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Avellino, cacciatore finisce in ospedale in prognosi riservata

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È in prognosi riservata un 58enne di Grottaminarda (Avellino) rimasto ferito nel corso di una battuta di caccia in un’area boschiva del comune di Torre le Nocelle (Avellino). Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo sarebbe stato colpito all’addome da un colpo di fucile esploso accidentalmente da un altro cacciatore nel corso di una battuta al cinghiale. Le armi di entrambi sono state sequestrate. La vittima è stata ricoverata in ospedale ad Avellino. Le prime indagini svolte dai Carabinieri della compagnia di Mirabella Eclano hanno permesso di individuare il cacciatore che avrebbe accidentalmente esploso il colpo di fucile. È scattata dunque la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino per un 68enne, ritenuto responsabile del reato di lesioni personali gravi.

 

FONTE: ANSA

Il Punto sulla Serie B- Bene Salernitana e Bari. Vola il Palermo

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In attesa delle due gare di questo pomeriggio, la Serie B ha regalato molte emozioni nella giornata di ieri. Continua a vincere il Palermo che con un doppio Nestorovski batte la Virtus Entella al Barbera. Vittoria importante per la Salernitana che, in rimonta, con un doppio Bocalon rende nullo il gol iniziale di Pasqual. Il Frosinone impatta 1-1 a Venezia dopo le reti di Modolo e Ciofani. 3-0 netto del Bari ai danni dell’Ascoli al San Nicola. Reti targate Galano, Floro Flores e autorete di Mogos. Clamorosa vittoria per 0-3 del Brescia a Pescara: reti di Caracciolo, Pepin e Ferrante. Spettacolari pareggi tra Cremonese- Perugia e Cesena- Novara. Allo Zini di Cremona finisce 3-3: Dossena e l’autogol di Zanon fissano sull’1-1 il risultato nel primo tempo, nella ripresa doppiette di Paulinho e Di Carmine. 2-2 tra Cesena e Novara: padroni di casa avanti con Jallow ma vengono pareggiati da Chaija, nella ripresa gol dei padroni di casa con l’ex Juve Stabia Scognamiglio ma Macheda pareggia i conti.

Napoli, raid nella notte a San Giovanni a Teduccio

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Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi nella notte contro uno stabile al corso San Giovanni a Teduccio, a Napoli. Una ‘stesa’ (spari all’impazzata da giovani che agiscono spostandosi in moto) che ha lasciato 6 bossoli calibro 22. Gli uomini della sezione Scientifica della Polizia hanno trovato tre fori nella vetrata del portone e due nella parete in ferro di accesso allo stabile. Dieci le famiglie che abitano nell’immobile preso di mira. Al momento, non risultano alla Polizia presenti pregiudicati.

 

FONTE: ANSA

Osanna (Dir.Gen. Scavi Pompei): “Porte aperte agli immigrati con capacità”

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Il Parco Archeologico di Pompei accoglierà gli immigrati per le loro competenze professionali: lo ha annunciato a Paestum (Salerno), alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei, secondo il quale i siti archeologici, anche e soprattutto quelli sotto la tutela Unesco, come Pompei in Italia e Petra in Giordania, possono candidarsi a svolgere un ruolo nel processo di accoglienza dei migranti che bussano alle porte dell’Occidente.
“Ho già avviato contatti con le prefetture: queste persone sono spesso portatrici di competenze che noialtri abbiamo smarrito”, ha aggiunto Osanna parlando, nel corso del faccia a faccia, moderato dal vice direttore di Rai Cultura, Giuseppe Giannotti, che il direttore di Pompei ha avuto, nella Basilica Paleocristiana, con la principessa Dana Firas, presidente del Petra National Trust del Regno Hascemita di Giordania.
“Il trust che presiedo – ha spiegato la Principessa Firas – è un’organizzazione non governativa e si muove lungo due direzioni: tutela e preservazione del patrimonio a disposizione e costruzione di un’identità condivisa legata al sito. È per questo che abbiamo avviato progetti che coinvolgono le giovani generazioni, andando nelle scuole a riprodurre la quotidianità dei nostri antenati”. Preservazione e tutela sono parole d’ordine imprescindibili anche a Pompei, dove secondo Osanna è stato ribaltato un paradigma: “In passato pensavamo che per tutelare i beni archeologici fosse necessario tenerli sotto chiave. Ci siamo sforzati di dimostrare il contrario. Grazie al Grande Progetto Pompei, abbiamo in poco tempo aperto un 50% in più di case e strade dell’antica città, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: 3,4 milioni di visitatori nel 2016, ma io sono convinto che nel giro di poco tempo si possa raggiungere e superare la soglia dei 5 milioni di turisti all’anno”

Glifosato, Bruxelles vota il 9 novembre per rinnovo 5 anni (e noi continuiamo a mangiarcelo)

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La licenza per l’uso in agricoltura del glifosato, il contestato pesticida, scade a metà dicembre e Bruxelles pensa ad una proroga di 5 anni (bocciate quelle a 10 e a 7). Cosa dice la scienza sul rapporto tra glifosato e cancro

Dopo la bocciatura della proroga per 10 anni (e anche di 7), della licenza europea per il glifosato, il controverso erbicida alla base del prodotto Round Up di Monsanto, la Commissione prova a rilanciare con una estensione ridotta a 5 anni. La licenza scade il prossimo 15 dicembre e, secondo quanto riferisce la portavoce Anca Paduraru, i rappresentanti tecnici dei paesi Ue sono stati convocati per il 9 novembre per decidere su questa nuova proposta dell’esecutivo, che non prevede però l’eliminazione progressiva del prodotto, auspicata da alcuni Paesi. Mercoledì scorso, i 28 non hanno raggiunto la maggioranza sulla proroga nonostante un primo tentativo da parte dell’esecutivo comunitario di ridurla da decennale a una durata di 5-7 anni. Prima della mancata decisione dei 28, il Parlamento europeo aveva votato a maggioranza una risoluzione che chiedeva di eliminare subito il glifosato per uso domestico e entro il 2022 quello per l’agricoltura.

Alcuni Paesi (Francia, Italia, Austria, Lussemburgo e Belgio) hanno pubblicamente espresso contrarietà a una proroga di dieci anni; altri (Regno Unito, Irlanda) sarebbero all’opposto favorevoli a una licenza anche più lunga. Per poter decidere sulla questione, serve però una maggioranza qualificata pari al 55% dei paesi e del 65% degli abitanti Ue. Secondo alcune fonti, alcuni dei paesi contrari sarebbero orientati ad accettare una proposta di compromesso attorno ai 3 anni di proroga. Nel 2015, uno studio del Centro internazionale di ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della salute aveva definito il glifosato, prodotto di cui si fa grande uso in agricoltura per il costo contenuto, come un “probabile cancerogeno”; la diagnosi non è però al momento condivisa dalle agenzie europee Efsa (sicurezza alimentare) ed Echa (prodotti chimici).

Per l’Europa non causa il cancro, ma…

Mentre in America il glifosato è sul banco degli imputati, nel Vecchio Continente, l’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, lo scorso 15 marzo, ha deciso che il glifosato non è cancerogeno e non provoca mutazioni genetiche, ma “solo” seri “danni agli occhi” ed è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”.

