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Addio ad Anita Pasquali, sostenitrice dei diritti delle donne

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Nata a Benevento il 17 febbraio 1930, Anita Pasquali è morta a Roma dopo una lunga malattia.

Anita Pasquali è scomparsa dopo una lunga malattia. Esponente del movimento delle donne nazionale e di Roma, donna battagliera con grande passione politica ed una volontà indistruttibile, protagonista instancabile ed attiva per l’emancipazione  femminile nella società.

Ricordiamo Anita con le sue parole : “sono una tra tante altre donne che hanno lottato e anche per chi non poteva farlo”, infatti Anita Pasquali è stata sostenitrice di tutte le lotte necessarie per affermare una figura positiva della donna. Tra le battaglie più importanti vi sono: quella  per il divorzio, per  la riforma del diritto di famiglia, per la libertà di scelta in tema di aborto, per la liberazione femminile e la parità.

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli  ha così scritto sulla sua pagina web:“Sono stata alla camera ardente di Anita Pasquali per un ultimo saluto e un grazie di cuore a una preziosa amica che ci ha lasciati dopo una vita dedicata all’affermazione dei diritti delle donne e alla costruzione di una società italiana equa e di pari opportunità”.

Nuova udienza per i licenziamenti alle Terme di Stabia

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Continua la disputa, dibattuta in tribunale, dagli ex dipendenti delle Terme di Stabia, contro Sequino.

Gli ex termali  della partecipata stabiese, fallita Terme di Stabiaspa, infatti pretendono che :“Venga in aula a motivare il nostro licenziamento”. Questo è quanto dichiarato dagli ex lavoratori alla vigilia dell’udienza, convocata al tribunale di Torre Annunziata il prossimo 22 novembre, durante la quale sarà ascoltato il curatore fallimentare Massimo Sequino.

L’appello degli ex termali è rivolto proprio a Sequino, che nel corso dell’ultima udienza non si era presentato. La tesi degli ex termali, difesi dal professore Angelo Abignente, punta a dimostrare che ci sia stato un trasferimento d’azienda tra Terme e Sint con l’acquisizione dello stabilimento termale, richiesto e ottenuto dall’amministratore di Sint Biagio Vanacore. Così secondo la difesa la Sint avrebbe dovuto acquisire anche la forza lavoro insieme al complesso termale. Nei giorni scorsi gli ex lavoratori hanno richiesto al curatore l’accesso agli atti relativi alle procedure di concordato e iter del licenziamento.

L’obiettivo è stabilire se il licenziamento collettivo dei 100 dipendenti di Terme di Stabia (fallita nel 2015) sia avvenuto prima o dopo l’acquisizione del complesso da parte di Sint, la società che gestisce i beni delle terme.

Oggi i lavoratori, sperano che Sequino sia presente in aula il 22 novembre, senza addurre scusanti, perché la stampa, gli avvocati, il Tribunale, lo hanno ampiamente informato sulla necessità di presenziare.

Si spera anche che, questa volta, Sequino si preoccupi di esporre le motivazioni e le circostanze di un licenziamento anomalo, che la verità documentale ha già dimostrato essere tale.

Castellammare – Cassarmonica dimenticata, abbandonata e vandalizzata: quando un intervento?

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Se vi chiedessero di scegliere un simbolo di Castellammare, qualcuno direbbe il castello, altri il lungomare, altri ancora le terme (quando funzionavano), nessuno dimenticherebbe l’Amerigo Vespucci ma certamente qualcuno potrebbe scegliere la Cassarmonica.

Proprio l’ennesimo simbolo, tratto distintivo di Castellammare, versa in condizioni a dir poco pietose, in uno stato di totale abbandono, degrado e menefreghismo. Basta passeggiare in la villa comunale e buttare un occhio alla Cassarmonica per cadere nello sconforto.

Ingressi transennati, travi del pavimento assenti, incomplete o pericolanti, bottiglie di vetro a circondare la struttura, lampioni danneggiati o rubati, erba dell’aiuola circostante non curata: tutto quello che nella struttura, interna ed esterna, può essere trascurato è a tutti gli effetti abbandonato.

Eppure la Cassarmonica è nata nel lontano 1900 come luogo “illuminato” che doveva ospitare artisti, poeti, scrittori, musicisti ecc. L’incarico di realizzare l’opera fu affidato a un giovane ingegnere, Eugenio Cosenza, fratello di Giuseppe. Possibile che un’opera che rende Castellammare quasi unica in tutto il panorama nazionale e che ha le sua fondamenta nell’animo culturale della città, sia ad oggi, e da svariati anni, in tale stato di abbandono?

Che cosa aspetta l’Amministrazione ad intervenire così da riportare la Cassarmonica alla forma di un tempo e poi darle l’imprescindibile protezione e sorveglianza?

L’arte del falsario: come nascevano gli euro falsi

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Napoli, Torre Annunziata: da qui proviene il 70% delle banconote false in circolazione

Secondo un recente studio della Banca d’Italia, sarebbe Napoli il cuore pulsante del business della contraffazione. Il tutto avviene grazie ad un continuo aggiornamento nel settore, i falsari di oggi sono grafici specializzati capaci di combinare perfettamente l’uso del computer a quello di inchiostri e stampanti. Uno scenario che proviene direttamente da un’inchiesta in corso. Tredici persone sono state infatti accusate di aver messo in atto un sistema internazionale al fine di produrre e distribuire denaro contraffatto. Il tutto è stato incredibilmente realizzato in vere e proprie tipografie clandestine allestite nel retrobottega dei negozi del centro.

 

POLIZIA DI STATO, Nesima (CT): CONTROLLI ATTIVITA’ COMMERCIALI

Nella serata di ieri, personale del Commissariato Sezionale “Nesima”, con la collaborazione di personale della Polizia Municipale e del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, ha svolto un mirato servizio straordinario di controllo del territorio per la prevenzione e il contrasto della illegalità diffusa, nell’ambito del c.d. “Modello Trinacria”, effettuando controlli agli esercizi commerciali ricadenti in questa P.zza Eroi D’Ungheria.

