Questa sera al San Paolo, il Napoli giocherà la sua ultima gara interna di Champions e lo farà contro lo Shakthar Donetsk. All’andata ci sono stati alcuni problemi tra le tifoserie, con i facinorosi tifosi ucraini che all’intervallo volevano raggiungere i napoletani. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, i circa 150 tifosi ucraini, saranno scortati prima di entrare al San Paolo e controllati per tutta la durata della partita.
“Lorenzo, questa sera pensaci tu”, tutto passa dall’estro dello scugnizzo
“Pensaci tu, Lorenzo!”. Si apre così l’analisi dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport su Napoli-Shakhtar Donetsk, gara valida per il quinto turno di Champions League. Vi proponiamo un breve stralcio dedicato a Lorenzo Insigne: “L’esortazione racchiude il pensiero della gente, di chi crede che l’impresa sia possibile, che gli ottavi di finale siano alla portata del Napoli. La suggestione della Champions League resta e l’idea di retrocedere in Europa League interessa relativamente, anche se c’è chi guarda con interesse a questa eventualità considerando il Napoli in grado di poter arrivare fin in fondo, a giocarsi la finale”
Napoli, è difficile ma puoi farcela, la qualificazione passa tutta da stasera
Per il Napoli sarà difficile qualificarsi e con ogni probabilità passerà tutto dalla gara di stasera: il Napoli deve battere lo Shakhtar Donetsk per 1-0 o con due gol di scarto per passare in vantaggio nello scontro diretto. Il Napoli potrà passare il turno solo chiudendo a pari punti con lo Shakhtar Donetsk ed eliminando gli ucraini con lo scontro diretto.
Per ora la classifica del girone dice:
Manchester City 12
Shakhtar 9
Napoli 3
Feyenoord 0
Il Napoli deve sconfiggere Shakhtar Donetsk e Feyenoord, arrivare a 9 punti e sperare che all’ultimo turno il Manchester City batta gli ucraini. Allo Shakhtar basta un punto per qualificarsi agli ottavi costringendo il Napoli all’Europa League.
Tavecchio accusato di molestie sessuale: palpeggiava e provocava una dirigente FIGC
Carlo Tavecchio ora è accusato anche di molestie sessuali. “Fammi toccare le tette” queste le frasi più ricorrenti ad una dirigente della FIGC che ha denunciato tutto. Ecco le sue parole: “Ero entrata nel suo ufficio per parlare di calcio, di lavoro. Lui mi ha fatto entrare, mi ha fatta sedere alla sua scrivania, nella sede della Figc, a Roma. Non ho fatto nemmeno in tempo a dire “Presidente, come sta?” che lui, guardandomi dritta negli occhi, mi ha risposto: “Ti trovo in forma, si vede che scopi tanto”. E poi: “Fammi toccare le tette, vieni, dai”. Ero in imbarazzo. Ho provato a dirgli di smettere. Lui per tutta risposta ha chiuso le tende dello studio, per non correre il rischio di essere visto. L’ho respinto, sono riuscita a divincolarmi. Ed è solo un episodio. Gliene potrei raccontare molti altri. Le molestie che sono stata costretta a subire da Carlo Tavecchio sono accadute in tempi recenti». Comincia così il racconto di Maria ( il nome è di fantasia ndr ). Una dirigente sportiva, una professionista, una donna. Molestata da quello che, da ieri, non è più il presidente della Figc. E sono molestie che duravano da tempo, racconta al telefono al Corriere della Sera. E mentre lo fa le trema la voce, perché è scossa, provata, è tesa da giorni. «Si tratta di violenze anche morali, psicologiche. Episodi recenti, mica riferiti a vent’anni fa, come è successo per certi attori di Hollywood”. Ha paura, anche. E per quello chiede di rimanere anonima. Ma non ha dubbi che ora, dopo l’ondata di denunce e polemiche che dagli Stati Uniti è arrivata in Italia, sia finalmente il momento di parlare. “Come sappiamo una violenza sessuale deve essere denunciata entro sei mesi per essere perseguibile”, spiega il legale Michele Cianci. “Ma qui possiamo ipotizzare diversi tipi di reato. Nelle registrazioni ci sono palpeggiamenti, tentativi di bacio, sempre elegantemente respinti dalla mia assistita”.
Caserta, rintracciato il figlio dei coniugi uccisi
Trovato figlio della coppia uccisa
I carabinieri ieri sera hanno fermato, lungo via Santa Maria a Cubito, direzione Cancello e Arnone, il figlio dei coniugi che sono stati ritrovati sgozzati all’interno della propria abitazione di Parete, nel Casertano.
In seguito le forze dell’ordine hanno hanno rinvenuto un coltello lungo il ciglio di una strada in Parete, località Portella, distante circa 1km dal luogo dell’omicidio.
Allo stato, il 40enne figlio di Francesco Afratellanza e Antonietta Della Gatta, non è ancora stato sottoposto a fermo; in questi momenti viene sentito dal magistrato.
