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Fincantieri, si lavora a rendere Castellammare un polo di prim’ordine

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L’ Amerigo Vespucci, la Partenope e la Borbona, tante navi storiche che hanno come luogo di nascita Castellammare di Stabia, che dal 1700 è uno dei più grandi poli della cantieristica navale. Nel 1985 i cantieri stabiesi sono stati rilevati dalla Fincantieri, che con il passar del tempo ha messo in secondo piano la città delle acque, costando anche il posto di lavoro a tanti stabiesi. La sfida dell’ attuale sindaco di Castellammare di Stabia, il quale insieme al Governo, Regione e Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, vogliono rendere Castellammare un polo di prim’ordine della cantieristica navale. Del resto Fincantieri non può rinunciare ad un sito così specializzato come quello stabiese.

Oggi Avvenne: nel 2009 la rimonta contro la Juventus

Nel 2004 il primo gol di Sosa

Il giorno 31 ottobre il Napoli ha giocato dodici partite, nove in serie A, due in serie B ed una in serie C1, conquistando cinque vittorie e quattro pareggi, con tre sconfitte.

Nel 2004 (1-2 dal Chieti) ci fu il primo gol in maglia azzurra del “Pampa” Sosa

Ricordiamo il 3-2 alla Juventus nell’undicesima giornata della serie A 2009/10

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Campagnaro (58′ Datolo), Cannavaro, Contini, Aronica, Maggio, Cigarini, Gargano, Hamsik, Lavezzi (87′ Pazienza), Denis (69′ Quagliarella)

I gol: 35′ Trezeguet, 54′ Giovinco, 59′ hamsik, 64′ Datolo, 81′ Hamsik

Il 3-2 in rimonta alla Juventus è l’ultima vittoria degli azzurri in casa dei bianconeri.

Quel Napoli di Mazzarri chiuse il torneo al sesto posto. Lo scudetto andò all’Inter di Mourinho.

 

fonte: sscnapoli.it

Terme di Stabia, gli ex operai chiedono chiarezza sui loro licenziamenti

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Gli ex dipendenti delle Terme di Stabia vogliono capire perché si è arrivati alla lettera di licenziamento nel 2016. Gli operai hanno chiesto di presentare, un’istanza di accesso agli atti, sulla procedura fallimentare delle Terme di Stabia spa. La richiesta è indirizzata anche all’attuale curatore fallimentare delle Terme, Massimo Sequino. Ad inizio novembre ci sarà un’udienza dove il curatore fallimentare andrà a testimoniare, rendendo noti i vari passaggi che hanno portato al licenziamento delle tante persone che lavoravano per quella struttura e al fallimento delle Terme.

Napoli, spettacolo al murales di Maradona

I tifosi celebrano il compleanno del ‘Pibe de Oro’

Lo spettacolare murales di Jorit Agoch su Diego Armando Maradona è stato il protagonista delle ultime ore. Tanti tifosi si sono radunati a ridosso del murales per festeggiare il compleanno del Pibe de Oro, illuminando la scena con tanti fumogeni. Una scena dall’alto tasso di bellezza. Una bellezza che solo il tifoso partenopeo sa regalare.

 

Paul Manafort, da membro influente di Trump a personaggio scomodo

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Paul Manafort, raggiunto da un ordine di arresto, si è dichiarato “non colpevole”: rischia fino a 80 anni. Gianni Riotta ne racconta il personaggio, da membro influente nella squadra del presidente a personaggio scomodo, spiegando che l’Fbi sta seguendo la difficile pista dei “dollari riciclati”.