Particolare attenzione è stata rivolta ai numerosi furgoni-paninerie ivi presenti, riscontrando numerose violazioni dei titolari.

All’esito dell’attività, infatti, venivano elevate sanzioni ed effettuati numerosi sequestri, penali ed amministrativi, di furgoni attrezzati per la somministrazione di cibi e bevande; più specificatamente, sono stati eseguiti 20 sequestri fra alimenti, quali salumi, lattine ed altro, e materiale vario pertinente alle attività, quali sedie, tavoli ed alcune strutture tipo gazebo ivi installate; inoltre sono stati elevati 8 verbali per illecito amministrativo.

Le violazioni maggiormente riscontrate attengono all’esercizio dell’attività eccedente rispetto a quella autorizzata, in particolare l’avere esercitato il commercio di alimenti in forma stabile anziché itinerante (come previsto nelle autorizzazioni); occupazione del suolo pubblico; esercizio di attività commerciale in assenza di autorizzazione.

Tre esercenti sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica ex art. 633 c.p., per invasione di terreni od edifici.

L’attività ha avuto luogo a seguito delle numerose proteste pervenute al Commissariato Nesima per l’esercizio indiscriminato ed in assenza di regole effettuato dalle paninerie ambulanti in Piazza Eroi d’Ungheria, in violazione delle diverse normative che regolano il settore, generando schiamazzi e una confusione tale da pregiudicare la qualità di vita dei residenti.

Castellammare, il lungomare stabiese conquista anche l’attore Massimo Dapporto

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Massimo Dapporto a Castellammare

Sono tanti i vip che durante quest’anno, non solo nella stagione estiva, hanno scelto Castellammare per una visita, un evento, un giro turistico o una passeggiata. Vincenzo Montella, Ornella Muti, Paola Ferrari, Enrique Iglesias, Fabio Troiano, Raoul Bova ecc.

Ultimo, per ora, a concedersi un pò di svago nella Città delle Acque è il popolare attore Massimo Dapporto, noto al grande pubblico per le tante fiction che lo hanno visto negli anni protagonista.

L’attore si è concesso una passeggiata sul lungomare di Castellammare, facendo poi tappa presso la pizzeria “Mamma Mia”, meta di riferimento non solo dei cittadini stabiesi ma anche dei vip che scelgono Castellammare. Immancabile la foto ricordo di Dapporto con alcune ammiratrici.

Foto: Facebook

Visto dalla Curva… Sud – “90 minuti con te… sono pochi per me”

Visto dalla Curva… Sud – “90 minuti con te… sono pochi per me”

Quanto dura una partita di calcio? Anche il più piccolo dei bambini saprebbe rispondere senza alcun problema; 90 minuti. Eppure non sempre questa risposta sembrerebbe esatta. Per un tifoso, infatti, una partita di calcio comincia ben prima: esattamente da quel preciso istante in cui annodi per bene la tua sciarpa al collo. Mancano ancora due ore eppure la tua partita è appena iniziata. A quel punto scendi in strada, ti accingi a raggiungere lo stadio e l’adrenalina inizia già a farsi sentire. Da lontano ecco spuntare anche i primi sediolini colorati della tribuna; ci siamo. Giunti nel piazzale dinanzi allo stadio ci sono i soliti compagni di mille battaglie che intanto si fanno già sentire e tu, quasi come ape attratta al miele, li raggiungi immediatamente; manca poco più di un ora e le tue corde vocali sono già messe a dura prova. Nel frattempo il momento di varcare i cancelli è arrivato e come la prima volta, per l’ennesima volta, non appena vedi quel prato verde il cuore sembra salirti in gola. L’arbitro fischia e la tua partita è ora nel suo momento cruciale. In campo a dire il vero non succede nulla di eclatante, ma la partita dagli spalti invece è più viva che mai. Tra imprecazioni per occasioni sprecate e fischi di paura per le sfuriate avversarie i decibel salgono sempre di più e anche quando, ancora una volta, un goal all’ultimo minuto rischia di gelarti il sangue e ti condanna ad una nuova sconfitta, tu non molli, perché la tua partita non è ancora finita. Ci sono gli ultimi residui di voce da mettere a disposizione per gli ultimi cori e anche quando oramai sei a casa non passerà meno di un’ora prima che la tua testa esca definitivamente dal clima partita decretando la vera fine del tuo incontro. Altro che 90 minuti…

A cura di Aniello Sicignano

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Corbo: “Zielinski, un raddoppio che vale di più: con i titolari, c’è un’altra squadra”

Il suo pensiero

Scrive Antonio Corbo nel sul editoriale per La Repubblica: “Bentornato campionato, ecco la partita che mancava per superare lo choc della Nazionale. Chissà se Ventura l’ha vista. Che dice di Insigne? Bentornato anche Napoli, che respinge le buone alchimie tattiche di Montella, restituito alla sua panchina da due vittorie filate in trasferta, arrivato nello stadio dei suoi sogni mancati.

