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Napoli, per giugno piace anche Verdi!

Napoli, per giugno piace anche Verdi!

Nel corso della trasmissione “Zona 11” in onda sulle reti di Rai Sport, il noto esperto di mercato, Ciro Venerato, è intervenuto soffermandosi anche sulle mosse degli azzurri prossime e future: “Per il mercato di giugno ci sono davvero tanto nomi. Berardi resta nei piani ma piace anche Verdi, così come Castillejo, Deulofeu e Marlos dello Shakhtar. Sondaggio addirittura per Bernardeschi, ma in questo caso l’ingaggio sarebbe troppo elevato”. 

A martellate la vetrina della boutique: in manette tre rapinatori napoletani. Latitante il quarto

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130mila euro di abbigliamento rubato. In manette i tre autori del furto: Antonio Annunziata, 41 anni, Alfonso Rubino, 22 anni e Gioacchino Rubino, 45 anni, all’appello però manca in quarto. Hanno spaccato la vetrina del negozio con un martello di grosse dimensioni, poi hanno caricato la refurtiva sulla loro Ford.

E’ successo a Casoria questa notte. I carabinieri di Casalnuovo e di Pomigliano d’Arco sono intervenuti e li hanno arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Un quarto componente è riuscito a scappare con una Fiat Stilo, ferendo due agenti.

Le fasi del furto sono state riprese dalla videosorveglianza. La refurtiva è stata restituita al titolare del negozio, come riporta il Mattino.

Analisi della strage alla moschea Sufi in Egitto

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Il luogo della strage, la dinamica, le reazioni del governo de Il Cairo dopo la peggiore strage di civili della storia recente egiziana- Scheda: Chi sono i Sufi e perché gli estremisti islamici li odiano

Cosa sappiamo finora della strage alla moschea Sufi in Egitto

È una delle stragi più sanguinose della storia recente egiziana. L’attacco alla moschea di Rawda, un villaggio a 30 chilometri dalla città di Arish, nel nord del Sinai egiziano, che ha provocato almeno 235 morti e oltre 130 feriti è un atto di guerra da parte degli estremisti islamici che da diversi mesi lottano per strappare il Sinai al Cairo e farne una nuovo capoluogo del califfato dello Stato islamico.

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Il luogo. La moschea scelta per la strage è considerata roccaforte dei sufi, il ramo spirituale della galassia islamica, ritenuto eretico da parte degli estremisti dell’Isis e quindi combattuto con ferocia. è simbolico anche il giorno: il venerdì è festa e le moschee di tutto il mondo sono affollate per la preghiera di mezzogiorno, l’unica che comprende un sermone durante la settimana. E sono giorni ancora più importanti per la dottrina sufi perché precedono l’anniversario della nascita del profeta Maometto (579) che sarà celebrato giovedì prossimo. Per i seguaci di Al Baghdadi è considerata una deviazione anche la celebrazione dell’anniversario. Nel febbraio scorso gli estremisti rapirono e decapitarono due esponenti del mondo sufi nel Sinai proprio con l’accusa di eresia.

La dinamica. Dai primi racconti dei testimoni, interpellato dal giornale egiziano Youm7, un commando di almeno quindici uomini arrivati a bordo di due auto sono entrati nella moschea durante la prima parte del sermone e hanno prima lanciato una bomba e poi hanno cominciato a sparare sulla folla in fuga. Nell’attacco sono state sterminate famiglie intere. Il commando ha poi incendiato le auto presenti affinché non venissero utilizzate per soccorrere i feriti e cercato anche di ostacolare l’arrivo delle ambulanze. Il responsabile del servizio di soccorso ha comunque assicurato che sul posto sono giunte almeno cinquanta ambulanze e che i feriti sono stati distribuiti su diversi ospedali della zona.

