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Gragnano, polemiche dopo l’ondata di maltempo: l’opposizione contro il sindaco!

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Gragnano, polemiche dopo l’ondata di maltempo: l’opposizione contro il sindaco!

Non si placano le polemiche all’indomani dell’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la città della pasta con fiumi di fango e detriti. Dai banchi dell’opposizione i consiglieri Silvana Somma, Salvatore Castrignano e Patrizio Mascolo, infatti, hanno firmato un’interrogazione al sindaco  lamentando l’assenza della Protezione Civile nei punti di maggiore necessità. “Nella notte tra il 5 e il 6 novembre – scrivono – il territorio cittadino veniva funestato da rilevanti precipitazioni piovose, che provocavano il traboccamento del fiume Vernotico con conseguente blocco della circolazione, specie nel centro cittadino, e rilevanti danni a cose. Sin dalle prime ore dell’alba – continuano – si registrava la presenza attiva degli agenti della locale polizia municipale e dei carabinieri della stazione di Gragnano. Gli stessi, unitamente a diversi volontari, si sono adoperati per l’intera giornata nelle operazioni di ripristino, messa in sicurezza c pulizia delle strade. Inopinatamente si è registrata l’ingiustificata assenza degli uomini e mezzi della Protezione civile, costringendo i valorosi operati impegnati a fare ricorso all’ausilio dei volontari di altri Comuni”.

Renzi punta a trovare l’intesa su un documento condiviso

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Nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

L’ultima offerta renziana per un documento condiviso

Oggi la Direzione. Il segretario: con Mdp governiamo già nelle regioni

ROMA – C’è un’idea a cui ieri, alla vigilia della direzione Pd, gli emissari renziani stavano lavorando. Riuscire a evitare che le minoranze presentino ordini del giorno per convergere tutti su un documento condiviso, un testo da scrivere oggi concordandolo alla virgola, che dichiari una disponibilità al confronto con tutte le forze di sinistra. Dopo giorni di discussioni sulle alleanze e sulla reale volontà del segretario Renzi di lavorare a una coalizione, al dunque di una direzione che dovrà discutere di quello oltre che della débâcle siciliana e del tema dei vitalizi, il tentativo tra chi guida Largo del Nazareno è quello di restituire all’uscita dalla riunione l’immagine di un Pd compatto.

Operazione non facile, come sa chi ci sta lavorando. Quella di costruire un documento tutti insieme è solo un’ipotesi: talvolta, le direzioni dem si chiudono con un voto sulla relazione del segretario, talaltra con un voto su un testo. Ma sul discorso di Renzi nessuno ha possibilità di mettere le mani: per quanto aperturiste, il rischio è che alle minoranze le sue parole non bastino. Per questo circola l’idea di un testo ulteriore che, rispettando lo spirito del segretario, possa trovare gli accenti giusti per accontentare tutti e evitare divisioni che, sebbene ininfluenti sul piano dei numeri (Renzi ha una maggioranza schiacciante), restituirebbero l’immagine di un partito diviso.

LEGGI ANCHE:

In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”.

Ammesso che questo possa bastare, perché la discontinuità che una parte del partito chiede è nei contenuti, dall’occupazione giovanile ai ticket sanitari fino allo spinoso argomento dell’articolo 18. E Renzi non ha nessuna intenzione di pronunciare abiure e cambiare rotta su quanto fatto negli anni di governo, anzi: dal Jobs act («ne farei un altro», ripete a ogni piè sospinto) al lavoro di Minniti sull’immigrazione alla flessibilità strappata all’Europa, quello che per una parte del partito è da rivedere, per lui sono ottimi risultati da rivendicare, «abbiamo salvato l’Italia», è quello che lui pensa.

Quello su cui cercherà il consenso delle sue opposizioni interne, forte dell’appello di ieri di un padre nobile come Veltroni, è l’impegno sulla coalizione. «Ci stiamo sinceramente lavorando», insiste, guardando al centro ma anche a sinistra. Giovedì sera, ospite a cena del maestro Riccardo Muti a Ravenna insieme a Dario Franceschini, l’ha messa così: «Mdp è un partito nato contro di me, ma abbiamo comunque il dovere di provare a stare insieme». Il fatto è che molti, nel partito e fuori, sono convinti che si tratti solo del gioco del cerino, una disponibilità generica e inconcludente, per arrivare a un nulla di fatto potendo incolpare gli altri del naufragio. Nel suo discorso proverà a convincerli della buona fede e della possibilità di stare insieme ragionando su come, anche dopo la scissione, in quattordici Regioni e migliaia di Comuni Pd e Mdp continuino a governare insieme.

