Diversi top club europei hanno messo gli occhi su Dries Mertens. L’attaccante sta facendo cose straordinarie nel ruolo di centravanti, al punto da essere inserito nei trenta candidati per il Pallone d’Oro. Sul belga, come riferisce l’edizione odierna del Corriere dello Sport, è forte l’interesse di Atletico Madrid, Barcellona, Manchester United e Bayern Monaco.
Mertens ha prolungato il suo contratto con il Napoli fino al 2020 ed ha una clausola rescissoria valida solo per l’estero. Ma lo stesso calciatore ha giurato fedeltà al club azzurro rifiutando le avances di Barcellona, Chelsea e Tianjin. Il suo vero obbiettivo? Vincere lo scudetto con la maglia azzurra.
Mertens fa gola a diversi top club europei ma il belga ha un obbiettivo particolare
Tardelli: “Insigne non può stare fuori, Ventura metta i giocatori nei loro ruoli”
Tardelli: “Insigne non può stare fuori, Ventura metta i giocatori nei loro ruoli”
Marco Tardelli alla Gazzetta dello Sport ha parlato di Lorenzo Insigne: “Non può stare fuori, è l’uomo in più perché dribbla, calcia, fa assist, anche se non si è capito dove giocava quando è entrato. La rimonta è possibile, ma bisogna cacciare via la paura, ma anche giocare in verticale e, soprattutto, mettere la gente nei ruoli giusti”.
Oggi Avvenne – La Ssc Napoli ricorda: “Vittoria contro la Salernitana in Coppa Italia per 3-1”
Il giorno 12 novembre il Napoli ha giocato nove partite, sei in serie A, una in coppa Italia, una in coppa delle Coppe ed una in coppa delle Fiere, conquistando tre vittorie e quattro pareggi, con due sconfitte.
Ricordiamo il 3-1 alla Salernitana negli ottavi di finale della coppa Italia-2008/09
Questa è la formazione schierata da Eddy Reja:
Navarro, Grava, Aronica, Rinaudo, Gargano (73′ Russotto), Montervino, Pazienza, Mannini (46′ Maggio), Hamsik (63′ Bogliacino), Pià, Zalayeta
I gol: 16′ Peccarisi (autogol), 25′ Pià, 50′ Di Napoli, 53′ Hamsik (rigore)
Dopo la vittoria nel derby contro la Salernitana di Castori, il Napoli ha affrontato la Juventus: 0-0 al termine dei due tempi supplementari e 4-3 per i bianconeri dopo i calci di rigore.
Da sscnapoli.it
Tonelli via da Napoli a gennaio, su di lui c’è il Chievo: possibile un prestito con diritto di riscatto
Lorenzo Tonelli potrebbe lasciare il Napoli nella prossima sessione di mercato, come si legge sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Pagato 9 milioni dall’Empoli, già lo scorso anno era il quinto centrale. Una situazione che si è riproposta anche in questa stagione. Spazio poco, presenze in panchina con il lumicino e tanta tribuna. A gennaio stavolta andrà via, si è aperta un’ipotesi Chievo. Il prestito con diritto di riscatto sarebbe la formula ideale”.
Napoli è divisa in due parti, la Galleria Laziale è chiusa, ecco perchè
Ieri sera sono caduti dei calcinacci della Galleria Laziale a Napoli. A dare l’allarme è stato un automobilista, il quale ha subito chiamato le forze dell’ordine, che hanno disposto la chiusura della galleria con del nastro rosso. A questo punto Napoli risulta tagliata in due parti. Da Mergellina a Fuorigrotta si riesce ad arrivare grazie all’unica corsia aperta della Galleria di Piedigrotta, ma nel senso opposto bisogna fare tutto il giro dal corso Vittorio Emanuele. Domani mattina interverranno i tecnici per stabilire il da farsi per la Galleria.
Il Podio Gialloblù di Cosenza – Juve Stabia 1 – 0
L’ex condottiero Piero Braglia punisce la Juve Stabia. Il Cosenza passa con il minimo scarto dopo una gara non bella. Decisiva la rete di Bruccini
PODIO
Medaglia d’oro: a Paolo Branduani, incolpevole sulla rete di Bruccini. Prestazione non spettacolare ma di sostanza del portiere della Juve Stabia, che risponde presente quando è chiamato in causa. Il Cosenza non bussa più di tanto alla porta gialloblù, ma quando lo fa, Branduani è bravo ad abbassare la serranda. Buona la reazione sulla girata ravvicinata sempre di Bruccini, mentre in occasione della rete dei calabresi è il meno colpevole della retroguardia stabiese.