Ma il Napoli con la ritrovata freschezza atletica non si lascia ingabbiare a centrocampo da una curiosa giostra creata dal Milan davanti alla linea a 3, quella che gradisce Bonucci nel ricordo dei lontani fasti juventini. Ma Milan subito in difficoltà sulla sua destra, dove l’asse verticale Musacchio-Borini lascia spazi e tempo a Insigne, riemerso dalle delusioni della Nazionale con tutto il sontuoso destro, una calamita nel bloccare la palla in ogni precaria condizione di equilibrio. La Var gli riconosce il gol, annullando ogni dubbio sul fuorigioco. Riconosce con millimetrica precisione la presenza sul versante opposto di Romagnoli. Questione di centimetri. Quel margine impalpabile che una volta assegnava o negava scudetti. Ricordate le e polemiche tra Juve e Roma negli anni Ottanta? La Var oggi riduce il cumulo di errori, quindi il rischio di ingiustizie. E Insigne può attendere i lanci lunghi di Jorginho. Montella si cura anche di Jorginho, preziosa, ma tardiva e quindi inutile risorsa della Nazionale. Gli ronza intorno Kalinic, altrimenti Kessie. Il Milan nel primo tempo scala a centrocampo, ottenendo una certa vivacità di controllo, ma nulla produce contro il Napoli, che per dispone di un brillante Callejòn. Corre senza palla. Giusta la sostituzione con Rog per risparmialo in vista della Champions. Va in controlato, operando il Napoli a sinistra, dove si distingue Mario Rui, finché la fortuna lo assiste. Bene anche Mertens, nel classico ruolo di punta centrale di un 4-3-3, pronto quindi ad arretrare per creare vuoti nel centro della difesa milanista, con Bonucci impegnato a mimare la sua parte di gladiatore irriducibile.
Il Napoli dopo un’ora trasmette improvvise tensioni al pubblico, perché Mario Rui dà segni di cedimento ed il Milan guadagna campo. Non solo, c’è qualche scompenso che costringe la squadra a scomporsi, si allungano le distanze, il Milan che ha sostituito un insidioso Suso con un astratto André Silva meriterà il gol di Romagnoli nel finale, tutto qui. Gli schricchiolii, dopo l’ingresso di Maggio per Mario Rui e la conseguente inversione di zona con Hysaj, consigliano a Sarri di ritirare per l’ennesima volta Hamsik, bravo nei giorni feriali con le sue rassicuranti promesse di scudetto, ma opaco purtroppo in partita. Per Sarri dev’essere triste rinunciare ancora una volta al capitano che difende oltre misura, ma Zielinski chiede solo il tempo minimo di entrare in campo per entrare e sistemare i conti. Un raddoppio che vale più di un gol. E della stessa vittoria. Spiega che oltre gli indiscussi titolari c’è tanto di furore e tecnica da investire per il futuro”.

Volley – Serie C: Super match dell’Indomita Salerno contro Pozzuoli

La prestazione contro la capolista Rione Terra Pozzuoli conferma i progressi dell’Indomita Salerno

INDOMITA SALERNO-RIONE TERRA POZZUOLI 2-3
(25-22, 18-25, 25-14, 20-25, 9-15)
INDOMITA: Barbato, Brancaleone 5, Cafaro 1, Carratù 2, Citro 8, Manzo, Memoli 2, Morriello 2, Pagano 6, Rainone 12, Senatore 24, Capriolo (L), Petrosino (L2). All. Vitale
RIONE TERRA: Ariante, Cristofori, Cuccurese, De Simone, Della Monica, Palumbo, Riccio, Romano, Scotto di Marrazzo, Vacchiano, Conte (L). All. Cirillo
Arbitro: De Simone di Olevano sul Tusciano

Con una prestazione super, l’Indomita maschile rallenta la corsa dell’imbattuta capolista Rione Terra Pozzuoli che alla Senatore passa al tie break dopo una partita combattuta e a tratti spettacolare. Per i ragazzi cari alla presidente Ruggiero un punto, tanti applausi, qualche inevitabile rammarico ma anche la consapevolezza di poter giocare alla pari contro chiunque. Perso l’opposto Manzo, per un infortunio nel riscaldamento, l’Indomita si schiera con Senatore e Memoli di banda, Citro e Rainone centrali, Capriolo libero, Morriello palleggiatore e il giovane Brancaleone come opposto. Nel primo set dopo l’avvio favorevole agli ospiti, l’Indomita entra in partita un po’ alla volta trascinata dai punti di Senatore, top scorer a fine match a quota 24. Il parziale resta in equilibrio fino al 22-22 quando arriva l’allungo decisivo dell’Indomita con l’ace finale di Morriello che chiude il set 25-22. Nel secondo set il Rione Terra, senza l’opposto Simeone ben sostituito da Riccio, parte subito forte e si porta 1-8. L’Indomita accusa il colpo, prova a reagire ma gli ospiti non sbagliano nulla e si portano sul 6-19. La reazione dei ragazzi di coach Vitale e Capriolo arriva con Rainone, davvero positivo in attacco e a muro, ma troppo tardi. Il Rione Terra chiude 18-25. Nel terzo set la partenza super è dei padroni di casa che vanno subito 6-0. Il Rione Terra dimezza lo svantaggio ma in campo c’è in questo set, probabilmente, la miglior Indomita della stagione. L’ace di Pagano, subentrato a Memoli, il muro di Citro che infiamma la Senatore e poi quello di Rainone che vale il 18-9: l’Indomita non sbaglia nulla e con due punti consecutivi di Senatore chiude 25-14. Nel quarto set torna sovrano l’equilibrio con le due squadre che si fronteggiano punto a punto. L’Indomita riesce ad avere un massimo vantaggio di due punti. Sul 12-10 arriva però un break ospite con cinque punti consecutivi. L’Indomita torna a meno due, prima con Pagano, poi con Brancaleone e poi anche a -1 sul 18-19. Ci sarebbe l’opportunità del pari ma il Rione Terra concede poco e chiude 20-25. Nel tie break dopo un avvio equilibrato, sul 5-5 gli ospiti accelerano e vanno al cambio campo avanti di 3, 5-8. L’Indomita prova a rientrare ma c’è poco da fare: alla fine è 9-15 con il Rione Terra che festeggia la settima vittoria in sette giornate. Tra i protagonisti della sfida sicuramente il centrale dell’Indomita, Michele Citro: “E’ stato un peccato, abbiamo giocato una bella partita, giocando a tratti un’ottima pallavolo. Se loro sono primi d’altronde c’è un motivo. Nel secondo set non siamo partiti benissimo ma può succedere ma sono contento perché abbiamo giocato bene. La mia prestazione? Se gioco bene, è anche grazie ai miei compagni. L’importante è che più andiamo avanti più si vedono i miglioramenti: possiamo fare un ottimo campionato”. Grande rammarico invece traspare dalle parole di coach Pasquale Vitale: “Grande prestazione, devo ammettere che a un certo punto ho creduto alla possibilità di conquistare la vittoria. Abbiamo perso contro la capolista che ha messo in campo tutti i suoi valori soprattutto con l’opposto che ci ha creato qualche difficoltà. Ci dispiace per l’infortunio di Fabio Manzo, la cui presenza avrebbe potuto spostare gli equilibri. Con lui, probabilmente, sarebbe stata un’altra partita. Alla luce della nostra prestazione mi verrebbe da dire che sono due punti persi, ma resta la soddisfazione di aver giocato un’ottima pallavolo, riscattando le ultime prestazioni vittoriose ma davvero poco positive dal punto di vista del gioco”. Da ricordare, infine, che la gara Indomita Salerno-Rione Terra Pozzuoli sarà trasmessa in differita su Lira Sport con il commento di Fabio Setta, lunedì alle 15.25, martedì alle 10, mercoledì alle 10 e alle 19.25, giovedì alle 19.25, venerdì alle 23-25 e sabato alle 7.25

