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Un Napoli in attacco stupendo, ma poco efficace nella fase difensiva

Il Napoli esce sconfitto dal match di Champions contro il Manchester City, ecco un estratto dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Nelle notti di Champions, spesso, sono i dettagli a marcare le differenze”.”Il Napoli spinge come un forsennato nella prima mezz’ora, passa in vantaggio, lotta, va avanti e indietro come se fosse un flipper, poi si dimentica di marcare l’avversario più alto nel cuore dell’area di rigore e subisce il pareggio. Com’è possibile che Hysaj si faccia superare da Otamendi senza opporre resistenza? E com’è possibile, in avvio di ripresa, che Stones salti praticamente indisturbato su azione da calcio d’angolo?”. “Il Napoli, invece, stupendo quando si distende seguendo lo spartito concepito da Sarri, non ha ancora la capacità di fare qualcosa di diverso. Con il lavoro, con gli allenamenti, con lo studio e con l’applicazione presto salirà altri gradini e raggiungerà alti livelli anche in Europa. A patto che, senza snaturarsi, impari pure a difendere”.

Sicilia, Domenica si sceglie il governatore, interviste a: Musumeci, Cancelleri, Micari, Fava, La Rosa

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Domenica la Sicilia vota il nuovo governatore, ma il tema della mafia è fuori dal dibattito elettorale. Da Musumeci a Micari fino a Fava, Cancelleri e La Rosa, i candidati alla presidenza rispondono a La Stampa su liste pulite, voti sospetti e lotta ai boss. Intanto Matteo Renzi, al summit dell’Obama Foundation, accusa il M5S: «Reti di troll e fake news da parte dei grillini per indebolire il Pd».

La Sicilia al voto, i silenzi sulla mafia

Domenica si sceglie il governatore, ma la lotta ai boss è rimasta relegata fuori dal dibattito. Così i candidati alla presidenza rispondono a «La Stampa»

Che fine ha fatto la mafia? Il 10 settembre scorso Francesco La Licata annotava su «La Stampa» la latitanza del tema dal dibattito elettorale siciliano: «Non abbiamo ascoltato alcun riferimento, neppure di semplice denuncia, al problema delle infiltrazioni mafiose, della difesa del sistema degli appalti, abbondantemente inquinato da anni di “provenzanismo” e sinergie politico-mafiose». Sono passati quasi due mesi da quell’articolo, domenica si vota e nulla è cambiato. Nella campagna elettorale per la Regione l’argomento è rimasto sullo sfondo, con l’eccezione di un candidato – Claudio Fava – che da sempre lo sente sulla sua pelle, visto che i boss di Cosa nostra gli hanno ammazzato il padre, il giornalista e scrittore Pippo Fava.

C’è poi una seconda domanda che ricorre a ogni tornata elettorale che riguardi la Sicilia: per chi vota la mafia? Spesso il quesito resta senza risposta oppure la risposta arriva solo anni dopo, con le inchieste della magistratura sul pernicioso rapporto tra criminalità organizzata, politica e affari. Di certo questa campagna elettorale è stata prodiga di insulti e accuse reciproche, ma avara di argomenti concreti per il futuro dell’isola. E il tema mafia non è stato nemmeno toccato, se non in maniera strumentale con accuse incrociate di aver riempito le liste di «impresentabili». Un silenzio che risulta assordante perché Cosa nostra resta il convitato di pietra nella politica e nell’economia siciliana.

Il 6 novembre non sapremo per chi ha votato la mafia; ma almeno conoscere il pensiero dei cinque candidati a governatore su questo argomento, appare dovuto ed essenziale. Ecco le loro risposte alle domande poste da «La Stampa».

LE DOMANDE  

1 – Perché il tema della mafia e dell’antimafia è rimasto sottotraccia nel dibattito elettorale?

2 – Non c’è un modo per approntare delle liste pulite, senza dover scoprire in un secondo momento i “peccati” dei candidati?

3 – Rimprovera qualcosa agli altri candidati alla poltrona di governatore?

4- È così difficile rinunciare ai voti di origine sospetta?

