Impegno di Coppa Italia per il Real Forio che oggi pomeriggio scenderà in campo al “Calise” alle ore 14:30 contro l’Afro Napoli United per la gara di ritorno degli ottavi di finale. I biancoverdi dopo la prima vittoria ottenuta in campionato e sopratutto galvanizzati nel derby isolano vinto contro il Barano,cercheranno di onorare al meglio l’impegno e proseguire la striscia dei risultati positivi ottenuti in coppa. Nella gara di andata al “Vallefuoco ” di Mugnano la partita terminò con un pareggio pirotecnico sul risultato di 3-3. I biancoverdi quasi certamente scenderanno in campo con un ampio turn over in virtù della gara casalinga di domenica mattina contro la Mariglianese . Una partita che sarà un vero scontro diretto ai fini della classifica per cercare di dare continuità al risultato maturato nel derby vinto contro il Barano. Per la gara di Coppa mister Impagliazzo dovrà fare meno di Calise in difesa squalificato un turno e Rubino in avanti che sconterà la seconda giornata di squalifica delle tre subite dopo l’espulsione nella partita contro il Casoria. Assente anche Francesco Iacono che era rientrato sabato nella partita con il Barano dopo un infortunio e Impagliazzo ha deciso di non rischiarlo e tenerlo a riposo. In caso Afro invece mister Ambrosino non avrà a disposizione per squalifica De Fenza e Gentile.
Alla vigilia della gara contro l’Afro Napoli, ha parlato ai nostri microfoni il tecnico dei biancoverdi Franco Impagliazzo. La Coppa Italia non è un obiettivo del Real Forio,ma sarebbe un peccato,dopo il pareggio dell’andata andare in campo senza provare a passare il turno. ” Il Forio deve provare a riuscire a passare il turno dichiara Taratà-con altre due gare si possono vedere all’opera più calciatori,fare più cambi e dare più minutaggio a chi gioca di meno. Poi, nelle gare in cui sono arrivato in panchina, la squadra ha fatto discretamente ,vincere aiuta a vincere,fa morale ed il non qualificarsi contro una squadra di categoria inferiore potrebbe dare un pesante contraccolpo psicologico. Tutto questo non accadere,cercando di fare una degna prestazione. Poi, il campo è giudice supremo”. La partita contro l’Afro Napoli è un test probante,perchè sebbene disputi il campionato di Promozione è stata allestita per una categoria superiore. “L’Afro Napoli è una squadra di Eccellenza di medio alta classifica-commenta Impagliazzo-potrebbe fare una degnissima figura nella massima categoria regionale,stando a ridosso dei play off. Quindi va affrontata con le dovute cautele ed attenzioni e con la giusta concentrazione, per far si che dobbiamo passare il turno. Il Real Forio in caso di qualificazione potrebbe ritrovare la Sessana di mister De Michele,che lo scorso anno eliminò proprio i foriani nei quarti. I casertani saranno impegnati oggi in casa della Maddalonese dopo lo 0-0 dell’andata.
I convocati per la gara di ritorno degli ottavi di Coppa Italia
Real Forio: Mennella, Naldi, Di Dato, Calise N., Iacono C., Boria, Mazzella, Fiorentino, Aiello, Onorato, Trofa, Conte, Castagna, Chiaiese, Cantelli, Sannino, Savio, Matarese, Abdallah.
Squalificati: Rubino, Calise G.
I convocati di mister Ambrosino dell’Afro Napoli
D’Errico Raffaele ’98 ,Torino Marco ’00,Velotti Luigi,Gargiulo Mario ’00,Gelli Salvatore ,Iervolino Aniello Aldair Soares Delgado,Balzano Francesco,Marigliano Francesco,Marigliano Raffaele ’00,Maradona Jr
Iodice Ciro,Suleman Fuad,Dos Santos Arcelino,Dos Santos Soares ‘Dodò’,Arcobelli Domenico,Jatta Kebba ’99
Adem Redjehimi
La partita sarà diretta da Vittorio Palma della sezione di Napoli e i suoi assistenti saranno Cristiano Pelosi e Luigi Gargiulo, entrambi provenienti dalla sezione di Ercolano.
Malmena la convivente e aggredisce i Carabinieri. Arrestato 45enne di Torre del Greco
Nella tarda serata di ieri, a Torre del Greco, i carabinieri del locale nucleo operativo e radiomobile hanno tratto in arresto in flagranza un 45enne del Vico Pizza, già noto alle forze dell’ordine, che aveva opposto resistenza agli operanti intervenuti per bloccare il suo tentativo di entrare nella casa della convivente 42enne, con la quale aveva appena avuto una lite picchiandola. I militari hanno riportato contusioni guaribili in 7 giorni. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo
Ventisei anni compiuti e festeggiati a Verona. Per il regalo occorrerà aspettare almeno fino gennaio, quando Roberto Inglese potrebbe unirsi al Napoli. C’è un accordo di massima tra i partenopei e il Chievo: operazione chiusa e annunciata per giugno ma l’infortunio di Milik ha cambiato gli scenari. Giuntoli lo vuole subito e Romairone, direttore sportivo dei veneti, potrebbe accontentarlo, anche in virtù di una pluriennale amicizia. Inoltre, i rapporti tra i due club sono ottimi anche se Campedelli farebbe volentieri a meno di privarsi del suo bomber a campionato in corso. Il giocatore, dal canto suo, non si è sbilanciato, lasciando il privilegio della decisione ai due club. Il pallino, però, pare essere nelle mani di De Laurentiis, pronto all’accelerata definitiva, nonostante le titubanze del collega.
L’ASSO NELLA MANICA è Arek Milik, pronto a rientrare tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. A Napoli, con un Mertens in stato di grazia, rischierebbe di trovare poco spazio e dunque di rallentare ulteriormente il suo percorso di recupero. Da qui l’idea di spedirlo al Chievo, apprezzata dagli scaligeri e dallo stesso calciatore che avrebbe così l’opportunità di giocare con continuità. Un prestito secco fino a giugno per ritrovare la forma migliore. L’operazione è già stata messa in piedi e potrebbe concretizzarsi alla riapertura del calciomercato.
LA POSIZIONE DI SARRI è chiara da tempo: vuole giocatori pronti, altrimenti è meglio lasciare inalterato il gruppo. Il tecnico, la scorsa settimana, ha avuto modo di vedere da vicino Inglese, in occasione dello zero a zero del Bentegodi. La prestazione dell’attaccante di Lucera non è stata esaltante ma Sarri, nel dopo partita, ha quasi giustificato il “futuro” azzurro: “Per lui non era facile, ha avuto pochi palloni giocabili”.