Massacro in moscheaLe reazioni. Il presidente Abdel Fattah al Sisi ha convocato un Consiglio dei ministri d’urgenza e indetto tre giorni di lutto nazionale. Nel suo messaggio alla nazione ha promesso una risposta “brutale” e che “i martiri saranno vendicati”. Secondo il generale l’attacco definito “codardo e subdolo” è volto a “mettere in discussione la nostra capacità ma aumenta la nostra determinazione e unità per affrontare e respingere il terrorismo”. Ha assicurato infine che “la sicurezza tornerà”. Secondo Sky News Arabia le forze armate egiziane sono riuscite a uccidere, servendosi di alcuni droni, almeno 15 terroristi coinvolti nell’attacco terroristico. Il procuratore generale della repubblica egiziana Nabil Sadeq ha annunciato di aver aperto un’inchiesta incaricando una squadra interforze per portare avanti le indagini e individuare quanto prima i colpevoli.

 /agi

Vrsaljko, anche la Roma interessata: Monchi ha però saputo del vantaggio del Napoli

Vrsaljko, anche la Roma interessata: Monchi ha però saputo del vantaggio del Napoli

Anche la Roma è alla ricerca di un esterno e Matteo Darmian del Manchester United sembrerebbe essere il profilo giusto. L’ex toro però non è l unico uomo nell’agenda di Monchi, come rivela il Corriere dello Sport: “Se Darmian si rivelasse irraggiungibile, non verranno spesi soldi a caso. Monchi aveva proseguito operazioni di corteggiamento anche in Spagna: da Vidal del Barcellona fino a Vrsaliko dell’Atletico, fino a Nacho Fernandez […], per Vrsaljko, lanciato proprio da Di Francesco, Monchi ha però saputo che il Napoli è in forte vantaggio”. 

Rubano materiale informatico ad una ditta aerospaziale: arrestati due romeni

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La Polizia di Stato ha ritrovato del materiale informatico rubato ad una ditta aerospaziale di Avellino, arrestando due romeni di 18 e 31 anni. Ecco il comunicato della Questura di Napoli:

Gli agenti della sezione Volanti  dell’ Ufficio Prevenzioni Generali,  la mattina di ieri, nel corso dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, in Via Gianturco, hanno notato due individui a bordo di un’autovettura Volkswagen Passat, recante una targa bulgara.

I poliziotti hanno imposto l’Alt, al fine di procedere all’identificazione delle due persone, risultati essere due cittadini romeni di 18 e 31 anni.

Da una ispezione all’interno dell’autovettura, gli agenti hanno notato diversi P.C. Notebook, una smart Tv 48”, oltre a dell’attrezzatura meccanica professionale.

A seguito di ulteriori indagini, i poliziotti hanno accertato che, nel corso della notte, era stato perpetrato un furto, all’interno di una ditta aerospaziale ubicata in provincia di Avellino.

Il materiale rinvenuto, infatti, era stato trafugato all’interno di un’officina meccanica che opera a livello mondiale.

F.M., pregiudicato di 18 anni e I.C., pregiudicato di 31 anni, inoltre, sono stati trovati in possesso di circa € 2.000 in contanti, di cui non hanno saputo fornire alcuna spiegazione.

I poliziotti hanno sottoposto a fermo di P.G. i due cittadini romeni, perché responsabili, in concorso tra loro, del reato di ricettazione, conducendoli alla Casa Circondariale di Poggioreale.

‘Keep the gradient’: l’evento che diffonde le idee

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Al via la prossima edizione del “TED”, il posto di lavoro che assume le idee.

Inizia a Napoli dal 24 novembre la quarta edizione del TEDxNapoli, per la sua quarta edizione che vede salire sul palco dell’Università di Napoli Federico II molti dei volti importanti dell’imprenditoria che hanno fatto successo, si alterneranno raccontando le loro storie e le loro idee che hanno fatto la storia.L’idea nasce da un format americano, denominato TED, che vanta milioni di visualizzazioni sul web. Questo programma nasce in California per promuovere quelle che possono definirsi “gold idea” dei più giovani, potenziali fenomeni. Tra i volti noti che hanno partecipato al programma, si ricorda Isabel Allende e Bill Gates. “Sogna puntando sempre più in alto” è l’idea principale, la frase motivazionale tale da spronare le nuove generazioni a credere nei propri obbiettivi. Tra questi ragazzi c’è Marco, un ingegnere informatico che lavora per la Apple Accademy e che ha invitato l’app “Hear me weel”, dopo aver incontrato Carol, una donna anziana con problemi di salute. La sua idea era di creare qualcosa che potesse tornar utile a chi come lei soffriva di ingenti problemi d’udito. Tutto parte dal voler fare “qualcosa per gli altri” e Marco Barattini ci è riuscito. Insieme a lui, sul palco si alterneranno, tra gli altri,  molti altri personaggi come Rikke Wend Hartung, donna importante in Danimarca per il settore della comunicazione o Achille Damasco, 26 anni, di Scampia, laureato in Fisica e autore di una teoria evoluzionistica, la TRE (Teoria delle Risonanze Evolutive). Sono ancora disponibili sui siti di pertinenza biglietti per partecipare all’evento.