Maurizio Sarri ha scelto quattro novità tra i titolari, ecco di chi si tratta
Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, sta scegliendo la formazione che scenderà in campo stasera al San Paolo contro lo Shakhtar Donetsk nel quinto match di Champions League. Come racconta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport “Ieri sono stati provati titolari Maggio, Chiriches, Zielinski e Diawara. Dunque potrebbero essere quattro le novità rispetto alla squadra che ha battuto il Milan. Del resto, Mario Rui non ha ancora i novanta minuti nelle gambe ed è difficile pensare che possa giocare dall’inizio due gare così ravvicinate mentre la squalifica di Koulibaly obbliga Sarri a scegliere un compagno per Albiol e nelle gerarchie Maksimovic appare dietro a Chiriches”
Pound, CasaPound
Chi è Pound, Casa Pound o meglio CasaPound, tutt’attaccato.
Si parla tanto di CasaPound.
Chi parlava del pound sterling, ovvero della lira sterlina, come valuta utilizzata nel Regno Unito.
Chi parlava di partito politico e chi di una semplice associazione.
Un pò di tempo a disposizione e di studio e si può spiegare molto bene cosa sia CasaPound, specie in questo momento storico e in attesa che un’altra sede si apra sul territorio nazionale.
Partiamo da Pound
Il nome Pound è quello di Ezra Weston Loomis Pound, nato a Hailey il 30 ottobre 1885, comune capoluogo della Contea di Blaine, nello Stato dell’Idaho (Stati Uniti d’America).
Un poeta. Sì, un poeta che, durante gli anni 30 e 40, espresse ammirazione per Mussolini, Hitler e Sir Oswald Ernald Mosley, un politico britannico, fondatore nel 1932 del British Union of Fascists, formazione politica di estrema destra, vicina al Partito Nazionale Fascista di Mussolini.
Figlio di Homer Loomis Pound, giudice fondiario, e di Isabella Weston, studiò filosofia all’Università di Pennsylvania, a Filadelfia, dove, a conclusione degli studi, iniziò la carriera universitaria; infine insegnò Romance Languages al Wabash College in Indiana. Nel 1908 lasciò gli Stati Uniti per l’Europa. Approdò dapprima a Gibilterra, poi si stabilì definitivamente a Venezia. Qui pubblicò il suo primo libro di poesie, “A lume spento”. Sposò Olga Rudge, morta a Merano (Bolzano) nel 1996, dalla quale ebbe due figli, Mary nata nel 1925 a Bressanone e Omar Shakespear nato a Parigi nel 1926.
Pound iniziò subito a maturare una complessa e articolata visione del mondo, legata a correnti politiche e culturali di ispirazione tanto anticapitalista, quanto antimarxista. Con il suo ritorno in Italia nel 1925, comincia ad avvicinarsi al fascismo, che intanto era arrivato al potere. Del regime apprezzò i provvedimenti sociali in favore dei lavoratori, le opere pubbliche e una politica economica di ricerca della “Terza Via” tra liberismo e collettivismo.
Il 30 gennaio del 1933 riuscì a farsi ricevere a Roma da Benito Mussolini, al quale regalò una copia dei suoi “Cantos” e illustrò alcune proposte in materia economica.
Aderì alla Repubblica Sociale Italiana nel 1943 e si trasferì a Milano. Il 3 maggio 1945 fu arrestato da partigiani italiani e consegnato ai militari statunitensi. Accusato di collaborazionismo e alto tradimento, dopo alcune settimane di reclusione in una cella di sicurezza, subì un tracollo fisico e mentale. Gli fu assegnata una tenda presso l’infermeria e gli fu consentito di scrivere e adoperare la macchina per scrivere nelle ore serali.
A fine novembre 1945 fu trasferito in aereo a Washington per il processo. In seguito a una perizia psichiatrica, fu dichiarato infermo di mente, con una discussa diagnosi di schizofrenia, e il processo fu rinviato e fu internato nell’ospedale criminale federale “St. Elizabeths”, ma visitato regolarmente dalla moglie e da vecchi e nuovi amici artisti.
Ne uscì e dal 1958 al 1962 fece ritorno in Italia, abitò a Tirolo, Rapallo, Sant’Ambrogio e Roma. Dal 1962 Olga Rudge si prese cura di lui a Venezia, dove si aggravarono le condizioni fisiche.
Nel 1959 fu candidato al Premio Nobel, ma il presidente della Commissione Nobel, Anders Osterling, osservò che il candidato non raggiungeva i requisiti necessari per il premio, in quanto responsabile della propagazione “di idee che sono decisamente in contrasto con lo spirito del Premio Nobel”.
Morì a Venezia il 1º novembre 1972. Riposa nel locale cimitero nell’isola di San Michele, con accanto la moglie Olga.
La Casa
Il 26 dicembre 2003 uno stabile nel rione Esquilino a Roma viene occupato, nasce il primo centro sociale di ispirazione fascista. A giugno 2008, Gianluca Iannone da Roma, costituisce l’associazione di promozione sociale CasaPound Italia, un vero e proprio movimento politico.