L’INCUBO PAVOLETTI. Inglese, costato dodici milioni di euro, ha fin qui realizzato quattro gol in campionato e uno in coppa Italia. Un bottino che gli ha concesso di entrare nel giro della nazionale italiana guidata da Ventura. C’è però scetticismo sulla effettiva bontà dell’operazione che potrebbe ricordare quella conclusa lo scorso anno con il Genoa per portare in azzurro Leonardo Pavoletti. I dubbi sono legati principalmente alle scelte di Sarri, restio a modificare il tridente, a patto che non gli vengano fornite alternative di pari livello. Giaccherini, Ounas e Pavoletti insegnano… “.
La trentaseienne di Sant’Agnello, scomparsa da più di una settimana, è stata ritrovata morta a due miglia dal porto di Napoli. Il suo corpo è stato avvistato dai passeggeri della nave traghetto Driade della Caremar, diretta a Calata di Massa.
La guardia costiera della capitaneria di porto di Napoli, è stata avvisata dall’equipaggio della Driade, ed è immediatamente intervenuta per recuperare la salma: si trattava di una donna, annegata probabilmente da alcuni giorni, e che le correnti avevano trasportato sino all’imboccatura del porto.
In seguito alle indagini si è giunti alla scoperta di una denuncia di scomparsa di una donna di trentasei anni, residente a Sant’Agnello, presentata al al comando di polizia di Sorrento martedì scorso.
Le ricerche coinvolsero della donna anche i sub della capitaneria e elicotteri dei vigili del fuoco. Venerdì scorso fu rinvenuta sulla spiaggia della Marinella a Sant’Agnello, dagli uomini della guardia costiera, una ciabatta appartenuta alla donna scomparsa. Da quel momento le ricerche in mare vennero intensificate, fino all’avvistamento di ieri mattina, quando dalla Driade è partito l’allarme relativo all’avvistamento di un corpo senza vita, che galleggiava a poca distanza dal maxi-traghetto.
I familiari hanno riconosciuto la salma, a poche ore dal suo ritrovamento, anche dall’orologio che a distanza di tanti giorni era ancora al polso della donna senza vita.
Protesta dei commercianti di Pompei per la costruzione del nuovo centro commerciale Maximall. Dopo anni di trattative per il Grande Progetto Pompei, in cui sono state fatte promesse vantaggiose per tutti, i commercianti manifestano il loro malumore per una situazione che andrà, secondo loro, solo a impoverirli, come riporta Metropolis.it
«Dopo ormai vent’anni, ci aspettavamo un progetto sicuramente più ambizioso. Un progetto che potesse migliorare ulteriormente il brand Pompei. In realtà, secondo una prima presentazione del piano, non c’è alcun tipo di legame tra il nuovo prospetto e il nome della città mariana». E’ lo sfogo degli operatori pompeiani, in primis dell’imprenditore Polisto Amitrano, che da anni lavorano nel campo delle attività turistiche all’ombra del Santuario e degli Scavi.
A pochi giorni dai primi rumors emersi circa quello che sarà il Maximall Pompeii, il centro commerciale che sorgerà a pochi passi da La Cartiera di via Macello e il Centro Oplonti di Torre Annunziata in via Settetermini, le sensazioni sono tutt’altro che positive. «A pochi metri da uno dei siti archeologici più importanti al mondo e dalla Villa di Poppea – spiega il titolare dell’Hotel Mec di Pompei – ci aspettavamo un programma più impegnativo, che potesse dare altro a Pompei anche da un punto di vista progettuale. E’ una vergogna vedere sorgere un altro centro commerciale che, naturalmente, creerà desertificazione, soprattutto nei confronti delle altre attività vicine e nel centro abitato nel quale sorgerà. D’altronde, nell’ultimo convegno sul Grande Progetto Pompei, i vari sindaci si sono detti d’accordo nel mirare a essere insieme un unico attrattore culturale per sfruttare al massimo l’occasione unica rappresentata. Andrebbero studiati dei percorsi in sinergia, che conducano allo sviluppo turistico e ricettivo. Non è possibile che dopo tanti anni di progetti, incontri e discussioni, si realizzi soltanto un centro commerciale che non aggiungerà nulla ai servizi attuali».
Una tv di proprietà della Lega di Serie A. E’ questa la nuova idea del Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il quale, se non dovessero arrivare proposte convincenti delle emittenti televisive potrebbe decidere di proporre questa novità in consiglio. A riportare la notizia è stata l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, che sottolinea anche che nel giro di pochi giorni, De Laurentiis, potrebbe sedersi al tavolo, con il Presidente del Torino, Urbano Cairo, con quello della Sampdoria, Massimo Ferrero e con il patron della Lazio, Claudio Lotito, per sviluppare questo nuovo progetto.
Napoli, vandali nelle scuole: allagato il Liceo Boccioni
Come riportato da Il Mattino a Napoli torna a divampare il fenomeno del vandalismo all’interno delle scuole. Infatti, i Carabinieri di Fuorigrotta sono intervenuti, nel liceo artistico Boccioni, dopo la chiamata del personale per constatare lo stato dell’edificio dopo che in nottata ignoti avevano tappato i lavandini allagando il tutto. Sul posto anche i vigili del fuoco per le verifiche volte ad accertare eventuali danni strutturali in seguito all’allagamento; dopo il nullaosta dei pompieri è stata decretata la sospensione delle lezioni per la sola giornata di oggi.
Il Giudice Sportivo Not. Pasquale Marino, assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nelle sedute del 13 e 14 Novembre 2017 ha adottato le deliberazioni che di seguito integralmente si riportano:
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:
SOCIETA’
€ 500,00 CATANZARO perché propri sostenitori in campo avverso introducevano e facevano esplodere nel proprio settore due petardi senza conseguenze (r.proc.fed.).
€ 500,00 SIRACUSA perché propri sostenitori introducevano e facevano esplodere nel proprio settore un petardo senza conseguenze (r.proc.fed.).
DIRIGENTE
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 5 DICEMBRE 2017
LEONARDI GIUSEPPE (SICULA LEONZIO) perché al termine della gara si introduceva indebitamente negli spogliatoi avvicinando l’arbitro e assumendo verso lo stesso un comportamento irriguardoso e minaccioso (r.A.e proc.fed.).
AMMONIZIONE
MAGALINI GIUSEPPE (REGGIANA) per proteste verso l’arbitro durante la gara (espulso).
ALLENATORI- AMMONIZIONE
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA: TROCINI BRUNO (RENDE) per atteggiamento irriguardoso verso l’arbitro durante la gara (espulso).
RIGOLI GIUSEPPE (SICULA LEONZIO) per proteste verso l’arbitro durante la gara (espulso. r.A.A.).
BIANCO PAOLO (SIRACUSA) per proteste verso l’arbitro durante la gara (espulso).
CALCIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE: FOLORUNSHO IJIENUA MICHAEL (VIRTUS FRANCAVILLA) per atto di violenza verso un avversario senza avere la possibilità di giocare il pallone.
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER DOPPIA AMMONIZIONE: MARACCHI FEDERICO (TRAPANI)per condotta non regolamentare e per condotta scorretta verso un avversario.