Feyenoord – Napoli, lunedì al via la prevendita: prezzo folle per gli ospiti

Feyenoord – Napoli, lunedì al via la prevendita: prezzo folle per gli ospiti

Per la gara Feyenoord – Napoli del 6 dicembre a partire dalle ore 10,00 di lunedì 27 novembre e fino alle 14,00 del 30 novembre sarà disponibile la prenotazione di un Voucher mediante download del relativo documento dal sito internet listicket.com. La procedura di acquisto online genererà un documento stampabile che dovrà poi essere obbligatoriamente presentato ai botteghini n.3 ( cognomi A-L) e n.5 (cognomi M-Z) dello Stadio San Paolo il giorno 4 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00, per essere sostituito, con il titolo valido per l’accesso al settore ospiti dello stadio “Stadion Feyenoord”, previa contestuale compilazione e sottoscrizione di un modulo informativo e presentazione di un documento di riconoscimento e consegna di una fotocopia dello stesso, sarà consentito il ritiro del tagliando anche previa presentazione di delega dell’acquirente che dovrà allegare copia del documento di riconoscimento del delegante e del delegato. Il prezzo del biglietto è di 56,00 € cui aggiungere la commissione di spettanza di Listicket per la transazione on line.

Napoli, cadono calcinacci anche dalla Galleria Quattro Giornate: ordinata la chiusura

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Era arrivata la notizia della riapertura della Galleria Laziale e dopo due ore, per compensare, quella della chiusura delle Quattro Giornate. Il motivo è lo stesso: la caduta di calcinacci dalla volta.

Dopo quindici giorni di chiusura del tunnel Laziale che ha paralizzato il traffico della città, continueranno i disagi per gli automobilisti napoletani. La Galleria Quattro Giornate resterà impraticabile giorno e notte, per un periodo di tempo ancora indefinito.

Castellammare – Torre Annunziata, pronto un nuovo piano reindustrializzazione

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Il polo industriale di Castellammare e Torre Annunziata è diventato area di crisi complessa, ossia aree che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale. Dopo la delibera della Giunta Regionale che individuava il polo industriale, il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, ha firmato il decreto che potrebbe consentire di ripartire con nuovi programmi di reindustrializzazione di questi territori e restituendo alla popolazione più posti di lavoro.

Siracusa-Catanzaro: 87 anni fa!

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Serie C Girone C – 16ª giornata

Sabato 25 Novembre 2017 ore 20:30

Stadio Nicola De Simone 2017/2018
Siracusa-Catanzaro

Per la sedicesima giornata di campionato lo stadio “Nicola De Simone” vedrà confrontarsi due squadre il cui primo incontro risale a 87 anni fa.

La prima partita tra Siracusa e Catanzaro è da ricollegare alla stagione calcistica 1930/1931, entrambe inserite nella Prima Divisione del girone sud-girone E.

In quella stagione le due squadre avevano nomi differenti rispetto a quelle delle società moderne: SyracusaeCatanzarese.

Giocarono insieme per la prima volta nell’undicesima giornata di campionato; il 7 Dicembre 1930 che terminò con un pareggio. La partita di ritorno fu giocata durante la ventiduesima giornata di campionato, il 5 Aprile 1931 terminando 1-2 per il Siracusa.

La classifica si chiuse con la Catanzarese al sesto posto con 21 punti ed il Siracusa in nona posizione con 20 punti (le altre squadre per ordine di classifica furono: Salernitana, Littorio Vomero, Messina, Reggina, Cotoniere Angri, Catania, Gladiator,  Cosenza, Bagnolese, Savoia) .