Secondo i Medici per l’Ambiente (ISDE)  il parere pubblicato dall’agenzia europea non è completo: “Questo parere, secondo quanto dichiarato dalla stessa agenzia, esclude la valutazione dei rischi da esposizione prolungata di esseri umani (agricoltori e consumatori), sui quali l’ECHA paradossalmente non si esprime. Ma è proprio l’esposizione sia professionale che residenziale o attraverso l’acqua e gli alimenti, che rappresenta un rischio per la salute delle persone, specie delle frange più vulnerabili quali donne in gravidanza e bambini” ha dichiarato l’oncologa Patrizia Gentilini.

Il mensile Focus ricorda come i livelli di glifosato, il componente chiave dei diserbanti più usati in agricoltura,  sono cresciuti in modo importante nell’organismo umano negli ultimi due decenni. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA), uscito proprio nei giorni in cui l’accordo dei Paesi dell’Unione Europea sul rinnovo della licenza d’uso dell’erbicida  è come detto slittato. I ricercatori dell’Università della California presso la San Diego School of Medicine hanno confrontato i livelli di glifosato nell’urina di 100 persone in un arco di tempo di 23 anni. Hanno cominciato dal 1993, l’anno prima dell’introduzione, da parte della Monsanto, di coltivazioni geneticamente modificate resistenti al Roundup, nome commerciale dell’erbicida. Da quando queste colture si sono diffuse, l’uso del diserbante nel mondo è aumentato di circa 15 volte.

“Nelle urine dei partecipanti le quantità di glifosato sono passate da una media di 0,20 microgrammi per litro del periodo 1993-1996 a una media di 0,44 microgrammi per litro del 2014-2016. Le dosi sono ben al di sotto degli 1,75 milligrammi per chilo di peso corporeo fissati come soglia limite di esposizione dall’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, e dei 0,3 milligrammi per chilo stabiliti dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. È comunque un aumento importante, che passa in gran parte inosservato, che dipende dall’ampia diffusione, negli USA, di coltivazioni Ogm resistenti al diserbante (prima soia e mais, ora anche grano e avena)”. (leggi qui il servizio integrale su Focus: .

E se, come dice l’Oms, non servissero per la sicurezza alimentare?

Il parere dell’ECHA si scontra anche con il rapporto monotematico curato dallo IARC (International Agency for Research on Cancer), già pubblicato a marzo 2015, che aveva classificato la sostanza come “probabile cancerogena per l’uomo”.  E con l’appello lanciato dai rapporteur dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità Hilal Elver e Baskut Tuncak,  sugli effetti devastanti di pesticidi ed erbicidi, causa di morte per almeno 200mila persone, nel mondo, per avvelenamento.

L’uso eccessivo di pesticidi è molto pericoloso per la salute umana e per l’ambiente, ed è fuorviante affermare che i pesticidi sono vitali per garantire la sicurezza alimentare”, hanno affermato i massimi esperti dell’OMS. Già l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, a novembre 2015  ne aveva aggiornato il profilo tossicologico e dichiarato che “è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo” proponendo “nuovi livelli di sicurezza che renderanno più severo il controllo dei residui di glifosato negli alimenti”.

Presenza del pesticida in Italia

La sostanza in Italia è impiegata in tutte le regioni, ma fino a questo momento il suo utilizzo è stato monitorato solo in Lombardia e Toscana. Il Veneto e l’Emilia Romagna si stanno organizzando per un piano di monitoraggio.

Nel 2014 il glifosato è stato trovato nel 39,7% dei 302 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stato cercato, in 76 casi (25,2%) è responsabile del superamento degli standard di qualità ambientali. Nelle acque sotterranee, invece, è risultato presente nel 4,3% dei 185 punti controllati, in 2 casi (1,1%) con valori superiori ai limiti di legge.

Da segnalare anche la contaminazione dovuta all’AMPA (acido aminometilfosfonico), un metabolita che si forma nell’ambiente per degradazione del glifosato, presente nel70,9% dei 289 punti di monitoraggio delle acque superficiali, in 151 casi (52,2%) con valori superiori ai limiti. Nelle acque sotterranee è presente nel 4% dei 177 punti di monitoraggioin 4 casi (2,3%) con valori superiori ai limiti di legge.

agi

Serie B, le partite in programma questo pomeriggio

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In attesa di Ternana- Carpi di domani sera, che chiuderà la giornata, oggi ci saranno due partite valide per l’undicesimo turno della Serie B. Alle 15.00, presso il Tardini di Parma, si affronteranno il Parma di mister D’Aversa e l’Avellino di mister Novellino. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti per invertire gli ultimi trand. Alle 17.30, invece, importante incontro in chiave salvezza al Piola di Vercelli tra la Pro Vercelli di mister Gianluca Grassadonia e il Foggia di mister Stroppa, rispettivamente ultima e penultima in classifica con 10 e 11 punti.

Siracusa-Virtus Francavilla 1-0: il fermo immagine della vittoria

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Stagione 2017/2018. Serie C Girone C- 11ª giornata

Sabato 28 ottobre 2017 ore 14:30 -Stadio Nicola De Simone

Siracusa-Francavilla: 1-0

Siracusa-Virtus Francavilla termina con la vittoria degli aretusei, che conquistano altri tre punti. Dopo il trionfo di ieri, il Siracusa si trova al terzo posto con ben 20 punti.

Qui di seguito le immagini di Martina Visicale sulla preziosa vittoria dei leoni.

Roma: bengalese picchiato da branco

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Roma, aggressione razzista in centro: bengalese picchiato da branco. 18enne arrestato questa notte, per tentato omicidio, dagli agenti della Polizia di Stato.

Tentato omicidio. E’ questa l’accusa per un giovane di 18 anni arrestato questa notte dagli agenti della Polizia di Stato in pieno centro a Roma dopo l’aggressione ad un cittadino del Bangladesh, ora ricoverato in ospedale con una prognosi di 30 giorni.

Gli agenti sono intervenuti in piazza Cairoli, intorno alle 3 della scorsa notte, a seguito di una segnalazione di una persona ferita, e rimasta a terra, dopo aver subito un’aggressione da parte di un gruppo di individui.

Gli agenti dei commissariati Colombo e Trevi hanno fermato in via delle Botteghe Oscure 5 ragazzi; tutti identificati e accompagnati negli uffici di Polizia, per gli accertamenti.

Per A.M., romano di 18 anni, ritenuto responsabile materiale della violenta aggressione, è scattato l’arresto per il reato di tentato omicidio in quanto, come già indicato, la vittima è stata ricoverata in ospedale con una prognosi di 30 giorni. In particolare l’uomo ha riportato gravi lesioni e fratture al viso per un calcio sferrato dal ragazzo.