Paul, il lobbista dai mille segreti amico di dittatori e presidenti

L’uomo chiave dell’inchiesta si muove tra paradisi fiscali e lusso. Saranno le sue parole a decidere se l’indagine colpirà più in alto

WASHINGTON – «Il dilemma è: Manafort, Gates e Papadopoulos sono la fine, o solo l’inizio dell’inchiesta del commissario speciale Mueller sulle trame russe nella campagna elettorale, con Trump presidente nel 2016?». Al Cafe Milano, 3251 Prospect Street, la domanda è posta, davanti a cotoletta milanese, capesante, gamberi, prosecco, nel vecchio quartiere di Georgetown, che su politica e potere a Washington la sa lunga. Qui l’ex vicepresidente Joe Biden festeggia i compleanni dei nipoti, mugugna sulla mancata candidatura 2016 e vagheggia di correre nel 2020, dietro l’angolo ci sono la casa dove Kennedy flirtava con Jacqueline e la Chiesa della Trinità, dove ascoltò l’ultima messa, Ognissanti 1963, prima di Dallas.

Il dilemma divide la capitale. Se l’incriminazione di Manafort, ex lobbista repubblicano del presidente ucraino filo russo Yanukovich e poi capo della campagna elettorale di Trump, con il suo pupillo e socio Richard Gates, metterà nei guai solo la coppia di affaristi, poco male per il presidente, che già gongola via twitter «roba vecchia, indagate su Hillary Manigolda». L’accusa per Manafort è di quelle che, in America almeno, toglierebbero il fiato a tutti gli avventori del Milano, evasione fiscale, truffa, false dichiarazioni, associazione a delinquere, riciclaggio di valuta, consulenze illecite per Paesi stranieri, se va male il rinvio a giudizio del Grand Jury può portare 80 anni di galera. I pettegoli spulciano le spese pazze dai fondi illegali di Manafort, 18 milioni di dollari riciclati (15,5 milioni euro) che la puntigliosa inchiesta di Mueller elenca: 930.000 dollari per tappeti preziosi, 665.000 per il giardino della villa al mare degli Hamptons, 850.000 per vestiti in un celebre negozio di New York. E del resto Manafort, 68 anni, è da sempre celebre nelle strade del lusso e della politica di Washington per l’eleganza impeccabile, tessuti Principe di Galles e foulard accoppiato, come si addice a un ascoltato consigliere, o lobbista, che aveva in portfolio clienti come gli ex presidenti repubblicani Ford, Reagan, Bush padre, il senatore e candidato alla Casa Bianca Dole, e all’estero, oltre a Yanukovich, una serie di dittatori, lista nera di Amnesty International, dal filippino Marcos, al congolese Mobutu, all’angolano Savimbi. Brutta gente, con cui non ci si fa vedere nei ristoranti a Prospect Street, ma che ingrassa i conti nascosti nelle banche paradiso fiscale, Cipro, Seychelles, Grenadines. E bene, almeno secondo le cifre che Mueller e il suo team, senza che una sola soffiata ne abbia minato il lavoro, imputano all’affabile Manafort e al suo protetto Gates.

Fin qui, però, resta aperto uno spazio prezioso tra Manafort e Trump. Il lobbista fa dire al suo avvocato di non avere mai fatto alcuna dichiarazione contro il presidente. Trump e il genero Kushner, oggetto a sua volta delle attenzioni del team Mueller per i contatti con Mosca, ripetono che le trame di Manafort&Gates sarebbero comunque tutte ordite prima della campagna 2016. Spazio di sicurezza che invece si restringe nel caso di Papadopoulos, già reo confesso di aver illegalmente contattato oscure fonti russe, mentre era impegnato nella squadra di Trump. Papadopoulos ha provato a spostare le date per cancellare le prove, ma la rete ormai non ha amnesie e ha dovuto riconoscere la colpa.

E ora? Il presidente è alla vigilia di un difficile negoziato sulla riforma fiscale, con i repubblicani incerti e parecchie lobby (per esempio quella immobiliare) ostili. La sua popolarità resta discreta nella base militante repubblicana, scema tra indipendenti e moderati e ora deve tornare a guardarsi dall’austero Mueller. Al Senato l’inchiesta parlamentare, guidata dal repubblicano Burr, cui non è andato giù il repentino licenziamento del capo Fbi Comey da parte di Trump, sembra non volergli dare tregua, mentre alla Camera i deputati Conaway, Goodlatte, Gowdy, Grassley, Nunes e Roneey, sono più disposti a seguire l’indicazione della Casa Bianca «Indagate su Hillary!», a proposito di un’oscura vicenda di uranio comprato e venduto.