CALCIATORI NON ESPULSI
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)
SIRRI ALEX (CATANZARO )
MATERA ANTONIO (FIDELIS ANDRIA)
CARCIONE IMPERIO (PAGANESE)
AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)
BIAGIANTI MARCO (CATANIA)
SICURELLA GIUSEPPE (VIRTUS FRANCAVILLA)
SCOPPA FEDERICO MATIAS (MONOPOLI)
DE MARTINO RAFFAELE (RACING CLUB FONDI)
AMMONIZIONE (VII INFR)
VICENTE BRUNO LEONARDO (AKRAGAS )
AMMONIZIONE (VI INFR)
SALVEMINI FRANCESCO PAOLO (AKRAGAS)
AMMONIZIONE (III INFR)
DANESE FABRIZIO (AKRAGAS)
ALFAGEME LUIS MARIA (CASERTANA)
MAROTTA MARIO (CASERTANA) CALO GIACOMO (JUVE STABIA)
Mauro Mosconi, coreografo e giudice di “Amici” a Castellammare: l’appuntamento al Centro Arte e Danza
Un altro momento intenso quello che il Centro Professionale Arte Danza si appresta a vivere con il maestro Mauro Mosconi. Un ritorno per il coreografo prima per la Rai e poi per le reti Mediaset al Centro Professionale Arte Danza diretto da Demis Autellitano e Carla Palumbo. Un ritorno per il primo di una serie di appuntamenti che Mauro Mosconi tiene alla scuola di via Pomponio, di cui e’ super visore per la sezione di danza moderna.
Coreografo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, giudice nella trasmissione “Amici” su Canale 5, già coreografo della fiction “Grandi Domani” e del film sulla vita di Kledi Kadiu, che farà visita alla scuola stabiese il 2 Dicembre prossimo, Mosconi è una presenza fissa qui a Castellammare.
”Da sette anni – spiegano i direttori artistici- lui viene qui in virtu’ di una collaborazione con la nostra scuola di cui è super visore. Come ogni anno con Mauro Mosconi avremo un appuntamento mensile”.
Una persona schiva che vive per la danza le sue splendide coreografie riescono a sviluppare un effetto catartico in grado di sprigionare le emozioni più intense e profonde. Il suo amore per la danza è assoluto. La danza è il dono ricevuto dal cielo. Mosconi vive il suo impegno e la sua disciplina come costante preghiera di ringraziamento e di gioia.
Definisce le sue coreografie come quadri dipinti di energia. Energia di cui vuole farsi tramite.
E lo stile di Mauro, il maestro, risulta decisamente inconfondibile. Il suo tratto, il movimento, la sua musicalità, assumono una precisa caratteristica espressiva. Sebbene il modern jazz sia la sua specialità, sempre più spesso si sente parlare di Mosconi dance style.
Un grande della danza moderna italiana e artista della danza di fama internazionale.
La Rinascita Ischia Isolaverde dopo la piccola parentesi con mister Massimo Fontanella,ha deciso di affidare la guida tecnica a Isidoro Di Meglio. Non c’è stato soltanto un cambio tecnico in panchina ma una vera rivoluzione per meglio dire una rinascita restando in tema. Si perchè stesso i vertici della società hanno deciso di richiamare il direttore Enrico Scotti dopo un periodo che ha visto l’ex dirigente gialloblu allontanarsi egli stesso dalla società. Da quando è subentrato in panchina Isidoro Di Meglio ci sono stati i primi cambiamenti sotto il profilo tecnico-tattico e non caso proprio il trainer gialloblu ha pensato subito di portare con se un attaccante esperto per questa categoria: Mendil. La punta ha militato nel campionato di Promozione nelle ultime due stagioni sull’isola. Sono passati una ventina di giorni da quando Isidoro Di Meglio è sulla panchina della Rinascita Ischia Isolaverde e proprio per questo abbiamo deciso di intervistarlo ai nostri microfoni per fare il punto sul suo arrivo con i possibili obiettivi da raggiungere.
Mister Isidoro, andiamo con ordine cosa l’ha spinta ad accettare di sposare il progetto della Rinascita Ischia Isolaverde, anche se ci ha dichiarato che c’è la voglia di rimettersi subito in gioco , e poi l’amore che nutre per i colori gialloblu. Non a caso in passato ha indossato la casacca gialloblu, e questa decisione di accettare questo progetto e forse perchè vuole cambiare le opinioni sul suo conto,dopo le vicissitudini della scorsa stagione ?
“Fondamentalmente,devo dire che non riuscivo più a stare fuori-commenta Isidoro- anche l’andare sui campi a guardare le partite per arricchire il mio bagaglio di esperienza come allenatore non mi soddisfaceva più di tanto,quindi avevo voglia di rimettermi in gioco, ed ho voglia di lavorare sul campo con i ragazzi. Quindi la passione per il calcio mi ha spinto a fare questa scelta, poi naturalmente c’entra anche l’amore per i colori gialloblu”.
Mister lei è tornato a vivere le partite sul campo da poco più di tre settimane con questa nuova avventura. In questo arco di tempo cosa è riuscito a trasmettere alla sua squadra e cosa manca ancora per arrivare al meglio ?
“Devo dire che venivamo da due buone partite. Purtroppo domenica abbiamo fatto molti errori. Però tolti i primi 25 minuti credo che comunque abbiamo fatto una discreta partita e che la squadra abbia comunque cercato di arrivare a concludere a rete attraverso un ragionamento. Si deve lavorare ancora di più sulla testa dei ragazzi, che per quando riguarda l’allenamento sono impeccabili. Ci sono dei limiti mentali e dobbiamo lavorarci. La squadra è poco abituata a pensare, spesso i calciatori si muovono d’istinto, senza ragionarci troppo e che a volte per creare un occasione basta un semplice movimento “.
Lo stiamo dicendo da un pò che a a questa squadra manca ancora qualcosa per essere competitiva al meglio e disputare un buon campionato. Dicembre sta per arrivare e il mercato è alle porte,ha già individuato su dove bisognerà rinforzare la rosa e quali potrebbero essere gli elementi ?
“La squadra ha bisogno di essere rinforzata in tutti i reparti. Ovviamente devono arrivare calciatori di esperienza,carisma e di personalità,che possano trascinare i compagni che, purtroppo alcuni non giocavano da tempo con il resto per altri motivi vari e quindi uno scotto si doveva pagare. L’obiettivo di oggi è arrivare a dicembre non troppo lontani dai play off per poi cercare un eventuale assalto fra la fine dell’andata del girone quello di ritorno”.
Stiamo parlando di rinforzi che dovranno arrivare da categorie superiori anche perchè c’è davvero poco in giro sull’isola. E non a caso potrebbero arrivare due calciatori che al momento figurano nel Real Forio: Mancusi e Matarese che al momento sono stati messi un pò da parte. Potrebbero essere loro i primi acquisti?