Prima della direzione, il segretario avrà un incontro con Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, reso noto e fissato proprio a ridosso dell’incontro di partito come a dimostrare la buona volontà di parlare con tutti. Il leader della minoranza Andrea Orlando da giorni chiede però un atto concreto anche verso Mdp: per questo oggi dalla minoranza si aspettano che il segretario si sbilanci a indicare una delegazione, o dei tempi certi per sedersi a un tavolo con gli scissionisti. Anche se in privato confessa di avere molti dubbi sulla reale volontà di tutta la sinistra di trovare un accordo, proverà a rassicurare il partito della sua volontà di provarci.

«L’importante è iniziare presto a ragionare sui contenuti: ogni giorno in cui parliamo di tatticismi elettorali e non di problemi reali perdiamo consenso», ha ripetuto in questi giorni ai suoi. Da qui la volontà di uscire oggi dalla riunione in modo unitario, per imprimere più forza alla proposta. E per evitare che, fuori dal Pd, si possa giocare sulle divisioni interne del partito.

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lastampa/L’ultima offerta renziana per un documento condiviso FRANCESCA SCHIANCHI

Castellammare di Stabia, Gori: sospensione erogazione idrica. Le zone interessate e gli orari

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Castellammare di Stabia, Gori: sospensione erogazione idrica. Le zone interessate e gli orari

GORI comunica che per lavori programmati è programmata la sospensione dell’erogazione idrica dalle 13:30 alle 14:30 di lunedì 13 novembre 2017, nelle seguenti zone del comune di Castellammare di Stabia:

Tutta la zona del Parco Imperiale

Insigne, parla il fratello: “Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione”

Insigne, parla il fratello: ” Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione”

Antonio Insigne, fratello di Lorenzo, anch’egli calciatore, con trascorsi con Fondi ed Arzanese, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Faremo innanzitutto il tifo per l’Italia. Certo, siamo orgogliosi del fatto che Lorenzo stia ricevendo attestati di stima da parte dei tifosi di tutte le squadre. Avvertire la fiducia della gente per lui è fondamentale. Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione. Lui deve solo giocare come sa. Glielo scriverò anche nel messaggio che gli manderò prima della partita”

La Campania rompe gli schemi: per la prima volta batte la Toscana per il boom di visitatori

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La Campania rompe tutti gli schemi battendo la Toscana per il gran numero di visite a musei e zone archeologiche. È un risultato storico, merito soprattutto dell’attrattiva che esercitano Pompei, Capodimonte, Museo Archeologico di Napoli e Reggia di Caserta.

Sono i numeri a parlare: la Campania si posiziona al secondo posto, subito dopo il Lazio ancora egemone senza rivali, con più di 8 milioni di visitatori. Rispetto al 2013 c’è stato un incremento del +32,6% di turisti, e oltre 41,7 milioni di euro di introiti rispetto ai 28,7 di quattro anni fa.

Italia, Jorginho si candida per una maglia da titolare

Italia, Jorginho si candida per una maglia da titolare

Se Insigne sembrerebbe sempre più destinato a riscaldare anche questa sera la panchina, l’altro azzurro, invece, Jorginho, si candida per una maglia da titolare. Infatti l’oriundo, vista la squalifica di Verratti e la probabile esclusione di De Rossi, avrà, molto probabilmente, le chiavi della regia azzurra, con ai propri fianchi Florenzi e Parolo. In avanti, anticipa Sky, si potrebbe vedere addirittura titolare un altro che a Castel Volturno conoscono molto bene; parliamo di Manolo Gabbiadini.

Parcheggiatore abusivo aggredisce e minaccia ausiliare del traffico: “Fatti i fatti tuoi, altrimenti…”

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Parcheggiatore abusivo aggredisce e minaccia ausiliare del traffico: “Vattene, altrimenti non puoi essere tranquillo a casa tua”

Un parcheggiatore abusivo ha aggredito e minacciato un ausiliario del traffico perché non doveva multare i suoi clienti. È avvenuto a Napoli, in piazza San Francesco di Paola dove i carabinieri lo hanno arrestato.

Secondo quanto ricostruito dai militari, intervenuti grazie ad una richiesta di aiuto al 112, l’ausiliario stava provvedendo a fare delle multe quando è stato strattonato e minacciato dall’abusivo – «Fatti i fatti tuoi e vattene da un’altra parte!» – per convincerlo a non multare le automobili che stavano sotto la sua custodia.