Tornate a casa dal Cafe Milano, le vecchie volpi politiche accendono la tv, su Cnn (che ha fatto lo scoop sull’incriminazione di Manafort) e Cnbc, liberal, non si vede altro che l’inchiesta contro Trump; Fox, conservatrice, minimizza, e manda in onda servizi sugli emoji, figurine con gli hamburger. Non vi aspettate quel po’ di tolleranza e dialogo che neppure il Watergate contro Nixon e l’impeachment di Clinton riuscirono a disperdere. La capitale, come il Paese, resta divisa e il nuovo dilemma è: Manafort starà muto anche con ottant’anni addosso, o magari cercherà un patto con Mueller, impunità in cambio di informazioni? Ma ha davvero notizie di reato da vendere? L’autunno sarà caldo, e stavolta l’effetto serra non c’entra.

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lastampa/Paul, il lobbista dai mille segreti amico di dittatori e presidenti GIANNI RIOTTA

Juve Stabia, mister Ciullo: “Una squadra giovane e frizzante. Mastalli pronto per il salto di categoria”

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Ancora legato alla Juve Stabia anche se con un pizzico di rammarico per la sua breve esperienza sulla panchina gialloblu, l’ex mister delle Vespe Salvatore Ciullo è intervenuto alla trasmissione sportiva “Il Pungiglione Stabiese”. Queste le sue parole:

“Sono legato a Fabio Caserta perché nella mia breve esperienza a Castellammare ho avuto modo di conoscere le sue doti. Gli auguro il meglio per la sua nuova avventura e sono sicuro che riuscirà nei suoi obiettivi.

Il campionato man mano si sta delineando, possono aspirare alla promozione Lecce, Trapani e Catania. Solo tre squadre, sintomo che questo girone di Serie C non è agli stessi livelli degli altri anni. Una delusione è il Cosenza che non sta riuscendo a mantenere lo stesso ritmo delle prime partite. La Juve Stabia, invece, con il ritorno al Menti darà di più. Giocare per tutto questo tempo in campo neutro sicuramente l’ha penalizzata.

Ripensando alla mia esperienza a Castellammare provo molto rammarico, perché non ho avuto modo di esprimermi come avrei voluto. Ci sono stati infortuni che non mi hanno permesso di guidare la squadra in modo ottimale: giocare senza 5 elementi titolari, nelle prime 5 giornate, non è stato il massimo. Nicastro e Ripa, nomi importanti, ho dovuto tenerli fuori.
A parte questo, però, sono contento per aver conosciuto una realtà positiva come quella stabiese. La Juve Stabia è da sempre un trampolino di lancio per giovani di grandi qualità, basti pensare a Cancellotti, Nicastro, Di Carmine e tanti altri che hanno potuto mettersi in mostra con la maglia gialloblu.

Dell’attuali Vespe ammiro molto Mastalli e sono convinto che ben presto farà il salto di categoria.
La Juve Stabia quest’anno può ambire facilmente ai playoff grazie alle abilità di tecnico di Caserta e ad una buona rosa giovane e frizzante. Poi a gennaio si può migliorare con la riapertura del mercato, andando a colmare le eventuali carenze che si delineeranno nei prossimi mesi”.

A cura di Luisa Di Capua

Napoli-Ghoulam: le parti sono vicine, c’è l’accordo

Ecco i numeri

Niccolò Ceccarini, giornalista di Sportmediaset, ha parlato della situazione di Ghoulam in casa Napoli e del rinnovo che sembra ormai prossimo: “Le due parti stanno ancora lavorando, ma c’è fiducia nel rinnovo fino al 2022. C’è l’intesa sull’ingaggio, manca ancora quella sulla clausola che potrebbe essere intorno ai 35 milioni di euro. Il traguardo è vicino.

