Home Blog Pagina 5555

Incredibile a San Giorgio a Cremano: vandalizzati i murales per Totò, Troisi e Noschese

0

Circa 20 giorni fa vi avevamo raccontato del completamento del murales dedicato a Massimo Troisi e Alighiero Noschese all’interno della stazione Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Pochi giorni dopo ci troviamo a segnalare un atto di becero vandalismo. Nella notte, infatti, l’opera è stata deturpata da vandali, che si sono accaniti sul murales appena completato.

A dare l’annuncio dell’accaduto l’Eav tramite foto e post sulla propria pagina Facebook:

Chiediamo a tutti i cittadini di aiutarci nella lotta al vandalismo e al nichilismo.

Questa notte EAV ha subito un vero e proprio raid teppistico militare nelle stazioni di Napoli Piazza Garibaldi, San Giorgio a Cremano e San Giovanni. Tre opere di street art sono state imbrattate, vandalizzate, deturpate.
Senza motivo, senza apparente giustificazione.
I volti di Troisi e Totò imbrattati ed oscurati sono un pugno nello stomaco a tutti i napoletani.
Amministrare EAV non vuol dire soltanto amministrare un’azienda di trasporto. Vuol dire combattere una guerra di civiltà contro i barbari che ogni giorno, in forme diverse, saccheggiano le nostre 150 stazioni ed i nostri treni. Puliamo i muri e ci scrivono sopra, mettiamo le panchine e le distruggono, mettiamo le emettitrici dei biglietti automatiche e le scassano.
E’ una guerra. Ma non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci. Anzi, andiamo avanti sempre più decisi e convinti.
D’altronde il vandalismo è di casa nella nostra città, i portoni dei palazzi storici del centro antico sono tutti imbrattati da scritte e colori.
Chiediamo a tutti i cittadini di aiutarci nella lotta al vandalismo e al nichilismo. Chiunque abbia notizie su questi incappucciati che si sono introdotti di notte nelle nostre stazioni, anche in posta privata su fb a me direttamente, può aiutarci a capire o rivolgersi alle forze dell’ordine. Le nostre telecamere li hanno ripresi, ci serve una mano per identificarli.

Napoli: i convocati per la gara contro il Genoa

Allenamento mattutino e partenza per Genova

Seduta mattutina per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match di domani sera contro il Genoa a Marassi (20,45) per la decima giornata di serie A.
La squadra ha svolto attivazione e di seguito partitina a campo ridotto.

Chiusura con lavoro tecnico tattico ed esercitazioni su palle inattive.

Nel pomeriggio partenza per Genova.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens.

Business Insider, De Laurentiis: utili con il cinema e perdite con il napoli

L’analisi riguarda gli affari del 2016

Utili con il cinema e perdite, sia pure in diminuzione, con il Napoli. Questa la sintesi, estrema, degli affari dell’imprenditore Aurelio De Laurentiis nel 2016 fatta dai colleghi di Business Insider, della cui analisi vi proponiamo uno stralcio:
“E’ sufficiente dare un’occhiata al bilancio civilistico della società di produzione e distribuzione cinematografica Filmauro srl: ha messo in archivio il bilancio al 30 giugno 2016 con utili a 4 milioni, in crescita rispetto ai 2,19 dell’anno prima, con un valore della produzione di 28,4 milioni e debiti in calo a quasi 47 milioni. I ricavi di vendite e prestazioni sono passati a 19,2 milioni. I numeri mostrano un valore della produzione da 165,5 a 187,1 milioni soprattutto grazie al contributo del Napoli.
Dal bilancio civilistico della squadra i ricavi sono cresciuti, consentendo al risultato netto finale, in rosso, di migliorare. La Ssc Napoli spa, controllata dalla Filmauro srl, al 30 giugno scorso ha evidenziato una perdita pari a 3,2 milioni. I ricavi di vendite e prestazioni sono saliti da 14,1 a 15,3 milioni. Il maggiore incremento è però arrivato dalla voce “altri ricavi e proventi”, da 129,26 a 140 milioni principalmente per merito dei “proventi da cessione diritti radiotelevisivi”, da 77,1 a quasi 93 milioni. Il tutto a fronte di debiti complessivi pari a oltre 115 milioni, in crescita dai 109 risultanti al 30 giugno 2015.
I numeri sono stati approvati dall’assemblea degli azionisti del Napoli un anno fa, il 28 ottobre 2016, in presenza del presidente De Laurentiis e dei consiglieri. Per il 2017 quali sono le aspettative? Si può ipotizzare che l’andamento possa presentare una situazione di saldo positivo valutati i maggiori ricavi prodotti attraverso la partecipazione alla Champions League e le plusvalenze realizzate durante la finestra di mercato estiva della stagione sportiva”.
Quella del 2016, con la cessione di Gonzalo Higuain alla Juventus tramite clausola rescissoria da 90 milioni di euro”.

OGGI AVVENNE: Genoa-Napoli 2-3

Nel 1976 decise una doppietta di Savoldi

Il giorno 24 ottobre il Napoli ha giocato tredici partite, otto in serie A, due in serie B, una in serie C1, una in coppa Uefa ed una in coppa dei Campioni.

Ricordiamo il 3-2 al Genoa nella terza giornata della serie A-1976/77

Questa è la formazione schierata da Bruno Pesaola:

Carmignani; Bruscolotti, La Palma (71′ Pogliana); Burgnich, Vavassori, Orlandini; Massa, Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi

I gol: 5′ Damiani, 23′ Savoldi, 38′ Onofri (autogol), 52′ Savoldi (rig), 64′ Pruzzo

Dopo aver pareggiato per 0-0 l’esordio a Catanzaro il Napoli alla seconda giornata aveva battuto per 3-0 il Verona al San Paolo grazie ad un gol di La Palma e ad una doppietta di Beppe Savoldi che la domenica successiva concesse il bis anche a Marassi contro il Genoa. A fine torneo quel Napoli chiuse al settimo posto con anche un punto di penalizzazione per il cumulo di squalifiche del campo.

Beppe Savoldi è il nono bomber della storia del Napoli. Ha segnato 77 gol (55 in serie A, 19 in coppa Italia e 3 in Europa) nelle sue 165 presenze in maglia azzurra: 118 in A, 35 in coppa Italia e 12 nelle coppe europee.