Three rooms: un insolito incontro d’Arte contemporanea

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Tra cemento, lexan e vetro: un percorso artistico emozionante

Amedeo Sanzone, Marco Abbamonti e Max Coppetta, sono i nomi degli artisti campani che il 17 Novembre 2017 inaugureranno la nuova mostra collettiva “Three rooms”. Il locus amoenus darà vita ad un insolito incontro. Gli ambienti scelti sono infatti quelli della Banca Generali di Castellammare di stabia che faranno da scenario ad opere uniche nel loro genere. Non è stata una scelta del tutto casuale, il luogo prescelto per questa esposizione culturale e artistica sarà portatore di un messaggio profondo. Il fine ultimo sarà quello di dimostrare come l’arte possa essere vissuta anche in luoghi del tutto “fuori-contesto”. Spazi, dunque, apparentemente lontani ma che emozioneranno ugualmente, facendo da contenitore di tutta la bellezza e l’emotività che deriverà dall’incontro delle uniche e particolari opere di cemento,lexan e vetro dei tre artisti campani. Un appuntamento, questo, sicuramente da non perdere.

Torre Annunziata, serata finale del Festival dedicato a Dino De Laurentiis

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Il Festival Internazionale del Cortometraggio dedicato a Dino De Laurentiis è giunto alla VII Edizione.

La  cerimonia di premiazione si terrà Lunedì 20 Novembre, alle ore 20, presso il Cineteatro Politeama di Torre Annunziata.

Il concorso “CortoDino” oltre a voler ricordare e celebrare, nella sua città di origine, il produttore cinematografico ha come obiettivo la creazione di uno “spazio artistico“, basato sull’incontro e sulla “diffusione di idee”  di giovani filmakers.

Lunedì si terrà la serata finale del Festival e verranno consegnati i premi. Saranno, inoltre, presenti volti noti del mondo dello spettacolo come: Pio Luigi Piscicelli, Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo e Gea Martire. La  giuria artistica sarà presieduta dall’attore Ernesto Mahieux, David di Donatello 2003 (miglior attore non protagonista per “L’imbalsamatore”).

Milano, parte la mostra Lo Sguardo sui Sacri Monti: I nove Sacri Monti prealpini. Fotografie di Marco Beck Peccoz.

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A Milano, nella sede di Regione Lombardia (Spazio espositivo, via Galvani 27), prende l’avvio fino al 5 gennaio 2018 l’esposizione fotografica itinerante “Lo Sguardo sui Sacri Monti: I nove Sacri Monti prealpini. Fotografie di Marco Beck Peccoz”.

LA MOSTRA 

La mostra, nata da un progetto di Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese e Parrocchia di Santa Maria del Monte in Varese e realizzata grazie al sostegno di Regione Lombardia e alla collaborazione di Regione Piemonte, si presenta come un’esposizione fotografica composta da 57 pannelli sui quali le immagini fotografiche unite a brevi presentazioni storico-artistiche raccontano i nove Sacri Monti prealpini – sette Sacri Monti del Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due della Lombardia – Ossuccio (Co) e Varese – , mettendo in luce la straordinaria ricchezza, la qualità e i valori di questi gioielli di storia, arte e natura. Le foto vogliono suscitare il lato più emotivo dei visitatori, portandoli ad innamorarsi del loro Patrimonio culturale.
Le fotografie dedicate ai nove Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia – diventati sito seriale UNESCO – raccontano la bellezza e la gradevolezza delle architetture, delle cappelle e dei loro manufatti artistici che si integrano perfettamente anche nel contesto naturalistico e paesaggistico di colline, boschi e laghi che fanno loro da cornice.

L’AUTORE: MARCO BECK PECCOZ
Marco Beck Peccoz, (Torino, 1968), vive a Milano e dal 1991 lavora come fotografo free-lance per gruppi editoriali italiani ed esteri (come Gruppo L’Espresso, RCS Periodi, Mondadori, Edizioni Conde’nast, La Stampa, Le Monde, Fairchild Publication e molti altri), facendo reportage di viaggio, ritratti, fotografie, d’architettura, vita quotidiana, avvenimenti sportivi, culturali, musicali e pubblicità. Ha pubblicato anche vari libri sul territorio italiano e ritrae “on location” manager di importanti imprese italiane.
Le immagini fotografiche che Peccoz propone in questa mostra sono scorci architettonici e vedute paesaggistiche suggestive che vogliono raccontare la natura in maniera semplice, senza pretese scientifico-documentaristiche.