5 – Piersanti Mattarella è stato ucciso mentre tentava di introdurre un sistema della rotazione dei vertici degli assessorati. Perché nessuno più ci ha riprovato?

6- Se dovesse diventare governatore, quale sarà il suo primo provvedimento sul fronte della lotta alla mafia?

Nello Musumeci (Fi, Lega, FdI e Udc): “C’è chi ammicca agli ambienti criminali” 

1 – La cosa mi dispiace molto perchè a questo tema ho dedicato gran parte della mia vita politica. L’argomento è stato coperto da un dibattito strumentale e fazioso sulle candidature nelle liste.

2  Sì, occorre cambiare la legge. Oggi nemmeno la Commissione antimafia riesce a garantire controlli per garantire liste pulite. Bisogna cambiare da 30 a 60 giorni il termine per la presentazione delle liste, per dare la possibilità ai partiti di fare le opportune verifiche e apportare i cambiamenti, se necessario. Sono stato il primo candidato alla presidenza a porre il problema.

3 – Il grillino specula sulla disperazione dei siciliani e intanto ha fatto eleggere sua sorella deputato nazionale. Micari avrebbe fatto bene ad andare all’estero, mentre Fava, bravissima persona, non è percepito nel panorama isolano.

4 – Per molti è difficile, c’è chi fa ammiccamenti agli ambienti mafiosi e chi come me dalla mafia riceve minacce di morte. Per fortuna in Sicilia non ci sono le liste bloccate, saranno gli elettori a fare la selezione.

5 – La rotazione dei dirigenti nella pubblica amministrazione, obbligo di legge non sempre osservato, spesso non evita pericolose incrostazioni nei posti chiave. Dai dirigenti regionali mi aspetto onestà, lealtà e competenza. Sarò intransigente con i cortigiani e con i cospiratori. La legge sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose andrebbe cambiata. L’ho chiesto da presidente della Commissione regionale Antimafia nell’audizione del ministro dell’Interno. Lo Stato manda a casa il ceto politico e lascia al proprio posto i vertici burocratici. Assurdo, perché spesso il burocrate è cerniera tra il potere politico e quello mafioso. Bisognerebbe prevederne la temporanea mobilità in altri Comuni, per la stessa durata del commissariamento. E utilizzare al meglio i funzionari esterni previsti dall’ex articolo 145.

6 – Disporrò che la Regione si costituisca parte civile in tutti i procedimenti penali su reati di mafia, corruzione, traffico di rifiuti, avvelenamento industriale. Sempre parte civile, senza guardare in faccia a nessuno, come ho già fatto da presidente della Provincia di Catania.

Giancarlo Cancelleri (M5S): “Musumeci punta ai voti. Per lui non puzzano”  

1 – Purtroppo a causa della poca attenzione dei media nazionali che hanno nascosto la questione degli impresentabili che io e Luigi Di Maio abbiamo segnalato per settimane. Abbiamo dovuto chiamare l’Osce per svegliare i giornali e i telegiornali. Ma per un mese, da quando sono uscite le liste di Musumeci zeppe di impresentabili e degli uomini di Cuffaro, condannato definitivamente a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, i media sono stati loro complici. Nel nostro programma di governo abbiamo dato ampio spazio ai temi dell’anticorruzione e della cultura della legalità, argomenti assolutamente e “stranamente” assenti fra le linee programmatiche di Musumeci.

2 – Noi pretendiamo tutti i documenti e vagliamo ogni singola candidatura. Gli altri apprendono dei loro impresentabili dai giornali.

3 – Tutti i candidati alla presidenza sono brave persone. Ma Musumeci in particolare è sceso a compromessi infilando nelle sue liste gli impresentabili per avere qualche voto in più. Per lui i voti non puzzano. Hanno addirittura arrestato uno dei suoi candidati. Lo ha fatto grazie alla complicità dei giornali nazionali e delle tv che sono stati zitti.

4 – Per chi fa affidamento solo su quello, sì. Noi ci rivolgiamo ai cittadini liberi e ci auguriamo che l’affluenza sia massiva. Più persone vanno a votare, meno conteranno gli impresentabili e meno sarà decisivo il voto di scambio. Anche in questo caso è evidente la responsabilità dei media nell’incidenza dell’astensione: oltre un quarto dei siciliani ancora non sa che si voterà il 5 novembre.