“Parliamo di calciatori che giocano in categorie superiori alla nostra. Per quanto riguarda Mancusi e Matarese dico che potrebbero fare al caso nostro ma si dovrà parlare con il Forio per capire le sue intenzioni sul futuro dei due ragazzi. Se non dovessero puntarci sarei ben felice di accoglierli in squadra a braccia aperte “.
La partita contro l’Edilmer Cardito è stata giocata al “Rispoli” perchè lei stesso ha chiesto di giocare li. Ci può spiegare la motivazione di giocare su un campo di erba sintetica e se questa decisione proseguirà per il resto del campionato ?
“Se proseguirà o meno dipenderà dalla disponibilità del campo. La necessità di giocarci è nata dalla prestazione della squadra nel derby col Lacco Ameno, in cui mi sono reso conto che alcuni giocatori avevano difficoltà nelle distanze in campo. Fra l’altro non siamo abituati ad allenarci e giocare al Mazzella. Poi il Rispoli richiede uno sforzo minore rispetto a quello che si fa al Mazzella,sopratutto nel periodo in cui stiamo andando incontro ovvero nella stagione invernale, quando il terreno di gioco diventa pensante e serve una forza maggiore che al momento i miei calciatori non hanno. E’ vero che giocherei sempre al Rispoli in questa categoria perchè quando troveremo il giusto assetto e diventeremo una squadra organizzata potremmo mettere in difficoltà gli avversari. Poi al Rispoli non ci sono pause e siccome in Prima Categoria tante squadre non sono ben allenate,le stesse potrebbero andare in difficoltà. Al Mazzella invece, ci sono tante pause, perchè abbiamo dei limiti avendo tutti esterni piccoli e quindi gli avversari potrebbero recuperare “.
Il suo arrivo sulla panchina della Rinascita Ischia ha scaturito qualche commento di troppo. Parliamo di Ciro Bilardi che lui stesso ha dichiarato che la società abbia optato il tuo nome, perchè la sua famiglia fosse entrata a far parte della società con nuove forze economiche per portare avanti questo progetto. Cosa si sente e vuole replicare a riguardo di quello che ha dichiarato Bilardi?
“Fermo restando che considero e voglio bene a Bilardi come ad un padre,perchè mi feci male al ginocchio mi fu vicino in tutto e per tutto,devo dire che ci sono rimasto male dopo le sue parole. Ha voluto scaricare su di me e su mio padre la scelta della società. Invece, io sono entrato da solo e mio padre non figura in società. La scelta è stata indipendente dai fattori che citava Bilardi. Non nego che mi abbia ferito. Tirare fuori questa questione mi è sembrato poco corretto. Non so che tipo di accordo avesse con la società o cosa gli avessero promesso,però io non ho potuto la pistola verso nessuno per essere chiamato. Ho semplicemente accettato le condizioni della società,perchè a mio modo di vedere ci sono i presupposti per una mia crescita e per una crescita della stessa società. Avrei preferito che Bilardi avesse mosso un appunto verso la società non verso di me “.
Per far si che la società posso crescere non c’è bisogno solo di un tecnico che posso avere esperienza in questa categoria,ma serve anche un dirigente di un profilo importante. Stiamo parlando di Enrico Scotti ex dirigente di quell’Ischia che fu…E la presenza del direttore Scotti potrebbe essere determinante per la crescita dell’intera società…
“Assolutamente si. Io sono onorato di lavorare col direttore Scotti, con cui ho avuto il piacere di lavorare quando ero capitano dell’Ischia. Ha fatto un semplice calcio ad un certo livello,che ci ha messo sempre la faccia. Nella buona e nella cattiva sorte è sempre stato al fianco della squadra. Se doveva prendersi un nostro sfogo, non si è mai tirato indietro,quindi mi auguro che prosegua ad accompagnarci a darci una mano in questa crescita”.
Per chiudere mister Isidoro è felice che finalmente la piazza sostenga la squadra e sopratutto lei,dopo la debacle dello scorso anno quando le gradinate del Mazzella nella seconda parte del campionato erano completamente vuote, rispetto a domenica al Rispoli che nonostante il punteggio era sul 1-3 per gli ospiti i tifosi non hanno mai smesso di sostenere la squadra…
“Io dico sempre che vanno sostenuti i colori,la maglia, la società,che poi è quella che andrà avanti sempre. Allenatori,giocatori e dirigenti siamo tutti di passaggio. Che si faccia bene o male,i tifosi devono essere al fianco della squadra. Poi all’interno della società ci sono dei rappresentanti dei tifosi,quindi i supporters sentono davvero loro la squadra. La cosa rende partecipi tutti e tutti sentono la cosa in maniera più forte. Però, quando si parla dell’Ischia e dei colori giallobu che corrono su questo campo, a prescindere dalla categoria, penso che i tifosi non debbano far mancare mai il loro supporto”.
Serie C, una società araba acquista un club della terza serie!
Non solo Serie A, ma all’estero comincia ad attirare attenzione anche la nostra terza serie. Infatti, come sottolinea Tuttosport, una società arabo – lussemburghese sarebbe pronta a rilevare il Vicenza: “Il Vicenza sta per aprire una nuova “era”, con un assetto dirigenziale, pronto a insediarsi con un progetto a medio-lungo termine in grado di risollevare il club dalla Serie C ma anche a ripianare il monte debitorio. Dopo la firma del preliminare del contratto i nuovi acquirenti della Boreas Capital, chiuderanno entro il 10 dicembre”.
La crisi dei rifiuti è un argomento più che noto per la Campania, una problematica che spinse il Governo a intervenire, nel 1994, per incrementare i livelli di raccolta differenziata, che in quel periodo si attestava solo al 9%.
La situazione non è di certo migliorata negli ultimi anni, infatti pare che la percentuale minima della raccolta differenziata non sia stata mai raggiunta, e questo ha provocato un danno da mezzo milione di euro al Comune di Castellammare di Stabia tra il 2004 e il 2007.
Inoltre secondo la Corte dei Conti, i responsabili del danno sarebbero: Michele Amodio, l’ allora presidente di Multiservizi, e Alfonso Schettino, dirigente al settore Ambiente, condannati rispettivamente al pagamento di 81mila euro e 10mila euro. La terza sezione d’Appello della Corte dei Conti ha respinto i ricorsi presentati dalla difesa, confermando la sentenza di primo grado. La vicenda risale a oltre dieci anni fa.
Castellammare avrebbe dovuto raggiungere almeno il 35% entro il 2003, come stabilito dal decreto Ronchi del 1997, ma la città arrivò a toccare quel livello di differenziata sole nel 2007. In quel periodo, il servizio di raccolta rifiuti era gestito dalla Multiservizi, società partecipata del Comune, poi fallita nel 2014. Secondo la Corte dei Conti , Palazzo Farnese aveva affidato il servizio alla società «senza promuoverlo e stimolarlo, omettendo di verificare che esso venisse svolto nella maniera più completa e adeguata possibile».