Dà vita così ad un sogno: CasaPound. Ecco perché casa, quella casa fu una delle prime occupazioni di destra. L’edificio è un ex palazzo governativo di Via Napoleone III n.8, diventato sede nazionale del movimento.
Ad oggi vivono a CasaPound 23 famiglie per un totale di 82 persone.
Iannone è nato nel 1973, sposato con due figli, inizia la sua militanza all’età di 14 anni nel Fronte della Gioventù (organo giovanile dell’MSI), nella storica sezione di Acca Larenzia (Roma).
Nel 1995 fonda la Rupe Tarpea Produzioni, casa discografica indipendente e fonda il gruppo musicale Zetazeroalfa.
Giornalista pubblicista, dopo aver collaborato con varie riviste, dal 2004 dirige il mensile “Occidentale”, periodico di critica radicale con 38 anni di vita.
Nell’estate del 2006 è il creatore e promotore del Blocco Studentesco, gruppo giovanile nato a Roma e presente in molte scuole superiori.
Nel settembre del 2007 fonda Radio Bandiera Nera, una web radio sempre in onda.
Oggi Iannone è membro della Segreteria Nazionale del Movimento politico Sociale Fiamma Tricolore, guidato da Luca Romagnoli.
Ecco CasaPound
Il nome, ispirato al poeta Ezra Pound, fa particolare riferimento ai suoi Cantos contro l’usura, alle posizioni economiche di critica tanto al capitalismo quanto al marxismo ed alla sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana. I riferimenti politici dell’associazione sono più precisamente legati all’ideologia fascista, con particolare attenzione al Manifesto di Verona, alla Carta del Lavoro ed alla legislazione sociale del Fascismo stesso.
Il movimento CasaPound, nato per schierarsi contro uno Stato che non è più percepito tale, è inserito nel panorama della destra radicale italiana revisionista, grazie allo sdoganamento della destra italiana avviata dal primo governo di Silvio Berlusconi del 1994-95 che coinvolse e legittimò il Movimento Sociale Italiano. Caratteristica sarebbe quella di voler proporre una diversa interpretazione del fascismo, volta a superare la dicotomia destra-sinistra, differenziandosi rispetto agli orientamenti classici dell’estrema destra.
Annualmente CasaPound Italia organizza una festa nazionale presso lo spazio occupato “Area 19”, nella città di Roma, chiamata “Direzione Rivoluzione”.
La prima manifestazione nazionale di CasaPound è stata nel 2011 a Bolzano, poi Napoli e Roma nel 2012.
Presentatosi con il proprio simbolo ad alcuni appuntamenti elettorali a partire dal 2011, in altri casi suoi militanti sono stati presenti in liste elettorali, non ha mai superato l’1% a livello nazionale, tuttavia ha sempre raccolto tra i 30 e i 40 mila voti.
Diverse le proposte elettorali, dal “Mutuo Sociale”, dove si sancisce il diritto alla proprietà della casa, al “Tempo di essere madri”, part-time alle madri lavoratrici mantenendo lo stipendio pieno a “Ferma Equitalia”.
Mobilitazione sociale e buoni propositi ma che convivono con ideali mai morti e con un’esplicita attitudine allo scontro fisico.
Eccoli, i giovani fascisti del nuovo millennio. Ragazzi in cerca di un’identità nell’impegno politico.
Si va dall’assistenza ai terremotati in Abruzzo, in Emilia e in occasione di altre emergenze, fino alla costituzione di un’associazione di protezione civile “La Salamandra” e un’onlus internazionale “Solidarité Identites”.
Ma altrettanti episodi di violenza, sia come parte in causa che come parte lesa.
I militanti subiscono danneggiamenti a varie sedi, aggressioni e accoltellamenti. Ma aggrediscono in altrettanto modo: gruppi, partiti e associazioni di estrema sinistra. Lo stesso Iannone ed altri militanti vengono processati per rissa e aggressione.
Irruzione negli studi Rai durante la trasmissione di “Chi l’ha visto”, durante una puntata del reality “Grande Fratello”. Ultimo episodio, l’aggressione di un giornalista facendo irruzione ad un Festival.
Simbolo. Cosa c’entra una tartaruga in un guscio ottagonale?
Cercando tra i vari e articolati perché, provo a dare una spiegazione.
La tartaruga è l’animale per eccellenza e rappresenta longevità quindi è un augurio.
E’ uno dei pochissimi esseri che ha la fortuna di aver con sé la casa quindi rappresenta proprio la loro lotta, il diritto alla casa.
E’, secondo la cultura orientale, l’animale che porta sulla schiena la conoscenza del mondo, quindi è di buon auspicio per una comunità che vuole identificare nella cultura le proprie radici.
Chiamata anche tortuga, ricorda gli ultimi uomini liberi del mare che nascondevano proprio lì il tesoro e testudo, proprio come la formazione romana, l’esercito romano che dimostrò la sua grandezza, conquistando il mondo allora conosciuto.