L’ausiliario ha continuato nel suo lavoro e il parcheggiatore ha ulteriormente alzato il tono delle minacce intimandogli di non scrivere nulla altrimenti lo «avrebbe mandato a prendere a casa». L’ausiliario ha però raccontato tutto ai carabinieri che hanno arrestato Giovanni Giunto, già noto alle forze dell’ordine e accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

/il Mattino

Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”

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Se Casini afferma: “Basta regolamenti di conti sulle banche” Franco Bruni, nel suo editoriale, afferma che è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”

Intanto nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Riscrivere le regole della stabilità

Varare la Commissione sulle banche a fine legislatura, fra litigi e polemiche elettorali, in un Parlamento diviso su questioni istituzionali di fondo, è stato prendere un rischio grave. Ancor più farlo alla scadenza del governatore della Banca d’Italia, alla quale la politica non ha saputo prepararsi per tempo.

Ma a correr rischi a volte si guadagna. Se la presidenza saprà guidarla senza soffocarla, qualche utilità potrebbe uscirne. Essenziale è lavorare «non per regolare i conti del passato, ma per aiutare l’economia italiana del futuro», come dice l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa e come lui stesso avrebbe dovuto tener sempre più presente.

La politica e il potere legislativo possono contribuire alla vigilanza sulla correttezza e la stabilità degli intermediari e dei mercati finanziari. Sono questioni tecnicamente complesse, soprattutto dopo che la globalizzazione finanziaria le ha rese radicalmente internazionali e in rapida evoluzione.

La complessità tecnica rende delicato il rapporto fra politica e burocrazia. Perché la prima tenga bene il suo ruolo deve fare con rigore i suoi compiti ma lasciare alle burocrazie autonomia e responsabilità.

Compito del legislativo, in gran parte del mondo avanzato, è essere sede regolare (al di là di commissioni d’inchiesta estemporanee) e competente dove i controllori della moneta e del credito vengono a render conto dei modi con cui stanno perseguendo, con indipendenza, gli obiettivi loro assegnati. L’organizzazione e l’attrezzatura del Parlamento italiano sono adeguate a questi fini? Andremo a eleggere un numero sufficiente di parlamentari con la competenza, dedizione, serietà e l’esperienza adatte per costituire commissioni e gruppi di lavoro con questo compito? Che sappiano porre le domande giuste, anticipando i problemi e aiutando i controllori del credito a individuarli?

La resa dei conti alla politica delle autorità creditizie è delicato anche per il contrasto che si può sviluppare fra la loro trasparenza e la stabilità finanziaria. Raccontare i guai delle banche alla politica può diffondere panico e aggravare i guai. Ma l’esperienza internazionale e le riflessioni di chi ha studiato da tempo queste cose suggeriscono come superare anche questo problema. Si tratta di verificare ed eventualmente integrare e correggere quel che avviene in Italia.

Il rapporto fra politica e autorità monetarie e finanziarie può andare molto oltre. Il concetto stesso di stabilità finanziaria è oggi da definire meglio, in tutto il mondo. Una volta, per esempio, significava che nessuna banca dovesse mai «fallire», che cambi, tassi e borse dovessero variare solo molto gradualmente. Oggi non è più così. Vanno ridefiniti gli stessi obiettivi delle autorità di controllo. Nonostante la difficoltà tecnica, questo è compito della politica. Anche il Parlamento italiano può contribuire: basta che sappia articolare il suo lavoro con quello del governo e, anche per suo tramite, partecipare alle sedi europee e internazionali dove solamente ha senso prendere decisioni in proposito. Non sono materie dove funziona la democrazia diretta e la politica chilometro-zero.

Il Parlamento europeo, discutendo con la Bce sul trattamento delle sofferenze bancarie, ha appena incontrato un’atra questione: fino a che punto chi vigila sulle banche può e deve esimersi dal dettare loro regole? Non è facile rispondere: è vero che le regole le fissa la politica ma chi ne vigila l’applicazione non può esimersi da aggiungere dettagli che il legislatore non riesce neanche a immaginare. Questa zona grigia fra regolamentazione e vigilanza va affrontata con impegno e senza ricerca di polemiche appariscenti.

E così via. Basti pensare che, con l’euro e l’unione bancaria europea, il ruolo di Banca d’Italia è mutato radicalmente. Riconsiderarne governance e organizzazione non è peccato di lesa maestà, anzi. Ma va fatto col dovuto anticipo, con cautela, competenza, concordia istituzionale e concertazione europea.

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vivicentro/Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”
lastampa/Riscrivere le regole della stabilità FRANCO BRUNI

Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Non solo calcio in casa Juve Stabia. Infatti ieri pomeriggio al Palamangano di Scafati, dove la Givova, nel suo fortino, si è sbarazzata in maniera convincente di Agrigento, erano presenti il numero 1 stabiese Alessandro Bacci e l’esterno classe ’94 Valerio Nava. I due, come confermato anche dalle loro immagini sui social, sembrerebbero grandi appassionati della palla a spicchi.