Banche: Unimpresa, prestiti ad aziende crollati di 50 miliardi in 12 mesi

0

Il rapporto mensile sul credito. Calano gli impieghi al settore privato al ritmo di quasi 4 miliardi al mese. Il vicepresidente Pucci: “Nuove regole Bce su sofferenze sono folli, c’è il rischio di assistere a una ulteriore restrizione delle condizioni di accesso alla liquidità da parte delle micro, piccole e medie imprese”

Non si ferma il credit crunch per le aziende italiane: i prestiti delle banche alle imprese, nel corso dell’ultimo anno anno, sono calati di quasi 50 miliardi di euro (-6,24%) nonostante l’aumento di 7 miliardi dei finanziamenti a medio termine. A pesare sul calo è la diminuzione di oltre 27 miliardi dei finanziamenti a breve e di oltre 28 miliardi di quelli di lungo periodo. In aumento di 4,3 miliardi, invece, i prestiti alle famiglie, spinti dal credito al consumo (+8,3 miliardi) e dai mutui (+7,6 miliardi), comparti che hanno compensato la riduzione di oltre 10 miliardi dei prestiti personali. In totale, lo stock di impieghi al settore privato è diminuito di 44 miliardi, passando da 1.405 miliardi a 1.360 miliardi. Quasi 4 miliardi al mese in meno ad aziende e cittadini. Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo il quale le rate non pagate (sofferenze) sono calate: nell’ultimo anno si è registrata una diminuzione di oltre 27 miliardi (-13,62%) da 200 miliardi a 172 miliardi. “L’andamento dei prestiti al settore privato, in particolare per quanto riguarda le aziende, continua a essere critico e perciò guardiamo con estrema preoccupazione alle nuove regole, appena annunciate, da parte della vigilanza della Bce sugli istituti di credito: si tratta un meccanismo perverso e folle che corre il rischio di farci assistere a una ulteriore restrizione delle condizioni di accesso alla liquidità da parte delle micro, piccole e medie imprese ” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Secondo il rapporto dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, il totale dei prestiti al settore privato è calato negli ultimi 12 mesi di 44,5 miliardi (-3,17%) passando dai 1.405,5 miliardi di agosto 2016 ai 1.360,9 miliardi di agosto 2017. Nel dettaglio, è calato di 48,9 miliardi (-6,24%) lo stock di finanziamenti alle imprese passati da 784,2 miliardi a 735,2 miliardi: nel dettaglio, sono calati di 27,2 miliardi (-10,09%) da 269,9 miliardi a 242,7 miliardi i crediti a breve termine (fino a 1 anno); giù di 28,6 miliardi (-7,96%) i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni) scesi da 359,7 miliardi a 331,1 miliardi; sono invece cresciuti di 6,9 miliardi (+4,49%) i finanziamenti di medio periodo (fino a 5 anni) passati da 154,4 miliardi a 161,4 miliardi. Risultano complessivamente in aumento di 4,3 miliardi (+0,70%) i prestiti alle famiglie, passati da 621,3 miliardi a 625,6 miliardi: in particolare, è salito di 8,3 miliardi (+9,90%) il credito al consumo (denaro concesso per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone) passato da 84,3 miliardi a 92,6 miliardi; in aumento anche i mutui di 7,6 miliardi (+2,10%), saliti da 364,7 miliardi a 372,4 miliardi; in calo, invece, i prestiti personali, scesi di 11,6 miliardi (-6,77%) da 172,2 miliardi a 160,6 miliardi.

Per quanto riguarda i prestiti non rimborsati, si registra un forte calo delle sofferenze lorde, crollate in totale di 27,6 miliardi (-13,62%) dai 200,1 miliardi di agosto 2016 ai 172,8 miliardi di agosto 2017. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti è passato dal 14,24% al 12,70%. Sono calate di 21,5 miliardi (-15,11%) le rate non pagate dalle aziende, scese da 142,7 miliardi a 121,1 miliardi; in diminuzione di 3,2 miliardi (-8,83%) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie, passati da 37,2 miliardi a 33,9 miliardi e continuano a calare anche quelli legati alle imprese familiari, scesi da 15,7 miliardi a 14,1 miliardi, in contrazione di 1,6 miliardi (-10,50%); risultano in calo di 754 milioni (-17,44%) anche le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus, passate da 4,3 miliardi a 3,5 miliardi (-18,43%). Il totale delle sofferenze nette, ovvero quelle non coperte direttamente da garanzie, è diminuito di 18,5 miliardi (-22,00%) da 84,4 miliardi a 65,8 miliardi. Il rapporto tra sofferenze nette e prestiti è passato dal 5,99% al 4,80%.

“Vista la situazione, riteniamo estremamente grave l’approccio regolatorio della Bce. Quelle appena annunciate sono regole severissime, che, peraltro, non tengono conto delle peculiarità dei singoli paesi e in particolare dell’Italia, dove i tempi di recupero crediti, dettati da una giustizia civile troppo lenta, risultano assai più lunghi rispetto a quelli di altri mercati europei. Da questo punto di vista, va detto che governo e parlamento in questa legislatura hanno fatto assai poco per velocizzare i meccanismi delle procedure concorsuali e l’iter burocratico volto a tutelare i creditori di soggetti in crisi che non pagano” aggiunge il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Comunicato Stampa

Genoa-Napoli: i precedenti

Bilancio a favore dei rossoblu

Le 56 partite in casa del Genoa
tra serie A, serie B e Coppa Italia
(nel 1973/74 si è giocato sul neutro di Piacenza)

23 vittorie del Genoa
20 pareggi
13 vittorie del Napoli

92 gol del Genoa
69 gol del Napoli

L’ultima vittoria del Genoa
3-2 il 29 gennaio 2012
31’ p.t. Palacio, 36’ p.t. Gilardino, 25’ s.t. Palacio, 35’ s.t. Cavani, 37’ s.t. Lavezzi

L’ultimo pareggio
0-0 il 21 settembre 2016

L’ultima vittoria del Napoli
1-2 il 31 agosto 2014
3’ p.t. Callejon, 40’ p.t. Pinilla, 50’ s.t. De Guzman

fonte: sscnapoli.it

Basket, Sidigas Avellino: domani la Scandone sfida in Champions i belgi di Ostenda