La tartaruga ha una base ottogonale e il simbolismo dell’ottagono è suscettibile di molteplici interpretazioni.
Due i riferimenti: il numero 8 che richiama l’infinito, quindi ciò che non è soggetto a misurazione in quanto sfugge alla comprensione razionale. L’altro a Castel del Monte, edificio a pianta ottagonale, unico nel suo genere, del XIII secolo, fatto costruire dall’imperatore Federico II, nell’omonima frazione del comune di Andria in Puglia e patrimonio Unesco.
Il fenomeno dei nuovi fascisti italiani non è da sottovalutare. È un magma che dalla Capitale continua a espandersi nelle scuole, nelle università, occupando con attività concrete spazi sociali abbandonati. Nelle scelte dei luoghi, nei gesti, nella preparazione al confronto fisico, tutto è fascismo. Le loro dichiarazioni non lasciano dubbi di interpretazione: “Per noi Mussolini è ancora un punto di riferimento, un esempio. Noi oggi siamo la prova dell’attualità di quel periodo storico e politico. La dimostrazione che il fascismo esiste ancora”. Altri invece cercano di declinare il fenomeno in modo più moderno e mimetico. Si sentono vincenti, convinti di non avere più rivali a destra. Molti altri non cercano elaborazioni ideologiche. “Essere fascista per me significa tante cose. Forse è una dottrina, un modo di essere, ma la cosa più bella per me finora è stato l’incontro con Gianluca Iannone: lui è come un fratello maggiore, c’è sempre. Casa Pound per me è tutto. Ecco, ora riesco a risponderti: il fascismo oggi è Casa Pound”.
Sostengo che a nessuna categoria ideologica vada negata la libertà associativa e di manifestazione del pensiero ma va detto con forza e determinazione che la Carta Costituzionale e la legge italiana
vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Il reato di apologia del fascismo sanziona chiunque costituisca un’associazione, un movimento, un gruppo avente le caratteristiche e le finalità del disciolto partito fascista e l’esaltazione pubblica.
E’ bene ricordarlo, ai giovani e a chi giovane non lo è più, ai quali spesso la memoria col tempo va perdendosi.
Vincenzo VANACORE
Paganese-Juve Stabia arbitra Giovanni Ayroldi di Molfetta
Nessun precedente dell’arbitro pugliese con la Juve Stabia
Giovanni AYROLDI della sezione di Molfetta è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Paganese e Juve Stabia valevole per i sedicesimi di finale di coppa Italia di serie C che si disputerà a Pagani martedì 21 novembre alle ore 14 e 30 allo stadio “Marcello Torre”.
Ayroldi, nato a Molfetta in provincia di Bari il 25 ottobre 1991, figlio d’arte (il suo papà Stefano è stato prima arbitro e poi assistente arbitrale entrando anche nei ruoli di internazionale) è al suo secondo campionato in Serie C e non vanta nessun precedente con la Juve Stabia.
L’assistente numero uno sarà Michele FALCO della sezione di Bari;
l’assistente numero due Domenico PALERMO della sezione di Bari.
Giovanni MATRONE
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L’Europa adotta una nuova startup per scelte importanti: Testa o Croce
Il sorteggio Ema beffa Milano e l’Agenzia del Farmaco traslocherà da Londra all’Olanda, primo effetto concreto di Brexit sull’assetto delle agenzie comunitarie. Anche l’Agenzia bancaria viene assegnata con un sorteggio: vince Parigi su Francoforte.
La prossima volta per evitare la Grexit sarà meglio che Alexis Tsipras offra un dono alla dea bendata piuttosto che fare un referendum. Nell’Europa dei decimali e dei compiti a casa succede che l’assegnazione di due sedi di agenzie comunitarie importanti come l’Ema, quella del farmaco, e l’Eba, competente per le banche, non proprio due settori marginali, venga decisa per sorteggio. L’esito grottesco del d-day delle autorità comunitarie traslocate da Londra causa Brexit, per carità, regolamento alla mano, conferma il sospetto che l’Unione faccia di tutto per sembrare astrusa e lontana dalla realtà.
È vero, se avesse vinto Milano la corsa per l’Agenzia del farmaco, invece di Amsterdam, saremmo qui a parlare del volano di oltre un miliardo e 700 milioni di euro pronto a prendere la strada verso il Pirellone e il premier Paolo Gentiloni gioirebbe come Grosso al rigore in finale contro la Francia ai mondiali del 2006.
Ma il risultato, che ci vede preparati e perdenti – perché indubbiamente Milano è una delle città europee più all’avanguardia e con uno sguardo al futuro, lascia l’amaro in bocca e una domanda: possibile che si sia dovuto ricorrere al sorteggio? Esistono evidentemente il rispetto per le scelte degli altri paesi, la vigenza delle norme, le liturgie della politica comune, ma emerge anche lo sconcerto dell’uomo che nulla sa di Fiscal Compact e Six Pack: possibile che una cosa così importante come l’Agenzia del farmaco europea venga assegnata con sorteggio?