Medaglia d’argento: a Luigi Viola, che spicca anche in una serata negativa. Nel pantano di Cosenza l’unica conclusione delle Vespe verso la porta dei rossoblu porta la firma del numero 15, che chiude bene un triangolo di fino con Lisi. Lavoro non appariscente ma estremamente importante quello che svolge Viola, ancora una volta leader tra i tre di centrocampo. Il suo rendimento costante non può però diventare una scusante per i compagni di reparto, da recuperare fisicamente e mentalmente.
Medaglia di bronzo: a Simone Simeri ed alla sua generosità. Partita non semplice per la punta della Juve Stabia, orfana del compagno di reparto Paponi e privo di rifornimenti da parte della squadra. Nonostante queste mancanze non da poco, il 9 gialloblù offre la solita prestazione fatta di grinta, caparbietà, corsa ed impegno, andando a fare sportellate con i difensori del Cosenza e garantendo la giusta profondità alla squadra. Generosità che traspare anche fuori dal campo, con Simeri che incredibilmente si infortuna scivolando sulle scale del sottopassaggio dello stadio: si spera che quella di ieri sia stata solo una contusione.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Carlo Crialese, che soffre sia in fase di spinta che di copertura. Il rientro dalla squalifica del terzino mancino era atteso come una delle migliori notizie di questo periodo nero, ma Crialese non ha offerto la prestazione che da lui ci si attendeva. Tanta sofferenze sulle sortite degli uomini di Braglia ed assistenza pressoché nulla ai compagni del reparto avanzato.
Medaglia d’argento: ad Alessandro Mastalli, non aiutato dal terreno pesante. Le qualità sono tante, importanti e certamente il golden boy stabiese col tempo continuerà a sgrezzarsi, ma ad oggi non è ancora avvenuto quel salto di qualità che tutti aspettavano. Tanta corsa ma poca qualità nella gara di Mastalli che, a prescindere dal periodo difficile dal punto di vista tecnico, non riesce a prendersi di prepotenza il ruolo di leader che gli è stato cucito sulle spalle. Il contesto in cui diventare grande non è certamente semplice, con una squadra nuova in tanti elementi ed attesa ad un campionato dove nessuno stende il tappeto rosso, ma serve una svolta per lui e per la squadra.
Medaglia di bronzo: a Luigi Canotto, per cui a tratti serve un pallone personale. Sarebbe impossibile mettere in dubbio la tecnica sopraffina dell’esterno offensivo, così come le sue qualità, ma il calcio è un gioco di squadra e la palla va condivisa con i compagni. Ieri è andata in scena la replica della ripresa della gara col Francavilla, con Canotto che ha passato controvoglia il pallone solo dopo aver tentato svariati dribbling, tiri e soluzioni personali. Inutile ed anzi deleterio anche il nervosismo che lo porta a rischiare il rosso solo per batibeccare con un avversario. Meno protagonismo e più altruismo.
Raffaele Izzo
GRAFICO FORMAZIONE – Ventura cambia modulo e interpreti: ci sarà Insigne dall’inizio
L’Italia si gioca il tutto per tutto domani allo stadio San Siro contro la Svezia. Gli azzurri devono ribaltare lo 0-1 dell’andata per qualificarsi a Russia 2018. Diversi i dubbi di formazione per Gian Piero Ventura che, come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, dovrebbe cambiare modulo e interpreti:
“In generale è comunque difficile pensare a una Nazionale senza Insigne anche a Milano, a maggior ragione partendo dallo 0-1 dell’andata. Il talento napoletano è uno dei pochi in rosa in grado di creare dal nulla superiorità numerica, serve allora come il pane per scardinare organizzazione e certezze tattiche degli svedesi. Si va dunque verso il 4-2-4 o il 3-4-3, «territori» sicuramenti migliori del 3-5-2 per esaltare le caratteristiche di Lorenzino.
Questo il 4-2-4 nel caso in cui tutti, o quasi, fossero a disposizione: Buffon in porta; Barzagli, Bonucci, Chiellini e Darmian dietro; Gagliardini e Jorginho davanti alla difesa; Candreva e Insigne esterni offensivi; Belotti ed Eder in avanti. Potenziali ballottaggi: Barzagli-Zappacosta, Gagliardini-De Rossi, Jorginho-Parolo ed Eder-Immobile.
In caso di 3-4-3, «BBC» davanti a Buffon, poi Zappacosta e Darmian esterni, solito ballottaggio a quattro in mezzo al campo, quindi Candreva e Insigne ai lati di Belotti o Immobile”.