Milan, Galli: “Sarri e Guardiola sono simili: al San Paolo mi aspetto novità”

Le sue parole
Filippo Galli, responsabile del settore giovanile del Milan, ha parlato a La Repubblica:
È vero che nel settore giovanile del Milan si insegna il guardiolismo?
«Con noi collabora Francesco Quaranta, profondo conoscitore di Guardiola. Il settore giovanile deve avere una valenza formativa. Per noi questi concetti sono fondamentali. Possesso palla, ma anche una reazione attiva alla palla persa. Riteniamo questo percorso ideale per la crescita dei nostri ragazzi, che devono essere pronti a fare delle scelta rapide durante le fasi della partita».
Crede che Sarri e Guardiola abbiano punti in comune?
«Ci sono somiglianze nell’atteggiamento difensivo, ma anche nella capacità di voler comandare il gioco nella metà campo avversaria. Tutto ovviamente è cominciato con Cruyff».
Ha visto City-Napoli?
«Sì. Il City è stato straordinario nel primo tempo. È difficile imporre il gioco contro Guardiola. Il Napoli ha pagato dazio in avvio ma poi si è fatto rispettare. Adoro vedere gli azzurri giocare».
Che gara sarà al San Paolo?
«Napoli e City proveranno a comandare. Sarri e Guardiola sono due grandi tecnici e magari ci stupiranno con qualche novità».
Sarri considera il City la squadra più forte d’Europa…
«È quella che propone il calcio migliore, ma il Napoli non è molto lontano».

Sky, Condò: “Guardiola è il ‘monaco guerriero’, Sarri un perfezionista: ho due retroscena”

Le sue parole

Paolo Condò, opinionista Sky, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino:

Guardiola e Sarri sono davvero simili? «Si, per il tipo di gioco che praticano, basato su principi praticamente inderogabili. Loro prendono i giocatori e li inseriscono nello schema al contrario della teoria dell’altra scuola calcistica, quella degli allenatori che organizzano il gioco nel modo piu’ efficace in base ai giocatori. Sul piano filosofico Sarri rappresenta la prosecuzione di Sacchi anche se dal punto di vista tattico e’ piu’ vicino al Barcellona di Guardiola, anche perche’ Arrigo e’ distante trent’anni».

Chi sono Pep e Maurizio lontani dalle panchine? «Guardiola e’ il “monaco guerriero” perche’ la sua dedizione e’ monastica: ritiene che si arrivi al vertice attraverso una quantita’ di lavoro impressionante. Le due ore di allenamento quotidiano sono collocate all’interno di oltre dodici passate in ufficio ad osservare i video. Mi disse Estiarte, il suo braccio destro, che Pep puo’ essere distratto dal pensiero del calcio al massimo per 36 minuti in una giornata. Sarri non e’ un monaco, proprio no, pero’ anche lui ha questa concentrazione altissima. Quell’intervista televisiva, gia’ fissata col suo procuratore, slitto’ perché avrebbe dovuto vedere tre partite della squadra con cui il Napoli giocava due settimane dopo. E nella sera in cui quell’intervista andava in onda Sarri disse: “Non potro’ vederla subito perche’ devo ripassare la partita per capire cosa non e’ andato”. Il Napoli aveva vinto per 7-1 a Bologna. Ma non e’ un atteggiamento forzato, loro davvero credono che attraverso l’accurata preparazione della partita si possa ridurre l’alea al 5 per cento, a quell’imprevedibile che mette in campo il campione avversario».

Che partita sara’ al San Paolo? «Sarri vorra’ dimostrare che non si accontenta dei complimenti: ora vuole vincere. E Guardiola vorra’ vincere per dimostrare di essere sempre il piu’ bravo. Ma e’ una rivalita’ sana, non c’e’ odio come ad esempio tra i duellanti Guardiola e Mourinho. E sincere, sincerissime, sono state le parole di Pep verso il collega prima e dopo la partita di Manchester: un riconoscimento al suo calcio e a quella idea comune».