Vomero, “basta con le fiere natalizie nelle aree pedonali”

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Vomero, “basta con le fiere natalizie nelle aree pedonali”

“Suscita perplessità e dubbi la scelta di collocare una delle fiere natalizie, dagli inizi di dicembre fino al 7 gennaio, per un totale complessivo di 113 stalli, nel tratto di Via Luca Giordano, compreso tra piazza degli Artisti e via Carelli, dove peraltro vi è una forte presenza di esercizi commerciali a posto fisso – dice Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valore collinari. Non si comprendono i motivi per cui in questa zona quest’anno si sia addirittura deciso di raddoppiare gli stalli vista la presenza di esercizi commerciali a posto fisso e viste dunque anche le possibili ripercussioni sull’ordine pubblico. Se si fosse trattato di mercatini natalizi effettuati con la finalità di esporre e commerciare i soli prodotti tipici del periodo si poteva anche valutare la possibilità di restare in zona Vomero e sfruttare piazzale San Martino, ma come si legge da alcuni bandi si potrà vendere praticamente di tutto. Ci auguriamo – conclude Capodanno – che quanti a tanto preposti vogliano vigilare affinché le fiere natalizie, che verranno collocate lungo le strade della municipalità collinare, rispondano a tutti i requisiti previsti, con una particolare attenzione all’ordine pubblico, alla sicurezza, alla viabilità e che vengano rispettati tutti i requisiti previsti dai bandi”.

Paura a Napoli, sparatoria ai Baretti: coinvolti 3 minorenni

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Sparatoria  a Napoli, tre minorenni feriti,di cui uno grave

Nella notte del 18 Novembre, tre minorenni sono stati trasportati d’urgenza all’Ospedale Loreto Mare per essere stati coinvolti in una sparatoria, mentre si trovavano nella zona dell movida di Chiaia. Il più grave è un ragazzino di sedici anni,ferito all’addome e alla spalla a colpi di pistola e subito sottoposto ad un intervento chirurgico. Ma feriti sono anche una ragazzina di 14 anni, alla gamba, e un altro ragazzino ferito al volto con arma da taglio, ricoverati nello stesso nosocomio. Le indagini, per far luce sul caso e individuare i colpevoli, sono ancora in corso.

Il Presidente della Repubblica conferisce onorificenze a 4 campani

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha conferito 30 onorificenze al merito della Repubblica Italiana a coloro che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella promozione della cultura e dell’inclusione sociale, della legalità e per il contrasto alla violenza.

Tra questi cittadini e cittadine che hanno onorato la Repubblica Italiana, vi sono 4 campani.

Umberta Basso, 77 anni (Battipaglia – SA), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua opera trentennale di testimonianza e sensibilizzazione sul valore della prevenzione nella cura dei tumori femminili”.

Giuseppe Bove, 56 anni (Apice -BN), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua esemplare attività di soccorso che ha permesso di mettere in salvo un bambino di undici anni rimasto intrappolato sotto le macerie del sisma a Casamicciola”.

Francesca Romana Capaldo  41 anni, (Napoli), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua esemplare attività di contrasto e prevenzione alla violenza di genere sia nell’ambito dell’esperienza svolta nel controllo del territorio sia in quella presso gli uffici investigativi”.

Teresa Di Francesco, 43 anni (Caserta), cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana:” Per la professionalità e l’umanità con cui, nell’ambito del team Usar dei vigili del Fuoco, ha prestato il suo servizio nelle complesse attività di soccorso a Rigopiano e Casamicciola”.

Basket, la Givova Ladies non si ferma: battuto anche Sorrento!

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Basket, la Givova Ladies non si ferma: battuto anche Sorrento!

Ancora una vittoria per le ragazze di mister Ottaviano.  Non c’è storia a Sorrento. La Givova Ladies Scafati gioca una partita davvero convincente e supera le padrone di casa con un eloquente 41-76. Le ospiti partono subito con le marce alte e arrivano fino al 3-15, sospinte dalla raffica di canestri realizzati da un’ispirata Iozzino e Sapienza. Le costiere sembrano tramortite, ma sul finire di frazione si rifanno sotto grazie a Cacace e Errico, che fermano il punteggio sul 10-15. Nei secondi dieci giri di lancetta Scafati vola fino al +11 (15-26) con Scibelli, regina del pitturato, e la mano calda di Čičić. Sorrento cerca di arrestare l’emorragia, ma la difesa delle ragazze in maglia neroarancio è un muro altissimo. Così Ottaviani e ancora Scibelli portano la Givova Ladies al riposo con un gap rassicurante (15-32). Alla ripresa delle ostlità le viaggianti decidono di mettere subito la freccia con la pressione tutto campo ordinata da coach Ottaviano, che paga subito i suoi dividendi. Sapienza e Porcu bruciano la retina a ripetizione e chiudono un maxi break di 27-0 (da 15-24 a 15-51) che stende Sorrento e manda i titoli di coda in netto anticipo. Nell’ultimo quarto le locali cercano di smuovere un po’ il risultato, ma i buoi sono ormai scappati dalla stalla. Sono poi Negri e un’immarcabile Scibelli a sigillare i due punti. Soddisfatto a fine partita il tecnico scafatese Nicola Ottaviano. “Buona prova da parte delle atlete, che hanno giocato a ritmi alti per 40’ e di ciò bisogna ringraziare il nostro preparatore Tiziano Megaro. Nella nostra metà campo siamo migliorati tanto, con le ragazze che comunicano di più e si aiutano tra loro. Inoltre abbiamo alternato vari tipi di difesa, senza mai abbassare la concentrazione e l’aggressività. Anche dalla panchina ho avuto ottime risposte e mi ha fatto davvero piacere. Dobbiamo continuare a lavorare sodo per limare i nostri errori, ma da parte del gruppo vedo tanta voglia di allenarsi ed è fondamentale”.

 

Polisportiva Sorrento- Givova Ladies Scafati 41-76

 

Polisportiva Sorrento: G. Cacace, Siano n.e., Facelgi n.e., De Luca 6, Braida 6, R. Cacace 9, Errico 12, Parlato 2, Borgongino 2, Staiano 4, Cancellieri n.e., Di Palma n.e..