Scendono le quotazioni di Milik al Chievo a gennaio: i clivensi accetterebbero il prestito ad una condizione
Sempre meno probabile l’approdo di Arkadiusz Milik al Chievo a gennaio, come si legge sull’edizione odierna de ‘Il Mattino’:
“De Laurentiis vorrebbe convincere Campedelli a prendere in prestito Milik fino all’estate. Ma il Chievo non intende prendersi l’onere del recupero dell’attaccante della Polonia.: accetterebbe il prestito, solo a patto che sia già a buon punto il suo recupero”.
L’uomo solo al comando non batte i populismi di Berlusconi, Salvini, Meloni e M5S
La destra di Berlusconi, di Salvini e di Meloni è unita all’esterno, disunita all’interno. Ma per la raccolta dei voti si presentano tutti e tre sottobraccio. Il Pd di Renzi deve essere aperto non solo nei confronti dell’esterno ma anche all’interno
Debbo cominciare l’articolo politico che intendo scrivere con una citazione di Freud ricordata di recente sul nostro giornale da Massimo Recalcati. “L’uomo non è padrone nemmeno a casa propria”. Ma perché non è padrone? Perché è certamente alle prese con l’ingovernabilità tra la sua vita e la sua coscienza. L’Io dovrebbe impedirla e spesso questa ingovernabilità viene risolta, ma l’Io a sua volta è un vigilante vigilato: da un lato vigila sulle sue passioni, buone o cattive che siano, e dall’altro le festeggia anche lui ed anzi ne accresce la potenza. Così le passioni diventano sempre più irruenti e rendono la tua coscienza verso il tuo prossimo e verso te stesso sempre più fragile. Questo è il problema. È politico? Sì è anche politico, anzi lo è soprattutto perché la politica è il confronto tra il pubblico e il privato, tra gli interessi particolari e quello generale.
Noi italiani ed anche noi europei siamo giunti ad un punto in cui quel confronto è diventato generale. Gli esempi più evidenti li danno in questa fase l’Italia e la Germania dal punto di vista della governabilità. L’Italia avrà probabilmente, dopo le elezioni del 2018, tre partiti maggiori di pari forza, che non saranno in grado di stabilire alleanze e questo complica ulteriormente il problema.
La Germania ha già avuto le elezioni e la conseguenza è stata quella di un taglio totale della sinistra: la Merkel rappresenta il centro ed è alleata con la destra. Niente di male, può accadere ed è infatti accaduto più volte, ma c’è un’aggiunta da fare: nella situazione attuale aumenta il populismo. L’unico vero vincitore in tutta Europa è il populismo, con la sola eccezione della Francia dove è stato duramente sconfitto. Germania, Spagna, Italia e insieme a loro gran parte dell’Europa dell’Est sono dominate dal populismo nelle sue varie forme che costruisce per accrescere la sua influenza sul popolo (cosiddetto) sovrano.
Il nostro populismo è ultra-trionfante. Se si guarda al referendum costituzionale dell’anno scorso, esso registrò il massimo dell’affluenza come non si era mai vista da molti anni e il massimo dei No, alcuni dei quali furono espressi da personaggi di rilevante autorità culturale, a cominciare da Mario Monti, o da rappresentanti della sinistra dissidente, ma a dir poco il 70 per cento dei No fu votato da persone che avrebbero votato contro qualsiasi referendum proposto da partiti costituzionalmente riconosciuti. In fondo la sostanza di quel referendum, al di là di imperfezioni (numerose) si basava su un punto di notevole importanza: il passaggio da un Parlamento fondato su due Camere a una Camera unica, come avviene in tutti i Paesi democratici dell’Occidente.
Se dal referendum vinto dal populismo passiamo all’esame politico del campo attuale troviamo il populismo in tutta la destra: quella di Berlusconi ha le caratteristiche del grande attore di teatro che però impersonava qualunque personaggio e recitava qualunque testo, comico o drammatico che sia, ma l’attore è sempre lui e piace ad un pubblico molto numeroso. Un altro populista è Salvini. Bossi non lo era, Zaia e Maroni non lo sono, ma Salvini sì ed opera entro tutti i Comuni e le Regioni del Nord identificati con un Nord che voleva dominare sull’Italia intera dopo averla conquistata. Non potendo conquistare come nordisti l’odiata Roma, l’odiata Napoli, l’odiata Firenze, preferiscono andarsene in nome dell’autonomia. Soprattutto il popolo veneto che non può dimenticare che furono i loro bisnonni o meglio i loro trisavoli a conquistare l’intero Mediterraneo, da Costantinopoli alla Turchia e alle sue colonie, alla Libia e al Marocco compresi Malta e Creta e Cipro e Rodi. E vi pare che chi ha nel suo spirito questo ricordo e questo messaggio non voglia l’autonomia dal governo dell’odiata Roma? E il Piemonte? E la Lombardia delle Cinque Giornate contro l’Austria? È vero, questo è il nostro Risorgimento senza il quale l’Italia non sarebbe stata unita. Ma un fondo populista vede ancora in polemica il Nord e il Sud, oltre all’autonomismo siciliano e quello pugliese.