A cura di Giovanni Donnarumma

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Sono stati definiti dalla Lega Italiana Calcio Professionistico gli orari e le date delle gare del campionato di Serie C 2017-2018 dalla 17ª alla 27ª giornata. Ricordiamo che gli orari o le date possono essere soggetti a variazioni su disposizione della Lega Pro per esigenze televisive. Di seguito riportiamo gli appuntamenti delle vespe:

Domenica 3 dicembre – 17ª giornata
JUVE STABIA-CASERTANA, ore 20.30

Domenica 10 dicembre – 18ª giornata
SIRACUSA-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 17 dicembre – 19ª giornata
JUVE STABIA-REGGINA, ore 16.30

Sabato 23 dicembre – 20ª giornata
JUVE STABIA-FIDELIS ANDRIA, ore 16.30

Sabato 30 dicembre – 21ª giornata
Riposa: JUVE STABIA

Domenica 21 gennaio – 22ª giornata
JUVE STABIA-CATANZARO, ore 16.30

Domenica 28 gennaio – 23ª giornata
TRAPANI-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 4 febbraio – 24ª giornata
JUVE STABIA-PAGANESE, ore 20.30

Domenica 11 febbraio – 25ª giornata
RACING FONDI-JUVE STABIA, ore 20.30

Domenica 18 febbraio – 26ª giornata
JUVE STABIA-BISCEGLIE, ore 16.30

Domenica 25 febbraio – 27ª giornata
LECCE-JUVE STABIA, ore 20.30

Gragnano, problemi di sicurezza per la Fiera: tagli agli stand

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Gragnano, problemi di sicurezza per la Fiera: tagli agli stand

La Fiera di Gragnano ridimensionata per problemi di sicurezza. C’è poco spazio di manovra e troppe le richieste dei venditori ambulanti per il 21 novembre. La Fiera di Gragnano occuperò più strade ma le postazioni saranno soltanto su un lato della carreggiata stradale. Bancarelle anche in piazzale Amendola lato accesso ex stazione delle Ferrovie ed ex scalo merci per la compravendita del bestiame. Lo riporta l’edizione odierna di Metropolis.

Sigarette, aumento in arrivo: 70 centesimi in più al pacchetto

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Il prezzo delle sigarette potrebbe subire un ulteriore rialzo: 70 centesimi in più, per via di due emendamenti, uno al decreto fiscale che accompagna la manovra, e il secondo direttamente alla legge di Bilancio.

Il rincaro serve per colmare le esigenze finanziare del ministero dell’Economia. E l’aumento riguarderebbe soprattutto quelle sigarette oggi vendute a un prezzo più basso rispetto le altre.

Inoltre – come riporta Vesuviolive – entro due anni le sigarette potrebbero subire un rincaro fino a due euro. In questo caso, i pacchetti di fascia bassa costerebbero quanto quelli di fascia alta. Così, oltre ai fumatori, sarebbero penalizzati anche i produttori minori di tabacco, visto che, a parità di prezzo, i consumatori sceglierebbero sigarette di fascia alta.

BENEVENTO: Mercatini di Natale a Torrecuso

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Tra le novità dell’edizione 2017 dei Mercatini di Natale a Torrecuso, il Villaggio di Babbo Natale per la gioia di tutti i bambini

Sarà la “Tenuta La Fortezza” in località Tora, frazione di Torrecuso, in provincia di Benevento, ad ospitare il tradizionale appuntamento con i Mercatini di Natale e il Villaggio di Babbo Natale a partire da giovedì 16 novembre, per quattro weekend, fino al 10 dicembre.

Per l’occasione saranno allestiti stand enogastronomici – con degustazioni di vini, formaggi, salumi, dolci e prodotti tipici del Sannio – e l’esposizione di prodotti artigianali, oggetti di antiquariato, pregevoli ceramiche e giocattoli fatti a mano dagli artigiani presenti.

Non mancheranno spettacoli musicali e intrattenimento per i più piccoli, all’interno scenario da favola, impreziosito da luminarie e giochi di animazione.

La novità dell’edizione 2017 sarà rappresentata dal Villaggio di Babbo Natale, dove i più piccoli troveranno Santa Claus con i suoi piccoli aiutanti, gli elfi, potranno giocare sulla slitta e visitare il magazzino coi giocattoli.