In sostanza, il Comune e la Multiservizi non fecero nulla per incrementare la raccolta differenziata e rispettare la percentuale minima prevista dalla legge.
Rilasciava referti falsi per avere in cambio soldi. Solo il 30 giugno scorso, il medico avrebbe rilasciato 18 certificati a pazienti coinvolti in sinistri stradali
In cambio di denaro avrebbe rilasciato falsi referti medici a pazienti coinvolti in incidenti stradali: un dirigente medico del Presidio Intermedio Napoli Est è stato licenziato, senza preavviso, al termine di una indagine del Nucleo ispettivo dell’Asl Napoli 1 Centro, avviata su richiesta del direttore generale della stessa Asl Mario Forlenza.
Complessivamente il medico avrebbe rilasciato 18 certificati, lo scorso 30 giugno, mentre stava prestando servizio straordinario nel pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta.
Roma 2015, Senato della Repubblica poco prima dell’incontro con il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.
Abbiamo raggiunto il Dott. Cugno in occasione dell’uscita del suo secondo libro “Patrimonio culturale, paesaggi e personaggi dell’altopiano ibleo“.
Santino Alessandro Cugno ha dedicato anni di studio per riuscire ad avere un quadro aggiornato dei diversi paesaggi storici dell’altopiano ibleo. Un lavoro minuzioso è stato svolto nell’interpretare l’antica bibliografia già esistente relativa al territorio siracusano.
Una lunga intervista che dimostra il grande impegno impiegato dal Dott. Cugno, per capire e scoprire le realtà storiche legate alla terra di origine.
Ringraziamo il Dott. Cugno per il tempo che ci ha dedicato e gli auguriamo un futuro lavoro proficuo.
Solitamente la passione per l’archeologia nasce sin da bambini. La tua come è nata e quando?
La mia passione per l’archeologia e per le civiltà del passato sostanzialmente nasce dalla lettura dei fumetti di Disney – in particolare le storie dei “Paperi” di Carl Barks dove, insieme all’ambientazione esotica e agli intrecci avventurosi, emerge spesso una profonda curiosità e rispetto verso le testimonianze del passato – e dall’opportunità di aver potuto visitare personalmente alcuni tra i più importanti siti e musei archeologici del Mediterraneo (Roma, Pompei, la valle dei Templi di Agrigento, l’Acropoli di Atene, Cnosso, il museo del Louvre, le piramidi di Gizah, Gerusalemme, Istanbul, il British Museum di Londra, ecc). Probabilmente è stato proprio il contatto diretto con questi straordinari siti e monumenti, accompagnato dalla lettura di numerosi libri e riviste culturali, ad aver posto le basi per la mia futura professione.
Come è stato il percorso, di studi e non, che ti ha condotto fin dove sei arrivato?
Ho studiato Archeologia all’Università di Pisa, con particolare attenzione alle problematiche archeologiche e storiografiche relative alla Tarda Antichità e al Medioevo, la ricostruzione dei paesaggi antichi, lo studio della viabilità e del rapporto tra uomo e ambiente, ecc. Tematiche che ho avuto la possibilità di approfondire ulteriormente sia all’Università di Catania, dove ho seguito un Master di II livello sulla tutela, valorizzazione e promozione dei Beni Culturali e Paesaggistici, che alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze. Altro tema che mi interessa particolarmente è la Museologia e la gestione di musei e parchi, che ho avuto modo di sviluppare frequentando un corso post laurea alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Successivamente, ho deciso di applicare le conoscenze e le metodologie così acquisite, allo studio analitico dei numerosissimi siti archeologici di Canicattini Bagni (il mio paese) e più in generale delle campagne iblee, entrambi poco conosciuti tanto dagli addetti ai lavori quanto dal grande pubblico, ma di estremo interesse per la conoscenza della storia del territorio siciliano.
Hai scritto un libro sulle dinamiche insediative nel Siracusano tra antichità e medioevo e un secondo volume dedicato invece al patrimonio culturale e paesaggistico nella Sicilia sud-orientale. Come sono nati questi due progetti e quali sono gli scopi di queste opere?
Il mio primo libro, intitolato “Dinamiche insediative nel territorio di Canicattini Bagni e nel bacino di alimentazione del torrente Cavadonna (SR) tra Antichità e Medioevo” e pubblicato all’interno della prestigiosa collana scientifica dei British ArchaeologicalReports di Oxford nel 2016, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca, durato quasi 8 anni, sui siti archeologici del territorio di Canicattini Bagni e delle campagne acrensi e netine. Questo studio si pone l’ambizioso obiettivo di fornire un quadro aggiornato, ampio e articolato dei diversi paesaggi storici, che si sono succeduti nel corso dei millenni in questa significativa porzione dell’altopiano ibleo, in seguito all’azione umana e all’interazione tra le attività antropiche e i caratteri originari dell’ambiente naturale ibleo. Per fare ciò, ho dovuto riesaminare tutte le informazioni desumibili dalla bibliografia già esistente e dalle fonti d’archivio (i taccuini di Paolo Orsi, l’archivio inedito di Efisio Picone, e così via), alla luce dei nuovi elementi emersi nel corso delle indagini di carattere archeologico e topografico che ho avuto la possibilità di intraprendere a partire dall’estate del 2008. Sfogliando le pagine di questo libro sarà possibile seguire la storia di questo importante territorio, situato a metà strada tra Siracusa e Akrai, e ripercorrere l’antica via Acrense, la strada che collegava la madrepatria alla sua sub-colonia. Il mio secondo volume appena pubblicato, invece, si intitola “Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo. Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale” (British Archaeological Reports, Oxford 2017). Questo libro è una raccolta di 10 saggi su vari temi di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale, scritti con la collaborazione di alcuni amici e colleghi specialisti. I primi quattro capitoli sono incentrati su problematiche relative a musei, Patrimonio Culturale e paesaggio, e su alcuni aspetti poco noti concernenti la formazione e la personalità di alcuni celebri studiosi ed intellettuali del territorio siracusano (Antonino Uccello, Giuseppe Agnello, Salvatore Carpinteri). I restanti sei saggi riguardano temi di archeologia e topografia antica: le emergenze archeologiche gravitanti intorno alla Riserva Naturale Integrale Grotta Monello; nuove osservazioni di carattere storico sul santuario rupestre di Cibele ad Akrai; i rapporti tra Indigeni e Greci nell’entroterra siracusano sulla base delle nuove indagini archeologiche nei siti di Cugno Case Vecchie, Causeria e Olivella; l’analisi di tipologie, funzioni e caratteristiche delle tombe monumentali paleocristiane a baldacchino e delle chiese rupestri medievali con iconostasi; lo studio e la valorizzazione dei castelli medievali della Sicilia sud-orientale.