Per gli altri quattro giovani fermati, uno di 19 anni, due di 18, e uno di 17, è scattata la denuncia per i reati di lesioni e percosse. Alla base dell’accaduto, fa sapere la polizia, sembrano esserci motivazioni razziali: “Negro”, “Extracomunitario tornatene a casa tua”, ll branco avrebbe urlato contro l’uomo insulti e frasi come queste. La vittima era insieme a un egiziano, che è riuscito però a defilarsi.

agi/adnkronos

Volley Maschile – L’Indomita Salerno batte Pomigliano e si rilancia

INDOMITA SALERNO-ELISAVOLLEY POMIGLIANO 3-1
(23-25, 25-15, 25-21, 25-22)
INDOMITA: Barbato, Carratù 6, Citro 8, Manzo 7, Memoli 5, Morriello 1, Pagano M. 8, Prisco, Sabatino 3, Senatore 12, Zucchi 1, Petrosino (L), Pagano G. (L2). All. Vitale
ELISA VOLLEY POMIGLIANO: Mantova, Maisto, Coppola, Di Biase, Tartaglione, Esposito, Limongello, Sposito, Barone, Grazioso, Faenza, Pinto (L), Cantone (L2). All. Leone
Arbitro: Morena di Angri

Immediato riscatto dell’Indomita maschile che alla Senatore supera 3-1 l’Elisa Volley Pomigliano conquistando la seconda vittoria stagionale. Un successo meritato per capitan Morriello e compagni che salgono così a quota sei in classifica dopo le prime tre giornate. A inizio gara c’è la novità Carratù al centro con Citro in casa Indomita. La sfida si apre con un servizio vincente di Morriello, ma il Pomigliano con i punti di Maisto va subito avanti 1-6. Diversi gli errori, in ricezione, dell’Indomita che poi, grazie ai punti di Senatore e Citro, riesce a tornare a meno due, 10-12. Gli ospiti però riescono sempre a conservare un minibreak di vantaggio. Poi quando Senatore mette a terra il pallone del 18-19, il Pomigliano allunga nuovamente e si porta sul 19-23. L’Indomita reagisce, annulla un setpoint con Manzo ma cede il set 23-25. La reazione dei ragazzi cari alla presidente Ruggiero è veemente. Trascinata dai punti di Senatore, top scorer del match, l’Indomita parte bene e va subito 7-0. Il Pomigliano prova a reagire ma commette troppi errori. L’Indomita ringrazia e va anche a più 11, 17-6. Non c’è praticamente storia. Vanno a segno anche Memoli e Carratù e il set si chiude 25-15. Molto più equilibrato, invece, l’andamento del terzo set. Il Pomigliano riesce sempre a essere avanti di uno, poi un muro di Pagano vale la parità a quota 11, con l’Indomita che torna avanti grazie ad un ace di Citro, 15-14. Il set resta in equilibrio. Pagano mette a terra l’importante pallone del 18-18 che dà il là all’allungo dell’Indomita che chiude 25-21 con due ace consecutivi di Citro. Nel quarto set in casa Indomita c’è Sabatino al posto di Manzo. Il set si gioca in sostanza punto a punto, con nessuna delle due squadre che riesce a scappare nel punteggio. A metà parziale entra in campo Zucchi al posto di capitan Morriello in regia. E proprio il giovane palleggiatore piazza il muro del 13-12. Il Pomigliano, però non demorde, e resta incollato all’Indomita, portandosi anche sul più 2, 17-19. Grazie al muro di Carratù e a un punto di Sabatino l’Indomita ritrova la parità a quota 20, per poi piazzare il break decisivo con Senatore che va a mettere a terra il pallone del 25-22 che regala i tre punti all’Indomita. “Dopo la sconfitta contro la Volley World” – ha dichiarato coach Vitale al termine del match – “era importante ripartire con il piede giusto sfruttando il fattore casa. Questi sono tre punti importanti per il morale e per la classifica. Alla vigilia conoscevamo le insidie di questa gara e il Pomigliano in campo ha confermato di essere una buona squadra con diverse individualità interessanti. Dal canto nostro non abbiamo espresso il miglior gioco, anche a causa dei carichi di lavoro diversi effettuati nel corso della settimana e forse siamo scesi in campo anche un po’ intimoriti dopo la sconfitta di domenica scorsa. L’importante è aver preso i tre punti”. Tra le note liete la prestazione del giovane palleggiatore, Domenico Zucchi, bravo a entrare in un momento delicato e a trascinare la squadra: “Sono soddisfatto” – ha dichiarato il giovane atleta dell’Indomita – “voglio ringraziare i mister per avermi dato fiducia e di poter dimostrare di poter giocare in serie C. Importante è aver conquistato i tre punti, fondamentali dopo la sconfitta. Il mio ruolo? E’ un ruolo che richiede calma e freddezza ma è determinante saper gestire la pressione soprattutto alla mia età”. Dopo questo successo l’Indomita tornerà subito in campo. Mercoledì, infatti, è in programma il derby in casa della Vitolo Volley: “Abbiamo già giocato contro di loro in Coppa” – conclude Zucchi – “è una squadra giovane, tipo il Pomigliano, e il nostro obiettivo deve essere quello di conquistare i tre punti per allungare la strisca di vittorie consecutive”. Da ricordare, infine, che la gara Indomita Salerno-Elisa Volley Pomigliano sarà trasmessa in differita sul digitale terrestre sui canali del bouquet di Lira Tv.

Comunicato Stampa

Barano:Rizzo pareggia in extremis a 10 uomini dopo il rigore di Di Monaco

A cura di Simone Vicidomini

Il Barano riesce ad acciuffare un punto salvezza nella gara disputata contro la Maddalonese. Dopo un primo tempo dominato a lunghi tratti dai casertani,oltretutto i bianconeri si sono trovati in inferiorità numerica per l’intero arco della ripresa. Gli ospiti come detto prima,sin dai primi minuti hanno controllato il pallino di gioco,andando più volte vicino al gol,ma Martucci ha salvato il risultato con miracoli assurdi,in almeno due nitide occasioni da gol. Il gol del vantaggio degli ospiti è arrivato sul finire del primo tempo,dopo un fallo da ultimo uomo di Chiariello in area di rigore su Monaco Di Monaco. Lo stesso attaccante ha trasformato dagli undici metri con un tiro di potenza. La prima frazione si è chiusa con il vantaggio dei casertani. Nella ripresa la squadra di Sannazzaro convinta di poter controllare il risultato è scesa in campo con poca incisività,sbagliando anche la palla gol del doppio vantaggio. Billone Monti nella ripresa ha posizionato Di Costanzo in avanti al fianco di Rizzo,cercando di innescare qualche ripartenza sulle palle lunghe che però non ha inciso come si prevedeva. Ma proprio su uno di questi lanci lunghi dalla difesa, è arrivato un calcio di punizione dove gli aquilotti hanno trovato il meritato pareggio dopo un assedio per l’intero arco del secondo tempo. E’ stato proprio Rizzo a trovare il gol del pareggio sfruttando una respinta corta in area di rigore sugli sviluppi di un calcio di punizione scodellato al centro da parte di Esposito. La formazione di Billone Monti ancora una volta si è ritrovata a giocare in inferiorità numerica dopo la scorsa partita casalinga vinta con il Monte Di Procida. I risultati non possono che dar ragione alle statistiche: terzo risultato utile consecutivo con appena un gol incassato nelle ultime tre partite con tre dirette concorrenti per la salvezza.

LE FORMAZIONI – Il Barano deve rinunciare ad Angelo Arcamone (rottura del crociato anteriore del ginocchio destro per lui, stagione praticamente finita) e Monti schiera i suoi con un 4-5-1 simile a quello mandato in campo contro la Sessana. Fra gli aquilotti, in porta c’è Martucci, mentre la difesa è formata da Errichiello, Chiariello, Di Costanzo ed Accurso. A centrocampo ecco Ferrari, Capone e Kikko Arcamone con Cuomo e Di Massa sulle fasce, mentre l’unica punta è Rizzo. La Maddalonese deve fare a meno degli infortunati Celio, Farina e Picozzi e mister Sannazzaro la mette in campo con 4-3-3 che prevede Merola fra i pali e la difesa formata da Pucino, Bellopede, Gargiulo e Piccirilo. Nella zona centrale agiscono Bonavolontà, De Rosa e Cristiano mentre in avanti ci sono Izzo, Monaco di Monaco e Cerrato.