0

La Sidigas Avellino si prepara al primo match europeo casalingo, che avrà luogo al PalaDelMauro mercoledì 25 Ottobre alle ore 20:30 contro i belgi di Ostenda. Il match potrà essere seguito live su Eurosport Player, su Rai Sport e sul portale www.livebasketball.tv.
La compagine sotto le direttive di coach Gjergja arriva nel capoluogo irpino con un record di cinque vittorie consecutive in campionato ed una vittoria e una sconfitta in Champions League, vantando un roster d’esperienza e molto solido: Ostenda ha infatti prontamente riparato alla pesante assenza di Loic Schwartz (infortunio al piede sinistro, ndr) con un giocatore d’esperienza del calibro di Vladimir Mihailovic.
Queste le parole dell’assistant coach della Sidigas, Gianluca De Gennaro, in vista del match di domani sera:
“Ostenda è una squadra con grandissima esperienza internazionale, con un palmarés importante e con giocatori che hanno esperienze elevate. Il leader di questa squadra è Djordjevic, che sta con loro dal 2011 e che sicuramente è il loro punto fermo per quanto riguarda le situazioni d’attacco. È una squadra che ha tantissime soluzioni offensive, fanno canestro in tutti i modi e oltre alla guardia serba hanno ottimi tiratori, come Lasisi e Kesteloot, che dobbiamo tenere sotto controllo. Sotto le plance hanno due giocatori dall’imponente fisicità ed elevata tecnica, come Myers e Jekiri.
Noi dobbiamo fare una partita molto solida in difesa, impegnandoci per ripetere la prestazione difensiva disputata domenica scorsa a Pistoia, che è stata di livello eccellente.
Mi aspetto una partita difficile dal punto di vista tecnico-tattico, perché l’esperienza di Ostenda potrebbe metterci in difficoltà. C’è anche da dire che è la nostra prima partita di Champions League in casa e ci aspettiamo che i tifosi arrivino in massa per sostenerci”.

Comunicato Stampa

Genoa-Napoli sarà diretta da Mazzoleni di Bergamo

Preti e Paganessi gli assistenti. IV uomo: Illuzzi. Al VAR Doveri e Abbattista

A dirigere Genoa-Napoli è stato designato Mazzoleni di Bergamo.
Assistenti: Preti e Paganessi.
Quarto uomo: Illuzzi.
Var: Doveri e Abbattista

Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo, 43 anni, è alla quattordicesima stagione nella Can di A e B.
L’esordio in serie A in Lazio-Treviso 3-1 del 18 settembre 2005
Vanta 175 presenze in serie A e 78 in B

I DICIOTTO PRECEDENTI CON IL NAPOLI
Sedici in campionato, uno in Coppa Italia ed uno in Supercoppa Italiana
Sei vittorie, cinque pareggi e sette sconfitte

Siena-Napoli 1-1 il 16 dicembre 2007
Napoli-Lazio 1-1 il 17 gennaio 2008 in coppa Italia
Napoli-Empoli 1-3 il 17 febbraio 2008
Livorno-Napoli 0-2 il 24 gennaio 2010
Napoli-Cagliari 0-0 il 25 aprile 2010
Napoli-Parma 2-0 il 7 novembre 2010
Bari-Napoli 0-2 il 23 gennaio 2011
Napoli-Brescia 0-0 il 6 marzo 2011
Napoli-Parma 1-2 il 15 ottobre 2011
Palermo-Napoli 1-3 l’8 gennaio 2012
Lazio-Napoli 3-1 il 7 aprile 2012
Juventus-Napoli 4-2 dts l’11 agosto 2012, a Pechino, in Supercoppa Italiana
Napoli-Parma 0-1 il 23 novembre 2013
Livorno-Napoli 1-1 il 2 marzo 2014
Palermo-Napoli 3-1 il 14 febbraio 2015
Napoli-Milan 3-0 il 3 maggio 2015
Bologna-Napoli 3-2 il 6 dicembre 2015
Crotone-Napoli 1-2 il 23 ottobre 2016

COSI’ IN CARRIERA:

253 presenze (175 in A e 78 in B)

109 vittorie interne (il 43,1%)
63 pareggi (il 24,9%)
81 vittorie esterne (il 32,0%)

1032 ammonizioni (più di 4 partita)
71 espulsioni (circa una ogni quattro partite)
78 rigori (circa uno ogni tre partite).

fonte: sscnapoli.it

Incredibile a Benevento, De Zerbi già contestato dai tifosi

0

Clima incandescente quello che si respira a Benevento. La giornata di ieri ha fatto registrare infatti l’esonero del tecnico Marco Baroni e del D.S. Salvatore Di Somma, ritenuti tra i principali responsabili della drammatica classifica degli stregoni. Ancora a quota zero il Benevento, che sta battendo tutti i record negativi della massima serie.

A prendere il posto di Baroni, Roberto De Zerbi, ufficializzato quale nuovo allenatore dei giallorossi. Evidentemente, però, la scelta dell’ex tecnico di Palermo e Foggia non è andata giù alla tifoseria del Benevento, che ha subito dato il “benvenuto” a De Zerbi con uno striscione offensivo esposto nei presso del Santa Colomba.

Davvero una bomba pronta ad esplodere: a De Zerbi l’arduo compito di disinnescarla.

Foto: Tvsette.net

ESCLUSIVA, Capparella: “Napoli, è l’anno tuo”

“Mertens farà la differenza”

Marco Capparella, ex calciatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla redazione di ViviCentro in cui si dice fiducioso sull’esito della stagione.

Ecco quanto ha dichiarato.

Diversamente dal campionato, il Napoli fatica un pò, soprattutto col Manchester City. Perchè secondo lei? “Sono stati semplicemente 25 minuti di black out, poi è uscito fuori. La qualità del City è sotto gli occhi di tutti, crea almeno 15 palle gol a partita. Entrambe le squadre sono prime in classifica ed esprimono il miglior calcio d’Europa. Il problema sta solo in quei 25 minuti”.