5 – La rotazione dei vertici apicali degli assessorati è la nostra priorità: chi negli ultimi vent’anni è stato al fianco di chi ha distrutto la nostra terra e umiliato i siciliani con noi si mette da parte, è giunto il momento di mettere al primo posto le competenze, la professionalità e il merito.

6 – Porteremo una battaglia etica a Roma. I condannati in primo grado non si potranno più candidare e neanche gli indagati per reati collegati alla mafia.

Fabrizio Micari (Pd e Ap): “Ci sono impresentabili e troppi amici e parenti” 

1 – Il tema della mafia, come quello della lotta alla corruzione e delle misure a favore della trasparenza, non ha avuto lo spazio che avrebbe meritato. Io ho la coscienza a posto, in ogni confronto e in ogni appuntamento o manifestazione ho sempre parlato di programmi e di cose da fare.

2 – Partiti e candidati alla Presidenza hanno una grande responsabilità. Ci sono norme di legge che impediscono ad alcuni soggetti di essere candidati, poi ci sono le scelte dei diversi schieramenti che possono essere un “filtro” per la migliore scelta dei candidati. Musumeci parla di “codice etico” ma farcisce le sue liste di “impresentabili”. I Cinquestelle hanno scambiato le liste elettorali per liste di collocamento per piazzare amici e parenti nelle istituzioni o nelle loro segreterie.

– Ognuno fa la sua campagna elettorale come crede.  Fava ha come obiettivo quello di ostacolare la vittoria del centrosinistra. Cancelleri urla alla pancia dei siciliani ma non ha uno straccio di programma. Musumeci si è sistematicamente sottratto a ogni confronto.

4 – Basta evitare di mettere in lista candidati “sospetti”, non chiedere il consenso promettendo in cambio quello che non si può, o meglio, quello che non si deve promettere.

5- La rotazioni dei dirigenti può evitare di far nascere piccoli “centri di potere” nell’amministrazione regionale. Ma un dirigente che si insedia ha bisogno di tempo per comprendere il nuovo ambito amministrativo e magari, sapendo che a breve lo lascerà potrebbe “non assumersi le sue responsabilità. Bisogna trovare una via di mezzo.

6 – La lotta alla mafia comincia dai banchi di scuola Non possiamo dimenticare la lezione di Gesualdo Bufalino: non bastano i battaglioni dell’esercito per combattere la mafia, servono battaglioni di bravi maestri.

Claudio Fava (Mdp e Si): “A destra compromessi e il M5S non fa i nomi”  

1 – Per quanto mi riguarda, il tema della lotta alla mafia è stato uno dei temi centrali della mia campagna elettorale. Il candidato della destra, Nello Musumeci, si è malamente difeso sul problema degli “impresentabili” che affollano le liste del suo schieramento. Ma tra i silenti c’è anche il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri: da cinque anni parla di lotta al malaffare, ma avesse mai fatto un nome. Uno dei suoi candidati è cugino di un noto boss delle Madonie.

2 – Non bisogna delegare alla magistratura e al casellario giudiziario la selezione dei candidati. Le forze politiche hanno il dovere di vigilare, di evitare la candidatura di personaggi che possono anche avere la fedina penale pulita, ma che sono collocati in zone grigie.

3 – Tutti i candidati sono persone di specchiata onestà. Se uno accetta certi compromessi, se non si rifiuta di accostare il proprio nome a quello di certi personaggi pur di guadagnare dei voti, non può garantire ai siciliani un governo della Regione che agisca nell’interesse della collettività anziché di certe antiche consorterie.

4 – Sono valutati in 140 mila i voti che gli “impresentabili” porterebbero alle liste che li accolgono. Sono parecchi. Questo spiega perché si preferisce accettarne l’imbarazzante presenza in lista. Ma chi li accetta, con l’idea che i voti non puzzano, si condanna ad essere avviluppato da interessi inconfessabili già all’indomani delle elezioni.