Campionato o Champions, il Napoli deve decidere

Campionato o Champions, il Napoli deve decidere

Diego Armando Maradona, colui che è riuscito nell’intento di portare a Napoli due scudetti. Eppure, mai come oggi, il Napoli è vicino a questo traguardo, o almeno può lottare per conquistarlo. Lo ha fatto attraverso un progetto paziente, un allenatore straordinario, una squadra capace di incassare la perdita del suo giocatore più famoso e non per questo perdere colpi, anzi: continuando a giocare un calcio spettacolare, bello a vedersi e con il passare del tempo anche più concreto. Un calcio che fa dire a Pep Guardiola, l’allenatore più vincente d’Europa, che «non avevamo mai incontrato una squadra come questa». Sincera o cortese che sia, la frase di Guardiola racchiude una verità: trent’anni dopo quel primo scudetto, il Napoli può lottare per vincere il terzo e, chissà, riportare l’immagine di Maradona a dio sempre, ma in terra. Ma prima servirà forse una scelta: campionato o Champions, il Napoli dovrà decidere una buona volta. Lo riporta La Repubblica Napoli.

Auriemma a Tiki Taka: “Ecco il pelo nell’uovo”

Troppi tiri, pochi gol

Raffaele Auriemma è intervenuto ieri sera durante la trasmissione “Tiki Taka” in onda sulle reti Mediaset parlando del Napoli“Ho trovato il pelo nell’uovo di questa squadra: il Napoli segna poco per quanto tira, Sarri sta lavorando su questo aspetto”.

Bigon: “Sarri molto più bravo di Sacchi. Un monumento a De Laurentiis”

Le sue parole

Albertino Bigon, ex allenatore del Napoli, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport:

Dallo scudetto in campo con il Milan a quello in panchina con il Napoli: che cosa le è rimasto dell’avventura con Maradona?

“Ricordi bellissimi, tanto è vero che a Napoli mi sento a casa. Partimmo subito forte vincendo le prime due partite senza Maradona. Avevo una grande squadra perché oltre a Maradona c’erano Ferrara, Francini, Alemao, De Napoli, Crippa, Carnevale, Careca, Mauro e il giovane Zola che mi dà ancora del lei e ripete che ha imparato di più in due anni con me che nel resto della sua carriera”.

Che rapporto aveva con Maradona?

“Buono. Quando c’è stata la festa di Ferrara mi ha abbracciato. Ma già che ci siamo vorrei aggiungere una cosa”.

Dica…

“Mi dispiace essere famoso solo perché ho vinto con Maradona. Prima avevo fatto due campionati strepitosi a Cesena, lanciando Rizzitelli, Bianchi e Seba Rossi: fu un’impresa”.

Immaginava che sarebbe passato così tanto tempo prima di rivedere un Napoli da scudetto?

“No, ma questa può essere la stagione buona, anche se io quella parola non la voglio pronunciare”.

Che cos’ha il Napoli più delle altre squadre?

“L’allenatore migliore. Sarri ha capito che Hamsik è il giocatore più importante, quindi fa bene a toglierlo per risparmiarlo. Il Napoli gioca meglio di tutti, merita di interrompere la serie della Juve e sarei doppiamente felice se Mertens vincesse la classifica dei cannonieri”.

Sarri è stato paragonato a Sacchi, è d’accordo?

“Sarri si sta dimostrando molto più bravo, perché Sacchi aveva tanti fuoriclasse, come i tre olandesi, Baresi, Maldini e Donadoni, mentre lui ha ottimi giocatori, non campionissimi”.

Può essere un rischio la panchina corta o l’esaltazione dell’ambiente?

“Sono stato a Napoli e mi pare che in città ci sia una nuova maturità. Mi preoccupa più l’infortunio di Milik. De Laurentiis merita un monumento per quanto fatto, correrà ai ripari”.

Più forte il suo Napoli o questo?