Per i più gradi, la Rievocazione Storica di Benevento Longobarda consentirà di fare un tuffo nella storia, fino al Medioevo e osservare da vicino un vero e proprio villaggio medievale dove si potranno conoscere le principali attività e usi dei longobardi, come la scrittura beneventana, il duello con le spade, il tiro con l’arco e la balestra.

/ecampania

Mi dici di De Luca ?

Comincia così un messaggio di un contatto che da Milano mi chiedeva di questo, ormai, personaggio locale, regionale e anche nazionale, di nome De Luca. E, senza entrare nel merito delle questioni giudiziarie (15 processi tutti conclusi con assoluzione e un procedimento penale con arresti domiciliari attualmente in corso) e di cui hanno abbondantemente riportato i media e giornali, vorrei innanzitutto raccontare un po’ per come lo conosco indirettamente e dire che idea di massima mi sono fatto.

Nel 2012 si svolgevano le elezioni comunali a Santa Teresa di Riva, bel paesino sul mare della costa jonica messinese, più noto di recente per avere acquisito la “bandiera” blu” proprio sotto la passata amministrazione De Luca e nel quale, in antitesi alla nomenclatura di centrosinistra e mezza destra, improvvisamente si candidava una persona originaria di Fiumedinisi (altro paese del comprensorio) di cui era stata anche sindaco.

Trattavasi di un certo Cateno Roberto De Luca, noto da quando ha ricoperto il ruolo di deputato regionale, per avere contestato sui media il rancido sistema politico-regionale con un improvvisato quasi spogliarello (sulla contestazione al putrido sistema regionale non posso che essere solidale).

Durante quelle elezioni scrivevo su un sito locale. Mi capitò di seguire un comizio della parte avversa a De Luca. L’aver sentito dal palco il termine “straniero” al suo indirizzo, per il fatto che venisse da un altro paese della zona, sollevò la mia civile indignazione, tanto che all’epoca scrissi un articolo risentito per questa forma di razzismo addirittura conterraneo.

Al riguardo (apro una breve parentesi), mi sono ritrovato in un’analoga situazione allorché, interessatomi socialmente in un paese limitrofo, mi sono visto definire: da uno di sinistra “immigrato”, come se tale termine fosse persino un disvalore, e da uno di destra “extracomunitario”. La grettezza culturale, specie se dissimulata, non ha differenze sociali ed estrazioni.

De Luca nel 2012 arrivò nell’arena elettorale santateresina quando la condizione politica locale era ormai rafferma. La sua parlantina e verve nei comizi fece di certo la differenza. Nonostante la sua lista fosse povera di voti, ebbe infatti un notevole successo personale. Quindi vinse le elezioni.

Personaggio particolare, fa dei suoi dibattiti un monologo. Però Santa Teresa di Riva in pochi anni ha visto quanto meno l’ordinarietà e la pulizia funzionare a discreti livelli. Tuttavia le aliquote tributarie sono salite ai massimi rispetto a prima. Ciò è accaduto anche in altri paesi e città, con la differenza che altrettanto non hanno fatto i servizi.

Cosa non condivido. Una certa eccessiva spesa pubblica con i soldi dei contribuenti. L’albo pretorio, ben tenuto dal Comune, infatti, ne è in modo trasparente un riscontro.

Santa Teresa di Riva va pure detto che gode in atto anche di una Minoranza che fa seriamente Opposizione con il suo capogruppo avv. Antonio Scarcella. Cosa rara nei nostri enti, regioni e governo, ove, risaputamente, passate le elezioni, di notte si siedono quasi tutti alla medesima “tavolata” (e alcuni arrogantemente anche di giorno).

Il delfino di De Luca, Danilo Lo Giudice, che nel 2012 si era candidato a Santa Teresa di Riva nella lista di De Luca, facendone dopo il vicesindaco, alle ultime elezioni del 2017 è stato votato in modo plebiscitario quale sindaco di Santa Teresa di Riva, poiché Cateno De Luca aspirerebbe a fare il sindaco di Messina, città cosiddetta “babba”, ma che era anche definita negli anni passati “l’università della mafia” come viene detto in un servizio d’inchiesta della Rai3 e Rai Storia con un’introduzione nel documentario dell’allora Procuratore nazionale antimafia.

Nel frattempo De Luca si è anche candidato nelle liste dell’UDC regionali siciliane insieme al suo delfino Lo Giudice, venendo eletto il 5 novembre 2017 con un discreto numero di voti e arrivando secondo anche il Lo Giudice.

Infine c’è la questione del patronato Fenapi di cui De Luca è il direttore e che ha saputo in questi ultimi anni allargare a livello nazione e internazionale in più nazioni europee. Su questo sindacato c’è in corso un’inchiesta giudiziaria per presunta evasione fiscale di oltre un milione di euro per cui il De Luca è ai domiciliari.