 La partita avrebbe dovuto iniziare dopo il minuto di riflessione sulla Shoah, imposto dalla FIGC dopi i fatti accaduti allo stadio “Olimpico” di Roma durante Lazio-Cagliari, ma il Sig. De Cicco deve essersene dimenticato. Subito i maddalonesi in avanti comunque, con un tentativo di testa terminato fuori di Monaco di Monaco. L’intraprendenza ospite viene rotta dal Barano con qualche tentativo in ripartenza: il copione della gara appare subito abbastanza chiaro. Al 9’ la prima era conclusione verso una delle porte è della Maddalonese, con De Rosa, ceh dal limite ha impegnato severamente Martucci, che devia in angolo. Poco dopo è Arcamone che ci prova dai 22 metri dopo una bella progressione palla al piede, ma il suo calcio termina di poco alto. Al 14’, al termina di una lunghissima azione, ci prova Ferrari dai 30 metri al volo: il tentativo è spettacolare ma poco efficace. La gara si sposta ad essere combattuta a centrocampo. Cristiano prova a rompere l’equilibrio alla mezz’ora, con un sinistro dal limite che termina abbondantemente fuori. Al minuto 35 secondo miracolo di Martucci: la Maddalonese batte velocemente una punizione sulla tre quarti, la palla arriva a Izzo che crossa per Monaco di Monaco che svetta di testa senza marcatura ma trova l’estremo baranese prontissimo alla deviazione, sulla respinta Cerato spreca mandando fuori di poco.

Il calcio di rigore segnato da Monaco Di Monanco
Foto di Simone Vicidomini Vivicentro,.it

Al 38’ l’episodio che cambia il match: Monaco di Monaco anticipa un disattento Di Costanzo e si invola verso la porta ma viene atterrato in area da Chiariello che causa rigore e si becca il rosso. Dal dischetto va lo stesso numero 9 casertano che spiazza Martucci. Billone effettua due cambi: Cuomo lascia il campo per Monti jr e Di Massa per Filosa: 4-4-1 per gli aquilotti. Poco dopo, Martucci salva la porta di casa deviando una bella conclusione di Izzo in corner. In chiusura di tempo, è Cerrato a provarci per gli ospiti con un ingresso in area dalla sinistra, ma Martucci fa buona guardia sul primo palo.

 La ripresa si apre con un importante variazione tattica in casa Barano: Billone passa tre dietro (Errichiello, Monti ed Accurso) e sposta Di Costanzo al fianco di Rizzo in avanti per un 3-4-2 davvero inedito. Il Barano prova ad essere intraprendente ma su una ripartenza è Cerrato ad entrare in area di casa palla al piede senza riuscire a concludere. Nel giro di un paio di minuti arrivano due gialli per il Barano, se li beccano Errichiello e Rizzo. In questa ripresa c’è solo il Barano in campo: la squadra bianconera prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. La Maddalonese alleggerisce la pressione del Barano al 63’ con una conclusione di De Rosa parata a terra da Martucci. Primi cambi anche per Sannazaro, che prova a scuotere i suoi: al 66’ ecco in campo Capobianco e La Torre per Cerrato e De Rosa. Parecchi i calci piazzati in zona offensiva per il Barano, ma nessuno dei quali ha prodotto una conclusione pericolosa verso la porta. Al 74’ è Monaco di Monaco, entrato ina rea dalla sinistra a calciare sul primo palo ma anche sull’esterno della rete. Al 76’ esce Ferrari ed entra Esposito fra i padroni di casa, giusto in tempo per battere un corner che attraversa pericolosamente tutta lo specchio della porta ospite. La girandola dei cambi investe anche i maddalonesi Cristiano ed Izzo, che escono per Cristiano e Franchini.

Il Barano preme con veemenza, ma le conclusioni continuano a latitare. Al minuto 86’ la Maddalonese spreca l’occasione per il raddoppio con Basilicata che, praticamente solo davanti a Martucci calcia fuori. Al 91’ ennesima punizione per il Barano sulla trequarti ospite, la calcia Esposito che centra per Di Costanzo che colpisce di testa, Merola respinge come può e Rizzo segna da due passi. La punta esulta con tutto lo stadio, si leva la maglietta e si becca il secondo giallo che lo costringe a lasciare il campo. Pareggio meritato per il Barano, che ha spinto per tutto l’arco della ripresa. La gara termina 1-1.

BARANO                          1

MADDALONESE 1919    1

BARANO: Martucci, Errichiello, Accurso, Ferrari (76’ Esposito), Di Costanzo, Chiariello, Arcamone G. G., Capone, Rizzo, Cuomo (41’ Monti), Di Massa (41’ Filosa). A disposizione: Di Chiara, Trani, Scritturale, Manieri. All.: Monti

MADDALONESE 1919: Merola, Pucino, Piccirillo, Bonavolontà, Bellopede (Blandolino), Gargliulo, Izzo (78’ Franchini), De Rosa (66’ La Torre), Monaco di Monaco, Cerrato (66’ Capobianco), Cristiano (78’ Basilicata). A disposizione: De Lucia, Capone. All.: Sannazzaro

Arbitro: Alessio De Cicco della sez. di Nola (Assistenti: Michele De Capua sez. Nola, Francesco Iannello sez. Nocera Inferiore)

Reti: 39’ Monaco di Monaco rig.(M); 90’+1 Rizzo (B)

Ammoniti: Arcamone, Errichiello, Ferrari e Rizzo (B); Bellopede e Pucino (M)

Espulsi Chiariello (B) al 38’ per fallo da ultimo uomo, Rizzo (B) al 90’+1 per doppia ammonizione

Calci d’angolo: 5-4

Recupero: 2’ p.t., 5’ s.t.

Spettatori 120 con una minima rappresentanza ospite

Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra

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È difficile che un Paese ingovernabile abbia un’economia in buona efficienza. Questa ipotesi di ingovernabilità dovrà essere superata

Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra

IL NOSTRO giornale di ieri ha pubblicato un ampio articolo di Jürgen Habermas, uscito pochi giorni fa su Der Spiegel, il cui titolo è: “Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa”. E quali sono le false idee sull’Europa secondo Habermas? Quelle che emergono a Berlino nelle classi dirigenti e nella pubblica opinione: le istituzioni europee debbono restare così come sono; sovranismo delle Nazioni confederate, sulle quali prevale la forza della Germania che è il Paese più importante dal punto di vista geopolitico e da quello economico.

La Germania ha da tempo superato la sconfitta subita nella guerra mondiale che cominciò nell’autunno del 1939 e terminò nel ’45. Sono passati 72 anni da allora e il tempo corre con una velocità molto notevole. Perciò la sconfitta è stata dimenticata, le responsabilità della guerra sono anch’esse dimenticate.

Hitler di certo non è dimenticato, la strage dei campi nazisti nei quali furono uccisi milioni di donne, uomini, bimbi e vecchi, è sempre presente nella memoria dei tedeschi ma la Germania di oggi è un Paese diverso, certamente democratico; perciò non ha nulla a che vedere con ciò che avvenne quasi un secolo fa. Questo pensano tutti i tedeschi ed anche tutti gli europei e il mondo intero: la Germania d’oggi è un’altra e per fortuna è con quella che dobbiamo parlare.