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Torno allo scacchiere politico (il populismo è un elemento psicologico). La destra di Berlusconi, di Salvini e di Meloni è unita all’esterno, disunita all’interno. Ma per la raccolta dei voti si presentano tutti e tre sottobraccio; tre personaggi da avanspettacolo di notevole qualità, sia in commedia sia in tragedia. In opera musicale Meloni è un contralto, Salvini un baritono-basso, Berlusconi tenore o baritono alto. Orchestra al completo. Del resto il Berlusca con Fedele Confalonieri intrattennero da giovani il pubblico delle sale da ballo e perfino quello dei transatlantici da crociera di sessant’anni fa. Che trionfo, che carriera!
Segue Grillo, lui fa il burattinaio dei vari Arlecchini dei Cinquestelle. Da qualche tempo tuttavia gli Arlecchini si sono liberati dalla loro divisa di pezze a colori e hanno scoperto di essere uomini politici. I quali, fedeli in questo alle istruzioni di Grillo, non fanno alleanze se non con il loro popolo. E il loro popolo chi è, da dove viene, che cosa vuole? Il loro popolo non ama affatto la cosiddetta classe dirigente del Paese, buona o cattiva che sia. Vuole abbatterla, vuole che il terreno sia spianato, distrutte le siepi, i giardini con i cancelli, le spiagge libere a tutti, i partiti che non condividono queste richieste battuti e liquidati. L’Europa? Chissenefrega dell’Europa. L’euro? Forse era meglio la lira.
Se non ci fosse il Cinquestelle, che deve chiamarsi Movimento anziché partito perché partito è un pastrocchio che non dovrebbe più esistere e loro sono lì appunto per liquidarlo, probabilmente andrebbero a rafforzare la massa degli astenuti e viceversa: gli astenuti che decidono di votare vanno alle urne e votano scheda bianca o Cinquestelle.
Allora facciamo i conti: la destra berlusconiana, salviniana, meloniana, è fondamentalmente populista, magari sofisticata perché un programma di governo gli piacerebbe averlo e in parte ce l’hanno a cominciare dall’anti-immigrazione, sono guidati da un vecchio miliardario e da un combattivo padano che piace anche all’isola che sogna addirittura l’indipendenza. I grillini sono populisti senza menzionare la parola. Gli astenuti (salvo un 20 per cento che è la normalità), sono populisti anch’essi. Abbiamo in questo modo due formazioni politiche arricchite (o disturbate) da frange minori che stanno in coda al corteo ma comunque ne fanno parte. Ciascuna di queste forze rappresenta tra il 25 e il 30 per cento dell’elettorato, al quale bisogna aggiungere un 25-30 per cento degli elettori che non votano, senza conteggiare quel 20 per cento suddetto.
Il totale – destra, grillini, astenuti – dà più o meno il 75 per cento. Resta un 25 per cento dove si insedia il centrosinistra e la sinistra. Queste sono le operazioni numeriche datate al presente; ci vorranno altri sei mesi prima che si apra la corsa e molte cose possono accadere. Se cambiassero però, cambierebbero soltanto in meglio perché peggio di così è difficilissimo. Dobbiamo però aggiungere che tutte le forze (tutte) fin qui esaminate non spendono nemmeno una parola sull’Europa, salvo talvolta Berlusconi il quale sostiene di piacere ad Angela Merkel e che lei piace a lui. I seduttori sono simpatici, anche se spesso fanno danni come i processi sulle “olgettine” hanno dimostrato.
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E qui siamo a Renzi e al partito a lui d’intorno e non tutto schierato in suo favore. Nel suo caso mi permetto un’altra citazione dall’articolo di Massimo Recalcati: “Anche dalla psicoanalisi può venire un’indicazione preziosa: l’accanimento nella volontà di governo che pretende di sopprimere il disordine tende sempre a rovesciarsi nel suo contrario; un ordine ottenuto con l’applicazione crudele del potere è peggio del male che vorrebbe curare; ogni volta che l’ambizione umana cerca di realizzare un ordine senza disordine si scontra fatalmente con delle manifestazioni straripanti e anarchiche del disordine. Il governo giusto non è quello che persegue lo scopo di annullare l’ingovernabile ma quello che lo sa ospitare”.