C’è uno storico o archeologo a cui ti sei ispirato durante il tuo percorso lavorativo e a cui ti ispiri ancora oggi?
Paolo Orsi, il padre dell’archeologia siciliana, è sicuramente il punto di riferimento per tutti coloro che decidono di intraprendere la carriera dell’archeologo. Altro grande studioso, nonché mio compaesano, cui mi ispiro è sicuramente Giuseppe Agnello, cui dobbiamo i principali studi sulle testimonianze archeologiche paleocristiane, tardoantiche e altomedievali del territorio ibleo. A tal riguardo, mi onoro di appartenere alla FondazioneGiuseppe e Santi Luigi Agnello, che ne custodisce le memorie per le generazioni future.
Ogni archeologo ha dentro sé una missione: chi trovare la città perduta, chi un particolare oggetto. La tua qual è?
Ho avuto la possibilità di far conoscere per la prima volta agli addetti ai lavori e al grande pubblico molti importanti siti archeologici del territorio siracusano, mai oggetto di studio fino a quel momento, in particolare varie necropoli e abitati rupestri di epoca preistorica e medievale. Quindi, da questo punto di vista, posso ritenermi abbastanza soddisfatto. Se dovessi esprimere un desiderio, tuttavia, mi piacerebbe individuare i resti archeologici legati a qualche battaglia o grande evento storico dello straordinario passato di Siracusa, di cui conosciamo solo qualche breve riferimento contenuto nelle opere degli scrittori antichi.
Con il tuo lavoro stai dando un contributo fondamentale allo studio del passato della nostra provincia e non solo. Cosa cambieresti per aiutare ancora di più gli studiosi in questa grande fatica?
Il discorso è molto complesso e particolarmente delicato. Per riassumerlo con uno slogan, secondo me i principali problemi sono da ricercare nella mancanza, da parte degli enti istituzionali, di politiche lungimiranti e sostenibili a favore dei giovani studiosi e professionisti. Purtroppo assistiamo quotidianamente alla mancanza di consapevolezza dell’importanza culturale, sociale ma anche economica, del patrimonio culturale e paesaggistico da parte di tutti: a partire dalle istituzioni pubbliche e dalla classe politica dirigente, fino ad arrivare ai mass media e all’intera opinione pubblica. Il patrimonio culturale non è inesauribile, né indistruttibile: se non si interviene al più presto e in maniera efficace (siamo già in gravissimo ritardo) con le opportune professionalità e progettualità, potremmo non avere più la possibilità di rimediare. Ciò sarebbe un disastro non solo per la Sicilia. Ai giovani che intendono intraprendere questa carriera suggerisco di non arrendersi davanti alle numerose difficoltà che incontreranno nel corso del loro cammino, e di farsi guidare sempre dalla passione e dall’amore nei confronti delle testimonianze del nostro passato, senza cadere in sotterfugi o nei compromessi.
Da studioso cosa pensi a proposito della politica che ormai da anni rifiuta di investire adeguatamente sui beni archeologici, artistici e archivistici.
La Sicilia intera è detentrice di un patrimonio culturale e paesaggistico unico e dal valore inestimabile. Sfortunatamente esistono numerose realtà in cui tale patrimonio non viene conservato, gestito e valorizzato in modo ottimale. E’ fondamentale innanzitutto che vengano sciolti al più presto alcuni nodi problematici che hanno da sempre inquinato la conservazione e la gestione del patrimonio archeologico siciliano: l’opaca sinergia con i privati, l’elevata burocratizzazione dell’apparato amministrativo, l’eccessiva interferenza della politica. Bisognerebbe partire innanzitutto dalle principali strategie volte alla salvaguardia dei beni culturali. Ovviamente è impossibile tracciare un quadro esaustivo relativo alle azioni politiche correlate all’ingente patrimonio culturale e paesaggistico del territorio siracusano. Si dovrebbero analizzare i vari beni caso per caso, mettendone a fuoco le caratteristiche peculiari, le azioni adottate, le risorse investite. In linea di massima, correndo però il rischio di semplificare e generalizzare troppo, è possibile affermare che allo stato attuale, nel territorio siracusano e più in generale ibleo, si pratica una strategia di conservazione sostanzialmente passiva, finalizzata solo a tutelare i siti – soprattutto quelli “maggiori” e più conosciuti, lasciando in totale stato di abbandono i cosiddetti siti “minori” – in maniera tradizionale (recinzioni, custodi, ecc). Sono evidenti a tutti, inoltre, le situazioni di degrado e di incuria: monumenti coperti dalle erbacce, aree archeologiche chiuse al pubblico o inaccessibili, sporcizia, scavi clandestini. Del tutto carente, al contrario, è la valorizzazione del patrimonio culturale, in quanto mancano materiali informativi nuovi ed aggiornati (almeno in italiano e in inglese) sugli orari di apertura e sui percorsi di visita, vi sono pochi riferimenti nelle guide turistiche, la promozione in rete è insufficiente, le figure professionali altamente specializzate ed i servizi accessori sono quasi del tutto assenti e c’è scarsa collaborazione tra le varie amministrazioni pubbliche che hanno delle responsabilità sulle aree archeologiche.
Quale messaggio vorresti lasciare a chi è appassionato di archeologia e a chi invece pensa che il passato è formato solamente da sassi?
Educazione al rispetto del patrimonio culturale e, di conseguenza, maggiore sensibilità nei confronti di tutte le testimonianze del passato. Troppo spesso gli archeologi tendono a “coltivare il proprio orticello”, cioè a praticare le proprie ricerche scientifiche dimenticando, purtroppo, quanto è importante far conoscere il patrimonio culturale a tutta la comunità, che molto spesso ignora o è addirittura inconsapevole delle ricchezze culturali del proprio territorio. I siti archeologici, del resto, non “appartengono” agli archeologi, ai soprintendenti o ai professori universitari, ma sono un patrimonio di tutti e tutti hanno il diritto di poterne fruire. Questo sacrosanto diritto, sancito anche dalla Costituzione, si scontra con delle difficoltà di carattere pratico – comuni al resto d’Italia, in questo caso Siracusa non fa eccezione – quali l’esigenza di tutela e di conservazione dei resti archeologici (che deve essere sempre messa al primo posto). Compito dell’archeologo è oggi quello di comunicare e divulgare, mettendo a disposizione la propria professionalità e il proprio bagaglio di conoscenze, al fine di coinvolgere in maniera attiva tutta la popolazione locale e in particolare tutti quelli che pensano – purtroppo a volte a ragione – che l’eredità del nostro passato è rappresentata solamente da “sassi” inutili e incomprensibili. Questo legame è l’indispensabile punto di partenza per poter ottenere, oltre ad una più corretta salvaguardia, gestione e fruizione del patrimonio archeologico, esperienze innovative (ad esempio le ricostruzioni virtuali 3d) e il raggiungimento di indiscutibili vantaggi e benefici anche dal punto di vista economico, occupazionale, di crescita socio-culturale e di attrattiva per i flussi turistici. A questo proposito, ricordo che da pochi anni è nata una nuova disciplina, chiamata “Archeologia Pubblica”, la versione “italiana” della Public Archaeology di matrice anglosassone (sviluppata in particolare dalla scuola archeologica medievistica di Firenze, cui devo parte della mia formazione da archeologo professionista), che studia e analizza le implicazioni che la ricerca archeologica e lo svolgimento di attività archeologiche hanno per la società civile, tramite tematiche fortemente interconnesse tra di loro quali la politica, il management del patrimonio culturale, l’economia, la comunicazione e il marketing.