Una scelta del genere dimostra che alla condivisione e ai rituali comunitari dell’unanimità e dell’uno vale uno, ogni tanto andrebbe presa anche una decisione a Bruxelles. Col bussolotto e la monetina ormai non si decidono nemmeno le finali dei tornei di calcio dilettanti – l’ultima vera estrazione ci vide trionfare contro l’Urss agli europei di calcio nel ’68 in semifinale – figuriamoci una partita così delicata come l’Ema. Senza nulla togliere ovviamente ad Amsterdam, l’Europa conta se decide. Non se si affida alla roulette. Poi ci sono tante considerazioni da fare ma a mente fredda. Le alleanze sbagliate, il ruolo della Germania ancora priva di un governo ma sempre scettica nei nostri confronti, la nostra politica estera che spesso dimentica i paesi dell’Est, pur avendo avuto un ruolo (chissà che non abbia pesato) nel chiedere giustamente a Bruxelles il ripristino dei diritti in Polonia e Ungheria. Il fatto che forse tanto simpatici non siamo ai partner europei.
La rivincita sarà dimostrare che l’Italia e Milano hanno tutte le carte in regola per riformare l’Unione. Una magra soddisfazione, almeno oggi.
vivicentro.it/economia
vivicentro/L’Europa adotta una nuova startup per scelte importanti: Testa o Croce
huffingtonpost/Milano e Dublino perdono per sorteggio. L’Europa si tinge di grottesco/Roberto Sommella
Torre del Greco, rapina in banca: ecco cosa è accaduto
Rapina in una banca accanto alla sede del Comune
Rapina in una banca nel pieno centro di Napoli con i ladri entrati in filiale mentre erano presenti i dipendenti. Parlaimo della Banca di credito popolare di Torre del Greco. Sul posto la Polizia e i Carabinieri. Non si è ancora capito se il colpo sia stato portato a segno oppure si è riusciti nell’intento di evitarlo.
Galleria Laziale, accordo Anm: abbonamenti utilizzabili su tutti i mezzi pubblici di Napoli
Galleria Laziale, accordo Anm: abbonamenti utilizzabili su tutti i mezzi pubblici di Napoli
È stato siglato un accordo tra Anm, Eav e Trenitalia che prevede la validità degli abbonamenti annuali e mensili Anm sia sulla Linea 2 (Trenitalia), sia sulla linea Cumana. Si tratta di una misura temporanea valida da oggi 20 novembre 2017 fino al 27 novembre 2017. La decisione è stata presa per arrecare minor disagio possibile ai cittadini in conseguenza della chiusura della Galleria Laziale per lavori di manutenzione straordinaria.
ESCLUSIVA – Juve Stabia, Manniello al Pungiglione Stabiese: Siamo stanchi dell’atteggiamento degli arbitri e dei loro errori. Su Improta e Caserta…
E’ intervenuto poco fa al Pungiglione Stabiese, programma sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, il Presidente delle Vespe, Franco Manniello. Il Patron gialloblù ha analizzato il momento della sua squadra.
Queste le dichiarazioni di Manniello:
Il problema dell’atteggiamento prevenuto dei direttori di gara nei confronti di Castellammare e della Juve Stabia si ripete costantemente ogni anno. A ciò si aggiungano gli episodi di campo che confermano tale atteggiamento: a Bassano siamo stati vittima di una rapina, di un furto, così come contro la Reggiana negli scorsi playoff. La storia si sta ripetendo quest’anno, con le ultime cinque gare decide dagli errori degli arbitri che ci hanno diretto. Purtroppo la Serie C è abbandonata a se stessa, mentre in Serie A ci sono arbitri, assistenti di porta ed anche, giustamente, la VAR da questa stagione. Nulla di tutto ciò, invece, si vede sui nostri campi. Tra l’altro siamo spesso “sfortunati” con arbitri di Arezzo; non so se si tratta di un caso o di altro ma quello che è certo è che con i direttori di gara aretini non ci va mai bene niente.
A distanza di anni, resto dell’idea che se non fosse stato annullato il gol di Gomez a Bassano, noi saremmo andati in Serie B.
Il ritorno di Gianni Improta in Società? E’ una domanda a cui nemmeno io, ad oggi, so dare una risposta precisa; aspettiamo e vediamo se succederà qualcosa. Ci tengo però a precisare che mai ho ricevuto offerte di investitori interessati a rilevare, in tutto o in parte, la Juve Stabia. Su questo non ci piove e mi interessa chiarire tale aspetto.
Noi non vogliamo regali, favoritismi o quant’altro: puntiamo solo ad essere arbitrati in modo equo, senza dover poi annotare errori grossolani e costanti ai nostri danni. Resto convinto che l’attuale Juve Stabia sia da 4 – 6 posto in classifica; abbiamo giocato quattordici gare, di cui dieci fuori casa, incontrando tutte le big del campionato. Penso che le partite sbagliate dalla squadra si contino sulle dita di una mano ed il lavoro di Caserta e dello staff mi fa ben sperare: vediamo se a fine campionato la mia previsione sarà corretta.