Dopo il City e il pareggio in campionato contro l’Inter, da cosa bisogna ripartire? “Il Napoli sta facendo una grande stagione e sono straconvinto che vincerà qualcosa. Ha tutte le carte in regola: una squadra che si conosce a memoria e un allenatore capace. Sono solo due incidenti di percorso. Chi gioca così bene non può non vincere”.

Mercoledì torna subito il campionato, quali insidie può portare la gara con il Genoa? “Sulla carta nessuna. Ovvio che ogni partita ha storia a se, ma sono certo che il Napoli non avrà alcun tipo di problema a vincere”.

Tra i calciatori del Napoli chi può fare la differenza nel lungo periodo? Mertens. E anche Insigne e Callejon saranno importantissimi perchè si sovrappongono e creano superiorità numerica e pericoli. Sono tre calciatori fenomenali”.

Come vede questa Serie A? “Molto a favore del Napoli. La Juventus è diversa rispetto a quella dello scorso anno, prende più gol e fatica a trovare risultati, al di la della partita di domenica. L’Inter è una squadra tosta con Spalletti che riesce ad ottenere cinicamente i risultati. La Roma si è rinforzata ma non credo riesca ad impensierire. La Lazio sta facendo il suo onesto campionato ma non è assolutamente da scudetto”.

Questo può veramente essere l’anno buono? “Assolutamente si! Questo è l’anno perfetto. Se non dovesse riuscire a vincere quest’anno poi sarà difficile. Le antagoniste hanno cambiato tanto e ora hanno qualche difficoltà. C’è da approfittare”.

a cura di Michele Avitabile
RIPRODUZIONE RISERVATA

Juve Stabia, la presa di posizione del club gialloblù contro razzismo ed antisemitismo

Ha fatto scalpore nelle ultime ore l’orribile gesto dei tifosi della Lazio, che hanno usato l’immagine di Anna Frank per offendere, secondo la loro distorta opinione, i tifosi della Roma.

Immediata la reazione di tutto il mondo del Calcio, con tante società che hanno vestito Aanna Frank con i proprio colori sociali. Anche la Juve Stabia non ha mancato di condannare il gesto dei tifosi laziali, usando quale imamgine profilo della propria pagina Facebook, Anna Frank che indossa la maglia gilloblù. Chiaro il messaggio della compagine stabiese contro ogni forma di xenofobia e ed antisemitismo.

Ugualmente, anche il Patron Manniello, tramite il proprio account twitter, ha confermato il messaggio lanciato dal profilo della propria squadra.

Foto fornite dalla Pagina Facebook Ss JuveStabia

Ischia Dream Run giù i veli: presentata l’edizione 2017

0

Si è tenuta ieri mattina, presso il Bar di Levante del Castello Aragonese, la conferenza stampa di presentazione della Ischia Dream Run. Come già annunciato, la terza edizione sarà incentrata sulla solidarietà nei confronti delle persone colpite dal terremoto dello scorso 22 Agosto. E, non è un caso, che la gara podistica di circa 11km si svilupperà lungo i comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Ischia Dream Run, dunque, cambia: quest’anno  non ci sarà  il giro dell’isola, ma si correrà per le strade dei tre comuni colpiti, che oggi più che mai hanno bisogno di sostegno fisico e morale per accelerare i tempi della ricostruzione. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti Michelangelo Di Maio e Neil MacLeod (che insieme a Sara Coppola sono gli organizzatori della manifestazione attraverso le associazione Forti e Veloci isola d’Ischia ed Ischia Sport e Turismo), il delegato allo sport del comune di Forio avv. Giuseppe Di Maio, il presidente del Consiglio Comunale di Ischia Ottorino Mattera, il “padrone di casa” Giovanni Mattera, Paola Meluzis (promoter di gare podistiche) e Titti Mattera, atleta delle donne Forti e Veloci, nonché casamicciolese di piazza Majo, colpita duramente dal terremoto.  Da segnalare la presenza dei Carabinieri di Ischia, della Forio CB, del consigliere comunale di Forio Giuseppe Colella e soprattutto la presenza di Gaetano De Nigris. Gaetano e il suo socio Nello Di Leva, con la loro Keramos hanno creato i bellissimi premi che saranno consegnati ai primi 10 assoluti uomini e donne (sono comunque previsti premi per i primi 60 uomini e per le prime 30 donne)per tutti ci sarà la maglia tecnica in ricordo dell’evento. Keramos è una delle tante attività commerciali messe in ginocchio dopo il terremoto. Eppure il cuore e la voglia di ripartire di Gaetano, di Nello e dei loro familiari, ha fatto sì che l’attività potesse riprendere in quel di Forio. La loro partecipazione attiva ad Ischia Dream Run è un chiaro segnale che la voglia di rialzarsi è forte, ma soprattutto è una richiesta di aiuto al fine di intensificare eventi ed iniziative che possano in piccola o grande parte contribuire ad una ricostruzione difficile sì, ma non impossibile. Insieme a Gaetano e Nello è stata scelta anche l’ associazione “Catena Alimentare” di Casamicciola Terme come referente  a cui consegnare quanto raccolto, certi che loro faranno delle azioni concrete per chi ha realmente bisogno di aiuto.