 

Givova Ladies Scafati: Sicignano, Iozzino 11, Busiello n.e., Porcu 5, Sapienza 12, Ottaviani 2, Serra 4, Scibelli 18, Negri 8, Scala n.e., Falanga 2, Čičić 14. All. Ottaviano

 

Arbitri: Marino e Bernardo di Caserta

 

Parziali: 10-15, 15-32, 26-59

Coppa del Mondo spada maschile, l’Italia ai piedi del podio al trofeo “Carroccio”

Coppa del Mondo spada maschile, l’Italia ai piedi del podio al trofeo “Carroccio”

Si tinge d’Ungheria il Trofeo “Carroccio” di Legnano. L’edizione numero 42 della tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile si è concluso infatti con una finale tutta ungherese, vinta dal bronzo iridato Andras Redli che si è imposto sul connazionale Daniel Berta per 15-6. I colori azzurri rimangono ai piedi del podio con Paolo Pizzo e Marco Fichera che si fermano ai quarti di finale. Paolo Pizzo è stato sconfitto per 15-13 dall’ungherese Daniel Berta, mentre Marco Fichera ha subìto la sconfitta per mano dello svizzero Max Heinzer col punteggio di 15-6. Paolo Pizzo, alla sua “prima” in Italia da campione del Mondo, aveva esordito superando nel primo assalto l’altro azzurro Gabriele Cimini per 15-5 e poi il tedesco Rico Braun col punteggio di 15-12. Agli ottavi di finale il campione del Mondo si è poi aggiudicato il derby contro Valerio Cuomo per 15-12. Marco Fichera invece aveva iniziato vincendo per 15-8 contro lo svizzero Alexander Pittet e poi usufruendo dell’infortunio del portacolori della Repubblica Ceca, Jiri Beran. Agli ottavi aveva poi vinto col punteggio di 15-13 la sfida contro l’ucraino Roman Svichkar. Valerio Cuomo, prima di fermarsi al cospetto di Paolo Pizzo, aveva vinto tutti gli assalti del proprio girone ed, oggi, aveva esordito vincendo il derby contro Edoardo Vichi per 15-7 e poi contro l’ungherese Mate Tamas Koch per 15-9. Stop nel secondo assalto di giornata invece per Enrico Garozzo ed Amedeo Zancanella. Il primo era stato fermato per 15-9 dal giapponese Yamada, mentre il giovane piemontese era stato eliminato per mano dell’ucraino Svichkar per 15-8. Il primo assalto di giornata del tabellone principale era invece stato “fatale” per Gabriele Cimini, sconfitto 15-5 da Paolo Pizzo, per Edoardo Vichi, eliminato per 15-7 anche lui nel derby azzurro da Valerio Cuomo, per Lorenzo Bruttini, superato 15-7 dal tedesco Rein, Federico Vismara, fermato per mano del’ucraino Svichkar per 15-9, e per Davide Di Veroli, che ha subìto la stoccata del 15-12 dal quotato francese Daniel Jerent. Si erano fermati ieri ad un passo dall’approdo al tabellone principale Matteo Tagliariol e Cosimo Martini. L’olimpionico 2008 è stato eliminato per 15-12 dall’olandese Tristan Tulen, mentre Cosimo Martini è stato sconfitto 15-9 dallo svizzero Alexander Pitteti. Nel turno dei 128 di qualificazione, erano stati eliminati Andrea Vallosio, sconfitto 15-12 dal russo Fardzinov, Andrea Russo, eliminato per 15-14 dal bulgaro Zafirov, Giacomo Paolini, fermato 15-13 dal francese Gally e Davide Canzoneri, superato 15-11 dallo statunitense Hoyle. Erano stati sconfitti dopo il primo turno invece Tullio De Santis, sconfitto 15-13 dall’israeliano Lev Averbuch, ed Edoardo Munzone, fermato sul 15-11 dall’austriaco Josef Mahringer. Immediatamente dopo la fase a gironi, erano usciti di scena, Mattia Loiacono, Emanuele Rocco, Gianpaolo Buzzacchino, Andrea Santarelli, Lorenzo Buzzi, Alessio Preziosi, Achille Cipriani e Fabrizio Citro. Domani è in programma la gara a squadre con l’Italia testa di serie numero 4. Il quartetto azzurro composto da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli esordirà nel turno dei 16 affrontando la vincente del match tra Israele e Canada.

Pallavolo, Serie A2 femminile: Il Club Italia CRAI ancora battuto!

Pallavolo, Serie A2 femminile: Il Club Italia CRAI ancora battuto!

Oltre il danno anche la beffa. Davvero sfortunato il Club Italia CRAI che in un colpo solo perde la partita contro Soverato e anche Terry Enweonwu, vittima di un infortunio al ginocchio. La schiacciatrice è rimasta a terra dopo un attacco sul 25-25 del primo set e immediatamente è stata trasportata all’ospedale per accertamenti. L’infortunio ha cambiato radicalmente la partita, che fino a quel momento vedeva le azzurre lottare alla pari con le calabresi, tanto da aggiudicarsi il primo set per 30-28. Persi nettamente il secondo e il terzo, il Club Italia è tornato in partita nel quarto set, arrivando in parità per 22-22 per poi commettere qualche ingenuità di troppo nel finale. Troppi errori delle azzurre rispetto alle avversarie, è stato questo il leitmotiv della giornata. Per le azzurre quella di oggi è la quarta sconfitta consecutiva in Samsung Galaxy Volley Cup; il prossimo impegno, in calendario domenica 26 novembre, vedrà il Club Italia impegnato sul campo del Barricalla Collegno.

Club Italia CRAI – Soverato: 1-3 (30-28; 14-25; 20-25; 22-25)

Club Italia CRAI: Enweonwu 6, Fucka ne, Morello 3, Lubian 7, Cortella, Pietrilli 21, Omoruyi 5, De Bortoli (L), Tonello (L) ne, Turco, Fahr 8, Nwakalor 15, mangani, Bulovic 1. All. Bellano

Volley Soverato: Bacciottini, Millesimo ne, Formenti ne, Bertone 7, Donà 7, Gray 22, Frigo 15, Pizzasegola 1, Valli ne, Caforio (L), Taborelli 2, Mc Mahon 8. All. Barbieri

Arbitri: Dell’Orso e Piubelli

Note: Spettatori 350 circa

Un partito democratico e aperto per fermare i populismi

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L’Italia d’oggi è affetta da un populismo dilagante ma di nature profondamente differenti

Il socialismo democratico è in decadenza in tutta Europa e in tutto il mondo occidentale, compresi l’Inghilterra, gli Stati Uniti e le due Americhe del Centro e del Sud. Resta da capire il perché, ma occorre anche comprendere che cos’è la democrazia socialista.