Si ritrovarono nel 1931/32 ( in questa stagione il Siracusa acquisì il nome che possiede ancora oggi, gli aretusei si piazzarono al terzo posto, la Catanzarese al nono posto) e nel 1932/33 ( La Catanzarese si piazzò al primo posto mentre il Siracusa al secondo).

L’anno 1933 fu un’annata che i tifosi del Siracusa non scordarono mai, perchè gli aretusei giocarono contro il Catanzaro lo spareggio per il primo posto in classifica, a Napoli, il 7 maggio 1933: Catanzarese-Siracusa 1-0. I Catanzaresi furono ammessi in B e il Siracusa vide il sogno sfumato fino al 1943 ( dovette aspettare il 1945 per giocare in Serie B a causa della sospensione dell’attività calcistica  per la guerra e per lo sbarco degli alleati in Sicilia).

Dopo 10 anni le due squadre si ritrovarono nuovamente in campo nella  stagione 1945/46.  L’ U.S. Catanzaro fu ammessa in Serie B per delibera della Lega Centro-Sud.  Giocarono entrambe le squadre per la prima volta contemporaneamente in Serie B nella stagione 1946/47, mentre il Siracusa chiudeva in dodicesima posizione il Catanzaro retrocesse lo stesso anno.

In totale le due squadre si sono scontrate 33 volte con: 10 vittorie del Siracusa, 12 vittorie del Catanzaro e 11 pareggi.

L’ultima volta in campo Siracusa-Catanzaro si sono scontrate nella scorsa stagione 2016/17 nella sedicesima giornata di campionato il 3 dicembre 2016 con un risultato di 0-1 per il Siracusa. il match di ritorno fu giocato nella trentacinquesima giornata di campionato il 15 Aprile 2017 con 0-1 per il Catanzaro. Il Siracusa chiuse la stagione al sesto posto, mentre il Catanzaro al diciottesimo.

Attualmente la squadra di Mister Dionigi si trova al nono posto con 14 punti, mentre il Siracusa al quarto con 23 punti.

Poche ore e il via al match sarà fischiato.

 

‘Era solo un gioco erotico’: imbavaglia e getta una prostituta

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un 52enne di Piacenza violenta lega e getta una prostituta.

E’ un uomo incensurato di Piacenza l’ennesimo accusato di violenza ai danni di una rumena. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Fiorenzuola d’Arda, accortisi della vicenda attraverso le videocamere di sorveglianza, confrontate con i tabulati telefonici. L’imputato si sarebbe difeso parlando un consenziente gioco erotico, ma i gip hanno comunque disposto una custodia, considerandolo un soggetto pericoloso. La donna, ricoverata con 30 giorni di prognosi riservata, ha dichiarato di essere stata raggiunta dal cliente, fatta salire in auto e una volta arrivati ad un luogo appartato lui le ha tappato la bocca e legato le mani, inoltre a rubarle mille euro dalla borsa. In seguito,  è stata gettata in strada, ma è riuscita a raggiungere Saliceto di Cadeo per lanciare l’allarme.

Fonte: fanpage

Insegnante di 42 anni muore in stazione Tav di Afragola. La denuncia: “Niente defibrillatore. I soccorsi dopo mezz’ora”

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Un’insegnate di 42 anni muore nel pomeriggio di ieri alla stazione Tav di Afrogola (Napoli). Si accascia al suolo per un arresto cardiaco. A soccorrerla gli operai e gli addetti alla sicurezza. Anche un utente medico che le pratica un massaggio cardiaco, in mancanza di un defibrillatore. Poi l’arrivo dei sanitari del 118, ma la 42enne non si è più ripresa.

