto del 10% come in Veneto e in Piemonte». Questo dicono e ricordano i “sudisti azzurri”.

Lo ricordano in particolare a Giovanni Toti e a Paolo Romani che nei giorni scorsi avevano sostenuto che al Sud Fi sia in caduta libera. Il governatore ligure aveva pure fatto riferimento ai sonori schiaffoni che Mara Carfagna e il coordinatore regionale Domenico De Siano avevano preso alle amministrative delle loro città, Salerno e Napoli. Che venga Berlusconi per loro è grande motivo di orgoglio. Soddisfazione doppia che il Cavaliere non vada a Milano per aiutare Maroni e la Lega che, in caso di forte affermazione del referendum, farebbero la voce grossa quando si tratterà di decidere gli equilibri nel centrodestra alle elezioni regionali e l’assegnazione dei collegi uninominali. Sempre che il Rosatellum riuscirà a passare le forche caudine del Parlamento. Maroni però preme, lo vuole al suo fianco. Salvini è più tiepido. Anche il leader leghista vorrebbe più autonomia per Lombardia e Veneto: non vuole però rafforzare troppo Maroni che è il suo vero avversario nel partito. Tra l’altro, l’incontro tra il Cavaliere e Salvini non dovrebbe tenersi questa settimana: il segretario del Carroccio attende prima l’approvazione del Rosatellum.

Cosa farà Berlusconi? In queste ore dovrà prenderà una decisione. Sabato manderà un messaggio alla manifestazione di Milano nel giorno in cui è a Ischia? Quanto si esporrà? Cercherà di sicuro di allontanare ogni accostamento con la Catalogna. Il Ppe ha le antenne alzate e a Ischia ci sarà pure il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

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lastampa/Uno schiaffo ai governatori leghisti. Berlusconi snobba il referendum AMEDEO LA MATTINA