5 – E’ sempre necessario impedire certe incrostazioni nei punti più sensibili ed esposti della pubblica amministrazione. Per il resto, l’omicidio di Piersanti Mattarella resta uno dei misteri insoluti della storia italiana. Certamente fu considerato da Cosa Nostra un ostacolo e per questo assassinato, come tanti altri politici, sindacalisti, magistrati, uomini delle forze dell’ordine, giornalisti, che si sono battuti per sconfiggere la mafia. Quasi tutti siciliani, mi preme sottolinearlo.

6 – Preferisco il termine presidente della Regione a Governatore, la parola Governatore sa molto di vicereame. Il primo provvedimento riguarderà il sistema degli appalti e quello dei rifiuti e in generale tutti i settori dove la mafia si infiltra e si rafforza.

Roberto La Rosa (Siciliani liberi): “Basta retorica antimafia. Non siamo l’isola dei boss”  

1 – Per motivi diversi tra i vari candidati. C’è forse chi ha da nascondere qualcosa ad esempio. Ma il problema di fondo è che la Sicilia non è più “l’isola della mafia”. Cosa Nostra è realmente in crisi e la mafia o le mafie sono ormai un fenomeno nazionale italiano. Una specificità mafiosa siciliana, per quanto possa sembrare strano, è sempre meno attuale. La verità è che l’opinione pubblica è stanca della retorica antimafiosa ed ha altre emergenze, come la disoccupazione giovanile quasi al 60 %.

2 – Sì, c’è, facendo un serio screening preliminare. Noi chiediamo il certificato penale e facciamo un’indagine sui candidati. Altri non lo hanno fatto.

3 – Fondamentalmente di essere al servizio di interessi esterni alla Sicilia. Tutti. In realtà, se dovessero vincere non saranno loro i veri “presidenti” (la parola “governatore” si addice alle colonie) ma solo degli impiegati che prendono ordini da Roma, da Milano o da Genova.

4 – Per chi fonda il proprio consenso solo su questo, evidentemente sì. Oggi poche liste hanno solo un voto d’opinione, e tra queste certamente gli indipendentisti di Siciliani Liberi.

5 – Perché in realtà ai partiti italiani non interessa affatto il buon funzionamento della macchina pubblica. A loro interessa solo l’occupazione del potere fine a se stesso. E in questo senso chiunque vinca di loro non cambia nulla.

6 – Pretendere l’attuazione dell’art. 31 dello Statuto che attribuisce al Presidente della Regione il comando della polizia. La mafia siciliana è stata da sempre protetta dallo Stato, che ha sempre soltanto finto di combatterla. Ora è boccheggiante per cause endogene. Con una Polizia siciliana finirebbe di scomparire in pochi mesi.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Sicilia, Domenica si sceglie il governatore, interviste a: Musumeci, Cancelleri, Micari, Fava, La Rosa
lastampa/La Sicilia al voto, i silenzi sulla mafia FABIO ALBANESE E GABRIELE MARTINI

Koulibaly: “Dispiace prendere due gol su palla inattiva, è un aspetto sul quale lavoriamo molto”

Kalidou Koulibaly, difensore azzurro, ha parlato ai microfoni di Premium Sport al termine della gara contro il City:

“Bisogna stare attenti fino alla fine, abbiamo perso nonostante avessimo disputato una grande mezz’ora. Con l’uscita di Ghoulam ci abbiamo messo dieci minuti per riorganizzarci. Dispiace prendere due gol su palla inattiva soprattutto perché lavoriamo molto su questo aspetto”.

Jorginho: “C’è rammarico per la sconfitta, dobbiamo limitare gli errori”

Il centrocampista azzurro Jorginho è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli al termine del match contro il City:

“Buona gara ma abbiamo perso, non si può essere contenti quando si perde una partita così importante. Siamo amareggiati, abbiamo messo in grande difficoltà una grande squadra come il City. Con qualcosa in più avremmo portato a casa il risultato. Siamo passati in un secondo dal possibile vantaggio nostro a quello loro. E’ stata una beffa ma il calcio è bello anche per questo. In queste competizioni ci sono i giocatori migliori al mondo, non puoi sbagliare niente. Dobbiamo cercare di limitare al massimo gli errori. Finché la matematica non ci dà per spacciati crediamo nella qualificazione, pensiamo a vincere tutte le partite”.