Abbiamo proposto una campagna abbonamenti a prezzi stracciati, proprio per poter contare sul sostegno forte del nostro pubblico, capace di fare la differenza quando vuole. Spero che la piazza ed i tifosi si rendano conto dei sacrifici che da cinque anni faccio da solo: allestire una squadra competitiva, e che possa lottare in primis per il mantenimento della categoria e poi per qualcosa in più, non è per niente facile, tutt’altro. Sono un tifoso prima ancora di essere il Presidente della Juve Stabia: per me i colori gialloblù sono una “malattia”.
La scelta di Caserta come guida tecnica? Conosco Fabio come persona e come professionista ed ero quindi sicuro che avrebbe fatto bene. La scelta non è stata casuale o fatta all’ultimo istante: era un qualcosa di già programmato lo scorso anno, un’evoluzione naturale del suo essere vice allenatore la scorsa stagione. In più Fabio è uno stabiese d’adozione, integrato perfettamente nelle dinamiche sociali e sportive di Castellammare. Nessuno ci ha messo sotto, anche nelle sconfitte, e questo è merito dell’allenatore.
Paponi? Il suo rendimento sta confermando le qualità di cui nessuno di noi ha mai dubitato. Daniele ha giocato solo in categorie superiori, ci sarà un motivo. Alle sue doti tecniche si aggiungono quelle umane: è un ragazzo che tiene tanto alla maglia e che è da guida per i compagni più giovani. Ha sposato il progetto della Juve Stabia non solo con le parole ma anche e soprattutto con i fatti. Purtroppo almeno per le prossime due gare di campionato non potremo contare su di lui.
La gara di domani con la Paganese? C’è l’intenzione di onorare la Coppa Italia di Serie C ma l’occhio va anche alla gara del prossimo sabato a Monopoli. Ho parlato con Caserta ed è d’accordo con me: andrà in campo una squadra affamata, formata da elementi che hanno giocato di meno fino ad oggi ma ugualmente competitiva. Ce la giocheremo perché è un derby, a cui teniamo tanto, e perché vogliamo passare il turno.
Il match di Monopoli? Sono convinto che non torneremo a mani vuote dalla Puglia. Anche il Monopoli non sta attraversando un periodo positivo e dovremo essere bravi ad approfittarne.
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Castellammare, falso allarmismo: non è morta di “Mucca Pazza”
Castellammare Di Stabia – Abbiamo raccontato questa mattina la storia della signora di 58 anni, che si è spenta dopo quattro mesi di agonia per una malattia che è stata difficile da diagnosticare. Fin qui tutto vero: i familiari della donna, infatti, hanno chiesto il parere di vari specialisti per cercare di curarla.
Si sono rivolti all’ospedale di Isernia, lì i camici bianchi le hanno diagnosticato una grave forma di encefalite, niente a che vedere con il morbo della “Mucca Pazza”.
Una smentita doverosa nei confronti di coloro che sono afflitti dalla prematura perdita.
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De Laurentiis: “Mai chiesto dimissioni di Tavecchio, voglio Carraro”
Le sue parole
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, ecco quanto riportato da gianlucadimarzio.com: “Le dimissioni di Tavecchio le avevo chiesto anch’io? Non è proprio così, solo mi sembrava che il problema non fosse solo il fatto che l’Italia non si fosse qualificata per il Mondiale. Mi dispiace moltissimo per Tavecchio ma forse la Federcalcio va bene per la Serie B, la Serie C ma non va bene per la serie A che secondo me dovrebbe essere legata direttamente con ECA e Uefa, altrimenti si fa un passaggio di troppo. Credo che questa sia proprio un’occasione non tanto per mandare a casa qualcuno ma per rifondare come non è mai stato fatto, sempre a partire dai campionati. Serve fare un tavolo permanente che studi e modernizzi il calcio man mano che il mondo cambia; perché sta cambiando da tanto tempo. Malagò ha detto che commissaria la Federcalcio? Siamo tutti commissariati, è commissariato anche lo Stato. Quando il 60-70% degli italiani non vuole più sentire parlare di politica vuol dire che ad un certo punto un certo tipo di burocrazia ha stancato. Servono persone che sappiano fare i veri manager o i veri imprenditori. A me come serie A non interessa la Federcalcio, non vorrei essere legato a questa istituzione. Il problema di base è che ci vuole sempre un fatto grave che costringa tutti a girare pagina, invece ci vorrebbe sempre un osservatorio che possa evitare queste gaffe per aggiornare sempre tutto quello che si deve aggiornare, visto che il mondo va avanti.
Franco Carraro? E’ già stato presidente della FIGC, è un uomo di grande esperienza ma non spetta a me dare giudizi. Lui potrebbe avere i numeri per trasformare questa Federcalcio, perché lui è un grande sportivo. La gente chiede volti nuovi, ma bisogna prima individuarli”.