C’è però un problema tutt’altro che secondario, che Habermas ha individuato e al quale ha dedicato gran parte del suo articolo. Il problema è Macron e il suo europeismo. Finora l’europeismo non era un tema francese, al contrario. La Francia non è mai stata europeista, anzi è stata l’avversaria dell’europeismo. De Gaulle uscì perfino dalla Nato. In seguito, quando tutta l’Europa decise di darsi una Costituzione che avrebbe finalmente realizzato la Federazione analoga a quella degli Stati Uniti, con un presidente della Repubblica dotato di pieni poteri di governo, il compito di presiedere quel gruppo di lavoro fu affidato al francese Giscard d’Estaing, con vice presidente l’italiano Giuliano Amato. Una volta terminato il lavoro il documento fu inoltrato a tutti gli Stati membri dell’Unione europea per l’approvazione e quindi la messa in opera per realizzarla. Gli Stati l’approvarono salvo la Francia e l’Olanda che indissero un referendum in proposito e la Costituzione preparata dal quel gruppo di lavoro fu bocciata dal popolo francese e olandese. Naturalmente la Francia rimase isolata in Europa ma questo era l’umore dei suoi cittadini elettori.

Per rompere l’isolamento fu trovata una furbizia diplomatica: redigere un Trattato che avrebbe accolto gran parte dei temi contenuti nel progetto costituzionale sotto forma non di regole anzi esclusivamente di principi. Si chiamò il Trattato di Lisbona poiché era stato redatto nella capitale portoghese ed è tuttora vigente ma i principi non sono impositivi. Gli Stati dell’Unione, se vogliono, possono attuare quei principi, ciascuno a suo modo. Siamo quindi ben lontani da una Costituzione. Habermas si è innamorato delle proposte di Macron in materia.

Macron si è presentato come europeista fin da quando si aprì la battaglia per la presidenza francese ma sembrava allora una delle tante dichiarazioni d’opinione d’un programma con il quale Macron riuscì ad eliminare al primo turno Marine Le Pen e il suo europeismo fu una delle carte che lo aiutò a vincere. Sembrava però che fosse appunto una specie di tema elettoralistico anche perché la Germania non era ancora arrivata alle proprie elezioni politiche e quando si parlava d’Europa federata Merkel non apriva bocca, non diceva né sì né no. Ma in questi giorni Macron ha ripreso la battaglia europea che anzi sembra diventata il suo principale tema di riferimento.

Habermas è anch’egli a favore dell’Europa federata tanto più oggi in quanto il suo Paese, sempre guidato da Merkel ma alleato e quindi condizionato da partiti antieuropei, rende il tema più che mai attuale e quindi è completamente allineato con Macron il quale a sua volta ha alle spalle un Paese che ha guidato l’Europa nella politica, nell’economia e nella cultura, dai tempi del Re Sole e poi di Napoleone I e Napoleone III. Le classi dirigenti di tutto il nostro continente avevano come lingua franca il francese e i valori dopo la grande Rivoluzione diffusi in tutto l’Occidente erano quelli che i francesi avevano definito: liberté, egalité, fraternité.

Macron certamente sa che l’Europa d’oggi avrà come vertice la Francia e non la Germania e neppure la coppia dei due Paesi insieme. L’Italia deve certamente far parte di questa campagna europeista ed è stata anche la politica europeista del Partito democratico da quando fu fondato da Prodi (l’Ulivo) poi da Veltroni (Partito democratico) e infine anche da Renzi quando trovava il tempo di occuparsi dell’Europa e che oggi, a dire il vero, non trova più. Perciò, per quanto mi riguarda, dico anch’io con Habermas: evviva Macron.

Anche l’Italia come quasi tutte le altre nazioni europee sta migliorando la sua economia: il reddito, gli investimenti, i consumi, le esportazioni ed anche l’occupazione (precaria). Lo dice il nostro ministro delle Finanze, lo dice la Commissione europea e — quel che più importa — lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi. Il miglioramento rispetto all’inizio della crisi nel 2008, e importato dalla vera catastrofe americana del 2007, è più lento degli altri Paesi ma c’è. Molti economisti dubitano che esso continui, è temporaneo ma forse tra qualche mese si arresterà. Personalmente non condivido questa tesi ma certo il governo non deve commettere errori che siano gravi e che capovolgano il ciclo.

È difficile però che un Paese ingovernabile abbia un’economia in buona efficienza. Questa ipotesi di ingovernabilità dovrà essere superata. Come? Con alleanze abbastanza solide negoziate prima o dopo le imminenti elezioni. Ma la situazione è tale da rendere impossibile che avvengano prima: sarebbe un handicap elettorale per tutti. E tuttavia il quadro delle forze in campo parla chiaro e vale la pena di esaminarlo.

Cominciamo dai 5 Stelle. Sappiamo che per loro le alleanze non debbono farsi, sperano di vincere da soli ma certo non ottenendo il 51 per cento dei voti come è necessario sia alla Camera sia al Senato ma con l’obiettivo di essere comunque il partito vittorioso rispetto agli altri. Stando ai sondaggi che registrano la realtà attuale potrebbero superare tutti gli altri partiti realizzando tra il 30 e il 35 per cento e non è escluso che arrivino anche al 40 ma certo non al 51. Non fanno alleanze ma Di Maio ha trovato un modo per superare questo principio che non può e non deve almeno oggi essere abbandonato: ha già detto che se riusciranno ad essere loro a fare il governo avranno come ministri pochi provenienti dal Movimento e molti presi invece tra personalità che abbiano notevole competenza nel dicastero che saranno chiamati a gestire.

Non è affatto escluso che questa trovata, abbastanza geniale, non nasconda anche un sotterfugio: i ministri più competenti possono esser presi da alcuni partiti che non hanno un’opposizione accanita contro i 5 Stelle ma possano però agganciare forze politiche minori. Una specie di alleanza non dichiarata ma effettuata. Ricorda Verdini. Per tramutare un’operazione del tipo in una alleanza sia pure indiretta è molto difficile trovare persone come Verdini. Lui è un santo e un demonio. Non se ne trovano in giro molti e dubito assai che quei pochi disposti all’alleanza indiretta con i 5 Stelle rappresentino partiti con un discreto numero di voti. In conclusione, nonostante la furbizia politica di Di Maio, i 5 Stelle potranno superare gli altri partiti ma non certo presiedere un governo.

Ed ora passiamo alla Lega di Salvini (probabilmente insieme a Meloni, la quale viene data tra i 4 e i 5 punti). Alla Lega viene attribuito tra il 14 e il 15 per cento più il 5 di Meloni si arriva al 20. Forza Italia è valutata attorno al 14-15 e perciò uniti insieme viaggiano verso il 35 per cento. Potrebbero anche arrivare al 40, più o meno come i 5 Stelle, ma anche loro ovviamente ben lontani dal 51.
La sinistra dissidente uscita dal Pd non è neppure unita. È composta da tre o quattro confraternite (non saprei come altro chiamarle per non usare la parolaccia schegge) che oscillano, se si unissero tutte insieme, tra il 10 e il 15 per cento. Sarebbe molto utile se, facendo valere la loro unione, e la possibilità che le percentuali di oggi siano leggermente più alte al momento delle elezioni, rientrassero nel partito, naturalmente come corrente molto bene individuabile. Senza porre inutili condizioni ma combattendo la loro battaglia interna di corrente e naturalmente esponendone i temi e le soluzioni sia per l’Italia sia per l’Europa poiché è indispensabile occuparsi anche dell’Unione, cosa che attualmente la sinistra dissidente non fa affatto.

Dubito molto che questa apertura avverrà, mentre credo che Renzi l’accoglierebbe. Durante la celebrazione del decennale dalla fondazione del Pd Renzi disse che concepiva un partito non chiuso ma aperto e forse alludeva a questa ipotesi. È anche vero che dopo quella giornata nella quale Veltroni fu chiamato padre del partito e quindi padre anche suo, Renzi è ritornato al “comando da solo” con tutti gli errori e le brutture che il “comando da solo” comporta. Tuttavia su questo tema di un rientro dei dissidenti potrebbe ritrovare un bernoccolo di saggezza politica.