Commento Ssc Napoli: “Sfida giocata con ardore da entrambe la squadre, alcuni episodi hanno fatto la differenza”

Napoli-Manchester City termina 2-4, questo il commento della società partenopea sul proprio sito ufficiale:

“Il Manchester vince al San Paolo una partita bellissima giocata con ardore sia dal City che dal Napoli. E’ una sfida che va inquadrata al di là del risultato in una sequenza di episodi. Quello più pregnante capita al 67′ sul punteggio di 2-2. Mertens lancia Callejon in area, Josè tira a botta sicura ed Everson fa una paratona che non solo salva il risultato, ma che vale come un gol. Perchè 2 minuti dopo, dall’altro lato, segna Aguero il 3-2 che dà la svolta al match. Insomma è il calcio, però è grande calcio anche quello del Napoli che affronta il ManCity con autorevolezza, coraggio e ardimento degno delle grandi squadre internazionali. La cronaca è ricca di emozioni. Apre la serata un colpo d’autore di Lorenzo che infila sul palo opposto un tiro delizioso in due metri di spazio.

Pareggia e sorpassa il City con due colpi di testa dei ‘corazzieri’ Otamendi e Stones. Il Napoli, indomito, rimette gli inglesi all’angolo e su rigore conquistato da Albiol, pareggiano con la freddezza di Jorginho che spiazza il portiere. Poi i due “frame” che cambiamo la sostanza della partita in un giro di slot. Ederson fa Superman davanti a Callejon ed Aguero torna ad essere il “Kun” prendendosi la gloria del bomber più prolifico della storia del City. Chiude il gol di Sterling nel recupero, ma il San Paolo sta già cantando e si alza in piedi ad applaudire i suoi Guerrieri. E’ l’immagine più forte ed emblematica della serata e di una sfida stellare che il Napoli ha saputo far splendere con orgoglio ed onore”.

Premium Sport – Sospetta rottura del crociato per Ghoulam: questa la sensazione dello staff medico azzurro

Alessio Conti, inviato di Premium Sport al San Paolo, ha riportato ulteriori aggiornamenti sulle condizioni di Ghoulam:

“Ci saranno i dovuti accertamenti strumentali ma anche la società ha parlato di sospetta rottura del crociato. Almeno questa è la posizione ufficiale del Napoli”

Il commento di Ciro Ferrara al termine della sfida Napoli-Manchester City

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Le parole di Ciro Ferrara al termine della sfida Napoli-Manchester City

Le parole di Ciro Ferrara ai microfoni di premium al termine della sfida Napoli-Manchester City: “L’allenatore sa quale tipologia di marcatura deve applicare sui calci d’angolo. Sarri ha avuto riscontri sui goal subiti e quindi sceglie la marcatura a zona. Ghoulam è fondamentale nella fase difensiva con le sue giocate. Il Manchester City, senza togliere nulla al Napoli, è la squadra più forte d’Europa, basta vedere i giocatori in panchina.”

 

 

Aguero: “Contento per la vittoria, battere il Napoli sul loro campo è un grande passo per noi”

Sergio Aguero, attaccante del City, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine della gara contro il Napoli:

“Contento per la vittoria e soprattutto per la qualificazione al prossimo turno. Felice di aver lasciato il segno in questa gara, sto recuperando bene bene dopo l’infortunio. Il Napoli è una grande squadra, è un grande passo per noi vincere sul loro campo”.