Sulla vicenda si è aperto un divario dopo la denuncia fatta su Facebook dall’europarlamentare Nicola Caputo. Lì, in attesa di un treno per Firenze, scrive: “Alla stazione di #Afragola, mentre sono in attesa del treno per Firenze, una donna si sente male e si accascia a terra per un arresto cardiaco. Operai del cantiere e uomini della sicurezza si danno da fare per rianimarla. Arriva un medico che fa tutto il possibile, dal massaggio cardiaco all’aiuto alla respirazione. Siamo tutti agitati, proviamo tutti a chiamare il 118 e la polizia stradale. Nel frattempo si scopre che una stazione ferroviaria ultramoderna manca di defibrillatore, di attrezzature e personale di primo soccorso. L’ambulanza arriva con 30 minuti di ritardo anche per le oggettive difficoltà nel trovare la strada che porta alla stazione”.

La direzione del 118 dichiara, invece, che dal momento della segnalazione all’arrivo in stazione dei soccorsi siano trascorsi 10 minuti. Per il momento la Procura di Napoli non ha aperto nessun fascicolo al riguardo. La salma dell’insegnante è stata affidata alla famiglia.

Napoli – Allan: avviati i contatti per il rinnovo

Napoli – Allan: avviati i contatti per il rinnovo

E’ sicuramente uno dei fari del centrocampo di Sarri e per questo Giuntoli si sta mobilitando per avviare i contatti con gli agenti del giocatore e lavorare sul rinnovo. Stiamo parlando del brasiliano Allan, il quale proprio all’ombra del Vesuvio sta vivendo la sua consacrazione, ma vede il proprio contratto in scadenza nel 2019. Filtra ottimismo da entrambe le parti e Claudio Vagheggi nei giorni scorsi ha dichiarato a Radio Crc: “Mercato? Bisogna capire Allan quanto vale per il Napoli, ma la società non ha intenzione di privarsene. E’ giusto un rinnovo di contratto, ha tanti estimatori, ma sta bene a Napoli. Per quanto riguarda il rinnovo però sta seguendo il tutto il mio socio e non so a che punto siano le parti”.

Cardarelli, torna in libertà il manager Ciro Verdoliva

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La settimana scorsa il manager dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva, era stato arrestato con l’accusa di corruzione e abuso di ufficio. Verdoliva aveva attivando l’unità di crisi per l’ospedale a causa di un ingente afflusso di pazienti. Nelle ultime ore il GIP Mario Morra, ha accolto la richiesta dell’avvocato del manager, che ora può tornare a svolgere le sue mansioni presso il nosocomio napoletano. Il giudice ha revocato gli arresti domiciliari ed ha dato lui una sospensione di quattro mesi dalla carica di direttore tecnico, che però non riveste più da tempo.

Il dermatologo della Tv sviene davanti alle immagini della moglie

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Il dermatologo romagnolo più famoso della tv sviene in aula durante il processo per omicidio colposo.

Matteo Cagnoni, dermatologo famoso per le sue comparse televisive, accusato per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri, è svenuto in aula durante la videoproiezione delle immagini del corpo della moglie, prima martoriata e poi uccisa. Fin dalle prime udienze ha sempre prestato molte attenzione, ma questa volta non ha retto alle immagini forti, svenendo.

Mario Rui ci sarà: le ultime sulle condizioni del portoghese

Mario Rui ci sarà: le ultime sulle condizioni del portoghese

Ieri è uscito dal terreno di gioco di Castel Volturno con un problema alla caviglia, ma fortunatamente non sembra essere nulla di grave. Mario Rui a Udine ci sarà e dunque sarà convocato senza alcun problema da Sarri. La sua uscita era solo a scopo precauzionale e nulla farebbe pensare ad un suo forfait. Resta da vedere solamente se il portoghese partirà titolare o entrerà a gara in corso. A riportarlo è Il Mattino. 