La conclusione di questo esame di cifre politiche è purtroppo pessima: andiamo verso un Paese ingovernabile con i tre partiti maggiori che più o meno si equivalgono. Il Pd attuale è valutato tra il 25 e il 30 e quindi se non ci saranno novità o alleanze adeguate non sarà il primo ma il terzo partito, dopo la destra berlusconiana salviniana e i 5 Stelle grillini.

Ieri si è svolta a Napoli la conferenza programmatica del Pd. I programmi sono necessari e anzi indispensabili per poter essere attuati; ma se nessuno li attua ed anzi agisce al contrario di quanto previsto in quei documenti, i programmi diventano come il Trattato di Lisbona rispetto ad una Costituzione europea: affermano principi e valori e poi fanno esattamente il contrario.

Per questo mi ha dato una sensazione positiva l’intervento di Marco Minniti in quella riunione. Ha parlato di varie cose, di immigrati, sicurezza interna, Libia e della sua politica nei Paesi dove l’immigrazione è non un fenomeno di emergenza ma uno stato di fatto che durerà per moltissimi anni. Ma poi ha detto una frase che affrontava un problema di altro genere, con parole che implicitamente ponevano il tema del rafforzamento del partito e del governo e in qualche modo alludevano all’unificazione di tutta la sinistra.

Ne riporto una breve frase ma il tema era diffuso in tutto il discorso: «Da Napoli deve partire una grande passione unitaria. La sinistra senza la sfida del governo non esiste, questo è il cuore del problema. Se uno si ritira, si mette di lato, la sinistra perde se stessa e il popolo della sinistra non lo capirebbe e non lo perdonerebbe. La sfida è quella di lavorare insieme per battere la destra e sconfiggere i populismi. Adesso ho finito, abbraccio Renzi e abbraccio Paolo (Gentiloni)».

Queste sono le parole dette da Minniti alla conferenza programmatica di Napoli. I programmi sono cartapesta, bisogna attuarli. Perciò datevi da fare.

repubblica/Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra di EUGENIO SCALFARI

Fernandinho: ” Con il Napoli sarà una grande sfida, ma noi siamo pronti”

Al termine della partita vinta 3-2 col WBA, il centrocampista del Manchester City, Fernandinho,  ha parlato alla stampa inglese della prossima sfida contro il Napoli in Champions League. Ecco un estratto delle parole del nazionale brasiliana degli inglesi: “E’ un momento speciale per noi, abbiamo iniziato bene, stiamo segnando tanto. Sono felice della squadra e del primo posto in classifica. Dobbiamo continuare così. Napoli in Champions? Sarà una grande sfida. Avranno il supporto del loro pubblico, è una grande squadra ma siamo pronti, dobbiamo vincere per garantirci la qualificazione”.

Castellammare, al via la quinta edizione per lo “Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello”

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Castellammare – Si terrà dall’8 al 30 novembre la quinta edizione per lo “Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello”, organizzata dal “Teatro Tunica” , con l’ “Achille Basile, Le ali della lettura” di Maria Carmen Matarazzo.

L’edizione di quest’anno sarà diretta dal giovane commediografo stabiese Luca Nasuto e dal 2015 ha anche una sezione deicata alla poesia, con un riconoscimento di carattere internazionale che ha come scopo la diffusione dell’arte di Annibale Ruccello oltre i confini locali.

Di seguito il programma completo:

S’inizia l’8 novembre ore 18, – Museo Diocesano – con “Temi di performance art: alle origini di jazz e poesia” con Raffaele Ragone e Gino Romano.

L’11 novembre alle 18 – Museo Diocesano – l’attrice Martin Brochard in “I miracoli esistono solo per quelli che ci credono”. Sempre al Museo ci sarà l’anteprima della “Rassegna d’arte sacra” promossa dalla “Fede e Arte”, curata dall’arch. Gerarda Cimmino. Alle 19, conclusione con Marina Bruno in “Respiri on piano” con il maestro Giuseppe Di Capua.

Domenica 12 novembre alle 19 nella Sala “Ruccello” del “Montil” l’attrice Giulia Conte sarà la protagonista di “Signorì. Una storia quasi d’amore”.

Martedì 14 novembre alle 18 alla CPS presentazione del romanzo “Una lettera così lunga” della scrittrice Mariama Ba, a cura di Amalia Dema, con l’attore Marco Cannavacciuolo. La raccolta poetica “Globalizzazione” di Maria Criscuolo a cura dell’associazione “Moika” sarà presentata giovedì 16 novembre ore 18 al Circolo Nautico, con Maria Carmen Matarazzo.

Venerdì 17 novembre alle 18 al “Supercinema” l’attrice Margherita Di Rauso è protagonista della recente edizione curata dal regista Luca De Bei del ruccelliano “Week-End”, dopo un’introduzione critica di Matteo Palumbo, sotto l’egida del “Rotary” stabiese.

Alessandro Criscuolo sarà invece il protagonista de “Le 4 stagioni”, collage di canzoni e poesia, sabato 18 novembre alle 19 presso il Museo Diocesano. Nella stessa cornice domenica 19 alle 10.30 Vincenzo Zurlo “Oltre la trattativa” nella cura di “Trame d’autore” di Ciro Daino. In serata, alle 19, sala «Ruccello» del “Montil”, la voce di Enrico Vicinanza in “Casa Mozart”, con il pianista Francesco Aliberti.

Mercoledì 22 novembre alle 18 – Museo Diocesano – “Dalla tradizione orale alla poesia: una voce per il mito “con Raffaele Ragone e Bruno Di Pietro. Nella giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre l’appuntamento della FIDAPA stabiese della presidentessa Filomena Varvo, alle ore 10.30 nell’Auditorium del “Severi” con lo psicologo e psicoterapeuta Angelo Gismondi. Nella stessa giornata – Museo Diocesano – ore 19, la “Basile” curerà la presentazione del testo della scrittrice Marcella Continanza “Poesia al cinema”.

Domenica 26 novembre alle 19 nella sala “Ruccello” del “Montil” l’attore Ernesto Lama, con il chitarrista Aniello Palomba, nello spettacolo di prosa e musica “Assolo per due”.

Lunedì 27 novembre al Museo Diocesano alle ore 18, Carmen Matarazzo ed Angelo Putignano presenteranno il libro di Angelo Mascolo, “La primavera cade a novembre (Homo scrivens editore)”. Clou la consegna dei premi di drammaturgia e poesia «Annibale Ruccello». Quest’anno la premiazione si terrà nel Salone Conferenze della Banca Stabiese alle 18 di mercoledì 29 novembre: i vincitori riceveranno i premi scolpiti dal maestro Umberto Cesino.

Il 30 novembre ore 11 al “Supercinema” spettacolo curato dagli allievi del laboratorio guidato da Luca Nasuto, con la piéce “Romeo e Giulietta, sogno d’amore a breve”. Chiuderà Valentina Stella con un concerto al “Supercinema” il 30 novembre ore 21.