Cosa penso del personaggio. Mi appare come una sorta di bene e male messi insieme. Da un lato il diavolo e contemporaneamente l’angelo. Un personaggio che per questo ammalia le folle.

Tuttavia, i De Luca (come gli Sgarbi) sono figure inevitabili ai giorni nostri. L’Italia, la Sicilia, le nostre città e paesi, almeno per chi può e vuole vedere, sono palesemente ammuffiti sotto la gestione di persone e strutture politiche, istituzionali, professionali e sindacali, che ripetono sempre gli stessi declami per non cambiare nulla, poiché tanto loro (a cominciare dai Giudici che decidono anche su questo) hanno i “diritti acquisiti” sul sangue dei cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi. I privilegi di queste caste sono il cancro di questa Nazione che andrebbe estirpato anche con una rivoluzione.

Ma noi non siamo più i nostri nonni. E, pertanto, un personaggio come De Luca, che quando sale sul palco trascina molto meglio di uno Sgarbi in televisione, è quasi visto dal popolo come un profeta per uscire da questo stagno putrido di corporazioni, sanguisughe, misantrope e sprezzanti, le quali s’ingozzano con la forzosa estorsione fiscale (le LORO leggi, sentenze e regolamentazioni e solo per LORO), dallo scranno più alto dello Stato all’ultimo più piccolo Ente.

Questa Riviera Jonica Messinese in particolare, nonostante sia una costa e un entroterra baciati dalla Natura con un mare Jonio a volte così blu da sembrare dipinto, è stata sempre relegata a un’area trattata come un parco buoi, un bacino elettorale di sottosviluppo, disoccupazione e bisogno per quando servono i voti. Uno come De Luca, laureato in legge e con una certa esperienza amministrativa, che grida pure contro il sistema, è pertanto visto (o travisato) come quasi un “messia”.

Forse se le forze politiche soffrissero meno di supponenza cronica e retorica programmatica e al contrario ritornassero sul territorio invece di farsi persino una legge elettorale assoggettante, i De Luca non ci sarebbero. Ma questa è la realtà italiana e siciliana di oggi. Quindi i De luca ci sono.

Da un lato infatti c’è un deennale sistema politico-statale-regionale di predatori e parassiti, dall’altro i restanti cittadini, sottomessi, vessati, estorti, avviliti, prostrati, falliti e anche suicidati. Nel mezzo i De Luca, visti come l’ultima spiaggia dalla gente che cerca comunque di sopravvivere a questa patinata dittatura italiana.

Il Presidente della Repubblica, siciliano, ogni tanto scenda dal suo piedistallo e come lui tutti gli altri di seguito, prima che la soglia di non ritorno si superi. E solo così che anche i De Luca non avranno più un senso. Ma al contrario, così continuando, non potranno che moltiplicarsi come i pani e i pesci.

Auguri quindi ai De Luca. È il loro momento.

Castellammare, è emergenza soccorsi: il traffico paralizza la città e rende impossibile il passaggio delle ambulanze

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Castellammare, è emergenza soccorsi: il traffico paralizza la città e rende impossibile il passaggio delle ambulanze

L’emergenza è totale, il traffico, dovuto al forte maltempo che anche oggi sta paralizzando la città stabiese e che ha chiuso i collegamenti relativi alle gallerie Varano e Privati, crea troppi disagi. Un traffico talmente intenso che per percorrere un tratto che in media prende pochi minuti, porta a dieci volte il tempo di percorrenza stesso e complica il lavoro delle ambulanze e dei soccorsi relativi all’Ospedale San Leonardo. Urge rimedio, serve una soluzione rapida per evitare problemi ben più gravi, relativi alla salute dei cittadini diretti nel tratto ospedaliero.

Casini: “Basta regolamenti di conti sulle banche”

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In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”.

Intanto nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole”

Parla il presidente della Commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie: «Ascolteremo Visco e Vegas alla fine. Le tensioni? Sono inevitabili»

ROMA – Presidente Pier Ferdinando Casini, quando prevede che l’indagine parlamentare sul crac delle banche entrerà nel vivo?

«Nel vivo ci siamo già. La Commissione d’inchiesta non ha perso tempo e segue una linea chiara: approfondire le crisi bancarie partendo dalle più recenti e procedendo a ritroso. Abbiamo indagato sui due istituti veneti, domani inizieremo con Montepaschi di Siena, cioè il caso più rilevante sul piano sistemico. Seguiamo un metodo istituzionale».