Napoli-Manchester City: ecco i numeri del match

Al termine del match tra NapoliManchester City vinto dagli inglesi per 4-2, il tecnico dei Citizen, Pep Guardiola ha avuto solo parole di elogio per Sarri e per i suoi uomini.
L’ex calciatore del Brescia ha dichiarato di non aver mai incontrato una squadra forte come il Napoli prima e che per 20′ sono stati capaci di non far giocare la sua squadra.
Del resto i numeri parlano chiaro e ora li analizzeremo:

Gli azzurri sono stati in grado di andare al tiro in ben 12 occasioni, 5 in meno del City, ma agli uomini di Sarri vincono, per 6-5, il confronto dei tiri in porta. Il possesso palla è praticamente in parità, a dimostrazione dell’equilibrio che ha regnato durante la gara. Gli inglesi sono andati al cross in un paio di occasioni in più rispetto ai partenopei. Identica e alta anche la percentuale dei passaggi riusciti, prova del grande gioco espresso dalle due compagini, con tutta probabilità le migliori d’Europa.

Sarri: “Abbiamo messo in difficoltà la squadra più forte. Palle inattive? Qualcosa su cui lavorare”

Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine della gara contro il City:

“Abbiamo messo in difficoltà la squadra più forte. La partita è stata in equilibrio ed è stato un buon segnale, peccato aver preso gol sul possibile vantaggio per noi. Palle inattive? Sappiamo che può essere un nostro limite perché abbiamo una fisicità limitata. E’ un qualcosa su cui lavorare.
Giochiamo sistematicamente contro squadre che hanno un giorno in più di riposo rispetto a noi, la Lega è sempre poca attenta su questo aspetto. Con l’infortunio di Ghoulam abbiamo perso un po’ di terreno prima di riorganizzarci. Cercare di rimontare nel finale con quattro punti è anche una mia responsabilità, ci ho voluto provare fino alla fine.
Non so quanto inciderà l’infortunio di Ghoulam. Sicuramente in questi ultimi mesi è stato uno degli esterni più forti d’Europa e non sarà facile rimpiazzarlo. Qualche soluzione però, ce l’abbiamo”.

Guardiola: “Battere due volte il Napoli è un’impresa, sono contento di quello che abbiamo fatto”

Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, è intervenuto ai microfoni di Premium Sport al termine del match:

“Battere il Napoli per due volte è un’impresa, sono meravigliato per quanto abbiamo fatto. Forse il Napoli è la squadra più forte che ho incontrato nella mia carriera. Nei primi 20′ ci hanno massacrati, sapevamo di non poter dominare. Mi è piaciuto come la squadra ha reagito dopo il 2-2 abbiamo fatto molto bene e ora spero di continuare così anche in Premier League. Siamo due squadre simili, avevo chiesto ai miei di far girare molto la palla per evitare di far prendere il pallone a Mertens e alcune volte ci siamo riusciti altre no. Sono innamorato di come gioca il Napoli e sono orgoglioso di questo risultato”.

Napoli, ora la qualificazione diventa un miraggio

C’è un’unica soluzione per ottenere il pass

Tre sconfitte su quattro sono un bottino troppo magro per credere in una qualificazione a portata di mano. Questa sera, con lo scivolone causato dal Manchester City e la contemporanea vittoria dello Shakthar Donetsk sul Feyenoord, il Napoli ha visto complicarsi considerevolmente il proprio cammino verso la qualificazione agli ottavi che ora diviene quasi impossibile.
La classifica vede, ora, il City primo a punteggio pieno con lo Shakthar che segue a 9 e il Napoli terzo a soli 3 punti.

Ora la qualificazione agli ottavi ha una e una sola possibilità di ottenere il pass qualificazione:

  • vincere contro lo Shakthar il 21 novembre al San Paolo senza subire gol o con almeno 2 gol di scarto in caso di gol subito (1-0, 3-1, 4-2, 5-3 ecc…)
  • vincere contro il Feyenoord il 6 dicembre e lo Shakthar perde contemporaneamente in casa contro il City.

Solo in questo caso il club di De Laurentiis potrà andare a giocare i match con andata e ritorno. Arrivare terzi vorrebbe dire partecipare all’Europa League partendo dai sedicesimi di finale, ipotesi che Sarri aveva rifiutato di prendere in considerazione.