Più volte ho sostenuto che Matteo Renzi era un uomo capace di buon governo, ma aveva un grave difetto caratteriale: voleva a tutti i costi comandare da solo, sistema incompatibile con una democrazia, soprattutto di sinistra (quella non più comunista dopo l’arrivo alla testa del Pci di Enrico Berlinguer). Probabilmente non si tratta di un difetto caratteriale ma psicoanalitico: se conoscesse bene il fondo dell’anima e le sue conseguenze sul suo comportamento forse quel difetto scomparirebbe.
Lui nega sempre con forza di voler comandare da solo. Sostiene che, come in tutti i partiti, c’è un leader anche in quello da lui guidato, ma è affiancato da una direzione con la quale spesso si consulta e a volte anche con persone autorevoli per capacità e per storia che aderiscono al suo partito e che lui incontra assai spesso per confrontare i punti di vista e acquisire esperienze e suggerimenti.
In una recente conversazione telefonica mi ha fatto i nomi di queste persone, tra i quali ricordo quello di Piero Fassino, di Dario Franceschini, di Andrea Orlando e di personalità tra le quali primeggia il nome di Walter Veltroni. Gli ho ricordato che le sue consultazioni sono però a sua propria disposizione. Per esempio sull’attacco – a mio avviso del tutto improprio – contro il governatore della Banca d’Italia non ha informato nessuno, non Veltroni, tantomeno Prodi e non credo che Fassino lo sapesse. La sua quindi è una consultazione che avviene su sua propria decisione, non è uno Stato Maggiore che opera con un Capo e con i comandanti delle varie armate. Se lui non creerà una sorta di Stato Maggiore non nel governo, dove Gentiloni ce l’ha, ma nel partito, la questione di un leader che comanda da solo resta ferma e questo non va affatto bene. Debbo dire che l’ha riconosciuto. Non so quanto valga questo riconoscimento ma mi sembra doveroso riferirlo.
Il secondo problema che riguarda il leader e l’intero partito è quello dell’ingovernabilità che, anzi, è un problema dell’intero Paese. L’ingovernabilità comporta alleanze e queste bisogna farle prima delle elezioni. Un’alleanza con Bonino sarebbe molto opportuna e comunque il partito deve essere aperto non solo nei confronti dell’esterno ma anche all’interno. Questo significa che il leader si consulta con gli esponenti più autorevoli del partito su tutte le decisioni da prendere.
Se questo avverrà il partito sarà profondamente rinnovato e potrà risolvere in qualche modo positivo il problema dell’ingovernabilità. Altrimenti la sinistra, quella dentro il Pd e quella che ne sta fuori, sarà liquidata dal populismo che sta dilagando e se vincerà decadranno i valori e gli ideali e crescerà purtroppo l’ingovernabilità dei corpi e delle anime.
repubblica/L’uomo solo al comando non batte i populismi di massa di EUGENIO SCALFARI
Sostituto Ghoulam, il nome nuovo è Darmian ma c’è anche la Roma: i dettagli
Napoli sempre alla ricerca di un terzino che possa sostituire l’infortunato Faouzi Ghoulam. Sempre vive le piste Vrsaljko e Grimaldo, il nome nuovo è quello di Matteo Darmian. L’esterno, di proprietà del Manchester United, già in passato era stato accostato al club di De Laurentiis e potrebbe cambiare aria visto che non rientra nei piani di Mourinho. Il tecnico portoghese, infatti, predilige un terzino con maggiore fisicità.
Darmian ha un contratto con i Red Devils fino al 2019 ma un’offerta intorno ai 12 milioni potrebbe convincere il club inglese a cederlo. Su di lui forte l’interesse anche della Roma. Lo riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.
Montefusco, i Carabinieri arrestano un 58enne per violenze contro la figliastra
A Montefusco un 58 enne è stato arrestato a causa di violenze contro la figliastra. Ecco il racconto dei Carabinieri che hanno proceduto all’arresto dell’uomo:
Violenza privata aggravata, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale: queste sono le accuse che hanno portato all’arresto, operato dai Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, di un 58enne di Roccabascerana.
Nella mattinata di ieri i militari della Stazione di Montefusco sono intervenuti in quel centro a seguito di un’animosa lite, scaturita da discordie familiari, tra il predetto e la figliastra, a difesa della quale era intervenuto un suo parente.