LA GARA. La conferenza stampa è subito iniziata con i dettagli svelati da Michelangelo Di Maio. Il presidente della Forti e Veloci Isola d’Ischia, dopo aver introdotto e spiegato i motivi che hanno portato ad importanti cambiamenti rispetto a quelli che erano i primi progetti dell’organizzazione, ha subito illustrato il percorso che sarà di circa 11 km. Si partirà appena dopo il porto (che verrà lasciato libero per imbarchi e sbarchi) nei pressi del parcheggio Anas e si andrà verso Lacco Ameno dove si attraverserà il Corso Angelo Rizzoli, piazza Santa Restituta e si salirà per via stufe di San Lorenzo fino a scollinare a Cavallaro ed affrontando la lunga discesa per arrivare a Forio, si passerà sul porto, sotto al tunnel del soccorso per entrare sul Corso Francesco Regine per scendere poi per via Erasmo Di Lustro davanti al Bar La lucciola e prendere la stessa strada dell’andata per fare ritorno a Casamicciola Terme. Sia all’andata che al ritorno, in caso di necessità, potrà essere utilizzata la corsia opposta al senso di gara e quindi per i casi di urgenza la percorribilità sarà sempre garantita. La parola, poi, è passata a Neil MacLeod ed anch’egli ha voluto sottolineare l’importanza della solidarietà che va però dimostrata con i fatti.  Ecco perché la partecipazione all’evento da parte degli isolani e soprattutto degli appassionati provenienti dalla terraferma risulta essere fondamentale. Sulla pagina Facebook “Ischia Dream Run” è possibile sapere quali sono le convenzioni stipulate con le compagnie di navigazione (Alilauro si conferma sponsor della manifestazione) e con alcune strutture ricettive situate proprio a Casamicciola. La promozione turistica resta l’obiettivo costante che accompagna questa associazione ed oggi, abbinata al turismo, si trova anche la solidarietà: i “forestieri” potranno trascorrere un weekend in luogo magico e al tempo stesso sostenere con i fatti e non a chiacchiere chi ne ha bisogno. E comunque, domenica non ci sarà solo la gara di 11 km. E’ prevista pure una gara di 500 metri per i bambini dai 6 ai 12 anni per si svolgerà in direzione piazza marina per coinvolgere tutto il centro di Casamicciola Terme e, in ogni caso, durante la gara di 11 km le strade saranno accessibili a chi vorrà godersi una bella passeggiata a piedi sul lungomare tra Casamicciola e Lacco Ameno. Sarebbe opportuno che a scendere in campo siano anche le Associazioni Sportive con i loro bambini e ragazzi che, partecipando alla gara di 500 metri, trascorrerebbero una domenica diversa, divertente, ma al tempo stessa proficua a favore di chi è stato più sfortunato. Come detto in apertura, sono intervenuti anche Giuseppe Di Maio ed Ottorino Mattera, i quali con parole diverse, ma con la stessa convinzione, hanno sottolineata l’importanza di questo evento a maggior ragione dopo quanto accaduto. Un ringraziamento particolare va a tutte le Forze dell’Ordine e a tutti i volontari che, nonostante stiano lavorando incessantemente da quella notte, non faranno mancare il loro contributo anche dopo le energie spese per garantire la sicurezza nel corso del G7 tenutosi tra le altre cose proprio al Castello Aragonese. L’appuntamento con la corsa e con la solidarietà, è fissato per domenica a partire dalle 9.00 in piazza Marina. In loco sarà possibile iscriversi sicuramente alla gara dei bambini (che si svolgerà dopo la gara di 11 km) e fino alle 9.15 anche alla gara podistica. Ci si può in ogni caso iscrivere preventivamente on line attraverso il sito   https://www.bitebyte.biz 

Bonus Iustitiae (LoPiano SaintRed)

0
Nel 1995 violento’ la figlia di soli 8 anni, abuso’ per anni di lei, a distanza di 20anni dall’epoca dei fatti, la Giustizia ha portato  a compimento il processo.

La giustizia ha condannato l’orco a 10 anni di reclusione, ma, essendo scaduti i termini di Legge, lo ha “premiato” con la prescrizione: un vero e proprio Bonus Iustitiae. 

Non faranno un giorno di carcere ne’ lui, ne’ i suoi degni compari orchi, ai quali aveva permesso di abusare della propria figlia, in cambio di qualche consumazione gratuita al bar.

L’Italia  è stata considerata la “culla” del Diritto Moderno, la maggior parte dei Princìpi e Leggi dei popoli sono ispirati al Diritto Romano, (un insieme di norme giuridiche universalmente riconosciute).
I tempi cambiano, la Giustizia e’ rimasta ferma da Secoli, il tempo ha corroso le sue norme, ha iniziato come si suol dire, a fare acqua da tutte le parti, troppi i processi hanno lasciato l’amaro in bocca ai cittadini.
In merito ad alcuni gravi reati che offendono la dignita’ umana, come l’abuso sui minori, bisognerebbe rivedere alcune Leggi e norme tutt’ora in vigore, per riparare, dove possibile tutte le falle esistenti in materia.
Alcuni reati aberranti, che vanno contro ogni morale, non dovrebbero cadere mai in prescrizione, ma essere paragonati ai delitti di mafia in subordine a crimini contro l’Umanita’.
La pedofilia, rappresenta uno dei Cancri Maggiori del nostro Secolo, episodi come questo narrato, ve ne sono a centinaia, a farne le spese sono sempre i bambini; la Legge, quella attuale, non li tutela, la Burocrazia sempre onnipresente, non li aiuta, anzi li danneggia.
 In casi eclatanti come questo, la Cassazione avrebbe il dovere morale di smentire se stessa, adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’interesse dei minori, e dare la giusta pena a chi ha commesso un simile crimine.
Tutto cio’ non potra’ mai essere tramutato in realta’ una Legge retrograda e  tanto ingiusta, ancora una volta e’ andata a favore del reo, un esame di coscienza giudiziaria sarebbe auspicabile in tempi brevi.

Carboni al Pungiglione Stabiese: “La Juve Stabia la sento ancora mia. Ecco cosa successe nello spogliatoio…”

Carboni al Pungiglione Stabiese: “La Juve Stabia la sento ancora mia. Ecco cosa successe nello spogliatoio…”

L’ex tecnico della Juve Stabia Guido Carboni, ha parlato in esclusiva alla trasmissione radiofonica Il Pungiglione Stabiese in onda su ViViRadioWeb. Ecco le sue dichiarazioni: “Ho avuto due chiamate, ma non mi entusiasmavano particolarmente. Sono alla ricerca della squadra giusta, che possa avere delle chance importanti. Quando ho accettato Castellammare ero sicuro che questa squadra avesse tutte le possibilità per far bene. Seguo con grande affetto le sorti della mia Juve Stabia. La sento mia, perché la guida un amico che stimo, perché con Caserta si è creato un ottimo rapporto. Ero straconvinto che potessimo arrivare a Firenze perché eravamo veramente molto forti. C’è stato il grosso handicap di non giocare al Menti che non è da poco perché si perde quella concentrazione particolare quando si gioca nel proprio stadio. Credo che le Vespe avrebbero meritato qualche punto in più, se il Presidente ritrova fiducia a gennaio prende 2/3 calciatori per fare il salto di qualità. Mi sarebbe piaciuto arrivare un mese prima, perché c’ho messo 20 giorni per trovare la coperta giusta e per farmi apprezzare dallo spogliatoio, si era rotto qualcosa con i nuovi arrivi. Dispiace essere usciti in quel modo dai playoff, mi piacerebbe ritornare, sono stato molto legato alla piazza. Nel Girone C ho dato per favorito il Lecce, perché è la squadra più attrezzata anche se con la Juve Stabia non meritava di vincere. Occhio anche al Catania che ha cambiato tanto e poi ci sono squadre che hanno cambiato tanto che sono lì. Il momento più bello è stato dopo uno scontro nello spogliatoio prima della gara di Francavilla perché ho capito di essere entrato in simbiosi con la squadra. La cosa più brutta è stata la delusione di Manniello, che nello spogliatoio dopo l’ingiustizia con la Reggiana, ha perso la voglia di lottare”.

RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione della fonte

Napoli, sequestrati 800 chili di hascisc provenienti dalla Spagna

0

Circa ottocento chili di hascisc sono stato sequestrati dai carabinieri di Giugliano (Napoli) in una vasta operazione conclusa all’alba di oggi. La droga proveniente della Spagna era diretta a rifornire non solo le piazze di spaccio del Napoletano. In manette con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti sono finite quattro persone di Villaricca (Napoli). Per il trasporto i corrieri avevano modificato un autobus creandovi doppifondi e un nascondiglio a tenuta stagna. L’auto di uno dei sospettati precedeva l’autobus.

Il pedinamento dei mezzi si è protratto fino al deposito dei bus, a quel punto i militari dell’Arma, coordinati dal capitano Antonio De Lise, sono intervenuti bloccando i quattro e procedendo alle perquisizioni. Tutto il carico di hascisc era stato impregnato di aceto per nasconderne l’odore e sfuggire a eventuali controlli di unità cinofile.

/Ansa

Il referendum marca la distanza tra Lombardia, Veneto e ROMA

0

Secondo Ferdinando Camon, invece, «il referendum segna la distanza delle due popolazioni, la lombarda e la veneta, da Roma, capitale nemica».

Se la capitale diventa un nemico

Il referendum lombardo-veneto non l’ha vinto la Lega, come dicono tutti i giornali. L’ha vinto la Liga, cioè la Lega originaria, che era nata nel Veneto e dal Veneto fu portata via da Umberto Bossi.

La differenza percentuale dei votanti al referendum tra Veneto e Lombardia è del 20%. Un’enormità. Poiché sotto sotto il referendum voleva segnare la distanza delle due popolazioni, la lombarda e la veneta, da Roma, il risultato mostra che la distanza è infinitamente maggiore nel Veneto. Roma per i lombardi è un’altra capitale, la capitale di uno Stato rivale. Per i veneti è la capitale di uno Stato nemico. Si va a trattare, con i risultati del referendum lombardo: nuovi rapporti, nuove relazioni, economiche e fiscali. Con i risultati del referendum veneto si potrebbe andare, se le leggi lo permettessero, a trattare la separazione. L’uomo veneto odia Roma e tutto ciò che è romano, quindi anche l’Italia, sentita come una provincia romana. Il deamicisiano quesito referendario («Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?»), fu inteso dai votanti così: «Vuoi che la Regione Veneto prenda più larghe distanze da Roma?». I veneti hanno risposto Sì. Ergo, Roma è più lontana.

COLLEGATE: Forte del successo del referendum sull’autonomia, il governatore del Veneto Luca Zaia minaccia: «Mani libere sulle tasse o vogliamo lo statuto speciale». Il governo replica: «Proposta irricevibile, è una pre-secessione»  Per Marcello Sorgi dalle urne «esce un modello di leadership destinato a far riflettere, a destra come a sinistra».

Ai tempi di Bossi, Roma era ladrona, cioè rubava ai veneti per dare al Sud. Ma dopo che Bossi & C. hanno pure loro rubato, questo slogan è caduto. Adesso Roma è quella delle tasse. Fatalità, siamo a poche settimane dalla nuova ondata di tasse. Anche questo ha influito sul referendum. Dopo tante giravolte, secessione, indipendenza, la richiesta si ferma sull’autonomia, intesa come autogestione delle tasse. L’odio verso Roma è la spinta che fa emergere l’identità dell’uomo veneto, che si manifesta soprattutto come identità economica e fiscale. L’uomo è i soldi che ha. Ecco perché le tre province che hanno trainato il referendum sono Padova, Treviso e Vicenza, le tre città leader del nuovo Veneto, che formano la megalopoli diffusa Pa-Tre-Vi. Una volta la megalopoli era Pa-Tre-Ve, e Ve stava per Venezia, che però è un leviatano che marcisce nella laguna, costa più di quel che rende, e dopo il Mose passa tra le gestioni corrotte. Le figure interiori dominanti sono sempre le stesse, Berlusconi, la Chiesa. Berlusconi torna in campo, e riacquista un suo credito come uomo anti-tasse. La chiesa significa il patriarca Moraglia: con sorpresa di molti, anche mia, s’è pronunciato con decisione pro-referendum, e questo ha pesato sul voto.

Sul risultato pesa anche il voto degli immigrati, perché nelle altre regioni gli immigrati che diventano cittadini diventano italiani, ma nel Veneto diventano veneti: non dicono «noi parliamo italiano», dicono «noi parliamo veneto». E votano di conseguenza. Il Veneto venetizza, non italianizza. Adesso si va a trattare. Operazione difficilissima. Soprattutto sulla parte economica. Il Veneto dice che gli spettano 15 miliardi di tasse che non gli tornano mai indietro in servizi, ma vanno ad altre regioni. Il problema è molto semplice: quei soldi lo Stato non li ha.

fercamon@alice.it

vivicentro.it/opinione
vivicentro/Il referendum marca la distanza tra Lombardia, Veneto e ROMA
lastampa/Se la capitale diventa un nemico FERDINANDO CAMON

Juve Stabia-Rende, Valter Leone: “Il punto forte dei biancorossi è la compattezza del gruppo. Attenzione a Laaribi”

0

Sabato 28 ottobre le Vespe finalmente faranno ritorno al Romeo Menti contro il Rende e a rendere storica la giornata sarà la cerimonia per la nuova tribuna dedicata a Roberto Fiore.