Mediaset – C’è preoccupazione per Ghoulam: si rischia di perderlo per molto tempo

Forte distorsione al ginocchio per Faouzi Ghoulam, in casa Napoli sono preoccupati. E’ apparso molto dolorante e si teme di poterlo perdere per molto tempo. Lo riferiscono i colleghi di Premium Sport, serviranno esami strumentali per stabilire l’entità dell’infortunio.

Sacchi: “Con il coraggio si cresce, e il Napoli oggi è stato coraggioso”

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Le parole di Arrigo Sacchi al termine del match Napoli-Manchester City

Le parole di Arrigo Sacchi ai microfoni di premium al termine del match Napoli-Manchester City: “Quando giochi contro contro squadre come il City, ogni errore può essere fatale. Il Napoli avrebbe dovuto giocare più in difesa, ma non rientra nel suo stile e si difende con il pressing. Con il coraggio si cresce, e il Napoli oggi è stato coraggioso. Il City sta dando 4/5 goal a tutti. Quando Sarri ha cambiato stile di gioco, i meccananismi saltano. I giocatori hanno interiorizzato i movimenti provati e riprovati negli allenamenti”

 

Hamsik: “Prima mezz’ora straordinaria ma abbiamo speso molto. Puniti dagli episodi”

Marek Hamsik ha parlato ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Manchester City:

“Abbiamo visto che si possono mettere in difficoltà anche loro. La prima mezz’ora è una delle più belle che io abbia mai visto da quando sono a Napoli. Peccato, con loro quando molli qualcosa subito ti puniscono. Purtroppo siamo stati puniti da alcuni episodi, bisognava essere più furbi a non prendere gol sui calci piazzati. Difendiamo a zona ormai da tre anni, bisogna essere più duri e non farsi prendere il tempo. I primi trenta minuti forse sono stati i più belli giocati in questo Napoli ma abbiamo speso tanto. Loro hanno giocatori di grande qualità, appena molli ti puniscono.”

FOTO CLASSIFICA – Napoli sconfitto e terzo nel girone: il passaggio agli ottavi si complica

Napoli battuto ancora una volta dal Manchester City, agli azzurri non bastano le reti di Insigne e Jorginho. Gli uomini di Guardiola si impone per 2-4, nell’altra gara del girone lo Shakhtar ha battuto il Feyenoord complicando il cammino degli azzurri in Champions League.

Insigne: “Risultato ingiusto, ora dobbiamo rimanere lucidi”

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Le parole di Lorenzo Insigne al termine della sfida Napoli-City

Le parole di Lorenzo Insigne ai microfoni di premium al termine della sfida Napoli-City: “Penso sia un risultato ingiusto per come abbiamo giocato. Abbiamo messo sotto il City, una delle più forti d’europa. Rammarico, per il risultato. Dobbiamo rimanere  lucidi e limare gli errori di stasera

Champions, Napoli-City, i voti di ViViCentro: Insigne show!

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli ha affrontato al San Paolo il Manchester City nel quarto turno del girone di Champions League. Questi i voti di ViViCentro.it:

Reina 6; Hysaj 5.5, Albiol 6, Koulibaly 7, Ghoulam 6.5; Allan 6.5, Jorginho 6.5, Hamsik 6; Callejon 6.5, Mertens 6.5, Insigne 7.5. A disp. Sepe, Maggio 6, Chiriches, Rog 6, Diawara, Zielinski, Ounas 6. All. Sarri 6.5

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Alvino: “Brutte notizie per Ghoulam”

Cresce l’apprensione in casa Napoli

Carlo Alvino, giornalista di TV Luna rivela alcune notizie provenienti dallo stadio San Paolo in merito a Faouzi Ghoulam uscito anzitempo dal campo nella sfida contro il Manchester City: “Bruttissime notizie dagli spogliatoi, speriamo non vengano confermate, ma sembrerebbe sospetto crociato per Ghoulam”.

Liberi SICILIANI, liberi GIOVANI … andiamo a votare …

I siciliani di buona volontà, il 5 novembre 2017 hanno ancora la speranza di buttare elettoralmente giù dai “palazzi” tutte le trasversali pletore del sistema “associativo”, corporativo, politico, istituzionale, giuridico, burocratico, di categoria, professionale, sindacale, imprenditoriale, che in questi decenni hanno forzosamente (per leggi, sentenze e regolamentazioni, le LORO e solo per LORO) assoggettato, spolpato, estorto e annichilito questa Terra.