In che consiste?  

«Nel sentire anzitutto i magistrati, nel dare voce alle associazioni dei risparmiatori, nell’ascoltare gli istituti di vigilanza e gli attuali liquidatori».

Verrà anche il turno di Ignazio Visco?  

«Mi sembra difficile che questa Commissione possa concludere i lavori senza nemmeno aver sentito il governatore di Bankitalia e il presidente della Consob. Ascolteremo entrambi, ma verso la fine».

Perché non all’inizio? 

«Prima occorre che tutti gli aspetti da chiarire siano già sul tavolo, adesso sarebbe prematuro».

Ieri il segretario Pd, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa, scriveva: «Da questa vicenda tutti dobbiamo imparare qualcosa, non per regolare conti del passato ma per aiutare l’economia italiana del futuro». Sottoscrive? 

«E’ un proposito assolutamente condiviso non solo da me, ma in generale da tutte le forze politiche. Il nostro sistema bancario non può permettersi di diventare terreno di conquista da parte della finanza internazionale, e chi vuole intendere non ha bisogno che io aggiunga altro».

Scusi, però: non era lei tra quanti temevano che la Commissione avrebbe potuto recare più danni che benefici?  

«Ho avuto dei dubbi che risultano agli atti. Non a caso sto lavorando, nella carica da me non richiesta né cercata di presidente della Commissione, per evitare che l’accertamento dei fatti diventi terreno di scontro da campagna elettorale, con tutta la strumentalità del caso, e si concentri piuttosto sull’oggetto costitutivo fissato dalla legge: capire cosa non ha funzionato nella gestione degli istituti bancari coinvolti, se l’attività di vigilanza è stata idonea e tempestiva, fornire indicazioni per prevenire altri casi. Voglio dare atto della serietà con cui condividono questo percorso il gruppo parlamentare di Forza Italia, a partire da Renato Brunetta, e quello del Pd, incominciando da Mauro Marino. C’è l’idea comune che la Commissione non sia la sede di un regolamento di conti, ma serva soprattutto a dare indicazioni anche severe per il futuro. Se riusciremo nel nostro intento, questo lavoro sarà stato utile»

Altrimenti?  

«In caso contrario parleremo di occasione persa. Ma ho fiducia».

Se è così fiducioso, come spiega le richieste di ascoltare davanti alla Commissione i «gemelli del crac» nel Veneto, Consoli e Zonin? Equivarrebbe a spargere nuove nuvole tossiche…  

«Infatti non sono stati convocati. Chi ha responsabilità gravissime, penali e personali, di cui rispondere è giusto che si difenda nelle aule di tribunale, non utilizzando la cassa di risonanza del Parlamento. Che oltretutto non li potrebbe nemmeno ascoltare come testimoni, in quanto imputati davanti alla giustizia ordinaria».

Pratica già archiviata?  

«Archiviata no. Deciderà l’ufficio di presidenza, comunque la mia opinione non è affatto un segreto».

Abbiamo appena assistito a uno scontro mai visto prima tra Banca d’Italia e Consob, con duri scambi di colpi. È giusto risciacquare in pubblico i panni delle istituzioni di vigilanza?  

«Invito a confrontare i nostri toni con quelli di commissioni analoghe di altri Paesi, incominciando dagli Stati Uniti. È difficile evitare le tensioni. E comunque, le divergenze tra Banca d’Italia e Consob non ce le siamo inventate noi commissari. Sono purtroppo una realtà. Migliaia di italiani hanno visto sfumare i loro risparmi non sempre per effetto delle normali dinamiche di mercato: molti collocamenti sono avvenuti senza che gli investitori conoscessero le condizioni di dissesto in cui versavano certe banche, oppure con modalità pregiudizievoli per le persone più sprovvedute e con la pratica diffusa delle cosiddette “baciate”».

Dove termina, secondo lei, l’accertamento della verità e comincia invece l’autolesionismo?  

«È ovvio che fare luce comporta chiarimenti spiacevoli, ma non possiamo nemmeno recitare la parte di Alice nel paese delle meraviglie. Scaricarne la colpa sulla Commissione d’inchiesta sarebbe troppo facile e comodo per tutti».

vivicentro.it/politica
vivicentro/Casini: “Basta regolamenti di conti sulle banche”
lastampa/Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole” UGO MAGRI