Fonte: Blastingnews.com

Per il Napoli prove generali in vista del big match di Champions contro il City

Come riporta l’edizione odierna di Repubblica, le quattro giornate del San Paolo cominciano oggi (ore 15), con il turno di campionato sulla carta abbastanza abbordabile contro il Sassuolo, che rappresenta per il Napoli anche l’ultima prova generale in vista della supersfida di Champions League in programma mercoledì sera a Fuorigrotta, contro il Manchester City di Pep Guardiola. Diverso sarà però solo lo spessore dell’avversario, ovviamente di gran lunga più prestigioso e impegnativo all’appuntamento internazionale. Ma la posta in palio conta tantissimo anche nell’undicesima giornata della serie A, in cui gli azzurri scendono in campo per blindare e se possibile pure per consolidare il loro primato in classifica. Nonostante la sua straordinaria partenza, infatti, la squadra di Maurizio Sarri non è ancora riuscita a trasformare il suo allungo in una vera e propria fuga, come sarebbe stato invece lecito sperare con un bilancio di 9 vittorie e appena un pareggio nelle prime dieci partite. Non molla un centimetro la Juve, che ha vinto (2-0) ieri a San Siro nell’anticipo con il Milan. C’è un motivo in più, dunque, per non mollare la presa e continuare a spingere al massimo sull’acceleratore, mettendo da parte per il momento la rivincita europea contro gli inglesi. Lo hanno capito benissimo anche i tifosi, la cui festosa invasione trasformerà la domenica della capolista in un vero e proprio happening, con oltre 50 mila tifosi annunciati allo stadio. Hamsik e compagni potranno contare ancora una volta sulla spinta di un pubblico da record, insomma, deciso a diventare un fattore decisivo nella appassionante volata per lo scudetto. Il dodicesimo uomo è già sceso in campo con successo nel turno infrasettimanale di mercoledì scorso a Marassi, dove i seimila tifosi al seguito hanno aiutato il Napoli a conquistare la laboriosa vittoria contro il Genoa, in rimonta. Con il Sassuolo, almeno in teoria, la sfida di oggi dovrebbe presentare un coefficiente di difficoltà inferiore, anche se nella scorsa stagione gli azzurri sono stati fermati per due volte sul pareggio dalla formazione emiliana: 1-1 al San Paolo e 2-2 nella rivincita al Mapei Stadium, costato il secondo posto in classifica. Dopo la staffetta in panchina tra Di Francesco e Bucchi, però, la formazione capitanata da Paolo Cannavaro (che ha recuperato in extremis ed è stato convocato), ha perso un po’ di sicurezza e sarà oltretutto priva nella trasferta di Fuorigrotta della sua stella, l’infortunato attaccante Berardi. Per Sarri, che ha tutto l’organico a disposizione tranne Milik, ci saranno invece solo problemi di abbondanza. Scontato il turn over, con Albiol, Allan e Jorginho pronti al rientro dopo il pit stop a Marassi (fuori Chiriches, Diawara e Zielinski) e la probabile staffetta sulla fascia destra tra Hysaj e Maggio. Dietro l’angolo c’è pure la decisiva sfida di Champions con il City e s’impone dunque una saggia rotazione tra i titolari. Il Napoli ha dato la priorità soprattutto al campionato, finora, ma non ha ancora rinunciato a essere protagonista anche in Champions. Lo hanno capito pure i tifosi, che hanno preso d’assalto il botteghino sia per la sfida di oggi pomeriggio contro il Sassuolo, sia per quella di mercoledì sera con il Manchester City. Saranno almeno in centomila a dare la carica agli azzurri, dunque, in quattro giornate molto importanti su entrambi i fronti. Sarri non farà calcoli, turn over a parte. Gli osservati speciali al San Paolo saranno Insigne (alla gara numero 53 consecutiva) e Hamsik, alla ricerca del gol che gli permetterebbe di eguagliare il gol di Maradona. Ma prima di tutto viene la difesa del primato. Con il Sassuolo, che ha già fatto troppi danni, c’è un conto aperto da regolare.

Camolese: “Con Mertens il Napoli ha risolto due problemi”

Camolese: “Con Mertens il Napoli ha risolto due problemi”

Giancarlo Camolese ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli: “E’ un turno di campionato interessante anche se manca molto alla fine della stagione. Milan-Juve resta comunque una gara di livello perchè i rossoneri vogliono recuperare posizioni mentre i bianconeri non possono perdere punti visto il cammino che stanno facendo Napoli e Inter. La Juve lo scorso anno sembrava irraggiungibile mentre ora perde qualche colpo, il Napoli è cresicuto molto ed è meritatamente in testa. Il divario tra le grandi e le piccole è aumentato anche se in testa ora c’è molto equilibrio. Mertens? Per come giocava il Napoli uno come Gabbiadini non mi semrbava l’uomo giusto. Sarri in un colpo ha risolto due cose dando continuità ad Insigne e trovando uno come il belga che si è reso conto di poter fare grandi cose da punta centrale. Il Napoli è fortissimo, deve fare un ultimo passo e mi riferisco al fatto di essere consapevole delle sue qualità e non concedere 20 minuti agli avversari come contro il City”

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Rende 1 – 0

Esordio al Menti vittorioso per la Juve Stabia, che supera il Rende con il minimo scarto grazie alla rete di Daniele Paponi

PODIO
Medaglia d’oro: a Luigi Canotto, migliore in campo per la seconda volta consecutiva. Dopo un inizio di stagione condizionato da una preparazione fisica un po’ affrettata, l’esterno offensivo ex Trapani sta mettendo in luce tutte le sue qualità. Altra grande prestazione e, soprattutto, altro assist decisivo per la rete che consente alla Juve Stabia di portare a casa i tre punti. L’accelerazione con cui, al 40esimo del primo tempo, il numero 18 salta il suo avversario sull’out sinistro è bruciante, così come “solo da appoggiare in rete” (per usare la descrizione di un gol ben più importante: Semifinale Mondiale 1982 Italia – Polonia, doppietta di Paolo Rossi) è il pallone servito a Daniele Paponi. E’ la rete che rilancia le Vespe e che segna, in tutti i sensi, un nuovo capitolo della storia di questa stagione. Da apprezzare anche l’importante lavoro in fase di copertura e ripiego difensivo ben fatto da Canotto.

Medaglia d’argento: a Daniele Paponi, che con la sua rete decide una gara per lunghi tratti bloccata. Gara non appariscente quella dell’ex punta del Latina, ma estremamente concreta nella sua semplicità. Due palle gol avute ed un gol realizzato: percentuale di realizzazione del 50%. Dopo un colpo di testa ravvicinato e che avrebbe dovuto indirizzare decisamente meglio, il numero 10 stabiese si prende la rivincita capitalizzando al massimo l’invito di Canotto. Gol decisivo, impegno e tanto lavoro sporco per il centravanti cresciuto nel Bologna; se riuscisse a far salire quel 50% del rapporto gol – occasioni avute, sarebbe un calciatore devastante. Ad ogni modo, la doppia cifra si avvicina sempre più.

Medaglia di bronzo: a Luigi Viola, metronomo del centrocampo stabiese. Ad oggi è Viola il motore della squadra di Caserta e Ferrara, il calciatore cui affidare il pallone quando scotta o quando la giocata diventa difficile. Altre prestazione di spessore per il centrocampista napoletano, che ben dirige la squadra dispensando palloni, dinamismo ed intelligenza tattica. Ci sta che non tutti i palloni smistati possano essere col “contagiri”, ma per il lavoro che fa, è giusto perdonare a Viola qualche errore. Il numero 15 detta i tempi senza trascurare il lavoro sporco e di contrato sugli avversari: fioretto e sciabola.