Analisi dei numeri di femminicidi in Italia: 3 su 4 in famiglia, più al nord

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Tre uccisioni su quattro avvengono in famiglia. E nel 2016 hanno ricominciato a crescere

Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario nel nostro Paese sono state tremila. E nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere rispetto all’anno precedente (+5,6%, da 142 a 150), trend sostanzialmente confermato dai 114 casi – più di uno ogni 3 giorni – dei primi dieci mesi di quest’anno. L’incidenza femminile sul numero di vittime totali di omicidi non è mai stata così elevata, 37,1%: nel 2000 si attestava sul 26,4%. Sono numeri di una strage infinita quelli delineati nel quarto Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, pubblicato ala vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Più donne uccise al Nord

Il dato del 2016 si spiega soprattutto con un forte aumento (+30%) rispetto al 2015 di femminicidi nelle regioni del Nord (da 60 a 78, il 52% del totale) e del Centro (da 20 a 26, il 17,3% del totale) mentre al Sud si registra un calo del 25,8% (da 62 a 46, il 30,7% del totale). Anche in termini relativi il nord registra il rischio maggiore, con un indice pari a 5,5 femminicidi ogni milione di donne residenti, a fronte di 4,3 al sud e di 4,2 al centro (4,8 la media nazionale ).A livello regionale nel 2016 il più alto numero di femminicidi si registra in Lombardia (25 vittime), che però in termini relativi (con 4,9 femminicidi per milione di donne residenti) supera solo di poco la media nazionale; seguono il Veneto (17 femminicidi, in forte aumento rispetto ai 7 casi dell’anno precedente) e la Campania, che pure ha visto scendere il numero dei casi da 31 a 16. Quarta in graduatoria l’Emilia Romagna, con 13 vittime, seguita da Piemonte, Toscana e Lazio, con 12 femminicidi ciascuna, tutte caratterizzate da una forte recrudescenza del fenomeno (rispettivamente +50%, +33,3% e +100% tra il 2015 e il 2016). In termini relativi la graduatoria presenta risultati molto differenti, collocando al primo posto la Liguria (7,3 femminicidi per milione di donne residenti), seguita dalla Calabria (7), dal Veneto (6,8) e dal Friuli Venezia Giulia (6,4).

Tre vittime su quattro in famiglia

Il contesto prevalente del femminicidio si conferma anche nel 2016 quello familiare e della sfera affettiva, dove si consumano ben 115 dei 150 casi censiti in Italia (il 76,7% del totale, che sale all’81,3% tra le sole vittime italiane), con un aumento del 3,6% sull’anno precedente. In aumento anche gli altri “femminicidi di prossimità” (nel contesto amicale, lavorativo, di vicinato), saliti da 11 a 18 (+63,8%) tra 2015 e 2016. Stabili invece i femminicidi riferibili alla criminalità (con 16 vittime sia nel 2015 sia nel 2016, il 10,7% di quelle totali). Nell’ultimo anno, i femminicidi ‘di coppia’ rappresentano il 64,3% di quelli familiari: è il tarlo del possesso e della gelosia a spiegare la percentuale più elevata di omicidi di donne (30,3% di quelli familiari), seguiti da quelli scaturiti da conflitti e dissapori quotidiani (24,8%); in crescita (+58,3%) i femminicidi legati all’ampia area del disagio, soprattutto della vittima (19 casi, pari al 17,4% del totale, a fronte dei 12 del 2015), in particolare nelle coppie anziane; nel 13,8% dei casi si rileva un disturbo mentale dell’autore.

Violenze pregresse in un caso su quattro

L’analisi dei femminicidi di coppia evidenzia – secondo l’Eures – una storia di pregresse violenze compiute dall’autore in almeno un quarto dei casi censiti (il 24,2% tra il 2000 e il 2016, che sale al 37,1% nel 2016) e che risultano peraltro note a figure esterne alla coppia stessa nel 69% dei casi. Le principali forme di violenza agita sono la violenza fisica (69% dei casi), le violenze psicologiche (39,7%) e gli “atti persecutori”, il cosiddetto stalking (27,3%). Colpisce che tra i femminicidi segnati da violenze pregresse nel 44,6% dei casi la vittima aveva denunciato l’autore, senza tuttavia ottenere una “protezione” idonea a salvarle la vita. In circa la metà dei casi (il 48,8%) i maltrattamenti subiti dalle vittime di femminicidio avevano un carattere ricorrente.