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, Mario Sconcerti si è soffermato sulla situazione della nazionale italiana e soprattutto sull’assenza del suo astro più lucente: “Siamo terrorizzati. Inutile parlare di formazioni anche se in pratica debuttano Jorginho e Gabbiadini e restano i tre difensori centrali. Il tratto più evidente è l’ingresso di Florenzi accoppiato a Parolo, due giocatori verticali chiamati a legare il campo, costringere alla corsa i due centrocampisti svedesi che sono arrivati sempre prima di noi. Sorprende l’assenza di Insigne, ma nel momento del bisogno Ventura è tornato a tutte le idee di quando cominciò. In questa squadra non ci sono ali pure, fantasisti di fascia. Nemmeno il più bravo può trovare posto. È un errore, ma non è il momento di discuterlo. Davanti a questa sofferenza vasta che sta prendendo l’intero paese, è inutile parlare di calcio. Si va a San Siro e si urla Italia. I Mondiali sono stati nel dopoguerra il nostro modo di alzare la testa, di partecipare alla corsa popolare del mondo. Non averli più ci imbruttirebbe come una bocca piena di unto, ci renderebbe volgari. Non fosse che solo per oggi, questo è il tempo di essere ottimisti”.

Dramma al frantoio: bambino di cinque anni cade in un pozzo e muore

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Un bambino di 5 anni è morto dopo essere caduto in un pozzo contenente acque di scarico e residui della lavorazione di un frantoio industriale a Corinaldo. La tragedia si è consumata ieri, intorno alle 18:30. Il bimbo, di nazionalità rumena e residente a Ostra Vetere, era con il padre e la zia.

Stava giocando lì vicino quando è caduto nella vasca di raccolta. Una caduta di 5 metri fatale. Il piccolo è riuscito a chiedere aiuto, ma quando è stato raggiunto dai vigili del fuoco era in arresto cardiaco. È arrivato all’ospedale di Senigallia già privo di vita. I carabinieri indagano sull’episodio.

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Tuttosport oggi ha dedicato una sezione agli azzurri di Sarri, scrivendo così: “Il Napoli ha subito due mazzate grosse con gli infortuni di Milik e Ghoulam e ora dovrà fare di necessità-virtù, almeno fino a quando riaprirà il mercato. Da sabato al 6 gennaio trascorreranno 59 giorni e 10 partite, decisive per il prosieguo dell’avventura in Champions, significative per l’esito finale del campionato. Dal Milan al Verona, il proposito del Napoli è “tenere duro”, difendere il primo posto in classifica e, comunque, restare aggrappati alla parte alta della graduatoria. Poi arriverà la primavera e con essa il rientro Milik e quello di Ghoulam, oltre ai nuovi innesti, Inglese e almeno un esterno, magari due, per le corsie della difesa. A quel punto, con l’organico nuovamente nella piena disponibilità di Sarri, si potrà schiacciare il piede sull’acceleratore per la lunga volata fino a metà maggio”.

Italia, nuova esclusione per Insigne

Italia, nuova esclusione per Insigne

La Gazzetta dello Sport commenta così la nuova probabile esclusione di Lorenzo Insigne, sicuramente uno dei talenti italiani più in forma, questa sera: “Oggi Insigne è il giocatore italiano di maggior talento e cifra tecnica, su questo siamo più o meno tutti d’accordo. La sua incompatibilità col 3-5-2 è netta, con quel sistema Lorenzo non ha nulla a che fare. Non ne vuole sapere di accentrarsi, significativo è stato il suo labiale colto dalle telecamere venerdì, a esprimere sconcerto perché il c.t. gli aveva appena ordinato di piazzarsi in mezzo, dove lui si sente estraneo. La cosa più logica sarebbe la costruzione di un assetto adatto a Insigne. Ventura dovrebbe convertirsi al 4-3-3 per permettere al ragazzo napoletano di esprimersi al meglio. In questi giorni quasi tutta l’Italia ha chiesto al c.t. di passare al 4-3-3 per non disperdere la classe di Lorenzo, ma Ventura, che ama il 4-2-4, non ha fatto una piega, perché l’allenatore genovese è allergico al 4-3-3 quanto Insigne al 3-5-2. Il 4-3-3 non gli piace, non lo ha mai praticato tanto, non è nelle sue corde di tecnico. Così Ventura e Insigne sono diventati due vasi non comunicanti. Stasera il giocatore del Napoli verrà utilizzato in caso di emergenza. Nel momento in cui le cose si mettessero male, Ventura – più per disperazione che per reale convinzione – gli ordinerebbe di entrare in campo, nella speranza di un colpo, di una magia illumina-Italia. Ruolo avvilente, da foglia di fico. Ragion per cui, nell’ipotesi di qualificazione al Mondiale, sarà meglio intendersi per tempo: che lo porterebbe a fare in Russia, se non lo mettesse nelle condizioni di volersi bene?”