CONTROPODIO
Medaglia d’oro: al nervosismo finale dovuto al gol (poi non gol) Simeri – Lisi. Dispiace che una bella serata, conclusasi con la vittoria, sia stata in parte “sporcata” dalla reazione di Simeri contro il compagno di squadra, reo di avergli soffiato il gol del raddoppio. Va detto che probabilmente la palla sarebbe stata spazzata dal difensore, quindi l’intervento di Lisi è stato giusto più che egoista e, rivedendo le immagini, è da sottolineare che il fuorigioco sbandierato è un errore macroscopico della terna arbitrale. Al netto di queste precisazione, vedere Caserta fiondarsi sul suo attaccante per placare la sua reazione non è stato un bel segnale. Il gruppo prima di tutto, sperando che l’episodio sia già chiuso, chiarito e dimenticato.

Medaglia d’argento: a Valerio Nava, troppo impreciso al cross. Tanta generosità e corsa nella gara del terzino destro, che sbaglia però troppe volte la misura del cross. Almeno due i traversoni “comodi” e potenzialmente decisivi sbagliati dal 7 tra la disperazione dei compagni. Serve un pizzico di freddezza in più.

Medaglia di bronzo: a Filippo Berardi, che non incide all’esordio al Menti. Gara subito in salita per il giovane esterno, atterrato dopo pochissimi minuti con un brutto fallo che ha il valore di un segnale da parte degli avversari. Berardi non riesce a sgusciare tra le maglie biancorosse e non replica l’ottima prova offerta contro l’Akragas. Alti e bassi più che comprensibili alla sua età.

Basket – La Givova Ladies si perde sul più bello. Salerno vince nel finale

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Trasferta amara a Salerno per la Givova Ladies Scafati che perde 57-52 al PalaSilvestri. Delusione per il team di coach Nicola Ottaviano, che poteva sicuramente avere maggior fortuna in alcuni frangenti.
Inizio in salita per la formazione in canotta arancio, che subisce le realizzazioni di Ceccardi e Melin (9-5). Scibelli tenta di tenere botta, ma De Mitri firma addirittura il +8 (15-7), che costringe le ospiti al time out. Poi l’ingresso sul parquet di Negri dà la scossa giusta a Scafati che recupera e solo a causa di due liberi falliti da Iozzino non finisce avanti il primo quarto (15-14). Nei secondi dieci giri di lancetta la Givova Ladies prende in mano l’inerzia della gara. E’ Čičić storidre le locali con una serie di centri che danno alle viaggianti un cospicuo vantaggio (20-29). Sul finire Melin, dai 6,75 cerca di limitare i danni, ma una bomba allo scadere sempre della croata spedisce le squadre negli spogliatoi sul 23-32.
Scafati poi si dimentica di rientrare in campo e permette a Salerno di rimontare subito il gap. Sono sempre Ceccardi e Melin a trovare il fondo della retina che porta in un amen al 32 pari. Le ospiti perdono così la maniglia in attacco e le padrone di casa ne approfittano per tenersi a debita distanza con le mani roventi di Melin e Ingrassia (44-40). Negli ultimi dieci giri di lancetta la Givova Ladies tenta l’ultimo sforzo e raggiunge anche la parità a quota 47 con Negri. Poi alcune amnesie difensive e qualche errore di troppo al tiro mandano Scafati fuori giri. Ne approfitta una fredda Ingrassia, che mette a segno i tiri della staffa. A fine partita Salerno festeggia assieme ai propri tifosi.
Amarezza, ma non rassegnazione, nelle parole di coach Nicola Ottaviano al termine dell’incontro. “All’inizio siamo stati un po’ molli in difesa, poi siamo saliti di giri arrivando fino alle nove lunghezze di differenza. Non è facile vincere quando si sbagliano troppi tiri puliti e diventa normale che in difesa si possa abbassare l’intensità. Complimenti comunque a Salerno che ha preparato bene la sfida. Non posso, però, rimproverare nulla alle mie ragazze. Hanno cercato sempre di dare il massimo, anche se ad un certo punto la palla non voleva proprio saperne di entrare. Adesso pensiamo a Cercola, altra sfida importante per la nostra stagione”.

Salerno Basket ‘92- Givova Ladies Scafati 57-52

Salerno Basket ‘92: Ingrassia 14, Caputo, De Mitri 5, Galdi, Arase n.e., Ceccardi 14, Esposito, Ledda n.e., Assentato 6, Giulivo 3, Melin 15. All. Palumbo

Givova Ladies Scafati: Sicignano n.e., Iozzino 8, Busiello n.e., Porcu, Sapienza 4, Ottaviani n.e., Serra, Scibelli 13, Negri 10, Baglieri n.e., Falanga, Čičić 17. All. Ottaviano

Arbitri: Femminella e Sacco di Salerno

Parziali: 15-14, 23-32, 44-40

Buffon: “Il Napoli è stato più bravo di noi, ma non incarna la nostra filosofia di gioco”

Al termine della partita vinta con il Milan, Gianluigi Buffon ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium:”Abbiamo giocato una partita più umile e con maggiore spirito di sacrificio del solito. Siamo stati molto bravi nel capire cosa serviva per vincere. Abbiamo fatto bene anche nelle prime partite, se le altre vincono sempre noi possiamo farci poco. Noi ora dobbiamo cercare di vincere e migliorare sempre. Rugani e’ un ragazzo molto talentuoso e affidabile. Non è facile vestire i panni del giocatore navigato in una squadra come la nostra da cui si pretende sempre tanto. È giovane, ha bisogno del tempo necessario anche per sbagliare. Il modo in cui lo stanno gestendo è quello più giusto per farlo crescere. Napoli? Siamo due squadre che fanno un tipo di calcio diverso e hanno qualità diverse. Quindi noi non vogliamo essere il Napoli, che non rappresenta la nostra idea di calcio. Il Napoli è stato più bravo di noi finora”.

Agerola, cade durante un’escursione sul sentiero degli Dei. Muore turista americana

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Il Sentiero degli Dei è una delle meraviglie della zona dei Monti Lattari tra Agerola e Positano, metà ogni anno di escursionisti più e meno esperti. Vi ha trovato però una tragica morte una turista  americana di 63 anni, caduta mentre percorreva nella giornata di ieri il sentiero.

Pare che la donna fosse sola al momento del dramma e che abbia impattato con la testa al suolo dopo essere scivolata, provocandosi una profonda ferita lacerocontusa alla testa che le è stata fatale.

Sul posto sono intervenuti i sanitari della Misericordia di Agerola, come era pronto  a intervenire anche una eliambulanza, fermata dopo la comunicazione del decesso della turista.

La salma è stata trasferita presso l’obitorio di Castellammare Di Stabia in attesa della conclusione  delle indagini dei Carabinieri di Positano.

VIDEO ViViCentro – Menti, il sindaco Pannullo: “Atto dovuto, Fiore ha dato tanto a questa città”

VIDEO ViViCentro – Menti, il sindaco Pannullo: “Atto dovuto, Fiore ha dato tanto a questa città”

Un momento particolare quello vissuto prima del match che la Juve Stabia ha giocato contro il Rende al Menti. E’ stata svelata la targa in ricordo del presidente Roberto Fiore: oggi la Tribuna Centrale sarà a lui intitolata. Un messaggio toccante del presidente Franco Manniello ha anticipato il momento alla presenza della moglie del compianto presidente, la Sig.ra Carmela. Erano presenti anche la figlia di Fiore, con l’Head of operations del Napoli, Alessandro Formisano, Gianni Improta, il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo e il consigliere Giovanni Nastelli, mente e braccio di questa iniziativa. Al termine della cerimonia abbiamo ascoltato il sindaco Antonio Pannullo.