Napoli, 16enne aggredita presso la Villa Comunale
Napoli, 16enne aggredita presso la Villa Comunale
Una ragazza di appena sedici anni è stata aggredita ieri sera presso la Villa Comunale da due malviventi, i quali l’avrebbero ferita con un coltello dopo che la giovane si sarebbe rifiutata di consegnar loro il telefono cellulare. La ragazza, accompagnata al Pronto Soccorso del Loreto Mare è stata dimessa con una prognosi di sette giorni. I due aggressori, fuggiti su uno scooter, sarebbero tutt’ora ricercati.
Juve Stabia – Catania: 12 tifosi rossoazzurri nei guai!
Juve Stabia – Catania: 12 tifosi rossoazzurri nei guai!
Dodici tifosi catanesi, di cui due minorenni, sono stati fermati e messi sotto indagine per possesso di oggetti atti a offendere. La polizia, dopo aver ispezionato il mezzo su cui viaggiavano i supporters, avrebbe infatti trovato mazze, bastoni, documenti, tessere del tifoso e dei biglietti riconducibili alle persone fermate. Tra l’altro, tra gli oggetti visti e sequestrati, è stata registrata una spranga di ferro a forma di “T”, lunga 80 centimetri, con impugnatura di un raccordo per le tubature d’acqua. I dodici sono stati portati nel commissariato di Napoli e rischiano il daspo, visto che gli agenti vesuviani hanno avviato l’iter. I due minorenni, in attesa dell’arrivo dei genitori da Catania, sono stati affidati ai servizi sociali.
Auriemma e il VAR: “Ora il campionato è regolare”
“Gli errori arbitrali si sono sensibilmente ridotti”
Il giornalista Raffaele Auriemma è intervenuto ai microfoni di Radio CRC rilasciando alcune dichiarazioni sul VAR: “Napoli, Inter, Roma e Juventus mi sembrano le squadre in lotta per lo scudetto. La Lazio è una buona squadra, ma non può andare troppo avanti in questa lotta. Mi piace molto il progetto Sampdoria, mi pare un Napoli in miniatura. Giampaolo è cresciuto molto, è ripartito dalla Serie C ed adesso si è rialzato alla grande. VAR? Non mi interessa che favorisca una squadra o meno, voglio solo che sia un campionato regolare. Non dico che lo scorso anno non lo fosse, ma gli arbitri commettevano degli errori ed adesso sono aiutati”.
Università di Salerno, in aula per una lezione – seminario sul tema della mafia
Università di Salerno, in aula per una lezione – seminario sul tema della mafia
Il giorno 23 novembre, alle ore 15:30, presso l’aula Magna dell’Università degli Studi di Salerno, si terrà una lezione-seminario con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e con il professore Antonio Nicaso che, partendo dal loro volume intitolato “Fiumi d’oro”, edito da Mondadori, interverranno sul tema della Mafia e apriranno un confronto con il pubblico presente. Gratteri e Nicaso, da sempre impegnati nella lotta alla malavita, hanno già pubblicato insieme un volume di successo, intitolato “La mafia fa schifo”, in cui sono state raccolte le lettere di ragazzi e adolescenti scritte affrontando il tema della malavita organizzata, dalle quali emergono paura e rabbia, ma soprattutto desiderio di ribellione. Una sfida culturale che viene dai giovani e dagli studenti, che rifiutano le logiche di violenza e sopraffazione di mafia e chiedono un confronto diretto con chi lotta quotidianamente contro le realtà malavitose. All’incontro saranno presenti il Magnifico Rettore, Professore Aurelio Tommasetti, il Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, professoressa Mariagiovanna Riitano, docenti dell’Ateneo salernitano e Dirigenti scolastici.
“Sul tradimento”, un saggio di Avishai Margalit: recensione di Michela Marzano
Il filosofo Avishai Margalit spiega in un saggio perché l’ideale della fedeltà assoluta rischia di portarci su una strada sbagliata.
Dall’amore alla politica. Vivere è (anche) tradire (Michela Marzano)
Chi parla del tradimento, ancora oggi, di solito si riferisce all’adulterio. Ma tradisce di più chi ha una relazione sessuale, magari fugace, con un’altra persona, invece che restare fedele al marito, alla compagna, alla sposa o al fidanzato, oppure colui o colei che, durante ad esempio la lunga malattia del proprio partner, comincia a essere meno presente, distante, indifferente? E, spostandosi in ambito politico, chi tradisce veramente il proprio paese o la propria comunità?
Sono queste alcune delle domande che pone Avishai Margalit, uno dei più grandi filosofi contemporanei, nel suo ultimo saggio Sul tradimento (Einaudi). Nonostante a prima vista possa apparire un tema più che abusato, il tradimento rappresenta infatti, per Margalit, il prisma attraverso il quale leggere ogni tipo di “relazione forte” (thick, letteralmente Spesso l’indifferenza ci fa sentire feriti “spessa”). Anche semplicemente perché è solo quando viviamo un rapporto forte, ossia uno di quei rapporti cui teniamo più, che possiamo essere traditi: coloro che ci tradiscono possono farlo sempre e solo perché ci fidiamo di loro, ci abbandoniamo al loro benvolere, pensiamo di essere “speciali” per loro.