Le anziane sono più a rischio

Prosegue nel 2016 l’aumento delle vittime di femminicidio anziane (+7,1%) già segnalato nei precedenti Rapporti: rappresentano il segmento principale di questo fenomeno con 45 femminicidi, pari al 30% dei casi totali e il rischio più elevato (5,9) per milione di donne residenti. La seconda fascia più coinvolta è quella delle 25-34enni (19 vittime, pari al 12,7% e un indice pari a 5,7), vittime prevalenti degli omicidi passionali/del possesso. Seguono le 45-54enni (25 vittime e un indice pari a 5,1), le 35-44enni (22 vittime e 5,0) e le 55-64enni (20 vittime e indice 4,9). Il rischio risulta significativamente inferiore tra le minorenni (2,9 e 14 vittime) e nella fascia 18-24 anni (2,5 e 5 vittime).

Coerentemente con la forte incidenza delle vittime anziane, la maggioranza relativa delle donne uccise (il 26,9% del totale nel 2016) risulta essere pensionata; significativa la quota delle disoccupate e delle casalinghe (18,5%), seguite dalle vittime tra le prostitute (5,9%); tra le vittime impegnate in un’attività lavorativa (il 37% del totale), prevalgono le impiegate (11,8%), davanti a colf e badanti (6,7%) e lavoratrici autonome/imprenditrici (6,7%).

Le vittime straniere salgono di oltre il 40%

Oltre un quarto delle donne uccise in Italia nel 2016 (38, pari al 25,3%) risulta di nazionalità non italiana, con un incremento del 40,7% rispetto al 2015 (quando rappresentavano il 19% dei femminicidi totali). L’aumento dei casi complessivamente registrato nel 2016 (+5,6%) è quindi attribuibile alla sola componente straniera, mentre diminuiscono leggermente i femminicidi di donne italiane (da 115 a 112, pari a -2,6%). Complessivamente tra il 2000 e il 2016 sono state 649 le donne straniere uccise (pari al 22,4% del totale): si tratta nel 58,9% dei casi di “femminicidi etnici”, commessi cioè da autori anch’essi stranieri, spesso connazionali delle vittime, mentre nel 41,1% dei casi l’autore risulta italiano. Diversamente, soltanto un marginale 8% dei femminicidi con vittime italiane è commesso da autori stranieri. Tra le vittime straniere, tra il 2000 e il 2016, l’età media (34,1 anni) risulta molto inferiore a quella delle vittime italiane (51,6), gap dovuto sia alle caratteristiche anagrafiche della popolazione straniera (piu’ giovane di quella italiana), sia alla maggiore incidenza tra le straniere dei contesti omicidiari diversi dalla famiglia, in particolare della criminalità comune. Se tra le sole vittime italiane oltre un terzo (il 36,6%) presenta un’età superiore a 64 anni, tale incidenza scende ad un marginale 2,3% tra quelle straniere.

Nove volte su dieci l’assassino è un uomo 

Dal 2000 a oggi, la quasi totalità degli autori di femminicidio risulta essere un uomo (91,9%), a fronte dell’8,1% di donne. La quota si attesta nel 2016 al 92%, salendo al 93% per quelli in ambito familiare). Anche per quanto riguarda l’età degli autori, come per le vittime, si registra un maggiore coinvolgimento di over 64 (23,4% a fronte del 15,8% mediamente rilevato negli ultimi 16 anni) e di 45-54enni (24,1%). L’età media degli autori subisce nell’ultimo anno un netto aumento, passando da 46,3 anni nel periodo 2000-2016 a 50,3 nel 2016.

184 prostitute uccise dal 2000

Il quarto Rapporto Eures accende un cono di luce sui femminicidi con vittime prostitute (184 tra il 2000 e il 2016), ovvero su “quei ‘femminicidi dimenticati che, nonostante l’efferatezza che spesso li caratterizza, raramente raccolgono, da parte delle Istituzioni, dell’opinione pubblica, della società civile e dei media la necessaria attenzione, risultando anche per questo uno dei segmenti del fenomeno con la più alta percentuale di casi irrisolti (il 44,6%, a fronte dell’11,4% dei femminicidi totali)”. Il 51% delle prostitute uccise è censito ancora una volta nel nord del Paese, seguito dal sud (26,6%) e dal centro (22,3%): l’età media delle vittime risulta in questo caso pari a 30,5 anni (di 20 anni inferiore a quella censita per il totale dei femminicidi), con il 70,7% delle vittime 18-34enni. L’84,8% delle vittime è straniera: le 156 prostitute straniere uccise in Italia tra il 2000 e il 2016 rappresentano il 24% di tutte le vittime di omicidio straniere. Tra le nazionalità delle vittime (sempre tra il 2000 e il 2016) prevalgono le nigeriane (25,3%), seguite dalle romene (18%), dalle albanesi (11,3%), dalle moldave (6,7%) e dalle brasiliane (5,3%). Tutti gli autori noti di questi femminicidi risultano di sesso maschile, con una prevalenza di italiani (70,6% dei casi) rispetto al 29.4% di stranieri.