Santino Alessandro Cugno (Siracusa 1981), laureato con lode in Archeologia all’Università di Pisa (2007), ha conseguito il Master di II livello in Tutela, Valorizzazione e Promozione dei BB.CC.AA. all’Università di Catania (2008), il Corso di Alta Formazione e Specializzazione in Beni Culturali alla Scuola Normale Superiore di Pisa (2010) ed è Specializzato in Archeologia Tardoantica e Medievale presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze (2014). Attualmente è Cultore della materia in Archeologia Classica presso l’Università Kore di Enna ed è socio del Comitato Giovani UNESCO, della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) e della Società Siracusana di Storia Patria. Ha preso parte a ricognizioni, scavi e attività culturali organizzate dalle università di Pisa e di Catania, al progetto di rilievo “Le mura di Dionigi I di Siracusa” (2010) dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, alle campagne di scavi ad Akrai (2012) dell’Istituto Archeologico di Varsavia e a Kasmenai (2016) dell’Università di Catania e della Soprintendenza di Siracusa. Ha inoltre collaborato con la Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa e della Toscana (sede di Pisa) e col Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. Ha partecipato, come relatore, a convegni nazionali ed internazionali; è autore di due monografie (British Archaeological Reports, Oxford) e di numerosi saggi scientifici e divulgativi sui beni culturali della Sicilia sud-orientale.
Per vari anni ha percepito una pensione per la sua cecità assoluta, ma era tutto falso. Con queste accuse i militari della Guardia di Finanza di Marina di Casal Velino hanno denunciato un falso invalido, P.F. di 35 anni. Dopo accurati pedinamenti, infatti, le fiamme gialle hanno accertato che l’uomo svolgeva una vita più che regolare. Accompagnava il proprio figlio, a piedi e senza nessun ausilio, a prendere l’autobus scolastico, faceva da solo la spesa aiutando, giocava a carte. Ed è proprio in una di queste occasione che i “canarini”, durante un controllo per il rilascio dello scontrino fiscale, hanno fermato il falso cieco che, quale cliente, ha firmato il relativo verbale, condizione questa apparentemente in contrasto con il dichiarato stato di invalido per cecità assoluta.
Notte al Muse: Incontri del terzo tipo: 9 dicembre ore 20.00, con Roberta Lanfranchi, Flavio Oreglio, Ruggero Tita, Francesco Guatieri, Costantino Bonomi e lo chef stellato Alfio Ghezzi
Un format unico per un museo italiano, che ricalca esperienze analoghe offerte da grandi musei internazionali del calibro di Science Museum di Londra e di American Museum of Natural History. Un’iniziativa che accomuna il MUSE Museo delle Scienze di Trento alle grandi strutture culturali grazie a un’iniziativa a metà fra il glamour e la comunicazione scientifica informale, del tutto inedita. È la NOTTE AL MUSE, dedicata al pubblico adulto, che viene proposta per la prima volta sabato 9 dicembre a partire dalle 20.00. Tema della serata, che è intitolata INCONTRI DEL TERZO TIPO (V.M. 18), è l’importanza della socialità e della relazione per la formazione delle persone e della loro individualità. Una notte da cui uscire divertiti e forse, perché no, anche un po’ cambiati.
Cosa ci rende ciò che siamo? Cosa influisce sulla nostra vita e plasma la nostra personalità? Non tutto è frutto di un intreccio di geni ed ereditarietà. Anche l’ambiente, come si sa, ha la sua influenza così come le esperienze vissute, le emozioni provate, le persone incontrate.
Proprio su quest’ultimo aspetto si sviluppa la serata al Muse che, oltre a offrire l’esclusiva opportunità di vivere gli spazi e gli allestimenti in orario non ordinario, pernottando per un’intera notte al museo, propone anche di vivere esperienze esclusive di commistione di arte, scienza e filosofia, oltre ad alcuni momenti di sfidante uscita dalla propria comfort zone, in attesa dell’incontro che può cambiare, almeno un po’, la vita. Notte al MUSE, sabato 9 dicembre alle 20.00, è solo per visitatori 18+ e per chi non ha paura di mettersi in gioco.
Il programma prevede un’intera nottata a disposizione dei partecipanti e una serie di incontri con talenti e professionisti del mondo dell’arte, dello sport, della scienza e con vari testimoni che racconteranno l’esperienza o l’incontro che ha cambiato loro la vita.
Tre i principali momenti di dialogo e riflessione, stimolati dagli ospiti presenti al museo: l’attrice, ballerina, conduttrice televisiva e speaker radiofonica Roberta Lanfranchi, il comico Flavio Oreglio, il campione mondiale di vela Ruggero Tita e il ricercatore CNR Francesco Guatieri, il ricercatore e botanico del MUSE Costantino Bonomi.
In particolare, Roberta Lanfranchi svelerà quanto sia presente nel mondo della comunicazione mediatica il problema delle fake news, Flavio Oreglio, assieme al conservatore botanico del MUSE Costantino Bonomi affronterà in modo scanzonato ma scientificamente inappuntabile il tema del “sesso nelle piante”, Ruggero Tita e Francesco Guatieri racconteranno come nella loro vita la passione ha potuto davvero fare la differenza.
Oltre a questi momenti di confronto, negli spazi delle sale opportunamente allestite, si potranno effettuare particolari degustazioni a sorpresa, come un aperitivo di benvenuto con ingredienti inusuali e una calda buonanotte studiata appositamente per gli ospiti dallo chef Alfio Ghezzi, doppia stella Michelin.
Si potranno infine visitare le collezioni del museo e venire a conoscenza dei segreti dei reperti solitamente non esposti al pubblico, oppure visitare sotto una leggera pioggia la serra tropicale (un lembo di foresta pluviale dei Monti Udzungwa, hotspot di diversità ed endemismo dell’Africa Tropicale Orientale in Tanzania). I più romantici potranno vedere svelati i misteri del cielo grazie a una speciale osservazione guidata delle costellazioni del cielo di dicembre.