“Questo tecnicamente è più forte, noi però avevamo un mix perfetto di dinamismo, tecnica, forza fisica e tattica, più un certo Maradona: era la ciliegina, ma c’era una bella torta”.

Chi vincerebbe quindi?

“Sarebbe una bella sfida, ma io saprei come vincerla. Lascerei giocare il Napoli di Sarri e poi punterei su un bel contropiede dando la palla a uno a caso, con il numero 10…”.

Il primo arresto del Russiagate è nel clan di Trump

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Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump, e Rick Gates, uomo d’affari legato al tycoon, raggiunti da un ordine di arresto, si sono consegnati all’Fbi. Sono 12 i reati contestati nell’ambito dell’inchiesta Russiagate, anche se i capi d’accusa si riferiscono principalmente a riciclaggio e frode fiscale. Manafort, che si è dichiarato “non colpevole”, rischia fino a 80 anni. Gianni Riotta ne racconta il personaggio, da membro influente nella squadra del presidente a personaggio scomodo, spiegando che l’Fbi sta seguendo la difficile pista dei “dollari riciclati”.

Russiagate, Manafort accusato di cospirazione rischia 80 anni di carcere

L’ex manager della campagna di Trump ai domiciliari. Con lui arrestati il suo vice Gates e Papadopuolos

NEW YORK – Deve rispondere di almeno dodici capi di accusa, tra cui cospirazione a danno degli Stati Uniti, riciclaggio di denaro e falsa testimonianza, Paul Manafort, regista della prima ora della campagna presidenziale di Donald Trump. Il lobbista, primo nome illustre ad essere travolto giudiziariamente dal Russiagate, lo scandalo sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016, è ora agli arresti domiciliari.

Qualora gli venissero riconosciuti tutti i reati a lui iscritti, potrebbe essere condannato sino a 80 anni di reclusione, oltre a milioni di dollari di multa. È questo il primo esito dell’inchiesta condotta dal procuratore speciale Robert Mueller, un risultato non certo inatteso dal momento che lo stesso Manafort, ieri mattina, si è recato spontaneamente negli uffici dell’Fbi di Washington, ancor prima che fosse resa pubblica l’accusa a suo carico. E poco dopo è comparso dinanzi al giudice federale dichiarandosi «non colpevole» per le imputazioni a lui ascritte. Stessa sorte è toccata al suo pupillo Rick Gates, ex numero due della campagna di Trump, per il quale la procura ha chiesto una cauzione di 5 milioni di dollari a fronte dei 10 milioni di Manafort. Anche Gates è ora agli arresti domiciliari.

I fatti «risalgono ad anni fa, prima che Manafort fosse parte della campagna. Perché il focus non sono la corrotta Hillary e i democratici? – commenta su Twitter il presidente americano -. Inoltre, non c’è alcuna collusione». Occorre però dire che i reati contestati a Manafort e Gates riguardano un periodo che inizia oltre dieci anni fa, nel 2006 ma arriva sino al 2017. Secondo fonti informate, la squadra legale di Pennsylvania Avenue sta discutendo col presidente su eventuali risvolti dell’inchiesta. Parlare di «impeachment» è fuori luogo al momento, anche se il popolo anti-Trump già si frega le mani, mentre una certa stampa liberal inizia a ipotizzare scenari da messa in stato di accusa.

Il punto è capire cosa succederà nelle prime battute del processo, anche perché a Manafort avvocato – lobbista per leader stranieri controversi come Viktor Ianukovich, ex presidente ucraino filorusso, clienti vicini al Cremlino, e consulente politico di diversi presidenti da Gerald Ford a Ronald Reagan, e George H.W. Bush – viene contestato un ulteriore reato quello di evasione fiscale. Sui suoi conti nei paradisi fiscali (e su quelli dell’ex socio) sono transitati oltre 75 milioni di dollari, di cui 18 milioni riciclati. Bisognerà capire la stratega difensiva degli imputati e quanto l’inchiesta possa allargarsi ad altri collaboratori di Manafort. Come George Papadopoulos, che sebbene con ruoli più limitati, è stato a suo modo complice, tanto da presentarsi spontaneamente ieri dichiarandosi colpevole di false dichiarazioni all’Fbi sull’inchiesta.