 /agi

‘L’Italia sta uscendo dalla crisi ma non è abbastanza’

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Aperta la Leopolda 8, Renzi annuncia: <<L’Italia sta uscendo dalla crisi>>.

L’edizione della Leopolda, apertasi ieri, è stata inaugurata con il ricordo delle vittime in Egitto da parte dell’ex premier del consiglio Matteo Renzi. L’ultimo congresso è dedicato alla lotta. Attraverso i media, ciò che vuole arrivare, come sottolinea il politico, è l’idea di rassegnazione e resa dinanzi ad un Italia che sta crollando, ma ciò non è la realtà: Renzi parla di un paese si sta rialzando anche grazie all’ausilio del governo degli ultimi anni e le riforme varate. La Leopolda si profila come un tavolo di riflessione per nuove proposte concrete a favore dello sviluppo italiano. L’idea è quella di superare chi cerca di ostacolare il lavoro, in primis attraverso la divulgazione di notizie false, denominate “fake news”, superando ogni sorta di populismo, che sempre secondo Renzi, è stato il tallone d’Achille degli ultimi anni di governo. Viene ricordato, inoltre all’L8, il sostegno del partito democratico sulla legge del biotestamento, i diritti civili e quella sul fin vita. Obbiettivi primari per le prossime primarie?

L’ex Strinic dichiara: “Per lo scudetto tifo Napoli”

L’ex Strinic dichiara: “Per lo scudetto tifo Napoli”

Dopo l’infortunio di Ghoulam in parecchi a Napoli si sono mangiati le mani per averlo perso e l’ottimo avvio di stagione con i doriani non ha fatto altro che aumentare i rimorsi. Stiamo parlando dell’esterno croato Ivan Strinic, il quale ha rilasciato una lunga intervista per la Gazzetta dello Sport, soffermandosi sull’attuale esperienza blucerchiata e sulla sua ex squadra: “Sampdoria? Non potevo fare scelta migliore, qui tutto è splendido. Inoltre, dopo più di un anno, sono stato richiamato in nazionale e con i miei compagni ho conquistato il Mondiale. Per noi croati è sempre un’impresa eccezionale, ma quest’anno abbiamo giocatori fortissimi. Tornando alla Samp qui ho pure ritrovato Zapata, con il quale ci siamo ritrovati ai margini del Napoli e dove per un mese abbiamo giocato solamente a calcio-tennis. Lui è davvero fortissimo, protegge palla, salta l’uomo e tanto altro oltre ai gol. Nella lotta scudetto, comunque, ovviamente sto con i miei amici napoletani, perché uno scudetto lì sarebbe vissuto in maniera incredibile”.

Incinta a 11 anni dopo ripetute violenze sessuali. Arrestato l’amico di famiglia

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A 11 anni aspetta un bambino dall’amico di famiglia a cui veniva affidata in assenza dei genitori. La piccola, lo scorso 17 novembre, è stata accompagnata dalla madre in ospedale perchè “aveva la pancia gonfia”. Si pensava ad un’intossicazione, invece, i medici hanno informato che si trattava di una gravidanza. La bambina è incinta di 22 settimane.

Accade a Torino. L’11enne vive in appartamento sito a Barriera di Milano, antico quartiere della città. Veniva spesso affidata agli zii, per via dell’assenza dei genitori impegnati a lavoro. A casa dei parenti c’era anche l’uomo che l’ha stuprata, un 35enne nigeriano, connazionale della famiglia protagonista di questa vicenda.

Il violentatore è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale. Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.