Quando trionfò in quasi tutto il mondo il comunismo bolscevico, il socialismo di fatto aveva cessato di esistere. Quel poco che ancora sopravviveva era una sorta di piccola appendice del comunismo bolscevico. Parlando della situazione italiana fu tipico, da questo punto di vista, il partito d’Azione con il suo slogan “Giustizia e Libertà”. La decadenza attuale ha varie cause. La più importante è quella che identifica i liberali con il capitalismo, che usa la libertà ma assai poco la giustizia.

Una motivazione altrettanto importante è l’ondata di immigrazione che proviene soprattutto dall’Africa e ha l’Europa come principale meta da raggiungere. La terza infine è la pessima distribuzione della ricchezza e per conseguenza l’aumento della diseguaglianza economica e sociale. Quest’ultima in teoria dovrebbe favorire la crescita nei ceti più deboli ma ha invece generato un fenomeno relativamente nuovo cui gli studiosi di scienze sociali hanno dato il nome di populismo: il popolo è una massa che si ribella a tutto ma al tempo stesso ha bisogno di un capo che la guidi.

Quindi la situazione è un’anarchia con tendenze dittatoriali che rischiano in tempo breve di trasformarsi in una vera e propria dittatura.
Anche le dittature possono avere forme diverse l’una dall’altra. Nell’America del Sud e in particolare in Argentina ci fu la dittatura peronista: Peron le dette un ampio impulso a sfondo sociale e dopo la sua morte la vedova lo portò avanti con ancora maggior vigore.

Nel Centro America trionfò dopo lunghe battaglie la dittatura comunista di Fidel Castro a Cuba e il castrismo, declinato in varie forme e movimenti, oltre che a Cuba si diffuse in gran parte dell’America del Sud, dall’Uruguay al Cile al Venezuela e alla Colombia. Questo è il quadro generale del populismo.

Se vogliamo approfondire la situazione italiana, anche da noi nacque il populismo che risale al fascismo di Benito Mussolini. All’inizio della sua carriera politica era un socialista rivoluzionario, poi divenne guerrafondaio e incitò dal suo giornale Il Popolo d’Italia all’intervento italiano nella prima guerra mondiale dove avemmo come nemici tradizionali l’Austria e la Germania. Alla fine di quella guerra, gli ex combattenti che erano centinaia di migliaia fondarono un’associazione per rivendicare un particolare riguardo economico: molti avevano subito profonde ferite la cui guarigione era stata tuttavia parziale. Il sostegno economico doveva essere rivolto ai mutilati in particolare e a tutti gli ex combattenti in generale.

Mussolini si appoggiò molto agli ex combattenti e spronò il popolo a sostenerli e ad aderire al fascismo che per l’appunto aveva fatto di loro la sua base principale. I Fasci, fondati nel 1919, erano decisamente anticomunisti e proprio per questa ragione furono anche finanziati dal capitalismo delle grandi imprese a cominciare dalla Fiat e non soltanto: anche dalle associazioni degli Agrari particolarmente forti nell’Italia adriatica.

Mussolini metteva soprattutto in rilievo gli interessi dei reduci e dei Fasci di combattimento, che volevano la Repubblica. Si allearono invece con i nazionalisti che misero come condizione il mantenimento della monarchia. Tutto ciò venne fuori al congresso a Napoli del Partito fascista nel 1922. È inutile ricordare cosa avvenne dopo: la marcia su Roma, la conquista dell’Etiopia e dell’Albania, il Re imperatore e Mussolini il Duce. La domanda da farsi è: come mai quando cadde il fascismo tutti gli italiani si proclamarono antifascisti? Era il populismo che aveva sostenuto prima il fascismo e poi quando cadde in massa lo sconfessò. E adesso siamo ancora populisti? E come e con chi?

L’Italia d’oggi è affetta da un populismo dilagante ma di nature profondamente differenti. C’è un populismo motivato dall’immigrazione che ispira soprattutto la Lega di Salvini. Il populismo di Berlusconi riflette invece il fascino con il quale lui ha incantato una notevole quantità di persone. In che modo? La politica di Berlusconi somiglia molto al gioco delle tre carte che attrae e raduna molta gente; il capo del banco a volte fa vincere qualcuno della folla che si addensa attorno al suo tavolo ma il vero risultato è che intasca tutto lui. Non parlo qui di denaro, parlo di seguito elettorale. Lui è un attore e autore contemporaneamente, non ama la dittatura: ama vincere come tutti i giocatori.

I grillini (non sopportano di venire chiamati così ma questo è il nome con cui sono nati e tale rimane) sono i populisti per eccellenza: raccolgono gran parte di quelli che odiano non solo i politici ma la politica, non fanno alleanze con nessuno, i loro obiettivi sono la distruzione di tutti gli altri partiti o quanto meno la loro sonora sconfitta elettorale. Se andranno al governo dopo aver realizzato l’obiettivo numero uno, che è appunto la messa in mora della forma partito, decideranno (lo dicono sin d’ora) di corrispondere un aiuto economico a tutti i cittadini dei ceti popolari più bassi e medio-bassi imponendo un’imposta patrimoniale sui ceti molto ricchi, con la quale finanziare l’aiuto agli altri.