Tanto più che, se è vero che il tradimento è tale perché porta con sé offesa e danno della vittima, è anche vero che l’offesa più grande è legata alle aspettative che si hanno nei confronti di chi, fino ad allora, ci ha fatto credere di essere unici: «Vogliamo essere speciali, suscitare affetto e stima, se non ammirazione, pur non avendo nulla che ci distingue dagli altri. Sono i nostri rapporti speciali a renderci significativamente speciali. Nell’ambiente circoscritto del nostro rapporto forte noi siamo speciali. Ecco, il tradimento ci comunica in modo brutale che non lo siamo».
Dopo aver affrontato il tema della decenza e dell’umiliazione, e dopo aver consacrato i suoi due ultimi libri all’idolatria e ai compromessi “sporchi”, il filosofo israeliano continua a interrogarsi su ciò che rende possibile il vivere insieme e permette quindi di garantire la persistenza delle nostre relazioni più importanti: l’amore, l’amicizia, il senso di appartenenza a una comunità religiosa, l’attaccamento alla Patria. Il vero problema del tradimento, d’altronde, non è tanto l’intenzione di ferire di chi tradisce, quanto l’indifferenza del traditore nei confronti della vittima, della storia condivisa, dei valori per i quali ci è battuti insieme e in cui, insieme, si è fortemente creduto.
Un’indifferenza che rivela brutalmente alla vittima di poter essere rimpiazzata: sostituita da un amante, sostituita da un nemico di Stato, sostituita da un altro dio.
Con il tradimento, la persone tradita deduce di non essere importante agli occhi del traditore, nonostante la certezza di esserlo stata per tanto tempo, nonostante il “senso di appartenenza” che caratterizza, appunto, ogni rapporto forte. Poco importa, allora, che si parli di tradimento politico — nel senso di violazione della fedeltà verso la propria comunità politica — di collaborazionismo — quando cioè ci si associa col proprio nemico — o di tradimento all’interno di una coppia. Quando si tradisce, indipendentemente dal tipo di tradimento, si cancellano la storia e la memoria condivise, ci si mostra indifferenti all’altro, si rimette in discussione l’appartenenza comune.
Ecco perché, per Avishai Margalit, il tradimento va di pari passo con la mancanza di trasparenza nelle relazioni umane: «Se ti nascondo delle informazioni vitali, amico mio, significa che manca la trasparenza nella nostra relazione; se invece concepisco un rapporto umano come possesso feticistico di oggetti significa che manca la trasparenza del rapporto ». Il che non significa, però, che si debba poi cercare di imporre “tutta la verità” sempre e comunque; la vita civile, spiega bene Margalit, ha talvolta bisogno anche di segretezza.
Ogni relazione umana, riconosce il filosofo, è caratterizzata dall’ambivalenza e dall’impossibilità di una fedeltà integerrima — ormai lo sappiamo da tempo, la psicanalisi ce lo ha insegnato, e sarebbe illusorio immaginare l’esistenza di rapporti che escludano per definizione la possibilità stessa del tradimento. Sperare di poter vivere e amare senza mai venire traditi o feriti, credere che ogni parola data sia un impegno che lega per l’eternità significherebbe d’altronde non capire che anche le relazioni più forti sono fragili.
Anche semplicemente perché nessun rapporto profondo è al riparo dalle variazioni del Nessun legame umano è incondizionato tempo e del desiderio. Ma un conto, argomenta Avishai Margalit, è sapere che nessun rapporto umano è incondizionato; altro conto è rinunciare per sempre alla possibilità di essere importanti e unici all’interno di un rapporto forte — rinuncia che avrebbe tra l’altro come conseguenza evidente l’impossibilità di pensare la “fraternità” accanto alla “libertà” e all’“uguaglianza”.
Certo, il tradimento spiazza, destabilizza, ferisce. Non riconoscerlo significherebbe ancora una volta “umiliare” chi ci è accanto. Ma se questa sofferenza è il prezzo da pagare affinché si possano ancora concepire delle relazioni forti, conclude Margalit, allora forse è un prezzo che vale ancora la pena di pagare.
larepubblica/Michela Marzano
Vomero, campane e motocicli nelle strisce blu
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Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, ha messo in evidenza un problema particolarmente sentito nella zona del Vomero, ma che potrebbe facilmente riguardare anche altre zone del partenopeo: “Mi riferisco alla sottrazione di stalli destinati alla sosta all’interno di strisce blu, o per i possessori di permesso autorizzati o per coloro che si muniscono di grattino, determinata dalla presenza all’interno di tali strisce o di campane per la raccolta differenziata o di motocicli. Da osservare che gli spazi occupati vengono ovviamente sottratti a quelli già insufficienti destinati alla sosta dei residenti che pagano all’incirca 150 euro annui”. Si richiedono provvedimenti e controlli necessari.