Ma pensando alla gara, cosa è utile sapere del Rende? Cosa bisogna aspettarsi dai biancorossi di Trocini? A fare il punto sulla squadra calabrese ci ha pensato il giornalista della Gazzetta dello Sport Valter Leone, ieri ospite al programma sportivo “Il Pungiglione Stabiese”.
Questa la sua analisi:

“Il Rende è l’esempio di come andrebbe gestita la realtà calcistica nel professionismo. La società ha puntato molto su un gruppo giovane che aveva già fatto bene in serie D. Sono state inserite alcune pedine nuove come Ricciardo, attaccante infortunato in questo periodo, e Pambianchi, giocatore con esperienza. Per il resto si è puntato sulla continuità, senza fare spese folli.

Trocini è un allenatore che conosce molto bene l’ambiente, ha chiuso anche la sua carriera da calciatore qui a Rende, ed è sulla panchina biancorossa da diverse stagioni. I risultati che la squadra sta ottenendo, dimostrano che la politica societaria è quella giusta.

La piazza del Rende non ha mai brillato per presenze importanti, forse anche per la vicinanza con il Cosenza che attira più pubblico.

La squadra ora ha 14 punti in classifica e sono quelli che merita. Ha cominciato con 2 vittorie consecutive, tra cui quella nel derby con la Reggina e la vittoria fuori casa con l’Agrigento. Poi ci sono state 3 sconfitte di fila, di cui 2 al Lorenzon. Ma il turno di riposo ha fatto bene all’organico, perché si è ripreso dal black out vincendo il derby con il Catanzaro e la scorsa partita contro la Paganese. Tutto sommato il team sta rispettando in pieno gli obiettivi della società.

Il punto di forza del Rende è il gruppo, perché ci sono tanti giovani ed è una squadra compatta. Si gioca con il 3-5-2, modulo che sta funzionando. Il giocatore che potrebbe dare più fastidio alla Juve Stabia è il centrocampista italo-marocchino Laaribi: classe ’93, piccolino di statura ma con una forte personalità, capace di aggredire l’avversario, recuperare tantissime palle e far ripartire la squadra. In difesa si distingue Sansone.

L’11 che potremmo vedere a Castellammare è: Boscaglia e Rossini al centrocampo, magari anche con l’ex Monopoli Domenico Franco. Inoltre, potrebbe ritornare dal primo minuto Gigliotti, reduce da un infortuno, che può fare sia l’esterno che la mezzala destra. In avanti si prosegue con il tandem Actis Goretta, Vivacqua perché Ricciardo pare che non sia ancora pronto a giocare”.

A cura di Luisa Di Capua

24 ottobre 1917: la disfatta di Caporetto. Ecco la ricostruzione della battaglia

0

Il 24 ottobre sale alla cronaca storica come l’ inizio della battaglia di Caporetto. O meglio la disfatta italiana di Caporetto. Siamo nel 1917, le truppe italiane erano guidate dal generale Luigi Cadorna, il quale mentre era nella sede del Comando Supremo ad Udine, venne informato del pesante bombardamento sulla linea Plezzo-Tolmino. Sul monte Krasij, poco a nord di Caporetto, c’era a difesa dei territori italiani, il battaglione di volontari guidato da Carlo Emilio Gadda, i quali furono svegliati dai bombardamenti, ma non subendo ancora alcun attacco. Alle ore 12 diversi soldati italiani furono inseguiti dalle truppe austro-germaniche, fino a sapere che alle ore 15 capirono che i ponti del fiume Isonzo erano saltati e quindi l’esercito italiano rimase bloccato ed aspettò con rassegnazione l’attacco nemico. I primi ordini giunsero dopo 24 ore quando il Comando Supremo venne informato che Caporetto era caduta e che gli austro-germanici erano riusciti ad avanzare a Saga e sul Kolovrat. Fu dunque  deciso l’abbandono della riva sinistra dell’Isonzo. Gadda iniziò quindi a scendere lungo il crinale. In pochi minuti si rese conto che la situazione era veramente disperata: migliaia di soldati italiani cercavano di attraversare il fiume (privo di ponti) mentre i tedeschi li inseguivano su entrambe le rive. Molti decisero di gettare il fucile, arrendersi e farsi catturare dagli uomini guidati da Krauss. Un altro battaglione delle truppe austro-germaniche, guidato da Rommel ( colui che nella seconda guerra mondiale passò alla storia per essere nominato “la volpe del deserto”) arrivò fino al Kolovrat, costringendo numerosi friulani a dover abbandonare le proprie case.

Genoa-Napoli, le probabili formazioni: qualche novità per Sarri, ballottaggio in attacco per Juric

Si torna subito in campo per il turno infrasettimanale di Serie A con il Napoli che sarà impegnato allo stadio Ferraris contro il Genoa domani alle 20:45.
Zero soste per la squadra di Maurizio Sarri che dovrà disputare ben quattro match nel giro di due settimane. Prima della sosta per gli impegni delle nazionali, gli azzurri affronteranno Genoa e Chievo in trasferta e Manchester City e Sassuolo in casa. Dopo la sconfitta contro il City in Champions League e il pari contro l’Inter in campionato, gli azzurri cercano la vittoria per mantenere la testa della classifica.
Di contro un Genoa reduce da due risultati consecutivi in trasferta: vittoria in casa del Cagliari e pareggio a San Siro contro il Milan. La squadra di Juric pare aver scacciato la crisi ma la strada per la salvezza è ancora lunga. Si profila un match molto interessante, la scorsa stagione il Genoa riuscì a bloccare il Napoli sullo 0-0.