Giunti immediatamente sul posto, i Carabinieri cercavano di tranquillizzare l’esagitato che, nonostante i ripetuti tentativi, non accennava a calmarsi. Anzi, in una rapida escalation di livore ha dapprima aggredito verbalmente il militare operante per poi passare, senza soluzione di continuità, alle vie di fatto scagliandosi fisicamente contro di lui.
Ed è stato solo grazie alla prontezza di riflessi di quest’ultimo, il quale sebbene colpito e ferito in modo lieve riusciva con non poca fatica a fermarlo, che il gesto non ha prodotto ben più gravi conseguenze.
Una volta bloccato in un contesto di piena sicurezza e scongiurata dunque la possibilità di gesti inconsulti, il 58enne è stato accompagnato nella vicina Caserma ove, alla luce delle evidenze raccolte, è stato dichiarato in stato d’arresto alla Procura della Repubblica di Benevento.
L’arrestato, successivamente alle formalità di rito, è stato associato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa di comparire nella mattinata odierna dinnanzi al Tribunale per essere giudicato con la formula del rito direttissimo.
Inglese a gennaio al Napoli: l’attaccante avrebbe già scelto l’abitazione
Arrivano ulteriori conferme sul passaggio di Roberto Inglese al Napoli già nella prossima finestra di mercato. Tra Napoli e Chievo, infatti, c’è un’opzione morale per anticipare il trasferimento della punta clivense. L’edizione odierna de Il Mattino svela anche un retroscena:
“Inglese ha persino scelto dove andare a vivere: a Pozzuoli, in un’abitazione di proprietà del suo team manager Gennaro Sardo”.
Ischia, 100 kg di prodotti ittici sequestrati dalla Guardia Costiera
Ad Ischia sono stati sequestrati circa 100 kg di prodotti ittici. A seguito di un controllo della Guardia Costiera, sono rinvenuti questi prodotti con provenienza sconosciuta e possibilmente dannosa per la salute del consumatore. Sono stati eseguiti mirati controlli nei confronti esercizi commerciali, quali supermercati, pescherie ristoranti e trasportatori che raggiungevano l’isola per distribuire il prodotto. Da questi controlli le sanzioni sono state molto elevate, infatti si parla di 8500 euro. La Guardia Costiera invita a comprare prodotti ittici, solo se si è a conoscenza della provenienza e se sia certificata la tracciabilità.
Vrsaljko ha accettato il trasferimento al Napoli: pronto un ricco quinquennale
Sime Vrsaljko avrebbe dato la propria disponibilità al trasferimento in azzurro, è quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino:
“L’entourage di Sime ha subito dato la priorità al club azzurro. Un’attestazione di stima importante in un affare dai contorni economici rilevanti. Ora come ora Vrsaljko è legato ai Colchoneros sino al 2021 con un contratto di 2 milioni di euro netti più un’importante fetta di bonus. Così Giuntoli non ha grandi spazi di manovra, considerando i limiti del budget per il monte-stipendi. Tuttavia hanno dato la loro disponibilità massima: un quinquennale da 2,4 milioni netti più una gamma di premi che permetta di raggiungere con comodità quota 3 milioni”.
Basket Salerno, granatine corsare a Castellammare. Al Severi termina 65-48
Il poker è servito. In città s’accendono le Luci d’Artista, il Salerno Basket ’92 s’accende a qualche Km di distanza e va a vincere anche a Castellammare contro il Basket Stabia (48-65), confermandosi in testa alla classifica a punteggio pieno nel proprio girone di Serie B femminile. Dopo quattro giornate le granatine dimostrano di aver ingranato, sotto il profilo dei risultati, ma coach Romilda Palumbo la strada è ancora lunga: “Sono soddisfatta ovviamente per la vittoria e per la scia positiva iniziale ma il campionato è ancora tutto da giocare. Contro Stabia abbiamo giocato una gara dal tasso agonistico molto intenso che ci ha viste vincitrici, però sotto il profilo del gioco occorre migliorare ancora qualcosa. L’interpretazione della partita è stata buona, soprattutto per quanto riguarda le più esperte come De Mitri, Assentato, Ceccardi e Ingrassia. Le più giovani, invece, hanno mostrato di dover crescere ancora un po’ mentalmente, più che tecnicamente. La classifica? Per ora non m’interessa più di tanto, cerchiamo di vincere quante più partite è possibile e far fare esperienza alle più piccole che però devono rendersi conto che adesso è Serie B e non più un campionato giovanile. Hanno però tutti i mezzi per migliorare”. Bastone e carota.