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lastampa/Russiagate, Manafort accusato di cospirazione rischia 80 anni di carcere FRANCESCO SEMPRINI – NEW YORK

VIDEO – Fiorentina, Veretout dopo la sconfitta di Crotone corre minaccioso verso un raccattapalle

VIDEO – Fiorentina, Veretout dopo la sconfitta di Crotone corre minaccioso verso un raccattapalle

Finale concitato allo stadio Ezio Scida dopo il triplice fischio finale dell’arbitro Maresca per Crotone-Fiorentina. In un video che è stato postato su Facebook da un tifoso che si trovava nel settore della tribuna coperta si vede il calciatore della Fiorentina Veretout andare minaccioso verso un raccattapalle tentando di alzargli le mani. Il tutto sotto gli occhi delle forze di polizia presenti sul terreno di gioco, che hanno fermato il calciatore e hanno segnalato l’accaduto alla Procura federale della Figc. Dopo aver salutato i tifosi viola presenti allo Scida, Venetout ha regalato la sua maglia a un ragazzo che era sugli spalti della tribuna coperta.

Fonte: ANSA

Napoli-City: azzurri in ritiro a partire da questa sera

Sarri ha due dubbi a centrocampo

Questa sera allo stadio si affronteranno il Napoli di Maurizio Sarri e il Manchester City di Pep Guardiola. Il tecnico azzurro pensa già alla formazione da poter schierare: in difesa rientreranno HysajKoulibaly, andando a ricomporre la difesa più affidabile. Gli unici dubbi sono i soliti, quelli a centrocampo, quelli tra AllanZielinski e tre JorginhoDiawara. Leggermente favoriti Zielinski e Diawara. Scelte che, però, il tecnico prenderà oggi dopo la rifitura. Da questo pomeriggio concentrazione altissimo, in serata il ritiro a Castel Volturno e domani mattina l’ultima seduta con i movimenti da riprovare e le esercitazioni su palla inattiva.
Una full-immersion di 24 ore con sedute video e allenamento tecnico-tattico sul campo. Dopo la gara di domenica, la squadra ha potuto un attimo staccare la spina, su scelta di Sarri, per far ricaricare le energie mentali ai calciatori dopo tanti giorni consecutivi di allenamenti, partite e trasferte.

Operazione Michey Mouse, 5 arresti nel siracusano

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I carabinieri di Siracusa al termine dell’operazione Mickey Mouse hanno arrestato 5 persone responsabili di coltivazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo i militari, gli indagati insieme ad altre 10 persone gestivano un’ampia attivita’ illecita in tutta l’area nord della provincia, in particolare nei Comuni di Lentini e Francofonte, ai confini con il catanese. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate numerose dosi di droga. Sono in corso perquisizioni con unita’ cinofile ed elicottero. I dettagli saranno resi noti in conferenza stampa alle 11 al comando provinciale dei Carabinieri.

/AGI

Gazzetta: “Giuntoli al lavoro per blindare Allan”

Il brasiliano ha raddoppiato il suo valore di mercato in due anni

Allan Marques, non solo uno degli elementi più in forma della rosa al momento, ma anche uno di quelli che il Napoli ha intenzione di blindare anche per il futuro. Il centrocampista brasiliano ha messo in campo un avvio di stagione importante e, come riporta La Gazzetta dello Sport, anche il suo valore di mercato è aumentato: “A Napoli è arrivato nell’estate del 2015, con un anno di ritardo rispetto alle intenzioni di Aurelio De Laurentiis. Il suo valore, in questi due anni, è raddoppiato: oggi il brasiliano costa intorno ai 30 milioni di euro”.

Poi un passaggio sul rinnovo del centrocampista azzurro: “Intanto, Cristiano Giuntoli si sta preoccupando del rinnovo del brasiliano, legato al Napoli fino al 2019. L’intento del direttore sportivo è quello di prolungare il contratto di Allan fino al 2021 in modo da blindarne la permanenza”.