LE ULTIME SUL GENOA – Juric deve fare ancora i conti con le assenze di Cofie e Spolli che proseguono il percorso di recupero. Solito 3-5-2 con Perin tra i pali e Izzo, Rossettini e Zukanovic in difesa. In mediana Omeonga favorito su Rigoni. Gli esterni dovrebbero essere Laxalt e Lazovic, quest’ultimo in vantaggio su Rosi. In avanti ballottaggio Galabinov-Lapadula per affiancare Taarabt.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Sarri deve operare qualche cambio in vista degli innumerevoli impegni ravvicinati, non cambia il sistema di gioco che è sempre il 4-3-3. In difesa potrebbe rifiatare Albiol, al suo posto uno tra Chiriches e Maksimovic con il rumeno favorito. Possibile l’impiego di Maggio sulla destra anche se resta in vantaggio Hysaj. A centrocampo salgono le quotazioni di Diawara con Allan sul centro destro e Hamsik sul centro sinistra. In attacco scalpita Ounas ma non ci dovrebbero essere sorprese, si va verso la conferma di Insigne, Mertens e Callejon.

PROBABILI FORMAZIONI

GENOA (3-5-2): Perin; Izzo, Rossettini, Zukanovic; Laxalt, Omeonga, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Taarabt, Galabinov. All. Ivan Juric.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Diawara, Hamsik; Callejon, Insigne, Mertens. All. Maurizio Sarri.

A cura di Antonino Gargiulo

Il risultato dei referendum invita a riflettere

0

In Lombardia Roberto Maroni sceglie la linea morbida. Per Marcello Sorgi dalle urne «esce un modello di leadership destinato a far riflettere, a destra come a sinistra».

Il territorio laboratorio di leadership

Dalle urne del referendum di Veneto e Lombardia, oltre a un risultato politico che influirà anche sulle prossime elezioni, esce un modello di leadership destinato a far riflettere, a destra come a sinistra. È quello del trionfatore del Veneto Zaia e del – già, come definirlo, vincitore o vinto? – sindaco di Bergamo Gori, schierato con il «Sì» dei leghisti promotori delle consultazioni, ma contraddetto dalla posizione ufficiale del suo partito, il Pd, che con il vicesegretario nazionale e ministro dell’Agricoltura, il milanese Martina, aveva lanciato alla vigilia del voto un appello all’astensione.

COLLEGATE: Forte del successo del referendum sull’autonomia, il governatore del Veneto Luca Zaia minaccia: «Mani libere sulle tasse o vogliamo lo statuto speciale». Il governo replica: «Proposta irricevibile, è una pre-secessione»  Secondo Ferdinando Camon, invece, «il referendum segna la distanza delle due popolazioni, la lombarda e la veneta, da Roma, capitale nemica».

Al di là della possibile – e dall’interessato sempre negata – candidatura alla guida dell’eventuale, e adesso sempre più possibile, prossimo governo di centrodestra, ipotesi lanciata tempo fa da Berlusconi, Zaia, che in una tempestosa domenica di pioggia ha portato la maggioranza dei veneti alle urne e a esprimersi a favore di una maggiore autonomia locale, ha alcune caratteristiche in comune con Gori. Il quale ha raccolto le firme dei sindaci lombardi per lo stesso obiettivo, e magari avrebbe preferito rinunciare al referendum, perché non gli era sfuggito che a incassarne i vantaggi sarebbe stata soprattutto la Lega, compreso il governatore lombardo Maroni, che lo stesso sindaco si prepara a sfidare alle prossime regionali, e che pur non avendo eguagliato il successo di Zaia, ne ha comunque ricavato una bella lucidatura della propria immagine. Ma una volta avviata la macchina, appunto, Gori non s’è tirato indietro, né ha atteso di aver indicazioni dal confuso vertice del Pd, che oscillava tra il dare la libertà di voto ai propri elettori, vale a dire non prendere posizione, e il tardivo schierarsi per l’astensione, cioè a scommettere sulla sconfitta dell’avversario, senza entrare in partita. Al contrario il sindaco, coerente con l’impegno preso insieme ai suoi colleghi primi cittadini dei comuni della Lombardia, s’è messo lo zaino in spalla, è andato in campagna elettorale, e dopo aver condiviso in parte la vittoria, ha proposto al Pd di votare all’unanimità in consiglio regionale con il centrodestra, per avviare la trattativa con il governo.

Siccome anche Salvini, leader del partito di Zaia, non era proprio entusiasta del referendum nordista proposto dai presidenti leghisti delle due regioni, e lo ha digerito con qualche difficoltà, è abbastanza facile capire qual è la caratteristica che accomuna il governatore veneto e il sindaco lombardo: essere allo stesso modo rappresentanti del territorio, conoscerne i problemi e il comune sentire, e soprattutto comportarsi di conseguenza, senza piegare il capo – o piegandolo il meno possibile – alle scelte nazionali del proprio partito, e sapendo ascoltare la propria gente anche quando questo potrebbe risultare non esattamente conveniente.

La questione settentrionale – ma non solo: basti pensare alla Puglia di Emiliano, e per certi versi anche alla Napoli di De Magistris o alla Palermo di Orlando – sta tutta qui. Quando i cittadini di un determinato territorio percepiscono che i loro rappresentanti, o quelli che li governano, non hanno a cuore i loro problemi specifici, li trascurano e come soluzioni cercano di applicare astratti modelli nazionali, che faticano a produrre effetti in periferia, o scelgono di farsi rappresentare da altri, oppure, se non trovano nessuno o nulla di convincente, si buttano nell’astensione o nelle braccia dell’antipolitica.

Ecco perché una politica moderna, non inutilmente ideologica, dovrebbe partire di qui per ridefinire i propri obiettivi e governare con sapienza le inevitabili spinte centrifughe di questo sistema.

Stupisce che ci riesca il centrodestra, seppure, come abbiamo visto, un po’ a dispetto di se stesso. E non ci riesca invece il centrosinistra, e all’interno di esso il maggior partito di governo: con un leader come Renzi, che aveva costruito la sua fortuna facendo il sindaco di una grande città come Firenze, arrivando a incontrare Berlusconi premier per fare gli interessi della propria città, e diventando poi, chissà perché, centralista a Palazzo Chigi; e ancora, tra i suoi dirigenti, un uomo come Chiamparino, già primo cittadino di Torino e attuale governatore del Piemonte, che qualche anno fa era arrivato a proporre l’eresia di un Pd del Nord, e per questo era stato politicamente – e inutilmente – massacrato.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Il risultato dei referendum invita a riflettere
lastampa/Il territorio laboratorio di leadership MARCELLO SORGI