Ci sono poi coloro che si astengono dal voto. L’astensione definita naturale è quella che riguarda le persone anziane o indisposte o quelle già maggiorenni ma ancora troppo giovani per essere interessate alla politica. In termini numerici l’astensione naturale è valutata al 20 per cento del corpo elettorale ma noi siamo al 40-45 per cento il che significa che il 20-25 per cento è un’astensione a sfondo populista: cittadini che forse militavano in un partito che poi li ha delusi. Non avendo un altro partito che li attraesse si sono rifugiati nell’astensione o nel grillismo. I due flussi si equivalgono come intendimento, solo che gli astenuti furono delusi da un partito che amavano e la storia del costume ci insegna che chi è deluso da un amore assai difficilmente ci ritorna. E Renzi?

Il Pd non è populista, qualche passo sulla buona strada l’ha effettuato: Renzi ha escluso ogni abiura del suo passato di leader, ma nel futuro che comincia da subito e diventa quindi anche presente è disposto ed anzi desideroso di aprire il Partito ai dissidenti usciti dal partito. È desideroso che rientrino ed ha proposto che, una volta rientrati, si apra con loro una discussione sui temi di maggiore attualità sociale ed economica ed essi, anche se relativamente pochi di numero, avranno un peso particolare nelle decisioni da prendere. Carta bianca da scrivere insieme: questa è la proposta. Ed ha incaricato Piero Fassino — uomo di particolare impegno e autorevolezza — di consultare uno per uno i dissidenti che hanno a loro volta formato piccoli gruppi politici avversari del Pd, nel quale avevano lungamente militato ma che con il suo arrivo, a loro avviso, era diventato politicamente invivibile.

Fassino ha cominciato con l’incontrare i presidenti delle due Camere e Grasso in particolare, il quale sta per essere eletto Capo dei dissidenti. Poi Fassino ha proseguito nel suo giro e ormai ha incontrato quasi tutti ma i soli che hanno in qualche modo aperto alla discussione sono Pisapia ed i suoi seguaci. Almeno per ora c’è una chiusura netta da parte di tutti gli altri. Pisapia a sua volta ha posto una condizione che, almeno a quanto abbiamo capito, consiste nella creazione da parte del Pd di una nuova carica il cui nome potrebbe essere quello di moderatore, o almeno qualche cosa di simile. Il compito del moderatore sarebbe quello di presiedere le discussioni tra Renzi da un lato e gli ex dissidenti rientrati nel partito dall’altro.

Il moderatore sarebbe dunque una figura di notevole importanza, necessaria secondo Pisapia per guidare la discussione, nella quale Renzi è una parte in causa e che quindi non può presiedere. Sono stati anche formulati i nomi dei possibili moderatori: Veltroni, Prodi, o addirittura Gentiloni con l’autorità che gli deriva dall’essere presidente del Consiglio di un governo in gran parte formato con ministri provenienti dal Pd. Resta da vedere se Renzi accetterà. La proposta di Pisapia, a nostro avviso, è decisamente accettabile e non intacca affatto la carica di segretario del partito cui Renzi fu eletto con le Primarie.

Debbo fare un’ultima osservazione che ritorna su quanto già scrissi domenica scorsa. Riguarda la permanenza dei presidenti del Senato e della Camera indicati anche come i nuovi leader dei gruppi della sinistra dissidente.

Il parere che ho espresso domenica scorsa è che le due cariche parlamentari sono incompatibili con la guida di movimenti politici molto combattivi nei confronti del partito di provenienza.
Questo mio parere è stato in parte preso in considerazione da Luciano Violante, il quale è un costituzionalista e un politico di grande esperienza. In un’intervista su Repubblica Violante ha detto che se quanto sta avvenendo si fosse verificato a metà legislatura, Grasso e Boldrini avrebbero certamente dovuto dimettersi, ma poiché è avvenuto a legislatura pressoché terminata, la loro posizione è accettabile.

Mi fa piacere che Violante abbia previsto la necessità di dimissioni se ci trovassimo a metà legislatura, ma a differenza di quello che lui sostiene, il finale legislatura avverrà tra sei mesi e forse anche tra sette, e le dimissioni sono ancora più necessarie. Gli ultimi sei mesi saranno di piena campagna elettorale e quindi l’incompatibilità tra le due cariche diventerà ancora maggiore. Mi auguro che queste dimissioni ci siano, in realtà avrebbero dovuto già averle date. Se le daranno avranno le felicitazioni di molte e molte persone alle quali mi permetterò di aggiungere anche le mie.

repubblica/Un partito democratico e aperto per fermare i populismi EUGENIO SCALFARI

Il Napoli vince più nettamente di quanto non dica il punteggio, ma Insigne…

Il suo pensiero

Scrive Gianni Mura nel suo editoriale per La Repubblica: “Il Napoli vince più nettamente di quanto non dica il punteggio. Di questi tempi, evidentemente, è più impegnativo incontrare il Chievo. Caricato dalle polemiche post-Svezia, o forse più semplicemente ispirato da un felice momento di forma in cui chiudere tutto sembra riuscirgli facile, Insigne si è calato nei panni del genio della lampada: il primo gol, un palo (in fuorigioco minimo), assist al bacio per Mertens, che tira addosso a Donnarumma, costretto a un gran volo ancora da Insigne. Che, insomma, ha fatto la differenza quasi da solo, uguagliato in fase difensiva da Koulibaly che ha spazzato l’area con efficacia. Il Milan ha fatto quello che poteva. Ha tenuto testa alla prima della classe, non manca di temperamento. Gli resta la magra soddisfazione di aver giocato buona parte della ripresa nella metà campo del Napoli, ma senza creare pericoli gravi per Reina fino al gol, splendido, di Romagnoli nel recupero. Nemmeno fortunato, il Milan, perché l’infortunio di Suso lo ha privato del giocatore più tecnico. Nel Napoli, oltre alla brutte maglie scure, da sottolineare la vecchia abitudine di non chiudere le partite sciupando troppe occasioni. Bel derby all’Olimpico, non memorabile ma piuttosto teso. Giusta vittoria della Roma, che sta viaggiando ad alta velocità. Deve recuperare una partita non facile, a Marassi con la Samp, e vincendola si troverebbe in quartieri ancora più alti, ma non conviene anticipare i tempi”.