Nelle ore più profonde della notte – oltre al riposo – si potrà continuare a dialogare in tranquillità. Come in un vero e proprio bosco, le prime luci dell’alba saranno annunciate dai versi degli animali selvatici. Dopo una robusta (ma sana) colazione, l’ultima attività dedicata al risveglio mentale, ma anche al perfezionamento del benessere fisico, prima di salutarsi e tornare alla vita di sempre. Divertiti e forse, perché no, anche un po’ cambiati.
Info
Tariffa € 80,00. Ridotto per possessori MyMUSE card
Prenotazioni al numero 0461.270311 o sul sito www.muse.it
Per dormire, il MUSE metterà a disposizione dei materassini. Ogni partecipante dovrà portare con sé, oltre a un abbigliamento adeguato e ai propri effetti personali, il sacco a pelo o la coperta di cui avrà bisogno.
MUSE- Museo delle Scienze
Inaugurato nel 2013 e disegnato da Renzo Piano, è il museo dedicato a scienza, natura, biodiversità, innovazione e tecnologia, con un occhio di riguardo all’ambiente alpino.
In meno di 4 anni ha superato la ragguardevole soglia dei 2 milioni di visitatori, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Tra le iniziative più apprezzate, da sempre, c’è la Nanna al museo dedicata ai bambini, una proposta che coinvolge ogni volta circa 200 piccoli visitatori che possono trascorrere tutta la notte al museo, tra animali del bosco, scheletri di grandi rettili e installazioni interattive.
Quella del 9 dicembre, invece, è la prima proposta per adulti, un progetto pilota che si basa sull’esperienza maturata in questi anni e si rivolge a chi desidera vivere gli spazi del museo in modo insolito.
Concorso per il reclutamento di 30 allievi finanzieri: modalità di accesso e scadenze
Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 83 del 31/10/2017 – 4^ Serie Speciale – è stato pubblicato il concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 30 allievi finanzieri del contingente ordinario – specializzazione “Tecnico di Soccorso Alpino (S.A.G.F.)” – anno 2017.
Possono partecipare al concorso i cittadini italiani i quali, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda: siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del titolo di studio universitario; abbiano compiuto il 18° anno e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età. Per coloro che alla data del 6 luglio 2017 svolgono o hanno svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato, il predetto limite anagrafico massimo è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato che non deve superare, in ogni caso, i tre anni.
Il concorso costituisce, per la prima volta, una valida opportunità di inserimento, nello scenario lavorativo, per i giovani che nutrono una spiccata passione per la montagna e che sono desiderosi di lavorare al fianco di persone competenti, con mezzi tecnologicamente avanzati, per prestare aiuto a persone in difficoltà.
La domanda di partecipazione dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” – seguendo le istruzioni del sistema automatizzato, con la possibilità di scegliere una delle seguenti modalità:
a) “SPID”, sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale;
b) “PEC”, posta elettronica certificata.
Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 15 dicembre 2017.
I vincitori saranno avviati a un corso di formazione in qualità di allievi finanzieri presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (TN) , la più antica scuola militare alpina del mondo, dove avranno la possibilità di prepararsi adeguatamente da un punto di vista tecnico-professionale, ampliando le propria sfera di conoscenze, tramite l’apprendimento di tecniche, regole e procedure che si riveleranno utili per il successivo impiego, quali finanzieri neo-specializzati ”S.A.G.F.”, presso una delle 26 Stazioni dislocate sull’intero arco alpino, sul Gran Sasso, in Aspromonte e sull’Etna.
Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza si pone l’obiettivo di assolvere prioritariamente alle attività di salvaguardia della vita umana e di pronto intervento operativo, in zone di media e alta montagna, caratterizzate da terreni innevati, ripidi, rocciosi o ghiacciati, e di concorrere, attraverso una diuturna azione di controllo del territorio – svolta anche per eventuali fini di difesa politico militare delle frontiere – all’espletamento dei compiti di polizia economico-finanziaria demandati al Corpo.
Rientrano tra gli incarichi del personale impiegato nel Soccorso Alpino anche quelle attività finalizzate a interventi di soccorso in contesti emergenziali derivanti da calamità naturali.
In occasione dei recenti eventi sismici e di maltempo che hanno colpito il Centro – Italia, decisive sono risultate, difatti, la prontezza d’intervento del S.A.G.F. e la capacità di far pervenire in loco, in tempi assolutamente ristretti, uomini e mezzi provenienti da Stazioni dislocate sull’intero arco alpino.
Sul sito internet www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” è possibile prendere visione del bando e acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sui concorsi e sul Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.
Nel 2019 torna il Festival di Napoli: sarà diretto da Mogol!
Giulio Rapetti Mogol dirigerà e rilancerà il Festival di Napoli. L’autore dei testi delle più popolari canzoni di Lucio Battisti, e di molte altre, si sta occupando, infatti, della rinascita del festival della canzone napoletana, che nel 2019 firmerà da direttore artistico. Ecco le sue dichiarazioni a riguardo: “Faremo il nuovo Festival di Napoli, mi hanno chiesto di occuparmene, ci sarà un forte rilancio. Tornerò ancora in dicembre per incontrare il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Il Festival si terrà nel 2019, mi sono preso un periodo per preparare allievi, gli autori. Ho già sentito della canzoni interessanti a Napoli. La creatività napoletana non si è mai sopita: non è stata giustamente valorizzata. Ci sarà solo qualità. Sarà un festival aperto non solo alla lingua napoletana, ma anche ai testi in italiano. Da Napoli può ripartire la canzone italiana. Spero solamente che tutto ciò sia mostrato in Tv, sarebbe un errore non farlo”.
Anche Ercolano ha partecipato alla Giornata Internazionale per la lotta al diabete. Per tutta la giornata di ieri fino all’alba di stamattina, infatti, il Parco Archeologico in corso Resina è stato colorato da un’illuminazione speciale.
“Con un piccolo gesto manifestiamo la nostra vicinanza alle migliaia di malati di diabete che ci sono nel mondo. Grazie a queste campagne di sensibilizzazione, è stato fatto tanto per migliorare la vita degli ammalati e con il contributo della ricerca un giorno si riuscirà a sconfiggere definitivamente questa malattia”, così l’assessore alle Politiche sociali Giampiero Perna, come riporta Torrechannel.it
Napoli, pochi fondi e artisti in fuga: il Capodanno in Piazza è a rischio!
A poco più di un mese dal concertone di Capodanno la situazione organizzativa a Napoli è ancora in alto mare e si prevede una vera e propria corsa contro il tempo. Dal Comune assicurano che nessun artista è stato ancora contattato, forse l’unico vero approccio è stato tentato con Fiorella Mannoia ma pare che l’artista sia orientata a dire di sì a Salerno per l’esibizione del 31 dicembre. L’incertezza sui fondi e soprattutto il fatto che in passato alcuni artisti non sarebbero stati pagati sembrerebbe spingere sempre di più cantanti e musicisti a orientarsi verso altre location.