I siciliani possono ancora liberarsi delle organizzate fiumane di lautamente mantenuti nel sistema pubblico-politico che con i loro rispettivi eserciti di normalmente-pagati nonché subordinati vari e controllati precari, continuano attraverso il conclamato consenso clientelare forzosamente legittimato, a dominare quest’Isola (parallelamente guarda caso alla criminalità organizzata).

I siciliani se vogliono ritrovare la loro dignità, devono svincolarsi da queste inquadrate masse legalizzate, compiacenti, conniventi e convittuali e in buona parte anche subalterne, di Stato, Regione, Enti, Partecipate, Provincie, Uffici e Comuni, che attraverso lo scambio di voto e il favoritismo, concentrano i voti verso i decennali partiti che ne garantiscono la perenne certezza retributiva nonché la nota manciugghia.

I siciliani devono ripudiare i soliti “Capi politici” che a loro volta, ingannando e sapendo di farlo per l’ennesima volta, propagandano mediante l’Informazione allineata e i Media assoldati, che cambierà tutto senza che nulla di fatto mai cambi cosicché il sistema si assicuri ancora i propri interessi e perpetri la medesima limitazione di sudditanza sociale alla politica che ha caratterizzato da sempre la Sicilia.

Questi preorganizzati agglomerati pubblico-politici infatti, specialmente nei livelli medio-alti, si arricchiscono legalmente succhiando ogni risorsa pubblica per farsi mantenere attraverso remunerazioni, privilegi, indennità, laute pensioni, incarichi, nomine, bandi, appalti, contributi, finanziamenti, sovvenzioni, agevolazioni, prepensionamenti e innumerevoli compensi spesso solo per comparsa. Tutti “nutriti” con i tributi degli altri siciliani operosi, lavoratori, privati e produttivi.

Si tratta di una fetta allineata di società, che per tale motivo va a votare compatta, così da garantire la continuità del trasversale consenso pubblico-politico. Un conclamato sistema elettoralmente “assoggettante” e preordinato. Un sistema politico feudale con vassalli, valvassori, valvassini cui molti pure senza alternativa occupazionale. Una ragnatela di potere che permette di controllare il territorio e di padroneggiare il popolo siciliano.

Una macchina da guerra elettorale con a capo presidenti, governanti, parlamentari e sindaci, che al loro passaggio ci distribuiscono da sempre solo elusioni e illusioni, mentre parallelamente, con i rispettivi codazzi, profittatori, faccendini, prezzolati, lucciole, ecc. s’ingrassano forzosamente con le nostre stratasse e con quelle che pagheranno i nostri ragazzi per i prossimi decenni, salvo questi ultimi emigrare da questa Terra ormai appestata quasi irreversibilmente dalla decennale tirannide pubblico-politica.

Dall’altra parte invece c’è una Sicilia che sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, sta intanto lentamente decedendo socio-economicamente. Una Sicilia che tuttavia non ha ancora compreso che il sistema pubblico-politico non ha interesse che i siciliani vadano tutti a votare. Tanto è vero che per questo, attraverso i propri kapò sparsi ovunque, il sistema amplifica tra i siciliani il disgusto elettorale, così che i propri reggimenti elettorali, anche se di percentuale inferiore, ad ogni elezione ottengono la maggioranza relativa e quindi i rispettivi “boss politici” proseguono a governare.

Ma se la gente siciliana libera va a votare, forse c’è ancora una speranza. La gente siciliana faccia quindi una propria legittima e responsabile scelta, MA VADA A VOTARE. Diversamente, come da sempre, può dopo solo continuare a lamentarsi e poi soccombere sotto stratasse, inoccupazione, disoccupazione, sottosviluppo, avvilimento, fallimenti, sopravvivenza ed altre (criminali) vessazioni ed oppressioni, giuridiche, fiscali (e anche delinquenziali) dell’autocratico sistema pubblico-politico regionale (e locale) siciliano.