Sempre avanti le salernitane alla tendostruttura del Liceo Severi di Castellammare. L’anno scorso le due compagini si fronteggiarono in A2 ed anche in B hanno dato vita a una partita combattuta. Sempre avanti le granatine: 18-23 il primo quarto, poi nella seconda frazione un leggero calo ha consentito alle padrone di casa di accorciare ulteriormente le distanze (28-29). Alla ripresa le ospiti accelerano di nuovo: +11 dopo 4’, poi Stabia torna di nuovo sotto alla mezzora (40-45). Ottima per interpretazione, concentrazione e anche condizione atletica, la gestione dell’ultimo periodo: menzione speciale per Assentato, top scorer e non solo per questo migliore in campo. Salerno mette la freccia e corre. Nell’ultimo quarto realizza ben 20 punti (decisive due triple di Ingrassia) contro gli 8 delle stabiesi e vince, con carattere, una partita su un campo difficile. Prossimo turno sabato 18 novembre (ore 16) in casa contro l’Olimpia Capri che ha battuto il Sorrento 58-53.
TABELLINO – BK STABIA-SALERNO BASKET 48-65 (18-23; 28-29; 40-45)
STABIA: Trotta, De Rosa, Manganiello 7, Potolicchio 18, Gallo 10, Orta ne, Giaquinto ne, Cuomo ne, Donnarumma ne, Grumetti 12, Scala 2, Paduano ne.
SALERNO: Thomas Rowe 3, Ingrassia 9, Caputo ne, De Mitri 15, Galdi, Ceccardi 12, Esposito ne, Fontana, Assentato 24, Giulivo, Ledda ne, Melin 2. All: Palumbo.
Arbitri: Cusano e Melchionda di Avellino
FONTE: UFFICIO STAMPA BASKET SALERNO
Higuain, il fratello: “Quando firmò con la Juve era stracontento. Napoli primo? Nessuna paura”
Nicolas Higuain, fratello e procuratore di Gonzalo Higuain, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport di cui vi proponiamo alcuni passaggi.
Con il Napoli primo in classifica temete la beffa delle beffe?
“Nessuna paura, è un gioco… Ma se vince la Juve è meglio. Il campionato è ancora lungo e se i bianconeri continuano così possono arrivare allo scudetto. E comunque Gonzalo al primo anno a Torino dopo Napoli ha vinto campionato, Coppa Italia ed è arrivato in finale di Champions: poteva chiedere di meglio?”,
Con De Laurentiis i rapporti sono ancora gelidi?
“Al momento, no comment”.
Se ripensa alla trattativa che ha portato suo fratello alla Juventus?
“La prima immagine che mi viene in mente è quella di Gonzalo che firma il contratto, mi prende in braccio e mi butta in aria facendomi i complimenti. Era stracontento”.
Napoli, PD nel caos per le elezioni del segretario cittadino, ecco perchè
Quest’oggi a Napoli, i militanti saranno chiamati a scegliere il nuovo segretario cittadino del PD. Uno dei candidati, Nicola Oddati ex assessore comunale della giunta Iervolino ed ex delfino di Bassolino, attraverso una lettera chiede l’intervento di Renzi, in cui denuncia il numero degli iscritti al PD: “Chiedo un rinvio, voglio un congresso senza ombre, per salvare il partito a Napoli”. “Non parteciperemo a un congresso illegittimo” “Dobbiamo lavorare insieme, uniti, ricostruire il partito e il rapporto con gli elettori, a cominciare da Napoli anche e soprattutto in vista delle Politiche. Ho chiesto, in questi giorni cose semplici, non la luna – conclude – mi viene detto che l’anagrafe è in cassaforte, sono un candidato, ho diritto a conoscere la platea dei votanti”.
Cosenza – Juve Stabia 1 – 0. Matute: Commessi errori ma terreno di gioco impraticabile…(VIDEO)
Dopo la sconfitta subita ad opera del Cosenza, abbiamo ascoltato Kelvin Matute, centrocampista della Juve Stabia
Queste le dichiarazioni di Matute:
Secondo me si tratta di una sconfitta immeritata; abbiamo lottato fino alla fine ed abbiamo perso per colpa di un episodio che lascia tanti dubbi anche a me. Il calcio è così: ora conta capire dove abbiamo sbagliato e come migliorare le nostre prestazioni.
Lavoriamo sodo tutta la settimana, dando sempre il massimo a prescindere da chi scende in campo dal primo minuto. Continueremo a spingere forte cercando di centrare a fine campionato un piazzamento importante.