Inizia la stagione teatrale al C.A.T. Ieri in scena “Mamma, piccole tragedie minimali” di Ruccello

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E’ iniziata la stagione teatrale a Castellammare di Stabia. La cooperativa di teatro C.A.T ( Centro Attività Teatrali) ha presentato lo spettacolo “Mamma, piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello, per la regia di Gerardo D’Andrea. All’ inizio della rappresentazione l’attrice e cantante Antonella Morea ha recitato tre fiabe Catarinella, Miezuculillo e il Re dei Piriti, scritte da Ruccello. Dopodiché si è passato alle tragedie:  Maria di Carmelo (1985), Mal di denti (1983) e La telefonata (1985), tutte del drammaturgo stabiese Annibale Ruccello. I prossimi spettacoli in cartellone:

19 novembre, ore 19, Lo strano caso del dr Jekyll e Mr Hyde, regia di Sergio Celoro

26 novembre, ore 19 Sfogliatelle e altre storie d’amore, con Lalla Esposito e Massimo Masiello, al piano il maestro Antonio Ottaviano.

Napoli-City: Sarri chiede ai suoi un approccio diverso

Il tecnico toscano ha analizzato le ultime tre gare dei Citizens

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, ieri i calciatori del Napoli hanno goduto di un giorno di riposo concessogli da Maurizio Sarri. Giorno di riposo che, però, non è toccato al tecnico ex Empoli che si è rivisto le immagini del Manchester City, delle ultime partite, oltre quella d’andata: le analizzerà con il suo staff, ognuno con un compito preciso, prima di riproporle alla squadra. Sarri ovviamente chiederà un approccio diverso rispetto a quello di Manchester dove il Napoli fu condannato dalla prima mezz’ora di gara. Una risposta diversa a livello mentale ma anche come atteggiamento in campo: gli azzurri proveranno subito ad aggredire e a non essere aggredire per tenere il baricentro più alto possibile. Per poterlo fare sarà necessario che la squadra si mantenga più compatta tra le linee e sicuramente più corta e che il pressing venga applicato in maniera più coordinata da tutta la squadra.

60 milioni per le infrastrutture portuali in Campania: investimenti a Castellammare, Salerno e Napoli

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Con un avanzo di cassa di 117 milioni di euro e 61 milioni pronti da investire nelle infrastrutture, il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno Centrale ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2018. È il primo bilancio di previsione della neonata Adsp di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia e uno dei primi in Italia del dopo riforma. Il bilancio è stato anche approvato dall’Organismo di partenariato, formato dagli imprenditori portuali. Per la precisione, risulta così composto

• Avanzo di cassa, 116.932.790
• Avanzo economico, 2.559.170
• Avanzo di amministrazione, 100.461.280,00.

«Siamo soddisfatti del lavoro svolto – ha commentato il presidente dell’Adsp, Pietro Spirito – che ci ha permesso di presentare e approvare nei tempi previsti il bilancio 2018 che riguarda i tre porti del sistema campano. Del bilancio preventivo per il 2018 oggi varato mi preme sottolineare i circa 61 milioni destinati a interventi infrastrutturali, presenti nella programmazione annuale delle opere 2018».

Un bilancio destinato ad alcune correzioni in futuro, considerando che sarà solo dall’anno prossimo che il porto di Salerno verrà incorporato definitivamente nell’Adsp avendo goduto di una proroga all’accorpamento (l’autorità portuale è attualmente sotto regime commissariale tenuto dal segretario generale dell’Adsp, Francesco Messineo). Il Collegio dei revisori precisa, infatti, che i dati di previsione, per la prima volta unificati per Napoli e Salerno, «potrebbero dar vita a scostamenti significativi nel concreto svolgersi della gestione unificata dal primo gennaio 2018 e necessitare di un assestamento previsto dalla legge».

/Informazioni marittime Napoli