Oggi è stato difficile giocare su questo terreno di gioco: in molte zone era impraticabile ma questo non può essere un alibi. Abbiamo commesso errori che dobbiamo capire quanto prima così da non commetterli più.
La prossima settimana arriva il Catania, avversario durissimo da affrontare. Sappiamo che sarà un match difficile ma punteremo sulle nostre armi per fare punti nel nostro stadio.
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Cosenza-Juve Stabia, Pinna: “Braglia ha cambiato il nostro modo di giocare e ora arrivano i risultati”
Al Marulla la gara tra Cosenza-Juve Stabia termina sul risultato di 1-0. Il terzino sinistro Paride Pinna ha commentato il match ai nostri microfoni, queste le sue parole:
“Sono contento di essere ritornato in campo dal primo minuto. Il mister giustamente fa le sue scelte ed io e D’Orazio ce la giochiamo ogni domenica. Entrambi, però, stiamo dando il nostro contributo alla squadra.
Con Canotto è stato un classico parapiglia, lui è venuto faccia a faccia ma niente di serio.
Nel primo tempo abbiamo avuto maggiori difficoltà per via del campo che non aiuta, non è una giustificazione ma è un po’ come giocare sulle sabbie mobili. Il tempo di abituarci e negli ultimi dieci minuti abbiamo avuto delle buone occasioni. A inizio secondo tempo, invece, dopo la rete di Bruccini, è stato tutto più semplice.
La parata di Branduani sul mio tiro non è stata eccezionale, perchè sono stato io a sbagliare.
Piero Braglia ha cambiato il nostro modo di giocare e stiamo riuscendo ad ottenere risultati positivi in tutte le partite con intensità e cattiveria.
Per il derby di domenica contro il Catanzaro faremo di tutto per far festeggiare di nuovo i nostri tifosi.
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Cosenza – Juve Stabia 1 – 0. Caserta: Abbiamo giocato male ma siamo sfortunati. Incredibile l’infortunio di Simeri…(VIDEO)
Al termine della gara vinta dal Cosenza sulla Juve Stabia, abbiamo ascoltato Fabio Caserta, tecnico delle Vespe
Questa l’analisi di Caserta:
E’ stata una partita difficile sia per l’avversario che per le condizioni del campo non ottimali. Siamo una squadra che cerca di giocare sempre palla a terra e che non ama la palla lunga, di conseguenza questo terreno di gioco non ha aiutato le nostre caratteristiche. E’ un periodo in cui gli episodi non ci girano a favore: anche oggi non ho capito perché il guardalinee ha alzato la bandierina sul mani di Mendicino. Accetto le critiche, se obiettive, ma mi piacerebbe capire anche certe cose. Certamente dovevamo fare di più ma ciò non toglie che ci sono episodi che vanno chiariti.
A ciò si aggiunga che ho perso Simeri perché è caduto nel sottopassaggio e, poco dopo, anche il nostro medico è caduto nello stesso punto: sistemare il pavimento del sottopassaggio no? Oggi ho subito l’infortunio del mio unico attaccante per carenze della struttura dello stadio. Non mi è mai successo.
Noi abbiamo costruito poco ma dopo un minuto del secondo tempo trovarsi senza attaccanti di ruolo non è facile per nessuno. Paponi ha esperienza, tiene palla, gioca di sponda quindi non averlo è un danno pesante; stesse considerazioni per Simeri, che è caduto avanti a me nel sottopassaggio; francamente non so se ridere o piangere. Pensavo fosse uno scherzo ma poi siamo stati costretti a sostituirlo.
Anche la dinamica del gol la dice lunga sul nostro momento: una carambola che in tanti casi va fuori dalla porta. Non abbiamo fatto il nostro solito gioco, questo è vero, ma dire che abbiamo sofferto il Cosenza è una considerazione non giusta.
D’Auria dal primo minuto? Canotto ha speso tantissimo nelle ultime settimane e non aveva recuperato a sufficienza; ho scelto D’Auria avendo visto delle cose buone nell’ultimo periodo, ma è stata una scelta dettata dalle condizioni non ottimali di Canotto. Non rimpiango la scelta fatta.
Resto dell’idea che la Juve Stabia possa fare una stagione positiva, sperando che questo periodo storto passi quanto prima. Ringrazio i ragazzi anche per l’impegno messo in campo oggi. Ci sarà da lavorare ancora di più per trovare la giusta alternativa a Paponi finchè Daniele sarà fuori. Non ci fasciamo la testa prima del dovuto, confidando che Simeri si riprenda quanto prima.
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